Anno: 2012

  • IIT Genova Morego: gli eventi dell’istituto italiano di tecnologia

    IIT Genova Morego: gli eventi dell’istituto italiano di tecnologia

    robot iitParte oggi (giovedì 18 ottobre, ndr) una serie di appuntamenti con i quali l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Morego si racconta al pubblico con un ciclo di cinque incontri sui temi di scienza, innovazione e ricerca, che si terranno in diversi caffè del centro città.

    Scopo dell’evento è creare un momento di incontro tra ricercatori e cittadini, promuovendo uno scambio di conoscenza scientifica ed un confronto sulle tecnologie che caratterizzeranno il nostro futuro.

    Questo il programma completo.

    Giovedì 18 ottobre 2012 (ore 18) – Palazzo della Borsa, Sala delle Grida
    IIT si racconta…
    con Roberto Cingolani, Direttore Scientifico IIT

    Giovedì 15 novembre 2012 (ore 18.30) – Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, via di Fossatello 35/37r
    Occhio per occhio, neurone per neurone… verso la retina artificiale
    con Fabio Benfenati, direttore Dipartimento Neuroscience and Brain Technologies
    Guglielmo Lanzani, direttore Center for Nano Science and Technology

    Giovedì 20 dicembre 2012 (ore 18.30) – m.cafè, Palazzo Ducale
    Nano! oh Nano!… c’è ancora un sacco di spazio qua in fondo
    con Enzo di Fabrizio, direttore Dipartimento Nanostructures
    Alberto Diaspro, direttore Dipartimento Nanophysics

    Giovedì 17 gennaio 2013 (ore 18.30) – Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, via di Fossatello 35/37r
    Dal microscopio al Grande Fratello: oltre le immagini che vediamo
    con Vittorio Murino, direttore Dipartimento Pattern Analysis&Computer Vision
    Alberto Diaspro, direttore Dipartimento Nanophysics

    Giovedì 15 febbraio 2013 (ore 18.30) – m.cafè, Palazzo Ducale
    Quando la luce svela il comportamento delle nostre cellule, molecola dopo molecola
    con Paolo Bianchini, ricercatore Dipartimento Nanophysics, IIT
    Francesca Cella Zanacchi, ricercatrice Dipartimento Nanophysics, IIT.

  • Corsi di fotografia al Circolo Arci Belleville: iscrizioni aperte

    Corsi di fotografia al Circolo Arci Belleville: iscrizioni aperte

    Sono aperte le iscrizioni per i due corsi di fotografia (livello base e intermedio) che si terranno a novembre 2012 presso il Circolo Arci Belleville di vico Calvi.

    Questi i dettagli.

    Corso base: mercoledì 7, 14 e 21 novembre, mercoledì 12 dicembre (ore 19-20.30). Uscita diurna sabato 1 dicembre. Costo 50 €.
    Nadar diceva che non esiste la fotografia artistica ma esistono delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare. Ecco, nei nostri incontri punteremo l’attenzione sullo sguardo: cercheremo di “allenare” il nostro occhio durante uscite con diverse condizioni di luce e attraverso l’osservazione dei lavori di grandi fotografi. Trascurando la corsa agli armamenti digitali ipertecnologici, scoprire
    mo che anche con una usa e getta analogica o una compatta digitale si possono produrre immagini interessanti. Impareremo sperimentandole sul campo nozioni di tecnica e composizione, commenteremo e criticheremo insieme i nostri scatti, e infine li sceglieremo per dar vita a una piccola mostra.

    Corso intermedio: mercoledì 7, 14 e 21 novembre, mercoledì 12 dicembre (ore 20.45). Uscita diurna sabato 1 dicembre. Costo 50 €.
    Per quel gruppetto di apprendisti fotografi che l’anno passato ha frequentato il corso base o per chi già ha un po’ di confidenza con la macchina fotografica, un percorso per approfondire le nozioni tecniche fondamentali ma soprattutto per lavorare su un proprio progetto fotografico a partire da una tematica, da uno scritto, da un proprio scatto dimenticato. Impareremo a sviluppare il progetto nelle sue diverse fasi: l’idea, la ricerca e la documentazione preliminare, il lavoro sul campo, la riorganizzazione degli scatti e infine il delicato momento della selezione. Gli allievi avranno la possibilità di condividere quanto prodotto durante uno slide show che avrà luogo negli spazi del circolo nel gennaio 2013.

    Per info e iscrizioni scrivere a uno dei seguenti indirizzi mail: asessarego@libero.it, elbrivio@gmail.com.

    [foto di Diego Arbore]

  • Inglese facile e corsi veloci: le trappole illusorie del mercato

    Inglese facile e corsi veloci: le trappole illusorie del mercato

    Per quanto le sue origini siano nelle public schools del sud dell’Inghilterra, quello della Received Pronunciation è un accento sociale e non necessariamente legato a una certa area geografica. Tuttavia, nella pronuncia dell’inglese è anche possibile individuare delle varietà regionali. Una macro-distinzione che spesso si fa è tra accenti del nord e del sud dell’Inghilterra: in questo caso sono spesso i suoni vocalici a essere differenti.

