Mese: Giugno 2013

  • Expo Milano 2015: concorso di scrittura libretti d’opera

    Expo Milano 2015: concorso di scrittura libretti d’opera

    musica-spartito-partituraIn vista di Expo Milano 2015 è stato indetto un concorso per scrivere soggetto e testi di un libretto per un’opera rivolta ai giovani dai 6 ai 14 anni: il bando è a cura di Opera Education, un progetto dell’Associazione Lirica e Concertistica Italiana (AsLiCo) di Milano per avvicinare all’opera bambini e ragazzi.

    I partecipanti al concorso dovranno avere età compresa tra i 18 e i 30 anni.

    I requisiti dell’opera dovranno essere:
    – durata compresa tra i 50 e i 70 minuti, in un atto unico senza intervallo
    – massimo di 6 interpreti vocali e 4 interpreti tra mimi, attori, figuranti e danzatori (non è previsto il coro in scena)
    – da 4 a 6 arie che durante lo spettacolo dovranno essere cantate dalla platea di bambini e ragazzi (è importante che la platea abbia un ruolo preciso nel libretto)
    – lingua italiana
    – essere inedita
    – non avere un approccio didattico, ma essere una fiaba poetica
    – ispirarsi al tema di Expo 2015 Nutrire il pianeta, energia per la vita.

    Per partecipare è necessario effettuare entro il 20 luglio 2013 la pre-iscrizione online sul sito di Opera Education e inviare il libretto via posta (Opera domani – EXPO 2015 c/o Teatro Sociale di Como – Via Bellini – 3, 22100 Como – Italia) e in pdf come allegato a operadomani@aslico.org entro il 30 settembre 2013. Ogni autore può partecipare con un solo libretto.

    Una giuria valuterà tutti i lavori pervenuti e il progetto vincitore verrà proclamato nel mese di ottobre 2013. Il vincitore avrà in premio 3.000 € di anticipo sui diritti d’autore che matureranno dall’esecuzione dell’opera (verrà stipulato apposito contratto con Casa Ricordi) e il rimborso di viaggio e alloggio per partecipare alla cerimonia di premiazione. L’opera selezionata debutterà al Teatro Sociale di Como nel febbraio 2015, a Milano in primavera e a seguire in una tournée di circa 120 repliche in Italia, fino all’Opéra de Rouen Haute-Normandie nella stagione 2015-2016.

  • Parlare senza dir nulla: il doublespeak al servizio della politica

    Parlare senza dir nulla: il doublespeak al servizio della politica

    enrico-lettaC’è un concetto connesso a quello del politically correct che abbiamo introdotto la scorsa settimana: si chiama doublespeak. Se il politicamente corretto cerca in qualche modo di camuffare o attenuare l’isolamento e l’emarginazione di determinati gruppi trovando delle alternative bizzarre (folically challenged anziché bald, “calvo”) e un po’ improbabili, il doublespeak si configura invece come “linguaggio che non dice nulla”.

    L’origine del termine proviene dal romanzo 1984 di George Orwell, che presenta un modello distopico – l’opposto di utopico – di società, in cui le persone vivono sotto un tiranno, il Grande Fratello o Big Brother, all’interno di un regime totalitario che riforma il linguaggio creando il Newspeak, una nuova lingua più povera di parole, allo scopo di limitare la libera espressione e il libero pensiero e di rafforzare il controllo dello Stato sui singoli individui. Associato al Newspeak è il concetto del Doublethink, l’accettazione simultanea di due idee contrastanti: da qui il nuovo termine doublespeak.

    Sebbene probabilmente non fosse a conoscenza del termine, un grande maestro di doublespeak fu Arnaldo Forlani, vecchio leader DC passato alla storia per essere stato un esponente di spicco dell’ex maggiore partito italiano – forse non così ex, leggendo la storia di chi, mano nella mano, è alla presidenza e vicepresidenza dell’attuale governo –  e anche per aver balbettato con tanto di bava alla bocca delle risposte confuse durante una testimonianza in tribunale in piena Tangentopoli. Durante un’intervista a un periodico, Forlani affermò: “Parlo senza dir niente? Potrei farlo per ore.”

    Proprio nel parlare a vuoto, nel “fingere di comunicare e far sembrare buono ciò che è cattivo, positivo ciò che è negativo, attraente o almeno tollerabile ciò che è spiacevole,” come afferma il linguista americano William Lutz, si trova l’essenza del doublespeak. Per chiarire ulteriormente il concetto, porterò un altro luminoso esempio dal film Full Metal Jacket, capolavoro di Stanley Kubrick sulla guerra in Vietnam. Il protagonista del film, il marine Joker, si trova in una base americana come corrispondente per la rivista Stars and Stripes, molto vicina alle forze armate e al Ministero della Difesa. In una scena, il caporedattore, anch’egli un soldato americano, redarguisce i giornalisti sulla terminologia da usare nella descrizione delle operazioni militari statunitensi. Per esempio, tra i diversi “taglia, sostituisci e cuci,” ordina di rimpiazzare la formula search and destroy – “perquisire e distruggere” – con sweep and clean – “spazzare e pulire”… In effetti la formula assume così un suono più ascoltabile da parte del pubblico.

    Analogamente, per lungo tempo si è parlato di clean bombs, le “bombe pulite”, riguardo agli ordigni termonucleari o di smart bombs, le famose “bombe intelligenti”.

    Senza scomodare gli USA, troviamo bastimenti carichi di doublespeak anche a casa nostra: pensate all’uso proditorio delle parole di origine straniera in italiano per confondere le persone che hanno scarsa padronanza dell’inglese o di altre lingue. I tagli selvaggi sono ora chiamati spending review, i licenziamenti diventano downsizing, la gara per assegnare le frequenze si trasforma in beauty contest. Se si usa la terminologia inglese quante persone riescono a capire? Un ottimistico 20%? Ma non è compito di media e politica parlare in modo chiaro e trasparente a tutti?

    Tornando all’argomento di questo articolo, un paio di mesi fa mi colpì una frase proprio di Letta che, rivolto all’opposizione, la esortava a non rimanere in disparte e a “mescolarsi”. La “mescolanza” intesa dal buon vecchio compagno di partito di Forlani nel senso di “massa informe”, nella quale tutto diventa uguale, nella quale non esistono più le divergenze di opinione e tutti hanno ragione e torto allo stesso tempo, mi ha subito richiamato alla mente il doublespeak, anche se made in Italy… anzi, de’ noantri! See you!

     

    Daniele Canepa

  • Music Line, Gianni Martini: concerto finale al Teatro Carignano

    Music Line, Gianni Martini: concerto finale al Teatro Carignano

    musica-concerti-chitarra-elettricaGiovedì 6 giugno 2013 (ore 21) il Teatro Carignano ospita la serata conclusiva de Un anno di musica, la due giorni di concerti di fine anno a cura di Music Line.

    La scuola fondata da Gianni Martini festeggia 35 anni di attività: questa sera saranno sul palco allievi ed ex allievi, fra gli ospiti il direttore di Era Superba Gabriele Serpe con Andrea Giannini e Marco Topini.

    Ingresso 8 €.

