Mese: Settembre 2013

  • Manutenzione delle caldaie: in vigore le nuove norme

    Manutenzione delle caldaie: in vigore le nuove norme

    caldaia-calderinaL’inverno si avvicina ed il tema della sicurezza delle caldaie ritorna come ogni anno in voga. Con esso anche lo spigoloso e spinoso problema delle spese di manutenzione programmata; le aziende del settore avevano fino ad oggi usufruito di una legislazione poco chiara (tanto per cambiare, in Italia…) e facevano il bello ed il cattivo tempo nei confronti degli utenti.

    La domanda da diverso tempo rimaneva sempre la stessa: ogni quanto tempo bisogna fare controllare la caderina? Un anno? Due ? Ognuno diceva la sua.

    Oggi finalmente possiamo dire che esiste una normativa. Difatti, il 12 luglio 2013 è entrato in vigore un decreto del governo che rinnova la disciplina concernente i controlli di efficienza energetica degli impianti di climatizzazione invernale, comunemente noti come caldaie, ed estiva, anche noti come climatizzatori.
    Opportunamente si è mantenuto l’obbligo di far effettuare i controlli a ditte abilitate, mentre sono cambiati il campo di applicazione e la periodicità.
    Per la cadenza dei controlli, se non diversamente esplicitato come obbligatorio dal libretto fornito dall’installatore o, in mancanza di
    questo, dal libretto del fabbricante, si applicano i termini che possono essere così sintetizzati: i controlli per impianti di potenza compresa fra 10 e 100 kiloWatt, nei quali rientrano tutti quelli domestici, compresi quelli di piccoli condomini, devono essere effettuati ogni 2 anni se l’impianto è alimentato a combustibile liquido o solido e ogni 4 anni per se alimentato a gas, metano o GPL. Per gli impianti di potenza pari o superiore a 100 kW i tempi sono rispettivamente dimezzati.

    Novità importanti anche per quanto concerne le ispezioni, che nella Liguria sono affidate a enti o società di proprietà pubblica. Nel nuovo regolamento si stabilisce che “l’accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica inviato dal manutentore o terzo responsabile è ritenuto sostitutivo dell’ispezione”.
    Pertanto le ispezioni sono destinate a cessare, tranne che per particolari situazioni, quali ad esempio:
    a) impianti per cui non sia pervenuto il rapporto di controllo di efficienza energetica o per i quali in fase di
    accertamento siano emersi elementi di criticità;
    b) impianti dotati di generatori o macchine frigorifere con anzianità superiore a 15 anni.

    Ricordiamo che, oltre all’effettuazione dei controlli, è obbligatorio pagare periodicamente il ticket, ossia la quota individuale che serve a finanziare le ispezioni. Normalmente il pagamento si esegue al tecnico che effettua il controllo. Solo per coloro hanno regolarmente adempiuto a tutti gli obblighi l’eventuale ispezione all’impianto avviene senza costi.

    Per concludere, possiamo dire che non è stato fatto un miracolo legislativo, ma un passo avanti. In questo caso, va detto, bisogna dare prima un occhio alla nostra sicurezza domestica che non a normative farraginose ed inutili.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Sampierdarena, area ex Enel: tramonta il progetto di riqualificazione

    Sampierdarena, area ex Enel: tramonta il progetto di riqualificazione

    sampierdarena-pacinotti-ex-enelA febbraio 2012 era stata approvata dalla giunta Vincenzi la proposta di riqualificazione dell’area ex Enel di Sampierdarena. Da anni in disuso, l’area (un “vuoto urbano” di 13 mila 500 mq) si trova a ridosso del complesso della Fiumara (non a caso il progetto prendeva il nome di “Fiumara bis”), tra Via Dondero, Via Pacinotti e Via Salucci. Stando al progetto, in 3 anni l’area inutilizzata sarebbe dovuta essere trasformata in un complesso con uffici, abitazioni, attività commerciali, una nuova scuola per 100 bambini, piazza pubblica e trasferimento del mercato di Via Salucci nei nuovi locali. Si trattava di un’operazione privata: proprietaria, la multinazionale italiana Duferco Sviluppo srl, che aveva acquisito l’area nel 2009 e successivamente avanzato il progetto, con inizio lavori previsto per metà 2012.

    Un progetto ampiamente pubblicizzato dall’allora Amministrazione: 850 mila euro di investimento, creazione di 350 nuovi posti di lavoro, la formazione di un’asse coi quartieri limitrofi e la coesione all’interno della stesso quartiere di Sampierdarena. Oggi però, a quasi due anni dall’approvazione del progetto, tutto è fermo: l’area è inaccessibile, presidiata da controlli; del cantiere, non c’è traccia. Siamo andati sul posto durante la tappa a Sampierdarena di #EraOnTheRoad. Cerchiamo di fare luce sulla questione.

    Il progetto

    ex enel Sampierdarena
    Il progetto (93 mila metri cubi in totale, con superficie scoperta di 25.850 mq e coperta 32.650 mq) prevede edifici realizzati con materiali e finiture a isolamento termico, e impianti ad alta efficienza: pompe di calore a scambio geotermico, pannelli fotovoltaici, copertura a “tetti verdi” assorbenti per recupero di acqua piovana, isola ecologica per la raccolta differenziata. Il complesso doveva estendersi in altezza fino a 42 metri (la metà delle torri Fiumara antistanti). Era inizialmente prevista anche una torre di 13 piani, per uffici. Sei le strutture totali, con scuola e autorimessa.

    Il progetto, annunciato il 29 gennaio 2012, come proposta inserita nel nuovo Puc, voleva colmare quello che dalle amministrazioni veniva definito un “vuoto urbano”, in una zona “degradata”, e portare a compimento il processo di trasformazione iniziato con la realizzazione del complesso Fiumara. Come detto, si tratta di una superficie privata, acquisita dalla genovese Duferco Sviluppo, gruppo che si occupa dell’erogazione di servizi immobiliari (oltre a “Sviluppo”, anche “Duferco Engineering”, per opere di impiantistica, e “Duferco Energia”, per la commercializzazione di energia elettrica e la realizzazione di impianti fotovoltaici e idroelettrici). Tra le caratteristiche del progetto: edilizia eco-sostenibile e impiego di materiali innovativi; parcheggi interrati; portici e nuova illuminazione; risparmio energetico e pannelli solari; alberi, percorsi pedonali, giardini pensili sui tetti degli edifici e verde pubblico (per cui erano previsti oneri di urbanizzazione) gestito direttamente dalla Duferco; superfici stradali permeabili; tante vetrate, a creare un collegamento sul piano urbano con Fiumara. L’intenzione era quella di “costruire sul costruito”, mantenendo la volumetria originaria: era prevista la realizzazione di 5 edifici di nuova costruzione e la ristrutturazione di uno preesistente, ad uso residenziale, direzionale e commerciale. Architetto progettista, Maurizio Varratta, di Pacinotti Complex Genova.

