Mese: Giugno 2013

  • Sciroppo di sambuco, ecco come prepararlo

    Sciroppo di sambuco, ecco come prepararlo

    Fiori di sambuco, sciroppo di sambucoEcco la ricetta dello sciroppo di sambuco (sciöpo de sambugo), una bevanda dissetante molto adatta per il periodo estivo, che si utilizza anche per preparare degli aperitivi alcolici: in Trentino si prepara un aperitivo simile allo spritz (con prosecco ghiacciato, selz, ghiaccio e qualche foglia di menta).

    Il sambuco e quindi anche lo sciroppo è anche un antipiretico naturale.

    L’ideale è raccogliere i fiori di sambuco in campagna, per essere certi della loro freschezza (vedi immagine).

    Ingredienti

    1,5 litri di acqua, 20/30 fiori di sambuco, 3 limoni biologici, 1500 grammi di zucchero, acido tartarico 50/70 grammi.

    Preparazione

    Fate sciogliere lo zucchero nell’acqua calda e fatelo bollire. Spegnete poi il fuoco e quando l’acqua diventa tiepida, prendete i fiori di sambuco, i limoni con la buccia tagliati a fettine e l’acido tartarico. Lasciate in infusione per almeno 5 giorni mescolando di tanto in tanto.

    Filtrate poi bene il tutto aiutandovi con un colino e imbottigliate lo sciroppo ottenuto.

     

    Bakeca Formazione

  • Coro Daneo: concerto di beneficenza alla chiesa delle Vigne

    Coro Daneo: concerto di beneficenza alla chiesa delle Vigne

    coro daneoDomenica 30 giugno 2013 (ore 21) il Coro Daneo – fondato e diretto da Gianni Martini e il cui repertorio comprende soprattutto brani degli anni ’60 e ‘70 – propone un concerto di beneficenza presso il Chiostro della Chiesa delle Vigne, nel centro storico di Genova.

    L’ingresso è gratuito, ma sarà possibile lasciare un’offerta a favore della missione a Niamey (Niger) di padre Mauro Armanino.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Beatles a Genova: una serata di concerti al Porto Antico

    Beatles a Genova: una serata di concerti al Porto Antico

    magical-mistery-tour-beatlesSabato 29 giugno 2013 la serata centrale di VintaGe in Porto, dedicata in questa edizione agli anni Sessanta e ai Beatles.

    Ospite di punta è Pete Best, batterista della band tra il 1960 e il 1962 (prima dell’arrivo di Ringo Starr). Si esibiranno inoltre tribute band dei Beatles provenienti da tutta Italia: da Genova ci saranno i Reunion, la prima cover band italiana fondata nel 1982 e composta da Franco Sandi – Maurizio Cassinelli – Stefano Cavallo – Luciano Ottonello, e i Beagles, Davide Canazza – Mark Aixer – Claudio Perotti – Fernando Cherchi.

    Sono inoltre allestite, per tutta la durata di VintaGe in Porto, mostre di collezionismo e memorabilia presso l’Info Point della Provincia di Genova (Palazzina Santa Maria). Questo il programma di VintaGe in Porto 2013.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Telemaddalena: in centro storico nasce la prima web tv di quartiere

    Telemaddalena: in centro storico nasce la prima web tv di quartiere

    piazza-maddalenaÈ online da alcuni giorni la prima puntata di Telemaddalena, un progetto web curato da Laboratorio Probabile Bellamy che mira a valorizzare il centro storico in una serie di sketch a puntate. Una sinergia nata la scorsa primavera con la produzione dello spot “Maddalena vive, volto a promuovere le attività commerciali del quartiere.

    Per saperne di più sul progetto contatto Samuele Wurtz, co-fondatore di Laboratorio Probabile: «Tutto è nato un po’ per scherzo, sulla scia delle varie attività culturali organizzate dall’associazione AMA, di cui faccio parte. Ho voluto mettere la mia professionalità – dato che è questo il mio lavoro – a disposizione del quartiere e ho scritto la prima puntata con un mio vicino di casa architetto e l’abbiamo presentata alla Fiera della Maddalena. Gli sketch hanno per protagonisti abitanti del quartiere e le ambientazioni sono le case in cui loro stessi vivono. Ci siamo ispirati in parte a Cinico Tv di Ciprì e Maresco, vogliamo raccontare la Maddalena in chiave ironica ma senza dimenticare i problemi e criticità che la caratterizzano».

    Il successo è stato immediato: caricato su YouTube una settimana fa, conta a oggi (venerdì 28 giugno) 649 visualizzazioni. La seconda puntata è già in cantiere, buona parte degli sketch è già scritta e dovrebbe essere online entro fine luglio: «Abbiamo mantenuto alcuni sketch a cui teniamo molto, come l’intervista a Bruce Willis – che nella seconda puntata risponderà alle lettere delle vecchiette – e la lettura dei proverbi in genovese, mentre vogliamo nel tempo creare nuovi sketch e correggere quelli che ci convincono meno. È un lavoro che si sviluppa con la sinergia di tutti gli abitanti: lo scopo è dare continuità, ci piacerebbe produrre ogni puntata con cadenza mensile».

    Qui arriva il tasto dolente, ovvero i finanziamenti. Se da un lato l’obiettivo è cercare il sostegno di enti pubblici e fondazioni, da subito Telemaddalena ha cercato la via del crowdfunding: uno strumento sempre più utilizzato per supportare economicamente iniziative culturali. Sul sito Produzioni dal basso è possibile fare una donazione di 5 € e diventare così “sponsor di Telemaddalena”: «Teniamo molto a che questo progetto cresca con il sostegno della gente, in cambio vorremmo offrire a tutti coloro che ci aiuteranno un coinvolgimento attivo nel progetto».

    Guarda la prima puntata di Telemaddalena.

    Marta Traverso

  • Una bella differenza: Arci e l’accoglienza degli immigrati

    Una bella differenza: Arci e l’accoglienza degli immigrati

    vicoli-immigrazione-d1Arci Liguria ha presentato ieri mattina (giovedì 27 giugno 2013) a Palazzo Ducale la conclusione del progetto Una bella differenza, reso possibile grazie ai finanziamenti del bando FEI – Fondo Europeo per l’Integrazione – e che da ottobre 2012 a oggi ha promosso il lavoro di mediazione interculturale negli sportelli Arci, Acli e Anolf dislocati in tutta la Liguria (l’elenco si può trovare sul sito Noi non discriminiamo).

