Mese: Ottobre 2013

  • Consiglio Comunale, “fuori sacco” e articoli 54: regolamento da rivedere?

    Consiglio Comunale, “fuori sacco” e articoli 54: regolamento da rivedere?

    palazzo-tursi-bernini-doria-guerello-DDopo l’ordine del giorno della scorsa settimana sulle modifiche alle linee Amt in Valbisagno – votato favorevolmente dalla maggioranza dei consiglieri, nonostante fosse stato proposto dall’opposizione – un altro documento presentato “fuori sacco” (in genere si definisce fuori sacco tutto ciò che non è iscritto all’ordine del giorno ndr) ha suscitato accese discussioni nel corso dell’ultima seduta in Sala Rossa. Argomento del contendere, la Gronda. O meglio, la richiesta dei consiglieri Anzalone e Baroni (Gruppo Misto) e Musso Enrico, Musso Vittoria e Salemi (Lista Musso) di impegnare sindaco e giunta “ad avviare immediatamente le necessarie azioni per promuovere una Conferenza dei Servizi” al fine di programmare la realizzazione delle opere propedeutiche all’infrastruttura. Una richiesta stoppata direttamente dal presidente del Consiglio comunale, Giorgio Guerello, che ha dichiarato il documento inammissibile, accogliendo il parere della Segreteria generale, secondo cui le materie toccate esulavano dalla competenza comunale.
    Il dibattito, dunque, si sarebbe dovuto stoppare sul nascere. Invece, apriti cielo. Con il vicesegretario del Comune di Genova, Graziella De Nitto, accusata di ingerenze e parteggiamenti politici dal consigliere Alfonso Gioia (Udc). Probabilmente, tutto sarebbe filato via liscio se la Segreteria generale fosse stata un po’ più attenta alle motivazione dell’inammissibilità dell’ordine del giorno: nel testo, infatti, si dà per scontata la Valutazione di impatto ambientale della Gronda che, nella realtà delle cose, invece, non è ancora stata ufficializzata.

    Ad ogni modo, che la giornata sarebbe stata particolarmente calda lo si era intuito già qualche minuto prima, quando da una stanza limitrofa alla Sala Rossa erano volate parole di fuoco nel corso di una riunione di maggioranza. D’altronde si sa, il Pd vuole la Gronda a tutti i costi, mentre sindaco e giunta non hanno ancora preso una posizione chiara e definitiva.

    Per questa volta lo scontro è stato limitato dalla scaltrezza di Enrico Pignone (capogruppo Lista Doria), che ha richiesto proprio l’intervento della Segreteria generale sulla legittimità dell’ordine del giorno. Ma la questione è semplicemente rinviata e tornerà ciclicamente e sempre con maggior frequenza a caratterizzare le prossime sedute in Sala Rossa.

    “Fuori sacco” e “articoli 54”: regolamento da modificare? Ne abbiamo parlato con il presidente del Consiglio Comunale Giorgio Guerello

    palazzo-tursi-presidente-guerello-DNonostante le dichiarazioni di facciata arrivate da più parti, la maggioranza continua a scricchiolare e la giunta Doria è continuamente nell’occhio del ciclone. In questo senso, bisogna dare atto ai consiglieri delle opposizioni di una buona capacità di utilizzo degli strumenti a loro disposizione per minare il già di per sé fragile legame tra giunta e maggioranza. In alcuni casi, anche forzando un po’ il regolamento o sfruttandone la vacuità. Esattamente quello che sta accadendo con una fioritura di ordini del giorno fuori sacco, come ci spiega il presidente del Consiglio comunale, Giorgio Guerello: «L’attuale regolamento non lascia spazio al confronto sulle tematiche portate in aula attraverso lo strumento dell’ordine del giorno fuori sacco. Si può solo votare. Ma questo può andar bene, ad esempio, per aderire a iniziative che si fanno promotrici di diritti universali, non certo per questioni che meritano un ampio confronto politico». Come la Gronda.

    Tra l’altro, lo stesso presidente non ha alcun potere di incisione sull’iter procedurale di queste iniziative consiliari: «Il fuori sacco posso solo portarlo al mattino in Conferenza capigruppo per vedere se farlo passare in aula il giorno stesso, in caso di parere unanime dei capigruppo, o farlo slittare alla seduta successiva. Non vi sono possibilità di rifiuto, rinvio in commissione o rimando ad altro tipo di discussione. Ed è per questo che in campagna elettorale, ad esempio, assistiamo a un pullulare di fuori sacco che in realtà altro non sono che marchette elettorali, sostanzialmente interpellanze mascherate perché abbiano un percorso preferenziale in aula».

    Proprio per queste ragioni, lo stesso Guerello all’inizio del nuovo mandato aveva lanciato una proposta di riforma del regolamento: «All’inizio del ciclo amministrativo avevo proposto, in Conferenza capigruppo e alla Commissione regolamentare, di modificare le disposizioni sul funzionamento degli ordini del giorno fuori sacco e degli articoli 54 (interrogazioni a risposta immediata, ndr)».

    Anche le interrogazioni a risposta immediata, altrimenti note come question time, che precedono di un’ora tutte le sedute ordinarie del consiglio comunale, sono infatti diventate uno strumento parecchio inflazionato. Ancora Guerello: «Ogni settimana mi arrivano dalle 150 alle 180 richieste di articoli 54. Nell’ambito di quelle, ne devo scegliere solo 4 o 5. Ma è evidente che tutte le volte non ci possano essere quasi duecento questioni che, da regolamento, dovrebbero essere connotate da urgenza o particolare attualità politica. Tant’è vero che molte richieste vengono reiterate per diverse settimane. Inoltre, sarebbe opportuno inserire una sorta di contingentamento degli interventi per gruppi consigliari: se i firmatari sono dello stesso partito, decide il capogruppo chi illustra l’interrogazione, senza dover dare la parola a tutti».

    Consiglieri particolarmente indisciplinati, dunque, o scarsi conoscitori del regolamento? «Io credo che anche in questo caso il regolamento abbia bisogno di qualche ritocco. Sia i fuori sacco che i 54 sono strumenti molto utili per la democrazia, tant’è vero che cerco di darne di più alle opposizioni che hanno maggiori difficoltà ad avere un dialogo constate con la giunta. Ma hanno bisogno di una revisione che riporti alle caratteristiche originali di queste iniziative consiliari che la prassi ha con il tempo modificato e peggiorato».

    Simone D’Ambrosio

  • Costruzioni sui torrenti: leggi regionali in contrasto con le norme nazionali

    Costruzioni sui torrenti: leggi regionali in contrasto con le norme nazionali

    torrenti-bisagno-rischio-idrogeologicoL’argomento è importante quanto delicato perché in un territorio come quello ligure, soggetto ad alto rischio idrogeologico, la normativa regionale in materia di tutela delle aree di pertinenza dei corsi d’acqua – soprattutto riguardo alla distanza delle costruzioni dai torrenti e alla realizzazione di tombinature e discariche o abbancamenti di materiali inerti – dovrebbe essere improntata alla massima prudenza. La Regione Liguria, invece, nel corso degli anni ha inserito tra le pieghe delle leggi, eccezioni e deroghe spesso in palese contrasto con le norme nazionali, come ha rilevato lo stesso Ministero dell’Ambiente.

