Mese: Ottobre 2011

  • Ca du Dria: i concerti della settimana nel locale in vico Neve

    Ca du Dria: i concerti della settimana nel locale in vico Neve

    Ca du DriaEcco i concerti dell’enoteca, stuzzicheria e cockaileria in vico Neve 13 r, nel Centro storico Genovese, in programma questa settimana.

    -MERCOLEDI’ 26 OTTOBRE h 18

    DAVIDE DI ROSOLINI in TRAPANATOUR:
    istrionico cantastorie siciliano nel tour di presentazione del suo ultimo disco T.R.I.S. – Davide Di Rosolini & i casi clinici.
    Cantautorato, Cantastorie, Teatro Canzone, Dub, Reggae, Bossa
    “Dalla prospettiva da cui gli uomini, si sa, hanno da sempre riflettuto sui dilemmi esistenziali dell realtà umana, un water comodo e amichevole, il dottor Di Rosolini, pocopedista laureato alla Bocchini di Milano, canta le sue canzoni romantiche ed ironiche. Abbraccia la sua chitarra e, armato solo di uno sguardo placido, sincero e scanzonato, prova a dare le sue personalissime risposte agli intramontabili dilemmi della vita con quel finto pessimismo e quell’umorismo sentimentale che strappa una risata a chiunque”

    – SABATO 29 OTTOBRE h 18

    CONCERTO VIENTOS DEL SUR – flamenco en vivo.
    Spettacolo di musica e danza.
    Con Paco Paolini, chitarra; Mosè Carrara, cante; Olmo Manzano, percussioni; Simona Di Spirirto, baile.

    – LUNEDI’ 31 OTTOBRE h 18

    PARTY DI HALLOWEEN FREE SHOTS: Reggae, Dance e Pop rivistI in chiave acustica!
    Giuditta Frigerio -voce, Fabio Tornabene – chitarra, Luca “Kaccio” Caracciolo – basso/ukulele, Simone Maio – percussioni

     

  • Cenere, uno spettacolo sui partigiani al teatro Sipario Strappato

    Cenere, uno spettacolo sui partigiani al teatro Sipario Strappato

    CenereVenerdì 21, sabato 22 alle ore 21 e domenica 23 alle ore 1730 al teatro il Sipario Strappato di Arenzano in via Terralba 76 va in scena lo spettacolo “Cenere – racconti partigiani in attesa di un aprile”.

    Il testo narra con stile colloquiale, alcuni episodi meno conosciuti della resistenza ligure. Tra momenti, a volte toccanti, a volte drammatici, altre volte conditi da allegria, la narrazione ci porta a rivivere le vicende con naturalezza, come se le ascoltassimo da un vecchio amico seduto con noi al tavolino di un bar. Da “Cenere . racconti in attesa di un aprile” che è una produzione del “Teatro il sipario strappato” di Arenzano, è stato tratto un libro.

    Lo scopo, naturalmente, è quello di trasmettere alle nuove generazioni quei valori che ci hanno insegnato coloro che, con grande sacrificio, sono stati protagonisti della resistenza. Per tutti quelli che hanno già ben presente quei concetti, l’ascolto di “Cenere” sarà un’ulteriore, piacevole conferma di quanto sia importante rivivere e far conoscere quel periodo indimenticabile e fondamentale della storia del nostro paese.

    Ingresso 12 euro

  • La Camera di Commercio premia le imprese che guardano al sociale

    La Camera di Commercio premia le imprese che guardano al sociale

    Oggi presso la Camera di Commercio di Genova è avvenuta la consegna del Premio RSI (responsabilità sociale d’impresa). Un’iniziativa promossa per il secondo anno consecutivo dalla Camera di commercio e affidata alla propria agenzia formativa, CLP (Centro Ligure Produttività), il cui obiettivo è la valorizzazione delle piccole imprese genovesi, con un massimo di 25 dipendenti, che perseguono il proprio profitto senza perdere di vista il carattere sociale e ambientale dell’attività produttiva e diffondere la cultura dell’imprenditorialità responsabile.

    L’impresa vincitrice, Ardes snc, confeziona cosmetici da destinare gratuitamente ad associazioni di volontariato e fondazioni per sostenere campagne di raccolta fondi.

