Anno: 2012

  • Giffoni Film Festival 2013: bando di concorso per il manifesto

    Giffoni Film Festival 2013: bando di concorso per il manifesto

    Aperte le selezioni per il bando internazionale per la creazione dell’immagine rappresentativa del tema della 43esima edizione del Giffoni Experience “Forever young”, che si svolgerà dal 19 al 28 luglio 2013.

    Il concorso è aperto a persone di età superiore ai 16 anni (singolarmente o in gruppo), che siano studenti di materie inerenti a grafica, design e comunicazione visiva, professionisti del settore, esperti o semplici appassionati.

    I partecipanti dovranno inviare un’immagine a tecnica libera, ispirata al tema “forever young”, entro il 10 gennaio 2013 all’indirizzo mail foreveryoung.giffoni@gmail.com, unitamente ai propri dati e alla liberatoria per i diritti d’autore.

    Una giuria selezionerà le immagini pervenute e comunicherà i vincitori entro il 31 gennaio 2013.

    Questi i premi in palio al primo classificato: 2.000 €, ospitalità completa a Giffoni Valle Piana per 3 giorni e stampa dell’immagine sul Manifesto utilizzato per la 43esima edizione del Festival.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Festival dell’Eccellenza al Femminile 2012: il programma

    Festival dell’Eccellenza al Femminile 2012: il programma

    festival eccellenza femminile 2012Da lunedì 19 a domenica 25 novembre 2012 torna a Genova la VII edizione del Festival dell’Eccellenza al Femminile, la più grande manifestazione di genere in Italia ideata e diretta da Consuelo Barilari.

    Un ricco programma di eventi che porterà a Genova spettacoli teatrali, reading e conferenze sul tema della donna, e che quest’anno si arricchisce con la formula del Festival diffuso Genius Loci, che coinvolgerà tutto il centro storico di Genova. Ampio spazio anche al teatro, con Premio Ipazia e un ricco calendario di spettacoli al Museo di Sant’Agostino con la presenza di note attrici italiane quali Chiara Muti, Elisabetta Pozzi, Galatea Ranzi, Lunetta Savino, Amanda Sandrelli.

    Il programma del Festival si articola in 80 eventi e 200 ospiti, che culminano con l’assegnazione del Premio Ipazia all’Eccellenza Femminile, che verrà dato alla poetessa Maria Luisa Spaziani a alla cardiologa greca Maria Aronis.

    L’accesso agli spettacoli avviene tramite l’acquisto dei singoli biglietti o della Card cumulativa al costo di 40 € (info 010 8540845).

    Questo il programma dettagliato del Festival.

    Lunedì 19 novembre – Museo di Sant’Agostino
    ore 17: inaugurazione (seguirà apericena alle 19.30)
    ore 18: conferenza-spettacolo La costruzione del femminile, con Eva Cantarella e Margherita Rubino
    ore 20.30: spettacolo teatrale Lei dunque capirà di Claudio Magris, con Daniela Giovannetti

    Martedì 20 novembre
    ore 17 (Loggia di Banchi): Le donne nella storia della città
    ore 17.30 (Teatro della Corte): Giocasta e le altre con Galatea Ranzi
    ore 18 (piazza Banchi): inaugurazione festival diffuso Genius Loci e percorso musicale itinerante per le vie del centro storico
    ore 19 (Museo di Sant’Agostino): conferenza Didone nella musica
    ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): Didone, con Chiara Muti

    Mercoledì 21 novembre
    ore 15.45 (Palazzo Ducale): Specchio delle mie brame, tavola rotonda
    ore 16.30 (Loggia di Banchi): Il silenzio uccide, incontro con Iaia Caputo
    Ore 18 (piazza Posta Vecchia): Le Beatrici, spettacolo di Stefano Benni
    Ore 18 (Museo di Sant’Agostino): Il paradosso dell’amore, conferenza
    Ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): Clitennestra o del crimine, spettacolo con Amanda Sandrelli

    Giovedì 22 novembre
    ore 10.30 (Camera di Commercio): Esiste una medicina per le donne?
    ore 16 (piazza Posta Vecchia): Le donne nella storia della città, conferenza
    ore 16.30 (Loggia di Banchi): Per un’altra idea di mondo, con Laura Puppato e Lunetta Savino
    ore 18 (piazza Posta Vecchia): Le Beatrici, spettacolo di Stefano Benni
    ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): Medea, spettacolo con Lunetta Savino

    Venerdì 23 novembre
    ore 16 (Fiera di Genova): inaugurazione Lady Truck, imprese eccellenti al femminile
    ore 17 (Palazzo Tursi): Premio Ipazia all’Eccellenza Femminile
    ore 18 (piazza Posta Vecchia): Caina, spettacolo teatrale
    ore 18 (Facoltà di Lettere): I giovani e nel futuro, conferenza
    ore 19 (Villa Lo Zerbino): aperitivo premio Ipazia
    ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): Giuliana De Sio: ritratto di donna e di artista

    Sabato 24 novembre
    Ore 16 (Museo di Sant’Agostino): Quali prospettive per uscire dalla crisi teatrale?
    Ore 16.30 (Loggia di Banchi): Progetto generazioni future. Un’economia per l’ambiente e il territorio
    Ore 17.30 (Museo di Sant’Agostino): Premio Ipazia, rappresentazione dei testi finalisti e premiazione
    Ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): Cassandra, incontro con Massimo Fini ed Elisabetta Pozzi
    Ore 21 (Museo di Sant’Agostino): Cassandra o del tempo divorato, spettacolo di e con Elisabetta Pozzi

    Domenica 25 novembre
    Ore 17 (Loggia di Banchi): Contro la mafia perché donne
    Ore 18 (Museo di Sant’Agostino): La Medea, conferenza
    Ore 20.30 (Museo di Sant’Agostino): La memoria di Medea, spettacolo con Dora di Mauro

  • Foce: concluso il restyling di Piazza Palermo

    Foce: concluso il restyling di Piazza Palermo

    In Piazza Palermo, nel cuore della Foce, sono conclusi gli importanti interventi di restyling che, secondo amministrazione comunale, consentiranno alla piazza di tornare ad essere un fondamentale luogo di aggregazione sociale per la cittadinanza e soprattutto per i bambini del quartiere e delle scuole circostanti.

