Anno: 2012

  • Val Polcevera, Certosa: orti urbani in via Piombelli

    Val Polcevera, Certosa: orti urbani in via Piombelli

    Stop alla cementificazione in via Sergio Piombelli, un’angusta strada che si inerpica sulle alture di Certosa, in una zona popolosa e già ampiamente urbanizzata. Il Consiglio del Municipio Valpolcevera, nell’ultima seduta svoltasi il 19 dicembre scorso, ha espresso, all’unanimità, parere favorevole alla riqualificazione della zona – l’area Mantero, nella parte alta di via Piombelli – su cui da decenni incombe lo spettro di un’edificazione selvaggia.
    Diversi progetti si sono susseguiti nel tempo – a partire da fine anni ’80 – ma hanno dovuto fronteggiare la strenua opposizione dei residenti, riunitesi nel comitato spontaneo di via Piombelli, capaci di mettere in luce i problemi di viabilità e soprattutto quelli idrogeologici, da sempre presenti nell’intera collina.
    Nel 2009 la Giunta comunale ha rigettato definitivamente qualunque ipotesi di nuova costruzione. Infine, con la deliberazione del 21 marzo 2012, il Consiglio comunale ha approvato una variante al P.U.C. per l’approvazione del progetto di demolizione di un edificio produttivo incongruo e la ricostruzione di un edificio residenziale a Teglia, con l’esecuzione, in via Piombelli, delle opere di urbanizzazione connesse.

    «Oggi, anche grazie a quest’ultimo atto del Consiglio municipale, l’area Mantero sarà destinata a orti urbani e verranno realizzati altri interventi fondamentali per migliorare la viabilità di un’irta via di collina priva di sbocco veicolare e gravata da pesanti servitù pubbliche – spiega Patrizia Palermo, attualmente Assessore del Municipio Valpolcevera, ma per lungo tempo membro del comitato – Via Piombelli è stretta tra due viadotti dell’autostrada, delimitata dai ponti della ferrovia i cui binari l’attraversano anche in sotterranea (galleria Bersaglio), è stata negli anni fortemente cementificata e aggredita anche dall’inciviltà di una grande discarica abusiva di rifiuti tossici, ancora presente anche se messa parzialmente in sicurezza, che ha inquinato le nostre vite per decenni».

    «È una decisione importante per l’impulso che darà alla riqualificazione della zona – spiega Davide Ghiglione, consigliere del Municipio Valpolcevera (Federazione della Sinistra) – per quel che concerne la risistemazione della strada, la creazione di alcuni parcheggi e soprattutto degli orti urbani».

    Il parere favorevole espresso dal Consiglio municipale è stato sottoposto alle seguenti condizioni: il tratto di via Piombelli in cui è previsto l’ampliamento del sedime stradale sia interessato da un ulteriore potenziamento delle caditoie; nella parte sinistra dell’area, verso il circolo Arci “Pigna”, venga creata un’area permeabile destinata a parcheggio; l’area sia ceduta interamente al pubblico e destinata a orti urbani.

    «In virtù del ruolo di assessore che attualmente ricopro in Municipio non svolgo più l’attività di membro del Comitato di via Piombelli ma non posso che guardare con estremo favore a questa lunga vicenda che per anni mi ha visto direttamente coinvolta – conclude Patrizia Palermo – È stato un esempio di impegno civile dei cittadini del comitato e di serio svolgimento dei compiti istituzionali da parte del Municipio e del Comune che sono stati attenti alle richieste avanzate nel corso del tempo».

     

    Matteo Quadrone

  • Democrazia e cittadini: nasce il Laboratorio partecipativo

    Democrazia e cittadini: nasce il Laboratorio partecipativo

    Sestri Ponente, GenovaUn progetto che ambisce a diventare un esempio per l’intera città, avvicinando i cittadini alla politica intesa nel senso più nobile del termine, partendo dai bisogni primari, quelli che emergono dal territorio, per stimolare riflessioni che conducano a scelte condivise. Stiamo parlando del “Laboratorio partecipativo” promosso dai cittadini del Municipio Medio Ponente, un percorso di partecipazione democratica avviato sul finire di novembre che oggi muove i primi passi e con l’inizio del nuovo anno si tradurrà in realtà. «Crediamo che il terreno della politica, inteso come azione di cittadinanza attiva e quindi accessibile a tutti, debba essere riscoperto, rivisitato e rinnovato – spiegano i promotori dell’iniziativa – L’obiettivo è quello di costruire, intorno ad un problema collettivo, la ricerca delle sue possibili soluzioni, attraverso luoghi e momenti di discussione, organizzati secondo regole condivise, inclusive, entro tempi rigorosamente prestabiliti, sulla base di un’informazione e di una documentazione ampia, trasparente e paritaria».

    Il primo appuntamento, convocato in tempi ristretti, è stato un successo: Giovedì 29 novembre una settantina di persone hanno seguito la presentazione del progetto a cui hanno partecipato, tra gli altri, la dott.ssa Michela Freddano (Università di Genova) e Giuseppe Spatola (Presidente del Municipio VI – Medio Ponente).
    «È un tentativo di mettere in piedi un processo di partecipazione istituzionalizzata – racconta Loris Viari, un cittadino che ha deciso di impegnarsi nel laboratorio – in grado di coinvolgere le associazioni del Municipio Medio Ponente (in particolare Sestri Ponente e Cornigliano), la cittadinanza attiva, ossia singole persone senza appartenenze politico-associative ma che vogliono partecipare alle scelte del territorio ed infine la componente istituzionale, ovvero il Municipio Medio Ponente».
    Quest’ultimo diventa il luogo in cui si attua la scelta politica, senza dimenticare il fatto che l’ente municipale, nonostante sia l’istituzione più vicina ai cittadini, gode di poteri assai limitati (pareri non vincolanti, spesso è scavalcato o addirittura tenuto all’oscuro, ecc.).

