Anno: 2012

  • Accogliere biografie sospese: concorso letterario sul disagio psichico

    Accogliere biografie sospese: concorso letterario sul disagio psichico

    Storie personali, storie immaginate, storie accadute veramente, cose che vorreste accadessero, cose che magari non accadranno mai. Storie dove al centro sta l’accoglienza di chi è in difficoltà, scoprire giorno dopo giorno come affrontare problemi legati a ciò che abbiamo dentro, talvolta ciò che è più prezioso.

    Accogliere biografie sospese vuole trovare racconti fatti di emozione e realismo, cercando di tracciare i contorni delle difficoltà, le gioie, gli orizzonti di chi si trova a supportare persone emotivamente provate e ha qualcosa da raccontare sul tema dell’inserimento eterofamiliare supportato di persone sofferenti di disagio psichico.

    “Accogliere biografie sospese” è organizzato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia “San Luigi Gonzaga” dell’Università degli Studi di Torino e dal Servizio IESA (Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti) dell’Azienda Sanitaria Locale TO3, in collaborazione con la Scuola Holden: per partecipare è necessario inviare un racconto di massimo 10 cartelle entro il 15 giugno 2012 all’indirizzo email servizio.iesa.collegno@gmail.com.

    Gli elaborati verranno valutati da una commissione: i migliori saranno pubblicati in un volume.

  • Il venditore di profumi, in scena al teatro Duse

    Il venditore di profumi, in scena al teatro Duse

    teatro palcoscenicoIl Teatro Duse ospita da martedì 8 a domenica 13 maggio “Il venditore di profumi”, lo spettacolo prodotto dall’ Associazione Teatro in Voce Teatro Laboratorio di Genova. 

    Perché Salomé istigata da Erodiade chiede a Erode la testa di Giovanni il Battista? Che cosa accomuna Salomé a Amleto? Che ruolo gioca Shadi, il mercante rispettato, frequentatore delle corti e dei potenti?

    Mario Bagnara prova a dare risposte a questi interrogativi attraverso il racconto di una vicenda che si svolge tutta nella fortezza di Macheronte, ai confini della Galilea, dove Giovanni il Battista è prigioniero per ordine di Erode Antipa, il quale mal ha sopportato le pubbliche invettive del Battista che avevano per bersaglio la sua vita privata. Al fianco di Erode, vive l’ambiziosa cognata Erodiade, che per seguirlo ha abbandonato suo marito; mentre la principessa Shaudat, prima moglie di Erode, sta organizzando un esercito per vendicare l’offesa ricevuta. In questo contesto d’intrighi, di vendette e di corruzione morale che spazio può rimanere per una storia d’amore?

    Quello di Bagnara è “teatro di parola” che trova la sua prima verifica nell’analisi creativa della messa in scena: poi, si apre il sipario e la parola passa agli spettatori.

    Orario 20.30, domanica ore 16

    Ingresso da 17 a 25 euro

  • Storia di Genova: le antiche porte della città

    Storia di Genova: le antiche porte della città

    Porta Sottana o dei Vacca, Genova

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento sulle antiche mura e la difesa della città – GuidadiGenova.it

    Pietre millenarie che raccontano una storia di antiche glorie, guardiane sentinelle poste a sbarramento di eserciti invasori, occhi di rigidi gabellieri veglianti sulle merci in transito: queste erano le porte di Genova, unici varchi aperti  in quella cinta invalicabile di mura che cingevano la città.

    La loro funzione è chiaramente descritta in una lapide sistemata  a Porta di S. Andrea (1161) o Soprana (per indicare la sua posizione dominante) che recita: “…sono difesa da uomini, circondata da mura mirabili e col mio valore respingo lontano le armi nemiche. Se porti pace è lecito toccare queste porte, se chiedi guerra ti allontanerai triste e vinto…”.

    A dispetto delle sua magnificenza, Porta Soprana ha subito numerosi offese come quella del 1576 quando fu destinata a casa in affitto o quando, durante la Rivoluzione Francese,  divenne area adibita alla ghigliottina e ai servizi del famoso boia, Samson, lo stesso che aveva decapitato Luigi XVI. A dispetto dello scempio operato intorno a essa  con la distruzione della collina di S. Andrea, della demolizione del convento, del carcere, del vecchio borgo dei lanaioli, del Rivo Torbido e, più recentemente, del quartiere di via Madre di Dio, rimane ancor oggi uno dei simboli più autorevoli della potenza genovese del passato.

    A lei si contrappone la coetanea  gemella porta di Santa Fede (dal nome della chiesa templare che sorgeva nei paraggi) o  porta Sottana (per distinguerla dalla sorella levantina), chiamata anche Porta dei Vacca, a partire dal XIII secolo, dal nome della famiglia che aveva dimora nella zona. Risulta molto diversa da quella originale per le modifiche apportate nel corso del tempo anche se recenti restauri hanno cercato di porvi rimedio.

    Scendendo verso il porto incontriamo porta Siberia (o Porta del Molo), oggi sede del Museo Luzzati, che deve il suo nome alle cibarie che attraverso di essa venivano portate ai magazzini della Ripa Maris. Realizzata su progetto dell’architetto Galeazzo Alessi (1512-1572), ispiratosi per la sua realizzazione alla Porta di San Miniato di Firenze (Michelangelo),  è una solida costruzione in pietra di Finale, una roccia ligure chiara che reca le tracce di conchiglie. Sul piazzale antistante, si innalzavano le forche per le impiccagioni  di quei condannati che dalle carceri di Sant’Andrea venivano condotti, lungo la salita del Prione,  fino al molo. Dai bastioni laterali della porta, che erano forniti di potenti cannoni, si dipartivano le imponenti mura di Malapaga così chiamate perché ospitavano le carceri per i debitori insolventi.

    Vi sono, poi, porte che si sono date al vagabondaggio e, lontano dalla loro sede originale, aspettano solo di raccontarvi la loro storia. La più irrequieta, cioè quella che ha viaggiato di più, è Porta Pila, dedicata alla Regina di Genova, la Madonna. Sita originariamente al termine dell’antica via Giulia (dove oggi Via XX Settembre incrocia via Fiume), elegante e maestosa, si narra fosse destinata alle fortificazioni di Porto Maurizio ma fu , infine, mandata a Genova per volere dei i Padri del Comune, tra il 1647 e il 1649. Nel 1891 si pensò di abbatterla insieme alla demolizione delle “Fronti basse” delle Mura Nuove ma,  grazie ad un provvido ripensamento, nel 1899, fu inserita nel bastione Montesano, alle spalle della piccola stazione di Brignole. Intorno al 1940, quando anche questo bastione venne abbattuto per l’ampliamento del nodo ferroviario, la porta si rimise in cammino verso la sua ubicazione definitiva che fu trovata tra i palazzoni di via Imperia. A memoria di questo peregrinare, rimane una lapide, scritta in latino, che riporta il racconto  dei suoi passati “traslochi”. Pare, però, che il suo errabondo cammino non sia ancora esaurito: esiste, infatti, un progetto per il suo spostamento  in Piazza Verdi, di fronte alla stazione.