    I lavori di riqualificazione, eseguiti da Aster, hanno riguardato la manutenzione ordinaria e straordinaria del verde. Inoltre sono stati realizzati: un percorso pedonale interno con la disponibilità di alcune panchine; due spazi gioco per bambini circondati da pavimentazione morbida e ampliati rispetto al passato. Otto diversi varchi permetteranno di accedere all’aiuola centrale. L’illuminazione sarà garantita dalle lampade al led.

    L’inaugurazione dell’aiuola centrale della piazza avrà luogo martedì 20 novembre, alla presenza del presidente del Municipio, Alessandro Morgante e dei rappresentanti del Comune. La manifestazione inizierà alle ore 14:30 con un laboratorio e una serie di giochi studiati ad hoc per i bambini. Alle 15:30 si terrà la cerimonia inaugurale per poi festeggiare insieme la “rinascita” della Piazza a partire dalle 16, con un rinfresco. In caso di maltempo l’inaugurazione si terrà all’interno della scuola elementare Barrili.

    Il restyling della piazza migliora l’estetica ed aumenta la fruibilità di uno spazio cruciale per il territorio. Ma lo spostamento di alcuni banchi del mercato nella vicina via Montesuello genera delle perplessità da parte degli stessi ambulanti e dei negozianti. I banchi, infatti, nella nuova posizione “oscurerebbero” i negozi di via Montesuello. «Noi abbiamo cercato di individuare la migliore soluzione possibile per non scontentare nessuno – afferma il presidente del Municipio Medio Levante, Alessandro Morgante – via Montesuello rappresenta la naturale prosecuzione del mercato di Piazza Palermo e non credo che gli ambulanti abbiano avuto problemi dal punto di vista commerciale. Abbiamo disposto i banchi su una sola fila e non lungo entrambi i marciapiedi, proprio per consentire un adeguato accesso alla zona».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Flessibilità dell’orario di lavoro: dal part-time all’aspettativa

    Flessibilità dell’orario di lavoro: dal part-time all’aspettativa

    Come ho descritto nel precedente articolo, il mercato del lavoro italiano, confrontato con la maggior parte dei paesi europei, risulta essere caratterizzato da una bassa flessibilità e da una grande disparità tra lavoratori precari e lavoratori a tempo indeterminato. E per quanto riguarda la flessibilità dell’orario di lavoro, in che situazione si trova il nostro paese?

    Il miglioramento della flessibilità dell’orario di lavoro è considerato dall’Unione europea come uno degli elementi chiave per ottenere gli obiettivi della strategia di Lisbona attraverso la quale si vuol rendere l’Unione “la più competitiva e dinamica economia basata sulla conoscenza del mondo”. Ogni quattro anni la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro conduce un’indagine sulle imprese europee relativa all’orario di lavoro e all’equilibrio tra professione e vita privata. Vengono prese in considerazione diverse tipologie di flessibilità: orario flessibile, part-time e lavoro straordinario.

    1. ORARIO FLESSIBILE

    L’orario flessibile, nella sua forma più semplice, permette ai lavoratori di variare l’inizio e la fine della giornata lavorativa secondo le proprie esigenze ma entro certi limiti e senza variare il numero totale giornaliero di ore lavorate. Un meccanismo più sofisticato, la cosiddetta “banca ore”, consente invece di accumulare ore che possono essere utilizzate per ottenere maggiore flessibilità giornaliera o per godere di periodi di riposo retribuito aggiuntivi rispetto alle ferie. Dall’indagine emerge che più della metà (56%) delle aziende europee con più di 10 dipendenti attua qualche tipo di accordo sull’orario flessibile. Alcune aziende utilizzano il meccanismo della “banca ore” per ottenere interi giorni di riposo supplementari, altre utilizzano lo stesso meccanismo ma solo per ottenere ore di permesso supplementari e altre ancora consentono ai lavoratori di variare l’orario di lavoro giornaliero ma senza la possibilità di accumulare ore. Il nostro paese si trova poco sotto la media europea con una percentuale del 49% ma purtroppo le modalità di flessibilità maggiormente utilizzate sono quella più rigide visto che solo il 15% delle aziende utilizza il meccanismo della “banca ore” per ottenere interi giorni di riposo supplementari contro una media europea del 29%. Siamo al pari della Lituania e peggio di noi fanno solo Malta, Cipro e Bulgaria e siamo ben lontani dalla Finlandia dove addirittura il 66% delle aziende utilizza questo meccanismo.

    2. PART-TIME

    Un’altra forma di flessibilità è il lavoro part-time che viene utilizzato dal 67% delle aziende europee. Questa tipologia di lavoro è particolarmente diffusa in Olanda (91% delle aziende), ma anche in Belgio, Germania, Svezia e Regno Unito (circa 80% delle aziende) e, in metà della aziende nelle quali è applicato, coinvolge più del 20% del personale. Il nostro paese è in media con il resto dell’Unione relativamente alla percentuale di aziende che prevedono il lavoro a tempo parziale, ma, laddove applicato, coinvolge una percentuale esigua di lavoratori.

    3. LAVORO STRAORDINARIO

    Infine, per quanto riguarda il lavoro straordinario, in media nei paesi dell’Unione europea il 35% delle aziende compensa le ore di straordinario economicamente, il 23% le compensa con ore di permesso supplementare, il 37% attua entrambe le forme di compensazione e il 4% nessuna. Nel nostro paese la forma di compensazione maggiormente utilizzata è quella economica (67%), ennesimo dato che conferma la rigidità dell’orario di lavoro nelle nostra aziende.