  • Cinea Il Filo di Gaia: al Sivori la rassegna di cinema ambientale

    Cinea Il Filo di Gaia: al Sivori la rassegna di cinema ambientale

    cinema-provini-castingAl Cinema Sivori di salita Santa Caterina, 12 torna anche quest’anno la rassegna cinematografica dedicata al cinema ambientale Cinea Il Filo di Gaia. Ormai giunta alla sua sesta edizione, anche quest’anno l’evento –rigorosamente a ingresso gratuito– prevede un fitto calendario di proiezioni interamente dedicate all’ambiente e al rispetto del territorio, allo scopo di sensibilizzare il pubblico attraverso il mezzo di intrattenimento cinematografico su questa tematica delicata e spesso sottovalutata. A curare il progetto sarà ancora una volta l’Associazione Centro Culturale Carignano, attiva da ormai oltre dieci anni presso il Sivori con il compito di curarne l’organizzazione di eventi e proporre iniziative culturali. L’Associazione ha lavorato in collaborazione con altre realtà attive nel panorama genovese, dal Laboratorio Territoriale per l’Educazione Ambientale LabTer GreenPoint del Comune di Genova, all’assessorato all’Ambiente della Regione Liguria. Inoltre, hanno partecipato anche ARPAL, il Festival Cinemambiente di Torino, Museo Nazionale del Cinema di Torino e Circuito Cinema Genova, con il sostegno di Comune, Regione, Amiu, Iren, Coop Liguria, Also srl.

    Inaugurata ieri, nel corso di questi giorni al Sivori e in altri cinema aderenti di Savona, Imperia, La Spezia (rispettivamente NuovoFilmStudio, Il Centrale, Il Nuovo) saranno presentati in anteprima una serie di film e documentari selezionati direttamente dalla 16° edizione del Festival Cinemambiente, la maggiore manifestazione italiana di cinema ambientale, che si è tenuta dallo scorso 31 maggio al 5 giugno a Torino. Genova-Torino, o meglio Liguria-Piemonte: un filo diretto, una collaborazione consolidata e che prosegue ormai da alcuni anni, permettendo di portare anche nella nostra città il meglio dei documentari, cortometraggi e lungometraggi a tematica ambientale provenienti da tutto il mondo.

    La data del 5 giugno, scelta per inaugurare l’evento non è casuale: proprio in questa data ricorre il WED-World Environment Day, la Giornata Mondiale dell’Ambiente, che ogni anno viene promossa da UNEP (United Nations Environment Programme) e che quest’anno è dedicata –come reso esplicito dallo slogan “Think Eat Save”- allo spreco alimentare. E proprio il 5 giugno alle ore 18.30 la rassegna è stata inaugurata con il Cinea Bike Tour, a cura del circolo Fiab Amici della Bicicletta: un’ora in bicicletta attraverso le vie del centro storico, in un tour “circolare” con punto di partenza e di arrivo presso il Cinema Sivori. Scopo dell’iniziativa, sensibilizzare il pubblico verso l’importanza dell’adozione di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale. Accanto all’inaugurazione della rassegna genovese, si è svolta anche la giornata di chiusura del Festival del capoluogo piemontese Cinemambiente. Per questo si è scelto di proiettare in contemporanea a Torino e nei cinema liguri aderenti (grazie al supporto del Sistema Ligure di Educazione Ambientale) il documentario di Markus Imhoof “Un mondo in pericolo”, sui danni derivanti dallo spopolamento degli alveari, per unire ancora di più le due rassegne e rimarcare il filo rosso che unisce gli eventi tra Piemonte e Liguria. Inoltre, l’apertura di Cinea Il Filo di Gaia è stata suggellata dall’intervento in diretta del direttore del Festival Cinemambiente, Gaetano Capizzi, che ha passato simbolicamente il testimone al capoluogo ligure.

    I temi che verranno raccontati in questa edizione di Cinea sono i più svariati e toccano diverse problematiche “calde” e di attualità: la raccolta differenziata e l’importanza del riciclo dei rifiuti, i danni conseguenti al sovraffollamento urbano, il rispetto e la responsabilità dei singoli verso l’ambiente che ci circonda.

    Per tutta la durata della manifestazione sarà allestito anche un bookshop, allestito dal negozio La Formica e realizzato rigorosamente in forma ecosostenibile, presso il quale sarà possibile reperire materiale sulle tematiche ambientali più svariate. E poi ancor, presso il Centro Polivalente Sivori (sempre nei locali di Salita Santa Caterina, 12) una mostra fotografica dal titolo “Orti Urbani”, con una mappatura degli orti urbani genovesi, a cura dell’associazione Percorsi Magici, diretta da Alberto Terrile.

     

    Ecco di seguito il programma:

    5 giugno: ore 20.30 film di apertura per la Giornata Mondiale dell’Ambiente, Un mondo in pericolo (Germania, Austria, Svizzera 2012, 94′) di Markus Imhoof. La sindrome dello spopolamento degli alveari, riscontrata per la prima volta in Nord America alla fine del 2006 e che si è poi diffusa anche nei principali paesi europei, è un fenomeno ancora poco conosciuto ma dalle conseguenze potenzialmente devastanti per l’intero ecosistema del pianeta.

    6 giugno: ore 18.30  documentario Critical Mass (Regno Unito 2012, 101′) di Mike Freedman. Nel 1962 lo scienziato John Calhoun decise di tentare un esperimento sociologico legato all’aumento forzato della popolazione in una comunità di topi per valutare le conseguenze del sovraffollamento in un gruppo sociale. Parte da qui anche il viaggio di Mike Freedman per raccontare, attraverso le voci di personaggi come Desmond Morris e Jeffrey McKee, i danni di un mondo sempre più densamente popolato.

    Ore 20.30: Meno 100 chili – Ricette per la dieta della nostra pattumiera (Italia 2013, 82’) alla presenza del regista Emanuele Caruso. Un doppio viaggio tra realtà e finzione lungo tutto il paese alla scoperta delle buone pratiche già messe in atto in diverse realtà italiane – come l’utilizzo dei pannolini lavabili, il processo di riciclaggio di plastica e carta, la distribuzione di acqua, latte, vino e detersivi alla spina – a testimonianza di come sia possibile ottenere importanti risultati impostando una politica tesa alla riduzione dei rifiuti.

    7 giugno: ore 18.30 documentario Come l’abete, sapiente delle cose dell’alto (Italia 2013, 80′) di Monika Crha e Angelo Santovito. L’esperienza dei benedettini camaldolesi per secoli custodi del paesaggio e degli equilibri ecologici del loro territorio. Un esempio di responsabilità ambientale controcorrente, rispetto alla storia umana più recente.

    Ore 20.30 Dusty Night (Francia, Afghanistan 2011, 19′) di Ali Hazara. Ambientato in una piccola città afghana dove gli operatori ecologici puliscono faticosamente strade e quartieri. Figure emblematiche di un paese che ancora cerca di liberarsi dalle polverose macerie di un passato le cui tracce profonde sono ancora ben presenti. A seguire Lost Rivers (Canada 2012, 72′) di Caroline Bacle. Alla scoperta di veri e propri fiumi nascosti dalla nostra urbanizzazione come il Petite rivière di St-Pierre a Montreal, il Saw Mill River di New York, il River Tyburn di Londra.

