Mese: Aprile 2013

  • Municipio Levante: sentieri ciclabili e pedonali da Bavari a Sant’Ilario

    Municipio Levante: sentieri ciclabili e pedonali da Bavari a Sant’Ilario

    Tramonto ad ApparizioneAl via il progetto promosso dal Municipio IX Levante e da alcune associazioni territoriali per la valorizzazione e la riqualifica dell’entroterra genovese, nei territori di Bavari, San Desiderio, Apparizione, Monte Moro, Monte Fasce, Colle degli Ometti, San Rocco di Nervi e Sant’Ilario. L’iniziativa è stata presentata lo scorso sabato 20 aprile 2013 nel corso di un incontro illustrativo a Belvedere Pomodoro, di Quarto Alto, dove i rappresentanti dell’amministrazione hanno illustrato alla cittadinanza i loro progetti per la riqualifica dei siti dell’entroterra, allo scopo di rimetterli in sesto e renderli più vivibili sia per i residenti che per turisti e visitatori.

    Tra le varie proposte avanzate, quelle legate alla pulizia e manutenzione territoriale, e alla valorizzazione storico-culturale, per ridare slancio a territori meno frequentati del Levante genovese. Si è partiti con una prima azione partecipata di pulizia dell’area, che ha visto anche la partecipazione delle varie associazioni locali allo scopo di metterle in rete e realizzare sinergie tra le tante realtà presenti in loco, da sempre impegnate per il recupero e la valorizzazione dell’area. Con il duplice intento di dare alle associazioni una maggiore visibilità e mettere al contempo in risalto le varie iniziative, si vuole sensibilizzare la cittadinanza intera su queste problematiche e spingere a una maggiore partecipazione e coinvolgimento.
    Inoltre, l’obiettivo è anche quello di recuperare le radici storiche e le tradizioni popolari di queste aree collinari, con la valorizzazione dei segni, della cultura e delle opere umane accumulatesi nei secoli e che rischierebbero di venire pian piano dimenticate.
    Inoltre, è previsto anche il recupero dei siti abbandonati e la valorizzazione del patrimonio agricolo, con il ripristino e l’incremento delle attività originariamente svolte in questi luoghi. Poi ancora, la creazione di una rete di sentieri ciclo-pedonali per collegare i borghi tra loro e creare percorsi turistico-formativi, alla scoperta delle attività originarie svolte storicamente nell’entroterra, dei manufatti un tempo realizzati e delle curiosità e i retroscena storici nascosti in questi posti poco conosciuti dai più.

    Quella del 20 aprile è stata la prima di una serie di giornate di incontri, che verranno a delinearsi meglio nel tempi e nei modi, man mano che saranno avviate le diverse fasi dell’intero progetto.
    Nella fase iniziale sono previsti interventi a breve termine per la riqualifica storico-naturalistica: si parte con il ripristino dei manufatti storici, la creazione di un percorso pedonale facilmente accessibile e uno per ciclisti di mountain bike, per favorire il collegamento tra i vari siti di interesse storico-paesaggistico e favorire percorsi turistici. Il tutto, in collaborazione con associazioni di quartiere particolarmente attive e di numerosi volontari, che aiuteranno durante lo svolgimento delle operazioni di riqualifica e coordineranno i lavori di restyling. Lungo il tragitto, anche pannelli espositivi, posizionati soprattutto in località Belvedere Pomodoro, che forniranno dati tecnici sulle località interessate. Inoltre, l’apertura al dialogo al confronto con i cittadini e con tutti coloro che vorranno partecipare alle iniziative di recupero territoriale: dall’amministrazione e dagli organizzatori, la disponibilità ad ascoltare ed accogliere le proposte di chiunque voglia dire la sua.

    genova-apparizione-creuza-d1Così commenta queste iniziative Nerio Farinelli, presidente del Municipio IX Levante: «L’iter che abbiamo avviato il 20 aprile scorso interessa tutte le zone collinari del Levante sotto più aspetti: per cominciare, quello ambientale, per cui stiamo cercando di risolvere i problemi legati al degrado e ai danni legati alle alluvioni. Inoltre, vogliamo muoverci per evitare ulteriori danni futuri generati da eventi calamitosi. Inoltre, l’aspetto culturale: vogliamo creare sentieri che permettano a sportivi e non di avventurarsi nei territori dell’entroterra del Levante e per questo motivo vogliamo realizzare appositi sentieri per il trekking, la mountain bike, e altre attività. Infine, non sono state tralasciate nemmeno iniziative storiche e legate alla salvaguardia della memoria popolare di questi luoghi: da parte del Municipio c’è l’idea di creare un istituto per la ricerca storica, in cui saranno organizzate mostre e iniziative culturali varie per raccogliere e preservare tutte le testimonianze storiche di questi luoghi, che altrimenti verrebbero dimenticate. Oltre a questi progetti a medio termine, anche altri più specifici e immediati, di recupero dei siti coinvolti: ad esempio, proprio durante l’incontro dello scorso 20 aprile, abbiamo dato avvio al progetto di pulizia dei sentieri dei territori di Quarto Alto, per dare un contributo effettivo per la manutenzione dei luoghi e soprattutto per dare un segno di concretezza. A pochi giorni dalla presentazione dei vari programmi, siamo contenti di dire che la realizzazione dei programmi sentieristici è in fase avanzata di realizzazione. Per gli altri progetti ci sono già contatti con le varie comunità e associazioni locali: il tutto si nutre dell’interazione tra le parti, e su questo stiamo ancora lavorando».

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Osservatorio del Righi: aperture straordinarie per il 25 aprile

    Osservatorio del Righi: aperture straordinarie per il 25 aprile

    L'Osservatorio Astronomico del Righi a GenovaMercoledì 24, giovedì 25 e martedì 30 aprile 2013 l’Osservatorio Astronomico del Righi apre al pubblico in vista della festa della Liberazione e del Primo Maggio.

    In queste giornate è possibile visitare la cupola dell’aula didattica-planetario installata nel Giardino del Sole e quella dell’Osservatorio, con turni di mezz’ora circa e senza bisogno di prenotazione.

    Programma delle visite

    Mercoledì 24 aprile, ore 21.30: in Osservatorio sarà possibile osservare la Luna al telescopio mentre all’interno dell’aula planetario si terrà l’animazione: La Luna e le stelle binarie della primavera.

    Giovedì 25 aprile, ore 11: in Osservatorio sarà possibile, a intervalli di 30 minuti circa, osservare il Sole al telescopio con il nuovo filtro H-alpha che permette l’osservazione delle protuberanze solari. All’interno dell’aula planetario si terranno le seguenti animazioni: alle 11 Il girotondo della Luna, alle 15.30 In viaggio fra i pianeti, alle 16.30 Fiabe sotto le stelle: Il cielo dei Nativi del Nord America, alle 17.30 Fiabe sotto le stelle: Costellazioni della primavera, alle 18.30 In viaggio fra i pianeti.