    Un’ulteriore forma di flessibilità, anche se decisamente più “estrema” rispetto alle precedenti, è rappresentata dall’aspettativa. In Italia vi sono notevoli differenze nella regolamentazione di questo strumento di flessibilità in quanto essa dipende dai contratti collettivi nazionali. Ad esempio per i lavoratori metalmeccanici sono necessari dieci anni di anzianità aziendale per poter richiedere al massimo sei mesi di aspettativa. In questo caso l’Italia è indietro anni luce rispetto ai paesi europei più avanzati: in Finlandia è possibile farne richiesta una volta ogni 5 anni se si lavora da almeno 10 anni e si è lavorato per almeno tredici mesi per lo stesso datore di lavoro, mentre in Francia sono sufficienti 6 anni di carriera lavorativa e 36 mesi di anzianità aziendale.

    Insomma, più flessibilità e meno precarietà. Non è un caso che i paesi che stanno soffrendo meno la crisi siano quelli che meglio hanno interpretato le linee guida della strategia di Lisbona… Passi significativi in questa direzione porterebbero in Italia non solo una migliore qualità della vita per i lavoratori, ma anche benefici alle aziende.

    Giorgio Avanzino
    [foto di Diego Arbore]

  • Salone del cioccolato: nel weekend a Villa Serra di Comago

    Salone del cioccolato: nel weekend a Villa Serra di Comago

    CioccolatoNel weekend del 17 e 18 novembre il parco di Villa Serra di Comago a Sant’Olcese ospita la settima edizione del Salone del cioccolato, manifestazione che propone ai visitatori degustazioni gratuite di cioccolatini, cioccolata calda, crepes, tagliolini al cacao e gorgonzola e tant’altro.

    L’evento, che ha riscosso un grande successo anche nelle precedenti edizioni, era originariamente in programma nel weekend scorso ma era stato rinviato a causa del maltempo.

    Nella due giorni a Villa Serra i maestri pasticceri locali che partecipano all’iniziativa (Pasticceria Poldo, Massimo Migliaro di “5 Stelle Ricevimenti”, Pasticceria LIDA, Pasticceria Ferrante, Pasticceria Maide, Pasticceria Menichetti, Pasticceria Le Rose, Pasticceria Articioc,  Ipercoop L’Aquilone – Associazione Consumatori Ipercoop l’Aquilone) confezionano in diretta le loro prelibatezze a base di cioccolato e e le offrono ai partecipanti.

    Novità di quest’anno, il laboratorio di cioccolata a cura del maestro pasticcere internazionale Ernest Knam, la realizzazione in diretta di una grande Piece che riproduce il Cristo di Corcovado a Rio De Janeiro, la mostra mini sculture in cioccolata a tema “America Latina” e quella di quadri.

    A chiusura della manifestazione è in programma un’estrazione di premi e cesti regalo.

    Orari: ore 14.30/19

    Ingresso: 2,50 euro

  • Potatura, ars topiaria: i suoi impieghi nel giardino

    Potatura, ars topiaria: i suoi impieghi nel giardino

    ars topiaria knotMolte altre essenze, oltre a quelle menzionate nel precedente articolo, si adattano però con grande successo all’impiego nell’“ars topiaria”.
    Nella tecnica in esame viene talvolta, ad esempio, utilizzato l’agrifoglio che unisce, alle foglie coriacee, verdi scure, l’attrattiva, nelle diverse stagioni, di piccole infiorescenze tra il bianco, il giallastro ed il verdognolo e delle bacche rosse.
    Nel giardino mediterraneo si possono, invece, anche impiegare, potate nelle forme più diverse, mirto, westringea, poligala, lavanda, al limite la stessa bounganvillea, e tutte quelle varietà che ben sopportino le frequenti potature, necessarie per mantenere, nel tempo, regolari le forme prestabilite.

    ars topiaria knot 1Queste specie presentano, unita alla duttilità dell’impiego nell’“ars topiaria”, il vantaggio di produrre anche infiorescenze, più o meno vistose, che completano l’insieme, determinando un completo variare, a seconda delle stagioni, del risultato finale.
    In uno dei precedenti articoli, avevamo già accennato, per esempio, all’utilizzo di alcune particolari varietà di azalee, potate secondo schemi ben delineati ed in modo regolare (anche se tendono, di per sé, a crescere in modo omogeneo), nel Paul Getty Museum di Los Angeles.
    Durante il periodo della fioritura, l’incidenza cromatica dei fiori modifica qui completamente l’insieme. Si passa, infatti, da un intricato “nodo” verde scuro, frutto della vegetazione, ad un elaborato ed irregolare “ghirigoro” dai colori allegri e brillanti.
    Nel caso, invece, di utilizzo di sculture vegetali in mirto, santolina, lavanda o in analoghe essenze, caratterizzate da un limitato sviluppo vegetativo, il risultato complessivo sarà completamente differente da quello sopra descritto.

    ars topiaria fioriture

    In questo caso, le opere ottenute saranno, infatti, caratterizzate da una altezza limitata, si svilupperanno soprattutto in orizzontale ma non per questo saranno meno rilevanti, sotto un profilo estetico, incidendo sempre sul paesaggio e sul giardino in modo determinante.
    Gli inglesi, in particolare, realizzano spesso complesse ed intricate figure “a nodo”, dette per l’appunto “knot”, che riproducono disegni tratti dal mondo della simbologia, dell’architettura, degli animali, dell’araldica o che raffigurano le iniziali dei proprietari dei parchi o dei sovrani, in quel momento regnanti.
    Ho infatti visto simili realizzazioni, talvolta di grandi dimensioni ed estensione e letteralmente composte di centinaia (o migliaia!) di piante, arrivare a costituire, in un tutt’uno fra loro, intricati e sconfinati intrecci orizzontali, di assai limitato sviluppo vegetativo verticale.

    In tali opere è ovviamente poi semplice, come spesso accade, introdurre differenti varietà di piante, dalle diverse colorazioni delle foglie, con la possibilità di ottenere infinite combinazioni cromatiche ed intrecci molto elaborati e diversificati.

