Mese: Giugno 2013

  • Mediazione obbligatoria, il ritorno: nuove regole e vecchi interessi

    Mediazione obbligatoria, il ritorno: nuove regole e vecchi interessi

    Sentenza del TribunaleChe l’Italia sia il paese delle meraviglie lo sappiamo. E purtroppo sappiamo anche delle sue meravigliose invenzioni.
    Abbiamo avuto modo di parlare delle mediazioni – conciliazioni obbligatorie, della loro introduzione e – successivamente – della loro incostituzionalità dichiarata.

    Non avevamo parlato di un dettaglio: fervente sostenitrice delle mediazioni era l’avv. Tiziana Miceli, moglie di Angelino Alfano, allora ministro del Governo Berlusconi; Ella è mediatrice e, a quanto risultava, titolare di una catena di aziende di mediazione.

    Oggi Alfano è tornato in auge nel governo Letta e le mediazioni con lui. Il Consiglio dei Ministri, nella sua serie di iniziative legislative, ha introdotto ed approvato un decreto legge recante misure urgenti in materia di crescita.

    Al suo interno anche gli interventi urgenti in materia di giustizia civile messi a punto dal guardasigilli Annamaria Cancellieri, che prevedono, fra gli altri punti, il ritorno della nuova mediazione obbligatoria.

    Il ripristino della mediazione obbligatoria – finalizzata ad evitare che ogni conflitto divenga necessariamente una causa senza tentare composizioni amichevoli degli interessi – è avvenuto con otto rilevanti correttivi, e in particolare:

    1. Esclusione dall’area della obbligatorietà delle controversie per danni da circolazione di veicoli e natanti, posta anche la presenza di ulteriori e speciali procedure di composizione stragiudiziale di queste controversie, rispetto alle quali la mediazione necessaria sarebbe stata un’inutile duplicazione;

    2. Introduzione, sempre nell’area dei diritti disponibili, della mediazione prescritta dal giudice e valutata in contraddittorio con le parti del processo già avviato;

    3. Integrale gratuità della mediazione obbligatoria anche nel caso sia prescritta dal giudice, per i soggetti che, nella corrispondente controversia giudiziaria, avrebbero avuto diritto all’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;

    4. Previsione di un incontro preliminare in cui le parti, davanti al mediatore, verifichino con il professionista se sussistano, o meno, effettivi spazi per procedere utilmente e volontariamente alla mediazione;

    5. Forfettizzazione e abbattimento dei costi della mediazione, in particolare di quella c.d. obbligatoria, attraverso la previsione legislativa di un contenutissimo importo, comprensivo delle spese di avvio, per l’incontro preliminare di cui al punto precedente;

    6. Limite temporale della durata della mediazione in 3 mesi, in luogo di 4, decorsi i quali il processo può sempre essere iniziato o proseguito;

    7. Previsione della necessità che, per divenire titolo esecutivo e per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale, l’accordo concluso davanti al mediatore sia non solo omologato dal giudice ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti;

    8. Riconoscimento di diritto, agli avvocati che esercitano la professione, della qualità di mediatori.

     

    Il minimo comun denominatore di questi interventi correttivi è dato per un verso da un significativo restringimento dell’area per materia della mediazione necessaria e, per altro verso, dell’abbattimento dei costi della medesima mediazione obbligatoria, in uno alla valorizzazione delle garanzie offerte dall’assistenza legale, e della competenza professionale, anche in chiave di composizione stragiudiziale degli interessi, propria degli avvocati.
    Questa è la sintesi del decreto legge, ora ci vogliono sessanta giorni per vedere che succede.
    Un fatto è certo. La materia assicurativa ne è esente, mentre quella condominiale, combinata alla nuova normativa appena entrata in vigore, diventa un ginepraio dove gli avvocati sguazzeranno, alla faccia della tutela dei consumatori.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • DjClass Contest: concorso per Dj al Porto Antico di Genova

    DjClass Contest: concorso per Dj al Porto Antico di Genova

    luci-porto-antico-DIAl via la terza edizione di Djclass Contest, il concorso musicale per aspiranti Dj organizzato da Teleliguria (canale 118 del digitale terrestre) e l’etichetta discografica Studio Maia.

    Il concorso è aperto a tutti gli appassionati della consolle senza limiti di età: le selezioni avverranno al locale La Marina Café. Ogni venerdì verrà registrata una puntata che andrà in onda su Teleliguria e sarà successivamente pubblicata sul canale Youtube dell’emittente.

    Per iscriversi compilare il form d’iscrizione disponibile sul sito www.djclasscontest.it. Si verrà poi ricontattati per partecipare alla selezione, con esibizioni di 15 minuti.

    I vincitori delle selezioni parteciperanno alle semifinali del 19 e 26 luglio e alla finale di sabato 3 agosto. Al vincitore assoluto un contratto discografico di un anno con Maia Records, la pubblicazione on-line di un remix, l’esibizione come DJ di punta al FIM 2014 – Fiera Internazionale della Musica e l’ingaggio come deejay protagonista di un nuovo programma televisivo di Teleliguria.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Planet Ocean: documentario francese sulle sorti degli oceani

    Planet Ocean: documentario francese sulle sorti degli oceani

    Stabilimento balneareMercoledì 26 giugno 2013 (ore 21.30) presso la sede dell’associazione sportiva Vignocchi, nei pressi di Genova Boccadasse, si tiene la proiezione del documentario Planet Ocean.

