Mese: Ottobre 2011

  • Le iniziative di solidarietà di Arci per le popolazioni alluvionate

    Le iniziative di solidarietà di Arci per le popolazioni alluvionate

    alluvioneArci Liguria e Prociv ArciLiguria organizzano una raccolta fondi e di generi di prima necessità per aiutare le popolazioni del levante ligure colpite dall’alluvione.

    “Emergenza alluvione” c/c ARCI Liguria – Banca Etica IBAN IT16B0501801400000000140234
    Queste le coordinate bancarie da utilizzare per partecipare alla raccolta fondi attraverso il conto corrente dedicato attivato da Arci Liguria d’intesa con la Direzione Nazionale.

    Le risorse che verranno canalizzate attraverso questo conto, servono in questa prima fase a sopperire a tutte quelle necessità primarie che i nostri volontari stanno incontrando nell’intervento nelle zone colpite che  coordiniamo insieme alla nostra Prociv

    La P. A. Croce Verde Chiavarese su indicazione di Prociv-Arci Liguria – attiva a Romito Magra a seguito della recente alluvione nello spezzino – indice una raccolta di viveri consistente solamente nei seguenti generi: bottiglie di acqua minerale da un litro e mezzo, pasta e scatolame vario di qualsiasi formato (possibilmente non in pezzi singoli), badili, guanti da lavoro, stivali, attrezzi da scavo, carriole ecc.

    Tutto il materiale deve pervenire entro sabato sera presso la sede di Largo G. Casini, 10 a Chiavari poichè domenica mattina sarà inviato il tutto con la squadra che partirà per il Polo Provinciale di Santo Stefano Magra.

  • Come è nato l’universo? Tutte le teorie nel libro di Corrado Lamberti

    Come è nato l’universo? Tutte le teorie nel libro di Corrado Lamberti

    L'universoCorrado Lamberti, astrofisico e divulgatore scientifico, nell’ambito dell’incontro “Alla scoperta dell’Universo”, ha presentato il suo ultimo libro “Capire l’universo” che, come dichiarato dallo stesso autore, è rivolto essenzialmente agli studenti liceali o a coloro che vogliono avventurarsi in questo mondo “trascendentale”, pur non essendo degli esperti.

    Per tale scopo, dismessi i panni dell’erudito, è andato alla ricerca di quella semplificazione necessaria, pur nel rigore scientifico, per rendere comprensibili ostici problemi matematici e formule fisiche, spesso esposti con un linguaggio da “marziani” (testuali parole).

    Appare, quindi, quasi normale che un certo Edwin Hubble, una mattina, si sia alzato, nel 1931, ed abbia comunicato al mondo che l’universo si stava espandendo. In realtà, questo è stato il finale di un lungo percorso che traeva spunto da un’ipotesi fondamentale, elaborata 13 anni prima, e cioè che l’universo fosse isotropo (omogeneo in tutte le direzioni dello spazio) e che valessero le stesse leggi fisiche che governano il nostro mondo.

    Con la scoperta dell’espansione dell’universo, gli astrofici si sono dati da fare al fine di elaborare modelli per configurare lo spazio, tra cui quello evolutivo e quello stazionario, che sono stati in competizione tra loro fino al 1975.

    I cosmologi, con i loro modelli, erano consapevoli che, solo quando sarebbero stati in grado di acquisire dati relativi ai redshift o alle distanze delle stelle in spazi molto lontani, avrebbero potuto risolvere il mistero. Negli anni 50-60, infatti, le osservazioni non superavano i 2 miliardi di anni luce e bisogna aspettare la scoperta della radiazione fossile, per accertarne l’ipotesi evolutiva così come, nel 1998, quando con le supernove di tipo 1 si sono raggiunti quei confini osservativi, si è stabilito con certezza che la forma dell’universo risponde alle regole della geometria euclidea.

    Nello stesso anno, un’altra pietra miliare segna la storia dell’astronomia: la scoperta dell’accelerazione espansiva dell’universo per la quale Saul Perlmutter ed altri hanno ricevuto il Nobel. Questo concetto fece scalpore perché, apparentemente, contrasta con la presenza di materia che, esercitando una forza di gravità contraria, pone un freno con conseguente, logica, decelerazione del moto. Il dato ormai è consolidato e, da almeno 7 miliardi di anni, l’universo procede verso l’infinito con una velocità che aumenta nel tempo. L’unica spiegazione plausibile è che esista una “spinta” antigravitazionale (energia oscura) che non è materia, non è radiazione, non è energia convenzionale e risulta essere il motore di questa “corsa” progressiva.

    Nonostante negli ultimi 5 anni si sia riusciti a delineare la storia dell’evoluzione dinamica dell’universo, altre ipotesi affascinanti si affacciano all’orizzonte. Negli anni 80’, Alan Guth, giovane ricercatore statunitense, per spiegare la mancanza di monopoli magnetici, particelle primordiali che si sarebbero formate nei primi istanti del Big Bang, ha elaborato la teoria dell’inflazione: una super-espansione che il cosmo avrebbe conosciuto una frazione di secondo piccolissima dopo questo evento primordiale (10 alla meno 35 secondi), una super-espansione esplosiva, grandiosa, esponenziale che, per fare un esempio, partendo da un punto grande come la capocchia di uno spillo avrebbe portato, in un attimo, alle dimensioni dell’universo attuale.

    Comunque sia nato lo spazio che si perde tra le stelle, resta il fatto che la mente umana continuerà il suo cammino di ricerca, proprio come la pulce che apre il prologo del libro di Lamberti: “C’è una pulce annidata tra i peli del mio gatto, una pulce curiosa e megalomane che si è messa in testa di indagare su chi, quando, come e perché, edificò le maestose rovine del Machu Picchu.” Un’impresa titanica per la piccola pulce, ma nulla in confronto a quella che aspetta l’uomo nella sua esplorazione siderale.

    Adriana Morando

  • Gianmaria Testa, il cantautore di Cuneo scoperto dai francesi

    Gianmaria Testa, il cantautore di Cuneo scoperto dai francesi

    Gianmaria TestaChe cosa ti manca, Gianmaria? “Mi manca sapere cosa mi manca…. e mi manca Pasolini. Per fortuna sono amico di Erri de Luca, un grande poeta”.

    Nativo della provincia di Cuneo, Gianmaria Testa era il capostazione dello scalo ferroviario della città piemontese. A 36 anni, dopo aver vinto il premio Recanati per due anni consecutivi, incontra la produttrice  francese Nicole Courtois e l’anno successivo, il 1995, esce in Francia il suo primo album intitolato “Montgolfieres”.

    Neanche un anno dopo Gianmaria pubblica il secondo lavoro “Extra-Muros”, ma è dopo la brillante esibizione all’Olympia di Parigi del 1996 che l’Italia si accorge del “suo” cantautore.

    Nel 1999 l’album “Lampo” esce anche in Italia, ma Gianmaria non abbandona il posto di ferroviere e continua a dividersi fra binari e concerti in tutta Europa. La consacrazione nel Bel Paese arriva l’anno successivo con il “Valzer di un giorno“, il primo album di produzione italiana, un disco che ad oggi ha venduto oltre 80.000 copie. “Altre altitudini” (2003) e “Da questa parte del mare” (2006) sono il passato recente.