    Martedì 30 aprile, ore 21.30: in Osservatorio sarà possibile osservare al telescopio le stelle doppie della primavera mentre all’interno dell’aula planetario si terrà l’animazione: Meraviglie del cielo primaverile.

    Info 347 5859662.

  • Festival della Scienza 2013: lavorare come animatori, il bando

    Festival della Scienza 2013: lavorare come animatori, il bando

    Festival della Scienza 2012Ogni anno il Festival della Scienza cerca animatori under 35 per il supporto alle proprie attività: un modo per creare occasioni di lavoro, soprattutto a studenti e neolaureati in materie scientifiche, e anche per dare sostegno alle numerose attività in programma durante la manifestazione.

    Le candidature per l’edizione 2013, che si svolgerà tra il 23 ottobre e il 3 novembre e avrà come tema Bellezza, sono aperte fino al 7 maggio. Chi ha già lavorato come animatore sarà contattato direttamente dallo staff entro fine maggio, mentre queste selezioni sono aperte solo a chi non lo ha mai fatto in precedenza.

    I profili ricercati sono:
    Animatore scientifico: ha un ruolo fondamentale all’interno di mostre e laboratori dove, grazie alle sue conoscenze e alle buone capacità relazionali e comunicative, illustra i contenuti e accompagna gruppi di visitatori. Rivolto a giovani dai 19 ai 35 anni, studenti o laureati con buone conoscenze scientifiche ed esperienze pregresse nel campo dell’animazione (anche non scientifica).

    Animatore: utilizzando le sue buone capacità organizzative e relazionali, si occupa dell’accoglienza del pubblico presso mostre, laboratori ed eventi sponsor, degli aspetti organizzativi di conferenze e spettacoli, della gestione dei flussi e fornisce indicazioni e informazioni sul programma e sui luoghi del Festival supportando il visitatore nell’organizzazione del proprio percorso. Rivolto a giovani dai 18 ai 35 anni, con esperienze pregresse nel campo dell’animazione o a contatto con il pubblico.

    Per diventare animatori, a seguito del superamento della selezione, è necessario partecipare ad un percorso di formazione obbligatoria (non retribuita, della durata di 8 ore circa). La mansione è retribuita. Non sono previste agevolazioni per vitto e alloggio né la copertura delle spese di viaggio. Ci si può candidare online sul sito del Festival della Scienza.

    Per saperne di più, rivedi la nostra intervista agli animatori del Festival della Scienza 2012.

  • Accademia Ligustica di belle arti e Museo: il punto dopo la crisi

    Accademia Ligustica di belle arti e Museo: il punto dopo la crisi

    Accademia Belle ArtiIL PRECEDENTE

    Novembre 2011: rischio chiusura per il Museo dell’Accademia Ligustica, inaugurato nel 1980 per esporre al pubblico in maniera permanente le opere che attraverso lasciti e acquisizioni fanno parte del patrimonio dell’Accademia. La principale problematica riguarda lo scarso numero di visitatori, circa mille all’anno, e la difficoltà nel mantenere l’apertura per quasi tutti i giorni della settimana come avviene in altri musei cittadini.

    Un’ipotesi per salvare il museo è la vendita di alcune opere tenute a magazzino, ossia che fanno parte del patrimonio museale ma non sono visibili al pubblico. L’acquirente più probabile è la Fondazione Carige, che ha proposto di collocare questi dipinti in nuovi spazi accessibili alla cittadinanza, e quindi dare loro la visibilità che attualmente non hanno.

    Gennaio 2012: Era Superba intervista il curatore del Museo Giulio Sommariva, che dal 2002 gestisce lo spazio, la cura delle opere e i laboratori didattici. L’incontro è l’occasione per mostrare i beni contenuti nel Museo e spiegare le ragioni della crisi in corso: «L’Accademia Ligustica ha un bilancio in passivo di oltre un milione di euro. Il Museo non dispone di un proprio bilancio, ma la parte economica è legata ai finanziamenti dati dall’Accademia stessa» (che a sua volta “vive” anche grazie ai finanziamenti congiunti di Regione, Provincia e Comune, ndr).

    Nel frattempo circa sessanta genovesi – tra intellettuali, artisti e docenti universitari – hanno sottoscritto un appello affinché le istituzioni intervengano a sostegno dell’Accademia e del Museo.

    Marzo 2012: il presidente dell’Accademia Ligustica Raimondo Sirotti spiega in una conferenza stampa la situazione di crisi non solo del Museo, ma dell’Accademia nel suo complesso. Il rischio maggiore, al momento, è che nei prossimi mesi i dipendenti della Ligustica non possano ricevere gli stipendi.

    Aprile 2012: inizia la campagna di eventi Vivi il Museo, organizzata dall’Associazione Amici dell’Accademia allo scopo di aiutare economicamente il museo e farlo conoscere alla cittadinanza. Le iniziative in programma dureranno per tutto il 2012.

    IL PRESENTE

    Proseguono numerose le attività e iniziative a sostegno del Museo e della Ligustica: per tutto il 2013 prosegue il ricco programma de Il principio dell’arte, una rassegna di eventi molto diversificati che spaziano tra conferenze sulle Fiandre a conferenze sulle opere a deposito presso il museo, attività didattiche per i bambini, visite guidate in oratori, conventi e luoghi storici di Genova spesso chiusi al pubblico.

    Enrico Paroletti, responsabile della valorizzazione del museo, ci spiega le ragioni che da due anni muovono questo progetto: «L’idea alla base è che un ente privato – in questo caso un’associazione – può gestire in maniera attiva e produttiva un’istituzione come un museo, senza gravare economicamente sul bilancio del museo stesso e arrivando laddove la realtà istituzionale non ha le risorse per intervenire. Gli ambiti in cui l’Associazione Amici dell’Accademia agisce sono tre: organizzare eventi multidisciplinari e multisensoriali, con il filo conduttore di tematiche specifiche; fare attività di raccolta fondi; aumentare il numero dei visitatori, degli associati e dei sostenitori della realtà museale. Le iniziative organizzate finora hanno avuto un grande riscontro di pubblico, aumentando la partecipazione intorno al museo».

