Anno: 2012

  • Concorso letterario Neri Pozza per scrittori di romanzi inediti

    Concorso letterario Neri Pozza per scrittori di romanzi inediti

    LibroUn premio davvero prestigioso quello messo in palio dalla casa editrice Neri Pozza, che ha indetto un concorso letterario riservato agli autori, di qualsiasi nazionalità, che presentino un’opera di narrativa inedita e in lingua italiana. Non sono ammesse al concorso le opere di generi quali il giallo, il poliziesco e il fantasy.

    Per partecipare è necessario inviare due copie del manoscritto e i dati dell’autore entro il 15 aprile 2013 tramite raccomandata all’indirizzo Neri Pozza Editore via Fatebenefratelli, 4, 20121 Milano.

    Una commissione valuterà le opere e darà comunicazione delle dodici finaliste entro giugno 2013. Una seconda commissione sceglierà entro settembre 2013 l’opera vincitrice (il premio non può essere ripartito tra più opere), il cui autore avrà in premio un assegno di 25.000 euro e la pubblicazione dell’opera da parte di Neri Pozza, che stipulerà un regolare contratto di edizione.

    Per informazioni premio.neripozza@neripozza.it.

  • Carceri: in Italia le prigioni più sovraffollate d’Europa

    Carceri: in Italia le prigioni più sovraffollate d’Europa

    L’Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone nasce nel 1998 e, da allora ad oggi, ogni anno il ministero della Giustizia ha rinnovato l’autorizzazione a visitare tutti gli istituti di pena presenti sul territorio nazionale.

    Ieri Antigone ha presentato il IX rapporto sulle condizioni di detenzione intitolato “Senza dignità”. Ebbene, l’Italia si aggiudica un triste primato: in Europa non esiste un paese con le prigioni piu’ sovraffollate delle nostre. Il tasso di affollamento è del 142,5 per cento: ci sono 140 detenuti ogni 100 posti. Un dato molto sopra la media Ue che si ferma al 99,6 per cento.

    Le regioni più affollate sono Liguria (176,8%), Puglia (176,5%) e Veneto (164,1%). Le meno affollate Abruzzo (121,8%), Sardegna (105,5%) e Basilicata (103%). A seguire la lista degli istituti più sovraffollati al 30/06/2012.

    Nel frattempo non c’è accordo nemmeno sulla capienza regolamentare complessiva: a fine ottobre si parlava di 46.795 posti, ma solo due mesi prima di 45.568 posti. «Da agosto il numero degli istituti è rimasto lo stesso, ma in Calabria ci sarebbero 263 posti in più, in Umbria 196 e in Lombardia addirittura 661 in più – sottolinea Antigonese anche la capienza fosse cresciuta di 2.722 posti in tutto, come affermato dal Dap, sarebbe comunque un risultato modesto, enormemente al di sotto dei posti promessi dal piano carceri».

    La prima stesura del piano prevedeva infatti 17 mila nuovi posti entro il 2012, divenuti poi 11 mila entro il 2013 «Molti dei quali fanno capo a carceri in via di costruzione da oltre un decennio, che con il piano non hanno niente a che vedere precisa Antigone – Non si parla più di 11 nuovi istituti ma di 4 e il numero dei padiglioni si riduce a 17. Si contano 228 milioni di euro in meno rispetto a quelli previsti».

    Le carceri sono sovraffollate nonostante il costante calo degli ingressi: nel primo semestre del 2012 sono stati 32.625 e le previsioni a fine anno parlano di meno di 70 mila ingressi «Un dato praticamente senza precedentisottolinea AntigoneMa questo non per merito dell’intervento del governo sul fenomeno delle “porte girevoli”. È infatti un trend che ha radici più lontane: rispetto all’anno precedente gli ingressi nel 2009 sono diminuiti del 5,1 per cento. Nel 2010 del 3,9 per cento. Nel 2011, prima del decreto-legge sulle “porte girevoli”, del 9 per cento. Nel primo semestre del 2012 questa tendenza subisce una ulteriore accelerazione (-18,5 per cento)».

    Nell’ambito del suo nono rapporto, Antigone presenta anche l’iniziativa “Inside carceri” il primo web-doc/inchiesta realizzato in Italia, un viaggio in 25 istituti di pena italiani (tra cui Genova Marassi), composto da video, audio, immagini, infografiche. Realizzato insieme al service giornalistico “Next New Media”, e’ disponibile gratuitamente all’indirizzo http://www.insidecarceri.it/. Tutti i materiali (32 video, 2 audiogallery, 3 infografiche, 177 immagini, oltre 20 schede di testo) sono anche scaricabili e utilizzabili, attraverso Flickr, YouTube e Vimeo, da chiunque sia interessato a stimolare il dibattito sul problema carceri (con obbligo di citazione della fonte e divieto di modificare immagini e servizi).

  • Teatro della Tosse, Cantiere Campana: “La semplicità ingannata”

    Teatro della Tosse, Cantiere Campana: “La semplicità ingannata”

    campanaDa mercoledì 21 a sabato 24 novembre va in scena al Teatro della Tosse un nuovo spettacolo del Cantiere Campana: dopo il debutto con Il conte di Lautremont e la successiva performance di Blu, è la volta di La semplicità ingannata.

    Lo spettacolo di Marta Cuscunà mette in scena il tema chiave dell’opera dell’autrice, ossia episodi di Resistenza femminile in Italia. Ispirata all’opera di Arcangela Tarabotti, monaca di clausura dalla vocazione letteraria, a storia raccontata in La semplicità ingannata è quella delle Clarisse di Udine, che nel Cinquecento lottarono contro le convenzioni sociali, trasformando il loro convento in uno spazio pubblico dove rivendicare libertà di pensiero e di critica nei confronti dei dogmi della cultura maschile.