    Quale è il tuo rapporto con la musica? “La canzone è un’arte minore rispetto alla purezza della poesia o della scrittura in genere, perché si appoggia e sfrutta le scorciatoie della musica che, diciamolo, è un po’ puttana…Ciò nonostante credo che meriterebbe più rispetto soprattutto da parte di chi la propone, a maggior ragione se si pensa a quante canzoni stupende rimangono chiuse nei cassetti…”

    C’è un misto di pudore e sfrontatezza nel suo volto quando si parla di musica, della sua musica: “Quando scrivo una canzone cerco di autocensurare tutto ciò che in qualche modo riguarda solo me, così evito l’ansia da prestazione e la vergogna quando la faccio ascoltare a qualcuno per la prima volta.”

    “Io al contrario di tanti altri colleghi non ho un rapporto quotidiano con la chitarra, talvolta la lascio appesa al muro per mesi e se quando la riprendo mi ricordo quello che avevo suonato l’ultima volta, allora quel qualcosa deve diventare canzone e inizio a lavorarci.”

    Nella sala del teatro scende il silenzio quando testa suona alcune delle sue canzoni più belle, “Una lucciola d’agosto“, “Come al cielo gli aeroplani” e poi “Ritals” una canzone dedicata all’emigrazione… Quale è la posizione di Gianmaria sul tema?

    “Io non mi aspettavo che l’immigrazione in Italia non creasse problemi, ma sinceramente mi aspettavo un po’ di memoria in più da parte nostra. La cosa che mi fa arrabbiare è che le pulsioni di ognuno di noi, stupide quanto normali, spesso vengono aizzate da media e politica e mai calmate”.

    Gabriele Serpe

     

     

  • La Claque in Agorà, gli eventi della prima settimana di novembre

    La Claque in Agorà, gli eventi della prima settimana di novembre

    BalmorheaEcco gli eventi in programma a La Claque, in  Vico San Donato.

    MERCOLEDIì 2 NOVEMBRE h 2130 Ingresso 10 euro

    JONT – TROUBADOUR WORLD TOUR – Jont, l’astro nascente del new acoustic movement inglese: armato della sua chitarra, gira il mondo sperimentando un nuovo modo di fare musica live, in piccoli spazi, a volte anche in abitazioni private, per un pubblico intimo, con la luce bassa e l’atmosfera rilassata che permette di stare più vicini alla sua musica e alle sue storie.

     

    GIOVEDI’ 3 NOVEMBRE h 2230 Ingresso 7 euro

    DISORDER DRAMA – BALMORHEA (postclassic postfolk postrock ) Provenienti da Austin, Texas, i Balmorhea vengono definiti  connubio di folk, post-rock, musica classica ed evocazioni ambientali. / JUNE MILLER ( Emo `98 vs indierock). La musica di June Miller è cinematografia onirica, colonna sonora di luoghi senza mappa e senza nome. June Miller è suono denso e rarefatto, meteorologia dell’animo, a volte cumulonembo di pioggia e rabbia, a volte macchia di bianco tesa a galleggiare sul blu. Le sue note si perdono tra la parola odore e la parola profumo per ritrovarsi sulla punta della lingua nel momento in cui la consapevolezza surclassa le parole.

     

    VENERDI’ 4 NOVEMBRE h 2230 Ingresso 7 euro

    ESMERALDA SCIASCIA – RIDERE Cantante percussionista specializzata in musica afro-cubana,beat, jazz e pop ha fatto parte delle Voci Atroci e ha al suo attivo una partecipazione ad un cd e al relativo tour mondiale con il grande percussionista indiano Trilok Gurtu.

     

    SABATO 5 NOVEMBRE h 2230 Ingresso 10 euro

    ZIBBA E ALMALIBRE – ZIBBA NEW SHOW Una delle più interessanti realtà del nuovo cantautorato italiano. In bilico tra il roots rock e la poetica dei grandi cantautori, ma la vera forza di questo cantautore e della sua band sta nel Live: Un viaggio intimo, in un mondo fatto di parole calde.

  • Swap Party, si diffondono in Italia le feste del baratto

    Swap Party, si diffondono in Italia le feste del baratto

    Swap PartyGodersi la vita senza rinunciare a nulla, indossare abiti alla moda e arredare la casa con oggetti di design, frequentare locali eleganti e farsi coccolare da esperti della bellezza e del benessere. Ecco quello che puoi avere se partecipi ad uno swap party!

    Chiaramente, madre di questa iniziativa un po’ stramba ma sicuramente divertente, è l’America, dove in un primo momento gli swap party venivano organizzati in casa tra amiche in parallelo al cambio degli armadi…

    Cosa sono? Letteralmente… feste del baratto! Eventi che all’estero sono oramai all’ordine del giorno e che da qualche tempo sono approdati anche in Italia. Sono espressione del gusto di un nuovo edonismo sostenibile che, paradossalmente, proprio grazie alla grande ritirata dell’economia mondiale, ha un aspetto assolutamente gradevole: può sganciarsi dal potere di acquisto e liberarci dalla necessità di spendere.

    In Italia, questa tipologia di eventi ha acquisito un gusto pubblico… per questo  motivo gli atelier, le gallerie d’arte e i locali come bar e caffè organizzano di tanto in tanto queste feste del “bien vivre” che favoriscono il risparmio ma anche l’eleganza, il benessere, il divertimento e le relazioni sociali.

    Vi siete stufate di una borsetta? Magari qualcun altro la desidera ardentemente e ha quella cintura che voi puntavate da tempo… Si scambiano gli oggetti et voilà, il party è servito! Si scambiano abiti, accessori, bijoux, ma anche oggetti, mobili, idee, progetti, case, vacanze e tutto quanto può essere ‘goduto’ da altre persone nel momento in cui noi non lo utilizziamo più.

    Condizione essenziale: l’elevata qualità e l’ottima fattura degli oggetti di scambio, che devono essere in ottimo stato se non nuovi o mai usati… tutto qua? Esatto… vi siete incuriositi? Sicuramente la capitale di questa nuova tendenza è Milano ma nel nord Italia la moda si sta espandendo a macchia d’olio… quindi cosa aspettate? Io sto già frugando nell’armadio in cerca di oggetti da scambiare…

    Matilde Gomez

  • Il Comune vende il palazzo ex Ansaldo Nira, si pensa ad un albergo

    Il Comune vende il palazzo ex Ansaldo Nira, si pensa ad un albergo

    Ex Ansaldo Nira
    L'edificio ex Ansaldo Nira in via dei Pescatori 35

    L’imponente edificio ex Ansaldo Nira ed ex Ansaldo Trasporti, in via dei Pescatori 35 poco distante dal padiglione B, è stato ufficialmente messo in vendita dal Comune che ha indetto un’asta pubblica.

    Il prezzo base d’asta è di 13.296.000,00, si tratta di una costruzione di 11 piani di 17.395 metri quadrati complessivi con un’area “Centro Congressi” di ulteriori 3.404 metri quadrati.

