Mese: Maggio 2012

  • Comune di Genova: il quadro generale e i numeri delle società partecipate

    Comune di Genova: il quadro generale e i numeri delle società partecipate

    Analizzando il bilancio del Comune di Genova abbiamo cercato di comprendere qual è lo stato dell’arte delle cosiddette società partecipate ovvero quelle che vedono la partecipazione finanziaria – in tutto o in parte – dell’istituzione di Palazzo Tursi.

    Innanzitutto focalizziamo l’attenzione esclusivamente sulle società controllate (detenute per una quota superiore al 50%) e sulle collegate (dove la partecipazione del Comune varia tra il 20 e il 50%).

    Partiamo dalle controllate:
    Due società sono in liquidazione perché la loro gestione si è rilevata fallimentare: A.M.I. spa (100%) in liquidazione con C.C. 10/2008; Sportingenova spa in liquidazione con C.C. 35/2010.
    Le altre sono: S.P.IM. spa (100%); Job centre srl (100%); A.M.I.U. spa (97,03%); A.M.T. spa (59%); A.S.TER. spa (100%); Ri.Ge.Nova srl (51%); Themis srl (69,93%); A.se.F. srl (100%); Porto Antico spa (51%).

    Mentre per quanto riguarda le collegate, questa è la situazione:
    Fiera di Genova spa (32%); Società per Cornigliano spa (22,5%); Finanziaria Sviluppo Utilities srl.

     

    Nel Conto Economico del bilancio del Comune è possibile osservare nella categoria Entrate correnti quali sono gli Utili netti da partecipate:

    Altre entrate           Cons. 2010            Prev. 2011       Cons. 2011
    Proventi servizi pubblici

    49

    70

    68

    Utili netti da partecipate

    11

    18

    11

    Proventi beni comunali

    34

    33

    32

    Altre

    58

    24

    35

    Totale

    152

    145

    146

    Totale entrate correnti

    804

    769

    778

     

    La tabella evidenzia come nel consuntivo 2011 gli utili netti da partecipate (11 milioni di euro), siano minori rispetto al preventivo 2011 (18 milioni di euro).

    A livello consuntivo i Trasferimenti da parte dello Stato sono stati minori mentre la Regione è riuscita a dare di più delle previsioni, con un contributo straordinario, in gran parte legato al Trasporto pubblico locale, di circa 12 milioni di euro che è servito anche per sistemare i conti della società controllata AMT la quale ha approvato il bilancio 2011 (non ancora visibile) il 16 aprile scorso.

    Per quanto riguarda le Uscite correnti, cioè le spese correnti che ogni anno il Comune deve sostenere per erogare i suoi servizi, questo è il quadro:

    Per natura    Cons. 2010    Prev. 2011    Cons. 2011
    Personale

    246

    245

    238

    Prestazioni di servizi

    281

    354

    382

    (compresa il servizio smaltimento rifiuti)
    Locazioni

    12

    12

    13

    Trasferimenti

    118

    22

    33

    interessi passivi

    43

    51

    44

    altre uscite

    38

    40

    23

    Totale uscite correnti

    738

    724

    733

     

    per destinazione

       Cons. 2010

      Prev.  2011

     Cons. 2011

    Funzioni generali

    204

    220

    201

    Polizia locale

    49

    45

    48

    Istruzione

    78

    78

    78

    Cultura e beni culturali

    28

    24

    26

    trasporti e viabilità

    122

    116

    123

    gestione del territorio

    148

    148

    151

    settore sociale

    86

    72

    82

    sviluppo economico

    10

    8

    9

    settore sportivo

    3

    4

    4

    turismo

    5

    3

    4

    giustizia

    6

    6

    6

    Totale

    738

    724

    733

    Nelle Prestazioni di servizi e nei Trasferimenti sono indubbiamente comprese anche le uscite a favore delle società controllate e collegate ma nel bilancio comunale non è possibile visionare il dettaglio preciso.

     

    Passando allo Stato patrimoniale, nell’Attivo del Comune di Genova, figurano le Partecipazioni:

    Comune di Genova – ATTIVO

                2009

                2010

                   2011

     

     

     

    Immobilizzazioni materiali:
    Beni indisponibili

    2.576

    2.574

    3.147

    Immobilizzazioni in corso ed altri beni

    429

    514

    565

    Immobilizzazioni non disponibili

    3.005

    3.089

    3.712

    Beni disponibili

    119

    113

    127

    Totale immobilizzazioni materiali (mln euro)

    3.124

    3.202

    3.839

    Immobilizzazioni finanziarie:
    Partecipazioni

    573

    565

    563

    Crediti ed altre immobilizzazioni finanziarie

    12

    22

    2

    Totale immobilizzazioni finanziarie (mln euro)

    585

    587

    565

    Attivo circolante:
    Crediti verso contribuenti

    106

    100

    83

    Crediti verso lo Stato e la Regione

    333

    239

    218

    Crediti netti verso altri, debitori diversi, IVA ed altre attività

    382

    263

    174

    Banche e Cassa Depositi e Prestiti

    51

    187

    216

    Totale attivo circolante (mln euro)

    872

    788

    691

    Comune di Genova – TOTALE DELL’ATTIVO

    4.580

    4.577

    5.095

    Dal 2009 al 2011 l’entità economica delle partecipazioni è diminuita.

    Mentre nel Passivo troviamo i Debiti verso aziende controllate, collegate, speciali ed altre, ed in questo caso, rispetto al 2009, le uscite sono aumentate:

    Comune di Genova – PASSIVO

                2009

                2010

                   2011

    Patrimonio netto e conferimenti (mln euro)

    2.948

    2.958

                    3.548
    Debiti:
    Debiti di finanziamento

    1.329

    1.328

                    1.320
    Debiti di funzionamento

    240

    198

                      165
    Debiti verso aziende controllate, collegate, speciali ed altre

    36

    50

                        45
    Altri debiti, ratei e risconti

    29

    44

                        17
    Totale debiti (mln euro)

    1.633

    1.619

    1.547

    Comune di Genova – TOTALE DEL PASSIVO

    4.580

    4.577

    5.095

     

    Alcuni dati, di facile lettura, estrapolabili dai bilanci delle singole società controllate e collegate, possono aiutarci a comprendere meglio la situazione.