    L’evento è organizzato dal gruppo Critical Mass Genova in collaborazione con il circolo locale di Greenpeace. Chi lo desidera potrà raggiungere Boccadasse in una pedalata collettiva: partenza alle ore 20.30 in piazza De Ferrari.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Elisoccorso, Liguria: business per i privati o servizio pubblico?

    Elisoccorso, Liguria: business per i privati o servizio pubblico?

    elisoccorso liguriaIl lungo contenzioso giudiziario relativo al servizio di elisoccorso tecnico/sanitario della Regione Liguria – un esempio di efficacia ed efficienza dell’amministrazione pubblica che rischia di esser sacrificato sull’altare dell’interesse privato – si arricchisce di un nuovo capitolo. Il sindacato autonomo dei vigili del fuoco Conapo, infatti, ha proposto e finanziato 2 ricorsi – contro le sentenze del Consiglio di Stato n. 4539/2010 e del Tar Liguria n. 1514/2012 – riaprendo così una partita che sembrava ormai destinata a chiudersi dopo le sopracitate pronunce della giustizia amministrativa.
    Dunque, tutto da rifare. Il Consiglio di Stato, in accoglimento delle istanze degli avvocati del Conapo, ha deciso di rinviare al 14 novembre prossimo la trattazione delle questioni di merito della controversia, in modo tale da consentire ai ricorrenti di far valere in giudizio le proprie ragioni a sostegno dell’importanza e dell’opportunità per la collettività ligure (cittadini, turisti, medici) di continuare ad avvalersi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per il servizio di elisoccorso. Quest’ultimo, attivo fin dal 1994, coniuga alla perfezione presenza e competenze di vigili del fuoco e personale medico del servizio sanitario nazionale in un unico team elitrasportato, offrendo potenzialità operative non riscontrabili nei comuni servizi di elisoccorso. Inoltre, questa configurazione di equipaggio garantisce – unica in Italia, insieme alla gemella da qualche anno operativa in Sardegna – il mantenimento di un livello di sicurezza ottimale per il personale sanitario durante le operazioni di soccorso a terra.

    IL RICORSO DEI PRIVATI
    La Regione Liguria, per l’effettuazione del servizio di elisoccorso integrato, da metà anni ’90 stipula delle convenzioni pluriennali con il Ministero dell’Interno-Dipartimento dei vigili del fuoco.
    Nel 2008 questa decisione è stata impugnata da una società commerciale, la Freeair-Helicopters S.p.A. – seguita a ruota da molti altri soggetti privati operanti nel settore del trasporto in elicottero – che ha presentato ricorso al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) ed al Consiglio di Stato.
    Il giudice amministrativo ha accolto le istanze dei ricorrenti. In particolare, la sentenza del Consiglio di Stato n. 4539/2010 (passata in giudicato) indica quale motivo determinante «… la mancata osservanza delle essenziali caratteristiche – attinenti ai mezzi, al personale ed alle condizioni operative – del servizio di elisoccorso imposte dal regolamento CEE n. 3922/91, dall’accordo Stato-Regioni 3 febbraio 2005 n. 2200 e dalle norme da questo richiamate (regolamento ENAC “norme operative per il servizio medico di emergenza con elicotteri” del 1° marzo 2004 e relativa circolare applicativa ENAC OPV18 del 26 maggio 2004)».

    Il Consiglio di Stato ritiene che, ai sensi dell’art. 744, co. 1, e ss. mm. del codice di navigazione, i velivoli impiegati dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco nel servizio di elisoccorso tecnico/sanitario in Liguria non rientrino negli “aeromobili di Stato”. «Tale norma dispone infatti che “sono aeromobili di Stato gli aeromobili militari e quelli, di proprietà dello Stato, impiegati in servizi istituzionali (…) del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco (…) o in altro servizio di Stato”. Dall’esenzione sono pertanto esclusi i velivoli impiegati per l’espletamento del predetto servizio integrato, di competenza regionale e costituito dal cumulo tra il servizio di soccorso sanitario e quello tecnico urgente mediante elicottero. In altri termini, quest’ultimo servizio (tecnico urgente) è pur di competenza del Corpo dei Vigili del fuoco, ma il servizio a cui questo concorre ed al quale, pertanto, sono destinati i velivoli non attiene alla competenza “istituzionale” del Corpo, sicché necessariamente i medesimi velivoli soggiacciono, al pari di qualsiasi altro velivolo privato che sia adibito a quel servizio integrato, alle regole generali dettate al riguardo, non diversamente dal relativo personale e dalle rispettive modalità esecutive».

    UN ESEMPIO VIRTUOSO CHE POTREBBE ESSERE CANCELLATO
    In ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato, a partire dal primo gennaio 2014, il servizio di elisoccorso in Liguria dovrebbe essere affidato ai privati tramite gara pubblica. Attualmente l’elicottero dei vigili del fuoco con i suoi piloti e l’equipe medica continua a volare grazie ad una proroga approvata dalla Regione, in scadenza il 31 dicembre 2013.
    Nel frattempo, l’amministrazione regionale si appresta a preparare il capitolato di gara. Ma ora, il contro-ricorso del sindacato autonomo Conapo, mescola le carte in tavola, in attesa della prossima udienza pubblica, prevista il 14 novembre.