    La situazione attuale

    Oggi non è più Duferco Sviluppo a seguire le vicende del sito: il timone è passato nelle mani dell’altra branca del gruppo, Engineering. «Il progetto iniziale è stato bloccato e al momento non ci sono programmi specifici sull’area. È tutto fermo e non sappiamo se e quando la situazione cambierà -dicono da Duferco-. Il motivo di questo stallo? Le titubanze nei confronti di un investimento tanto ingente», di cui gli investitori non sembrano sicuri. Un importante passo indietro: si pensi che nel 2012 si parlava di un progetto in anticipo di 10-15 anni sui tempi. Tuttavia, avvisaglie di incertezza erano già nell’aria, tanto che da Duferco dicevano: «Oggi il mercato è difficile però siamo fiduciosi e i nostri dati ci confortano».

    Della stessa opinione anche l’Assessore ai Lavori Pubblici Stefano Bernini, che commenta:  «I rallentamenti sono di natura contingente, dovuti all’attuale situazione economica: con la bolla del mercato immobiliare non si vende, e gli investitori ci pensano due volte, ma questo non va a minare la natura innovativa del progetto. Questa non è l’unica situazione ferma, ce ne sono altre analoghe, che resteranno ferme fino al nuovo incremento della domanda».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

    Questo articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Crisi dell’Euro e della politica, come uscirne? Incontro al Ducale

    Crisi dell’Euro e della politica, come uscirne? Incontro al Ducale

    EuroMartedì 24 settembre 2013 (ore 17.45) nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale si svolge uno dei primi eventi della stagione autunnale: la conferenza di Claus Offe sul tema della crisi economica e politica dell’Europa.

    L’Europa in trappola? La UE ha la capacità politica di superare la crisi attuale? sono i temi che si affrontano oggi da parte del sociologo tedesco, che dopo le elezioni in Germania si interroga sulla capacità politica dell’Unione Europea d’interrompere il lento declino dell’Europa.

    L’evento si svolge in collaborazione con il Goethe Institut-Genua.

  • Garage1517: un nuovo spazio per la musica in centro storico

    Garage1517: un nuovo spazio per la musica in centro storico

    musica-concerti-chitarra-elettricaDa due anni l’associazione culturale Less is more si occupa di organizzare eventi sul territorio genovese, con particolare attenzione alla musica. Ora il gruppo si è cimentato con un nuovo progetto: lo scorso 21 settembre ha inaugurato in vico Indoratori Garage 1517, nato dalla volontà dei due fondatori – Lisa e Davide, 31 anni – di «Trovare una collocazione nel panorama del “non lavoro”, situazione che caratterizza una grossa fetta di nostri coetanei».

    In questi anni Less is more ha collaborato con numerose realtà cittadine, fino al più recente festival Cre.Sta organizzato dal Comune. Lo spazio di recente inaugurazione costituisce la nuova sede dell’associazione, allo scopo di convogliare in un punto di incontro persone con interessi comuni, che vanno dalla passione per la musica a tutta una serie di realtà correlate: «abbiamo pensato di rimboccarci le maniche e di creare la “casa” in cui noi avremmo voluto vivere il nostro tempo libero – ci spiega Lisa. Garage 1517 è un second-hand shop che funziona con doppia formula (conto vendita e conto proprio) con un mini-market a piano terra e la sede dell’associazione culturale Less Is More al secondo piano. Le due realtà coesistono e funzionano l’una a supporto dell’altra».

    Cosa si può trovare nel Garage1517? Molti prodotti nuovi e usati, dall’alimentare biologico a vestiti, dischi, libri fino ai complementi d’arredo. Uno spazio che trae i propri valori dai concetti di riciclo e riuso, per donare nuova vita a oggetti e materiali.

    Less is More organizzerà in Garage1517 concerti, mostre, presentazioni di libri ed eventi culturali di vario genere, con particolare attenzione agli artisti emergenti, affinché le “due anime” del progetto possano continuare a coesistere e ad arricchirsi a vicenda.

  • Startup weekend Genova: vince il progetto ‘Light Up Your Social’

    Startup weekend Genova: vince il progetto ‘Light Up Your Social’

    appÈ Giovanni Landi, con il progetto Light Up Your Social, il vincitore della prima Startup Weekend Genova che si è svolta da venerdì 20 a domenica 22 settembre presso il coworking Talent Garden agli Erzelli.

    Di cosa si tratta? Light Up Your Social è un’applicazione installata su un dispositivo indossabile (orologio, ciondolo, spilla etc), che comunica con smartphone e tablet ed emette segnali luminosi che esprimono le emozioni del suo possessore. Il team che ha seguito Giovanni Landi nel progetto è composto da Umberto Port, Matteo Mattia, Francesco Lato, Andrea Caridi, Nicolò Benzi e Luca Masio.

    Il vincitore ha ottenuto in premio tre mesi di permanenza gratuita presso il coworking Talent Garden, dieci ore di consulenza gratuita nell’ambito della tutela della proprietà intellettuale e della registrazione del marchio, un soggiorno gratuito di una settimana presso la Silicon Valley e pacchetti promozionali con realtà importanti nell’ambito della comunicazione come l’agenzia Meloria e il portale Mentelocale.

    Secondo e terzo classificato sono rispettivamente Senza confine (app geolocalizzata per disabili, ideata da Laura Pozzo) e All ways to town (informazioni sui collegamenti aeroportuali, ideata da Martina Modenesi).

