Mese: Giugno 2013

  • Festival di Poesia di Genova, 2013: si parte con il Bloomsday

    Festival di Poesia di Genova, 2013: si parte con il Bloomsday

    claudio-pozzani-d1Genova, 16 giugno 2013? No: Dublino, 16 giugno 1904. Eccezionalmente anche quest’anno il 16 giugno il capoluogo ligure si trasforma nella capitale irlandese per festeggiare il Bloomsday, in attesa dell’anniversario dei centodieci anni che si festeggeranno nel 2014.
    Genova si veste a festa per celebrare a suo modo (e in parallelo con Dublino) la giornata di Leopold Bloom, il protagonista del romanzo Ulysses di James Joyce: una serie di eventi musicali e reading si svolgeranno in giro per tutta la città, in location particolari e scelte appositamente per l’occasione, ognuna delle quali si ricollega al testo dello scrittore irlandese. L’evento si svolge all’interno del Festival Internazionale di Poesia (leggi il programma completo), in programma dal 16 al 23 giugno. I fedeli apostoli di Joyce sparsi per tutta Genova (e non solo) si stanno preparando ad affrontare quella che più che una giornata dedicata al capolavoro letterario di Joyce sembra una maratona: si parte alle 9 e si finisce alle 24, girando la città, riproducendo il percorso che svolge Bloom nel romanzo e rileggendo l’opera intera. Sulle tracce di Leopold, della moglie Molly e del giovane Stephen Dedalus, 16 ore di letture non-stop in oltre 20 luoghi della città, in cui gli amanti dell’autore dublinese correranno all’impazzata da Palazzo Reale, al Museo Luzzati, fino a Staglieno, con una pausa ristorante alla Douce Patisserie di Piazza Matteotti.

    Il Bloomsday si inserisce ormai da consuetudine in apertura del Festival genovese di poesia, voluto e organizzato da Claudio Pozzani, poeta e artista di fama mondiale (sempre attivo e impegnato a intessere contatti internazionali: proprio nei giorni pre-Festival si trovava in Ecuador) e dai natali genovesi: «Il Bloomsday esiste nel Festival da sei anni –racconta Pozzani-, con un successo crescente sia di lettori che di pubblico. È stato voluto da me e dal Prof. Bacigalupo, in un ottimo esempio di collaborazione dal basso. La collaborazione dei gestori dei luoghi è fantastica, soprattutto quest’anno che l’evento cade di domenica e nessuno di loro ha voluto rinunciare ad essere presente».

    Altra occasione di approfondimento (questa volta però extra-Festival, ma sempre rivolta a tutti gli appassionati joyciani): lunedì 27 maggio, a partire dalle 11.30 alle 17.30 alla Biblioteca di Lingue (Piazza Santa Sabina, 2) si svolgerà un confronto-dibattito dal titolo Tradurre Ulysses di James Joyce, incentrato proprio sul confronto tra varie traduzioni (l’ultima, del 2013) del libro e organizzato dal Dipartimento di Lingue e culture moderne dell’Università degli Studi di Genova. Anche la partecipazione di studiosi illustri: Sara Sullam da Milano, Enrico Terrinoni da Perugia e Elisabetta d’Erme da Trieste.

    GENOVA, FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA, edizione 2013

    Il Festival Internazionale di Poesia di Genova è organizzato dall’associazione genovese Parole Spalancate, un’equipe di persone con diverse professionalità che portano avanti un progetto culturale, in un momento storico in cui questo tipo di attività richiede sforzi economici e capacità di reinventarsi. La manifestazione presenta anche quest’anno un calendario fitto di incontri, reading, spettacoli e concerti, con poeti, artisti, intellettuali da tutto il mondo: Kashmir, Tunisia, Marocco, Palestina, Irak, Libia, Siria, Libano, Bosnia, Grecia, Ecuador, Canada, Mali, Armenia, Haiti sono solo alcuni dei paesi coinvolti nell’evento.
    Ripercorriamo un po’ di storia, con l’aiuto del direttore Pozzani: «L’idea nasce nel 1994, anche perché allora non c’erano grandi festival di poesia (e neanche di letteratura) in Italia, dopo la fine di MilanoPoesia e Castelpoerziano. La prima edizione era itinerante e lunga 22 giorni: la poesia non è mai stata così popolare, ma tutti se ne abbeverano senza riconoscerne i meriti, dalla pubblicità alla politica, alle altri arti».

    E anche quest’anno le cose sono state fatte in grande: all’interno della diciannovesima edizione, due giornate (21 e 22 giugno) dedicate al Festival Voix Vives di Sète: un festival itinerante che coinvolge El Jadida (Marocco), Toledo (Spagna) e appunto Genova. Prima a Lodève, poi a Sète (entrambi nella Francia meridionale), da quest’anno Voix Vives arriva nella nostra città, grazie ai buoni rapporti di collaborazione che proseguono da oltre 15 anni tra l’equipe genovese e quella del Festival Voix Vives. Sono previsti una serie di spettacoli nel parco di Villetta Di Negro fresco di restyling e pronto ad accogliere i visitatori. Un nuovo approdo per il Festival, che cerca in questo modo di coinvolgere anche quei luoghi della città che restano solitamente un po’ più nell’ombra, ma che meritano di essere riscoperti: così, gli organizzatori vogliono contribuire alla crescita culturale della città, aprendo anche questo nuovo spazio di Villetta di Negro (uno dei parchi cittadini più grandi e sicuramente uno dei più centrali e strategici) all’arte e la cultura. Dopo l’inizio col Bloomsday, l’inaugurazione vera e propria del 17 giugno avrà come padrino per questa edizione Alessandro Haber, che proporrà al pubblico un percorso poetico composto da letture di brani di vari autori. Da non perdere anche il reading-concerto di Greg Lake, sì proprio lui: il Lake degli Emerson Lake & Palmer, nonché fondatore dello storico gruppo, leggenda del prog anni ’70, King Crimson. Greg Lake approderà a Genova il 21 giugno per il suo spettacolo nella suggestiva location di Palazzo Ducale, nel Cortile Maggiore, per parlare della sua esperienza ed esegue dal vivo alcuni suoi brani e testi entrati nella storia della musica moderna. Perché, come è ovvio, la musica è anche poesia, e viceversa, due straordinari mezzi di comunicazione: chi meglio di un musicista del calibro di Lake può svelarci il legame profondo che le accomuna?

    Oltre 100 eventi gratuiti: il programma è raddoppiato, in tempi in cui molti preferiscono dimezzare. Questa la sfida del Festival, che porta a Genova le eccellenze della cultura contemporanea internazionale, e che riesce a declinare così bene poesia, musica, teatro, e tutte le forme di espressione artistica.

    «Il festival è come una tela vuota che ogni anno riempiamo di colori fatti di idee e poeti – conclude Pozzani- quest’anno l’immagine guida è un apriscatole che apre una scatola piena di parole e lo slogan “parole spalancate, menti aperte”. Non vuole essere una vetrina di autori che vengono a presentare i propri libri oppure un evento in cui la poesia sia in secondo piano rispetto ad altre attività commerciali. Qui la poesia è mostrata nella sua veste più diretta, dalla voce degli stessi autori provenienti da tutto il mondo, senza filtri».