    Prezzo del biglietto: 12 € intero, 8 € ridotto con tessera Sostenitore Campana, 4 € Tessera Campana (2 € se under 28).

  • Metropolitana Brignole, ritardi nei lavori: discussione in Consiglio

    Metropolitana Brignole, ritardi nei lavori: discussione in Consiglio

    Ieri in consiglio comunale si è discusso della Metropolitana genovese, un’opera infinita che dopo vent’anni – tra ritardi, intoppi, problemi con i lavori nel sottosuolo, progetti sbagliati ed una marea di soldi pubblici investiti – ancora oggi rimane incompiuta.

    Un’interrogazione a risposta immediata (art. 54) presentata dai consiglieri Lilli Lauro (Pdl), Stefano Anzalone (Idv) e Edoardo Rixi (Lega Nord) ha chiesto alla Giunta di fare luce sulla questione, in particolare per quanto riguarda la prevista inaugurazione del tratto De Ferrari-Brignole che, secondo notizie comparse nel fine settimana sul “Secolo XIX”, dovrebbe nuovamente slittare.

    «L’amministrazione della città ha fallito – tuona il consigliere Lauro – Con un grande sperpero di denaro dei contribuenti. La metropolitana di Genova è la più costosa e, nello stesso tempo, la più corta del mondo. Ma non solo, anche i tempi di realizzazione sono biblici. Abbiamo letto sui giornali che il completamento della fermata, a causa dell’imposizione di nuovi controlli, non sarà realizzato nei tempi previsti. Questa è una presa in giro visto tutti i proclami fatti nel recente passato dall’amministrazione comunale».

    In effetti l’ex Giunta Vincenzi aveva parlato di fine 2011. Mentre la Giunta Doria ha mostrato maggiore prudenza, sostenendo che la nuova fermata di Brignole sarebbe stata operativa entro il Natale 2012. 

    «Da tempo attendiamo l’inaugurazione del nuovo tratto De Ferrari-Brignole – ha ricordato il consigliere Anzalone – Noi vorremmo capire quali sono le intenzioni dell’amministrazione in merito al completamento di quest’opera così importante per i cittadini».

    Il consigliere Rixi, invece, ha voluto sottolineare i motivi del ritardo «Ci sono state alcune preoccupanti osservazioni dei vigili del fuoco in merito all’agibilità dell’opera. Ad esempio la maxi grata che chiude il pozzo di ventilazione di Largo Lanfranco sarebbe troppo pesante ed in caso di emergenza, aprirla risulterebbe molto complicato. Inoltre sono stati ordinati altri ritocchi negli ascensori, nella segnaletica e nei percorsi per disabili. Mi chiedo come sia possibile che Ansaldo Sts (il concessionario dei lavori della metropolitana genovese), un’azienda che costruisce a regola d’arte in tutto il mondo, solo a Genova riesca a fare degli errori!».

    Ha risposto l’assessore a Mobilità e Traffico, Anna Maria Dagnino «La nostra amministrazione non ha mai fornito una data precisa. L’attività sta proseguendo secondo il programma. La Commissione di agibilità sta facendo le opportune valutazioni. Recentemente si sono aggiunte le nuove verifiche specifiche dei vigili del fuoco, in precedenza non previste. E anche la Consulta per l’handicap è stata chiamata ad esprimere il suo parere. A fine dicembre dovrebbe partire il pre-esercizio, ovvero la verifica del servizio da parte di Amt che durerà una quindicina di giorni».

    «Altro che programma rispettato! Gli innumerevoli ritardi hanno fatto lievitare il prezzo dell’opera – ha replicato Lauro – e così oggi il Comune è costretto ad accendere un mutuo per versare ad Ansaldo Sts 15 milioni di euro in più rispetto a quanto inizialmente pattuito».

    «Noi vorremmo conoscere dei tempi certi – ha ribadito Anzalone – I lavori sono in ritardo ormai da anni, non si può affermare che sia stata rispettata la programmazione degli interventi».

     

    Matteo Quadrone

  • Amt, il WWF scrive al Comune: cambiare le politiche del tpl

    Amt, il WWF scrive al Comune: cambiare le politiche del tpl

    Una lettera aperta indirizzata ai consiglieri comunali per sollecitare un intervento della Giunta affinchè venga riscritta la delibera di indirizzo su Amt approvata dallo stesso consiglio comunale nel luglio scorso. Questa l’iniziativa messa in atto dalla sezione genovese del WWF, da sempre attenta al tema del trasporto pubblico locale.

    Lo spunto è fornito dalle preoccupanti notizie sulla possibile disdetta della tariffa integrata Trenitalia-AMT«Crediamo sia superfluo rimarcare come tale disdetta rappresenti una scelta gravissima per la mobilità cittadina, in totale contraddizione con obiettivi di favorire il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile – scrive il WF –  La tariffa integrata è una delle poche cose intelligenti fatte per il trasporto pubblico in questa città dal 1994 ad oggi, che a parte questo, non ha visto che tagli del servizio, aumenti tariffari, e sperpero di denaro pubblico per opere sbagliate».

