Mese: Ottobre 2011

  • Convegno astrologico alla Berio e pranzo delle stelle al Berio Cafè

    Convegno astrologico alla Berio e pranzo delle stelle al Berio Cafè

    CostellazioniSabato 29 ottobre alla biblioteca Berio e al Berio Cafè di via del Seminario 16, l’ Associazione Culturale Apotelésma organizza un convegno astrologico durante il quale personaggi come Lucia Bellizza, Giancarlo Ufficiale, Giuseppe Bezza Gabriele Ruscelli, Marco Fumagalli e Gabriele Vanin affrontano i temi del cosmo, delle costellazioni dei pianeti in un dibattito “stellare”!

    Tra la prima parte e la seconda parte dell’incontro, si svolge il “Pranzo delle Stelle” al BerioCafé, al costo di 15 euro (vino escluso).

    Ecco il programma della giornata:

    9:30 Registrazione dei partecipanti.

    9:45 Apertura lavori da parte di Lucia Bellizia (Presidente di Apotélesma)

    10:00 Star people: il cosmo negli occhi Giancarlo Ufficiale

    10:45 Delle stelle chiomate con Lucia Bellizia

    11:30 Quali sono i fondamenti della iatromatematica Giuseppe Bezza

    12:30 Dibattito e conclusione 1^ parte lavori

    13:00 Pausa pranzo al BerioCafè

    14:30 La prova definitiva della correlazione Marte – vittorie sportive Gabriele Ruscelli

    15:15 Il cielo oscuro. Nebule antiche e nebule moderne Marco Fumagalli

    16:15 Catasterismi: l’origine, la storia, il mito delle costellazioni occidentali Gabriele Vanin

    17:00 Dibattito e conclusione lavori (termine alle 18:00)

  • Fallimento Aster, la manutenzione potrebbe ritornare al Comune

    Fallimento Aster, la manutenzione potrebbe ritornare al Comune

    Palazzo TursiLa crisi di A.S.Ter non è certo uno “scoop”. L’Azienda è in crisi da anni, o meglio, dal momento in cui è stata fondata.

    Nel gennaio del 2011 i lavoratori avevano alzato la voce chiedendo garanzie al Comune, da quel momento i conti dell’azienda sono finiti nell’occhio del ciclone, tante spese e scarsi risultati. In quell’occasione si iniziò a parlare in consiglio comunale di nuovo piano di controllo sulla qualità dei lavori pubblici effettuati da A.S.Ter, di un nuovo piano d’impresa, una nuova discussione sulle voci del bilancio e lo stop a nuovi debiti per manutenzioni straordinarie.

    A distanza di quasi un anno la situazione non è migliorata. Il bilancio online pubblicato sul sito di A.S.Ter mette in mostra uno strabiliante attivo, ma non è lì che bisogna andare a cercare i problemi. O, perlomeno, si può provare a leggere fra le righe… Ed è così facendo che balzano agli occhi ad esempio i 14 milioni di differenza fra i crediti (17 milioni) e i debiti (3 milioni), oppure il capitale circolante netto (indicatore utilizzato per verificare l’equilibrio finanziario dell’impresa nel breve periodo) che è diminuito in un anno di quasi 5 milioni.

    Indicativo è il dato relativo al ROI che è l’indice di redditività ed efficienza economica della gestione dell’impresa e che dovrebbe non essere mai inferiore all’8%. Nel bilancio di A.S.Ter il ROI si assesta intorno al 5,5% nel 2009 e al 6% nel 2010, il che significa che il capitale investito non è remunerato a dovere.

    Ma è importante sottolineare un “particolare” che aiuta a comprendere il perchè del bilancio in attivo di un’azienda in crisi nera: quasi la metà dell’attivo dello stato patrimoniale è rappresentato dai crediti verso il Comune di Genova, crediti che non è scontato che il Comune di Genova sia in grado di pagare. Questo è il nodo della questione. Per comprendere meglio la situazione basta pensare che i lavori per la segnaletica relativi al 2006 sono stati incassati quest’anno.

    Inoltre, dal momento della creazione di A.S.Ter nel 2004 ad oggi, i dipendenti sono praticamente raddoppiati, da 250 a 432. Quale futuro si prospetta per i lavoratori?

    Facciamo un passo indietro. La manutenzione del territorio comunale un tempo era affidata a operai direttamente alle dipendenze del Comune, falegnami, muratori, giardinieri, idraulici e via dicendo… Si chiamavano “Officine Comunali“.

    A.S.Ter. (Azienda Servizi Territoriali del Comune di Genova) e’ stata costituita nel mese di ottobre 1999 prendendo in carico la manutenzione di strade ed impianti di illuminazione pubblica e inglobando 250 operi trasferiti appunto dalle “Officine”. Gli operai che non passarono ad A.S.Ter restarono alle dipendenze del Comune, più precisamente delle Circoscrizioni per interventi di manutenzione sul territorio. Poi nel 2002 il Comune affidò ad A.S.Ter nuovi compiti come la manutenzione delle strade e la gestione di parchi e giardini e nuovi operai ex Officine vennero trasferiti.

    Dichiarando il fallimento di A.S.Ter la manutenzione pubblica tornerebbe direttamente a carico del Comune e i dipendenti dovrebbero quindi essere nuovamente integrati nella macchina comunale. Dunque, si torna alle “Officine Comunali”?

    La conclusione è molto semplice. Allo stato attuale il Comune versa soldi pubblici ad A.S.Ter (talvolta anche denari per cui era prevista diversa destinazione, vedi caso “barriere architettoniche” di qualche mese fa) per coprire i buchi di bilancio e per pagare i dipendenti: in caso di fallimento crollerebbe il tramite, ma resterebbero i problemi.

     

  • Il 20% degli studenti genovesi non arriva al diploma

    Il 20% degli studenti genovesi non arriva al diploma

    ScuolaL’assessore provinciale Francesco De Simone, partendo dai dati pubblicati sulle medie delle frequenze scolastiche in Italia, ha lanciato l’allarme: “La percentuale di studenti che non arrivano al diploma nelle scuole superiori in provincia di Genova è intorno al 20%. La dispersione scolastica è un fenomeno molto complesso da interpretare perché viene letto in modi e con dati differenti se si considerano i tassi di chi non raggiunge il diploma, di chi non si iscrive nuovamente a scuola dopo un insuccesso o di chi, regolarmente iscritto, frequenta poco e male, per disagio individuale, familiare, sociale o scarsità di motivazioni e rischia così di smarrire la strada.”

    Questa percentuale trasportata sul numero di studenti parla chiaro: due alunni per classe non superano l’’anno scolastico… “Quindi dai duecento ai trecento ragazzi e ragazze che rischiano di disperdersi se non si iscrivono più a scuola.”

    La Provincia propone la medicina per “curare” la dispersione scolastica: 200 posti in corsi biennali specifici di formazione per ragazzi e ragazze minorenni usciti dai circuiti scolastici e formativi, altri 150 nei corsi annuali per i maggiorenni, 60 post in tirocinio all’’anno con tutor per giovani dai sedici anni in su che non frequentano più la scuola per inserirli nell’’apprendistato e percorsi specialistici di integrazione fra scuola e formazione per ragazzi con forti disagi e disabilità.

