Mese: Aprile 2013

  • Profondità di campo: cinema europeo, fotografia e arte contemporanea

    Profondità di campo: cinema europeo, fotografia e arte contemporanea

    cinema-provini-castingUn’associazione culturale nata nel 2007 per sostenere il cinema indipendente, la fotografia e l’arte contemporanea. In questi giorni Profondità di campo è impegnata alla Sala Sivori per il festival Nuovo cinema Europa, che ogni giorno offre proiezioni gratuite delle migliori pellicole europee indipendenti: «I primi due giorni sono andati molto bene: tantissime presenze anche nelle proiezioni delle 16, che di solito è la fascia oraria più penalizzata – ci racconta la presidente Angela FerrariAbbiamo ormai una parte di “fedelissimi” che partecipa a ogni proiezione, ma da un questionario che stiamo distribuendo abbiamo riscontrato anche persone venute per la prima volta. Si tratta di un pubblico variegato, che va dallo studente universitario al pensionato».

    Un festival che vanta la collaborazione di nove istituti europei di cultura, con sede a Genova o in altre città italiane: Academia Belgica, Alliance Française Galliera de Gênes, Ambasciata della Repubblica Slovacca e Istituto Slovacco a Roma, Centro Ceco, Centro Culturale Italo-Austriaco, Forum Austriaco di Cultura, Goethe-Institut Genua. Un appuntamento che pone l’attenzione sulle nuove tendenze del cinema europeo, «in cui sono sempre più visibili due aspetti: da un lato un numero sempre maggiore di co-produzioni fra diversi Paesi, e dall’altro un’evoluzione linguistica che porta film prodotti in un Paese ma con dialoghi in diverse lingue. Lunedì, per esempio, abbiamo trasmesso il film tedesco “Die brucke am ibar”, i cui dialoghi sono interamente in albanese e serbo. Per ogni edizione scegliamo film prodotti negli ultimi due anni, spesso in concorso o premiati in Festival cinematografici, e che non sono ancora stati distribuiti in Italia».

    Fino a venerdì è dunque possibile assistere alle proiezioni del Festival, ma sono altri i progetti in cantiere per l’associazione. Un esempio è la seconda edizione del bando di fotografia Prima Luce, i cui vincitori parteciperanno a una mostra collettiva che si terrà in Sala Dogana dal 28 giugno al 4 luglio (leggi l’intervista ai partecipanti di Prima Luce 2012). L’associazione ha infine tra i suoi obiettivi la promozione dell’arte contemporanea e potrebbe organizzare un evento durante la Giornata del contemporaneo 2013 (che dovrebbe svolgersi a ottobre).

    Marta Traverso

  • Terzo Valico: sabato 20 aprile manifestazione a Novi Ligure

    Terzo Valico: sabato 20 aprile manifestazione a Novi Ligure

    terzo valicoSarà una grande mareggiata che travolgerà ogni ipotesi di costruzione del Terzo Valico insieme a partiti, amministratori pubblici e politici complici di questa follia. Così i promotori dell’iniziativa si aspettano la marcia popolare No Tav da Novi Ligure a Pozzolo Formigaro, in programma Sabato 20 Aprile.
    In attesa di conoscere con quale Governo affrontare seriamente la più ampia tematica delle Grandi Opere e della loro effettiva utilità per il Paese, bisogna registrare che la discussione sulla realizzazione dell’alta velocità/alta capacità – complice il periodo di crisi economica e sociale che stiamo attraversando e grazie alla presenza di alcuni nuovi parlamentari contrari al Tav – è tornata al centro del dibattito.
    Il grande merito va attribuito senza dubbio alla resistenza ventennale del popolo No Tav della Valsusa «Capace di tenere aperto un varco praticando la strada tortuosa della resistenza – si legge sul sito web No Terzo Valico (www.notavterzovalico.info) – e qui in basso Piemonte ed in Liguria la determinazione di centinaia di persone è riuscita a far sì che un nuovo fronte di lotta contro il Tav tornasse ad essere aperto».
    E sabato a Novi Ligure arriveranno anche i valsusini, pronti a ricambiare il favore ai militanti No Terzo Valico presenti in massa alla manifestazione in Val di Susa il 23 marzo scorso.
    «Nessuna mediazione è possibile, l’alta velocità è un’assurdità in Valsusa come in Valle Scrivia, quando le comunità si riscoprono solidali vogliono tornare a decidere del futuro del proprio territorio – continuano gli organizzatori – E questo non contempla mai la distruzione delle montagne (Alpi o Appennino fa poca differenza), delle sorgenti e delle falde acquifere, non accetta che ditte in odore di mafia e ‘ndrangheta possano calare impunemente sul proprio territorio e muoversi con tutta l’arroganza di cui sono portatrici».

    Nel frattempo, in Senato c’è chi si muove in direzione opposta: 3 neo parlamentari Pd – Stefano Esposito, Daniele Borioli e Federico Fornaro – hanno presentato un’interpellanza sul Terzo Valico. «Questo blando documento, che non fa alcun accenno agli espropri in corso, alle frenetiche attività genovesi per partire al più presto, richiama continuamente come esempio da seguire la linea devastatrice della Val di Susa scrive Antonello Brunetti sulla piattaforma web dei No Terzo Valico – dove “si armonizza il processo di progettazione e realizzazione della nuova linea ferroviaria AC Torino-Lione con le esigenze di tutela e valorizzazione dell’ecosistema e delle comunità locali “».
    Secondo i firmatari dell’interpellanza, occorre puntare «all’attuazione di un analogo strumento di concertazione che accompagni il processo di completamento della progettazione e di realizzazione della linea ferroviaria AV/AC Genova-Milano, tratta denominata “Terzo Valico”, che presenta caratteristiche dimensionali, finanziarie e di complessità ambientale del tutto simili alla linea ferroviaria AC Torino-Lione». Il documento prosegue «Senza che mai appaiano parole come espropri, amianto, traffico, cave, spreco di miliardi, priorità, inutilità dell’opera, alternative, ecc.», sottolineano i No Terzo Valico.

    Per quanto riguarda Genova, proseguono febbrili i tentativi di iniziare i lavori ma, nella realtà dei fatti, finora è stato affidato un solo intervento, quello da 32 milioni di euro all’Ati (associazione temporanea di imprese) fra Cipa e Pamoter che riguarda la galleria di Borzoli. Nei prossimi mesi dovranno essere affidati anche 30 milioni di lavori in Val Polcevera ed altri 40 per l’imbocco della galleria di Campasso, ha spiegato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, il 9 aprile scorso, in occasione della riunione tenutasi tra rappresentanti regionali, comunali, Cociv (general contractor del Terzo Valico) ed Ance (associazione dei costruttori edili), per fare il punto della situazione, soprattutto sulle prospettive occupazionali per il territorio.
    «Entro fine anno saranno impegnati nei lavori del Terzo Valico circa 200 lavoratori, per arrivare a 300 entro giugno 2014», questi i numeri emersi, che hanno lasciato perplesso il segretario di Fillea-Cgil, Silvano Chiantia «Sono 200 lavoratori in tutto ma non sappiamo quanti saranno quelli locali. Burlando ha spinto il Cociv a prendersi direttamente una parte di lavoratori per la quota di opere che non deve appaltare (il 40% del lotto genovese). Non siamo soddisfatti, oggi ci aspettavamo risposte perché la gente ormai è esasperata, nel settore edile in tre anni abbiamo perso circa 7000 posti di lavoro».