    L’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo, si era già espresso in maniera netta sull’argomento «Siamo di fronte a una delle costruzioni astruse di questo Paese» (La Stampa, 26/03/2013). E ancora «Noi ci dobbiamo adeguare ad una sentenza del Consiglio di Stato, tuttavia mi sembra assurdo dover rinunciare alla professionalità che viene garantita dai vigili del fuoco. Che fanno lo stesso servizio, anzi lo fanno meglio» (Il Secolo XIX 02/04/2013).
    D’altra parte come dargli torto, soprattutto dal punto di vista economico, la scelta di affidarsi ai vigili del fuoco è stata sicuramente azzeccata. Nel 2012 la Liguria ha speso 1 milione e mezzo di euro per il servizio di elisoccorso. Basta un semplice confronto con altre regioni, dalle caratteristiche simili, che hanno dato in appalto l’elisoccorso, per accorgersene: si parte da un minimo di 3 milioni di euro all’anno per arrivare a 5 milioni, considerando la quota aggiuntiva per i voli fuori contratto. Secondo le stime dei vigili del fuoco, il costo dell’affidamento del servizio ad una compagnia aerea privata potrebbe essere addirittura dieci volte superiore rispetto a quello attuale.

    «È una vergogna disperdere questo patrimonio di professionalità, impegno e risultati, vite umane salvate, invalidità evitate, di grande sintonia tra componente medica e piloti – afferma il dott. Paolo Cremonesi, primario del pronto soccorso dell’ospedale Galliera e da anni medico dell’elisoccorso – Cancellare tutto ciò è un gravissimo errore. Spero che Regione e Ministero dell’Interno possano trovare una soluzione. Nessun privato potrà mai garantire un servizio integrato come quello dei vigili del fuoco che possono utilizzare tutte le componenti di aria, terra, mare e speleo alpina. Capisco che il servizio di elisoccorso possa far gola dal punto di vista economico, ma con i privati costerà di più. Tutto per dei cavilli normativi».

    IL CONTRO-RICORSO DI VIGILI DEL FUOCO E PERSONALE MEDICO
    Il Conapo è intervenuto in giudizio congiuntamente a decine di vigili del fuoco e medici del servizio sanitario ligure, difesi dagli avvocati Matteo Sanapo, Roberto De Giuseppe e Giulio Micioni, stoppando quella che sembrava essere una decisione definitiva in dirittura d’arrivo. Adesso, invece «Il Consiglio di Stato dovrà ridiscutere tutto dall’inizio con i nostri avvocati – spiega il sindacato autonomo in una nota – a novembre tenteremo di riportare sotto la lente di ingrandimento dei giudici la questione concernente la correttezza della sentenza n. 4539/2010 (peraltro passata in giudicato) ove si affermava che i vigili del fuoco, non svolgendo compiti istituzionali durante il servizio di elisoccorso, dovevano lasciare spazio alle società private nell’espletamento di questo servizio, l’assurdo cavillo su cui si impernia la discussione. Senza dimenticare il fatto che anche il personale medico ha aderito al ricorso ritenendo indiscutibile il servizio prestato congiuntamente ai vigili del fuoco».
    Secondo il sindacato, l’interpretazione che è stata data alle norme sulla “natura” del soccorso «È squisitamente giuridica ma mille anni luce lontana dalla realtà operativa che le leggi invocate dovrebbero governare. Se la tesi alla base della decisione giudiziaria fosse corretta e cioè che, non essendo esplicitamente citato nei compiti istituzionali dei vigili del fuoco il soccorso sanitario puro, il corpo non può partecipare a sistemi di soccorso tecnico/sanitario, ciò dovrebbe esser naturalmente valido ed applicabile in ogni ambito del soccorso. Ne conseguirebbe che la maggior parte dei sotto-sistemi di emergenza oggi esistenti in Italia sono illegittimi e da rivedere nella loro configurazione».

    Inoltre «L’esame, anche approssimativo, della casistica relativa agli interventi, illustra chiaramente che si tratta di situazioni al 99% afferenti alle competenze istituzionali dei vigili del fuoco, ovvero il soccorso pubblico! – sottolinea il Conapo – Incidenti stradali, infortuni sul lavoro, crolli, emergenze relative a calamità naturali, emergenze NBCR, esplosioni, incendi, ecc.».
    «La pronuncia del Consiglio di Stato contro il servizio svolto dai vigili del fuoco – spiega il segretario generale del Conapo, Antonio Brizzi ‐ oltre a pregiudicare la professionalità dei vigili del fuoco impegnati quotidianamente nel servizio di elisoccorso, costituisce una seria minaccia per l’interesse pubblico nazionale all’economicità e all’efficienza del servizio in questione. Secondo le nostre stime il servizio affidato ai vigili del fuoco comporta un risparmio del 75% dei costi a carico dei cittadini a fronte di un servizio ineguagliabile dai privati».

    Il Conapo, da una parte adiva i tribunali per evitare pronunce definitive, dall’altra intratteneva costanti rapporti con il Dipartimento dei vigili del fuoco per chiedere «La predisposizione del testo di una modifica legislativa che chiarisca la materia e metta fine a queste controversie, istanza che è stata recepita e che ora è in attesa del vaglio del Governo – conclude Brizzi ‐ Faccio quindi appello al presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando ed all’assessore alla Salute, Claudio Montaldo, affinché prendano contatti con il sottosegretario all’interno, Gianpiero Bocci, per sostenere questa modifica legislativa per una rapida approvazione, con un beneficio non solo Ligure, ma anche su scala nazionale, sia sul piano della sicurezza dei cittadini sia delle casse delle Regioni, tenendo presente che si tratta di appalti con cifre a sette zeri».