    Le aziende socialmente responsabili genovesi sono state premiate dal presidente della Camera di Commercio, Paolo Odone e da Patrizia De Luise, presidente Clp.
    Il vincitore, Ardes snc ha ricevuto un assegno di 4.000 euro per avere destinato gratuitamente i propri cosmetici a campagne di fund raising per organizzazioni a scopo benefico, coinvolgendo i dipendenti che hanno lavorato al progetto nel tempo libero; il secondo classificato, il ristorante Ombre Rosse, uno di 3.000 euro per l’inserimento guidato nel lavoro di persone semi-libere e con disabilità e per il recupero di un angolo degradato del centro storico; il terzo, Parodi&Parodi, uno di 2.000 per l’impegno nella formazione del personale e nella valorizzazione del territorio; e il quarto, l’impresa di onoranze funebri Campirio&Mangini, uno di 1.000 euro per la formazione dei dipendenti su metodi e strumenti per la gestione del lutto.

    Gli 11 progetti candidati sono stati valutati da una commissione composta da Camera di Commercio, Centro Ligure Produttività, uno dei vincitori della prima edizione, Regione Liguria e Università di Genova. Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato, con Odone e De Luise, l’europarlamentare Sergio Cofferati, il responsabile politiche economiche del PDL Renata Oliveri, la dirigente dell’ufficio sicurezza e qualità del lavoro della Regione Liguria Giuseppina Vandini e il direttore politiche formative e del lavoro della Provincia di Genova Michele Scarrone.

  • Carcere Pontedecimo, progetto di assistenza ginecologica

    Carcere Pontedecimo, progetto di assistenza ginecologica

    Visita ginecologica in carcere, per ricevere assistenza ed esami, ecografie, paptest e per curare le patologie riscontrate.

    Sono questi i punti cardine del progetto di assistenza sanitaria ginecologica alle detenute del carcere di Pontedecimo presentato in mattinata dall’assessore alla Salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo, con la direttrice della Casa Circondariale di Pontedecimo, Maria Milano, Adele Teodoro, giovane medico chirurgo ginecologa milanese presidente dell’’”associazione gravidanza gaia”, il direttore amministrativo dell’Asl 3 Genovese, Piero Giuseppe Reinaudo.

    Approvato dalla giunta regionale stamattina, il progetto, partito a febbraio a Pontedecimo, ha permesso di sottoporsi volontariamente a visite specialistiche a oltre cento pazienti detenute e ha consentito di scoprire in tempo una signora colpita da tumore al collo dell’utero.

    Grazie al progetto di “gravidanza gaia” è stata avviata anche un’attività di prevenzione delle malattie trasmissibili e di rieducazione sanitaria e sessuale.

  • Zelig Lab on the Road: tutti i mercoledì al Checkmate club

    Zelig Lab on the Road: tutti i mercoledì al Checkmate club

    Zelig LabTutti i mercoledì sera, da ottobre 2011 a maggio 2012, al Checkmate Rock club in Via Trebisonda si tiene lo Zelig Lab on the Road, con i ragazzi dello Zelig Lab e del N.O.I, capitanati da Daniele Raco.

    Enzo Paci, Antonio Ornano, Stefano Lasagna, Mario Tarallo, Luca Bondino, Marco Ferrari, I Beoni Alessandro Squillace e Andrea Carlini, Federica Sassaroli, Simone Repetto, Andrej e Kurelic “Gli Zingari”, Sergio De Cesare, Lorenzo Malvezzi e tanti altri, danno vita a un divertente laboratorio – spettacolo comico, capace di intrattenere il pubblico e di fornire ai protagonisti spunti interessanti per nuove gag e battute.

    Per prenotazioni 3470448995

  • Laboratorio teatrale, a Genova arriva il progetto OstHELLO

    Laboratorio teatrale, a Genova arriva il progetto OstHELLO

    Sarà Genova, domenica 23 ottobre (inizio lavori ore 12.00) ad ospitare il Progetto OstHELLO, l’ambizioso programma che attraverso il circuito degli Ostelli per la Gioventù italiani aderenti all’A.I.G. (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù) metterà gratuitamente a disposizione dei giovani, laboratori e strutture dove poter verificare e potenziare le proprie attitudini artistiche.