    Sulle stesse Mura Nuove, ma a ponente, si ergeva la porta che dal faro prendeva il nome: Porta della Lanterna. Costruita tra il 1633 e il 1643 fu lasciata in pace fino al 1827 quando ne venne costruita  una più larga, a fornice doppio, a pochi centinaia di metri. Questi antichi varchi, infatti, prevedevano un solo accesso ed erano insufficienti al crescente traffico di persone e merci. Diventata, dunque, di intralcio alla viabilità, la porta seicentesca fu malamente distrutta, nonostante una petizione popolare con più di diecimila firme che ne chiedeva la salvaguardia; oggi rimane a ricordo solo una statua della madonna e l’iscrizione “posuerum me custodem”. La nuova porta ottocentesca ebbe sorte migliore: salvata dalla demolizione, quando fu spianato il colle di san Benigno, nel 1930, prese la via “dell’esilio” per essere collocata ai piedi della lanterna.

    Porta degli Archi, più antica delle precedenti perché facente parte delle mura cinquecentesche, anch’essa rivestita di pietra di Finale, faceva bella mostra di se all’altezza dell’attuale Ponte Monumentale. Per far posto alla nuova strada in costruzione (1892), Via Giulia, attuale via XX Settembre, fu spostata a Carignano ed inserita su un portello delle Mura delle Cappuccine, all’altezza dell’attuale via Banderali. Era conosciuta anche come Porta di Santo Stefano per la vicinanza con l’omonima chiesa e, ancora oggi, si fregia di una statua del santo, opera scultoria di Taddeo Carlone.

    Tra le porte che resistono al tempo vi è quella dell’Olivella, a lungo chiusa per la sovrapposizione delle mura cinquecentesche e poi riaperta, nel 1825, quando, su progetto di Carlo Barabino, venne risistemata l’area della spianata dell’Acquasola. Pur nascosta da pertinenze della ferrovia di Casella, sussiste anche la Porta di San Bartolomeo, unica  con ponte levatoio che veniva alzato per mezzo di contrappesi sferici e che deve il suo nome alla vicina chiesa. La porta successiva che possiamo incontrare proseguendo fino a via del Carso e poi continuando a destra lungo le antiche mura, è quella di San Bernardino, di cui si ricorda che, fino al 1896, restava chiusa dalle 21 alle 4 e mezza di mattina.

    Arrivando a Righi, troviamo la Porta delle Chiappe o di San Simone, a fianco dell’Osservatorio Astronomico, il terzo ed ultimo passaggio  dal lato est delle fortificazioni. A ponente,  si può cercare la porta di Granarolo, transito per l’antica strada proveniente da Begato, uno stretto passaggio con fornice in arenaria, sormontato da uno stemma marmoreo che, lasciata per anni in stato di abbandono, è oggi visibile solo dall’esterno, seguendo un ripido sentiero da via Ai Piani di Fregoso.

    Similmente è possibile ammirare la Porta degli Angeli, lungo la salita omonima, adito di una delle strade che collegavano Genova a Sampierdarena e alla Valpolcevera. Più centrale è la Porta di Carbonara, in cima alla via da cui prende il nome, di cui si intravvedono le tracce nel grande arco trasformato in deposito.

    Malasorte, invece, per la più occidentale delle entrate che si aprivano nella cinta muraria urbana trecentesca: la Porta di San Tommaso. Si trovava tra le attuali piazza Acquaverde e Piazza Principe e doveva la sua toponimia al monastero che sorgeva presso il Caput Arenae, di fronte al mare. L’antico complesso monasteriale è ricordato perché qui visse Santa Limbania, religiosa a cui sono legate leggende di fatti prodigiosi. Quando fu realizzata la ferrovia, l’accesso fu demolito ma, si dice, sono rimaste tracce sepolte nel tratto compreso tra la stazione metro e quella ferroviaria.

    Stessa sorte per la porta Aurea (da cui trae il nome il quartiere di Portoria) che, sita sul colle di Piccapietra,  fu spazzata via dalle sciagurate manipolazioni urbanistiche degli anni 50-60, insieme alle sue due torri a ferro di cavallo, già ridimensionate nel XVIII secolo. Analoga fine per la modesta Porta Romana, collocata all’imbocco di via San Vincenzo, la cui denominazione derivava dalla strada romana che, provenendo da vico Dritto Ponticello (attuale zona piazza Dante), proseguiva attraverso Via San Vincenzo fino a Borgo Incrociati. Stesso epilogo  per la Porta dell’Acquasola (posizionata al limite settentrionale della spianata),  per la Porta di Murtedo (ubicata alla cima della salita di santa Caterina davanti alla prefettura) e per la Porta di S. Agnese (situata presso la Piazza del  Vastato odierna Piazza dell’Annunziata).

    Perduta ogni traccia, anche, delle primitive porte carolinge, Porta San Pietro, a fianco della chiesa di San Pietro in Banchi, Porta di Serravalle, attuale zona via Tommaso Reggio, Porta di Castri, nella zona Sarzano-Santa Croce, che con la Porta Superana (porta Soprana) facevano parte di quella primitiva cinta muraria della città di cui si hanno notizie certe. Per concludere, ricordiamo che esistevano anche passaggi pedonali (portelli) come quello di S. Egidio o quello più famoso di Portello, cui si deve il nome della piazza fra le gallerie Bixio e Garibaldi.

     

    Adriana Morando
    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Italia: aumenta l’esportazione di armi, diminuisce la trasparenza

    Italia: aumenta l’esportazione di armi, diminuisce la trasparenza

    armiUn preoccupante incremento di autorizzazioni all’esportazione di armamenti verso le zone di maggior tensione del pianeta – dal Nord Africa al Medio Oriente fino al sub-continente indiano – un’inspiegabile sottrazione di informazioni riguardo alla tipologia dei materiali esportati e una serie di cifre che sono smentite dalle stesse tabelle allegate ai documenti ufficiali.