    A sollevare il caso per prima è stata la sezione Tigullio di Italia Nostra, come racconta il presidente, Annamaria Castellano «Noi abbiamo cominciato a lavorare su questo fronte nel 2009 perché nel Comune di Chiavari era previsto un progetto per la realizzazione di una discarica di inerti nella valle del Rio Campodonico: un riempimento della valletta con oltre 1 milione e 700 mila metri cubi di materiale che ha rischiato di essere, in Liguria, il primo di una lunga serie di scempi ambientali ai danni del già compromesso sistema idrogeologico».
    Oggi la buona notizia è che il rischio dovrebbe essere stato sventato. «La sezione Tigullio di Italia Nostra ha presentato delle osservazioni sul progetto di Chiavari, accolte positivamente dal Ministero dell’Ambiente – sottolinea Castellano – In seguito è saltato fuori un progetto analogo nel Comune di Sori, nella valle del Rio Cortino, contrastato da un comitato spontaneo di cittadini. Ma altri simili interventi riguardano anche le provincie di Imperia e Savona».

    Rio Campodonico

    Nel gennaio 2010, preparando un primo documento molto circostanziato contro il progetto nella valle del Rio Campodonico «Ci siamo accorti che il Piano di bacino della Provincia di Genova presentava una discrepanza assai grave con il Codice dell’ambiente», ricorda Castellano.
    Il D.Lgs. 03-04-2006 n. 152 “Norme in materia ambientale”, all’articolo 115 (tutela delle aree di pertinenza dei corpi idrici), infatti, recita: «Al fine di assicurare il mantenimento o il ripristino della vegetazione spontanea nella fascia immediatamente adiacente i corpi idrici, […] di stabilizzazione delle sponde e di conservazione della biodiversità […] le regioni disciplinano gli interventi di trasformazione e di gestione del suolo e del soprassuolo previsti nella fascia di almeno 10 metri dalla sponda di fiumi laghi stagni e lagune, comunque vietando la copertura dei corsi d’acqua che non sia imposta da ragioni di tutela della pubblica incolumità e la realizzazione di impianti di smaltimento dei rifiuti».
    L’art. 9 delle “Norme di attuazione del Piano di Bacino della Provincia di Genova”, invece, afferma: «Non sono consentite nuove tombinature o coperture […] salvo quelle dirette ad ovviare a situazioni di pericolo, a garantire la tutela della pubblica incolumità e la tutela igienico sanitaria, nonché quelle necessarie per consentire la realizzazione delle discariche di rifiuti solidi urbani e di inerti».
    Bisogna prestare attenzione alle singole parole perché è proprio tramite le sottigliezze linguistiche che la Regione Liguria aggira le norme nazionali. «La congiunzione “e” diventata “nonché” capovolge di fatto il significato e lo spirito della Legge, chiaramente volta a conservare il più possibile la naturalità dei corsi d’acqua e la sicurezza idrogeologica – spiega Castellano – Così facendo, in Liguria si consente la possibilità di creare discariche previo tombinamento di rivi e torrenti».
    Va detto che la Provincia di Genova, nella formulazione della norma in questione, si è attenuta ai criteri ricevuti dalla Regione Liguria. Effettivamente, con Deliberazione di Giunta regionale del 23/3/2001 n.357, la Regione ha approvato alcuni “Criteri per la redazione della normativa di attuazione dei Piani di Bacino” in cui, all’art. 9, sono vietate le tombinature e le coperture salvo «quelle necessarie per consentire la realizzazione delle discariche di rifiuti solidi urbani e di inerti».
    La sezione Tigullio di Italia Nostra decide allora di indirizzare una segnalazione in merito, chiedendo la rettifica delle disposizioni regionali e provinciali onde adeguarsi alla legge nazionale, a tutti gli enti preposti: Regione, Provincia, Ministero dell’Ambiente, senza ricevere alcuna risposta. A questo tentativo, dimostratosi vano, fa seguito nel marzo 2011, una diffida, redatta dall’avvocato Ardo Arzeni e firmata dalla presidente nazionale dell’associazione ambientalista, Alessandra Mottola Molfino.
    Seppure con molto ritardo, il 12 luglio 2011, finalmente arriva la risposta del Ministero dell’Ambiente che riconosce la giustezza delle osservazioni di Italia Nostra, riscontra la difformità tra l’art. 115 del D.Lgs 152/06 e l’art. 9 del Piano di Bacino della Provincia di Genova ed invita le amministrazioni regionale e provinciale a «fornire ogni utile chiarimento al riguardo a questo Ministero e quindi ad apportare le pertinenti modifiche atte ad assicurare che i piani di stralcio in oggetto risultino conformi con la citata normativa nazionale».

    Rio Cortino

    Il progetto dell’amministrazione comunale di Sori – di cui si parla già da alcuni anni – prevede il riempimento, con circa due milioni di metri cubi di detriti e rocce da scavo, dell’intera vallata percorsa dal Rio Cortino, allo scopo di bonificare l’area dal rischio di dissesto idrogeologico. Le opere di riempimento e di messa in sicurezza della valle del rio, però, hanno anche un’altra finalità, ovvero la lottizzazione edilizia con la creazione di spazi commerciali e artigianali, l’ampliamento degli impianti sportivi e la costruzione di nuove residenze.
    «La messa in sicurezza di un’area a rischio idrogeologico verrebbe così barattata con lo sconvolgimento di parte del territorio soggiacendo a logiche affaristiche – sottolinea il comitato di residenti – Tale progetto non rappresenta la messa in sicurezza del sito, bensì creerebbe un grave danno alla salute ed alla viabilità del territorio per tutti gli abitanti di Sori e delle sue frazioni, in particolare quelle di Teriasca e Cortino». Il riempimento della Valle del Rio Cortino, secondo il comitato, provocherà «Danni all’ecosistema e desertificazione della valle, inquinamento acustico prodotto dal continuo via vai dei mezzi che trasporteranno il materiale di riempimento (più di 100 camion al giorno), inquinamento da polveri sottili per la movimentazione del materiale di risulta, alta probabilità di inquinamento da sostanze nocive provenienti da materiali non controllabili che rimarranno nel sito (amianto nel migliore dei casi) con il concreto pericolo di contaminazione delle falde acquifere, del torrente Sori, fino a compromettere la vivibilità della spiaggia, rischio di infiltrazioni mafiose per il succoso giro d’affari, inizio lavori per opere di discutibile interesse pubblico con il ricavato della svendita della nostra terra, sconvolgimento urbanistico del territorio». L’intera vallata percorsa dal Rio Cortino con la sua estensione di fitta macchia mediterranea «Per noi rimane parte di un patrimonio comune da difendere – concludono i cittadini – Fermo restando che il problema della messa in sicurezza va comunque risolto, il nostro scopo è a quello di valutare e proporre una soluzione alternativa che meglio rispetti l’ambiente».
    Di diverso avviso è il sindaco di Sori, Luigi Castagnola, che sulle pagine del “Secolo XIX” nel 2012 parla di «Progetto che metterà in sicurezza tutto il paese dal rischio alluvionale. La zona di Sori è in una situazione di dissesto idrogeologico e l’area del rio Cortino è tutt’ora una spada di Damocle sopra l’abitato».

    Regolamento regionale 14 luglio 2011 N.3 

    I tempi sono curiosi perché nel luglio 2011, appena due giorni dopo la risposta del Ministero dell’Ambiente, la Regione Liguria approva un nuovo “Regolamento recante disposizioni in materia di tutela delle aree di pertinenza dei corsi d’acqua” – R.R. 14 luglio 2011, n. 3 – in cui «La norma incriminata esce dalla porta e rientra dalla finestra – spiega Castellano – Una vera e propria legge col trucco». A questo punto «Abbiamo cercato di instaurare un dialogo con i rappresentanti regionali, non trovando disponibilità da parte loro». E così Italia Nostra, insieme a WWF e Legambiente, presenta ricorso al Tar Liguria. «In particolare su due punti – espone Castellano – Le tombinature funzionali alla realizzazione di discariche e abbancamenti; la distanza minima delle costruzioni dalle sponde di rivi e torrenti».