    Questo è il fatturato 2010 di controllate e collegate:

    Società Fatturato
    AMT  €    186.350.297
    AMIU  €    139.911.390
    ASTER  €      40.803.743
    FINANZIARIA SVILUPPO UTILITIES  €      36.124.935
    FIERA DI GENOVA €       23.704.976
    SPIM SPA  €      16.122.257
    PORTO ANTICO  €      14.629.800
    ASEF  €      11.577.402
    SOCIETA’ PER CORNIGLIANO  €        9.911.365
    SPORTINGENOVA  €        4.216.850
    AMI  €        1.741.468
    RIGENOVA  €        1.552.437
    THEMIS  €           681.158
    JOB CENTRE  €           580.931
    totale  €    451.784.081

     

    Confrontando i ricavi ed il risultato economico vediamo che la società in maggiori difficoltà economiche risulta essere, come è noto, AMT :

    Società

    Ricavi

    Risultato economico

    AMT  €    186.350.297 -€        6.512.544
    AMIU  €    139.911.390  €           316.680
    ASTER  €      40.803.743  €            31.623
    FIERA DI GENOVA  €      23.704.976 -€           835.850
    SPIM SPA  €      16.122.257  €        3.266.163
    PORTO ANTICO  €      14.629.800  €           810.473
    ASEF  €      11.577.402  €           294.745
    SOCIETA’ PER CORNIGLIANO  €        9.911.365 -€           383.240
    SPORTINGENOVA  €        4.216.850 -€        9.442.644
    AMI  €        1.741.468 -€        1.622.131
    RIGENOVA  €        1.552.437  €              1.468
    THEMIS  €           681.158  €            16.538
    JOB CENTRE  €           580.931 -€            41.659
    FINANZIARIA SVILUPPO UTILITIES  €       36.124.935  €      29.290.454

    Ma in perdita risultano anche – ad esclusione di AMI e Sportingenova, entrambe in liquidazione – Fiera di Genova, Società per Cornigliano e Job Center.

    Il risultato di AMI è esposto al netto della plusvalenza di carattere straordinario realizzata nel 2010 per euro 18.978.000 e dell’utilizzo del fondo spese di liquidazione.

    Il risultato di Sportingenova è dovuto allo squilibrio economico della società e ad un accantonamento per rischi di liquidazione di euro 5 milioni.

    L’utile di SPIM è conseguenza della chiusura di un contratto derivato con Bnl Paribas che ha consentito la realizzazione d un provento finanziario non ripetibile di euro 8.875.000.

    L’utile di Finanziaria Sviluppo Utilities è costituito quasi interamente dai dividendi erogati da Iren spa.

     

    Se invece confrontiamo i ricavi e i trasferimenti, per capire quanto del risultato 2010 non è attribuibile alla gestione tipica, la società che ha goduto dei maggiori trasferimenti da parte del Comune è nuovamente AMT, ma nonostante questo la società di trasporto pubblico locale versa in condizioni disperate:

    Società

    Ricavi

    Trasferimenti

    AMT  €    186.350.297  €    118.423.660
    AMIU  €    139.911.390  €        4.092.000
    ASTER  €      40.803.743  €                   –
    FIERA DI GENOVA  €      23.704.976  €            32.823
    SPIM SPA  €      16.122.257  €                   –
    PORTO ANTICO  €      14.629.800  €           351.000
    ASEF  €      11.577.402
    SOCIETA’ PER CORNIGLIANO  €        9.911.365
    SPORTINGENOVA  €        4.216.850  €                   –
    AMI  €        1.741.468
    RIGENOVA  €        1.552.437
    THEMIS  €           681.158
    JOB CENTRE  €           580.931
    FINANZIARIA SVILUPPO E UTILITIES  €       36.24.935  €                     0

     

    Infine analizzando i ricavi e l’indebitamento si comprende come Finanziaria Sviluppo Utilities sia la società che ha il maggior indebitamento verso il sistema bancario. Di conseguenza non tutti i dividendi pagati da Iren possono essere girati al Comune a riduzione del debito.
    Ma anche AMT, AMIU e SPIM risultano fortemente indebitate.

     

    Società Ricavi Indebitamento
    FINANZIARIA SVILUPPO UTILITIES  €      36.124.935  €    196.059.915
    AMT  €    186.350.297  €      82.410.148
    AMIU  €    139.911.390  €      76.523.678
    SPIM SPA  €      16.122.257  €      72.801.424
    SPORTINGENOVA  €        4.216.850  €      37.529.029
    FIERA DI GENOVA  €      23.704.976  €      28.143.335
    PORTO ANTICO  €      14.629.800  €      21.298.217
    ASTER  €      40.803.743  €      16.485.550
    SOCIETA’ PER CORNIGLIANO  €        9.911.365  €        9.422.713
    RIGENOVA  €        1.552.437  €        6.707.660
    ASEF  €      11.577.402  €        3.404.510
    THEMIS  €           681.158  €           108.980
    JOB CENTRE  €           580.931  €            92.991
    AMI  €        1.741.468

     

    I dati presentati sono stati analizzati facendo riferimento agli studi condotti dalla Commissione analisi Bilancio del Comune di Genova di “Primavera Politica”.

    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore

     

  • Consulenza online: facciamo luce sulle bollette, senza vederci chiaro

    Consulenza online: facciamo luce sulle bollette, senza vederci chiaro

    Forse non lo sapevate, ma anche per il mercato della distribuzione di energia elettrica e per quello del gas esiste una normativa precisa, tanto precisa che il 50 % degli utenti che si rivolgono ad associazioni di consumatori hanno proprio un problema relativo a queste due tipologie di bollette.

    Innanzitutto va detto che esiste un organo di controllo, l’AEEG (Autorità per l’energia elettrica e gas ), il quale determina le regole per questo tipo di mercato. Già, perchè di mercato si tratta…

    Esiste il mercato tutelato, le cui tariffe vengono stabilite dallo stato ed i gestori che operano in quell’ambito sono coloro che distribuiscono gas o energia elettrica; a Genova, tanto per capirci, Iren mercato per il gas ed Enel Servizio Elettrico per la luce. Tutti gli altri fanno parte del cosiddetto mercato libero: ognuno vende luce e/o gas alla tariffa che ritiene opportuna e con le promozioni che ritiene.

    In questo bailamme Iren Mercato ed Enel hanno pensato bene di inserirsi anche nel mercato libero, creando non poca confusione agli utenti, i quali, vedendo il medesimo marchio, hanno pensato di non cambiare gestore… In altre parole, i costi del trasporto (di gas e/o luce) li pagano a se stessi guadagnandoci due volte.

    Facciamo due esempi: Enel Energia ha sede a Roma, ha lo stesso marchio e lo stesso slogan (L’Energia che ti ascolta) di Enel Servizio Elettrico, con la differenza che le bollette sono stampate in azzurro; il risparmio per il consumatore? Pochi Euro all’anno… in cambio di molte difficoltà: comunicare la lettura effettiva perchè sennò viene stimata è il problema più grosso e non da poco. Iren Mercato Libero, stesso marchio, stessa sede a Genova: operatori che fanno finta di controllare i contatori, così prelevano i vostri dati e vi appioppano a vostra insaputa un contratto nuovo, con il libero mercato… Finita qui? Neanche per idea !

    Entrambe (Enel Energia e Iren) vendono sia gas che luce, così il guadagno si quadruplica. L’AEEG non muove un dito e le associazioni di consumatori stanno con le mani in mano…

    Un caso emblematico riguarda GDF Suez, impresa venditrice di gas nell’entroterra ligure, in Lombardia ed in Emilia Romagna: abbiamo constatato bollette che fanno del paradosso il loro modo di esistere; provare a contattare qualcuno? Non provateci, tanto non rispondono al pari dell’ENI.