    La vocale all’interno delle parole bus e cup per esempio è negli accenti settentrionali (Newcastle, Leeds, ecc) più vicina al suono /ʊ/ rispetto alla pronuncia RP che conosciamo, ovvero /bʌs/ nel primo caso e /kʌp/ nel secondo.

    Differenze nella pronuncia dei suoni vocalici sono comunque riscontrabili non solo tra nord e sud ma anche in altre aree specifiche. Nell’est di Londra, in corrispondenza con l’estuario del Tamigi, in inglese Thames, i Cockneys (tale è il nomignolo affibbiato agli esponenti della working class del London East End) hanno sviluppato un accento particolare, oltre a espressioni colloquiali divertentissime delle quali parleremo in futuro, con una pronuncia particolare delle vocali, in alcuni casi distinta rispetto alla Received Pronunciation.

    Se volete capire meglio di che cosa sto parlando, vi consiglio di guardare in lingua originale Lock, Stock and Two Smoking Barrels (tradotto in italiano come “Lock & Stock – pazzi scatenati”) del regista Guy Ritchie. Farete fatica a capire non solo per la presenza di espressioni gergali tipiche dell’underworld londinese, ma anche proprio per una questione fonetica. Per fortuna, comunque, i dvd permettono di usare i sottotitoli e rivedere il film in italiano… Il film è una sorta di Pulp Fiction in versione londinese e se amate il genere vale davvero la pena di essere visto.

    Tornando agli accenti dell’inglese, Gran Bretagna e Irlanda sono ricchissime di varietà e non basterebbero dieci puntate a illustrarle nel dettaglio. Se qualcuno volesse tuttavia approfondire il discorso, consiglio l’opera di Peter Trudgill, The Dialects of England.  Attenzione: non si tratta di una lettura leggera quanto quella di Harry Potter…

    Per uno studente di inglese come seconda lingua, comunque, la cosa importante è essere consci che esistono queste differenze e non disperarsi se si capita in un posto, che sia Britain o Ireland, dove inizialmente si stenta a capire la popolazione locale. Il primo passo è infatti quello di avere una buona base di vostra conoscenza del BBC English, ovvero del modello di riferimento comprensibile a tutti. Una volta consolidato quello, pian piano potete sforzarvi (e alla lunga perché no divertirvi) di individuare le differenze tra i diversi accenti regionali.

    Addentrandoci nei meandri della lingua, state forse realizzando che conoscere approfonditamente l’inglese  non è semplice quanto bere un bicchier d’acqua, o un piece of cake, come si dice in English. Servono davvero blood and tears – “lacrime e sangue” – per apprendere, in un percorso di continuo miglioramento che tra l’altro può andare avanti tutta la vita. Detto questo, non certo è mia intenzione scoraggiare le persone dallo studio dell’inglese, semmai il contrario. Tuttavia, credo che in generale e con gli studenti di una lingua in questo caso paghi sempre l’onestà e il tentativo di mettere le persone davanti alle cose per quello che sono, per quanto difficili e faticose.

    Invece, ciò che purtroppo riscontro vedendo video-spot in tv o su Internet o cartelloni dai titoli mirabolanti quali Easy English”, “L’inglese facile”, “Impara in due ore”, ecc. è che il mercato è zeppo di trappole illusorie dietro alle quali c’è solo una grande volontà di fare soldi, spesso completamente scollegata dall’obiettivo che gli studenti progrediscano effettivamente nell’apprendimento.

    Il risultato è che la gente investe notevoli risorse senza riscontrare un miglioramento significativo e quindi, frustrata, ci arriva davvero a scoraggiarsi e a pensare di “non essere portata per le lingue”, idea sbagliata, in quanto il cervello umano e quindi di ognuno di noi ha la caratteristica di essere programmato per imparare potenzialmente qualsiasi lingua.

    Ciò che si trova alla base di un apprendimento efficace è piuttosto la motivazione che ci spinge a imparare: una volta trovata quella, nulla ci potrà fermare… With a little patience,  “Con un po’ di pazienza”, come diceva il grande T.S. Eliot, poeta e Premio Nobel per la letteratura.

     

    Daniele Canepa

    [foto di Diego Arbore]

  • Sovranità alimentare e Beni comuni, nel mondo e a Genova

    Sovranità alimentare e Beni comuni, nel mondo e a Genova

    Sovranità alimentare e diritti dei cittadini sono un binomio intrinsecamente legato perché, proprio partendo dalla conoscenza del cibo che mangiamo, conserviamo la libertà di scelte consapevoli.
    In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, la Campagna internazionale SBLOCCHIAMOLI: Cibo, salute e saperi senza brevetti – nata per impedire la trasformazione di cibo, salute e saperi, da beni comuni (da preservare e godere democraticamente) in beni privatizzati dal monopolio del brevetto, acquisibili solo a fronte di lucrose licenze di utilizzo – promuove a Genova Vesima, Sabato 20 ottobre, la giornata di sensibilizzazione “Sovranità Alimentare e Beni Comuni nel mondo e a Genova” organizzata dalla ong Cospe con il Comitato per la salvaguardia del territorio della Vesima.
    Un appuntamento importante per riflettere sui nostri diritti al cibo, alla salute e ai saperi tradizionali, oggi messi a repentaglio dalle potenti multinazionali dell’agro-industria (leggi l’articolo sul libero uso delle sementi) e della farmaceutica che continuano a registrare brevetti su alcune varietà di frutta, verdura e su farmaci non innovativi, al solo scopo di mantenerne alti i prezzi.