    L’associazione ambientalista ricorda che «A Milano un abbonamento mensile (treno + bus + metrò + tram) costa 30 euro, contro i 43 di quello genovese, per un servizio ben superiore. Con la disdetta della tariffa integrata migliaia di cittadini si troveranno a pagare tariffe dell’ordine di 80 forse 100 euro per poter utilizzare più mezzi: tariffe superiori a quelle svizzere (dove gli stipendi sono 3 volte i nostri) e totalmente insostenibili in una situazione di crisi simile».

    «Qualcuno pensa che queste scelte possano migliorare i conti AMT? – si domanda retoricamente il WWFAl contrario, è l’integrazione tariffaria che procura più introiti per le stesse aziende, in quanto aumenta il bacino di utenza. È come pensare che se in un bus ogni 10 minuti ci sono 20 persone, mettendo un bus ogni ora ce ne saranno 120!».

    Il WWF, inoltre, sottolinea «Questa disdetta è una conseguenza della delibera del 31 Luglio che doveva “salvare AMT”. Siamo convinti che molti tra Voi non abbiano capito che quella delibera aveva tra le tante conseguenze negative quella della scomparsa delle tariffazione integrata. Ma resta il fatto che è stato approvato un pessimo documento programmatico, che partendo da premesse false (ovvero che le aziende pubbliche di TPL non possano funzionare bene, mentre i casi ATM di Milano e GTT di Torino dimostrano l’esatto contrario) non si è posto in alcun modo l’obiettivo di migliorare e incentivare il trasporto pubblico, ma al contrario quello di tagliare e privatizzare il servizio».

    E l’associazione conclude la missiva con alcune richieste «Noi pensiamo che il Consiglio Comunale debba chiedere conto al Sindaco, alla Giunta, all’Assessore alla Mobilità e al Presidente di AMT degli indirizzi adottati; debba chiedere conto dell’inerzia della Giunta e dell’Assessore, sul perché non sia stata ancora approntata la delibera per l’efficientamento del servizio di trasporto pubblico, così come previsto dagli Ordini del Giorno approvati».

    Insomma, il WWF pensa che «La delibera sia da riscrivere e debba invece essere approvato un nuovo documento di indirizzo in cui si reimposti totalmente la politica del trasporto pubblico, che non dovrà più vedere i cittadini pagare un prezzo altissimo di scelte sbagliate».

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Diamante, Casa Ambientale: educazione alla sostenibilità

    Diamante, Casa Ambientale: educazione alla sostenibilità

    Nel febbraio scorso in via Maritano, nel quartiere Diamante a due passi dalla “Diga”, è stata inaugurata la Casa Ambientale (vedi l’approfondimento di Era Superba), uno spazio che il Municipio Valpolcevera intende destinare ad un progetto ampio e strutturato di educazione allo sviluppo sostenibile, fruibile dall’intera città di Genova.

    Dopo alcuni mesi di silenzio, finalmente, nei prossimi giorni partiranno le nuove attività. Venerdì 23 novembre, infatti, sarà presentata la mostra fotografica sugli orti urbani in Val Polcevera (visitabile fino al 20 dicembre con orari di apertura settimanali concordati con l’Associazione Diamante) e si svolgeranno alcuni laboratori didattici gratuiti sulla semina in serra, rivolti alle scuole.

    «La creazione di un laboratorio permanente di idee (seminari, convegni, tavole rotonde), esperienze dirette e di studio assume particolare significato in Val Polcevera e soprattutto nel quartiere Diamante – sottolinea Patrizia Palermo, assessore del Municipio Valpolcevera – Lo sviluppo industriale, urbano (quest’ultimo particolarmente incisivo) e sociale in tale porzione della città permette di avviare percorsi di riflessione importanti per un ripensamento di politiche non sempre rispettose del contesto ambientale e sociale locale. Il laboratorio è lo spazio della sperimentazione e il quartiere Diamante è l’emblema della necessità di sperimentare nuovi spazi fisici, architettonici e sociali».

    Il centro di educazione ambientale sorge dalle ceneri di un’antica casa rurale a due piani completamente ristrutturata. La nuova costruzione è dotata di pannelli fotovoltaici e solare termico, una serra riscaldata ed un sistema di recupero dell’acqua, il tutto in uno spazio completamente coibentato. Gli altri locali, a breve, diventeranno sale per esposizioni e conferenze, aula didattica, biblioteca e zona lettura.
    Gli orti urbani collocati nei pressi della Casa, lungo le “fasce” che scendono verso valle, sono stati assegnati alla cittadinanza e la loro presenza permetterà di intraprendere un percorso educativo sulle tecniche di compostaggio e le tecniche di irrigazione tramite la raccolta dell’acqua piovana.

    L’evento organizzato dal Municipio Valpolcevera Venerdì 23 Novembre – con il patrocinio ed il contributo finanziario del Comune di Genova (Assessorato all’Ambiente) ed il patrocinio della Commissione Nazionale italiana per l’UNESCO – si colloca nell’ambito della Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile (19-25 Novembre 2012) dedicata quest’anno al tema Madre Terra: Alimentazione, Agricoltura ed Ecosistema. Un’occasione per condividere competenze, sensibilità e conoscenze per salvaguardare il nostro patrimonio naturalistico, culturale e sociale, nonché la nostra salute, grazie ad un’alimentazione basata su prodotti sani e coltivati direttamente in loco.
    Sono in programma anche azioni di riduzione dei rifiuti, con particolare riferimento all’utilizzo della compostiera, visto che la giornata è inserita nella Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (17-25 novembre 2012).