    Paul Getty Museum 4Paul Getty Museum 2

                                                                           Per massimizzare il risultato, i progettisti optano spesso per l’inserimento, tra i vari filari di pianticelle, del ghiaietto o di varie tipologie di pietrisco oppure collocano e fanno crescere nei parterre piante annuali, tuberose o bulbose, che variano in base alle stagioni.

    ars topiaria L'Oreal

    A seconda del genere e del colore di pietrisco e di piante inserite, il risultato complessivo risulterà, durante il corso dell’anno, completamente differente e varierà notevolmente mediante semplici cambiamenti periodici, adattandosi al passare delle stagioni. Quando l’insieme è ben studiato ed armonizzato al contesto ed al giardino, il disegno finale potrà essere davvero spettacolare. Anche l’acqua può utilmente completare il progetto, “rispecchiando” e valorizzando le opere a verde così realizzate o sostituirsi alla terra ed al ghiaietto, tra i filari di piante.
    ars topiaria L'Oreal 1

    In Italia, un recente esempio di progettazione, a metà strada tra un “roof garden” e l’impiego di piante di ridotte dimensioni, collocate secondo schemi che ricordano, pur differenziandosene per l’assenza di specifiche esigenze di potatura, l’“ars topiaria”, si può vedere a Milano. L’opera, come si evince da queste ultime fotografie, consiste in uno spettacolare (e stupefacente per la sua collocazione sul tetto di uno stabile e tra altri edifici moderni) parterre, realizzato in stile “barocco”, da un noto Studio di progettazione, presso la sede italiana de L’Oreal, su di un terreno della profondità di soli diciotto centimetri!

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano

    Per informazioni: ema_v@msn.com

     

     

     

  • Rischio idrogeologico: stop opere inutili per salvare l’Italia

    Rischio idrogeologico: stop opere inutili per salvare l’Italia

    Rinunciando ad alcune inutili grandi opere pubbliche dai costi elevatissimi e dagli impatti ambientali enormi – per esempio il progetto del ponte sullo stretto di Messina – possiamo recuperare risorse necessarie e urgenti per la tutela e la sicurezza del territorio. «Chiediamo al Governo il coraggio di scegliere», Questo l’appello lanciato da Legambiente.

    «La prima grande opera pubblica necessaria al Paese è la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico in Italiascrive Legambiente –  La mancata prevenzione ci è costata, solo dall’ottobre 2009, oltre 1 milione di euro al giorno, senza contare la drammatica perdita di vite umane, di affetti e di beni personali».

    Il Governo, evitando di continuare a investire in alcuni grandi interventi infrastrutturali in via di realizzazione, potrebbe disporre da subito di circa 10 miliardi di euro, (derivanti da previsioni di spesa e non da impegni, che quindi si possono rinviare), da destinare alla prevenzione e alla mitigazione del rischio idrogeologico.

    «Via la TAV Torino-Lione ed ecco 5.623 milioni di euro; via l’autostrada Tirreno-Brennero ed eccone altri 1.430. Cancellando anche la Orte-Mestre recuperiamo ben 1.428 milioni di euro mentre rinunciando definitivamente al Ponte sullo Stretto possiamo ottenerne altri 250. Aggiungiamo pure i 711 milioni previsti per la realizzazione dell’autostrada Cisterna Valmontone e del corridoio autostradale Roma-Latina, ed otteniamo ben 9.442 miliardi di euro», spiega il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza.

    «Chiediamo che queste risorse sostengano l’attuazione del Programma nazionale per la sicurezza e la manutenzione del territorio, proposto dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare – continua l’associazione – Vista l’entità degli investimenti necessari e l’urgenza delle azioni da mettere in campo, condividiamo e sosteniamo la proposta del Ministro Corrado Clini alla Commissione Europea, di derogare al patto di stabilità la spesa prevista per gli interventi di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico».

    «Il territorio e i fiumi italiani hanno oggi più che mai bisogno di una concreta ed efficace politica di tutela ambientale, di prevenzione e mitigazione del rischio e di un’alleanza di tutti i soggetti portatori d’interesse: le imprese, gli enti competenti, gli esperti, le università, gli enti di ricerca, i soggetti professionali e le amministrazioni locali, con l’obiettivo comune di avanzare proposte d’intervento anche al fine di ottenere e indirizzare le risorse necessarie – conclude Legambiente – Un’intesa su cui costruire un processo di partecipazione e condivisione che individui gli interventi prioritari e quelli di medio periodo e ne garantisca una corretta attuazione, con l’obiettivo di coniugare la mitigazione del rischio idrogeologico con la tutela ambientale».

    Hanno aderito:

    Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente

    Graziano Delrio, presidente Anci e sindaco di Reggio Emilia

    Enrico Rossi, presidente Regione Toscana

    Luca Mercalli, climatologo, metereologo

    Ilaria Borletti Buitoni, presidente FAI

    Franco Iseppi, presidente TCI

    Mario Tozzi, geologo CNR

    Gianvito Graziano, presidente Ordine dei Geologi

    Leopoldo Freyrie, presidente Consiglio nazionale degli architetti

    Andrea Sisti, presidente Ordine nazionale dottori agronomi e forestali

    Firma anche tu!

     

     

     

    Foto di Diego Arbore

  • Ossi di seppia: concorso di poesia ad Arma di Taggia

    Ossi di seppia: concorso di poesia ad Arma di Taggia

    Sono aperte le iscrizioni per il 19° premio nazionale di poesia inedita Ossi di seppia, che viene indetto ogni anno dal comune di Taggia.

    Il concorso è rivolto ad autori di poesie inedite, che dovranno inviare da un minimo di tre a un massimo di sei testi (con piena libertà di tema, metrica e numero di versi).

    Non è prevista alcuna quota di partecipazione.

    I testi posso essere inviati entro il 2 gennaio 2013 secondo due modalità: in formato cartaceo a Segreteria del Premio Ossi di Seppia – Comune di Taggia, via San Francesco 441 – 18018 Arma di Taggia (Im) oppure via mail a ossidiseppia21secolo@yahoo.com.