    Il Progetto, realizzato dal Ministro della Gioventù e dall’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, riguarda 5 discipline artistiche e si svolge in 8 Ostelli AIG, ed esattamente: Musica, Ostelli di Perugia e Bologna; Cinema, Ostelli di Cagliari e Firenze; Teatro, Ostelli di Genova e Napoli; Arti Visive, Ostello di Matera; Giornalismo, Ostello di Trieste. Ma la prospettiva, una volta completata questa prima fase sperimentale, è che l’iniziativa si allarghi all’intera rete di Ostelli distribuiti sull’intero territorio italiano, nessuna regione esclusa.

    OstHELLO” è un progetto finalizzato ad incentivare e favorire l’aggregazione giovanile attraverso il turismo culturale, con gli ostelli A.I.G. quali punto di partenza ed orientamento per varie attività culturali che il Dipartimento della Gioventù intende sviluppare, con l’obiettivo deciso di trasformarli in sorta di “residenze artistiche”, riferimento per i viaggiatori e i giovani del territorio.

    All’inaugurazione del Laboratorio di Teatro, il secondo dopo quello aperto a Napoli, nei locali dell’Ostello per la Gioventù di Genova, Via Giovanni Costanzi, 120, interverranno il Capo Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Andrea Fantoma; Vanni Cecchinelli, Presidente Nazionale A.I.G., il Segretario Nazionale AIG Anita Baldi e il Presidente Regionale AIG Liguria Luciano Maggi. L’illustrazione del programma didattico sarà invece affidata al Direttore Artistico dell’Area Teatro, Massimo Romeo Piparo. Chiuderà l’evento il Musical “Cenerentola”, che precederà l’apertura al pubblico delle sale.

    Tutti gli ospiti dell’Ostello, così come tutti i giovani appassionati di teatro di qualsiasi provenienza, grazie a questa iniziativa potranno dunque prendere contatto, sperimentare e sviluppare l’arte teatrale, utilizzare gli spazi ad hoc e tutti gli altri strumenti professionali messi a disposizione, oltre che seguire eventi, rappresentazioni, corsi specialistici e seminari con docenti di primo livello. Tutto questo, è il caso di ribadirlo, a titolo assolutamente gratuito.

    Il Ministro Giorgia Meloni evidenzia quanto l’unione con l’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù sia naturale per gli scopi comuni delle due Istituzioni, entrambi particolarmente attente allo sviluppo culturale dei giovani ed all’incremento di opportunità a loro offerte e lascia intendere che in futuro al Progetto OstHELLO si affiancheranno ulteriori iniziative per radicare l’utilizzo degli Ostelli per la Gioventù quali luoghi di cultura e centri di aggregazione giovanile per eccellenza.

  • Madrid, dalla Gran Via al quartiere letterario

    Madrid, dalla Gran Via al quartiere letterario

    Madrid, SpagnaDopo aver respirato per qualche giorno l’aria madrilena, troppo poco per poter capire qualcosa di una grande citta’, l’impressione che si ha e’ quella di trovarsi ovunque e da nessuna parte.

    Madrid nell’immaginario comune puo’ perfettamente corrispondere al non-luogo: e’ una citta’ aperta, multietnica, multicolore e assolutamente imprecisa, gli orari non collimano con alcun fuso, eppure gli spagnoli non sembrano risentirne… Vi si respira tutta la Spagna, un cuore pulsante la cui storia incide molto sulla sua singolarita’.

    Fino agli anni ’50 la Spagna era un paese prevalentemente rurale, fu negli ultimi 50 anni che gran parte degli spagnoli si trasferirono in citta’, prevalentemente a Madrid; le loro origini, e cosi’ le tradizioni, erano radicate altrove, tuttavia ognuno porto’ con se un “pezzo” della sua storia e oggi, questa contaminazione, questo “melting pot” e’ palpabile in ogni strada della citta’.

    Dal caos della Gran Via ai piccoli caffe’ del quartiere letterario, dove amavano incontrarsi poeti e scrittori da tempi memorabili. A differenza di altre capitali, prese a modello dalle rispettive nazioni, la Spagna non si volge alla “Reale” con simpatia, certamente a causa degli strascichi della dittatura franchista, da cui si liberarono solo negli anni ’70. Nell’ideale di molti spagnoli, Madrid simboleggia ancora un potere illecito e tiranno legato alla figura di Franco.

