Anno: 2012

  • Festival della Scienza 2012: alla scoperta degli animatori scientifici

    Festival della Scienza 2012: alla scoperta degli animatori scientifici

    Giovedì 25 ottobre partirà a Genova la decima edizione del Festival della Scienza: tanti eventi e laboratori in calendario, che quest’anno sarà definito dalla parola chiave immaginazione. Perché «senza immaginazione molte delle più grandi scoperte scientifiche non ci sarebbero state» come ci spiega Andrea Sessarego, che si occupa del Coordinamento degli animatori.

    Era Superba ha trascorso un pomeriggio nella sede dell’Associazione Festival della Scienza, dove si è tenuto il corso per animatori e animatori scientifici: più di 600 ragazzi, selezionati ogni anno attraverso un bando (le domande che arrivano sono in media 1.800), che lavoreranno al Festival occupandosi delle più svariate mansioni, dalla gestione delle prenotazioni ai laboratori didattici per i bambini.

    Un corso decisamente sui generis, dove la “lezione frontale” tipica di scuole e università è posta quasi in secondo piano, dando invece priorità a giochi di ruolo, simulazioni e un laboratorio di teatro ed espressività vocale con Carla Peirolero. I ragazzi devono mettere in campo non solo conoscenze scientifiche – sono infatti tutti studenti o neolaureati in Matematica, Chimica, Scienze e tecniche erboristiche e così via – ma anche capacità di lavorare in gruppo, di non farsi prendere dalla timidezza in contesti “caotici” come quello di un Festival che vede coinvolto un pubblico molto numeroso, di sapersi rapportare con un pubblico eterogeneo che spazia dalle famiglie con bambini molto piccoli a scolaresche di ragazzi delle scuole medie e superiori che spesso trovano le materie scientifiche “noiose e difficili”.

    Davanti alla telecamera di Era Superba i ragazzi sono stati divisi in tre gruppi, ciascuno con il compito di simulare una possibile “situazione estrema” che potrebbe capitare durante il Festival. Ogni gruppo doveva realizzare in 5 minuti un piccolo esperimento, di fronte al quale veniva posta una situazione di “imprevisto”. Gruppo numero 1: i ragazzi devono parlare a una scolaresca, nella quale vi sono anche i due ipotetici figli adolescenti del Nobel per la Fisica Carlo Rubbia. Gruppo numero 2: l’ipotetica scolaresca è in ritardo e deve prendere un treno, perciò l’esperimento deve essere fatto in appena 2 minuti. Gruppo numero 3: nell’aula in cui si è radunata una scolaresca delle scuole medie ci sono ancora tre posti liberi, perciò viene fatta passare anche una famiglia con una bambina di cinque anni.

    Parlando con i ragazzi che si preparano al Festival, la prima cosa che traspare è il loro entusiasmo: dalle loro parole, come scoprirete nel video, si nota una grande passione per la scienza e per il percorso di studi che hanno intrapreso. «Il bello del Festival è far scoprire a bambini e ragazzi che la scienza non è fatta solo di formule e laboratorio, ma che molti aspetti della nostra vita quotidiana sono in realtà “scienza”» è il messaggio quasi univoco che giunge dalle loro risposte.

    Marta Traverso

  • Nuovo Galliera, cittadini di Carignano: appello a Comune e Regione

    Nuovo Galliera, cittadini di Carignano: appello a Comune e Regione

    SanitariIl Comitato dei Cittadini per Carignano – da tempo in lotta per difendere il quartiere contro la cementificazione – lancia l’ennesimo appello alle istituzioni locali affinchè queste ultime assumano una posizione netta, dichiarando definitivamente superato il progetto del nuovo ospedale Galliera.

    La dirigenza dell’ospedale di Carignano ha presentato ricorso al Consiglio di Stato per chiedere la sospensione della sentenza del Tar che, nell’aprile scorso, aveva annullato la delibera di approvazione della variante urbanistica per la costruzione del nuovo Galliera, con la prevista trasformazione di alcuni padiglioni (non quelli storici) in spazi residenziali e commerciali. Un’operazione che avrebbe consentito di renderli maggiormente appetibili sul mercato immobiliare ma contestata dai residenti che prefigurano il rischio di una possibile speculazione edilizia.

    «La costruzione di un nuovo faraonico ospedale accanto a quello esistente e perfettamente funzionante è anacronistica – scrivono i cittadini in una nota – Si concentrino le poche risorse pubbliche disponibili per per la cura dei malati e si costruiscano nuovi ospedali dove davvero c’è necessità di presidi sanitari ad esempio nel Ponente genovese».

    D’altra parte i costi evidenziati dal Pef (Piano Economico-finanziario) del progetto sono esorbitanti: parliamo di circa 180 milioni di euro coperti da un sostanzioso finanziamento regionale (51 milioni); dalla vendita degli attuali padiglioni (48 milioni); dalla vendita di beni e terreni a Voltaggio e Coronata (4 milioni e 400mila) ed infine con 75 milioni di mutuo bancario.