    Borzoli. rio Figoi3

    Partiamo da quest’ultimo aspetto. Con il nuovo regolamento, infatti, la Regione consente di ridurre la fascia di inedificabilità, in ambito urbano, fino a soli 3 metri dai corsi d’acqua. Nell’art. 4 (Fasce di tutela) del R.R. 14 luglio 2011, n. 3, comma 1, si legge: «A fini di tutela e miglioramento dell’ambiente naturale delle aree di pertinenza dei corsi d’acqua e di contestuale garanzia di mantenimento di aree di libero accesso agli stessi per l’adeguato svolgimento delle funzioni di manutenzione degli alvei e delle opere idrauliche nonché delle attività di polizia idraulica e di protezione civile, sono stabilite fasce di tutela».
    Il comma 3 prosegue: «Per i corsi d’acqua ricadenti nel reticolo idrografico di primo, secondo e terzo livello è stabilita una fascia di inedificabilità assoluta pari a 10 metri, articolata nei termini di seguito indicati: a) all’interno del perimetro dei centri urbani, e ad esclusione dei tratti di corso d’acqua ricadenti nelle aree a valenza naturalistica, la fascia può essere ridotta, previa autorizzazione idraulica provinciale ex R.D. 523/1904, fino a: 5 metri per i corsi d’acqua di primo livello; 3 metri per i corsi d’acqua di secondo livello; b) per i corsi d’acqua compresi nel reticolo idrografico di terzo livello la fascia può essere ridotta, previa autorizzazione idraulica provinciale ex R.D. 523/1904, fino a: 5 metri all’esterno del perimetro del centro urbano; 3 metri all’interno del perimetro dei centri urbani, e ad esclusione dei tratti di corso d’acqua ricadenti nelle aree a valenza naturalistica».
    L’art. 5 (Interventi nelle fasce di in edificabilità assoluta), comma 1, precisa: «Nella fascia di inedificabilità assoluta, articolata secondo quanto previsto dall’articolo 4, non sono ammessi interventi di nuova edificazione».
    Ma il comma 3 prevede: «In casi di notevole acclività del versante interessato, esterno al perimetro del centro urbano, possono altresì essere ammessi, previa autorizzazione della Provincia, interventi di nuova edificazione con le stesse modalità previste all’art. 4 all’interno dei centri urbani […]».
    Il comma 4 aggiunge: «A seguito dell’approvazione di progettazioni di livello almeno definitivo di messa in sicurezza idraulica di un corso d’acqua, che, nell’ambito di un contesto di sistemazione complessiva, comportino la demolizione di volumi edilizi esistenti in fregio al corso d’acqua, può essere autorizzata dalla Provincia, la ricostruzione, anche non fedele, di tali volumi a distanze inferiori a quelle previste all’articolo 4, a condizione che ricadano in tessuti urbani consolidati e che: a) gli interventi idraulici da realizzare siano finalizzati alla messa in sicurezza […] b) si tratti di insediamenti produttivi e sia dimostrato che non sia possibile prevederne la ricostruzione a maggiore distanza dal corso d’acqua […]».

    «La Regione, rispondendo alle nostre contestazioni, ha sostenuto l’esigenza di uniformare il quadro normativo – racconta il presidente della sezione Tigullio di Italia Nostra, Annamaria Castellano – Ma la Legge nazionale (D.Lgs. 03-04-2006 n. 152) stabilisce in tutti i casi la distanza minima di 10 metri dalle sponde dei corsi d’acqua per la realizzazione di edificazioni. Pur volendo lasciare per buone alcune situazioni esistenti, dove oggi la distanza è addirittura pari a zero, almeno per le nuove costruzioni è necessario rispettare la fascia di inedificabilità assoluta pari a 10 metri».

    torrente-fereggiano

    Proseguiamo nell’analisi del regolamento regionale. L’art. 7 (interventi negli alvei dei corsi d’acqua), comma 1, sancisce : «[…] negli alvei dei corsi d’acqua non sono consentiti i seguenti interventi, fatti salvi quelli necessari ad ovviare a situazioni di pericolo ed a tutelare la pubblica incolumità: a) interventi che comportino ostacolo o interferenza al regolare deflusso della acque di piena, […] nonché il deposito di materiali di qualsiasi genere; b) interventi di restringimento o rettificazione degli alvei […]; c) plateazioni o impermeabilizzazioni continue del fondo alveo dei corsi d’acqua di origine naturale, salvo il caso in cui siano previsti come misura necessaria […] alla messa in sicurezza del corso d’acqua, in tratti ricadenti in contesti di tessuto urbano consolidato […]; d) reinalveazioni e deviazioni dell’alveo dei corsi d’acqua, salvo il caso in cui siano previsti come misura necessaria in un progetto […] finalizzato alla messa in sicurezza […]».
    Il comma 2, però, ammette delle eccezioni: «Non rientrano nei divieti di cui alla lettera d) del comma 1 gli interventi di reinalveazione dei corsi d’acqua inseriti nell’ambito: a) della realizzazione di abbancamenti di materiale litoide sciolto superiori a 300.000 mc e di discariche di rifiuti, purché previsti nei piani di settore, a condizione che il nuovo tracciato d’alveo sia mantenuto a cielo libero, e sia dimostrata la funzionalità idraulica ed il deflusso senza esondazioni della portata di piena duecentennale con adeguato franco; b) dell’ampliamento di abbancamenti esistenti il cui volume complessivo risulti superiore a 300.000 mc o di discariche di rifiuti in esercizio, nel rispetto delle stesse condizioni di cui alla lettera a), purché sia contestualmente adeguato il sistema di allontanamento delle acque della porzione esistente».
    Mentre all’art. 8 (Tombinature e coperture), comma 1, si legge: «Sui corsi d’acqua del reticolo idrografico regionale, ad esclusione del reticolo minuto, non sono ammesse le tombinature e coperture dei corsi d’acqua, non inquadrabili tra i ponti o gli attraversamenti, né l’estensione di quelle esistenti, salvo il caso, previa autorizzazione della Provincia, di quelle dirette ad ovviare a situazioni di pericolo, e a garantire la tutela della pubblica incolumità […]».
    Il comma 2 puntualizza: «E’ fatta salva la realizzazione di tombinature provvisorie, adeguatamente dimensionate, in fasi transitorie costruttive o in situazioni di emergenza, che, se del caso, possono essere mantenute come canali di drenaggio delle acque, in caso di realizzazione di discariche o abbancamenti».

    Come vediamo, in taluni casi, la Regione evita accuratamente di citare la parola tombinatura. «L’escamotage consiste nel parlare prima di reinalvazione (che in pratica vuol dire incanalare le acque in un alveo artificiale) del corso d’acqua – spiega Castellano – Quindi dopo, se il torrente è già stato deviato, a norma di regolamento non si tratterebbe più di una tombinatura».