  • Lagaccio, Centro Polivalente: spazio aperto per il quartiere

    Lagaccio, Centro Polivalente: spazio aperto per il quartiere

    lagaccioUn centro polifunzionale dove gli stimoli positivi di un quartiere da sempre considerato periferico hanno l’opportunità di crescere e svilupparsi, coinvolgendo residenti e non in svariate attività, dallo sport alla meditazione orientale, dai corsi di canto, teatro e danza al sostegno psicologico e legale per le vittime del precariato. Parliamo del “Centro Polivalente Lagaccio” (C.P.L.), nato inizialmente con l’intento di ospitare dei servizi istituzionali di zona, a partire dal 2012, grazie all’accordo tra il Municipio I Centro-Est ed un comitato gestore composto da associazioni e soggetti del privato sociale – associazione Lingua Madre come ente capofila, Centro Servizi e Famiglie Centro Est, Cooperativa Sociale Lanza del Vasto, A.S.D. Cliantha ed associazione Genova Hockey 1980 – si è trasformato in un luogo di incontro e di confronto, in cui varie realtà associative usufruiscono degli spazi a titolo gratuito per restituire alla cittadinanza dei servizi alla persona (bambini, adulti, ragazzi e anziani) – di carattere ludico, sportivo, sociale, ricreativo e culturale – a costo zero.

     

    «Nel 2012 siamo diventati ente capofila del progetto “Centro Polivalente Lagaccio” che gestiamo insieme ad altre associazioni – racconta Vincenzo Palomba, presidente di Lingua Madre e consigliere del Municipio Centro Est (Idv) – Il Polivalente era stato pensato come centro dedicato a servizi istituzionali (distretto sociale e Laboratori educativi territoriali del Centro Est, distretto socio sanitario Centro dell’Asl 3). Ma il progetto stentava a decollare. La svolta è arrivata quando il Comune ha compreso che per farlo funzionare al meglio era necessario affidarsi alle associazioni di quartiere». E così dall’anno scorso il Polivalente sta riscuotendo successo con circa una dozzina di realtà aderenti legate da un protocollo di intesa che garantisce appunto il carattere polifunzionale degli spazi. «Con grande impegno stiamo riuscendo a far conoscere il Centro che oggi è frequentato da residenti del Lagaccio e non – continua Palomba – Le attività che si svolgono sono: hockey, meditazione orientale, centro sociale per bambini di elementari e medie, corsi di canto, danze folkloristiche, teatro, ecc.». L’accordo tra il comitato di gestione e le singole associazioni è semplice e chiaro: il Polivalente è aperto a tutti quelli che operano con attività gratuite – o comunque a costi irrisori – per il benessere degli abitanti. «Da sottolineare il prossimo ingresso dell’associazione lavoratori vittime del precariato (Alvip) che, a partire da ottobre, offrirà sostegno legale e psicologico alle vittime del precariato e del mobbing, attraverso consulenze con psicologi e avvocati – aggiunge Palomba – Al giorno d’oggi è un’iniziativa di vitale importanza che diventerà il nostro fiore all’occhiello».

    Sabato 28 settembre con l’evento “Spazio aperto al Polivalente”, il Centro Polivalente Lagaccio – sito in via Adamo Centurione 19 all’interno del comprensorio scolastico della “Duca degli Abruzzi” – a partire dalle ore 16, presenterà le attività dell’anno 2013/14 in una giornata di festa aperta a tutta la cittadinanza. Questo il programma: dalle ore 16 laboratori ludici, didattici e sportivi per bambini e ragazzi a cura di Centro sociale Capra Azzurra, Centro Servizi, Associazione Il sogno di Tommy, Associazione Eishshaok, Associazione Genova Hockey 1980, Progetto Sviluppo Liguria; dalle ore 18 “apericena” offerta a tutti i presenti con esibizioni di danza, teatro e musica fino alle ore 20 a cura di Associazione Casa del migrante dell’Ecuador, Associazione Lingua Madre, Associazione Azonzo.

    «Il progetto Lingua Madre nasce nel 2009 con l’ambizione di coniugare un intervento sociale con la promozione turistica della città – spiega Palomba, ideatore dell’associazione insieme alla moglie – Siamo partiti diffondendo dei messaggi promozionali in vari Paesi per invitare gli studenti stranieri a trascorrere un periodo di vacanza a Genova, garantendo il contatto con delle famiglie disponibili ad ospitarli e con l’opportunità di frequentare un corso di italiano». Così, con questa fonte di auto-finanziamento, Lingua Madre ha iniziato ad organizzare anche i primi corsi di italiano per stranieri residenti a Genova.
    «Il nostro obiettivo è quello di favorire l’integrazione – continua Palomba – Tutti gli anni siamo riusciti ad offrire almeno un corso gratuito di italiano per stranieri, oltre a quelli dedicati ai turisti. In seguito abbiamo aperto i corsi di altre lingue: arabo, spagnolo, francese, portoghese, russo e cinese. L’idea è quella di coinvolgere i cittadini italiani desiderosi di imparare una lingua e confrontarsi con visitatori stranieri ed immigrati residenti».

    Ma il Centro Polivalente è stata pure l’occasione per riscoprire uno sport storicamente presente al Lagaccio: l’hockey su prato. «Nel quartiere questa attività sportiva è stata praticata fin dagli anni ’70 – racconta Daniele Franza, presidente Genova Hockey 1980 – a ridosso degli anni 2000, però, le realtà che precedentemente l’avevano promossa nella zona si sono disimpegnate e per oltre un decennio l’hockey su prato è caduto nel dimenticatoio».
    Dall’anno scorso la Genova Hockey 1980 – associazione sportiva con diverse scuole hockey in varie zone della città – ha pensato di recuperare l’antica tradizione. «Il Lagaccio è sempre stata una fucina di promettenti giocatori di hockey – continua Franza – Tra l’altro qui si trova l’unico campo ufficiale disponibile in Liguria. Per noi che siamo nati nel quartiere riportare l’hockey al Lagaccio è un sogno che si avvera».
    E i risultati si son visti subito. «Siamo ripartiti dai più piccoli ed oggi abbiamo una ventina di giovanissimi hockeisti della scuola elementare Duca degli Abruzzi che due volte a settimana si allenano nel campetto vicino all’istituto – spiega Franza – bambini cinesi, sudamericani, africani, italiani, una squadra multietnica che riflette la composizione sociale del Lagaccio. Si è creato uno splendido rapporto con il Centro Polivalente e con la scuola elementare Duca degli Abruzzi. In una realtà come questa lo sport diventa un veicolo educativo fondamentale con il quale trasmettere i valori formativi del rispetto delle regole e degli avversari».