    8 giugno: ore 18.30 cortometraggio d’animazione Feral (USA 2012, 12′) di Daniel Sousa. A seguire  Gonawindua (Colombia 2012, 14′) di Jorge Mario Suarez. Gonawindua è la vetta più importante del Sierra Nevada de Santa Marta, un immenso massiccio montuoso della Colombia settentrionale che per i kogi rappresenta l’origine di tutte le cose. L’irresponsabilità dei non nativi nei confronti dell’area sacra rischia però ora di provocare la rabbia del creatore con conseguenze del tutto imprevedibili per tutta l’umanità. Infine Gokula – A Place on Earth for Cows (Regno Unito 2011, 11′) di Donna Lipowitz, e Little Land (Grecia 2013, 52′) di Nikos Dayandas, che racconta l’esperienza di Thodoris che, fin dall’inizio della crisi economica che si è abbattuta sulla Grecia a partire dal 2009, ha scelto di trasferirsi sull’isola di  Ikaria nell’Egeo settentrionale, scoprendo una comunità che sopravvive grazie a una particolare cultura incentrata sull’autonomia e la cooperazione. Un luogo celebre inoltre per la sua qualità della vita, tanto da essere una delle cinque Blue Zone al mondo, regioni caratterizzate dalla particolare longevità dei suoi abitanti.

    Ore 20.30 documentario Revenge of the Electric Car (USA 2011, 90′) di Chris Paine.Il futuro dell’industria automobilistica tramite gli interventi di alcuni dei suoi protagonisti: da Bob Lutz della General Motors, a Elon Musk, il giovane milionario fondatore della Tesla Motors, fino a Carlos Ghosn, dirigente della Nissan che nel 2009 ha annunciato la produzione della Leaf, un veicolo elettrico a basso costo accessibile a tutti, coinvolgendo inoltre star di Hollywood come Tim Robbins e Danny DeVito.

    9 giugno: ore 18.30 Snake Dance (Belgio 2012, 75′) di Manu Riche e Patrick Marnham. Una vera e propria riflessione sulla nascita dell’era nucleare che dalla giungla del Congo, alla ricerca delle miniere di Uranio, arriva fino al Los Alamos National Laboratory in New Mexico, il sito principale del Progetto Manhattan, che durante la Seconda Guerra mondiale portò alla realizzazione della prima bomba atomica. A seguire Il giorno che verrà (Italia, Francia 2013, 65′) di Simone Salvemini. Quattro personaggi differenti, accomunati dall’appartenenza al movimento No al carbone, per raccontare la vita e la realtà di una delle zone industriali più inquinate d’Europa.
    Ore 20.30 documentario Parole sostenibili (Italia 2012, 20′) di Marco Dazzi. Pochi termini sono entrati così prepotentemente nell’immaginario collettivo e nel dibattito contemporaneo come quello di sostenibilità. Ma quanto e cosa sappiamo di un concetto così abusato, che, nato in ambito scientifico, è stato presto introdotto in quello sociale, ambientale o economico? Grazie alle voci di esperti, ma anche di attivisti e intellettuali, nasce così un vero e proprio viaggio interamente ripreso in Super8 che da Milano arriva al Giappone, passando per l’Africa.

     

    Elettra Antognetti

  • Borse ecologiche in pvc: negozio a Genova aperto solo per un mese

    Borse ecologiche in pvc: negozio a Genova aperto solo per un mese

    garbage5Prendiamo una delle più grandi e storiche fabbriche italiane, in un settore comunemente definito “antiecologico” come quello della siderurgia. Poniamo che la fabbrica venga a un certo punto dismessa, e che il Comune la ristrutturi e la metta a bando, destinandola a quindici aziende impegnate nell’ecosostenibilità.

    I più maligni avranno già capito che non stiamo parlando di Genova. L’area in questione è l’ex acciaieria Falck a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano: una delle aziende che attualmente vi operano ha fatto capolino ieri a Genova per raccontare la propria storia.

    Si tratta di GarbageLAB, un progetto creato nel 2009 da tre ragazzi con esperienza nella comunicazione e nel design: l’azienda realizza borse ecologiche in PVC, riutilizzando cinture di sicurezza e manifesti pubblicitari. Il PVC – abbreviazione del cloruro di polivinile – è una delle materie plastiche più utilizzate al mondo, con numerosissime applicazioni: dal vinile con cui erano realizzati i dischi, a tubature e infissi per l’edilizia, fino al materiale di stampa e cartotecnica.

    garbage1Per tutto il mese di giugno, le borse GarbageLAB saranno visibili e acquistabili in un temporary shop sito in via Trebisonda, nella vecchia sede del negozio La Formica. Come ci spiega il titolare Filippo Repetto «da aprile ci siamo trasferiti dall’altra parte della strada, ma l’affitto del vecchio locale scade a fine estate. Ci dispiaceva tenerlo chiuso o usarlo solo come magazzino, perciò abbiamo avuto l’idea del temporari shop monomarca. La Formica e GarbageLAB sono due aziende nate nello stesso periodo (2009), siamo “cresciuti insieme” e ci conosciamo da tempo attraverso il web e le fiere di settore».

    All’inaugurazione (che si è svolta ieri, martedì 4 giugno) erano presenti molte persone, tra clienti affezionati de La Formica e passanti incuriositi. I tre titolari di GarbageLAB hanno venduto personalmente le borse e risposto alle domande dei clienti. Per il restante periodo di apertura, sarà La Formica a occuparsi dello spazio.

    garbage4Mi faccio spiegare da Francesco Macrì, uno dei tre soci di GarbageLAB, qualcosa in più sul progetto: «Per realizzare le borse acquistiamo gli striscioni pubblicitari, che di norma vengono tolti e sostituiti nelle affissioni pubbliche ogni quindici giorni. Siamo anche aperti al contatto con aziende che hanno materiali in PVC, perché li vendano a noi invece di portarli in discarica. Una volta acquistati li laviamo e ritagliamo, conservando le parti per noi più interessanti (colore, immagini, scritte etc), che assembliamo per formare il rivestimento delle borse. Le tracolle sono invece realizzate con cinture di sicurezza delle automobili. Quando siamo “a pieno regime” produciamo circa mille borse al mese, e quelle che trovate qui sono pezzi unici, una diversa dall’altra».

    Marta Traverso

  • Tursi: la Tares e il regolamento per l’occupazione aree pubbliche

    Tursi: la Tares e il regolamento per l’occupazione aree pubbliche

    palazzo-tursi-sindaco-doria-marco-discorso-DMaggioranza compatta almeno questa settimana in Consiglio comunale. Ma i rapporti burrascosi tra la Giunta e la Sala Rossa hanno avuto modo di emergere anche nel corso dell’ultima seduta nell’aula consigliare di Palazzo Tursi. I motivi di contrasto, questa volta, sono arrivati dalla discussione sull’anticipo della Tares, il tanto chiacchierato tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che dovrebbe portare ossigeno vitale alle casse di Amiu. La notizia, prima di tutto. La delibera di Giunta è stata approvata con un’ampia maggioranza, grazie anche ai voti favorevoli del Movimento 5 Stelle: i genovesi, dunque, in attesa di sapere come il governo rimodulerà il balzello, dovranno versare al Comune un anticipo pari all’83% dell’importo previsto lo scorso anno per la Tia.

    Le polemiche, naturalmente, arrivano dal centrodestra, con capofila la pidiellina Lilli Lauro che ha accusato la giunta di aver mentito sul presunto accordo con le associazioni e ha puntato il dito contro l’assessore Miceli reo, a suo dire, di non aver mostrato alcuna disponibilità al confronto.