    «Ci aspettiamo che la Regione ed il Comune prendano una decisa posizione dichiarando definitivamente superato il progetto del nuovo Galliera in quanto non più rispondente alla necessità di salute del territorio e non più compatibile in un quadro di risorse sempre più scarse», conclude il Comitato.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Le donne perdonano tutto tranne il silenzio: presentazione libro

    Le donne perdonano tutto tranne il silenzio: presentazione libro

    Martedì 9 ottobre alle 18 si tiene alla libreria Feltrinelli di via Ceccardi la presentazione del libro Le donne perdonano tutto tranne il silenzio di Rosa Matteucci, scrittrice nata a Orvieto e residente a Genova.

    Questa la trama del romanzo.
    Sul set di un film che non si farà, un Calvario dove Cristo non muore davvero e quindi non risorge, va in scena la storia dei destini incrociati di due donne, un’attrice giovane non protagonista e una matura giornalista free lance, inconsapevoli interpreti di una sceneggiatura in cerca d’autore e di un lieto fine. In una sola giornata, scopriranno sorte e ragione delle loro sofferenze interiori, dovute come da copione a figure maschili indifferenti e ciniche, secondo le regole inesorabili di una partita a quattro dove più si truccano le carte e meglio ci si avvicina a una vittoria apparente. I nodi e i dolori delle due figure femminili si risolvono nel duello finale, ai piedi di una metaforica croce della Passione, per l’evocazione memorabile di una grottesca e geniale apocalisse, popolata di figure simboliche e di fantasmi, necessario preludio alla riscossa dell’Amore. Perché l’amore vince sempre insieme al coraggio delle donne di attraversare indenni il fuoco dei sentimenti e degli abbandoni per risalire alla vita e alla speranza.

    L’ingresso è gratuito.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • “Molto rumore per nulla” spettacolo al Teatro Duse

    “Molto rumore per nulla” spettacolo al Teatro Duse

    teatro palcoscenicoRiparte la stagione teatrale del Duse con lo spettacolo Molto rumore per nulla, tratto dall’omonima commedia di William Shakespeare e che andrà in scena da martedì 9 a domenica 28 ottobre 2012.

    Tema dell’opera è l’incrocio fra due storie d’amore. All’origine del titolo Molto rumore per nullasta la calunnia con la quale Don John cerca di screditare Ero agli occhi del suo promesso sposo Claudio; a questo triangolo amoroso si intreccia la storia della coppia formata da Beatrice (cugina di Ero) e Benedetto (fratellastro di Don John).

    Lo spettacolo è una coproduzione del Teatro Stabile di Genova e della Compagnia Gank, composta interamente da attori formatisi alla Scuola di Recitazione di Genova. Prima del Teatro Duse, è stato rappresentato al festival teatrale di Borgio Verezzi.

    Lo spettacolo andrà in scena alle 20.30 nei giorni feriali e alle 16 la domenica.

  • Genova, Maddalena: un anno di progetti per rilanciare il quartiere

    Genova, Maddalena: un anno di progetti per rilanciare il quartiere

    Campanile delle Vigne, GenovaIL PRECEDENTE

    4 ottobre 2011: Genova, quartiere Maddalena. In vico Mele si tiene l’inaugurazione di alcuni locali confiscati alla mafia nel 2005: due spazi dall’ampiezza complessiva di 40 metri quadri, per la cui ristrutturazione il Comune ha speso circa 22.000 €. La loro gestione sarà affidata a una cooperativa sociale attraverso un bando pubblico indetto dal Patto per lo sviluppo della Maddalena, che prevede la concessione a titolo gratuito per sei anni consecutivi per l’avviamento di un’attività commerciale legata a prodotti provenienti dai terreni confiscati alle mafie o dai circuiti di “altra economia”.

    26 gennaio 2012: il bando per l’assegnazione dei locali di vico Mele è stato vinto dalla cooperativa “Il pane e le rose”, nata nel 1987 e legata alla Comunità di San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo. Oggi in vico Mele inaugura “In scia stradda”, un negozio di prodotti delle terre liberate dalla mafia, del commercio equo solidale e a km zero, dove saranno venduti anche oggetti realizzati da cooperative di detenuti. Nel corso della cerimonia di inaugurazione, l’Assessore alla Cultura Andrea Ranieri annuncia che l’intero quartiere della Maddalena sarà coperto da 26 isole Wifi, la cui installazione verrà completata presumibilmente entro fine anno.

    9 febbraio 2012: in piazza Cernaia si tiene la presentazione ufficiale di due progetti vincitori del bando Generazione creativa, indetto nel 2011 dalla Compagnia di San Paolo per finanziare iniziative nell’ambito di arte, architettura, design e multimedia. Entrambi i progetti vincitori per la Liguria (il bando era esteso a più Regioni) riguardano l’area della Maddalena: si tratta di M.A.S.S. – Maddalena Art & Street Spaces, a cura di Associazione Laboratorio Multimediale (Rapallo), che ha ottenuto un finanziamento di 30.000 € e MAED – MaddalenaMEditerranea a cura di Arci Liguria, che ha ottenuto 10.200 €.

    21 maggio 2012: l’associazione culturale Disorder Drama inaugura la mostra fotografica Guardare Maddalena – Nuove topografie ad altra fedeltà, allestita in due locali che ospitavano altrettante botteghe in via della Maddalena –  l’ex macelleria e l’ex circolo Nick Masaniello.