     

    Matteo Quadrone

  • Eggers 2.0: bando per borse di studio in comunicazione digitale

    Eggers 2.0: bando per borse di studio in comunicazione digitale

    social-media-network-webEggers 2.0 è un bando di concorso aperto ogni anno dall’azienda di Torino, laboratorio di sperimentazione sulla comunicazione, che prevede per i vincitori 20 borse di studio di 11 mesi e 4.000 € ciascuna, nell’ambito della comunicazione e della multimedialità.

    La persona selezionata potrà arricchire la propria formazione in progetti che andranno dagli eventi live al digitale, dall’art
    direction alle strategie crossmediali, dall’illustrazione all’animazione 3D, dalle ricerche di mercato alla creazione di siti internet, blog e app, dai materiali di comunicazione più tradizionali alla gamification. Al termine del periodo, il Consiglio d’Amministrazione di Eggers 2.0 si impegna ad assumere almeno un borsista con un contratto a tempo determinato di 12 mesi.

    Il bando è aperto per giovani dai 18 ai 28 anni residenti nell’Unione Europea, che dovranno elaborare un progetto di comunicazione sul tema Il gioco e presentarlo in sede colloquio.

    La scadenza per le iscrizioni è domenica 30 giugno 2013: si dovrà compilare il form sul sito EggersLab e inviare via posta curriculum europeo ed elaborati all’indirizzo: EGGERS 2.0 – LET’S DO IT TOGETHER srl via Poliziano 32 – 10153 Torino.

  • Nikon Talents: bando di concorso fotografico, iscrizioni aperte

    Nikon Talents: bando di concorso fotografico, iscrizioni aperte

    fotografia-concorso-foto-DISono aperte fino al 30 settembre 2013 le iscrizioni per la seconda edizione del concorso fotografico Nikon Talents 2013.

    Il concorso prevede due sezioni:
    Sezione Young, riservata ai fotografi under 30 (ovvero nati dopo il 30 settembre 1982);
    Sezione Women, riservata alle donne fotografe di tutte le età.

    È possibile iscriversi a una sola sezione, attraverso il sito web Nikon Talents e caricando tre fotografie di portfolio. Si precisa che ogni utente potrà iscriversi ad una sola delle sezioni del concorso, a sua scelta, anche se in possesso dei requisiti per iscriversi ad entrambe.

    Le fotografie del portfolio devono appartenere a una delle seguenti categorie:
    1. Paesaggi ed Architettura
    2. Naturalistica
    3. Street e Reportage
    4. Fashion & Glamour
    5. Ritratto

    In palio per ciascuna sezione un buono acquisto di 2.500 € spendibile esclusivamente in prodotti Nikon, dieci fotocamere reflex Nikon D5200 con obiettivo AF-S Nikkor 18-55mm f/3.5-5.6G VR e scheda di memoria Lexar Premium 180x da 8 GB.

    [foto di Diego Arbore]

  • Parchi Liguri: no definitivo all’ente unico, taglio spese del 20%

    Parchi Liguri: no definitivo all’ente unico, taglio spese del 20%

    Monte AntolaVincono i parchi. Lo avevamo già anticipato nel mese di maggio, ma adesso il no della Regione all’accorpamento dei sei enti parco liguri è diventato definitivo. La decisione è stata ratificata nel corso dell’ultima seduta di giunta, in cui il presidente Burlando e i suoi assessori hanno anche stanziato 2,3 milioni di euro per il sostegno delle aree protette e il rilancio dei parchi e delle loro strutture di eccellenza. I responsabili di Alpi Liguri, Antola, Aveto, Beigua, Monte Marcello-Magra e Portofino possono finalmente tirare un sospiro di sollievo, insieme con l’assessore Renata Briano, che si è dimostrata sempre sensibile alle istanze dei “suoi parchi”, come lei stessa ama definirli.

    Il cambio di rotta da parte della giunta, tuttavia, non è stato così spontaneo, come ci spiega Roberto Costa, presidente del Parco dell’Antola: «Fatto salvo l’encomiabile lavoro dell’assessore Briano che si è spesa in prima persona e ci ha messo la faccia per la nostra sopravvivenza, credo che Burlando e gli altri assessori siano stati quasi costretti a prendere questa decisione, in virtù del disegno di legge approvato dalla commissione che andrebbe ad abrogare proprio le precedenti disposizioni di accorpamento decise dalla giunta». Si tratta di un provvedimento politicamente trasversale su cui la giunta si sarebbe trovata probabilmente nel corso di un’eventuale discussione in sede consiliare. Secondo Costa, presidente e assessori sono dovuti correre ai ripari, cercando di anticipare i tempi e sgonfiando sul nascere una bolla che, altrimenti, sarebbe stata di difficile gestione.

    Lago del Brugneto LiguriaTorna sui suoi passi, dunque, Burlando rispetto alle disposizioni inserite nel secondo decreto legge regionale di revisione della spesa – che da fine settembre avrebbe previsto la trasformazione dei 6 enti parco regionali in 5 sezioni territoriali afferenti a un unico “Ente Parchi Liguri” – e alla sfuriata del mese scorso, in cui non aveva badato a mezzi termini nello scagliarsi contro l’attuale sistema di gestione dei parchi.