    «Sabato il focus verterà soprattutto sull’agricoltura – racconta Cristina Puppo (Cospe) – La sovranità alimentare è un concetto espresso da movimenti di contadini sorti in tutto il mondo, i quali cercano di mettere al centro un modello di produzione che sia attento non solo agli aspetti legati alle pratiche agricole tradizionali, biologiche, legate al territorio, ma anche agli aspetti sociali, quindi le condizioni di lavoro degli agricoltori e culturali ad esempio difendendo l’agricoltura famigliare che sta andando scomparendo».

    «L’agricoltura potrebbe essere un potente motore di sviluppo del nostro Paese – ricorda Alberto Zoratti (Associazione Fairwatch e Campagna Sblocchiamoli) – Il problema sono le regole su cui oggi si basa la cosiddetta agricoltura moderna. L’attuale regime normativo europeo, infatti, non tutela la piccola agricoltura, bensì le grandi multinazionali. Dunque, quello che dovrebbe essere un bene comune, il patrimonio di saperi tradizionali della comunità, diventa un bene privatizzato. Per ripartire con un modello di società sostenibile bisogna mettere in campo pratiche agricole nuove: un’agricoltura biologica, di piccola scala, legata al territorio. è uno scontro tra due modelli: da una parte quello industriale, dall’altra quello che mira al coinvolgimento di tutti i piccoli contadini».
    Una contrapposizione che, inevitabilmente, mette in gioco i diritti, in primis quello al cibo «Spesso noi lo perdiamo di vista, ma l’agricoltura resta la prima fonte di cibo per tutta l’umanità – sottolinea Zoratti – e poi ha un ruolo fondamentale perché contribuisce allo sviluppo della biodiversità. In caso contrario, se lasciamo campo libero al mercato e ai suoi criteri selettivi, faremo un favore all’agricoltura industriale».

    L’obiettivo della giornata di sabato è mettere in relazione le pratiche locali «Le esperienze positive delle diverse comunità vanno condivise – spiega Puppo – Il discorso non va affrontato solo a livello politico bensì va radicato nelle realtà locali: prendendo esempio dai modelli virtuosi che per fortuna esistono. È questo il caso di Vesima dove si rischia di veder stravolta la vocazione agricola di un territorio. A Vesima ancora oggi vivono delle persone che hanno deciso di lavorare la terra, fornendo prodotti sani e di qualità all’intera città. Inoltre saranno presenti anche altre esperienze italiane, ad esempio i Campi Aperti di Bologna».

    A Vesima sono 5 le famiglie che ruotano attorno a 3 aziende agricole famigliari «Essere agricoltori a Genova, oggi è una vera impresa – spiega Dario Patrone (contadini della Vesima) – Basta guardare al trend storico per farsi un’idea: i dati provvisori del censimento agricolo nazionale, per quanto riguarda la Liguria parlano della scomparsa di circa il 46% delle aziende agricole in soli dieci anni. Ma già nel decennio precedente le imprese si erano dimezzate».
    Secondo Patrone «È grave che i politici ed i rappresentanti del settore minimizzino questi dati. Anzi, spesso enfatizzano il fatto che l’età media degli agricoltori si sia abbassata, peccato però che a fronte dei tanti giovani che vorrebbero aver accesso ai terreni agricoli, le istituzioni non facciano nulla».
    Alla Vesima «Nel nostro piccolo, proviamo ad invertire il trend – continua Patrone – parliamo di una scelta di vita, quella di avere la libertà di svolgere un lavoro che ci piace, a contatto con il territorio, coltivando prodotti che soddisfano i clienti. Ma i problemi sono tanti». Innanzitutto l’accesso alla terra, la maggioranza di quest’ultima, infatti, è proprietà privata della società Orinvest che evidentemente ha in mente altri progetti. Parliamo di terreni panoramici per cui la scelta più facile per monetizzarne immediatamente il valore è quella di investire in operazioni edilizie.

    «Peccato però che se un terreno agricolo diventa residenziale il guadagno è tanto e subito, ma ai tuoi figli non lasci nulla – sottolinea Patrone – Al contrario, l’agricoltura ha una bassa resa però la garantisce ogni anno. E poi non bisogna dimenticare i benefici per l’intera comunità. I contadini, in maniera gratuita, “tengono la terra appesa ai monti”, insomma preservano l’integrità del territorio, un aspetto fondamentale che viene menzionato solo dopo avvenimenti tragici come le consuete alluvioni».

    Per quanto riguarda la politica locale «Attualmente l’indirizzo del Comune di Genova, dal punto di vista urbanistico, sembra muoversi in direzione di una tutela di questo territorio – continua Patrone – Ma purtroppo sappiamo che di fronte a grandi progetti, spesso gli strumenti urbanistici vengono scavalcati».