    Una giuria valuterà le poesie e pubblicherà quelle dei quattro autori più meritevoli in un’antologia, che sarà edita a spese del Comune di Taggia.

  • Trasparenza società partecipate: i libri mastri ancora non si vedono

    Trasparenza società partecipate: i libri mastri ancora non si vedono

    Passi avanti in direzione della trasparenza. Per fortuna qualcosa si muove, merito di consiglieri municipali e comunali che credono fermamente nell’importanza di avere libero accesso a dati e informazioni, al fine di una reale comprensione delle questioni e per fornire ai cittadini un’informazione il più corretta e dettagliata possibile.
    In merito ai progetti edilizi che passano, o per meglio dire, spesso non passano dagli uffici dei 9 municipi genovesi, abbiamo ricordato la mozione promossa dal consigliere Bianca Vergati, approvata dal Municipio Medio Levante.

    In ambito comunale, invece, vogliamo riportare l’attenzione su un emendamento, proposto dal Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, accolto quale parte integrante di un ordine del giorno presentato dal consigliere Guido Grillo (Pdl) in Sala Rossa, lo scorso 25 settembre. L’o.d.g. chiedeva alla Giunta di relazionare sulle attività delle aziende partecipate, bilanci alla mano e con la presenza dei responsabili amministrativi.

    «Noi abbiamo chiesto di aggiungere alla parola “bilanci” la parola “libri mastri” – spiega il consigliere del Movimento 5 Stelle, Stefano De Pietro – perché crediamo sia fondamentale poter analizzare i contenuti. Rispetto ai bilanci, infatti, i libri mastri consentono di visionare la contabilità nella sua interezza. Finora, proprio per questo motivo, erano gelosamente custoditi da sguardi indiscreti»
    In contabilità, il libro mastro è il registro sul quale sono annotate con rigorosa precisione tutte le operazioni contabili, di solito separate per conti e sottoconti, con i riferimenti alle entrate o uscite, ai dati degli intestatari, date e quant’altro.

    La Giunta ha accettato parzialmente la mozione di Grillo escludendo l’emendamento sui libri mastri a causa del presunto problema tecnico dovuto alla stampa di migliaia di fogli. «Hanno iniziato ad arrampicarsi sugli specchi – precisa De Pietro – trovando scuse poco plausibili».

    La mozione emendata va comunque in votazione e viene approvata dalla maggioranza dei votanti (17 favorevoli, 13 contrari, 7 astenuti). Il consigliere De Pietro sottolinea che «forse qualcuno neppure ha capito cosa stava votando», ma tant’è il risultato non cambia e la Giunta è impegnata a portare in sede di commissioni consiliari i libri mastri delle società partecipate del Comune di Genova. Una vera e propria rivoluzione in termine di trasparenza se l’impegno verrà mantenuto come impone la prassi.

    Qualche giorno dopo, però, in occasione della prima commissione sulla Spim – l’azienda partecipata del Comune che gestisce il patrimonio immobiliare – i mastri non arrivano. Sono richiesti, l’assessore al bilancio Miceli adduce la solita motivazione «Poi s’inventa la riservatezza, poi che un odg è meno cogente di un emendamento – aggiunge De Pietro – forse pensava che fosse solo folclore e che nessuno avrebbe insistito, ma così non è. Sull’insistenza, fornisce dei files che nulla hanno a che fare con i mastri, è in evidente difficoltà, combattuto tra la necessità di difendere la propria posizione e l’obbligo che deriva dalla votazione in consiglio».
    Il giorno dopo il Movimento 5 Stelle fa partire una mozione al Sindaco firmata da molti consiglieri e successivamente una richiesta di elencare tutti i software in uso per la contabilità delle aziende controllate. Finora non è arrivata nessuna risposta.

    «I cittadini hanno diritto di sapere come vengono amministrate le società partecipate – ribadisce De Pietro – vogliamo capire a chi sono andati i soldi, quanti e con quali modalità sono stati spesi. Nei bilanci i dati sono aggregati ed è difficile la loro completa comprensione. Ci dicono “dovete fidarvi”. Ma senza trasparenza la fiducia si può anche togliere».

     

    Matteo Quadrone

  • Monti e i “ministri tecnici”, il bilancio dopo un anno di governo

    Monti e i “ministri tecnici”, il bilancio dopo un anno di governo

    Mario MontiVedere i candidati del centrosinistra illustrare i loro programmi negli studi di X Factor non ha prezzo. Eppure, anche se questa primizia nel menù dell’informazione italiana avrebbe meritato un commento appropriato, ho dovuto decidermi – con molta fatica – a dedicare questo spazio ad un altro argomento: il governo Monti ha spento la sua prima candelina, ed in effetti la ricorrenza merita qualche considerazione.

    Ad un anno di distanza possiamo dire dunque che Monti ha fatto bene quello per cui era stato chiamato, ciononostante (anzi, proprio per questo) l’Italia sta peggio dell’anno scorso e andrà a stare sempre peggio. Il paradosso è solo apparente. Monti ha effettivamente centrato un obiettivo: ha evitato il crack del debito pubblico italiano, seguendo l’obiettivo contabile di un riequilibrio tra entrate e uscite. Questo è l’unico motivo per cui era stato chiamato al governo dall’asse Roma-Berlino, cioè Napolitano-Merkel, sempre che siano veri i retroscena. Quel che è certo è che noi dovevamo evitare il commissariamento da parte della Troika, mentre le cancellerie europee dovevano evitare di ritrovarsi fra le mani una seconda Grecia ancora più pericolosa (il che avrebbe significato la fine dell’euro).

    Cosi è arrivato Monti a “risolvere problemi”, un po’ come il signor Wolf di Pulp Fiction: ed in effetti le pressioni sul nostro debito pubblico (il famigerato spread) si sono allentate. Come è riuscito il premier a ottenere questo risultato? Ci ha spiegato che avevamo mancato in “disciplina di bilancio” e che avevamo vissuto “sopra le nostre possibilità”. Quindi ha fatto approvare qualche riforma decisiva, come quella sulle pensioni, ha introdotto nuove tasse e ha tagliato un po’ la spesa: ma soprattutto lo ha fatto in modo strutturale, garantendo cioè che i benefici per i conti pubblici non fossero occasionali ma, per quanto possibile, permanenti.