    «Al di là dei risvolti politici – commenta Costa – da parte nostra c’è sicuramente la soddisfazione di aver vinto questa battaglia, in cui negli ultimi sei mesi abbiamo profuso tutte le nostre forze. Resta sicuramente un po’ di amaro in bocca per una situazione che si sarebbe potuta evitare con un po’ più di raziocinio e di visione d’insieme delle norme nazionali. Inoltre, mi chiedo: se è stato stabilito che gli enti parco non rientrano nelle disposizioni della spending review, perché dobbiamo comunque prevedere una riduzione di spesa del 20%? Non saranno tagli facilissimi perché la commissione tecnica, che ha lavorato finora proprio su questi temi, raschiando il fondo del barile, è arrivata a una proiezione massima del 18% di risparmi. Temo si tratti dell’ennesimo segno di una predisposizione amministrativa non troppo benevola nei nostri confronti».

    Scongiurato il male peggiore, i parchi dovranno quindi confrontarsi con la scure della revisione di spesa, attuando un’opera di razionalizzazione dei costi amministrativi per raggiungere l’obiettivo del 20% di risparmio.

    Nervi Promontorio Portofino mareMonte Antola

     

     

     

     

     

    D’altronde, erano stati gli stessi enti a rendersi assolutamente disponibili per attivarsi in questo senso: «Una razionalizzazione a livello amministrativo può senza dubbio essere fatta», ci raccontava già ad aprile Girani, anticipando le disposizioni previste dalla giunta pochi giorni fa. «Ad esempio, è inutile avere cinque enti parco con cinque persone diverse che si occupano degli stipendi, cinque organismi di valutazione dei dirigenti ecc…. Altre spese possono essere accorpate, come quelle per le consulenze faunistiche universitarie, e non solo per i parchi: così sì che si giungerebbe a un effettivo risparmio dal punto di vista finanziario».

    Diversi gli ambiti in cui si interverrà. Riduzione del collegio dei revisori dei conti da tre membri a uno, taglio dei gettoni ai membri dei consigli degli enti parco che non potranno superare i 30 euro, avvio di un servizio centralizzato regionale per paghe, formazione, avvocatura, predisposizione di concerto con il governo di una razionalizzazione del sistema regionale delle aree protette con l’inclusione del territorio del parco regionale di Porto Venere nel parco nazionale delle Cinque Terre. Queste le prime proposte messe a punto dal gruppo di lavoro congiunto Regione – Parchi che è riuscito a evitare il tanto temuto accorpamento.

    Era stato buon profeta il presidente nazionale di Federparchi, Giampiero Sammuri, che il mese scorso sulle nostre pagine parlava di interpretazione forzata del dettato normativo, in merito alla decisione della Regione Liguria di procedere all’accorpamento degli enti parco: «Da quando c’è la spending review – diceva Sammuri – nessuna Regione italiana ha attuato una riduzione degli Enti di gestione dei Parchi. Non metto in dubbio la necessità di ridurre le spese ma da qui ad annullare l’esistenza degli Enti Parco ne passa di strada. Il fatto che nessun’altra Regione si sia mossa in questo senso dovrebbe far nascere quantomeno il sospetto che non sia necessario operare l’unificazione».

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto Daniele Orlandi]

  • Bobby Durham Jazz Festival: cinque giorni di concerti gratuiti

    Bobby Durham Jazz Festival: cinque giorni di concerti gratuiti

    museo del jazzDa martedì 25 a sabato 29 giugno 2013 presso l’ex scalo ferroviario di Isola del Cantone (Valle Scrivia) si svolge la nona edizione del Bobby Durham Jazz Festival, dedicata al batterista che qui ha vissuto da fine anni ’90 fino alla sua morte, nel luglio 2008.

    Il festival è organizzato dall’associazione culturale Isola Jazz presieduta dal musicista genovese Massimo Faraò. In programma cinque giorni di concerti gratuiti, con stand di prodotti tipici e di artigianato locale e workshop pomeridiani con i musicisti ospiti.

    Saranno presenti al Festival del calibro di Kevin Mahogany (canto), Ed Cherry (chitarra), Joe Chambers (batteria), Doug Lawrence (sax), Massimo Faraò (pianoforte), Aldo Zunino ( contrabbasso), Byron Landham (musica d’insieme), Rodnay Bradley (canto gospel).

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Mass Maddalena: corsi di fotografia e video, i progetti futuri

    Mass Maddalena: corsi di fotografia e video, i progetti futuri

    mass-cameraIL PRECEDENTE

    Gennaio 2012: il bando Generazione Creativa, promosso dalla Compagnia di San Paolo, è vinto da Arci Liguria e dal team di fotografi e videomaker Laboratorio Genova. Questi ultimi, con un finanziamento di 30.000 €, realizzeranno in piazza Cernaia laboratori gratuiti di video e fotografia ed eventi artistici aperti a tutti coloro che vogliano occupare uno spazio della Maddalena con la propria opera d’arte.

    Il progetto MASS – Art and Street Spaces prosegue per tutto il 2012 con eventi e laboratori di vario genere.