    «Abbiamo coinvolto l’Università di Genova quale elemento terzo nel processo – continua Viari – La dott.ssa Michela Freddano si è già occupata di processi partecipati. A suo tempo ha seguito il Dibattito Pubblico sulla Gronda di Ponente per studiarne le dinamiche. L’Università è l’elemento di facilitazione per interfacciarci in maniera più agevole con le istituzioni».
    L’obiettivo del laboratorio «È arrivare ad elaborare decisioni condivise – sottolinea Viari – sempre partendo dal presupposto che l’ultima parola spetta alle istituzioni. Ma nel momento in cui queste ultime dovessero fare una scelta diversa rispetto alla decisione condivisa, saranno chiamate a fornire adeguate spiegazioni ai cittadini. In prospettiva futura l’obiettivo è avviare il processo partecipativo in merito alle scelte che sono previste sul territorio di riferimento del Municipio Medio Ponente. Ma il nostro ha tutte le caratteristiche per divenire una sorta di “progetto pilota”, un modello per l’intera città».

    Oggi la parola partecipazione è un termine “magico” che, spesso a sproposito, compare sulla bocca di numerosi esponenti politici. Ma la presunta necessità di coinvolgere i cittadini nei processi decisionali si traduce sempre in fatto concreto? Oppure, a volte, si trasforma in specchietto per le allodole, insomma uno strumento utile soltanto per pulirsi la coscienza da parte delle istituzioni?
    «Se questi percorsi sono trasparenti possono diventare un successo – ribadisce Viari – Se, invece, prendono strade strumentali (per interessi politici, personali, o altro) l’effetto è l’opposto, ovvero un allontanamento brutale dalla politica e dall’attivismo».
    «La nostra idea è quella di riattivare la cittadinanza attiva – continua Loris Viari – Abbiamo l’ambizione di riavvicinare le persone alla politica nelle forme più immediate e concrete: quelle del territorio di riferimento. Guardando ancora più in alto miriamo ad abbattere il muro dell’astensionismo».

    Per mettere in moto il progetto occorre innanzitutto creare i presupposti affinché sia possibile «Una trasmissione dell’informazione trasparente e costante – spiega Viari – attraverso la quale sollecitare le persone a partecipare. A gennaio abbiamo programmato una giornata seminariale, sempre con il supporto dell’Università, per condividere gli strumenti necessari per iniziare il lavoro. Lanciamo l’invito a tutti i soggetti, singoli e associativi, interessati (per informazioni scrivere all’indirizzo mail: medioponentepartecipa@gmail.com). Dopo questa giornata il laboratorio potrebbe partire. In seguito occorrerà trovare una sede fisica per incontrarsi e confrontarsi».

    Al fine di allargare la platea dei possibili soggetti interessati al Laboratorio partecipativo del Medio Ponente «Vogliamo installare delle postazioni multimediali con software libero (ad esempio presso il Centro Civico di Cornigliano, Palazzo Fieschi e la Biblioteca Bruschi-Sartori a Sestri Ponente, ecc.) – aggiunge Viari in modo da consentire a chi vuol mettersi in rete di trovare tutta la documentazione relativa al laboratorio e alle discussioni che affronteremo di volta in volta. Stiamo pensando anche alla possibilità, attraverso questa rete, di comunicare direttamente con il Municipio Medio Ponente. La nostra sarà una democrazia digitale a costo zero grazie a computer riciclati e software libero».

    Occorre ricordare che i municipi dovrebbero dotarsi di un regolamento sulla partecipazione. Purtroppo, però, diversi enti municipali hanno disatteso la prassi e non si sono dotati di alcunché. «Sarebbe opportuno che la realizzazione del regolamento avvenisse tramite un percorso partecipato – afferma Viari – L’esperienza del Medio Ponente assume il valore di apripista: studiando un modello di regolamento sulla partecipazione che potrebbe essere fatto proprio dallo stesso Comune di Genova. In maniera tale da avere un’omogeneità di strumenti, regole e obiettivi». D’altra parte, se davvero si crede fermamente in un percorso simile «Bisogna avviare la partecipazione, l’azione, l’informazione e la condivisione – conclude Viari – gli atti formali, i regolamenti e tutto il resto, saranno la naturale conseguenza».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto di Diego Arbore]

  • Compagnia Baistrocchi al Politeama con “Bella se vuoi venire 2013”

    Compagnia Baistrocchi al Politeama con “Bella se vuoi venire 2013”

    Compagnia BaistrocchiDal 29 dicembre 2012 al 20 gennaio 2013 la Compagnia Goliardica Baistrocchi torna come ogni anno al Politeama Genovese con lo spettacolo “Bella se vuoi venire 2013. Una corsa nel tempo lunga un secolo“, per la regia di Piero Rossi.

    Lo spettacolo celebra il traguardo di 100 anni del debutto della storica compagnia genovese: un viaggio tra i ricordi che dal 1913 ci porta fino ad oggi, fra musica, balli, personaggi storici e ospiti d’eccezione.

    La Compagnia goliardica Mario Baistrocchi, attiva dal 1913, è composta da attori e ballerini non professionisti: studenti ed ex-studenti dell’Università degli Studi di Genova – tutti uomini e scelti con appositi casting – che quasi annualmente (le sospensioni sono coincise per lo più con i periodi delle due guerre mondiali) mettono in scena spettacoli di teatro e varietà articolati su sketch con gag di satira sociale, politica e di costume. Oggetto delle rappresentazioni sono argomenti di interesse prevalentemente locale, con riferimenti all’attualità nazionale.

    I proventi delle rappresentazioni sono devoluti in beneficenza.

    Gli spettacoli andranno in scena tutte le sere alle 21 (lunedì escluso, la domenica anche alle 16) fino a domenica 20 gennaio 2013.

    Prezzi: Poltronissima € 23 (più prevendita) – Poltrona € 18 (più prevendita). LUNEDI’ 31 DICEMBRE: Poltronissima € 40 (più prevendita) – Poltrona € 30 (più prevendita). Info e prevendite presso il Politeama Genovese o allo 010 8393589.

  • Il Giappone e la spirale del debito: il fallimento di un sistema

    Il Giappone e la spirale del debito: il fallimento di un sistema

    TokyoÈ da quando è iniziata la crisi che ci sentiamo continuamente ripetere che i problemi principali del nostro paese sono il debito pubblico e il deficit di bilancio. Per questo motivo le parole d’ordine del governo, sin dal suo insediamento, sono state “riduzione del debito” e “pareggio di bilancio”. Una volta ottenuti questi due obiettivi potremmo finalmente liberarci dall’incubo dello spread, o almeno così ci è stato detto. Ma è proprio vero che un alto debito pubblico implica necessariamente alti tassi di interesse? Forse non è esattamente così visto che il paese che ha il debito pubblico più alto del mondo paga tassi di interesse bassissimi sul proprio debito. Questo paese è il Giappone.

