Anno: 2012

  • Stato Sociale, sanità e istruzione: gli USA sono un esempio negativo

    Stato Sociale, sanità e istruzione: gli USA sono un esempio negativo

    Ospedale San Martino, GenovaMi è capitato di leggere sul Corriere della Sera di qualche settimana fa un articolo di Francesco Giavazzi e Alberto Alesina. I due economisti, bocconiani D.O.C., non smettono di battere sul tasto della revisione dello Stato sociale, nonostante siano anni che lo si smantella un pezzo dopo l’altro e questo non sia servito affatto a salvarci dalla crisi (anzi, è probabile che l’abbia aggravata).

    Mi va benissimo che si ponga il tema dell’invecchiamento della popolazione in relazione al conseguente aggravio dei costi per la spesa sanitaria: è un problema che esiste. Posso capire, quindi, l’apprezzamento per la riforma Fornero e l’aumento dell’età pensionabile. Posso accettare anche che si dica che il problema era stato finora affrontato male, rispondendo alle aumentate spese solo con aumentate tasse. Dopo un po’ però diventa chiaro che tutti questi bei discorsi servono solo da grimaldello per rimettere in discussione la stessa idea di spesa sociale. Scrivono infatti gli autori: «Che senso ha tassare metà del reddito delle fasce più alte per poi restituire loro servizi gratuiti? Meglio che li paghino e contemporaneamente che le loro aliquote vengano ridotte». Cioè: tassate meno i ricchi, perché non usano la sanità pubblica, potendosi già permettere la più costosa sanità privata. Nessuno deve aver detto ai due che le tasse dei più ricchi servono anche a pagare la sanità dei più poveri, e che proprio questo è il senso della Stato sociale: ma se lo capissero, probabilmente inorridirebbero all’idea. Ancora: «Aliquote alte scoraggiano il lavoro e l’investimento». Vero. Ma le aliquote troppo alte sono un problema anche per la classe media, che di solito è in maggioranza e fa il grosso dei consumi: il ricco invece tende ad ammucchiare i soldi, anziché spenderli.

    Poi: «Uno studente universitario costa circa 4.500 euro l’anno. Le famiglie ne pagano solo una parte; il resto lo paga il contribuente. Perché non dare borse di studio ai meritevoli meno abbienti e far pagare a chi se lo può permettere il vero costo degli studi?» Ancora una volta sfugge il concetto: lo Stato non si limita a prelevare per poi dare indietro esattamente quello che ha preso (il che non servirebbe a nulla), ma si preoccupa di redistribuire le risorse, possibilmente secondo criteri di equità. Se l’università costasse il doppio, troppe famiglie italiane non potrebbero permettersela: e il problema, come è evidente, non si potrebbe risolvere semplicemente con qualche borsa di studio per i “meritevoli”, che sarebbero sempre una parte esigua degli esclusi. Il risultato, quindi, sarebbe un ridotto accesso all’istruzione superiore.

    Questo sistema negli USA garantisce un’ottima istruzione per i ricchi, ma ha ridotto drasticamente la mobilità sociale, ha impoverito la classe media e quindi ha contratto i consumi. Ed è stato proprio questo il motore della crisi. Gli Stati Uniti possono essere chiamati ad esempio negativo anche in altri settori dove si sono tentati esperimenti di privatizzazione (intelligence, sicurezza, addirittura ricostruzione post-disastri naturali e guerre, e persino l’ordinaria amministrazione comunale): quasi sempre ne hanno tratto grandi profitti le multinazionali che si sono aggiudicate gli appalti, mentre le classi meno agiate sono risultate ulteriormente penalizzate. Si pensava che ormai, con tutti gli esempi disastrosi di privatizzazione che abbiamo avuto anche qui da noi, il vecchio pregiudizio per cui il pubblico non sarà mai abbastanza efficiente fosse alle spalle. Ma a certe persone proprio non va giù che lo Stato non solo possa, ma anzi debba svolgere una funzione regolatrice di primo piano. E quando non funziona, anziché andare alla ricerca frenetica del grande appaltatore, forse faremmo meglio ad andare a chiedere a quelli nelle cui mani lo avevamo lasciato.

    Andrea Giannini

  • Notte della Poesia 2012 Genova: reading nel centro storico

    Notte della Poesia 2012 Genova: reading nel centro storico

    Via Garibaldi, le luci sui palazziLa data scelta per la Notte della Poesia 2012 è venerdì 12 ottobre, anniversario della scoperta dell’America. L’omaggio a Cristoforo Colombo è al centro della serata: il viaggio – che esso sia geografico, metafisico e sentimentale – è protagonista dei reading, performance e spettacoli che andranno in scena nel centro storico di Genova dalle 18 alle 24.

    Questo il programma completo della Notte della Poesia 2012.

    Ore 18, Palazzo spinola (piazza Pellicceria 1): Voci a bordo di un pianoforte
    Concerto-reading a cura di association poésir, con Fabio Vernizzi (pianoforte), Marie Antonazzo (voce) e Claudio Pozzani (voce recitante).

    Ore 19, Palazzo Imperiale (piazza campetto 8a): Aperitivo letterario della notte della poesia
    Presentazione dell’antologia della poesia ecuadoriana Separare il bianco dalla luce a cura di Ramiro Noriega.