    Ne elenchiamo alcuni: un workshop con Mario Spada, fotografo di scena del film Gomorra; un corso gratuito con Giulia Ticozzi, photo editor per il webmagazine Il Post; la costruzione di macchine fotografiche artigianali.

    Questo il video dell’intervista fatta oltre un anno fa, subito dopo la vittoria del bando.

    IL PRESENTE

    A poco più di sei mesi dall’ultimo laboratorio, cosa è rimasto del progetto MASS? 

    Ne parliamo con Michele Coppari, uno dei promotori, per conoscere i potenziali sviluppi futuri del progetto: «L’associazione è al momento “ferma”, ci siamo presi alcuni mesi di pausa sia per riflettere su quali siano le iniziative più interessanti e sostenibili su cui orientarci, su quale taglio dare ai progetti futuri, sia per trovare un nuovo posto in cui lavorare. Lo spazio di piazza Cernaia che ci ha ospitati era infatti provvisorio, già sapevamo che a fine 2012 avremmo dovuto lasciarlo. Alla base del nostro lavoro c’è l’organizzazione di laboratori di buona qualità e gratuiti, una rotta che non vogliamo cambiare: la questione principale è dunque come reperire finanziamenti, dato che il denaro del bando Generazione Creativa – che al momento non è stato rinnovato – era circoscritto alla prima fase del progetto».

    Non ci sono dunque tempistiche certe su quando riprenderanno le iniziative di Laboratorio Genova, salvo la ferma intenzione di continuare su questa strada. In attesa che queste riflessioni giungano a buon esito, chiedo a Michele un bilancio del primo anno di attività: «È stata un’esperienza molto positiva, in ogni workshop e incontro avevamo dai 50-60 partecipanti fino a “picchi” di 100-120, tanto che a volte lo spazio non conteneva tutte le persone presenti. Per il futuro abbiamo necessità di trovare uno spazio idoneo ma svincolato da quelli di proprietà pubblica, perché sono spesso vincolati a bandi e il loro utilizzo è circoscritto nel tempo: vogliamo operare senza il pensiero di dover trovare ogni anno una nuova collocazione, anche perché spesso lavoriamo fuori Genova e una “base” stabile qui è fondamentale».

    I progetti futuri dell’associazione si accompagnano al più ampio piano di rilancio del quartiere, culminato nei giorni scorsi con il nuovo Patto per lo Sviluppo della Maddalena. Un cammino verso cui Laboratorio Genova procede su binari paralleli: «Per il futuro puntiamo a una sinergia più strutturata con Municipio e Civ, ma al tempo stesso abbiamo cercato di operare con autonomia rispetto alle dinamiche interne del quartiere. Crediamo che per fare iniziative in Maddalena non bisogna per forza “parlare di Maddalena”: i nostri eventi hanno portato nei vicoli molte persone, abbiamo pertanto fornito un servizio “indiretto” al quartiere, ma non vogliamo che i nostri laboratori si trasformino in un “safari fotografico del degrado”. Ci interessa piuttosto rendere la cultura appetibile per chiunque, abbiamo studiato una campagna di comunicazione (qui un esempio) che attirasse appassionati e curiosi: molte persone sono passate da noi solo per chiederci consiglio su quale macchina fotografica acquistare, o per sapere di cosa ci occupiamo. Un viavai di persone che ha contribuito ad animare la zona della Maddalena, senza però intervenire direttamente nel dibattito che la riguarda».

    Marta Traverso

  • Decreto Svuota-Carceri, Marassi: una boccata d’ossigeno temporanea

    Decreto Svuota-Carceri, Marassi: una boccata d’ossigeno temporanea

    carcere-marassiMercoledì il decreto “Svuota-Carceri” approderà in Consiglio dei ministri. La bozza del provvedimento resa nota in questi giorni prevede alcune novità, ancora da confermare, tra le quali: possibilità di scontare ai domiciliari gli ultimi 4 anni di fine pena (non in maniera automatica ma secondo la decisione del giudice di sorveglianza); maggiore affidamento di detenuti tossicodipendenti presso le comunità terapeutiche; sospensione della pena per donne incinte, madri con figli sotto i 10 anni, ultrasettantenni.
    Inoltre, oggi la Camera inizia a votare il ddl sulle pene detentive non carcerarie che mira ad incentivare l’istituto della “messa alla prova”, sotto il controllo di assistenti sociali, per i soggetti che abbiano commesso reati leggeri con pena fino ai 4 anni.
    Queste misure, comunque, non avranno un effetto dirompente. Secondo le stime del ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri , potrebbero interessare tra i 3 e i 4 mila detenuti. Poca cosa rispetto ad una popolazione complessiva di oltre 67 mila reclusi.

    Il carcere genovese di Marassi, il più grande della Liguria, afflitto da un endemico sovraffollamentoattorno agli 800 detenuti (nella maggior parte stranieri; il 44% in attesa di giudizio) a fronte di una capienza di 450 posti – ed una carenza di personale pari al 20% dell’effettivo in organico, è un perfetto esempio dell’emergenza carceri italiane.
    «La principale criticità è rappresentata dalla coesistenza di diverse tipologie di detenuti e di diversi circuiti detentivi: in attesa di giudizio, a custodia attenuata, protetti, ad alta sicurezza, condannati a lunghe pene detentive – sottolinea l’Osservatorio Antigone – In particolare per questi ultimi, la struttura di Marassi è inadatta a causa della mancanza di spazi fisici per intraprendere attività lavorative e trattamentali. Si è comunque verificata una diminuzione delle morti in carcere, con un decesso per morte naturale dall’inizio dell’anno, contro i 4 nel marzo 2012».