    «L’iniziativa di venerdì ha una triplice finalità – spiega l’assessore Palermo – presentare la realtà positiva degli orti urbani in Val Polcevera; coinvolgere i bambini tramite il laboratorio sulla coltivazione e alimentazione; illustrare il progetto, di ampio respiro, inerente la creazione del laboratorio permanente di educazione allo sviluppo sostenibile».

    La realtà della Val Polcevera, collinare e con spazi rurali dedicati agli orti urbani «È idonea per intraprendere un percorso sulle future prospettive di approfondimento delle problematiche connesse all’educazione allo sviluppo sostenibile», sottolinea Palermo. I sistemi di produzione energetici presenti nella Casa ambientale e negli orti «Permettono un percorso visivo “dalla tradizione all’innovazione” nella coltivazione», spiega l’assessore.

    I prodotti della terra, quale risorsa per l’alimentazione sana, formeranno l’oggetto principale del laboratorio “Semino, raccolgo, mi alimento: dal basilico al pesto”, che si svolgerà con gli alunni durante la mattina del 23 novembre. «L’obiettivo è far vivere ai bambini l’esperienza della semina del basilico (in appositi vasetti), la raccolta di quello già coltivato e cresciuto, la preparazione del pesto al mortaio – racconta Patrizia Palermo – I vasi in cui verrà seminato il basilico verranno donati ai bambini in modo che questi ultimi possano assistere, a scuola oppure a casa, alla crescita delle piantine».

    Grazie al supporto del Comune di Genova (Assessorato all’ambiente) dal 26 novembre al 20 dicembre sono stati organizzati altri 4 laboratori didattici sulla semina in serra, indirizzati alla scuola dell’infanzia ed elementare. Esperienze teoriche e pratiche che metteranno al centro la terra ed i suoi organismi, il compost e le affinità con il bosco, i diversi tipi di semi e la realizzazione di vasetti per la semina con materiali di recupero.
    «L’osservzione diretta consente ai bambini di comprendere i fondamenti dell’educazione allo sviluppo sostenibile, volti ad incentivare un utilizzo più attento e rispettoso delle risorse naturali – conclude l’assessore Palermo – Ma non solo. Alimentarsi con ciò che è stato prodotto permetterà loro di comprendere l’importanza di mangiare prodotti sani e locali di cui si conoscono ingredienti e modalità di produzione».

     

    Matteo Quadrone

  • Sestri Ponente: corsi per fare il pane, i cosmetici e le bambole

    Sestri Ponente: corsi per fare il pane, i cosmetici e le bambole

    Da poco più di un anno a Sestri Ponente, nello spazio che un tempo ospitava la Manifattura Tabacchi, ha aperto uno spazio dedicato alla vendita e alla scoperta di prodotti naturali, dalla gastronomia alla cosmesi passando per abbigliamento e artigianato.

    Manifattura Etica è anche un luogo dove prendere parte a incontri e laboratori dedicati al “fai-da-te” e a temi connessi alla sostenibilità.

    Qui i prossimi incontri in programma.

    Sabato 24 novembre (ore 16.30): panificare con la pasta madre
    Un laboratorio di panificazione per tutti coloro che desiderano scoprire la pratica del pane fatto in casa. Attraverso questo laboratorio si potrà apprendere un modo semplice ed efficace di produrre il pane e pizze utilizzando i forni casalinghi, usando la lievitazione naturale, senza fretta né additivi. Si utilizzeranno diversi tipi di farine, ogni partecipante riceverà un pugno di pasta madre e un panino da cuocere a casa per iniziare l’esperienza di panificazione in autonomia.

    Sabato 1 dicembre (ore 17): il fai da te della cosmesi naturale
    Un laboratorio per imparare a farci i cosmetici che usiamo quotidianamente e che fanno bene alla nostra pelle. Per conoscere le caratteristiche delle basi vegetali e a fare un oleolito, la crema più semplice o una crema con burro di karitè (meno semplice). Per conoscere alcuni principi attivi adatti ai dolori o alla caduta dei capelli, a una psoriasi o ai geloni, come ci si comporta con la pelle secca, come si tratta quella grassa e così via.

    Sabato 8 dicembre (ore 9.30-19): Crea la tua bambola Waldorf
    La bambola Waldorf viene creata seguendo le indicazioni del pedagogista Rudolf Steiner. Evoluzione della tradizionale bambola in pezza, è in antitesi con le bambole moderne in plastica: non parla, non piange, non fa pipì, non si muove, non ha accessori chic, non assume pose rigide. Eppure proprio queste caratteristiche la rendono tanto cara ai bambini che spesso la eleggono a bambola prediletta.

    Sabato 15 dicembre (ore 15.30 – 18.30): laboratorio di burattini
    Laboratorio semplice ma geniale di costruzione di burattini realizzati interamente con scotch di carta e fogli di giornale. La giornata prevede un breve spettacolo di burattini, il laboratorio di costruzione ed una piccola parata delle creazioni. Indicato per bambini delle scuole elementari. Ogni genitore dovrà procurare al bambino un rotolo di scotch di carta ed un quotidiano (si preferiscono gazzette e sole ventiquattrore).

    Ogni laboratorio è a iscrizione ed è a pagamento. Per maggiori informazioni scrivere a eventi@manifatturaetica.it o telefonare allo 010 6517070.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Immagini amiche: bando di concorso contro gli stereotipi sulle donne

    Immagini amiche: bando di concorso contro gli stereotipi sulle donne

    Donne del sud del MondoSono aperte le iscrizioni per partecipare a “Immagini amiche”, il bando lanciato dal Parlamento europeo e dall’Unione Donne in Italia per valorizzare l’immagine femminile e combattere gli stereotipi di genere.