    Un’ultima nota: in Italia ci sono una quindicina di venditori di energia elettrica e circa seicento di gas. Chi scrive è un fautore del mercato tutelato. E’ una grossa bufala il fatto che con il mercato libero si risparmi, checché ne dicano Federica Pellegrini, Gerry Scotti e tutte le pubblicità del settore.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    foto di Diego Arbore

  • Oltre il giardino: la terrazza sul mare

    Oltre il giardino: la terrazza sul mare

    Questa settimana ci occuperemo specificamente del terrazzo nella casa al mare o comunque sito in prossimità del mare. Come è facile immaginare, la presenza del salino, di particolari correnti d’aria e di venti di notevole intensità rendono qui meno agevoli la sopravvivenza e lo sviluppo delle piante.

    Per questo motivo ci proponiamo di fornire qualche utile suggerimento relativo alla collocazione, alla scelta ed alla coltivazione delle essenze vegetali più adatte a questo microclima, molto diffuso in varie regioni italiane e, in particolare, in Liguria.

    Innanzi tutto, suggeriamo di optare in questo caso per piante di facile coltivazione, possibilmente mediterranee e, ancora meglio, autoctone dell’area in cui verranno utilizzate. In Liguria, lo sono per esempio alcune varietà di ginestre, il corbezzolo, l’euforbia, il Cistus ed il timo. La scelta di queste piante agevola infatti enormemente il lavoro del “giardiniere” che si trova ad intervenire su essenze già acclimatate e comunque perfettamente ambientate al contesto mediterraneo e, come tali, bisognose di minori attenzioni e cure.

    In ogni caso, anche la collocazione delle piante assume grande importanza. Meglio optare, se possibile, per posizioni riparate e non troppo esposte ai venti provenienti dal mare (soprattutto al libeccio). Sarà poi utile optare per piante che non abbisognino di eccessive quantità di acqua o di irrigazioni costanti ed abbiano, per natura, un portamento compatto ed a cespuglio, cioè che non necessitino, al fine di minimizzare i costi, di continui interventi di manutenzione o di potature costanti.

    Ottenere un buon effetto complessivo è peraltro meno difficile di quanto si possa immaginare. Saranno infatti sufficienti pochi vasi o vasche di medie dimensioni e capienza, un impianto idrico automatico ben funzionante e regolato per ottenere, anche su terrazze molto esposte al sole ed al salino, un “bordo misto” di cespugli mediterranei, atto a nascondere un muro o una visuale esteticamente poco soddisfacente.

    Non potendo esaminare l’enorme varietà di essenze disponibili sul mercato, oggi ne passeremo in rassegna solo alcune. In particolare, in questo primo articolo sull’argomento, suggeriremo di tenere in considerazione, ad esempio, le seguenti piante a portamento arbustivo: Lantana, Teucrium, Polygala, Westringia e Lavatera.

    Per sommi capi, la Lantana (molto utilizzata in Sardegna) forma un cespuglio di medie dimensioni e presenta fiori raggruppati di varie colorazioni (dal bianco-giallo, al rosa, fino al rosso e giallo). Il Teucrium è, invece, un arbusto dalle foglie lanceolate grigio-verdi e dalla fioritura, sempre tardo primaverile ed estiva, azzurro-viola. La Polygala forma un massa regolare di rami e foglie di colorazione verde chiaro, con una ricca fioritura nei toni del rosa intenso. La Westringia ricorda, invece, vagamente e sotto il profilo vegetativo, un grande rosmarino, con infiorescenze bianco puro o azzurro-viola.

    Queste piante sono tutte caratterizzate dalle limitate esigenze, sono facilmente adattabili, non richiedono interventi di potatura continui e permettono, grazie alla varietà della colorazione delle foglie e dei fiori (la gamma dei colori è omogenea e ben compatibile sul bianco, rosa, azzurro-viola) di ottenere una composizione diversificata e, al tempo stesso, omogenea ed esteticamente appagante.

    Alle predette piante, tutte a fioritura tardo primaverile ed estiva, si potranno poi abbinare, a seconda delle diverse esigenze, sempreverdi di medie dimensioni quali ad esempio il mirto oppure piante quali la già citata Lavatera, appartenente alla famiglia delle malvacee. Quest’ultima pianta forma un bel cespuglio compatto e in giugno garantisce una notevole fioritura, sempre nei vari toni del rosa. La pianta è molto frugale e necessita solo di sporadiche potature, volte principalmente alla rimozione dei rami sfioriti.

    Nel caso in cui si voglia poi optare per essenze ancora più semplici e conosciute, suggeriremmo di utilizzare il Pelargonium (ossia quello che conosciamo come il normale geranio) delle varietà a maggiore sviluppo e del tipo a foglia profumata. Questi geranei (di origine sudafricana e venduti soprattutto da un vivaio siciliano, noto in tutta Italia) raggiungono anche il metro e mezzo di altezza, presentano la parte sempreverde profumata (dalla vaniglia al limone, dalla menta al sandalo…) e producono infiorescenze non eccessivamente vistose ma di grande impatto estetico, se frammiste alle altre essenze di cui sopra.

    Nel caso in cui si ritenesse di completare l’insieme con alcune bulbose e tuberose, ci limitiamo, in questo articolo, a suggerirne due tipi meno noti. L’Allium, parente fiorifero dell’aglio da cucina, produce corolle floreali (di colore verde, rosa, bianco) su un lungo stelo spoglio e ha alla base un ciuffo di foglie filiformi. Il bulbo in questione è di semplicissima coltivazione e garantisce a chiunque risultati assicurati.

    Suggeriamo poi l’impiego dell’agapanto, una pianta a radici rizomatose (non quindi propriamente un bulbo) di origine africana, che fiorisce in estate in modo vistoso con corolle di grandi dimensioni (bianche o azzurre) su lunghi steli che svettano su cespugli di foglie lanceolate, lucide e verdi scuro. Anche questa pianta non necessita di cure particolari e tollera assai bene la siccità.

    L’insieme sopra delineato garantisce un buon risultato estetico, non richiede particolari cure e rappresenta solo una delle possibili alternative, realizzabili grazie all’incredibile varietà di piante mediterranee e non, esistenti in natura e potenzialmente utilizzabili in terrazze e giardini. Anche il neofita potrà quindi, date le limitate esigenze di loro coltivazione, ottenere, anche in poco spazio, un bordo misto ben bilanciato per massa, colori, dimensioni ed esigenze di sviluppo vegetativo. L’impiego, invece, della singola pianta garantirà, anche in un solo vaso adeguatamente collocato, di avere su una terrazza assolata, senza grande impegno ma con grande soddisfazione, un angolo verde, fiorito per grande parte dell’estate.

     

     

     

     

     

     

    di Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Il governo inglese a Wikipedia: “Pubblichiamo gratis le ricerche accademiche”

    Il governo inglese a Wikipedia: “Pubblichiamo gratis le ricerche accademiche”

    Università di OxfordIl governo inglese, nella persona del ministro per l’Università e le Scienze David Willets, ha chiesto al fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, di sviluppare un meccanismo di condivisione online delle ricerche universitarie, gratuito e facilmente accessibile a tutte le persone del mondo.

    Il progetto, annunciato direttamente da Buckingham Palace, sarà realizzato in due anni e ha come obiettivo quello di rendere accessibile a chiunque tutta la ricerca accademica finanziata pubblicamente dai cittadini. «Questo ci condurrà verso una nuova era di scoperte e di cooperazione tra studiosi e docenti», ha dichiarato David Willets al Guardian.

    In Inghilterra la ricerca universitaria vive un momento molto delicato, soprattutto dopo la manifestazione di un folto gruppo di ricercatori che si è unito contro uno dei colossi dell’editoria inglese in campo universitario, Elsevier. Gli abbonamenti ai periodici di Elsevier arrivano a costare anche milioni di sterline all’anno alle biblioteche delle facoltà inglesi, una tendenza che, secondo i ricercatori, deve essere cambiata radicalmente.

    La proposta del governo, dunque, arriva in un momento particolare: «Wikipedia è diventata un punto di riferimento cruciale nel nostro orizzonte culturale e per realizzare il nostro progetto abbiamo bisogno dei consigli dell’uomo che l’ha creata – si legge sul giornale londinese – Lui si occuperà di sviluppare interamente la piattaforma in cui le ricerche saranno condivise, suggerirà il formato più adatto per la pubblicazione dei documenti e setterà gli standard dei dati». Oggi, però, la legge impedisce la “ripubblicazione” dei dati… «Dobbiamo creare un sistema in cui i dati possono essere pubblicati interamente insieme all’articolo, attraverso un format aperto, accessibile a tutti e gratuito.»

    Una proposta lungimirante che apre nuovi orizzonti e nuove possibilità? Certo, ma rimangono in ballo tanti soldi… Quelli che da tanti anni i colossi dell’editoria inglese incassano e a cui, certamente, non rinunceranno senza combattere con tutte le forze a loro disposizione. Vedremo quale sarà la strategia made in England per aggirare l’imponente ostacolo.

  • Reshape 12: bando per partecipare al workshop di artisti europei

    Reshape 12: bando per partecipare al workshop di artisti europei

    Arte messicanaL’associazione culturale Modo di Udine si pone l’obiettivo di riunire giovani artisti di nazionalità e discipline diverse per condividere idee, passioni e progetti nel corso del workshop Reshape, che si terrà dal 29 giugno 2012 e vedrà la presenza di 30 artisti europei, di cui dieci vengono selezionati tramite un bando.

    Il tema di questa edizione è Incroci e può essere interpretato liberamente e in diversi modi e tecniche artistiche: incrocio come nuova piazza fisica oppure come oggetto di metafora e immaginario.

    Il bando è rivolto ad artisti e creativi di qualsiasi disciplina. I partecipanti verranno selezionati in base a curriculum, lettera di motivazione e un’idea di progetto. Il materiale deve essere inviato entro il 31 maggio 2012 all’indirizzo mail info@associazionemodo.it oppure tramite posta ordinaria all’indirizzo:
    Associazione Culturale Modo
    Via Buia 22
    33100 Udine

    Entro il 15 giugno 2012 gli artisti selezionati riceveranno la comunicazione: per la partecipazione al workshop (che si svolgerà dal 29 giugno per 10 giorni) saranno coperti i costi di vitto e alloggio, assicurazione e attività didattiche. Sono escluse pertanto solo le spese di trasporto dal luogo di residenza alla città di Udine e i materiali utilizzati per realizzare il proprio intervento.

    Per motivi organizzativi si richiede ai partecipanti liguri di comunicare la propria adesione al concorso inviando una mail a Gianna Caviglia, referente GAI della Liguria gcaviglia@comune.genova.it con il seguente testo:
    Nome e Cognome
    Recapito
    Partecipo al Bando Reshape12

  • We4land: nasce un sito web sull’uso e consumo del suolo

    We4land: nasce un sito web sull’uso e consumo del suolo

    Un portale web che si propone come uno spazio aperto, dove si possano trovare dati, ricerche e indicatori riguardanti una risorsa naturale strategica per la vita sulla terra e che necessita di essere tutelata, preservata e gestita in maniera consapevole. Parliamo del suolo, la piattaforma su cui le attività umane si fondano, si sviluppano e hanno fine. Con un focus particolare sulla pianificazione e il governo del territorio, cercando di diffondere una visione innovativa ed ecologica del suolo quale risorsa ambientale.

    Il progetto, denominato “We4land” (www.we4land.it) parte da un’idea di Diana Giudici (pianificatrice territoriale) e Luca Tomasini (ingegnere ambientale), esperti di uso e consumo di suolo, di effetti ambientali delle transizioni di copertura del suolo e di gestione del territorio. In concreto We4land, forte della ricerca svolta in ambiente universitario (Dipartimento di Architettura e Pianificazione – Politecnico di Milano), intende perseguire tre obiettivi: conoscere, informare e agire.

    Attualmente in numerosi contesti, il suolo è una risorsa scarsa, contesa e ambita. È necessaria un’inversione di rotta, come sottolineano i promotori della campagna “Stop al consumo di territorio” «Occorrono nuove conoscenze su cui fondare forme di governo del territorio che smettano di privilegiare interessi economici di pochi (generalmente soggetti privati), in favore di visioni strategiche di lungo periodo fondate su principi di sostenibilità ambientale e in grado di generare benefici per l’intera collettività».

    In prima battuta il portale suoli concentra l’attenzione sulle tematiche connesse agli usi del suolo e sugli effetti ambientali delle trasformazioni che coinvolgono le coperture del suolo; fornisce informazioni riguardanti le basi dati disponibili e le più moderne tecniche di analisi dell’uso del suolo; propone una selezione di indicatori utili per la valutazione ambientale e il cui studio è necessario per un governo del territorio che si basa sulla conoscenza dell’uso del suolo e degli effetti – ambientali ma non solo – legati alla trasformazione delle coperture.

    Il portale suoli è un luogo in continuo aggiornamento, finalizzato alla raccolta e alla condivisione di esperienze, idee, proposte legate al suolo. L’obiettivo è quello di affrontare la tematica suolo nella sua completezza e in tutta la sua complessità: dall’agricoltura all’ecologia del paesaggio, dalle scienze biologiche e naturalistiche alla mobilità lenta.

     

    Matteo Quadrone
    foto di Diego Arbore

  • Cogorno, provincia di Genova: settimana bio nella mensa scolastica

    Cogorno, provincia di Genova: settimana bio nella mensa scolastica

    Durante la prossima settimana, dal 21 al 26 maggio 2012, presso la mensa del Villaggio del Ragazzo a San Salvatore di Cogorno, in Provincia di Genova, verrà realizzata una settimana a base di prodotti esclusivamente biologici e locali. L’evento, giunto al suo secondo anno (Lavagna e Cairo Montenotte nel 2011), è promosso da AIAB Liguria e Liguria Biologica e coinvolgerà l’intero complesso scolastico di Cogorno (scuole elementari, medie e l’istituto professionale): saranno preparati 600 pasti giornalieri con soli prodotti biologici certificati.

    Per un’intera settimana i prodotti convenzionali saranno sostituiti con quelli coltivati con metodo biologico. Nella scuola verranno sostituiti cereali, olio, latticini, pesto, frutta, verdura, uova, olio e carni con quelli biologici reperibili in Liguria o nelle zone limitrofe.