     

    Matteo Quadrone

  • Inps ed Equitalia: gli interessi sul mancato versamento dei contributi

    Inps ed Equitalia: gli interessi sul mancato versamento dei contributi

    InpsLa settimana scorsa abbiamo parlato della composizione strutturale di Equitalia, società per azioni composta da Agenzia delle Entrate ed INPS. Per dovere di completezza, oggi sento il dovere di specificare alcune cose sull’INPS, dapprima con con un paio di osservazioni criticamente oggettive e successivamente con un breve cenno storico dell’istituto.

    Prima del breve excursus storico, focalizziamo la nostra attenzione su due punti:

    – Il versamento dei contributi, quando è dovuto, è obbligatorio; se non si pagano, l’INPS procede al recupero delle somme dovute. Come? Attraverso Equitalia, ovviamente!
    E quando pagate la vostra o le vostre belle cartelle esattoriali, pagate degli interessi e delle somme che vanno nelle casse di Equitalia, in quanto l’ente impositore “recupera” solo i suoi soldi (con gli interessi o con l’applicazione di sanzioni ove previste).
    Peccato solo che l’INPS detenga il 49% di Equitalia e quindi… guadagna due volte sulle vostre tasche.

    – Il versamento dei contributi previdenziali è una delle voci che presenta maggiori difficoltà per il contribuente, per una serie di motivi sui quali in questa sede non mi dilungo; però va detto che, proprio per codesto motivo, risulta anche difficile, sempre per il contribuente medio, poter opporre difese o eccezioni di fronte alla richiesta di pagamenti di questo tipo.

    La morale della favola: se l’INPS è il “nostro” ente previdenziale e se l’Italia è il nostro paese, qualcuno mi deve spiegare come fa il cittadino medio a riconoscersi in una nazione che per prima gli tende dei tranelli facendolo pagare più del dovuto.
    Nel vero senso del termine.

    LA STORIA DELLA PREVIDENZA SOCIALE IN ITALIA

    L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) è il principale ente previdenziale italiano, presso cui debbono essere obbligatoriamente assicurati tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati e la maggior parte dei lavoratori autonomi, che non abbiano una propria cassa previdenziale autonoma.
    L’INPS è sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
    Il Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, ha disposto la soppressione di ben due istituti previdenziali, ovvero dell’INPDAP e dell’ENPALS trasferendo all’INPS le relative funzioni.

    Nel nostro paese, il sistema della previdenza sociale venne istituito nel 1898 con la costituzione della Cassa nazionale di Previdenza la quale era competente in materia di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai. Si trattava di una assicurazione volontaria, finanziata dai contributi pagati dai dipendenti, ed integrata dall’intervento statale e da versamenti volontari dei datori di lavoro.

    L’assicurazione per l’invalidità e la vecchiaia divenne obbligatoria nel 1919 con l’istituzione della Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali (CNAS). Nel 1933 la Cassa assunse la denominazione di Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale, costituito in ente di diritto pubblico dotato di personalità giuridica e a gestione autonoma.

    Successivi interventi del legislatore ampliarono in modo significativo i compiti dell’Istituto, cui già nel 1939 fu attribuita la gestione dei primi interventi a sostegno del reddito (assicurazione contro la disoccupazione, assegni familiari, integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto).
    Nel 1943 assunse la denominazione attuale senza l’aggettivo “Fascista”.
    Nel 1968 nasce la Pensione Sociale e la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS)
    Nel 1980 fu affidato all’INPS anche il compito, in precedenza assolto dall’ex INAM, di riscuotere i contributi di malattia e corrispondere ai lavoratori dipendenti la relativa indennità.
    Nel 1989 entra in vigore la Legge 9 marzo 1989, n. 88 di ristrutturazione dell’INPS che introduce i criteri di economicità e di imprenditorialità e separa finanziariamente, l’assistenza dalla previdenza.
    Dagli anni ’90 una serie di istituti previdenziali di categoria, dei dirigenti e di alcuni ordini professionali, sono confluiti nell’INPS, con accollo su quest’ultimo dei relativi debiti e risparmi sui costi amministrativi, derivanti da una gestione pensionistica in capo ad un unico ente.

    Nelle regioni italiane che beneficiano di un regime di bilinguismo, la denominazione INPS è stata resa: in Valle d’Aosta, bilingue italiano/francese, Institut national de la prévoyance sociale (INPS); nella provincia autonoma di Bolzano, bilingue italiano/tedesco, Nationalinstitut für Soziale Fürsorge (NISF).

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Diventare clown: un workshop a Genova durante l’estate

    Diventare clown: un workshop a Genova durante l’estate

    clownDal 28 giugno al 1 luglio 2013 si svolge presso l’Ostello SuGenova il workshop Cuore di clown, un evento di quattro giorni condotto da Peter Ercolano (storico partner di Jango Edwards, uno dei più noti clown al mondo) e che si svolge per la prima volta in Nord Italia.

    Un’occasione per imparare l’arte del clown: non solo tecnica, gioco, improvvisazione, ma soprattutto la scoperta di un nuovo modo di essere, uno stile di vita che nasce dalla profonda comprensione di sé, della propria emotività ma anche “dell’altro”, per dare e ricevere positività attraverso l’arte del sorriso e la pratica della fiducia.

    La funzione della comicità può essere applicata a tutte le situazioni di vita quotidiana e a tutti i settori sociali e lavorativi, per superare le situazioni di conflitto e di sofferenza che si presentano ripetutamente nella vita di tutti i giorni.

    Il corso è aperto a partecipanti dai 15 anni in su ed è curato dalla Cooperativa Solidarietà e Lavoro. Sarà strutturato su due livelli (il secondo aperto a chi ha frequentato il primo) con i seguenti orari: venerdì 28 giugno 15-20 con cena; sabato 29 giugno 8:30-13:30 con pocket lunch e cena libera; domenica 30 giugno 8:30-13:30 con pocket lunch e cena in locanda; lunedì 1 luglio 8:30-13:30 con pocket lunch.

    Programma del corso
    Primo livello (20 ore) – esercizi vari che mirano a creare un ambiente di gioco e un’atmosfera di fiducia reciproca nel gruppo, recuperare la capacità e la spontaneità del giocare, liberarsi completamente dai condizionamenti e dalle regole di comportamento codificate, recuperare e sviluppare la capacità d’immaginazione e di creatività.

    Secondo livello (16 ore) – si approfondiranno i vari aspetti della comicità e la sua applicazione nell’ambito spettacolare e si attueranno animazioni a sorpresa e interventi in strada o all’interno di luoghi di grande afflusso di persone, si terrà a Genova in un secondo momento.

    Per chi è fuori Genova sarà possibile soggiornare in ostello. Per informazioni sui costi e iscrizioni contattare Silvia Mastrangelo al numero 347 0382118 o alla mail silviamastrangelo@tiscali.it.

  • Amt, Consiglio Comunale: il sindaco congela il piano industriale

    Amt, Consiglio Comunale: il sindaco congela il piano industriale

    autobus-amt-5«Ritirate il piano industriale»! Questo il grido che ha accompagnato ieri l’intera seduta del Consiglio Comunale. A pronunciarlo sono stati i lavoratori dell’AMT presenti in aula, infuriati e preoccupati per la previsione di 430 esuberi all’interno dell’azienda.