    «Con questa giornata vogliamo sensibilizzare le persone comuni, perché c’è un’ignoranza diffusa su questi temi – conclude Patrone – perché se i contadini vengono lasciati soli finiranno per diventare una “specie in via d’estinzione”. Anche noi contadini abbiamo delle responsabilità. Dobbiamo organizzarci, d’altra parte teniamo in mano il bene primario, cioè il cibo. L’importante è conoscere chi sta seguendo i medesimi percorsi, confrontarsi con l’obiettivo di crescere».

     

    Ecco il programma della giornata:

    Sabato 20 Ottobre – Ex Scuola Elementare di Vesima (Genova): SOVRANITA’ ALIMENTARE E BENI COMUNI NEL MONDO E A GENOVA. In collaborazione con il Comitato per la salvaguardia del territorio della Vesima

    Ore 10-12 Mercatino dei Contadini della Vesima
    Ore 11 Spettacolo per bambini ”Tomato Frankestein” del Teatro Scalzo
    Ore 12 Visita ai terreni della Vesima
    Ore 13.30 Pranzo gratuito preparato dai contadini della Vesima
    (si raccomanda di comunicare l’adesione all’indirizzo liguria@cospe.org
    e di portate da casa piatto, bicchiere e posate)

    Ore 15 Seminario “Sovranità alimentare e Beni Comuni”:
    Germana Fratello (Campi Aperti e Genuino Clandestino)
    Alberto Zoratti (Associazione Fairwatch e Campagna Sblocchiamoli)

    Dibattito e Tavola Rotonda con la partecipazione di
    Marco Doria Sindaco di Genova – (da confermare)
    Dario Patrone (Contadini della Vesima)
    Diego Moreno e Camilla Traldi (Università di Genova)
    Modera Cristina Puppo (Cospe)

    Mostra fotografica Abitare la nostra terra
    Proiezione dei documentari: Il tesoro della madre tierra e The India’s choice
    Istruzioni per raggiungere l’ex Scuola di Vesima
    Vesima si trova tra Voltri e Arenzano. Dalle stazioni FS di Voltri e di Arenzano prendere la linea A (Voltri – Cogoleto – Varazze), fermata Stazione FS di Vesima. Con auto propria uscita autostrada di Voltri o di Arenzano, prendere la Statale Aurelia fino al parcheggio presso la Stazione FS di Vesima. Dal parcheggio a piedi prendere la strada in salita (Via Canepa), troverete l’ex Scuola sulla vostra destra.

     

    Matteo Quadrone

  • Fuori il carbone dalle nostre insalate: incontro di Legambiente

    Fuori il carbone dalle nostre insalate: incontro di Legambiente

    Giovedì 18 ottobre (ore 19) al Circolo Arci Belleville di vico Calvi si terrà un incontro – aperitivo dal titolo “Fuori il carbone dalle nostre insalate“, nell’ambito della rassegna “Bella storia! Appuntamenti con l’Italia che lotta”.

    Sarà presente Giovanni Durante, presidente di Arci Savona che si batte da anni insieme a Legambiente, Acli e altre associazioni contro il raddoppio della centrale a carbone di Vado Ligure e per la sua progressiva dismissione. Il carbone è la più grave minaccia industriale per la salute di tutti ed è responsabile del 43% delle emissioni di gas serra.

    Tuttavia, a settembre, la Regione Liguria ha espresso parere favorevole alla concessione di un’Autorizzazione Integrata Ambientale temporanea alla centrale, per la quale non avrebbe i requisiti.

    L’incontro ha lo scopo di illustrare la situazione e confrontarsi sui possibili sviluppi, il tutto nel contesto informale di un aperitivo.

  • Steve McCurry Palazzo Ducale: la mostra “Viaggio intorno all’uomo”

    Steve McCurry Palazzo Ducale: la mostra “Viaggio intorno all’uomo”

    Steve Mccurry in mostra a Palazzo DucaleNel giugno 1985 uscì nelle edicole il nuovo numero della rivista National Geographic, la cui copertina ritraeva Sharbat Gula, una ragazza afghana di dodici anni che dopo aver perso i genitori viveva in un campo profughi di Peshawar. Erano i tempi della guerra tra i mujaheddin e l’esercito russo, che ha governato su Kabul tra il 1979 e il 1989, e la fotografia divenne un simbolo dei conflitti che in quegli anni si stavano combattendo.

    L’autore è Steve McCurry, fotografo statunitense che oggi viene celebrato a Genova nella mostra Steve McCurry. Viaggio intorno all’uomo, che inaugura a Palazzo Ducale mercoledì 17 ottobre e resterà aperta al pubblico fino a domenica 7 aprile 2013.

    Oltre duecento scatti che raccontano la trentennale carriera di McCurry: dal celebre scatto Ragazza afgana fino a lavori più recenti, inediti e mai esposti. Tra le opere di maggior spicco le 32 immagini del progetto The last roll, scattate utilizzando l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak.

    La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni (lunedì ore 14-19, da martedì a domenica ore 10-19).

    Prezzi: ingresso intero € 12, ridotto € 9, € 16 cumulativo con la mostra Joan Miró. Poesia e luce.