    Un progetto che – come già detto prima – non ha alcuna ricaduta economica sul Museo e sull’Accademia, ma anzi contribuisce a sostenerne il bilancio: «Abbiamo il sostegno di dieci aziende, che permettono di finanziare interamente gli eventi e le iniziative che organizziamo. Inoltre è in corso la vendita dei quadri alla Fondazione Carige, annunciata da tempo e condivisa da tutti per aiutare economicamente l’Accademia e al tempo stesso rendere visibili queste opere non esposte al pubblico: una volta ultimati i restauri, organizzeremo esposizioni periodiche delle opere, che saranno tutte collocate presso Banca Carige».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Fincantieri, ribaltamento a mare: mancano 50 milioni per indire il bando

    Fincantieri, ribaltamento a mare: mancano 50 milioni per indire il bando

    fincantieri scioperoDopo la tranquillità nel breve periodo con l’annuncio della nuova nave da crociera, che verrà costruita tra le primavere del 2014 e del 2016, Fincantieri cerca rassicurazioni sul futuro con un orizzonte temporale a più ampio respiro. In quest’ottica, la parola d’ordine è “ribaltamento a mare”, la nuova piattaforma da 117 kmq con la copertura di uno specchio d’acqua marina di 71 kmq nel bacino portuale tra Sestri Ponente e Multedo, che dovrebbe rappresentare il nuovo centro operativo e logistico della navalmeccanica genovese. Il segretario generale provinciale di Fiom – Cgil, Bruno Manganaro, ha annunciato l’imminente invio di una lettera a Burlando, Doria e Merlo con cui le tre rappresentanze sindacali (Fiom, Fim e Uilm) e le RSU di cantiere chiederanno un incontro per fare il punto della situazione.

    La lunga storia del ribaltamento a mare ha inizio nell’ormai lontano luglio 2011 con la firma dell’accordo di programma in cui veniva fissata a 70 milioni di euro la copertura economica necessaria all’Autorità portuale per indire il bando di gara europeo. A quasi due anni di distanza, i soldi stanziati risultano solo 20 milioni, sbloccati appena il mese scorso dal ministro per lo Sviluppo economico e le Infrastrutture, Corrado Passera.

    «Ogni sei mesi sembrava fatta – racconta Manganaro – e, invece, siamo arrivati a oggi. Il precedente governo si era impegnato ad accendere un mutuo presso MPS nei confronti dell’Autorità portuale entro la fine del 2012, ma il via libera definitivo non è mai arrivato. Solo adesso sono arrivati questi 20 milioni, attraverso un partita di giro di fondi non utilizzati dalle altre Autorità portuali italiane, che non sono assolutamente sufficienti a far partire la gara». Neppure se a questa cifra si aggiungessero gli altrettanti 20 milioni che la stessa Autorità portuale si era detta disponibile a investire. «Al di là del fatto che si deve verificare quanto l’Autorità portuale sia ancora disponibile a questo investimento, quando arriveranno gli altri 30 milioni? Anche perché la realizzazione del ribaltamento non è una cosa immediata, potrebbero volerci dai due ai quattro anni» spiega il segretario di Fiom. «Quando c’è la crisi hai due possibilità: dire è finito tutto, buttare via le chiavi e chiudere i cantieri oppure tentare di investire per essere pronti al momento della ripartenza, sia essa in direzione navalmeccanica sia nella direzione di nuove produzioni».

    Naturalmente, i lavoratori genovesi hanno sempre manifestato la volontà di puntare su questa seconda strada, cercando di sfruttare il momento di non lavoro, o di impiego parziale, dal punto di vista navale per potenziare gli spazi del cantiere di Sestri Ponente, togliendo tutta la parte a monte, oltre la ferrovia, e “ribaltandola” appunto sul mare.

    «Gli spazi – spiega Manganaro – servirebbero intanto per consentire la costruzione nel cantiere di mega navi da crociera. Ma anche con le navi di dimensioni più contenute o con altre commesse legate a piattaforme del settore energetico, Sestri presenta degli aspetti diseconomici: le costruzioni devono iniziare a monte della ferrovia per essere poi imbragate e spostate con le gru oltre ai binari. Inoltre, nel nuovo polo si potrebbero trasferire la direzione, attualmente in via Cipro, e il centro di ricerca navale Cetena».

    Da non sottovalutare, infine, l’aspetto occupazionale. Con la realizzazione della piattaforma sul mare potrebbero ridursi notevolmente, fino ad annullarsi, le 180 eccedenze – che a differenza degli esuberi non implicano l’avvio di procedure di licenziamento ma bloccano il turnover – che ancora oggi sono segnalate dalla proprietà Fincantieri, nonostante la nuova commessa.

    «Addirittura – azzarda ottimisticamente Manganaro – con la nuova nave e l’eventuale concentrazione delle attività di progettazione, direzione e ricerca in seguito alla realizzazione del ribaltamento, l’azienda potrebbe dover chiedere ad alcuni trasfertisti di rientrare. Inoltre, la nave che arriverà avrà bisogno non solo di tutte le maestranze interne ma anche di 1500-2000 lavoratori delle ditte di appalto».

    Sperando di poter risolvere il prima possibile la situazione di tutte le eccedenze, Fincantieri ha varato nelle scorse settimane un accordo sindacale che prevede la riorganizzazione dell’orario lavorativo puntando sulla flessibilità. È ancora Bruno Manganaro a spiegarci nel dettaglio i termini dell’accordo, siglato con il benestare di oltre il 90% dei lavoratori: «L’azienda ipotizza per alcuni reparti, per alcuni lavoratori e per alcune settimane un nuovo orario unico 6×6 (sei ore al giorno, sabato compreso) spostando la mensa a fine turno o sostituendola con buoni pasto equivalenti e attingendo ai permessi retribuiti per completare il monte ore settimanale. In sostanza, c’è il disagio di una riduzione dell’orario lavorativo che viene comunque spalmato su sei giorni, ma un aumento dei turni che consentirà di recuperare personale attualmente in cassa integrazione. Oltre a ciò, è previsto un monte massimo di 240 ore annue di flessibilità da utilizzare come straordinario o continuazione. Credo si tratti di una situazione assolutamente gestibile che, ad ogni modo, andrà ricalibrata una volta che partiranno i lavori della nuova nave».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Centrale del latte Genova: il Comune ribadisce il no al centro commerciale

    Centrale del latte Genova: il Comune ribadisce il no al centro commerciale

    centrale-latte-genova-feginoAncora sospeso nel limbo il futuro di oltre quaranta ex dipendenti della Centrale del latte di Genova, costretti dallo scorso 5 ottobre al regime di cassa integrazione straordinaria: dei 63 iniziali, Parmalat ha reimpiegato solo una dozzina di lavoratori nel centro logistico di Bolzaneto e per altre attività commerciali in città, mentre solo qualche unità è stata distaccata presso altre sedi italiane.
    Poche le novità emerse dalla seduta di ieri pomeriggio della Commissione consiliare dell’assessorato allo Sviluppo economico: ancora una volta, seppure in maniera del tutto pacifica rispetto all’invasione della Sala rossa dello scorso mese, si sono trovate di fronte le apparentemente inconciliabili posizioni dei lavoratori e della giunta. I primi chiedono al Comune la disponibilità a trattare con Lactalis – Parmalat circa il progetto di riconversione della zona a centro commerciale, che dovrebbe comprendere anche un loro ritorno all’attività lavorativa; la seconda ha ancora una volta confermato con decisione l’orientamento a non variare la destinazione d’uso dell’aerea di Fegino, che dovrà restare a vocazione produttivo-industriale.