    Tuttavia, anche il capogruppo del PD, Simone Farello, ha manifestato un leggero mal di pancia, sebbene non nel merito del provvedimento quanto piuttosto riguardo il suo iter amministrativo: «La delibera è doverosa e completa nella sua forma: l’amministrazione ha fatto quello che si doveva fare», ha dichiarato in aula l’ex assessore della giunta Vincenzi, anticipando il voto negativo della maggioranza rispetto a una sospensiva del provvedimento avanzata dal leghista Rixi e, in seguito, bocciata dall’aula. «Non nascondo, però – ha proseguito Farello – che io stesso in Conferenza capigruppo ho manifestato ferma contrarietà a questo nuovo, sbagliato modo di procedere che porta in aula al martedì le delibere passate in giunta il giovedì precedente, limitando così fortemente l’esercizio di controllo da parte del Consiglio. Vi sono certamente situazioni emergenti, ma questo iter non può diventare la norma: su tre delibere, oggi ben due (la seconda è quella con oggetto le farmacie comunali, NdR) hanno vissuto questo procedimento». A dire il vero, come ha sottolineato il presidente Guerello, il documento è stato licenziato dalla giunta nel corso della seduta del 23 maggio ma si è dovuto attendere più di una settimana per la presentazione in commissione a causa di problemi di calendarizzazione. Resta, comunque, il fatto che, nonostante l’impellente necessità di sistemare i conti di Amiu e garantire gli stipendi ai lavoratori, la situazione è stata affrontata con eccessiva fretta e un po’ di confusione.

    Come detto, il M5S si è ancora una volta unito alla maggioranza per un «atto di responsabilità nei confronti dei cittadini che un domani si troverebbero a pagare di più a causa degli interessi bancari che seguirebbero l’accensione di un mutuo per ripianare il bilancio di Amiu», come ha dichiarato il capogruppo Paolo Putti dopo aver precisato la propria contrarietà al balzello in sé e per sé, dal momento che rappresenta uno «scarico di responsabilità da parte del governo centrale sulle spalle delle amministrazioni locali che si rivalgono sui cittadini».

    Grande ilarità, infine, ha suscitato tra i consiglieri la motivazione con cui l’assessore Miceli si è detto costretto a respingere la richiesta di abbassare l’acconto a un ammontare di poco superiore al 70% della Tia versata lo scorso anno: «Il software con cui vengono emesse le bollette – ha spiegato l’assessore al Bilancio – procede per scaglioni di venti punti percentuali. Per una revisione del sistema sarebbe necessario un mese e mezzo di lavoro, andando ben oltre i tempi limite imposti dalla legge per poter prevedere l’acconto».

     

    Occupazione aree pubbliche: le modifiche al regolamento

    piazza-sestri-ponente-DII lavori della seduta ordinaria in Sala Rossa si sono aperti con l’approvazione di alcune modifiche al Regolamento per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Cosap). Il documento (clicca qui per consultarlo) prettamente tecnico presentato dalla giunta prevede una razionalizzazione delle occupazioni “fuori mercato”, i classici banchetti che si trovano a cadenza settimanale o bisettimanale nelle piazze genovesi, e modifica le modalità di pagamento di tutti mercati merci varie. All’interno della delibera, inoltre, è stato recepito un emendamento (clicca qui per consultarlo) dell’ex assessore Vassallo (PD) che estende le disposizioni a diverse strade cittadine interessate dalla presenza di fiere a cadenza periodica: «Le grandi fiere sono in difficoltà sui banchi periferici – ha spiegato Vassallo – mentre le piccole hanno problemi di concorrenzialità. A Bolzaneto, ad esempio, molti banchi restano vuoti perché con lo stesso prezzo un esercente può recarsi due giorni alla fiera della Spezia. Con questo emendamento si abbassano i prezzi dei banchi in difficoltà che altrimenti resterebbero vuoti: da un lato, dunque, si aiutano gli imprenditori, dall’altro si cerca di rimpinguare le casse comunali proponendo canoni accessibili e concorrenziali».

    Sempre sullo stesso tema, è stato espresso parere favorevole su un ordine del giorno (clicca qui per consultarlo), presentato da Gozzi (PD), che impegna la giunta a modificare le tariffe inserendo un sistema di premialità per i mercati virtuosi che puntano al decoro e al rinnovamento, che vada in un certo qual modo a bilanciare gli ultimi tagli orizzontali del 5% sul precedente ammontare del canone, innalzando la competitività dei mercati.

    È bene precisare che da questa nuova normazione restano fuori i mercati rionali e i dehors, regolamentati ad hoc.

     

    Farmacie comunali: rimane invenduta via Linneo

    L’ultimo provvedimento della giornata riguarda l’approvazione della trasformazione della ragione sociale di Farmacie Genovesi da s.p.a. in s.r.l. Nell’occasione l’assessore al bilancio, Francesco Miceli, ha informato il Consiglio circa l’esito dell’asta per la vendita di tre farmacie comunali: quella di via Modigliani è stata venduta per 221 mila euro, mentre poco più di 423 mila euro sono stati ricavati dalla vendita dell’esercizio di via Coronata; nessuna offerta, invece, è giunta per la farmacia di via Linneo.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Liguria, fiori e riviere: bando concorso fotografico

    Liguria, fiori e riviere: bando concorso fotografico

    BoccadasseIl sito web Fotogalleria – creato dal genovese Bruno Ravera come galleria d’arte virtuale di fotografia contemporanea – bandisce la seconda edizione del suo concorso fotografico in vista della rassegna Sanremo PhotoShow, che si svolgerà al Palafiori della cittadina ligure dal 23 al 25 agosto 2013.

    I partecipanti possono inviare da una a tre fotografie per ciascuna delle seguenti tracce:
    Otium Ligurae, vacanze in Liguria (Street photography – Paesaggi urbani – Ritratto)
    Riviere allo specchio, sguardo introspettivo delle Riviere a confronto (Paesaggio – Documentaristica)
    Ci vuole un fiore, fiori di Liguria nel mondo (Macro – Naturalistica)

    Gli scatti possono essere inviati entro il 18 agosto 2013 attraverso l’apposito modulo sul sito Fotogalleria.eu, inviando anche la quota di partecipazione (7 € per una traccia, 12 € per due, 15 € per tre).

    La giuria selezionerà durante la rassegna cinque vincitori, che si divideranno il montepremi complessivo di 1.000 € e le cui opere rimarranno esposte durante tutto il periodo della manifestazione.

    Tutti gli iscritti non premiati parteciperanno a un’esposizione digitale di una selezione delle loro immagini presso i locali della mostra.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Assicurazione Rc Auto, tacito rinnovo: istruzioni e normative

    Assicurazione Rc Auto, tacito rinnovo: istruzioni e normative

    Il ponto di CorniglianoMolti lettori ci hanno scritto in questi giorni chiedendoci lumi sulle assicurazioni auto e quindi sento il dovere di rispondere loro pubblicamente. Parliamo dell’annosa questione del tacito rinnovo delle polizze RC Auto e dintorni…

    In particolare, Nicola mi chiede se, con l’abolizione del tacito rinnovo, serve la disdetta nei 15 giorni precedenti. Ovviamente no: la disdetta era il corollario indispensabile del tacito rinnovo, se non disdettavi la polizza, questa si rinnovava tacitamente ed automaticamente.
    La normativa attuale prevede che i contratti assicurativi relativi alla circolazione di veicoli, abbiano durata annuale, 365 giorni; dopo molte incertezze interpretative, una circolare ministeriale ha precisato che comunque le imprese assicurative debbano concedere i 15 giorni di proroga.
    Ciò per dare tempo all’assicurato di valutare offerte migliori oppure, semplicemente, per dare la possibilità di pagare in caso di dimenticanza o impedimenti di qualsivoglia natura.