    La contestazione, a volte molto accesa, ha costretto in più occasioni il presidente Guerello ad interrompere la riunione e per placare gli animi è servito un intervento diretto del sindaco che ha parlato a lungo con i lavoratori presenti nella tribuna del pubblico.

     

    Al termine di una giornata di incontri e trattative è giunta la comunicazione, firmata da Marco Doria in persona, che sanciva la momentanea interruzione del piano aziendale «finalizzata all’avvio immediato di una trattativa che consenta il raggiungimento di un’intesa con le organizzazioni sindacali». Tutto rinviato, dunque, ma solo fino a fine aprile, data entro la quale il documento richiede che venga trovata una soluzione condivisa.

    doria-folla-protesta-consiglio-comunaleIl rifiuto del piano industriale  è stato netto fin dal principio da parte dei dipendenti, che non accettano alcun intervento a riduzione del personale. «Ma quali esuberi che non ci danno un congedo nemmeno per miracolo» afferma a gran voce qualche lavoratore dagli spalti dell’aula rossa di Palazzo Tursi. I conti dell’azienda però dipingono una situazione davvero preoccupante, con il rischio per nulla remoto di portare AMT al fallimento entro giugno. In questi mesi il nodo del trasporto pubblico locale è stato costantemente al centro del dibattito politico, senza però mai giungere ad una decisione definitiva e risolutiva del problema.

     

    Il piano industriale AMT, presentato lunedì alla commissione consiliare territorio, in realtà, non avrebbe dovuto essere oggetto di dibattito del Consiglio, ma è stato inevitabilmente richiamato dal primo punto all’ordine del giorno della seduta, che riguardava l’aumento del prezzo dei biglietti e degli abbonamenti. Una manovra inizialmente legata al mantenimento della tariffazione integrata bus-treno, ma che, vista la delicatissima situazione finanziaria dell’azienda, è ormai ritenuta fondamentale per la sua stessa  sopravvivenza.

    Gli aumenti previsti riguarderanno, per esempio, il biglietto singolo che passerà da 1,50 a 1,60 euro, l’abbonamento mensile che salirà da 43 a 46 euro e quello annuale da 360 a 395 euro. In questo modo l’azienda ha previsto di aumentare di circa due milioni di euro le proprie entrate (da 71 a 73 milioni) trasformando però al tempo stesso il trasporto pubblico genovese nel  più caro d’Italia.

    Nonostante si riconoscano le oggettive difficoltà dell’AMT, che per mantenere il servizio integrato ha dovuto anche pagare 6,5 milioni di euro (più un milione messo a disposizione dalla Regione) a Trenitalia, molti partiti hanno espresso la propria contrarietà agli aumenti . Il consigliere Enrico Musso ha criticato questa scelta affermando che non esiste alcun collegamento tra il mantenimento del biglietto integrato e l’incremento delle tariffe: «Si tratta di un aumento dei ricavi indifferenziati che si applica a perdite indifferenziate». Per questa ragione il capogruppo della Lista Musso ha proposto di affiancare al biglietto treno – bus anche un biglietto di costo inferiore per chi utilizza solo l’autobus.

    A questa proposta se ne sono affiancate molte altre, come la richiesta, comune a molti i partiti, di non aumentare il costo degli abbonamenti e persino la riduzione dell’abbonamento per i giovani da 255 a 199 euro, avanzata dal M5S, per fidelizzare la fascia giovanile della popolazione all’uso dei mezzi di trasporto pubblici. Proposte respinte dall’Amministrazione, per bocca dell’assessore alla Mobilità e Traffico Anna Maria Dagnino, poiché ogni modifica avrebbe portato a conseguenze poco prevedibili sulle stime dei ricavi aziendali calcolati per il 2013.

    Ma  chi ha controllato fino ad oggi la correttezza della gestione di AMT? È stato fatto tutto il possibile per il suo rilancio? Questi sono alcuni dei quesiti che ha rivolto il consigliere dell’Idv Anzalone all’aula, proponendo di istituire una commissione speciale che effettuasse degli approfondimenti su questi aspetti. A sostenerlo in questa richiesta di chiarezza anche il M5S, che ha chiesto la presentazione dei libri mastri dell’azienda per poterne analizzare i contenuti e individuare eventuali sprechi. Il consigliere Anzalone ha affondato ulteriormente il colpo mettendo in evidenza l’incongruenza di una manovra che da un lato prevede licenziamenti e aumenti tariffari, mentre dall’altro stabilisce il pagamento di 3 milioni di euro di straordinari.

    La delibera è stata infine approvata, ma con numeri che evidenziano uno scarso sostegno al provvedimento da parte dell’aula. Solo 15 voti a favore (Pdl e Lista Doria), 8 contrari (Pdl, Listo Musso, Fds, Sel) e9 astenuti (M5S, Udc, Gruppo Misto). Particolarmente evidente è l’ennesima spaccatura all’interno della maggioranza con il voto contrario dei due alleati più “radicali” (Sel e Fds).

     

    Federico Viotti

  • Moda etica ed equo solidale: Marina Spadafora a Genova

    Moda etica ed equo solidale: Marina Spadafora a Genova

    ctm_00237_bassa defMercoledì 17 aprile 2013 (ore 17.30) Marina Spadafora – stilista e direttore creativo del marchio di abbigliamento di Altromercato – è all’auditorium del Galata Museo del Mare per un incontro pubblico sul tema Moda etica, creatività e impegno sociale.

    Nel corso del pomeriggio vengono presentati i capi della collezione primavera/estate 2013 di Auteurs du Monde, a cura dell’attrice Emanuela Rolla e le sue allieve. L’incontro è un’occasione per conoscere i tessuti realizzati grazie all’abilità di centinaia di artigiani, soprattutto donne, che vivono in Asia, America Latina e Africa. Tutti gli abiti sono prodotti con fibre green-oriented: la stilista racconterà come nasce un abito fair trade, in un viaggio tra valori e volti del commercio equo, in cui abiti, immagini e parole raccontano di etica, giustizia sociale e diritti.

    Marina Spadafora negli anni ’90 è stata tra le designer più sperimentali delle passerelle milanesi. Docente di fashion design al Naba, la Nuova accademia di Belle Arti a Milano, e direttore creativo del marchio di Altromercato Auteurs du Monde, una linea di moda sostenibile e raffinata che è espressione dell’abilità di centinaia di artigiani, donne per la maggior parte, che vivono e lavorano in Asia, America Latina e Africa. Designer della collezione pret à porter, lavora con materiali biologici e certificati Fairtrade e definisce antropologica la sua collezione: “ogni capo ha una sua storia e identità, ed è rifinito a mano da artigiani provenienti dal sud del mondo”.

    A seguire, aperitivo di inaugurazione del nuovo punto vendita Bottega Solidale a Palazzo Millo, Porto Antico.

  • Corso oss a Genova: aperto il bando per operatori socio sanitari

    Corso oss a Genova: aperto il bando per operatori socio sanitari

    ospedaliSono aperte nella Provincia di Genova le iscrizioni per il corso Oss (Operatore Socio Sanitario, rivolto a disoccupati, inoccupati e inattivi, lavoratori con contratti atipici, a tempo parziale, a tempo determinato e stagionali che abbiano compiuto 17 anni alla data di iscrizione.