    «Non vogliamo sposare per forza la tesi di Parmalat – sostiene il segretario generale genovese di Flai – Cgil, Fabio Allegretti – ma vogliamo trovare il prima possibile una soluzione per oltre una quarantina di lavoratori. In questo senso, ci sembra doveroso che il Comune pranda in mano la proposta dell’azienda e, in caso di contrarietà, avanzi delle controproposte accettabili per chi oggi è in cassa integrazione».

    «Mi rendo conto che la posizione dei sindacati non possa essere allineata al nostro volere – ammette l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova, Paolo Oddonema non possiamo non tenere conto dell’interesse generale della città e riteniamo che la fantomatica proposta di realizzare un centro commerciale non possa assolutamente essere presa in considerazione. Le ragioni sono sostanzialmente due: la prima è la difesa del tessuto commerciale della vallata che ha già dovuto subire l’egida di altri grandi centri; la seconda è che a Genova non abbiamo moltissime aree a esclusivo uso industriale e le poche che ci sono, come quella di Fegino, vanno conservate».

    Dopo il no secco da parte del colosso franco-italiano alla vendita degli spazi alla multinazionale della logistica portuale e aeroportuale Gias, qualche spiraglio potrebbe aprirsi nel mese di maggio, quando una delegazione di Confindustria Genova si recherà a Parma per sondare la disponibilità dei vertici di Lactalis a trattare su un eventuale utilizzo anche non unitario dell’area da parte di associati, sempre in ottica di attività produttivo-industriali.

    palazzo-tursi-assessore-oddone-francesco-D3La trasferta in terra emiliana dovrebbe essere contraccambiata da Parmalat, data la volontà espressa dalla Commissione presieduta da Gianpaolo Malatesta di convocare una seduta monotematica ad hoc per consentire all’azienda di illustrare il proprio progetto. Anche in questo caso, il parere dell’assessore Oddone è piuttosto inequivocabile: «Sono curioso di vedere che cosa accadrà perché Parmalat è già stata invitata tre volte dal Consiglio comunale ma non ha mai ritenuto opportuno presentarsi. Qualora dovessero presentarsi in Sala rossa, sarei curioso di vedere l’atteggiamento che terranno i vertici di questa società, che ho già conosciuto e posso dire non essere certamente dei boyscout. Noi stiamo cercando di attivare ogni possibile soluzione, come poteva essere quella prospettata dalla società di logistica, ma Parmalat, con l’arroganza che la contraddistingue, ha immediatamente trovato una serie di giustificazioni risibili e strumentali per mandare tutto a monte. Tra l’altro, a dimostrazione di quanto siano prevenuti, terminato l’incontro per illustrare il progetto di Gias, dietro la porta abbiamo trovato i progettisti di questo fantomatico centro commerciale che aspettavano di essere ricevuti».

    Di fronte alla fermezza della giunta, le rappresentanze sindacali hanno chiesto di conoscere quale sia l’orientamento di tutte le forze politiche: «Abbiamo chiesto da mesi di attivare un tavolo di confronto che consenta di illustrare l’unico progetto rimasto in piedi – sostiene Allegretti – ma se da un lato Parmalat ci ha sempre manifestato disponibilità, dall’altro la giunta continua ad essere contraria alla trattiva. Di fronte a questa posizione impenetrabile, abbiamo chiesto quale sia l’orientamento di tutto il Consiglio comunale, perché se l’opinione di sindaco e assessori fosse sostanzialmente condivisa, ci troveremmo di fronte a un’enorme responsabilità politica da parte di chi non vorrebbe far tornare al lavoro oltre quaranta persone».

    La risposta dei vari capigruppo non tarderà, assicura il presidente della commissione, Gianpaolo Malatesta; nel frattempo, la replica dell’assessore Oddone punta nuovamente il dito contro i vertici di Parmalat – Lactalis, senza troppe mezze misure: «È sostanzialmente vero che non vogliamo vedere il progetto di Parmalat perché l’azienda non è disponibile a negoziare in buona fede. A loro interessa solamente vendere il terreno a valore commerciale che è tre, quattro volte più alto di quello per attività industriale. Quindi noi, in maniera molto coerente, continuiamo a non voler prendere in considerazione un confronto con chi non gioca pulito. Dobbiamo smettere di essere subalterni, anche dal punto di vista culturale, nei confronti di queste multinazionali che pensano di poter fare il bello e il cattivo tempo».

    Simone D’Ambrosio

  • Cinema d’autore a Genova: quattro proiezioni alla sala Sivori

    Cinema d’autore a Genova: quattro proiezioni alla sala Sivori

    cinemaMartedì 23 aprile 2013 (ore 17.45) alla Sala Sivori inizia la rassegna Il cinema raccontato, di e con Umberto Basevi e organizzato dall’associazione Genova Cultura.

    Quattro serate all’insegna del cinema d’autore, ciascuna delle quali porterà alla rilettura di celebri film americani: il relatore svelerà particolari inediti, trame, intrighi, aneddoti delle grandi star e dei grandi registi, con la proiezione di immagini e spezzoni di pellicola.

    Questi i film in programma.

    Martedì 23 aprile: Che fine ha fatto Baby Jane? di Robert Aldrich, 1962, con Bette Davis, Joan Crawford, Victor Buono.
    Due anziane sorelle, una ex bambina prodigio sull’orlo della follia, e l’altra, ex diva del cinema paralizzata da anni, vivono recluse con incomprensioni, rancori e terrori. Un grande film gotico che ebbe un successo enorme, e che rilanciò due delle più grandi attrici (e acerrime rivali) di Hollywood.

    Martedì 7 maggio: Testimone d’accusa di Billy Wilder, 1957, con Marlene Dietrich, Tyrone Power, Charles Laughton.
    Londra: un uomo, accusato di omicidio, difeso da un avvocato penalista di successo ha come unica speranza di salvezza la deposizione della gelida ed enigmatica moglie, ma non tutto andrà come ci si aspetta… Un classico film-processo tratto da Agatha Christie.

    Martedì 21 maggio: Donne di George Cukor, 1939, con Norma Shearer, Joan Crawford, Rosalind Russell, Paulette Goddard, Joan Fontaine.
    Solo donne in questo film: una signora dei quartieri alti di New York viene informata dalle amiche del tradimento del marito con una commessa di profumeria… divine carognate e una profusione di grandi star al loro meglio. Una commedia al vetriolo tratta da un’opera teatrale di Clara Boothe Luce.

    Martedì 4 giugno: Viale del tramonto di Billy Wilder, 1950, con Gloria Swanson, William Holden, Erich von Stroheim.
    Uno dei più bei film di Hollywood sul divismo e sul cinema del passato. Norma Desmond incarna un fantasma che sia il pubblico che gli Studios sembrano aver dimenticato, quello degli ex-divi del cinema muto, un tempo acclamati come semidei e ora ridotti a relitti abbandonati. Non a caso, la vita di Norma Desmond ha qualcosa di funereo, di fatiscente, ma ha anche un fascino sublime, che strega protagonista e spettatore.