    Un altro progetto che ha trovato ospitalità nel Polivalente è “Famiglie al Centro” – finanziato dal Celivo e gestito da A.Ge. Associazione Genova Genitori e dall’associazione Il sogno di Tommypunto di incontro e gioco per famiglie con bambini piccoli. «L’A.Ge già da anni lavora a sostegno delle famiglie del Lagaccio – racconta Daniela Cattivelli, rappresentante dell’associazione – Famiglie al Centro è nato nel 2012 su sollecitazione del quartiere e del Consultorio di zona, l’unica realtà che, nonostante la carenza di risorse, si occupa di queste problematiche. Così abbiamo pensato di offrire un luogo aperto due volte alla settimana (martedì ore 10-12, giovedì ore 16-18) in cui le famiglie possano incontrarsi e conoscersi, interloquire con operatori esperti nel sostegno alla genitorialità, chiedere informazioni, consigli e orientamenti rispetto a situazioni di disagio. Nel frattempo i bambini hanno l’opportunità di giocare liberamente o partecipare a laboratori, sempre con la presenza di educatori e animatori preparati». Inoltre «Organizziamo anche cicli di incontri sui temi dell’educazione e della genitorialità – conclude Cattivelli – senza dimenticare eventi e feste aperti a tutti gli abitanti del quartiere».

     

    Matteo Quadrone

  • Enrico Macchiavello, Cartoonist: mostra al Castello di Rapallo

    Enrico Macchiavello, Cartoonist: mostra al Castello di Rapallo

    macchiavello-D1Inaugurata sabato 21 settembre e aperta al pubblico fino a domenica 6 ottobre, il Castello sul mare di Rapallo ospita la 41° Mostra Internazionale dei Cartoonists, a cura di Carlo Chendi e quest’anno dedicata all’artista genovese Enrico Macchiavello.

    L’associazione culturale Rapalloonia! ha voluto omaggiare quest’anno l’illustratore e disegnatore noto al grande pubblico soprattutto per gli spot televisivi della birra Ceres e per le figurine Skifidol. Storyboard, piccole sculture, peep show e altre opere saranno esposte nelle sale del Castello.

    Note sull’artista
    Enrico Macchiavello, classe 1974, cresce giocando con i colori e plasma in seguito la sua abilità artistica e professionale presso la casa editrice “Feguagiskia’ Studios” del poliedrico Gualtiero Schiaffino, alla Scuola del Fumetto di Chiavari e all’ Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Tra gli illustratori Italiani più conosciuti del momento, Macchiavello è dotato di un immaginario esplosivo e irriverente, che trova espressione nei dipinti, illustrazioni e pupazzi raffiguranti situazioni bizzarre e tragicomiche. La capacità di comunicare con immediatezza con grandi e piccini fa di lui, che non esita a definirsi come “una combinazione di Hyeronimus Bosch e Jacovitti, Caravaggio ed il Grande Puffo, mischiati in una nauseante ecstasi”, un artista universale.

    Ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Punto Emergenza Prè: il presidio per l’aiuto di mamme e bambini migranti

    Punto Emergenza Prè: il presidio per l’aiuto di mamme e bambini migranti

    punto-emergenza-preVia Prè, Via Gramsci, Via del Campo, fino a Via Balbi: crocevia di strade, cuore pulsante del centro storico genovese. Tutte, chi più chi meno, sono accomunate da varie problematiche, ben note ai cittadini della Superba: dall’alto tasso di criminalità, alla mancanza di decoro urbano. O almeno questa è l’opinione sedimentata in gran parte dell’opinione comune. Per conoscere meglio questi luoghi, con #EraOnTheRoad siamo andati a visitarli di persona e abbiamo scoperto la piccola realtà del Punto Emergenza Prè, presidio della Caritas Diocesana al 62r di Via Prè. Si tratta di un centro di accoglienza “sulla strada” che da aiuto ai migranti, in particolare alle madri straniere che vivono a Genova e ai loro bambini, accompagnando il percorso post-parto fino ai 18 mesi. Abbiamo conosciuto i volontari del centro e Bruna Doglio, la responsabile, ci ha raccontato la storia del presidio e il loro lavoro nel quartiere, precisando che: «Il servizio che offriamo è gratuito e vengono da tutta la città chiedendo il nostro aiuto, da Molassana a Voltri. È dura sopravvivere ma ci siamo guadagnati credibilità: la nostra serietà fa sì che le persone siano felici di aiutarci. Genova è una città solidale e a Prè (ma non solo) c’è bisogno di iniziative come questa».

     

    La storia del “Punto Emergenza” nel sestiere di Prè e le sue attività per il quartiere

    Il Punto Emergenza Prè è stato fondato più di 30 anni fa e, a quei tempi, collaborava con la scuola elementare Istituto Suore Filippine San Giovanni di Prè, la più antica di Genova, aperta circa 300 anni fa da San Filippo Neri. All’epoca, a Genova i flussi migratori non erano così alti come adesso e l’associazione riusciva a dare sostegno ai bambini che frequentavano la scuola e alle loro mamme, appena arrivate in città. Non più di 100 in tutto, queste famiglie (tutte povere) venivano aiutate ad inserirsi nella nuova realtà ed erano dotate perlopiù di viveri. La svolta importante c’è stata qualche tempo dopo, con la prima donazione ingente (500 mila lire in latte e viveri) stanziata dalla Società San Vincenzo De Paoli, riunita nella Conferenza di Genova. Grazie ai primi benefattori, il presidio ha acquisito popolarità ed ha presto coinvolto anche medici pediatri (oggi 2) volontari, che hanno permesso di offrire alle mamme e ai bambini che si rivolgevano al centro anche cure mediche.

    Inizialmente la sede della struttura era ospitata dalle suore filippine, ma si è poi trasferita in strada, in via Prè, 12 anni fa, dando vita a un proprio presidio autonomo. Qui, i volontari hanno continuato ad accogliere, come un tempo, mamme e bambini migranti fino a 18 mesi («Gli uomini qui non possono entrare!», ironizza una delle volontarie), accompagnando le donne durante il percorso pre-natale, dotandole di un corredo, di alimenti appositi per i neonati, di medicine e cure mediche, grazie alla continua collaborazione con medici pediatri.

    punto-emergenza-pre-2Nell’attuale sede i volontari hanno messo in piedi da soli spazi attrezzati e ospitali: un locale soppalcato, dipinto sui toni pastello e dotato di armadi, giochi e tutto quel che serve a mettere a proprio agio chi entra. Ci sono anche due camere, una per i maschi l’altra per le femmine, dove i piccoli possono giocare e riposare, e inoltre stanze per il deposito dei viveri e dei vestiti. I volontari, che oggi sono in tutto una decina, tengono aperto il centro ogni pomeriggio, a partire dalle 14.30 fino alla sera. Poco distante da qui, sempre sulla strada, il presidio pediatrico e deposito di farmaci, dove i medici possono visitare i piccoli pazienti. Tutto, rigorosamente gratuito. Tutto senza che i volontari ricevano alcuna sovvenzione da Amministrazione o altri soggetti istituzionali. Ci tiene a sottolinearlo Bruna Doglio, che racconta: «Genova è una città solidale: sfatiamo il mito dei genovesi poco disposti ad occuparsi dei bisogni altrui. Dapprima diffidenti, sono pronti a dare molto per i servizi seri come il nostro. Siamo l’esempio tangibile del livello di partecipazione e altruismo di questa città: altrimenti come faremmo ad essere ancora qui, dopo 30 anni? All’inizio non avevamo nulla, siamo partiti da zero».