    Il corso durerà 1.200 ore divise in: 400 di teoria, 50 di attività complementare, 550 di tirocinio, 200 di moduli di formazione teorico-pratica integrativa. È prevista una riduzione di ore per chi è già in possesso di qualifiche minori.

    La partecipazione ai corsi è gratuita. Per accedere è necessario fare domanda entro mercoledì 24 aprile 2013 in uno solo dei tre enti formativi della Provincia, ai seguenti recapiti:
    – Isforcoop / Ial Liguria: via Peschiera 9 – tel. 010 8373022 – mail info@isforcoop-ge.it;
    – Sogea / Iscot Liguria / Endofap Liguria: via Ravasco 10 – tel 010 5767831 – mail sogea@sogeanet.it;
    – Villaggio del Ragazzo: corso IV Novembre 115, San Salvatore di Cogorno – tel 0185 375230 – villaggio@villaggio.org.

    La data entro quale presentare domanda di partecipazione è il 24 aprile 2013.

  • Pegli, Villa Pallavicini: restauro completo del parco entro il 2014

    Pegli, Villa Pallavicini: restauro completo del parco entro il 2014

    villa-pallavicini-pegli-d6IL PRECEDENTE

    Maggio 2010: il Parco di Villa Pallavicini è tra i dieci finalisti del concorso “Il parco più bello”, patrocinato annualmente da vari enti pubblici fra cui il Ministero per i Beni Culturali.

    Dicembre 2011: la Giunta del Comune di Genova dà il via libera alla gestione privata dei parchi del Ponente, fra cui Villa Pallavicini. In seduta vengono pubblicate le linee guida, che porteranno a bandi di gara indetti entro febbraio 2012: un primo passo che intende portare alla concessione ai privati di tutti i parchi della città. In particolare, per Villa Pallavicini sarà fornito un contributo economico di 100.000 € nei primi tre anni, per sostenere l’avvio dei progetti. La concessione avrà durata di 5 anni, rinnovabile per altri 5.

    Aprile 2012: il centro culturale La Maona organizza un incontro pubblico con la Sindaco uscente Marta Vincenzi e il presidente del Municipio Ponente Mauro Avvenente. Tema dell’evento è la costituzione di un comitato promotore per il giardino botanico, allo scopo di riqualificare e dare prestigio internazionale a quello che è uno dei fiori all’occhiello del parco, tuttavia inutilizzato. Il comitato potrebbe anche sostenere la riqualificazione di spazi analoghi in città, fra cui l’orto botanico dell’Albergo dei Poveri.

    Maggio 2012: il Comune di Genova – Direzione Città Sicura aderisce al progetto Peripheria, un’iniziativa europea che ha l’obiettivo di promuovere una migliore vivibilità e accessibilità degli spazi pubblici all’aperto attraverso le nuove tecnologie. Si tratta di un progetto legato a Smart City, che vede come “aree-pilota” Villa Pallavicini e il Forte Santa Tecla.

    Agosto 2012: Era Superba visita il Parco di Villa Pallavicini per fare il punto sui lavori di restauro e manutenzione dello spazio. Le problematiche in campo sono diverse, dal presidio contro atti di vandalismo a una maggiore cura degli spazi verdi.

    Dicembre 2012: in Consiglio Comunale si discute circa i compiti della Consulta del Verde – un organismo che si occupi di tutti i problemi legati alla cura dei parchi, delle aiuole e degli alberi – e di una figura specifica denominata Curatore dei parchi, i cui incarichi vertano sulla ricerca di fondi e contributi per il rilancio e la manutenzione delle aree verdi. Queste due istituzioni sono nate nell’ultimo periodo della Giunta Vincenzi, come parte di un più ampio progetto chiamato Piano del Verde.

    IL PRESENTE

    Qual è il futuro di Villa Pallavicini? Ne parliamo con Silvana Ghigino, l’architetto che sta seguendo i lavori di riqualificazione su incarico del Comune di Genova (proprietario della Villa) attraverso Aster.

    Il progetto di restauro – il cui titolo preciso è “Revisione e integrazione del progetto di manutenzione straordinaria e di recupero ambientale del parco Pallavicini a Pegli” – è stato affidato allo studio Ghigino grazie a un’estensione dei finanziamenti “residui” delle opere Colombiane del 1992. «Il progetto è diviso in tre lotti: il primo interessa il restauro del Tempio di Flora, della Serra e dei giardini relativi; il secondo interessa il restauro del Castello e del mausoleo del Capitano; il terzo è relativo al parco nel suo insieme, ovvero l’assetto compositivo- scenografico, le aree vegetate (sottobosco, fascia arbustiva e fascia arborea), i percorsi, muri di contenimento e sostegno, sistema di regimentazione delle acque piovane, impianto idrico e impianto elettrico, videosorveglianza. I lavori dovrebbero essere realizzati entro i primi mesi del 2014, con un finanziamento di 3.594.500 € suddivisi nei tre lotti di cui sopra».

    I tempi sono lunghi, così come sono complesse le attività di riqualificazione. A questo punto sorge spontanea una domanda: sarà possibile mantenere aperto al pubblico il Parco? «Il parco è stato mantenuto aperto durante l’esecuzione dei primi due lotti e si intende mantenerlo parzialmente aperto anche durante l’esecuzione dell’ultimo, nonostante si prevedano interventi sulla vegetazione e sui percorsi diffusi in tutto il parco. Durante l’esecuzione dei lavori dei primi due lotti sono state organizzate anche alcune visite guidate ai cantieri in corso: la stessa possibilità sarà concessa durante gli interventi sulla vegetazione la cui dimostrazione, si ritiene, possa facilitare la comprensione di alcune scelte progettuali e la diffusione di una consapevolezza maggiore circa il significato della conservazione di un sistema antropico quale è questo parco storico».

    Infine, una volta terminati i lavori, quali interventi di pulizia e manutenzione saranno necessari per presevare il parco e la villa nel lungo periodo? «Il progetto è corredato, come da richieste di legge, da un piano che individua azioni e tempistiche della manutenzione futura. Questo strumento sarà essenziale per il futuro gestore del parco. Io sono convinta che viste le valenze artistiche, la complessità scenografica e compositiva e le particolari caratteristiche della vegetazione, sia necessario affidare la gestione ad una struttura mirata, articolata dal punto di vista delle competenze e guidata da un esperto. Non nascondo di aver presentato al Comune un progetto di gestione che prevede la costituzione di una Fondazione che potrà nel tempo conservare e valorizzare il bene, occuparsi della sua divulgazione sul territorio nazionale ed europeo e quindi del suo sviluppo turistico. Questo parco rappresenta uno degli episodi di giardino romantico più significativo d’Europa: la sua gestione deve essere fruttuosa anche dal punto di vista economico affinché si generino nel tempo gli introiti necessari a completare i restauri delle architetture e la conservazione di quelli che si stanno eseguendo».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Checco Zalone: provini a Genova per il prossimo film

    Checco Zalone: provini a Genova per il prossimo film

    checco-zaloneSi svolgono tra Genova e Santa Margherita Ligure tre giorni di provini per il nuovo film di Checco Zalone, che si intitolerà Sole a catinelle.