    Ingresso singolo 10 € (30 € per tutti e quattro gli spettacoli). Info e prenotazioni genovacultura@genovacultura.org / tel. 010 3014333.

  • Festivalbisagno 2013: bando per cantanti e gruppi emergenti

    Festivalbisagno 2013: bando per cantanti e gruppi emergenti

    musica-concerti-pianoforteSono aperte fino a domenica 28 aprile 2013 le iscrizioni per l’undicesima edizione di Festivalbisagno, rassegna artistico – musicale organizzata da Caratteri Diversi in collaborazione con la Onlus Presente Futuro, Unicef e il Municipio Media Valbisagno.

    La partecipazione è aperta al caricamento di una demo sul sito web Caratteri Diversi: la votazione delle demo migliori porterà a una jam session live tra i gruppi in gara, entro il mese di maggio, con la scelta del vincitore: a quest’ultimo sarà garantita la promozione attraverso il sito, la partecipazione a eventi cittadini, e la registrazione del demo come Premio Migliore Inedito.

    Si potrà partecipare alla sezione junior o band a seconda dell’esperienza musicale pregressa (da documentare attraverso cv artistico): sono ammessi singoli musicisti o gruppi, sia che propongono brani inediti sia di cover, di qualunque genere, con età media non superiore ai 28 anni.

    Le iscrizioni sono aperte fino a domenica 28 aprile 2013, attraverso una preiscrizione sul sito e la conferma presso il laboratorio sociale di vico Papa (martedì, giovedì o venerdì ore 15-16.30). Alla conferma dell’iscrizione sarà richiesto di versare una cauzione che verrà restituita, per i non finalisti, al momento della preselezione e per i finalisti al momento della finale. La cauzione intende tutelare l’organizzazione da eventuali comportamenti scorretti degli scritti che possano pregiudicare la riuscita della manifestazione.

    La finale si svolgerà a giugno 2013.

  • Visitare Genova a piedi: in città un nuovo progetto culturale

    Visitare Genova a piedi: in città un nuovo progetto culturale

    righi-forti-DILa mobilità sostenibile non riguarda solo un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici o lo sviluppo di una città più ciclabile. Genova si può visitare benissimo anche a piedi: questa è la premessa che ha portato un gruppo di cittadini a costituire pochi mesi fa una nuova associazione culturale.

    Ci facciamo raccontare da Gianni Orefice, presidente di Genovapiedi, gli obiettivi di questo progetto: «La nostra è una giovane associazione: dal punto di vista formale abbiamo depositato la pratica in Regione a dicembre 2012. In realtà abbiamo lavorato al progetto da un anno e mezzo, man mano ci siamo resi conto che come singoli non avremmo potuto avere grande spazio. È un progetto nato dal desiderio di alcuni amici di realizzare, proporre e pubblicizzare su Internet dei percorsi nel centro storico di Genova, poi gli scopi si sono allargati».

    Bici, mezzi pubblici e piedi, si diceva: come si coniugano queste anime in città? «Noi pensiamo che Genova sia una città da girare principalmente a piedi. Come ha detto Maurizio Maggiani nell’intervista-video che ci ha concesso, è l’unico modo per scoprire ogni angolo e godere di ogni tesoro nascosto; infatti Genova va vista spesso anche in “verticale”, col naso in su. Poi insistiamo sull’uso del mezzo pubblico –  ascensori, funicolari, bus – e della bicicletta; il progetto bike sharing non ha avuto il successo sperato dall’amministrazione, andrebbe ritarato sulle vere esigenze dell’utenza. Credo che la base per un ampio sviluppo di questo mezzo sia la realizzazione di piste o percorsi ciclabili sicuri; personalmente cerco di usare la bicicletta nei medi percorsi, ma sono fortemente frenato dalla sensazione di non avere sufficiente sicurezza».

    Attualmente i soci sono una quindicina, ma è possibile iscriversi consultando il sito web Genovapiedi e in occasione dei primi eventi pubblici organizzati dall’associazione: il primo si svolge sabato 26 aprile in piazza De Ferrari (Palazzo della Regione), dove sarà inaugurata la mostra Genova… per noi, per voi. Inoltre «stiamo organizzando delle visite guidate: prossimamente abbiamo in programma la visita a Staglieno, ad alcuni siti in Albaro, all’Oratorio della Marina e stiamo preparando un programma annuale di uscite. Abbiamo cercato di proporre le molte sfaccettature della cultura genovese: dalla focaccia al pesto, da Paganini ai cantautori, dalla musica popolare dei Trallallero ai monumenti della città. Inoltre un gruppo di nostri soci ha seguito i corsi organizzati dalla dottoressa Grazia Di Natale, responsabile dei beni artistici della Diocesi, e siamo attivi due giorni alla settimana per l’apertura e l’accoglienza presso la Chiesa di San Giovanni di Prè al Complesso medioevale della Commenda. Infine abbiamo in previsione percorsi per bambini e ragazzi, percorsi salutistici per la terza età e siamo aperti alla collaborazione con altre associazioni».

    Le visite guidate sono accessibili a un gruppo fino a 20-25 persone e hanno un costo di 5 € per i soci e 7 € per i non soci (info e prenotazioni 347 3930454).

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Drag queen e identità di genere: Villa Croce, mostra di Vera Comploj

    Drag queen e identità di genere: Villa Croce, mostra di Vera Comploj

    vera-complojMentre a Palazzo Ducale si tenevano le conferenze de La Storia in piazza 2013 – evento giunto alla quarta edizione che ha radunato a Genova oltre 20.000 partecipanti (di cui 7.500 studenti) – la Sala Dogana ha ospitato la mostra In between, in cui la giovane artista Vera Comploj ha mostrato attraverso un video e una sequenza di scatti in bianco e nero la sua esperienza con le drag queen che si esibiscono nei locali americani.

    Una mostra che è stata raccontata dall’artista in un incontro pubblico in piazza Princesa. Lo spazio “ufficialmente” senza nome, che si raggiunge da via Lomellini passando per vico del Fregoso o da vico Untoria, è stato così chiamato nel 2010 da Don Andrea Gallo, in memoria del brano di Fabrizio De Andrè e per ricordare l’impegno dell’omonima associazione nel quartiere.

    Costituita nel 2009 proprio su consiglio di Don Gallo, l’associazione Princesa è formata dalle persone transgender che vivono nel centro storico fin dagli anni Sessanta, «quando venivamo arrestate per “reato di mascheramento”, sulla base di un regio decreto approvato durante il Fascismo e di fatto mai abolito – spiega la presidente Rossella Bianchi. L’invito di Don Gallo a costituirci in associazione è arrivato dopo che Marta Vincenzi e l’allora Assessore Scidone emisero un’ordinanza per la chiusura dei “bassi”, poi ritirata a seguito di una petizione degli abitanti ed esercenti del quartiere che ha raccolto moltissime adesioni».