    Grazie alla risposta dei genovesi, dunque, il Punto Emergenza continua a fare il suo lavoro, sempre di più: sono tantissime le madri che si rivolgono all’associazione, indirizzate a Prè dai centri d’ascolto dei 27 vicariati della provincia di Genova.

    «Quando abbiamo iniziato questa attività, l’immigrazione a Genova era inferiore rispetto ad oggi. Adesso, non sappiamo come fare per rispondere alle esigenze di tutti quelli che ci chiedono aiuto»,raccontano i volontari, e ci accorgiamo di quanto ciò sia vero già dopo 10 minuti che li guardiamo lavorare. Arrivano mamme di continuo, con bambini neonati e i loro fratelli più grandi, con altre problematiche (mancanza di libri e attrezzatura per la scuola, ad esempio) da risolvere. I volontari corrono dallo stock degli alimenti, all’”armadio” con i vestitini, alla farmacia più vicina per comprare le medicine: «I conti li pagano i nostri benefattori, che credono nel nostro lavoro di aiuto alle famiglie e di recupero di Prè». Lo constatiamo con i nostri occhi, osservando il via vai di persone con pacchi di cibo e vestiti, ma attenzione: le iniziative private e spontanee sono sconsigliate. «Si finirebbe per avere una serie di merce che non riusciremmo a piazzare. Le richieste sono specifiche: dal tipo di latte, ai medicinali. Ad esempio, somministriamo una dieta lattea ai neonati fino a 21 mesi», dice Bruna.

    E naturalmente non si può non notare come il lavoro del Punto Emergenza Prè, oltre a fornire un concreto aiuto alle singole famiglie, dia anche un servizio al quartiere intero: fuori dalla retorica facile, il centro aiuta la riqualificazione di una zona problematica come Prè. Della sola Via Prè si può dire molto: criminalità, abusivismo abitativo e commerciale, spaccio sono solo alcune delle piaghe che la affliggono. Tuttavia, non va dimenticato che questo luogo è famoso anche per la sua vitalità, il folklore, la solidarietà: il Punto Emergenza lavora proprio in un’ottica di tolleranza e di integrazione, che parte da qui e coinvolge tutta la città.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Restiamo a Levante: il terzo settore in mostra a Quarto

    Restiamo a Levante: il terzo settore in mostra a Quarto

    manicomio-quarto-D3Domenica 22 settembre 2013 inizia presso l’ex manicomio di Genova Quarto l’evento Restiamo a Levante, Expò delle associazioni di Terzo Settore che terminerà domenica 29 settembre.

    L’iniziativa è promossa dal Municipio Levante e vede la presenza di circa cinquanta realtà non profit che presentano la loro attività nel proprio stand e nei laboratori e dibattiti che scandiranno l’intera settimana. Parte del programma sarà curato dal Coordinamento per Quarto, con l’iniziativa Quarto Pianeta.

    Scopri il programma di Restiamo a Levante.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Istruzioni per il futuro: un evento su città e sviluppo sostenibile

    Istruzioni per il futuro: un evento su città e sviluppo sostenibile

    energia elettricaSabato 21 e domenica 22 settembre 2013 a Villa Bombrini – Genova Cornigliano si svolge una nuova edizione di IF – Istruzioni per il Futuro, l’evento – fiera con espositori e laboratori didattici sul tema dello sviluppo sostenibile e del consumo critico. Tema di questa edizione è La città che vogliamo.

    La fiera è aperta al pubblico dalle 10 alle 20.

    Programma dei laboratori

    SABATO 21 SETTEMBRE

    11.30 – 13
    Porto di Genova: non solo transito.
    Con Duccio Bianchi – Ambiente Italia, Enrico Fontana – Ambiente e Legalità, Legambiente, Libera. Proff. Massimo Quaini, docente di Geografia Università di Genova.

    11.30 – 13
    Piccolo orto urbano da asporto. A cura di IoRicreo

    15.30 – 17
    La città che vogliamo
    Con Alberto Magnaghi, docente di Progettazione territoriale, Università di Firenze, Carla Majorano – Mdf Napoli, Andrea Poggio – Legambiente

    15.30 – 17
    In cucina col sole a cura di Legambiente

    Sportello consumatori in piazza 15.30 -19.00
    La città ai cittadini
    Con i conciliatori di Alitalia. Edison, Enel. Poste Italiane, Telecom a cura di Movimento Difesa del Cittadino – Mdc

    17.30 – 19.
    Le nuove fabbriche: recuperate, ripensate, autogestite
    Con Luca Federici – Ri-Maflow, Maurizio Gritta – Presidente Iris, Davide Gomba – Officine Arduino

    17.30 – 19.00
    Il Gioco di MondoCibo a cura di Bottega Solidale

    17.30 – 19.30
    Prove pratiche d’intonaco in terra cruda a cura di Terra!onlus

    17.30 – 19.30
    Y.E.A.S.T.: come viaggiare in Europa a costo (quasi) Zero

    19 – 20
    L’Era del Ferro
    film-documentario di Diego Scarponi

    DOMENICA 22 SETTEMBRE

    15.30 – 17
    La Città ai Cittadini.
    Con Marco Bersani – Attac, Movimenti per l’Acqua, Campagna Nuova Finanza Pubblica, Bengasi Battisti – Sindaco di Corchiano VT, Mirko Tutino – Ass.re Ambiente Prov. Reggio Emilia

    15.30 – 17
    Impastare con la Pasta Madre a cura di Terra!onlus

    Sportello consumatori in piazza – 15.30-19.00
    La città ai cittadini.
    Con i conciliatori di ALITALIA, EDISON, ENEL, POSTE ITALIANE, TELECOM a cura di Movimento Difesa del Cittadino – MDC

    17.30 – 19
    Città in trasformazione: dopo lo sviluppo può esserci sviluppo?
    Con Marco Doria – Sindaco di Genova, Luigi de Magistris – Sindaco di Napoli

    17.30 – 19
    L’Alberto Inquilino di Hundertwasser a cura di Arci

    Laboratorio 17.30 – 19
    Piante che curano le piante a cura di Terra!onlus

    Laboratorio 17.30 – 19
    Tessuti Naturali: cardatura, filatura e tintura a mano a cura di Ass. Fili, Trame e Colori.