    I casting si svolgono giovedì 18 aprile a Villa Durazzo (Santa Margherita Ligure, ore 9-18) e venerdì 19 / sabato 20 aprile a Villa Bombrini (Cornigliano, ore 9-18 il venerdì e 9-15 il sabato).

    Non ci sono requisiti per la selezione, a parte l’essere residenti in zona.

    Sole a catinelle è prodotto dalla TaoDue – che ha finanziato anche i precedenti film di Zalone – mentre i casting genovesi sono a cura della Genova Liguria Film Commission.

    Info 338 7209668.

  • Rete Natura 2000, Liguria: individuati oltre 100 siti naturali da tutelare

    Rete Natura 2000, Liguria: individuati oltre 100 siti naturali da tutelare

    BoccadasseRete Natura 2000 è programma supportato dall’Unione Europea e che coinvolge Regioni e Province, volto alla tutela della biodiversità e alla salvaguardia di aree naturali e di habitat di interesse comunitario a rischio di estinzione. Le aree designate a far parte del progetto sono individuate come SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale): scopo del progetto è che entrambe entrino a far parte di un sistema di tutela su scala europea, in cui norme nazionali e regionali recepiscono le direttive europee e collaborano insieme per proteggere i siti della Rete.

    Per quanto riguarda la nostra penisola, un vasto numero di siti è stato individuato in tutta Italia. La Liguria, da parte sua, svolge un ruolo molto importante in questa iniziativa, contribuendo alla Rete con varie aree di interesse, sia terrestri che marine. Vediamo di cosa si tratta.

    RETE NATURA 2000

    Come suggerisce il nome stesso del programma, si opera attraverso la creazione di una “Rete” formata al suo interno da “nodi”, ovvero porzioni di territorio che comprendono un habitat e una specie a rischio di estinzione. I nodi vengono collegati l’uno all’altro, in modo da creare coesione ed evitare l’isolamento, fonte principale dell’estinzione e minaccia alla biodiversità. Queste aree sono denominate SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale): le prime, una volta indicate da Regione e Provincia, sono sottoposte alla verifica da parte di una Commissione Europa, che ne vaglia le caratteristiche e ne decide la trasformazione in ZSC (Zone Speciali di Conservazione); le seconde, istituite per la protezione specifica di uccelli e volatili in genere, una volta scelte dalla Giunta regionale entrano direttamente nella Rete Natura 2000, senza bisogno di preventiva approvazione.

    Il tutto, naturalmente, si svolge a livello europeo ed è normato attraverso due direttive della Commissione Europea, “Habitat” 43/1992/CEE e “Uccelli” 2009/147/CEE, volte a proteggere la biodiversità sul territorio europeo, non solo attraverso la protezione e il mantenimento delle singole specie ma anche – questo l’elemento innovativo introdotto dalla direttiva Habitat – degli ambienti nei quali le stesse specie vivono.

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    Come agisce concretamente la Rete Natura 2000? Essa ha per prima cosa suddiviso il territorio europeo in 9 regioni biogeografiche (boreale, atlantica, continentale, alpina, mediterranea, macaronesica, steppica, pannonica e del Mar Nero): ambienti uniformi per condizioni ecologiche, questi habitat permettono a una data specie di svilupparsi e ampliarsi. Alcuni di loro, presentando un particolare grado di vulnerabilità, sono definiti “prioritari” e nei loro confronti l’Europa si deve assumere una particolare responsabilità, dedicando alla loro conservazione un’attenzione specifica, attuando progetti di riqualifica, sensibilizzando la cittadinanza verso la minaccia di estinzione e danneggiamento del patrimonio ambientale. Delle 9 regioni, sono 3 quelle che interessano il territorio italiano, ovvero quella mediterranea, quella continentale e quella alpina.

    GENOVA E LA LIGURIA

    La nostra regione, grazie alla sua favorevole posizione geografica tra le Alpi, gli Appennini e il mare, sembra essere particolarmente feconda di specie e habitat da tutelare, spesso sottovalutati e tornati sotto i riflettori grazie a Rete Natura 2000. Proprio in Liguria è stato individuato un alto numero di habitat e specie: la Regione ha individuato sul proprio territorio, grazie al supporto di esperti dell’Università di Genova e di Milano, ben 125 (99 terrestri e 26 marini) SIC, il 41% dei quali “prioritari”. Le ZPS sono, invece, notevolmente inferiori: 7 finora quelle segnalate. Il risultato: circa 140.000 ettari di rete terrestre, cui vanno aggiunti i circa 7.000 ettari dei 26 siti marini, per un totale di 147.000 ettari.

    Anche per quanto riguarda le specie, la Liguria emerge per la particolare ricchezza: 46 sono le specie (dal lupo, ritornato già da alcuni anni a popolare l’entroterra della nostra regione, alla campanula di Savona, esclusiva del Levante, da Bergeggi al confine francese) segnalate nel merito della Direttiva Habitat e 88 le specie ornitiche della Direttiva Uccelli (aquila reale, gufo reale, biancone, picchio nero, fagiano di monte e gracchio corallino), senza contare le oltre 100 specie endemiche, forme di vita animale o vegetale che si ritrovano esclusivamente o in buona parte in Liguria. Per quanto riguarda il territorio di Genova, ad esempio, i fondali delle aree comprese tra Boccadasse, Sturla, Quarto dei Mille, Quinto e Nervi sono stati indicati come SIC in quanto in queste aree si riscontra la presenza di un particolare habitat popolato da praterie di posidonia oceanica e formazioni coralline. Altri fondali interessati dalla Rete, quelli di Sori, Rapallo, Moneglia, Sestri Levante. Non solo SIC marini, ma soprattutto terrestri: siti individuati anche sul Monte Gazzo, Monte Fasce, Torre Quezzi, Parco dell’Aveto, e molti altri.

    Nervi-passeggiata-mare-levante-D3La Regione Liguria ha avviato diverse iniziative per la promozione di Rete Natura 2000 e la diffusione di una maggiore consapevolezza e sensibilità circa i valori naturalistici e ambientali. Tra le altre, la costituzione dell’Osservatorio regionale per la Biodiversità, che si occupa della raccolta e dell’archiviazione dei dati su habitat e specie all’interno dei siti Natura 2000, e l’iniziativa dell’associazione Praugrande (nell’area omonima del Ponente Ligure, tra i comuni di Pompeiana, Pietrabruna, Castellaro), che ha istituito il corso “Conoscere la Rete Natura 2000”, con la possibilità di escursioni in loco presso i SIC della zona, allo scopo di accrescere conoscenze e sensibilizzare i cittadini e le istituzioni. Inoltre, anche molti progetti in corso, con un crescendo di finanziamenti: dai 100 mila euro regionali del 2003-2004, al 2005, con stanziamenti pari a 200 mila euro per la prevenzione e la tutela dei valori naturalistici e per il finanziamento dei 6 progetti di Parco del Beigua, Provincia di Imperia, Comunità Montana Val Petronio, Comunità Montana della Riviera Spezzina, Parco Montemarcello Magra, Provincia di Savona. Nel 2007, invece, stanziamenti regionali pari a 300 mila euro, mentre ancora da ultimo nel 2008 la Regione ha stanziato 450 mila euro per finanziare 8 diversi interventi di riqualificazione ambientale in siti degradati. Tra i progetti avviati, ad esempio a Genova quello per la valorizzazione della valle del rio Sorba.