    Venne ultimato nel 1964, progettato da Maurizio Vitale, Domenico Del Vecchio e Edoardo Sarzano, gli stessi che progettarono il padiglione C. In principio il palazzo era stato pensato per ospitare la mostra delle telecomunicazioni e i congressi nell’Auditorium. Il progetto del museo rimase però inattuato, per qualche anno l’edificio venne utilizzato per ospitare Eurodomus, una rassegna di mobilio e arredamento, poi rimase inutilizzato sino ai primi anni ’80.

    Sulla scia dell’entusiasmo nucleare, l’edificio venne rimesso in sesto e consegnato ad Ansaldo come sede della “Ansaldo Nira”. Ma il nucleare venne presto abbandonato e la struttura passò ad Ansaldo Trasporti.

    A marzo del 2005 anche l’ultimo insediamento di Ansaldo (Ansaldo Signal) abbandona la sede di via Pescatori 35 e questa immensa “cattedrale per nessuno”, che campeggia di fronte alla collina di Carignano, si ritrova nuovamente senza inquilini.

    Intanto, nel maggio 2003, Regione, Comune, Autorità Portuale, Provincia e Fiera di Genova siglavano un accordo di programma per dare il via libera a Fiera di Genova per la trasformazione della struttura ex Nira in albergo di elevato standard qualitativo con vista da Portofino a Capo Noli, accesso dal mare, 157 camere e 28 junior suite.

    Tale progetto preliminare non è prescrittivo per i potenziali investitori, ma il diritto di superficie, attribuito da Comune a Fiera, è di durata quarantennale e scadrà il 31 dicembre 2046.

    Con questo particolare dovrà fare i conti chi deciderà di investire sull’immobile, un edificio dalle enormi potenzialità che fino ad oggi Genova non ha saputo utilizzare e valorizzare.

    Le offerte dovranno pervenire all’Archivio Generale Protocollo del Comune di Genova sito in piazza Dante al civico 10. Il termine ultimo per la consegna è entro e non oltre le ore 12 del giorno 9/11/2011. Il bando integrale può essere ritirato presso l’aufficio Acquisti e vendite in via di Francia 1.

     

  • Margherita Hack, la storia dell’universo: vita e morte delle stelle

    Margherita Hack, la storia dell’universo: vita e morte delle stelle

    Margherita HackParole come sole, stelle, infinito, hanno fatto da cornice alla “Lectio Magistralis” tenuta, presso l’aula polivalente S. Salvatore di Piazza Sarzano, dalla celeberrima astrofisica italiana Margherita Hack. Come un pittore, con sapienti tocchi, riesce a far emergere da una tela muta scorci di vita reale o immaginaria così, in poche frasi, la scienziata è riuscita ad ammaliare il pubblico e a proiettarlo nella storia dell’universo.

    Partendo dagli ominidi, che non avevano spiegazioni per quei punti luminosi che vedevano brillare nella sfera celeste, passando per la filosofia del francese Auguste Compte che negava la possibilità di scoprire gli elementi costitutivi delle stelle, la cosmologia ha percorso un viaggio faticoso ma ricco di vittorie che ci permettono di capire la composizione di un astro, la sua nascita e la sua morte.

    LA NASCITA DI UNA STELLA

    Dal prestorico Big Bang, che data 13,7 miliardi di anni, atomi di idrogeno e polvere stellare si sono aggregati in minuscoli primordi di vita, tenuti insieme dalla forza di gravità. In questi “grumi”, si sono prodotte collisioni casuali e caotiche tra gli atomi del gas, con formazione di energia che è responsabile della forza pressoria rivolta verso la superficie, dove il calore viene disperso.

    Questa competizione, tra dinamiche opposte (gravità e pressione),termina al raggiungimento dell’equilibrio (tanta energia si crea tanta ne viene dispersa) e la neonata stella può incominciare il suo cammino: smette di contrarsi ma cova, nel suo centro, un cuore bollente dove, continue reazioni nucleari, trasformano l’idrogeno in elio.

    IL SOLE

    Eventi analoghi hanno portato alla formazione del nostro sole che è nato circa 10 miliardi di anni fa ed ora si trova a circa a metà della sua vita. Come tutte le stelle è destinato a spegnersi per mancanza di combustibile quando, esaurito tutto l’idrogeno, diminuita l’energia, prevarrà nuovamente la forza gravitazionale, innescando un processo di contrazione (Nana Bianca). Collassando, si determina un nuovo riscaldamento e quando la temperatura raggiungerà i 100 milioni di gradi Kelvin, per non esplodere, incomincerà ad espandersi.

    Nel caso del sole si è calcolato che potrebbe raggiungere un raggio di 140 milioni di chilometri inglobando Mercurio e Marte mentre la terra sarebbe ridotta ad una palla arida. Perdendo vigore, perderà anche luce, fino a spegnersi completamente.

    SUPERNOVA

    Altre stelle, come le Supernove, con massa pari a 10-20 volte quella del sole, hanno una vita più breve, splendono 100mila volte di più, bruciano più rapidamente e vanno incontro ad una fine diversa. Esaurite le scorte energetiche, dopo continue espansioni e contrazioni, nell’ultima mezz’ora di vita, danno origine ad una serie accelerata di reazioni nucleari che le porta ad esplodere, seminando nello spazio la polvere stellare per nuove fonti di vita.

    Adriana Morando
    Foto e video Daniele Orlandi

  • Speciale Festival della Scienza, video e notizie

    Speciale Festival della Scienza, video e notizie

    Festival della Scienza, speciale EraSuperba

    Mercoledì 2 novembre – Che cosa è la chitina? La seconda materia più diffusa in natura dopo la cellulosa

    La chitina è una materia diffusissima in natura, scoperta dal farmacista padre del glucosio il francese Henri Braconnot nel 1811, si trova nella pelle dei serpenti come nelle ali delle farfalle, è utilizzata per produrre bende viste le proprietà cicatrizzanti e per imballare cibi e bevande. Alla scoperta della chitina al Porto Antico di Genova…

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    Martedì 1 novembre – Genoa Port Center, Alberto Diaspro e Maria Rebecca Ballestra ricordano la petroliera Haven

    Video di Daniele Orlandi

    Lunedì 31 ottobre – Alla scoperta dell’universo con Corrado Lamberti

    Con la scoperta dell’espansione dell’universo e dell’accelerazione espansiva si è stabilito con certezza che la forma dell’universo risponde alle regole della geometria euclidea e che dal almeno 7 miliardi di anni l’universo procede verso l’infinito con una velocità che aumenta nel tempo.

    Corrado Lamberti, nel suo libro “Capire l’universo“, cerca di spiegare ai studenti e anche a chi non ha preparazione in materia, le teorie sulla formazione e la vita dell’universo.

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    Domenica 30 ottobre – Visita al Centro Meteorologico Arpal: che cos’è una nuvola?