    Così denunciano la Rete italiana per il disarmo e la Tavola della pace – le due reti che rappresentano oltre un centinaio di associazioni nazionali – dopo aver analizzato il “Rapporto del Presidente del Consiglio sui lineamenti di politica del Governo in materia di esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento” per l’anno 2011, pubblicato nei giorni scorsi dall’Ufficio del Consigliere Militare del Governo.

    Nel Rapporto, a pag. 35, si ribadisce l’impegno di “continuare il dialogo con i rappresentanti delle Organizzazioni Non Governative (ONG) interessate al controllo delle esportazioni e dei trasferimenti dei materiali d’armamento con la finalità di favorire una più puntuale e trasparente informazione nei temi d’interesse”.

    Il rapporto, secondo le associazioni, è stato reso noto con un forte ritardo e si caratterizza per un’ingiustificata mancanza di documentazione rispetto a quella fornita dagli ultimi Governi sulle tipologie di armamenti esportati e per diverse informazioni contraddittorie e inconsistenti.
    «Solo una parte minore delle autorizzazioni all’esportazione per l’anno 2011 è attribuibile al Governo Monti, ma la responsabilità delle mancanze e degli errori nei documenti presentati deve invece essere attribuita all’attuale Presidenza del Consiglio – commenta Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo – Dal “governo tecnico” ci aspettavamo maggior trasparenza e informazioni complete e precise in un rapporto di fondamentale importanza per le implicazioni sulla politica estera e di difesa del nostro paese».
    Dal Rapporto è scomparsa la Tabella 15 che negli ultimi anni, documentando i valori e le tipologie dei sistemi militari autorizzati verso i singoli paesi, forniva informazioni preziose per il controllo e la trasparenza delle politiche di esportazione militare.

    Quello che invece emerge con evidenza è che le operazioni più consistenti riguardano principalmente le aree al di fuori delle tradizionali alleanze del nostro paese. Solo il 36% delle autorizzazioni all’esportazione è verso i Paesi della Nato/Ue ed europei Osce (per un valore di 1,1 miliardi di euro), mentre oltre il 64% (per un valore di 1,959 miliardi di euro) è diretto verso paesi non inseriti in queste alleanze.
    «L’esportazione di armi italiane verso zone cariche di conflitti e di tensioni è inaccettabile, alimenta le guerre, accresce l’instabilità e minaccia la nostra stessa sicurezza – sottolinea Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace – Governo e Parlamento devono intervenire per fermare questa vera e propria follia invertendo la tendenza degli ultimi anni».

    «Com’è possibile che il Parlamento non abbia ancora trovato il tempo per esaminare le Relazioni governative sulle esportazioni militari? – continua Lotti – Parliamo di armi che, come abbiamo visto nel caso della Libia e adesso in Siria (due paesi verso cui l’Italia ha esportato sistemi militari più di ogni altro paese europeo), vengono poi impiegate dai vari regimi per reprimere le popolazioni! A questa intollerabile “disattenzione”, si deve porre rimedio scongiurando innanzitutto che il decreto governativo in discussione proprio in questi giorni alla Camera e al Senato finisca per semplificare ulteriormente i trasferimenti internazionali di materiali militari».

    Inoltre il rapporto della Presidenza del Consiglio «Presenta una serie di imprecisioni che è difficile attribuire a meri errori tecnici», commenta Giorgio Beretta, analista della Rete Disarmo.

    L’elenco dei Paesi principali destinatari delle autorizzazioni alle esportazioni definitive di prodotti per la difesa riporta (p. 27) nell’ordine, l’Algeria (477,5 mln di €), seguita da Singapore (395,28 mln. di €) e Turchia (170,8 mln. di €) mentre la Tabella n. 4 allegata a fine rapporto – tra l’altro incompleta – che visualizza graficamente le medesime autorizzazioni segnala al terzo posto l’India (259,41 mln di €): un paese dove – proprio durante la prigionia dei due marò italiani – il governo Monti ha autorizzato la partecipazione delle aziende di Finmeccanica al salone di prodotti militari Defexpo (New Delhi 29 marzo – 1 aprile).
    Sempre a p. 27 del Rapporto si legge chei principali acquirenti dei Paesi UE/NATO sono stati: Francia, Stati Uniti d’America, Germania e Regno Unito”, escludendo la Turchia che è stata il principale acquirente di armamenti italiani tra i paesi Nato.

    «Proprio queste contraddizioni tra i dati rendono ancor più necessaria la pubblicazione di quella tabella di dettaglio, introdotta dal Governo Prodi, per illustrare valori e le tipologie dei sistemi militari di cui era stata rilasciata l’esportazione», conclude Beretta.

    Nel Rapporto manca anche quest’anno la Tabella generale dei valori delle operazioni autorizzate agli Istituti di credito e non vi sono indicazioni che il Governo Monti abbia ripristinato nella più ampia Relazione al Parlamento anche la Tabella di “Riepilogo in dettaglio per Istituti di credito” che per anni ha riportato tutte le singole operazioni autorizzate alle banche: tabella che però è completamente sparita dalle Relazioni governative presentate al Parlamento dall’inizio di questa legislatura.
    «Sono documenti della massima importanza che hanno caratterizzato la Relazione italiana sulle esportazioni militari come una delle migliori in Europa per il livello di trasparenza», commenta Chiara Bonaiuti, direttrice dell’Osservatorio sul Commercio delle armi (Os.C.Ar.).

    In un momento in cui la magistratura indaga su diverse operazioni di compravendita di materiali militari e appaiono notizie di fondi illeciti e tangenti che coinvolgono i vertici delle maggiori aziende italiane, Bonaiuti sottolinea che «trasparenza, tracciabilità e collegialità nei controlli sono strumenti essenziali per prevenire casi di triangolazioni e di corruzione». Rete Disarmo chiede perciò che il Governo ripristini tutte le informazioni sulle transazioni bancarie che ai sensi della legge 185/1990 devono essere rese pubbliche.

    Infine il Rapporto non documenta le esportazioni di armi comuni da sparo, di cui l’Italia è uno dei maggiori produttori e esportatori mondiali, che sono vendute per uso “civile, sportivo, per la difesa personale e per corpi di polizia e di sicurezza cioè non specificamente dirette all’uso delle forze armate di altri paesi.
    «Una grave mancanza che negli anni scorsi ha favorito l’esportazione di armi italiane finite in Iraq o consegnate alla Pubblica sicurezza del colonnello Gheddafi – sottolinea Carlo Tombola di OPAL, l’Osservatorio sulle armi leggere di Brescia – E lo scorso anno, anche nel periodo delle rivolte della cosiddetta “Primavera araba”, dalla Provincia di Brescia sono state esportate “armi e munizioni” per un valore complessivo di 6,8 milioni di euro ai paesi del Nord Africa e oltre 11 milioni di euro ai paesi del Medio Oriente. Il Governo dovrebbe inoltre spiegare chi sia il destinatario di oltre 1 milione di euro di armi esportate da qualche azienda bresciana in Bielorussia tra aprile e giugno 2011, cioè pochi giorni prima che l’Unione Europea decretasse un embargo di armi verso il paese ex-sovietico a causa delle violazioni dei diritti umani e della repressione messa in atto dal regime del presidente Lukashenko».