    Così, dai responsabili di Rete Natura 2000 della Provincia di Genova: «Rete Natura 2000 è un maxi-contenitore, che rientra all’interno di una Rete Ecologica europea e che proprio dall’Europa recepisce le direttive da attuare sui siti prescelti sul territorio ligure. Qui, sono state individuate emergenze specifiche che, all’interno del la Rete Ecologica Regionale (un sistema di aree su cui effettuare azioni di conservazione, promozione e valorizzazione, con riscontri socio-economici a livello locale, n.d.r.), vengono affrontate e risolte in modo diverso a seconda del caso specifico. Regione e Provincia si avvalgono dell’aiuto di Arpal per il monitoraggio dei siti e l’esecuzione della valutazione di incidenza, per scongiurare eventuali ricadute negative nei siti a rischio, in conseguenza all’attuazione dei progetti proposti».

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi e Andrea Vagni]

  • Giardini Luzzati: una settimana di festa per il primo compleanno

    Giardini Luzzati: una settimana di festa per il primo compleanno

    giardini luzzati 1Martedì 16 aprile 2013 inizia una settimana di festa per il primo compleanno dei Giardini Luzzati, lo spazio del centro storico riportato in vita grazie all’impegno dell’associazione Il Ce.Sto.

    Programma

    Martedì 16 aprile
    ore 19: aperitivo e incontro con i volontari dell’associazione che sono stati al World Social Forum 2013 a Tunisi

    Mercoledì 17 aprile
    ore 20: cena popolare di autofinanziamento (info e prenotazioni SMS al 328 1898249 o mail ad associazione@assilcesto.it)
    ore 21: Mongy Dj-Set

    Giovedì 18 aprile
    ore 20: cena di pesce (info e prenotazioni SMS al 345 6203952 o mail ad associazione@assilcesto.it)

    Venerdì 19 aprile
    ore 21: concerto live Parto delle Nuvole Pesanti

    Sabato 20 aprile
    ore 15: Giardini in fiera, mercatino dell’artigianato e animazioni per bambini con gonfiabili, spettacolo acrobatico e laboratorio di giochi per terra. 25 artigiani provenienti da tutte le parti della Liguria e dal basso Piemonte proporranno articoli di ogni tipo, rigorosamente handmade.
    ore 21: Lopex Experience, concerto
    ore 22: SenzaDread, concerto

    Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

  • Valbisagno, Prato e Struppa: orti urbani e recupero aree verdi

    Valbisagno, Prato e Struppa: orti urbani e recupero aree verdi

    valbisagno-verdeMolassana è un quartiere in movimento verso un futuro più roseo: lo dimostrano in primis le tante proposte del Progetto Integrato per Molassana, ora in via di realizzazione, che fanno ben sperare anche per le sorti dell’ex area Boero: il tutto, nell’ottica della riqualifica generale di un quartiere che aspira a trasformarsi in punto di snodo viario e commerciale, e in centro di aggregazione cittadino.

    Proprio in questa stessa direzione si inseriscono le due recenti iniziative dell’amministrazione della Media Valbisagno: si tratta del recupero delle aree verdi nelle zone di Prato e Struppa, situate rispettivamente in Via Prato Verde, all’altezza dell’asilo Coccinella di Via Benedetto da Porto, e nei pressi della residenza “Villa Invrea”, all’altezza del capolinea dei bus delle linee 13 e 14. Nel primo caso l’assegnazione di 14 lotti a privati, da adibire a orti urbani, e nel secondo l’inaugurazione di un giardino condominiale, da oltre un anno chiuso e ora restituito alla cittadinanza.

    PRATO E STRUPPA: I PROGETTI NEL DETTAGLIO

    Nel caso di Prato, è stato indetto dal Municipio IV Media Valbisagno un bando per l’assegnazione di 14 lotti di terra ad uso ortivo in Via Prato Verde (situati proprio in fondo alla Via, nei pressi dell’asilo Coccinella), in locazione per quattro anni. Si tratta di appezzamenti di terreno pianeggiante siti nei pressi di alcuni condomini collocati alla fine della strada: in base agli oneri di urbanizzazione conseguenti alla costruzione dei caseggiati, era stato predisposto dall’amministrazione che questi terreni fossero adibiti a coltivazione. Di dimensioni comprese tra i 180 e i 300 metri quadri, per la loro gestione è stato richiesto –come si legge nel bando- un canone annuale di locazione corrispondente a 63,69 euro per i terreni più piccoli, fino a 103,73 euro per i terreni di dimensioni più importanti.

    orto-urbanoL’iniziativa, che risale al gennaio 2013, ha riscosso grande successo nel quartiere, superando le aspettative degli stessi amministratori municipali: alla scadenza del bando, nel febbraio scorso, le richieste avanzate dai cittadini ammontavano a ben 71, quasi sette volte di più dell’effettiva disponibilità territoriale.

    Lo scorso 15 marzo, a poco più di un mese dalla chiusura del bando, è stata resa pubblica la graduatoria stilata dal Municipio e a breve gli appezzamenti verranno ufficialmente assegnati. Tra i criteri utilizzati per la valutazione dei candidati, l’essere residenti nei territori della Media Valbisagno, l’essere pensionati o non svolgere attività lavorative retribuite e avere più di 50 anni d’età sono stati preferenziali in sede decisionale. Inoltre, favoriti anche i portatori di handicap o i conviventi con persone disabili. Il tutto, nel rispetto del “Regolamento comunale per l’assegnazione e la gestione degli orti urbani” e delle relative norme di attuazione, in base ai quali gli assegnatari sono tenuti a non installare alcuna struttura senza autorizzazione da parte della competente Area Tecnica del Municipio e non utilizzare la superficie assegnata per scopi diversi dall’attività agricola (ovvero, non a fini commerciali). Inoltre, importante anche il divieto di non scaricare materiali inquinanti, nel rispetto delle norme ambientali e delle norme di pulizia e manutenzione della porzione di terreno e del vano attrezzi, posto all’interno dell’edificio comune.

    Altro importante obiettivo raggiunto per il quartiere, l’apertura –dopo un anno dalla chiusura definitiva- del giardinetto condominiale di Via Struppa, all’altezza della residenza “Villa Invrea” e del capolinea dei bus 13 e 14: da tempo i giardinetti di quartiere restavano chiusi per problemi di gestione e di attribuzione tra pubblico e privato. Di proprietà condominiale, il giardino –in base agli oneri di urbanizzazione- doveva essere aperto alla cittadinanza, ad uso pubblico. Sui condomini, però, come da accordi amministrativi, pesava l’onere di mantenimento del verde, di cui dovevano garantire la fruizione pubblica. Tuttavia, da tempo la situazione restava in fase di stallo: restaurati e collaudati, i giardini erano chiusi e l’accesso precluso ai cittadini. Da poco la situazione si è sbloccata e oggi i giardini restaurati sono accessibili.

    «A Prato e Struppa – racconta Gianpaolo Malatesta, consigliere comunale (Pd) – il successo è stato grande e la risposta per le iniziative più che positiva. Tutto ciò è sintomatico della voglia dei residenti di impegnarsi per la riqualifica di un quartiere. Si tratta di piccole iniziative ma dalla forte valenza simbolica che lasciano ben sperare e che è bene segnalare. Gli abitanti della Media Valbisagno spesso lamentano che non sempre vengano messe in luce le iniziative positive di questi territori, e penso sia giusto dare risalto non solo alle criticità, ma anche alle spinte verso lo sviluppo dell’area».