    Il paese del sol levante è la terza economia mondiale, il quarto maggiore esportatore e il sesto maggiore importatore del mondo. Il Giappone, oltre ad avere l’aspettativa di vita più alta al mondo,  è al dodicesimo posto nella classifica mondiale dei paesi con più alto indice di sviluppo umano. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dai terribili ritmi lavorativi che portano al suicidio per eccesso di lavoro, indicati dalla parola giapponese Karōshi. Il Giappone è quindi uno dei paesi più “progrediti” al mondo, ben lontano dallo stereotipo dei paesi mediterranei le cui popolazioni sarebbero composte perlopiù da fannulloni e nullafacenti. Per tutti questi motivi i giapponesi possono permettersi un debito pubblico pari addirittura al 230% del PIL e un rapporto deficit-PIL del 9,3%. Numeri da far impallidire l’Italia e addirittura la Grecia. Ma potrà andare avanti così per sempre?

    Sembra proprio di no: dopo la crescita dovuta alla ricostruzione post-terremoto (per chi ancora non lo sapesse le catastrofi sono una manna dal cielo per la crescita) il PIL sta rallentando, la domanda interna è debole e così anche le esportazioni. La Banca Centrale Giapponese sta cercando di stimolare l’economia attraverso operazioni di quantitative easing, ma con scarsi risultati. L’unica speranza sarebbe l’aumento delle esportazioni che però, a causa delle debolezza della domanda estera, non stanno dando segnali incoraggianti. La situazione dell’export è ulteriormente peggiorata dalla disputa territoriale su alcune isole del Mar Cinese Meridionale rivendicate da Pechino. Questo ha causato il boicottaggio delle merci prodotte nel paese del sol levante da parte dei consumatori cinesi.

    Dal punto di vista demografico il Giappone presenta una situazione simile a quella del nostro paese: la popolazione sta invecchiando rapidamente e, quando la generazione dei baby boomers andrà in pensione, il paese avrà grossi problemi a sostenere il carico della spesa previdenziale. Non proprio un quadretto idilliaco per un paese che dovrebbe crescere (e tanto) per sostenere un debito enorme. Purtroppo le previsioni sono addirittura peggiori: il Fondo Monetario Internazionale stima che nel 2017 il rapporto debito-Pil raggiungerà addirittura il 250%.

    Veniamo ora alla domanda principale: perché gli speculatori non hanno approfittato di un debito così enorme per richiedere interessi più alti? La risposta è semplice: il 95% del debito giapponese è in mano ai giapponesi stessi che non hanno certo interesse a far affondare il paese in cui vivono.

    Questa situazione è tuttavia destinata a cambiare perché il risparmio delle famiglie sta globalmente diminuendo, proprio a causa dell’invecchiamento della popolazione, e presto il risparmio privato non potrà più sostenere il debito pubblico. Il paese per finanziarsi dovrà quindi rivolgersi ai mercati internazionali che non saranno sicuramente così indulgenti come i cittadini giapponesi e chiederanno interessi molto più alti di quelli attuali. Con un debito di queste proporzioni il costo del debito stesso schizzerebbe alle stelle causando una spirale negativa che metterebbe probabilmente fine al loro modello di sviluppo, almeno così come noi lo conosciamo.

    A tal proposito gli economisti, forse proprio perché si occupano della cosiddetta “scienza triste”, partoriscono battute ancora più tristi. Eccone una che riassume la situazione giapponese: “Sai qual è la differenza tra il Giappone e la Grecia?”. La risposta è: «Tre anni».

    Non so se la stima sia esatta, ma sta di fatto che il fallimento del modello giapponese sarebbe, più in generale, il fallimento del cosiddetto modello “mercantilista” che la Germania sta cercando di imporre al resto d’Europa, ma di questo parleremo approfonditamente nelle prossime settimane

     

    Giorgio Avanzino

  • Forti di Genova: escursione a Levante con Trekking Italia

    Forti di Genova: escursione a Levante con Trekking Italia

    Domenica 30 dicembre 2012 nuovo appuntamento a cura della sezione genovese di associazione Trekking Italia, che propone un’escursione sui Forti di Levante.

    L’appuntamento è alle 8 in piazza Guicciardini a Marassi, la partenza è prevista per le 8.15 e durerà l’intera giornata. Queste le tappe: Forte Ratti – Forte S.Tecla – Madonna del Monte.

    Per maggiori informazioni telefonare al numero 338 3936939.

  • Capodanno 2013: eventi, concerti e spettacoli a Genova e provincia

    Capodanno 2013: eventi, concerti e spettacoli a Genova e provincia

    Veduta notturna del Centro Storico di GenovaCome passare la notte di Capodanno? A Genova tantissimi appuntamenti fra cenoni, concerti e molto altro.

    Ecco qualche idea dalla nostra agenda eventi.

    A Palazzo Ducale apertura straordinaria delle mostre di Joan Mirò e del fotografo Steve Mc Curry: a seguire, spettacolo di cabaret e musica con Fabrizio Casalino.

    Teatri aperti con la Masque di Capodanno al Teatro della Tosse, il brindisi con la compagnia del Suq dopo Oliver Twist (Teatro Duse), con la Baistrocchi al Politeama e con la Kitchen Company dopo la replica di Rumori fuori scena (Teatro della Gioventù).

    Per chi ama la musica, dj set all’aperto al Porto Antico e in piazza Dante, mentre nell’ex chiesa di Sant’Agostino un parterre di artisti nella serata dal titolo Closer Archetipe. In programma anche una serata swing a La Claque, concerto jazz al Count Basie e il live dei Tuamadre ai Giardini Luzzati, mentre per gli amanti della disco, il Why Club organiza un cenone e il dj set, mentre il Tao Sushi e Disco offre quattro differenti proposte per ogni esigenza di portafoglio.

    Per gli sportivi, apertura straordinaria del luna park in piazzale Kennedy e della pista di pattinaggio al Porto Antico.

    Infine qualche idea per il cenone: nel centro storico aprono il Circolo Arci Belleville (30 € a persona), il Nouvelle Vague e il ristorante La Meridiana (48 € a persona). A Voltri ricco menu al ristorante La Voglia Matta (65 € a persona).