    Oggetto del concorso sono pubblicità, programmi televisivi e siti Internet che promuovono messaggi positivi legati alla donna: si può inviare la propria candidatura in una di queste tre sezioni fino al 31 gennaio 2013, attraverso l’apposito modulo di segnalazione presente sul sito web www.premioimmaginiamiche.it.

    La premiazione è fissata nel mese di marzo 2013.

  • Bruno Morchio: il nuovo romanzo “Il profumo delle bugie”

    Bruno Morchio: il nuovo romanzo “Il profumo delle bugie”

    bruno morchioMartedì 20 novembre (ore 18) presso l’ex mercato del Carmine avrà luogo la presentazione del romanzo “Il profumo delle bugie” di Bruno Morchio, uscito alcune settimane fa per Garzanti.

    Si tratta del primo romanzo in cui Bacci Pagano – celebre personaggio nato dalla penna dello scrittore genovese – non è presente, così come si assiste a un “abbandono” del genere noir che lo ha reso famoso, lasciando spazio a una vicenda familiare ambientata nei quartieri “bene” di Genova.

    Questa la trama di “Il profumo delle bugie”.
    La famiglia D’Aste è una delle più in vista della città: una ricchezza antica, continuamente accresciuta grazie all’attività immobiliare e a solide relazioni con i poteri forti del luogo, a cominciare dai politici. Su tutti, nell’ampia villa con vista sul mare dove risiedono i D’Aste, domina il vecchio patriarca, il nonno Edoardo. Egli ha deciso di puntare tutto sul venticinquenne nipote Francesco: sarà il volto nuovo della famiglia, e a lui viene affidato il risanamento di un’area industriale dismessa. Intanto crescono le tensioni fra Edoardo e i figli: il padre di Francesco, medico insicuro e nevrotico, e la sorella appena tornata da un lungo soggiorno in India. Sono proprio le donne, in casa D’Aste, ad avere un ruolo centrale negli equilibri e nelle faide familiari: la moglie di Edoardo, anziana e malata; sua nuora Rosita, che non essendo «nata bene» resta per sempre un corpo estraneo al clan; e soprattutto Dolores, la fidanzata di Francesco, con la sua leggerezza e la forza seduttiva della sua giovinezza e della sua sensualità. Sarà lei a scardinare l’ipocrisia che ha sempre regolato i rapporti familiari e a far divampare contrasti soffocati troppo a lungo, nell’arco di poche settimane – raccontate attraverso il punto di vista dei tre uomini della dinastia – che conducono a un Natale decisivo per la vita di tutti.

    L’incontro sarà moderato dalla giornalista Laura Guglielmi, con letture di Laura Addino ed Eleonora Carpi e accompagnamento musicale di Bacci del Buono.

    Ingresso libero.

  • Molassana, piscina della Sciorba: contenziosi legali e gestione nel limbo

    Molassana, piscina della Sciorba: contenziosi legali e gestione nel limbo

    In attesa della risoluzione dei contenziosi legali – tra ricorsi al Tar e contro ricorsi al Consiglio di Stato – la gestione della piscina della Sciorba rimane nel limbo e così le società di nuoto si stanno arrangiando come meglio possono per affrontare i problemi che affliggono l’impianto comunale di Molassana.

    Finiti i tempi delle sovvenzioni pubbliche, le strutture sportive genovesi sono in difficoltà (vedi la situazione delle piscine di Multedo e Nervi) e solo attraverso l’affidamento a realtà in grado di garantirne una gestione economicamente sostenibile, possono tornare a svolgere il ruolo di centri di riferimento per il quartiere.

    La gara per la piscina di Molassana, però, si è trasformata in una diatriba tra le due cordate in corsa: da una parte quella guidata dalla società “Asd Genova Nuoto” che da anni svolge le sue attività nel complesso della Sciorba; dall’altra la cordata con a capo la società “Ginnastica Andrea Doria”.
    L’impianto viene assegnato all’associazione sportiva dilettantistica Genova Nuoto ma nel gennaio 2012 il Tar, accogliendo il ricorso delle società concorrenti, annulla la gara. A questo punto sarebbe dovuta subentrare la Ginnastica Andrea Doria ma un contro ricorso al Consiglio di Stato ha rimesso in discussione l’intera vicenda, bloccando di fatto la situazione.
    «Abbiamo presentato ricorso al Consiglio di Stato – spiega Mara Sacchi, presidente della Genova Nuoto – A luglio c’è stata la sentenza. Siamo in attesa di conoscere le motivazioni. Fino ad allora nulla si muove e continuiamo ad arrangiarci come prima».

    Nel frattempo la gestione di Sportingenova è stata prorogata fino a marzo 2013. Sarebbe meglio dire la “non gestione” visto che la società del comune è in liquidazione.
    Attualmente piove all’interno della piscina coperta, come conferma il presidente Sacchi «Le infiltrazioni d’acqua rappresentano la criticità maggiore ma i problemi sono tantissimi. Ovviamente Sportingenova non può permettersi alcun lavoro». In queste condizioni, neppure le società che quotidianamente lavorano alla Sciorba, intendono accollarsi ingenti spese correndo il rischio di un investimento a perdere.
    «La piscina ha più di 20 anni e avrebbe bisogno di una manutenzione straordinaria – precisa Sacchi – In occasione della nuova gara il capitolato dovrà tenere conto di tutti i costi necessari per sistemare l’impianto».