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Strada a mare Cornigliano: nessuno stop ai lavori, incognita ultimo lotto

    Strada a mare Cornigliano: nessuno stop ai lavori, incognita ultimo lotto

    Cantiere fiume polceveraGetta acqua sul fuoco Stefano Bernini sulla delicata questione della strada a mare di Cornigliano. Facendo seguito alla notizia comparsa la scorsa settimana su un quotidiano genovese riguardo ad un possibile quanto catastrofico stop ai lavori, il vicesindaco del Comune di Genova ha escluso l’ipotesi e ci ha aiutato a fare il punto della situazione sull’opera che entro il 2015 (termine ultimo previsto per l’apertura al traffico dei nuovi percorsi) è chiamata a risolvere, in maniera radicale, il congestionamento in uno dei nodi più critici della viabilità cittadina.

    Qualche giorno fa la Provincia aveva sollevato alcuni dubbi sul rispetto delle norme idrogeologiche da parte del progetto per il bypass di collegamento tra la futura nuova strada a scorrimento veloce e la viabilità della Val Polcevera. Ma, in attesa dell’approvazione definitiva del progetto esecutivo, la questione sembra essere definitivamente rientrata, come assicura lo stesso Bernini:  «Effettivamente erano sorti dei problemi riguardo l’esondabilità dell’area, ma mi hanno assicurato di aver trovato la soluzione tecnica che consentirà di mettere a gara anche questi due tratti di raccordo». Tra l’altro, si tratta di lavori non particolarmente complicati, almeno per quanto riguarda le due corsie sulla sponda destra del Polcevera, in direzione sud, ovvero il tratto che unisce via Tea Benedetti al ponte su via Pieragostini. Più delicati i lavori delle due corsie verso la Val Polcevera, per la copresenza di ferrovia, viabilità ordinaria e problematiche di carattere idrogeologico: anche qui, comunque, non dovrebbero esserci più intoppi.

    Ma andiamo con ordine.

    Entro la metà del 2014, infatti, la strada a mare propriamente detta dovrebbe essere consegnata alla città da parte dell’appaltatrice Società per Cornigliano: nel dettaglio, si tratta della direttrice da 1,6 km che collegherà piazza Savio con lungomare Canepa, attraverso tre corsie per senso di marcia, che diventeranno quattro all’altezza del nuovo ponte sul Polcevera.

    lungomare-canepa-sampierdarenaIntanto, a febbraio 2014, saranno partiti i cantieri per il rifacimento di lungomare Canepa: anche qui è previsto un allargamento a sei corsie complessive, naturale prosecuzione della strada del bypass a mare, che dovrebbe concludersi nel giro di un anno dall’inizio dei lavori. Qui, infine, con avvio previsto entro la fine dell’estate, andrà a innestarsi la riqualificazione del nodo di San Benigno che, dopo due anni di lavoro, dovrebbe risolvere definitivamente gli ingorghi provocati dallo smistamento del traffico in uscita dal casello autostradale di Genova Ovest. «Sempre in questa zona – aggiunge il vicesindaco – a partire dal 2015 dovremmo essere in grado di partire con i lavori del tunnel. In proposito, ho chiesto che venga parzialmente rivisto il progetto del secondo lotto per renderlo compatibile anche con la viabilità dell’area Wtc – via de Marini». Ma questo è tutto un altro capitolo.

    Tornando alla strada a mare, l’unica vera incognita del progetto riguarda l’ormai famigerato “lotto 10”, ossia il viadotto che dovrebbe collegare piazza Savio con l’aeroporto e la barriera autostradale di Cornigliano. I problemi dipendono esclusivamente dal fatto che i lavori non sono stati inseriti nel bando gestito dal precedente ciclo amministrativo e chiuso a marzo 2009. Un appalto ad hoc non sarebbe al momento realizzabile perché i nuovi cantieri andrebbero a interferire con le opere già in atto per i restanti tratti dell’infrastruttura. La speranza di Bernini, tra i promotori dell’allargamento del progetto in questa direzione già quando ricopriva l’incarico di presidente del Municipio, è di poter assegnare anche questo lotto alla Società per Cornigliano, come adeguamento imprevedibile dell’opera già appaltata, naturalmente allo stesso ribasso d’asta. In caso contrario, si dovrebbe aspettare la consegna del tratto piazza Savio – Fiumara e procedere a nuova gara. Si aspetta il parere della magistratura contabile. «Se, come mi auguro, dovesse arrivare una risposta affermativa – conclude Bernini – il consorzio che sta effettuando i lavori mi ha garantito che anche il lotto 10 potrebbe essere consegnato più o meno nei tempi previsti per la restante parte della strada a mare. Si eviterebbero così esasperanti allungamenti di tempo e si porrebbe rimedio a un errore strategico di progettazione del passato».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Rio Fegino, messa in sicurezza: mancano soldi per interventi a monte

    Rio Fegino, messa in sicurezza: mancano soldi per interventi a monte

    Fegino. rio. passerella abusiva1A breve partiranno i lavori per la realizzazione del nuovo ponte di via Ferri e la messa in sicurezza – parziale – del rio Fegino, in Val Polcevera, uno dei corsi d’acqua nostrani che desta maggiore preoccupazione perché, più di una volta (l’ultima nell’ottobre 2010), ha causato disagi e danni a persone e cose. Ma gli interventi previsti fanno già discutere gli abitanti di quello che un tempo era un borgo di campagna, ospitante decine di botteghe artigiane circondate da vasti appezzamenti di terreno coltivati, progressivamente trasformatosi – con l’avvento dell’industrializzazione – nell’ennesimo quartiere periferico soffocato da innumerevoli servitù.
    La gara da 1 milione e 366 mila euro si è conclusa ai primi di maggio e l’appalto se l’è aggiudicato l’impresa edile Edil due s.r.l. di Sestri Ponente “…con un’offerta al ribasso del 37% – scrive “Il Secolo XIX” (09/05/2013) – assicurando di riuscire ad eseguire le opere richieste utilizzando 926 mila euro complessivi”. Stiamo parlando dell’adeguamento idraulico del ponte di via Ferri sul rio Fegino e del primo tratto di rio a monte del ponte stesso.
    Dagli uffici comunali spiegano che a valle si è già intervenuti in due fasi, l’ultima circa 2 anni fa: dal ponte di via Ferri in direzione della confluenza del rivo nel torrente Polcevera. «Solitamente si parte dalla foce per poi risalire il corso d’acqua – aggiunge Sergio Abbondanza, segretario dell’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Crivello – Adesso dobbiamo adeguare il ponte per permettere di alzarlo e raddoppiare le carreggiate. Inoltre, abbasseremo l’alveo del rio a partire dal ponte di via Ferri in direzione monte fino all’altezza del traliccio dell’Enel (poco prima del ponte ferroviario di via Borzoli)».
    In pratica la vecchia struttura sarà demolita e ricostruita a fianco, in versione più alta e più larga. «Garantiremo il mantenimento del doppio senso di marcia – assicura il segretario dell’assessore ai Lavori Pubblici – realizzando prima il nuovo ponte dove sarà spostato il traffico veicolare. Dopodiché abbatteremo il vecchio».
    Il progetto contempla ben 2 anni di lavori – con i conseguenti disagi per la viabilità – ma pare che la ditta vincitrice della gara si sia impegnata a garantire tempi più ristretti che lo stesso assessorato ai Lavori Pubblici ritiene «Impossibili da rispettare».