    A distanza di pochi mesi dall’approvazione del R.R. 14 luglio 2011 n. 3, la Liguria è stata colpita dai tragici eventi alluvionali che hanno portato morte e distruzione a Genova e nelle 5 Terre. «In quell’occasione, Italia Nostra ha ribadito con forze che le opere di tombinamento hanno sicuramente peggiorato la situazione», sottolinea Castellano. Ma tant’è, in barba alle norme nazionali, la Regione ha continuato a legiferare su temi così delicati in maniera quasi occulta, inserendo ulteriori deroghe all’interno di disposizioni a carattere finanziario che apparentemente nulla c’entrano.
    Per ottenere opportune delucidazioni in merito, abbiamo provato a contattare l’assessore regionale all’Ambiente, Renata Briano, via telefono e tramite posta elettronica, ma la sua segreteria ci ha gentilmente risposto che, causa numerosissimi impegni, sarebbe stato impossibile parlare con il responsabile delle politiche ambientali.

    Arriviamo così alla primavera del 2013, quando, grazie alla legge regionale 14 maggio 2013 n. 14 “Disposizioni di adeguamento e modifica della normativa regionale”, l’amministrazione guidata dal presidente Claudio Burlando, introduce all’art. 5 la possibilità di derogare in maniera indefinita alle norme sulla tutela dei corsi d’acqua in caso di attività produttive o di attività estrattive. «[…] la Giunta regionale […] definisce […] criteri puntuali per le attività produttive esistenti, non altrimenti localizzabili, anche in deroga alla disciplina regionale delle fasce di tutela dei corsi d’acqua, purché siano assicurate le condizioni di sicurezza idraulica, fermo restando il nulla osta idraulico. […] Alle attività estrattive come definite dalla legge regionale 5 aprile 2012, n. 12 (Testo unico sulla disciplina dell’attività estrattiva) e successive modificazioni ed integrazioni e previste nella pianificazione si applicano le deroghe per le discariche».
    Infine, nell’agosto 2013, con Delibera di Giunta Regionale n. 965 del 01/08/2013, viene approvato il seguente criterio specifico: «Per attività produttive esistenti, non altrimenti localizzabili, per le quali sia dimostrata, al fine del mantenimento delle proprie attività, la necessità di procedere all’attuazione di interventi di tipo urbanistico edilizio interferenti con le fasce di tutela delle aree di pertinenza dei corsi d’acqua di cui all’art. 4 del regolamento regionale n. 3/2011 […] è possibile ridurre la fasce di rispetto prevista per i corsi d’acqua di primo livello all’interno del perimetro dei centri urbani, e ad esclusione dei tratti di corso d’acqua ricadenti nelle aree a valenza naturalistica, fino a 3 m dai limiti dell’alveo».

    La posizione del Ministero dell’Ambiente

    L’associazione ambientalista Italia Nostra ha scritto nuovamente al Ministero dell’Ambiente che «Per ben due volte ci ha risposto dando ragione alle nostre contestazioni – sottolinea Castellano – Inoltre, è tuttora pendente il ricorso al Tar». In sostanza il dicastero dell’Ambiente «Ha detto no all’impianto del Rio Cortino, così come a tutte le opere pubbliche o private che prevedano la copertura dei corsi d’acqua – continua il presidente della sezione Tigullio di Italia Nostra –E ha ribadito il carattere tassativo del divieto di realizzare, in alveo e nella fascia di pertinenza fluviale compresa entro i 10 metri dalle sponde del corso d’acqua, interventi di copertura, salvo casi imposti dalla tutela della pubblica incolumità, nonché di impianti di smaltimento dei rifiuti, chiedendo altresì di provvedere per mettere fine alle difformità con la legge nazionale».
    Nella ultima missiva, datata 8 agosto 2013 e indirizzata a Regione Liguria, Comune di Sori e Autorità di bacino regionale, il Ministero afferma «Non appare chiaro in cosa si sostanzi l’intervento di sistemazione idraulica del Rio Cortino […] infatti nell’avviso del Comune di Sori, pubblicato in Gu n. 32 del 15 marzo 2013, si legge che il Comune ha ricevuto una proposta da parte di un operatore economico “… avente ad oggetto interventi per la progettazione definitiva ed esecutiva, realizzazione e gestione delle opere di completamento della sistemazione idrogeologico di Rio Cortino, attraverso un riempimento con terre e rocce da scavo …”, intervento questo che sembrerebbe del tutto in contrasto con le finalità di mitigazione del rischio idraulico ed idrogeologico del rio e che si segnala alla competente Autorità di bacino. […] Considerato che la Divisione IV di questa Direzione generale, con nota 34012 del 30 aprile 2013, si è già espressa sulla questione in argomento e considerato che gli ulteriori elementi forniti non appaiono sufficienti a chiarire i contenuti dell’intervento da realizzare, si ritiene che nelle more del contenzioso pendente innanzi al Tar Liguria, gli enti in indirizzo dovrebbero astenersi dall’emanare atti o provvedimenti che autorizzino le tipologie di intervento oggetto di contestazione».

    Matteo Quadrone

  • Commonwealth of Nations: il filo sottile tra Gran Bretagna ed ex colonie

    Commonwealth of Nations: il filo sottile tra Gran Bretagna ed ex colonie

    Bandiera InleseChe cos’hanno in comune l’Australia, la Nuova Zelanda, il Canada, la Papua Nuova Guinea e – udite, udite – perfino le Bahamas?

    L’inglese, d’accordo, in  quanto lingua ufficiale di tutti questi paesi, in alcuni casi in solitaria e in altri in coabitazione. Fin qui, nulla di strano. Forse, allora, vi stupirete di più se vi dico che questi e altri undici paesi hanno in comune il capo dello stato, o meglio la regina: Elisabetta II del Regno Unito, residente a Londra e vicina a compiere gli ottantasette anni d’età e i sessantadue di regno.

    Com’è successo che paesi sparsi per il mondo e situati a distanze in alcuni casi siderali l’uno dall’altro abbiano lo stesso sovrano, specialmente considerando che si tratta nella maggior parte di stati democratici con parlamenti eletti a suffragio universale? Si tratta della legacy, l’eredità, lasciata dall’Impero Britannico, il più vasto che l’umanità abbia mai conosciuto, quello sul quale il sole non tramontava mai, almeno fino al ventesimo secolo.

    Gradualmente, i paesi che facevano parte del British Empire si sono però affrancati, in modo particolare dopo la Seconda Guerra Mondiale: decisiva fu la spallata dell’India del Mahatma Gandhi, diventata indipendente nel 1947 dopo quasi duecento anni di dominio inglese.

    Tuttavia, il cordone ombelicale con Londra non è stato tagliato del tutto, almeno nei cinquantaquattro paesi che hanno deciso di aderire al Commonwealth of Nations, sedici dei quali sono chiamati realms e hanno, appunto, la peculiarità di aver mantenuto come monarca Elisabetta II.

    In realtà, la posizione di Elisabeth II nei sedici realms è puramente simbolica e non ha particolari scopi, se non quello di permettere alla regina – o ai suoi parenti, data l’età avanzata – di scorrazzare in giro per il mondo a passare in  rassegna qualche truppa, tenere uno speech commemorativo, indossare un cappello nuovo e far suonare le note di God Save the Queen in qualche occasione ufficiale.

    Oltre ai realms, il Commonwealth of Nations comprende altri trentotto stati membri, tra i quali l’India, il Pakistan, il Sudafrica e, ovviamente, il Regno Unito.