  • Rolli Days: danza contemporanea negli antichi palazzi del centro storico

    Rolli Days: danza contemporanea negli antichi palazzi del centro storico

    Via GaribaldiUn itinerario nel centro storico di Genova, alla scoperta degli antichi palazzi e delle realtà della danza contemporanea: questo e molto altro è Rolli Days, in programma sabato 21 e domenica 22 settembre.

    I palazzi nobiliari genovesi, oggi patrimonio dell’umanità UNESCO,  restano per due giorni aperti al pubblico e sono visitabili gratuitamente; al loro interno sono in programma  le performance di artisti della danza contemporanea a cura di Artu e rete Danzacontempoligure.

    Ecco il programma delle esibizioni, che si svolgono sia sabato 21 che domenica 22 settembre

    Ore 10.30 – 12 / 15 – 18
    Palazzo Ridolfo Maria e Gio Francesci i Brignole Sale (Palazzo Rosso), via Garibaldi 18
    #13 // on HER own – installazione per un corpo solo di e con Olivia Giovannini. Site-specific: Opiemme grazie a D. Francesca e F. Lenzi

    ore 10.30 – 11 – 11.30 – 12
    Palazzo Stefano Balbi (Palazzo reale), via Balbi 10
    PLUG 1 di Davide Frangioni/UBIdanza

    ore 11 (15´)
    Palazzo Giacomo e Lazzaro Spinola, via Garibaldi 10
    “…e come sottofondo il rumore della città”  di e con KoinèGenova

    ore 12 (30´)
    Palazzo gerolamo Grimaldi (palazzo della meridiana), salita San Francesco 4
    Vuoti a rendere per rinnovare la prospettiva di e con Massimiliano Caretta e Piera Pavanello
    musica originale di Massimiliano Caretta; produzione Vera Stasi in collaborazione con ENZ; distribuzione Vera Stasi

    ore 15 (20´)
    Palazzo Giacomo e Pantaleo Balbi (Palazzo Balbi Senarega), via balbi 4
    CLARA FALLS IN LOVE delle ironiche cadute di Stile di e con Erika Di Crescenzo
    coproduzione Cie La Bagarre | Centro Daiva Jyoti

    ore 15.30 (20´)
    Palazzo Durazzo, via del Campo 12
    Inattesa di e con Cristina Failla
    a cura di associazione Arbalete; traccia sonora e vocale di Mariella Sto

    ore 16 (15´)
    Palazzo Bartolomeo Invrea (Palazzo Cardinale Cybo), via del Campo 10
    Il volume com’era di e con Caterina Basso

    ore 16.30 (20´)
    Palazzo Francesco Grimaldi (Galleria di Palazzo Spinola), piazza Pellicceria 1
    T.Zoo / Ne di e con Daniela Biava
    realizzazione video Matteo Ferrari; a cura di associazione Arbalete

    ore 17 (20´)
    Palazzo Gio Vincenzo Imperiale, piazza Campetto 8
    Ternura do nunca succedido  di e con Sara Dal Corso

    ore 18 (20´ ripetibili)
    Palazzo Luca Grimaldi (Palazzo Bianco), via Garibaldi 14
    Improvvise corrispondenze. Secondo capitolo.
    di e con Nicoletta Bernardini e Marina Giardina, con la collaborazione di F. Poggi

    ore 18.30 (90´)
    Palazzo Lomellino, via Garibaldi 7
    I petali caduti- omaggio al Giappone di Davide Francesca. Con Davide Francesca, Francesca Biasetton, Marco Democratico
    calligrafia Francesca Biasetton
    costumi Davide Francesca, Marco Democratico

     

  • Prè, Sportelli Sociali Gratuiti: 17 associazioni al servizio del quartiere

    Prè, Sportelli Sociali Gratuiti: 17 associazioni al servizio del quartiere

    Via Prè, inaugurazione Sportelli SocialiDopo vico Papa alla Maddalena, prosegue il percorso di rilancio del centro storico da parte dell’amministrazione comunale, sempre con l’obiettivo ben presente di restituire alla città spazi naturali di aggregazione che, da un lato, possano essere un presidio fisso sul territorio e, dall’altro, offrano servizi gratuiti ai cittadini.

    Nei locali dell’Incubatore di Imprese del Centro Storico, in via Prè 153-155 rosso, sono stati inaugurati stamattina gli Sportelli Sociali gratuiti, che apriranno ufficialmente al pubblico lunedì prossimo. Lo avevamo anticipato nei giorni scorsi nel corso della lunga diretta di #EraOnTheRoad dedicata alla zona di Prè. Si tratta di 17 associazioni che, secondo un preciso calendario distribuito su sei giorni alla settimana, dalle 9 alle 19, offriranno i propri servizi di ascolto e consulenza. Un nuovo spazio che proverà ad aprire una breccia in un territorio piuttosto scarseggiante di servizi pubblici e luoghi aperti alla cittadinanza.

    Dagli psicologi al sostegno contro le violenze, dalla Camera del lavoro allo Sportello del Condominio, ce ne sarà per tutte le esigenze. «E ci siamo dovuti fermare a 17 associazioni – ha detto Maria Carla Italia, assessore alle questioni sociali del Municipio I Centro Est – perché se avessimo lasciato aperto il calendario, se ne sarebbero inserite altre. La ricchezza di questo progetto è data proprio dall’incontro tra domanda e offerta, perfettamente coincidenti. La speranza è che questo nuovo luogo di aggregazione possa servire da volano per altri servizi e attività commerciali del quartiere, che possano trarre vantaggio dal passaggio costante di genovesi e non».