    Restano due problemi:
    1. Nel caso in cui Tizio sia assicurato con l’Impresa assicuratrice Alfa e alla scadenza esatta (o prima) decida di cambiare compagnia di asicurazione, Alfa non sarà più tenuta ad allungare la copertura di 15 giorni, in quanto Tizio è già “coperto” dalla nuova assicurazione. Però, non essendo più obbligatoria la disdetta, Alfa non ne viene a conoscenza… L’unica certezza è che, in tema di RC Auto, non vi possono essere due coperture assicurative.

    2. Per quanto attiene al bonus/malus, quest’ultimo viene regolato dal cosiddetto “periodo di osservazione”, che termina due mesi prima della scadenza contrattuale: in altre parole, le compagnie di assicurazione, verificano la sussistenza di sinistri in capo all’assicurato per 10 mesi e non per 12; e gli altri due mesi che fine fanno? In caso di rinnovo della polizza, verranno conteggiati l’anno successivo; in caso di mancato rinnovo della polizza, chiunque può “inventarsi” sinistri senza essere gravato dal malus. E con l’aggiunta dei 15 giorni “sempre e comunque”, il pericolo delle truffe assicurative è destinato ad aumentare.

    Invece, Antonella ci chiede se una polizza infortuni legata alla polizza RC Auto segua o meno la regola del tacito rinnovo. La risposta è semplice: se la polizza infortuni del conducente è separata dalla polizza Auto, essa è un contratto diverso e quindi non rientra nella nuova normativa; in altre parole esso va disdettato alla scadenza.
    Se la copertura degli infortuni del conducente fa capo alla polizza madre RC Auto ovvero essa è una cosiddetta garanzia accessoria, allora rientriamo nella nuova normativa dove il tacito rinnovo sparisce.
    La stessa cosa dicasi per qualunque altra polizza legata alle polizze auto, come, a titolo di esempio, la tutela legale.

    E se pensate che la legge è molto recente, direi che siamo messi veramente bene.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Giornata mondiale dell’ambiente: film e documentari gratis

    Giornata mondiale dell’ambiente: film e documentari gratis

    ambiente-green-alberi-verde-parchi-natura-DIMercoledì 5 giugno 2013 si celebra in tutto il mondo la Giornata dell’Ambiente, promossa dalle Nazioni Unite per ricordare la promulgazione del Programma Ambiente (Conferenza di Stoccolma, 1972).

    In concomitanza di questo evento, il cinema Sivori di Genova inaugura la sesta edizione di Cinea Il filo di Gaia, rassegna cinematografica con proiezioni gratuite dedicate all’ambiente.

    Questo il programma di oggi:
    ore 18.30 Cinea Bike Tour, biciclettata di un’ora per le vie del centro storico (con partenza e arrivo davanti al cinema Sivori), per sottolineare l’importanza dei mezzi di trasporto a basso impatto ambientale, a cura del circolo Fiab Amici della Bicicletta.

    ore 20.30 Un mondo in pericolo (Germania, Austria, Svizzera 2012, 94′) di Markus Imhoof dedicato sindrome dello spopolamento degli alveari. Ci sarà anche un collegamento in diretta tra Genova e Torino, con l’intervento del direttore del Festival Cinemambiente, Gaetano Capizzi.

    [foto di Diego Arbore]

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Palmaro, via Diano Marina: espropri e demolizioni per la nuova strada

    Palmaro, via Diano Marina: espropri e demolizioni per la nuova strada

    autostrada-a-12Ancora un mese di passione e gli abitanti di via Diano Marina, a Palmaro, potranno finalmente conoscere la valutazione immobiliare dei loro appartamenti, destinati alla demolizione per fare spazio alla nuova carreggiata autostradale in direzione Voltri, che verrà costruita in maniera complanare rispetto all’omologo tratto che conduce verso Genova e sarà completamente insonorizzata. L’intervento è stato richiesto, ormai oltre vent’anni fa, dai comitati locali dei cittadini per porre rimedio all’insopportabile inquinamento acustico di auto e tir che, nei casi peggiori, sfrecciano a poco più di tre metri dalle finestre dei due palazzi che saranno eliminati.

    La scorsa settimana, il sindaco Doria e l’assessore Bernini hanno manifestato, al Municipio e ai comitati del Ponente, la volontà di concludere a breve le consultazioni necessarie per passare dal progetto preliminare alla fase esecutiva. Con l’arrivo dell’estate, dunque, i sessanta condòmini coinvolti dall’operazione potranno decidere se usufruire dell’indennizzo proposto da Società Autostrade, che come per la Gronda prevedrà un surplus di 40 mila euro rispetto alla valutazione immobiliare effettiva, per trasferirsi altrove o sfruttare l’opportunità messa in campo dal Comune di una nuova residenza, con una classe energetica superiore, che sorgerà su un terreno pubblico a circa 80 mt in linea d’aria dall’attuale ubicazione dei due palazzi.

    cepMa dalla Sala Rossa di Palazzo Tursi arriva un’altra importante notizia per gli abitanti di Palmaro. Il vicesindaco Bernini ha, infatti, annunciato che i lavori che interessano la “complanare” sono stati scorporati dall’accordo di programma sulla Gronda, insieme con quelli che interessano il viadotto di collegamento tra il casello di Voltri e il porto. Anche grazie alla pressione dei cittadini, il Comune è riuscito a ottenere la disponibilità di Società Autostrade a rimuovere l’intervento dalla lista dei lavori considerati opere compensative alla realizzazione del nuovo passante, in modo da poter procedere con tempi decisamente più rapidi. Un traguardo importante per una situazione che nacque quindici anni fa, quando gli abitanti di via Diano Marina, invece che optare per i tradizionali pannelli fonoassorbenti, che ormai caratterizzano tutti i tratti “urbani” delle autostrade, scelsero di affidarsi a un progetto molto più complesso che aveva il doppio pregio di risolvere il problema all’origine e di puntare a una più radicale riqualificazione del quartiere, ricomponendo due zone del quartiere prima completamente separate dal passaggio del tratto sopraelevato dell’autostrada e predisponendo una nuova piattaforma verde.

    Soddisfazione da parte del presidente del Municipio VII Ponente, Mauro Avvenente: «Finalmente stiamo riuscendo a trasformare questa necessità in un’opportunità per i cittadini di ricollocarsi al meglio. Si tratta di una risposta dovuta a un’esigenza più che legittima da parte di chi da un anno e mezzo a questa parte, pur essendo proprietario degli appartamenti, non può più disporne liberamente perché nessuno naturalmente investe in immobili destinati alla demolizione».

    Più freddo Gian Piero Pastorino, capogruppo di Sel in Consiglio comunale: «L’inquinamento acustico è un danno provocato da Società Autostrade ai tempi della realizzazione di questo doppio tratto non complanare. È profondamente scorretto che dopo tutto questo tempo non si sia ancora intervenuti con le dovute opere di risarcimento ambientale previste, nonostante la disponibilità dei fondi».