    23 maggio 2012:  alcuni giorni prima una donna di origine spagnola viene accoltellata in via della Maddalena da un ragazzo turco, ed è stata soccorsa da un musicista senegalese che passava di lì con alcuni amici. Le donne del quartiere hanno organizzato nel pomeriggio un presidio davanti al centro d’ascolto Bottega dell’anima distribuendo alle persone un volantino con queste parole: “Voglio riprendermi il selciato. Voglio incedere sicura e protetta dallo sguardo di tutte le persone che abitano e vivono in questa via. Voglio riprendere i passi di Laura (nome della donna accoltellata, ndr) e farli diventare i miei“.

    26 maggio 2012: l’intera giornata di sabato si anima per la Fiera della Maddalena, un grande evento che coinvolge l’intero quartiere per farsi conoscere dalla città. Tra gli eventi principali, l’inaugurazione della mostra collettiva Adotta un artista che vede coinvolte oltre venti botteghe della zona.

    Giugno 2012: in vico Papa inaugura un laboratorio sociale aperto a tutta la cittadinanza, dove chiunque può proporre l’organizzazione di eventi, laboratori culturali e artistici e ogni altro genere di iniziative.

    Settembre 2012: il Comune annuncia l’imminente apertura di un bando per la gestione del Teatro Hop Altrove,  che prevede un nuovo gestore che avrà in concessione i locali per nove anni. Noi di Era Superba abbiamo fatto un giro al suo interno per verificare l’agibilità (nel 2011 era crollata una parte del soffitto) e capire quali costi sono stati sostenuti per il mantenimento e la ristrutturazione dello spazio.

    IL PRESENTE

    Ottobre 2012: questo anno di eventi ha raggiunto il suo apice mettendo in prima linea gli abitanti del quartiere, che hanno deciso di riunirsi per mettere insieme differenti anime della Maddalena, dai palazzi e botteghe storiche alle attività culturali, passando per gli interventi di riqualificazione sociale.

    A questo scopo è stata recentemente costituita l’associazione A.ma, presieduta da Luca Curtaz e che sta avviando una serie di attività con il contributo di un gruppo di cittadini: un progetto nato ponendosi come obiettivi la conoscenza tra chi vive e lavora alla Maddalena, la partecipazione responsabile e la condivisione di idee positive e azioni concrete per migliorare insieme la qualità della vita nel quartiere. Per conoscere i membri di A.ma e scoprire quali sono i futuri progetti in calendario, questa sera (martedì 9 ottobre, ndr) si terrà un’assemblea pubblica presso il laboratorio sociale di vico Papa. Inoltre, chi desidera maggiori informazioni e vuole aderire ad A.ma può rivolgersi all’indirizzo mail a.ma.abitantimaddalena@gmail.com.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sulla scena del crimine: incontro alla biblioteca Berio

    Sulla scena del crimine: incontro alla biblioteca Berio

    Biblioteca BerioMercoledì 10 ottobre (ore 8.30-13.15 e 14.15-18.30) nella sala Chierici della biblioteca Berio si terrà un convegno a cura di AISF – Accademia Internazionale di Scienze Forensi dal titolo Sulla scena del crimine. Problematiche investigative e possibili soluzioni.

    Nel corso della giornata verranno esaminati gli strumenti pratici necessari per analizzare una scena del crimine e raccogliere tutte le informazioni utili alla ricostruzione dell’evento criminale, dalla creazione della lista di sospettati fino all’analisi investigativa. Saranno in particolare trattate le principali problematiche che ancora oggi si sono presentate in alcuni casi di cronaca giudiziaria in Italia.

    La criminologa Roberta Bruzzone, psicologa forense ed esperta di analisi e ricostruzione della scena del crimine, parteciperà insieme ad alcuni rappresentanti della Polizia Scientifica e della Polizia Postale, insieme a psicologi, avvocati, criminologi e docenti, professionisti con una consolidata esperienza sul campo nei vari settori specifici della Crime Scene Investigation.

  • Salone nautico, una barca accessibile a disposizione dei porti liguri

    Salone nautico, una barca accessibile a disposizione dei porti liguri

    Trasformare il porto in un luogo accessibile a chiunque, con qualsiasi genere di disabilità, è l’obiettivo che si pone la Lega Navale Italiana (LNI), a partire dalla sezione di Savona – dove si è sviluppato e ha preso il largo, nel senso letterale del termine – il progetto “Polo nautico per tutti”, un’opportunità di fruizione del mare per le persone diversamente abili, attraverso la pratica di attività nautiche.

    «Vogliamo estendere a tutta la Liguria le attività svolte nelle sezioni già attrezzate di Sanremo (vela per non vedenti), di Savona – dove c’è il “Polo nautico per tutti”, dotato di barche accessibili, una gru per il sollevamento dei disabili, un ascensore per carrozzine, pontile e servizi igienici a norma – e di Genova, dove esistono attività di vela per disabili», racconta Carlo Donisi, vicepresidente della Lega navale di Savona.

    Nell’ambito del Salone nautico 2012 attualmente in svolgimento è stata presentata una barca completamente accessibile a disposizione, a rotazione, dei porti liguri non attrezzati per i disabili. Si chiama “ITA 1869”, proviene dalla Lega navale di Savona e ha già cominciato a navigare tra le 26 sezioni della Lega navale regionale. L’idea della “barca LNI regionale” di tipo Access per l’attività velica dei disabili nasce al Salone Nautico edizione 2011, durante una riunione del Delegato Regionale LNI Amm. Federico Biroli con le 26 sezioni liguri, dedicata all’individuazione dei progetti necessari a dare attuazione all’accordo di reciproca collaborazione siglato dalla Lega Navale e dalla Regione Liguria il 20 maggio 2011.

    «Prima utilizzavamo delle barche da regata di nome “2.4 mR” – spiega Donisi – Una barca nata con tutti altri scopi ma al cui interno una persona disabile si muove senza problemi. A Savona ne abbiamo 4 modelli completamente attrezzati. Il problema è che parliamo di un mezzo da competizione che potrebbe anche “intimidire” chi si avvicina alla vela per la prima volta. Inoltre sono dotate di una postazione singola quindi sono destinate ad utenti con qualche esperienza alle spalle».

    Fiera di GenovaAl Salone Nautico 2010 – che dunque si conferma sfondo ideale per il percorso di accessibilità promosso dalla LNI – era stato illustrato il “Progetto standard LNI di vela per tutti” con l’obiettivo di ampliare in tutta Italia la positiva esperienza del “Polo Nautico per Tutti”, operativo da una decina d’anni alla LNI Savona. «In questa occasione abbiamo individuato le barche australiane di tipo Access quali mezzi ottimali per favorire l’accesso al mare dei disabili, per via della loro facilità d’uso e della possibilità di affiancare l’istruttore al disabile – racconta Doniso – Sono barche studiate per garantire la massima semplicità, Il loro motto è “friendly”».

    Attualmente a Savona sono disponibili 2 modelli di barche Access, a Genova Centro 1 «Inoltre abbiamo la barca LNI regionale “ITA 1869” che a rotazione è a disposizione delle sezioni che hanno aderito al progetto e che già collaborano con diverse associazioni di persone diversamente abili – continua Doniso – La barca a rotazione è utilissima. Magari non è possibile organizzare un’attività continuativa però si possono promuovere gite ed altre iniziative per avvicinare i disabili al mare». La facilità di impiego, infatti, permette di non limitare l’attività di vela per disabili alle sole sezioni attrezzate per la disabilità motoria – che attualmente in Liguria sono quelle di Savona, Genova Sestri e Genova Centro – ma di estenderla anche a tutte le altre sezioni che già organizzano occasionali giornate di incontro con i disabili. Come ad esempio la LNI Genova Quinto che utilizza allo scopo le canoe, mentre adesso potrà usufruire anche della “barca regionale LNI” a vela. «Il presidente della LNI Quinto, Ing. Carlo Conti, è stato il primo a appoggiare l’idea che è quindi diventata un progetto sperimentale, reso operativo con la dotazione della Liguria della barca “ITA 1869” attraverso un contributo stanziato dalla Presidenza Nazionale LNI», sottolinea Doniso.

    Dal 28 giugno 2012, questa iniziativa è entrata a far parte dei progetti di reciproca collaborazione in materia di promozione sociale fra la Lega Navale e gli assessorati alle politiche sociali e allo sport della Regione Liguria. Nel corso dell’estate, la “barca LNI regionale” è stata impiegata per giornate di promozione della vela per disabili presso le sezioni di Quinto, Spotorno, Sanremo e nei Sailing Campus di metà settembre alla LNI Savona e di fine settembre a La Spezia, dove era affidata alla LNI Lerici. Inoltre, a luglio «È stata in trasferta sul Garda dove ha partecipato al Campionato Nazionale Access con l’equipaggio composto dai disabili Enrico Carrea (istruttore di vela) e Stefano Gatto, della LNI Genova Sestri, in regate aperte anche a velisti normodotati – spiega il vicepresidente della Lega navale di Savona – perché il bello di queste barche è quello di consentire ai disabili di competere alla pari con tutti».

    Ma la libera fruizione del mare non è solo un problema di barche. Il 90% dei porti italiani, infatti, risulta non accessibile ai disabili. Mancano passerelle per le carrozzine, servizi igienici e gru che facilitino la salita e la discesa dai mezzi nautici.
    Anche in questo caso la città del ponente ligure si dimostra una realtà all’avanguardia «La Lega navale di Savona, all’interno del progetto “Polo nautico per tutti”, ha realizzato un prototipo di gru chiamata “Pequod”, studiata per il sollevamento dei disabili durante l’imbarco e lo sbarco, presentata ufficialmente al Salone Nautico del 2004 –  racconta Doniso – La criticità più grave rimane l’accessibilità dei porti italiani. La realizzazione delle opere necessarie per l’abbattimento delle barriere architettoniche comporta costi notevoli. A Savona sono stati eseguiti lavori importanti grazie al sostegno dell’Autorità Portuale».

    «Sono numerose le realtà territoriali che vorrebbero aderire al progetto ma purtroppo, per i motivi sopra citati, non possono», precisa Doniso. E così il “Progetto standard LNI di vela per tutti”, esteso all’intera penisola italiana, si è un po’ arenato «Ci sono porti attrezzati ed altri in cui manca qualunque struttura – conclude il vicepresidente della Lega navale di Savona – è necessario impegnarsi a fondo perchè sono tantissime le persone con disabilità che si appassionano agli sport d’acqua ed è un loro diritto poterli praticare».

     

    Matteo Quadrone

  • Ridateceli: appello per la confisca dei beni dei corrotti

    Ridateceli: appello per la confisca dei beni dei corrotti

    Cittadinanzattiva lancia una petizione affinché il Parlamento inserisca la confisca dei beni dei corrotti e l’uso sociale degli stessi – come già previsto per la legge Antimafia – nel prossimo disegno di legge Anti-corruzione, attualmente in discussione al Senato dopo il via libera della Camera dei Deputati. Si può firmare all’indirizzo www.change.org e sul blog dedicato http://ridateceli.tumblr.com/

     

    Chiediamo al Parlamento l’approvazione degli emendamenti al disegno di legge anticorruzione sulla confisca e l’uso sociale dei beni dei corrotti

    Parlamento Italiano: Appello per la confisca e l’uso sociale dei beni dei corrotti
    Questa petizione sarà consegnata al Ministro della Giustizia

    In particolare, chiediamo che
    • la confisca sia estesa a qualsiasi tipo di vantaggio patrimoniale ottenuto dall’autore del reato contro la pubblica amministrazione
    • si proceda alla confisca dei beni anche in caso di estinzione del reato e, in particolare, nei casi in cui il reato è caduto in prescrizione
    • i beni così confiscati ai corrotti siano poi restituiti alla comunità e utilizzati a fini sociali, anche attraverso l’iniziativa e il coinvolgimento delle organizzazioni civiche, come già accade nel caso dei beni della mafia
    • i beni confiscati ai corrotti siano attribuiti alla medesima Agenzia che gestisce i beni della mafia al fine di semplificare il più possibile i processi di assegnazione e garantirne l’effettiva destinazione a fini sociali

    Restituiamo alla collettività il “maltolto”!

  • “La regola del gioco”: inizia la stagione al Teatro della Tosse

    “La regola del gioco”: inizia la stagione al Teatro della Tosse

    Ingresso Teatro della TosseIl Teatro della Tosse inizia la nuova stagione teatrale con lo spettacolo La regola del gioco, che andrà in scena da mercoledì 10 a domenica 21 ottobre.

    Un’anziana coppia che ha passato insieme la vita; due giovani donne; un marito, una moglie, un’amante. Figure quotidiane che compiono gesti semplici e ripetuti all’interno del caos che li circonda o che hanno contribuito a creare con le proprie mani. Sono sospesi, come fluttuanti nell’aria, senza contatto con il terreno, concentrati sulle loro minute realtà. Quattro quadranti di luce in cui hanno luogo altrettante situazioni. In scena solo dieci sedie bianche. È l’azione a parlare, i sette attori sono sempre sul palco. I protagonisti si muovono e i loro doppi vengono proiettati su uno schermo grande quanto il palcoscenico. Una videocamera dall’alto percepisce con fermezza i loro movimenti ossessivi. Vengono trasformati in animali da laboratorio. Lo spettatore ha due prospettive.

    Sul palcoscenico gli attori Silvia Bottini, Linda Caridi, Bruno Cereseto, Sara Cianfriglia, Andrea Di Casa, Sara Nomellini, Lucia Schierano.

    Lo spettacolo avrà inizio alle 20.30 (con aperitivo a buffet a partire dalle 19.30), mentre solo la domenica sarà anticipato alle 18.30. La biglietteria del teatro è aperta dal lunedì al venerdì ore 9-20, sabato ore 15-20 e domenica ore 15-18.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Anemmu in bici a Zena: un blog per promuovere le due ruote in città

    Anemmu in bici a Zena: un blog per promuovere le due ruote in città

    Biciletta a GenovaNel 2009 un genovese amante della bici si è iscritto a Facebook e si è detto: “Diamo un senso a questo social network“. Il suo nome è Gianluca Fontana, è nato e cresciuto a Genova, e fin da adolescente si è allenato & abituato a pedalare in mezzo al traffico, fra strade in saliscendi e in una città che ancora oggi molti considerano “non a misura di ciclista”.

    Tre anni fa ha creato un gruppo su Facebook (oggi diventato pagina, con quasi 900 fan) per raccontare la sua passione verso le due ruote e condividerla con altre persone. Un percorso lungo, perché nel 2009 i ciclisti abituali erano meno di adesso e perché non c’era ancora una forte attenzione su questi argomenti, ma che ha portato nel tempo alla creazione di una “massa critica” che attraverso Facebook discute di biciclette, mobilità, trasporto pubblico e così via. Con il tempo, spinto anche dal contatto con gruppi analoghi di altre città e dal desiderio di creare riflessioni più articolate di quelle possibili sui social network, ha aperto un blog attivo da gennaio 2012 e dal titolo Anemmu in bici a Zena.

    Un progetto senza alcuna collocazione politica o associativa, ma che ha creato nel tempo una fitta rete di persone che si scambiano notizie e opinioni, e che grazie al semplice bottone Condividi di Facebook hanno fatto conoscere la realtà della “Genova su due ruote” anche in altre città italiane e all’estero. «Ho iniziato ad andare in bici a causa di una ragazza: lei non aveva paura a pedalare in mezzo al traffico e io non volevo essere da meno. Avere una persona che ti “sblocca” rende più facile l’approccio alla bici, soprattutto nello sfatare luoghi comuni come il “non si può pedalare nel traffico”. Ogni genovese che va abitualmente in bicicletta dovrebbe fare qualcosa del genere, sensibilizzare amici e conoscenti a fare altrettanto», racconta Gianluca.

    Attraverso il blog scopriamo che uno dei mezzi più utilizzati a Genova è la bici pieghevole, acquistabile nei negozi di articoli sportivi e che «una volta che si è imparato a montare e smontare, si rivela molto pratica perché la si può portare sull’autobus o tenere in luoghi dove non occupa troppo spazio».

    I ciclisti genovesi sono dunque tanti ed eterogenei, e grazie a eventi come la Mobility Week oggi hanno la possibilità di incontrarsi anche fuori dal web. Anche Anemmu in bici a Zena non è solo un blog, ma dallo scorso aprile ha un suo spazio in città: Gianluca è infatti uno dei fondatori del Cicloriparo, che al circolo Belleville offre supporto a chi vuole imparare come si mantiene e si ripara la bicicletta (per saperne di più basta scrivere all’indirizzo mail cicloriparo@yahoo.it). Finora è l’unico spazio in città, totalmente autogestito grazie al tempo e alle risorse dei volontari, ma che in questi mesi ha avuto riscontri positivi e moltissimi contatti: «Sarebbe bello che ne nascessero altri, magari sovvenzionati dal Comune».

    Proprio il rapporto con le istituzioni è la nota dolente dei ciclisti urbani: «sarebbe un ottimo punto di partenza se qualcuno dicesse pubblicamente che andare in bici è utile alla città, perché porta vantaggi come la riduzione dello smog e del traffico».  Per il resto, Genova è ancora una città povera di piste ciclabili e dove il servizio di bike sharing presenta molte note dolenti. Gianluca ne elenca tre: «ci sono pochi mezzi, collocati soprattutto nel centro città, non è aperto ai turisti e la manutenzione è scarsa. I soldi andrebbero investiti diversamente, per esempio creando percorsi alternativi al traffico a scorrimento veloce, con una segnaletica ad hoc, e in parallelo incentivando piccole aziende ad investire nel noleggio di bici ai turisti».

    Progetti per il futuro? Un tema che sta molto a cuore a Gianluca, che oltre a essere un appassionato ciclista è anche marito e padre, è creare percorsi dedicati per famiglie con bambini: a questo scopo si sta lavorando con Fiab per realizzare un progetto comune, ma nel frattempo diverse scuole della città si sono mostrate interessate e stanno cercando di stimolare l’amore per la bicicletta nei loro alunni.

    Marta Traverso
    [foto di Diego Arbore]

  • Stop al consumo di territorio: lettera al Ministro dell’Agricoltura

    Stop al consumo di territorio: lettera al Ministro dell’Agricoltura

    Il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio scrive al Ministro dell’Agricoltura Mario Catania «Bene il disegno di legge salvasuoli, ma occorre un forte ripensamento di scelte già fatte che incombono sui suoli agricoli. Dal Parlamento ci aspettiamo un segnale di buona volontà: mai più gli oneri di urbanizzazione come cassa corrente dei comuni».

    In una regione come la Liguria – da anni vittima di una soffocante cementificazione che ha spazzato via buona parte del nostro vasto patrimonio ambientale – il Ddl rappresenta un’occasione importante per provare ad invertire la tendenza.

    «Il “consumo di suolo” non può restare un principio, né un enunciato: servono misure concrete, afferma Alessandro Mortarino, coordinatore nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e della campagna “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”, annunciando l’invio di una lettera di osservazioni e di proposte al Ministro delle Politiche agricole Mario Catania, primo firmatario del disegno di legge per la valorizzazione dei terreni agricoli e contro la loro cementificazione approvato il 14 settembre 2012 dal Consiglio dei ministri.

    Secondo il Forum «Il disegno di legge coglie nel segno: il consumo di suolo, agricolo e forestale, rappresenta la sottrazione di una risorsa fondamentale per il benessere della comunità nazionale. La prassi amministrativa e di pianificazione territoriale deve oggi iniziare a confrontarsi con la finitezza delle risorse e dei beni comuni».

    Tuttavia « È fondamentale che la norma acquisisca al suolo il senso e il riconoscimento di bene comune – commenta Damiano Di Simine, coordinatore del Gruppo tecnico che ha redatto le osservazioni al ddl – I tempi sono maturi perché valori quali la sicurezza e l’autonomia alimentare, il paesaggio, i servizi ambientali e le funzioni ecosistemiche vengano resi prevalenti rispetto al diritto di proprietà, che non porta con sé il diritto di consumare e cementificare un bene comune qual è il suolo».

    Anche nell’attuale legislatura, infatti «Continuiamo ad assistere alla proposizione di programmi infrastrutturali ridondanti, ad esempio in materia di grande viabilità e non mirati al superamento di reali e prioritarie carenze del Paese – sottolinea il Forum – la legge in discussione in questi giorni che dispone regimi urbanistici derogatori straordinari motivati dalla realizzazione di stadi appartiene alla peggior tradizione di deregulation urbanistica e, se approvata, determinerà ferite profonde nel paesaggio rurale del nostro Paese».

    Il documento, elaborato dal Gruppo tecnico del Forum ed inviato al ministro Catania, contiene “osservazioni” alla bozza di ddl e proposte integrative tese al perfetto raggiungimento degli obiettivi dichiarati dagli intenti del provvedimento, ovvero la salvaguardia concreta dei suoli agricoli.

    Tra i punti evidenziati nel documento, si segnalano in particolare:

    – la necessità di far sì che la norma definisca il “suolo” come un “bene comune”;

    – una più stretta definizione di “aree agricole” in funzione del loro stato di fatto (ovvero che si considerino come “terreni agricoli” tutte le superfici interessate dalla presenza di suoli produttivi vegetati, coltivati, incolti o forestali, attualmente non interessate da edificazioni e infrastrutture e non i soli terreni così indicati dagli strumenti urbanistici comunali);

    – la soppressione della soglia massima di superficie agricola “edificabile” prevista dal ddl, anteponendo -per ognuno dei Comuni italiani- un prioritario censimento del patrimonio edilizio esistente e le sue potenzialità residue;

    – il prolungamento ad almeno 20 anni del divieto di mutamento di destinazione per i terreni che hanno beneficiato di aiuti di Stato e Comunitari (molti dei quali prevedono interventi, ad esempio agropaesistici e forestali, la cui maturità interviene oltre i 10 anni dall’impianto).

    «Il DdL coglie nel segno quando propone di bloccare la distrazione di risorse provenienti da oneri di urbanizzazione per coprire le spese correnti dei comuni: è inaccettabile che i comuni svendano il territorio per esigenze di cassa – conclude il Forum – Ma su questo ci aspettiamo un segnale chiaro da parte del Parlamento, che invece negli ultimi anni ha sistematicamente riproposto questa possibilità attraverso le Leggi finanziarie».

  • Gruppo di lettura a Genova alla libreria Falso Demetrio

    Gruppo di lettura a Genova alla libreria Falso Demetrio

    libreria falso demetrio genovaMercoledì 10 ottobre, a partire dalle 20.30, la Libreria Falso Demetrio di via San Bernardo ospita un incontro a cura di Daniela Penzavalle, che vuole introdurre un gruppo di lettura che si terrà proprio in libreria nel corso dei prossimi mesi.

    Il nome dato al gruppo è Da Faulkner a V. Grossman (passando per Landolfi, Echenoz e Joyce). Scopo di questa serata sarà scegliere tutti insieme un romanzo che possa incuriosire e appassionare i partecipanti, e che diventerà argomento dell’incontro successivo.

    Il gruppo di lettura sarà strutturato in un incontro al mese, nel corso del quale si discuterà il romanzo letto e se ne sceglierà un successivo. Modalità e dettagli del gruppo verranno discussi e stabiliti durante la serata.

  • Tahrir: documentario di Stefano Savona al cinema Corallo

    Tahrir: documentario di Stefano Savona al cinema Corallo

    tahrir documentarioQuesta sera (lunedì 8 ottobre, ndr) alle 21.25 il cinema Corallo di Carignano accoglie il regista Stefano Savona per la proiezione del suo documentario Tahrir. Liberation Square, che racconta la rivoluzione in Egitto che ha portato alla caduta del regime di Hosni Mubarak e che è stato premiato come “Miglior documentario” ai David di Donatello 2011.

    Il regista ha vissuto dieci giorni e dieci notti nella piazza del Cairo in cui si erano radunati i manifestanti, e da lì ha raccolto il materiale per questo film.

    L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione Laboratorio Probabile Bellamy, presso la cui sede Stefano Savona sta tenendo un workshop di regia e sceneggiatura proprio in questi giorni.

    Il costo del biglietto è di 4 €.

  • Corso fumetto Genova: tutti a scuola per diventare autore di manga

    Corso fumetto Genova: tutti a scuola per diventare autore di manga

    fumettoPer il secondo anno a Genova arrivano le lezioni dell’Accademia Europea di Manga, che si tengono in varie città italiane per insegnare i rudimenti base della scrittura di manga.

    I corsi si terranno la domenica dal 14 ottobre 2012 al 13 gennaio 2013 in una sala dell’Hotel Astoria (piazza Brignole 4), ciascun incontro durerà 6 ore (10-13, pausa pranzo, 14-17) per un totale di 36 ore di corso. Queste le date precise delle lezioni: 14 ottobre, 28 ottobre, 18 novembre, 2 dicembre, 16 dicembre, 13 gennaio.

    Le iscrizioni sono aperte a ragazzi/e dai 12 anni in su e si partirà con un numero massimo di 16 allievi.

    L’iscrizione avviene compilando il formulario sul sito mangasummerschool.it. Il corso è a pagamento, si dovrà versare una quota di 484 € (che si potrà pagare in due rate) comprensiva di tutto il materiale didattico per seguire le lezioni e per esercitarsi a casa (carta, inchiostro, pennini ecc), che verranno consegnati durante la prima lezione.