    Mi chiedo però, a questo punto, se l’adozione di questa semplice ricetta giustificasse davvero l’avvicendamento di governo a cui abbiamo assistito un anno fa. C’era davvero bisogno di un economista di caratura internazionale per spostare di qualche anno l’età della pensione, tassare gli immobili e operare qualche taglio? Non posso credere che Tremonti non fosse in grado di concepire un calcolo ragionieristico così scontato. E d’altra parte il governo dei tecnici non si è dimostrato immune da errori grossolani, come la vicenda degli esodati sta lì a ricordare. Non è la competenza, quindi, il motivo per cui Berlusconi se ne è tornato a casa. Il motivo è politico.

    Anche se il precedente governo fosse stato in grado di concepire la soluzione, comunque non sarebbe stato in grado di sopportarne le conseguenze: perché se fosse stato un governo politico a presentarsi a queste elezioni, con lo stato in cui versa attualmente la nostra economia non sarebbe mai stato rieletto. Monti non ha questo problema: non essendo mai stato eletto da nessuno, non deve preoccuparsi di cosa pensino di lui i suoi elettori. Deve stare attento unicamente a non perdere l’appoggio della maggioranza del Parlamento che gli approva le leggi. Le forze politiche, dal canto loro, sono state ben contente di affidare ad altri la patata bollente, con la promessa – beninteso – che i loro interessi non sarebbero stati toccati: ecco perché non abbiamo assistito a quella sferzata anti-casta che un po’ tutta l’opinione pubblica si attendeva. Anzi, in questo modo si è creato un clima di sintonia istituzionale che ha coinvolto Quirinale, Palazzo Chigi e Parlamento (a parte qualche occasionale rigurgito di ostilità e l’opposizione di partiti minori). Di conseguenza i mezzi di informazione, sempre attenti alla distribuzione del potere, si sono allineati: l’opera e il pensiero di Mario Monti sono diventati l’indiscutibile buona novella da annunciare al mondo intero.

    Gli Italiani hanno finito così per convincersi della assoluta bontà dell’operato del governo, aiutati in questo anche dal paragone impietoso con quello che si erano appena lasciati alle spalle. Se Berlusconi, infatti, era “diversamente slanciato”, con i tacchi sotto le scarpe e la pelata rinfoltita periodicamente, Monti appare alto, distinto e vestito in loden. Berlusconi frequentava prostitute, si sospetta anche minorenni, e raccontava barzellette farcite con bestemmie; Monti è monogamo, serio e sobrio. In Europa il solo nome di Berlusconi evocava risolini eloquenti; Monti invece è rispettato, considerato e ammirato. Insomma, i cittadini non potevano non concedergli fiducia. Ma la benevolenza del mondo politico, dell’informazione e di una parte consistente dell’opinione pubblica non deve far dimenticare quale sia il vero spread, la vera distanza tra questo governo tecnico e un altro qualsivoglia governo politico: che questo governo ha portato avanti un programma di risanamento che pochi cittadini avrebbero votato. E non l’avrebbero votato, perché è un programma che deprime l’economia e quindi li danneggia. Ecco perché si è resa necessaria una figura in qualche modo esterna, calata dall’alto – ci dicono – per fare il nostro bene. Certo, l’idea è fastidiosamente paternalista e anche marcatamente anti-democratica. Gli Italiani sarebbero un po’ come il bambino che fa i capricci e non vuole andare dal dentista, perché ha paura di sentire male: allora il papà lo prende in braccio e ce le porta di peso. Ma davvero è così? Davvero in passato siamo stati cattivi e abbiamo speso troppo? Davvero ora dobbiamo affidarci alla cura di papà-Monti, che taglia la spesa pubblica, alza le tasse e persegue obiettivi contabili per il nostro esclusivo interesse? In realtà questa favoletta è contraddetta da almeno un dato evidentissimo: non è vero che in passato abbiamo speso troppo.

    Anche se nel dibattito televisivo sembra che il debito pubblico sia la causa della crisi, in realtà per qualsiasi economista un minimo preparato è l’effetto. Cioè la crisi che viviamo non dipende da un eccesso di spesa pubblica, ma dagli squilibri del credito privato. Se il problema fosse stato il debito pubblico, come mai è andata in crisi l’Irlanda, che aveva meno della metà del debito del Giappone, paese dimenticato dalla speculazione? In realtà da quando è entrato in vigore l’euro fino al deflagrare della crisi dei mutui subprime il debito pubblico italiano è sceso. E non lo dico io: lo dice il Fondo Monetario Internazionale.

    Dal ’94 al 2007, con governi di destra e di sinistra, il nostro debito pubblico ha conosciuto una lieve ma costante flessione, passando dal 121% al 103%. Come si concilia questo dato con l’idea che la spesa pubblica sia l’origine di tutti i problemi e che vada abbattuta con ogni mezzo? Evidentemente non si concilia. Tanto più che un altro dato rende ancora meno credibile la teoria. Dai primi anni ’90 l’indebitamento dei privati (famiglie e imprese) è praticamente raddoppiato. E questo canovaccio si ritrova pari pari in tutti i paesi europei che poi sono andati in crisi: l’indebitamento pubblico cala proprio per il fatto che l’indebitamento privato (grazie ai capitali esteri) esplode; e quando poi scoppia la crisi finanziaria e crolla la fiducia, i capitali privati si ritirano e il sistema finanziario va in sofferenza. Con l’euro non si può fare inflazione stampando moneta, e così per salvare le banche deve intervenire lo Stato. Dalla crisi in poi, infatti, il debito pubblico ha ripreso a galoppare (è notizia di ieri che si prevede che presto toccheremo la cifra record di 2000 miliardi di euro di debito). Insomma, lo Stato si indebita per coprire i debiti delle banche. E quel che è peggio, lo fa gratis, senza chiedere nulla in cambio e scaricando i costi sui cittadini.