    Intervista di Constanza Rojas
    Foto e Video di Daniele Orlandi

  • Sampierdarena, Biblioteca Gallino: mostre e visite guidate

    Sampierdarena, Biblioteca Gallino: mostre e visite guidate

    Sampierdarena, cartolina antica del 1925La Biblioteca Gallino ospita in questi giorni una serie di iniziative, da mostre a visite guidate, rivolte agli abitanti del quartiere ma non solo.

    Grazie a un gruppo di illustratori e autori – tra i quali Nicoletta Costa, Giulia Orecchia e Susanna Tamaro – nasce la mostra itinerante sui diritti dei bambini “Io, io, io… e gli altri?”, che abbina messaggi verbali e messaggi figurati. Parole e immagini, un binomio efficace per proporre ai più giovani anche argomenti seri e complessi. Questa mostra è l’occasione per riesaminare i diritti dell’infanzia, dai diritti basilari legati alla sopravvivenza in condizioni decorose (traguardo planetario ancora lontano), a quelli forse meno evidenti, ma altrettanto fondamentali. Si pensi ad esempio al diritto dei bambini delle società cosiddette evolute a non essere sfruttati e bersagliati dalla pubblicità, specialmente televisiva. O il diritto a essere educati come cittadini del mondo, imparando la solidarietà, la tolleranza, il rispetto, grazie alla capacità di ragionare con la propria testa. O il diritto di non essere travolti dall’ansia degli adulti, perennemente in fermento e poco presenti qui e ora.

    L’esposizione, promossa da LaborPace (Laboratorio Permanente di Ricerca ed Educazione alla Pace, Caritas Genova), sarà visitabile dall’ 8 al 26 ottobre, presso la sala ragazzi della biblioteca, negli orari di apertura o, per le classi, dal lunedì al venerdì mattina su prenotazione.

     

    A cura dell’associazione “I Cercamemoria”, Venerdì 19 ottobre, ore 16:30 presso la sala ragazzi della Biblioteca Gallino, è prevista la foto-conferenza: “L’edilizia all’inizio del ‘900 tra Eclettismo e Liberty“, a cura di Fulvio Majocco e Adriana Mazza.

    Un percorso per immagini da Certosa a San Teodoro, alla scoperta dell’influenza di Eclettismo e Liberty sull’edilizia di inizio ‘900, abitativa ma non solo, nel nostro territorio.

     

     

    Inoltre la Biblioteca Gallino ripropone a chi avesse perso le precedenti edizioni:

    Visita guidata alla chiesa di Sant’Anna

    Giovedì 18 ottobre 2012 ore 15:30, con spiegazioni del significato di statue e dipinti a cura del Dott. Piacenza. Seguirà visita all’antica farmacia dei frati. Prenotazione obbligatoria e partecipazione gratuita.

     

    Visita guidata alla chiesa di San Giorgio di Bavari (per raggiungere la chiesa: bus 85 da Brignole alle ore 15:15; per il ritorno da Bavari: ore 17:15).

    Martedì 23 – Mercoledì 24 ottobre ore 16, con spiegazione del significato di statue e dipinti a cura del Dott. Piacenza. Prenotazione obbligatoria e partecipazione gratuita.

     

    Per informazioni e prenotazioni:
    Biblioteca Gallino
    tel.: 0106598102
    biblgallino@comune.genova.it

     

  • Il maestro di tango, spettacolo di musica e parole al Teatro Garage

    Il maestro di tango, spettacolo di musica e parole al Teatro Garage

    Il maestro di tangoDa giovedì 18 a sabato 20 ottobre il teatro Garage nel quartiere genovese di San Fruttuoso propone lo spettacolo Il maestro di tango, una storia di musica, danza e parole ambientanta in una fumosa milonga di periferia.

    Una donna avvenente racconta e rivive la propria passione per il tango e quella per l’amore tout court, due sentimenti che si intrecciano tra presente e passato e che coinvolgono due uomini inquietanti.

    Uno cela un passato ambiguo e lascia intuire un presente altrettanto discutibile, l’altro resta sempre un po’ in disparte spiando gli eventi e incalzandola con i suoi interrogativi.

    Il risultato è una storia che ha come protagonista un personaggio femminile ironico e molto dark, in cui la danza si inserisca armonicamente nel tessuto narrativo affidato agli attori, giocando la cifra della leggerezza e dell’ironia.

    Lo spettacolo verrà riproposto nel teatro di San Fruttuoso anche da giovedì 25 a domenica 28 ottobre. L’orario degli spettacoli è ore 21 nei giorni feriali, ore 17 la domenica.

    Ingresso 12 euro intero, 9 euro ridotto

  • Conservatorio Paganini: concerti in programma per l’autunno

    Conservatorio Paganini: concerti in programma per l’autunno

    arpa«L’eccellenza del Conservatorio Paganini sta nel suo essere un soggetto molto attivo nella valorizzazione dei giovani e della musica e nelle relazioni con altre realtà cittadine»: così Carla Sibilla, Assessore alla Cultura del Comune di Genova, ha presentato la stagione di eventi autunnali legate al principale istituto di alta formazione musicale del territorio.