    Ore 21, Camera di Commercio (via Garibaldi 4): La città a cui tende il mio viaggio…
    Lettura a cura della biblioteca universitaria di Genova, con Laura Accerboni, Guido Caserza, Vanessa Cimiero, Marco Furia, Mia lecomte, Domenico Lombardini, Luciano Neri, Cetta Petrollo, Gilda Policastro, Rossella Maiore Tamponi, Enrico Testa. Interventi musicali di Susanna Roncalli.

    Ore 21, Palazzo Nicolosio Lomellino (via Garibaldi 7): Duplex talk night
    Reading multimediale di musica elettronica e immagini a cura di Duplex Ride

    Ore 21, Palazzo Tursi: Il viaggio di Taraffo – da Lisbona a Genova
    Spettacolo musicale a cura di elegantia doctrina, con Claudia Pastorino (voce), Fabrizio Giudice (chitarra e chitarra-arpa), Andrea Nicolini (voce recitante) e Tullio Gardini (testi).

    Ore 21, Palazzo rossoFree ride – omaggio a Nick Drake
    Con Marco Matta, Marco Fossati, Joanna Pedziwiatr, Mariana Carli

    Ore 21, Palazzo Bianco: Il Kashmir: suggestioni ed echi d’incanto
    Poesia e musica dall’antico oriente a cura dell’associazione Polimnia.

    vico del DucaIl viaggio di lovecraft
    Installazione di Attilio Caffarena

    Palazzo della Meridiana (salita San Francesco 4): Love difference
    Installazione di Michelangelo Pistoletto.

    Vico AngeliViaggi poetici in (t)riciclo
    Letture in collaborazione con Centro Re Mida, con Stefano Rissetto, Giuliano Galletta, Viviane Ciampi, Thomas Guarino, Antonino Ricca, Maria Luisa Gravina, Gianluca Motta, Matteo Rovere.

    Via della Maddalena 29: Installazione a cura di Angelo Gualco

    Via della Maddalena 32r Happy accident, happening a cura di Galleria d’arte Wunderkammer e Ass.ne empty city; Pittura magra, mostra personale di Francesca Bellati; Caproni tra Genova e la Val Trebbia, presentazione spettacolo con Fabrizio Maiocco (voce recitante) e Adriano Fontana (chitarra).

    Via maddalena 50Neve panis – forno artigianale biologico

    Via maddalena 52Bligal di pietra e luce
    Letture di Daniela Malini e Roberto Malini, mimo Fabio Bonelli, performance musicali di Delirio da Luci Compresse, letture di poesie di Angelo Pini e Alessandro Prusso.

    Vico inferiore Del FerroPoetiaportè 1: il poeta Pargolo
    Performance di Alberto Nocerino.

    Le gramole (via macelli di soziglia 69r): Poetiaportè 3: il poeta pop
    Performance di Federico Foce.

    La pulsatilla bioerboristeria (via Macelli di Soziglia 23r): Poetiaportè 4: il Poeta Papavero
    Performance di Luca Valerio.

    Mielaus (via della Rosa 20r): La dolce via dell’eros
    Poesie di Barbara Garassino con le illustrazioni di Pier Canosa e l’intervento musicale di Farfalle Impazzite.

    Vico Papa 9: Franca Fioravanti legge Pier Paolo Pasolini.

    Via delle Vigne 17r: reading con Carlo di Francescantonio, Paolo Donadoni e Roberto Djkeller Veirana, interventi musicali di Pietro Paroletti.

    Vico Mele 3Lontanamente qui
    Poesie e immagini a cura di Associazione Soffoco, letture di Mauro Maraschin e foto di Chiara Natta.

    In scia stradda (vico Mele): reading a cura di Liberodiscrivere.

    Piazza Cernaia 10: viaggiando tra musica e versi
    Concerto-reading a cura dell’Acustico medio levante con Renato Uccelli (voce, chitarra), Chicco Sciaccaluga (voce, chitarra), Paolo Agnello (voce, chitarra), Carlo Tasso (percussioni e rumori), Nadia Battaglia (voce recitante), Stefano Marelli (voce e chitarra).

    Via delle vigne 22: Per questo, a volte, non si torna
    Racconto tra parole e musica di e con Antonio Tancredi e con Adriano Fontana.

    Via delle vigne 22: Poesieextracomunicanti
    Spettacolo di teatro, pittura e musica di e con Roberto Marzano, con Maria Pia Altamore, Laura Campagnoli e Simona Ugolotti.

    Piazza Posta VecchiaIdea di viaggio
    Performance poetica e musicale con Francesco Macciò, Angelo Tonelli, Lucetta Frisa, Marco Ercolani e Giulio Viano.

    Piazza Posta VecchiaMartin – lo spazio limitato
    Spettacolo a cura Dimatreska – gruppo artistico. Testi e regia di Daniel Nevoso, con Vittorio De Ferrari e Dederica Lùgaro. Musiche di Mirko Viscuso.

    Piazza Cernaia 3Trita provincia e altri viaggi
    Reading musicale con Max Manfredi (voce e chitarra), Elisa Montaldo (tastiere) e Matteo Nahum (chitarre).

  • La notifica di una multa, un problema annoso

    La notifica di una multa, un problema annoso

    Questa settimana vi parlo di un argomento rognoso ma importante: la notifica degli atti giudiziari, le multe in particolare.
    Il sig. Mirko mi ha posto un quesito che trovo interessante dal punto di vista sociale… Come funziona la notifica di una contravvenzione al codice della strada?