    «I grandi risultati – ha sottolineato il sindaco, Marco Doriasi ottengono nel tempo e solo dopo aver raccolto tanti piccoli obiettivi. Ed è proprio in questa direzione che siamo impegnati». Il primo cittadino, approfittando della presenza dei colleghi assessori a Sviluppo economico, Francesco Oddone, e Legalità, Elena Fiorini, ha fatto il punto sulle azioni messe in campo dal Comune per il rilancio del centro storico. «Le istituzioni da sole non possono fare nulla ma devono rinsaldare un rapporto sempre più fruttuoso con la società civile. E il servizio che inauguriamo oggi è la dimostrazione della strada da percorrere. Purtroppo, non c’è la disponibilità economica per accompagnare nuove iniziative economiche lungo tutto il loro percorso. Tuttavia, dopo averne favorito la partenza, bisogna lavorare nel tentativo di creare il terreno fertile per la loro prosecuzione nel tempo».

    Inevitabile, a questo punto, toccare il tema della legalità. «In questo senso – ha spiegato il sindaco – la direzione deve essere quella di creare una comunità coesa, con regole e valori condivisi, al cui interno ognuno possa vivere la propria cultura. Questo è il concetto di integrazione. Il rispetto delle regole, inoltre, non è qualcosa che si raggiunge una volta per tutte ma è il frutto di un processo costante. È inutile, infatti, fare la voce grossa facendo finta di essere autoritari, senza avere la capacità di essere autorevoli. Bisogna fare meno parole e cercare di compiere dei fatti».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Storie alla radio, laboratorio per autori radiofonici a cura di Era Superba

    Storie alla radio, laboratorio per autori radiofonici a cura di Era Superba

    RadioDopo il successo ottenuto dal corso per autori web tv, Era Superba propone un nuovo ciclo di lezioni questa volta dedicate al mondo della radio: storie alla radio, laboratorio per autori radiofonici.

    Numerosi gli spunti e le nozioni per i partecipanti al corso: imparare a scrivere per la radio, acquisire le tecniche specifiche che consentono di tradurre in formato radiofonico le idee e gli spunti narrativi, conoscere i tempi da dedicare alle parole e alla musica, miscelare toni e colori per creare un’atmosfera, giungere alla consapevolezza che scrivere per la radio significa scrivere per immagini, che l’ascoltatore per seguire un programma deve vedere le nostre parole ed entrare nella nostra narrazione.

    Partendo dalle capacità personali di ogni partecipante si comincerà scrivendo brevi storie, cercando poi di analizzare la differenza tra una storia scritta per immagini e una storia buona per un libro.

    Si procederà alla ricerca di un’idea per un format radiofonico di narrazione e si sperimenteranno le idee dei partecipanti in un lavoro collettivo di critica e comprensione, arrivando alla stesura di vere e proprie idee di format radiofonici.

    I partecipanti che vorranno potranno inoltre lavorare sull’interpretazione e sulla lettura di un testo radiofonico, al fine di sperimentarsi come Voce Radiofonica.

    Gli argomenti e le fasi di lavoro sono:

    -Scrivere una storia.
    -Scrivere per immagini.
    -Scrittura radiofonica di format.
    -L’idea, la scaletta, lo sviluppo, la realizzazione.
    -I tempi radiofonici. Suddivisione tra parole, musica e pause.
    -Come creare un’atmosfera, un mondo narrativo riconoscibile.
    -Ideazione, scrittura e presentazione di un format.
    -Interpretazione e lettura radiofonica.

    Il corso prevede una durata di 2 mesi, per un totale di 32 ore, il costo è di 100 euro al mese.

    Per informazioni più dettagliate e per iscriversi, inviare  una mail a redazione@erasuperba.it

  • Recitare è un gioco: al via i nuovi corsi di recitazione dell’attore genovese Fabio Fiori

    Recitare è un gioco: al via i nuovi corsi di recitazione dell’attore genovese Fabio Fiori

    Fabio FioriPerché fare un corso di recitazione? «Per alcuni può essere una vera e propria vocazione; altri possono avere un talento nascosto che va scovato, coltivato e affinato. Altri ancora per necessità lavorative devono parlare davanti ad altre persone e vogliono apprendere alcune tecniche per gestire l’ansia ed esprimere i concetti in modo sicuro, comprensibile e magari persuasivo…»

    Così l’attore genovese Fabio Fiori, diplomato nel 1998 presso la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova con esperienza pluriennale nella formazione, introduce la nuova stagione di corsi che si terranno in diversi giorni e in varie strutture:  “Arti’s” a Brignole, “LiguriAttori” a Sturla e al teatro “Il Sipario Strappato” di Arenzano.

    Un modo per esplorare sé stessi e gli altri, trasmettere emozioni, socializzare, sperimentare ed evadere… «ma soprattutto per giocare – precisa Fiori – è possibile partecipare al gioco teatrale con il solo scopo di divertirsi in modo semplice e sano all’interno di un ambiente energico e creativo, utilizzando le lezioni come “sfogo” per uscire da quel ruolo che si è costretti a interpretare nella vita di tutti i giorni, in modo colorato, un po’ folle ma senza alcuna controindicazione».

    I corsi di recitazione sono rivolti a un’ampia rosa di fruitori, principianti e non: «Tutti partono dallo stesso livello, il mio compito consiste nel lavorare sui singoli allievi ma creando al contempo un gruppo solido e affiatato che lezione dopo lezione ottiene risultati concreti, a volte davvero sorprendenti».

    Durante il percorso formativo vengono svolti molteplici esercizi di attenzione, relazione, improvvisazione, dizione, respirazione ed educazione all’uso della voce. Il metodo utilizzato si avvale delle tecniche di base che permettono agli allievi di crescere e confrontarsi, scoprendo aspetti della propria personalità che spesso stupiscono: «Chi partecipa ai miei corsi riesce infatti ad abbattere con facilità le comuni “barriere” come la timidezza davanti agli altri, aprendosi di più e provando il piacere di scambiare idee, concetti e proposte sentendosi sempre parte integrante di un gruppo».

    Ad Arenzano – oltre a condurre il corso di recitazione – quest’anno Fiori collaborerà attivamente anche in scena:Lazzaro Calcagno, il Direttore Artistico, mi ha dato l’opportunità di curare una regia in collaborazione con il suo teatro e ho accettato con entusiasmo perché, oltre ad avere attori molto bravi, Il Sipario Strappato è una realtà importante da cui sono usciti artisti talentuosi e che tutt’oggi ospita spesso nomi illustri”.