    La conclusione del progetto è stata presentata in una maniera diversa dal solito: a un evento aperto al pubblico è stata preferita una formula alternativa, ossia il dialogo fra operatori del settore, rappresentanti delle istituzioni e giornalisti (fra i quali la sottoscritta, invitata in rappresentanza di Era Superba), in modo che ciascuno dal proprio osservatorio potesse illustrare il proprio punto di vista sul tema.

    L’incontro è partito con la proiezione di alcuni video tratti dalla web – sitcom Vicini, realizzata da Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali) e che mette in scena in chiave ironica i pregiudizi delle persone nei confronti di immigrati, omosessuali e disabili partendo da uno dei principali luoghi di contatto: il condominio.

    Qui uno dei filmati.

    A seguire il dibattito, durante il quale gli operatori del settore hanno condiviso risultati e criticità di ciò che affrontano quotidianamente. Lo scopo: trovare punti di affinità e capire – in vista dei futuri bandi Fei – quali sono gli ambiti del progetto su cui è necessario investire nuove risorse.

    Tutti i presenti erano concordi sul fatto che l’incontro e l’ascolto sono alla base di ogni iniziativa volta a sostenere gli immigrati nella ricerca di lavoro, di una casa, di documenti, di pratiche sanitarie e così via.

    Da qui i primi dati, curati dall’Università di Genova, per capire quale tipo di utenza si è rivolta agli sportelli, ma anche e soprattutto chi non vi si è rivolto. Risulta anzitutto che in Liguria sono presenti soprattutto immigrati provenienti da EcuadorAlbania, Marocco, Ucraina e Perù, pur con alcune varianti nelle singole province (per esempio a La Spezia vive la più numerosa comunità dominicana d’Italia). Agli sportelli si sono rivolte soprattutto donne dai 26 ai 45 anni e oltre il 70% degli utenti vive in Italia da oltre cinque anni. Solo il 9% delle persone ha meno di 24 anni: una delle prossime fasi del progetto potrebbe quindi riguardare un maggiore coinvolgimento dei giovani.

    Un problema evidente è quello del titolo di studio: oltre il 50% degli utenti è diplomato o laureato, ma l’86% di questi ha un titolo non riconosciuto in Italia.

    Le esigenze primarie che spingono le persone a recarsi agli sportelli sono la ricerca di informazioni, di lavoro o di come ottenere il permesso di soggiorno. Infine, oltre il 70% ha saputo dell’esistenza degli sportelli attraverso il passaparola. Un dato che fa riflettere, visto l’investimento economico in materiale cartaceo e comunicazione che sempre viene fatto in progetti di questo genere.

    La discussione è stata avviata con il presupposto che l’Italia è “indietro” nell’approccio all’immigrazione, sia dal punto di vista normativo sia di mentalità: in una sorta di corto circuito, le leggi attualmente vigenti riflettono in parte pregiudizi e “paure” collettive, che a loro volta condizionano chi ha il potere e la responsabilità di legiferare.

    In questo senso una responsabilità molto grande è data dai media – da qui la scelta di invitare i giornalisti al seminario – che spesso si occupano di immigrazione solo per fatti di cronaca nera o per valorizzare elementi folcloristici quali l’abbigliamento e la gastronomia di altri Paesi. Il ruolo cruciale di chi fa informazione dovrebbe invece essere quello di uscire dalle redazioni e osservare in prima persona la presenza dei migranti sul territorio, l’attività di sportelli e associazioni preposti a supportarli, così che noi giornalisti in primis “usciamo” dai nostri pregiudizi e contribuiamo a favorire l’incontro tra le diverse culture che coabitano nelle nostre città. Il primo ostacolo all’integrazione è infatti – come sottolineato da molti durante il seminario – la “percezione distorta dell’altro“.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Residenze creative, Settimo Torinese: bando per compagnie teatrali

    Residenze creative, Settimo Torinese: bando per compagnie teatrali

    Arte di Strada teatro attoriSono aperte le selezioni al Progetto Residenze Creative del Teatro Civico Garybaldi, Settimo Torinese. Un bando attivo annualmente dal 2007 e rivolto a compagnie teatrali emergenti (con particolare attenzione a quelle operanti in Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria) che avranno la possibilità di esibirsi in teatro nella stagione 2013/2014.

    I gruppi selezionati potranno utilizzare gratuitamente gli spazi del teatro per sei giorni, ripartiti tra prove e debutto, da lunedì a sabato sera (vitto e alloggio sono invece a carico delle compagnie). Per la serata di replica gli incassi saranno assegnati alla compagnia al netto dei costi Siae.

    Requisiti
    -compagnia professionistica (dotata di agibilità Enpals ed in regola con i permessi Siae) i cui componenti non superino i 35 anni di età
    -spettacolo da presentare come debutto assoluto indicativamente a maggio 2014
    -si predilige il genere teatrale, con il vincolo dell’effettiva novità (prima assoluta), perché queste Residenze siano davvero Creative

    I partecipanti devono allegare documentazione relativa al progetto, cv artistico, portfolio dvd / foto di almeno uno spettacolo già realizzato, documenti d’identità dei membri della compagnia e copia dello statuto e atto costitutivo.

    L’invio dei materiali è entro il 6 agosto 2013 a santibriganti@santibriganti.it o in forma cartacea presso gli uffici di via Palestro 9 cap 10024 Moncalieri (TO).

    La compagnia selezionata sarà informata entro 9 agosto 2014 affinché si possa procedere alla stesura del contratto e fissare le date.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Politica e legalità, rapporto delicato: il ricatto di Silvio Berlusconi

    Politica e legalità, rapporto delicato: il ricatto di Silvio Berlusconi

    Silvio Berlusconi, elezioni 2013E’ giusto ricordare che la condanna di Berlusconi nel processo Ruby non c’entra nulla col moralismo e la vita sessuale privata. Il Cavaliere ha preso 7 anni in primo grado per due capi di imputazione piuttosto gravi: prostituzione minorile (rapporti sessuali a pagamento con l’allora minorenne Karima el Mahroug) e concussione (abuso della carica di primo ministro al fine di costringere la questura a rilasciare la ragazza). Si tratta di una vicenda talmente semplice e chiara che, se non riguardasse appunto Silvio Berlusconi (allora Presidente del Consiglio, oggi principale socio di maggioranza del governo, nonché proprietario di un discreto impero mediatico), oggi non susciterebbe la benché minima contestazione o polemica. Nessuno infatti crederebbe mai che l’allora premier, impegnato in un vertice internazionale a Parigi, abbia telefonato in piena notte alla questura di Milano solo per accertarsi che una povera ragazza marocchina, che aveva tanto sofferto e a cui lui elargiva denaro per pietà, venisse trattata bene. Tuttavia è proprio perché i fatti sono così scontati e pacifici (anche al di là degli esiti processuali futuri) che il caso diventa un buon esempio per una riflessione più generale sul delicato rapporto tra politica e legalità.