    “La Provincia ha avviato, con il sostegno della Fondazione Carige, nuovi laboratori integrati tra scuola ed enti di formazione accreditati”, conclude l’assessore De Simone. ” I laboratori proseguiranno sino a dicembre con 260 allievi delle terze medie in Valbisagno, Valpolcevera, Centro Ovest, Cornigliano, Sestri Ponente e Borzoli. Gli obiettivi sono motivare i ragazzi a rischio attraverso specifiche esperienze formative di laboratorio e favorire l’’azione di orientamento per rafforzare scelte consapevoli”.

  • Croce Rossa, un decreto rende possibile la privatizzazione

    Croce Rossa, un decreto rende possibile la privatizzazione

     

    Una voce che circolava da tempo trova conferma nella bozza di decreto legislativo che la Presidenza dei Ministri si appresta ad approvare.

    La Croce Rossa, secondo questo documento (disponibile in versione integrale su www.articolo21.org), subirà un processo di privatizzazione.

    L’Associazione italiana della Croce Rossa, costituita dal Comitato centrale e dai comitati regionali, verrà in pratica scorporata dai Comitati locali e provinciali.

    Questi ultimi infatti, si legge all’art.1 comma 2 della bozza legislativa, “assumono la natura giuridica associativa di diritto privato“.

    Inoltre, l’art. 1 comma 3 sancisce che “I Comitati locali e provinciali subentrano nei rapporti attivi e passivi relativi alle convenzioni stipulate dalla CRI, comprese quelle con enti locali e organi del Servizio Sanitario nazionale”.

    Al comma 5 si dice che “A seguito della privatizzazione di cui al comma 2 i Comitati locali e provinciali non possono usufruire di finanziamenti statali finalizzati al loro funzionamento, salvo quanto previsto dalla normativa vigente in favore delle associazioni di volontariato”.

    Mentre l’art. 2 comma 3, per quanto riguarda i compiti della CRI,  dice “La CRI può avvalersi dei comitati locali e provinciali affiliati per lo svolgimento dei compiti di cui al presente articolo attraverso apposite convenzioni e con oneri a carico del Comitato centrale o dei Comitati regionali nell’ambito delle disponibilità di bilancio”.

    Una domanda sorge spontanea: ma se la CRI rimane un ente pubblico non economico (concetto menzionato all’art. 1 comma 1) come sarà possibile affidare l’esecuzione dei lavori senza uno straccio di gara ?

    Inoltre i Comitati locali/provinciali diventeranno soggetti privati ma avranno la possibilità di mantenere le convenzioni stipulate dall’ente pubblico come recita l’art. 1 comma 3 “La CRI in ogni caso cura fino al 30 giugno 2012 l’esecuzione delle convenzioni in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto, avvalendosi anche dei Comitati locali e provinciali”.

    Per quanto riguarda il vasto patrimonio della CRI costituito da almeno un migliaio di proprietà principalmente frutto di donazioni,l’art. 5 comma 1 ricorda che “Il patrimonio immobiliare della CRI è destinato all’espletamento dei compiti istituzionali e di interesse pubblico, anche mediante l’utilizzazione in comodato d’uso gratuito da parte dei Comitati locali e provinciali affiliati”.

    Ciò vuol dire che questi nuovi soggetti privati potranno usufruire gratuitamente degli immobili appartenenti ad un ente pubblico.

    Mentre l’art. 5 comma 6 stabilisce “Entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto la CRI redige lo stato di consistenza patrimoniale e l’inventario dei beni immobili di proprietà o comunque in uso ed elabora un piano di valorizzazione degli immobli per recuperare le risorse economiche e finanziarie per il ripiano degli eventuali debiti accumulati, secondo i seguenti criteri:

    – dismettere, nei limiti dell’eventuale debito esistente anche a carico dei bilanci dei singoli comitati, gli immobili pervenuti alla CRI non attraverso negozi giuridici modali e che non siano necessari allo svolgimento dei compiti istituzionali e di interesse pubblico;

    – ricavare reddito, tramite negozi giuridici di godimento (affitti, ndr), degli immobili non necessari allo svolgimento dei compiti istituzionali e di interesse pubblico; verificare la convenienza alla rinuncia a donazioni modali di immobili non più proficuamente utilizzabili…;

    – restituire alle amministrazioni titolari i beni demaniali o patrimoniali indisponibili in godimento…”

    Quindi la CRI ha la possibilità di fare cassa liberandosi degli immobili che non le servono. Anche se le modalità di vendita non sono per nulla chiare.

    Tutte le sigle sindacali sono unite nel condannare questo possibile decreto.

    Nel comunicato diramato da CIGL-FP, CISL-FP, UIL-PA, SINADI CRI, FIALP-CISAL, USB e UGL Intesa, si fa notare che “L’intero provvedimento è strumentalmente motivato con la riduzione del debito ma non è in grado di disegnare un servizio che garantisca almeno le stesse prestazioni oggi erogate. Abbiamo sempre attaccato gli sprechi ovunque si annidassero ma una cosa è un progetto di riforma, un piano di rientro dal debito, una accurata gestione del patrimonio immobiliare che certamente non può essere una svendita, altra cosa è ridurre i compiti di assistenza e urgenza svolti in tutta Italia con la professionalità riconosciuta ai dipendenti della Croce Rossa ad una mera operazione contabile”.

    E stamattina davanti a Palazzo Chigi l’Unione Sindacale di Base ha organizzato un presidio a cui ha invitato tutti i lavoratori perchè l’ipotesi di trasformazione della CRI rischia di avere come diretta conseguenza, un alto numero di licenziamenti fra il personale dipendente.

     

    Matteo Quadrone

  • Macondo, la fiera del commercio equosolidale in piazza Matteotti

    Macondo, la fiera del commercio equosolidale in piazza Matteotti

    MacondoSabato 29 ottobre, alle ore 16, inaugura in piazza Matteotti “Macondo”, la fiera del commercio equo e solidale che da molti anni anima la piazza del centro cittadino all’insegna solidarietà e del consumo responsabile.

    L’inaugurazione è animata dalla band Bailam Ensemble, orchestra genovese con un repertorio multietnico, influenzato e contaminato dalla musica klezmer e dalle sonorità balcaniche, greco – turche e arabe. Non a caso, il nome della band si ispira alla parola ligure bailamme ovvero la confusione, il caos, la ridda di voci che si incrociano, la folla che preme e si chiama in lingue diverse, l’afrore e l’odore indefinibile che è fatto di mille odori diversi.

    Una fiera che per due mesi, fino al 24 dicembre, espone e vende prodotti e progetti dal Sud del Mondo realizzati nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, per scoprire le culture di America latina, Asia e Africa raccontate attraverso migliaia di prodotti alimentari e d’artigianato equi e solidali.

    Lezioni di cucina con ricette a base di cioccolato, spezie, riso, (il giovedì), laboratori ludico-didattico per bambini (domenica), incontri pratici e interattivi sul tema dell’equosolidale

    Novità di questa edizione è la sezione libri, con testi dell’editoria indipendente, romanzi di viaggio e di turismo responsabile, letture per l’infanzia e,  libri e riviste che raccontano di altre economie possibili, di stili di vita in armonia con l’ambiente, esperienze di vita partecipata e consapevole, autoproduzione, informazione indipendente, educazione alla mondialità.

    L’ingresso è gratuito, ma per le lezioni di cucina è consigliata la prenotazione telefonica al numero di telefono 010 265828. Per tutte le altre informazioni ci si può rivolgere alla Bottega Solidale al tel 010 265828

    Ecco il programa dei corsi di cucina:

    Giovedì 3 novembre ORE 11 – Lezioni di cioccolato: Alla scoperta del Cacao e dello zucchero, rigorosamente di canna, per realizzare dolci equi e solidali.