    Rete italiana per il disarmo e la Tavola della pace invieranno al Presidente del Consiglio, Mario Monti, e agli uffici governativi compenti una richiesta formale per un “incontro urgente” sulle politiche delle esportazioni militari del nostro paese.
    «Riteniamo necessario – concludono Vignarca e Lotti – che il Governo, se davvero intende mantenere l’impegno espresso di favorire una più puntuale e trasparente informazione su questi temi, non deleghi questo compito agli uffici tecnici, ma si assuma la responsabilità politica di un confronto con le associazioni della società civile che rappresentiamo e che fin dagli anni Novanta sono state in primissima fila nel controllare e documentare le esportazioni di armamenti italiani».

  • Regione Liguria: 70 milioni in tre anni da destinare alla ricerca?

    Regione Liguria: 70 milioni in tre anni da destinare alla ricerca?

    Palazzo della RegioneLa Giunta regionale ha approvato nella mattinata di oggi il programma Triennale 2012-2014 di sviluppo e sostegno all’Università. Ammontano a oltre 70 milioni di euro le risorse finanziarie che la Regione destinerà in tre anni alla ricerca e all’innovazione.

    Sulla base di dati economici e sociali di contesto e di un’analisi accurata degli interventi realizzati negli ultimi anni, il programma individua quali obiettivi strategici per il triennio in oggetto il consolidamento ed il rafforzamento del sistema regionale della ricerca, il supporto ad una crescita sostenibile, il potenziamento della qualità del capitale umano, la promozione ed il sostegno alle imprese innovative anche attraverso il rafforzamento delle collaborazioni tra sistema della ricerca e il mondo produttivo.

    Il ruolo della Regione sarà quello di sostegno e di promozione delle aggregazioni tra organismi di ricerca ed imprese costituite nel corso degli ultimi anni, in un’ottica di crescente  internazionalizzazione dei Poli di Ricerca e Innovazione e dei Distretti Tecnologici presenti sul territorio ligure.
    Il documento passa ora all’esame del Consiglio Regionale per la discussione e l’approvazione da parte dell’Assemblea Legislativa.

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Vans Off the Wall Spring Classic: un weekend di skate e musica a Varazze

    Vans Off the Wall Spring Classic: un weekend di skate e musica a Varazze

    Skaters

    Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento per tutti gli amanti dello skate con Vans Off the Wall Spring Classic, in programma sul molo del surf di Varazze da venerdì 4 a domenica 6 maggio.

    Per tre giorni, sono in programma gare tra alcuni degli skateboaders più talentuosi d’Europa, amateur americani e altre leggende dello skateboarding internazionale.

    In più, una serata di danze a La Kascia con Dj Dogger, Daria Lvgd, Reset!  eun concerto gratuito in viale Nazioni Unite tenuto da Those Furious Flames, rock band  guidata dallo skater svizzero Yari Copt, The Peawees da La Spezia, il rapper sardo Salmo, il gruppo hip-hop alternativo Doomtree, che sta ottenendo grande successo in America e i Turbonegro, leggende norvegesi del deathpunk.

    Ecco il programma completo dell’iniziativa:

    Venerdì 4 maggio
    -Ore 10/12 prove
    -Ore 12.30/19 qualificazioni per le 15 Wild Card Entries per il Mini Ramp Contest
    -Ore 20/23 Cinema evening 2 movies screening
    -Ore 23 Late Party presso La Kascia, corso Matteotti 15: Dj Dogger, Daria Lvgd, Reset!, dj-set

    Sabato 5 maggio
    -Ore 10/12 prove
    -Ore 13/16.30: qualificazioni Mini Ramp
    -Ore 16.30/17 Cash for Tricks street contest
    -Ore 17.30/20 King of the Line street contest
    -Ore 19/00.30 Concerto in viale Nazioni Unite: ore 19 Those Furious Flames, ore 19.45 The Peawees, ore 20.45 Salmo, ore 21.40 Doomtree, ore 23 Turbonegro

    Domenica 6 maggio
    -Ore 10/12 prove
    -Ore 13/17 semifinali e finali
    -Ore 17.30 premiazioni

    Foto Constanza Rojas

  • Genova sospesa tra ieri e oggi: il concorso fotografico di FotoGalleria.eu

    Genova sospesa tra ieri e oggi: il concorso fotografico di FotoGalleria.eu

    «Una storia “sospesa” pronta ad essere narrata attraverso lo sviluppo e la mutazione degli edifici e dei luoghi che portano impressa l’impronta del percorso storico genovese». Con queste parole FotoGalleria.eu inaugura la prima edizione del concorso fotografico “Genova Sospesa tra ieri e oggi“.

    I fotografi che intendono partecipare sono chiamati a raccontare la trasformazione della città nei secoli rappresentando in un massimo di 10 scatti una di queste tracce:

    1. “Genova antica” con i suoi caruggi.
    2. “Genova agitata”: dal Balilla al Risorgimento, dalla Resistenza al G8; racconta Genova come snodo di rivoluzioni e cambiamenti sociali attraverso luoghi, simboli, edifici e personaggi.
    3. “Genova sacra”: l’evoluzione della Chiesa nella storia Genovese, ripercorrendo il mutamento dei suoi edifici. Dalla leggenda di S. Siro e della Chiesa omonima, alla Chiesa del Medio-evo delle famiglie aristocratiche, fino ai moderni edifici del dopoguerra.
    4. “Golfi, paesi e porti delle Riviere di Genova”: da sempre i piccoli porti della Riviera hanno fornito grandi appoggi a Genova ma anche ai suoi nemici; racconta l’evoluzione dei golfi, dei paesi e dei porti.
    5. “Genova e la sua evoluzione economica”: analizza le strutture che l’evoluzione dei sistemi economici ci ha lasciato, immortalandone lo sviluppo urbano ed industriale, dai sistemi mercantili ad oggi.
    6. “Genova contemporanea”: dalle Colombiadi a Genova 2004, ed ora?

    Sono ammesse alla partecipazione anche fotografie ottenute tramite fotomontaggi ed ogni altro tipo di elaborazione grafica.