     

    “DARE LA PRECEDENZA”: CHI DEVE EVITARE LO SCONTRO

    Un anno fa, in occasione del ventennale della strage di Via D’Amelio, avevo avuto modo di ricordare la lezione di Paolo Borsellino: la politica e la società civile devono anticipare la magistratura, mettendosi al riparo da comportamenti sospetti e equivoci prima che intervengano le sentenze a sancire i reati. Questo atteggiamento è la migliore garanzia contro il famigerato “cortocircuito mediatico-giudiziario”: se i politici fossero tutti immacolati come gigli ed esenti da ombre, ossia se al primo accenno di un fondato sospetto provvedessero a rassegnare le loro dimissioni, sollecitati in questo dal partito, dai colleghi e dall’opinione pubblica, si eliminerebbe alla radice il rischio che la vita politica possa essere condizionata da un percorso, come quello  giudiziario, che tendenzialmente dovrebbe esserle estraneo.

    In questo senso le lamentele sulla presunta invadenza dei giudici che vengono da destra, e allo stesso modo gli ambigui richiami alla magistratura perché tenga in conto le conseguenze politiche del suo operato (richiami provenienti tanto dalla stampa moderata, quanto talvolta dallo stesso Capo dello Stato), non potrebbero essere più fuori luogo. Se infatti un giudice dovesse calibrare la propria azione in funzione di chi sono i presunti colpevoli, e non semplicemente in funzione di che cosa hanno fatto, applicherebbe la legge diversamente da persona a persona; e quindi negherebbe quel principio per cui la legge è uguale per tutti. Dunque la magistratura ha l’obbligo di essere – per così dire – cieca; di non guardare in faccia a nessuno; di non porsi alcun problema di opportunità (il riserbo, la discrezione e il controllo sulla fuga di notizie sono tutt’altro discorso).

     

    RUOLO DELLA POLITICA E STATO DEL DIBATTITO

    legge_giustiziaUn’altra questione è se stia alla politica porsi problemi di opportunità rispetto all’azione della magistratura. Può sempre capitare, infatti, che in sede giudiziaria emergano anche questioni politiche: un esempio è proprio il caso Snowden, il funzionario del governo americano che, per aver denunciato e rivelato intercettazioni abusive della CIA, è ora accusato di spionaggio (problema giudiziario), invischiato in spinose trattative per l’estradizione (problema diplomatico) e al centro di una rovente polemica sul rapporto tra privacy del cittadino e sicurezza nazionale (problema politico).

    Ciò non significa ovviamente cedere alle parole d’ordine dei difensori d’ufficio del Cavaliere, disposti ad abbracciare qualsiasi giustificazione pur di salvare “il soldato Silvio” e sempre impegnati a invocare la cosiddetta “indipendenza/superiorità della politica” o a paventare il famigerato “schiacciamento della politica sulla magistratura”.

    Infatti i politici sono già autonomi: hanno il compito, una volta eletti, di fare quelle leggi che i magistrati dovranno poi far rispettare; hanno la possibilità di esercitare varie forme di controllo (ad esempio i membri del Consiglio Superiore della Magistratura sono nominati per un terzo dal Parlamento); infine hanno la possibilità di negare l’autorizzazione a procedere, se ritengono che un membro delle camere sia indagato pretestuosamente e solo per fini politici (il famoso fumus persecutionis). La politica pertanto può conservare benissimo la propria autonomia pur collaborando con la magistratura in nome del comune interesse per il rispetto della legalità. Ciò premesso bisogna anche ammettere, tuttavia, che la battaglia per la legalità non esaurisce il senso dell’azione politica.

    E’ questo un rischio che può coinvolgere il “partito trasversale della legalità”, ossia quella folta schiera dell’opinione pubblica coalizzatasi in antitesi a Berlusconi e interessata al tema della questione morale: una rivendicazione altrimenti sacrosanta, infatti, rischia di perdere efficacia, se si spinge fino a fare della “legalità” la bandiera di un partito (come era ad es. per l’Italia dei Valori) o ad individuare nel tradimento di questo valore da parte della classe politica italiana la ragione unilaterale del declino economico del paese. A questo proposito occorre invece dire che “legalità” non può essere un manifesto ideologico, per l’evidente motivo che non ci può essere (almeno formalmente…) un partito dell’illegalità a fare da contraltare in un ipotetico confronto politico. Allo stesso modo, oltre al fatto che nessun economista serio direbbe mai che l’attuale crisi dipenda in primo luogo dall’illegalità (ad es. corruzione ed evasione), il problema è chiaramente di natura diversa anche per un’altra banalissima considerazione: nulla ci assicura che un politico onesto sia anche competente; in altre parole non è possibile salvarsi dal rischio che si prendano decisioni sbagliate o deleterie solo predicando l’onestà. E’ evidente dunque che la legalità non può essere il traguardo, ma deve essere la normalità, la base di partenza su cui andare poi a costruire quella buona politica di cui pure sarebbe doveroso discutere e di cui invece non si parla mai, come se si sapesse già con sicurezza le decisioni che si deve prendere.

     

    RISPETTO DELLA LEGGE vs REALISMO POLITICO

    In un senso più profondo, non solo la legalità è condizione necessaria e non sufficiente, ma in circostanze ben specifiche, codificate e del tutto eccezionali, è possibile e accettabile che la politica si ponga anche in contraddizione rispetto all’azione della magistratura.

    Esiste una ragion di Stato; esistono esigenze di segretezza; si danno questioni di opportunità politica: per tutto questo è previsto, ad esempio, che il Parlamento possa promulgare un’amnistia (pensiamo all’amnistia Togliatti, che rispondeva a esigenze di pacificazione nell’immediato dopoguerra); è previsto anche che il Presidente della Repubblica possa concedere la grazia (di fatto cambiando l’esito di una sentenza); è previsto infine che siano opposte ad un’indagine ragioni di sicurezza nazionale.