     

    RIO FEGINO, DIGHE GALANO, RIO FIGOI: LE CRITICITÀ SONO A MONTE

    I principali affluenti del torrente che attraversa Fegino sono il rio Figoi, che scende dal versante montuoso di Borzoli e due rivi minori: il Galano ed il Bordello che declinano dalla costiera di Fegino per poi ricongiungersi a valle di Salita Pianego e confluire nel rio Fegino nei pressi dei Giardini Montecucco.
    La presenza di tre antiche digheuna lato Borzoli, sopra quello che fino ad una cinquantina di anni fa era il Lago Figoi (dove oggi si trova l’impianto sportivo comunale) e due sul versante di Fegino, lungo il rio Galano – garantiva il regolare deflusso delle acque.
    La zona tra Borzoli e Fegino ha sempre fatto i conti con i numerosi ruscelli che corrono sia in superficie che nel sottosuolo. Una costante dell’intera Val Polcevera. Il buon senso di una volta ha partorito soluzioni lungimiranti, quali il sistema di dighe che, storicamente, ha svolto egregiamente il proprio ruolo. Oggi, però, tali strutture sono circondate da foltissima vegetazione spontanea e necessitano di adeguata manutenzione. Le fotografie documentano, in maniera inequivocabile, come il tutto sia pressoché abbandonato a se stesso, in attesa di periodi più floridi.
    «A monte non siamo più intervenuti – conferma l’assessorato ai Lavori Pubblici di Palazzo Tursi – Ad eccezione di un intervento di somma urgenza dopo l’alluvione del 4 ottobre 2010». Lavori per lo sgombero del trasporto vegetale dagli invasi delle dighe Galano e Figoi: circa 22 mila euro per una pulizia sommaria realizzata in una decina di giorni. Poi più nulla.

    Fegino.diga Galano2Borzoli. diga Figoi1

     

     

     

     

     

     

     

    Tornando al rio Fegino, la popolazione non sembra convinta della bontà delle prossime operazioni. «Così non risolveranno un bel niente!– accusa Franco Traverso, residente e portavoce del Comitato per la riqualificazione di Fegino – La messa in sicurezza riguarderà solo la prima parte del torrente su via Borzoli, pressappoco fino all’altezza dell’impresa Alpitel. Il tratto più importante, quello che occorre sistemare con urgenza, non sarà toccato».
    In merito all’allargamento del ponte, secondo gli abitanti, esso è utile soprattutto per migliorare la viabilità dei mezzi pesanti. Sono note, infatti, le difficoltà di circolazione dei camion che quotidianamente transitano per via Ferri e via Borzoli.
    Ai fini della protezione dal rischio idraulico «Abbiamo chiesto di ripristinare la ringhiera di protezione sull’argine del torrente, ma non sappiamo se saremo ascoltati», sottolinea Traverso.
    A destare preoccupazione, in particolare nei commercianti, sono anche le inevitabili ripercussioni sul traffico veicolare, durante l’esecuzione dei lavori. «Il Comune sta ragionando su quest’aspetto? – si domanda Maurizio Braga del Comitato spontaneo per Borzoli e Fegino, proprietario di un forno in Salita al Lago – Prima di dare il via agli interventi almeno dovrebbero confrontarsi con noi».

    Fegino. rio. passerella abusiva2Risalendo il rio Fegino in direzione Borzoli, la situazione, già a vista d’occhio, appare pericolosa. Una foltissima vegetazione riveste il letto del torrente e deborda addirittura dagli argini. In poche centinaia di metri sono presenti 3-4 passerelle che, in caso di piena, rischiano di trasformarsi in dighe artificiali. In particolare una di queste, un vero e proprio ponte con un franco idraulico di neppure mezzo metro, situato dinanzi alla ditta Euro Blinda. «È una struttura palesemente abusiva che va immediatamente eliminata – spiega Franco Traverso – Noi lo abbiamo segnalato agli uffici competenti ma finora nessuno è intervenuto».

     

    Salendo ancora, nei pressi dei Giardini Montecucco e Salita al Lago – alla confluenza degli affluenti nel rio Fegino – il quadro non migliora. Soprattutto il rio Figoi, capace di causare pesanti devastazioni nell’ottobre 2010, necessita di una messa in sicurezza. O perlomeno di una costante pulizia.
    «Il corso d’acqua non è curato, in particolare a monte – spiega Braga – in caso di forti piogge scendono massi, arbusti e tronchi d’albero. È qui che dovrebbero intervenire, piuttosto che a valle. Sono anni che non si esegue alcuna manutenzione, neppure sui 2 rivi che scendono dalla costiera di Fegino, il Galano e il Bordello».

    Borzoli. diga Figoi2Borzoli. rio Figoi3

     

     

     

     

     

     

     

    In cima a Salita al Lago, a fianco della “creuza” di via Burlo, costruzioni lasciate a metà sono l’impronta del tentativo di cementificazione a due passi dal rivo. I lavori, fortunatamente, sono stati bloccati. Ora rimane lo scempio di edifici abbandonati a se stessi, forse nella speranza di una futura approvazione dell’intervento.
    «Il cantiere è stato sequestrato e da oltre 1 anno è abbandonato», sottolinea Maurizio Braga. Non c’è un cartello e nessun controllo sull’area, recintata ma facilmente accessibile da chiunque. È evidente il tentativo di speculazione edilizia per realizzare nuove residenze, in pratica con le fondamenta sull’acqua, dove anni orsono sorgeva un antica casa di pietra dotata di mulino.

    Borzoli. Salita al Lago2Borzoli. Salita al Lago1

     

     

     

     

     

     

     

    Chi sperava in un secondo lotto di lavori – perlomeno sulla parte a monte del rio Fegino –  rimarrà deluso. «Ad oggi sono esclusi altri lavori – risponde Sergio Abbondanza, segretario dell’assessore ai Lavori Pubblici – Purtroppo non ci sono risorse sufficienti. Dobbiamo spiegarlo ai cittadini. I no, magari se motivati, possono anche essere accettati dalla popolazione». Confermando così l’intenzione del Comune di organizzare un momento informativo con i cittadini.
    Il refrain è sempre lo stesso: i soldi sono quelli che sono. Ovvero sempre meno.
    «Venerdì scorso si è svolto un incontro con il Municipio Ponente – racconta Abbondanza – A Sestri Ponente si sta formando un gruppo di volontari che hanno manifestato la volontà di occuparsi della manutenzione di alcuni rivi minori della zona. Stiamo cercando di capire come coordinarci per fare sistema – conclude il segretario dell’assessore Gianni Crivello – Questa potrebbe essere una soluzione anche per i quartieri di Fegino e Borzoli. L’unico modo per affrontare e risolvere i problemi del territorio, passa da una stretta collaborazione tra istituzioni e cittadini».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore]

  • Contratti dual, luce e gas: come difendersi dalle cattive sorprese

    Contratti dual, luce e gas: come difendersi dalle cattive sorprese

    notte-luce-arti-visive-arte-RMDue settimane fa abbiamo parlato dei contratti “dual” di somministrazione di energia elettrica e di gas. Siamo stati raggiunti da diverse telefonate e mail di commercianti che, per il loro tipo di attività (focaccerie, panetterie e ristoranti) hanno concluso contratti di quel tipo credendo di risparmiare tanto denaro… In particolare, mi voglio soffermare su un caso limite, quello di una focacceria che ha stipulato un contratto “dual” soltanto in apparenza.