     

    Elettra Antognetti

  • Invasioni digitali: eventi tra cultura, musei e social network

    Invasioni digitali: eventi tra cultura, musei e social network

    Museo GalataL’Italia è il primo paese al mondo per turismo e cultura. Questa la premessa con cui parte il manifesto di Invasioni Digitali, una rete di eventi che si terranno su tutto il territorio nazionale tra sabato 20 e domenica 28 aprile 2013.

    Un progetto nato e sviluppato attraverso Internet, che si pone l’obiettivo di trasformare il rapporto tra i centri della cultura (musei in testa) e i loro visitatori: accade spesso che, quando andiamo a visitare una mostra, un palazzo antico o un altro luogo di interesse culturale, documentiamo l’evento con un tweet, una foto caricata su Instagram, il check-in su Foursquare e così via. Inoltre, se abbiamo un blog, scriviamo un dettagliato articolo sugli aspetti che più ci hanno colpito (un esempio su tutti a Genova, il blog di Miss Fletcher).

    Perché non istituzionalizzare questa pratica? L’atto di visitare un museo (e pagare il relativo biglietto per sostenerne l’attività) può essere affiancato da una valorizzazione dello spazio, delle opere in esso contenute, della cultura nel suo complesso, attraverso i social network: in questo modo si può far conoscere il patrimonio culturale della propria città, attirare nuovi visitatori e favorire l’economia locale attraverso il rilancio del turismo e della cultura.

    Le Invasioni digitali sono un primo passo verso questi obiettivi. Un team di blogger, operatori del turismo e della cultura e “semplici appassionati” – coordinati dall’ideatore del progetto Fabrizio Todisco – stanno mettendo a punto una mappa di luoghi da invadere, scelti tra i principali punti di riferimento culturali di ogni città. Sono tre le invasioni che si svolgeranno a Genova: il Galata Museo del Mare (20 aprile), il Museo del Risorgimento (24 aprile) e il Museo Villa Croce (26 aprile).

    Il perché della scelta lo spiega Rossana Borroni, accompagnatrice turistica e consulente di social media marketing genovese, che sta curando gli eventi al Galata e al museo di via Lomellini: «Ho scelto due punti fondamentali della storia di Genova, il mare e il risorgimento, il porto e Mazzini. Le linee guida degli eventi sono in via di definizione e accomuneranno tutte le invasioni nazionali, nel frattempo sto invitando a far parte dell’iniziativa blogger, fotografi, videomaker e guide turistiche genovesi, in modo da promuovere i musei genovesi con contenuti e immagini interessanti. Si potrano usare tutti i social network, dal check-in su Foursquare, al live tweet fino a Instagram. Chiunque voglia collaborare può farsi avanti!».

    Marta Traverso

  • Discarica via Piombelli: monitoraggio ambientale in attesa della bonifica

    Discarica via Piombelli: monitoraggio ambientale in attesa della bonifica

    ambiente-rifiuti-DLa discarica abusiva di rifiuti tossici di via Piombelli, a Rivarolo – vera e propria bomba ecologica in mezzo alle case – dopo anni di silenzi e omissioni, oggi è sotto stretto controllo degli enti competenti, tuttavia, i dati sul monitoraggio ambientale in via di esecuzione, ancora non sono in grado di confermare o smentire la necessità di una bonifica integrale del sito.
    Se ne è discusso venerdì 6 aprile durante la seduta consiliare del Municipio Val Polcevera, come racconta l’assessore con delega all’Ambiente, nonché abitante della zona, Patrizia Palermo «Abbiamo illustrato al Consiglio gli ultimi risultati delle rilevazioni sullo stato di inquinamento dell’area che continueranno durante il mese di aprile. Presidente e Giunta hanno anche svolto un sopralluogo in via Piombelli».

    I soggetti interpellati durante l’istruttoria sono stati: la Regione Liguria, il Comune di Genova, l’ARPAL, l’AMIU, l’ASL 3 e la Provincia di Genova. Le risposte fornite sono interlocutorie e hanno evidenziato una situazione di indagine non ancora conclusa. Sono tuttora in corso di svolgimento le attività di monitoraggio delle acque sotterranee, delle acque superficiali e non solo.
    Con nota del 19 marzo 2013, la Direzione Ambiente Igiene Energia del Comune di Genova ha evidenziato che, mediante i nuovi piezometri, sono state eseguite due campagne di campionamento e analisi (giugno e ottobre 2012). Gli esiti pervenuti sono sempre stati «conformi alle concentrazioni soglia di contaminazione». Un’ulteriore campagna verrà realizzata ad aprile 2013.
    Per quanto riguarda l’attività di monitoraggio dell’aria, i dati comunicati, emergenti dalle campionature quindicinali sul campo dal 17 luglio 2011 ed analisi di laboratorio, affermano che «l’attuale assetto normativo in materia di qualità dell’aria stabilisce per il parametro benzene (l’unico tra le sostanze rilevate, potenzialmente cancerogeno e con limiti normati) un limite massimo di concentrazione pari a 5 µg/mc (sempre ampiamente rispettato), tranne in un campionamento, tra fine aprile ed inizio maggio 2012 (valore pari a 5,34)». L’esame dei dati tecnici è ancora al vaglio di Arpal.
    In merito alla staticità del sito sono in via di completamento le indagini avviate per controllare le condizioni di stabilità dell’area, per mezzo di 2 sondaggi geognostici attrezzati ad inclinometro. Uno dei due inclinometri ha rilevato uno spostamento (lettura 8/8/2012 pari a circa 1,7 mm in direzione Nordovest; lettura 10/12/12 pari a circa 3,5 mm in direzione Nordovest).
    Nella nota della Direzione Ambiente, Ambiti Naturali e Trasporti della Provincia di Genova si evidenzia che «le azioni svolte fino a questo momento hanno avuto la finalità di indagare sulle condizioni dell’area per definire eventualmente un percorso che vada oltre la messa in sicurezza del sito, .non è escluso, infatti, che tale fase possa evolvere in un procedimento più complesso per la valutazione dell’eventuale rischio e la definizione degli interventi destinati ad eliminarlo»

    Il problema, se dovesse emergere la necessità di una bonifica integrale (i primi interventi sono stati eseguiti nel 2001 e nel 2005), è che «Non ci sarebbero le risorse economiche necessarie per eseguire un’operazione molto costosa», sottolinea l’assessore. I costi, infatti, graverebbero sulla collettività, visto che i proprietari dell’area, i marchesi Catteneo Adorno, con sentenza del Tribunale penale di Genova n. 3997/05, sono stati assolti – per non aver commesso il fatto – dall’imputazione di aver realizzato sul loro terreno una discarica di rifiuti. I contenziosi tra proprietari e Comune di Genova si sono conclusi nel 2010 con sentenza del Consiglio di Stato Sez. V, 16/07/2010, Decisione n. 4614, la quale ha stabilito che la rimozione dei rifiuti non costituisce onere reale a carico del proprietario non responsabile con conseguente obbligo per l’amministrazione competente di procedere in merito.
    Attualmente, la causa intentata dall’amministrazione comunale contro i marchesi Cattaneo Adorno, è ancora pendente in sede civile «Ma considerato l’esito negativo dei precedenti contenziosi penali ed amministrativi, sono scettica sul fatto che questa volta possa andare in maniera diversa», spiega Palermo.