    Se Monti fosse preoccupato davvero di fare gli interessi dell’Italia, dove per la crisi la gente si suicida o riempe le piazze, avrebbe fatto due cose: avrebbe fatto pagare al sistema creditizio privato i suoi errori e sarebbe andato a Bruxelles con gli altri paesi minacciando di uscire, se le politica di rigore e contenimento dell’inflazione non fosse cambiata. Invece fa di tutto per salvare una moneta unica costruita apposta per consentire ai capitali di circolare liberamente al riparo dalle svalutazioni, e ci racconta che la soluzione – vedi mai la novità! – è tagliare un po’ le spese dello Stato sociale. Insomma, la tipica ricetta di quel mondo operaio da cui vengono gli esponenti di questo governo: quando la disoccupazione avrà abbattuto il costo del lavoro e i capitali saranno liberi di spostarsi per l’Europa alla ricerca degli investimenti con i profitti più alti, si potrà ricominciare a crescere (per i sopravvissuti, s’intende). Eppure Monti certe idee le ammette e le rivendica pubblicamente: quindi non possiamo nemmeno rimproverarlo più di tanto. Certo, se qualcuno magari lo spiegasse anche ai concorrenti di X-Factor…

    Andrea Giannini

  • Prescrizione tributi e cartelle esattoriali: attenzione alla scadenza

    Prescrizione tributi e cartelle esattoriali: attenzione alla scadenza

    Ai tempi del governo Berlusconi tanto si è parlato di prescrizione, prescrizione breve, prescrizione del reato, ecc. ecc. In quel caso, però, si trattavo di diritto penale:  la prescrizione di un reato è il tempo entro il quale il colpevole deve essere condannato; se passa quel tempo previsto (prescritto, per meglio dire) dalla legge, l’imputato può passarla liscia anche se palesemente colpevole.

    Da non confondere con un altro tipo di prescrizione e non sto certo parlando di quella del medico di famiglia… Mi riferisco alla prescrizione dei tributi e delle cartelle esattoriali (Equitalia, tanto per capirci).

    Innanzitutto, precisiamo che la prescrizione è il termine entro il quale un ente pubblico può richiedere il pagamento di un tributo ad un cittadino; scaduto quel termine, il diritto a riscuotere muore senza se e senza ma.

    Voglio qui di seguito fare alcuni esempi utili ai nostri lettori.

    Innanzitutto, la cartella esattoriale è il mezzo con il quale i concessionari (uno è Equitalia…) riscuotono, quali intermediari, cifre relative a tasse, tributi, sanzioni etc. dovute allo Stato e ad enti pubblici, previdenziali e/o assicurativi.
    Per tale motivo non si può dire che esista un termine di prescrizione proprio della cartella. Il termine di prescrizione esiste, ma è diverso a seconda del tipo di tributo oggetto dell’iscrizione a ruolo.

    In linea generale si può affermare che il termine di prescrizione della cartella (ovvero il termine entro il quale la cartella deve essere notificata) segue quello del tributo riscosso.

    Volendo aiutare il consumatore – lettore, a titolo di esempio:

    Multe relative al codice della strada e sanzioni amministrative in genere: il termine di prescrizione e’ di cinque anni dalla data dell’infrazione. La corretta notifica del verbale (atto precedente la cartella) interrompe il termine facendolo ripartire, pertanto la prescrizione della cartella e’ di cinque anni dalla notifica del verbale (codice della strada art.209 e legge 689/81 art.28);

    Tributi locali (Ici, Tarsu, Tia, Tosap, Imposta comunale sulla pubblicità e diritto pubbliche affissioni): cinque anni è l’attuale termine che riguarda la prima notifica degli avvisi di accertamento, con emissione delle cartelle esattoriali nei successivi tre anni. Esso parte dalla fine dell’anno di riferimento;

    Bollo auto: il termine di prescrizione è in pratica di quattro anni, perchè cade alla fine del terzo anno successivo a quello in cui doveva avvenire il versamento.

    Canone RAI: la prescrizione è quella ordinaria, 10 anni dalla scadenza.

    Dopo di ciò potete andare dal medico e chiedere la prescrizione per un ansiolitico e da un mobiliere perchè vi occorrerà un armadio enorme per contenere tutte le ricevute dei pagamenti effettuati, ovvero l’unico vero modo per dimostrare di avere pagato un tributo che vi viene richiesto indebitamente.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Babel: a Palazzo Ducale festival di editoria e musica indipendente

    Babel: a Palazzo Ducale festival di editoria e musica indipendente

    NerviIn contemporanea con il festival L’altra metà del libro, Palazzo Ducale ospita anche Babel, un “festival Off” organizzato da Habanero, che si svolgerà interamente nella Sala del Munizioniere e il cui programma è costituito da reading e concerti live.

    Venerdì 16 novembre

    ore 16 – Alice Banfi e Oreste Pivetta

    ore 17 – Vasile Ernu

    ore 22 – Gianni Miraglia

    ore 22.30 – Alessandro Raina | Amor Fou

    ore 23.30 – Il pan del diavolo

    Sabato 17 novembre

    ore 16.30 – Wu Ming 2

    ore 20.30 – Don Andrea Gallo

    ore 21.30 – Nicolai Lilin

    ore 22.30 – Simone Lenzi | Virginiana Miller

    ore 23.30 – L’orso

    ore 24 – Dente

    Domenica 18 novembre

    ore 15.30 – Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica) e Andrea Bruno con Marco Philopat

    ore 16 – Marco Philopat

    ore 17.30 – Nick Kent.

  • L’altra metà del libro: Daniel Pennac e Ian Mc Ewan a Palazzo Ducale

    L’altra metà del libro: Daniel Pennac e Ian Mc Ewan a Palazzo Ducale

    l'altra metà del libroDa venerdì 16 a domenica 18 novembre Palazzo Ducale ospita la prima edizione di “L’altra metà del libro“, festival curato dallo scrittore Alberto Manguel che vuole mettere al centro la figura del lettore.