    L’intervento di Rossella Bianchi è seguito dalle domande di Ilaria Bonacossa – curatrice del Museo Villa Croce – all’artista Vera Comploj. Nata nel 1983 in Alto Adige, il suo percorso artistico rivolto alla conoscenza dei transgender nasce per caso: «Quando studiavo a Firenze il mio coinquilino frequentava una transgender: da qui ho iniziato a conoscere persone nuove, a frequentare i loro stessi locali. In seguito, negli Stati Uniti è avvenuto un percorso analogo: ho fatto amicizia con Tiara, la transgender di origine indonesiana divenuta la “musa” della mia mostra (e ritratta nella foto in alto, ndr) e che mi ha presentato altre persone che come lei lavorano nei locali».

    La mostra ritrae alcune drag queen un istante prima di andare in scena, in locali di New York, Washington, San Francisco e Los Angeles che Vera ha frequentato negli ultimi tre anni. L’artista ha applicato i suoi studi nella fotografia di moda alla ricerca su quegli ambienti in cui si azzera ogni identità di genere, dove la distinzione tra “maschile” e “femminile” non è percepibile. «Non mi interessa la fotografia solo come “freddo ritratto” di una persona, ma come istante che si accompagna a un dialogo, uno scambio anzitutto umano fra me e la persona che ritraggo: mi piace ascoltare le loro storie, entrare nel loro mondo e creare una relazione di fiducia».

    Allestita in Sala Dogana fino a ieri (domenica 21 aprile, ndr) la mostra proseguirà al museo di Villa Croce dal 26 aprile al 12 maggio.

    Marta Traverso

  • Sampierdarena: manifestazione in difesa del teatro Modena

    Sampierdarena: manifestazione in difesa del teatro Modena

    Teatro ModenaLa crisi economica genera conseguenze inevitabili quali la carenza di contributi e finanziamenti pubblici destinati alla cultura. Così, a farne le spese sono soprattutto i teatri genovesi, messi in ginocchio e costretti a ricorrere ai contratti di solidarietà. Il caso più celebre è quello del Teatro Carlo Felice ma anche il Teatro dell’Archivolto – che dal 1997 opera negli spazi del Teatro Modena, il presidio culturale per eccellenza di Sampierdarena – ha recentemente maturato la sofferta decisione di affidarsi a questo strumento che prevede una riduzione dell’orario di lavoro ed una proporzionale diminuzione del salario dei dipendenti.
    La difficile situazione che sta attraversando l’Archivolto ha radici recenti. Negli ultimi 3 anni il Comune ha fornito un contributo annuale di circa 250 mila euro a fronte di un piano di rientro spalmato in 36 mesi. Tuttavia gli obiettivi contenuti nel piano non sono stati raggiunti e questo ha indotto l’amministrazione comunale ad eliminare il finanziamento.

    Il Teatro dell’Archivolto è diretto dal 1986 da Pina Rando e Giorgio Gallione. In quasi venticinque anni di attività ha prodotto più di 100 spettacoli, presentati ed apprezzati in tutta Italia. Inoltre, nelle sale del Teatro Modena, l’Archivolto ospita una stagione variegata, capace di accogliere espressioni artistiche diverse, dal teatro comico d’autore al teatro civile, dalla danza alla musica jazz, al teatro di ricerca.

    Per difendere il presidio culturale del quartiere, cittadini ed associazioni di Sampierdarena hanno organizzato un’iniziativa popolare –  flash mob ed incontro pubblico – in programma Martedì 23 aprile alle ore 18 in piazza Modena.
    «In momenti di crisi c’è ancora più bisogno di teatro – spiegano i promotori: Amici dell’Archivolto, Associazione Commercianti di Sampierdarena, Officine Sampierdarenesi, Amici di Piazza Settembrini – la cultura è vita, senza il suo teatro Sampierdarena non può rinascere, senza il suo teatro non è possibile una ripresa. Vi aspettiamo numerosi ed in compagnia di tante altre persone che, come noi, ritengono che la cultura sia un bene comune da difendere, soprattutto a Sampierdarena».

    «Perdere il Teatro Modena vuol dire perdere un pezzo della speranza di cambiamento del quartiere – afferma Gianfranco Angusti delle Officine Sampierdarenesi – Noi siamo nati 1 anno fa come associazione di cittadini impegnati attivamente per risolvere i problemi di Sampierdarena. Il Modena è un simbolo del patrimonico culturale della zona e senza di esso anche i nostri sforzi rischierebbero di essere vani»

    «Il flash mob è aperto a tutti – racconta Carolina Sbrillo dell’associazione sportiva dilettantistica Spazio Danza –  invitiamo chi vuole partecipare a visionare il video dimostrativo della coreografia (disponibile online all’indirizzo https://www.facebook.com/video/embed?video_id=10200928117031315). Oltre ad una cinquantina di nostri ballerini ci saranno anche i lavoratori del Teatro Modena che in questi giorni hanno provato con noi».

    Questo il programma di Martedì 23 aprile ore 18:
    Flash mob, ballo in piazza insieme a Spazio Danza 2
    Tutti in teatro con Mauro Pirovano
    Incontro pubblico: Massimiliano Lussana (Il Giornale) e Raffaele Niri (La Repubblica) incontrano Pina Rando e Giorgio Gallione

     

    Matteo Quadrone

  • Vivere e visitare la Maddalena: visite guidate offerte dai cittadini

    Vivere e visitare la Maddalena: visite guidate offerte dai cittadini

    Campanile delle Vigne, GenovaUn quartiere, una reputazione critica, l’assenza di spazi “aperti” e sicuri, un patrimonio artistico consistente ma trasandato: ecco come il sestiere della Maddalena si presentava, fino a qualche tempo fa, ai visitatori, spesso scoraggiati da un degrado e da un abbandono non solo “storici”, ma anche istituzionali. Nel 2008 la situazione comincia, forse impercettibilmente, a migliorare: gli abitanti di uno dei quartieri più controversi del centro storico iniziano a unirsi, a organizzarsi; come riconoscimento per l’impegno concreto, il Comune sigla, insieme a Job Center, Camera di Commercio, CIV e associazioni, il Patto per lo Sviluppo della Maddalena, un accordo volto a riqualificare e promuovere il quartiere attraverso incontri, iniziative e laboratori.