    La peculiarita’ di Madrid e’ la sua stratificazione urbana, sociale e culturale, e’ in questo senso che puo’ essere definita “un caos molto ben organizzato” in cui tutti possono trovare il proprio posto e la propria dimensione. La mentalita’ spagnola e’ aperta, esula da ogni stereotipizzazione, l’intellettuale, il modaiolo, l’impiegato, il giovane… tutto e’ alla portata di tutti e la scelta e’ vasta.

    La “citta’” e’ vissuta al pieno delle sue potenzialita’, per tradizione e per cultura; la casa e’ il luogo in cui si dorme, molto lontana dalla concezione nordica di “focolare domestico”, come direbbe Ligabue “i ragazzi sono in giro”! Dal parco al museo, i madrileni tendono a stare all’aperto, addirittura nei quartieri meno turistici la strada diviene naturale estensione della casa, non e’ infatti difficile imbattersi in persone che chiacchierano o che giocano a carte sedute sul marciapiede, dipingendo un quadretto pressoche’ impensabile per una grande metropoli.

    Oltre che specchio del presente, i quartieri sono viva testimonianza di chi ne calco’ le strade nel passato: Lope de Vega, Cervantes e altri… vecchi manifesti sono rimasti affissi sui muri, raccontano storie di toreri, ballerine, storie di vite che si sono incontrate a Madrid!

    Azzardando una metafora culinaria: se la vacanziera Barcellona e’ cioccolato, Madrid e’ la pasta, una citta’ vissuta nel quotidiano, che non stanca mai! Non stupisce che un grande della letteratura del Novecento come Hemingway l’abbia eletta come sua preferita; con un piccolo sforzo d’immaginazione riusciamo ancora a vederlo nell’imponente grattacielo della Telefonica ad inviare le migliori cronache della guerra civile spagnola.

    Madrid e’ questo e molto altro, una citta’ proiettata nel futuro ma che fa tesoro del presente e del passato, una citta’ in cui risulta impossibile non trovarsi a proprio agio, la migliore delle ospiti invita immediatamente a comportarsi come a casa propria.

    Claudia Diaspro
    Video di Daniele Orlandi

  • Riciclab: laboratorio didattico sul riciclo a Camogli

    Riciclab: laboratorio didattico sul riciclo a Camogli

    Bottiglie plasticaDomenica 23 ottobre alle ore 17 nella sala a mare del Cenobio dei Dogi a Camogli, un incontro su tema del riciclo e del recupero delle risorse.

    Riciclab – costruire riciclando, è un laboratorio didattico della Facoltà di Architettura dell’Università di Genova,inserito nell’ambito del progetto  “Un nuovo mondo è possibile” un incontro tra Università e Territorio.

    Partecipano all’evento Rossana Raiteri e Andrea Giachetta, gli studenti e neolaureati, il Presidente della circoscrizione di Pegli Mauro Avvenente e l’Assessore del Comune di Camogli Guido Risicato.

  • Every-One, la campagna di Save the Children

    Every-One, la campagna di Save the Children

    Save the ChildrenUna scia rossa serpeggia lungo l’Italia: è una scia rossa come il sangue ma, fortunatamente, dissimile da quelle che, esecrabili, propongono le immagini dei quotidiani o dello schermo televisivo. E’ una scia di vita, la stessa a cui avrebbero diritto 8 milioni di bambini, sotto i 5 anni, che tutti i giorni muoiono nel mondo, uno ogni 4 secondi.

    Non si tratta dei nostri rubicondi bambini che curiamo con amore, infarciti di vitamine e circondati da giochi tecnologici, parliamo di quelli, dimenticati, in un terzo mondo di miseria dove si muore ancora per banali patologie come dissenteria, polmonite, morbillo, malaria, poliomielite o semplicemente per fame.

    Per loro, si è mobilitato un esercito di vivacissimi palloncini rossi che, in cammino dall’imponente Monte Capitolino romano (Campidoglio), è approdato al Porto Antico genovese, una delle 10 tappe di questo viaggio umanitario.