     

    Foto Daniele Orlandi

  • Il programma di Mario Monti per le elezioni politiche del 2013

    Il programma di Mario Monti per le elezioni politiche del 2013

    Mario MontiSe Monti non si è schierato apertamente con Casini e Montezemolo, è solo perché i sondaggi non lasciavano presagire un consenso popolare lusinghiero: anzi, se persino il PDL avesse preso più voti di una ipotetica “lista Monti”, la bocciatura per le politiche dell’esecutivo attualmente dimissionario avrebbero compromesso ogni possibilità di riproporle. Pertanto il premier ha deciso di giocare, ancora una volta, in modo “sporco”: ha lanciato un programma e ha invitato i partiti disposti a sostenerlo a proporgli eventuali incarichi, ovviamente dopo le elezioni.

    Non c’è, in questo, alcun cambio di metodo significativo, alcuna valorizzazione dei temi concreti a scapito degli schieramenti. Viene solo indicata alle forze politiche la strada da seguire. A UDC e PD è proposta  una coalizione post elettorale a sostegno dell’agenda dell’uomo della Bocconi; il nemico da contrastare è individuato in tutte quelle forze populiste, estremiste o come volete chiamarle, che vanno da Berlusconi a Grillo; ed infine si lasciano poche alternative al partito di Vendola, che teoricamente appoggia Bersani, ma con qualche mal di pancia.

    Per Monti e il suo programma, allo stato attuale, non era possibile una soluzione migliore. La legge elettorale non è stata riformata a causa delle paure contrapposte delle varie forze politiche: pertanto il rischio che chi vinca le elezioni si ritrovi ostaggio delle opposizioni al Senato (grossomodo come accadde a Prodi nel 2006) è concreto. A questo punto, se farsi eleggere direttamente sarebbe stato certo impossibile, non è detto che lo sia altrettanto il tentativo di acquisire alla propria causa forze politiche che potrebbero avere un alto consenso. Al contrario, avendo già il pieno sostegno dell’UDC, ottenere l’appoggio del PD è un obiettivo ampiamente alla portata.

    A sinistra si sono sempre fatti fregare da Berlusconi: possono farsi fregare anche da Monti, dato che le ragioni della realpolitik esercitano un fascino perverso su quei dirigenti che anche oggi si fregano le mani all’idea di farsi belli grazie alla figura competente del professore. Poi c’è il disagio dei piddini ex-democristiani, che smaniano per staccarsi dai sindacati e avvicinarsi a Casini; c’è un’eredità storica fortemente pro-euro che risale a Romano Prodi; ed infine c’è il problema di come porsi con l’elettorato di sinistra, che aspetta speranzoso politiche meno austere e a cui non bisogna togliere queste illusioni a due mesi dal voto (ma per il quale occorre anche avere una scusa pronta, quando si ritornerà di gran carriera all’agenda Monti).

    E’ in questo contesto che va valutato il programma del professore  “Cambiare l’Italia, riformare l’Europa”. Che non è solo “molto generico”, utile per “smarcarsi da riforme che inevitabilmente scontentano qualcuno” e “per non impegnarsi e lasciare poi la strada ad accordi dopo il voto”, come lo ha definito giustamente Tito Boeri. Soprattutto è stato scritto per piacere a sinistra. Ecco perché il documento contiene frasi come: “di per sé l’Europa non limita i modi in cui si possono perseguire fini sociali e di equità, ma impedisce di finanziarli con una illimitata creazione di debito”. Ecco perché richiama, a livello europeo, una “maggiore solidarietà finanziaria attraverso forme di condivisione del rischio” e “maggiore attenzione alla inclusione sociale”. Ecco perché si parla di abbassamento delle tasse (sempre che si mantengano i conti in ordine), di possibili investimenti attraverso un miglior utilizzo dei fondi europei, di utilità del servizio sanitario nazionale, di provvedimenti a favore di esodati, giovani, over 55, donne, ambiente, internet, istruzione, ricerca, e ammortizzatori sociali. Ecco perché si avanza persino l’ipotesi di uno studio su “come creare un reddito di sostentamento minimo”, anche se “condizionato alla partecipazione a misure di formazione e di inserimento professionale”.

    In questo modo gli slogan del PD ottengono l’avvallo esplicito di Monti e, quindi, immediata credibilità: l’elettorato di sinistra avrà ottimi motivi per credere che sia possibile coniugare euro, rigore, crescita ed equità; e dopo le elezioni non sarà un problema – magari – conferire al premier dimissionario il ministero dell’economia. Non è detto che questo basti per raggiungere l’obiettivo, che è sempre quello di dare abbastanza seggi al Senato (cioè governabilità) ad una maggioranza europeista, disposta quindi a fare sacrifici nel nome della moneta unica: ma ci sono buone possibilità. Il problema è cosa succederà, dopo le elezioni, quando ci si dovrà confrontare con la realtà.

    Andrea Giannini

  • Osservatorio Astronomico del Righi: un premio per le sue animazioni

    Osservatorio Astronomico del Righi: un premio per le sue animazioni

    L'Osservatorio Astronomico del Righi a GenovaAperto ogni fine settimana per consentire l’osservazione di stelle e pianeti, l’Osservatorio Astronomico del Righi è stato recentemente premiato in occasione del Stratoscript Compendium 2012, un concorso che si è svolto presso l’osservatorio di Marsiglia dal 20 al 23 dicembre e cui hanno partecipato analoghe strutture di altri nove Paesi del mondo.

    Il concorso è rivolto a quei Planetari che adottano il sistema LSS (Lhomeneau Sky System), ovvero un planetario digitale che permette di disporre di un sistema di proiezione moderno a costi ridotti, che unisce alla visione della volta celeste la rappresentazione di immagini, filmati e suoni gestiti da un unico computer e comandati da una tastiera appositamente realizzata o da un tablet.

    Attraverso questo sistema è stata realizzata l’animazione per bambini Il coyote e le stelle, curata da Marina Costa e illustrata da Salvatore Fontana, entrambi membri dello staff dell’Osservatorio Astronomico del Righi, in collaborazione con Comitato Antikythera e di Progetto Cassiopea per la didattica e la divulgazione della scienza.