    I cinque progetti fotografici vincitori verranno esposti in mostra presso la libreria Ultima Spiaggia in via Garibaldi 114 a Camogli attraverso un’installazione sospesa sotto la volta del locale del caratteristico edificio sulla passeggiata a mare. Il 1° Classificato assoluto godrà anche di uno spazio espositivo per il suo progetto della durata di 9 mesi su FotoGalleria.eu, di libri fotografici, di un Corso di Fotografia (base o avanzato) del prestigioso Studio6 (con sconto del 50%) e una stampa su tela 50×70 da FotoRaf (con sconto del 50%).

    La quota di partecipazione a titolo di rimborso spese è fissata in 12,00 Euro, per partecipare è necessario compilare ed inviare il modulo di iscrizione scaricabile sul sito fotogalleria.eu e le fotografie (nome-cognome_nomeserie_01.jpg ecc.) all’indirizzo concorso@fotogalleria.eu (stampare, compilare, firmare, scansionare, inviare) entro il 15/7/2012.

     

    Foto di Diego Arbore

  • Cantautori genovesi e musica live a Genova: Valentina Amandolese

    Cantautori genovesi e musica live a Genova: Valentina Amandolese

    Valentina AmandoleseValentina Amandolese è una cantautrice dal tocco metallico… Il suo primo ep autoprodotto “Aperion” esce nel 2000 e con la band inizia a portare i suoi pezzi in giro per l’Italia. Nel 2007 arriva la prima svolta, vince il concorso “Cercatalenti” organizzato dal Comune di Genova, partecipa al Music Village e viene contattata da un’etichetta Indie romana, la “Peteren Records”, che la inserisce nella compilation “Pet2“. Nel 2008 esce l’ep “In terza persona“.

    Nel 2011 Valentina vince il premio della critica alla finale regionale ligure di Italia Wave e con la Dcave Records pubblica “Nella stanza degli specchi”, il primo disco ufficiale.

    Nel 2012 esce il singolo di “Osmosi”, il cui video è passato su XL di Repubblica, arrivando al 29° posto nella classifica ufficiale dell’Indie like music di Audioglobe.

    E’ tra i finalisti del concorso Inedi-TO 2012 del Salone del Libro di Torino e riceve la menzione speciale per il brano “Il clan dei destini”

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Admal

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Admal

    Admal, GenovaGli Admal nascono nel 2002 e si misurano subito con un’intensa attività live in Liguria e nel Nord Italia, per poi pubblicare due Promo-CD, tra i quali “Terra Primitiva” (citato sul mensile “Tutto Musica” come demo del mese di maggio 2004), i cui ottimi riscontri permettono alla band di apparire sugli schermi di Rock TV.

    Pur mantenendo inalterato il cuore della band (Davide alla voce ed Alessandro alle chitarre), gli Admal cambiano line-up per giungere ad una nuova e stabile formazione con l’ingresso di Michele al basso e Stefano alla batteria e pianoforte.

    Il gruppo si concentra così nella composizione e registrazione delle 11 canzoni che compongono l’album “SP 225” autoprodotto dalla stessa band ed edito dalla Joyful Records – Dughero Paolo Ed. Musicali / Warner Chappell Music Italiana S.r.l.

    Il 2011 regala alla band un’intensa attività live e l’ingresso nella formazione di Fulvio alla chitarra: lo spettacolo proposto dagli Admal è all’insegna della musica rock d’autore con la rivisitazione di grandi successi della musica italiana, uno show energico che vede riproposti classici e pezzi originali in un crescendo d’intensità nello stile inconfondibile della band

    Genere: rock

    Membri:
    Davide Martinelli (voce e cori)
    Alessandro Cuccu e Fulvio Solari (chitarre)
    Michele Cascella (basso)
    Stefano Lucchesi (batteria e pianoforte)

  • Open Street Map: convegno M(‘)appare Genova al Porto Antico

    Open Street Map: convegno M(‘)appare Genova al Porto Antico

    Sabato 5 maggio 2012 l’Infocenter del porto Antico di Genova (Palazzina Santa Maria) ospita un convegno sul tema M(‘)appare Genova, a cura del team di Open Street Map (qui la nostra intervista) e del Circolo Amici della Bicicletta, in collaborazione con la Provincia di Genova ed il Celivo.

    Nell’era dei navigatori satellitari, delle mappe su internet, di strumenti di Street View sono sempre più le persone che cercano dei dati cartografici per il lavoro, lo studio, le vacanze. Purtroppo spesso questi dati non sono liberamente disponibili oppure sono alquanto imprecisi. Non tutti però sanno che nel mondo esiste un esercito di volontari che stanno disegnando una mappa libera, gratuita, precisa. Basta collegarsi al sito www.openstreetmap.org per osservare il loro lavoro, che nel caso di Genova sta producendo una mappa completa grazie anche al supporto dei volontari del Circolo FIAB Amici della Bicicletta.

    Oggetto del convegno è Come contribuire, con l’ausilio della bici, alla creazione della grande mappa libera e gratuita della propria città e dei suoi dintorni.

    Questo il programma della giornata

    Ore 9:00 – 11:00 Presentazione ed introduzione di OpenStreetMap
    Ore 11:00 – 12:30 “OpenStreetMap e il cicloturismo”
    Ore 12:30 – 14:00 – Rinfresco offerto ai partecipanti
    Ore 14:00 – 16:00 – “Cosa fa il volontario sul campo”
    Ore 16:00 – 18:00 – “Cosa fa il volontario con il computer”
    Ore 18:00 – 18:30 – “Esperienze di mappatori genovesi”
    Interventi vari di volontari mappatori

    Tutti sono invitati a partecipare. La partecipazione è libera e gratuita ma per ragioni organizzative comunicare l’adesione a adbge@libero.it.

  • Compositori genovesi e musica live a Genova: Alberto Luppi Musso

    Compositori genovesi e musica live a Genova: Alberto Luppi Musso

    Alberto Luppi MussoRaffinato ed estroso compositore jazz, Alberto Luppi Musso nasce a Genova l’8 Maggio 1974. Dall’età di otto anni studia pianoforte con diversi maestri. A vent’anni inizia a studiare composizione e ad esibirsi dal vivo in numerosi concerti, molti dei quali vedono la collaborazione di personaggi importanti della scena jazz contemporanea Luciano Milanese , Alessio Menconi , Riccardo Fioravanti , Stefano Bagnoli.