    Quelle che le Associazione promotrici intendono dimostrare è che, con un costo minimo in più a pasto, sia possibile offrire agli alunni cibo più sano e rispettoso dell’ambiente. Il pasto diventa in questo modo veicolo di modelli culturali e comportamentali rispettosi dell’ambiente e dell’uomo, incentivando l’agricoltura locale e le sue aziende.

    I prodotti biologici ottenuti senza l’impiego di prodotti chimici di sintesi, preservando la qualità di acqua e aria, rispettando la biodiversità e gli equilibri naturali sono anche più sani. La carne non contiene antibiotici, gli alimenti non hanno né conservanti né coloranti e frutta e verdura rispettano la stagionalità: qualità sicuramente all’attenzione di genitori e insegnati.

  • Rolli Days 2012 sabato 19 e domenica 20 maggio: il programma

    Rolli Days 2012 sabato 19 e domenica 20 maggio: il programma

    Via GaribaldiTornano i Rolli Days (leggi la storia dei Rolli di Genova), quest’anno negli stessi giorni in cui a Genova si celebrano la Notte dei Musei i vent’anni del Porto Antico e del rinnovato Palazzo Ducale.

    Sabato 19 e domenica 20 maggio, 14 dei 42 Palazzi dei Rolli – Patrimonio dell’Umanità Unesco – si trasformeranno in spazi espositivi per l’arte contemporanea e il centro storico si animerà di performance con musica itinerante e nei cortili. Le visite guidate a ingresso gratuito (in entrambi i giorni dalle 10 alle 19) consentiranno di entrare in palazzi normalmente non aperti al pubblico e di scoprire la storia della città attraverso le vicende pubbliche e private delle sue grandi famiglie: storie di mercanti, banchieri, navigatori e pirati.

    In occasione deiRolli Days i Musei di Strada Nuova saranno visitabili gratuitamente, mentre la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola e il Museo di Palazzo Reale saranno visitabili con i seguenti orari.

    Sabato 19 maggio
    Galleria Nazionale di Palazzo Spinola dalle ore 8.30 alle 02.00 (ingresso gratuito dalle ore 19.30)
    Museo di Palazzo Reale dalle ore 9.00 alle 19.00 e dalle 20.00 alle 02.00 (ingresso gratuito dalle 20.00)

    Domenica 20 maggio
    Galleria Nazionale di Palazzo Spinola ore 13.30 – 19.30 (l’atrio sarà visitabile dalle ore 10.00);
    Museo di Palazzo Reale ore 9.00 – 19.00

    Per informazioni: Bookshop dei Musei di Strada Nuova, tel. 010.2759185

    foto di Daniele Orlandi

  • Count Basie jazz, i concerti della settimana

    Count Basie jazz, i concerti della settimana

    Cristiano AngeliniContinuano gli appuntamenti con la musica live al Count Basie jazz di vico Tana.

    Giovedì 17 maggio alle ore 21.30 si tiene la jam session jazz con ospiti  Mario De Simoni alla chitarra, Pietro Martinelli al contrabbasso, basso elettrico e Lorenzo Capello batteria.

    Ogni giovedì il Count Basie Jazz Club offre agli appassionati di jazz l’atmosfera delle “amicizie musicali” delle jam session: le performance di improvvisazione che furono leggendarie negli anni quaranta a New York City e che significano proprio “insieme in concerto”.

    Ingresso libero  con tessera arci

    Venerdì 18 maggio ore 21.30 è invece il turno della della serata JustFive, che ospita Enrico Testa Chromatic Project e la  guest Claudia Sanguineti.

    Un’occasione per il gruppo per presentare i brani scritti da Enrico Testa, un progetto che  vuole mettere in risalto oltre che lo stile compostitivo e il suo modo di suonare la chitarra, la timbrica dell’armonica cromatica, strumento ad ance libere poco conosciuto, che offre un’estensione di tre ottave cromatiche e trova largo impiego nella musica jazz e non solo, il tutto coadiuvato dalla professionalità dei tre musicisti che partecipano al concerto: Luca Cresta al pianoforte, Dino Cerruti al contrabbasso e Rodolfo Cervetto alla batteria ed integrato dalla splendida voce di Claudia Sanguineti.

    Ingresso 5 euro con tessera arci

    Sabato 19 maggio ore 21.30 si tiene invece l’esibizione live del Cristiano Angelini Quintet , un concerto-evento del tour L’ Ombra della mosca, album con cui Cristiano Angelini ha vinto la Targa come Miglior Opera Prima del Club Tenco 2011.

    La narrazione è quella della canzone d’autore e il viaggio nei meandri delle magie che questo stile musicale riesce ad evocare all’ascolto.

    Accompagnato da un quartetto di musicisti di grande talento, Angelini porpone brani originali, editi ed inediti ed alcune cover a sorpresa.

    Cristiano Angelini – voce, Matteo Nahum – chitarre , Marco Spiccio – pianoforte , Daviano Rotella – batteria , Massimiliano Rolff – contrabbasso

    Ingresso 10 euro con tessera arci

     

  • Clamoroso in Norvegia: stop alle auto a benzina dal 2015

    Clamoroso in Norvegia: stop alle auto a benzina dal 2015

    La notizia sta facendo il giro del mondo e ha spiazzato un po’ tutti. Il governo di Oslo ha ufficialmente detto stop alle auto a benzina, a partire dal 2015 la produzione e l’acquisto in Norvegia saranno vietati.

    L’industria automobilistica norvegese dovrà convertire la sua produzione in mezzi ibridi, elettrici, biodiesel o a idrogeno, dando un segnale di progresso e lungimiranza a tutti i governi del pianeta. Ricordiamo che si tratta di una delle nazioni al mondo maggiormente sensibili al problema dell’inquinamento globale, basti ricordare la posizione di Oslo quando si inziò a parlare di protocollo di Kyoto: la proposta fu quella di portare al 30% la riduzione di anidride carbonica entro il 2015.

    Dalle dichiarazioni dei governanti norvegesi si deduce che uno dei motivi principali che li avrebbe spinti verso una così rigida restrizione, oltre la salvaguardia dell’ambiente, è quello di superare la crisi economica. E’ necessario oggi più che mai pensare al futuro e armarsi già ora per combattere la seconda fase della grande crisi economica globale, quella climatica… Questo il sunto di quanto dichiarato dagli organi ufficiali norvegesi.

    Ad oggi le strade della Norvegia contano oltre 4.000 auto elettriche. Mini car, city car ma anche modelli sportivi, la scelta per chi vuole un’auto a basso impatto ambientale è già oggi molto ampia e i costruttori offrono ai clienti nuove opportunità e vantaggiosi incentivi. Questo, però, non significa che la ricerca debba fermarsi. Anzi… Il progetto prevede infatti un primo lancio delle auto a metano e gpl, per poi puntare su nuovi modelli di auto elettriche e a combustibili “bio”… Una vera e propria sfida che in Norvegia sembrano essere certi di poter vincere.