    Il pulviscolo atmosferico capta il vapore acqueo presente nell’aria.  Le correnti che muovono verso l’alto con il diminuire della pressione si raffreddano e si espandono, ne consegue una saturazione del vapore che passa dallo stato gassoso allo stato liquido sottoforma di piccole gocce d’acqua.

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    Sabato 29 ottobre – La storia dell’universo raccontata da Margherita Hack

    Il sole è nato 10 miliardi di anni fa ed è a metà della sua lunga esistenza. Come tutte le stelle si spegnerà una volta esaurito tutto l’idrogeno, quando diminuirà l’energia par lasciare spazio alla forza gravitazionale. La temperatura raggiungerà i 100 milioni di gradi Kelvin, e il sole, per non esplodere, incomincerà ad espandersi fino a un raggio di 140 milioni di chilometri inglobando Mercurio e Marte e “arrostendo” la terra.

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    Venerdì 28 ottobre – Margherita Hack presenta “Il mio infinito”

    Video di Daniele Orlandi

     

    Venerdì 28 ottobre – Il bosco “respira” al Museo di Storia Naturale

    Il bosco respira di vita. Questo è il messaggio di un percorso che il Museo di Storia Naturale di Genova, nell’ambito del Festival della Scienza, vuole trasmettere ai piccoli visitatori. Si presenta come un cammino esplorativo riservato ai bambini ma saranno gli adulti, per primi, ad essere incuriositi dai racconti che gli abitanti, di questo habitat particolare, narrano in prima persona attraverso la visione di un documentario in 3D.

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    Giovedì 27 ottobre – Scienza in cucina – ricette ed esperimenti

    Video di Daniele Orlandi

     

    Giovedì 27 ottobre – “Sesso Selvaggio” alla Fnac di Genova

    Essendo la riproduzione l’unico obiettivo della natura, si sviluppano le più stravaganti strategie a cui la fantasia non pone limiti: dalla poligamia all’ermafroditismo, dall’inganno all’autoerotismo, dalla famiglia allargata alla transessualità, dal travestimento al cambiamento di sesso per necessità. Facciamo un salto fra i personaggi del libro di Claudia Bordese “Sesso Selvaggio“…

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    Mercoledì 26 ottobre – Osservatorio Astronomico Righi, alla scoperta di Giove

    Giove si nasconde nella porzione di cielo occupata dalla costellazione dell’ariete, luminoso come una stella, col suo lento moto rotatorio intorno al sole (12 anni). Il gigante del nostro sistema planetario si mostra in tutta la sua magnificenza, ricco di gas contenenti cristalli di ammoniaca ghiacciata e composti del carbonio, dello zolfo del fosforo, elementi responsabili della sua disomogenea tintorialità. Intorno, un pullulare di orbite descritte dalle sue 64 lune di cui, le più famose, sono: Io, il più vicino, Europa, il più piccolo, Ganimede, il più grande e Callisto, il più lontano.

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    Martedì 25 ottobre – Eni, il “miracolo italiano” di Enrico Mattei

    Una mostra a palazzo della Meridiana per ripercorrere la storia dell’industria petrolifera italiana, le intuizioni imprenditoriali di enrico Mattei, lo storico simbolo del cane a sei zampe, gli affari con l’Egitto e a metà degli anni 50 l’azienda conta oltre 56000 dipendenti. La tragica morte di Enrico Mattei in un incidente aereo non cambia le sorti di una società che il Financial Time definì “miracolo italiano”

    Leggi l’articolo di Adriana Morando

     

    Lunedì 24 ottobre – Race, alla conquista del Polo Sud

    Nel centesimo anniversario dell’epica sfida tra inglesi e norvegesi per la “conquista” del Polo Sud, il Festival della Scienza dedica al continente di ghiaccio, l’Antartide, un’esposizione internazionale con la quale l’American Museum of Natural History di New York celebra questa ricorrenza, una mostra interattiva che ricostruisce l’appassionante gara per la conquista del Polo Sud, conducendoci a comprendere il senso di quella sfida e a scoprire l’Antartide oggi: un vero e proprio laboratorio di ricerca e cooperazione internazionale a cielo aperto.

    Video di Daniele Orlandi

     

    Domenica 23 ottobre –Robot lottatori di Sumo a Palazzo della Meridiana

    Palazzo della Meridiana, un palcoscenico meraviglioso per un incontro di “sumo” robotico: questo il tema proposto dall’associazione DiScienza in collaborazione con “Cattid” dell’Università della Sapienza di Roma. Un meeting all’insegna del gioco per avvicinare i ragazzi alla scienza dell’automazione. Il cervello del piccolo lottatore giapponese è “Arduino”, il primo hardware open source, completamente italiano, facile da montare, pratico ed economico che permette di connettere concetti complessi, come elettronica e robotica, alla vita del reale.

    Leggi l’articolo di Adriana Morando

     

    Sabato 22 ottobre – Ai confini della Fisica, incontro a Palazzo Ducale

    Anil Ananthaswamy, consulente per la rivista New Scientist, è stato il relatore di un incontro che si è tenuto a palazzo Ducale, nell’ambito delle manifestazioni del Festival della Scienza. Le affascinanti protagoniste di questo dibattito sono state la materia e l’energia oscure che astrofisici di tutto il mondo cercano nelle profondità dell’universo. Ma esistono? Dove si nascondono? Di cosa sono fatte?

    Leggi l’articolo  di Adriana Morando

     

    Venerdì’ 21 ottobre – Beppe Gambetta apre il festival della Scienza


    Beppe Gambetta, classe 1955, chitarrista genovese di fama mondiale, è l’ospite di onore che inaugura il Festival della Scienza. La serata “Traversata Atlantica” ha voluto percorrere idealmente, attraverso la chitarra acustica del maestro genovese, il filo conduttore fra le culture d’orgine dei popoli d’ Italia e America, lui che oltreoceano ha collaborato con grandi musicisti e che nel proprio dna ha sempre conservato l’amore per il folk e il country. Nell’occasione è stato celebrato il ritorno in patria dell’unico video originale di Pasquale Taraffo, musicista genovese emigrato e morto a Buenos Aires nel 1935, virtuoso della chitarra e inventore della celebre chitarra-arpa a quattordici corde.

    Video di Daniele Orlandi

     

  • Come si forma una nuvola, visita al centro meteorologico Arpal

    Come si forma una nuvola, visita al centro meteorologico Arpal

    Abracadabra e, come in una formula magica, compare una nuvola in una bottiglia… Non siamo nella fucina di mago Merlino, ma presso i laboratori del Centro Meteo-idrogeologico Ligure (ARPAL).

    Dal 1 gennaio 1998 questo Ente opera al fine di prevedere, con un ragionevole anticipo, il tipo di precipitazioni e l’impatto che queste possono avere sul territorio e sulla portata dei corsi d’acqua. Offre un’indispensabile supporto alla Protezione Civile o a semplici cittadini (sito web), fornendo dati in tempo reale che sono raccolti da circa 200 stazioni meteo-idrologiche, dal radar di Monte Settepani (Savona) , dal satellite MsG, dalla rete CESI.

    Ci troviamo dunque nel posto giusto per scoprire come si forma una nuvola.