    Si tratta ovviamente di casi assolutamente particolari e molto delicati, comunque già contemplati nell’ordinamento vigente. E quello che si è detto fin qui dovrebbe servire a capire perché, appunto, è così raro che il realismo politico si scontri con la legalità: non solo per il rischio intrinseco dato dalla sospensione del normale ordine legale, ma anche perché se una regola è buona (e dobbiamo presumere che lo sia, altrimenti basterebbe cambiarla), raramente infrangendola si producono benefici superiori agli effetti negativi. E per questo stesso motivo l’ipotesi di un salvacondotto per i guai giudiziari di Berlusconi non può essere sostenuta.

     

    COSA DAVVERO È “OPPORTUNO” IN POLITICA

    enrico-lettaNegli ultimi vent’anni abbiamo avuto da una parte un centro-destra militarizzato e asservito agli esclusivi interessi personali del padre-fondatore; dall’altra un centro-sinistra che non ne ha mai votato l’ineleggibilità, non ha neutralizzato il conflitto di interessi e non ha abolito nemmeno una delle tante leggi-vergogna (quando non ha contribuito direttamente a votarle): questo calpestio della legalità si è poi dimostrato giustificato da una qualche ragione di causa maggiore? Il declino morale ed economico del paese sta lì a testimoniare con tutta evidenza che questa ragione non c’era. Farsi governare da chi pensa solo ai propri interessi e da una classe dirigente di presunti oppositori, che crede solo nei maneggi sottobanco e mente spudoratamente ai propri elettori, era piuttosto prevedibilmente una pessima idea, che niente aveva a che fare con il bene del paese.

    La storia oggi non è cambiata. Per la seconda volta consecutiva le due parti governano insieme, dimostrando nei fatti di essersi sempre sorrette a vicenda; e per l’ennesima volta invocano delle finte ragioni di opportunità politica, che sono in realtà ragioni per la sopravvivenza di questa specifica classe politica.

    Per assurdo, cediamo pure al ricatto: ammettiamo di fare davvero quell’amnistia che consenta a Berlusconi di non andare in carcere e al governo Letta di sopravvivere. Ci guadagneremmo – è vero – la tanto sospirata “governabilità”; tuttavia, in che modo la governabilità verrebbe messa a frutto per il bene del paese? L’Italia avrebbe bisogno di recuperare quella sovranità monetaria che oggi è affidata ad una banca europea condizionata dagli interessi preminenti di Berlino; e poi avrebbe bisogno di ingenti investimenti pubblici per stimolare la domanda. Invece, come è stato negli ultimi vent’anni e come è tuttora, è evidente che Berlusconi ritornerebbe a farsi i fatti suoi, mentre Letta proseguirebbe nella rincorsa del sogno “eurista” che sta devastando il paese e nelle deleterie riforme istituzionali che si pongono come obiettivo lo sfascio della Costituzione. Qualche “decreto del fare” o qualche “pacchetto per l’occupazione”, non incidendo sui veri problemi di cui sopra, sarebbero solo un palliativo, o peggio una foglia di fico.

    Insomma: il gioco non vale la candela. Si dimostra quindi che non c’è alcuna ragione di realismo, pragmatismo o opportunismo politico nel tenersi una classe dirigente che non rispetta le regole, visto che in genere il politico non rispetta le regole perché o è un ladro o è un venduto. Ed è normale che il ladro derubi anche chi lo elegge e il venduto venda persino il suo paese.

     

    Andrea Giannini

  • Prima Luce: Sala Dogana, mostra fotografica di artisti under 35

    Prima Luce: Sala Dogana, mostra fotografica di artisti under 35

    sala-dogana-ducale5-DIVenerdì 28 giugno 2013 alle 18 inaugura nella Sala Dogana di Palazzo Ducale la seconda edizione di Prima Luce, mostra fotografica frutto dell’omonimo concorso a cura dell’Associazione Profondità di Campo, presieduta da Angela Ferrari.

    Un percorso fotografico che vuole coinvolgere le realtà genovesi che si occupano di questa disciplina artistica, e al tempo stesso valorizzare l’opera di giovani artisti e professionisti emergenti. Le undici opere esposte sono state scelte da una commissione formata da Elisabetta Papone, Direttrice del Centro di Documentazione per la Storia l’Arte l’Immagine di Genova e docente di Storia della Fotografia presso l’Università degli Studi di Genova; Paola Valenti, ricercatrice in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Genova; Federica De Angeli, fotografa.

    In attesa di poter ammirare le opere, da questa sera fino a domenica 14 luglio 2013, rileggi la nostra intervista ai partecipanti di Prima Luce 2012.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

    [foto di Diego Arbore]

  • Sicurezza sul lavoro, blocco assunzioni: a rischio i controlli

    Sicurezza sul lavoro, blocco assunzioni: a rischio i controlli

    cantiere-lavoro-operai-edilizia-grandi-opere-dVenerdì 21 giugno si è svolto un incontro tra Regione, Asl 3 e organizzazioni sindacali, alla ricerca di una difficile conciliazione in merito alla vertenza Psal. Nel febbraio scorso, infatti, i lavoratori del servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’azienda sanitaria genovese sono scesi in piazza per denunciare la carenza di personale che affligge il reparto – deputato a garantire la regolare applicazione delle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro – mettendo a repentaglio il prosieguo dell’attività di controllo .

    La proposta dell’Asl 3 si limita a 3 assunzioni (2 Tecnici e 1 Ingegnere) sul totale di 25 di cui dispone (autorizzazione regionale) nel 2013 per tutta l’azienda. «Non siamo per nulla convinti che si debba sottostare supinamente alle misure di blocco del turn-over – sottolinea Mario Iannuzzi del sindacato autonomo Fials – ricordiamo che a Genova, Asl 3 ed Arpal sono le uniche strutture che si occupano di garantire le risorse, soprattutto umane, che dovrebbero garantire la prevenzione sul lavoro e la sicurezza, anche ispettiva, su igiene pubblica e alimenti».
    Insomma, il sindacato si aspetta uno sforzo maggiore ed è pronto a ribadirlo nel prossimo incontro, previsto il 3 luglio.
    Per quanto riguarda il servizio Psal, le ultime assunzioni sono state effettuate tra 2009 e 2010 ma non sono state sufficienti a rimpiazzare coloro che sono andati in pensione. «Oggi si è sotto i livelli del 2008 – conferma il direttore della struttura, il Dott. Attilio Businelli – i tecnici, ovvero coloro che effettuano i controlli, sono 31 e riescono a coprire circa il 10% dei cantieri presenti annualmente sul territorio (circa 4000)».