    Eventi in cui gli studenti del Paganini sono in prima linea e che prevedono collaborazioni con altre realtà genovesi e internazionali, da importanti istituzioni culturali come Casa Paganini, Palazzo Ducale e il Festival della Scienza, fino ai conservatori di Nizza e Lione nell’ambito del progetto Suona italiano. Gli allievi del Paganini si esibiranno a Nizza giovedì 18 ottobre e a Lione da domenica 2 a giovedì 7 dicembre.

    Una serie di concerti che daranno agli allievi e al pubblico «l’opportunità di ascoltare buona musica e dimenticare per un po’ le sofferenze che abbiamo intorno», come precisato dal Presidente del Conservatorio Davide Viziano. Gli eventi si suddividono in due macro-aree: Pagan-in

  • Poste italiane: in Liguria a richio 250 posti di lavoro

    Poste italiane: in Liguria a richio 250 posti di lavoro

    In Liguria, se tutto va bene, la riorganizzazione di Poste Italiane mette a rischio circa 250 posti di lavoro. L’allarme lo ha lanciato ieri il sindacato Uil Poste durante un convegno promosso per discutere di un’altra delicata questione, vale a dire lo scorporo di Poste Italiane, con la prevista separazione dei servizi postali da quelli finanziari. La Uil ha sottolineato la propria contrarietà a quest’operazione che avrebbe inevitabili conseguenze anche sul piano occupazionale.

    Ma se quest’ultima è ancora una prospettiva lontana, sulla riorganizzazione a livello nazionale, invece, è già stata aperta una trattativa che toccherà a cascata anche i territori.

    La Liguria nel 2010 ha perso 160 zone di recapito, ovvero 160 posti di lavoro «Ma siamo riusciti ad evitare i licenziamenti – spiega Riccardo Somaglia, segretario regionale Uil Poste – una parte dei lavoratori è stata ricollocata in banco posta, gli altri sono stati “esodati” con incentivi. Se domani, però, venissero a mancare gli ammortizzatori sociali, sarebbe un disastro».

    Oggi a rischio sarebbe il centro meccanizzazione postale «Noi non abbiamo la cassa integrazione ma un fondo che deve essere ridefinito – conclude il segretario Uil Poste  – Speriamo ci dia la possibilità di gestire questa eccedenza. Ma soprattutto vorremmo che l’azienda investisse sullo sviluppo, ad esempio con l’e-commerce».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Aspettando Berlinguer: reading a cura del Teatro dell’Archivolto

    Aspettando Berlinguer: reading a cura del Teatro dell’Archivolto

    Villa BombriniMercoledì 17 ottobre 2012 alle 21 a Villa Bombrini (Cornigliano) il Teatro dell’Archivolto propone, in collaborazione con la Società per Cornigliano, un incontro pubblico in vista della prima di “Berlinguer. I pensieri lunghi”, spettacolo di esordio della nuova stagione con la regia di Giorgio Gallione.

    La serata Aspettando Berlinguer prevede un reading a cura di Eugenio Allegri sui testi dello spettacolo, che verrà seguito da un dibattito con lo stesso Allegri.

    L’evento è a ingresso libero.

    Lo spettacolo “Berlinguer. I pensieri lunghi” debutterà al Teatro dell’Archivolto – Sala Mercato venerdì 26 e sabato 27 ottobre, con repliche dal 9 al 21 novembre.

  • Led Zeppelin Celebration Day: serata al cinema Corallo

    Led Zeppelin Celebration Day: serata al cinema Corallo

    led zeppelinMercoledì 17 ottobre il cinema Corallo di Carignano si unisce all’evento in contemporanea mondiale Led Zeppelin Celebration Day, che prevede una doppia proiezione del concerto Live from London 2007.

    Si tratta di un live realizzato il 10 dicembre 2007 alla 02 Arena di Londra, un tributo al fondatore dell’Atlantic Records Ahmert Ertegun, che negli anni Sessanta scoprì e lanciò la band. Oltre due ore e una scaletta dei sedici brani più noti, suonati da John Paul Jones, Jimmy Page e Robert Plant insieme a Jason Bonham, figlio del loro scomparso batterista John.

    Gli spettacoli inizieranno questa sera alle 18 e alle 21.15. Prezzo 12 €, ridotto a 10 € per possessori di Many Movies Card, la tessera del Circuito Cinema Genova.

  • G8 Genova 2001: processo ai manifestanti, appello di 10×100

    G8 Genova 2001: processo ai manifestanti, appello di 10×100

    carlo giuliani g8Nei mesi scorsi si è parlato molto del G8 di Genova 2001: i riflettori erano soprattutto puntati sul processo per i fatti della scuola Diaz, che lo scorso 5 luglio si è concluso in Cassazione con una sentenza di condanna per 25 poliziotti, tra i quali alcuni tra i maggiori dirigenti che sono stati interdetti dai pubblici uffici per cinque anni.

    In quegli stessi giorni vi abbiamo raccontato un’iniziativa parallela e meno conosciuta: dieci manifestanti del G8 ancora sotto processo per i reati di devastazione e saccheggio e che rischiavano una condanna complessiva di 100 anni sulla base di un reato inserito nel Codice Penale durante il periodo fascista e mai rimosso dal nostro ordinamento.