     

    Non solo via Diano Marina, passi avanti per l’elettrificazione del porto container

    Parallelamente ai lavori per la complanare, il quartiere di Palmaro e le zone limitrofe potranno beneficiare di un altro intervento di riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico: si tratta dell’elettrificazione del porto di Pra’ – Voltri, grazie a un progetto ispirato a quanto sta già avvenendo al Porto Antico nella zona delle Grazie. «Questo intervento, già finanziato dall’Autorità portuale e che verrà realizzato verosimilmente nell’arco di un paio di anni – ci spiega il consigliere Antonio Bruno, capogruppo della Federazione della Sinistra – consentirà di porre fine all’incessante rumore prodotto dai motori delle navi in sosta ma che necessitano di energia per poter lavorare, ad esempio durante le operazioni di carico e scarico dei container».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Genova Smart City: poca informazione e scarsa partecipazione

    Genova Smart City: poca informazione e scarsa partecipazione

    Contrasto tra vecchio e nuovo a GenovaL’ultima notizia è la firma di un protocollo d’intesa, sottoscritto la settimana scorsa dai rappresentanti istituzionali di tre Comuni: Genova, Milano e Torino, che si sono alleate per un processo condiviso di trasformazione verso la Smart City-Città Intelligente. «L’obiettivo è lavorare insieme alle diverse opportunità offerte dalla nuova programmazione dei Fondi europei per il settennato 2014 – 2020 – spiega l’assessore allo Sviluppo economico del capoluogo ligure, Francesco Oddone – Genova, Milano e Torino intendono sostenere il coordinamento tra le città per promuovere il processo a livello nazionale ed internazionale. La collaborazione consentirà di promuovere in maniera concordata ed attiva le iniziative adatte ad ogni realtà, guidando il dialogo con imprese, ricerca, cittadini, in modo tale che possa nel contempo sostenere lo sviluppo economico e rispondere ai bisogni della popolazione».

    Smart city è una sfida che l’Unione Europea ha lanciato alle città proponendo loro di attuare un percorso il cui scopo primario è la diffusione di buone pratiche e la disseminazione sul territorio di tecnologie innovative. «Non parlerei di “progetto”, bensì di un “processo” che si pone l’obiettivo di trasformare la città spiegava l’anno scorso ad Era Superba, Gloria Piaggio, coordinatrice di Genova Smart City – Per raggiungerlo esistono i progetti europei ma non solo. Occorre anche stimolare i cittadini a modificare i propri comportamenti attraverso attività di formazione, sensibilizzazione e comunicazione».
    Un work in progress avviato a Genova durante l’era dell’ex Sindaco Marta Vincenzi e confermato dall’attuale Giunta di Palazzo Tursi. Proprio in questi mesi dovrebbero partire le attività iniziali relative ad alcuni progetti risultati vincitori del bando europeo “Smart Cities and Communities 2011” (qui illustrati nel dettaglio).

    Lo sviluppo delle Smart Cities è una grande opportunità per il sistema Italia, tuttavia, come afferma una ricerca del 2012 condotta da The European House-Ambrosetti «Affinché possa essere colta appieno, sembra essere indispensabile una significativa opera di sensibilizzazione e di comunicazione alla “pancia” del Paese».
    In questo senso, ci siamo posti due domande fondamentali: quanto è effettivamente conosciuto il “processo” Smart City dalla popolazione? In quale misura i cittadini sono coinvolti in questo work in progress?

     

    SMART CITY: LA PERCEZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA

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    Da un sondaggio del gruppo professionale The European House-Ambrosetti (che supporta e fornisce consulenza alle aziende) emergono dati sconfortanti: 4 italiani su 5 non hanno mai sentito parlare di Smart City (il 78% degli intervistati).
    «La popolazione ignora completamente caratteristiche e benefici del modello. Solo la fascia di popolazione più giovane (25-34 anni) e più istruita (laureati) possiede delle cognizioni sul tema».
    Premesso che con Smart City si intende un modello urbano capace di garantire un’elevata qualità della vita ed una crescita personale e sociale «Il 56% degli intervistati ritiene utili i progetti e si dichiara favorevole al modello urbano di Città Intelligente. Maggiore propensione viene espressa dai giovanissimi (14-24 anni) e da coloro che sono già a conoscenza del concetto, a riprova della validità dello stesso. Il 44%, invece, li ritiene poco concreti perché ci sono problemi più urgenti da risolvere, oppure li considera una perdita di tempo e denaro».

    Il sondaggio conferma l’idea che occorre comunicare agli italiani il tema Città Intelligente e soprattutto i benefici ad esso connessi. «Oggi questi aspetti sono dominio di pochi – sottolinea la ricerca – Urgente e fondamentale è, dunque, pianificare e porre in essere una campagna di informazione nazionale sulle Smart City, che: qualifichi il concetto, veicolando la visione del futuro per il Paese; generi consapevolezza dei benefici; gestisca il consenso dell’opinione pubblica, superando l’eventuale percezione “elitaria” del tema; diffonda tra i cittadini un senso diffuso di partecipazione e una cultura del nuovo vivere urbano».
    Insomma, la campagna di informazione deve veicolare in modo forte il concetto di inclusione. «Il Governo in primis deve dare prova di inclusività, attraverso le sue scelte – continua la ricerca – Occorre coinvolgimento (partecipazione e “inclusività”) della popolazione sin da subito: i progetti calati dall’alto difficilmente riscuotono successo».

     

    PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI A GENOVA SMART CITY

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    Per facilitare il processo di trasformazione in Smart City, nel novembre 2010 il Comune ha costituito – insieme a Enel Distribuzione e all’Università di Genova – l’Associazione Genova Smart City, al fine di «Coinvolgere i partner fondamentali per intraprendere il percorso virtuoso: ricerca, imprese, istituzioni, finanza e cittadini», così si legge sul sito web dedicato.
    Il concetto di Città Intelligente proposto dall’Unione Europea e dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) parla espressamente di significativa apertura alla partecipazione della cittadinanza.

    Secondo alcuni, però, il modello disegnato da Palazzo Tursi non si muove in questa direzione. Stefano De Pietro, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, considera Genova Smart City «Una struttura tecno-oligarchica dove le aziende propongono progetti ad un’associazione della quale fanno parte insieme al Comune. Il processo decisionale si svolge all’insaputa dei diretti interessati, i cittadini, che si vedono volare sopra la testa le risorse economiche destinate ad alimentare un mercato “smart” ben distante da loro. La cosa drammatica è che la presunta correttezza di questa impostazione è stata ribadita dall’attuale Giunta che, al massimo, disporrà un aumento, o meglio l’inizio, di una fase di informazione alla popolazione, che nulla ha a che fare con la partecipazione. L’ennesima confusione di significati da parte dell’amministrazione comunale, come nel caso del PUC».