    Difatti, un addetto Sorgenia si è recato nei locali del malcapitato utente in due fasi successive, vendendo prima il contratto di fornitura di energia elettrica e poi di gas. E qui scatta il primo allarme, il primo alert, ovvero il primo momento in cui bisogna drizzare le antenne: leggete quello che firmate, soprattutto perché spesso, nel caso di due contratti separati, non è da escludersi la sovrapponibilità dell’uno sull’altro.

    Orbene, il Nostro ha sottoscritto due contratti, le cui condizioni sono scritte sotto ai fogli firmati, intendo dire non sul retro, ma sotto, all’interno della cartellina che contiene le veline (non quelle televisive) contrattuali.

    Secondo alert: chiedete una copia di ciò che dovreste firmare e leggetevela con comodo a casa vostra, per guardare la partita di calcio c’è sempre tempo! Se non vogliono consegnarvela, peggio per loro, non procederete alla sottoscrizione.

    Sorgenia inizia così la doppia fornitura, seppure in due distinti momenti, e spedisce doppia puntuale (più o meno) bolletta. Ad un certo punto, sorge un contenzioso di natura contrattuale per quanto attiene la fornitura di energia elettrica e via col rondò di lettere e di conseguenti avvocati che si succedono senza dare un punto di riferimento al Nostro…

    La fornitura di gas procede regolarmente, ma per quanto attiene all’energia elettrica il Nostro cambia gestore. Dopo anni di silenzio, Sorgenia stacca il gas! Incredibile ma vero! Cosa, tra l’altro, illecita.

    Questa storia, al di là della richiesta per i danni subiti da parte della Focacceria, porta a fare alcune considerazioni conclusive:

    1. L’utente medio è spesso ingenuo ed i gestori (anche di telefonia) ne approfittano;
    2. Proprio per questo insisto sempre sul fatto che sia necessario leggere con la massima attenzione ciò che si sta sottoscrivendo;
    3. Gli esercizi commerciali per loro natura non sono considerati consumatori, ma “professionisti”, però allorquando la contrattualistica delle utenze e le condizioni contrattuali siano in tutto e per tutto identica a quella di un privato, allora, i rapporti sono assimilabili a quelli propri dei consumatori, con conseguenze giuridiche non di poco conto: una per tutte quella del Foro competente in caso di controversia. Nel caso di rapporti con un soggetto definito consumatore, è quello della residenza di quest’ultimo.

    Aggiornamento, 13 Giugno 2013:

    Per dovere di cronaca, ci teniamo a precisare che, come comunicato dal nostro lettore, Sorgenia dopo sei giorni ha riattivato la fornitura di gas.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Musagete: concorso letterario per racconti brevi, romanzi e poesie

    Musagete: concorso letterario per racconti brevi, romanzi e poesie

    scrivere-scrittura-2Sono aperte fino a sabato 29 giugno 2013 le iscrizioni alla terza edizione del premio letterario Il Musagete, a cura dell’omonimo istituto culturale di Calabria e Basilicata.

    Il concorso è suddiviso in sei sezioni:
    Sez. A – Poesia inedita in lingua italiana, da uno a tre testi a tema libero (max 50 versi ciascuna)
    Sez. B – Poesia inedita in dialetto, da uno a tre testi a tema libero (max 50 versi ciascuna)
    Sez. C – Racconto inedito, un solo testo a tema libero (max 10 cartelle)
    Sez. D – Opera inedita, silloge poetica (da 25 a 50 brani) o antologia di racconti / romanzo / saggistica (da 40 a 150 cartelle) o testo teatrale (max 70 cartelle)
    Sez. E – Libro edito nei tre anni precedenti la scadenza del bando, che si tratti di poesia, racconti, romanzo o saggistica
    Sez. F – Giornalismo, articolo pubblicato nei tre anni precedenti la scadenza del bando.

    È richiesto un contributo di partecipazione di 15 € per ogni sezione (conto corrente postale 78525367 intestato a Bonifacio Vincenzi – via Manzoni, 6 – 87072 Francavilla Marittima CS). Le opere dovranno essere inviate in quattro copie all’indirizzo Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata – C/o Bonifacio Vincenzi – Via Manzoni, 6 – 87072 Francavilla Marittima (CS).

    Premi: i primi classificati di ogni sezione riceveranno una targa artistica, un diploma e un’opera d’arte di un artista calabrese. Fra questi sei vincitori, saranno scelte due opere che avranno rispettivamente 300 €.

  • Stadio Carlini, Cus Genova: ufficiale la concessione dell’impianto

    Stadio Carlini, Cus Genova: ufficiale la concessione dell’impianto

    stadio-carliniNuovo padrone per lo stadio Carlini. A suggellare i festeggiamenti per la promozione in Serie A (che nel mondo del rugby è la serie cadetta) del Cus Genova, il Comune ha siglato la concessione della casa nostrana della palla ovale al Centro universitario sportivo, per mano di Sportingenova. Si tratta dell’ultimo atto ufficiale dell’ormai ex partecipata di Tursi, che d’ora in poi potrà esclusivamente concentrarsi sulla sua liquidazione.

    L’annuncio è arrivato in Sala Rossa da parte dell’assessore allo Sport, Pino Boero, in risposta  a un’art. 54 promosso dal consigliere Clizia Nicolella (Lista Doria), preoccupata per la sopravvivenza delle piccole associazioni sotto l’egida del nuovo padrone.

    «Il Carlini – ha detto Nicolella – non è occupato solo da società sportive agonistiche ma da diverse associazioni che erogano preziosi servizi sociali a bambini e anziani. E vi sono anche realtà che si occupano di disabili, che proprio nello sport trovano le migliori opportunità di integrazione, soprattutto in giovane età. Non ci basta che il Comune mantenga il controllo dell’impianto ma vogliamo che continui a garantire un servizio sportivo di qualità, nel suo complesso».

    Rassicurante la risposta di Boero: «La questione della valenza sociale degli impianti sportivi – ha dichiarato l’assessore, che ha anche le deleghe a scuola e politiche giovanili – è ben presente in tutti i contratti di concessione che il Comune ha stipulato per i beni precedentemente gestiti da Sportingenova». In particolare, per quanto riguarda il Carlini, Boero ha spiegato che il Cus sarà vincolato a garantire a tutte le associazioni che gravitano nell’orbita dell’impianto gli spazi attualmente occupati. Nessun problema per gli sport cosiddetti minori (tra cui scherma, tiro a segno, baseball, calcetto e attività interessate all’utilizzo del velodromo) ma neppure per le associazioni che si occupano di anziani, disabili e per le fasce garantite all’utilizzo scolastico. Inoltre, il Centro universitario sportivo non potrà aumentare deliberatamente i canoni di affitto. Una sorta di tutela dell’esistente, dunque, che potrà esser modificato solo previo accordo tra le parti, da raggiungere anche attraverso un tavolo tecnico con la regia degli uffici comunali.

    A vigilare su tutto un nuovo funzionario, riassorbito in Comune da Sportingenova, che sarà proprio dedicato al controllo del rispetto delle convenzioni firmate. «Con lo strumento amministrativo della concessione – ha sottolineato l’assessore –  l’impianto passa nelle mani del Cus ma il Comune ne mantiene comunque la proprietà e il controllo. Siamo tranquilli dell’operato del Cus perché si tratta di un ente istituzionale serio ma è sempre bene che il Comune mantenga il suo occhio vigile perché non vi sono solo diritti da garantire ma anche doveri da rispettare».