    Ispirata a un racconto Navajo, l’animazione narra di un tempo in cui non vi erano stelle nel cielo e gli animali potevano parlare fra di loro e avevano ricevute l’incarico da parte del Grande Spirito di disegnare in cielo le loro figure con le stelle che avevano ricevuto in dono. Così si formarono le costellazioni del Nord America. I Navajo chiamano la Via Lattea la “pista del Coyote” riferendosi al disastro che il Coyote provocò mentre gli animali cercavano di creare le costellazioni utilizzando le stelle donate loro dal Grande Spirito, il quale, a seguito del comportamento del coyote, punì tutti gli animali privando loro del dono della parola. E ancora adesso il coyote ulula al cielo disperandosi per quello che ha combinato.

    L’animazione fa parte del programma Fiabe sotto le stelle. I Nativi del Nord America ed è possibile assistervi durante le aperture natalizie dell’Osservatorio.

  • Concorso arte contemporanea 2013: nuova edizione del bando Bjcem

    Concorso arte contemporanea 2013: nuova edizione del bando Bjcem

    Bjcem e la Città di Ancona promuovono il bando di concorso di arte contemporanea in vista della 16ma edizione di Mediterranea – Biennale Giovani Artisti, un evento internazionale multidisciplinare che si svolgerà ad Ancona dal 6 giugno al 7 luglio 2013 e che prevede la partecipazione di oltre 250 artisti.

    Nata nel 1985, la Biennale si svolge ogni due anni in una città diversa del Mediterraneo concentrandosi su giovani artisti e creatori. Bjcem è una rete internazionale con più di 70 membri e partner provenienti da Europa, Medio Oriente e Africa.

    Il bando è rivolto ad artisti visivi, registi, scrittori, musicisti, designer e ricercatori culturali di età inferiore ai 35 anni (ovvero nati dopo il 31 dicembre 1977) di qualsiasi nazionalità, che dovranno presentare un solo progetto specifico in relazione al tema di questa edizione – ERRORS ALLOWED (Gli errori sono ammessi) – e caricarlo secondo le istruzioni indicate sul sito www.bjcem.org.

    Non è prevista alcuna quota di partecipazione. I progetti devono essere presentati entro il 27 gennaio 2013.

    Una commissione di curatori valuterà gli artisti, dando priorità a coloro che non hanno mai partecipato alla manifestazione. Gli artisti selezionati riceveranno una comunicazione entro metà marzo e saranno invitati a partecipare alla manifestazione e a presentare il proprio lavoro.

    L’organizzazione si farà carico della spedizione dei lavori, dell’assicurazione, dell’allestimento, della produzione di progetti site specific, di viaggi, vitto e alloggio e fornirà supporto per le eventuali richieste di visto. Non è previsto alcun compenso per gli artisti selezionati.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Federico Sirianni e Gnu Quartet: concerto a Rapallo

    Federico Sirianni e Gnu Quartet: concerto a Rapallo

    Gnu QuartetVenerdì 28 dicembre (ore 21) all’Auditorium delle Clarisse di Rapallo si terrà un concerto-spettacolo per presentare l’inedito progetto musicale Nella prossima vita, nato dalla collaborazione del cantautore Federico Sirianni e dei Gnu Quartet, i quali hanno curato gli arrangiamenti dell’ultimo album di Sirianni.

    In questa serata Nella prossima vita è raccontato attraverso uno spettacolo in cui si fondono la canzone d’autore, il rock e la musica da camera.

    Note sugli artisti.

    Federico Sirianni. Nato a Genova, esordisce creando, con Marco Spiccio e Fabrizio Casalino, il gruppo La giostra dei pazzi, con cui nel 1992 vince la Festa degli Sconosciuti. Nel 1993 è ospite al Premio Tenco come miglior esordiente, l’anno successivo vince il Premio Regionale Ligure per la musica. Insieme a Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu scrive e mette in scena tre spettacoli di teatro canzone. Dopo un viaggio nell’Est Europa e nei campi nomadi realizza, nel 2002, il primo cd Onde clandestine suonato con la Molotov Orchestra, che riassume dieci anni di concerti e spettacoli. Sono i racconti di popoli migranti, esistenze clandestine che si muovono fra centri d’accoglienza, moschee, campi nomadi e questure; un viaggio tra sogno e realtà, tra musiche che arrivano da lontano in un vortice di ritmi e atmosfere. Il produttore milanese del disco, Giangilberto Monti, conia per Sirianni il termine “bandautore”. Nel 2004 è invitato a Monaco di Baviera come rappresentante in ambito musicale di Genova città della cultura. Nello stesso anno vince il Premio Recanati della Critica ed è ospite al Mantova Musica Festival. Nell’estate del 2006 vince la seconda edizione del Premio Bindi, a cui segue, nel gennaio 2007, il nuovo lavoro discografico, Dal basso dei cieli, un disco di frontiera, un viaggio musicale su una cartina senza confini, che parte dai Balcani e arriva fino al Messico e ai Carabi. A completare il poker di riconoscimenti, nel 2010 vince il Premio Lunezia.

    Gnu Quartet. Quartetto formato da Stefano Cabrera (violoncello), Roberto Izzo (violino), Francesca Rapetti (flauto traverso) e Raffaele Rebaudengo (viola), ha caratterizzato i progetti di artisti quali Subsonica, Afterhours, Pfm, Gino Paoli, Simone Cristicchi, Niccolò Fabi, Dolcenera, Motel Connection e molti altri. Gli Gnu nascono sotto la stella della P.F.M. al Teatro Nazionale di Milano, nel 2006. Un quartetto dal suono originale ed eclettico che cresce nell’alchimia di gioia e ricerca, nel virtuosismo della musica colta e il coinvolgimento di quella moderna. Hanno realizzato tre album, con brani originali e rielaborazioni, e collaborato alla realizzazione – in fase di scrittura, arrangiamento o registrazione – di altri quindici. Ha tenuto centinaia di concerti in Italia e all’estero, da solo o come ospiti di altre formazioni. Non poche sono state le partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici – Che tempo che fa, Parla con me Domenica, Il Tornasole, L’altro lato di Radio 2, Radio 1 Musica, RMC CLassic – e ai grandi festival nazionali.