    Promotore dell’evento l’associazione internazionale Save the Children, nata a Londra nel 1919, per volere dell’infermiera volontaria, Eglantyne Jebb, con l’intento di portare un soffio di speranza in un mondo di morte. Le piazze di Roma, Firenze, Trieste, Pisa, Pescara, Venezia, Milano, Torino, Genova, quindi Cagliari, Palermo, Bari, Napoli hanno aperto i loro spazi, in un abbraccio di solidarietà, in cui i bambini sono stati i protagonisti soffiando, in quei palloncini, un po’ della loro vita per donarla idealmente ad altri.

    Accanto a loro gente comune, autorità, personalità famose, campioni dello sport, navigatori di You Tube o di Facebook, emittenti radio con i loro volti più famosi come Max Giusti, Marco Presta, Antonello Dose, Max Paiella, Luca Barbarossa, Federica Gentile e Michela Andreozzi, Chiara Gamberale, Barbara Palombelli ed altri, tutti per dire un’unica parola: BASTA!

    Genova ha fatto la sua parte: i bambini degli istituti Barabino e Garaventa hanno consegnato alcuni dei loro simboli fiammanti a Giorgio Guerello, presidente del Consiglio comunale, a Milò Bertolotto, assessore provinciale con delega alle iniziative per la pace e a Renata Briano, assessore regionale dell’Ambiente. Gli altri li hanno “imbucati” in un grosso contenitore su cui era scritto “non lasciamoli andare”. Per trattenere queste piccole vite, ha spiegato Elena Avenat, responsabile advocacy internazionale, basta un contributo di 2 euro, via sms, dal cellulare o un apporto di 2-5 euro dalla rete fissa. L’obiettivo è salvare ogni anno 500.000 bambini per arrivare a 50 milioni entro il 2015.

    L’iniziativa genovese, patrocinata da Comune, Provincia e Regione, è stata appoggiata, anche, dalla Uisp, l’Unione Italiana Sport, con una serie di iniziative come quella di domenica, che vedrà i giocatori della squadra di seconda categoria “Liberi sestresi” scendere in campo tra nugoli di sfere vermiglie per una partita a cui noi possiamo partecipare digitando pochi tasti e un semplice click di invio.

    Adriana Morando

  • Festa bavarese con birra a caduta al Checkmate Rock Club

    Festa bavarese con birra a caduta al Checkmate Rock Club

    Bicchieri birraSabato 22 Ottobre riprendono le serate bavaresi organizzate da Emotional Taste al circolo Arci Checkmate Rock Club di Via Trebisonda.

    A partire dalle 21.30 vengono servite speciali birre bavaresi spillate direttamente dalle botti attraverso il metodo “a caduta” che non prevede l’aggiunta di gas supplementari; infatti viene applicato alla botte un apposito rubinetto che permette alla birra di fuoriuscire semplicemente grazie alla forza di gravità.

    E’ possibie degustare birre straordinarie provenienti da diversi microbirrifici della Baviera.

    La serata sarà accompagnata dalle tipiche musiche che contribuiscono a creare una perfetta atmosfera in stile Oktoberfest

     

  • Bugie: teorie e studi sulla “menzogna”, come scoprire chi mente

    Bugie: teorie e studi sulla “menzogna”, come scoprire chi mente

    pinocchioLa bugia: spesso è piccola o” bianca”, come viene chiamata dai neuropsicologi, a volte timida detta per vergogna, a volte pietosa per nascondere una cruda verità, a volte obbligata per celare errori, insomma, un peccato veniale che si annida nel lobo frontale dell’emisfero destro del nostro cervello.

    Un’area che, già presente alla nascita, ha bisogno di lunghi anni per raggiungere la maturità. Il bambino, infatti, è incapace di simulare e, perciò, sono universalmente riconosciuti come simbolo di innocenza.

    Quelle che gli adulti etichettano come bugie infantili, invero, sono il risultato di un’incompleta proprietà di linguaggio che li porta a rivelare, attraverso la fantasia,  le loro paure, la voglia di attenzioni, la prova per misurare le reazioni dei “grandi”, la loro percezione inesatta della realtà.

    Nell’adolescenza il ricorso alla menzogna può essere associato a sfiducia in se stessi e può avere un carattere compensatorio nel gestire rapporti precari con i coetanei, a mediare scontri generazionali con i genitori o a confrontarsi con l’insicurezza delle relazioni sentimentali.