    La trattiva tra Comune e Università, aperta il 15 aprile da una lettera di intenti firmata dal rettore Giacomo Deferrari, non è ancora del tutto conclusa. Mancano, ad esempio, i dettagli relativi alle questioni economiche, sia di affitto e quindi in entrata per le casse comunali, sia di finanziamento per le azioni in campo sociale che verranno assicurate. «Tuttavia – conclude Boero – era importante chiudere formalmente la concessione per consentire al Cus di partecipare al bando ministeriale per il finanziamento dei lavori di ristrutturazione degli impianti sportivi (solo 16 milioni di euro su tutto il suolo nazionale, ndr). Anche a questo scopo, la durata della concessione è stata fissata in 16 anni».

    E per lo stesso motivo anche la durata della concessione che riguarda Villa Gentile è stata estesa a 15 anni: così anche l’impianto di Sturla dedicato all’atletica leggera potrà richiedere l’accesso ai fondi nazionali.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Da Puntavagno al Monumento di Quarto: camminata e aperitivo

    Da Puntavagno al Monumento di Quarto: camminata e aperitivo

    Monumento di QuartoMercoledì 12 giugno 2013 (dalle ore 18) un’occasione per camminare lungo la passeggiata a mare del Levante genovese e conoscere persone nuove.

    Le amministratrici della pagina Facebook Cosa facciamo oggi a Genova?, che quotidianamente segnalano eventi in città, hanno infatti deciso di organizzare un walking aperitivo aperto a tutti.

    L’appuntamento è alle 18 a Puntavagno, corso Italia, e il percorso si snoderà lungo Boccadasse e Vernazzola, fino al Monumento di Quarto.

    Al termine, aperitivo light per tutti i presenti.

    Per info contattare Valeria al numero 347 8283998.

  • Mercato di corso Sardegna, la proposta: spazi gratis alle startup

    Mercato di corso Sardegna, la proposta: spazi gratis alle startup

    mercato-corso-sardegna-9Premessa: chi scrive abita a due passi dal mercato di corso Sardegna.

    Ieri ho letto e condiviso sui social network l’articolo di Elettra Antognetti, che venerdì scorso ha visitato la struttura e ascoltato il nuovo appello del CIV affinché il Comune prenda una decisione definitiva sulla struttura.

    Un breve riepilogo, per chi non conosce la vicenda. Corso Sardegna, nel quartiere di Marassi, ospitava il mercato ortofrutticolo di Genova, spostato nell’ottobre 2009 a Bolzaneto. Da allora lo spazio è chiuso e in stato di abbandono, nonostante siano stati svolti numerosi incontri (l’ultimo a marzo 2013) con le istituzioni per definirne le sorti future. Un tema delicato, che rientra nei progetti urbanistici per il quartiere e in particolare sul nuovo piano di bacino del Bisagno.

    Sono stati molti i temi in oggetto: l’ipotesi di un parcheggio interrato – fortemente contestata – è stata abbandonata dopo l’alluvione del 4 novembre 2011, mentre restavano aperte le opzioni di spazi verdi e nuove attività commerciali, un centro sportivo e un distretto Asl.

    Un piano tuttavia non più praticabile, anche a causa del ricorso presentato al Tar da parte di Rizzani – De Eccher, l’azienda di Udine che ha ottenuto l’appalto dei lavori. La necessità impellente, come sottolineato venerdì scorso dal presidente del CIV, è di attuare un tavolo di lavoro per capire come rimodulare il progetto e quali soluzioni possono essere adottate in tempi brevi.

    «Stiamo parlando di una superficie di 22 mila metri quadrati in piano, a Genova: una situazione più unica che rara, e che tuttavia è abbandonata al degrado da troppo tempo».

    Tornando all’articolo di ieri, in risposta su Twitter è giunta la proposta di Caterina Ottomano, che gestisce l’account Sos via Garibaldi e centro storico.

    Da qui una serie di spunti e segnalazioni, cui si sono aggiunte altre persone, per segnalare analoghi esempi virtuosi in altre città d’Italia e d’Europa. I am Italy ci segnala due casi nel nostro Paese: a Milano ci sono i Magazzini Raccordati, un’area di 30.000 mq che costeggia i binari della Stazione Centrale, costruita negli anni Trenta e attualmente in stato di abbandono: lì un comitato di quartiere (Gruppo Ferrante Aporti – Sammartini, dal nome delle due vie antistanti i Magazzini) si impegna a organizzare periodicamente eventi e iniziative culturali e di interesse sociale.

    Inoltre a Palermo, nei Cantieri Zisa, un ampio movimento di cittadini, associazioni, artisti e operatori culturali ha creato un percorso di gestione condivisa di questo spazio, un’area industriale dismessa che comprende 23 capannoni.

    Citando l’estero, S28Mag ci racconta un’esperienza a Cluj, in Romania, dove l’ex Fabrica de Pensule (2.500 mq) oggi ospita 40 studi d’artista, 5 gallerie di arte contemporanea e 10 organizzazioni culturali.

    Gli esempi da citare potrebbero essere molti di più. La proposta appare interessante e per questo la condividiamo volentieri. Ci sono tuttavia alcune criticità da considerare, a partire da: chi paga? La concessione gratuita di uno spazio non può prescindere i lavori di ristrutturazione, che nel caso del mercato sono più che necessari e prevedono tempi e costi di realizzazione assai onerosi. Il crowdfunding può essere una soluzione?

    Inoltre: com’è possibile sapere quanti e quali sono gli spazi dismessi che si potrebbero riutilizzare, dove si trovano, e se la proprietà è pubblica o privata? A questi temi si è interessato lo scorso anno il WWF, che nel maggio 2012 ha lanciato la campagna Riutilizziamo l’Italia: una mappatura degli spazi in degrado, per individuare proposte concrete di riconversione, progetto legato a un altro denominato Stop al consumo di territorio.

    Proprio alcuni giorni fa il WWF ha presentato i primi dati raccolti dalla campagna: sono state raccolte 575 segnalazioni in tutta Italia, le cui caratteristiche sono sintetizzate in un report, e da cui partiranno entro i primi mesi del 2014 una serie di proposte concrete da inoltrare ai Ministeri competenti.

    Un tema senza dubbio più ampio di quello di un singolo ex mercato genovese, ma che potrebbe avere ricadute importanti (ce lo auguriamo) anche nel nostro territorio.

    Marta Traverso

  • Lavoro, imprese e innovazione sociale: un bando per nuove idee

    Lavoro, imprese e innovazione sociale: un bando per nuove idee

    lavoro-tecnologia-internet-computer-ufficio-impiegato-DISono aperte le iscrizioni al bando A new social wave: rigenerare innovazione sociale, rivolto ad aziende ed enti che sono impegnate in progetti di imprenditoria sociale. Ovvero: progetti di creazione d’impresa a partire da organizzazioni di altro tipo, già esistenti, quali altre imprese di varia natura e dimensione, istituzioni pubbliche, soggetti non profit.

    Scopo del bando è selezionare quattro idee di impresa sociale a contenuto innovativo, che saranno presentate in occasione dell’11 Workshop sull’impresa sociale che si terrà a Riva del Garda (TN) il 12 e 13 settembre 2013.