    La Regione Liguria ritiene che un’apertura in materia di assunzioni potrebbe arrivare dalla valutazione circa i nuovi compiti che la legge affida al Psal (Grandi Opere, Terzo valico, Gronda, Infortunistica, accordi con gli appaltatori sul modello di altre Regioni, ecc). Resta il fatto che, nell’imminente decreto governativo (“Legge del fare”), sarebbe presente una norma che sottrae al Psal i controlli sopracitati, centralizzandoli presso il Ministero. «La materia è controversa e occorre attendere la lettura del decreto e le sue inevitabili interpretazioni», precisa Iannuzzi.

    Comunque sia, secondo valutazioni della dirigenza del settore «L’organico necessario per svolgere adeguatamente il servizio Psal oggi è carente di almeno 50/60 unità di personale – conclude il rappresentante della Fials – In queste condizioni ci chiediamo come Regione, Istituzioni e, non ultima, Asl 3, pensano di garantire la sicurezza sul lavoro a Genova».

     

    Matteo Quadrone

  • Tour Music Fest: concorso internazionale per band emergenti

    Tour Music Fest: concorso internazionale per band emergenti

    musica-concerti-chitarra-elettricaIn preparazione la VII edizione di Tour Music Fest, Festival Internazionale della Musica Emergente aperto a cantanti e band di ogni nazionalità e genere musicale.

    Il concorso è suddiviso in cinque sezioni:
    ORIGINAL BAND
    Band (da tre componenti in su) con età media dai 16 anni in su che propongono brani propri, editi o inediti;

    INTERPRETI & COVER BAND
    Artisti (singoli o duo) e band (dai tre componenti in su) dai 16 anni in su che propongono brani cover, editi o inediti;

    CANTAUTORI
    Artisti (singoli o duo) dai 16 anni in su che propongono brani propri, editi o inediti;

    MUSICISTI
    Musicisti singoli (chitarristi, bassisti, pianisti/tastieristi e batteristi ) dai 16 anni anni in su* che propongono brani propri o cover, editi o inediti;

    JUNIOR
    Artisti (cantanti, band o musicisti) dai 6 ai 15 anni che propongono brani propri o cover, editi o inediti.

    Le selezioni si svolgono in tappe suddivise in varie città italiane, in alcuni casi dal vivo e altri (come Genova) tramite l’invio di una demo. Per iscriversi è necessario compilare il modulo di iscrizione online e versare la quota di 20 € quale iscrizione all’Associazione Culturale “Linea spettacolo”.

    Una volta iscritti, verranno selezionati da una Commissione Artistica i partecipanti ammessi alla seconda fase, che dovranno saldare la quota associativa restante, che varia dagli 85 ai 95 € a seconda della categoria. In caso di accesso alle fasi successive di selezione, non saranno richieste ulteriori quote.

    Le audizioni si svolgono rigorosamente dal vivo e richiedono l’esecuzione di un brano a libera scelta dell’artista o della band. Data e luogo saranno comunicati tempestivamente (almeno 18 € di anticipo sulla data di audizione). La seconda fase porterà alla scelta di almeno 15 semifinalisti per ogni categoria, che avranno accesso a stage di formazione musicale, facoltativi e gratuiti.

    A seguire una terza fase che porterà alla definizione di 5 finalisti per le prime quattro categorie e 9 finalisti per la Junior, che si esibiranno durante il Tour Music Fest 2013.

    Premi in palio
    una produzione discografica offerta dal Tour Music Fest e distribuita e promossa dalla Universal Music Group
    – produzione e organizzazzione di un Tour Live di concerti in diverse città europee
    – 3 contratti discografici
    – produzione di un videoclip professionale
    – borsa di studio per un corso di formazione al CET di MOGOL
    – dotazione di strumenti musicali professionali

    Per maggiori informazioni info@tourmusicfest.com.

  • Inglese e latino: parole anglosassoni che arrivano dall’antica Roma

    Inglese e latino: parole anglosassoni che arrivano dall’antica Roma

    lavoro-tecnologia-internet-computer-ufficio-impiegato-DIUscire dalla porta per rientrare dalla finestra. Il latino si traveste da inglese per poi ritornare nella sua terra d’origine, l’Italia. Accade così che, mentre siamo intenti a fare sfoggio della nostra pronuncia inglese che fa tanto international (parola, guarda caso, di origine latina), quando parliamo di mass media  in italiano, pronunciando alla maniera English (“midia”), ci stiamo dimenticando che in realtà entrambi i termini affondano le loro radici nel latino.

    Al pari di media, un altro termine inglese ormai quasi più diffuso di “mamma” e “papà” nel nostro vocabolario quotidiano è computer.

    Bravo Bill Gates, ci sei riuscito a coronare il tuo sogno di portare uno di questi arnesi all’interno di ogni casa; non dimenticare, però, il tuo debito nei confronti della lingua di Giulio Cesare e Cicerone e del verbo computare… E bada che nemmeno aggiungendo il personal  (dal sostantivo persona appartenente alla prima declinazione) potrai sfuggire alla latinità dei nostri PC, i personal computer.

    Che cosa dire poi di tutor? Leggere la parola così come è scritta sarebbe troppo semplice e allora via con il “tiutor”, che spesso diventa “tiuto” e rischia alla fine di trasformarsi in un “ciuccio”…

    Per tornare ad argomenti più vicini a Bill Gates, ecco il server, termine che secondo la definizione data da Wikipedia indica un “componente o sottosistema informatico di elaborazione che fornisce, a livello logico e a livello fisico, un qualunque tipo di servizio ad altre componenti (tipicamente chiamate client, cioè “cliente”) che ne fanno richiesta attraverso una rete di computer, all’interno di un sistema informatico o direttamente in locale su un computer.”

    Indovinate qual è l’origine di server? Anch’esso usato in ambito informatico, il termine proviene dal verbo latino servire o dal sostantivo della seconda declinazione servus.

    Wikipedia cita anche la parola inglese client, dal latino cliens, “cliente”, dal quale deriva anche “clientelismo” ovvero l’infame pratica di approfittare di un incarico pubblico al fine di instaurare un sistema illegale di favoritismi a danno della meritocrazia.