    Ha ricevuto molti riconoscimenti e apprezzamenti in Italia per il suo primo cd, “Giovanna”, registrato nel 2008. Nel Marzo 2012 è uscito il suo nuovo cd, “La Mia Vita in Te”. Dodici tracce jazz intense e coinvolgenti, le cui sonorità calde ricordano Jarret e Santana, e che il compositore ha voluto dedicare alla madre scomparsa da pochi mesi. Alberto Luppi Musso ha registrato “La Mia Vita in Te” presso lo studio Zerodieci di Genova con la collaborazione di Massimo Currò alle chitarre, Manuele Dechaud al contrabbasso, Luca Faggioni alla batteria.

    Discografia: Giovanna (2008), La mia vita in te (2012)

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Ex-Otago

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Ex-Otago

    Ex-Otago, GenovaGli Ex-Otago sono una band nata nel quartiere di Marassi, attiva da dieci anni nella scena musicale genovese e non solo. Simone Bertuccini, Maurizio Carucci, Alberto Argentesi e Gabriele Floris propongono un sound prevalentemente pop, composto in primis dalla chitarra acustica, con melodie orecchiabili e passaggi hip-hop curati da Argentesi, personaggio reso celebre dalla trasmissione televisiva “Chiambretti Night” nel ruolo del “coniglio che improvvisa rime”.

    Loro stessi definiscono così la musica degli Ex-Otago: «Ritornelli/stornelli a presa istantanea che s’incollano in testa e non si staccano più proprio come le figurine scolorite dei calciatori dall’armadietto di un adolescente o come una chewingum masticata dalla suola delle infradito».

    Nell’agosto del 2009 si recano a Bergen in Norvegia per registrare l’album “Mezze Stagioni” con il supporto di Davide Bertolini produttore dei Kings of Convenience. L’album segue “Tanti Saluti” del 2007 e “The Chestnuts Time” del 2002, quest’ultimo in lingua inglese.

    Genere: indie pop

    Membri:
    Simone Bertuccini (chitarra)
    Maurizio Carucci (voce, tastiera)
    Alberto Argentesi (voce, tastiera)
    Gabriele Floris (batteria)

  • Antica Trattoria Lupo

    Antica Trattoria Lupo

    Antica Trattoria Lupo GenovaNel centro storico genovese  c’è un ristorantino che unisce la cultura del cibo all’arte: è l’Antica Trattoria Lupo, dove si possono gustare  specialità culinarie di terra e di mare oltre che acquistare oggetti d’arte e bijoux e partecipare ai corsi e agli eventi organizzati dalla  titolare Tiziana.

    Il ristorantino è situato all’inizio del dedalo di vicoli che si incrociano vicino alla stazione Principe, a due passi da Via Balbi; dispone di un dehor all’aperto e propone ai clienti un menù che si divide fra tradizione e specialità d’autore utilizzando prodotti di alta qualità, genuini e originari della terra ligure.

    Il locale è arredato in stile anni 30 come l’interno di una vera casa, per conservare e trasmettere ai clienti un’atmosfera casalinga e familiare; tra le specialità proposte,  i ravioli di pesce al profumo di mare, le picagge al pesto grezzo dop di Prà, il piatto Garibaldi, composto da gamberoni flambati allo sciacchetrà con pescatrice al vapore su insalatina di valeriana e dulcis in fundo la gustosa sacripantina genovese. 

    Gli chef del locale settimanalmente ampliano il menu proponendo  creazioni di stagione e possono realizzare, solo previa ordinazione, raffinate specialità come la zuppa di pesce, chateauxbriant in salsa bernese, brasati e cinghiale. Inoltre si organizzano serate a tema con cucina piemontese, veneta, umbra, toscana e celtica con piatti di tradizione scozzese ed irlandese.

    La carta dei vini comprende oltre 200 etichette di vini liguri, nazionali ed esteri, da gustare anche durante l’apericena del tardo pomeriggio.

    Ma, come detto, l’intento del ristorante è anche quello di rivitalizzare la zona intorno a cui è ubicato: per questo vengono organizzati numerosi eventi, dalle mostre d’arte alle sfilate di moda sino alle lezioni di macramè nel pomeriggio. E’ inoltre possibile acquistare i prodotti artigianali liguri, dalla ceramica alla filigrana di Campo Ligure.

    Ultima ma non meno importante curiosità: il locale esporta i piatti tipici della cucina ligure a Omsk, nella Russia Siberiana per consenitre alle genti del luogo di conoscere tutte le prelibatezze della tradizione culinaria della nostra regione.

    Antica Trattoria Lupo

    Indirizzo: Vico delle Monachette 20r (principe, all’inizio di Via Balbi) – Genova

    Telefono: +39-010267036

    e-mail: antica.trattoria.lupo@gmail.com

    Sito internet:www.lupoanticatrattoria.it

    Orari di apertura: Tutti i giorni escluso il mercoledì 12.30-15 / 19-23.30

    Chiusura: Mercoledì

    Prezzo medio: 25 euro a persona escluse bevande e vini.

    Carte di credito: Visa, Mastercard, American Express

    Il ristorante è nel circuito Genova Gourmet, collabora con Il Pesce Ritrovato Acquario di Genova, Piatti per Celiaci e Vegani, ed è inserito nella Guida Michelin e Quality per l’ospitalità Italiana.

    Pacchetti smartbox a prezzi convenienti

    (I.P.)

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Dresda

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Dresda

    Dresda, GenovaI Dresda nascono a Genova nel 2005. Il nome è tratto dal romanzo di Kurt Vonnegut del 1969 “Mattatoio n.5“, una testimonianza dell’autore sulla sua prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale e sul bombardamento della città di Dresda.

    La loro musica è strumentale e il loro genere subisce le influenze del post rock e delle colonne sonore per il cinema. Loro stessi amano definirsi “musica di frontiera”  o, ancora meglio… “an accompaniment of your favourite character fading out in the fog” (un accompagnamento del tuo personaggio preferito che si allontana nella nebbia).

    Nel 2008 pubblicano il primo disco “Pequod” su Marsiglia Records/Asiluum e a partire dall’anno successivo si cimentano nella realizzazione di colonne sonore per cortometraggi e film indipendenti (“Il caso Krolevsky” per regia di Alessio Gambaro e Christian Zecca e “La lingua del disordine” per la regia di Marco Longo).