    «È una goccia nel mare, però, meglio una goccia che niente – così il direttore del carcere di Marassi, Salvatore Mazzeo, commenta il decreto – Non può essere considerata una soluzione ma, forse, l’inizio di un percorso, per cui ben venga questo provvedimento».
    Tuttavia, le ricadute sul carcere genovese saranno davvero minime. Secondo Mazzeo potrebbero uscire in tempi brevi non più di una trentina di detenuti. In pratica una boccata d’ossigeno per una manciata di mesi, poi tutto tornerà come prima.
    Per risolvere l’emergenza occorre intervenire in maniera strutturale innanzitutto deflazionando l’ingresso negli istituti di reclusione. «Alcuni autori di reati minori non dovrebbero neppure transitare per il carcere – conclude Mazzeo – Bisogna incentivare le misure alternative alla detenzione. E poi, quando una persona viene rimessa in libertà, non deve essere abbandonata a se stessa. Sono necessari dei percorsi di accompagnamento, sennò, in caso contrario, l’ex detenuto tornerà a delinquere in tempi brevi».

     

    Matteo Quadrone

  • Strumenti musicali usati: come donarli alle scuole di Genova

    Strumenti musicali usati: come donarli alle scuole di Genova

    musica-concerti-chitarre-DIHai uno strumento musicale che non utilizzi più? C’è la possibilità di fare una donazione alle scuole di Genova per dare a bambini e ragazzi la possibilità di frequentare un percorso gratuito di avvicinamento alla musica.

    Questo, in sintesi, ciò per cui si sta adoperando Progetto Sviluppo Liguria: un’associazione di volontariato costituita nel 1997 e che si occupa di cooperazione internazionale e di progetti educativi sul territorio. Fra questi Costruiamo con la musica, ispirato al metodo didattico di José Antonio Abreu in Venezuela che sostiene la promozione sociale dell’infanzia attraverso l’educazione musicale e la formazione di orchestre di bambini.

    Come mi spiega Elena Gritti «È un’esperienza che si sta attuando a livello nazionale, a cui Progetto Sviluppo Liguria ha aderito – come primo nucleo ligure – all’inizio dell’anno scolastico 2012/2013 presso l’Istituto Comprensivo Lagaccio. Il progetto si compone di due fasi: la prima riguarda la propedeutica e alfabetizzazione musicale, la seconda l’apprendimento di uno strumento d’orchestra o il canto in un coro. La didattica è coordinata sia dal personale dell’associazione, sia da un nucleo di docenti di musica e strumentisti, che si sta costituendo per darci supporto nei prossimi anni scolastici. L’obiettivo è infatti estendere il progetto ad altre scuole, soprattutto quelle collocate in quartieri “difficili” dove non ci si può permettere di finanziare corsi di musica: gli strumenti vengono dati agli allievi in comodato d’uso gratuito».

    La prima applicazione del progetto, ossia il corso propedeutico all’Istituto Lagaccio, è stata possibile grazie al bando che Celivo apre annualmente a sostegno delle organizzazioni di volontariato e alle donazioni di sponsor privati, a partire da Emac.

    Come si può contribuire a Costruiamo con la musicaLa possibilità di donare uno strumento musicale è sempre aperta, recandosi presso la sede di Progetto Sviluppo Liguria in piazza Acquaverde o presso uno dei circoli Auser della città. Sono ricercati soprattutto strumenti per ensemble e orchestre (archi, fiati, a corda) ma sono ben accetti anche di ogni altra tipologia. L’associazione è inoltre presente al Suq con un punto di ritiro degli strumenti e questa sera (lunedì 24 giugno, ore 18) dedicherà un momento all’illustrazione del progetto al pubblico.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Libero cinema in Libera terra: proiezioni di film a Villa Bombrini

    Libero cinema in Libera terra: proiezioni di film a Villa Bombrini

    villa-bombrini-2Lunedì 24 giugno 2013, festa di San Giovanni, si svolge a Villa Bombrini – Genova Cornigliano, la tappa dell’evento nazionale Libero cinema in Libera terra.

    Si tratta dell’ottava edizione dell’iniziativa a cura di Libera, associazione fondata da Don Luigi Ciotti che si occupa di contrasto alle mafie. Un ricco calendario di film che si proiettano in 100 tappe italiane dal 18 giugno al 18 luglio 2013.

    A Genova viene rappresentato The House I live in di Eugene Jarecki: un film del 2012 che racconta il sistema giudiziario americano dal punto di vista di un ufficiale della narcotici.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Giardini Baltimora: concerto di musica in dialetto genovese

    Giardini Baltimora: concerto di musica in dialetto genovese

    Giardini BaltimoraDomenica 23 giugno 2013 (dalle 18) i Giardini Baltimora ospitano nella Notte di San Giovanni l’evento musicale a cura di Arge Genova I Giardini di Cartapesto.

    Una serata che vuole rivalutare la cultura genovese, a partire dal suo dialetto, e al tempo stesso far conoscere questo spazio alle spalle del centro città, che sta diventando oggetto di un interessante progetto di riqualificazione.

    Ospiti musicali (leggi il programma) sono Makadam Zena, Bobby Soul, Bernarda Prod-Action, U Carbun e Uribà.