    Solo dopo i 20 anni, la bugia è un vero elaborato consapevole del nostro cervello che la pianifica per un preciso fine. E’ ormai accertato che, a livello del lobo frontale, si attivano due aree quali il giro cingolato per “trattenere” la verità e la corteccia frontale dorso-laterale per inventare e verificare la coerenza logica della mistificazione.

    Quest’area appare particolarmente sviluppata nei bugiardi patologici che mentono continuamente senza troppo curarsi delle conseguenze che questo comportamento può avere sugli altri.

    La Sindrome di Pinocchio può essere rivolta anche verso se stessi: è un autoinganno che può innescare comportamenti ipocondriaci in cui il soggetto è allo stesso tempo ingannatore ed ingannato.

    I bugiardi abitudinari, intelligenti e affascinanti sono veri manipolatori e possono usare questo “talento” per essere abili diplomatici, leaders carismatici o, in caso negativo, spregiudicati truffatori. Con la senescenza quest’area si riduce e analogamente scema la capacità di ingannare.

    Come scoprire chi mente? Osservate attentamente la postura che tende ad irrigidirsi, gli occhi che sono sfuggenti, la voce che si alza di tono e le mani che gesticolano nervosamente. Per i bugiardi incalliti, invece, un passo de “La coscienza di Zeno”: il mentitore dovrebbe tener presente che per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie”.

    Adriana Morando

  • Alma, il progetto dell’osservatorio astronomico più potente del mondo

    Alma, il progetto dell’osservatorio astronomico più potente del mondo

    Osservatorio astronomicoE’ passata quasi sotto silenzio la notizia che, da pochi giorni, occhi o meglio nuove orecchie scrutano nel profondo dell’universo per carpirne i più arcani segreti. L’ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), il più potente osservatorio astronomico che si tenta di realizzare, vede la collaborazione di Europa, USA, Asia e Cile.

    E’ sulle vette delle Ande cilene, a 5000 metri di altezza, nella piana di  Chajnantor nel deserto di Atacama, che hanno visto la luce 19 delle 66 antenne previste dal progetto.

    Delle 900 richieste di collaborazione, tra le 100 accettate, c’è quella dell’ italiana Eie GROUP, che insieme alla italo-francese Thales Alenia Space e alla tedesca MTM si sono fatte carico di ben 25 delle antenne previste, antenne ognuna di 12 metri di diametro e del peso di 100 tonnellate.

    Il compito dell’ osservatorio è di captare le onde millimetriche e submillimetriche dal lontano infrarosso in avanti, onde mille volte più lunghe all’incirca di quella della luce visibile. Questo permetterà di studiare corpi molto freddi come le dense nubi cosmiche di polvere e gas da cui si formano stelle e pianeti.

    La presenza delle polveri nelle nubi, stante la grande mole di queste rispetto ai piccoli atomi liberi gassosi, avrebbe il compito di rallentarne il moto vorticoso, evitarne la dispersione e aggregarli  in materia.

    A questa prima fase (globuli di Bok), segue la genesi di deboli nebulose illuminate da stelle in formazione i cosiddetti “oggetti Herbig–Haro”, dal nome dei due scopritori. La tappa successiva sono le stelle T Tauri (nome della prima di questa specie) che sono stelle variabili irregolari, ancora in fase di contrazione, come è il nostro sole.

    Risalendo ai primordi dell’universo, altro compito di Alma è studiare l’astrochimica della vita, in particolare il disco di polvere e gas che circonda HD142527, una giovane stella a 400 anni luce dalla Terra. Qui, in una grande lacuna, si ipotizza la presenza di pianeti giganti già formati o in formazione.

    L’esistenza di superterre, di cui gli  Astronomi dell’Eso hanno già dato notizia, potrebbe portare a convalidare la tesi di mondi alieni in grado di sostenere la vita. Un esempio è il pianeta “b” in orbita attorno alla stella di tipo solare HD 85512, di settima magnitudine, distante 35 anni luce, nella costellazione australe della Vela.

    Forse, lassù, un giorno, potremmo scoprire che ci attende un simpatico e tenerissimo ET che ripete, con tenacia, la celebre frase ”telefono casa”.