    Così si rischia di tradire l’autentica filosofia alla base di Smart City: «Abbiamo analizzato lo Statuto dell’associazione e ci siamo accorti che a Genova, come probabilmente in altre realtà, i cittadini sono letteralmente spariti – sottolinea De Pietro – E neppure hanno la minima idea di che cosa sia il processo verso la Città Intelligente».
    Al contrario «I progetti Smart sono diventati dei serbatoi economici dove attingono direttamente alcune aziende – continua il consigliere comunale – Una pioggia di soldi europei destinati ad attività di ricerca e studi di fattibilità che, nel malaugurato caso dovessero rivelarsi inutili, troveranno nella parola “ricerca” la giustificazione di qualunque sperpero di risorse».
    Prendiamo ad esempio il progetto “Celsius” (uno dei tre vincitori del bando Smart Cities and Communities 2011), poco meno di 2 milioni e mezzo di euro per «Verificare la fattibilità tecnico-economica e, se sostenibile, progettare e realizzare una rete energetica locale nell’ambito del Distretto delle Gavette (Val Bisagno) con recupero del salto di pressione disponibile nella stazione di arrivo del metano all’impianto Re.Mi. esercito da Genova Reti Gas – si legge sul sito web dell’Associazione Genova Smart City – Il progetto consiste nella realizzazione di un impianto di turbo-espansione e di una centrale di cogenerazione nel sito costituito dall’Officina Gas di Gavette, gestita da IREN. Inoltre, sarà realizzata una nuova rete di tele-riscaldamento e tele-raffrescamento che dovrebbe servire diverse utenze industriali, commerciali e residenziali presenti nell’area».
    Un progetto difficilmente realizzabile, secondo i tecnici del Movimento 5 Stelle «Perché stiamo parlando di una struttura che necessita di molta manutenzione con costi significativi – spiega De Pietro – Simili interventi in altre parti d’Italia non sono andati a buon fine. La quantità di energia prodotta, infatti, non vale la spesa. Così impegniamo importanti risorse allo scopo di fornire energia alle imprese private, in particolare al Centro Coop della Val Bisagno. Qual è la ricaduta positiva per la cittadinanza?».

    Il gruppo consiliare del M5S ha presentato una mozione in Consiglio Comunale per chiedere di modificare lo Statuto dell’Associazione Genova Smart City, includendo all’Art. 3, comma g) «La partecipazione della cittadinanza nello sviluppo dei progetti: il fine è quello di riorganizzare e orientare gli obiettivi dell’Associazione Genova Smart City verso la cittadinanza e il sociale per una reale partecipazione inclusiva della cittadinanza stessa».
    In pratica «Vogliamo che i cittadini godano di pari dignità rispetto agli altri stakeholders, imprese private, istituzioni pubbliche, ecc. – sottolinea De Pietro – i genovesi potrebbero proporre i loro progetti; realizzarli concretamente, in collaborazione con il tessuto delle piccole imprese locali; valutare le soluzioni che ritengono migliori per le esigenze della popolazione».
    Inoltre, il documento chiede di «Riformulare procedure e criteri di valutazione e sorveglianza sull’attività dei Soci e Partner, sulla base di chiari requisiti di responsabilità sociale e di sostenibilità energetica e ambientale; verificare l’impegno dei Soci e Partner nel mantenere fede allo statuto dell’Associazione Genova Smart City, come ad esempio la crescita occupazionale; assicurare il mantenimento dei protocolli di intesa da parte dei Partner, come ad esempio lo sviluppo gratuito di progetti e piani di fattibilità».
    La mozione, recentemente discussa in Sala Rossa, è stata bocciata per una manciata di voti. «Avrebbe dovuto rispondere il Sindaco, che si era riservato la delega dell’argomento, ma ha risposto l’assessore allo Sviluppo economico (Francesco Oddone, ndr) – continua il consigliere De Pietro – Come dargli torto, visto che stiamo parlando esclusivamente di soldi da dare alle imprese. Il vero spirito di Smart City, invece, è ben diverso: le risorse economiche, infatti, dovrebbero servire per realizzare una progettazione partecipata».
    A Genova lo schema organizzativo resterà pressoché lo stesso dell’ex Giunta Vincenzi «Con un po’ di lavoro di maquillage sul sito web e qualche riunione in più in Commissione Comunale», aggiunge De Pietro.
    «L’amministrazione, rispondendo alla nostra richiesta di inserire la cittadinanza nello statuto dell’associazione Smart City genovese, ha affermato che “L’interlocutore della Giunta non sono i cittadini, bensì il Consiglio comunale che li rappresenta” – conclude il consigliere a 5 Stelle – Altro che smart, altro che partecipazione attiva! La partecipazione si risolve, ancora una volta, in una delega al buio che i cittadini hanno pochi secondi per approvare all’interno della cabina elettorale».

     

    Matteo Quadrone

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Servizio civile nazionale: bando a settembre 2013

    Servizio civile nazionale: bando a settembre 2013

    servizio-civileNovità in vista per i numerosi giovani in attesa del nuovo bando di servizio civile, un’opportunità di volontariato retribuito che per un anno vede impegnati giovani dai 18 ai 29 anni in progetti di ambito sociale o culturale.

    Il Ministro Josefa Idem, che tra le sue deleghe si occupa anche di Politiche Giovanili, ha incontrato una delegazione della Consulta Nazionale del Servizio Civile, dando loro garanzie sull’imminenza del bando.

    Più in dettaglio, il bando uscirà all’inizio di settembre 2013 e riguarderà 15.000 volontari per l’Italia e 450 per l’estero. Ricordiamo infatti che il Servizio Civile nazionale non riguarda solo l’Italia: chi vuole candidarsi può fare domanda per un solo progetto, da svolgersi nella propria città di residenza, in una qualunque altra località italiana o fuori Italia (in quest’ultimo caso, la quota di rimborso prevede anche un’aggiunta per le spese di viaggio e alloggio).

    Lo scopo del Ministero è individuare nuovi finanziamenti per coprire le spese necessarie a questo numero di volontari, in aggiunta ai 62 milioni di euro attualmente disponibili e senza toccare la cifra già stanziata per il 2014. Le graduatorie dei progetti approvati sono state pubblicate a fine aprile, rendendo dunque già possibile la consultazione dell’elenco dei progetti in Italia e dei progetti all’estero.

    Si dovrà dunque attendere la fine dell’estate per capire se i fondi sono stati trovati e se il bando realmente partirà entro la scadenza preannunciata.

  • Val Bisagno, aree di trasformazione urbana: incontro pubblico

    Val Bisagno, aree di trasformazione urbana: incontro pubblico

    bassa-valbisagno-marassi-stadio-ferrarisNel pomeriggio di ieri (lunedì 3 Giugno), presso il Salone di Rappresentanza del Municipio III della Bassa Val Bisagno, si è tenuto il seminario informativo “Le aree di trasformazione in Val Bisagno: a che punto siamo?”, voluto dai rappresentanti municipali e comunali, al fine di illustrare lo stato di avanzamento dei progetti urbanistici in corso e di quelli di prossima realizzazione. Un intervento che si inserisce sulla scia della serie di incontri di osservazioni al PUC che si stanno svolgendo in questo periodo (l’ultimo, il 30 maggio 2013 proprio nel Municipio III e il prossimo è previsto per il 5 giugno).

    L’area di interesse è la Val Bisagno, tutta: non a caso, all’incontro hanno partecipato i presidenti dei tre municipi di riferimento, ovvero Massimo Ferrante, del Municipio III Bassa Val Bisagno, Agostino Giannelli (Municipio IV Media Val Bisagno), e Alessandro Morgante, del Municipio VIII Medio Levante. Oltre a loro, presente anche l’Assessore all’Urbanistica Bernini e all’Ambiente Valeria Garotta. Assente Crivello, Assessore ai Lavori Pubblici, impegnato su altri fronti. Inoltre, presenti anche rappresentanti dell’Associazione territoriale Genova Bene Comune, con la presidente Barbara Comparini.

    Distinguendo tra i progetti ancora in fase di approvazione e quelli già in via di attuazione, si è fatto il quadro della situazione sotto il triplice aspetto legislativo, finanziario e ambientale.

    municipio-bassa-valbisagno«Nel territorio della Val Bisagno – sostiene il vicesindaco Stefano Bernini – sono due le problematiche principali: in primis, non c’è una linea ferroviaria, questo crea problemi nelle infrastrutture dei trasporti ed è necessario cercare nuove soluzioni come ad esempio collegare la zona al sistema della metropolitana esistente, o creando una rete filobus e altri percorsi. In secondo luogo, la vallata da sempre ha mostrato elevata densità abitativa e presenza industriale: questo ha trasformato il rapporto con il territorio circostante e ha oggi lasciato grandi aree libere, da riqualificare e trasformare».