    Presupposto dell’evento è appunto che “l’altra metà del libro” sia il suo lettore, perché, come dalle stesse parole del suo curatore “il libro ha bisogno del lettore per venire alla luce”. Alberto Manguel, prima di diventare scrittore, ha iniziato a lavorare leggendo ad alta voce per Jorge Luis Borges, ormai diventato cieco: questa esperienza ha segnato la sua vita, al punto da fare del ruolo del lettore l’elemento chiave della sua riflessione letteraria. Manguel avrebbe dovuto essere alla presentazione del Festival, che si è svolta a Palazzo Ducale ieri pomeriggio, ma non ha potuto esserci per un ritardo del suo aereo. È stato comunque bello vedere Palazzo Ducale animato dai libri, dalle illustrazioni di Quentin Blake ispirate ai diritti del lettore di Daniel Pennac ai libri incatenati di Liberodiscrivere.

    In questi tre giorni vengono organizzati incontri, mostre e tavole rotonde dedicate alla lettura, alla presenza di scrittori noti in tutto il mondo che saranno a Genova per tutti i tre giorni del Festival, in modo da dialogare con i lettori ma anche vivere la città.

    Questo il programma.

    Venerdì 16 novembre

    ore 9.30 – Salone del Maggior Consiglio
    Come un romanzo di Daniel Pennac
    Conferenza spettacolo con Giorgio Scaramuzzino, in collaborazione con Teatro dell’Archivolto.

    ore 10.30 – Salone del Maggior Consiglio
    Daniel Pennac
    con Giorgio Gallione

    ore 17- Scalone
    Il Sogno di Antonio Omaggio ad Antonio Tabucchi
    Progetto di Guido Festinese, con immagini di Gianni Ansaldi e performance sonora di Pietro Leveratto

    ore 18 – Salone del Maggior Consiglio
    Alberto Manguel

    ore 20.45 – Salone del Maggior Consiglio
    La vida es sueño da Calderón de la Barca
    Prima nazionale dello spettacolo di Compañía de Tirititeros de la Universidad Nacional de San Martín (Argentina)

    Sabato 17 novembre

    ore 11 – Salone del Maggior Consiglio
    David Albahari
    con Silvio Ferrari

    ore 15.30 – Salone del Maggior Consiglio
    Rosa Montero
    con Laura Guglielmi

    ore 16.30- Sala del Minor Consiglio
    L’Atelier delle storie – parole e musiche tra le tele di un pittore
    Spettacolo per bambini e famiglie

    ore 18- Salone del Maggior Consiglio
    Ian McEwan
    con Alberto Manguel

    ore 19.30 – Loggia degli Abati
    Letture per una notte_Colui chi de morire se inzenögia

    ore 20.45 – Salone del Maggior Consiglio
    Ciné_concert Georges Méliès

    dalle ore 21 – Biblioteca De Amicis
    La notte dei libri insonni

    ore 22- Loggia degli Abati
    Il libro che ti ha fatto sognare
    Un reading collettivo dedicato a tutti quelli che amano la lettura e i libri, per condividere emozioni e sogni letterari.

    Domenica 18 novembre

    ore 11- Salone del Maggior Consiglio
    Javier Cercas
    con Bruno Arpaia

    ore 15.30 – Salone del Maggior Consiglio
    Caterina Vezzoli

    ore 16.30 – Salone del Maggior Consiglio
    Donald Sassoon
    con Luca Borzani

    ore 18 – Salone del Maggior Consiglio
    Clara Sánchez
    con Alberto Manguel.

    Marta Traverso

  • Intrecci urbani: bombe di lana sui monumenti di Genova

    Intrecci urbani: bombe di lana sui monumenti di Genova

    Yarn Bombing significa “bombardamento di filati” ed è una forma d’arte nata nel 2005 negli Stati Uniti, che si pone l’obiettivo di colorare le città “rivestendole” con installazioni in lana e cotone.

    Si è già parlato della possibilità di portare questa forma d’arte a Genova: qualche mese fa il Comune ha avviato una raccolta di lana e filati, che nei prossimi mesi saranno lavorati per creare la grande installazione che verrà allestita al Porto Antico dal 21 marzo 2013, rivestendo gli arredi urbani quali panchine, ringhiere, alberi, parti di edifici, ecc.

    Chi vuole partecipare alla lavorazione può partecipare agli incontri che si terranno al bar mentelocale (Palazzo Ducale) ogni sabato dalle 14.30 alle 17.30. Per maggiori informazioni scrivere a intrecciurbani@comune.genova.it.

    Il progetto è molto articolato e prevede la partecipazione di un numero rilevante di associazioni, enti, artisti, studenti e singole persone

    Al termine dell’esposizione i manufatti verranno recuperati e distribuiti alle varie associazioni/gruppi di lavoro che li hanno prodotti.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Versus Vertigine Show: mostra e reading al Carlo Felice

    Versus Vertigine Show: mostra e reading al Carlo Felice

    Teatro Carlo FeliceVenerdì 16 novembre 2012 (ore 18.30) presso l’auditorium Eugenio Montale del Teatro Carlo Felice si terrà Versus Vertigine Show, evento ispirato al libro ”Versus Vertigine” di Margherita Marchese Scelzi e Grazia Apisa Gloria, edito da Liberodiscrivere.

    Uno spettacolo di trenta minuti per raccontare le divagazioni di Grazia Apisa Gloria sul progetto fotografico di Margherita Marchese Scelzi: un’opera in cui la narrazione fotografica incontra la riflessione poetica, formando così la trama di una ispirazione dove lo “spettatore” può identificarsi attraverso le proprie sensazioni.

    Nel corso dell’evento avrà luogo una lettura di testi da parte di Patrizia Battaglia, Maurizio D’Antonio, Johnny Grieco, Ksenja Laginja, Claudio Pozzani, Antonio Sgorbissa, soggetti protagonisti di alcuni degli scatti realizzati.

    [foto di Daniele Orlandi]