    Domenica 6 NOVEMBRE ORE 16

    Laboratorio ludico-didattico: Il gioco dell’ocacao. Laboratorio di esperimenti a 5 sensi con il cacao equosolidale, saltellando tra le caselle del gioco dell’oca!

    GIOVEDI’ 10 NOVEMBRE ORE 11

    Le spezie in cucina. Peperoncino, zafferano, curcuma, curry, sesamo, chiodi garofano: un viaggio tra colori, profumi e usi delle spezie nella cucina dal mondo.

    DOMENICA 13 NOVEMBRE ORE 16

    Laboratorio ludico-didattico: I maghi delle spezie. Corso per apprendisti maghi delle spezie: pozioni profumate e formule magiche per la magia della tintura vegetale

    GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE ORE 11. Tutto il riso del mondo. Il riso, simbolo di biodiversità e alimento principe di moltissime culture. Basmati, integrale, aromatico, rosso: tante le varietà e i gusti proposti dal commercio equo e solidale.

    DOMENICA 20 NOVEMBRE ORE 16

    Laboratorio ludico-didattico ‘In viaggio sull’Equò’. Su un tappeto grande come il mondo prove pratiche e domande a quiz per mettere alla prova la vostra conoscenza sull’economia solidale!

    GIOVEDì 24 NOVEMBRE ORE 11

    Cous Cous e Quinoa. Ingrediente della tradizione berbera fin dalla notte dei tempi e coltivazione millenaria degli altopiani andini, il cuos cuos e quinoa sono ingredienti antichi e gusti moderni, da riscoprire grazie al commercio equo e solidale.

    DOMENICA 27 NOVEMBRE ORE 16

    Laboratorio ludico-didattico: il memorillo dei cereali biodiversi. Grande gioco di memoria per scoprire i numerosi cerali e incontrare il Rinoceronte, Il frumenTopo, il Boa Quinoa e tutti i loro amici

    GIOVEDÌ 15 DICEMBRE ORE 11

    Lezione di cucina in collaborazione con Colidolat. Tante idee per ricette gustose dalla tradizione Latinoamericana arricchite da qualità e stile delle proposte natalizie 2011 del commercio equo e solidale.

  • Percezione mostra personale di Alessandro Lupi alla Sala Dogana

    Percezione mostra personale di Alessandro Lupi alla Sala Dogana

    Alessandro LupiIl 28 ottobre alle 18 inaugura alal Sala Dogana di Palazzo Ducale la mostra personale di Alessandro Lupi “Percezione”. Le opere sono in esposizione dal 29 ottobre al 13 novembre dal martedì alla domenica ore 15.00-20.00.

    Una mostra sulla percezione dello spazio e del tempo, sul modo di relazionarsi e di percepire la forma e la materia.  I lavori e le installazioni dell’artista genovese, che da tre anni vive a Berlino, cercano di stimolare la nostra interpretazione mnemonica e nel contempo la mettono in discussione. Sono presenti opere dal taglio sperimentale e progetti in divenire.

    Il centro della ricerca artistica di Alessandro Lupi parte dalla luce, e si sviluppa  con installazioni e nuove tecniche dove colore, luce suono e spazio si fondono dinamicamente. Nel 1997 inventa una nuova tecnica che chiama densità fluorescente,  fili di poliestere dipinti uno ad uno con pigmenti fluorescenti e/o fotoluminescenti ed illuminati da luce nera di Wood.

    I soggetti sono spesso corpi tridimensionali, che dialogano con lo spazio in modo cinetico o statico, ogni lavoro nasce come un mondo a se, tutto si concentra sul concetto di “inversione” cioè sulla possibilità di offrire allo spettatore un punto di vista contrario a quello previsto e prevedibile, nelle sue opere la dicotomia di situazioni opposte come interno-esterno, libertà-prigionia, vita-morte è annullata dalla percezione quasi contemporanea dei due aspetti, che non privilegia alcuna prevalenza percettiva o gerarchica.

  • Straniero escluso dal servizio civile, ricorso per discriminazione

    Straniero escluso dal servizio civile, ricorso per discriminazione

    Il Servizio Civile in LiguriaLe associazioni ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) e APN (Avvocati per Niente Onlus) hanno depositato davanti al Tribunale di Milano un ricorso a sostegno della richiesta di uno studente pakistano di 26 anni che, pur essendo residente in Italia da 15 anni non può svolgere il Servizio Civile volontario essendo privo della cittadinanza italiana.

    E’ la prima volta che un giovane straniero agisce, non tanto per rivendicare una prestazione o un servizio, ma per poter adempiere un suo diritto/dovere.

    Attualmente l’art. 3 d.lgs. n. 77/02 prevede che ai bandi per essere ammessi al servizio civile, cui accederanno quest’anno 10 mila giovani (un numero che registra una continua discesa nonostante il mondo del volontariato ne richieda a gran voce un ampliamento), possano partecipare i “cittadini italiani” ma le organizzazioni ricorrenti ritengono che questa previsione debba essere interpretata alla luce del generale principio di parità fissato dall’art.2 del T.U. immigrazione e dei principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza ribaditi con forza da recenti sentenze della Corte Costituzionale.

    Le associazioni impegnate nella causa ritengono che già allo stato degli atti il Giudice possa sancire l’obbligo per il Dipartimento del servizio civile di riaprire il bando  (chiuso venerdì scorso) agli stranieri o quantomeno ai cittadini membri dell’Unione Europea. In subordine chiedono che il Giudice rimetta la questione alla Corte Costituzionale affinchè venga valutato in quella sede il contrasto tra detta esclusione e gli artt. 2 e 3 della Costituzione.

    Bisogna ricordare, al di là della causa in corso, che il servizio civile oggi per moltissimi ragazzi rappresenta, oltre ad un’occasione di crescita umana, anche un’opportunità lavorativa e professionale concreta. Escludere alcuni giovani nati sul nostro territorio o che qui vivono da molti anni rappresenta un’evidente irragionevolezza oltrechè un ostacolo ulteriore al loro processo di integrazione.

    Gli avvocati sottolineano inoltre che “L’azione legale intende richiamare l’attenzione sul fatto che molti dei giovani interessati a questa rivendicazione sono “stranieri” solo a causa di una legge sulla cittadinanza ingiusta e antiquata e si collega quindi alla campagna “L’Italia sono anch’io“, (a cui aderiscono le due associazioni), per una proposta di legge di iniziativa popolare in tema di cittadinaza che estenda, tra l’altro, le possibilità di acquisto della cittadinanza italiana per nascita sul territorio italiano e per chi vi è giunto durante la minore età”.

    Un sostegno al ricorso dello studente è arrivato anche dai sindacati, in particolare la Cgil e la Csil di Milano.

     

    Matteo Quadrone

  • Osservatorio Astronomico Righi: incontro con Giove e le sue 64 lune

    Osservatorio Astronomico Righi: incontro con Giove e le sue 64 lune

    Giove“…E quindi uscimmo a riveder le stelle”, non gli astri metafisici del sommo padre Dante, ma quelli dell’osservatorio astronomico di Righi. Lo staff dell’osservatorio organizza incontri per avvicinare bambini ed adulti alla scienza del cielo.

    E’ lì che si può incontrare Giove, nascosto in un firmamento di storie mitologiche che parlano di mostri, regine ed eroi. Il direttore dell’osservatorio, Walter Riva, ha spento le luci del mondo reale per accendere quelle magiche del planetario che, in un attimo, ha proiettato gli spettatori sopra le dense nubi di un grigio cielo genovese.