    Di esempi di clientelismo la nostra politica è colma. Portare a esempio l’azione di Berlusconi infierendo soltanto su di lui, dopo la sentenza di lunedì, assomiglia a picchiare un bambino impegnato a fare la po-po ed è comunque giusto solo in parte. Infatti, anche gli alleati di governo del PDL non se la cavano meglio quanto a clientelismi: consiglio a tale proposito la lettura di “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez. Peraltro, il marciume clientelare in Italia non è storicamente soltanto colpa della politica, ma anche di certa imprenditoria compiacente, a volte corruttrice a volte concussa…

    Ma torniamo all’argomento di oggi. Trovo interessante che, come abbiamo visto, molte delle parole inglesi correntemente usate nel lessico tecnologico italiano siano latine. La materia simbolo della modernità va a pescare a piene mani nell’antichità: that’s wonderful!

    Ciò potrebbe instillare il dubbio di voler rivalutare la propria posizione in coloro i quali caldeggiano l’abolizione del latino come materia di studio, definendolo “desueto e inutile”. Va bene, è auspicabile che tra le nuove materie a scuola emergano anche i nuovi media, i quali sono certamente il nostro futuro e in buona parte anche il nostro presente, ma il latino è la nostra storia e per sapere dove vogliamo andare è bene capire anche come siamo arrivati qui. See you!

     

    Daniele Canepa

  • Genova Film Festival: opere dedicate al porto e anteprime nazionali

    Genova Film Festival: opere dedicate al porto e anteprime nazionali

    silos-hennebique-porto-d1Inizia col botto la 16a edizione del Genova Film Festival, che da lunedì 1 a giovedì 7 luglio ha in programma, presso la multisala The Space Cinema del Porto Antico, oltre 120 proiezioni gratuite. Una settimana di full immersion per gli appassionati di cinema, che esordisce con una grande anteprima nazionale, lunedì 1 luglio alle ore 21. Si tratta della proiezione di To the Wonder, l’ultimo film di Terrence Malick, regista statunitense che ha vinto la Palma d’oro a Cannes con The three of life. Solo a sentire il cast, viene voglia di mettersi già in coda. Gli interpreti principali della pellicola, che sarà in concorso a Venezia, sono infatti Rachel McAdams, Ben Affleck, Rachel Weisz e Javier Bardem.

    Ma si tratta solo di un piccolo antipasto del densissimo programma della kermesse genovese. Come abbiamo anticipato già nel mese di aprile, la nuova edizione del festival punta forte sul legame con il porto. Tre, le iniziative programmate in questa direzione.
    Le prime due sono rappresentate dall’istituzione di altrettanti concorsi tematici: uno, “Il porto oggi, tra identità locale e reti globali”, è dedicato a documentari e opere di fiction ambientate in zone portuali. Sei i lavori selezionati per la fase finale, su circa una ventina di partecipanti, che concorreranno per gli 800 euro di premio.

    «In tutti i lavori che sono arrivati – ha spiegato Marco Sanguineti, giurato della sezione e direttore Pianificazione e Sviluppo dell’Autorità Portuale di Genova – emerge il grande risalto dato alle storie umane che si intrecciano nella vita dei porti: punto di contatto naturale tra la località del territorio e la globalità insita nell’infrastruttura. In generale, le opere arrivate sono accomunate da un’ottima qualità, tanto che è davvero difficile tracciare i confini tra che cosa sia fiction e che cosa documentario, al di là della tecnica di realizzazione».

    Il secondo concorso tematico, “Porto, motore, azione”, invece, è stato pensato per sceneggiature di cortometraggi ambientati e da realizzare all’interno del porto di Genova. Qui, il premio consisterà nella copertura dei costi per la realizzazione effettiva del film. Solo per questa sezione, è ancora possibile inviare gli elaborati, fino al 15 luglio 2013.

    «Queste iniziative – ha detto il presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo – fanno parte di una nuova immagine di apertura alla città che il Porto di Genova sta ricercando attraverso il ridisegno del Piano regolatore. Stiamo cercando di offrire nuovi stimoli per la costruzione in senso partecipativo del porto del futuro, cercando il più possibile di dialogare anche con i non addetti ai lavori. Insomma, con questo processo di trasformazione, il porto vuole aprirsi e rendersi visibile a tutti».

    La terza iniziativa sul tema è rappresentata dal protagonismo assoluto del Porto di Genova nella tradizionale rassegna “Genova per noi”, grazie a preziosi documenti d’archivio recuperati dalla Fondazione Ansaldo. Tra i titoli proposti, spicca Les Hommes du Port di Alain Tanner, considerata la migliore pellicola sul mondo del lavoro tra le banchine e i camalli genovesi, che verrà proiettata giovedì 4 luglio alle 21. Per gli appassionati di opere più recenti, va citata anche Cosimo e Nicole di Francesco Amato, una storia d’amore e passione con Riccardo Scamarcio, ambientata a Genova, riproposta sabato 6 luglio al termine delle premiazioni e alla presenza dell’autore.

    “Obiettivo Liguria”

    Naturalmente, non vanno dimenticate le colonne portanti del Festival, ovvero i concorsi nazionali per cortometraggi e documentari, oltre a “Obiettivo Liguria”, la rassegna dedicata ad autori emergenti della nostra terra.
    E qui subentra un piccolo conflitto di interessi da parte del sottoscritto. Tra le 25 opere partecipanti, infatti, in questa sezione concorrerà anche Fango, un documentario sulla tragica alluvione che ha sconvolto le terre spezzine nell’autunno 2011 e che sarà proiettato mercoledì 3 luglio, qualche minuto prima delle 17. L’opera – che racconta per immagini l’impatto dell’evento naturale sulla vita dell’uomo e il lento e faticoso tentativo di ristabilire l’ordine sconvolto dalla distruzione, con le sole voci degli abitanti e della natura – è stata realizzata dal sottoscritto, a quattro mani con il collega Nicola Giordanella e con la preziosissima collaborazione del giovane regista genovese Marco Longo, il cui cortometraggio, Mikrokosmos, è stato selezionato per il concorso nazionale.

    Opere liguri selezionate per il concorso nazionale

    A proposito di produzioni nostrane. Oltre a Mikrokosmos, sono altre quattro le opere liguri selezionate per i concorsi nazionali: Il Conte di Adel Oberto, Per qualche euro in più di Alberto Nikakis e Fratelli Minori di Carmen Giardina vanno a rimpinguare il contingente della sezione fiction, mentre Un senso diverso di Eros Achiardi e Barbara Maffeo è l’unico rappresentate per quanto riguarda i documentari. In totale, oltre 400 registi provenienti da tutta Italia hanno partecipato alle selezioni per le competizioni nazionali: 20 i titoli scelti per la sezione fiction, che saranno giudicati dai registi Francesco Amato e Lorenzo Vignolo e dal critico Andrea De Candido, mentre 9 le opere presenti nella categoria documentari, che passeranno al vaglio del fotografo Giorgio Bergami, del critico Luca Malvasi e del regista Pippo Mezzapesa.