    Elemento indispensabile è il pulviscolo atmosferico, altrimenti detto nucleo di condensazione, capace di captare il vapore acqueo presente nell‘aria ascensionale. Le correnti con gradiente verticale positivo si muovono verso l’alto perché termicamente più calde e leggere rispetto all’ambiente che le circonda. Nella loro ascesa incontrano gradienti di pressione sempre minori che ne favoriscono l’espansione.

    La conseguenza è un raffreddamento progressivo, pari a 1 grado ogni 100m di salita, e la saturazione del vapore acqueo che, dal suo stato aeriforme, passa allo stato liquido sotto forma di minute gocce di acqua. Fatte queste premesse, si può procedere con gli eseprimenti…

    Gli esperimenti: la “creazione” di una nuovola, il tornado, le frane

    La prima dimostrazione è molto semplice, basta prendere una bottiglia, versarvi dell’acqua, chiudere, agitare con forza per rendere l’aria umida e non dimenticare, naturalmente, le componenti principali cioè i nuclei di condensazione che possiamo ottenere dai fumi di un fiammifero appena spento.

    Analizzando, poi, le differenti turbolenze che, complice il vento, interessano i fenomeni atmosferici, si può assistere ad un’altra magia: schiacciando un semplice bottone, di un apparecchio dedicato, si mette in moto un vortice d’aria che sale fino a strutturarsi secondo la classica forma proboscidale dei tornado.

    Poiché siamo in un centro meteorologico è consequenziale porre l’attenzione su uno dei principali argomenti che, spesso, occupa la cronaca dei quotidiani e cioè l’impatto drammatico che forti precipitazioni esercitano su terreni dissestati. Come esempio esplicativo si può ricorrere ad un plastico raffigurante un paesaggio collinoso che degrada verso un centro abitato, sul quale si stendono teli di daino al fine di simulare una superficie in grado di assimilare grandi quantità di pioggia.

    Si versa l’acqua e si valuta la portata di permeazione del suolo spremendo le pelli e misurando l’acqua raccolta. Si ripete l’esperimento in assenza di tessuti assorbenti, per riprodurre una situazione simile a quella riscontrabile in terreni poco permeabili quali quelli danneggiati da un incendio. Il risultato evidenzia come l’acqua scivoli a valle con velocità maggiore, spostando detriti o provocando frane ma, soprattutto, ostruendo quelle che sono le naturali vie di deflusso.

    Ne consegue che, accanto ad una manutenzione preventiva del territorio, vada posta particolare attenzione ai fiumi e a tutti quei bacini di raccolta che aiutano il terreno a liberarsi dell’acqua in eccedenza.

    Adriana Morando

  • Storia di Genova: il borgo di Crevari

    Storia di Genova: il borgo di Crevari

    Crevari, Voltri

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Le sue creuze si arrampicano sulle alture dell’estremo ponente genovese. Crevari, infatti, è insieme a Vesima il borgo che segna il confine fra Genova e Arenzano. Giunti a Voltri nel piazzale del capolinea della linea 1, basterà imboccare il bivio per

    Crevari e dopo neanche due chilometri raggiungerete la piazza “moderna” del borgo.

    La strada carrabile finisce qui, posteggiate, perchè adesso viene il bello…

    Dalla piazza partono le creuze che attraversano il borgo, percorribili a piedi o in bicicletta per chi ha i polpacci sviluppati.

    Durante il periodo natalizio il borgo di Crevari è caratterizzato dal celebre presepe meccanico allestito nel salone parrocchiale e visitabile dalla mezzanotte del 24 sino alla seconda domenica di febbraio. Pensate che i volontari iniziano i lavori per la costruzione del presepe (diverso di anno in anno) addirittura nel mese di agosto!

    Il borgo di Crevari è dominato dalla chiesa di S.Eugenio, ma l’edificio attuale non è quello originale. La chiesa venne costruita a cavallo fra gli ultimi anni del 1100 e i primi del 1200, la chiesa venne prima chiusa e dichiarata inagibile nel 1807 per poi crollare definitivamente nel 1824 a seguito dei lavori per l’apertura della via Aurelia verso ponente. Rimase in piedi soltanto il coro che divenne cappella del cimitero. Nel 1811 infatti erano già iniziati i lavori per la costruzione dell’attuale parrocchia.

    Una di queste antiche abitazioni è conosciuta come la “Cà delle anime“. Una leggenda vuole che questa costruzione, risalente al 1700, sia tuttora abitata dai fantasmi di due donzelle (madre e figlia) trucidate quasi tre secoli or sono da un viandante al quale le buone donne avevano concesso ristoro per una notte.Intorno alla chiesa tutto il paese sembra stringersi per non scivolare in mare, le costruzioni scendono a picco sul golfo di Voltri e seguono la conformazione della collina.

    Ma il fascino di Crevari è legato anche alla tradizione culinaria: le focaccette allo stracchino tipiche del borgo sono una vera e propria prelibatezza, vengono talvolta accompagnate con salumi e sono semplicissime da preparare.

    Non è finita qui, perché ogni anno nel mese di giugno Crevari si trasforma in un borgo in festa! L’occasione è il “Crevari Invade“, tre giorni di musica live con gruppi emergenti da tutta la regione, focaccette e ottima birra. Organizzata dagli stessi abitanti volontari, la piccola “Woodstock” di casa nostra ogni anno attira l’attenzione di tutta la città e devolve l’intero ricavato in beneficienza. Davvero niente male per un borgo di 1500 anime…

  • Genova che funziona: chi va da Google in California, chi progetta robot

    Genova che funziona: chi va da Google in California, chi progetta robot

     

    Il festival “L’energia dell’Italia” organizzato da ANTER (Associazione per la Tutela delle Energie Rinnovabili) si svolgerà il 5 novembre al Palalottomatica di Roma, vedrà la partecipazione del Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini e sarà focalizzato sulla crescita personale e lo sviluppo energetico del nostro paese.

    L’obiettivo del festival è dare spazio alle storie di persone che, senza essere famose e nonostante le varie difficoltà, lavorano ogni giorno per costruire il cambiamento e il futuro nostro e dell’Italia.

    “Abbiamo pensato L’Energia dell’Italia – ha dichiarato Antonio Rainone, Presidente di ANTER – come un’occasione per raccontare e dar voce all’Italia migliore, che non si arrende alla crisi trasformandola in un’opportunità di crescita e cambiamento. Un evento dedicato a chi è ancora capace di immaginare il futuro e dare concretezza ai sogni di una persona e di un paese.”

    Tra le 25 storie di successo che verranno presentate, ci sono anche quelle di due nostri concittadini:

    il genovese Marco Marinucci, uno dei 12 italiani che lavorano nella sede californiana di Google, e il professor Giorgio Metta, ricercatore senior presso l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

    Marco Marinucci è uno dei 12 italiani, su 20mila dipendenti, che è riuscito a superare brillantemente 9 mesi di colloqui di selezione e fa ora parte del team Google di Mountain View in California. È responsabile per le attività di acquisizione contenuti oltre che referente per le attività collegate a Google Books. È fondatore e Direttore Generale della Fondazione Mind the Bridge, un’iniziativa che ha lo scopo di mettere le start-up italiane più innovative in proficuo contatto con le risorse della Silicon Valley. È responsabile del Silicon Valley blog sul Corriere della Sera e fondatore di Venture Camp, la principale conferenza italiana sull’imprenditoria e il venture capital.