  • Food Revolution Day: una giornata per la cultura del mangiare sano

    Food Revolution Day: una giornata per la cultura del mangiare sano

    Un Festival mondiale per promuovere la cultura del cibo: sabato 19 maggio si tiene in molti Paesi la prima edizione del Food Revolution Day, un’iniziativa organizzata dallo chef inglese di fama mondiale Jamie Oliver e che vuole unire la creatività in cucina con la cultura del mangiare in modo semplice, sano e sostenibile.

    Il sito foodrevolutionday.com è organizzato come un motore di ricerca, che permette di individuare gli eventi spontanei che in tutto il mondo si stanno organizzando intorno a questo focus comune, ma anche di organizzare una propria iniziativa e metterla in rete perché altri ne vengano a conoscenza. Gli appuntamenti sono organizzati in forma volontaria da persone che credono in queste tematiche e collaborano per coinvolgere nell’iniziativa scuole, ristoranti, attività commerciali e privati.

    L’obiettivo di questa giornata è diffondere una maggiore consapevolezza di ciò che mangiamo, perché le nostre cucine contengano solo cibi freschi, genuini e di stagione.

    Che ne dite, partecipate?

  • La Val Polcevera tra gronda e terzo valico, un enorme cantiere a cielo aperto

    La Val Polcevera tra gronda e terzo valico, un enorme cantiere a cielo aperto

    Una serata nata per diffondere l’informazione, la conoscenza e la consapevolezza delle ripercussioni sulla vita delle persone che la prevista cantierizzazione di un’intera vallata – interessata contemporaneamente dalla realizzazione del terzo valico (leggi inchiesta), della gronda (per ora stoppata dal Ministero dell’Ambiente), del nodo ferroviario e pure dell’inceneritore di Scarpino – rende pressochè inevitabili.

    Questo il senso dell’incontro svoltosi ieri sera presso il teatro Albatros di Rivarolo, con la partecipazione, tra gli altri, di Don Andrea Gallo che ha voluto manifestare la sua solidarietà alla popolazione della Val Polcevera e l’ha incitata ad organizzarsi, partecipare, «Con fantasia ed entusiasmo, perché solo allargando il consenso è possibile far sentire la propria voce».

    Innanzitutto si è partiti dalla situazione della scuola Villa Sanguineti a Trasta, a rischio sopravvivenza a causa di un cantiere del terzo valico che sorgerà nelle immediate vicinanze.
    «Ad oggi – come ha ricordato Debora Infantino del comitato Salviamo Villla Sanguineti – dopo gli incontri avvenuti con le istituzioni non sappiamo qual è il destino della nostra scuola che ospita ben 176 piccoli alunni. Finora non ci sono state fornite risposte alle nostre semplici domande. In particolare una: se la simulazione di cantiere, affidata ad Arpal, dimostrasse che la scuola è incompatibile con i lavori, ovviamente anche tutti i cittadini residenti in zona sarebbero in pericolo! Ma nessuno ci ha ancora fornito i dati di questo studio e neppure quelli ricavabili dalla centralina posizionata vicino al cantiere del nodo ferroviario di Fegino, come da noi richiesto espressamente».

    La questione terzo valico è stata introdotta da Davide Ghiglione del Movimento No Tav Terzo Valico, che ha sottolineato alcune incongruenze «È sbagliato chiamarlo terzo valico perché in realtà sarebbe il 6° valico, considerando le 5 linee di valico attualmente esistenti. La chiamano Genova- Milano ma è più corretto denominarla Fegino-Tortona, 54 km di linea (39 in galleria) alla modica cifra di oltre 6 miliardi di euro. Mentre le linee già esistenti, per stessa ammissione dell’amministratore delegato di FS, Mauro Moretti, sono sottoutilizzate».

    Ghiglione, dopo aver illustrato nel dettaglio tutti i cantieri previsti in vallata, ha aggiunto «Ovviamente per realizzare l’opera sono necessari lavori propedeutici per migliorare la viabilità (nuove strade a servizio dei cantieri) che comporteranno numerose demolizioni di abitazioni civili e fabbricati. Dalle ultime notizie che abbiamo nel Comune di Ceranesi alcuni proprietari di immobili sono già stati convocati dall’amministrazione comunale che ha paventato loro la possibilità degli espropri. E anche il mito delle ricadute occupazionali sul territorio, è da sfatare: i topografi che stanno eseguendo i rilievi provengono da Brescia, altro che posti di lavoro per i genovesi!»

    Poi è stata la volta dell’intervento di Bruno Marcenaro, ingegnere esperto del nodo ferroviario «Il terzo valico è una nuova linea ferroviaria ad alta capacità. Avrà due punti di ingresso da Genova: il bivio Fegino e il camerone di Borzoli, per poi proseguire in direzione Tortona. Il problema principale dell’opera è l’alta velocità: un treno che viaggia in galleria a 250 Km all’ora ha un impatto fortissimo. Queste linee in galleria devono essere dotate di avanzati sistemi di sicurezza. Ciò significa dover realizzare 4 finestre (tunnel di sicurezza), con le conseguenti cantierizzazioni, in appena una trentina di km».

     

    «La nuova linea consentirà il transito di un discreto numero di treni, circa 200 al giorno – continua Marcenaro – Ma considerando che le attuali linee possono ancora sopportare un centinaio di treni in più al giorno, forse sarebbe più utile ammodernare queste ultime».

    «Il Terzo valico è strettamente legato al nodo ferroviario in corso di realizzazione – sottolinea Marcenaro – il riassetto del nodo prevede il quadruplicamento del tratto Borzoli-Sampierdarena in modo da dedicare la linea litoranea alla futura metropolitana pesante di superficie per i pendolari».
    «Oggi la questione cruciale è collegare il porto di Voltri con le linee che viaggiano verso nord – spiega ancora Marcenaro – Ebbene uno degli ingressi del terzo valico, come detto precedentemente, è il camerone di Borzoli. Occorre partire da qui ed immaginarsi una concreta alternativa da proporre alla futura amministrazione comunale: è infatti possibile realizzare un collegamento Borzoli-bivio Fegino, da qui proseguire sulla linea succursale dei Giovi e viaggiare immediatamente verso la Pianura Padana».

    Ma esistono anche ulteriori alternative «Ad esempio sfruttare a dovere la linea Genova- Ovada che è stata correttamente riassettata – conclude Marcenaro – Tra l’altro questa è l’unica linea ligure attrezzata per consentire il transito di teus di grosse dimensioni. Certo è una linea con una difficile conformazione ma sarebbe sufficiente raddoppiarla, con costi decisamente minori rispetto al terzo valico e destinarla esclusivamente al passaggio delle merci».

    Un’altra opera che incute timore nei cittadini della Val Polcevera è la tanto discussa gronda, la bretella autostradale che collegherà Voltri a Bolzaneto, 50 Km di galleria, 31 Km di percorso interessano zone con accertata presenza di rocce amiantifere.