    “Ingrandimenti”, “Oltre il confine” e l’omaggio a Vittorio Gassman

    In questo mare magnum di proposte, vanno citate ancora tre rassegne. “Ingrandimenti”, curata dal critico Oreste De Fornari che ogni anno racconta un protagonista del cinema italiano, e questa volta ospiterà il regista Giuseppe Piccioni, vincitore tra l’altro di 5 David di Donatello e nominato all’Oscar per il miglior film straniero con Fuori dal mondo. Oltre alla proiezione di alcuni dei suoi lavori più noti, il regista incontrerà De Fornari venerdì 5 luglio alle 20.30.

    “Oltre il confine”, invece, è la rassegna dedicata a una particolare cinematografia straniera che quest’anno ci porterà a conoscere i film d’animazione della Croazia, per festeggiarne l’imminente ingresso nell’Unione Europea. In particolare, saranno proposti 15 cartoni animati della famosa serie Professor Balthazar, realizzata tra il 1969 e il 1977 da Zlatko Grgic’ e pluripremiata in tutto il mondo.

    Infine, anche quest’anno viene riproposto l’ormai consueto omaggio a Vittorio Gassman, anch’esso collegato al Porto di Genova con la proiezione del documentario Viaggio in Italia – Genova e il suo porto, aperto proprio dall’attore che recita alcuni versi di Caproni e Montale. In questo caso, l’appuntamento è per venerdì 5 luglio alle 17.30.

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Genova, 30 giugno 1960: la ricorrenza in una festa di quartiere

    Genova, 30 giugno 1960: la ricorrenza in una festa di quartiere

    salita-angeli-san-teodoroGiovedì 27 giugno 2013 ha inizio Resiste Genova!, festa di quartiere organizzata dal Circolo Arci 30 Giugno presso le Mura degli Angeli, Genova Sampierdarena, per ricordare la giornata in cui fu organizzata una manifestazione di piazza per contestare il convegno del MSI previsto per il 30 giugno 1960.

    Da allora, ogni anno, Genova in collaborazione con l’Associazione Nazionale Partigiani ricorda questa data per rimarcare l’impegno della città contro il fascismo.

    L’evento si svolge fino a domenica 30 giugno.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • VintaGe in Porto 2013: Genova omaggia gli anni Sessanta e i Beatles

    VintaGe in Porto 2013: Genova omaggia gli anni Sessanta e i Beatles

    100_3293Cosa significa vintage? Un termine entrato ormai nel vocabolario comune, che dalla moda alla musica riassume numerosi aspetti del nostro quotidiano. La parola è francese e nacque per definire il vino d’annata (da vendange, ossia vendemmia), che come si sa “più invecchia più diventa buono”.

    Di fatto, è ritenuto convenzionalmente vintage tutto ciò che è stato prodotto entro i vent’anni precedenti a quello in cui ci troviamo: per esempio, parlando di oggi, entro il 1993. Una cultura che mira a valorizzare e ricreare il contesto storico e sociale che spingeva le persone a vestirsi in un certo modo, o ad ascoltare un certo tipo di musica, oggi spesso subordinato alla “cultura dell’usa e getta” (in alcuni casi supportata dalle stesse aziende produttrici dei beni di consumo, vedi obsolescenza programmata).

    L’impegno dell’associazione culturale VintaGe – fondata da tre ragazze genovesi – è proprio quello di restituire valore alla nostra storia recente mostrando a un pubblico eterogeneo le diverse sfaccettature del vintage: questo fine settimana si terrà la quarta edizione di VintaGe in Porto, il cui programma è stato illustrato ieri durante la conferenza stampa.

    Una mostra mercato realizzata senza alcun finanziamento pubblico o privato, contando solo sulle forze dello staff e sulla sinergia con numerose realtà del territorio che condividono i medesimi scopi sociali. Una formula ormai consolidata per un evento che si svolge in uno dei “luoghi di passaggio” più frequentati da genovesi e turisti, la piazza delle Feste del Porto Antico, e che nelle passate edizioni ha raccolto fra le 8.000 e le 10.000 presenze.

    foto porto antico dall'altoOspite di punta di questa edizione – il cui tema è gli anni Sessanta e i Beatles, a 50 anni dall’uscita del primo album Please please me – è Pete Best, primo batterista del gruppo inglese, la cui presenza sarà accompagnata da diverse tribute band provenienti da tutta Italia (in collaborazione con Beatlesiani d’Italia Associati e con il Beatles Fan Club di Genovam costituito nel dicembre 2012 al Cancello del Cinabro). L’omaggio prosegue con una mostra di memorabilia a cura di Luciano La Bollita, uno dei maggiori collezionisti italiani dei Beatles, e con la presentazione di un album registrato negli studi di Abbey Road – con brani eseguiti da 24 tribute band – i cui proventi andranno all’Unicef.

    Oltre agli eventi musicali, la moda e le atmosfere degli anni Sessanta sono rivissute anche grazie alla fashion blogger Cecia Ferrari, la pin up Sophie Lamour, l’Atelier Riciclabò, il negozio di fotografia vintage RetroScatto, la Naba Sound di Milano, il Lambretta Club Liguria (di cui si terrà il raduno domenica 30 giugno), il Wolkswagen Club di Savona (raduno sabato 29 giugno) e il Fiat 500 Club Italia (raduno nazionale domenica 30 giugno).

    Una tre giorni già proiettata verso il futuro, all’edizione 2014 che «ci spingerà fino a Woodstock e ai primi anni Settanta», come anticipano le stesse organizzatrici. L’associazione VintaGe è aperta alla collaborazione di chiunque condivida i loro valori e voglia proporre idee, laboratori o iniziative: è sufficiente recarsi a VintaGe in Porto o ai loro eventi (per esempio il mercatino vintage che si svolge periodicamente ai Giardini Luzzati) o mandare una mail a info@vintageinporto.it o vintageinporto@hotmail.it.