    Criteri di ammissione:
    – essere un’organizzazione privata, non controllata da altri soggetti esterni, pubblici o privati;
    – prevedere un vincolo alla destinazione degli utili o alla disponibilità del patrimonio;
    – dichiarare in maniera esplicita di perseguire obiettivi di interesse generale (riferiti a una comunità e/o specifici gruppi sociali);
    – prevedere forme di coinvolgimento dei portatori di interesse (attraverso la partecipazione societaria, l’informazione o la rendicontazione sociale).

    La partecipazione dovrà essere accompagnata da un formulario di presentazione che contenga i seguenti dettagli (max 2000 battute per ogni campo):
    A. Chi siamo, cosa facciamo (campo non soggetto a voto)
    B. Breve descrizione dell’idea (campo non soggetto a voto)
    C. Il problema da risolvere (voto da 1 a 10)
    D. Elementi di innovazione e di sostenibilità (voto da 1 a 10)
    E. Risorse di rete e accompagnamento (voto da 1 a 10)
    F. Occupazione creata (tipologia e profili) (voto da 1 a 10)

    Le iscrizioni dovranno essere inviate sul sito di IdeaTre60, previa registrazione, entro il 30 giugno 2013.

    Il concorso è promosso da Iris Network (Trento) e The Hub Rovereto.

    Una giuria valuterà i progetti e selezionerà i quattro finalisti. Durante il workshop di Riva del Garda, le quattro imprese presenti parteciperanno a una sessione di lavoro, discutendo le loro idee alla presenza di facilitatori ed esperti del settore.

    Al termine verrà scelto il vincitore, che avrà in premio:
    – strumentazione tecnologica per il supporto presentazione (ipad + minivideoproiettore)
    – partecipazione di 2 referenti del progetto vincitore a un acceleration program, programma intensivo di accompagnamento della durata di 16 ore (due giornate di lavoro) presso la sede di The Hub Rovereto (comprese spese di viaggio, vitto e alloggio)
    – un anno di membership virtuale presso The Hub.

    [foto di Diego Arbore]

  • Comune di Genova: bando per finanziamenti alla cultura

    Comune di Genova: bando per finanziamenti alla cultura

    EconomiaÈ aperta fino a martedì 18 giugno 2013 la partecipazione ai bandi del Comune di Genova per i finanziamenti alla cultura.

    Sono cinque i bandi aperti, legati a diversi settori della produzione artistica locale. Ogni soggetto può proporsi per un solo bando e la candidatura va inviata entro le ore 12 di martedì 18 giugno all’Archivio Protocollo del Comune di Genova (piazza Dante 10).

    L’assegnazione effettiva dei contributi è vincolata dal reperimento delle risorse necessarie, che saranno iscritte nel Bilancio di Previsione 2013 – 2015.

    Questi i dettagli dei bandi, ciascuno dei quali indica i requisiti di partecipazione e i criteri di valutazione.

    Bando A: contributi ai teatri stabili a iniziativa privata.

    Bando B: contributi ad attività di teatro realizzate da gestori di strutture teatrali.

    Bando C: contributi per stagioni di teatro per bambini e ragazzi.

    Bando D: contributi per rassegne e festival di musica classica.

    Bando E: contributi per festival e rassegne di cinema + progetti di innovazione e integrazione dei linguaggi audiovisivi.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Fratelli Grimm: fiabe in mostra all’Accademia di Belle Arti

    Fratelli Grimm: fiabe in mostra all’Accademia di Belle Arti

    grimm archivolto genovaDa martedì 11 a venerdì 28 giugno 2013 è aperta al pubblico presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti la mostra Grimmland: sulle tracce di Hansel e Gretel, realizzata dagli allievi in collaborazione con il Goethe-Institut Genoa.

    La mostra è la tappa del progetto Grimmland, che celebra in tutta Italia con numerosi eventi i duecento anni dalla pubblicazione della prima raccolta di fiabe di Jacob e Wilhelm Grimm.

    Sono esposte opere create con le più svariate tecniche artistiche: pittura, video arte, grafica, installazione e così via. Agli studenti sono stati proposti sollecitazioni e spunti lasciando assoluta libertà di interpretazione delle fiabe, sia nelle tecniche che nelle scelte tematiche, anche attraverso forme di attualizzazione delle fiabe nel presente.

    L’orario di apertura della mostra è dal martedì al venerdì 14.30-18.30.

     

  • Box e parcheggi, il WWF: nessuna politica sulla mobilità urbana

    Box e parcheggi, il WWF: nessuna politica sulla mobilità urbana

    Auto a CaricamentoUna moratoria sulla realizzazione di nuovi parcheggi fino alla definizione di un nuovo Piano Urbano della Mobilità (PUM) che contenga chiari ed ambiziosi obiettivi di riduzione del parco veicoli circolante in città. Queste le richieste che il WWF rivolge all’amministrazione comunale, colpevole, secondo l’associazione ambientalista, di non aver mai affrontato la questione alla radice, onde evitarne le conseguenze.
    «A Genova ci sono 280.000 auto contro 190.000 posti auto: quindi, mancano 90.000 posti auto oppure ci sono 90.000 auto di troppo? – è la domanda paradossale che pone la sezione genovese del WWF – Il Comune, invece di mettere in campo una seria politica di riduzione del parco veicolare privato, in primis puntando su incremento dell’utilizzo del TPL, mobilità dolce (percorsi pedonali; mobilità ciclistica) e forme di auto condivisa (car sharing; taxi), continua a perseguire, favorire e permettere la realizzazione di parcheggi ovunque, a scapito di qualsiasi cosa».

    «Già all’epoca dell’ex assessore al Traffico, Piero Villa, si parlava di 90 mila posteggi in meno – racconta Vincenzo Cenzuales, presidente WWF Genova – Eravamo a metà anni ‘90. Ebbene, sono passati quasi 20 anni, nel frattempo sono stati costruiti circa 10 mila nuovi posti auto, ma il problema è sempre il medesimo».
    Le cause di un tale fenomeno sono indissolubilmente legate all’idea di città che le istituzioni promuovono. «Se riteniamo che Genova necessiti di un maggior numero di posteggi è perché riteniamo che in città debbano circolare così tanti mezzi privati – continua Cenzuales – Dunque consentiamo la costruzione di altri auto-silos. Con tutte le conseguenze del caso, soprattutto in termini di consumo del suolo ed aumento del rischio idrogeologico».

    E qui entra prepotentemente in gioco il Piano Urbano della Mobilità (PUM), approvato dall’ex Giunta Vincenzi nel gennaio 2010.
    «È un documento corposo che ha avuto una lunghissima gestazione – spiega Cenzuales – Purtroppo, però, il piano non si pone obiettivi lungimiranti. In estrema sintesi, secondo il PUM, a Genova non sussisterebbe un grave problema di traffico e relativo inquinamento. Il documento afferma che occorre migliorare entrambe le mobilità, pubblica e privata, ma non sono indicati adeguati strumenti per disincentivare l’uso delle automobili». Insomma, l’obiettivo di un riequilibrio tra traffico pubblico e traffico privato non è compreso nel PUM.
    «Tutte le realtà più avanzate mirano ad un abbassamento dei tassi di motorizzazione – aggiunge Cenzuales – L’attuale Giunta di Palazzo Tursi, invece, non ha alcuna intenzione di rivedere il PUM».