    La sua esperienza professionale di oltre 15 anni include start-up di progetti VoIP, attività di ricerca sull’intelligenza artificiale e il management di un’impresa internazionale di Ecommerce. Prima di entrare in Google, è stato il General Manager per gli Stati Uniti di Giunti Interactive Labs, il ramo multimedia di uno dei più vecchi editori del mondo, Giunti Editore.
    Marco ha un master in Ingegneria con specializzazione in intelligenza artificiale all’Università di Genova e un MBA all’Istituto de Empresa Business School di Madrid, dove tiene seminari sull’imprenditoria.

    Da cinque anni l’Istituto Italiano di Tecnologia lavora per “dare l’intelligenza” a un piccolo robot delle dimensioni di un bambino di 3 anni e mezzo che si chiama iCub (da “Cub”, “cucciolo” in inglese). Il robot umanoide, sviluppato nel Dipartimento di Robotics, Brain & Cognitive Sciences, potrà svolgere in futuro compiti che per un uomo possono essere molto pericolosi, oppure aiutare i nostri anziani a vivere meglio.

    Ma quali sono le sfide e le energie, mentali e fisiche, per trasferire ciò che rende umano un essere vivente a un piccolo straordinario insieme di tecnologia? Per costruire progetti complessi, si parte dall’osservazione della natura e in questo caso si parte proprio dall’osservare come “funziona” un essere umano.

    Lo racconterà al pubblico Giorgio Metta, ricercatore senior presso l’IIT dal 2006, e responsabile del progetto iCub al quale lavora con un gruppo internazionale di scienziati provenienti da differenti discipline quali neuroscienze, psicologia e robotica. Giorgio Metta, con un’esperienza di lavoro presso il laboratorio di intelligenza artificiale del Massachusetts Institute of Technology, è inoltre ricercatore all’Università di Genova dove insegna robotica antropomorfica e sistemi intelligenti all’interno del corso di laurea in bioingegneria. È autore di circa 200 pubblicazioni scientifiche.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

     

     

     

     

  • Confeserecenti: “sei punti” per uscire dalla crisi

    Confeserecenti: “sei punti” per uscire dalla crisi

    La Liguria, come il resto del Paese, vive un momento critico per il benessere dei suoi cittadini e per la tenuta del suo tessuto sociale.
    Le debolezze strutturali rischiano di innescare effetti a catena devastanti nell’immediato e penalizzanti per le generazioni future.

    Le dinamiche demografiche, il basso tasso di industrializzazione e di propensione all’export, la crisi di settori trainanti del nostro tessuto produttivo, quali l’edilizia e la cantieristica, la disoccupazione giovanile sono elementi che contribuiscono ad acuire la crisi in atto e a premere sulle capacità di intervento del bilancio regionale, già sottoposto ai pesantissimi tagli dei trasferimenti governativi.

    Confesercenti ha pubblicato “sei punti per lo sviluppo”, un vademecum non tanto rivolto alle imprese liguri quanto agli enti, la Regione in particolare. Attraverso la riduzione di sprechi e l’ottimizzazione degli investimenti Confesercenti vede uno spiraglio nella situazione di crisi che stiamo attraversando. Partiamo prima dall’analisi dei dati:

    Ecco i sei punti per lo sviluppo:
    • Sanità e trasporto
    • Società partecipate
    • Infrastrutture e reti
    • Quadro normativo e semplificazione
    • Incentivi e accesso al credito
    • Istruzione, formazione, lavoro e occupazione

    1. Sanità e Trasporto:

    Il bilancio regionale è destinato per oltre l’85 % alla copertura dei costi di sanità e trasporto pubblico. Se a ciò sommiamo il fatto che la Liguria è la regione più vecchia al mondo (oltre il 26% di over 65) e che, anche per la conformazione territoriale, il costo a KM del nostro trasporto è molto elevato (€ 4,8 contro per esempio € 1,9 dell’Umbria), intervenire sui costi di sanità e trasporto non è più rinviabile.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:
    Ridefinire la rete ospedaliera regionale, secondo criteri di marginalità e territorialità, consolidando anche le strutture distrettuali, allo scopo di potenziare l’attività, i servizi di medicina territoriale e l’integrazione socio-sanitaria, con particolare riferimento alla

    medicina di base, domiciliare e assistenza specialistica, con forme di apertura verso terzo settore e sanità privata.

    Razionalizzare i costi ed effettuare una valutazione comparativa degli stessi e dei servizi erogati, attraverso: il contenimento delle spese agevolando l’aggregazione e la standardizzazione della domanda, migliorando la capacità di gestione, assicurando la trasparenza del mercato degli acquisti e delle forniture, anche attraverso una centrale unica ed aggiornando alcuni listini ormai fuori mercato, condividendo un sistema di monitoraggio.

    • Avviare urgenti azioni di riassetto dell’offerta ospedaliera sulla base di alcune priorità: riduzione significativa delle liste d’attesa, inversione dei flussi di utenza in mobilità sanitaria, garanzia della continuità dei servizi assistenziali, riduzione conversione o implementazione di posti letto.

    Promuovere e realizzare un sistema permanente di informazione e comunicazione tramite la creazione di “Sportelli integrati sociosanitari e per la sicurezza” presso i patronati, così come previsto dalla legislazione vigente.

    Per quanto riguarda i trasporti:
    • Razionalizzare ed accorpare le società regionali di trasporto pubblico locale, preferibilmente in un’unica società regionale;

    • Favorire e promuovere azioni concrete di integrazione tra il trasporto pubblico e privato, rappresentato da taxisti, noleggiatori e battellieri, per superare anche l’anomalia ligure che vede quasi il 100% di solo trasporto pubblico.

    • Creare le condizioni per realizzare aree di sosta attrezzate ed intermodali in zone strategiche della nostra regione

    2. Società partecipate:

    L’intermediazione delle imprese pubbliche locali è molto elevata e, in numerosi casi, operano al riparo dalla concorrenza, drenando anche risorse sul mercato. In Liguria rappresenta il 9,5% della spesa consolidata sul PIL, contro il 4,6% dell’Italia. Tra il 1999 e il 2009 l’aumento è stato del 6,2%. La dilatazione della sfera pubblica attuata mediante le imprese di servizio pubblico locale non evidenzia incrementi di efficienza di cui ne beneficiano i consumatori. Al contrario le tariffe dei servizi pubblici non energetici sono cresciute in dieci anni ad una velocità doppia dell’inflazione.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:
    • Avviare un processo di riorganizzazione e dismissione delle società partecipate che, coinvolgendo anche gli altri enti locali territoriali, porti ad una razionalizzazione di ruoli e competenze, valorizzando le potenzialità espresse dalla sussidiarietà orizzontale.