    Per quanto all’interno del Commonwealth non viga la libera circolazione di lavoratori e merci come nell’UE, c’è chi spinge affinché l’organizzazione segua le orme del cammino intrapreso dal Vecchio Continente. Tra l’altro, i paesi del Commonwealth, per quanto distanti tra loro geograficamente, riconoscono generalmente di avere delle affinità culturali, mentre l’organizzazione nel suo complesso è nata con l’obiettivo di favorire la libertà individuale in ognuno degli stati membri e di contribuire alla pace a livello globale. Questo, ovviamente, in teoria e nelle belle intenzioni, così care al perbenismo delle culture anglosassoni.

    La realtà è che ben tre dei membri più influenti dal punto di vista economico e demografico, Regno Unito, India e Pakistan, sono tuttora dotate di bombe atomiche, mentre solo il Sudafrica, nel 1991, ha deciso di disfarsi dell’arsenale nucleare che aveva costruito negli anni Settanta.

    Se da un lato ci sono spinte per cercare di infittire i rapporti tra i paesi del Commonwealth, dall’altro alcuni di essi hanno a che fare con movimenti separatisti al proprio interno. E’ il caso del Canada, dove per un soffio nel 1995 il Québec, regione a maggioranza francese, non riuscì a rendersi indipendente con un referendum che venne perso dai nazionalisti québecois per meno di un punto percentuale.

    L’occasione, tra l’altro, permise a una radio di Montréal, città più importante del Québec, di organizzare uno scherzo telefonico, proprio a Elisabetta II. Il presentatore, spacciandosi per l’allora Primo Ministro canadese Jean Chretien (qui il video), esortò la regina a schierarsi contro gli indipendentisti, incontrando il di lei consenso e causando, oltre a qualche risata del pubblico, un sensibile malcontento tra la popolazione canadese, visto che la monarca inglese non è tenuta a entrare nelle questioni riguardanti ciò che avviene all’interno dei singoli stati membri del Commonwealth.

    Curioso che, prima di diventare il nome di un’organizzazione facente capo a un monarca, la parola Commonwealth – letteralmente “ricchezza comune” e calco del latino res publica – fosse stata usata per indicare la forma di governo dell’Inghilterra dal 1649 al 1660 guidata dal Lord Protettore, o dittatore, Oliver Cromwell, fino a oggi l’unico periodo repubblicano della storia di un’isola che senza re o regina non sembra saper stare… See you!

     

    Daniele Canepa

  • Astronomia, i corsi dell’associazione ligure astrofili Polaris

    Astronomia, i corsi dell’associazione ligure astrofili Polaris

    levante-luna-DIL‘Associazione Ligure Astrofili Polaris si occupa dal 1994 di astronomia, astronautica, fotografia del cielo, archeoastronomia, meteorologia, costruzione di telescopi con l’obiettivo di favorire la conoscenza del cielo.

    A tal proposito, a partire dal 3 ottobre 2013, l’associazione propone la settima edizione del corso di astronomia per insegnare ai neofiti le nozioni di base della scienza dell’osservazione e della spiegazione degli eventi celesti.

    Il corso si articola in una serie di lezioni nella sede dell’associazione (piazza Palermo 10B/cancello)  e in una serata osservativa dedicata.

    Il programma prevede:

    giovedì 3 ottobre – Presentazione e introduzione al corso

    giovedì 10 ottobre  – In viaggio per il sistema solare

    giovedì 17 ottobre –  Le stelle: fornaci del cosmo Sede

    giovedì 24 ottobre – Uno sguardo al cielo – parte prima

    giovedì 7 novembre – Osservazione del cielo al Monte Cornua

    giovedì 14 novembre- Uno sguardo al cielo – parte seconda

    giovedì 21 novembre- Qualcosa sulla luna

    giovedì 28 novembre – Breve storia dell’universo

    giovedì 5 dicembre – Strumenti per l’osservazione del cielo

    venerdì 13 dicembre –  Serata conclusiva: consegna attestati

    La partecipazione al corso richiede l’iscrizione all’associazione (40 euro), tutti gli appuntamenti del corso si tengono il giovedì sera a partire dalle ore 21 ad eccezione di quello del 7 novembre, che avrà luogo al monte Cornua.

    Per informazioni e iscrizioni info@astropolaris.it/346 2402066

     

    [Foto Diego Arbore]

     

  • Nicola Soriani, 365: l’arte contro l’indifferenza racconta crisi e suicidi

    Nicola Soriani, 365: l’arte contro l’indifferenza racconta crisi e suicidi

    nicola-sorianiUna installazione realizzata totalmente a costo zero in Piazza dei Truogoli di Santa Brigida, con tanto di spettacolo di danza realizzato dalla scuola “La Punta” di Genova Prà, coordinato dall’insegnante Sandra Traverso. Il progetto si chiama 365 e nasce dall’idea dell’artista genovese Nicola Soriani: il 26 ottobre prossimo, a partire dalle 16.30 la piazzetta del centro storico si animerà grazie alle opere dell’artista, realizzate in collaborazione con altri colleghi attivi sul panorama genovese. Lo scopo è quello di sensibilizzare la cittadinanza sul tema delicato delle crisi economica e delle vittime che crea. Se ne parla spesso sui media: gli imprenditori, gli operai, i pensionati e i padri di famiglia che tentano il gesto estremo si dice siano aumentati del 40% nel corso dell’ultimo anno. Le notizie si susseguono di giorno in giorno, ma quanto ci fermiamo a riflettere su quello che ascoltiamo in tv e leggiamo sui giornali? Da qui, l’idea della mostra, realizzata tutta con materiali recuperati e riciclati.

    Il 26 ottobre sarà possibile ammirare sculture in cartapesta, lenzuola dipinte “a tema”, sventolanti dalle finestre dei palazzi e su cui si legge la scritta provocatoria “I panni sporchi si lavano in famiglia”, e molte altre opere in materiali diversi. Inoltre, durante la giornata saranno presentante due esibizioni di danza: la prima, “soft” e spensierata, a rappresentare la vita prima della crisi, la seconda, più cupa e toccante, in cui sarà inscenato un suicidio dalle finestre degli appartamenti sulla piazza, seguito da una serie di altre performance in linea con il delicato tema. Ma non è finita qui: a seguire, molte altre sorprese per gli spettatori presenti a Santa Brigida.

    Il tutto è stato reso possibile dalla collaborazione con le istituzioni, le associazioni di quartiere e la cittadinanza, che si è rivelata particolarmente sensibile alla tematica: il consorzio Vivere Santa Brigida ha messo a disposizione gli spazi e reso possibile l’installazione, collaborando con il Laboratorio Sociale di Via Prè 137 e i commercianti della via e della piazza; i residenti del quartiere sono stati invitati a collaborare in prima persona, rendendo possibile ad esempio l’inserimento di lenzuola alle finestre; il Comune di Genova e il Municipio I Centro Est si sono mostrati interessati alla promozione dell’iniziativa, e hanno permesso che una mostra di Nicola Soriani proseguisse nelle sale del Comune in Via Prè, nei locali del Laboratorio Sociale al civico 137. Le opere dell’artista già esposte in Piazza dei Truogoli, assieme a molte altre, saranno visitabili per altri 15 giorni, fino al 9 novembre.

    Così racconta l’artista: «In un momento così difficile, in cui l’indifferenza dei media e delle masse isola ancora di più chi si trova da un giorno all’altro senza lavoro, è necessario un momento di riflessione e di comprensione. Sempre più spesso vediamo persone rovistare nei cassonetti dell’immondizia, fare lunghe code alle mense dei poveri, cercare aiuto nelle varie onlus o nella parrocchia sotto casa. Una massa silenziosa di uomini e donne in aumento nell’ultimo anno, per cui il peso da sopportare diventa troppo e sfocia in un grido di dolore. 365 è dedicata alle vittime e alle loro famiglie, e nasce dall’esperienza personale per cui anch’io, ritrovandomi senza lavoro, ho guardato da vicino la disperazione di queste persone. 365 vuole “fare”, non stare a guardare. Vuole scuotere le coscienze: un detto popolare dice che “i panni sporchi vanno lavati in casa”, ma noi questi panni li vogliamo stendere in piazza e mostrarli a tutti, per riportare dignità e rispetto ad una massa di “invisibili” che non deve essere più dimenticata».

    «Quel faccio non è nulla di ricercato. Si tratta di un’iniziativa caratterizzata dalla semplicità e mancanza di effetti speciali: non importa tanto la forma, quanto la sostanza. È importante piuttosto concentrarsi sul tema: la mia arte vuole aprire un momento di riflessione, non mettere in ombra l’idea di base con  i“virtuosismi del mestiere”».

     

    Elettra Antognetti

  • Città dei mestieri: gli appuntamenti di ottobre per chi cerca lavoro

    Città dei mestieri: gli appuntamenti di ottobre per chi cerca lavoro

    Offerta di lavoroLa Città dei mestieri di Cornigliano propone anche nel mese di ottobre una serie di incontri dedicati a chi cerca lavoro o a chi vuole informazioni circa il mondo della scuola e dell’università.

    Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito. Ecco il programma

    Mercoledì 9 ottobre ore 10 – Preparare un curriculum vitae e una lettera di candidatura
    Informazioni e riflessioni sui contenuti delle varie parti del curriculum. Illustrazione del formato europeo. Indicazioni per la preparazione di lettere di auto candidatura

    Lunedì 14  ottobre ore 10 – Prepararsi per un colloquio di selezione
    Descrizione del funzionamento dei colloqui individuali e di gruppo.
    Suggerimenti e indicazioni utili per chi deve affrontare una selezione per un posto di lavoro o un corso di formazione.

    Martedì 22 ottobre ore 10.30 – Opportunità di lavoro nell’agricoltura
    Durante l’incontro verranno illustrate le opportunità di lavoro stagionali e non, le proposte formative per qualificarsi nel settore e le agevolazioni per avviare un’azienda agricola. Interverranno un imprenditore agricolo, che racconterà la sua esperienza, e Fabio Rotta responsabile economico Coldiretti Liguria. Per partecipare è necessario telefonare al 0106480540.

    Giovedì 24 ottobre ore 14.30 – I contratti di lavoro per i giovani
    Illustrazione delle varie forme contrattuali che potrebbero venire proposte ai giovani, dall’apprendistato al lavoro a progetto, dall’occasionale al tirocinio.
    Informazioni circa le ultime novità in materia e le regole principali

    Martedì 29 ottobre ore 10 – L’assistente di studio odontoiatrico
    Incontro dedicato a conoscere il ruolo, le mansioni e il tipo di lavoro svolto dall’assistente di studio odontoiatrico. Verranno illustrate le modalità di svolgimento del corso ASO promosso dall’Andi, Associazione Nazionale Dentisti Italiani, Genova che consente ai partecipanti di conseguire un attestato di partecipazione e di essere inseriti nella banca dati a disposizione degli odontoiatri che cercano personale.

  • Istituto Italiano di Tecnologia: al via un nuovo ciclo di incontri

    Istituto Italiano di Tecnologia: al via un nuovo ciclo di incontri

    robot iitRobotica, scienza e tecnologia del grafene, chimica, neuroscienza sono solo alcuni degli argomenti che saranno trattati nel nuovo ciclo di incontri-caffè scientifici a cura dell’Istituto Italiano di Tecnologia, in programma a partire dal 3 ottobre e fino a giugno 2014.

    Una rassegna che già nelle passate edizioni ha ottenuto un grande successo, che vuole avvicinare i riceratori dell’IIT alla città per mostrare ai genovesi l’importanza del lavoro svolto dai ricercatori di Morego (clicca qui per l’incontro tra Era Superba e i ricercatori)

    Di seguito, il programma completo degli incontri:

    3 ottobre, ore 18.30 – Sala delle grida, Palazzo della Borsa Valori, Via XX Settembre 44
    Saluti di apertura del nuovo ciclo di caffè scientifici: Alberto Diaspro, Vicedirettore per l’outreach, Istituto Italiano di Tecnologia, Paolo Odone, Presidente, Camera di Commercio di Genova, Alessandro Cavo, Presidente, FEPAG e Gruppo Giovani di Ascom Confcommercio
    Asimov aveva ragione?
    Giulio Sandini e Luciano Fadiga – Dipartimento di Robotics, Brain and Cognitive Sciences

    7 novembre, ore 18.30 – Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, Via di Fossatello 35R e 37R
    Spazio e tempo per viaggiare nel nanomondo
    Giuseppe Vicidomini e Luca Lanzano – Dipartimento di Nanophysics

    5 dicembre, ore 18.30 – Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, Via di Fossatello 35R e 37R
    Una luce di plastica
    Diego Ghezzi – Dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies
    Maria Rosa Antognazza – Center for Nano Science and Technology – Milano

    16 gennaio 2014 -Palazzo Ducale
    Costruendo l’intelligenza per robot umanoidi
    Giorgio Metta e il robot iCub – iCub Facility

    6 febbraio 2014 – special event in English – Associazione Italo Britannica, Piazza Della Vittoria, 14/22
    From biolabels to LED displays: Sparking a next generation of applications with light-emitting nanomaterials
    Iwan Moreels and Joel Grim – Department of Nanochemistry

    6 marzo 2014 – Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, Via di Fossatello 35R e 37R
    Il grafene: dalla ricerca in laboratorio … ai grandi magazzini
    Vittorio Pellegrini – Programma Europeo FET- Flagship Graphene
    Valentina Tozzini – Istituto CNR-NANO Pisa

    3 aprile 2014 – Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, Via di Fossatello 35R e 37R
    I nuovi metodi per raccogliere l’energia dall’ambiente… mettendola in tasca
    Emanuele Guglielmino -Dipartimento di Advanced Robotics

    8 maggio 2014 – Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, Via di Fossatello 35R e 37R
    La natura può insegnarci a costruire nuove macchine? Viaggio nel mondo della bioispirazione
    Barbara Mazzolai e Virgilio Mattoli – Center for Micro BioRobotics – Pontedera (PI)

    5 giugno 2014 – Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo, Via di Fossatello 35R e 37R
    Lo zoo dei nanocristalli: l’evoluzione in laboratorio dei nuovi materiali
    Liberato Manna e Roman Khrane – Dipartimento di Nanochemistry

    Concerto di chiusura con band musicali di IIT, organizzato con il supporto di C.I.V. Loggia di Banchi e Lomellini.

  • Decreto del fare: Equitalia e le nuove norme

    Decreto del fare: Equitalia e le nuove norme

    equitalia2Cari lettori, questa settimana vi tedio con uno spaccato del più volte menzionato Decreto del Fare; qualcuno si domanda che cosa ci sia da fare… Per l’appunto, quel decreto (ora divenuto legge) pone nuovi paletti per i contribuenti debitori nei confronti degli enti pubblici o del fisco.

    Note apparentemente liete ci arrivano sul fronte di Equitalia, notizie che alcuni giornali non hanno riportato correttamente.