    Questa nuova stagione darà inoltre il via a una ricca offerta di workshop, stages e altre iniziative curate da diversi professionisti del settore (anche di fama nazionale). Le proposte riguarderanno varie discipline: teatro di narrazione, teatro fisico, voce, scrittura, doppiaggio e speakeraggio radiofonico. “Amo l’idea che i miei allievi possano ampliare le loro conoscenze confrontandosi con altri metodi e altre realtà al di fuori dei miei corsi, perchè sul palcoscenico c’è sempre da imparare: questo è un concetto che mi ha trasmesso tempo fa un attore con oltre 50 anni di teatro alle spalle”.

    A breve partiranno le lezioni di prova/presentazione, per tutte le informazioni gli interessati possono scrivere a: recitazionegenova@gmail.com

  • Incredibile, il Pd ha una strategia: “Berlusconi, fai cadere il governo!”

    Incredibile, il Pd ha una strategia: “Berlusconi, fai cadere il governo!”

    Enrico LettaQuesta volta sembrerebbe proprio che il PD sia seriamente intenzionato a togliere di mezzo Berlusconi. Di sicuro – l’abbiamo detto – molto, se non tutto, si deve alla presenza del M5S, che rischierebbe di fare man bassa di voti qualora i dirigenti democratici derogassero alla linea dell’anti-berlusconismo. Senza questa concretissima minaccia, probabilmente le cose sarebbero andate come sono sempre andate negli ultimi vent’anni: sarebbe arrivato il soccorso rosso – un escamotage partorito da qualche mente brillante della sinistra italiana – che avrebbe rimesso in sella ancora una volta il Cavaliere dimezzato. Tuttavia, un conto è adattarsi passivamente e contro voglia a una strada segnato, un altro conto è prendere atto della situazione e cercare di sfruttarla a proprio vantaggio. E potrebbe essere che, per una volta, il PD abbia deciso di imboccare questa seconda strada.

    Ovviamente non c’è nulla di concreto: stiamo parlando di sensazioni; e visti i soggetti, ogni previsione è un azzardo. Eppure (starò impazzendo, ma…) pare proprio che questa volta il PD abbia una strategia.

    Si, lo so: sembra assurdo. Proviamo però a riconsiderare le dichiarazioni di queste settimane. Non passa giorno senza che qualcuno non ricordi quali terribili disgrazie ci attendono, se Berlusconi fa cadere il governo: i sacrifici fatti vanificati, il ritorno della recessione, la calata dei lanzichenecchi della Commissione Europea, un paese allo sbando, carestia, povertà, cavallette, terremoti e tutte le sette piaghe d’Egitto. Benché a fare di queste osservazioni non sia il solo governo Letta (che si trova anzi nella buona compagnia di un fronte compatto che va da Bruxelles alla Confindustria), mi pare di scorgere, tuttavia, una strana insistenza da parte degli esponenti del PD, quasi a voler mettere le mani avanti. Se a ciò si aggiunge la reazione di Epifani al video-messaggio di Berlusconi, una reazione tanto più insolitamente dura, quanto più si consideri l’evidente reticenza del Cavaliere di fronte all’ipotesi di staccare la spina al governo Letta, ecco che viene quasi il sospetto che a sinistra qualcuno sia interessato ad accelerare la crisi di governo.

    Si tratterebbe di un retro-pensiero del tutto opposto a quello che appare in facciata: eppure sarebbe un pensiero logico, considerando lo stato dell’economia. Infatti, questa microscopica inversione di tendenza che stiamo registrando – lo sanno tutti, e a maggior ragione non può essere ignorato dai dirigenti del PD – dipende in gran parte dal fatto che gli aggiustamenti fiscali, come l’aumento dell’IVA o la copertura da garantire dopo l’abolizione dell’IMU, sono stati finora rimandati: il che ha permesso un temporaneo allentamento della morsa tributaria a tutto vantaggio dei consumi. Insomma, paradossalmente il governo se la sta cavando proprio perché non sta facendo nulla; non ha fatto cioè quelle “riforme” grazie alle quali, in teoria, il paese dovrebbe star bene, e senza le quali, tuttavia, in pratica sta molto meglio.

    Di converso si rischia di sforare il tetto del 3% di deficit, obiettivo che avevamo raggiunto appena qualche mese fa e che era stato ratificato dall’Unione Europea con la chiusura della procedura di infrazione (sbandierata come un successo della serietà di Letta, ma in realtà diretta conseguenza dei tagli di Monti). Purtroppo l’attuale governo ha una linea troppo filo-europeista per mettere i discussione i rigidi parametri di bilancio imposti da Bruxelles; e il risultato è che Letta e il PD sono stretti tra l’incudine dei piccoli accenni di ripresa, che vanno a scapito dei conti pubblici, e il martello del rigore contabile, che va a scapito dell’economia. In autunno si dovrà fare i conti con la realtà: o si fa contento Olli Rehn con nuove tasse, o si fa contento il paese sforando il deficit. In ogni caso ne uscirebbe del tutto sconfessata la linea dell’esecutivo, che pretende di coniugare il rigore (la famosa “credibilità” a livello europeo) con la crescita.

    Una bella gatta da pelare. Che però Berlusconi potrebbe provvidenzialmente risolvere aprendo la crisi. A quel punto i dirigenti del PD potrebbero scaricare interamente sul Cavaliere ogni responsabilità per i problemi che arriveranno in autunno: “Andava tutto così bene! Se solo quel conclamato evasore di Berlusconi non avesse smesso di sostenere il governo, avremmo potuto continuare nel risanamento, migliorando i conti pubblici, consolidando la crescita, rafforzando la nostra credibilità…” e via col vento delle panzane.

    Il piano potrebbe essere già pronto: “scouting” selvaggio a scapito del M5S (ossia una sfacciata compravendita di parlamentari), combinato con una martellante campagna mediatica sui rischi dell’ingovernabilità. A quel punto i grillini potrebbero spaccarsi sull’esigenza di dare un governo al paese, e una parte di essi potrebbe andare a sostenere un nuovo esecutivo a guida PD. In quest’ottica assumerebbe senso anche la decisione di Napolitano di nominare quattro senatori a vita, utili proprio a rimpolpare i voti di una nuova ipotetica maggioranza.

    Se il piano non avesse successo, invece, si  tornerebbe alle urne, con esiti incerti: ma almeno il PD eviterebbe di venire asfaltato, tornando dagli elettori con il carico di un’alleanza impresentabile fortemente voluta e finita male, un europeismo sterile e controproducente, ed infine un’economia italiana, di cui la Costa Concordia sarebbe davvero lo specchio più fedele. E’ stata risollevata, è vero: ma solo per essere demolita.

     

    Andrea Giannini