    Adriana Morando

  • Presentazione del libro di Marina Fiorato “La ladra della primavera”

    Presentazione del libro di Marina Fiorato “La ladra della primavera”

    Martedì 25 ottobre 2011 alle ore 18 si tiene la presentazione del libro “La ladra della primavera” a Palazzo Cattaneo, in piazza Cattaneo 26, zona centro storico Sottoripa. Intervengono l’autrice Marina Fiorato e il giornalista di Repubblica Massimo Calandra. 

    Un’avvincente storia di intrighi, tradimenti, amori ambientati nella rinascimentale Firenze.

  • Stay hungry, stay foolish… stay lazy! – Le vergogne di Apple

    Stay hungry, stay foolish… stay lazy! – Le vergogne di Apple

    FoxconnLa compianta scomparsa del guru della Apple, Steve Jobs, l’incessante “postaggio” su facebook del suo discorso ai laureandi di Stanford, la simpatia che Jobs ha riscosso tra i miei coetanei mi ha fatto riflettere; non tanto sulla sua persona, ma sul ruolo che questa figura ricopre nell’immaginario collettivo.

    In questa parte di mondo la figura di Jobs rappresenta, per la mia generazione, una speranza, l’incarnazione della riuscita, del sogno americano. Non c’è infatti nulla di meglio di un multimiliardario che, indossando un paio di jeans uguali ai tuoi, ti rassicura con lo stesso tono di un fratello maggiore che con l’impegno tutto sia possibile.

    Così milioni di ragazzi, il cui ascensore sociale si è rotto da tempo, si sono emozionati davanti al suo famoso discorso ed hanno ricominciato a credere nella possibilità di sfondare in un sistema economico ormai al collasso.

    Questo simpatico cervellone è riuscito, in solo 15 minuti di discorso, a pompare al massimo la nostra autostima, ma soprattutto a farci dimenticare inezie quali:

    1) Nelle fabbriche Foxconn in Cina, dove si assemblano anche gli Ipad, vigono condizioni di lavoro disumane che portano ogni anno ad un elevato numero di suicidi tra i dipendenti. Così in alcuni di questi campus (dotati di sbarre alle finestre) si fanno firmare ai neo-assunti dei “patti di non-suicidio”: clausole con le quali non solo si vieta ai dipendenti di compiere gesti autolesivi, ma si avvertono anche le famiglie di quest’ultimi che non riceveranno nessuna indennità nel caso i propri parenti decidessero di togliersi la vita.

    2) L’impatto ambientale dei prodotti Apple fa guadagnare nel 2006 all’azienda il titolo di compagnia elettronica più inquinante (tra le 14 più grandi prese in considerazione da Greenpeace per stilare questa classifica). Nel 2010 la Apple non mantiene più l’orrendo primato, scendendo ad una comunque disonorevole quinta posizione.

    Queste sono solo poche delle informazioni documentate che si possono facilmente reperire sull’azienda, ve ne sono numerose anche riguardo al tanto amato leader della Apple.

    So che ai fan di Jobs, come a coloro che cambiano Iphone ogni cinque minuti, ciò non interessa, questo tipo di persone giustificano i propri consumi con la frase “tanto non cambierebbe nulla se io non lo comprassi”.

    Il largo consumo di beni prodotti in maniera per nulla etica non è infatti dovuta alla mancanza di informazioni, ma alla pigrizia degli informati. È infinitamente più comodo aspettare che cambi il mondo grazie al buon cuore delle multinazionali o grazie alla buona volontà di qualche politico, che non essere noi per primi il motore di tale cambiamento, modificando le nostre abitudini di consumo.

    È più facile vedere, dietro i prodotti che compriamo, il faccione di un simpatico multimilionario e ripensare al suo discorso di incoraggiamento, piuttosto che riflettere su cosa realmente ci sia dietro quel prodotto.

    Anche io, come tutti, non sono immune da questa pigrizia, ringrazio quindi con anticipo i potenziali Steve Jobs di tutto il mondo per i loro futuri discorsi “sciacquacoscienza” su come questo sia il mondo migliore possibile, basta essere folli e affamati… ma soprattutto pigri.

    Rossella Ibrahim

  • Pontedecimo, ospedale Gallino: ecco perchè non deve chiudere

    Pontedecimo, ospedale Gallino: ecco perchè non deve chiudere

    Stamattina un corteo con la presenza dei sindaci della vallata e per tutta la giornata un presidio di lavoratori e cittadini di fronte all’ingresso dell’ospedale hanno tenuto alta l’attenzione sulla questione del Gallino di Pontedecimo.