    “Vivere e visitare la Maddalena” (che ha come sottotitolo “Itinerari di esplorazione nel cuore di Genova”) è un progetto per migliorare la vivibilità del quartiere attraverso il turismo, proponendo due itinerari, guidati e gratuiti, uno attento all’architettura e alle leggende, l’altro alla scoperta delle botteghe storiche; l’organizzazione delle visite sfrutta non solo la segnaletica più dettagliata e il selciato rinnovato, ma anche la rete wi-fi gratuita offerta dal Comune e la tecnologia dei QR Code, che offrono al visitatore un’esperienza più coinvolgente attraverso informazioni aggiuntive acquisibili con il proprio dispositivo portatile.

    Caratterizzati da esplorazioni e da degustazioni, i percorsi non trascurano i luoghi in cui l’iniziativa autonoma e la riappropriazione dello spazio sono più evidenti: Mielaus, bottega in cui la famiglia Piccardo produce idromele e da cui presidia la zona circostante, il centro di aggregazione di piazza della Posta Vecchia o, ancora, il Laboratorio sociale di vico Papa.

    La crescita della Maddalena, però, non si arresta: tenendo a mente i tre pilastri di una società sana, cioè educazione, formazione professionale e svago, è in corso la costruzione di un asilo in piazza della Maddalena (i lavori sono stati rallentati dopo il ritrovamento di alcuni reperti archeologici), la fondazione di una Città Dei Mestieri a Palazzo Senarega e la riapertura, in attesa di un vincitore del bando, del teatro Hop Altrove.
    Certo, sottrarre uno spazio al degrado, all’abbandono e alla criminalità, sebbene rappresenti un risultato esaltante, è solo un primo passo e lo sanno bene gli abitanti della Maddalena il cui obiettivo è proprio quello di dare nuovo impulso alla zona anche dal punto di vista commerciale: l’occupazione deve essere seguita da un riutilizzo effettivo e produttivo, anche perché un quartiere più vitale (dal punto di vista commerciale e non) è un quartiere più sicuro; piazza dell’Amor Perfetto, rivitalizzata dalla comparsa di una gastronomia, ne è un esempio calzante.

    Infine, una nota dolente. Non tutti aderiscono alle iniziative con lo stesso entusiasmo: accanto a modelli virtuosi, alcune attività del quartiere preferiscono non aderire alle attività di promozione del territorio, rifiutandosi perfino di esporre i QR Code necessari alle guide turistiche.

    Sebbene la risoluzione della criticità di questo quartiere sia ancora “work in progress”, la ricetta per la rinascita è quella proposta dagli abitanti della Maddalena: valorizzare la toponomastica leggendaria, l’amor sacro di Tommasina Spinola, quello profano della Maddalena, la peculiarità delle botteghe, la vitalità degli spazi pubblici, spingendo i visitatori a “esplorare” il problema, senza ignorarlo né nasconderlo.

    Giulia Fusaro

  • Teatro, scuola e carcere: lo spettacolo “Persone: un cantiere aperto”

    carcereLunedì 22 aprile 2013 (ore 20) il Teatro della Gioventù ospita un doppio spettacolo teatrale nato dalla collaborazione fra il Teatro dell’Ortica, la Scuola Daneo e la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo.

    Le parole per raccontarmi è il primo spettacolo in scena, diretto da Emi Audifredi e Assunta Pontillo e che vede sul palco gli alunni di due classi della scuola Daneo. A seguire Persone: un cantiere aperto, diretto da Anna Solaro e con genitori, insegnanti, attori e operatori del Teatro dell’Ortica a quattro detenuti (due donne e due uomini) della Casa Circondariale di Pontedecimo.

    Due spettacoli accomunati dal tema dell’identità della persona, in due diverse declinazioni: da un lato la relazione dentro/fuori a partire dalla reclusione e dall’isolamento, dall’altro l’affermazione di sé al di là delle sovrastrutture imposte dala società e in una relazione di ascolto con gli altri. Gli spettacoli sono frutto di una scrittura collettiva che interpreta il teatro come luogo di incontro e di scambio di esperienze, prima che di performance artistica.

    L’ingresso è a offerta libera e la somma raccolta sarà devoluta a favore dei detenuti partecipanti al progetto .

  • Mezza maratona di Genova: in marcia dal Porto Antico a Boccadasse

    Mezza maratona di Genova: in marcia dal Porto Antico a Boccadasse

    porto-antico-eataly2-DIDomenica 21 aprile 2013 nuovo appuntamento con La Mezza Maratona di Genova, gara podistica organizzata dall’associazione Podistica Peralto e rivolta a professionisti e dilettanti.

    La Mezza Maratona ha un percorso di 21,097 km, con il seguente percorso: Porto Antico, Piazza Caricamento, Via Gramsci, Via delle Fontane, Largo Zecca, Via Cairoli, via Garibaldi, Piazza Fontane Marose,Via XXV Aprile, Piazza De Ferrari,Via XX settembre, Piazza della Vittoria, Corso Buenos Aires, Via Casaregis, Corso Italia, Boccadasse, Corso Marconti, Sopraelevata lato monte, Via di Francia, Lungomare Canepa, Sopraelevata lato mare, Caricamento, Porto Antico.

    La Corri Genova ha un percorso di 11,5 km: dal Porto Antico lungo il centro cittadino fino a Boccadasse e ritorno al punto di partenza.

    La Family Run ha un percorso di 3,5 km: Porto Antico, Piazza Caricamento, Via Gramsci, Via delle Fontane, Largo Zecca, Via Cairoli, via Garibaldi, Piazza Fontane Marose,Via XXV Aprile, Piazza De Ferrari, Via S. Lorenzo, Piazza Caricamento, Porto Antico.

    Iscrizioni aperte sul sito La mezza di Genova. La quota di iscrizione è di 25 € per la Mezza Maratona, 15 € per Corri Genova e 5 € per Family Run (questi ultimi interamente devoluti a Telethon).

  • Web learning, Khan Academy: la scuola online che ha conquistato il mondo

    Web learning, Khan Academy: la scuola online che ha conquistato il mondo

    khan-academyLa vita di Salman Khan sembra lo stereotipo del sogno americano. Nato a New Orleans da genitori immigrati, Salman (per gli amici “Sal”) frequenta le scuole pubbliche e, grazie alle sue doti fuori dal comune, vince una borsa di studio per uno dei college più prestigiosi al mondo: il Massachusetts Institute of Technology. Qui consegue tre lauree di cui una in ingegneria elettrica, una in matematica e una in informatica. Successivamente frequenta la prestigiosa università di Harvard dove consegue un Master in Business Administration che lo porta a trovare un lavoro molto ben retribuito come analista presso un fondo speculativo.

    Per molti questa sarebbe stata la realizzazione di un sogno, ma non per Sal: un giorno avrebbe voluto fondare una scuola dove gli studenti potessero mettere in pratica la propria creatività senza sacrificare il rigore accademico e, soprattutto, dove gli studenti non perdessero ogni possibilità di frequentare le università più prestigiose solo per aver fallito un test all’età di 11 anni così come accade nel sistema scolastico americano. Questo giorno non era molto lontano ed è arrivato molto prima di quanto lui avrebbe mai potuto aspettarsi.