    3. Infrastrutture e reti:

    Le infrastrutture, nella più ampia accezione di materiali ed immateriali, rappresentano un gap negativo per lo sviluppo della nostra regione. Confesercenti ritiene fondamentale il ruolo delle infrastrutture di mobilità (viabilità, intermodalità, etc.), logistica e connessione quali elementi strategici e fondamentali per la qualità del territorio e lo sviluppo economico.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:

    • Favorire uno sviluppo delle aree basato sull’insediamento di attività industriali e artigianali, anziché di attività commerciali

    • Mantenere le attività agricole e forestali sulle aree periurbane e rurali e favorire l’insediamento di giovani agricoltori, evitando il consumo di suolo agricolo

    • Approvare rapidamente i bandi della misura 1.2.6 del POR (Programmi Operativi Regionali) per favorire lo sviluppo di reti tra imprese, con particolare riferimento all’innovazione di prodotto e di processo e all’aggregazione delle imprese e delle competenze

    4. Quadro normativo e semplificazione:

    E’ fondamentale condividere un quadro normativo e un’opera di semplificazione che consenta lo sviluppo dell’impresa, in particolare quella di micro dimensione. In particolare i principi presenti nello “Small Business Act”, che postula interventi di semplificazione, di riduzione degli oneri amministrativi, di apertura dei mercati e di sostegno delle potenzialità di sviluppo per le Piccole Medie Imprese.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:

    • Approvare una legge regionale che contenga i principi generali dello “Small business act

    • Continuare il percorso di semplificazione delle normative in materia ambientale e della sicurezza, basandolo anche sulla dimensione delle imprese

    • Rafforzare le semplificazioni amministrative sui permessi di costruire; autorizzazione paesaggistica, SCIA e rendere omogenea la normativa tra gli enti territoriali liguri

    • Realizzare, in materia di appalti, uno strumento regionale che faciliti la pubblicizzazione e la partecipazione, ed adoperarsi per individuare forme di coinvolgimento delle imprese aventi sede nei territori nei quali sono localizzati gli interventi, anche mediante la possibilità di suddividere i contratti in lotti o lavorazioni ed evidenziando le possibilità di subappalto, al fine anche di evitare pericolose infiltrazioni mafiose.

    5. Incentivi e accesso al credito:

    La tesi di Confesercenti parla chiaro, è necessario migliorare la programmazione e la qualità della spesa, in particolare:

    • contemperare il sostegno all’impresa al sostegno del contesto territoriale che determina le condizioni di competitività per le imprese (ad esempio il miglioramento infrastrutturale);

    • selezionare gli interventi, indirizzandoli prioritariamente a reti e internazionalizzazione, che può diventare fattore di “sopravvivenza” in questa fase congiunturale;

    • continuare la strada della semplificazione delle procedure per accedere ai contributi, sia nella fase di presentazione delle domande (documentazione cartacea indispensabile, autocertificazione etc.), sia in quella di erogazione una volta approvata (tempi rapidi)

    • la garanzia consente l’accesso al credito, quindi può considerarsi a tutti gli effetti strumento di politica industriale; occorre quindi costruire le politiche di sviluppo delle Piccole Medie Imprese anche incentivando il sistema delle garanzie ed assicurando la centralità del ruolo del Confidi.

    • valorizzare e coordinare le azioni (animazione economica) e gli strumenti (centri di assistenza) di informazione per garantire un fondamentale aiuto alle piccole imprese;

    • sviluppare ed incentivare l’economia turistica regionale in una logica di integrazione tra tutte le componenti della filiera (ricettività, mobilità, cultura etc)

    • costruire un modello di organizzazione istituzionale che coordini l’azione di programmazione e indirizzo del legislatore regionale, con quella di amministrazione e gestione assegnata a province e comuni. È altresì importante considerare l’ipotesi di interventi provinciali e comunali in funzione non solo di gestione amministrativa, ma anche di cofinanziamento di leggi o progetti regionali a sostegno delle imprese, secondo i principi di convergenza e finalizzazione degli interventi;

    Esiste inoltre un forte pericolo di “credit crunch”: mancato rinnovo dei fidi, richieste di rientro, costi bancari aumentati vertiginosamente, prime disdette delle convenzioni con i confidi per poter trattare singolarmente caso per caso. 57 milioni di euro (400 ad impresa) è stato il maggiore costo del denaro in Liguria nei primi 9 mesi del 2011.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:

    • Avviare rapidamente i bandi del POR (FESR-FSE) per dare ossigeno alle imprese;

    • Continuare il percorso di semplificazione e velocizzazione dei bandi regionali

    • Predisporre misure per la realizzazione di azioni di accompagnamento, assistenza e stimolo da parte delle associazioni per l’internazionalizzazione delle imprese

    • Rifinanziare il fondo anticrisi e velocizzare i tempi della realizzazione del confidi intersettoriale regionale, nonché procedere al recupero di risorse settoriali non utilizzate

    • Costituire un tavolo di monitoraggio ed intervento tra istituzioni, ABI e associazioni imprenditoriali per scongiurare il “credit crunch”.

    6. Istruzione, formazione, lavoro e occupazione

    L’istruzione, la formazione e le politiche del lavoro devono integrarsi al fine di dare le necessarie risposte occupazionali che la nostra regione aspetta. Occorre perciò ridurre la distanza tra sistema universitario-scolastico-formativo e mondo delle imprese, mediante anche la valorizzazione della formazione in azienda, dell’apprendistato e l’utilizzo della certificazione dei crediti formativi.

    Le cose da fare subito secondo Confesercenti:

    • Rifinanziare il fondo regionale per gli ammortizzatori sociali

    • Avviare un pacchetto per i giovani, sia per l’inserimento in azienda tramite work experience che mediante forme di auto imprenditoria

    • Favorire la realizzazione di azioni di monitoraggio ed autocontrollo da parte delle imprese stesse.

  • Energizair, il meteo delle fonti rinnovabili arriva in Italia

    Energizair, il meteo delle fonti rinnovabili arriva in Italia

     

    A novembre in Toscana, debutterà EnergizAir, il meteo delle fonti rinnovabili, attraverso il quale nei notiziari meteorologici degli organi d’informazione saranno fornite informazioni sulla produzione energetica da impianti solari e fotovoltaici.

    L’obiettivo di Energizair è aggiungere alle usuali previsioni metereologiche delle informazioni di qualità in campo energetico.

    Nato da un’idea dell’associazione Apere di Bruxelles sarà realizzato contemporaneamente dalle agenzie energetiche di Belgio, Francia, Slovenia, Portogallo e Italia. Per il nostro Paese EnergizAir sarà curata dall‘Ealp (Agenzia energetica provinciale di Livorno) che coordinerà le iniziative dei partner locali coinvolti.

    Nelle prossime settimane Raitre (a cura del consorzio Lamma), Telegranducato e Radio Toscana partiranno con la messa in onda di una rubrica innovativa all’interno delle consuete previsioni meteorologiche.