    Il nosocomio rischia infatti di essere depotenziato e lasciare un vuoto incolmabile per tutta la Valpolcevera. Un territorio che nel corso degli anni ha subito pesanti tagli ai servizi sanitari, ricordiamo infatti la scomparsa prima dell’ospedale Pastorino di Bolzaneto, poi del Celesia di Rivarolo e recentemente del Frugone di Busalla.

    La Asl 3 ha vietato ai dipendenti di rilasciare dichiarazioni ma noi siamo riusciti a scambiare due chiacchiere con una dott.ssa del reparto di cardiologia, uno di quelli, insieme a chirurgia generale e al laboratorio di analisi, che potrebbero essere smantellati.

    Occorre ricordare che il Gallino è stato ristrutturato non molto tempo fa e si è pensato anche alla realizzazione di una nuova ala con conseguente esborso di diversi milioni di euro. La struttura nelle intenzioni della Regione e della Asl 3 doveva trasformarsi nel famoso ospedale di vallata, ormai divenuto una chimera.

    Nel prossimo futuro a Pontedecimo potrebbero restare in funzione soltanto medicina generale e il punto di primo intervento.

    “È ovvio però che questo è solo il primo passo in direzione della chiusura totale”, spiega la dott.ssa, in altri termini la strategia è colpire tassello dopo tassello, come fra l’altro è accaduto a Busalla, per giungere a tagliare completamente un servizio.

    Il reparto di cardiologia è fondamentale per la vallata ma è anche un punto d’appoggio per tutti i pazienti che il Villa Scassi di Sampierdarena non riesce ad accogliere”, continua la dott.ssa.

    Il bacino di utenza è infatti stimabile in 120 mila cittadini residenti ma raggiunge quota 200 mila considerando l’intera area della Val Polcevera.

    L’Assessore alla Sanità, Claudio Montaldo, un paio di giorni fa ha incontrato i lavoratori e di fronte a loro ha ribadito la necessità di tagliare i costi. Ma ancora nessuno conosce nel dettaglio il piano messo a punto dalla dirigenza dell’Asl3.

    Il boccone più amaro da digerire per i dottori del Gallino è stata però un’affermazione di Montaldo, il quale ha sostenuto che i pazienti colpiti da infarto dovranno andare tutti al Villa Scassi perché al Gallino non sono garantite le condizioni di sicurezza.

    Si tratta di un’accusa particolarmente grave, un’offesa gratuita alle professionalità che lavorano nell’ospedale. Una diffamazione vera e propria secondo i dipendenti. E soprattutto una bugia clamorosa.

    Sono oltre vent’anni che al Gallino accogliamo questa tipologia di pazienti – spiega la dott.ssa – Qui li possiamo trattare e lo facciamo con professionalità anche con minori risorse rispetto ad altre realtà. L’ospedale Villa Scassi riceve un tipo particolare di pazienti colpiti da infarto ad ST sopra e che necessitano della sala di emodinamica. Mentre la maggior parte dei degenti ricoverati in cardiologia al Gallino è colpita da infarto ad ST sotto, il quale non necessita della presenza dell’emodinamica. Non è infatti vero, secondo le linee guida del paziente cardiopatico, che tutti debbano fare l’angioplastica”.

    Bisogna aggiungere che spesso e volentieri i pazienti che già hanno eseguito l’angioplastica al Villa Scassi, per mancanza di spazi adeguati vengono successivamente trasferiti a Pontedecimo.

    Inoltre anche per quanto riguarda la questione economica, lo smantellamento del presidio sanitario non comporterebbe un significativo risparmio in termini di costi/benefici.

    Il maggior costo dell’ospedale è rappresentato infatti dagli stipendi dei lavoratori che in futuro graverebbero comunque sulle spalle dell’Asl 3, ovunque si decidesse di trasferirli.

    Adesso in calendario c’è un assemblea prevista per il 27 ottobre, ma le iniziative di lotta sicuramente non si arresteranno, considerando i numerosi attestati di solidarietà ricevuti da più parti.

    Matteo Quadrone