    E dunque, con l’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto del Fare (Decreto legge 21 giugno 2013, n. 69 convertito, con modifiche, in legge 9 agosto 2013, n. 98) sono state introdotte misure per la semplificazione in materia fiscale. Senza dubbio, tra le novità più importanti, l’allungamento del periodo di rateizzazione dei debiti di natura tributaria fino a 120 rate mensili (invece delle 72 prima concesse) ed il sostanziale blocco dei pignoramenti della prima casa da parte di Equitalia.

    In particolare, all’art. 52, leggiamo che l’agente della riscossione, nelle ipotesi di riscossione a mezzo ruolo, non dà corso all’espropriazione se l’unico immobile di proprietà del debitore, con esclusione delle abitazioni di lusso, è adibito ad uso abitativo e lo stesso debitore vi risiede anagraficamente.

    In sintesi, Equitalia non può ottenere il pignoramento solo ed esclusivamente quando il debitore si trovi nelle seguenti condizioni:

    1 –  il contribuente debitore sia proprietario di un solo bene immobile;
    2 – che detto immobile sia adibito ad uso abitativo;
    3 – che l’immobile non abbia le caratteristiche di “abitazione di lusso” cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 agosto 1969, e comunque il fabbricato non sia classificato nelle categorie catastali A/8 (abitazioni in ville) ed A/9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici);
    4 – il contribuente abbia la residenza anagrafica nell’unico immobile di sua proprietà.
    Ma non solo: un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, adottato d’intesa con l’Agenzia delle Entrate, individuerà un paniere di “beni essenziali” (vedremo più avanti se si tratterà di beni mobili ovvero altre tipologie di beni immobili) che Equitalia non può comunque pignorare.

    Ma non cantiamo vittoria troppo presto! Difatti, il nuovo dettato normativo vigente, tuttavia, introduce una clausola di salvaguardia a favore di Equitalia. È sempre fatta salva, infatti, “la facoltà di intervento ai sensi dell’art. 499 del codice di procedura civile”.
    Ciò significa che laddove il contribuente debitore avesse subito il pignoramento della prima casa (anche se è l’unico immobile di proprietà), su iniziativa di soggetti diversi da Equitalia (ad esempio, banche, creditori privati, ecc.), la stessa potrebbe intervenire nella procedura esecutiva concorrendo al riparto sul ricavato della vendita del bene staggito.

    Invece, per i casi di contribuenti proprietari di due o più immobili (ad uso abitativo e non), resta salva la facoltà di intervento di cui abbiamo raccontato poc’anzi. Equitalia può farsi promotrice del pignoramento di beni del contribuente debitore a condizione che il credito da riscuotere superi 120.000 euro.

    L’espropriazione può essere avviata se:

    1 – è stata iscritta ipoteca sugli immobili del debitore;
    2 – siano già trascorsi 6 mesi dall’iscrizione ipotecaria senza che il debito sia stato estinto

    Quest’ultima norma risulta francamente incomprensibile: se il debito viene estinto come si può procedere al pignoramento? D’altronde si sa, l’Italia non è mai stata un paese di arguti legislatori…
    Per concludere, mi si permetta una riflessione: che interesse ha un debitore proprietario della sola prima casa a pagare un debito di natura fiscale/tributaria se costui è inattaccabile grazie alla norma sull’impignorabilità della prima casa?
    Insomma, non lamentiamoci se poi aumentano l’aliquota IVA…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Operapolis: orchestra, compagnia lirica e formazione musicale gratuita

    Operapolis: orchestra, compagnia lirica e formazione musicale gratuita

    operapolisLa musica classica “roba vecchia”? Sicuramente non la pensa così Lorenzo Tazzieri, presidente del Movimento Allegro Con Fuoco (in gergo, un modo di suonare particolarmente passionale): per lui è giovane, attiva, corale e itinerante. La sua associazione, operante sul territorio ligure e genovese da oltre dieci anni, vuole promuovere la musica d’assieme e la lirica e quest’anno presenta un progetto sicuramente interessante. Si chiama “Operàpolis” una commistione di formazione musicale gratuita e di attività concertistica itinerante: «un programma pluriennale grazie al quale Genova potrà finalmente avere un’ Orchestra, un Coro ed una Compagnia Lirica giovanili. I tre complessi sono denominati Simon Boccanegra». Fra le sedi interessate dagli eventi di questa stagione troviamo Palazzo Ducale, Palazzo San Giorgio, Teatro Modena, Teatro della Tosse e Piazza De Ferrari, oltre a tournée in Italia (Piemonte, Lombardia, Calabria e Sicilia) e appuntamenti in Inghilterra e Romania.
    Abbiamo incontrato il presidente Lorenzo Tazzieri e ci siamo fatti spiegare meglio il progetto.

    Quale meccanismo virtuoso rende possibile la messa in pratica di un progetto come Operàpolis?

    «Operàpolis ruota su due cardini: la sostenibilità economica e quella per il futuro. L’obiezione più ricorrente, cioè che “non si mangia con la cultura”, è smentita dall’innovazione fondamentale della proposta, la sua struttura imprenditoriale, per cui tutti i gruppi musicali (orchestra, coro e compagnia lirica) sono società a tutti gli effetti. I finanziamenti delle istituzioni, felici di collaborare anche grazie a intellettuali “illuminati”, ci danno sicuramente un aiuto ma si inseriscono in un progetto che cammina già con le sue gambe, che si autosostenta e si autopromuove attraverso gli spettacoli. Il secondo punto, la sostenibilità per il futuro, prevede una formazione musicale completamente gratuita: negli istituti comprensivi, con percorsi didattici che incentiveranno l’espressione già presente nei bambini attraverso, per esempio, la costruzione dei propri strumenti, e nel polo didattico di Sampierdarena, dove la formazione ciclica permetterà agli allievi di vivere a contatto con l’orchestra e di riempirne i ranghi nel futuro».

    In questo senso, come si pone la vostra offerta didattica al cospetto della formazione accademica?

    «La didattica di Operàpolis non vuole né sminuire né sostituire quella, ad esempio, del Conservatorio Paganini, ma semmai affiancarla e completarla: dopo aver appreso, in modo tradizionale, la tecnica, essere istruiti dai componenti dell’orchestra, assistere alle loro prove e alle esibizioni, rende l’obiettivo finale più tangibile, quindi più desiderabile. Inoltre, la formazione ciclica e la partecipazione dei ragazzi agli spettacoli permettono d’illustrare il lato più magico dell’opera, fatto di ensemble perfettamente sincronizzati, di allestimenti sontuosi, di costumi preziosi, di attori e di cantanti».

    Operàpolis si presenta anche come strumento di rilancio sociale: qualche esempio concreto?

    «La proposta formativa si ispira apertamente alla situazione venezuelana e all’Orchestra Sinfonica Simon Bolivar, che strappa i ragazzi al degrado delle favelas attraverso la musica d’assieme, quella che si suona con gli altri e per gli altri. Inoltre, l’imprenditorialità prevede anche un investimento “territoriale”: la rivalutazione di quei luoghi snobbati dalla musica classica, come vie, piazze di paese, teatri di prosa, magari non formali ma adatti a catturare l’attenzione del pubblico anche per un momento; alcuni spettacoli si terranno, ad esempio, al Teatro Modena, la cui funzione di “teatro lirico” (con buca per l’orchestra) è ormai “dimenticata”».

    Incentrato sulla musica classica e sulla lirica, Operàpolis non rischia di essere considerato un progetto “per pochi eletti”?