    Per sostenerli è stato attivato il comitato 10×100 – Genova non è finita, che si è battuto perché venissero annullate le accuse, raccogliendo oltre 30.000 firme: il 14 luglio, ossia pochi giorni dopo la sentenza della Diaz, la condanna per i dieci imputati è stata confermata in Cassazione, pur con pena ridotta per otto di loro.

    A breve partirà il processo di appello per altri cinque imputati, sempre per gli stessi reati. A questo scopo 10×100 sostiene l’iniziativa di Supporto Legale, un progetto nato nel 2004 per contribuire alle spese legali dei manifestanti, che complessivamente ammontano a circa 80.000 €. Le donazioni si possono fare sul sito supportolegale.org e attualmente sono stati raccolti quasi 1.500 €.

    Marta Traverso

  • Consiglio Comunale: un mutuo per la realizzazione di lavori pubblici

    Consiglio Comunale: un mutuo per la realizzazione di lavori pubblici

    Nel corso della seduta del Consiglio Comunale di ieri (16 ottobre, ndr) si è parlato in modo approfondito del piano triennale dei lavori pubblici, in cui sono inseriti diversi interventi necessari per prevenire gli esiti nefasti delle alluvioni.
    In particolare durante il Consiglio sono state approvate due variazioni ai documenti previsionali e programmatici 2012 – 2014 che prevedono, tra gli altri, interventi per l’allargamento del tratto finale del Fereggiano e la progettazione dello scolmatore che porterebbe all’immissione di questo rio all’interno del Bisagno.

    Le modifiche apportate al piano triennale dei lavori pubblici derivano da un indebitamento contratto dal Comune di Genova  di circa 26 milioni di euro e hanno permesso l’aggiunta di alcuni lavori non previsti dal piano originale come quelli su Galleria Mazzini, sulla biglietteria della Fiera di Genova e proprio sulla progettazione dello scolmatore del Fereggiano.

    Molti i dubbi sullo strumento scelto dall’amministrazione per finanziare questi interventi. Pdl e Udc hanno sottolineato il rischio, per un comune già fortemente indebitato, di contrarre un nuovo debito, benché sia  destinato ad opere importanti per la città. Inoltre i consiglieri di opposizione hanno sottolineato il rischio che l’indebitamento superi i limiti imposti dalla legge di stabilità.

    La speranza iniziale dell’amministrazione comunale era quella di poter ottenere nuove risorse dalla dismissione degli edifici pubblici, ma le aste sono andate fino ad oggi deserte. E proprio su questo punto è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle che ha evidenziato come l’andamento del mercato immobiliare non lasci sperare in un cambiamento di questa situazione nel breve termine.

    Inoltre il centro-destra e il M5S hanno lamentato le modalità con cui è stata analizzata in commissione questa complessa delibera, stabilendo con una seduta di soli 90 minuti le opere prioritarie da realizzare – “non differibili” si legge sul documento  – e senza chiarire le condizioni a cui è stato contratto il nuovo debito .

    Il Pd, invece, ha difeso la scelta della Giunta ribadendo che si è trattato di un “indebitamento buono” perché consente di investire su lavori pubblici utili per la città e di crescita del territorio. Al tempo stesso, osserva il capogruppo Farello, Genova è uno dei pochi comuni che negli ultimi anni è riuscito a ridurre progressivamente lo stock del debito, ragione per la quale è in grado di permettersi di contrarre un nuovo mutuo.

    Al termine di una discussione molto approfondita in cui si sono chiarite le ragioni dei si e dei no a questa delibera di modifica del piano triennale dei lavori pubblici è giunto il voto che ne l’ha definitivamente approvata con 22 voti a favore (Pd, Idv, Lista Doria, Fds e Sel) e 10 contrari (Pdl, Lista Musso, M5S).

    Limiti di indebitamento per gli enti locali: la legge 182 del novembre 2012, meglio nota come legge di stabilità, prevede che un Comune non possa contrarre debiti i cui interessi siano superiori all’8% delle entrate correnti del penultimo anno precedente (2010). Questa soglia si abbassa al 6% per il 2013 e 4% per il 2014.

    Lo spettro dell’alluvione ha aleggiato in Sala Rossa per tutta la durata del Consiglio. Proprio nei giorni scorsi si è verificata una perquisizione degli uffici della Protezione Civile per verificare il corretto funzionamento della macchina dei soccorsi durante i tragici momenti che, a novembre dello scorso anno, hanno portato vittime e inondazioni a Genova.

    Il Sindaco ha affrontato il tema delle indagini che, in questi giorni, hanno portato agli arresti domiciliari di un dirigente della Protezione Civile per la presunta manomissione  dei documenti che riportano lo svolgersi dell’esondazione del Fereggiano. Doria non ha voluto esprimere un giudizio nel merito, poiché gli accertamenti si stanno ancora svolgendo, ma  ha comunque precisato che non sarebbe giusto colpevolizzare tutti funzionari comunali, molti dei quali non hanno avuto comportamenti illeciti e, al contrario, hanno fornito un valido aiuto alle persone in difficoltà. In particolare ha sostenuto che «Non si vuole dare l’idea che bastino due colpevoli per dire che la situazione non si ripeterà più».