    È questo il caso, ad esempio, dell’ex area Boero o del centro storico di Molassana, la cui riqualificazione è prevista dal POR. «Sono due casi virtuosi di mediazione tra i proprietari privati e l’amministrazione – continua Bernini – in cui sono state trovate linee comuni nell’interesse della collettività. Queste zone di trasformazione industriale, una volta riqualificate, devono rendere omogenea la vallata, con un’offerta di servizi funzionale alle nuove domande collettive e sociali: dobbiamo pensare a disegnare social housing, nuovi servizi sociali e un’offerta sanitaria decentrata e diffusa».

     

    Il nuovo stadio alla Foce

    Fiera di GenovaL’attenzione dei partecipanti è scesa poi più a valle verso lo stadio Luigi Ferraris e il carcere. Per entrambe le strutture il punto di partenza è lo stesso: ormai inglobate nel centro cittadino, andrebbero trasferite altrove. Ma se nel primo caso si può parlare di progetti quantomeno abbozzati, lo spostamento e l’adeguamento del carcere di Marassi rimane per ora una chimera.  Per quanto riguarda l’impianto sportivo rimane viva l’ ipotesi di riqualifica da parte del Genoa e di costruzione di una nuova struttura alla Foce di proprietà della Sampdoria. Su quest’ultimo progetto si è soffermato Bernini: «Da parte comunale ribadisco la disponibilità a ragionare insieme alla società Sampdoria per trovare una soluzione, migliorare la zona della Fiera del Mare –ora svuotata in molti locali all’interno- e decongestionare il centro della città dall’intasamento del traffico. Per fare questo, è importante un preventivo accordo con il sistema del Porto Antico, in modo da creare un percorso privilegiato di collegamento tra le varie zone: non è possibile pensare che lo stadio si realizzi mantenendo la viabilità attuale, perché ciò finirebbe per creare dei blocchi e boicottare il turismo. Le problematiche da affrontare, come si vede, sono tante, ma il tempo stringe: a settembre la Giunta vorrebbe finire queste fasi di consultazioni e raccogliere le informazioni ricevute in questi incontri in Municipio, in modo da essere pronti a dicembre con il nuovo PUC decennale».

     

    Scolmatore del Bisagno

    torrenti-bisagno-rischio-idrogeologicoL’assessore Garotta ha poi illustrato la questione dello scolmatore del Bisagno per alleviare il Fereggiano dai rischi di esondazione della rete di acque meteoriche e alleggerire il Bisagno dalle pressioni idrogeologiche, passando poi a lavorare anche sugli altri rivi minori (come il Finocchiara e altri affluenti alti del Fereggiano). «Si sta lavorando per creare anche uno sbocco a mare del Bisagno – ha dichiarato l’assessore – e ci sono trattative con Regione e Provincia, per creare la soluzione ottimale e fare una scelta progettuale. L’iter burocratico dovrebbe procedere in fretta: entro il 30 novembre si dovrebbe arrivare alla soluzione definitiva, rispettando i tempi imposti a livello ministeriale. L’intervento è complesso, già ai tempi dell’alluvione del ’70 vari tecnici si sono messi al lavoro per risolvere questa carenza in termini idrogeologici (risalenti a errori di valutazione commessi ai primi del ‘900), senza grandi risultati. Nel ‘900 la valutazione della portata del Bisagno era stata sottostimata, e la città si è sviluppata attorno a queste valutazioni errate: oggi intervenire su situazioni così complesse in un tessuto urbano consolidato è ben difficile e comporta scelte drastiche. Nel piano di bacino, si è pensato di optare per la soluzione dello scolmatore, attuandone per ora una parte grazie alle risorse messe a disposizione dall’amministrazione, e prevedendone la fine per il 2017».

     

    Gli interventi dei cittadini

    La discussione pubblica ha mosso l’interesse dei cittadini, associazioni, CIV e singole persone che hanno fatto sentire la loro voce. Ad esempio, proprio Solferino, presidente del CIV Corso Sardegna, tocca la spinosa questione dell’ex mercato di Corso Sardegna, auspicando una soluzione collettiva, per amministratori, cittadini e ditta appaltatrice. Altro intervento, quello di Massimiliano Bonacci, ideatore degli schermi CityMessage in Piazza Manzoni, che solleva la questione –molto attuale- della realizzazione di piste ciclabili e della dotazione di colonnine per la ricarica delle auto elettriche. E poi il “caso” Terralba: la prosecuzione del sistema ferroviario da Brignole, con l’annessa riqualifica della zona e il recupero di aree dismesse. O ancora il problema del monitoraggio del territorio sotto il profilo della sicurezza idrogeologica: per ora, si sta lavorando per riscrivere il piano di protezione civile –in collaborazione con ARPAL-, ridefinire le soglie di precipitazione e razionalizzare le emergenze e il comportamento in caso di allerta, per offrire adeguata protezione ai cittadini senza scadere nell’eccesso e senza portare danni agli esercizi commerciali.

     

    Elettra Antognetti

  • La Formica: GarbageLab, negozio temporaneo di ecodesign

    La Formica: GarbageLab, negozio temporaneo di ecodesign

    barattoMartedì 4 giugno 2013 (ore 18.30) La Formica ospita in via Trebisonda 21r l’aperitivo di inaugurazione del temporary shop GarbageLAB.

    Si tratta di uno spazio che rimarrà aperto poche settimane e che propone le borse in eco design realizzate da tre ragazzi lombardi attraverso materiali di recupero (cinture di sicurezza e pneumatici, bottiglie in plastica, pvc dei manifesti pubblicitari, etc).

    Il marchio GarbageLAB è stato creato nel 2009 da tre ragazzi lombardi, che hanno voluto coniugare la passione per creatività e design con il rispetto dell’ambiente.

    I tre designer saranno presenti all’evento per illustrare al pubblico il progetto.

  • Bergolo Art Festival: concorso ed evento di pittura murale

    Bergolo Art Festival: concorso ed evento di pittura murale

    giardini-plastica-streetart-murales-DISono aperte le selezioni per la terza edizione del concorso nazionale di arte murale a Bergolo, in provincia di Cuneo.

    L’evento si terrà domenica 23 giugno 2013 (dalle ore 14.30) e consisterà in una performance live di street art, sul tema Parole dal futuro: tutti gli artisti potranno partecipare con soggetti e opere inediti, su pannelli di 120×200 cm messi a disposizione dall’organizzazione.

    L’iscrizione avviene tramite mail a bergoloartfestival@gmail.com, specificando dati personali (nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza, recapiti e tag): la conferma dell’iscrizione avverrà tramite mail.

    Questi i premi in palio:
    – primo premio 300 € e targa
    – secondo premio 200 € e targa
    – terzo premio 100 € e targa
    – premio speciale all’opera più originale 100 € e targa
    – premio speciale al miglior artista under 18 100 € e targa

    Il concorso è organizzato da Bergolo Art Festival, Pro Bergolo e ARTEyBARBIERIA. Le opere realizzate rimarranno proprietà dell’organizzazione, che potrà deciderne autonomamente l’utilizzo e la collocazione.

    [foto di Diego Arbore]