    «Sono previsti 10 milioni di metri cubi di smarino (il materiale di risulta degli scavi) – come spiega l’ingegnere Mauro Solari, esperto di politiche ambientali – Tutte le rocce scavate verranno portate a Bolzaneto dove sorgerà un enorme cantiere (di fronte all’attuale mercato ortofrutticolo), anche se sarebbe più corretto chiamarlo impianto industriale, che si occuperà del trattamento di materiali contenenti al loro interno fibre d’amianto».

    «Si stima che viaggeranno circa 50 camion al giorno sulla tratta Voltri-Bolzaneto – continua Solari – Autostrade per l’Italia ha affermato che le cabine dei mezzi pesanti saranno dotate di filtri assoluti per proteggere la salute dei lavoratori. Quindi, per loro stessa ammissione, il pericolo è concreto. Anche per quanto riguarda gli scavi, Autostrade per l’Italia prevede un sistema di compartimentazioni con filtri di questo tipo. Parliamo di strumenti idonei che però, occorre sottolinearlo, viste le considerevoli dimensioni della galleria, presentano dei problemi tecnici per quanto riguarda la loro realizzazione».

    «Le aree di scavo all’aperto invece, non saranno separate adeguatamente dalle aree esterne – aggiunge Solari – Autostrade per l’Italia prevede degli impianti di depolverizzazione ma non specifica i criteri con cui verranno predisposti. Inoltre non bisogna dimenticare i diversi tombamenti di torrenti che saranno necessari, con gli inevitabili rischi idrogeologici connessi. Infine è evidente l’incongruenza della gronda con altre opere in corso di realizzazione come il nodo ferroviario e la strada a mare di Cornigliano».

    Ma non è finita qui, perché la Val Polcevera sarà costretta ad ospitare nel prossimo futuro anche l’inceneritore di Scarpino, nonostante le battaglie che da anni associazioni e cittadini combattono per vedere finalmente a Genova un’efficace sistema di raccolta differenziata
    «Amiu conduce una scellerata politica di gestione rifiuti – denuncia per l’ennesima volta Felice Airoldi del comitato per Scarpino – il gassificatore di Scarpino, nonostante le smentite di Amiu, avrà una funzione comprensoriale a servizio di tutta la regione».
    «È evidente che Amiu ha tutto l’interesse a mantenere la situazione attuale – continua Airoldi – Non sono per nulla interessati alla raccolta differenziata che invece permetterebbe notevoli risparmi al Comune (quindi a noi) e consentirebbe anche di guadagnare denaro grazie ai contributi previsti dal Conai».

    «Sono anni che diciamo queste cose ma per ottenere un risultato significativo, ovvero la nuova strada per Scarpino che ha liberato un centinaio di famiglie dalla schiavitù del quotidiano passaggio di numerosissimi camion, abbiamo dovuto mobilitare l’intero quartiere e bloccare ripetutamente la circolazione – conclude AiroldiCi vuole un opposizione radicale dei cittadini, non possiamo più fidarci delle scelte disgraziate perpetrate dalle diverse amministrazioni comunali che hanno guidato la città».

     

    Matteo Quadrone

  • Reality Draws: concorso per disegnatori che raccontano la realtà

    Reality Draws: concorso per disegnatori che raccontano la realtà

    disegno logoIl progetto Reality Draws è un concorso per disegnatori e fumettisti under 35 realizzato a Ravenna con la collaborazione di alcune tra le più importanti realtà del fumetto italiano.

    I partecipanti dovranno presentare un progetto editoriale (soggetto e 4 tavole) ad argomento e tecnica liberi purché ruoti intorno al tema raccontare la realtà a fumetti.

    Possono partecipare tutti i giovani nati dopo il 1 gennaio 1977, residenti o domiciliati in Italia. Si dovrà inviare entro lunedì 28 maggio 2012 il materiale presso la sede di Associazione Mirada (via Mazzini 83 – 48121 Ravenna).

    Tra i partecipanti saranno selezionati fino a 20 artisti che potranno partecipare a un workshop gratuito (con rimborso spese di viaggio e alloggio) tenuto da importanti disegnatori, sceneggiatori ed esperti del settore presso il Centro Fumetto Andrea Pazienza a Cremona.

    Saranno inoltre selezionati alcuni artisti, che avranno in premio rispettivamente:
    residenza artistica alla Galleria Miomao a Perugia per un progetto artistico e che rientrerà nell’attività espositiva e di promozione del fumetto d’autore che la galleria attiva con continuità in Italia e all’estero.
    reality book, un libro a fumetti sulla base del progetto presentato, edito dalla casa editrice Comma 22.
    reportage, collaborazione con il Gruppo Ponte Radio nelle attività di teatro per ragazzi in terre difficili descrivendo l’esperienza in un reportage a fumetti che verrà successivamente pubblicato.

    Tutti i selezionati parteciperanno alla mostra collettiva nel festival internazionale del fumetto di realtà Komikazen che si svolge a Ravenna ogni anno nel mese di ottobre/novembre. Sarà inoltre realizzato un catalogo /libro ad hoc su tutto il progetto e i suoi protagonisti.

    Per informazioni
    Associazione Culturale Mirada
    info@mirada.it / tel 0544217359

    Per motivi organizzativi si richiede ai partecipanti liguri di comunicare la propria adesione al concorso inviando una mail a Gianna Caviglia, referente GAI della Liguria gcaviglia@comune.genova.it con il seguente testo:
    Nome e Cognome
    Recapito
    Partecipo a Reality Draws 2012

  • Giornata internazionale contro l’omofobia, qual è la situazione in Liguria?

    Giornata internazionale contro l’omofobia, qual è la situazione in Liguria?

    Domani, 17 maggio, come ogni anno a partire dal 2007, si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia quale momento di riflessioni e azioni per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale.

    La scelta è caduta su questa data perché 22 anni fa, il 17 maggio 1990, l’omosessualità fu rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
    Arcigay (storica associazione che difende i diritti della comunità lgbt- lesbica, gay, bisessuale, trans) per l’occasione organizza su tutto il territorio nazionale momenti di riflessione e campagne nazionali di sensibilizzazione e per il contrasto all’omofobia e transfobia.

    E finalmente sembra che anche a livello istituzionale, qualcosa si muova.

    «Dal Governo tecnico, che dovrebbe assumere un volto umano anche sulle questioni relative al diritto al lavoro, arriva un segnale di discontinuità rispetto al passato», sottolinea Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay.

    Come ricorda il sito web dell’associazione, in questi giorni il Ministro Fornero ha aperto alle nuove famiglie con un rinnovato senso di laicità, dichiarando: «Dobbiamo sforzarci di distinguere, nella nostra analisi e nelle richieste di cambiamenti normativi, i valori che portiamo dentro di noi da quella che e’ una visione aperta e nella quale tutti chiedono pari opportunità e dirititti».

    Anche il Ministro Profumo sostiene la Giornata contro l’omofobia e sollecita la scuola a operare attivamente contro l’orrore dell’omofobia e del bullismo. Per parte sua il Ministero dell’Ambiente, guidato da Corrado Clini, sostiene la festa delle Famiglie organizzata da Famiglie Arcobaleno, i genitori gay e Legambiente il 20 maggio prossimo.