    Il percorso di orientamento parte da tre stelle luminose che si dispongono a formare un triangolo: Vega, Deneb, Altair. Intorno ad ognuna di loro, corpi celesti meno luminosi si distribuiscono per formare figure a cui fantasiosi astronomi del passato hanno dato il nome di “Lira, Cigno, Aquila”.

    Il puntatore ottico si sposta verso nord, compiendo un arco sulla circonferenza, per raggiungere l’Orsa Maggiore, riconoscibile dal suo celeberrimo asterismo a forma di carro. Tracciando una linea immaginaria tra le due stelle posteriori del carro, chiamate Puntatori (Dubhe e Merak), e prolungandola di circa 5 volte, si arriva nei pressi della stella Polare che, pur essendo poco brillante, è la più lucente tra le 7 stelline dell’Orsa Minore o Piccolo Carro.

    La stella Polare ha la caratteristica di mantenere una posizione fissa rispetto alle altre costellazioni che, apparentemente, le ruotano intorno ed è stata, per secoli, utile strumento di orientamento per la navigazione. Allineata sull’asse terrestre che, idealmente, esce dal Polo Nord, è paragonabile a un punto che gira su se stesso e, come tale, immobile rispetto ad una qualsiasi prospettiva visiva.

    In questo settore del cielo gli ammassi stellari di Cefeo, Cassiopea, Andromeda, Balena, Perseo, Pegaso raccontano la loro mitologica storia. Cassiopea, moglie di Cefeo, fece infuriare le Nereidi, figlie del dio marino Nereo, proclamandosi la più bella tra le donne, dee incluse. Per placarne l’ira, non restava che un sacrificio riparatore, individuato nella figlia Andromeda, destinata alla bocca vorace di un mostro marino, la Balena. Come in ogni favola, per caso, l’eroe Perseo passava da quelle parti, su un cavallo alato (Pegaso), recando con se la testa mozzata della Medusa, gorgone dalla chioma irta serpenti, capace di impietrire chiunque col suo sguardo. Rendere di sasso il vorace predatore e salvare l’incolpevole fanciulla è cosa presto fatta e tutti si ritrovano in cielo, ad memorandum ricordo.

    In questo triangolo ideale (Andromeda, Perseo, Balena), dove è sita la costellazione zodiacale dell’ariete, si nasconde Giove, luminoso come una stella, col suo lento moto rotatorio intorno al sole (12 anni). Il gigante del nostro sistema planetario si mostra in tutta la sua magnificenza, ricco di gas contenenti cristalli di ammoniaca ghiacciata e composti del carbonio, dello zolfo del fosforo, elementi responsabili della sua disomogenea tintorialità. Intorno, un pullulare di orbite descritte dalle sue 64 lune di cui, le più famose, sono: Io, il più vicino, Europa, il più piccolo, Ganimede, il più grande e Callisto, il più lontano. L’occhio telescopico di una sonda spaziale proietta lo sguardo fino alle loro superfici svelando crateri, vulcani, ghiacci. Uno spettacolo coinvolgente di immagini e curiosità che, quando le luci si riaccendono, lasciano solo il desiderio di ritornare.

    Adriana Morando

  • Il mercato di San Teodoro rinasce grazie ai volontari

    Il mercato di San Teodoro rinasce grazie ai volontari

    Un mercato comunale dismesso da tempo e dall’aspetto ormai fatiscente, inizia una nuova vita.

    Accade in via Bologna, nel quartiere di San Teodoro, grazie all’intervento provvidenziale di cittadini volontari aderenti ad associazioni presenti in zona, in particolare La voce di San Teodoro e Music for peace.

    Armati di ramazze, scope e quant’altro i cittadini hanno ripulito la struttura e alcuni piccoli container presenti all’esterno.

    Un’attività preziosa per la riqualificazione del quartiere che finora non era stata possibile perchè le casse del Municipio purtroppo non lo permettevano.

    Adesso è allo studio un progetto per recuperare gli spazi e renderli accessibili ai residenti.

    Il Municipio centro ovest conferma l’intenzione di voler dar vita a una tavola rotonda per ascoltare le esigenze degli abitanti di San Teodoro e, in accordo con le associazioni di volontariato, la struttura sarà disponibile per nuove funzioni idonee con la sua collocazione.

    Matteo Quadrone

     

     

  • Sfratti in Italia, quelli per morosità in 10 anni sono raddoppiati

    Sfratti in Italia, quelli per morosità in 10 anni sono raddoppiati

    Via Soziglia, centro storicoLa domanda che una persona di buon senso giunti a questo punto si porrebbe è “e adesso dove li mettiamo?”

    Eppure continuiamo a considerarci un paese civile anche se molti nostri concittadini sono letteralmente in mezzo a una strada.

    L’emergenza abitativa in Italia è ormai una piaga. Ha pervaso il tessuto sociale facendosi largo tra le maglie assai larghe di politiche abitative estemporanee e sempre più soggette a tagli.

    Il paradosso è che il mattone viene considerato la prima forma d’investimento. Mentre numerose famiglie non riescono a pagare regolarmente l’affitto.

    Gli sfratti per morosità negli ultimi anni sono infatti praticamente raddoppiati passando dai 25 mila del 2000 (il 64,5% dei provvedimenti di rilascio forzoso emessi) ai 56 mila dell’anno scorso (l’85,7% del totale).

    Una crescita così forte probabilmente dipende anche da canoni di locazione sempre più alti e dall’assenza di “ammortizzatori sociali” per gli inquilini.

    Genova è una città con una considerevole incidenza percentuale di sfratti per morosità. Sono l’83,52% sul totale dei rilasci forzosi.

    Stefano Salvetti, sindacalista del Sicet Liguria (Sindacato Inquilini Casa e Territorio), commenta così questi dati “Dobbiamo ridare certezze ai canali dell’edilizia sociale. In Italia ci sono solo 700.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica mentre, per fare un esempio simile in termini di popolazione, sono 3 milioni in Inghilterra. A Genova sono 10.500 e 21.000 in tutta la Liguria”.

    La graduatoria per le case popolari continua a crescere e attualmente sono 3600 le persone in lista d’attesa. Mentre gli alloggi sottoposti a manutenzione sono 500. Anche quando saranno pronti per essere consegnati fuori dalla porta rimarrà una moltitudine disperata.

    “Forse entro fine 2011 riusciremo a farne assegnare 200 – spiega Salvetti – e finiti i posti cosa facciamo?”

    Si ritorna così alla domanda da cui eravamo partiti.

    Le regioni e gli enti locali dispongono di fondi sempre più esigui mentre lo stato taglia le poche risorse ancora a disposizione.

    Ad esempio il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso delle abitazioni in locazione, nato con lo scopo di agevolare gli inquilini con reddito basso a pagare l’affitto .

    Ebbene se nel 2000 era previsto uno stanziamento di oltre 360 milioni di euro, nel 2010 è sceso a 143 milioni.

    Per poi ridursi drasticamente, anche grazie alla legge di stabilità, a soli 33 milioni per il 2011 e il 2012, fino ai 14 milioni nel 2013.

    Secondo il sindacato con queste misure viene cancellato ogni aiuto agli inquilini in difficoltà.