    Genere: Strumentale, post rock

    Membri:
    Ivan Teso (basso)
    Marco D’Oro e Daniel Campagne (chitarre)
    Marco Cavaleri (batteria)
    Antonio Rodo (tastiere)

  • Liguria, piccole imprese artigiane: l’analisi dei dati economici tra 2011 e 2012

    Liguria, piccole imprese artigiane: l’analisi dei dati economici tra 2011 e 2012

    Nonostante la crisi finanziaria globale, secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, nel 2011 è cresciuto il numero degli imprenditori artigiani in Liguria. L’anno scorso la nostra regione con un tasso di sviluppo dell’1% si è piazzata al primo posto in Italia in controtendenza rispetto alla media nazionale che ha registrato una flessione del -0,4%.
    Costruzioni e servizi alle imprese sono i settori che in Liguria registrano i dati maggiormente positivi, in crescita, rispettivamente del 2,7% e dello 0,3%. Segno negativo, invece, per manifatturiero (-0,9%)e servizi alle persone (-0,6%).
    «L’aumento maggiore si è registrato nell’edilizia, fenomeno che dovrebbe essere approfondito ma che rappresenta il segnale di una certa vivacità del settore nonostante la pesante crisi in atto – ha spiegato Giancarlo Grasso, presidente regionale di Confartigianato Liguria – La tenuta degli altri settori e la lieve crescita dei servizi alle imprese liguri sono in controtendenza rispetto al resto d’Italia».
    La crescita maggiore delle costruzioni si registra nel capoluogo, con un +4,2%.
    In generale le quattro province liguri nel 2011 registrano una dinamica imprenditoriale positiva: Genova è al primo posto con un +1,6%, seguita dalla Spezia (+0,5%), Savona (+0,4%) e Imperia (+0,2%).

    Ma nel primo trimestre 2012 la situazione muta: secondo l’indagine elaborata da Confartigianato Liguria su dati Infocamere, su un totale di circa 47 mila imprese artigiane attive in Liguria, 1.297 hanno intrapreso l’attività nei primi tre mesi dell’anno. 1.579 hanno invece chiuso i battenti tra gennaio e marzo 2012, registrando un saldo negativo dello 0,6%. Una flessione comunque più contenuta rispetto alla media nazionale (-1,1% ).
    Il movimento riguarda in larga parte le imprese individuali – sottolinea Confartigianato – superano le 38.200 nella nostra regione, di cui 1.138 aperte nel primo trimestre dell’anno. Oltre 1.500 hanno invece chiuso l’attività. A patire in questo avvio d’anno sono soprattutto le imprese meno strutturate.
    «Nel primo trimestre dell’anno il calo è fisiologico – spiega Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria – Quello che desta maggiore preoccupazione è l’aumento del numero di imprese che avviano l’attività e la chiudono nel primo anno di vita, salito dal 10% al 14%. Inoltre il 50% delle nuove imprese cessano l’attività nel primo quinquennio di vita. Sono cifre elevate che inevitabilmente devono condurre ad alcune riflessioni».

    Il settore delle costruzioni, che ha registrato nella nostra regione una decrescita dello 0,34% contro il +2,7% del 2011, conta quasi 23 mila realtà presenti in Liguria (di cui quasi 20.500 sono ditte individuali): di queste, 746 hanno intrapreso da poco l’attività, mentre 825 l’hanno chiusa.
    «Il calo nell’edilizia dimostra che è un settore “volatile” dove spesso aprono un’attività dei soggetti destrutturati – continua Luca Costi – parliamo soprattutto di imprese individuali che nascono e muoiono nel volgere di breve tempo. La nostra associazione ha sollecitato la realizzazione di un disegno di legge per l’accesso all’edilizia (“Norme per la disciplina dell’accesso all’attività imprenditoriale nel settore dell’edilizia”) , oggi fermo in Parlamento, che consentirebbe di migliorare l’approccio al settore da parte di nuovi imprenditori che dovranno dimostrare di possedere i requisiti professionali necessari per avviare un’impresa nel settore».

    Segno meno anche per il comparto manifatturiero, con un andamento del -1,27%: questa volta il calo, incrementato rispetto al -0,9% del 2011, è addirittura superiore a quello della media nazionale, pari a -1,1%. Sulle oltre 8 mila realtà manifatturiere in Liguria, 156 hanno intrapreso l’attività tra gennaio e marzo 2012 ma in questo stesso periodo ben 259 hanno chiuso.

    In generale, tra le province liguri, Genova è quella che registra il saldo meno negativo: -0,26% contro il +1,6% del 2011, con 779 imprese chiuse e 717 nuove attività nel primo trimestre 2012.

    «Quando un soggetto intende avviare un’attività dovrebbe essere provvisto di un business plan – sottolinea Costi – Al contrario spesso si tenta di aprire un’impresa senza aver realizzato adeguati studi di mercato. Sono diversi i casi di persone che si rivolgono a Confartigianato e, per prima cosa, domandano se esistono contributi ed agevolazioni per nuove aziende. Ma è necessario avere un progetto di impresa alle spalle, coerente con le possibilità offerte dal mercato».

    Per cercare di comprendere meglio la dinamica imprenditoriale occorre analizzarla dal punto di vista delle variazioni congiunturali e tendenziali ma anche in termini previsionali. In questo senso risulta utile leggere attentamente i dati che emergono dall’Osservatorio congiunturale sull’artigianato e la piccola impresa in Liguria, un’indagine realizzata da Confartigianato Liguria e Cna Liguria, in collaborazione con Unioncamere Liguria e curata dal Centro Studi Sintesi, che coinvolge un campione di 1500 imprese con meno di 20 addetti e che si pone l’obiettivo di monitorare lo stato di salute del settore attraverso l’analisi di indicatori quali produzione/domanda, fatturato, ordini ed esportazioni (solo per il settore manifatturiero), prezzi dei fornitori, investimenti, occupazione, liquidità, indebitamento, sulla base dei giudizi espressi direttamente dagli imprenditori. Questi parametri sono stato esaminati in tre momenti temporali: a consuntivo per il 2° semestre 2011 rispetto al 1° semestre 2011 (variazione congiunturale) e rispetto al 2° semestre 2010 (variazione tendenziale ) ed in chiave di previsione per la prima parte del 2012.
    Il campione di imprese è stato studiato in modo tale da fornire informazioni statisticamente significative oltre che a livello regionale anche a livello settoriale (manifatturiero, edilizia/costruzioni, servizi alle imprese, servizi alle persone) e per provincia di localizzazione. L’indagine è stata condotta per via telefonica nei giorni lavorativi compresi tra il 5 ed il 20 dicembre 2011.