    Se a breve non si supererà questo empasse, ad esser danneggiate non saranno solo le società di nuoto – che continueranno a non poter offrire il ventaglio completo delle loro attività, con la conseguente diminuzione del numero di iscritti – ma sarà l’intero universo dello sport genovese a perdere credibilità.

     

    Matteo Quadrone

  • Meno rifiuti più benessere: 10 mosse verso una società del riciclo

    Meno rifiuti più benessere: 10 mosse verso una società del riciclo

    Rifiuti raccolta differenziata“Meno Rifiuti- Piu’ Benessere in 10 mosse”, questo lo slogan di un documento condiviso con cui l’Associazione Comuni Virtuosi, Italia Nostra e Adiconsum si rivolgono direttamente al mondo della produzione e della distribuzione per sollecitare 10 azioni attuabili nel breve e medio termine per alleggerire l’impatto ambientale di imballaggi e articoli usa e getta.
    Insieme ai promotori c’è un folto gruppo di enti locali (tra cui i comuni di Lucca, Lecco, Perugia, Trento, Pesaro, le provincie di Lecco e Avellino, l’Assessorato all’Ambiente della Regione Campania), associazioni nazionali e locali (Greenaccord, Fare Verde, MDF- Movimento Decrescita Felice, Slow Food Italia , Cittadinanzattiva, Altroconsumo e l’Associazione Borghi Autentici d’Italia) e singoli cittadini, che hanno sottoscritto il documento condiviso o firmato la petizione, condividendo la necessità che le evidenze nazionali e globali sulla produzione di rifiuti, richiedano delle soluzioni tempestive.

    L’iniziativa partecipa alla Settimana Europea per la riduzione dei Rifiuti (17-25 novembre), un evento che mette al centro della pubblica attenzione l’esigenza di ridurre drasticamente la quantità dei rifiuti, aumentare la produzione eco-compatibile, allungare la vita dei prodotti e promuovere consumi attenti e responsabili.

    Secondo le stime della Banca Mondiale la crescita della popolazione mondiale e lo sviluppo economico dei paesi emergenti porterà nei prossimi 10-15 anni ad un raddoppio dei rifiuti solidi urbani attualmente prodotti che ammontano a 1,3 miliardi di tonnellate circa e dei relativi costi di gestione.

    «Nonostante il fatto che il Rapporto Banca dati sulla raccolta differenziata 2011, registri come dato positivo un calo del 1,88% dei rifiuti prodotti rispetto al 2010 la gestione dei rifiuti in Italia presenta ancora grossi elementi di criticitàscrivono i sottoscrittori del documento – Ben difficilmente riusciremo ad arrivare all’obiettivo del 65 % di Raccolta differenziata (già conseguito e superato da altri paesi europei) se l’aumento annuo del livello di RD continuerà ad attestarsi su percentuali modeste come l’incremento del 2,27 % avvenuto nel 2011 rispetto all’anno precedente. La percentuale di raccolta differenziata, secondo i dati del rapporto, passa infatti dal 33,26% del 2010 al 35,5 % del 2011».

    In Europa occupiamo il 20° posto su 27 Stati membri e rientriamo tra i 12 paesi della classifica che hanno basse performance di gestione dei rifiuti a causa di:

    – politiche deboli o inesistenti di prevenzione dei rifiuti,
    – assenza di incentivi destinati ad evitare la messa in discarica e, di conseguenza,
    – uno scarso sfruttamento del riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti e
    – l’inadeguatezza delle infrastrutture.

    L’Italia conferisce in discarica ancora quasi il 50% della sua produzione totale di rifiuti che ammonta a 15 milioni di tonnellate. Proprio per non aver provveduto a bonificare grande parte delle nostre 255 discariche di rifiuti illegali e incontrollate, nel rispetto di una sentenza del 2007 della Corte di giustizia Europea, rischiamo ora di dover pagare una multa da 56 milioni.

    «Questo contesto nazionale richiede un forte bilanciamento “a monte” nello sviluppo dei processi di produzione industriali che sono responsabili della quantità e qualità dei prodotti che vengono immessi in commercio nel rispetto del principio della responsabilità estesa del produttore – sottolineano i promotori dell’appello –  Dobbiamo diventare i primi della classe in Europa lavorando intensamente sulla prevenzione e sulla produzione eco compatibile per creare velocemente le condizioni affinché l’Italia diventi una “Società del riciclo” . L’industria del riciclo viene riconosciuta come uno degli assi portanti della green economy capace di creare un’occupazione 10 volte maggiore rispetto allo smaltimento in discarica e all’incenerimento».

    «Le 10 mosse, che non si ritengono esaustive, sono state ispirate a esempi e soluzioni che hanno permesso ad altri paesi europei di raggiungere migliori tassi di riciclo e una minore produzione di imballaggi – continua la nota – In quanto a produzione di imballaggi a livello pro capite, anche se il dato è riferito a qualche anno fa, siamo classificati al terzo posto in Europa. Per quanto riguarda gli imballaggi in plastica le proposte sono in linea con le considerazioni espresse recentemente dal commissario europeo per l’Ambiente Janez Potočnik che indica due principali obiettivi che l’Europa deve raggiungere nella gestione della plastica: la riduzione del suo conferimento in discarica e la sostituzione del recupero energetico con quello meccanico, oggi fermo, in media, al 24%».