    «Ci piacerebbe che il 17 maggio si levasse contro l’omofobia e per la depenalizzazione dell’omosessualità nel Mondo, anche la voce di Mario Monti  – continua il presidente nazionale Arcigay – sarebbe il segnale di una rivoluzione di metodo, contenuti e valori che attendiamo da anni».

     

    Per quanto riguarda la Liguria, a livello legislativo, la nostra regione ha compiuto dei passi avanti significativi.

    «Dopo la Toscana siamo la seconda regione in Italia che si è dotata di una legge regionale contro le discriminazioni sessuali (L.R. 10/2009 n.52) – spiega Lilia Mulas, Presidente Comitato Provinciale Arcigay-ArciLesbica Genova “Approdo”– la medesima legge ha previsto la nascita di un coordinamento tecnico che fa capo alla regione e al quale partecipano diverse associazioni (Arcigay, Genova Gaya, Trans Genere, ecc.) che oggi, finalmente, sta muovendo i primi passi. Il compito del coordinamento dovrebbe essere quello di raccordare tutte le azioni messe in campo per favorire la diffusione dell’informazione su questi temi: campagne di sensibilizzazione, di formazione nelle scuole, diffusione delle buone pratiche».

    La citata Legge regionale 10 novembre 2009 n. 52 “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”, all’articolo 1, comma 2, sancisce un principio basilare La regione Liguria garantisce la parità di diritti di ogni persona in ordine al proprio orientamento sessuale o alla propria identità di genere.

    Ma su questi temi, qual è il grado di sensibilità in Liguria?

    «La Liguria è una regione abbastanza tollerante – racconta Mulas – rispetto ad altre realtà territoriali italiane i casi di aggressioni fisiche fortunatamente sono ben pochi. Noi come associazione abbiamo un rapporto consolidato con istituzioni, ordini professionali e realtà produttive del nostro territorio e tutti si dimostrano particolarmente sensibili alle nostre istanze. Ovviamente però per avere una percezione completa è necessario osservare costantemente la realtà quotidiana. E purtroppo non possiamo affermare con certezza che in Liguria non esista il fenomeno dell’omofobia. Dopo il Gaypride del 2010 registriamo un miglioramento dovuto ad una maggiore conoscenza sul tema omosessualità. Forse in questo senso ha avuto un’influenza positiva anche il carattere chiuso e riservato dei Liguri. Occorre però prestare molta attenzione quando si parla di diritti. Non guardare in casa d’altri, essere troppo riservati, può anche trasformarsi in un pericolo perchè così facendo si rischia di sottovalutare determinate situazioni e non denunciare i casi di discriminazione che comunque esistono».

    Pensate che il Governo Monti debba impegnarsi anche sul tema dei diritti?

    «Il Governo se ne sta già occupando, basta vedere le dichiarazioni dei ministri Fornero, Profumo, Clini – conclude Mulas – Ma credo che questo non sia il compito del governo cosiddetto tecnico, bensì se ne dovrà occupare l’esecutivo che verrà dopo, eletto direttamente dai cittadini. Anche perché una buona parte della popolazione è favorevole al riconoscimento dei diritti alle persone di diverso orientamento sessuale. Non penso al matrimonio, piuttosto a delle vere unioni civili. In Italia c’è un grande problema ovvero il mancato riconoscimento di coppie e famiglie omosessuali, che dà luogo a pesanti conseguenze, ad esempio per quanto riguarda i figli di coppie omosessuali. Parliamo di almeno 100 mila bambini privati di un corretto status giuridico. Questi ultimi vengono infatti considerati figli di persone single. In caso di morte di uno dei genitori, l’altro coniuge non può essere riconosciuto quale genitore del proprio figlio.Una situazione gravissima che coinvolge numerose famiglie italiane».

     

    Come detto sono numerose le iniziative in tutta Italia, a Genova sarà l’occasione per parlare di bullismo e omofobia nelle scuole, grazie al convegno “Bullismo nelle scuole liguri: A che punto siamo?“, organizzato dal Comitato provinciale Arcigay Genova “Approdo” con il patrocinio della Regione Liguria, si svolgerà domani alle ore 20.30 presso lo StarHotel President. All’incontro prenderanno parte Pippo Rossetti, assessore regionale alla formazione e istruzione, Donatella Siringo, portavoce dell’associazione genitori e amici di omosessuali, Matteo Viviano, presidente del coordinamento genitori democratici e Ostilia Mulas, presidente del Comitato Provinciale Arcigay-ArciLesbica Genova “Approdo”.

    Mentre il 18 maggio 2012 alle ore 17:45 nel Munizioniere di Palazzo Ducale sarà proiettato il video “Disgusto o umanità?” realizzato da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. A cura di Vittorio Lingiardi e Nicla Vassallo.

    Il 20 maggio sarà la volta della Festa delle Famiglie ai Giardini Luzzatti insieme alle associazioni Il Cesto, Arciragazzi, Famiglie Arcobaleno, con musica, animazione e merenda per i bambini. Dalle 15.00 alle ore 19.00.

    Infine il 21 maggio Presentazione dell’ultimo libro di Chiara Saraceno “Cittadini a metà : come hanno rubato i diritti agli italiani” in presenza dell’autrice e di Aurelio Mancuso, Equality Italia, ai Giardini Luzzatti, ore17.45.

     

    Matteo Quadrone

  • Checkmate: nel weekend la festa Bavarese e i concerti di Kepsah e Distemper

    Checkmate: nel weekend la festa Bavarese e i concerti di Kepsah e Distemper

    KepsahVenerdì 18 maggio riprendono le serate bavaresi organizzate da Emotional Taste al circolo Arci Checkmate Rock Club.

    A partire dalle 22 vengono servite speciali birre bavaresi spillate direttamente dalle botti attraverso il metodo “a caduta” che non prevede l’aggiunta di gas supplementari; infatti viene applicato alla botte un apposito rubinetto che permette alla birra di fuoriuscire semplicemente grazie alla forza di gravità.

    Prevista anche una degustazione di birre straordinarie provenienti da diversi microbirrifici della Baviera.

    La serata è accompagnata dalle tipiche musiche che contribuiscono a creare una perfetta atmosfera in stile Oktoberfest!

    Sabato 19 maggio invece appuntamento con la musica live: a partire dalle 22 il circolo di via Trebisonda ospita i concerti live di Kepsah e Distemper.

    I genovesi Distemper vantano un sound abbastanza personale punk/hardcore, anche se ben radicato nella vecchia scuola anarcopunk italiana, nonché un impatto live degno di essere definito tale.

    I Kepsah invece vengono da Trent:  nascono nel marzo del 2008 da una precedente idea di Mario e Seba, a loro si aggiunge Michael e le idee cominciano a prendere forme e colori più definiti fino all’entrata di Francis al basso. Dopo 9 mesi Fransis lascia al band e viene sostituito al basso da Dave (ex Koroba Milk, e già membro degli Incline n.d.r.).
    Con l’ingresso di Davide si arriva finalmente al tanto agoniato equilibrio di formazione e sonorità, basato sull’alternative, un post rock che strizza l’occhio a noise, cantautorato, progressive e post core. Un calderone sonoro che i Kepsah amano definire art rock.