    In questa lunga vicenda che si trascina ormai da un decennio, un aspetto positivo finalmente c’è: il sito è stato recintato e reso completamente inaccessibile. «Cittadini, Comitato di via Piombelli, associazioni (in particolare la Casa della Legalità) hanno lottato per lungo tempo affinché si intervenisse – continua l’assessore – l’amministrazione comunale, da parte sua, ci ha messo dei soldi per una parziale bonifica (2001 e 2005) ed in seguito, a partire dal 2009, ha cominciato a mettere in sicurezza l’area».

    rifiutiOggi, però, un altro rischio incombe dietro l’angolo. A fianco della discarica di rifiuti tossici, a causa del comportamento incivile di alcuni, sta nascendo una nuova discarica abusiva di rifiuti ingombranti. «Ci sono persone che scaricano materiali, anche pericolosi per l’ambiente come l’amianto, nelle vicine acque del Rio Maltempo – spiega Patrizia Palermo – La pericolosità di quest’ultimo è ben nota fin dagli anni ’70 quando, durante gli eventi alluvionali, il rivo creò enormi danni in zona. Stiamo ragionando sulla possibilità di sbarrare la strada di accesso, come chiedono gli abitanti, ma il tratto interessato risulta di proprietà privata. Le conseguenze della rimozione di tali rifiuti, però, ricadono sulle casse comunali. Dobbiamo verificare le intenzioni del soggetto proprietario e trovare un accordo».

     

    Matteo Quadrone

  • Genova Film Festival: due nuovi concorsi dedicati al porto

    Genova Film Festival: due nuovi concorsi dedicati al porto

    porto-imbarchi-DIAGGIORNAMENTO! Il bando “Il porto oggi, tra identità locale e reti globali” è stato prorogato al 15 giugno 2013. Il bando “Porto, motore, azione” è stato prorogato al 15 luglio 2013.

    Il Genova Film Festival si allarga e guarda al porto. La sedicesima edizione della kermesse cinematografica nostrana propone due nuovi contest nazionali tematici per film maker e sceneggiatori, con la collaborazione dell’Autorità portuale.

    «L’idea – spiega Antonella Sica, cofondatrice dell’associazione Daunbailò e anima del Genova Film Festival – è nata da un incontro con l’Autorità portuale che sta per varare il nuovo Piano Regolatore e ha manifestato il desiderio di far conoscere meglio la realtà del porto, scegliendo il cinema come uno dei veicoli di questa promozione. L’obiettivo è puntare alla riscoperta e alla rivalutazione, non solo cinematografica, degli aspetti che meglio esprimono il carattere di apertura, ricchezza, incontro e scambio, propri di questa storica realtà genovese».

    Registi e sceneggiatori da tutta Italia sono, dunque, invitati a riflettere sul valore e sul ruolo del porto al giorno d’oggi, fondendo la vocazione locale, fortemente radicata nel territorio e serbatoio di antichi mestieri, con una dimensione globale, fatta di scambi umani e culturali nonché di flussi di merci, persone e informazioni.
    Per incentrare ancora di più l’attenzione su queste tematiche, nella settimana del Festival (dall’1 al 7 lulgio, ndr), i due concorsi saranno accompagnati da una rassegna dedicata all’ecosistema porto.

    Ma vediamo nel dettaglio a chi sono dedicate le due nuove iniziative che accrescono il già prezioso valore della kermesse nazionale.

    Alla prima sezione, il cui titolo “Il porto oggi, tra identità locale e reti globali” è sintesi assai efficace della finalità delle nuove sezioni del festival, sono ammesse opere di ogni genere e stile ambientate in zone portuali, della durata massima di 30’ per la fiction e di 60’ per il documentario, girate non prima del 2009. Al di là dei dettagli tecnici, che tutti gli interessati possono trovare sul sito del Genova Film Festival, i film candidati dovranno pervenire all’organizzazione entro il 30 maggio prossimo, in formato DVD. I video selezionati saranno proiettati nelle giornate della rassegna e pubblicati sulle pagine web della manifestazione. Inoltre, una giuria di esperti selezionerà l’opera migliore, che si aggiudicherà un premio in denaro pari a 800 euro.

    Più originale la seconda novità, intitolata “Porto, motore, azione”. In questo caso, a concorrere saranno sceneggiature per cortometraggi ambientati e da realizzare all’interno del porto di Genova, della durata massima di 10’, che si traducono in altrettante pagine di copione. Al vincitore di questo contest andranno 600 euro; scadenza 15 luglio 2013. «Ma il vero premio per la sceneggiatura vincitrice – tiene a sottolineare Antonella Sica – sarà la copertura dei costi per realizzare effettivamente il film nel porto di Genova, grazie a un accordo con una casa produttrice».

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    CONCORSO NAZIONALE
    Le due sezioni si aggiungono al già ricco programma del concorso nazionale, per cui sono appena scaduti i termini per le candidature. Passata la prima selezione, le opere ritenute meritevoli concorreranno a tre diversi premi per la miglior fiction, il miglior documentario e la migliore colonna sonora, oltre ovviamente alle immancabili menzioni speciali a discrezione delle giurie e ai riconoscimenti speciali di critica, organizzazione e pubblico.

    OBIETTIVO LIGURIA
    Ancora un po’ di tempo, invece, per registi e videomaker di casa nostra, dato che le iscrizioni all’Obiettivo Liguria sono aperte fino al 1° maggio. In questo caso tutti i video, della durata massima di 45’, realizzati non successivamente all’inizio del 2011, concorreranno in un’unica categoria che accorpa fiction e documentari. Anche in questo caso, sabato 6 luglio verrà proclamata l’opera vincitrice e quella prediletta dal pubblico. Ma attenzione, se l’organizzazione ritenesse qualche lavoro particolarmente meritevole, ecco scattare automatica la “promozione” alla competizione nazionale.

    cinema-registi-cortometraggi-filmBenché la forza di volontà degli organizzatori tenda a nascondere le non poche difficoltà, è giusto sottolineare come il Genova Film Festival negli ultimi tre anni sia stato costretto a fare i conti con un budget sempre più risicato: «I tagli drastici – spiega Antonella Sica – ci hanno costretti a molti sacrifici perché è davvero difficoltoso fare le nozze con i fichi secchi. Quest’anno, ad esempio, è a forte rischio il consueto appuntamento con la retrospettiva dedicata a una cinematografia straniera. Ma l’importante è continuare a valorizzare i concorsi che ci caratterizzano come festival di qualità in Italia».

    Qualità che nei film presentati, anche da chi muove i primi passi nel mondo del cinema, è in costante crescita: «Molto è dovuto all’avvento della rivoluzione digitale, che consente una sorta di scolarizzazione diffusa, grazie a strumenti di ripresa e di montaggio davvero alla portata di tutti. Insomma, anche nel cinema si può sperimentare facilmente, così come se si impugnasse una penna e quasi allo stesso costo. Stiamo assistendo a una vera e propria rifioritura della produzione di documentari, come riscoperta del cinema d’autore: i film maker, più e meno esperti, si sentono molto più attratti dal racconto della realtà piuttosto che dalla fiction».

     

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Diego Arbore]