    Ecco le 10 mosse:

    1) Sostituire tutti gli imballaggi non riciclabili;
    2) Ridurre il peso degli imballaggi con l’eliminazione dei doppi imballaggi e componenti accessori all’imballaggio superflui e mettere in commercio di prodotti iperconcentrati o allo stato solido;
    3) Sostituire o eliminare negli imballaggi quelle componenti che ne impediscono o complicano il riciclaggio come le etichette sleeves e l’uso di additivi, coloranti e composti esterni.
    4) Ottimizzare l’impiego dei materiali e del design dei contenitori ai fini di un riciclo efficiente.
    5)Promuovere l’uso di contenitori a rendere (anche in plastica infrangibile)
    6)Utilizzare ove possibile materiale riciclato per realizzare il packaging al posto di materia vergine.
    7) Adottare un sistema di marcatura/etichettatura degli imballaggi che possa comunicare in modo chiaro e trasparente al consumatore il grado di riciclabilità dell’imballaggio stesso.
    8 ) Nei punti vendita della GDO: favorire la nascita di circuiti specifici a “filiera breve” raccolta-ricicloriprodotto, anche con sistemi a cauzione come avviene ad esempio in molte catene GDO centro europee.
    9) Nei punti vendita della GDO: eliminare l’imballaggio eccessivo e ridurre il consumo di sacchetti monouso per l’ortofrutta introducendo soluzioni riutilizzabili.
    10) Nei punti vendita della GDO: favorire un cambio di abitudini che spinga i cittadini consumatori al riutilizzo di contenitori portati da casa e all’adozione di prodotti con parti intercambiabili adatti all’uso multiplo in quanto unica strategia possibile ed efficace per ridurre il consumo usa e getta.

    «Una produzione eco-compatibile non potrà che portare benefici a cascata anche ai comuni che non raggiungeranno entro il 31 dicembre 2012 il 65% di percentuale di raccolta differenziata (Art. 205 D D.Lgs. 152/2006) – conclude la nota – e alle regioni italiane che non sono vicine all’obiettivo del 50% di avvio a riciclo dei rifiuti di carta, legno, plastica e vetro in termini di peso (Imposto dalla Direttiva 2009/08/CE recepita dal D.Lgs 152/2006 all’Art. 181 entro il 2020)».

    Maggiori approfondimenti e l’elenco completo delle Associazioni, Enti Locali e Comitati Civici che hanno sottoscritto il documento sono disponibili sul sito dell’Associazione Comuni Virtuosi.

    http://www.comunivirtuosi.org/index.php/component/content/article/50/1848-meno-rifiutipiu- benessere

    La pagina dedicata all’iniziativa con il testo completo del documento condiviso e delle 10 mosse, link alla petizione e alle adesioni http://www.comunivirtuosi.org/index.php/component/content/article/50/1848-meno-rifiutipiu- benessere

    Il link alla petizione http://www.comunivirtuosi.org/index.php/meno-rifiuti?view=petition&id=49

     

    Foto di Daniele Orlandi

  • Marchionne al tribunale dell’Aia: monologo di Ivano Malcotti

    Marchionne al tribunale dell’Aia: monologo di Ivano Malcotti

    Marchionne al Tribunale dell'AiaIl libro di Ivano Malcotti Marchionne al tribunale dell’Aia è un monologo divertente, grottesco, ma nello stesso tempo amaro, sulla colossale fregatura del cosiddetto “piano Fabbrica Italia” della Fiat.

    Un testo attualissimo che sembra anticipare  il comunicato del Lingotto dove si recita tristemente le seguenti parole: “Il nostro progetto? Irrealizzabile, le cose sono profondamente cambiate da quando, nel 2010, presentammo il piano”.

    Sorpresa? Forse per le anime belle del liberismo selvaggio o per quei politici (leggere attentamente la postilla all’interno del volumetto curata da Marco Veruggio) sempre pronti all’inchino, se non proprio genuflessi al fascino dell’amministratore delegato della casa automobilistica torinese.

    Ora, per magia, il piano Fabbrica Italia della Fiat torna ad essere quello  che realmente è sempre stato ovvero un progetto, ovvero un pezzo di carta (i malpensanti parlano apertamente di carta igienica).

    Certamente non è  possibile farvi alcun riferimento e soprattutto  nessun credito. A scanso di equivoci, Malcotti ci ricorda, per chi le avesse dimenticate, le parole di Marchionne di due anni fa: “Il nostro piano per l’Italia rappresenta anche una grande opportunità per creare posti di lavoro in Italia”, ovvero produrre entro il 2014, in Italia, oltre un milione di veicoli destinati all’esportazione, di cui circa 300.000 destinati al mercato statunitense.

    Ed ora cosa possiamo fare? Beh conviene leggere la proposta di Ivano Malcotti, figura di riferimento del nuovo teatro politico altresì definito, “Teatro Istantaneo“.

    Notevole la prefazione di Maurizio Landini, Segretario Generale Fiom Cgil.

     

    (I.P.)

  • Corso di teatro a Genova: incontri liberi a Sturla con Fiona Dovo

    Corso di teatro a Genova: incontri liberi a Sturla con Fiona Dovo

    Teatro GarageAttivo dal 2005, il Teatro delle Formiche è una realtà creata da Fiona Dovo (attrice e autrice teatrale) che ha all’attivo spettacoli e rappresentazioni a Genova e su tutto il territorio nazionale.

    Da un paio di settimane il Teatro ha aperto un corso di teatro decisamente atipico: non si basa su una vera e propria “iscrizione” e non c’è obbligo di frequenza, ma sono serate libere a cui chiunque può partecipare nei tempi e modalità che preferisce. Gli incontri di questo “percorso parateatrale” si svolgono a Sturla (via Nino Franchi 4r) tutti i lunedì a partire dalle 21.

    Fiona Dovo basa il suo corso su due metodi di apprendimento: il primo riguarda le costellazioni familiari, un campo di applicazione della psicologia che si basa sulla risoluzione dei propri conflitti interiori grazie alla rappresentazione improvvisata di una situazione. Il secondo è il metodo Meisner, chiamato così in onore del suo ideatore Sanford Meisner, che porta l’attore a immedesimarsi completamente nel suo personaggio, improvvisando scene con altri attori come se fosse il personaggio stesso a viverle.

    Per informazioni contattare il numero 338 4242378.

  • Precariato, Vigili del fuoco: ad un anno di distanza nulla è cambiato

    Precariato, Vigili del fuoco: ad un anno di distanza nulla è cambiato

    Mercoledì scorso a Genova, in occasione dello sciopero organizzato dalla Confederazione europea dei sindacati, sono scesi in piazza anche i vigili del fuoco per protestare contro i tagli del ministero degli Interni e contro la riforma pensionistica del ministro Fornero.

    Nel capoluogo ligure, come in altre città, hanno partecipato al corteo anche i vigili del fuoco discontinui che, solo a Genova, sono alcune centinaia. Moltissimi ma purtroppo ancora quasi invisibili. Indispensabili, perché senza di loro molti comandi non potrebbero restare neppure aperti. La situazione dei discontinui è resa ogni giorno più grave a causa dei continui tagli ministeriali e dalla completa mancanza di rispetto nei tempi di pagamento dei loro stipendi.

    «Circa 30 mila vigili del fuoco discontinui sono chiamati in Italia a sopperire alle ormai croniche mancanze di organico dei diversi comandi dislocati in tutta la penisola – spiega Maruska Piredda, consigliere regionale Idv e presidente dell’Alvip (Associazione lavoratori vittime del precariato) – svolgendo non un ruolo di ausilio nelle gravi emergenze, come invece dovrebbe essere, ma di completamento degli organici dei colleghi stabilizzati».

    «Sono precari “sui generis” – spiega Luca Infantino, responsabile Cgil vigili del fuoco – Parliamo di lavoratori senza nessun tipo di contratto, neppure a termine».
    Il loro unico contratto è infatti rappresentato dalla telefonata che ricevono dall’ufficio personale quando vengono chiamati in servizio. Non esiste una normale struttura contrattuale – come siamo abituati a conoscere – bensì solo dei regolamenti che sanciscono i compiti e i doveri dei lavoratori. I diritti infatti si contano sulle dita di una mano.
    L’assicurazione – per quanto riguarda molteplici aspetti – non tutela i pompieri discontinui in maniera paritaria rispetto ai loro colleghi stabili. E anche per quanto riguarda la salute, le carenze sono notevoli.

    «Lo scorso 29 dicembre, insieme al presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, abbiamo portato all’attenzione del ministro degli Interni Cancellieri l’annoso problema dei vigili precari – sottolinea Piredda – All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni dei discontinui. Purtroppo, a quasi un anno di distanza, non abbiamo visto un seguito significativo nelle sedi istituzionali competenti».

    Al contrario, con l’aumento dell’età pensionabile introdotta dalla riforma Fornero «Sempre più vigili del fuoco stabilizzati sono costretti a rimanere operativi, anche oltre la soglia dei sessant’anni, perché non è prevista la loro sostituzione con colleghi più giovani – continua il consigliere Idv – Gli stessi vigili stabilizzati chiedono a gran voce che, almeno parte dei colleghi discontinui, vengano assunti in pianta stabile nell’organico del corpo».

    Ma dal ministero degli Interni, ancora non è arrivata nessuna risposta.

    Da anni la musica non cambia «E oggi anche molti discontinui iniziano ad avere i capelli bianchi, continuano a percepire lo stipendio con ritardi che superano i tre mesi, a lavorare nella più assoluta precarietà e con dispositivi di protezione individuale insufficienti o logori – conclude Piredda – Tutto questo accade nella più assoluta indifferenza del governo e dei partiti che lo sostengono».

     

    Matteo Quadrone

  • Paganini sbarca in Cina

    Paganini sbarca in Cina

    ViolinoNello scorso ottobre si è svolta a Shanghai il Music China, la seconda fiera più importante al mondo di strumenti ed accessori musicali; erano presenti 31 aziende italiane, che sono al secondo posto tra i paesi europei fornitori della Cina di questi materiali soprattutto grazie all’eccellenza della liuteria.

    Alla cerimonia inaugurale dell’11 ottobre si sono esibiti la violinista Mengla Huang, premio Paganini 2002, e il violino di prima fila del Carlo Felice di Genova Eliano Calamaro.

    Il professor Calamaro ha inoltre tenuto una serie di eventi per presentare il metodo violinistico di Nicolò Paganini.

    Egli infatti da tempo si adopera per diffondere questo metodo che prevede notevoli differenze nell’impugnatura dello strumento ed è arrivato a lui tramandandosi da Paganini stesso al suo allievo Camillo Sivori, che passandolo a Francesco Sfilio è giunto al prof. Calamaro, che ne è diventato fedele erede e promotore.

    Gli incontri e le esibizioni hanno avuto grande successo, con la richiesta di tenere nel 2013 in Cina dei corsi di aggiornamento per avvicinare i violinisti cinesi al metodo Paganini recuperato.

    Per info: Eliano Calamaro –  elipatcala@alice.it

     

    (I.P.)