Anno: 2012

  • “Un Museo per Museo”, mostra di artisti ivoriani e liguri alla Commenda di Prè

    “Un Museo per Museo”, mostra di artisti ivoriani e liguri alla Commenda di Prè

    Commenda di PrèDal 13 al 17 giugno il Museo della Commenda di Prè ospita l’esposizione di cinquanta opere di artisti ivoriani e liguri  e una conferenza sull`arte contemporanea africana.

    La mostra è nata per promuovere la ricostruzione del Museo Nazionale della Costa d`Avorio, fortemente distrutto dalla recente guerra.

    Gli artisti hanno donato le loro opere che saranno esposte ad Abidjan in Costa d`Avorio, per essere vendute poi all`asta.

    L’iniziativa è a cura della Società Promotrice di Belle Arti della Liguria in collaborazione con Mu.MA, e viene presentata nella conferenza da Maria Paola Profumo, presidente Mu.MA, e Janine Tagliante Sarcino, ambasciatore della Costa d`Avorio.

    Nell’ultimo giorno di esposizione è in programma la presentazione del libro “Il Re è andato nella foresta” con un’interessante proiezione inedita su un funerale ed intronizzazione di un Re Koulango “Coloro che non hanno paura”( ore 17 nel Museoteatro).

     

  • Regione Liguria: nuovi strumenti tecnologici per prevenire il rischio idrogeologico

    Regione Liguria: nuovi strumenti tecnologici per prevenire il rischio idrogeologico

    Un progetto, messo a punto dall’agenzia regionale di protezione ambientale in collaborazione con il Comune di Genova, che si basa sul potenziamento del sistema d’allerta del rischio idrogeologico, per la prima volta renderà possibile trasmettere in rete, in tempo reale, i dati sul livello dell’acqua: i sensori, infatti, saranno collegati con un sistema di allarme, attraverso sirene e pannelli collocati sul torrente Fereggiano ed in altre parti della città, che forniranno immediatamente il quadro della situazione.

    «Abbiamo aderito alla filosofia con cui è stata lanciata la raccolta fondi, attraverso il concerto “Una mano per Genova” del 20 dicembre scorso al 105 Stadium, organizzato da Gino Paoli, elaborando un progetto di protezione civile che ci consente di sperimentare sulla Val Bisagno e sul rio Fereggiano nuovi strumenti tecnologici molto avanzati», così ha affermato l’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile, Renata Briano, intervenendo questa mattina alla presentazione del progetto regionale, messo a punto grazie ai finanziamenti di 101.812,50 euro raccolti dal Live Aid organizzato da Gino Paoli, in collaborazione con Duemilagrandieventi, che ha visto la partecipazione di grandi protagonisti della spettacolo e della musica italiana.

    Il piano è stato redatto sulla base dello studio di fattibilità sulla mitigazione del rischio esondazione nei torrenti Bisagno e Fereggiano, realizzato dall’ingegner Emanuele Codacci Pisanelli. Attraverso il finanziamento saranno realizzate 4 nuove stazioni di rilevamento del livello dell’acqua che si andranno ad aggiungere alle 10 già presenti sul Bisagno e sul Fereggiano.

    Oltre a sirene e pannelli collocati sul torrente Fereggiano, altri pannelli a messaggio variabile connessi al sistema informativo dell’agenzia regionale di protezione ambientale, saranno collocati in città, per comunicare tempestivamente alla popolazione quanto sta avvenendo. 

    «Nuovi trumenti tecnologici molto avanzati che ci consentiranno di avvisare immediatamente i cittadini – ha spiegato l’assessore Briano – Inoltre la Regione ha stanziato ulteriori 100.000 euro per estendere la sperimentazione in altre parti del territorio, secondo le priorità di rischio».

    Contestualmente alle iniziative sulla prevenzione – che saranno operative entro l’autunno – Regione Liguria e direzione scolastica regionale, daranno il via al “progetto scuole”, con il coinvolgimento di tutti i presidi, per diffondere il più possibile la cultura della prevenzione del rischio e i comportamenti conseguenti. «Insieme all’assessorato alla formazione – ha concluso Briano – da settembre avvieremo un percorso con le scuole liguri, tramite incontri e giornate formative, sulle tematiche del rischio e dell’allerta idrogeologico».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore

  • Tutte le sagre in programma nel weekend a Genova e Provincia

    Tutte le sagre in programma nel weekend a Genova e Provincia

    RavioliCon l’arrivo della bella stagione si moltiplicano anche le sagre gastronomiche in giro per Genova e Provincia.

    Da venerdì 8 a domenica 10 giugno in località Poggio, sopra a Bogliasco, si tiene la sagra dei muscoli, con distribuzioni di spaghetti ai frutti di mare, cozze alla marinara, oltre che i classicissimi pansoti con salsa di noci , la carne e i dolci.
    Per tutti i tre giorni l’apertura degli stands gastronomici è prevista alle 19.30.

    A Sori, in località Capreno, sabato 9 e domenica 10 si tiene la sagra delle ciliegie, con stand gastronomici e specialità locali tra cui ravioli, trofie al pesto, focaccette al formaggio, carne e salamini alla brace, porchetta e tanto altro.

    A Recco sabato 9 giugno c’è Reccologia, una giornata intera di festa, con laboratori sui temi del riciclo, del riuso e del turismo sostenibile. Dalle 14 alle 20 stand e banchetti con il festival della scienza, ADM – Genova, Il mio pallino verde, Terra! onlus, Outdoor Portofino, Area Marina Protetta Portofino e Operazione Mato Grosso. Dalle 21 alle 24 concerto di Pedro Navaja SoundMachine, Z-TOWN e The Rockadelics.

    Nel centro storico di Chiavari sabato e domenica c’è il mercatino dell’antiquariato, con circa 180 banchetti ed espositori provenienti da ogni parte del nord e centro Italia e talvolta anche dall’estero. La merce è varia e va dal mobile all’oggetto più ricercato. Domenica 10 giugno si tiene la manifestazione Artisti in Strada in piazza Mazzini dalle ore 8 alle 20.

    A Isoverde, sabato 9 e domenica 10 giugno c’è la “Bratta e Ravieu“, un evento da non perdere per gustare ottimi ravioli e per godersi le spettacolari evoluzioni dei fuoristrada. Sabato gli stand aprono alle ore 19, domenica alle ore 12.

    Ronco Scrivia ospita nella giornata di sabato la prima edizione della sagra dell’acciuga organizzata dai gruppi del Ricreatorio Parrocchiale di Ronco Scrivia per raccogliere fondi per il restauro dell’ Ex Cinema Parrocchiale. Il menù prevede spaghetti allo scoglio e con sugo di acciughe, penne al sugo, acciughe marinate e fritte, roast-beef, salsiccia e wurstel alla brace, patatine fritte e pomodori, dolci casalinghi.

    A Mele da venerdì 8 a domenica 10 giugno c’è la 12esima edizione della sagra du Fugassin. Tutte le sere dalle 18 focaccini farciti, salsiccia, wurstel, patatine fritte, macedonia e servizio bar nel centro storico del paese del ponente genovese.

    A Coreglia Ligure da venerdì 8 a lunedì 11 c’è la Festa di Sant’Antonio, con un menù composto da ravioli, trofie al pesto, asado, testaieu ed altre specialità liguri. Venerdì 8 giugno serata con la cucina della “Rosa”, sabato 9 la specialità della serata è la frittura di pesce, domenica 10 giugno c’è la muscolata mentre lunedì 11 la serata pasta e fagioli.

  • Datasiel: urge riorganizzazione dell’azienda informatica della Regione

    Datasiel: urge riorganizzazione dell’azienda informatica della Regione

    Datasiel è l’azienda informatica della Regione Liguria (a capitale interamente pubblico), il principale punto di riferimento dell’informatica ligure per la Pubblica Amministrazione. La Regione Liguria ha assegnato a Datasiel il ruolo di strumento operativo del SIIR, il Sistema Informativo Regionale Integrato, che comprende le aziende sanitarie e ospedaliere, l’Agenzia sanitaria regionale, l’Arpal, gli Enti Parco, l’Agenzia regionale Liguria Lavoro, l’Agenzia regionale In Liguria per la promozione turistica, le agenzie territoriali per l’Edilizia Arte, l’Agenzia per i servizi scolastici e universitari.

    Un’azienda di cui si è parlato molto negli ultimi mesi, soprattutto dopo la chiamata del sindaco di Genova Marco Doria al presidente (ormai ex) di Datasiel Francesco Oddone per la carica di assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Genova. Oddone aveva assunto la presidenza neanche un anno fa con il compito di riorganizzare una realtà da più parti indicata a rischio chiusura: contenimento dei costi e ridefinizione della mission i primi obiettivi. Poi lo scorso aprile è arrivata come un fulmine a ciel sereno l’inchiesta aperta dall’azienda di servizi di consulenza e revisione “Deloitte” sulla concessione a Datasiel dei servizi Cup delle Asl liguri per 50 milioni di euro. In quell’occasione i revisori produssero anche una radiografia del personale evidenziando una “elevata eterogeneità degli skills (competenze ndr) con elevata presenza di profili non tecnico scientifici anche nei centri di eccellenza”.

    Oggi, in questo caldo venerdì di giugno, una lettera firmata dalla Cgil Fiom irrompe sulla scena e riporta il nome dell’azienda sulle prime pagine dei quotidiani: «Datasiel non è un problema: rischia di diventarlo se si continua a dare voce a chi non vuole cambiare nulla e difende rendite di posizione. Alcuni di questi/e sono collocati all’interno dell’azienda, sono una piccola minoranza che vuol tenere in vita i propri privilegi, questi sono i veri nemici di Datasiel».

    Il sindacato intende innanzitutto difendere il patrimonio dell’azienda rappresentato dai 397 dipendenti: «La pressione mediatica su aspetti secondari del ‘problema Datasiel’ rischia di sviare il dibattito dai reali problemi ben evidenziati dalla Relazione Deloitte, circa le modalità di attuazione delle legge 42 (Legge Regionale per l’Istituzione del Sistema Informativo Regionale Integrato per lo sviluppo della società dell’informazione in Liguria, ndr); il rischio evidente è quello di rimettere in discussione i contenuti di quest’ultima a favore di altri modelli, molto più rischiosi per la Regione, ma vantaggiosi per qualche singolo privato. La disinformazione è strumentale: Datasiel non è una società da 59 milioni di Euro, il fatturato è di circa 43 di cui oltre un terzo per acquisti di beni e servizi effettuati per conto degli enti SIIR, spesso con sensibili ribassi rispetto ai valori di gara».

    E ancora: «Datasiel non è un carrozzone che impegna 400 persone per la sola erogazione di servizi informatici: c’è una struttura organizzativa da ottimizzare, ma molti dipendenti svolgono in outsourcing servizi gestionali per conto degli enti SIIR, soprattutto in ambito sanitario – si legge nella nota diffusa dal sindacato – Inoltre il personale Datasiel non è privilegiato: ci sono casi che hanno medie retributive superiori al Contratto Nazionale, legati a politiche discrezionali, che la Fiom-CGIL sta cercando di eliminare, ma la regola è un inquadramento in base al CCNL metalmeccanico, meno oneroso di quelli regionali e della sanità, dati verificabili. In azienda vi sono centinaia di lavoratori che ricevono la sola retribuzione contrattuale, non ricevono incentivi “particolari”, non hanno da anni uno scatto di livello, ricevono scarsa ed in alcuni casi nulla formazione, lavorano a diretto contatto con il pubblico senza riconoscimento alcuno, e leggono sui giornali d’essere dei “privilegiati”».

    Poi, per quanto riguarda i ruoli dirigenziali all’interno dell’azienda, la Fiom denuncia: «Datasiel ha un bassissimo numero di dirigenti (il 3,3% dell’organico, mentre altre Aziende o Agenzie Regionali superano il 15%) e questi non godono delle tutele dei contratti pubblici, non sono privilegiati e non hanno auto blu. Negli ultimi anni, però, ci sono stati alcuni inserimenti, retribuiti economicamente molto al di sopra della media aziendale, soprattutto Dirigenti non a diretto contatto con il cliente, a maggior ragione non giustificabili, perché indiretti.»

    Quindi, quali sono i “problemi veri” di Datasiel?
    Come già rilevato da Deloitte la mission assegnata a Datasiel è limitata e non in linea con le attività effettivamente svolte, come servizi gestionali in outsourcing (CUP, sistemi anagrafici, retribuzione dei medici), servizi di comunicazione istituzionale, centrale di acquisti informatici. Inoltre, anche questo sottolineato dall’inchiesta dell’azienda di revisione, percentuali significative del personale non dispongono di competenze in linea con la mission stessa. Il sindacato individua fra le problematiche anche la forma delle convenzione e lo statuto aziendale che non assicurano alla Regione una adeguata possibilità di governance e prevedono pesanti adempimenti burocratici propri del rapporto cliente fornitore che determinano uno spreco di risorse, favorendo (assieme ad altre cause endogene) l’allocazione di personale interno su attività non direttamente produttive.

    Quali le possibile soluzioni? Ecco le proposte della Fiom:
    «Sciogliere il nodo: cosa deve essere Datasiel? Occorre scegliere per uscire dall’equivoco. Le esigenze di contenimento della spesa e di miglioramento costo/qualità dei servizi richiedono di lavorare da subito all’interno degli spazi della LR 42: definire una mission che consenta di impiegare produttivamente, valorizzandone le diverse esperienze, tutte le professionalità aziendali (esplicitando le diverse tipologie di servizio che l’azienda già eroga o ha la possibilità di erogare). Modificare lo statuto aziendale e la forma della Convenzione al fine di aumentare la possibilità di governance della Regione e semplificare i rapporti operativi (anche al fine di recuperare personale ad attività direttamente produttive). Definire all’interno della Convenzione nuove modalità di finanziamento ‘a costo’ supportate dall’adozione di un sistema di contabilità che consenta di controllare le componenti di costo associate a ciascuna tipologia di servizio. Semplificare la struttura organizzativa dell’azienda riducendo le strutture di staff e assicurando una maggiore tracciabilità del processo decisionale nelle attività produttive.»

    Il sindacato nella nota aggiunge anche un giudizio positivo sul lavoro svolto da Francesco Oddone: «E’ ora importante individuare al più presto una figura in grado di completare il lavoro avviato, entro breve tempo. Una figura che somigli a quella di Oddone, una persona competente, slegata dalle logiche politiche, che risponda solo alla Regione, che voglia cambiare l’azienda davvero per migliorarla. Da queste cose valuteremo il nuovo.»

    [foto di Diego Arbore]

  • Suq Genova 2012, intervista all’organizzatrice Carla Peirolero

    Suq Genova 2012, intervista all’organizzatrice Carla Peirolero

    Carla PeiroleroMercoledì 13 giugno si alzeranno le tende e si aprirà il sipario del Suq 2012, anzi, a dir la verità le tende al Suq si costruiranno, in perfetto stile kazako! Una Yurta, una tipica abitazione mobile delle popolazioni nomadi dell’Asia centrale, sarà infatti la particolare sede delle iniziative “eco” che sono state organizzate quest’anno per la prima volta; una delle tante novità della XIV edizione del Bazar dei popoli e delle culture 2012. Ne abbiamo parlato con la direttrice e produttrice della manifestazione, l’attrice e regista Carla Peirolero.

    Il tema dell’edizione di quest’anno è “Identità e differenze”. Quanto è importante per la città di Genova incontrare e capire le identità che la abitano e sottolinearne le differenze?

    «Genova è una città che storicamente si è fatta realtà d’accoglienza per umanità da ogni parte del mondo. La città deve avere sempre memoria di questo, della sua storia passata e del suo presente per rinnovare il rispetto nei confronti delle genti che la abitano e per costruire solide trame per il futuro. Gli immigrati, l’incontro con le loro storie possono essere una opportunità di crescita, di scambio, così come lo è l’incontro in campo artistico, di cui il Suq vuole essere una realizzazione. “Identità e differenze” è un tema che verrà declinato al Suq in spettacoli, dibattiti, workshop: momenti di conoscenza e di condivisione perché l’integrazione si vive concretamente nello spazio dello stare insieme».

    Qualche anticipazione sulle novità del Suq 2012?

    «Quest’anno le tematiche ambientali saranno uno dei punti forti dell’offerta culturale del Suq: l’originale spazio di una tenda kazaka Yurta sarà infatti l’epicentro di una serie di appuntamenti “green” realizzati in collaborazione con la Fondazione Muvita che si occupa di divulgazione scientifica e culturale in tema di ambiente, energia e sviluppo sostenibile. Sabato 16 e sabato 23, a partire da mezzanotte, la tenda ospiterà le Veglie in Yurta, serate di conversazione e viaggio; inoltre ogni sera ci sarà l’appuntamento Il Passaggio di Enea, una serie di incontri con la poesia ligure all’inizio del XXI secolo. In anteprima nazionale poi, ci sarà la presentazione con la madrina Syusy Blady di Plant-for-the-Planet Italia, la filiale italiana del movimento internazionale dei bambini-piantatori di alberi nato sotto l’egida ONU. Quest’anno infine abbiamo il piacere di ospitare l’artigianato e le iniziative di due nuovi paesi: Egitto e Cina. Ormai il Suq sta entrando nella piena adolescenza, ha quasi quattordici anni e come tutti gli adolescenti, avrà voglia di cambiare, sperimentare, ribellarsi…»

    Cambiamenti in vista per il giovane Suq?

    «Il Suq in effetti “scalpita” perché vorrebbe diventare indipendente dal punto di vista “abitativo”: avere cioè una propria sede permanente dove dar vita ad attività interculturali tutto l’anno, uno spazio che possa accogliere tutta la Compagnia del Suq e la rete di realtà e associazioni che con essa collaborano. Abbiamo già realizzato tre progetti per il recupero di altrettante zone cittadine : la Loggia di Banchi, il mercato del Carmine e lo spazio del Music Store al Porto Antico ma per ora non abbiamo ricevuto risposte. Sono certa tuttavia che questo sarebbe un ottimo segnale per la manifestazione in sé e per tutta la città e contribuirebbe a rendere ancora più grande il Suq; 12 giorni sembrano non bastare più e il Suq vorrebbe diventare grande anche a livello temporale».

    Il Suq è il “bazar dei popoli e delle culture”. Non c’è forse il rischio di una spettacolarizzazione eccessiva delle componenti cittadine di origine straniera, limitata ad un singolo evento annuale, e una loro dimenticanza nel resto dell’anno?

    «Gli spettacoli e i laboratori realizzati dall’Associazione Suq in realtà si sviluppano lungo tutto il corso dell’anno: da marzo sono in corso i laboratori di teatro interculturale all’Università di Genova e in alcuni istituti superiori cittadini. Si sono realizzate 15 conferenze-spettacolo con artisti immigrati e genovesi che hanno girato gli istituti scolastici della Liguria per dire no al razzismo; la collaborazione con il Teatro Stabile è sempre attiva per la messa in scena degli spettacoli interculturali. Questo per sottolineare che il Suq è una rete in costante movimento e sempre attiva, tutto l’anno, e non potrebbe essere altrimenti perché il Festival, in caso contrario, non si farebbe. A livello istituzionale, siamo in costante contatto con i consolati della città che ci permettono di far esibire al Suq gruppi dei loro paesi d’origine. Insomma, anche quest’anno il 24 giugno si chiude il festival 2012 e il 25 inizieremo a lavorare per il 2013».

    Il Suq e l’Internazionale: i fatti che hanno interessato il Mediterraneo nel 2011 e lo interessano tutt’ora faranno parte dell’offerta culturale del Suq 2012?

    «Quest’anno riserveremo un’attenzione speciale alla Tunisia, il primo paese da cui scaturì la scintilla che coinvolse poi i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo. Sabato 23 avremo ospite Mohammed Sgaier Awlad Ahmad, poeta della rivoluzione tunisina, che parlerà dei suoi versi ispirati al sacrificio dei giovani fino alla stesura della nuova Costituzione».

    Il Suq e la Politica: cosa si aspetta dalla nuova giunta comunale genovese?

    «Ci aspettiamo, come ho già detto prima, una dimora per il Suq: questo era anche un punto chiave della giunta Vincenzi, una promessa che tuttavia non si è realizzata. Il mio desiderio è di creare un format artistico forte, un contenitore per tutte le realtà che nella città si occupano professionalmente e associativamente di intercultura. Genova ha un’alta percentuale di studenti stranieri iscritti all’università, una vocazione mercantile secolare e si meriterebbe questo luogo d’incontro e scambio per le identità della città. Gli spazi promozionali che attrarrebbe aiuterebbero a sostenerlo economicamente: se un’idea è forte catalizza investimenti e questo è stata la forza del Suq per più di un decennio. Se avessimo dovuto far affidamento solo sugli investimenti pubblici non ce l’avremmo mai fatta a garantire la continuità del Suq per più di 10 anni».

    A questo proposito, il Suq e l’Economia: in un suo recente articolo pubblicato da Repubblica pone l’accento sui problemi economici e di finanziamento dell’offerta culturale italiana…

    «Quest’anno il budget complessivo della manifestazione non arriva a 200.000 euro, di cui noi copriamo il 60%. In generale la cifra dell’investimento comunale è andata via via riducendosi: nel 1999 l’apporto pubblico era di 80.000 euro (il nostro apporto era il 20% del totale), nel 2011 era di 34.000 euro. Praticamente le parti si sono capovolte, quando il Suq nel corso degli anni ha esponenzialmente aumentato le presenze, catalizzando sempre più persone. Credo sia necessaria una profonda riflessione sull’offerta culturale cittadina: senza cultura non c’è sviluppo e per creare sviluppo sarebbe necessario coinvolgere tutte le forze vitali di questa città».

    Ci piace terminare ricordando una frase dell’antropologo Marco Aime: “E se la parola suq viene usata da qualcuno in modo spregiativo , per indicare confusione, disordine, rispondiamogli che è vero: confondersi con gli altri è il solo modo per fare umanità.”

     

    Antonino Ferrara

  • Serata house e concerto de Le Minigonne nel weekend del Senhor de Bonfim

    Serata house e concerto de Le Minigonne nel weekend del Senhor de Bonfim

    Musica elettronicaVenerdì 8 giugno al Senhor do Bonfim in passeggiata a Nervi è in programma il secondo appuntamento con le serate Easy Like, che ospitano alcuni dei dj più affermati della scena italiana.

    Dopo il successo ottenuto da Charlie e Angelo Maizzi, il locale ospita un altro mostro sacro della musica house: Paolo Kighine, oltre che Ugo Sabatino ed Emiliano Gandolfi che sono gli ideatori e gli organizzatori di questi eventi.

    Ingresso 8 euro con consumazione.

    Sabato 9 giugno dalle 23.30 ritornano al Senhor do Bonfim Le Minigonne con il loro spettacolo basato sui brani beat d’oltremanica ed oltreoceano degli anni ’60 che i cantanti nostrani dell’epoca traducevano poi in lingua madre, contribuendo così alla diffusione di musica altrimenti di più difficile ascolto. Il gruppo delle Minigonne si è recentemente rinnovato con la sostituzione delle chitarrista e l’aggiunta della quinta Minigonna, la tastierista Roberta Ricci.

    Le Minigonne nascono come idea verso il finire del 2007, in vista del festival alessandrino Primavera Beat Vol.2. In quasi quattro anni di attività hanno già calcato palchi importanti, tra cui l’Estragon di Bologna, L’Hiroshima Mon Amour di Torino e il Ferrara Music Park. Hanno registrato, tra gli altri, il brano “L’ultimo amore”, versione italiana di “Everlasting Love” dei Love Affair, portata al successo dai Ricchi e Poveri al Cantagiro ’67.

    Il repertorio della band tutta al femminile è costituito da brani in origine inglesi ma tradotti in italiano, come usava in quel glorioso periodo ed il nome della band, oltre a sottolineare il fatto che sono tutte ragazze, omaggia uno dei simboli degli anni Sessanta: la celebre gonna inventata dall’inglese Mary Quant.

    Formazione:
    Elisabetta “Sbeatta” Gagliardi: voce e farfisa
    Daniela “Helmy” Caschetto: basso e cori
    Silvia “Sissi” Buzzoni: batteria emiliana
    Cristina Manfredini : chitarra e cori
    Roberta Ricci: farfisa e cori
    Ingresso 8 euro con consumazione

  • Genova Smart City: gli obiettivi concreti e le prospettive future

    Genova Smart City: gli obiettivi concreti e le prospettive future

    GenovaA due anni dalla candidatura di Genova al progetto Smart City–Città intelligente, fortemente voluto dall’ex sindaco Marta Vincenzi, abbiamo provato a tracciare un bilancio di quello che è ancora un percorso lungo, un work in progress, il cui scopo primario è la diffusione di buone pratiche e la disseminazione sul territorio di tecnologie innovative che dovranno essere replicate autonomamente dalle singole città “intelligenti” coinvolte.

    Smart city è una sfida che l’Unione Europea ha lanciato alle città proponendo loro di attuare tutte quelle azioni in grado di combinare simultaneamente competitività e sviluppo urbano sostenibile. L’obiettivo è quello di ottenere una città che attiri gli investitori stranieri e contribuisca allo sviluppo dell’imprenditoria locale, grazie all’incremento di tecnologie pulite ed efficienti e soprattutto a bassa emissione di CO2.
    «Smart city è una città che vuole migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti attraverso lo sviluppo sostenibile, l’alta tecnologia e la ricerca legata all’innovazione – spiega Gloria Piaggio, coordinatrice di Genova Smart City – Fondamentale è avere una visione chiara della Genova del futuro, una realtà mediterranea rispettosa delle categorie più fragili, che punta sulla semplificazione e la trasparenza».
    «Non parlerei di “progetto”, bensì di un processo che si pone l’obiettivo di trasformare la città – continua Piaggio – Per raggiungerlo esistono i progetti europei ma non solo. Occorre anche stimolare i cittadini a modificare i propri comportamenti attraverso attività di formazione, sensibilizzazione e comunicazione».

    Ma per avviare il processo è necessaria una pianificazione strategica integrata, garantita da un soggetto che coordini tutte le attività, con la cabina di regia saldamente affidata al Comune di Genova.
    Nel novembre 2010, proprio a questo scopo, è stata creata l’associazione Genova Smart City, alla quale hanno aderito istituzioni, associazioni, centri di ricerca, università, imprese ed altre organizzazioni pubbliche o private che, condividendo lo spirito del progetto, intendono contribuire con azioni e proposte mirate ad uno sviluppo economico rispettoso dell’ambiente.
    Le aziende che partecipano sono una sessantina – tra le altre Enel, Ansaldo Energia, ABB, Ericsson, Siemens, Telecom, Toschiba – compresi alcuni enti pubblici come Provincia di Genova, Università di Genova, Confindustria, Assedil-Ance, S.I.I.T Distretto Tecnologico, ARE-Agenzia Regionale per l’Energia. E non mancano le banche: Unicredit, Intesa San Paolo, Banca di San Giorgio, Banca Carige.
    «Tutte le imprese hanno confermato l’adesione per il secondo anno», spiega Piaggio.
    A onor del vero però, c’è anche una grande esclusa, parliamo di una realtà importante, ovvero IBM «Con la quale stiamo parlando per cercare di reintegrarla – sottolinea la coordinatrice di Genova Smart City – Noi alle aziende chiediamo una compartecipazione. Se condividono i nostri obiettivi è possibile creare una preziosa sinergia con un ritorno economico anche per loro».
    Il primo risultato – che consente a Genova di entrare “ufficialmente” nel circuito Smart City – è stato raggiunto nel febbraio di quest’anno, quando le tre proposte presentate dalla città di Genova sono risultate vincitrici in tutti e tre gli ambiti – “pianificazione strategica sostenibile delle città”, “riscaldamento e raffreddamento”, “efficientamento energetico degli edifici” – del bando “Smart cities and Communities 2011”, lanciato dalla Commissione Europea. La nostra città riceverà 6 milioni di euro per la realizzazione dell’intero programma, un’importante scommessa ed un’opportunità da sfruttare nel migliore dei modi.

    Scendendo nel dettaglio, per l’ambito “pianificazione strategica sostenibile delle città”, Genova ha partecipato con il progetto “Transform”, coordinato dal Comune di Amsterdam e che vede, per la parte genovese, la collaborazione di Comune, Enel Distribuzione S.p.A., A.R.E. ed Università. L’obiettivo è quello di creare una linea guida comune contenente indicazioni strategiche sufficientemente flessibili per essere applicate nelle diverse realtà urbane. Genova riceverà 674.000 euro.
    «Questo è il progetto più importante, da portare a termine nel giro di tre anni, dal 2013 al 2015», spiega Gloria Piaggio. Sono 6 le realtà coinvolte: Amsterdam, Copenhagen, Amburgo, Vienna, Lione e Genova, che si impegnano a studiare «Lo stato dell’arte della pianificazione delle città smart – aggiunge Piaggio – approfondendo anche casi specifici, nel caso genovese parliamo del progetto pilota “Mela Verde” che si svilupperà a Voltri, in un’area liberata dalle Ferrovie dello Stato, dove si studierà la realizzazione di un quartiere sostenibile. Partendo dall’elaborazione dei dati qualitativi e quantitativi, cercheremo di stilare un’agenda della trasformazione, un manuale della città smart, utile per le altre realtà europee che vorranno seguire la nostra strada».

    Per quanto riguarda l’ambito “riscaldamento e raffreddamento” Genova ha partecipato e vinto con il progetto “Celsius” coordinato dal Comune di Goteborg. Il capoluogo ligure progetterà e realizzerà una rete energetica locale alle Gavette, a Staglieno, con un impianto di turbo-espansione e una centrale di cogenerazione nel sito dell’Officina delle Gavette. Inoltre è prevista la realizzazione di una nuova rete di tele-riscaldamento e tele-raffreddamento che dovrebbe servire le utenze industriali, commerciali e residenziali della zona. Con il Comune sono impegnati la Genova Reti Gas srl, l’Università e D’Appollonia S.p.A. Il progetto porterà a Genova 2.425.000 euro.
    Il progetto si svolgerà nell’arco di 4 anni, dal 2013 al 2016. «Ci siamo ispirati alle tecnologie all’avanguardia utilizzate in diverse città del Nord Europa – racconta Piaggio – Il tele-riscaldamento e tele-raffreddamento è un sistema di riscaldamento degli edifici che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni, di energia termica sotto forma, a seconda dei casi, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore, prodotta da un’unica centrale termica. Vista la configurazione morfologica di Genova, è impensabile realizzare una rete particolarmente estesa. Però, sfruttando questa tecnologia innovativa, è possibile immaginare di convogliare l’energia in una zona di circa un kilometro (Gavette ma anche piazzale Adriatico)». Il progetto è ancora in fase di elaborazione. A grandi linee, queste le fasi previste: a gennaio 2013 è previsto il lavoro di analisi dei dati in merito al consumo e alla domanda di energia. Nel primo anno uno studio informatico permetterà di comprendere quali azioni mettere in campo per gestire al meglio la rete. I progetti dimostrativi si svolgeranno già a partire dal 2013 per concludersi entro la prima metà dell’ultimo anno. Entro il 2015 dovrà essere individuata la tecnologia da utilizzare. Il 2016 sarà dedicato alle attività di monitoraggio. E sempre nell’ultimo anno, le città si impegneranno nel lavoro di disseminazione, ovvero di diffusione sul mercato delle nuove proposte tecnologiche e di replicazione delle medesime sul territorio.

    Il terzo e ultimo progetto, nell’ambito “efficientamento energetico degli edifici”, si chiama “R2Cities” e si pone l’obiettivo di sviluppare una serie di strategie e soluzioni innovative per l’edilizia residenziale. Genova ha messo in campo un progetto ambizioso che prevede la riqualificazione energetica di una porzione della famosa “Diga”, l’enorme palazzone di via Maritano nel quartiere Diamante, grazie al rifacimento dell’impianto energetico dell’edificio, la riqualificazione dei percorsi e cambiando i sistemi di consumo. I principali partner sono ABB, UniCredit, Università e D’Appollonia. Il finanziamento complessivo sarà di 2.486.000 euro.
    Anche questo progetto vedrà la luce tra 2013 e 2016. «Riguarderà solo una porzione della “Diga” – spiega Piaggio – circa 20 mila metri quadrati. La prima parte comprende un’attività di diagnosi della situazione attuale, individuazione delle tecnologie adeguate per conservare l’energia, pianificazione dell’uso energia. A metà 2014 partiranno i progetti dimostrativi. Disseminazione e replicazione dovranno essere elaborate lungo tutti i 4 anni».

    «Gli stanziamenti sono stati confermati, ora siamo nella fase di negoziazione – racconta Piaggio – Dopo l’estate firmeremo l’accordo definitivo per dare il via ai progetti».
    Questi ultimi, definiti nelle linee di massima, saranno approfonditi nel dettaglio. «A livello locale abbiamo registrato un fisiologico rallentamento dovuto alla recente tornata elettorale», sottolinea la coordinatrice di Genova Smart City.
    «I progetti europei solitamente hanno una durata temporale di 3-4 anni – spiega Piaggio – Il loro scopo principale non è quello di recuperare denaro. Al contrario, si tratta di sfruttare l’occasione della disponibilità di un budget finanziario per sperimentare soluzioni alternative ed innovative che poi dovranno essere replicate nelle singole realtà, con le proprie forze».
    Sono progetti comunque flessibili, aperti a giustificate modifiche «La Commissione Europea, in questo senso, è parecchio sensibile – precisa Piaggio – Ma allo stesso tempo l’Unione Europea controlla anche l’andamento delle iniziative finanziate, insomma marca stretto le realtà locali affinché il progetto vada in porto. La documentazione richiesta dall’Europa è particolarmente dettagliata: descrizione del progetto, i cosiddetti “pacchetti di lavoro”, ovvero le varie fasi previste, l’analisi dei dati, il coordinamento complessivo, la disseminazione, la replicazione, ecc.».

    E Genova è in prima fila anche con altri progetti europei, già approvati, quali ad esempio «“Illuminate”, un progetto di sperimentazione dell’illuminazione al led, ad alta efficienza energetica e basso impatto ambientale, nella zona del Porto antico e dell’Acquario – racconta Piaggio – “Very school”, applicazione di strumenti di rilevazione del consumo energetico in un complesso scolastico di via Calamandrei a Voltri; “I-city”, piattaforma aperta di dati per consentire agli utenti di creare autonomamente le applicazioni che ritengono utili, favorendo la condivisione di contenuti tra amministrazione pubblica e cittadini»

    Mentre per il prossimo futuro «L’associazione Genova Smart city cercherà di promuovere, a supporto della ricerca, la partecipazione delle aziende genovese ai bandi nazionali – conclude Gloria Piaggio – Così come stiamo lavorando con le banche per trovare altre metodologie di finanziamento dei progetti, coniugando le iniziative delle imprese con il mercato. A luglio uscirà il secondo bando “Smart Communities” che si chiuderà a dicembre. Stiamo lavorando perché vogliamo partecipare trovando i consorzi di imprese adeguati allo scopo. L’Unione Europea sceglie in base alla qualità dei progetti, ovviamente sappiamo che non sarà facile ripetersi».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore

  • Oltre il giardino: isola di Pantelleria e giardino mediterraneo

    Oltre il giardino: isola di Pantelleria e giardino mediterraneo

    Tramonto a PanatelleriaAlcune persone hanno reso l’Italia famosa nel mondo e hanno contribuito a confermare l’idea che questo Paese sia tuttora il più creativo nel panorama internazionale e che sia in condizione di influenzare, come nei secoli passati, gli sviluppi ed i trend nei principali settori della cultura. Tra questi una menzione particolare merita, in tempi recenti, Giorgio Armani. Egli è, come è noto a tutti, la Storia del “Fashion design” ma, cosa quest’ultima meno conosciuta, anche il fortunato proprietario di un riuscito giardino mediterraneo sull’isola di Pantelleria.

    Prima di descrivere tale recente realizzazione, vogliamo fornire al Lettore (che non sia già stato sull’isola!) l’idea del contesto paesaggistico-ambientale unico e particolarissimo in cui tale giardino si inserisce, discostandosene appena quel tanto che basta per farsi notare solo ad un occhio attento.

    Pantelleria

    Pantelleria è, innanzi tutto, un’isola e questa che può sembrare un’affermazione scontata, in realtà non lo è affatto. Ogni isola è sempre una realtà a sé. E questo è particolarmente vero per Pantelleria che è più vicina all’Africa che all’Italia, geograficamente, culturalmente ed anche da un punto di vista botanico. Questo non è un luogo per persone qualsiasi, soggiornarvi è una parentesi dalla realtà, è quasi qualcosa di onirico. Il caldo intenso non è mai soffocante, il vento sferzante si armonizza al luogo, il sole scalda le ossa e non la pelle. Il blu del mare è unico ed il (raro) verde fa capire quanto la vegetazione e la natura siano preziosi nella realtà che ci circonda. Pantelleria è un insieme di rocce vulcaniche nere, riarse dal sole e coperte da un terreno arido e di colore brunito, il tutto è letteralmente perso in mezzo al mare che non è qui il Mediterraneo della Sardegna ma è un vero mare, impetuoso e profondo.

    Pantelleria

    Il poco terreno che copre la superficie vulcanica è quindi bruciato dal sole, impastato di salsedine e letteralmente frustato da un vento quasi incessante. Un contesto quindi estremamente ostile alla vita delle specie vegetali e di certo non propriamente atto ad agevolare la creazione di giardini. Questi ultimi saranno quindi davvero un atto eroico in termini di impegno, dedizione e passione (e “last but non least” costi!). In questo contesto, quasi unico, a colpire è l’immobilismo, molle e spossato della vegetazione: distese verdi di vigne apparentemente incuranti del sole, del sale e del vento.

    A Pantelleria le uniche coltivazioni praticabili e praticate sull’isola sono quindi quella del cappero e della vite. Il primo è qui un cespuglio dalle dimensioni ridotte, cresce semispontaneo tra le rocce e colpisce chiunque per i suoi fiori bianchi, che riflettono la luce di un sole africano, screziati di viola intenso. La vite è, sull’isola, diversa da quella a tutti nota, qui assume la forma di un bonsai spontaneo, con un tronco contorto da cui spuntano pochi rami, dalle grandi foglie verde vivo. Queste ultime si piegano, durante il giorno, per resistere al sole, molli e stropicciate al forte e costante vento, su rami che sembrano assecondare, spossati  anch’essi durante le ore di calura, le forze della natura. Poche piante succulente, qualche arbusto spontaneo ed alcune specie di palme, qualche pino marittimo, tutti generalmente di piccole dimensioni e piegati secondo le correnti, completano l’insieme.

    In questo contesto del tutto peculiare si inserisce e va letto il giardino di Giorgio Armani, diverso ma accomunato nei tratti salienti (i muri che lo circondano su più lati) al giardino pantesco, generalmente e per tradizione atavica, racchiuso tra muretti a secco, tipico dei Paesi a clima estremo e di Pantelleria in particolare. La prossima settimana ci addentreremo nel giardino…

    di Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Suq, al via la 14esima edizione del Festival delle Culture

    Suq, al via la 14esima edizione del Festival delle Culture

    Suq Festival a GenovaDa mercoledì 13 a domenica 24 giugno ritorna SUQ Festival delle Culture, nella Piazza delle Feste del Porto Antico di Genova  con un ricco programma di spettacoli, incontri, workshop quest’anno incentrati sui temi dell’identità e  delle differenze.

    Ideato nel 1999 da Valentina Arcuri e dall’attrice Carla Peirolero, che cura anche la direzione artistica, organizzato e prodotto da Chance Eventi e Associazione SUQ, il Festival è diventata nel corso delle sue 14 edizioni la manifestazione interculturale più famosa d’Italia, il simbolo dell’incrocio tra genti e culture, proprio nello spirito del “suq”, il mercato arabo a cui si ispira nella scenografia di Luca Antonucci

    Il programma di quest’anno prevede oltre 100 eventi, spettacoli internazionali, incontri letterari, dibattiti e laboratori, la tradizione e l’artigianato di 30 Paesi, 15 cucine diverse, una giornata dedicata ai rifugiati, spettacoli e incontri sull’accoglienza, sulla situazione delle donne nei Paesi arabi, sulla lotta per gli ideali degli studenti e dei monaci in Birmania, sulle guerre e i conflitti, sul nomadismo artistico, la musica e la cultura di Turchia, Cina, Ucraina, Israele, Etiopia, Senegal, Ecuador, Nord Africa, Mongolia, Tunisia, Brasile.

    Tra gli ospiti: il Vescovo Domenico Mogavero, Don Andrea Gallo, il poeta tunisino Mohammed Sgaier Awlad,  Lao Kouyate, Julio Almeida, Syusi Blady, Vladimir Luxuria,  Younis Tawfik e Marco Turco per ritirare il premio Agora-MED; Chef Kumalé, con le sue Officine gastronomiche etniche e per la prima volta nelle vesti di attore.

    Ecco il programma completo giorno per giorno:

    Mercoledì 13 giugno

    h 18 Inaugurazione Festival Bandaneo Marching Band. 30 piccoli percussionisti per l’apertura del Suq, con Ariel Dello Strologo Presidente Porto Antico e Carla Peirolero Direttrice Suq Festival.

    h 18.30 Omaggio Ecokit. Ai primi 100 visitatori un omaggio Suq consegnato da Marco Castagna Direttore Fondazione Muvita, Pietro D’Alema amministratore delegato AMIU, Andrea Di Stefano Responsabile Relazioni Istituzionalidi Novamont.

    h 19 Ricordati che eri straniero. I giovani della Compagnia e dei Laboratori del Suq in scena contro il razzismo. Uno spettacolo tratto da Ricordati che eri straniero di Barbara Spinelli nell’ambito del progetto Intercultura va a Scuola e all’Università. Interviene Sergio Rossetti Assessore alla Formazione Regione Liguria, Francesco Surdich, Preside Facoltà Lettere e Filosofia.

    h 21 Saluti Autorità. Intervengono Claudio Burlando Presidente della Regione Liguria, Piero Fossati Commissario Straordinario Provincia di Genova, Marco Doria Sindaco di Genova, Simone Leoncini Presidente Municipio Centro Est.

    h 21.30 Rebis in concerto. La canzone d’autore che abbraccia tante lingue e tanti generi musicali con: Alessandra Ravizza voce e chitarra classica, Andrea Megliola chitarre e mandolino, Andrea Trabucco percussioni brasiliane, Edoardo Lattes basso.

    Giovedì 14 giugno

    h 16 Fumetti al Suq. A cura di Laca Montagliani Genoa Comics Academy.

    h 17 Danza orientale. Lezione e dimostrazione con Anahita.

    h 18 Il paradiso ai piedi delle donne. Dal libro di Francesca Caferri, un incontro per capire meglio qual è la situazione delle donne nei paesi arabi e come noi possiamo accompagnare il processo di emancipazione. Insieme all’autrice intervengono Marina Dondero, Sara Cadeleta del Centro Antiviolenza Provinciale di Genova. Conduce Laura Guglielmi Direttore Mentelocale.it. In collaborazione con Filomena – la rete delle donne e Arci Genova.

    h 21.30 Bud Lacho & Pasticcio Meticcio in concerto. Un evento speciale per il Suq, dalla Turchia giovani musicisti rom incontrano il gruppo meticcio genovese. Con Memduh Tangül tablas, darbuka, voce; Metin Tangül fisarmonica, tastiere, voce; Ufuk Tangül bendhir, def; Safak Kardas violino; Samet Pazarcıoglu clarinetto; Marco Tosto oud, chitarra battente, fisarmonica; Federico Filippi charango, ronroco, baglama, clarinetto, percussioni; Monika Nicz violino; Stefano Gualtieri chitarra, voce; Giancarlo Canazza sax soprano.

    Venerdì 15 giugno

    h 16 Animazione Arcobaleno. L’Officina dei colori dove si creano e si utilizzano tutti i colori del Mondo, a cura di Università Popolare Don Orione di Genova

    h 17 Danze e percussioni africane. Lezione e dimostrazione con il gruppo African Griot.

    h 18 Rènàyà, Genova incontra la Cina. Per la prima volta al Suq assaggi di Cina. In programma: recitazione di poesie antiche cinesi, esibizioni di Jeet Kune Do, rap cinese, interventi, degustazione di thè, esposizione di prodotti artigianali tipici e di libri in lingua cinese disponibili per il prestito. A cura di Li Wei, Biblioteca Berio, Associazione Studenti e Studiosi Cinesi a Genova.

    h 19 Officine di Chef Kumalé Gazpacho (Spagna) Verdure da bere… rimedio naturale contro l’arsura.

    h 20 Inaugurazione della tenda Yurta. Sbarca al Porto Antico la yurta, la tenda delle popolazioni nomadi dell’Asia che quest’anno ospiterà l’EcoSuq e altre iniziative

    h 21.30 African Griot. Danze e ritmi travolgenti con la compagnia fondata dal percussionista senegalese Balla Nar N’Diaye Rose, che si ispira alla tradizione dei griot, con Balla percussioni, djembè, canto; Alessandro percussioni, balafon, canto; Ablay percussioni, sabar, canto; Cheikh dum dum bassi, canto; Paco dum dum, canto; Oumar kora, canto; Moussa tama, danza, canto; Oumar danza, canto. In collaborazione con Convegno SPeRA.

    Sabato 16 giugno

    h 16 Vamos a inventar. Laboratorio per inventare con le nostre nuove parole una storia in spagnolo, a cura di Priscila Cujian e Lidia Castillo – Laboratorio Lengua Madre Amiga

    h 17 Canto polivocale mediterraneo. Lezione e dimostrazione a cura di Laura Parodi e Giuseppe Laruccia.

    h 18 Altroconsumo: piccole buone pratiche per il futuro. Con Rosanna Massarenti Direttore di Altroconsumo e Bruna Valettini di Acquario Genova. Conduce Enrico Cirone Radio Babboleo.

    h 18,30 Alla ricerca del pesce perduto con Enrico Campanati e i musicisti Franco Minelli oud, chitarra, Edmondo Romano fiati e Luciano Ventriglia voce e percussioni, dell’Orchestra Bailam. Produzione Chance Eventi – Suq e www.pesceritrovato.it

    h 19 Officine di Chef Kumalé Tra Cina e Turchia, la cucina dei Mongoli.

    h 21,30 Syusy Blady al Suq. Presentazione ufficiale del progetto Plantfor- the-Planet-Italia la filiale del movimento internazionale di bambini nato sotto l’egida dell’ONU. Madrina dell’evento Syusy Blady. Interviene Renata Briano Assessore all’Ambiente Regione Liguria, Valeria Garotta Assessore  Ambiente Comune di Genova.

    h 22.30 Bandaneo in concerto. Per festeggiare i bambini del Progetto ONU e il traguardo dei suoi 10 anni, la formazione dei talenti in erba diretti da Marcello Liguori si esibisce al Suq in compagnia di Alberto Oliveri sax; Enrico Oliveri tromba; Marika Pellegrini percussioni; Luciano Susto basso; ospiti: Roberta Alloisio, Franco Minelli, Edmondo Romano.

    h 24 Notturni in Yurta. Nella tenda yurta, storie e racconti di viaggio per andare insieme allo scrittore dallo spirito nomade Pietro Tarallo sul tetto del mondo, in Bolivia.

    Domenica 17 giugno

    h 14 Prepariamo un SuqSpuntino. Laboratorio a cura di Therese Teodor.

    h 15 La Casa della Musica al Suq. Sul palco gli ensemble di violino e l’operetta Il ragazzo col violino di Roberto Piumini, musica di Andrea Basevi con il Coro dei Piccoli e Patrizia Ercole.

    h 16 Letture animat(t)e. Variazioni su favole popolari a cura di gigibavoso.

    h 16 Bandakadabra. Assaggi itineranti della irresistibile Big Band che si esibirà per il concerto serale.

    h 17 Samba al Suq. Lezione e dimostrazione a cura di Regina di Zueira Brasil in collaborazione con l’Associazione Luanda.

    h 18 Finché non c’è la pace. Incontro con Maso Notarianni Condirettore di E – il mensile e Toni Capuozzo, Inviato TG5, autore di Le guerre spiegate ai ragazzi.. Conduce Luigi Leone Vicedirettore Secolo XIX.

    h 19 Officine di Chef Kumalé Ingae no gomae (Giappone) Lo zen e l’arte di cucinar le verdure.

    h 21 Vladimir Luxuria al Suq. Per parlare del suo libro Eldorado, ispirato allo storico locale omosessuale berlinese chiuso dai nazisti, e più in generale di identità, differenze, discriminazioni di genere. Intervista di Renzo Trotta RAI.

    h 22 Bandakadabra in concerto. Una fanfara urbana per sfrenati ritmi balcanici con Andrea Verza tromba; Fabio Rista tromba; Massimo Ernesto Rossi sax soprano; Stefano Chiapello sax tenore; Luciano Cumi no sax tenore; Mariano Cirigliano clarinetto; Francesco Grano sax; Piero Ponzo sax alto; Renato Vola sax baritono; Andrea Berno bombardino; Giorgio Cotto bombardino; Giulio Rosa bassotuba; Giuseppe Valerio Di Napoli percussioni.

    Lunedì 18 giugno

    h 16 Attacca-rici-panni. Inventiamo con materiale di scarto un originale attaccapanni, a cura del Centro “Re Mida” Genova di Coopsse onlus.

    h 17 Danza indonesiana. Jakarta Musical Production, lezione e dimostrazione.

    h 18 Verso Artlab 2012. Il nomadismo artistico tra le due sponde. Un incontro che anticipa alcune tematiche del prossimo Artlab – Dialoghi intorno al management culturale. Ugo Bacchella Presidente Fondazione Fitzcarraldo conduce il dibattito sulla mobilità degli artisti tra Europa e Mediterraneo. Partecipano Alessandra Galletta critico di Babel e gli artisti Sanjay Kansa Banik, Renato Sarti, Anahita Tcheraghali, Marco Tosto. In collaborazione con Fondazione Fitzcarraldo.

    h 18 La Carta per la Terra e per l’Uomo L’impegno di poeti e intellettuali da tutto il mondo per l’Ambiente. Ne parlano Marco Castagna e Massimo Morasso. Letture poetiche a cura di Lucetta Frisa.

    h 2030 Officine letterarie. workshop di scrittura creativa a cura di Emilia Marasco e Claudia Priano. info: officinaletterarialab@hotmail.it

    h 21.30 Jakarta Musical Production. Dieci musicisti e danzatori in scena nello spettacolo Harmoni Nusantara, canti, musica e danze dall’Indonesia con Caecilia Chakraditya, Deassy Christina, Friska Natalia Nawang Wulan, Malona Sri Manurung, Melania Yenni Wuryaningrum, Stephanie Nadya Susanto, Budianto Hutapea, Hendricus Wisnugroho, Ogi Sabda Permana, Rudy Octavianus.

    Martedì 19 giugno

    h 16 Letture animat(t)e. Variazioni su favole popolari a cura di gigibavoso.

    ore 17 Danza del ventre. Lezione e dimostrazione con Amar.

    h 18 Auguri Aung San Suu Kyi! Nel giorno del compleanno di Aung San Suu Kyi, al Suq si parla della Birmania e si festeggia la liberazione di Myo Min Zaw, studente birmano prigioniero di coscienza adottato dal gruppo Amnesty di Genova. Intervengono i monaci Tae Hye Sunim e Kusalananda dell’Associazione Karuna Onlus e Anna Violante Referente Amnesty International per il Myanmar (Birmania). Conduce Paolo De Totero Corriere Mercantile. In collaborazione con Amnesty International.

    h 18 Per la Terra e per l’Uomo. Presentazione del progetto editoriale focalizzato sui temi del rapporto uomo-natura e del libro Dai luoghi profondi di James Kilgo. Sulle orme di Faulkner e Thoreau, un viaggio in cerca dell’uomo dei boschi. Interviene Matteo Meschiari.

    h 21.30 Teatro in viaggio. Lungo la rotta dei migranti. Spettacolo teatrale per due attori e un fuoristrada, tratto dall’omonimo libro di Pietro Floridia, con Pietro Floridia, Gabriele Silva, Zine Jahabli. Produzione Teatro dell’Argine.

    h 22.30 Il viaggio che gli altri ci portano. Musiche, danze, poesie a cura di Associazioni e Comunità di Immigrati, tra cui Associazione Italo Etiope Eritrea, Associazione Luanda, Associazione Mabota, Associazione interculturale Encuentro entre 2 mundos, Associazione Al Mohammedia.

    Mercoledì 20 giugno

    h 16 In viaggio con Amadou. Lettura e gioco a cura della scrittrice Sabrina Gasperini.

    h 17 Achab, Dentro gli occhi del destino. Maurizio Mortara racconta l’Afghanistan e il suo libro in compagnia di Marco Aime.

    h 18 Genova, città accogliente: progetti e futuro. Presentazione dello spettacolo L’Odissea dei ragazzi del Teatro Cargo con un gruppo di minori richiedenti asilo. A seguire intervento di Paola Dameri Assessore Politiche Socio-Sanitarie Comune Genova. In collaborazione con il Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati.

    h 19 Il passaggio di Enea. Incontri sulla poesia ligure all’inizio del XXI sec. Con Laura Accerboni, Guido Conforti, Elio Grasso, Enrico Testa, a cura di Massimo Morasso per l’Associazione Maqroll.  In collaborazione con il Circolo dei Viaggiatori nel Tempo Festival Internazionale di Poesia.

    h 2030 Officine letterarie. workshop di scrittura creativa a cura di Emilia Marasco e Claudia Priano. info: officinaletterarialab@hotmail.it

    h 21 Monsignor Domenico Mogavero e Don Andrea Gallo in dialogo al Suq. Corradino Mineo Direttore Rai News 24 conduce l’incontro tra i due grandi uomini di chiesa, per parlare di accoglienza e rifugiati, ma anche di dialogo tra religioni, dai loro osservatori: Genova e Mazara del Vallo.

    h 22 Lao Kouyate. Il musicista senegalese con la sua kora, in un repertorio che spazia dal jazz al blues, al reggae.

    h 22.30 Gli stranieri portano fortuna di Marco Aime e Carla Peirolero, in scena con Roberta Alloisio e Esmeralda Sciascia canto; Franco Minelli strumenti a corde; Jamal Ouassini violino; Sanjay Kansa Banik tablas; Ibrahim Sampou percussioni, Amar danza. Produzione Chance Eventi – Suq Teatro.

    Giovedì 21 giugno

    h 1030 ll clima cambia, cambiamo anche noi! Evento conclusivo del progetto con presentazione del Club del Patto dei Sindaci della Provincia di Genova. info: www.muvita.it

    h 16 Suona come l’Africa! Laboratorio di percussioni a cura di Centro Cooperazione Sviluppo (CCS) Italia Onlus

    h 17 Danze e Cori dall’Ucraina a cura della Comunità Ucraina di Genova.

    h 18 Genova, porto di culture: dialetto e lingue che si incontrano Zena-Suq-Poexia, un viaggio poetico nel pianeta Genova, a cura di O nostro parlà – o nostro scrive; I viaggi della speranza nascono dal dolore, poesie di Lanciné Camara (Costa d’Avorio) lette dall’autore e da Marina Bonelli. A cura di Biblioteca Berio.

    h 19 Il passaggio di Enea. Incontri sulla poesia ligure all’inizio del XXI secolo. Con Francesco Macciò, Massimo Maggiari, Alessandro Rivali, Angelo Tonelli.

    h 20.30 Il Bignami di Mosé. Concerto di musica ebraica tra humour e storia con Eyal Lerner, Luigi Maione e il Coro Shlomot.

    h 21.30 Mi chiamo Aram e sono italiano. La storia dei nuovi italiani in un testo di Gabriele Vacis e Aram Kian, con Aram Kian, scenofonia di Roberto Tarasco, scene e costumi  di Lucio Diana, regia di Gabriele Vacis. Produzione Teatro Regionale Alessandrino

    h 22.30 Barrio Esme in concerto i brani del nuovo Cd Ridere e la musica afro-beat, reggae, cubana con Esmeralda Sciascia voce, legnofono; Marco Fossati batteria; Mauro Isetti basso; Mario Principato percussioni; Andrea Lanza e Andrea Trabucco chitarra; Dadà Ankori coro.

    Venerdì 22 giugno

    h 16 Libri in Gioco. A cura di Donatella Curletto Provincia di Genova Centro Sistema Bibliotecario e di Cristina Parodi Biblioteca di Casella.

    h 16 Banco di assaggio delle acque. Dalle 16 alle 22, una stimolante esperienza di confronto fra l’acqua di rubinetto e le acque in bottiglia di diverse marche, per invitare a un consumo consapevole. A cura di Fondazione AMGA e IREN.

    h 17 Danza indonesiana al Suq

    h 17 AcquaDOTTI. Percorso ludico-educativo sul valore dell’acqua bene comune dell’umanità, a cura di COOP e Gruppo Volontariato Civile.

    h 18 Consumare sostenibile, tra ambiente e solidarietà. Incontro con Mauro Bruzzone Vice Presidente

    COOP Liguria e Luigi Seghezzo Direttore G.V.C. A cura di COOP Liguria e G.V.C.

    h 19 Le Officine di Chef Kumalé. Papas à la Huancaina – Perù. Si fa in fretta a dire patate, la cultura andina dei tuberi.

    h 19 Il passaggio di Enea. Incontri sulla poesia ligure all’inizio del XXI sec. Con Rossella Maiore Tamponi, Luciano Neri, Claudio Pozzani, Gianni Priano.

    h 21.30 Egschiglen in concerto. Gli ambasciatori musicali della Mongolia con i loro strumenti tradizionali e le tecniche vocali dell’Asia Centrale. Con Migdorj Tumenbayar canto e violino; Yanlav Tumursaikhan canto e violino; Amartuwshin Baasandorj canto e liuto; Uuganbaatar Tsend-Ochir basso mongoliano; Sarangerel Tserevsamba canto, dulcimer e joochin, Ariunaa Tserendavaa danza.

    Sabato 23 giugno

    h 16 Libri in Gioco. Laboratorio creativo a cura di Dadoblu.

    h 17 Canto polivocale mediterraneo. Lezione e dimostrazione a cura di Laura Parodi e Giuseppe Laruccia.

    h 18 Col senno di prima. Enzo Costa presenta il suo ultimo libro con Aglaja e Massimo Calandri La Repubblica.

    h 19 Officine di Chef Kumalé Tabulé vs Tabboula – Medioriente. Contaminazioni nel mondo delle semole.

    h 19 Il passaggio di Enea. Incontri sulla poesia ligure all’inizio del XXI secolo. Con Giuseppe Conte, Massimo Dagnino, Lamberto Garzia, Riccardo Olivieri. Partecipa Mohammed Sgaier Awlad Ahmad.

    h 21 Mohammed Sgaier Awlad Ahmad. Il poeta della rivolta in Tunisia, dialoga al Suq con il poeta Giuseppe Conte. Conduce Renato Tortarolo, Il Secolo XIX. In collaborazione con Consolato Tunisia e Alliance Française.

    h 22 Premio Agorà Med II Edizione. Il Premio per il dialogo interculturale tra le due sponde, promosso da Osservatorio del Mediterraneo e Suq Festival, quest’anno premia Younis Tawfik e Marco Turco per il libro e il film La straniera. Consegnano i Premi: Carla Sibilla Assessore Cultura e Turismo Comune di Genova e Alessandro Repetto. Il film sarà proiettato al Genova Film Festival.

    h 22.30 Sakina al Azami Ensemble. Ritmi e melodie dal nord Africa con Sakina Al Azami canto; Bouchaib Amer nay e kawala; Abdelkbir Bahlaoui violino; Redouane Sfiha oud; Yassin Mahi percussioni; Khalid Zarou tastiera; Mostafa Moulmen batteria.

    h 24 Notturni in Yurta. Musiche e letture intorno a Conversazioni notturne a Gerusalemme di Carlo Maria Martini e Georg Sporschill, a cura di Giacomo D’Alessandro.

    Domenica 24 giugno

    h 14 Laboratorio di Origami. A cura di Genova Japanese Club.

    h 15 Segni in libertà. Colori in segni, un colore per raccontarsi, laboratorio a cura dell’Associazione Mani in Movimento.

    h 16 Animazione Arcobaleno. Cos’era, cos’è? Creiamo insieme eco-giochi con materiale comune di recupero, a cura di Università Popolare Don Orione.

    h 17 Danze occitane. Lezione e dimostrazione con Associazione Passi e Ripassi.

    h 18 Cous cous e altri racconti. Stefano Bigazzi presenta il suo libro in compagnia di Chef Kumalé.

    h 20 Premiazione Soci Suq. Consegna i premi ai Soci vincitori Angelo Berlangieri Assessore al Turismo e alla

    Cultura della Regione Liguria.

    h 21 Julio Almeida. Al Suq il chitarrista premiato a livello internazionale con un repertorio di musica spagnola e ecuadoriana. In collaborazione con il Consolato dell’Ecuador.

    h 22 Cous cous, pesto e mandolino. Prima nazionale. Nuovo spettacolo musicale speziato e gustoso, con un finale saporito, di e con Carla Peirolero e Chef Kumalé e con La Rionda: Laura Parodi voce; Roberto Bagnasco mandolino, violino, mandola; Giuseppe Laruccia clarinetti, flauti diritti, voce; Edoardo Lattes contrabbasso; Claudio Rolandi fisarmonica. Produzione Chance Eventi – Suq Teatro

     

    Aperto tutti i giorni dalle 16 alle 24 e dalle 12 nei festivi,  ingresso libero e gratuito. Contatti: tel. 010 5702715 mail festival@suqgenova.it

     

     

  • Servizio civile, niente bando: zero fondi in Liguria per il 2012

    Servizio civile, niente bando: zero fondi in Liguria per il 2012

    Dal 2001, anno in cui per la prima volta è stato aperto un bando di servizio civile nazionale che “andasse oltre” il concetto di obiezione di coscienza, ogni anno è stato pubblicato un nuovo bando per il reclutamento di volontari in numerosi enti pubblici, associazioni no profit e di volontariato, enti culturali o di assistenza.

    Quest’anno per la prima volta non ci sarà nessun bando. Una notizia che già si sapeva, date le difficoltà di far iniziare il percorso ai volontari selezionati nel 2011, che hanno visto slittare di alcuni mesi l’avvio in servizio. Una notizia che però è stata ufficializzata solo nei giorni scorsi e denunciata dall’Assessore Regionale alle Politiche Sociali (con delega anche alle Politiche Giovanili) Lorena Rambaudi, che così ha spiegato a margine del consiglio regionale: «Il Governo ci ha comunicato che quest’anno per la prima volta da quando è nato, nel 2001, non verrà finanziato. Ogni anno in Liguria poco più di mille volontari partecipano a questa esperienza di cittadinanza attiva (…) Si salta un anno e stiamo cercando di accelerare i bandi per il 2013 in modo da farli partire nel primo semestre. La cosa è gravissima e non era mai successo».

    Il bando 2013 ci sarà, almeno a quanto sembra finora. L’unica cosa che le singole Regioni e tutti gli enti e associazioni coinvolti possono fare è accelerare i tempi per la presentazione dei progetti, che dovranno essere selezionati prima della pubblicazione del bando, e sensibilizzare sulla necessità di aumentare i fondi per questa opportunità, che non solo arricchisce il bagaglio di esperienze e il curriculum di migliaia di giovani ogni anno, ma è fondamentale per il proseguo stesso delle attività di molti enti e associazioni coinvolte.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Hope Experience Art: esponi le tue opere alla Reggia di Venaria

    Hope Experience Art: esponi le tue opere alla Reggia di Venaria

    Il concorso HOP.E ART si rivolge ai giovani artisti di arte visiva con età superiore ai 18 anni, che avranno la possibilità di partecipare alla realizzazione di un’opera collettiva presso la Reggia di Venaria suddivisa in due parti: un centro, denominato HOP.E. CIRCUS, che richiamerà il seicentesco Tempo di Diana presente un tempo nei giardini della Reggia stessa; una parte esterna, un labirinto di singole opere.

    Le opere che saranno esposte nei due luoghi saranno selezionati attraverso il concorso e verranno prodotte su teli forniti dall’organizzazione nei giorni di permanenza dell’artista (almeno tre). Il numero massimo di partecipanti previsti è 300.

    La pre-iscrizione dovrà avvenire entro venerdì 15 giugno 2012 attraverso registrazione sul sito www.hopelavenaria.com e la selezione verrà effettuata da un’apposita commissione entro cinque giorni.

    Modalità di lavoro
    – Ogni artista avrà a disposizione una tela libera, fornita dall’organizzazione, con dimensioni di 1×2.20 metri che costituirà il supporto di base per le singole opere.
    – Gli artisti potranno realizzare la loro singola opera nel laboratorio di HOP.E ART predisposto nelle scuderie juvarriane della Reggia di Venaria, i cui orari saranno comunicati entro l’inizio della manifestazione.
    – La tecnica di realizzazione è libera e non vi è tematica di riferimento.
    – Gli artisti dovranno provvedere autonomamente al reperimento dei materiali per la realizzazione delle opere.
    – Se preventivamente indicato nel form d’iscrizione gli artisti potranno lavorare in gruppo e richiedere il posizionamento contiguo dei loro teli all’interno della struttura collettiva.
    – L’organizzazione fornirà supporto operativo per il montaggio delle singole opere e a montaggio avvenuto ogni artista potrà ulteriormente intervenire sulla propria opera.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Scambi generazionali: il Gruppo di Teatro Campestre cerca attrici

    Scambi generazionali: il Gruppo di Teatro Campestre cerca attrici

    Arte di Strada teatro attoriLa compagnia teatrale Il Gruppo di Teatro Campestre cerca attrici per un progetto sul tema Scambi generazionali: Scambio i miei trent’anni con i tuoi settanta. Cinquanta. Venti.

    Il progetto sarà articolato in quattro giorni di esperienze, tra il teatrale e il comunitario, a contatto con donne di età diverse, accomunate dall’aver “fatto qualche piccola esperienza teatrale” (unico requisito per partecipare) su un tema comune che sta a cuore agli abitanti di Genova: l’alluvione.

    Chiederemo a donne dai 16 ai 90 anni di aiutarci a capire come si fa a impersonare donne dai 16 ai 90 anni attraverso una domanda molto umana: come reagite davanti a una catastrofe? Sarà un modo per ripensare all’alluvione, a come l’abbiamo vissuta e soprattutto guardata.

    Ci si può iscrivere entro domenica 17 giugno 2012 e pagare una quota di 10 euro che comprende un giorno di laboratorio e la partecipazione alla giornata conclusiva e alla performance finale che si terrà in occasione dell’Anteprima del Festival dell’Acquedotto, domenica 1 luglio. Per iscriversi si può accedere ai siti gruppoteatrocampestre.blogspot.com, www.teatrortica.it, www.facebook.com/gruppoteatrocampestre.

    Profili ed età
    max 10 donne dai 65 anni in su
    giovedì 28 giugno h. 14.30/18

    max 15 donne tra i 40 e i 50 anni
    venerdì 29 giugno h. 10/18

    max 15 donne tra i 16 e i 20 anni
    mercoledì 27 giugno h. 10/18

    Tutte
    sabato 30 giugno h. 10/18
    Performance h. 19.00

    Per informazioni contattare il Gruppo al numero 340 7315297 o all’indirizzo mail gruppoteatrocampestre@gmail.com.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Obiezione di coscienza: le proposte dell’Aied e della Consulta di Bioetica

    Obiezione di coscienza: le proposte dell’Aied e della Consulta di Bioetica

    Creazione di un albo pubblico dei medici obiettori di coscienza; elaborazione di una legge quadro che definisca e regolamenti l’obiezione di coscienza; concorsi pubblici riservati a medici non obiettori per la gestione dei servizi di Interruzione volontaria di gravidanza (Ivg); utilizzo dei medici “gettonati” per sopperire urgentemente alle carenze dei medici non obiettori; deroga al blocco dei turnover nelle Regioni dove i servizi di Ivg sono scoperti.

    Queste le cinque proposte, elaborate dall’Aied (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) e dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica. L’obiettivo, come spiegano le Associazioni è: «Garantire la piena applicazione della legge 194 senza ledere il diritto delle donne che decidono d’interrompere la gravidanza e quello dei medici che decidono di obiettare». E aggiungono «Non è difficile: basta volerlo fare».

    «Abbiamo inviato a tutti i Presidenti e assessori alla sanità delle Regioni un documento sulle soluzioni da adottare per garantire la piena efficienza del servizio pubblico di IVG come previsto dalla legge – precisano Mario Puiatti (presidente dell’AIED) e Filomena Gallo (segretaria dell’Associazione Luca Coscioni) – Siamo altresì pronti a monitorare con attenzione l’applicazione corretta della legge e, se necessario, a denunciare per interruzione di pubblico servizio chi non ottempera a quanto prevede la legge».

    «In Italia, a fronte del frequente esercizio del diritto all’obiezione di coscienza da parte dei medici, sempre meno è garantito quello delle donne ad interrompere la gravidanza nei tempi e nelle modalità previste dalla legge 194 – si legge nella missiva – I dati ufficiali sulle percentuali di medici obiettori e sulla difficoltà degli enti ospedalieri a garantire il servizio di interruzione di gravidanza sono chiari e a questo disservizio va posto con urgenza rimedio».

    Questo il testo integrale della lettera: «Pertanto a seguito dei dati emersi dall’ultima relazione al Parlamento sull’applicazione della legge 194/78, con la presente PREMESSO Che la legge 194/78 prevede: che il personale sanitario ed esercente le attività ausiliare può sollevare obiezione di coscienza ex art. 9 nei limiti da questo stabilito; che l’obiezione di coscienza non possa essere sollevata quando le circostanze del caso concreto siano urgenti e non consentano rinvii (art. 9 comma 5); che le Regioni devono garantire l’attuazione della legge (art. 9 comma 4).
    RILEVATO Altresì, che: pacifica giurisprudenza amministrativa (vd. da ultimo Tar Puglia n.289/10) ritiene ammissibile la possibilità di limitare l’accesso alle strutture consultoriali da parte di specialisti obiettori, quando tale previsione trovi fondamento nei principi di ragionevolezza e proporzionalità e sia finalizzata a garantire il necessario contemperamento tra le diverse istanze coinvolte nel procedimento abortivo.
    RITENUTO che: il D.lgs 216/2003 art. 3 comma 3 prevede che nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza e purché la finalità sia legittima, non costituiscono atti di discriminazione le differenze di trattamento riconducibili a motivazioni inerenti religione, convinzioni personali, handicap, età e orientamento sessuale, ma giustificate dal fatto che tali caratteristiche personali influiscono sull’espletamento dell’attività lavorativa, in quanto costituiscono un requisito essenziale e determinante ai fini dello svolgimento della stessa.
    INVITIAMO gli organi competenti, così come intestati, ad emanare atti che, in forza delle responsabilità riconosciute alle Regioni stesse, prevedano con effetto vincolante per tutte le strutture che applicano IVG: bandi finalizzati all’assegnazione delle ore previste per l’IVG a medici non obiettori; albi regionali pubblici di medici che abbiano sollevato obiezione di coscienza; possibilità per le strutture ospedaliere che forniscono il servizio di IVG di avvalersi di medici gettonati per sopperire alle carenze di medici non obiettori laddove non si riesca a garantire un equilibrato bilanciamento fra i medici strutturati obiettori e non obiettori.
    Confidando che nell’interesse alla corretta applicazione della L.194/78 e nel rispetto dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, sia dato sollecito adempimento alla presente come da presupposti normativi citati e vincolanti per le regioni, restiamo in attesa di riscontro».

    Sempre in merito al tema dell’obiezione di coscienza in medicina in relazione all’interruzione volontaria di gravidanza, il 6 giugno la Consulta di Bioetica onlus ha dato il via alla campagna “il buon medico non obietta”. I dati a riguardo raccontano che sono molti i territori in cui le donne non vedono riconosciuto il diritto sancito dalla legge 194 perché le percentuali di ginecologi e anestesisti obiettori non lo consentono.

    «Nel dibattito sull’obiezione di coscienza non viene quasi mai messo in discussione il principio che gli operatori sanitari possano rivendicare un diritto all’obiezione di coscienza – sottolineano i promotori – La premessa è che una società liberale dovrebbe consentire ai propri cittadini di vivere in maniera conforme ai propri valori e di veder rispettata la propria autonomia, di conseguenza un medico che non riconosce l’accettabilità morale dell’interruzione di gravidanza dovrebbe avere sempre il diritto di non praticarla».
    «Lo scenario ideale sarebbe quello di trovare una soluzione che permetta di conciliare il diritto alla salute e l’autonomia del paziente con quella del medico – continua il Comitato di Bioetica onlus – la libertà della donna di decidere se continuare o no la gravidanza con la libertà del medico di decidere se partecipare o no all’interruzione di gravidanza».
    «Dobbiamo prendere atto, però, che la ricerca di questa soluzione ideale è fallita – sottolinea la Consulta – I ginecologi obiettori sono ormai più dell’80% e l’obiezione di coscienza cresce anche tra gli anestesisti e le ostetriche superando ormai abbandonamento il 50 % e per le donne diventa ogni giorno più difficile riuscire a interrompere la gravidanza. È arrivato il momento di scegliere se tutelare l’autonomia del professionista sanitario (e quindi, del ginecologo, dell’anestesista o dell’ostetrica) oppure schierarsi dalla parte delle donne e della loro battaglia per la libertà e i diritti».

    La Campagna ha due obiettivi: da una parte, incoraggiare un dibattito pubblico sulla legittimità del diritto all’obiezione di coscienza a più di trent’anni dall’approvazione della legge sull’interruzione di gravidanza e, dall’altra, rendere più chiaro che il buon medico non è quello che non pratica le interruzioni di gravidanze ma quello che sta vicino alla donna e non la lascia sola in un momento difficile.

    Aderisce anche la Rete 194 Genova, che da poco ha promosso un incontro pubblico su questo tema «Ogni anno diventa sempre più preoccupante, non solo perchè sempre meno medici non sono obiettori, ma anche perchè ormai nelle facoltà di medicina non si insegna neanche più a praticare interruzioni volontarie di gravidanze – spiega Giulietta Ruggeri, Laboratorio politico di donne – la Rete 194 Genova ha deciso di accompagnare l’iniziativa di cui sopra procedendo alla raccolta, pubblicazione e diffusione dell’informazione sui medici che non sono obiettori. E’ un diritto delle donne conoscere le scelte del proprio/della propria medico per poter decidere a chi affidarsi per avere una piena e corretta informazione e per poter essere seguite nei percorsi che ognuna vorrà seguire per la propria salute».

     

    Matteo Quadrone

  • “Argilla sostenibile”, mostra dei ceramisti genovesi ai magazzini dell’Abbondanza

    “Argilla sostenibile”, mostra dei ceramisti genovesi ai magazzini dell’Abbondanza

    CeramicheI Magazzini dell’Abbondanza, nel palazzo Verde del Porto Antico di Genova ospitano da venerdì 8 a domenica 17 giugno la mostra “Argilla sostenibile. Opere d’arredo e oggetti d’uso dei ceramisti genovesi tra tradizione e innovazione” nella quale gli artisti della ceramica di Genova si si misurano con le nuove sfide imposte dal mondo moderno, contrapponendo il loro saper fare di antichissima origine al consumismo e all’ipertecnicismo.

    I lavori dei ceramisti tendono sempre più ad essere sostenibili, dei nuovi valori etici di rispetto per l’ambiente e di attenzione per la sicurezza e la salute, tenuto anche conto che il 2012 è l’anno internazionale dell’energia sostenibile.Per questo il materiale di partenza delle opere è l’argilla, e vengono utilizzati spesso tecniche ecocompatibili e il riciclaggio creativo degli scarti di lavorazione, delle terre e dei pigmenti.

    Il tema del riciclo della ceramica è anche al centro del percorso formativo degli studenti del Liceo Artistico Klee-Barabino, che, grazie alla collaborazione instaurata tra il Liceo e il Settore Musei del Comune, organizzatore del Festival, svolgono un ruolo importante in questa manifestazione. Infatti, le loro opere costituiscono una rassegna interessantissima di una vasta gamma di metodologie finalizzate alla produzione di ceramica ‘ecocompatibile’ applicate con entusiasmo e creatività.

    La mostra, ispirandosi al tema del Festival della Maiolica 2012 ‘Dalla tradizione al design’, ospita anche una rassegna della produzione degli artigiani e degli artisti della ceramica di Genova e del suo territorio che spazia appunto dalle opere ispirate alla gloriosa tradizione della maiolica ligure a quelle che si confrontano con i temi del Design contemporaneo.

    Gli artisti che espongono le loro opere sono: Daniela Boccaccio (‘Il Ghirigoro’), Rosa Bruzzese, Luisa Caprile, Cristina De Martino, Marcella Diotto, Valerio Diotto, Fabrizia Fantini, Valentina Gallo, Beatrice Giannoni, Anna Gioia, Furio Giovannacci, Rossana Gotelli, Lia Larizza, Roberta Moresco, Paola Nava, Erika Pardini, Armanda Picardo (‘Il Ghirigoro’), Renzo Puppo, Marina Rizzelli, Laura Senili (‘L’Aria del Mare’), Agnese Storace, Alessandra Salvadori, Ondina Unida, Gli studenti del Liceo Artistico Paul Klee.

    Orario: mercoledì – venerdì: 15.30 – 18.30; sabato – domenica: 15.30 – 19.30; lunedì e martedì chiuso

  • Righi: l’Osservatorio Astronomico apre le porte alla città

    Righi: l’Osservatorio Astronomico apre le porte alla città

    Dopo un (breve) periodo di inattività forzata dovuta a qualche problema tecnico, l’Osservatorio Astronomo del Righi riapre i battenti con una serie di proposte per trascorrere il prossimo fine settimana con il naso rivolo al cielo:

    Sabato 9 giugno, a partire dalle ore 11.30 e fino alle ore 13 è in pogramma l’osservazione del Sole tramite il nuovo filtro H-alpha che permette di evidenziare le macchie e le protuberanze solari. L’osservazione si può fare anche al pomeriggio dalle ore 14.30 fino alle ore 18.00 mentre all’interno dell’Aula Planetario si terrà l’animazione “Girotondo fra le stagioni: miti e leggende degli antichi Greci”.
    L’animazione in programma verrà effettuata con l’ausilio del proiettore ottico Starlab grazie alla collaborazione in atto con Progetto Cassiopea per la didattica e la divulgazione della scienza.

    Negli orari indicati sarà possibile visitare la cupola dell’Aula Didattica Planetario installata nel Giardino del Sole e quella dell’Osservatorio, per accedere alle quali è richiesto un contributo spese rispettivamente di 4 € e di 3 €.
    Entrambe le visite si svolgeranno tramite turni della durata di mezz’ora circa di max 30 persone per l’Aula didattica-Planetario e di max 15 persone per la cupola dell’Osservatorio.

    La sera di Sabato 9 giugno, alle ore 20.30, grazie alla collaborazione in atto ormai da tre anni con il Teatro della Tosse nel Giardino del Sole antistante l’Osservatorio verrà presentato il laboratorio-spettacolo Le stelle sono buchi nel cielo, a cura degli allievi di recitazione del Teatro della Tosse con la regia di Enrico Campanati. L’ingresso allo spettacolo è libero.

    Domenica 10 giugno, a partire dalle ore 14.30 e fino alle ore 18.30, in occasione della manifestazione “A piedi nel parco” organizzata da tutte le Associazioni che operano nella zona del Righi sarà possibile, fra le altre iniziative, osservare il Sole al telescopio e assistere alla proiezione della volta stellata alla scoperta delle stelle e delle costellazioni della primavera e dell’estate.

    [foto di Daniele Orlandi]