    Ingresso a offerta libera.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Greg Lake a Genova, intervista alla storica voce dei King Crimson

    Greg Lake a Genova, intervista alla storica voce dei King Crimson

    greg lakeMeticoloso e facile al nervosismo durante le prove, trascinatore sul palco, affabile, scherzoso e gentile con tutti i fan dopo il concerto. Greg Lake, ospite del Festival Internazionale di Poesia di Genova, si è presentato così al pubblico genovese in visibilio. “Il suo perfezionismo in fase di allestimento è indicativo della sua serietà e di quanto desiderasse una buona riuscita del concerto”, osserva uno degli organizzatori della manifestazione. E a giudicare dalla piccola folla che si è ammucchiata a fine per scattare una foto o avere un autografo su un album (magari in vinile), i tanti fan accorsi sono stati pienamente soddisfatti della performance di questa leggenda vivente della musica prog degli anni Settanta, membro dei King Crimson e successivamente di Emerson, Lake & Palmer.
    L’evento ha rappresentato un’ottima opportunità per parlare con Lake della scena musicale oggi in rapporto al passato e della sua relazione con l’Italia, in particolare con la Liguria.

     

    Pensa che per una band emergente sarebbe possibile oggi avere successo proponendo una musica elaborata e complessa come la vostra?

    «Non ho la sfera di cristallo per conoscere il futuro, ma sinceramente penso di no. L’epoca del rock è finita: è un fatto e bisogna accettarlo. Analogamente al periodo d’oro del cinema di Hollywood, anche il rock’n’roll ha avuto un picco a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, per poi conoscere una flessione. Ciò non significa che la grande musica non esisterà mai più: emergeranno altri artisti, in altre forme, sicuramente diversi da noi, perché nonostante le imposizioni del music business la musica e l’arte in generale parlano direttamente all’anima degli esseri umani e si trasmettono soltanto da persona a persona».

    In quale modo la musica ha segnato la sua generazione?

    «Il rock non è stato solo un movimento musicale, ma una vera rivoluzione culturale sotto diversi punti di vista. Per fare un semplice esempio, oggi è abbastanza comune parlare d’amore. Le giovani generazioni parlano abitualmente di amore per le persone, per il nostro pianeta e per la natura, ma quando ero ragazzo io parlare pubblicamente di questo sentimento era quasi un tabù. A un certo punto, però, arrivarono i Beatles con All you need is love, e in breve love, l’amore, si prese lo spazio che gli spettava, nella musica ma anche più in generale nella società e nella nostra cultura».

    Parlando del nostro paese, qual è il suo rapporto con l’Italia?

    «Per un artista è impossibile non amare l’Italia. In qualunque luogo si vada in Italia e dovunque ci si volti a guardare si è circondati da questi meravigliosi palazzi, quadri e sculture. Voi siete italiani, ci vivete dentro tutti i giorni e forse siete talmente abituati a questa bellezza da non farci caso, ma per chi come me proviene da un paese come l’Inghilterra ogni volta è una gioia venire qui, in un paese così ricco di tesori storici».

    C’è sempre stato un intenso feeling tra i grandi personaggi della letteratura inglese e la Liguria. Shelley è morto a Lerici, Byron ha vissuto a Genova e anche Dickens l’ha celebrata in alcuni suoi scritti. Anche lei ha un rapporto privilegiato con la nostra regione?

    «Sono quarant’anni che vengo qui. Di questo posto amo tutto: l’aria, il clima, il mare (tema caro a Lake, non a caso il concerto era iniziato con la lettura del testo di Pirates, ndr), la cucina – il cibo qui è davvero meraviglioso! E poi, adoro Portofino. La prima volta che ho avvistato dal mare questo piccolo villaggio mi sono stropicciato gli occhi e ho detto ad alta voce: “Ma questo posto esiste davvero?” Non riuscivo a crederci… Quindi, ripeto, non è difficile capire le ragioni per cui un inglese ritorni in questi luoghi con così tanto piacere».

     

    Daniele Canepa e Giuliano Nervi

  • Sarde ripiene: ecco come prepararle

    Sarde ripiene: ecco come prepararle

    Sarde ripieneLe sarde ripiene sono una specialità a base di pesce molto diffusa in Italia. Gli ingredienti e il metodo di preparazione sono simili a quelli delle acciughe ripiene.

    Ingredienti

    Un chilo di sarde, 50 grammi di parmigiano grattugiato, 2 uova, origano o maggiorana, prezzemolo, uno spicchio d’aglio, mollica di un panino bagnata nel latte, olio extra vergine d’oliva, pangrattato, sale.

    Preparazione

    Pulite bene le sarde, eliminando la testa, le interiora, la lisca centrale e mettetele per qualche minuto in un recipiente inclinato in modo che perdano tutti i liquidi in eccesso.

    Nel frattempo dedicatevi al ripieno: mettete in una terrina le uova, la mollica di pane bagnata nel latte e ben strizzata, il formaggio, le erbe, lo spicchio d’aglio tritato, salate e mescolate bene tutto aggiungendo un filo d’olio.

    Ungete una teglia da forno e disponetevi le sarde ben aperte, ricopritele con il ripieno, mettete ancora un filo d’olio, il pangrattato e fate cuocere a 180 gradi per circa 20 minuti.

    Buon appetito!

     

    Foto: amicidiponente.it