    Principali risultati

    Le variazioni congiunturali e tendenziali rilevate evidenziano la stazionarietà dei volumi produttivi e del fatturato prodotto, mentre la crescita dei prezzi a livello tendenziale supera il +3%.
    La dinamica occupazionale nel complesso è rimasta stabile con una piccola flessione (-0,2%) a livello tendenziale mentre continua a diminuire la propensione ad investire: meno del 9% delle imprese ha operato in questi termini nella seconda parte dell’anno scorso. Da sottolineare anche l’entità modesta dei capitali investiti: il 35% degli investimenti risulta inferiore ai 10 mila euro ed una quota inferiore (il 23%) si colloca tra i 10 ed i 25 mila euro. Infine rimane rilevante il problema della liquidità aziendale nelle imprese liguri: per la maggior parte degli imprenditori la situazione è rimasta stabile (71,3%); il 25% ha rilevato un peggioramento della disponibilità di cassa nel 2° semestre 2011 e solo il 3,5% ha dichiarato un miglioramento.
    Le previsioni per il 2012 sono più ottimistiche con una discreta ripresa della produzione/domanda (+0,4%) e del fatturato (+0,3%) mentre si dovrebbe assistere ad un sostanziale equilibrio nell’occupazione ed alla ripresa degli investimenti (la quota di possibili investitori è pari al 13,3%).

    Genova

    L’economia della Liguria risulta sostenuta dalla provincia di Genova mentre nelle altre realtà provinciali non si evidenziano particolari segni di crescita.
    Nel capoluogo, nel 2° semestre 2011 rispetto al 1° semestre, si registra una moderata crescita della produzione/domanda (+0,3%) mentre il livello del fatturato rimane stabile. In leggero calo risultano però le dinamiche tendenziali con valori pari a -0,2% nel caso di produzione e fatturato.
    Quello che appare più importante sottolineare è la ripresa degli ordini (+0,6% a livello congiunturale e +0,7% su base annua) trainata dall’export (variazioni congiunturali e tendenziali rispettivamente pari al +1,9% e al +1,2%) mentre sul fronte occupazionale si registra una situazione di stabilità con qualche dinamica positiva (+0,1% a livello congiunturale e +0,2% a livello tendenziale).
    E nel primo semestre 2012 sarà sempre Genova ad evidenziare le tendenze di maggiore crescita con un progresso di domanda (+0,5%) e fatturato ( +0,3%). L’occupazione subirà qualche flessione negativa (-0,1%) mentre dovrebbe aumentare la propensione ad investire(15,4%).

    Settori

    A livello settoriale il comparto manifatturiero presenta nel secondo semestre 2011 dinamiche positive in tutti i parametri economici. Particolarmente incisivo in questo senso risulta l’andamento positivo dell’export: in crescita rispetto alla prima parte dell’anno del +1,7% e rispetto al 2° semestre 2010 del +1,1%. Anche gli ordini riportano andamenti in crescita registrando in entrambi i periodi un incremento di mezzo punto percentuale.
    Ma i dati rapportati su base annua evidenziano delle dinamiche di crescita più contenute e una situazione di stabilità in particolare per produzione, fatturato ed occupazione. L’incremento dei prezzi dei fornitori si attesta al +3,6% mentre in ribasso si segnala la propensione ad investire con solo il 7,8% delle aziende che ha effettuato un investimento nel corso del 2° semestre 2011.
    Positive sono le previsioni per il 2012 anche se l’entità degli incrementi si attestano sotto al punto percentuale, mentre in ripresa si segnalano gli investimenti.

    «Solitamente il primo settore che si rimette in moto è quello manifatturiero – spiega Luca Costi – parliamo di realtà di piccole dimensioni dove può essere un fattore importante anche la sensibilità economica aziendale. Ma soprattutto la prospettiva di nuovi investimenti può essere letta in due modi: bisogna capire se si tratta di una questione tecnica, ovvero sono terminate le scorte e quindi di conseguenza l’azienda, se vuole ripartire, è costretta ad investire; oppure è una ripartenza direttamente legata ai mercati di riferimento, in particolare quelli esteri».

    Ed in effetti la crescita dell’export e degli ordini potrebbe indicare proprio una ripresa dovuta a dinamiche macro economiche.

    Negli ultimi mesi del 2011 il settore dei servizi alle imprese ha riportato andamenti stabili in tutti gli indicatori economici ed una buona propensione ad investire (10,5%). Ma una leggera flessione si rileva a livello tendenziale per domanda, fatturato ed occupazione. Le prospettive per il 2012 paiono essere buone con lievi incrementi (sotto il mezzo punto percentuale) sia della domanda che del fatturato e un +0,6% per l’occupazione.

    Riscontrano maggiori difficoltà le aziende dei servizi alle persone e le imprese edili, infatti in entrambi i settori vengono evidenziate flessioni sia a livello congiunturale che tendenziale. «In particolare questi due settori risentono del calo dei consumi», sottolinea Costi.
    Le imprese che si occupano di servizi alle persone nel 2° semestre 2011 registrano una flessione della domanda (-0,4%) e del fatturato (-0,6%), confermata anche a livello tendenziale (rispettivamente -0,4% e -0,3%). Mentre a livello occupazionale la variazione tendenziale registra un ridimensionamento contenuto (-0,2%). Nella prima parte dell’anno 2012 non si segnalano particolari dinamiche di sviluppo e rimane stabile il trend occupazionale.

    Il settore dell’edilizia è sempre in affanno e la situazione sembra ormai endemica: nel secondo semestre 2011 c’è stata una flessione della domanda (-0,3%) e del fatturato (-0,6%) con pesanti ricadute sul calo dell’occupazione (-0,5%) e sulla propensione ad investire (7,3%) con valori peggiori rispetto alla media regionale. Le variazioni tendenziali evidenziano perdite più contenute per quanto riguarda il fatturato (-0,3%) e simili per domanda ed occupazione. L’incremento dei prezzi delle materie prime è notevole e a livello tendenziale raggiunge quota +3,5%. Le previsioni per inizio anno 2012 sono stabili con una moderata ripresa degli investimenti. Significativo, come sottolinea l’osservatorio, che per quasi un’azienda su quattro la liquidità sia peggiorata e che solo la stessa percentuale non sia indebitata (24,7%) valore nettamente inferiore rispetto alla media regionale.

    «Il settore resta fermo al palo – conclude Costi – perché purtroppo con il perdurare della crisi economica i privati difficilmente investono in ristrutturazioni. L’unica speranza sono i lavori pubblici e forse le grandi opere potrebbero rappresentare un’opportunità».

    Ma, aggiungiamo noi, probabilmente sarebbero sufficienti le “piccole” opere pubbliche necessarie, per ridare fiato ad una marea di piccoli costruttori edili. Anche perché, ormai è risaputo, le grandi opere difficilmente danno da mangiare alle imprese del territorio.

     

    Matteo Quadrone