    «La finalità – ha detto l‘assessore all’Ambiente della Provincia livornese, Nicola Nista – è quella di affiancare alle normali notizie sulle previsioni meteorologiche, anche le informazioni relative all’energia effettivamente prodotta da impianti a fonti rinnovabili in un determinato giorno. L’obiettivo è quello di far arrivare al grande pubblico la percezione concreta di quanta energia elettrica possa fornire un impianto di questo tipo e, soprattutto, quanto una famiglia potrebbe risparmiare sulla bolletta».

    «Sulla base delle condizioni meteo, di sole e vento avute nell’arco di una settimana, verranno fornite informazioni sulla percentuale di acqua calda o energia elettrica prodotta da impianti a solare termico e fotovoltaici e il grado di copertura del fabbisogno energetico familiare o delle abitazioni di un’area geografica», ha spiegato Susanna Ceccanti dell’Ealp.

    Nel contesto del mondo odierno, segnato dal progressivo esaurimento delle fonti di energia convenzionale (gas, petrolio e carbone), dei danni ambientali da essi causati e dei cambiamenti climatici, le notizie sul clima e sulla potenziale producibilità di energia da fonti rinnovabili possono aprire la via ad un profondo cambiamento culturale.

    L’idea è di inserire ad ogni fonte energetica rinnovabile degli indicatori che rappresentino il fabbisogno energetico soddisfatto grazie alle condizioni climatiche (di sole o di vento) che si sono avute nei giorni passati.

    Tali indicatori evidenzieranno così il collegamento tra le previsioni meteo, le fonti di energia e consumo energetico, sottolineando la percentuale di energia che si potrebbe ottenere se ogni famiglia potesse approvvigionarsi dal punto di vista energetico (elettrico e termico) attraverso pannelli solari oppure una comunità potesse ottenere energia elettrica grazie a pale eoliche.

    Il principio è semplice: in questo meteo non si tratta di comunicare previsioni del tempo, bensì creare un collegamento tra le condizioni climatiche della settimana precedente e l’energia potenzialmente producibile grazie al sole e al vento.

    Basandosi su osservazioni metereologiche e sul monitoraggio di alcuni impianti ad energia rinnovabile esistenti sul territorio (a livello provinciale, regionale e nazionale), in base alla tecnologia impiegata, con EnergizAir verrà prodotto un report settimanale (ma per i media la frequenza potrà essere adattata) sulla produzione potenziale di energia solare termica, fotovoltaica ed eolica, dell’area climatica presa in considerazione.

    Per il solare termico il sistema stabilisce la percentuale di acqua calda prodotta da un impianto domestico standard (da 4 metri quadri) in un’abitazione media. Per il fotovoltaico si calcola la percentuale di energia elettrica prodotta da un impianto standard in un’abitazione media (la produzione di kWh può coprire parzialmente o totalmente i fabbisogni di energia elettrica di una famiglia).

    Per esempio il 5 agosto 2011 l’irraggiamento solare ha prodotto il 185% dei fabbisogno di una famiglia, mentre il 18 ottobre la produzione è calata al 116%. In entrambi i casi la percentuale di energia oltre il 100% è andata a incidere, con un risparmio reale, sulla bolletta.

    Stesso ragionamento sarà fatto per l’eolico, calcolando quante abitazioni sono alimentate grazie alla produzione di energia degli impianti della zona presa in considerazione.

    La chiave del progetto è la presenza degli indicatori sulla potenziale produzione di energia da fonti rinnovabili all’interno delle previsioni del tempo tradizionali.

    Lo scopo è fornire al pubblico un ordine di grandezza in termini di cosa e quanto possono produrre grazie agli impianti alimentati da fonti rinnovabili. In questo modo il concetto verrà diffuso nell’ambito della vita quotidiana delle famiglie italiane riunite di fronte alla televisione.

    Oltre alle previsioni del tempo in tv, altri media saranno coinvolti: giornali, radio e siti web. Tutti gli organi d’informazione potranno usufruire di questa possibilità e accogliere il meteo delle fonti rinnovabili in versione personalizzata.

    L’augurio è che una migliore conoscenza sulle opportunità offerte dalle rinnovabili porti il pubblico ad interrogarsi sui propri consumi e forse ad agire di conseguenza..

    Matteo Quadrone

     

  • Aperitivi e dj set per la movida genovese a Galleria Mazzini

    Aperitivi e dj set per la movida genovese a Galleria Mazzini

    Galleria MazziniAperitivi e dj set per riportare agli antichi fasti Galleria Mazzini.

    A partire da venerdì 28 ottobre, ogni due settimane i commercianti del Civ Sestiere Carlo Felice, in collaborazione con Fiepet Confesercenti, organizzano  una serie di serate all’insegna della musica e del divertimento.
    L’obiettivo è quello di offrire un’alternativa nel panorama della notte genovese, a due passi dai tradizionali punti di ritrovo di Piazza delle Erbe e dei vicoli del Centro Storico.

    Si inizia venerdì, 28 ottobre, con un dj set in tema Campari a partire dalle ore 19 e gli aperitivi a base di cocktail esclusivi e gustosi stuzzichini serviti dai bar “Galleria”, “Mazzini” e “Piccapietra”, il tutto accompagnato da modelle e modelli che animeranno la serata e distribuiranno gadget ai partecipanti.

  • “Giovane talento ligure”, il bando scade il 10 novembre

    “Giovane talento ligure”, il bando scade il 10 novembre

    GiovaniLa Regione Liguria in collaborazione con Ufficio scolastico regionale, Camera di Commercio, Università e Comitato interistituzionale Orientamenti promuovono, per il salone “ABCD+Orientamenti (16/18 novembre 2011 alla Fiera di Genova), un bando per giovani talenti nella scuola e nel lavoro.

    L’obiettivo è promovere, ricercare e valorizzare i talenti presenti fra i giovani a partire dalla formazione (scuola primaria, secondaria, universitaria) e dal mondo del lavoro. E in questo modo rilanciare una cultura orientata alla scienza e alla tecnologia attraverso la valorizzazione delle capacità progettuali e creative dei giovani.

    Le categorie del bando per i giovani talenti sono le seguenti: BABY (dai 6 ai 13 anni di età della scuola primaria e secondaria di 1°grado); JUNIOR (dai 14 ai 18 anni della scuola secondaria di 2° grado e dei centri di formazione professionale); SENIOR (giovani talenti universitari); JOB TALENT (giovani fino ai 29 anni che si sono distinti per progetti / idee/ soluzioni innovative nel lavoro o nell’impresa).

    Le aree tematiche sono: espressione letteraria, musicale, artistica, corporea, innovazione tecnologica e scientifica, innovazione nell’impresa e nel lavoro.

    Le domande, pubblicate sui siti www.ge.camcom.it e www.giovaniliguria.it, vanno inviate entro il 10 novembre 2011.

    I talenti selezionati dalla giuria saranno ammessi al “Salone dei Talenti” (nell’ambito di “ABCD+Orientamenti) dove il pubblico potrà votare il progetto preferito attraverso una postazione digitale. I premi attribuiti dalla giuria e del voto popolare saranno assegnati durante la notte dei talenti (venerdì 18 novembre).