    «Oggi siamo di fronte alla cementificazione di una delle poche aree verdi di San Fruttuoso (Bosco Pelato in Piazza Solari) – scrive il WWF – ieri lo eravamo davanti a casi simili, in parte scongiurati, come Spianata Castelletto, Acquasola, Via Cancelliere, Cinema Eden, P.le Benzi, Via Bovio, Pedegoli, Via Somma; ma la lista, purtroppo, è molto lunga. Nella sola area centrale, tra Principe e Brignole, sono stati realizzati negli ultimi anni ben 3000 posti in più e molti altri sono previsti (Caravelle, Ponte Parodi, Piazza Dante, Dinegro, Stazioni Principe e Brignole, ecc.)».

    La riduzione del parco veicolare deve diventare una priorità «Se non vogliamo soccombere sotto una marea di auto, mediamente ferme parcheggiate per più del 97% del tempo – conclude il WWF – Bisogna fermare l’occupazione di spazi urbani vitali, altrimenti utilizzabili per corsie bus, percorsi ciclopedonali, aree di socializzazione, in primis per bambini e anziani, ma più in generale per tutti».

     

    Matteo Quadrone

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Scuola di piazza delle Erbe: cantiere fermo, il corteo dei genitori

    Scuola di piazza delle Erbe: cantiere fermo, il corteo dei genitori

    piazza-delle-erbe-d1Un corteo di genitori e bambini, con giochi e accompagnamento musicale, per sollecitare la fine dei lavori per la scuola di piazza delle Erbe: l’evento si svolgerà domani, martedì 11 giugno ore 16.30, e partendo da piazza San Giorgio attraverserà parte del centro storico.

    I cantieri per la nuova scuola, approvati e iniziati nel 2010 da un progetto del 1993, sarebbero dovuti terminare questa primavera.

    Ad anno scolastico terminato, i genitori ancora non hanno risposte certe su dove studieranno i loro figli a partire dal prossimo settembre: attualmente gli alunni delle ex scuole Garaventa e Baliano (rispettivamente elementari e medie) si trovano in uno spazio di via San Giorgio, un edificio però non adeguato alle esigenze dei bambini.

    La manifestazione è organizzata dal Comitato Genitori Garaventa Baliano, con il sostegno di numerose associazioni di quartiere: CIV San Bernardo, Il Ce.sto e Nuova Associazione Giardini Luzzati, Don Paolo Farinella, Ass. Ludovica Robotti, Ass. Consumatori Genovesi, Giuristi Democratici, Co.Ge.De, Ass. Balgasar, Comitato Genitori Embriaco Via Lata, Comitato Genitori Daneo, Città Aperta, il Formicaio, Liberi Cittadini della Maddalena, Gruppo Donne di San Bernardo, , Confesercenti, Associazione Scuola Daneo ONLUS, SOS Scuola, Comitato Genitori Don Milani Colombo, Associazione Culturale Forte Castellaccio.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Acqua pubblica: referendum due anni fa, l’appello del Comitato

    Acqua pubblica: referendum due anni fa, l’appello del Comitato

    acqua2IL PRECEDENTE

    12 e 13 giugno 2011: in Italia si vota per i referendum abrogativi sull’acqua pubblica, l’energia nucleare e il legittimo impedimento. Quattro quesiti, rispettivamente proposti dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua (una rete di numerose associazioni attive su tutto il territorio nazionale) e dal partito Italia dei Valori.

    I primi due temi oggetto dei referendum riguardano (1) modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica e (2) determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

    Il quorum è stato raggiunto con il 54,8% dei voti. Tuttavia, fin dai primi mesi successivi il Forum nazionale e i singoli comitati territoriali hanno denunciato la mancata applicazione dei referendum.

    Gennaio 2012: il Comitato Acqua Bene Comune avvia una campagna di obbedienza civile, affinché i cittadini si autoriducano le bollette dell’acqua eliminando la voce relativa a “remunerazione del capitale investito”, abrogata dal referendum.

    Dicembre 2012: l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas approva con una delibera le nuove tariffe per il servizio idrico, che non tengono conto di quanto imposto dal secondo quesito referendario.

    IL PRESENTE

    A due anni dal voto, gli impegni sull’acqua pubblica sono stati mantenuti?

    Su tutto il territorio nazionale sono in corso assemblee, presidi e manifestazioni per spiegare i dettagli della mancata applicazione del referendum. Il Comitato Acqua Bene Comune di Genova intende, proprio in vista di questo anniversario, presenziare alla seduta del Consiglio Comunale di domani (martedì 11 giugno 2013), un’iniziativa a cui «la cittadinanza è invitata a partecipare».

    Come si legge nel comunicato sul loro sito web, «A due anni dal referendum sull’acqua pubblica il Comitato Acqua Bene Comune Genova ricorda che né il Governo, né gli Enti locali si sono adeguati alla legge, votata da 28 milioni di cittadini, che prevede la riduzione della bolletta dell’acqua per una quota pari alla remunerazione del capitale investito (a Genova corrisponde al 22% della bolletta). Dal 2011 a oggi i gestori del servizio idrico si sono appropriati indebitamente dei nostri soldi (68,6 mln di euro) pagati con le bollette, con l’appoggio della politica».

    Una posizione che si lega alle recenti disposizioni su Iren: nel ridisegnare lo statuto della società partecipata che si occupa del servizio idrico,

    Marta Traverso

  • Pro-Test, l’informazione scientifica e gli esperimenti sugli animali

    Pro-Test, l’informazione scientifica e gli esperimenti sugli animali

    MedicinaConvegni, flashmob, fiaccolate in programma lo scorso sabato 8 giugno a Genova e nelle principali città della penisola, da Roma a Milano, all’Aquila, Napoli, Bologna, Udine, Trieste, e molte altre. L’obiettivo è portare l’attenzione sul tema dell’importanza della correttezza e affidabilità dell’informazione scientifica, spesso “vittima” inconsapevole dell’eccessiva semplificazione mediatica e della cattiva interpretazione (consapevole o meno) da parte del popolo dei non addetti ai lavori. Gli scienziati, i ricercatori, gli studenti uniti per l’evento dal titolo “Italia unita per la corretta informazione scientifica”. La manifestazione è stata organizzata dall’associazione di medici, biologi, veterinari e farmacologi Pro-Test Italia, nata nel settembre 2012 e attiva per la difesa dell’appropriata divulgazione dei risultati scientifici e per la creazione di un ponte tra il mondo della ricerca e la società civile. Tra i temi, particolare rilevanza ha avuto la sperimentazione sugli animali, argomento che continua a scaldare gli animi e contrapporre le fazioni pro e contro.

    A Genova, in particolare, l’incontro si è svolto alla Sala Conferenze del Museo di Storia Naturale “G. Doria”. Gli eventi, liberi e aperti a tutti, sono stati moderati dal filosofo e giornalista Ivo Silvestro e hanno visto la partecipazione di molti illustri rappresentanti della comunità scientifica (Michele Cilli, Dirigente Veterinario Animal Facility  IRCCS AOU San Martino – Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro Genova; Michele Mazzanti, professore ordinario di Scienze Biomolecolari e Biotecnologiche dell’Università di Milano), di relatori di prestigio internazionale (come Nicole Kerlero De Rosbo, ricercatrice dell’Università degli Studi di Genova; il professore dell’ateneo genovese e direttore dell’Unità Operativa Complessa Igiene, Giancarlo Icardi) e di rappresentanti della società civile, da studenti, a uomini e donne di tutte le età.