    La svolta arriva inaspettatamente quando sua cugina Nadia, avendo difficoltà in matematica, rischia di non passare l’esame di passaggio alle scuole medie compromettendo irreparabilmente la propria carriera scolastica. Sal, nonostante al tempo vivesse lontano da sua cugina, decide di aiutarla e, per sopperire alla distanza, si avvale di un telefono e di un semplice programma chiamato Yahoo Doodle che permette di disegnare su uno schermo virtuale, come se fosse una lavagna.

    Grazie al suo aiuto Nadia riesce così a passare brillantemente l’esame e, in poco tempo, grazie al passaparola, Sal si ritrova a dare ripetizioni virtuali a quasi tutti i membri della sua numerosa famiglia. A questo punto, vista la difficoltà di gestire un numero così grande di persone, Sal decide nel 2006 di registrare i video delle sue lezioni e pubblicarle su Youtube in modo che i suoi parenti possano accedervi in qualunque momento. All’inizio non è molto convinto di questa soluzione, ma, con grande sorpresa, si rende conto che i suoi cugini cominciano ad apprezzare più la versione “digitale” del proprio cugino di quella in carne e ossa. E ancora più sorprendentemente i suoi video vengono visti e commentati da sempre più persone. Il sogno di Sal sta cominciando a diventare realtà.

    Nel 2008 decide di creare un’organizzazione no-profit e di chiamarla “Khan Academy” e nel 2009 lascia il suo lavoro per dedicarsi al suo progetto. All’inizio il “team” è composto solamente da lui, una tavoletta grafica da 80$ e un software per catturare le immagini dallo schermo. L’inizio non è facile, ma già dopo pochi mesi i suoi video vengono visti da migliaia di persone ogni giorno. Al successo in termini di visite non corrisponde purtroppo un successo dal punto di vista finanziario: Sal può fare affidamento solo sui suoi risparmi che si stanno velocemente erodendo. Dopo pochi mesi riceve il primo assegno di 100000 dollari da un venture capitalist che gli permette di tirare un primo sospiro di sollievo. Da quel momento tutto cambia: due mesi dopo Bill Gates annuncia ad un convegno sulle tecnologie innovative di essere un grande fan di Khan Academy e di utilizzarlo con i suoi figli. A questa dichiarazione fa seguire una ricca donazione di 1,5 milioni di dollari a cui sono seguiti 2 milioni da parte di Google. A questo punto Sal può finalmente fare le cose in grande assumendo i migliori informatici e designer presenti sul mercato. Le visualizzazioni del sito continuano ad aumentare e il canale Youtube raggiunge addirittura 250 milioni di visualizzazioni. Il sogno di Sal si sta avverando.

    Ma cosa rende così diverso Khan Academy rispetto ad ad altri siti analoghi? A prima vista il sito non presenta nessuna peculiarità. Si possono scegliere le lezioni da seguire scegliendo tra più di 4000 video, suddivisi in quattro aree tematiche principali: matematica, scienza ed economia, informatica e scienze umanistiche. Ognuna di queste aree è suddivisa a sua volta in ambiti più specifici. Prendiamo ad esempio la matematica: si possono scegliere lezioni che vanno dall’algebra e alla geometria di base fino ad arrivare al calcolo differenziale.

    La prima peculiarità è che le lezioni non utilizzano la consueta formula dei video didattici dove si vede una persona che spiega davanti a una lavagna. Il viso di Sal non appare in nessun video, si vedono solo apparire sullo sfondo nero le scritte, le immagini e le formule create da Sal con la tavoletta grafica che, come ha dichiarato lui stesso, “saltano fuori da un universo oscuro ed entrano nella propria mente con una voce proveniente dal nulla”. L’effetto che si vuole dare è quello di far sentire chi guarda il video come se stesse lavorando fianco a fianco con Sal.

    Sul sito è possibile inoltre tenere traccia degli argomenti affrontati ed esercitarsi con gli esercizi proposti per verificare i propri progressi, ma la vera innovazione è la possibilità di applicare facilmente questa metodologia didattica nelle scuole: l’insegnante e i suoi alunni possono creare i propri profili e l’insegnante può monitorare i progressi dei propri alunni.

    Le lezioni non avvengono come al solito: compiti e lezioni in classe vengono “ribaltati”. Gli studenti preparano a casa le lezioni seguendo i video, mentre in classe svolgono i test e lavori di gruppo. Gli alunni in questo modo, potendo mettere in pausa o ripetere il video, hanno la possibilità di assimilare i concetti seguendo il proprio ritmo. In classe l’insegnante, grazie all’interfaccia grafica offerta dal sito, può vedere in tempo reale chi è in difficoltà potendo così intervenire subito aiutando chi rimane indietro senza rallentare gli altri studenti. Il modello classico di apprendimento prevede che il tempo dedicato all’apprendimento sia fisso e il livello a cui si sono assimilati i concetti sia variabile e misurabile con un voto. C’è chi padroneggia completamente la materia, chi invece ha una conoscenza appena sufficiente e chi rimane definitivamente indietro. Il metodo di Khan Academy mette in atto una vera e propria rivoluzione: a variare è il tempo impiegato dai singoli studenti per apprendere i concetti, mentre si fissa il livello di padronanza… tutti gli studenti, alla fine del loro percorso assimilano i concetti senza avere carenze su singoli argomenti.

    A chi lo accusa di voler sostituire l’interazione umana con la fredda informatica Sal risponde che è proprio per avere più interazione umana che tutto questo è stato creato. Con questo metodo viene meno la passività che spesso caratterizza le lezioni tradizionali per poter lasciare spazio alla creatività.

    Tutto questo potrebbe sembrare una bella teoria che, per quanto affascinante, rimarrà poco più di uno spot pubblicitario. A volte però i sogni si realizzano: nel distretto di Los Altos vicino a San Francisco più di 20 scuole hanno deciso di sperimentare questo metodo riportando buoni risultati, soprattutto per gli studenti che avevano avuto, fino a quel momento, più difficoltà di apprendimento. Versioni offline del sito sono state utilizzate nelle aree più povere di Asia, Africa e Sud America per consentire ai ragazzi di quelle zone di avere la stessa esperienza educativa di quelli che vivono nella Silicon Valley.

    Che questo sia il futuro dell’educazione? È difficile dirlo, l’unica cosa certa è che, come ha detto Bill Gates riferendosi a Salman Khan, “quasi 160 punti di QI sono stati spostati dalla finanza speculativa all’insegnamento a un numero sterminato di persone. È stato un bel giorno quello in cui sua moglie gli ha fatto lasciare il proprio lavoro”. In un paese che negli ultimi anni ha impiegato i suoi migliori cervelli nella speculazione finanziaria questo è un fatto più unico che raro.

     

    Giorgio Avanzino