    Il Sindaco, infatti, ha ribadito che la questione dell’alluvione è centrale per Genova e che per poter risolvere il rischio idrogeologico sono necessari due tipi di intervento. Il primo più strutturale di messa in sicurezza del territorio e dei corsi d’acqua, che deve passare anche attraverso la destinazione di cospicui fondi regionali e statali (centinaia di milioni di euro) per la realizzazione di opere come lo scolmatore del  Fereggiano e del Bisagno. Il secondo tipo di intervento riguarda, invece, il sistema della Protezione Civile, sul quale, indipendentemente dagli ultimi sviluppi, si stanno da tempo ipotizzando delle modifiche.

    È chiaro, infatti, che i rischi legati  alle alluvioni hanno origini antiche alle quali la nuova amministrazione, come le precedenti, stanno cercando di dare una risposta operativa.

    Federico Viotti
    [foto di Diego Arbore e Daniele Orlandi]

  • Nuovo Galliera e ospedale del Ponente: la discussione in Regione

    Nuovo Galliera e ospedale del Ponente: la discussione in Regione

    SanitariIeri in consiglio regionale si è discusso del futuro dell’ospedale Galliera – grazie ad un’interrogazione illustrata del consigliere di opposizione, Aldo Siri (Lista Biasotti) – ma il dibattito ha sfiorato anche il famoso ospedale del Ponente.
    Il faraonico progetto del Nuovo Galliera contestato dal Comitato dei cittadini per Carigano – è attualmente in stand-bye perché nell’aprile scorso una sentenza del Tar ha annullato la delibera di approvazione della variante urbanistica per la costruzione del nuovo ospedale.

    «La sentenza del Tar mette in pericolo il piano economico-finanziario su cui si regge l’intera operazione – ha spiegato Siri – l’annullamento alla variante del PUC che consente il cambio di destinazione d’uso fa perdere agli immobili che il Galliera prevedeva di vendere quel valore aggiunto che avrebbe consentito una fonte di finanziamento necessaria alla realizzazione di parte dell’opera».
    Questo stato di incertezza, secondo il consigliere «È aggravato dal timore che la Regione, in attesa di “smobilitare” i soldi già impegnati e finalizzati alla costruzione del nuovo Galliera, ipotizzi di “dirottarli temporaneamente” su altre strutture sanitarie. Mi risulta che Comune e Regione abbiano concordato la creazione di un tavolo nel quale discutere come utilizzare diversamente i fondi per il Galliera destinandoli ad altri progetti, ad esempio l’ospedale del Ponente».

    L’assessore alla Salute, Claudio Montaldo, ha risposto così «La posizione della Giunta è molto chiara e si è sviluppata coerentemente in questi anni. Nel 2007 abbiamo redatto un piano per l’organizzazione ospedaliera che prevedeva un Galliera rinnovato e un nuovo ospedale del Ponente. Io credo che queste esigenze restino vive e che non si possano mettere in contrapposizione queste due opere, entrambe necessarie».
    Per quanto riguarda l’ospedale di Carignano «Noi avevamo previsto che un terzo del costo doveva essere reperito dalla valorizzazione degli immobili del Galliera e un altro terzo da fondi reperiti dal Galliera direttamente – ha spiegato Montaldo – Nell’attuale stato delle condizioni normative non è per noi possibile aprire un mutuo per gli investimenti di 70 milioni sia per i tempi di rimborso, sia in rapporto al bilancio dell’ente». Inoltre, l’assessore ha ricordato «Oggi abbiamo due elementi nuovi: la sentenza del Tar, che ha reso impossibile l’alienazione degli immobili e ha fatto quindi venir meno un terzo del finanziamento; il decreto spending review che ha ristretto il numero di posti letto a 3 per 1000 abitanti. Questo determina una riduzione complessiva dei letti e, per il Galliera, l’obbligo di ridurre di una novantina di posti entro la fine dell’anno. Anche il progetto di nuovo Galliera dovrebbe, quindi, tenere conto di questo nuovo quadro normativo».
    Poi Montaldo ha aggiunto «È indubbio che le risorse che a oggi sono a disposizione della Regione non sono sufficienti per garantire né il nuovo Galliera né un altro ospedale a Ponente». E però di lì a poco, non ha rinunciato a lanciare l’ennesima promessa che suona beffarda alle orecchie dei comitati che si battono per salvaguardare l’ospedale Micone di Sestri Ponente ed il Gallino di Pontedecimo «Per quanto riguarda l’ospedale del Ponente parte il confronto con il Comune per l’individuazione delle condizioni per uno studio di fattibilità, sulla localizzazione e poi sugli aspetti economici».

    Mentre il Galliera deve essere rinnovato, perché nelle attuali condizioni non può durare vent’anni «Si può andare avanti per un po’ con piccoli interventi, ma prima o poi occorre pensare ad un intervento radicale e questo deve prevedere un intervento pubblico – ha concluso Montaldo – Nessuno può affermare a cuor leggero, infatti, che il pubblico può fare a meno della convenzione con questa struttura che ha 500 posti letto perennemente occupati e 2000 dipendenti. Chi la pensa diversamente deve dire come intende risolvere questi due problemini».

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi