Anno: 2012

  • Loano: biblioteca e spiaggia accessibili per i diversamente abili

    Loano: biblioteca e spiaggia accessibili per i diversamente abili

    Sabato 9 giugno, come ormai da molti anni a questa parte, a Loano (Savona) si svolgerà la “Giornata dell’accessibilità, della fruibilità e dell’integrazione sociale” – con il patrocinio del Comune di Loano, di ABC Liguria (Associazione Bambini Cerebrolesi) e della locale Associazione DopoDomani – alle ore 17, presso la Civica Biblioteca (Palazzo Kursaal) sul lungomare.

    La localizzazione dell’evento non è casuale perché, proprio nella stessa biblioteca, verrà inaugurato il nuovo ingresso privo di ogni tipo di barriera architettonica.
    E non mancherà l’ormai tradizionale presentazione del servizio di balneazione assistita (con le carrozzine da mare Tiralo), fruibile da parte delle persone con disabilità e, per concludere, la degustazione di specialità enogastronomiche locali, a costo zero per il pubblico.

    La giornata sarà anche l’occasione per l’allestimento della mostra dal titolo “Il cervello accessibile”, un percorso grafico che raccoglie 23 opere dedicate al tema della disabilità, selezionate tra i lavori prodotti dagli studenti della Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia. Una mostra di grafica e inclusione sociale, scaturita dall’omonimo progetto ideato e gestito dal CRIBA Emilia Romagna (Centro Regionale di Informazione sul Benessere Ambientale), che sta già riscuotendo successo.

    «“Il cervello accessibile” vuole essere l’occasione per una riflessione sull’inclusione che resta uno degli obiettivi della società contemporanea e che troppo spesso rimane confinata ad una posticcia “integrazione” degli immigrati, trascurando gli aspetti del vivere quotidiano che riguardano un ampio numero di persone – spiegano le curatrici Ottavia Manuini e Alessia Planeta – Il percorso sulla comunicazione inclusiva ha come obiettivo quello di creare un approccio nuovo, di intervenire sui punti di vista e sulla conoscenza in modo che le azioni messe in campo non siano più solo un fare per includere ma derivino da un pensiero inclusivo».

  • Cinema Eden di Pegli: la denuncia della Compagnia Italiana di Prosa

    Cinema Eden di Pegli: la denuncia della Compagnia Italiana di Prosa

    PegliUna nuova testimonianza contro la recente chiusura del cinema Eden di Pegli, al posto del quale saranno costruiti dei parcheggi. A scriverci è Elena Siri, che dirige una compagnia teatrale che da tempo ha fatto della sala cinematografica la sua “base” per prove e spettacoli.

    Questa la sua testimonianza: “Io dirigo la Compagnia Italiana di Prosa, che ha sede a Genova e produce spettacoli di prosa che distribuisce in tutta Italia. Accanto a questa attività professionista organizziamo corsi di recitazione sul territorio di Genova con gruppi di animazione teatrale e corsi di recitazione per amatori e appassionati. Da 5 anni all’Eden di Pegli esiste questa attività culturale a cui hanno partecipato a oggi oltre 100 persone di diverse età e ceti sociali. Quest’anno a Pegli avevamo due gruppi di recitazione (in totale circa 30 persone) che si incontravano il giovedì (turno pomeridiano e serale) nel giorno di chiusura del cinema e stavano costruendo due spettacoli che erano previsti per essere rappresentati il 15 e il 17 giugno. Purtroppo l’ordine di sgombero è arrivato una settimana fa… Sfrattandoci hanno vanificato il lavoro di prove di un anno deludendo e ammareggiando tutti. Nessuna attenzione per la cultura in un quartiere dove l’offerta di attività è scarsa o assente“.

  • Count Basie Jazz: musica live nel weekend

    Count Basie Jazz: musica live nel weekend

    Batteria piattoIl Count Basie Jazz propone da giovedì 7 a sabato 9 giugno i consueti appuntamenti con la jam session jazz , il concerto dei partecipanti al corso tenuto da Stefano Riggi e il live del Maxx Furian Trio

    Giovedì 7 giugno  ore 21.30

    HAPPY JAZZ – Jam Session Jazz insieme a Marcello Picchioni al pianoforte, Alberto Malnati al contrabbasso e Folco Fedele alla batteria

    Marcello Picchioni inizia a suonare giovanissimo il pianoforte e a studiare in Conservatorio, sotto la guida del maestro Franco Trabucco; ben presto si appassiona alla musica moderna, studiando da autodidatta e girando all’interno di alcune formazioni soul-funk genovesi degli anni ’90.

    Dopo una pausa musicale durata qualche anno, a 25 anni decide di dedicarsi all’improvvisazione pianistica; principalmente autodidatta, inizia col Maestro Roberto Pronzato un primo viaggio nel mondo dell’armonia jazz e, successivamente, approfondisce il discorso musicale col Maestro Gianluca Tagliazucchi.

    La sua carriera musicale inizia nel 2006, anno nel quale comincia ad esibirsi in alcuni locali genovesi in trio, quartetto e quintetto e a frequentare seminari d’improvvisazione; nel proseguio degli anni le sue esperienze musicali si moltiplicano fino a portarlo sul palco dei principali festival jazz italiani insieme a grandi nomi di questa musica.

    Venerdì 8 giugno ore 21.30

    The Days Of Wine and Bread Big Band  – Stefano Riggi, sax tenore e soprano

    Il risultato del primo anno di musica di assieme organizzata all’interno dell’ambiente Count Basie e tenuta da Stefano Riggi. Molti sax, molte trombe un sacco di energia e voglia di suonare assieme.

    Ingresso libero con tessera arci

    Sabato 9 Giugno ore 21.30

    Maxx Furian Jazz time
    Maxx Furian – Batteria
    Gianluca Di Ienno- Pianoforte
    Marco Ricci – Contrabbasso

    Batterista di discendenza jazz cresciuto negli anni ottanta,è il vero batterista fusion con forte personalità. E’ considerato uno dei punti di riferimento della batteria in Italia, e nella giornata di sabato si esibisce in serata con il trio “Maxx Furian Jazz time”, mentre nel pomeriggio è prevista una clinic didattica del batterista dal titolo “Dai Rudimenti al Groove” aperta a tutti i batteristi e interessati in cui vengono distribuite dispense didattiche.

    Ingresso 10 euro con tessera arci

  • Storia di Genova: il Palazzo della Meridiana (Palazzo Grimaldi)

    Storia di Genova: il Palazzo della Meridiana (Palazzo Grimaldi)

    Palazzo della Meridiana

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Palazzo Grimaldi, meglio conosciuto come Palazzo della Meridiana, dall’affresco dell’orologio solare che campeggia sulla facciata sud dell’edificio, costituisce una delle prime testimonianze del rinnovamento architettonico cui andrà incontro, più tardi, questa zona della città, con la costruzione della Strada Nuova (1550), attuale Via Garibaldi.

    Edificato (1536-1544) lungo l’erta pendenza di Salita San Francesco, fu commissionato da Gerolamo Grimaldi, figlio di quel Giorgio Oliva che, entrato  a far parte del Patriziato Genovese, aveva potuto iscriversi, dietro lauto compenso,  nell’Albergo Grimaldi ed acquisirne, di diritto, il nome, insomma una “primogenitura” che ricorda il racconto biblico delle lenticchie di Esau. Acquisito un nome altisonante  tra la nobiltà della città e forte di un ingente patrimonio che gli era derivato dal suo “mestiere” di banchiere (in Spagna, ebbe il monopolio della riscossione delle tasse di Granada e di Cordoba, una specie di  moderna “Equitalia”), Gerolamo Oliva Grimaldi,  rientrato a Genova nel 1516, sentì l’esigenza di corredarsi di una dimora consona al suo rango. Sul committente vi è, in realtà, qualche incertezza poiché alcune fonti riportano che sia stato in realtà il figlio Giovanni Battista, sta di fatto che, quest’ultimo, ne fu certamente il destinatario che ne portò a termine il compimento, chiamando in cantiere architetti e pittori di prestigio quali il Bergamasco (vero nome G.B. Castello, forse autore del progetto), Galeazzo Alessi, Bernardo Spazio, Bernardo Cantone, Giovanni Ponzello e Luca Cambiaso.  Infatti, con il testamento del 1550, Gerolamo Grimaldi lasciò “in fedeicommissum” il Palazzo all’unico figlio maschio, Battista, al quale si deve, sicuramente, il decoro della facciata più alta con le “Storie di Ercole”(Aurelio Busso) e degli affreschi cinquecenteschi interni.

    L’impianto architettonico dell’edificio, tipico del ‘500, presenta una facciata principale che, per pendenza del declivio e assenza di altra via di comunicazione,  fu orientata su Salita San Francesco ove si apre l’adito di accesso che, anticamente, era costituito da due cortili comunicanti, oggi chiusi da una vetrata. I chiostri erano, e sono, circondati da un colonnato con campate ricoperte da volticelle circolari, ottagonali, quadrangolari, riccamente decorate che, come quelle dei saloni e delle scale,  sono da attribuirsi (1565 e il 1573) al Bergamasco. Il prospetto sud, originariamente  occupato da uno dei tre giardini che completavano la struttura del palazzo,  è stato ampiamente rimaneggiato per la  costruzione della via Nuovissima (1778–1786), attuale via Cairoli.

    Palazzo della Meridiana

     

     

     

     

     

     

     

    Grazie ad un vasto sbancamento e livellamento del terreno fu realizzata la piazza antistante (Piazza Meridiana), fu aggiunto l’attuale avancorpo (opera di Giacomo Brusco),  fu recuperato un piano,  furono aumentati gli assi delle finestre e la parete venne fregiata con la meridiana.

    Dall’ Ottocento iniziarono, poi, vari passaggi di proprietà, dai Grimaldi ai Serra di Cassano, agli Odero, ai De Mari e ai Mongiardino ed infine, agli inizi del ‘900, fu affittato alla Società di Assicurazioni di Evan Mackenzie, che incaricò Gino Coppedé  della ristrutturazione degli ambienti e a cui dobbiamo i “fantasiosi” interventi in stile Liberty (1907). Avvalendosi della collaborazione del pittore, architetto, frescante Nicola Mascialino (1854-1945), Coppedè dispose  la copertura del cortile con un ampio lucernaio, tra i cui vetri si intersecano disegni floreali, velieri e stemmi immaginari, nonché curò l’affresco delle volte del colonnato che si arricchirono di originali motivi ornamentali  tra cui primeggiano racemi, girali, ghirlande, anfore e dei curiosi “intrusi” legati all’attività del committente quali  timoni, salvadanai, ancore. Anche la volta dello scalone che porta ai piani superiori è riccamente decorata con fregi che si sovrappongono a quelli cinquecenteschi, creando una fitta ragnatela  tra le  lesene in aggetto e tra il gioco degli stucchi. Al piano superiore, troviamo   un susseguirsi di stanze, con pavimenti in seminato veneziano impreziosito da  frammenti di corallo, Sala Rosa, Salone del Camino, Sala Gialla, Sala Arazzi, Sala Calvi, quest’ultima con volta a padiglione, sottesa da 12 lunette e motivo centrale raffigurante il dio del Sole, Apollo, sul suo carro infuocato (Lazzaro Calvi).

    Mirabile, però, è il Salone Cambiaso, il cui soffitto è interamente occupato da un affresco a tema mitologico, “Ulisse saetta i Proci con l’aiuto di Minerva e di Telemaco“, che, tra le pieghe del racconto omerico, sublima il potere e la ricchezza della potente famiglia nobiliare. Non a caso, tra le figure che fanno da cornice alla scena centrale, troviamo il ritratto di Gerolamo Grimaldi, nei panni di Numa Pompilio, re romano ricordato per le sue grandi riforme ed apportatore di pace e benessere,  in posizione opposta al quale siede Carlo V, a simboleggiare la protezione del re spagnolo sul casato Grimaldi. Aldilà dei contenuti celebrativi, il dipinto è importante perché segna una svolta evolutiva nell’arte pittorica genovese. Ricordiamo che i soffitti delle dimore nobiliari, ancora ubicate tra gli stretti “caruggi”, erano costruiti prevalentemente in canniccio e come tali poco propensi a portare decori e stucchi. Non si era, quindi, sviluppata una vera scuola di maestri d’arte in questo settore.

    Luca Cambiaso, rifacendosi alla visione pittorica michelangiolesca, per primo in Genova, cercò di imprimere alle sue figure un movimento dinamico, realizzato  con giochi di prospettica, studio della luce, rapporti figura-spazio: un arto proteso, uno sgabello che cade, il bordo di un abito che ondeggia, danno volume e profondità alla superficie piana che si dilata ad accogliere forme e colori.  In questa stessa sala si trova, poi, un camino monumentale cinquecentesco, una sapiente cornice di  marmo,  opera di Gian Giacomo della Porta o dello stesso Bergamasco, che ricorda i laggioni islamici (piastrelle decorate in rilievo), nelle cui trame sono inseriti lo stemma e le armi  del casato.

    La storia dell’edificio non finisce qui, nell’ultimo secolo è stato adibito ai più disparati usi: sede di una Compagnia di navigazione, asilo, scuola, uffici Comunali, Ospedale Militare durante la prima guerra mondiale. Nel 2004 è stato acquistato dal Gruppo Viziano che ne ha finanziato il restauro, riaprendolo alla sua funzione museale accanto ad attività più moderne come sede per eventi e ricevimenti, residenzialità (alcune zone sono riservate ad appartamenti di prestigio) e al commercio come l’apertura di un prossimo ristorante, ma, soprattutto, ridandogli il giusto prestigio dovuto ad un edificio che, nel 2006, è entrato a buon diritto tra i “Palazzi dei Rolli”, dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

    Adriana Morando
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Emergency: casting per attori nel nuovo video dell’associazione

    Emergency: casting per attori nel nuovo video dell’associazione

    attori teatroSono aperte le iscrizioni per partecipare a un casting per comparse per il prossimo video di Emergency, che sarà girato a Cogoleto domenica 10 giugno.

    In particolare si cercano 50 comparse di ogni età (i minorenni dovranno essere accompagnati da un genitore).

    Le riprese saranno effettuate presso una spiaggia di Cogoleto, la convocazione è prevista per le ore 9 del mattino di domenica 10  ed è richiesta la disponibilità fino alle ore 18. E’ prevista un’ora di pausa oltre alle pause tecniche tra i vari ciak.

    Si richiede un abbigliamento consono a una giornata al mare (costume, pareo, ciabatte, telo mare, ecc.). Eventuale altro materiale accessorio sarà concordato con la produzione.

    Non è previsto compenso ma la produzione assicura la presenza nei
    crediti del prodotto finale. E’ prevista la regolare liberatoria per l’utilizzo all’immagine, pertanto sarà necessario presentarsi muniti di un documento di identità in corso di validità.

    Se interessati si prega di inviare la propria candidatura al seguente
    indirizzo e-mail: info@milanomultimediale.it o contattando la Sig.ra Valentina dalle 9:00 alle 19:00 al seguente numero telefonico 3294951911.

    Si precisa che una volta raggiunto il numero di comparse richiesto non potranno essere accettati ulteriori candidati.

  • Energia, si torna a parlare di turbine sottomarine nello stretto di Messina

    Energia, si torna a parlare di turbine sottomarine nello stretto di Messina

    Turbine sottomarine che utilizzano le correnti del mare per produrre energia. Non è una notizia dell’ultima ora, si tratta di un progetto di cui si iniziò a parlare già sul finire del 2007. Una soluzione, si disse ai tempi, che avrebbe richiesto l’individuazione di siti idonei a debita distanza dalle coste e a profondità tali da rendere sicura, e al tempo stesso economica, l’installazione dell’ impianto.

    E così il progetto Priamo (Pianificazione, ricerca e innovazione in un ambiente marino orientato), finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal dipartimento di Biologia animale ed ecologia marina dell’Università di Messina, aveva identificato in Italia, in particolare nello Stretto di Messina, una delle aree ideali per tali opere.

    La potenzialità energetica delle correnti dello Stretto di Messina secondo gli studi raggiunge i 15.000 MW ed è per questo che il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), tramite un progetto POR Sicilia, starebbe studiando in questo momento il punto più favorevole dove installare la prima turbina. L’ipotesi progettuale, sulla base dei dati e degli esperimenti condotti in questi anni nell’area dello Stretto, prevede l’installazione di una turbina ad una profondità compresa fra i 50 ed i 90 metri, con pale del diametro di 22 metri per un peso totale dell’intera struttura di 130 tonnellate. Un sistema che sarebbe in grado di fornire 1 MW di elettricità 24 ore su 24, potendo così coprire il fabbisogno di 300 famiglie.

    Al CNR si parla di “problemi burocratici” ancora da risolvere… Che questa sia davvero la volta buona per l’avvio del progetto?

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Robot Festival 2012: bando di concorso per artisti digitali

    Robot Festival 2012: bando di concorso per artisti digitali

    arte digitaleIl tema della quinta edizione di roBOt Festival – rassegna che si svolge a Bologna ogni anno a ottobre ed è rivolta a tutti i pionieri delle arti digitali – è “i linguaggi del futuro”, ovvero la moltitudine di sistemi non verbali e multimediali che rendono possibile lo scambio di informazioni e quindi la competenza comunicativa, di ogni singola entità all’interno della rete globale interconnessa.

    Chi vuole partecipare al festival con la propria opera artistica può iscriversi entro domenica 24 giugno 2012 registrandosi al sito robotfestival.it.

    Il bando è riservato a progetti audio-video:
    – Installazioni
    – Video e animazioni
    – Performance
    – Fotografia
    – Design autoproduzioni

    Non è prevista alcuna quota di partecipazione. A fine luglio saranno annunciati i nomi di coloro che parteciperanno all’edizione 2012 di roBOt Festival (26 settembre; 10 – 13 ottobre a Bologna).

  • Nice to meet you, English! L’influenza del “français” nella lingua inglese

    Nice to meet you, English! L’influenza del “français” nella lingua inglese

    Il passaggio al Middle English avviene a partire dal 1066. In quell’anno a Hastings Guglielmo il Conquistatore, William the Conqueror, sconfisse l’esercito inglese guidato da Harold II, ultimo re anglosassone (guarda il video). Guglielmo era Duca di Normandia, regione nel nord della Francia: una nuova ruling class, “classe dominante”, di nobili normanni prese il posto dell’aristocrazia anglosassone.

    Dal punto di vista sociale, non si trattò solo di una sostituzione di uomini al vertice, ma di un cambiamento profondo, che segnò il passaggio da un sistema tribale a uno feudale, basato sulla proprietà della terra.

    Si creò una divisione in tre blocchi: bellatores (“coloro che vanno in guerra”, quindi l’aristocrazia), oratores (“coloro che pregano”, ovvero il clero), laboratores (“coloro che lavorano la terra”). Ciascuno di questi gruppi parlava una lingua diversa, dando vita a una situazione definita triglossia, cioè la compresenza di tre varietà linguistiche di diverso prestigio sociale in un territorio. La nobiltà usava il francese, gli ecclesiastici scrivevano in latino, lingua della cultura, mentre tra i contadini sopravvisse l’anima anglosassone e quindi germanica dell’inglese, fatta di un vocabolario essenziale, un “core English”, per esprimere azioni e oggetti della vita quotidiana: sun (“sole”), field (“campo”), sneeze (“starnuto”), ecc. Per il popolo fu un periodo buio: la giustizia veniva amministrata in francese e chi non lo conosceva aveva possibilità limitate di potersi difendere in tribunale.

    La situazione cambiò, soprattutto a causa delle sempre maggiori tensioni tra Inghilterra e Francia: la loro rivalità sfociò nella Guerra dei Cent’Anni (1337-1453). I francesi diventarono il nemico da combattere e l’inglese recuperò gradualmente il prestigio perduto: una lingua è un forte elemento identitario per compattare un popolo verso un obiettivo comune. Nel 1362 il discorso di apertura del Parlamento fu pronunciato in inglese per la prima volta. Ormai, tuttavia, l’inglese aveva acquisito un’anima francese.

    Ma in quale misura ha influito il contatto con il francese sul Modern English? Molto. Si stima che circa 10.000 vocaboli siano entrati a far parte del vocabolario che usiamo oggi.

    In ambito legale, politico, artistico abbiamo esempi quali: court (“tribunale”), bailiff (“ufficiale giudiziario”), parliament (“parlamento”), beauty (“bellezza”), aisle (“navata”, parola dalla pronuncia particolare /aɪl/, senza la ‘s’).

    Curioso è il discorso legato ad alcuni tipi di carne. Vediamo queste due coppie di parole: pig / pork (“maiale”/ “carne di maiale”), ox/beef (“bue”/”carne bovina”). In altre parole, l’animale ancora in vita ha un nome anglosassone – gli allevatori parlavano inglese – mentre il termine culinario ha origine nel language of power dei nobili, cioè il francese. Ancora una volta dinamiche – e ingiustizie – sociali si riflettono nell’uso della lingua.

    L’influenza del francese, tuttavia, non è solo legata al lessico. In generale, i livelli di analisi di una lingua riguardano anche la fonologia, ovvero lo studio dei suoni di una lingua, e la sintassi, che studia come le parole costruiscono una frase e i modi in cui le frasi si collegano per costruire un periodo (l’insieme di parole comprese tra due punti fermi).

    Dal punto di vista fonologico, il francese contribuì a cambiamenti nei suoni vocalici. Per quanto riguarda la sintassi, l’inglese era caratterizzato dalla presenza di frasi coordinate, collegate da congiunzioni come and (“e”), so (“così”), but (“ma”). Nonostante l’inglese moderno presenti ancora tendenzialmente dei periodi semplici, il francese, lingua neolatina, ha aumentato il livello di subordinazione tra le frasi in un periodo.

    Nel XVI secolo, in cui si fa terminare il periodo del Middle English, convivevano ormai nella lingua inglese tre componenti: germanica, franco-normanna e greco-latina. L’inglese era pronto per partire alla conquista del mondo.

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • “Genova ch’è tutto dire, immagini per “Litania” di Giorgio Caproni

    “Genova ch’è tutto dire, immagini per “Litania” di Giorgio Caproni

    Giorgio CaproniNell’ambito della diciottesima edizione del Festival di Poesia, che si tiene a Genova dal 7 al 17 giugno, Palazzo Ducale ospita la mostra Genova ch’è tutto dire immagini per “Litania” di Giorgio Caproni. L’evento è organizzato in concomitanza  con la presentazione dell’omonimo libro di Patrizia Traverso e Luigi Surdich.

    Quest’anno ricorre il centenario della nascita del poeta Giorgio Caproni. La Genova della sua Litania è una Genova di quasi sessanta anni fa.
    Nella mostra le immagini che accompagnano le parole del poeta hanno il compito di un commento aggiuntivo, la funzione di un suggerimento interpretativo, la responsabilità di creare in chi segue i versi della poesia una suggestione inaspettata, tentano di potenziarne il significato, di aprire nuovi orizzonti e di generare nuove emozioni.

    Volutamente non sempre c’è una rispondenza diretta e immediatamente percepibile fra i versi del testo e la scelta iconografica al fine di sollecitare l’osservatore a costruire con la sua immaginativa associazioni, parallelismi, rispondenze, contrasti.

    Proprio sul contrasto tra la distanza cronologica del testo caproniano e l’attualità delle fotografie si gioca la scommessa di questo progetto che aiuta a guardare la Genova di Caproni con occhi che non sono gli occhi di Caproni, con uno sguardo che è lo sguardo nostro ma è anche lo sguardo filtrato da quello di un grande poeta.

    8 – 16 giugno 2012 – Palazzo Ducale, Cortile Maggiore – Spazio 36r

    Inaugurazione venerdì 8 giugno, ore 18

     

    Foto Mario Dondero

  • La prima seduta del nuovo Consiglio Comunale di Genova

    La prima seduta del nuovo Consiglio Comunale di Genova

    Via GaribaldiSi è tenuta ieri alle 14 a Palazzo Tursi la prima riunione del Consiglio Comunale di Genova. Si è trattato di una seduta dai contenuti piuttosto formali, in cui destavano particolare interesse soprattutto l’elezione del Presidente del Consiglio e la presentazione delle linee programmatiche del Sindaco.

    La riunione si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto in Emilia e di due importanti personalità genovesi recentemente scomparse, l’ex consigliere comunale Bruno Delpino e il comandante partigiano Gino Campanella.

    Prima di entrare nel vivo dei lavori si è proceduto alla sostituzione – tecnicamente surroga – di tre consiglieri nominati assessori (Bernini, Crivello e Garotta) a causa dell’incompatibilità delle due cariche. Al loro posto sono subentrati i candidati non eletti che avevano ottenuto il maggior numero di voti all’interno della stessa lista. Ha presentato, invece, le proprie dimissioni Pierluigi Vinai, tornato alla Fondazione Carige dopo l’esperienza delle elezioni. Al suo posto è entrato in Consiglio Luigi Grillo.

    Al terzo punto dell’ordine del giorno si trovava l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio Comunale, una delle questioni che avevano animato il dibattito politico in questi ultimi giorni. Alla seconda votazione è stato eletto Giorgio Guerello, che aveva già ricoperto questa carica nel ciclo precedente. Sull’elezione di Guerello la maggioranza ha votato in modo compatto e ha capitalizzato anche due voti provenienti dall’opposizione (27 voti Guarello, 1 Putti e 13 bianche). Questo nonostante l’Idv avesse manifestato una forte irritazione per la mancata attribuzione di una carica ai propri eletti. La maggioranza per ora sembra essere solida, ma si muove su un terreno scivoloso, poiché, in mancanza di un supporto da parte dei tre consiglieri dipietristi, il suo vantaggio sull’opposizione si ridurrebbe a cinque voti (21 a 16).

    Già a partire dall’approvazione del bilancio potranno verificarsi i primi problemi, poiché il coordinatore regionale Giovanni Palladini ha già sottolineato la contrarietà del proprio partito all’ipotesi di un aumento dell’Imu sulla prima casa. Lo stesso Palladini aveva anche rifiutato l’offerta di una delle due vicepresidenze, che sono andate a Pier Claudio Brasesco (Lista Doria) e Stefano Baleari (Pdl). Il regolamento del Consiglio Comunale prevede espressamente che una vicepresidenza vada all’opposizione.

    La conclusione di questa prima fase di “composizione” del Consiglio è stata caratterizzata dal giuramento del nuovo sindaco Marco Doria e dalla presentazione della nuova Giunta comunale con la riconferma degli assessori già presentati una settimana fa. Doria aveva chiesto fin dal principio che gli assessori non accumulassero incarichi e si dedicassero in toto al lavoro in Giunta, generando immediatamente difficoltà e polemiche. Alcune di esse sono rientrate, per esempio quella sul caso Oddone, assessore allo sviluppo economico, che dopo le prime reticenze, ha scelto di dimettersi dalla presidenza di Datasiel, la società informatica della Regione Liguria. Resta invece sulle proprie posizioni Isabella Lanzone, che ha deciso di mantenere il proprio incarico presso l’Asl di Udine. La Lanzone sarà assessore part-time al personale, percependo la metà dell’indennità prevista.

    La seconda parte della riunione del Consiglio Comunale ha invece toccato aspetti più politici, con la presentazione da parte del sindaco delle “linee di indirizzo politico” della nuova amministrazione comunale. Come ha affermato lo stesso Doria, non si tratta ancora di un vero e proprio “Documento programmatico di legislatura”, che verrà presentato successivamente e sul quale vi dovrà essere una delibera del Consiglio, ma di un’analisi meno formale di tre aspetti: le questioni di fondo che il Comune di Genova deve affrontare; i valori che guideranno l’azione dell’amministrazione; le relazioni di quest’ultima con gli altri soggetti pubblici e privati.

    La prima questione di cui ha parlato il nuovo sindaco è stata ovviamente la crisi economica. Marco Doria è stato chiaro: «…per l’Italia, per Genova, per l’Europa e per gli Stati Uniti non si profilano dei tempi da sviluppo economico accelerato». Per questa ragione il Comune dovrà impegnarsi per promuovere lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, ma al tempo stesso salvaguardare quelle già presenti. Genova è e resta una città industriale e portuale, ma dovrà crescere anche in nuovi settori nei quali presenta grandi potenzialità, come l’high tech, il turismo e la cultura. Altrettanto chiaro è stato il sindaco quando ha riconosciuto che il Comune, in realtà, non possiede competenze specifiche in ambito economico-produttivo, ma che, tuttavia, potrà cercare di esercitare pressioni politiche sulle decisioni che vengono prese a livello nazionale e regionale su questo tema.

    La crisi però non è solo economica. È evidente la presenza di un’altrettanto grave crisi sociale e politica. Sul primo versante il nuovo sindaco ha richiamato i principi di equità e giustizia sociale espressi dall’articolo 3 della costituzione e ha sostenuto la necessità di continuare a dare risposte immediate alle difficoltà dei singoli. In questo senso Doria ha affermato di non voler ridurre i servizi ai cittadini nonostante l’esigenza di contenere la spesa pubblica. Al tempo stesso il primo cittadino ha anche richiesto un impegno da parte degli organi comunali e dei suoi membri nel dare un esempio di trasparenza e integrità. Doria ha parlato di cultura della legalità come strumento per ridare dignità alle istituzioni e per contribuire a generare un riavvicinamento tra cittadini e politica.

    Altro tema fondamentale nel discorso di Marco Doria è stato l’ambiente. In questo ambito il sindaco prevede un forte impegno del Comune nella messa in sicurezza del territorio. Vi è la volontà di risolvere i problemi alla radice con investimenti ingenti che verranno programmati nel lungo periodo. Questo intervento strutturale comporterà anche la ridefinizione degli stili abitativi e costruttivi che hanno dominato fino ad oggi. In particolare il sindaco ha fatto riferimento al Piano Urbanistico Comunale (PUC) su cui già aveva iniziato a lavorare la giunta Vincenzi e che verrà ripreso dalla nuova giunta, cercando di mettere fine all’eccessivo consumo del suolo pubblico.

    Infine si è parlato di relazioni tra istituzioni comunali e altri soggetti pubblici e privati. L’amministrazione deve affrontare problemi complessi e spesso non ha i mezzi per farlo da sola. Per esempio nell’erogazione di servizi assistenziali alle persone hanno acquisito un ruolo sempre più importante le associazioni e le onlus che operano in questo settore affiancando il Comune. Il sindaco ha quindi sottolineato la necessità di coinvolgere maggiormente questi soggetti sia nella lettura dei bisogni esistenti, sia nella progettazione degli interventi. La stessa proposta è stata avanzata per ciò che riguarda i rapporti con gli altri enti pubblici, in particolare Regione e autorità portuale. Infine, Doria ha espresso il preciso intento di migliorare il dialogo con il mondo dell’economia. Di fronte alle richieste delle imprese l’amministrazione deve essere più efficiente. «Non e necessario che la risposta sia sempre positiva, ma deve arrivare con tempi certi e con il massimo della chiarezza» ha detto il sindaco. Su questo punto il Comune dovrà impegnarsi per favorire l’attività imprenditoriale genovese.

    Da questa prima seduta emerge senza dubbio la consapevolezza della complessità delle sfide che il Comune di Genova dovrà affrontare, ma al tempo stesso si percepisce la volontà di proporre soluzioni strutturali destinate a risolvere alla radice i problemi. Per ora si tratta ancora di “linee di indirizzo”, ma già nei prossimi giorni con la presentazione del bilancio e con i primi provvedimenti potremo verificare verso quale direzione si orienterà le nuova amministrazione Doria.

    Federico Viotti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • “Tatto e luce”, fotografie di Maria Passano a Palazzo Rosso

    “Tatto e luce”, fotografie di Maria Passano a Palazzo Rosso

    Tatto e luce Maria PassanoL’auditorium dei Musei di Strada Nuova di Palazzo Rosso ospita dal 9 giugno all’8 luglio la mostra fotografica di Maria Passano “Tatto e Luce”.

    La mostra nasce dall’incontro tra GenovaFotografiaLidia Schichter, da anni impegnata in progetti di integrazione ed accessibilità alla cultura da parte di persone disabili in particolare non vedenti, e la fotografa Maria Passano, che dal 2006 collabora con l’Istituto David Chiossone. 

    Per anni Maria accompagna i suoi amici non vedenti nei loro viaggi per la città, spesso proprio con Lidia: insieme visitano i musei, i palazzi storici, le mostre.

    Lidia racconta, i non vedenti ascoltano e conoscono attraverso le loro mani; Maria li guarda e, grazie alla sua macchina fotografica, cerca di fermare e di comunicare a noi tutti i tempi, i modi e le emozioni di quei percorsi.

    Maria PassanoLa presentazione ufficiale della mostra con successivo rinfresco offerto da Nuovi Profili è in programma venerdì 8 giugno insieme all’autrice, alla curatrice e a Elisabetta Papone, direttrice del Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte, l’Immagine di Genova, ideatrice e responsabile di GenovaFotografia, Eugenio Saltarel, presidente Unione Italiana Ciechi Onlus – Genova, Claudio Cassinelli, presidente Istituto David Chiossone Onlus, Stefano Bigazzi, giornalista.

    In occasione della mostra, martedì 19 giugno alle ore 17.30 è in programmala proiezione del film documentario Altri occhi (ingresso libero), mentre venerdì 27 giugno all ore 17  si tiene la visita guidata gratuita (con biglietto del museo Chiossone) insieme ai ragazzi di Dialogo nel Buio

  • Sporchi da morire: gli inceneritori ed i rischi per la salute dei cittadini

    Sporchi da morire: gli inceneritori ed i rischi per la salute dei cittadini

    Un film-progetto affronta uno dei temi più caldi con il quale la società civile deve oggi confrontarsi: la gestione dei rifiuti. Focalizzando l’attenzione sul fenomeno degli inceneritori, impianti che producono micro e nano-particelle altamente dannose – soprattutto a discapito delle generazioni future – come dimostrano le tante analisi internazionali, sottoscritte da numerosi scienziati, medici e ricercatori. Nonostante ciò, nel nostro Paese, tutti gli schieramenti politici si sono rivelati stranamente d’accordo nell’avallare la costruzione di queste strutture.

    Ma anche in Europa la situazione non è idilliaca: basti pensare all’inceneritore di Vienna, dall’aspetto colorato e quasi fiabesco, costruito proprio dentro la città. Comunque, nel vecchio continente, la tendenza principale è quella di non costruire più inceneritori, di produrre sempre meno rifiuti e di avviare una raccolta differenziata davvero capillare.

    Marco Carlucci, filmmaker indipendente, racconta il viaggio nel mondo delle nano-particelle e delle polveri sottili di Carlo Martigli, scrittore e giornalista, impegnato da sempre in inchieste scottanti. Il film, intitolato “Sporchi da morire”, nasce da alcune domande: è vero che gli inceneritori fanno male? Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando? Quali sono i rischi concreti per la salute? Quali sono i danni provocati dalle nano-particelle emesse dagli inceneritori? Quali sono le possibili alternative?
    Con questi interrogativi  in testa comincia la ricerca di Carlo A. Martigli, documentata dal film: interviste, filmati, esclusivi reportage in giro per il mondo, tra l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia, l’Inghilterra e l’Austria che faranno riflettere su un problema indicato da molti esperti come “invisibile inquinamento del nuovo millennio” e che riguarderà i nostri figli e le future generazioni.

    In Italia sono numerosi i politici – sindaci, assessori, consiglieri – che propongono all’amministrazione pubblica la soluzione miracolosa, rappresentata dalla costruzione di un inceneritore. Trovando sponda in altrettanti politici, ma anche illustri scienziati, i quali si prodigano nel tranquillizzare la popolazione che questi impianti non sono pericolosi per la salute. Oggi vengono addirittura nobilitati utilizzando il nome “termovalorizzatori”, termine bandito dalla Comunità Europea, perché ritenuto ingannevole.

    Gli inceneritori sono impianti che vengono utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti attraverso un processo di combustione che avviene ad alte temperature. Gli impianti di ultima generazione bruciano a temperature sempre più elevate. Proprio per quest’ultimo motivo i nuovi inceneritori sono ancor più pericolosi dei precedenti. Infatti più elevata è la temperatura di combustione, più sono piccole le dimensioni delle particelle emesse. Tutti i giorni le respiriamo e le ingeriamo: sono le polveri sottili (di dimensione micrometriche, ovvero del diametro medio compreso tra 10 e 1 micrometro) e le nano-particelle (ancora più piccole, con un diametro medio compreso tra 0,2 e 100 nanometri).

    In generale le particelle sono liberate naturalmente in atmosfera dai vulcani attivi, dagli incendi, dall’erosione delle rocce, dalla sabbia sollevata dal vento, ecc. Di solito le particelle di queste provenienze sono piuttosto grossolane. Spesso più sottili e normalmente assai più numerose, sono le particelle originate dalle attività umane, soprattutto quelle che prevedono l’impiego di processi ad alta temperatura. Tra questi processi, il funzionamento dei motori a scoppio, dei cementifici, delle fonderie e soprattutto degli inceneritori.

    Quindi l’attività di un inceneritore produce delle sostanze – polveri sottili e nano-particelle – di microscopiche dimensioni che s’insinuano nell’organismo umano attraverso l’apparato respiratorio ed anche attraverso l’apparato digerente, dato che le particelle si depositano anche sulle coltivazioni prossime agli impianti.

    Ma possibili alternative agli inceneritori – e quindi alla produzione di nano-paricelle e di polveri sottili – esistono per davvero. In altri Paesi ci sono dei modelli davvero significativi di gestione dei rifiuti come San Francisco, una delle città con la miglior raccolta differenziata al mondo o l’area della della Silicon Valey, simbolo dell’innovazione tecnologica e sempre più della green revolution. Anche in Italia esistono delle piccole “San Francisco” concreti esempi virtuosi di riciclaggio dei rifiuti basti pensare al paesino di Vedelago, in provincia di Treviso e il nuovo centro di riciclo di Colleferro, ironia del destino, sorto a pochi passi da un inceneritore. Queste strutture dimostrano che riciclare, non solo evita di inquinare l’ambiente con costi di gestione notevolmente più bassi, ma potrebbe creare migliaia di nuovi posti di lavoro.

    Sporchi da morire è un progetto italiano molto ambizioso e di ampio respiro internazionale grazie al coinvolgimento di esperti mondiali: il Professor Paul Connett, teorico della strategia “Zero Rifiuti”, il dott. Stefano Montanari e la dott.ssa Antonietta Gatti, esperti e scopritori delle patologie causate da nano-particelle; la Dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa e membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente, il biologo Prof.Gianni Tamino, Dott. Valerio Gennaro medico oncologo epidemiologo ISDE Italia, il dott. Federico Valerio Responsabile Chimica Ambientale IST di Genova, i sindaci delle città virtuose della Silicon Valley, Palo Alto e Barkeley, il sindaco di San Francisco Gavin Newson, il responsabile del Dipartimento Ambiente di San Francisco Jared Blumenfeld, i rappresentanti dell’IVS Francese – Dr. Calut e Dr. Laffont che sono i firmatari della più importante ricerca mondiale sul tema della pericolosità dell’incenerimento dei rifiuti, il prof. Dick Van Steenis che ha mappato la ricaduta dell’inquinamento sui bambini inglesi e bloccato 16 progetti in costruzione, il Dr.Luft, l’Associazione Rescue Workers Detoxification e la 911 Police Aid Foundation che si occupano delle persone ammalatesi per le inalazioni di nano-polveri dopo il crollo delle torri gemelle (circa 170.000 casi già accertati), i rappresentanti dei comitati nazionali ed internazionali, Padre Alex Zanotelli, Maurizio Pallante del Movimento Decrescita Felice, Greenpeace Italia, e tanti altri.

    Un film-progetto al quale hanno già aderito migliaia di persone in tutto il mondo, tanto da essere certificato come il film con i titoli di coda più lunghi del mondo, i quali saranno presenti, grazie ad un piccolo contatore grafico, fin dai primi minuti del film.

    FILM : Sporchi da Morire – FIlthy to the core

    DURATA: 93 min

    REGIA: Marco Carlucci

    con: Paul Connett – Stefano Montanari – Carlo A. Martigli

    musiche: Hinkel, David Sabiu, Daniele Mazzoli

    Produzione e Distribuzione: CDPrimafilm

    sito ufficiale: www.sporchidamorire.com

    facebook: http://www.facebook.com/SporchiDaMorire

    twitter: http://twitter.com/#!/SporchidaMorire

    SPORCHI DA MORIRE: PRIMO MESE DI PROGRAMMAZIONE, DIECIMILA GRAZIE!
    Si conclude il primo mese di proiezioni con risultati entusiasmanti. Sono infatti oltre 10.000 gli spettatori che hanno visto “Sporchi da morire” di Marco Carlucci, grazie ad una distribuzione indipendente affiancata da una fitta rete di proiezioni organizzate da Cittadini, Associazioni e Comuni in tutta Italia. E questo è solo l’inizio a dimostrazione che è possibile un “nuovo modo” di produrre e distribuire progetti indipendenti attraverso circuiti paralleli e partecipativi.

    A Genova non è ancora stata organizzata la proiezione di “Sporchi da morire”, eppure anche nella nostra città, da alcuni anni, si parla del progetto Inceneritore: la visione del film potrebbe indurre interessanti riflessioni anche in coloro i quali, finora, difendono a spada tratta questi impianti.

    Per informazioni: tel. 3396477847 – proiezioni@primafilm.it
    SITO FILM: WWW.SPORCHIDAMORIRE.COM
    Sul sito web www.sporchidamorire.com è possibile compilare il modulo di richiesta proiezione.

     

    Matteo Quadrone

  • Vintage in Porto: bancarelle e baratto in Piazza delle Feste

    Vintage in Porto: bancarelle e baratto in Piazza delle Feste

    Sabato 30 giugno e domenica 1 luglio 2012 si terrà in piazza delle Feste al Porto Antico una nuova edizione di Vintage in Porto, la mostra mercato organizzata dall’associazione culturale VintaGe e dedicata all’abbigliamento, agli accessori e agli oggetti che non passano mai di moda. In programma due giorni ricchi di eventi tra concerti, spettacoli e molte bancarelle, allo scopo di valorizzare le tappe che hanno segnato la cultura Vintage attraverso mostre, eventi, concerti, workshop e dibattiti aperti al pubblico.

    Tutte le iniziative sono suddivise in 4 principali aree tematiche:
    1) Moda: una selezione di capi e accessori vintage appartenuti al secolo scorso, dedicati a tutti coloro che amano cercare nel passato la loro moda personale. In programma sfilate, concorsi di bellezza, workshop, lezioni di acconciatura, set fotografici.

    2) Arte: dalla Pop Art all’Arte Contemporanea con quadri, manifesti, stampe e libri. In programma mostre, installazioni e performance artistiche.

    3) Design: spazi, colori, linee e forme applicate dal dopoguerra ad oggi. In programma presentazione di progetti di giovani designer, mostre, esposizioni di auto e moto d’epoca.

    4) Musica: concerti, Dj set, corsi, esibizioni e gare di ballo, spettacoli.

    Nell’ambito delle due giornate si terrà anche un’ora dedicata al baratto: dalle 17.30 alle 18.30 di domenica 1 luglio si potrà portare vestiti, scarpe, borse, fumetti e molti altri oggetti da scambiare con le altre persone partecipanti. L’evento è a numero chiuso, perciò è necessario prenotarsi per tempo scrivendo una mail a swap@swapstore.it o telefonando al numero 392 6839302.

  • “If the bomb falls”, festival dell’autoproduzione al Lsoa Buridda

    “If the bomb falls”, festival dell’autoproduzione al Lsoa Buridda

    Poster InvasionIl centro sociale Buridda ospita venerdì 8 e sabato 9 giugno il festival delle autoproduzioni “If the bomb falls” vol.3: a partire dalle 18 fino a notte fonda sono organizzate mostre,  distribuzione di dischi, fumetti,  vestiti, creme cruelty free, cibo, cinema con documentari e corti d.i.y. stand gastronomici, free paint; il cui comune denominatore di tutti questi eventi è l’autoproduzione, l’autorganizzazione e la voglia di comunicare passioni, idee e progetti, sono reali alternative ad un’esistenza in crisi.

    Per entrambi i giorni è in esposizione al mostra “Poster Invasion”, con 35 locandine di concerti realizzate da 22 artisti italiani e stranieri tra cui: Alberto Valgimigli, Sergio Masala, Fabio Ramiro Rossin, Marco About Bevivino, Finger Prints, Dario Maggiore, Francesco Marrello, Damien Tran, Vittore Baroni e molti altri.

    Ecco nel dettaglio il programma delle due giornate:

    Venerdì 8 giugno

    alle 19 workshop: “le piante commestibili del nostro territorio: trovarle e riconoscerle”

    alle 20.30 workshop: “Impariamo la serigrafia con Corpoc – Bergamo:se vuoi partecipare portati una maglia su cui stampare!”

    alle 22.30 Concerto Peggioklasse – rap disagio locale, Casa Degli Specchi and friends – il meglio dell’hip hop imperiese, Seele Brent – ricerca pesante dal levante, Infarto – chaotic screamo da Bergamo, Lo-fi sucks! – gli alfieri diy genovesi, CRTVTR – il ritorno a Genova e altre guest

    Sabato 9 giugno

    dalle 14 workshop: “Arte multimediale interattiva con Tom Shofield” a cura di Suite-Case

    alle 19 workshop: “DIY in che senso? capirlo e praticarlo” con Cesare CRTVTR

    alle 22.30 Pira 666 e Mat 64 – cervellomeccanico records, Spot – 8bit champion, Useless Idea – Eves music, Merckx – dark-psy locale, Vortex Klub – technoshamanmuzak! da Bologna, Port-Royal – il meglio elettronico da Genova/Berlino e altre guest.

    Prima delle 21.30 si paga 3 euro, dopo 5 euro.

  • Istituto idrografico della Marina: alla ricerca di una nuova sede

    Istituto idrografico della Marina: alla ricerca di una nuova sede

    Il Forte San Giorgio di GenovaL’Istituto Idrografico della Marina, l’Organo Cartografico dello Stato designato alla produzione della documentazione nautica ufficiale nazionale, ospitato da 140 anni (la ricorrenza sarà il prossimo 26 dicembre) al Forte San Giorgio, è alla ricerca di una nuova sede. L’edificio in cui si trova attualmente,infatti, non garantisce più i requisiti necessari a un moderno stabilimento di lavoro, con immediate conseguenze proprio sul suo funzionamento.

    Ieri in consiglio regionale, Lorenzo Pellerano, consigliere della Lista Biasotti, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata a Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, per conoscere quali iniziative intenda assumere la Giunta per salvaguardare la presenza a Genova dell’Istituto Idrografico della Marina Militare e per individuare un sito adeguato per la nuova sede.

    L’I.I.M., un organo unico nel suo genere in Italia, conduce il rilievo sistematico dei mari italiani avvalendosi di navi idro-oceanografiche della Marina Militare appositamente attrezzate e di proprie spedizioni, valorizza e controlla i dati raccolti per organizzarli e finalizzarli alla produzione della cartografia e documentazione nautica, sia tradizionale sia in formato elettronico, e cura la diffusione delle informazioni nautiche in ambito nazionale e internazionale, per garantire la sicurezza della navigazione.
    Il presidente Burlando, pur sottolineando il lavoro che la Regione sta affrontando per trovare una soluzione alternativa al Forte, ha precisato che l’ultima decisione spetta alla Marina Militare stessa, che dovrà considerare la nuova collocazione dell’Istituto anche in base ai proventi derivanti dalla vendita di alcuni immobili di sua proprietà a Genova.

    Le ipotesi in campo sono sostanzialmente due: il futuro villaggio tecnologico degli Erzelli e l’area delle ex lavanderie industriali adiacente ai Magazzini del Cotone. «Entrambe le soluzioni consentirebbero interessanti sinergie – sottolineaPellerano – l’importante è individuare velocemente un’alternativa».

    Agli Erzelli, dove sorgerà l’agognato polo tecnologico con aziende del settore, l’Università di Ingegneria, l’Istituto Idrografico potrebbe trovare una collocazione adeguata. «La Marina Militare dispone anche dell’Utnav – sottolinea il consigliere della Lista Biasotti – un organo che si occupa di progettazione navale. Quindi il collegamento con Ingeneria e la vicinanza con Fincantieri potrebbero permettere di realizzare sulla collina degli Erzelli un polo nautico di valore europeo dove formazione, ricerca e progettazione procedano di pari passo».

    L’altra soluzione è un’area adiacente ai Magazzini del Cotone, le ex lavanderie industriali: un’ipotesi che, spiega Pellerano «Oltre a essere stata accolta positivamente dalle rsu dell’Istituto, non solo consentirebbe positive sinergie con la Capitaneria di Porto e una maggiore vicinanza al porto e alle navi dell’ente, ma anche la possibilità di valorizzare e far conoscere alla città e ai visitatori del Porto Antico il patrimonio di tecnica e cultura che l’Istituto e la sua biblioteca custodiscono».

    «Il presidente Burlando ha risposto che dai colloqui avuti con la Marina Militare sembrerebbe che quest’ultima propenda per l’ipotesi Erzelli – continua Pellerano – Certo però sono necessarie alcune valutazioni di carattere economico, perchè questa soluzione appare particolarmente costosa».

    La Marina però dispone di alcuni immobili in città, in particolare a Punta Vagno e dalla dismissione di queste proprietà ricaverà le risorse economiche necessarie per trovare una nuova collocazione per l’Istituto Idrografico della Marina.

    «Mi auguro che l’intento di preservare un’eccellenza del nostro territorio come l’Istituto idrografico della Marina non sia solo una volontà della Regione Liguria, ma anche del nuovo sindaco di Genova sottolinea Pellerano – è fondamentale unire le forze per difendere le nostre competenze e salvaguardare il valore occupazionale che questo ente rappresenta. Per questo confido anche nella volontà del presidente dell’Autorità portuale, Luigi Merlo, di preservare l’Istituto trovando un accordo con gli altri enti».

    «Dopo l’open day del 21 giugno al Forte San Giorgio – conclude  il consigliere Pellerano – organizzato dall’Istituto per la giornata mondiale dell’idrografia, il prossimo 26 dicembre ricorrerà il 140esimo anniversario dell’Istituto Idrografico della Marina a Genova: credo che questa ricorrenza meriterebbe di essere celebrata proprio con l’individuazione di una nuova sede per l’Istituto, attraverso un accordo unanime tra tutti gli enti locali interessati, Regione, Comune e Autorità portuale. So che il direttore dell’Istituto idrografico, ammiraglio Liaci, e tutta la Marina, sono molto sensibili alla permanenza a Genova dell’ente: si tratta ora di riunirsi attorno a un tavolo e individuare la soluzione migliore».

     

    Matteo Quadrone