    Se io commetto un’infrazione in data odierna, l’Organo che emette il verbale me lo deve notificare entro 90 giorni; questo non significa tre mesi, ma 90 giorni precisi. Alcuni mesi ne hanno 30, altri 31 ed un giorno di differenza può far sì che i termini siano rispettati come no.

    Mirko ha ricevuto una raccomandata il 30 settembre 2012 per un’infrazione commessa in data 18 maggio 2012, ovvero ben oltre i 90 giorni dalla data della presunta infrazione. Di primo acchito potremmo dire che la multa sia stata notificata oltre i termini e quindi si sia prescritta; in altre parole non dovuta.

    E invece, siamo in Italia, non funziona così. L’organo che emette il verbale lo consegna alle Poste affinché esso venga notificato. Nel caso di cui sopra, le poste hanno ricevuto il verbale da notificare in data 4 agosto 2012, ossia in tempo utile per la notifica.
    Le poste hanno dormito, è vero, ma quella notifica per la legge è valida!

    In passato mi accadde un caso simile e il malcapitato di turno aveva fatto ricorso presso il Giudice di Pace e lo aveva vinto; si è così potuto procedere alla richiesta di risarcimento contro Poste Italiane.

    La morale è semplice: non vi è uniformità tra la notifica dal punto di vista di chi riceve un atto giudiziario e dal punto di vista di chi lo emette. Incostituzionalità talmente evidente che la Corte Costituzionale ha detto che va bene così…
    E se va bene all’organo supremo del nostro sistema giudiziario, va bene a tutti.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Concorso musicale 2012: bando di Silfreed Records a Genova

    Concorso musicale 2012: bando di Silfreed Records a Genova

    Concerto musica liveGrazie a un finanziamento ottenuto dal Comune di Genova nell’ambito dei Progetti Culturali 2012, l’etichetta discografica genovese Silfreed Records ha bandito un concorso di idee per progetti musicali.

    La selezione è aperta a ogni genere di musica purché si avvicini a un’idea di musica di alta qualità e a bassa intensità tecnologica, caratteristiche proprie dell’etichetta Silfreed. I progetti sottoposti alla selezione dovranno avere una durata non inferiore a 50 minuti. La durata della demo da sottoporre alla giuria deve essere al massimo di 10 minuti e deve essere rappresentativa del progetto.

    Il materiale va inviato entro il 15 dicembre 2012 su CD (in formato mp3 o wave) all’indirizzo: Silfreed Records – via S. Maria di Castello, 35 – 16123 Genova, oppure via mail a  info@silfreed.com (purché l’allegato non superi i 10 MB).

    Le demo saranno caricate sulla pagina Facebook che Silfreed Records creerà appositamente per il concorso: i mi piace degli utenti si sommeranno alla valutazione della giuria per stilare la graduatoria finale. I primi tre progetti selezionati riceveranno un premio in denaro (1.000 € il primo, 250 € rispettivamente il secondo a terzo) e saranno prodotti e pubblicati nel catalogo di Silfreed Records. Inoltre parteciperanno a una serata finale con concerto pubblico che si terrà tra febbraio e marzo 2013.

  • Il particolare Jardin Majorelle di Marrakech

    Il particolare Jardin Majorelle di Marrakech

    Jardin MajorelleMi sono trovato di recente a Marrakech, nel Nord Africa. Questa città mi ha profondamente colpito per i suoi forti contrasti umani, architettonici e paesaggistici.
    Durante questa vacanza ho avuto l’occasione, in un caldo pomeriggio di fine estate, di visitare un celebre giardino, di cui avevo letto e ripetutamente sentito parlare: il Jardin Majorelle. Devo dire che la visita è valsa l’intero viaggio e che si è rilevata, forse per me che sono appassionato della materia, l’attrazione migliore della città marocchina.

    Jardin luciLa zona di Marrakech in cui si inserisce il giardino è caratterizzata da vie regolari, ampie, tendenzialmente perpendicolari e fiancheggiate da alberi di agrumi. L’insieme appare quindi, in un certo senso, monotono rispetto alle tormentate ed intricate stradine della Medina.

    Jardin cactacee Gli edifici sono nascosti dietro alte mura ed il rigoglioso svilupparsi dei giardini può essere percepito solo grazie ai rami che si protendono, oltre i confini, sulla strada: colorate bouganvillee che si stagliano evidenti sui muri di un rosso acceso.
    Il Jardin Majorelle non fa eccezione a questa regola generale. Dall’esterno, non può però sfuggire, ad un occhio attento, che si è dinnanzi ad un giardino particolare e diverso da tutti gli altri. Dalle alte mura si protendono infatti rami, foglie e corimbi di numerose varietà botaniche.

    Jardin vasiJardin casa

    Oltre questa selva vegetale si stagliano poi, alte, numerose varietà di palme e si scorgono foglie di banani, dalle notevoli dimensioni, molti bambù di numerose varietà ed un grande numero di papiri e di cactacee pienamente sviluppate, grazie al clima africano.
    Jardin flora
    L’accesso al giardino avviene attraverso un colorato portone in legno, dall’esterno del quale si può solo immaginare cosa si celi all’interno delle mura. Il dentro è completamente separato dal fuori e viceversa. Il verde, ivi racchiuso, è infatti un mondo a parte, silenzioso, fresco e in tutto contrastante con l’esterno, caldo, assolato, disordinato e polveroso. Il giardino, sebbene percepibile da fuori le mura, appare non scontato e, seppure non di enormi dimensioni, molto articolato. Il notevole sviluppo della vegetazione crea poi un forte contrasto di luci ed ombre, sole e buio, per lo più assente all’esterno dove la luce pervade tutto e cade verticale su ogni cosa, senza creare coni scuri.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

     

     

  • Galleria Studio 44 Genova: mostra itinerante “Torno subito”

    Galleria Studio 44 Genova: mostra itinerante “Torno subito”

    Galleria Studio 44Sabato 13 ottobre alle 17 la Galleria Studio 44 (vico Colalanza) presenta una mostra itinerante che si richiama alla collaborazione fra Genova e la città svizzera di Zugo, già presentata lo scorso venerdì nel corso di Start 2012.

    La mostra Torno subito è un percorso itinerante di arte contemporanea attraverso le edicole votive del centro storico, in particolare quelle che hanno sofferto maggiormente le ingiurie del tempo e lo stato di degrado: le opere saranno esposte al pubblico fino a domenica 28 ottobre 2012.

    Gli artisti in mostra sono: Quido Sen, Nina Stähli, Eugen Jans, Johanna Näf, Michel Kiwic ,Nano Valdes, Alfredo Zamorica, Francesca Bellati, Paolo Lorenzo Parisi e Reto Bärtschi.

  • Quarto, Villa Gervasoni: un bene culturale da salvaguardare

    Quarto, Villa Gervasoni: un bene culturale da salvaguardare

    Villa GervasoniUna villa nobiliare di villeggiatura risalente al ‘600 ubicata lungo l’antica via romana Aurelia (la “creuza” di via Romana della Castagna che sotto uno strato di asfalto ancora conserva l’antico ciottolato), composta fin dalle origini di due corpi di fabbrica simmetrici – attualmente di differenti proprietari – separati dal portale medioevale di accesso a Castel Perasso (distrutto nel ‘300 dai Fieschi), con le sue pertinenze, ovvero le rovine del castello e l’adiacente Uliveto Murato incluso il parco rustico (ora in parte di proprietà comunale, in parte di un altro privato), rappresenta un complesso unitario importante al pari di quello dei Parchi di Nervi, ma ben più rilevante dal punto di vista storico.

    Secondo la documentazione esistente presso il Santuario della Castagna, pubblicata da Stefano Costa nel 1919, la Villa – poi Gervasoni – con i ruderi di Castel Perasso ed il fondo finitimo ora noto come Uliveto Murato, fino alla metà del ‘700 era proprietà di Giovanni Battista Priaruggia. Alla morte del Priaruggia la vedova cedette questi beni all’Abate Gervasoni, ai Burlando e ai Boero.
    La Villa, da sempre catalogata e descritta nelle pubblicazioni sulle Ville genovesi, ha una lunga storia che chiama in causa personaggi del calibro di Giuseppe Garibaldi – nell’archivio Gervasoni rimane un suo prezioso autografo in cui ringrazia la famiglia per l’aiuto ricevuto – e di Giacomo Puccini che divenne una presenza abituale in quanto amico del pianista e compositore Giuseppe Frugatta, il quale aveva acquisito la proprietà dai Giuliano.
    All’interno della dimora, con un proprio ingresso su via Romana, è ancora conservata una cappella di ragguardevoli dimensioni, con un altare barocco a stucco e volte a vela dipinte. Anche gli ambienti interni sono articolati secondo gli schemi di una villa nobiliare con volte decorate e una seconda scala che congiunge le cucine al piano nobile. In facciata si può ammirare una pregevolissima statua marmorea di finissima fattura di San Giovanni Battista, già citata nei documenti del ‘700.
    Quel che rimane del Parco che comprendeva le rovine di Castel Perasso – in gran parte demolite con la costruzione dello svincolo di Corso Europa, alcune superstiti inglobate nelle mura dell’uliveto – ospita l’ippocatastano forse più grande ed antico della Liguria (due metri circa di diametro), un raro albero di canfora ed altre piante di pregio.

    Oggi però Villa Gervasoni rischia di veder compromessa la sua originalità a causa degli interventi di ristrutturazione previsti dal nuovo proprietario dell’ala ovest. A destare preoccupazione non sono sole le probabili modifiche che saranno apportate a livello architettonico, ma anche gli stravolgimenti ambientali dovuti ai lavori in via di svolgimento nel giardino: buona parte del tradizionale paesaggio ligure è già stata spazzata via – fichi, allori, rampicanti secolari, ecc. – perché non in linea con il previsto restilyng degli spazi verdi.

    Occorre sottolineare che su Villa Gervasoni grava una procedura di vincolo avviata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria su sollecitazione del Comitato Pro Uliveto di Quarto e del proprietario dell’altra ala della Villa, il quale ha il medesimo interesse nel veder preservata l’integrità originaria del complesso. Non sappiamo ancora se la pratica di tutela andrà a buon fine ma si tratta di un passaggio cruciale per mantenere viva la speranza di salvaguardare il manufatto, considerando che in caso contrario, il nuovo proprietario dell’ala ovest avrebbe carta bianca.

    Villa GervasoniIl Comitato Pro Uliveto Murato di Quarto – che da anni si batte per la conservazione e la valorizzazione di un sito di altissima qualità che conferisce una preziosa identità storico culturale al territorio (come vedremo nel dettaglio in seguito) – ha presentato alcune osservazioni al Piano Urbanistico Comunale (PUC) chiedendo una maggiore tutela dell’area attraverso il riconoscimento dell’Uliveto Murato, quale parco storico di Villa Gervasoni.

    Questo complesso unitario per connotazioni ambientali e storiche, secondo il Comitato «rientra nella previsione del PUC che si riferisce agli ambiti di disciplina speciale Lettera O e cioè nel Sistema delle ville e dei parchi Carrara e Quartara che a pag. 26 delle norme di conformità così viene descritto: “O – Sistema delle ville e parchi Carrara e Quartara – Descrizione dei caratteri del territorio. I caratteri stilistici e costruttivi delle ville del genovesato e di quanto ancor oggi residua degli originari parchi appartengono al patrimonio della città. I due grandi bacini del Levante, costituiti dalle vaste proprietà Carrara e Quartara e di alcune emergenze di ville costruite sul sistema dell’antica romana, costituiscono sistemi da preservare”».
    «Una di queste emergenze è proprio la Villa Gervasoni e connesso Uliveto Murato – scrive il comitato – Pregheremmo quindi di far rientrare la Villa Gervasoni, di Via Romana della Castagna n. 42 e 44 e il pertinente Uliveto Murato nella previsione di cui alla lettera O – Sistema delle ville e parchi Carrara e Quartara – negli ambiti di disciplina speciale e di integrare le relative norme di conformità. Visto che le altre ville del genovesato sono nominate nelle dette norme, vorremmo che anche questa lo fosse».

    Auspicio accolto, infatti nelle cosiddette “emergenze esteticamente rilevanti e tracce storiche artistiche”, oggi compaiono anche “La Villa Gervasoni con il connesso Uliveto Murato”.
    Il Comitato sollecita poi una tutela ancor più specifica in particolare per l’edificio antico, osservazione fatta propria dal PUC che ha integrato la frase “mantenendo le coperture in abbadini d’ardesia”, con le parole “nonchè le volte, specie se dipinte, gli stucchi, la pavimentazione antica, la struttura delle porte, delle finestre, e degli scuri. Ammessa la posa di tiranti e chiavi antisismiche”.
    Infine, per quanto riguarda gli interventi di sistemazione degli spazi esterni, dopo le parole “misure compensative atte alla conservazione del verde”, la versione aggiornata del PUC sottolinea “Gli alberi secolari o con diametri superiori a 50 cm dovranno essere tutelati”.

    Le integrazioni al PUC rappresentano un altro successo raggiunto dal Comitato che si somma al riconoscimento dell’Uliveto Murato quale sito di interesse culturale particolarmente importante, sancito dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria nel 2007 con l’apposizione del vincolo monumentale di tutela.

    Oggi il sito è salvaguardato grazie all’impegno dei cittadini che negli anni scorsi sono riusciti a fermare una pericolosa operazione immobiliare, già approdata in Conferenza dei Servizi.

    UlivetoUliveto

    L’area dell’Uliveto Murato è in parte di proprietà comunale, in parte privata. Adesso diventa fondamentale ottenere la disponibilità della porzione privata – in sinergia tra Comune e Regione – per poter avviare il progetto di recupero e valorizzazione promosso dal Comitato. Parliamo della realizzazione di un “ecomuseo precolombiano vivente” – mantenendo l’assetto agrario tradizionale e paesaggistico di peculiare valore storico e monumentale – accessibilissimo per la fruizione culturale e turistica ed integrabile nel sistema dei parchi di Quarto – Nervi e sull’antica via romana Aurelia (la “creuza” di via Romana della Castagna il cui restauro fa parte del progetto).

    La Regione Liguria ha costituito il progetto di valorizzazione in “progetto pilota” per creare le linee guida per interventi di conservazione e valorizzazione di tutti i siti che conferiscono identità culturale alla Regione Liguria e lo ha finanziato con un primo stanziamento di 78.000 Euro (che possono essere sufficienti per i restauri ma non bastano per l’indispensabile acquisizione della parte privata all’interno delle mura).

    L’obiettivo è trasformare l’Uliveto Murato in un luogo didattico dove tramandare antichi valori e conoscenze, esperienze a contatto con la terra, le piante, i rivi, ecc. Una soluzione concreta per tutelare questi manufatti, le fasce antichissime della zona di Quarto, un patrimonio che potrebbe essere sfruttato a fini turistici.

    Il Comune conferirà la parte di sua proprietà – anzi l’ha già affidata – alle cure della famiglia di olivicoltori che da molte generazioni curano il sito con i metodi della antica tradizione ligure e che si è dichiarata disposta a continuare in regime di volontariato la conduzione di tutto il fondo sotto la supervisione della direzione del futuro Ecomuseo, partecipando anche al programma formativo.
    Un luogo del genere a Genova manca, un’occasione per mantenere intatta l’identità culturale del territorio, attraverso un’operazione che non comporta costi elevati. Ma va fatta al più presto perché in caso contrario, se non si valorizza adeguatamente il sito, con il passare degli anni, esiste il concreto rischio che vengano concessi dei nuovi permessi a costruire.

     

    Matteo Quadrone

    [foto di Daniele Orlandi]
    (Villa Gervasoni, foto dell’autore)

  • Val Trebbia: chiusura guardia medica, mobilitazione dei cittadini

    Val Trebbia: chiusura guardia medica, mobilitazione dei cittadini

    Sanità, l'ambulanzaTutta la Val Trebbia è in mobilitazione contro l’annunciata chiusura – a partire dal 1 novembre – dei poli di Guardia Medica di Rovegno e Bargagli, decisa dall’Asl 3 con la delibera n. 837 del 14 settembre scorso che prevede l’accorpamento delle due sedi sopracitate con quella di Torriglia. Un disegno che fa storcere il naso a cittadini e istituzioni locali perché l’assistenza territoriale rischia di subire un colpo terribile. La Guardia Medica di Torriglia, infatti, si troverà a dovere servire un’area di 231 km quadrati, con diverse località situate in zone impervie, molte delle quali raggiungibili dopo oltre un’ora di strada.

    Il Comune di Rovegno ha scritto una lettera all’azienda sanitaria locale per chiedere informazioni ufficiali visto che la scoperta della chiusura è avvenuta leggendo i giornali e non tramite la consueta comunicazione degli uffici competenti. Altri Comuni hanno fatto lo stesso.
    Anche il popolo di Facebook si è attivato con una raccolta firme contro la soppressione della Guardia Medica di Rovegno. Per sottoscrivere la petizione collegarsi al link : http://firmiamo.it/no-alla-chiusura-del-servizio-guardia-medica-di-rovegno-ge

    Domani a Bargagli si svolgerà un incontro pubblico, organizzato dalla Croce Rossa locale, per fare il punto della situazione. Per l’occasione sono stati invitati il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, l’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo ed il direttore dell’Asl 3, Corrado Bedogni.

    «Dal 1 novembre assisteremo ad un progressivo aumento degli interventi in emergenza coordinati dal 118 con l’impiego di ambulanze ed auto mediche per ospedalizzare pazienti che, magari, avrebbero potuto essere trattati direttamente a domicilio – spiega una nota della Croce Rossa di Bargagli – Ciò si tradurrà in un sensibile aumento dei costi a carico del servizio sanitario ed un appesantimento delle conseguenze legate alle attività diagnostico/strumentali dei Pronto Soccorso che dovranno gestire un numero sempre maggiore di accessi, molti dei quali perfettamente inutili. Ma oltre al danno c’è anche la beffa: coloro che dopo alcune ore saranno dimessi, come potranno tornare a casa, soprattutto nelle ore notturne? Semplicemente chiamando un’ambulanza e pagando per intero il trasporto, in quanto non di competenza dell’ospedale».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Un sorso di jazz, presentazione del libro di Margherita Firpo

    Un sorso di jazz, presentazione del libro di Margherita Firpo

    LibroVenerdì  12 ottobre  la Fondazione De Ferrari  ospita la presentazione del libro di Margherita Firpo Un sorso di jazz alla presenza di Giovanni Meriana, Francesca Garrè e della stessa autrice.

    Un libro che racconta la storia di due donne molto diverse, ma che il destino sembra non volere più separare.

    Rebecca è giovane, innamorata dell’idea dell’amore e ossessionata dal pensiero di ritrovare suo fratello Martin, scomparso dopo essersi perso in strade sbagliate. Anche Emma, tossicodipendente e incinta, vive con un incessante desiderio e cioè quello di provare, almeno una volta nella vita, la sensazione di calore umano sulla pelle.

    Rebecca crede finalmente di avere ricevuto una seconda possibilità, cioè poter fare quello che non ha fatto per suo fratello. Inconsciamente spera che Emma sia in qualche modo legata a lui, ma viene continuamente smentita al punto da non crederci più. Ed è così che, un po’ per caso, un po’ per amore, un po’ per coincidenze, arriverà a scoprire cose che non avrebbe immaginato, su di un mondo tanto discusso quanto sconosciuto e che fa paura come quello della droga.

    La musica segue fedele la storia, quasi a voler scandire i momenti importanti. E’ facile godere in sottofondo della tromba inconfondibile di Louis Armstrong, immaginarsi chic to chic muoversi a tempo di una ballata dei Platters, sentire le farfalle nello stomaco alla vista dell’amore con la voce eccitante e sensuale di Lenny Kravitz.

    Altra costante nel racconto sono i sogni di Rebecca, sogni che ogni notte la porteranno a vivere in un mondo parallelo, fatto di premonizioni e di sensazioni, di fatti che accadranno e che la porteranno a confondere realtà con finzione.

    Appuntamento alle ore 17.30 presso la sede della Fondazione in piazza Dante 9/17. L’ingresso è libero

  • Accademia di Belle Arti Genova: flash mob con le opere di Caminati

    Accademia di Belle Arti Genova: flash mob con le opere di Caminati

    Accademia Belle ArtiUna singolare protesta, quella organizzata dagli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, che domenica 14 ottobre (ore 10) si vestiranno tutti di rosso per aiutare nel trasferimento dei quadri di Aurelio Caminati da una casa all’altra in via Balbi.

    Una vera e propria catena umana, a metà fra un flash mob e un’opera di volontariato, per dare una mano alla figlia ed erede dell’opera di Caminati, Maria Grazia, che ha da poco ricevuto un avviso di sfratto esecutivo (con rischio di sequestro delle opere) che avrà luogo lunedì 15 ottobre. A questo scopo, gli studenti si sono mobilitati per portare in una nuova sede tutti i quadri del pittore genovese.

    L’evento si svolgerà in collaborazione con il Comune di Arenzano, che si è impegnato a dedicare a Caminati l’edizione 2014 della mostra di pittura Florarte.

    Appuntamento dunque domenica alle 10 al civico 30 di via Balbi: chi vuole contribuire dovrà indossare qualcosa di rosso, in omaggio a Caminati e alla sua attività artistica.

    Chi era Aurelio Caminati. Nato a Genova nel 1924, inizia la sua attività artistica nel 1949 e tiene la sua prima mostra personale nel 1950 alla galleria Bergamini di Milano. Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia e in seguito ad altre importanti esposizioni in Italia e all’estero. Dopo un’iniziale adesione a un realismo sociale i cui soggetti favoriti sono stati i personaggi della vita quotidiana, è passato alla realizzazione dei “falsi ideologici”, composti da citazioni tratte da quadri famosi riprodotti sulla tela e affiancati a una pittura inquietante, con raffigurazioni di larvali e fantasmatiche presenze.
    Nel 1963 si avvicina alla Pop Art e inseguito all’Iperrealismo. Nel 1975 fonda con Claudio Costa il Museo di Antropologia attiva di Monteghirfo. Nel 1990 ha realizzato gli affreschi del foyer del teatro Carlo Felice di Genova, per i quali è risultato vincitore del concorso.
    Nel luglio 1998 Palazzo Ducale gli dedica una mostra con un centinaio di opere, affiancate da video legati alle realizzazioni di performances degli anni Settanta / Ottanta.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Salone Nautico 2012: “Attenti a quei tre” al Teatro della Corte

    Salone Nautico 2012: “Attenti a quei tre” al Teatro della Corte

    Teatroi della CorteGiovedì 11 ottobre 2012 riparte la stagione del Teatro della Corte con uno spettacolo organizzato in occasione del Salone Nautico: gli attori Tullio Solenghi, Maurizio Lastrico ed Enzo Paci, che si sono formati in tempi diversi alla Scuola di Recitazione dello Stabile di Genova, sono in scena per lo spettacolo “Attenti a quei tre” (inizio ore 20.30).

    Tre autori-attori che sanno coniugare la qualità della recitazione teatrale con la scintilla creativa di una comicità sempre personale. Tre modi diversi di saper intrattenere il pubblico. Solenghi con la maturità professionale acquisita in tanti anni di palcoscenico e di televisione e con un repertorio vastissimo d’imitazioni e variazioni sul linguaggio dialettale. Lastrico con la sua capacità di raccontare la vita quotidiana traducendola in terzine dantesche (grande successo a Zelig), ma anche di valorizzare le risorse comiche del dialetto genovese. Paci portando sulla scena i suoi pezzi comici che raccolgono le riflessioni e gli sfoghi, spesso ironicamente rabbiosi, di un trentenne che si accorge come nella vita abbia sbagliato sia nel rapporto con le donne, sia nella gestione delle piccole cose quotidiane.

    Prezzo dei biglietti: € 25 primo settore, € 17 secondo settore, € 11 giovani fino a 26 anni.

  • Carmine, mercato comunale: chiuso il bando, affidata la gestione

    Carmine, mercato comunale: chiuso il bando, affidata la gestione

    Mercato Comunale CarmineÈ arrivato l’annuncio ufficiale, la gestione del mercato comunale di Piazza del Carmine – una struttura recentemente ristrutturata ma rimasta un contenitore vuoto visto che il precedente tentativo di assegnazione si è rivelato un buco nell’acqua – sarà affidata all’unico consorzio che ha presentato un’offerta, ovvero il “Consorzio Mercato Carmine” che raggruppa vari soggetti: Bcafè srl, Carni di Propata s.a.s., Cooperativa Pescatori di Liguria, B.P.G. srl costituenda società tra Action srl e Costa Giovanni Battista.

    Il progetto tecnico ha conseguito il punteggio di 74,33 su 80 mentre l’offerta economica è stata di poco superiore alla base d’asta. L’aggiudicazione è provvisoria, per quella definitiva, infatti, occorrerà attendere 35 giorni per eventuali opposizioni, poi entro 3 mesi il soggetto vincitore dovrà presentare il progetto ed il piano economico finanziario – assicurato da un istituto di credito abilitato – onde evitare altre brutte sorprese. Dopo l’approvazione del progetto l’aggiudicatario dovrà eseguire i lavori ed avviare l’attività entro i successivi sei mesi. Il pagamento del canone di concessione (105 mila euro all’anno) decorrerà dalla consegna dei locali.

    Qui nascerà un polo per la vendita di prodotti a Km zero, frutta, verdura, pesce e carne di provenienza ligure, quindi filiera corta con particolare attenzione alla qualità. Inoltre ci sarà spazio per una zona adibita a ristorazione dove avrà sede la sezione provinciale dell’Enoteca Regionale Ligure.

    Per garantire la freschezza dei prodotti e ridurre gli scarti, dopo le ore 18, si svolgeranno apposite aste per lo smaltimento dell’invenduto a prezzi particolarmente competitivi. Il soggetto gestore, inoltre, dovrà organizzare un articolato programma di attività collaterali costituito principalmente da iniziative didattiche (in particolare relative all’educazione alimentare), presentazioni, eventi e dibattiti.
    Nelle migliori intenzioni del Consorzio, il Mercato del Carmine sarà una preziosa occasione di rilancio per l’intera zona, trasformandosi in un luogo aperto, dove i residenti, gli universitari della vicina via Balbi, i turisti, potranno trovare prodotti naturali e di stagione, spendendo il giusto.

    Ma c’è anche chi dimostra parecchio scetticismo sulla concreta possibilità di successo dell’operazione. Sono i negozianti del locale Civ, i quali sottolineano come il progetto difficilmente riuscirà a reggersi in piedi considerando gli elevati costi di gestione della struttura. Per ammortizzarli, infatti, sarebbe necessario un giro d’affari giornaliero attualmente impensabile. Di conseguenza, secondo il Civ il nuovo mercato riuscirà a resistere per qualche anno poi si tornerà alla situazione odierna, senza alcun beneficio duraturo per il quartiere. Non manca una punta di polemica in merito al bando, quando i commercianti ricordano di non essere stati interpellati, neppure per ascoltare la loro opinione. E così alla gara ha partecipato un solo consorzio, l’unico in grado di farlo.

  • Creatività a Genova: i cinque vincitori del bando Ripremio

    Creatività a Genova: i cinque vincitori del bando Ripremio

    Giovedì 11 ottobre 2012 il cinema Sivori ospita la premiazione del bando Ripremio – Percorsi centrifughi, indetto dal Comune di Genova nell’ambito del progetto europeo Creative Cities per valorizzare i talenti cittadini che si sono distinti in Italia e all’estero nel campo delle Industrie Creative.

    Questi gli artisti premiati
    Fabio Cavalli: sceneggiatore, scenografo e coproduttore del film “Cesare deve morire” vincitore dell’Orso d’oro al Festival internazionale del Cinema di Berlino e da poco scelto come film italiano candidato agli Oscar 2013;
    Christian Cantamessa: game designer del videogioco “Red Dead Redemption”, riconosciuto come videogioco dell’anno 2010, vincitore di 160 premi;
    Alessandra Vinotto: fotografa e video maker, vincitrice del premio Best music video Award all’Hollywood 3d film;
    Simone Lezzi: fotografo di moda, vincitore del premio Now 2012;
    Stefano Bucciero: designer, ha all’attivo collaborazioni con aziende internazionali come IKEA e Eni-Sapiem.

    Abbiamo chiesto a uno di loro, Stefano, di spiegarci da dove trae ispirazione per il suo lavoro: «La grafica fondamentalmente è una competenza tecnica, l’arte invece un talento, ma entrambe hanno un fine. L’arte manda messaggi diversi a ognuno, ed è quindi interpretata a livello emozionale. La grafica, invece, manda lo stesso messaggio a tutti e va capita a livello concettuale. Nell’ambito della comunicazione sociale entrambe le soluzioni sono inefficaci, io unisco entrambe all’interno dei temi della green economy del sociale e dell’ambiente. Fondamentalmente, questi sono i temi delle mie opere».

    L’evento si terrà alle 18. Alle 20.30 sarà proiettato, sempre alla sala Sivori, il film “Cesare deve morire”.

    Venerdì 12 ottobre si terrà una seconda cerimonia di premiazione presso la Sala del Maggior Consiglio, Palazzo Ducale (ore 17) alla presenza del sindaco Marco Doria

    Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Concorso per registi: il bando Festival CinemaZero 2012

    Concorso per registi: il bando Festival CinemaZero 2012

    regiaCinemaZERO è un festival che rovescia la formula del cinema industriale tanto nei mezzi di produzione quanto nei modelli estetici e narrativi: si pone infatti l’obiettivo di valorizzare film autoprodotti da autori indipendenti, senza budget elevati o produzioni esterne, e realizzati con mezzi di produzione comuni e facilmente accessibili (telecamere digitali non professionali, macchine fotografiche, webcam, telefoni cellulari e così via).

    Il bando è aperto a film di qualunque tema, di genere o formula narrativa, purché abbiano durata massima di 20 minuti rispetti la filosofia di “cinema zero” espressa nel bando. Non è previsto alcun costo di partecipazione al concorso. Ogni autore è libero di partecipare con più opere (alla fase finale sarà però ammessa una sola opera per autore).

    I materiali dovranno pervenire entro e non oltre venerdì 16 novembre 2012 all’indirizzo Festival CinemaZERO
c/o Mail Boxes Etc. – casella 285 – viale Verona 67/69 – 38123 Trento, contestualmente alla comunicazione della propria iscrizione al festival via
    e-mail a info@festivalcinemazero.it.

    Le opere finaliste saranno presentate nel corso del Festival CinemaZERO 2012, in programma a fine novembre 2012 a Trento. Verranno selezionate due opere vincitrici: Premio della giuria del valore di 1.000 € e Premio del pubblico del valore di 500 €, entrambi da spendere in attrezzatura tecnica. L’organizzazione si fa carico del rimborso delle spese di viaggio (biglietto ferroviario a/r di seconda classe) e dell’alloggio degli autori premiati perché prendano parte alla premiazione.

  • Biciclette a Genova: apericiclo del sorpasso ai Giardini Luzzati

    Biciclette a Genova: apericiclo del sorpasso ai Giardini Luzzati

    Giardini LuzzatiLo scorso 1 ottobre è stato annunciato che, per la prima volta in Italia, il numero delle biciclette immatricolate ha superato quello delle automobili: bici batte auto 1.748.143 a 1.750.000.

    A questo scopo la sezione genovese della Federazione Italiana Amici della Bicicletta ha organizzato un aperitivo serale che si terrà giovedì 11 ottobre (dalle 19) ai Giardini Luzzati, un evento denominato Apericiclo del sorpasso.

    Sarà l’occasione per ricordare gli scopi dell’associazione e mostrare i vantaggi della mobilità su due ruote, come già illustrato da eventi come la Mobility Week e dall’impegno di gruppi spontanei come quello radunato intorno al blog Anemmu in bici a Zena.