    “Sarebbe necessaria una nuova politica per le case popolari – conclude Salvetti –  mentre oggi va di moda il social housing. Ma non si può considerare edilizia pubblica, parliamo infatti di un canone moderato che parte dai 400 euro. Secondo noi c’è bisogno di un tavolo comune interassessorile. Ho parlato con l’Assessore ai servizi sociali del Comune, Roberta Papi, perché si deve intervenire anche sui criteri di assistenza.

    Il comune deve dotarsi di un ufficio unico che svolga anche attività di prevenzione. E poi bisogna disporre di un puntuale controllo sulle situazioni a rischio. Non esiste infatti un registro con gli atti per gli sfratti. Così spesso siamo costretti ad intervenire quando l’ufficiale ha già suonato alla porta”.

    Matteo Quadrone

     

     

  • Luoghi Comuni, la rassegna di danza urbana a Villetta di Negro

    Luoghi Comuni, la rassegna di danza urbana a Villetta di Negro

    Il 29 ottobre si tiene a Villetta Di Negro la terza edizione di “Luoghi Comuni”, progetto euro regionale di danza urbana che vede la partecipazione di sette importanti organizzazioni italiane e francesi che promuovono la diffusione di questa forma d’arte nei luoghi della quotidianità cittadina.

    L’intento del progetto è quello di trasformare la quotidianità e la consuetudine di ogni cittadino, in qualcosa di innovativo e inusuale e di permettere agli artisti di esprimere la creatività in luoghi non canonici, confrontandosi con un pubblico nuovo e più vasto.

    Le creazioni ruotano attorno a tre diverse tematiche: la strada e la danza, la Francia e l’Italia, l’arte e le città. Per questa edizione “gli alberi” sono stati scelti come “luogo comune” di performance. L’evento debutta a Genova per poi trasferirsi a Villeurbanne (Lione), a Torino e a Marsiglia.

    Partners del progetto sono per Genova l’associazione ARTU, a Torino la Fondazione Teatro Piemonte Europa e Mosaico Danza,  Lieux Publics – Centro Nazionale di Creazione a Marsiglia, Les Ateliers Frappaz Polo Regionale di Arte Urbana di Villeurbanne e il Centro Nazionale Coreografico di Maguy Marin a Rillieux la Pape

    « COMME LA MAIN S’ENROULE » Compagnia Kubilai Khan Investigations (F) – Ideazione e coreografia Frank Micheletti – Danza Victoria Anderson e Idio Chichava – Produzione Lieux Publics – Centre National de Création pour l’Espace Public, Kubilai Khan Investigations. Il coreografo francese Frank Micheletti, compagnia Kubilai Khan Investigations, con COMME LA MAIN S’ENROULE esplora le sensazioni che un corpo in movimento può generare in relazione alla forza di gravità e al contrasto tra il forte radicamento al suolo e l’aspirazione al volo, esattamente come un albero che porta in sé uno straordinario potere ascensionale

    « FARE ALBERO » Compagnia Zerogrammi (I) – Ideazione, coreografia e danza Stefano Mazzotta e Emanuele Sciannamea – Produzione Associazione Mosaico / Festival Interplay,Fondazione Teatro Piemonte Europa / Festival Teatro a Corte, Compagnia Zerogrammi. Corpi in tensione sono anche quelli di Stefano Mazzotta e Emanuele Sciannamea, Compagnia Zerogrammi, predisposti a uno stillicidio dell’immobilità che rasenta il sacrificio; con serenità, in  FARE ALBERO, gli artisti torinesi si privano dell’irrefrenabile desiderio al movimento per accogliere, al contrario, l’attesa del niente, il silenzio ascetico, con tutte le inevitabili grottesche ironiche conseguenze del caso.

    « 22 CAILLOUX » Compagnia Arrangement Provisoire – Jordi Galí (F) – Ideazione, coreografia e danza Jordi Galí – Produzione Les Ateliers Frappaz, Centre Chorégraphique National de Rilleux la Pape, extrapole – Artiste Associé à Ramdam (Sainte Foy-lés-Lyon), lieu de ressources artistiques. La relazione paradossale ma fondamentale tra leggerezza e peso è anche al centro della creazione 22 CAILLOUX di Jordi Galì; in questo caso l’albero diventa un simbolo per una ricerca che non coinvolge solo il corpo del danzatore ma entra a contatto con lo sguardo dello spettatore e aspira a rendere esplicite le tensioni che si possono produrre al di là del saper-fare del danzatore.

    « DAFNE per una mitologia urbana » – Compagnia Marta Bevilacqua (I) – Ideazione, coreografia e danza Marta Bevilacqua – Installazione ambientale Elena Cavallo – Elaborazioni sonore Vittorio Vella – Produzione Associazione ARTU, Compagnia Arearea. Uno scorcio più filosofico è invece quello proposto da Marta Bevilacqua che in DAFNE ricerca un’incursione contemporanea nel mito di questa figura selvaggia trasformata in alloro per fuggire all’amore di Apollo. Con il contributo dell’installazione scultorea di Elena Cavallo, il linguaggio della danza restituisce vita a una storia antica, attraverso il colore, il gesto e la potenza della natura; un’irrazionalità propria del mito che ricerca le tracce della natura nel mondo artificiale.

  • Confesercenti, a rischio chiusura 65 mila esercizi commerciali

    Confesercenti, a rischio chiusura 65 mila esercizi commerciali

    Negozio chiusoConfesercenti lancia l’allarme perchè i dati Istat resi noti oggi confermano il calo dei consumi e se la situazione non dovesse migliorare rischiano di perdere il posto di lavoro circa 150 mila persone.

    Secondo i dati pubblicati dall’istituto nazionale di statistica infatti, ad agosto le vendite al dettaglio su base annua hanno registrato un calo dello 0,9% per le imprese operanti su piccole superfici.

    In discesa anche l’indice di fiducia dei consumatori, che a ottobre si attesta a 92,9 contro i 94,2 di settembre. 

    Le vendite ad agosto confermano che i consumi vanno peggio delle previsioni: a fine anno, se continua così, avremo almeno 65 mila chiusure di esercizi commerciali, un salasso di 150 mila posti di lavoro in meno e l’aumento della desertificazione dei centri urbani. Le chiusure sono solo una faccia della medaglia, la crisi produce un altro effetto molto negativo: scoraggia la nascita delle nuove imprese, impedendo la creazione di occupazione” spiega Confesercenti in un comunicato.

    “La nostra previsione sui consumi, che stimavamo attestati allo 0,5% nel 2011 e a quota zero nel 2012, rischia ora di essere fin troppo ottimistica. Dati drammatici che richiedono risposte rapide e efficaci: Confesercenti propone per i piccoli esercizi commerciali una vera e propria tregua fiscale che contempli per tutto il 2012 il regime dei minimi, e l’ampliamento a 50mila euro per tutte le imprese, in aggiunta alle agevolazioni previste per i giovani e le nuove attività“, conlude il comunicato di Confesercenti.

  • Genova: il calo demografico è un dato preoccupante

    Genova: il calo demografico è un dato preoccupante

    San Lorenzo, pozzangheraLa Liguria è un paese di arzilli vecchietti: meno male, dico io, guardando con una certa apprensione la mia carta d’identità e calcolando, con una buona dose di ottimismo, quante e quali aspettative di vita mi riserva il futuro. Purtroppo, parallelamente ad un aumento della longevità, si assiste ad un decremento significativo di nascite.

    Questo è il grido di allarme lanciato dalla Cgil, nel corso del seminario “La Liguria e il Nord: economia, società, rappresentanza”, ma si tratta di dati su cui ormai da diversi anni ragionano economisti, imprenditori, investitori, politici e intellettuali di Genova e dintorni.

    I dati sono significativi : dal 1985 al 2011 gli abitanti liguri registrano un calo di 146.533 unità, pari all’8,3%. La classifica vede al primo posto Genova (meno 12,9%), cui segue La Spezia (meno 5,4%) ed infine Savona (meno 1,8%). In controtendenza , Imperia registra un aumento dell’ 1,2%.

    Facendo una rapida media, il tasso naturale di crescita si attesta su un meno 5,9% che viene, in parte, compensato da un flusso migratorio verso la nostra regione. Se, poi, prendiamo in esame le fasce di età vediamo come l’ 11.4% della popolazione, con un età compresa tra 0 e 14 anni, strida con il 61.8% di quelli tra i 15 e i 64 anni, il 26.8% di 65enni, il 6.8% degli over 80.

    Questi dati, particolarmente rilevanti nel nostro territorio, si allineano su quella che è la tendenza nazionale che è di 1,5 figli per famiglia. Al centro del problema della bassa natalità non sono, ovviamente, avvincenti programmi televisivi, ma l’innegabile evidenza che un figlio rappresenta un peso economico rilevante nell’ambito delle famiglie, nonché fonte di ansie. Servizi sociali di supporto insufficienti quali gli asili, rette sempre più costose, baby sitters da retribuire se si è sprovvisti di nonni compiacenti e un futuro di incertezze lavorative non entusiasmano certamente chi decide di pianificare una nascita.

    Poi, ci sono i “single”. Che siano uni-famigliari per scelta o per necessità sta di fatto che questo fenomeno ha avuto, a livello nazionale, una crescita del 30% e, come ormai geneticamente provato, i figli si fanno in due. Anche in questo caso, il lavoro precario, che non permette di avventurarsi in un mutuo-casa e tantomeno in progetti famigliari, incide pesantemente sulla numerologia della popolazione.

    Perché una diminuzione di natalità preoccupa tanto? Sembrerebbe facile rispondere: i bambini sono il nostro futuro. In realtà sono, anche, il nostro presente risultando essere gli ignari fautori di disagi economici. Un esempio per tutti è la perdita secca di 2800 posti di lavoro tra gli insegnanti. Loro stessi, futuribili fonti lavorative, non saranno in grado di contribuire alla produzione di ricchezza per nostra collettività e a controbilanciare il costo sociale degli anziani.

    Nel dibattito non poteva mancare una riflessione sulla preoccupante emorragia di residenti, soprattutto di quelli in età lavorativa. Nel 2010 come ha riferito il Segretario Generale della Camera del Lavoro di Genova, Ivano Bosco, si sono persi circa 7 mila posti di lavoro e ai “vacanzieri obbligati” non è rimasto che rivolgersi altrove alla ricerca di nuove opportunità.

    In questo grigio panorama, solo una timida nota foriera di ottimismo : un incremento dei traffici marini e del turismo che, a Genova, ha fatto registrare un aumento del 6,75.

    Adriana Morando

  • Teatro della Corte: gli spettacoli della stagione 2011/2012

    Teatro della Corte: gli spettacoli della stagione 2011/2012

    Teatro della CorteNel teatro di Corte Lambruschini, tanti gli spettacoli in programma nella stagione 2011/2012. Tutti gli spettacoli nei giorni feriali inizano alle ore 2030, mente la domenica l’inizo è fissato alle 16. Il lunedì è il giorno di riposo.

    L’ingresso agli spettacoli costa € 25 per il primo settore , € 17 per il secondo settore, € 11,00 per i giovani (fino a 26 anni). I biglietti si possono acquistare nelle biglietterie del Teatro della Corte nei giorni lunedì orario continuato 10/19, martedì orario continuato 8/21, da mercoledì a venerdì 10/21, sabato ore 10/12,30 e 15/21, domenica ore 15/18. Oppure è prevista la prenotazione e vendita telefonica al numero 010 5342.400, o contattando il Call Center 899 666 805.  I tagliandi sono reperibili anche su internet  attraverso il circuito Vivaticket by Charta.

     

    DAL 25 AL 30 OTTOBRE 2011

    L’AFFARISTA. MERCADET

    Affarista

    Rappresentata con successo nel 1840, L’affarista (Mercadet, le faiseur) è la più nota incursione nel mondo del teatro di Honoré de Balzac (1799-1850), il grande romanziere della Condizione umana, che conferma anche sul palcoscenico la minuziosa finezza e la vigorosa profondità della sua analisi dei vizi e delle poche virtù della Parigi del suo tempo, che tanto assomiglia alle metropoli nostre contemporanee. Con stile brillante e saporita attenzione ai particolari, Balzac costruisce nel solco della grande tradizione che parte da Molière una serie di situazioni memorabili e porta sulla scena un personaggio indimenticabile: un simpatico truffatore, cialtrone e amorale, che ha fatto della menzogna e della manipolazione degli altri la vera ragione della propria esistenza. Mercadet è un visionario che crede solo nella propria fantasia e proprio per questo è incapace di comprendere la semplice realtà dei sentimenti umani, qui rappresentati dall’amore sincero che lega sua figlia a un timido impiegato.

     

    DAL 15 NOVEMBRE AL 7 DICEMBRE

    MOSCHETA

    Moscheta La Stagione di produzione dello Stabile alla Corte si apre con un classico del teatro italiano. Scritto presumibilmente alla fine degli anni Venti del Cinquecento da Angelo Beolco, detto Ruzante (1496?-1542), Moscheta mette in scena con originalissima comicità un mondo contadino rozzo e sensuale (dove si parla il dialetto padano), ma comunque migliore di quello affettato e ingannatore della città, nella quale trionfa la lingua “moscheta” che appartiene ai furbi e agli imbroglioni. Un linguaggio ora dialettale e ora “moscheto”, quello dello scrittore e attore padovano, che in questa nuova messa in scena firmata da Marco Sciaccaluga è reso perfettamente fruibile, anche agli spettatori odierni, attraverso il discreto e amorevole “adattamento” richiesto dallo Stabile genovese allo specialista Gianfranco De Bosio, cui si deve sin dagli anni Cinquanta la riscoperta di Ruzante sui palcoscenici italiani.

     

    DAL 13 AL 18 DICEMBRE

    ELEKTRA

    ElektraElisabetta Pozzi torna nel teatro che ne ha seguito la formazione e il debutto, interpretando un grande personaggio femminile, Elettra. La protagonista di Hofmannsthal assomiglia molto più ad Amleto che alla sua omonima eroina greca. Come Amleto, anche Elettra è un personaggio moderno, intento più a ragionare che a fare. Anche Elettra vuole uccidere ma non riesce a farlo. Immagina il matricidio, ma è incapace di agire. L’azione le è negata. Universalmente considerata tra i capolavori del “decadentismo” e uno dei migliori “pezzi d’epoca” del liberty, questa Elektra novecentesca è un testo che appassiona per la sua forza poetica e per la immaginifica musicalità delle parole. Una rivisitazione moderna del mito greco classico, caratterizzata dalla violenza barbarica delle passioni e dall’emergere dei personaggi da un arcaico paesaggio dell’anima.

     

    DAL 20 AL 22 DICEMBRE

    IO NON TACCIO

    Don GalloLe infiammate prediche dell’eretico Girolamo Savonarola (1452-1498), scomunicato da papa Alessandro VI e condannato al rogo sulla pubblica piazza fiorentina, prendono corpo e voce in Don Andrea Gallo, il “prete anarchico”, da sempre vicino agli ultimi e agli emarginati, senza nessun timore di entrare in conflitto con la dottrina della Chiesa, con la società o con la cultura dominante.

    Don Gallo s’interroga sul passato e sul presente. Savonarola aveva come bersaglio la tirannide dei Medici, ma chi sono i tiranni oggi? La risposta è lapidaria: “Chi vuole cancellare la libertà, mentre prima di parlare dovrebbe ascoltare, prima di giudicare dovrebbe accogliere”.

     

    DAL 27 DICEMBRE AL 1 GENNAIO

    TRAPPOLA PER TOPI

    Trappola per topiRappresentato per la prima volta il 25 novembre del 1952 nel West End a Londra, Trappola per topi è lo spettacolo più replicato della storia del teatro inglese. È stato in scena ininterrottamente per 55 anni a Londra, con numerose repliche in giro per il mondo, in 45 Paesi diversi avvalendosi della traduzione in 24 lingue. Un record difficilmente eguagliabile, merito della creativa invenzione di Agatha Christie che, adattando per il teatro il racconto Tre topolini ciechi, seppe creare un giallo travolgente, in cui ironia e suspense si fondono alla perfezione. L’azione si svolge in una vecchia casa inglese, adattata a locanda: mobili antichi, tappeti, camino, lo scricchiolio delle scale di legno e il cigolio delle porte. Qui, i giovani albergatori Mollie e Giles Ralston affrontano una drammatica avventura assieme con cinque eccentrici clienti. 

     

    DAL 10 AL 15 GENNAIO

    NATALE IN CASA CUPIELLO

    Natale casa CupielloTra le commedie di Eduardo De Filippo è quella che ha avuto la gestazione più lunga e singolare. Egli stesso la definì «parto trigemino con una gravidanza di quattro anni». Natale in casa Cupiello nacque, infatti, come atto unico (il secondo attuale), al cinema-teatro Kursaal di Napoli, dove debuttò nel dicembre del 1931, aprendo una stagione che doveva durare pochi giorni e durò invece diversi mesi. Il secondo atto (attualmente il primo) venne scritto circa un anno più tardi, e due anni dopo , in occasione della prima tournée, fu aggiunto il terzo atto. Nato quasi come uno sketch da avanspettacolo rimpolpato dall’improvvisazione comica degli interpreti (l’esilarante invenzione della lettera di Tommasino al secondo atto si deve probabilmente a Peppino), il testo si arricchì nel tempo di particolari realistici e di momenti addirittura drammatici, senza mai perdere però la sua natura comica.

     

    DAL 17 AL 22 GENNAIO

    SIGNORINA GIULIA

    Signorina GiuliaLa commedia di August Strindberg si svolge in Svezia nella “Midsommarnatten”, la notte di mezza estate: soprattutto nei paesi nordici, occasione rituale di scatenamenti orgiastici. È in questa notte magica di San Giovanni che la contessina Giulia, la padrona, e Giovanni, il servo di suo padre, sono indotti a sperimentare il superamento della distinzione maschio e femmina e la contrapposizione di classe, dando così vita allo sconvolgimento dei ruoli e all` esperienza del diverso. Quello che propone la Signorina Giulia è un viaggio nell’inferno. Si scende giù per andare nella cucina, regno sprofondato della servitù dove gli alberi si intravedono appena e un raggio di luce del mattino è un’apparizione sacra: l’ora del sacrificio

     

    DAL 24 AL 29 GENNAIO 2011

    L’UOMO PRUDENTE

    L'uomo prudenteA Sorrento, nella casa del mercante Pantalone regna il disordine, perché la sua seconda moglie Beatrice e il figlio Ottavio non perdono occasione per disubbidirgli, preoccupati come sono soltanto di avere mano libera con i propri rispettivi spasimanti. È muovendo da questa situazione in cui si mescolano sapientemente le maschere del “vecchio” teatro con l’osservazione psicologica di un “moderno” interno borghese, che Carlo Goldoni introduce nel racconto una inedita venatura “gialla”. Al fine di essere liberi di fare tutto ciò che a loro più aggrada, infatti, Beatrice e Ottavio concertano di avvelenare Pantalone e fanno in modo di non essere scoperti; anche se, essendo essi pur sempre personaggi di una commedia, il loro piano criminoso viene sventato dal caso, impersonificato dalla cagnetta Perlina, che assaggia prima del padrone la “panatella” all’arsenico a lui destinata. Il fatto, comunque, finisce in tribunale, dove in un finale ricco di colpi di scena Pantalone ha modo di dare ancora una volta prova della sua maggiore virtù: la prudenza, che «insegna al bon nocchier a schivar i scogi delle disgrazie e trovar el porto della vera felicità».

     

    DAL 31 GENNAIO AL 5 FEBBRAIO

    BLACKBIRD

    BlackbirdBlackbird si affronta un tema drammatico, l’amore di un uomo adulto per una bambina, ma lo si fa da una prospettiva assolutamente originale. Il linguaggio teatrale diventa  lo strumento privilegiato per uno sguardo “altro” sulla realtà e trasforma la cronaca della storia di una violenza in un’inquietante storia d’amore, che lega indissolubilmente, in maniera unica e crudele, due esseri viventi, protagonisti di una discesa negli inferi dell’animo umano di cui lo spettacolo – messo in scena dalla spagnolo Lluís Pasqual e interpretato con intensità da Massimo Popolizio e Anna Della Rosa – prova a svelare le ombre, le mille paurose sfumature. Lo scozzese David Harrower (Edimburgo, 1966), già noto al pubblico genovese per la “mise en espace” di Coltelli nelle galline proposta dallo Stabile nel 2003, ha scritto Blackbird per il regista tedesco Peter Stein, che lo mise in scena con grande successo al Festival di Edimburgo 2005.

     

    DAL 7 AL 12 FEBBRAIO

    ITIS GALILEO

    Itis GalileoLo spettacolo che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato alla figura di Galileo parte dalla considerazione che essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema. Per gli altri soprattutto. Il padre della scienza moderna, Galileo Galilei, appare agli occhi dei contemporanei come una mente che rimane aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia.  Quando si parla di Galileo si pensa sempre a un anziano venerando: sarà una questione di iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non si mette mai in pensione con la testa. Anzi, le scoperte più importanti le raggiunge dopo i sessant’anni. Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato. Forse la ragione ha perso appeal? La scienza ha deluso? Una morale laica non esiste?

     

    DAL 14 AL 19 FEBBRAIO

    LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI

    Ascesa ArthuroScritta tra il 1940 e il 1941 nell’esilio finlandese, pubblicata e messa in scena dopo la morte dello stesso Bertolt Brecht (1898-1956), La resistibile ascesa di Arturo Ui si presenta come una «farsa storica», che, con piglio ironico ed epico al contempo, ricostruisce la tragicomica epopea di uno scalcagnato trust dei cavolfiori in una città corrotta, ammiccando alla situazione economica e politica della Germania alla vigilia dell’ascesa al potere del nazismo e traendo più di uno spunto narrativo dalla vita di Al Capone, riletta con uno sguardo privilegiato al Riccardo III scespiriano. Con Umberto Orsini protagonista, Claudio Longhi mette in scena una parabola briosa e nitida, caustica ed elegante sul tragico nonsenso del nostro passato storico. «Le coordinate di regia fondamentali – dice Longhi – mi sono state dettate, in sostanza, dallo stesso Brecht. Nelle sue note, il grande drammaturgo di Augusta per un verso scrive infatti che il copione “rappresenta un tentativo di spiegare al mondo capitalistico l`ascesa di Hitler trasponendola in circostanze a quel mondo familiari” e per l`altro rileva come “la tragedia, molto più spesso della commedia, prende alla leggera le sofferenze dell`umanità”. Da subito, quindi, l`Arturo Ui mi si è presentato come una lucida parodia delle violente (s)ragioni della borghesia capitalistica: una parodia di irresistibile (quanto agghiacciante) comicità».

     

    DAL 21 AL 26 FEBBRAIO

    THE HISTORY BOYS

    History BoysScritta da Alan Bennett (Yorkshire, 1934), drammaturgo e autore di molti romanzi editi anche in Italia da Adelphi, una commedia che mette in scena un gruppo di adolescenti all’ultimo anno di college, impegnati con gli esami di ammissione all’università. Un testo sui giovani e per i giovani, che vi possono ritrovare i sogni e le speranze, la rabbia e i progetti per il futuro della loro generazione. I protagonisti di The History Boys sono ragazzi molto diversi tra loro, ma affiatati: dal leader della classe, il donnaiolo Dakin, al fragilissimo Posner, innamorato – per nulla segretamente – di lui, fino al poco convenzionale Scripps, in crisi spirituale. L’insegnante di inglese, Hector, e quella di storia, Mrs Lintott, cercano di stimolare la loro curiosità al di là dei percorsi consueti e preconfezionati, infischiandosene del prestigio, delle tradizioni, dei primati e dei punteggi scolastici, mentre il preside, per il buon nome della scuola, li vorrebbe tutti a Oxford o a Cambridge. Si apre così uno scontro che vede scendere in campo anche un giovane professore, cinico e ambizioso, incaricato dal preside di dare una “ripulita” allo stile dei ragazzi, renderlo più brillante, “giornalistico” e più spendibile al “supermercato del sapere”, con buona pace della ricerca storica e dei dibattiti di metodologia.

     

    DAL 13 MARZO AL 5 APRILE

    LA SCUOLA DELLE MOGLI

    Scuola delle mogliLa commedia si delineò fin dal suo primo apparire, nel 1662, come uno dei maggiori successi della carriera di Molière, che da solo quattro anni aveva fatto ritorno a Parigi, dopo aver a lungo battuto con la sua Compagnia la provincia. Tutta la Capitale, con la famiglia reale in testa, accorse a vedere e ad applaudire La scuola delle mogli. Punteggiato da clamorose risate, lo spettacolo suscitò scandalo e attirò ira e invidia sul suo autore, il quale fu accusato di essere volgare, osceno, immorale.

    Venato molto probabilmente di autobiografismo , La scuola delle mogli è un capolavoro di analisi psicologica e comportamentale, sotteso da una travolgente “vis comica” nella quale la società francese di allora (ma anche tutti gli spettatori dei tre secoli e mezzo seguenti) hanno avuto modo di rispecchiarsi con paura e con orrore.

     

    DAL 10 AL 15 APRILE

    NON TUTTO È RISOLTO

    Non tutto è risoltoFranca Valeri gioca in assoluta libertà con la propria avventura esistenziale e artistica, ma evita accuratamente di cadere nell’autobiografismo. Scrive così una commedia arguta, ironica, elegante; abitata da personaggi sempre un pò matti, a cominciare dalla sua Contessa, alle prese con il passare degli anni e con una situazione finanziaria alquanto sgangherata.

    Tutto avviene nel giro di poche ore, in una commedia apparentemente priva di una trama vera e propria, ma fatta ruotare intorno a una “protagonista al crepuscolo di una vita lunga e avventurosa”, uscita dall’immaginazione di Franca Valeri e da lei interpretata, anche sul palcoscenico, con l’urgenza di sottolineare che nello spettacolo non c’è nulla di malinconico.

     

    DAL 18 AL 22 APRILE

    IL PRINCIPE DI HOMBURG

    Principe HomburgIl principe Friedrich di Homburg è sonnambulo. Dopo una notte trascorsa a sognare la gloria, egli ascolta in modo distratto le disposizioni dei suoi superiori e sul campo di battaglia trasgredisce gli ordini ricevuti. Anche se con il suo gesto eroico ha permesso ai prussiani di riportare la vittoria decisiva sugli svedesi (il riferimento è alla storica battaglia di Fehrbellin del 1675), il Grande Elettore non può evitare che Homburg sia condannato a morte per la sua disobbedienza. Dalla gloria al terrore della morte. In favore del principe intervengono anche la nipote e la moglie del Grande Elettore, mentre nell’esercito già serpeggia la rivolta per la supposta crudeltà del sovrano; il quale allora fa sapere al giovane prigioniero che sarà graziato, purché dichiari egli stesso di considerare ingiusta la sentenza del tribunale di guerra. Eretto così a giudice di sé, Homburg abbandona ogni viltà e torna a essere un eroe. Ora accetta la morte, perché ha compreso e fatto proprio il principio kantiano dell’obbligatorietà della legge, fondata nella legge stessa. E solo questo riconoscimento del valore etico e vincolante di una norma valida per tutti permette a Homburg e al dramma di Heinrich von Kleist (1777-1811) di trovare la via di un imprevisto e sorprendente lieto fine.

     

    DAL 3 AL 5 MAGGIO

    ACOUSTIC NIGHT 12. L’EDIZIONE DEI DUE MONDI

    Beppe GambettaSin dalla sua nascita, nella primavera del 2001, Acoustic Night ha avuto come finalità l’incontro tra artisti capaci di riconoscere l’altro da sé sul terreno comune della musica, e in particolare di quella che nasce dalla chitarra acustica. Un dialogo tra culture diverse che, nel corso di dodici edizioni, si è andato sempre più definendo, portando tra l’altro il nome di Genova nel mondo, come ben testimonia il cd internazionale (Beppe Gambetta Live at Teatro della Corte – The first 10 Years) uscito recentemente anche in Italia. Da tempo ormai, Acoustic Night è diventato un appuntamento atteso da tutti gli appassionati di musica, che accorrono ad assistere alle serate di Gambetta da tutta Europa, e l’eco di questo successo ha valicato anche l’Oceano tanto che, dopo le tre serate genovesi, Acoustic Night 12 si traferirà nel New Jersey, che da qualche anno è diventato la seconda patria di Beppe Gambetta

     

  • “Bad as me”, è uscito oggi il nuovo disco di Tom Waits

    “Bad as me”, è uscito oggi il nuovo disco di Tom Waits

    Tom WaitsIl nuovo album di Tom Waits dal titolo Bad As Me, esce dopo sette anni di silenzio. L’ultima fatica del cantautore statunitense si intitolava Real Gone e raccontava un mondo che in sette anni è cambiato in molti suoi aspetti dopo la crisi economica e una generale presa di coscienza delle nuove generazioni.

    Waits aveva annunciato la pubblicazione del disco ad agosto, quando era uscita l’omonima canzone “Bad As Me” che parla della privacy su internet e, in generale, condanna tutti coloro che rovinano le sorprese.

    Una delle tracce del disco si intitola “Satisfied“, omaggio dichiarato a “Satisfaction” dei Rolling Stones, con tanto di collaborazione e duetto con Keith Richards.

    Lo storico chitarrista degli Stones è presente anche in due altri brani del disco, “Last leaf” e “Hell broke luce“.

    Alcuni brani sono ascoltabili gratuitamente in streaming sul sito del cantautore.