  • Ospedali Ponente Val Polcevera: incontro comitati-assessore Montaldo

    Ospedali Ponente Val Polcevera: incontro comitati-assessore Montaldo

    Un comunicato dai toni durissimi – diffuso dai Comitati per la salvezza degli ospedali di Sestri Ponente e Pontedecimo dopo l’incontro con l’assessore alla Sanità, Claudio Montaldo, svoltosi nella serata di giovedì scorso e durato oltre 3 ore – conferma la totale chiusura, da parte della Regione Liguria, a qualsiasi confronto con cittadini, istituzioni locali (Municipi Medio Ponente e Valpolcevera) e sindacati.
    All’appuntamento era presente anche il Comitato contro l’operazione immobiliare del Galliera, mentre l’assessore Montaldo era accompagnato dal dottor Bonanni, direttore dell’assessorato alla Sanità, dal dottor Murgia, Segretario Generale della Regione Liguria e dalla dott.ssa Rebagliati, coordinatrice dei servizi ospedalieri della Asl 3.
    «Durante la riunione, prima si è defilato il dottor Bonanni poi il dottor Murgia – sottolinea la nota – In sala è rimasta la dott.ssa Rebagliati che ha dato fino alla fine man forte all’assessore prima di congedarsi».
    Dall’altra parte, in rappresentanza dei Comitati, erano presenti una ventina di persone fatte accedere alla sala in numero chiuso, mentre altre decine di cittadini stazionavano fuori dalla Regione e hanno salutato con applausi ironici l’arrivo in sede del Presidente della Regione, Claudio Burlando.

    I Comitati hanno chiesto conto degli impegni presi dall’assessore Montaldo e dal governatore Burlando nel 2006-2007 «Impegni che prevedevano la costruzione del nuovo ospedale del Ponente, finanziandolo, per iniziare, mediante l’utilizzo delle risorse destinate all’ospedale di Vallata (dirottate invece sul Galliera) e che prevedevano inoltre di non tagliare alcun servizio ospedaliero del Ponente e della Valpolcevera fino a che non fosse stato realizzato il nuovo ospedale, ovviamente impegni non onorati».
    A questo punto l’assessore, secondo i cittadini, ha cominciato ad arrampicarsi sugli specchi, trincerandosi dietro a una ricostruzione dei fatti per nulla convincente «Nel 2006/2007 vi era un’altra situazione politica, non si potevano utilizzare i finanziamenti per l’ospedale del Ponente perché per fare il progetto si doveva disporre dell’intero finanziamento dell’opera, inoltre non era ancora stato individuato il sito dove costruire», così si sarebbe difeso Montaldo.

    «Chissà perché questo ragionamento non è valso per il privato Galliera che non ha ancora ottenuto i finanziamenti per l’intera opera – ribadisce la nota – nonostante ciò, come ha ricordato la rappresentante del Comitato, ha speso ben 3 milioni di euro di progettazione per un’opera che non verrà realizzata. Quei 3 milioni erano fondi pubblici? Nessuna risposta da Montaldo».
    Inoltre l’assessore si è dimostrato sordo anche ai richiami dei Presidenti dei Municipi del Medio Ponente e della Valpolcevera, dei Sindaci dell’alta Valpolcevera, dei sindacalisti della FIALS e della CGIL funzione pubblica che chiedevano di porre una moratoria e aprire il confronto.
    Montaldo è stato irremovibile e ha confermato – utilizzando altri termini – le chiusure della Chirurgia e della Cardiologia del Gallino di Pontedecimo e della Neurologia e Psichiatria, nonché del Pronto Soccorso, nelle ore notturne, del Padre Antero di Sestri Ponente.

    Inoltre l’assessore «Ha affermato di aver bisogno di medici e infermieri per il Villa Scassi e di non poterne assumere a causa delle decisioni governative, salvo essere subito smentito: ha infatti autorizzato la ASL 3 ad assumere ben 3 ingegneri con stipendi per ora sconosciuti».
    Una decisione che fa storcere il naso al sindacato autonomo Fials «La scelta di assumere 3 ingegneri mentre si nega ogni possibile assunzione di personale indispensabile all’assistenza diretta, ovvero infermieri, tecnici, operatori socio sanitari e persino qualche specialità medica carente, non la riteniamo opportuna – spiega il segretario Fials, Mario Iannuzzi – Così come confermiamo la nostra contrarietà all’espletamento del concorso per il direttore del presidio unico del ponente. Mentre imperversano i tagli che negano servizi essenziali a cittadini, disabili e anziani, mentre si paventano esuberi di lavoratori nella sanità pubblica, certe scelte dovrebbero essere congelate in attesa di tempi migliori».

    Ai cittadini che facevano notare anche la caotica situazione del pronto Soccorso del Villa Scassi, sempre alle prese con la carenza di spazi «L’assessore, con piglio decisionista, rispondeva che avrebbero utilizzato quelli del padiglione 9 BIS in via di ultimazione. Peccato che si presuma che i lavori terminino a febbraio o marzo del 2013 (forse) e che la chiusura del Pronto Soccorso di Sestri sia stata decretata per il 31 ottobre».

    Infine è stata confermata la chiusura totale ad ogni richiesta di sospensione dei provvedimenti e non è mancata un’ultima chicca «Secondo Montaldo l’Evangelico di Castelletto non è più un ospedale poiché vi si pratica soltanto la day-surgery, mentre per il Gallino e il Padre Antero, che saranno nelle stesse condizioni, non si potrà parlare di ospedali chiusi».
    «Purtroppo non sarà così! – conclude la nota dei comitati – La lotta continua con nuove iniziative di mobilitazione».
    A onor di cronaca la riunione è terminata con toni piuttosto accesi e quando l’assessore è uscito dalla Regione è stato accolto da una marea di fischi.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi