Anno: 2012

  • Irene Ravera, incontro con il giovane assessore del Medio Levante

    Irene Ravera, incontro con il giovane assessore del Medio Levante

    Genova vista da ApparizioneIrene Ravera, classe ’82, è un’altra delle giovani forze recentemente entrate a far parte del mondo della politica cittadina: oggi impegnata nel ruolo di Assessore presso il Municipio VIII Medio Levante (negli ambiti servizi alla persona, tempo libero, sport e cultura), è stata eletta la prima volta come consigliere di Municipio nel 2007. Abbiamo parlato con lei della realtà dell’organo municipale e delle difficoltà e opportunità di questo percorso, iniziato a soli venticinque anni.

    Partiamo da una premessa: il ruolo politico del Municipio è limitato, spesso le documentazioni arrivano all’ultimo e i pareri non sono vincolanti, una situazione che anche voi stessi avete denunciato (ne abbiamo parlato anche con la tua collega Bianca Vergati). Si possono migliorare secondo te il rapporto e la comunicazione tra il municipio e il Comune?

    «I Municipi sono ancora in uno stato di evoluzione, non sono più le vecchie circoscrizioni ma il decentramento è ancora in una fase di rodaggio. Ho fiducia che nel giro di qualche anno si possano correggere i difetti di questo sistema, per arrivare ad un momento in cui il Comune avrà un ruolo di pianificazione generale e l’amministrazione minuta sia gestita direttamente dai Municipi. Ma se fino ad adesso il decentramento e il ruolo dei Municipi sono stati una decisione del Comune, in futuro molto dipenderà da cosa a livello centrale si deciderà di fare con le città metropolitane, al momento sembra tutto molto fumoso e ambiguo».

    «A livello locale, a mio parere, i rapporti tra il Comune di Genova e i Municipi sono molto migliorati rispetto all’amministrazione precedente. Non si tratta di modifiche normative, ma dell’iniziativa degli assessori e dei presidenti delle commissioni comunali che coinvolgono molto di più i Municipi nelle scelte e nell’elaborazione delle idee. In questo credo che sia fondamentale il fatto che due importanti assessori della giunta Doria, Bernini e Crivello, provengano dall’esperienza di presidenti di Municipio.
    Ma la trasformazione delle ex circoscrizioni in municipi secondo me ha come punto debole la progressiva perdita di efficacia del consiglio municipale a favore della giunta. Questo fattore rientra in una globale riduzione dell’importanza delle assemblee elettive rispetto agli esecutivi, a tutti i livelli, dai comuni al Parlamento, dal momento in cui ormai da molti si privilegia il primato della velocità e dell’efficacia e quindi il normale iter democratico viene visto come un impaccio. Purtroppo tutte le proposte di riforma o adeguamento del funzionamento dei municipi sono andate verso questa strada di verticizzazione».

    Credi che la cittadinanza abbia fiducia e veda come riferimento il Municipio? Oppure la percepisci distante? La sensazione è che molte persone non abbiano idea del ruolo e dell’utilità di questa istituzione, forse anche a causa di un progressivo “taglio” di funzioni e competenze. Come pensi si possa rimediare a questa situazione? Si può migliorare il rapporto cittadino-municipio?     

    «Negli anni la familiarità con i municipi è cresciuta, anni fa quando dicevo di essere consigliere mi capitava spesso di dover spiegare cosa fosse il Municipio! Il Municipio è composto da persone radicate nel proprio territorio, spesso il consigliere di riferimento è un tuo vicino di casa, un tuo ex compagno di scuola, una persona che vive dove vivi tu e ha i tuoi stessi problemi in un territorio più piccolo rispetto a quello molto ampio di Genova, questo permette ai cittadini di vivere questa istituzione come un qualcosa di vicino cui ci si approccia senza timore. Quotidianamente nei nostri uffici passano singoli e associazioni che ci portano le loro proposte, le loro critiche, ci sottopongono problematiche e idee per affrontarle. Il nostro scopo è migliorare la vivibilità nostri quartieri, non esistessero i municipi le nostre richieste e i nostri interventi potrebbero sparire all’interno di una più ampia programmazione comunale.
    Chi critica la presenza dei Municipi e ne vorrebbe l’abolizione di solito è spinto solo dall’idea di riduzione della spesa, come se la riduzione dei costi della politica sia possibile solo sopprimendo gli spazi di democrazia, confronto politico e proposta».

    Quando è cominciata la tua esperienza nella politica e cosa ti ha spinto verso questo percorso?

    «Ho respirato politica sin da piccola, tutti nella mia famiglia sono sempre stati politicamente impegnati, anche se nessuno di loro ha mai avuto incarichi elettivi. Se chiedi a molte persone della mia generazione perché abbiano deciso di fare politica, è facile che la risposta sia simile. Arrivi ad un certo punto in cui ti chiedi “cosa ci sto a fare?”. Molti rispondono facendo bagagli e biglietto di sola andata per qualche posto in cui le proprie capacità possano essere valorizzate, altri, come me, decidono di rimanere sperando di poter cambiare qualcosa.
    Fin da adolescente sono sempre stata attiva nei movimenti, ma questi, giustamente, hanno spesso una visione particolare, mentre io ero interessata ad una visione globale, che solo un partito può avere. Quando ho iniziato c’era un fervente dibattito all’interno della sinistra, la volontà di riunificare i soggetti esistenti, la voglia di un rinnovamento che partisse dai valori condivisi della nostra area, ma che potesse essere coniugata alle necessità del mondo di oggi. È stato un percorso travagliato, pieno anche di momenti dolorosi, come l’esclusione della sinistra radicale dal Parlamento dopo le elezioni del 2008. Adesso mi trovo perfettamente a mio agio in Sinistra Ecologia Libertà, partito a cui ho aderito sin dall’inizio e di cui mi sento fortemente parte, visto che ho partecipato al percorso che ha portato alla sua nascita e in cui le motivazioni che mi hanno portato a fare politica sono pienamente espresse.
    Certamente i partiti non sono l’unico strumento per cambiare la società, anche i movimenti, i comitati, l’associazionismo e il volontariato sono mezzi di partecipazione e miglioramento civile e sociale».

    Tu sei già stata consigliere di Municipio. Com’è il primo impatto con la politica, quando l’esperienza è zero?

    «La mia elezione al Municipio Medio Levante nel 2007 mi colse di sorpresa, avevo 25 anni e mi ero sempre dedicata di grandi temi come i diritti civili e le pari opportunità, mentre poco mi ero occupata di pubblica amministrazione. Mi sono messa a lavorare e a studiare. Ho avuto due grandi fortune: essere all’opposizione in una coalizione molto coesa con persone che sono state di fondamentale aiuto per la mia crescita e la possibilità di partecipare ad un corso di formazione per amministratrici neo-elette organizzato dalla Consigliera di parità della Regione Liguria, Professoressa Maione. Questo corso mi ha insegnato i rudimenti di pubblica amministrazione, diritto, economia e gestione degli enti locali, con cui ho affrontato con maggiore sicurezza e consapevolezza il mio mandato. Il resto è stata pratica sul campo».

    Quali differenze e difficoltà hai trovato nell’approcciare il nuovo ruolo di assessore?    

    «Il ruolo del consigliere è propositivo, mentre l’assessore ha l’onore e l’onere di prendere le decisioni. Non sempre è facile, soprattutto nel mio caso in cui le deleghe che mi sono state assegnate (servizi alla persona, tempo libero, sport e cultura) prevedono un budget di spesa per il finanziamento delle attività. È una grande responsabilità perché si tratta di spendere soldi pubblici, non molti, ma con cui si possono costruire servizi utili per i cittadini, in cui anche poche centinaia di euro possono fare la differenza. Facendo parte di una generazione che di soldi ne ha visti e ne vede pochi, ho un timore reverenziale nei confronti del denaro e non posso concepire gli sprechi inutili. Bisogna essere giusti ed equi e cercare di trarre il massimo da quello che il Comune stanzia per noi. Per questo sin dall’inizio come giunta abbiamo deciso di erogare le risorse tramite bandi, per permettere a tutte le realtà associative, che nel nostro territorio sono tantissime e vivacissime, di partecipare, non solo come richiedenti fondi, ma come parte attiva».

    La tua posizione ti permette di concretizzare i tuoi sforzi sui temi che reputavi urgenti da semplice cittadina?

    «Essendo una “piccola amministratrice” da molti anni la mia visione da semplice “cittadina” è un po’ deformata, nel senso che ogni volta che i miei amici mi fanno domande su alcune problematiche mi capita spesso di dare risposte tremendamente realistiche come “ma sai, il patto di stabilità…”, “il contratto di servizio con l’azienda x prevede…”, “i trasferimenti sono stati tagliati…” e via dicendo.
    Per quanto riguarda i temi importanti, per me e per i componenti della giunta di cui faccio parte, quello più importante è la partecipazione. Come abbiamo scritto nella nostra presentazione alla cittadinanza appena insediati, la nostra idea di Municipio è quella di un laboratorio aperto alla società e alle sue forme organizzate per costruire assieme la città che vogliamo. La voglia di partecipazione è molta, dall’adozione di aree verdi all’organizzazione di eventi o iniziative sociali, e senza il supporto del municipio tutta questa vivacità potrebbe andare persa visto che forniamo a chi desidera i materiali, gli spazi, le competenze per facilitare i lavori. In questo senso le iniziative che abbiamo organizzato e che vogliamo realizzare non vogliono essere autoconclusive e fini a se stesse, ma il riappropriarsi di spazi che già ci appartengono, come il mare, le piazze, i parchi, le strade. Le idee per il futuro sono molte, speriamo per il 2013 di continuare ad avere un budget adeguato per continuare il lavoro iniziato».

     

    Claudia Baghino
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Progetti giovani europei: presentazione delle attività del 2013

    Progetti giovani europei: presentazione delle attività del 2013

    EuropaMercoledì 5 dicembre, a partire dalle 14.30, sarà possibile andare alla Facoltà di Architettura (Aula 0A) per informarsi su due progetti che riguardano da vicino i giovani che vogliono studiare o lavorare sul territorio dell’Unione Europea.

    Il primo è Youth in Action, un progetto dell’Unione Europea che promuove l’educazione non formale, i progetti europei di mobilità giovanile internazionale di gruppo e individuale attraverso gli scambi e le attività di volontariato all’estero, l’apprendimento interculturale e le iniziative dei giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni. Un progetto che sta prendendo corpo a Genova grazie al lavoro dell’associazione Yeast. In questa occasione ne parlerà Sara Pietrangeli, referente di Agenzia Nazionale Giovani.

    Il secondo è Europe on Track: nel corso di un mese 6 ragazzi toccheranno 36 città europee in treno per capire in che direzione sta andando il Vecchio Continente. Come possiamo sostenere il nostro presente e preservare il nostro futuro? Cosa si aspettano le giovani generazioni per l’Europa di domani? Green economy, incentivi per iniziative imprenditoriali giovanili, qual’è la vostra soluzione?
    I relatori saranno: Natalia Kondrat (AEGEE Udine), Héloïse Treis (AEGEE Fribourg), Benjamin Battke (AEGEE Aachen).

    Seguirà un piccolo rinfresco con specialità tipiche genovesi.

  • Natale 2012: tutti gli eventi in programma a Genova e provincia

    Natale 2012: tutti gli eventi in programma a Genova e provincia

    Genova, panoramaCome ogni anno, in occasione delle festività Natalizie, la città di Genova e la sua provincia si animano con tantissime iniziative e manifestazioni per celebrare l’arrivo del Natale o semplicemente per godere al meglio dei giorni di festa. Ci attende quindi un mese di dicembre particolarmente ricco di eventi per tutte le età e per tutti i gusti.

    Non è Natale senza i tradizionali mercatini, dove trovare tanti originali idee per i regali: il mercatino di San Nicola in piazza Piccapietra fino al 23 dicembre, il mercatino di Natale di piazza Campetto fino al 24 dicembre, quello di San Porfirio, allestito presso il teatro della Tosse e quello a cura della Bottega Solidale Macondo, fino al 24 dicembre in piazza Matteotti. Senza dimenticare il negozio di Natale di Emergency, allestito in Galleria Siri accanto all’ingresso del Carlo Felice: il ricavato degli acquisti va in favore dell’associazione di Gino Strada.

    Anche i teatri genovesi si preparano a un ricco cartellone di eventi che precedono il Natale e accompagnano gli spettatori fino all’ultimo giorno dell’anno: al teatro Carlo Felice va in scena la Turandot di Giacomo Puccini nei giorni 23 dicembre (seguita da una cena di Gala), 27 dicembre e 30 dicembre, al teatro della Gioventù c’è lo spettacolo Rumori Fuori scena (ore 20.45, domenica ore 15.30, lunedì e 24/25/26 dicembre chiuso).

    Spostandosi in Val Polcevera, il teatro Govi di Bolzaneto propone il 21 dicembre The Rocky Horror Pictures Show con l’Unconventional Cast, il 22 dicembre il concerto di Natale del Coro del Monte Bianco, il 28 dicembre lo spettacolo comico Pizza Eternity mentro il 29 dicembre un omaggio a Domenico Modugno con Lo Chiamavano Mimì.

    Il teatro Verdi di Sestri Ponente ospita sabato 29 dicembre lo spettacolo della compagnia Ariston Proballet Opera Ballet Rock.

    Particolarmente ricco anche il Natale nei quartieri di Sampierdarena e San Teodoro: nel mese di dicembre sono oltre 20 gli eventi in programma.

    Venerdì 21 dicembre al Berio Cafè è in programma il pranzo di Natale con gli Elfi, mentre La Claque ospita nei giorni 21 e 22 dicembre Emergenza Festival, il più grande festival del mondo per gruppi emergenti.

     

     

    Articolo in aggiornamento

     

    Foto Daniele Orlandi

  • Violenza sulle donne: Serena Dandini a teatro con “Ferite a morte”

    Violenza sulle donne: Serena Dandini a teatro con “Ferite a morte”

    La Convenzione No More! è un progetto per sensibilizzare le istituzioni sul tema della violenza sulle donne, affinché leggi ad hoc per contrastare atti di questo genere vengano inseriti fra le priorità dell’agenda politica nazionale e locale e chiede la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d’Europa (Istanbul, maggio 2011) sulla prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica.

    A Genova sono presenti diversi centri che forniscono aiuto e sostegno alle donne in difficoltà, da quello in via Mascherona fino a quello inaugurato poche settimane fa presso il Laboratorio Sociale di Vico Papa.

    Allo scopo di sostenere questa iniziativa, l’autrice e conduttrice televisiva Serena Dandini sta portando in diversi teatri italiani lo spettacolo Ferite a morte, scritto in collaborazione con la ricercatrice del Cnr Maura Misiti. Lo spettacolo è stato scritto attingendo dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”: la storia di ciascuna di esse è raccontata in prima persona, con la voce narrante di note artiste, attrici e cantanti italiane.

    La tappa genovese di Ferite a morte si terrà domenica 9 dicembre (ore 21) al Teatro della Corte: l’ingresso è gratuito, ma per partecipare è necessario ritirare un apposito coupon presso la biglietteria del teatro.

  • Trasporto pubblico, biglietto integrato: la Giunta non vuole parlarne

    Trasporto pubblico, biglietto integrato: la Giunta non vuole parlarne

    Il futuro del biglietto integrato treno più bus è un argomento tabù in Consiglio comunale. La denuncia arriva dal WWF mentre è in corso la discussione tra comitati dei pendolari e associazioni dei consumatori da una parte, AMT e amministrazione comunale dall’altra. All’orizzonte, nel caso si decidesse di salvare l’integrazione tariffaria, si profilano pesanti rincari.

    «Ci risulta che la Lista Doria abbia presentato, già da alcune settimane, una mozione per discutere in consiglio comunale del biglietto integrato – spiega Vincenzo Cenzuales del WWF – ma il documento continua a non essere iscritto all’ordine del giorno, evidentemente perchè la Giunta non vuole che se ne discuta. Eppure, visto che l’accordo tra Comune di Genova, Regione Liguria, AMT e Trenitalia scadrà alla fine dell’anno, la decisione sulle tariffe dovrà essere presa nel giro di pochi giorni».

    «Se le tariffe saranno quelle che si ipotizzano, le conseguenze per AMT saranno gravi – sottolinea il WWF – non vorremmo che qualcuno, da qualche parte, avesse l’obiettivo di far fallire l’azienda…».

    La situazione di AMT, già deficitaria, rischia di aggravarsi a causa dei minori finanziamenti previsti dalla regione per il 2013. Due milioni di euro in meno, ai quali si sommano altri due milioni di maggiori costi che l’azienda deve sostenere, per un totale di 4 milioni da recuperare per il prossimo anno.

    Le cifre non sono ancora definitive ma la tendenza è questa. «Se poi, con l’arrivo del metrò a Brignole, il comune aumentasse il canone d’affitto della metropolitana, da 1 a 8 milioni, l’azienda dovrebbe recuperare per il 2013 11-12 milioni, invece di 4», sottolinea Andrea Gamba della Filt-Cgil.

    Infine, il sindacalista denuncia anche le criticità del settore manutenzioni di AMT «A causa delle carenze di personale e di un’inadeguata programmazione degli acquisti un terzo dei mezzi che sono fermi, circa un centinaio in tutto, lo sono perchè mancano i pezzi di ricambio».

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Saldi di Natale a Genova: il vademecum per il consumatore

    Saldi di Natale a Genova: il vademecum per il consumatore

    Vico Casana, centro storico di GenovaTutti gli anni, con l’incombere dell’inverno e quindi del Natale, sembra di vivere un dejavù… Vetrine allestite con gli addobbi del caso in mezzo a strade disseminate di luminarie, un andirivieni di persone che osserva da fuori perché dentro ai negozi non ci entra: i soldi sono pochi.
    Eppure le offerte natalizie, come sempre, si  moltiplicano invitandoci a comprare l’oggetto dei nostri desideri ad un prezzo mai visto; ma giacché si ripete tutti gli anni, potrei scrivervi “ad un prezzo da sempre visto”, quello più basso di tutti, ovviamente!
    E poi, come tutti gli anni, ecco i saldi! Saldi mortali, mi viene da dire!

    Ricordiamo ai nostri lettori che la merce in saldo deve essere quella rimasta al negozio e cioè non venduta; deve essere un oggetto che il giorno prima costava tot ed il giorno dopo molto meno.
    Ed invece, come tutti gli anni, assistiamo ai soliti tentativi di fregare, alla faccia del buonismo natalizio.
    Però c’è un modo di tutelarsi. Come ogni anno, vi rinnovo alcune regole basilari:

    1. Prima di acquistare qualunque oggetto, verificare la serietà del negoziante, la validità dell’offerta e confrontare sempre questi parametri recandosi presso più esercizi commerciali che vendono il medesimo oggetto e confrontando più offerte possibili.

    2. Diffidare a priori delle offerte cosiddette “sotto costo”: un oggetto che costa poco vale poco, quindi occhi aperti!

    3. Verificare sempre le garanzie offerte: quella di legge, ovvero due anni più due mesi dall’acquisto, diffidando da chi offre un anno di garanzia della casa costruttrice.

    4. Scegliete tutto con estrema cura, avrete notato che in questo periodo non solo c’è più confusione del normale per via della gente, ma anche per via di tutti gli addobbi ed i colori con cui vengono impestati i negozi ed i centri commerciali: questa è comunque una delle tecniche per distrarvi…

    5. Nel caso dobbiate comprare elettrodomestici, computer, telefonini o comunque oggetti “pregni” di tecnologia, cercate di andare in un negozio dove sia possibile trovare qualche commesso gentile e non sbrigativo che possa illustrarvi tutto quanto di necessario per guidarvi ad un acquisto ragionato.

    6. Per quanto riguarda i cibi, controllare bene le scadenze (ormai i panettoni li confezionano tutto l’anno…)

    7. Per i saldi, invece, cercate di individuare prima l’oggetto o capo di abbigliamento che vi interessa e poi verificate se quel medesimo oggetto o capo costa effettivamente di meno. Purtroppo vige una pessima abitudine dei negozianti di acquistare robaccia a prezzi irrisori per poi spacciarla come saldi, col risultato che loro ci guadagnano di più e voi non avete affatto risparmiato…

    A gennaio nessuno si ricorderà più nulla di tutto ciò, se non coloro che hanno ricevuto le fregature di rito.
    Sì, perché Natale anche in queste cose è un rito.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Consiglio Comunale Genova: Consulta del Verde e zona franca a Sampierdarena

    Consiglio Comunale Genova: Consulta del Verde e zona franca a Sampierdarena

    Consiglio Comunale GenovaDue mozioni, una proveniente dall’opposizione e una dalla maggioranza, hanno animato ieri il dibattito in Consiglio Comunale. Il primo punto all’ordine del giorno, presentato dai consiglieri dell’UDC affrontava uno degli eterni problemi di Genova: la cura del verde cittadino. Si tratta di aree rarissime, autentiche “oasi” all’interno di città largamente cementificate come la nostra e spesso abbandonate all’incuria e al degrado.

    Il punto centrale della proposta di consiglieri centristi è stata l’istituzione di un “Curatore dei Parchi” che, al pari dei curatori dei musei, si occupasse della gestione e della ricerca di fondi per il mantenimento dei parchi storici, come  Villetta di Negro, Villa Duchessa di Galliera, Villa Pallavicini.

    Sul punto specifico la Giunta, attraverso l’assessore Garotta, si è pronunciata in modo contrario, sostenendo che il progetto che l’amministrazione sta portando avanti e che era già stato avviato con la Giunta precedente, prevede che sia la Consulta del Verde ad occuparsi di tutti i problemi legati alla cura dei parchi, delle aiuole e degli alberi.

     

     

    La Consulta del Verde, costituita al termine della Giunta Vincenzi, sembra trovarsi, sulla base delle informazioni divulgate in aula dagli stessi consiglieri, ancora in una fase di “start up”. «Nelle quattro sedute che ha svolto fino ad oggi – ha affermato il capogruppo dell’Udc Alfonso Gioia – non ha deciso nulla». L’Assessore Garotta ha precisato che pur essendo all’inizio della propria attività, la Consulta ha già avviato dei gruppi di lavoro per cercare di capire come affrontare il problema del verde cittadino a fronte di una costante riduzione dei finanziamenti e delle risorse umane a disposizione di questo settore. Un esempio: negli anni ottanta vi erano circa 400 unità che si dedicavano a parchi, giardini e aiuole di Genova, negli anni novanta questo numero si era ridotto a 200 e oggi sono circa 70 gli addetti della linea verde dell’Aster che svolgono questa attività. I gruppi di lavoro hanno quindi avviato una struttura per la formazione dedicata alle associazioni che già da tempo si occupano in modo del tutto volontario al mantenimento del verde cittadino, ipotizzando anche di coinvolgere anche giovani studenti riconoscendo loro crediti formativi.

     

     

     

    Tuttavia il Movimento 5 Stelle ha avanzato dei dubbi sugli effettivi poteri di questa Consulta, affermando che in alcune occasioni  si sarebbe espressa contro l’abbattimento di alcuni alberi – per esempio in via Spinola ad Oregina -, ma il suo parere sarebbe stato inascoltato. Il problema del taglio di alberi dati per malati, ma che malati non sono, è stato sollevato da molti altri consiglieri (Balleari del Pdl e Villa del Pd) tanto da spingere il capogruppo della Lista Doria, Enrico Pignone ha chiesto alla Giunta che venga bloccato l’abbattimento di tali alberi in attesa di un chiarimento della situazione.

    Al di là dell’introduzione di un curatore per i parchi, viene da domandarsi se non valga la pena potenziare i soggetti preposti al mantenimento del verde pubblico e, perché no, controllare meglio il loro operato, visto che lo stesso assessore ammette: «Siamo tutti d’accordo che la situazione del verde nella nostra città non sia soddisfacente». Il Consiglio, infatti, ha respinto col voto contrario del centro sinistra e della Lista Doria la mozione dell’Udc, ma non ha avanzato alcuna proposta alternativa per cercare di risolvere un problema oggettivo.

     

     

     

    Fatti, non parole, sono chiesti invece a gran voce dal consigliere del Pd Vassallo, promotore, insieme alla consigliera Russo sempre del Pd, di una proposta per creare nuove attività commerciali in Via Buranello all’interno dei “voltini” della stazione. E lo ha detto chiaramente difendendo la propria mozione: «Questo è un provvedimento per trasformare in atti le tante parole dette in quest’aula». Vassallo ha citato i continui richiami alla crisi economica avvenuti in Consiglio Comunale, le numerose discussioni sulla sicurezza nel quartiere di Sampierdarena e l’approvazione di un piano di riqualificazione urbana che prevede diversi interventi proprio in questo quartiere, come atti preliminari a cui era necessario dare un risvolto pratico.

    L’approvazione di questa proposta darà vita ad una “zona franca” in cui verrà garantita: «la concessione alle attività economiche non legate al gioco d’azzardo che ivi si insedieranno ex novo, del massimo livello di facilitazione attivabile su eventuali imposte e/o tariffe e/o canoni di competenza comunale per un periodo di 10 anni». In questo modo si cerca non solo di sostenere l’attività produttiva, ma anche di creare un tessuto commerciale e civile che contribuisca a riqualificare una zona spesso agli onori delle cronache per i problemi di sicurezza e per il crescente disagio sociale.

    Concludiamo questo articolo segnalando che ieri è iniziata la sperimentazione della trasmissione del Consiglio Comunale in streaming, per permettere ai cittadini di vedere in diretta le sedute di palazzo Tursi dal proprio PC. Basta accedere alla pagina – http://www.comune.genova.it/pages/il-consiglio-comunale-diretta – e scaricare, per chi già non lo avesse, un programma per la riproduzione dei video. Le registrazioni delle sedute saranno anche archiviate sul sito del Comune e sarà possibile visionarle in qualsiasi momento. Il primo a lanciare l’idea fu il M5S, che all’inizio del nuovo ciclo amministrativo (prima dell’estate) aveva trasmesso online le dirette dei consigli comunali tramite webcam. Tuttavia, la presenza di un concessionario dei diritti per la trasmissione delle dirette – Telenord – aveva impedito al movimento di portare avanti quella iniziativa. Da ieri ciò che accade ogni martedì nell’Aula Rossa di Palazzo Tursi sarà visibile in diretta anche sul sito del Comune di Genova.

    Uno strumento che persegue lo stesso scopo di questa rubrica: far avvicinare i cittadini alle istituzioni comunali e renderli più consapevoli dell’operato del Consiglio Comunale di Genova.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Concorso fumetto 2013: bando e mostra collettiva “Noi e gli altri”

    Concorso fumetto 2013: bando e mostra collettiva “Noi e gli altri”

    fumettoL’Ufficio Giovani del Comune di Bologna, in collaborazione con Anci, Hamelin Associazione Culturale e Associazione Yoda, ha indetto il concorso di fumetto “Noi e gli altri”.

    Il bando suddiviso in Sezione Flashfumetto.it e Sezione Yoda (quest’ultima aperta solo a residenti a Bologna e provincia): gli elaborati migliori di entrambe le sezioni verranno esposti in una mostra collettiva a BilBOlBul – Festival Internazionale di Fumetto che si terrà a Bologna dal 21 al 24 febbraio 2013. Tutte le opere pervenute saranno pubblicate sul sito www.flashfumetto.it.

    Tema comune a entrambe le sezioni è appunto noi e gli altri. Si chiede ai partecipanti di raccontare un’esperienza di straniamento, declinandola a proprio piacimento ma utilizzando una situazione fissa, che può essere inserita all’inizio, alla fine o nel corso del racconto: per esempio “Salgo sull’autobus, mi siedo e tutti cominciano a guardarmi con insistenza, come se avessi, o fossi, qualcosa di strano…”. Il racconto che si costruisce attorno a questo piccolo evento può essere realistico o fantastico, comico o drammatico, e dovrebbe portare a riflettere su cosa consideriamo “altro da noi” e su come immaginiamo di reagire alla sensazione di sentirci noi, anche solo per un attimo, l’altro.

    Possono partecipare tutti i giovani artisti dai 15 ai 35 anni. Sono ammesse collaborazioni tra due o più autori.

    Ogni fumetto dovrà essere composto da un minimo di 2 a un massimo di 4 tavole in formato A4. Il materiale (disegni in formato Tiff o Pdf, fotocopia del documento d’identità e modulo di iscrizione) dovranno essere inviati tramite mail a indirizzo giovani.comunedibologna@flashfumetto.it entro la mezzanotte del 27 gennaio 2013.

    La selezione delle opere per la premiazione verrà effettuata da una giuria composta da esperti, autori e studiosi.

  • Raccolta differenziata: richiesta di dimissioni per il presidente Amiu

    Raccolta differenziata: richiesta di dimissioni per il presidente Amiu

    Rifiuti raccolta differenziataDimissioni del presidente dell’Amiu, Riccardo Casale. Questa è la grave richiesta che arriva dai banchi dei consiglieri di opposizione che ieri – durante la consueta seduta del consiglio comunale, nel momento dedicato alla presentazione delle interrogazioni a risposta immediata (art. 54) – hanno aspramente criticato la gestione dell’Azienda Municipale di Igiene Urbana, biasimando le recenti dichiarazioni che lo stesso Casale avrebbe rilasciato a diversi organi di informazione.

    Il consigliere Stefano De Pietro (M5S) ha aperto la discussione «La nostra interrogazione fa riferimento all’ordine del giorno (o.d.g.) approvato recentemente in quest’aula in cui si impegnano Sindaco e Giunta a dare indicazioni ad Amiu affinché venga attivata la raccolta differenziata (RD) porta a porta in città. Vorrei ricordare che attualmente, presso la Commissione Bilancio del Senato, è in discussione un disegno di legge il quale ipotizza di applicare pesanti sanzioni ai comuni che non raggiungono i livelli prefissati di RD. Questo è l’indirizzo nazionale in materia. La nostra domanda è: che cosa ha fatto la Giunta in merito all’o.d.g. approvato in Sala Rossa?».

    Poi è stata la volta di Enrico Pignone, capogruppo della Lista Doria che ha ricordato il recente caso Recco «La Corte dei Conti ha rilevato un’inadempienza del Comune di Recco, citando in giudizio gli amministratori della città, per aver causato un danno erariale derivante dal mancato rispetto delle percentuali di RD. In caso di condanna i responsabili dovranno risarcire 1 milione e 200 mila euro. Il danno economico è originato dai maggiori tributi e dalle sanzioni per i quantitativi extra conferiti in discarica. Occorre sottolineare che nel periodo preso in esame, dal 2006 al 2010, il servizio di raccolta e conferimento era affidato alla stessa Amiu».
    Per quanto riguarda il Comune di Genova, anch’esso ben al di sotto delle percentuali di RD «Il giorno seguente il presidente di Amiu, Riccardo Casale ha rilasciato dichiarazioni tranquillizzanti, riassumibili così: “Nonostante la notevole capacità potenziale delle campane, esse rimangono vuote”».
    In sostanza, secondo Pignone, il presidente dell’Amiu avrebbe rovesciato i termini del problema, ovvero «La colpa di una RD deficitaria sarebbe dei cittadini genovesi, ostili, o comunque particolarmente restii alla raccolta differenziata. Quindi, secondo Casale, non sussisterebbero degli errori di progettazione del sistema da lui gestito. Noi, invece, pensiamo che le criticità siano causate proprio da una gestione non all’altezza della situazione».
    Inoltre «Casale ha aggiunto che le esperienze di raccolta porta a porta svoltosi negli anni scorsi a Pontedecimo e Sestri Ponente “Sono state un fallimento”. Sottolineo, al contrario, che in soli tre mesi è stata superata la quota del 50% di RD. E per finire Casale avrebbe anche affermato che è impossibile raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla legge. Io ritengo gravissimo che il presidente dell’Amiu rilasci tali dichiarazioni. Però mi domando se, per caso, è cambiato qualcosa rispetto all’impegno preso da Giunta e Consiglio in questa sede».

    Lilli Lauro, consigliere Pdl, è stata tranchant «Noi chiediamo le dimissioni di Casale. Lui afferma di non essere in grado di raggiungere i limiti di legge e allora mandiamolo a casa».

    Il capogruppo di Sel, Gian Piero Pastorino, ha concluso «Il presidente di Amiu ci dà lezioni di raccolta differenziata, però sembra non conoscere le leggi, l’azienda che guida e soprattutto non sa come attuare una raccolta porta a porta degna di questo nome. Quando un presidente di una società del comune afferma che Genova non è capace, che la città non è pronta e che la colpa è dei genovesi, forse è meglio che cambi mestiere».

    Ha risposto l’assessore all’Ambiente, Valeria Garotta «L’amministrazione si è impegnata ad estendere la raccolta differenziata. Genova, tra le grandi città, è partita in ritardo, ma registra gli incrementi di RD più rilevanti. Con il 32-33% di RD siamo in linea con altre realtà metropolitane. Detto ciò, siamo comunque insufficienti rispetto ai termini di legge».
    Per dare una svolta alla situazione «Abbiamo dato mandato ad Amiu di riprogettare il sistema di RD attraverso un modello cosiddetto di “raccolta industriale di prossimità”, ossia con il potenziamento delle postazioni dedicate ai diversi materiali. Bisogna mettere in condizione i cittadini di effettuare la RD nella maniera più agevole possibile».

    «Riteniamo che sia importante un sistema di premialità – continua l’assessore – Per questo sarà sperimentata l’installazione di una sorta di badge sui cassonetti dell’organico, in maniera tale da vincolare il contenitore a determinate famiglie, ben individuate. Di conseguenza, a seconda della quantità e qualità di RD conferita, esse saranno premiate. Inoltre, la cittadinanza deve essere coinvolta attraverso azioni di sensibilizzazione. 50 mila euro sono stati destinati ad iniziative di educazione in merito alla raccolta differenziata».
    Infine, per quanto riguarda la Corte dei Conti «Ci auguriamo che venga riconosciuto l’impegno dell’amministrazione nell’ampliare la RD», conclude Garotta.

    Il consigliere De Pietro ha replicato «Casale è andato in giro per convegni a sponsorizzare l’inceneritore, dunque non ci sembra la persona più adatta per aumentare la RD e chiediamo le sue dimissioni. Ricordo che, secondo le esperienze di chi la RD la fa davvero, con il sistema dei cassonetti stradali non si raggiunge oltre il 40%. Solo con il porta a porta è possibile superare quella quota. È necessario, infatti, un controllo costante e quotidiano in merito ai conferimenti che solo il porta a porta può garantire. Genova ha una difficile conformazione urbana. Tuttavia, in alcune zone la raccolta porta a porta è fattibile. La soluzione, secondo noi, potrebbe essere quella di un sistema misto».

    Enrico Pignone ha concluso «Ringrazio l’assessore che ci ha comunicato alcune importanti novità, innanzitutto l’attenzione alla responsabilizzazione degli utenti. È fondamentale individuare chi fa correttamente la RD e chi si ostina a non volerla fare, studiando delle forme di premialità per i primi. Una sorta di tessera-badge ritengo possa essere molto utile».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Villa Scassi: donatori di sangue senza parcheggio, mozione in municipio

    Villa Scassi: donatori di sangue senza parcheggio, mozione in municipio

    SanitariUn gesto altruista per eccellenza, quello dei donatori di sangue, che andrebbe agevolato in ogni modo mentre, al contrario, è ostacolato da situazioni che sfiorano il paradosso.

    È il caso dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena dove, da qualche tempo, i donatori di sangue devono fare i conti con la difficoltà di trovare un parcheggio. Il problema è sorto da circa un anno, quando sono stati effettuati dei lavori all’interno della struttura sanitaria, proprio dov’era stato predisposto uno spazio dedicato al parcheggio delle automobili dei donatori. Oggi i lavori sono terminati ma è impossibile trovare un posto libero perchè tutti risultano già occupati da chi, probabilmente, non ne avrebbe neppure il diritto.

    Una mozione presentata il 1 dicembre dal capogruppo della Lega Nord nel Municipio Centro-Ovest, Davide Rossi, impegna Presidente e Giunta ad attivarsi verso l’ospedale Villa Scassi, Asl 3 e Regione Liguria affinché tale servizio «Fondamentale a livello sanitario e sociale in un ospedale importante come il nostro, possa svolgersi in modo eccellente senza alcuna carenza, dando la certezza al donatore di trovarsi nelle condizioni migliori per donare il sangue, essendo sicuro di parcheggiar la propria auto nei posti che gli competono, nelle adiacenze del centro trasfusionale». Inoltre il documento chiede di «Proporre all’ospedale Villa Scassi, Asl 3 e Regione Liguria un incremento dei parcheggi a disposizione».

    «L’ospedale Villa Scassi nonostante i numerosi problemi noti alle cronache, resta e rimane la struttura sanitaria di punta del ponente genovese – ribadisce la mozione che verrà discussa in questi giorni – in correlazione con le chiusure e i tagli decisi dagli organi superiori (Regione e Ministero della Salute) verso i distaccamenti periferici, il nosocomio di Sampierdarena si trova a gestire un bacino di potenziali utenti sempre maggiore. Questo comporta l’esigenza di un servizio generale e di primo soccorso efficiente h 24 per tutte le specialità, situazione che spesso e volentieri non viene garantita. Inoltre si attende da tempi immemori di vedere il termine di opere come il Padiglione 9 bis».

    Un ospedale importante come il Villa Scassi, secondo il promotore della mozione «Deve puntare in modo sempre più deciso a incrementare il numero di donatori di sangue, vista la grande necessità che il sistema nazionale e locale richiedono per curare adeguatamente tante situazioni e patologie. Ma è fondamentale garantire ai donatori le migliori condizioni possibili».

    Condizioni che devono essere eccellenti «Per tutto l’espletamento di questa importante azione di solidarietà, dall’accoglienza del donatore, allo svolgimento dell’operazione trasfusionale».
    Compresa la possibilità di parcheggiare la propria auto vicino al centro trasfusionale «Azione diventata impossibile, in quanto tali parcheggi, troppo pochi, sono costantemente occupati da chi non deve compiere donazioni e che spesso, tale situazione comporta due conseguenze negative: quella di rinunciare a compiere la donazione o quella di dover percorrere chilometri a piedi, a digiuno e dopo aver donato il sangue, per recuperare la propria auto».

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Medio-Levante: interventi sulle scuole e riqualificazione di Corso Italia

    Medio-Levante: interventi sulle scuole e riqualificazione di Corso Italia

    corso italiaDiscussione accesa, nei giorni scorsi, in merito alla proposta del Programma Triennale 2013-2014-2015 dei Lavori Pubblici previsti sul territorio di riferimento del Municipio Medio-Levante. Come in tutti gli altri 8 municipi la proposta è stata approvata dal consiglio municipale ma non sono mancate critiche e prese di posizione che hanno evidenziato un certo malumore a causa dei pochi lavori riguardanti i quartieri del Medio-Levante.

    Nel piano triennale il Comune di Genova ha individuato quali priorità gli interventi di carattere idrogeologico ed il riordino degli edifici scolatici. Di conseguenza, considerando la ristrettezza di risorse economiche con cui l’amministrazione si trova a dover fare i conti, trovano minore spazio le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, aiuole e marciapiedi.

    Detto ciò «Non è possibile non apprezzare la scelta di dare la precedenza alla sicurezza dei cittadini – sottolinea Bianca Vergati, consigliere del municipio Medio-Levante (Sel-Lista Doria) – Inizialmente, in sede di commissione, il Pd avrebbe voluto votare contro insieme all’opposizione perché reputava che il piano avesse poca attenzione verso il territorio. Ma il piano non è immodificabile e con le nostre proposte possiamo renderlo più adeguato alle esigenze dei cittadini. Per questo mi sono astenuta. Alla fine la maggioranza ha fatto propria la mia linea ed il piano è stato approvato».

    Al consiglio municipale era presente il Sindaco, Marco Doria che ha spiegato gli intenti dell’amministrazione, l’assessore allo Sviluppo Economico, Francesco Oddone e l’architetto Laura Petacchi che ha firmato il piano triennale.

    Vediamo nel dettaglio le proposte del gruppo consiliare Sel-Lista Doria:
    Innanzitutto «Una “quota ” maggiore dovrebbe essere destinata alle manutenzioni, grandi e piccole, poiché i nostri quartieri hanno soprattutto necessità di questo: marciapiedi, aiuole, spazi verdi, per migliorare la vivibilità», spiega Bianca Vergati.

    Per quanto riguarda gli edifici scolastici «Abbiamo chiesto di anticipare all’anno 2013 i lavori sul Nautico di piazza Palermo, previsti per il 2014 – continua Vergati – in modo tale da accorpare le scuole della Foce, consentendo anche un risparmio in termini economici. La scuola media Doria-Pascoli, infatti, per l’attuale sede paga (pare) un affitto di ben 200 mila euro all’anno. E proprio sul Nautico, ha spiegato l’architetto Petacchi, sembrano esserci notizie positive: saranno eseguiti degli interventi sulla palestra e altri locali per attuare il trasferimento delle classi già dal prossimo anno».

    I consiglieri Sel-Lista Doria, inoltre, chiedono a gran voce «La riqualificazione di Corso Italia con una manutenzione sistematica e puntuale, in primis della piastrellatura – spiega Vergati – una mia mozione, approvata in precedenza, prevedeva il riordino delle soste: oggi esistono troppi privilegi ed incongruenze nei varchi di Corso Italia».

    Un’altra richiesta, invece, riguarda il Forte di S. Martino «L’obiettivo è recuperare un’area verde e degli spazi ciclabili per gli abitanti del quartiere – sottolinea Vargati – Ma prima occorre risolvere il conflitto di competenze fra Demanio e Comune di Genova».

    Infine, esistono alcuni fondi degli oneri di urbanizzazione derivanti dal progetto di via Puggia (attualmente bloccato e su cui il Consiglio di Stato si è espresso in questi giorni). «Parliamo di circa 230mila euro che potrebbero essere dedicati alla realizzazione di un ingresso su S. Martino di Villa Gambaro – conclude il consigliere Sel-Lista Doria – Sto attendendo una risposta dai Comitati di via Puggia in merito all’esito del contenzioso legale».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Centri sociali, regolarizzazione: prosegue il percorso con il Comune

    Centri sociali, regolarizzazione: prosegue il percorso con il Comune

    Lsoa BuriddaIL PRECEDENTE

    Novembre 2011: il Comune di Genova, con la mediazione di Don Andrea Gallo, firma un protocollo d’intesa per la regolarizzazione dei centri sociali, alla presenza degli Assessori Andrea Ranieri (Cultura, Promozione della Città e Politiche Giovanili) e Bruno Pastorino (Politiche della Casa, Patrimonio e Demanio). Il protocollo porta alla nascita, per la prima volta in Italia, di un unico soggetto associativo che raggruppi glispazi sociali autogestiti“: il primo atto dell’associazione sarà il riconoscimento formale da parte delle istituzioni del possesso degli spazi e delle attività che in essi si svolgono.

    Sono quattro i centri sociali di Genova, che hanno aderito al protocollo: lo Zapata agli ex Magazzini del Sale (via Sampierdarena), il Pinelli a Molassana (via Fossato di Cicala), il Terra di Nessuno a San Teodoro (via Bartolomeo Bianco) e il Buridda a Castelletto (via Bertani). Quest’ultimo, secondo il protocollo, verrà trasferito al piano superiore del mercato del pesce di piazza Cavour.

    Punto di partenza del protocollo è che «i centri sociali autogestiti che operano in città rappresentano una risorsa per la creazione di opportunità di partecipazione e socializzazione per i giovani, oltre a realizzare iniziative ed eventi di qualità che hanno prodotto e possono produrre sinergia con attività svolte dal Comune».

    Quali sono, in dettaglio, i suoi contenuti? Anzitutto la Direzione comunale che si occupa della gestione del patrimonio pubblico si impegna ad avviare una serie di interventi per la messa in sicurezza e la ristrutturazione degli spazi (impianto elettrico, servizi igienici, pavimentazione ecc.): questo avverrà in particolare negli ex Magazzini del Sale – che al momento della firma del protocollo sono di proprietà del Demanio e che il Comune ha richiesto di acquisire – e nell’ex mercato del pesce, in modo che il Buridda possa iniziare le operazioni di trasloco a partire dal 25 novembre 2011.

    Inoltre si terranno assemblee periodiche tra il Comune e la nascente associazione, allo scopo di favorire la programmazione, il monitoraggio e la verifica delle attività oggetto del protocollo.

    IL PRESENTE

    Dicembre 2012: a oltre un anno dalla firma del protocollo, cosa è cambiato?

    Le promesse avvenute alla firma del protocollo di intesa sono state mantenute anche dalla nuova Giunta, con la quale i referenti dell’associazione si sono già incontrati: come ci racconta Luciano, referente del centro sociale Terra di Nessuno per l’assegnazione degli spazi, «l’amministrazione Doria ha confermato di voler proseguire sulla stessa traccia aperta dalla precedente, verificando lo stato degli accordi contenuti nel protocollo e riprendendo in mano i passaggi ancora mancanti».

    Il primo atto ufficiale in questa direzione è stata la regolarizzazione dei contratti d’affitto e delle utenze, che sono state intestate ai referenti di Buridda, Pinelli e Terra di Nessuno. Per quanto riguarda invece lo Zapata, lo spazio è ancora in fase di acquisizione dal Demanio, anche se la fornitura elettrica è gia intestata ai referenti.

    Il trasloco del Buridda non è stato ancora ultimato: il primo “passo ufficiale” è avvenuto lo scorso ottobre, con l’inaugurazione della palestra di arrampicata negli spazi di piazza Cavour, nell’unica sala attualmente agibile dopo i lavori. Come spiega Luciano, «il piano terra del mercato del pesce, quando sarà libero, verrà assegnato in gestione ordinaria al Buridda ma con fruibilità da parte di tutti i centri sociali a soggetti esterni concordati con associazione e Comune».

    Tutti i lavori di ristrutturazione indicati nel protocollo sono stati realizzati, «il minimo indispensabile alla sicurezza, visto che i budget erano veramente irrisori, mentre alcuni lavori – specialmente di muratura e imbiancamento – li abbiamo realizzati noi  con una valutazione a posteriori dei tecnici comunali, che ci ha permesso di richiedere e ottenere un abbattimento dei canoni di locazione futuri».

    L’associazione dei centri sociali è attualmente operativa solo per questioni amministrative, ma non appena i lavori del Buridda saranno terminati si cominceranno vere e proprie assemblee – si presume «abbastanza informali e a cadenza annuale» – per concordare attività comuni e modalità di gestione degli spazi condivisi.

     

    Marta Traverso

  • Centro storico: corsi gratis di fotografia, chitarra e tai chi

    Centro storico: corsi gratis di fotografia, chitarra e tai chi

    Piazza Sarzano, GenovaSono attivi tre corsi gratuiti che si tengono presso Ex Latteria Occupata 39 Rosso, in stradone Sant’Agostino.

    Tai Chi, che si svolge il lunedì dalle 19 alle 20 e il sabato dalle 11 alle 12 presso i Giardini Luzzati;
    Chitarra (livello base) che si svolge tutti i martedì dalle 18 alle 19, tenuto da una ragazza che fa parte del gruppo di gestione dello spazio;
    Fotografia, che al momento si articola in quattro lezioni iniziate lo scorso 22 novembre, il giovedì dalle 18 alle 19.

    I corsi di fotografia e tai chi sono tenuti da gente del quartiere che si è proposta per condividere le proprie conoscenze: lo spazio Ex Latteria Occupata 39 Rosso si è posta infatti l’obiettivo di essere un luogo aperto al quartiere, dove chiunque può entrare per proporre attività culturali, ludiche o politiche.

    Chi vuole proporre un corso o un’iniziativa può dunque incontrare i gestori dell’Ex Latteria tutti i giovedì alle 19, in occasione dell’assemblea di gestione.

  • Teatro Duse: “Per non morire di mafia” con Sebastiano Lo Monaco

    Teatro Duse: “Per non morire di mafia” con Sebastiano Lo Monaco

    per non morire di mafiaNegato alla maggior parte del pubblico genovese dall’alluvione del novembre scorso, torna sul palcoscenico del Teatro Duse lo spettacolo “civile”, con cui Sebastiano Lo Monaco si propone di «far parlare, discutere e reagire» sul tema della mafia. Tratto dal libro Per non morire di mafia del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, lo spettacolo mette in scena vocazione, vita privata e pubbliche esperienze di un uomo che ha scelto di porre la propria vita in prima linea per salvare la speranza di un futuro possibile.

    Siciliano, nato a Licata, in provincia di Agrigento, nel 1945, da genitori e nonni palermitani, Pietro Grasso è impegnato da trent’anni nella lotta contro la criminalità organizzata, nella convinzione, appresa dalla esperienza di Falcone e Borsellino, che per combattere la mafia è necessario non solo conoscerla, ma che bisogna avere anche una percezione esatta della sua pericolosità.

    Attraverso la precisa evocazione di fatti, incontri, riscontri processuali, la sua testimonianza autobiografica rivive ora nell’impersonificazione di Sebastiano Lo Monaco, dando vita a uno spettacolo-evento che ben si colloca nel rito collettivo dell’incontro tra il teatro e la società civile. Parlando in prima persona, Pietro Grasso ripercorre le stagioni della guerra alla cupola siciliana affrontando anche temi delicati quali i legami tra mafia e politica, gli scontri all`interno della magistratura, le carenze legislative e la mancanza di mezzi messi a disposizione dallo Stato.

  • Esercizi commerciali: legge popolare, liberalizzazione degli orari

    Esercizi commerciali: legge popolare, liberalizzazione degli orari

    Confesercenti Liguria presenta “Libera la domenica”, ovvero la proposta di una legge di iniziativa popolare per cambiare la normativa sulle liberalizzazioni e riportare nell’ambito delle competenze delle Regioni le decisioni sulle aperture domenicali degli esercizi commerciali. Per raggiungere l’obiettivo sarà necessario raccogliere entro sei mesi 50.000 firme a livello nazionale, mentre nella sola provincia di Genova si punta ad un migliaio di sottoscrizioni. L’iniziativa è proposta da Confesercenti in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana e Federstrade.

    «Non diciamo che non vogliamo lavorare la domenica – spiega Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti Liguria – ma non crediamo nemmeno che la liberalizzazione indiscriminata degli orari serva a rilanciare i consumi e a creare nuovi posti di lavoro».

    Per fare ripartire i consumi «Bisogna ritrovare un po’ di stabilità economica e mettere qualche soldo nelle tasche dei cittadini – continua il presidente di Confesercenti Invece con la liberalizzazione delle aperture si rischia solo di mettere in ginocchio migliaia di imprese a gestione familiare che non hanno la forza di competere con la grande distribuzione. Tanti negozianti hanno già chiuso, e altrettanti rischiano di farlo a breve».

    De Luise insiste su un punto: la dimensione familiare della stragrande maggioranza delle imprese «Siamo abituati a parlare di imprenditori – spiega – ma così ci dimentichiamo che molto spesso si tratta di attività individuali o che coinvolgono, al massimo, i componenti di un’unica famiglia. Questi lavoratori hanno il diritto ad almeno un giorno di riposo settimanale. Con questa iniziativa intendiamo, per quanto riguarda la Liguria, ritornare alla situazione precedente alla liberalizzazione, in cui la Regione aveva potestà sugli orari di apertura e tutte le associazioni datoriali e sindacali avevano saputo trovare un accordo».

    Anche don Gian Piero Carzino, in rappresentanza della diocesi di Genova, ribadisce il sostegno della Cei, che contribuirà raccogliendo le firme sui sagrati delle chiese «Dobbiamo mettere al centro dell’attenzione la compatibilità tra lavoro e famiglia, senza ledere la dignità delle persone. Alla domenica vanno restituiti lo spazio della preghiera e dell’eucarestia».

    Hanno già dato la loro adesione all’iniziativa numerosi consiglieri comunali genovesi – in particolare i capigruppo Stefano Anzalone (Idv), Simone Farello (Pd), Lilli Lauro (Pdl) ed Edoardo Rixi (Lega Nord) – che si attiveranno per l’indispensabile autenticazione delle firme raccolte e ai quali va il ringraziamento di Confesercenti e Cei. Anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Renzo Guccinelli, ha ribadito il suo sostegno a “Libera la Domenica”.

    Perché è importante “liberare la domenica”?
    L’art. 31 del D.L. n. 201/2011, cosiddetto “Decreto Salva Italia”, dal 1° gennaio 2012 ha liberalizzato definitivamente, senza eccezioni e in tutto il territorio nazionale, il regime degli orari degli esercizi commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande, superando così la precedente normativa che attribuiva alle Regioni la titolarità di normare in materia e poi, nella maggioranza dei casi, compresa la Liguria, il trasferimento di detta potestà in capo ai singoli comuni.

    A tale proposito Confesercenti sottolinea che «In nessun altro paese europeo esiste una liberalizzazione come quella oggi vigente in Italia; a quasi un anno dall’entrata in vigore è evidente che la stessa non ha prodotto aumenti di pil, di posti di lavoro e tanto meno di consumi ma, in molti casi, si è trattato di un enorme favore alla grande distribuzione che, dal punto di vista della concorrenza, non può certamente essere affrontata in termini quantitativi dai piccoli esercizi di vicinato».

    Per maggiori informazioni si rimanda al sito ufficiale www.liberaladomenica.it.

    Dove e quando è possibile firmare:
    «La prima tappa della raccolta firme per quanto concerne la Genova e provincia si svolgerà davanti alla Cattedrale di S. Lorenzo nella mattinata di sabato 8 dicembre, dalle 8.30 alle 13.00 – spiega Confesercenti –  Seguirà Chiavari, domenica 16 dicembre, davanti alle Cattedrale N.S. dell’Orto, dalle 8.30 alle 13.00. A gennaio saremo poi martedì 15, mercoledì 16 e giovedì 17 in via XX Settembre, di fianco all’ex Cinema Verdi (verso De Ferrari). Verranno inoltre calendarizzate ulteriori date sul territorio provinciale, anche con raccolte porta a porta».

    «Ricordiamo, infine, che è sempre possibile firmare presso la segreteria generale del Comune di Genova, via Garibaldi 9, Palazzo Albini, VI piano, Ufficio Raccolta Firme, sala 616 (lato ponente) sala 630 (corridoio centrale), orario dal lunedì al giovedì dalle ore 9,30 alle 17 e il venerdì dalle ore 9,30 alle 13; gli uffici elettorali di Rapallo, Chiavari, Sestri Levante, Lavagna e Casarza Ligure (ed altri) a partire da mercoledì 5 dicembre», conclude Confesercenti.

     

    Foto di Diego Arbore