  • Primarie Parlamentari Pd 2012: il regolamento e i retroscena

    Primarie Parlamentari Pd 2012: il regolamento e i retroscena

    Bersani PdTutto è pronto per le Primarie che il Pd svolgerà il 29 e 30 dicembre per scegliere i suoi candidati alle prossime elezioni politiche. Nei giorni scorsi è stato reso noto il regolamento e l’elenco dei candidati sul sito www.primarieparlmanetaripd.it. In Liguria saranno presenti quattro liste, associate alle rispettive circoscrizioni provinciali di Genova, Savona, Imperia e La Spezia, a partire dalla quali verranno definiti i candidati parlamentari.

    Ma cerchiamo di capire qualcosa di più su quello che si presenta come un sistema inusuale nel panorama della politica italiana.

    L’organizzazione di queste primarie è il frutto di un lungo percorso a cui Genova e la Liguria hanno dato un contributo molto importante. Il prof. Fulvio Venturino, uno dei massimi esperti italiani di elezioni primarie ci ha spiegato, infatti, che già nel 2011 un gruppo di giovani esponenti liguri del Pd (WIProgress) aveva elaborato il primo regolamento per estendere questo sistema di selezione dei candidati anche alle elezioni politiche (fino ad oggi si è utilizzato solo per selezionare candidati a cariche monocratiche o il leader della coalizione di centro sinistra).

    A partire da quell’iniziativa il gruppo di ricerca di cui fa parte il professore –  Candidate and Leader Selection -, diversi studiosi italiani e alcuni esponenti del Pd, tra cui Giuseppe Civati e Salvatore Vassallo,  hanno lavorato, non senza difficoltà, per rendere possibile la realizzazione di queste primarie parlamentari.

    La prima proposta di introdurre un sistema che permettesse agli elettori di contribuire alla selezione dei candidati era stata avanzata all’Assemblea Nazionale del Pd nel gennaio 2012,  ma rimase lettera morta per la chiara ostilità di diversi esponenti della dirigenza nazionale del partito. Sul blog di Salvatore Vassallo è possibile leggere una ricostruzione dettagliata di quell’assemblea.

    Oggi le primarie parlamentari sono una realtà, ma quanto sarà importante la voce degli elettori nel definire le liste dei candidati alla Camera e al Senato?
    Non tutti i candidati, infatti, saranno scelti dagli elettori… Il regolamento prevede che il 90% della composizione delle liste sia determinata sulla base delle preferenze espresse dagli elettori delle primarie, mentre il restante 10% dei nomi verrà deciso dalla direzione nazionale del partito. La creazione di questo secondo “listino” è stata giustificata dal Pd con la necessità di riservare alcune candidature a personalità con una particolare professionalità, il cui supporto potrebbe essere fondamentale nell’attività parlamentare (costituzionalisti, giuslavoristi, esperti in materie specifiche). Infine, anche i capilista verranno scelti direttamente dai vertici del partito e saranno occupati dagli esponenti politici più rappresentativi ed esperti del Pd.

    Per candidarsi è necessario essere iscritti al partito e raccogliere un numero di firme pari al 5% degli iscritti al Pd del 2011 nell’ambito della propria provincia di appartenenza, suddivise in almeno 3 circoli differenti. Per i candidati della provincia di Genova ciò significa ottenere almeno 200 firme.

    Secondo il prof. Venturino «dal punto di vista delle candidature le primarie del Pd rappresentano un effettivo cambiamento, perché permetteranno l’ingresso in Parlamento di deputati e senatori in gran parte selezionati sulla base della volontà degli elettori del Pd.»

    Il punto più controverso, invece, riguarda il diritto di voto. Per partecipare alle votazioni bisogna essere iscritti al partito o aver partecipato alle recenti primarie per la scelta del candidato premier del centro sinistra, vinte da Bersani.

    «C’è un’autentica ondata di primarie per attrarre elettori – osserva il professore – e siccome non è molto appealing questa coalizione, che si è spostata abbastanza a sinistra, io avrei fatto più apertura sul diritto di voto».

    Secondo Venturino vi sono circa dieci milioni di elettori del Pdl e della Lega alla ricerca di un partito per cui votare alle elezioni politiche e limitare la possibilità di partecipazione ai soli iscritti o a coloro che hanno già partecipato alle precedenti primarie del Pd è un chiaro veto agli elettori indecisi del centro destra.

    Una mossa che da un punto di vista strategico potrebbe non rivelarsi particolarmente adatta all’attuale contesto politico italiano, in cui vi è una vasto gruppo di elettori volatili, le cui preferenze potrebbero incidere in modo rilevante sul risultato elettorale.

     

    Federico Viotti

  • Acronimi inglesi e acronimi italiani: le corrispondenze

    Acronimi inglesi e acronimi italiani: le corrispondenze

    BasketNella scorsa puntata abbiamo parlato delle possibili differenze tra gli acronimi inglesi e quelli italiani. Non sempre però esistono tali discrepanze. Esistono infatti alcuni casi nei quali in entrambe le lingue viene mantenuta la stessa sigla. Se per esempio parliamo di NATO (North Atlantic Treaty Organization) indichiamo sia in italiano sia in inglese la stessa organizzazione internazionale, costituitasi al termine della Seconda Guerra Mondiale e comprendente i paesi occidentali fedeli agli Stati Uniti e opposti al blocco del Patto di Varsavia durante la Guerra Fredda. Proprio in quegli anni giocava un ruolo fondamentale a livello di propaganda in funzione anti-sovietica la NASA (National Aeronautics and Space Administration), la quale nel 1969 portò il primo uomo sulla luna, Neil Armstrong. Celebre è la sua frase“That’s one small step for man, one giant leap for mankind” (“Questo è un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”).

    Un’altra organizzazione statunitense che tutti conosciamo, purtroppo più per le gravi nefandezze e ingerenze nelle attività di altri paesi che per i suoi meriti è la CIA (Central Intelligence Agency), mentre l’FBI (Federal Bureau of Investigation) è la polizia che indaga sui reati federali commessi negli USA.

    In campo medico, inglese e italiano corrispondono nella designazione di due famigerati acronimi, HIV (Human Immunodeficiency Virus) e AIDS (Acquired Immuno-Deficiency Syndrome), che ancora mietono vittime in tutto il mondo e non solo in Africa, dove l’AIDS rimane comunque un’emergenza assolutamente attuale. Qualche anno fa invece venne diffuso ad arte il terrore tra la popolazione mondalie in relazione alla cosiddetta swine flu (influenza suina), internazionalmente riconosciuta come A(H1N1). Il suo tasso di mortalità fu di gran lunga inferiore – come volevasi dimostrare – rispetto a quanto era stato pronosticato e pompato dai media per intere settimane durante l’epidemia del 2009, ma d’altra parte le case farmaceutiche avevano già prodotto vaccini in serie e non potevano certo permettersi di tenerli invenduti sugli scaffali… Sono cose che dovremmo cercare di non dimenticare.

    Altre sigle inglesi che conosciamo e utilizziamo frequentemente sono legate a grandi organizzazioni sportive. La NBA (National Basketball Association) ha avuto un incremento di popolarità globale decisivo negli anni Ottanta grazie alla maggiore presenza a livello mediatico e ad alcuni giocatori diventati icone della pallacanestro come Michael Jordan, Magic Johnson e Larry Bird. La NFL (National Football League) e la MLB  (Major League Baseball), i campionati statunitensi professionistici di football americano e di baseball, godono di notevole popolarità anche in Europa. E’ curioso invece che l’organizzazione internazionale più conosciuta nel mondo del calcio, la FIFA, abbia in realtà un nome francese: Fédération Internationale de Football Association.

    Spostandoci nel campo che più ci interessa, ovvero le lingue, un acronimo da tenere in mente è CEFR (Common European Framework of Reference for Languages), un quadro di riferimento elaborato dal Consiglio d’Europa  che consente di determinare gli standard relativi agli stadi dell’apprendimento linguistico in modo da confrontare a livello internazionale le competenze comunicative. Avremo modo di parlarne in maniera diffusa nelle prossime puntate … See you!

  • Sestri Levante, terremoto eXact learning: raffica di licenziamenti

    Sestri Levante, terremoto eXact learning: raffica di licenziamenti

    Exact Learning Solutions rappresenta da ormai quasi 20 anni una delle principali realtà nazionali e internazionali nel settore dello sviluppo software con un parco clienti di assoluto prestigio (Banca d’Italia, Intesa San Paolo, Poste Italiane, Volkswagen Group Italia, HSBC, ecc) e tre sedi sul territorio nazionale: Roma, Firenze e Sestri Levante (nei locali storici dell’Abbazia dell’Annunziata affacciata sulla baia del silenzio).

    In questi giorni l’azienda è balzata agli onori della cronaca ligure, e non solo, non per il riconoscimento di particolari meriti nel campo dell’high tech (in quanti sapevano dell’esistenza di un’azienda di tale prestigio nella cittadina rivierasca?), quanto piuttosto per un’inaspettata pioggia di licenziamenti che porterà alla chiusura della sede di Firenze e al ridimensionamento di quella di Sestri Levante. Sono ben 19, su un totale di 34, i dipendenti della sede ligure che con il nuovo anno si ritroveranno senza un impiego (la procedura, iniziata il 13 dicembre, prevede una trattativa sindacale che al massimo può durare 45 + 30 giorni. Dopo di che la direzione aziendale avrà fino a 120 giorni per inviare le lettere di licenziamento).

    Domani (28 dicembre n.d.r.) la delicata questione sarà esaminata nei locali della Regione Liguria. Non si tratterà di un tavolo unico (lavoratori, gruppo dirigente e parte pubblica), bensì di due incontri differenti prima fra il gruppo dirigente e gli assessori e poi fra politica e lavoratori. Difficile prevedere ad oggi il futuro di queste persone, sicuramente la situazione è emblema di un quadro generale che colpisce duramente la provincia di Genova. Una crisi del lavoro senza precedenti, che sta modificando radicalmente il profilo della città e della sua provincia.

    Cerchiamo di fare un passo indietro e capire qualche cosa di più sull’azienda e sulle motivazioni che hanno portato al triste epilogo.

    Fondata nel 1996, eXact learning solutions (che molti ricordano ancora con la vecchia denominazione, Giunti Labs) si afferma rapidamente come uno dei principali attori sul territorio nazionale e internazionale per quanto riguarda la progettazione e lo sviluppo di contenuti digitali in formato standard, diventando leader europeo nell’area tecnologica LCMS (Learning Content Management Systems) nonché nella ricerca e sviluppo e nella definizione degli standard del settore eLearning (apprendimento online n.d.r.). La società cresce partendo proprio dal laboratorio di ricerca di Sestri Levante. Il Comune all’epoca, stanziati i fondi per la ristrutturazione, decise di ripensare lo spazio dell’Abbazia come incubatore di imprese nel settore tecnologia; una scelta, coraggiosa per i tempi che correvano, dell’allora sindaco Mario Chella e del presidente della Provincia Marta Vincenzi.

    Nel 2008 la società raggiunge un fatturato di oltre 10 milioni di euro, acquisisce un’azienda australiana e inizia ad attrezzarsi per l’entrata in borsa. L’allora presidente, ing. Josè Grade, decide di spostare il baricentro dell’azienda verso Firenze, attraverso una politica di incentivi economici per il trasferimento del personale dalla Liguria alla Toscana (e passando per la disincentivazione professionale del personale di Sestri Levante, il blocco del turnover e il reintegro di risorse esclusivamente presso la sede di Firenze). Come risultato, nel 2009 la società può vantare un organico di 140 persone, ma i ricavi diminuiscono e iniziano i problemi.

    Dopo oltre un anno, nell’agosto del 2010, l’azienda viene ceduta all’imprenditore bresciano Albino Bertoletti, già fondatore di Giunti Multimedia (1992) e Interactive Labs (1994, società operante a Genova e dalla quale si arriverà dopo varie trasformazioni a Giunti Labs), che la “riceve in dono” ripulita dalle passività. Uscendo di scena la famiglia Giunti, l’azienda cambia denominazione sociale, assumendo quella attuale, e Bertoletti assume la carica di amministratore unico.

    La ricetta proposta dall’imprenditore bresciano si caratterizza per la riduzione dei costi fissi, così tra agosto del 2010 e gennaio del 2012 si susseguono due interventi di cassa integrazione.
    La drastica riduzione di personale riduce la capacità di eXact learning solutions di competere sul palcoscenico nazionale e internazionale con soluzioni tecnologiche innovative. Il 2011 segna una perdita operativa di poco più di un milione di euro e Bertoletti decide di affidare ad un advisor la ricerca di un partner che lo affianchi nella gestione.

    Ma nonostante le difficoltà elencate, la società riesce a conservare un posizionamento internazionale di prestigio, con acquisizione di nuovi clienti che si affiancano al parco clienti esistente (già citato in apertura). Fioccano anche i riconoscimenti internazionali come il primo posto per la categoria “Learning Content Management System” ottenuta dal prodotto eXact LCMS al recente “Elearning! Awards”, un riconoscimento prestigioso ricevuto nel corso della cerimonia “Elearning! Media Group” tenutasi lo scorso 26 settembre a Corona, in California.

    Proprio mentre dall’altra parte dell’oceano arriva il prestigioso riconoscimento, fra settembre e novembre del 2012 diversi soggetti industriali si interessano all’acquisizione della società e a spuntarla è Lattanzio Group s.r.l., che si assicura l’intero capitale azionario.

    Il passaggio di proprietà da Bertoletti a Lattanzio si concluderà a gennaio 2013, ma già a fine novembre Ezio Lattanzio in persona è sbarcato a Sestri Levante, accompagnato da Bertoletti e dal nuovo amministratore unico, Valerio Torda. In quell’occasione Bertoletti ha annunciato ai sindacati l’esito dell’operazione che gli ha consentito, a suo dire, di ottenere il massimo ritorno economico possibile offrendo anche le maggiori garanzie per la forza lavoro, mentre Lattanzio si presenta ai lavoratori e al management dichiarando di volere valorizzare le competenze e le professionalità presenti in azienda.

    Dopo pochi giorni l’amara sorpresa per i lavoratori: il 13 dicembre il nuovo amministratore ha recapitato alle parti sociali la procedura di licenziamento collettivo.

    Gabriele Serpe

  • Oliver Twist: la Compagnia del Suq al Teatro Duse

    Oliver Twist: la Compagnia del Suq al Teatro Duse

    Da giovedì 27 a lunedì 31 dicembre 2012 il Teatro Duse ospita il debutto nazionale di Oliver Twist, spettacolo scritto a quattro mani da Carla Peirolero ed Emilia Marasco e rappresentato dalla Compagnia del Suq con la band multietnica di bambini della Bandaneo e del Formicaio.

    Dopo lo spettacolo Canto di Natale andato a scena al Teatro della Corte, la Compagnia del Suq mette in scena a Genova un’altra rappresentazione volta a celebrare i 200 anni dalla nascita di Charles Dickens.

    Genova, propone la prima nazionale di OLIVER TWIST (dal 27 al 31 dicembre al Teatro Duse)

    I giovani interpreti della band ( bimbi di svariate provenienze : Senegal, Romania, Siria, Ecuador, Cina…) moltiplicano il personaggio di Oliver Twist in tanti “Oliver” dei giorni nostri, mentre la narrazione si scompone nel ricorso a molteplici modalità espressive, con momenti musicali che si alternano al gioco per immagini del teatro d’ombre e con l’alternarsi di recitazione e di canto da parte dei vari protagonisti.

    Lo spettacolo andrà in scena giovedì 27, venerdì 28 e sabato 29 alle ore 20.30, domenica 30 alle ore 16 e sabato 31 alle ore 20.30. In quest’ultima serata, subito dopo lo spettacolo si terrà – presso il Salone dell’ex Piccolo Cottolengo di Don Orione (vicino al Palazzo del Tribunale) – Capodanno con gli artisti del Suq, con buffet e brindisi. Costo 30 € a persona (25 € per soci Suq, Endofap e per chi ha il biglietto di Oliver Twist; 15 € per bambini dai 5 ai 12 anni).

    Informazioni sul menù e prenotazioni: tel 010 5702715, teatro@suqgenova.it.

  • Osservatorio astronomico Righi: aperture nel periodo di Natale

    Osservatorio astronomico Righi: aperture nel periodo di Natale

    L'Osservatorio Astronomico del Righi a GenovaQueste le animazioni previste all’Osservatorio astronomico del Righi durante le festività natalizie.

    Mercoledì 26 dicembre, Aula Planetario: Lo Zodiaco astronomico e i moti della Terra (ore 15.30), Il cielo dei Nativi nordamericani: fiabe e leggende per i bimbi (ore 16.30), Miti di Orione: fiabe e leggende per i bimbi (ore 17.30) e Il girotondo della Luna (ore 18.30). Inoltre è prevista un’osservazione del pianeta Giove e della Luna dalle 17.30 fino alle 19.30 circa.

    Giovedì 27 dicembre a partire dalle ore 21.30: Giove e la Luna. In queste sere il brillante Giove, il pianeta gigante del nostro Sistema Solare, domina il cielo fra le stelle della costellazione del Toro. Al telescopio, oltre al pianeta, potremo osservare il nostro satellite naturale con i suoi crateri.
    In Aula Planetario una proiezione commentata sulla Luna e le stelle dell’inverno.

    Venerdì 28 dicembre, Aula Planetario: A spasso fra i pianeti (ore 15.30), Cieli del Sud: fiabe e leggende per i bimbi (ore 16.30), Miti di Orione: fiabe e leggende per i bimbi (ore 17.30) e Il cielo dei Nativi nordamericani: fiabe e leggende per i bimbi (ore 18.30). Inoltre è prevista un’osservazione del pianeta Giove e della Luna dalle 17.30 fino alle 19.30 circa.

    Domenica 30 dicembre, Aula Planetario: Il cielo dei Nativi nordamericani: fiabe e leggende per i bimbi (ore 15.30), Cieli del Sud: fiabe e leggende per i bimbi (ore 16.30), Miti di Orione: fiabe e leggende per i bimbi (ore 17.30) e Il cielo dell’inverno (ore 18.30). Inoltre è prevista un’osservazione del pianeta Giove e della Luna dalle 17.30 fino alle 19.30 circa.

    Nei giorni e negli orari di apertura sarà inoltre possibile visitare la cupola dell’Aula didattica-Planetario installata nel Giardino del Sole e quella dell’Osservatorio, al prezzo di 5 € (ridotto 3 €). Entrambe le visite si svolgeranno tramite turni della durata di mezz’ora circa di max 30 persone per l’Aula didattica-Planetario e di max 15 persone per la cupola dell’Osservatorio. Non è prevista la prenotazione.