    Marta Traverso

  • Valletta San Nicola: modifica al Puc e acquisto da parte del Comune

    Valletta San Nicola: modifica al Puc e acquisto da parte del Comune

    Valletta Carbonara San NicolaLe proteste rumorose dei comitati No Tav e dei dipendenti di Tursi, che si sono presi di diritto la prima pagina dell’ultima seduta del Consiglio comunale, hanno fatto passare un po’ sottotraccia un’importante mozione che delinea, con precisione, il futuro della Valletta Carbonara – San Nicola.

    L’area, che si estende per circa 25 mila metri quadrati alle spalle dell’Albergo dei Poveri, potrebbe presto passare nella piena disponibilità del Comune di Genova. Già da tempo, l’amministrazione ha mostrato interesse per il futuro della Valletta rinunciando, ad esempio, al trasloco ai parchi di Nervi della collezione di felci storiche, curata nelle serre di San Nicola da Aster. Ma con l’approvazione, trasversale e quasi unanime (30 voti favorevoli, astenuta Vittoria Musso della Lista Musso e presenti non votanti il presidente Giorgio Guerello e Paolo Veardo del Pd), della mozione presentata in aula da Marianna Pederzolli (giovane consigliere in quota Lista Doria), iniziano a muoversi anche i primi passi concreti. Nel documento, infatti, sindaco e giunta si impegnano a modificare la destinazione d’uso dei terreni all’interno del nuovo Piano urbanistico cittadino, per vincolarli alle loro funzioni di area pubblica a uso florovivaistico, come previsto dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e dalla volontà testamentaria del primo proprietario, Emanuele Brignole.

    «Attualmente – ha spiegato Pederzolli – il Puc qualifica la Valletta come Distretto di Trasformazione Locale. Benché le linee di pianificazione prevedano il mantenimento della vocazione agricola, con questo inquadramento, nulla impedirebbe in un futuro prossimo di modificarne sensibilmente l’assetto fisico, ad esempio con la costruzione di parcheggi e villette. Chiediamo, pertanto, alla giunta di vincolare l’area a una disciplina paesaggistica speciale, che escluda ogni possibilità di nuova edificazione, di variazioni di destinazione d’uso, di ampliamento delle superfici agibili e di allestimento di posti auto di superficie o sotterranei».

    Un vincolo forte, che dovrebbe far perdere all’area qualsiasi valore edile e spingere la Regione, attuale proprietaria attraverso la commissariata Azienda pubblica di servizi alla persona “Emanuele Brignole Sale”, al passaggio definitivo dei terreni nelle mani del Comune di Genova.

    Tanto più che sembra essere venuto meno anche un altro grande ostacolo, come ha annunciato l’assessore comunale all’Ambiente, Valeria Garotta: «Come previsto dal patto di stabilità, l’area retrostante l’Albergo dei Poveri finora non poteva essere oggetto di compravendite perché interessata da debiti di affitto. Tuttavia, abbiamo da poco sanato questa situazione e mi auguro che nel 2014 potremmo procedere all’acquisto. In caso contrario, cercheremo comunque di stipulare un nuovo contratto di affitto che dia al Comune la piena disponibilità della Valletta».

    Anche se non in tempi rapidissimi, il polmone verde di San Nicola potrà iniziare il suo percorso verso il pieno recupero, dopo anni di progressivo abbandono. Tre le principali linee di sviluppo del progetto di riqualificazione: la prima riguarda la creazione di un circuito di gestione per orti urbani individuali e collettivi; la seconda mira alla valorizzazione delle serre storiche cittadine come poli di educazione ambientale e di attrazione turistica; l’ultima interessa la promozione di ricerca applicata e produzione di ecotipi vegetali tipicamente locali, che possano dar vita a iniziative economiche innovative e sostenibili, grazie alla creatività dell’imprenditoria giovanile in ottica green.

    Valletta Carbonara San Nicola

    Valletta Carbonara San Nicola

     

     

     

     

     

     

     

    La nuova Valletta Carbonara sarà perciò oggetto di un vero e proprio restyling partecipativo, in cui interlocutori privilegiati saranno i cittadini che hanno dato vita al “Comitato Le Serre”, nato proprio con l’obiettivo di prendersi cura del futuro della Valletta, e gli studenti universitari dell’Albergo dei Poveri e dell’Orto botanico di Ateneo.

    Nella stessa mozione approvata in Sala Rossa si delineano alcuni futuri ambiti di intervento concreto. Il primo riguarda la promozione dell’aggregazione sociale attraverso iniziative ecosostenibili, di educazione ambientale finanche ludiche, impostate sul controllo spontaneo da parte degli abitanti che si faranno carico del presidio dello spazio. Un secondo pacchetto di attività dovrebbe essere dedicato all’imprenditoria giovanile: in particolare, all’assegnazione in comodato d’uso gratuito di alcune aree a progetti innovativi nel settore della green economy, della ricerca e della produzione agro-alimentare, nonché in ambito sociale e culturale. Inoltre, si prevede la realizzazione di un Osservatorio del paesaggio rurale, con la regia delle Facoltà umanistiche dell’Università e dell’Orto botanico, che funga da coordinatore e promotore di azioni di valorizzazione del patrimonio culturale, urbanistico e rurale della città. Una sorta di progetto pilota che possa supportare iniziative analoghe in altre realtà genovesi. Infine, la mozione impegna sindaco e giunta a inserire il recuperato complesso della Valletta Carbonara – San Nicola all’interno dei percorsi museali del centro di Genova.

    Consiglio Comunale Genova

    Numerosi gli interventi in Sala Rossa di consiglieri di maggioranza e opposizioni che hanno sostenuto il documento presentato da Pederzolli, non mancando di sottolineare il lodevole impegno della collega più giovane. Oltre ad Antonio Bruno (FdS), che già nello scorso ciclo amministrativo si era prodigato invano per difendere la causa della Valletta, e a Leonardo Chessa (Sel), che ha lodato l’alto valore di un progetto di «democrazia attiva», sono intervenuti anche Gianpaolo Malatesta (Pd), che ha posto l’accento sull’importanza del coinvolgimento degli studenti universitari, e tre consiglieri del Pdl, Lauro, Grillo e Campora. Quest’ultimo, in particolare, si è detto soddisfatto di essersi finalmente trovato di fronte a un’efficace rete di cittadini che non si è fermata soltanto alla protesta e agli «sbraiti in aula, che ormai contraddistinguono tutte le sedute, ma dalla protesta si è passati alla proposta».

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto di Daniele Orlandi]