    Anche Era Superba ha partecipato al convegno di Genova, abbiamo incontrato gli organizzatori e scambiato quattro chiacchiere con uno di loro, Giacomo Vallarino, giovane laureando in medicina dell’Università degli Studi di Genova.

    Per cominciare, raccontaci cos’è Pro-Test, come nasce e  qual è l’obiettivo dell’associazione

    «Pro-Test è un’associazione formata da giovani, ricercatori, studenti e insegnanti di medicina, biologia, chimica, veterinaria, ma anche filosofia. Scopo dell’associazione, quello di promuovere la diffusione di una visione corretta e più oggettiva circa la sperimentazione sugli animali: una questione molto attuale e di cui si fa oggi un gran parlare, che chiama in causa anche un discorso etico, oltre che scientifico. Pro-Test è senza fini di lucro e totalmente gratuita, vive per lo più dei finanziamenti provenienti dalle quote associative dei suoi membri. Oltre a questo, anche l’importante appoggio dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. La nostra associazione ha base nazionale, riunendo giovani di tutta Italia, anche se il gruppo originario possiamo dire che si è formato a Milano, ed è qui che già sono state organizzate alcune iniziative importanti. Inizialmente non si pensava di organizzare manifestazioni e convegni. Il punto di svolta c’è stato abbastanza di recente: il 21 aprile 2013 a Milano alcune associazioni e rappresentanti di gruppi animalisti (anche se personalmente non penso che il termine, nobile e connotato positivamente, possa adattarsi a tutti i soggetti che si proclamano tali) hanno occupato lo stabulario, chiedendo la liberazione delle cavie: topi usati appunto come cavie ormai da anni per lo studio nel campo delle malattie del sistema nervoso, quali autismo, Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla, e altre. Il tutto, mandando in fumo centinaia di migliaia di euro di finanziamento e i progressi raggiunti nella ricerca. Noi di Pro-Test il giorno successivo abbiamo organizzato una contro-manifestazione per denunciare il fatto, che è stata ripresa dai media in termini negativi, a denunciare lo scontro tra animalisti e ricercatori, mettendo da parte il problema etico-scientifico della sperimentazione. In seguito, lo scorso 1 giugno ci siamo ritrovati a Milano, per la prima grande manifestazione di Pro-Test: oltre 400 persone si sono ritrovate nei pressi di Piazza del Duomo, per un dibattito pubblico e aperto (è questo il metodo con il quale abbiamo scelto di operare prevalentemente) in cui ricercatori e personalità del mondo scientifico hanno provato ad abbattere i pregiudizi e spiegare perché secondo loro la sperimentazione è necessaria. Da qui nasce l’idea di un evento dislocato in più città italiane, in contemporanea, per sensibilizzare in loco la popolazione, partendo dalla loro città. Siamo noi che ci avviciniamo alla gente, andando a spiegare in forma divulgativa e alla portata di tutti cosa facciamo, in cosa consiste la sperimentazione e perché è necessaria. Ma non solo questo: ci siamo occupati anche di staminali, OGM, vaccinazione e possibile collegamento con l’autismo, sclerosi multipla e molto altro… vogliamo provare ad abbattere i falsi miti e i pregiudizi (creati dai media, ma non solo) che ruotano attorno a questi temi caldi, per ridare dignità alla ricerca scientifica».

    L’evento dell’8 giugno a Genova. Come lo avete organizzato?

    «Visto che tutto è stato deciso in occasione della manifestazione del primo giugno (e ancora prima, in nuce, ad aprile), abbiamo avuto poco tempo per occuparci della parte organizzativa. Alla base di tutto c’è un unico comune denominatore che contraddistingue noi di Pro-Test: dire NO, protestare contro le “bufale” che vengono riportare sui giornali, che si sentono in tv e che rimpallano dai media alle piazze, fino a creare un sentimento comune distorto e un’opinione pubblica disinformata. Pro-Test, come associazione, ha svolto una supervisione generale sull’evento e ha dato delle linee direttive circa i temi da affrontare, ma poi ognuna delle città coinvolte ha avuto autonomia decisionale: in ogni luogo, un coordinatore affiancato da un team, con il compito di trovare un luogo idoneo per le conferenze e i relatori esperti sui temi in questione, con la possibilità poi di allargare anche ad altri temi di particolare interesse (ad esempio, all’Aquila un approfondimento sui terremoti e sulla possibilità di prevedere eventi sismici e calamitosi). Inoltre, abbiamo dovuto occuparci anche della promozione e del lavoro di PR, con manifesti, volantinaggio, promozione in bacheche della città (ad esempio a Genova, il volantinaggio dell’8 giugno nelle vie del centro e la distribuzione di hand-out alla Biblioteca Berio o all’Università), promozione sui social network.

    Rimanendo su Genova, inizialmente ero l’unico rappresentante di Pro-Test per la città e mi sono trovato a dover lavorare da solo: un carico di lavoro sicuramente impegnativo, che sono riuscito successivamente a suddividere con altre due ragazze, Elena (fisica, laureanda in Ingegneria Biomedica) e Gabriela (biologa). Insieme, in poco più di un mese, abbiamo messo in piedi l’evento, facendo leva solo sulle nostre forze, ma grazie alla massima disponibilità dei nostri interlocutori».

    conferenza-museo-doriaTra i temi più caldi del convegno, la sperimentazione sugli animali. Il dibattito sulla questione, scopriamo, è più acceso di quanto non sembri. Nel corso degli ultimi mesi, varie proteste da parte dei gruppi “animalisti” hanno attaccato i sostenitori della sperimentazione. Nel corso del convegno di Genova, in particolare, l’intervento del professor Cilli dedicato a questo tema di punta è stato interrotto spesso dalle proteste di un gruppo di animalisti, che si sono presentati per far valere anche le loro ragioni e provare a smontare le argomentazioni degli scienziati. Ne parliamo con Giacomo:

    Avete riscontrato atteggiamenti di chiusura verso il messaggio che propagandate? Come vi ponete nei confronti di chi vi contesta?

    «Da quando abbiamo iniziato con Pro-Test ci sono stati alcuni momenti di tensione. Come ricordavo, a Milano in occasione del dibattito pubblico del primo giugno, una ventina di estremisti dei gruppi animalisti di destra ha deciso di intervenire, disturbando volutamente la nostra iniziativa, insultando i relatori. Anche se abbiamo cercato di smorzare le tensioni e ignorare le frange estreme (ben venga il dialogo con gli animalisti, se costruttivo e di confronto, ma non era questo il caso), sui media hanno avuto rilievo solo gli episodi di tensione e di scontro. Anche in occasione degli eventi dell’8 giugno eravamo preoccupati per il verificarsi di altri episodi simili, tanto più che già si respiravano tensioni nell’aria in certe città più che in altre (una su tutte, Pisa). A Genova c’è stata la contestazione di un gruppo di animalisti: si sono presentati in sala e hanno provato inizialmente a interrompere gli interventi, facendo sentire le loro ragioni. Alla fine dell’intervento del professor Cilli c’è stata una discussione un po’ accesa con il gruppo animalista su vari argomenti.  Quello che ci interessava era che non ci fossero episodi spiacevoli, ma un tranquillo confronto, senza fare leva sul sentimentalismo ma piuttosto sul valore scientifico dell’informazione. È importante spiegare, capire, confrontarsi».

    Elettra Antognetti