    «Il ruolo centrale, in Operàpolis, non è rivestito dai finanziamenti istituzioni ma dal pubblico, che coprirà le spese con l’acquisto del biglietto; attirarlo e ammaliarlo, quindi, diventa essenziale. Bisogna svecchiare un genere che, per un’idea distorta, non viene associato al divertimento ma solo ad applicazione e impegno: vogliamo dare via libera a spettacoli che presentino repertori classici ma anche popolari, che trasmettano passione e che siano fruibili da tutti. L’ispirazione è sempre l’Orchestra Sinfonica Simon Bolivar che, durante il suo concerto alla BBC, ha fatto ballare, con i suoi mambi, anche gli anziani in frac».

    Nonostante lo spauracchio della “crisi”, che divora ormai ogni settore, è davvero possibile vivere di musica?

    «No, se continuiamo a immaginarci la cultura come un buco nero, inquietante e inutile, in cui le risorse si limitano a sparire. La situazione culturale genovese, devastata dai problemi economici e dall’assenza di progettualità, è stata finora solo di “mugugno”: perché non agire per ridare a Genova il suo patrimonio scomparso di orchestre, cori e compagnie liriche? La musica classica, ma soprattutto il melodramma, sono eccellenze italiane, di cui dobbiamo riappropriarci e che dobbiamo rivalutare, non però attraverso l’intervento statale bensì con una mentalità imprenditoriale che, in ogni altro settore, sembrerebbe ovvia e naturale. Un progetto come Operàpolis per essere “concreto” deve rimanere indipendente».

     

    Giulia Fusaro

  • Ex Centrale del Latte di Genova, spunta il progetto di Confindustria

    Ex Centrale del Latte di Genova, spunta il progetto di Confindustria

    centrale-latte-genova-feginoUn pool di aziende top secret del settore manifatturiero, coordinate da Confindustria, potrebbe rilevare l’area di Fegino dove un tempo sorgeva la Centrale del Latte di Genova. L’assessore allo sviluppo economico, Francesco Oddone, ha annunciato la novità ieri in Consiglio comunale, rispondendo a un articolo 54 del consigliere Gianpaolo Malatesta, che chiedeva informazioni sul futuro dei lavoratori attualmente in cassa integrazione.

    «Per risolvere la questione dell’ex Centrale del Latte – ha detto Oddone – il Comune ha chiesto la collaborazione di Confindustria Genova, che si è mossa molto attivamente e ha costituito un gruppo di imprese interessate all’acquisizione dell’area. Ne è nato un progetto, presentato venerdì scorso a Parma ai rappresentati italiani di Lactalis – Parmalat, che consentirebbe il mantenimento della destinazione produttiva dell’area, per di più con una vocazione non inquinante».

    «Neppure il presidente Zampini conosce il nome delle aziende coinvolte» fanno sapere da Torre San Vincenzo. La segretezza, dunque, al momento è d’obbligo. Anche perché la trattativa è ancora in una fase preliminare. Dopo l’incontro di Parma, infatti, la palla è passata ai proprietari francesi di Lactalis, che dovranno decidere se intavolare o meno la trattativa con le aziende legate a Confindustria. Per il momento, comunque, niente nomi e niente cifre. L’unica indiscrezione che filtra riguarda la vocazione manifatturiera degli interessati che andrebbero a creare un nuovo sito produttivo diversificato, anche se non nel campo del latte.

    Il passaggio di proprietà dell’area di Fegino potrebbe finalmente mettere tutti d’accordo. In primis, i lavoratori di cui si farebbero carico le nuove società; poi il Comune, che tiene ferma la volontà di non cambiare la destinazione d’uso dell’area da produttiva a commerciale. Su questo punto il Comune non è disposto a cedere, come ha dimostrato ancora una volta il confronto, a tratti anche molto acceso, andato in scena giovedì scorso in Regione, tra i rappresentati delle istituzioni genovesi e gli emissari di Lactalis.

    Infine, anche l’attuale proprietà dei terreni potrebbe trarre diversi vantaggi dalla vendita, ponendo fine al continuo scontro con le istituzioni genovesi che hanno già negato più volte la disponibilità a far costruire in quella zona un nuovo centro commerciale. Inoltre, la società francese non dovrebbe farsi carico della manutenzione delle attuali strutture e dei costi di reintegro dei lavoratori, e potrebbe trarre i benefici economici della vendita a prezzo di mercato di un’area a destinazione industriale.

    Le sensazioni, per una volta, sembrano positive. Dopo la repentina uscita di scena di un’azienda del settore della logista portuale e aeroportuale, scapatta in seguito alla richiesta economica presentata da Lactalis e all’impossibilità di reimpiegare tutti i lavoratori fuoriusciti da Parmalat, e dopo il muro contro muro tra Comune e il gruppo francese, finalmente è stata messa sul tavolo una proposta potenzialmente soddisfacente per tutte le parti in causa.

    Intanto, gli ex dipendenti della Centrale del Latte proseguono la cassa integrazione. Il piano sociale sottoscritto in seguito alla chiusura dello stabilimento genovese, infatti, prevedeva un anno di cassa, rinnovabile nel caso in cui l’azienda fosse riuscita a reimpiegare almeno il 30% dei lavoratori fuoriusciti. Situazione che, nei fatti, si è verificata.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Palazzo Ducale, serata dedicata a Don Gallo con la Comunità di San Benedetto

    Palazzo Ducale, serata dedicata a Don Gallo con la Comunità di San Benedetto

    Don GalloMercoledì 2 ottobre Palazzo Ducale ospita una serata dedicata a Don Andrea Gallo a cura della Comunità di San Benedetto al Porto.

    Verrà raccontato il libro Di Sana e robusta costituzione, testo che il prete di strada scrisse pensando ai giovani.

    «Le mie bussole sono due: come partigiano e come essere dotato di una coscienza civile, la mia prima bussola è la Costituzione. Poi, come cristiano, la mia bussola è il Vangelo».

    Don Andrea Gallo non era solo un prete: era prima di tutto un uomo. Dossetti, Gramsci, Bocca, De André, Brecht erano i suoi eroi, e viaggiare con lui attraverso il senso – che non è solo memoria del passato ma soprattutto speranza per il futuro – della nostra carta costituzionale è un’esperienza entusiasmante e divertente, anche se spesso amara. La forza del Don era contagiosa, e le sue parole e i suoi aneddoti, che vanno dalle esperienze durante la Resistenza ai tristi episodi del G8 del 2001 a Genova, non finiscono mai di stupirci e arricchirci.

    Intervengono Marco Doria, Gustavo Zagrebelsky e Maurizio Landini.

    L’ingresso è libero, l’appuntamento è alle ore 21.

  • Prà, comitato in piazza: partecipazione attiva dei cittadini per il quartiere

    Prà, comitato in piazza: partecipazione attiva dei cittadini per il quartiere

    via-praSabato pomeriggio circa 400 persone si sono ritrovate in Piazza Sciesa a Prà per iniziare un nuovo percorso di partecipazione attiva promosso dal Comitato per Prà, dopo l’ennesimo tentativo di instaurare un confronto franco con le istituzioni locali che, ancora una volta, si sono rivelate incapaci di dare risposte concrete alle popolazione del quartiere ponentino. «Lo scopo della manifestazione era quello di richiamare l’attenzione dei residenti di Prà – racconta Nicola Montese, portavoce del comitato – ma in generale di tutto il Ponente, un territorio da anni in sofferenza a causa di problemi endemici mai affrontati con il giusto piglio dalla politica. Quindi, vista la totale non rappresentanza dei “finti politicanti” che siedono in Comune e Municipio, tutti dobbiamo sentirci coinvolti dandoci da fare in prima persona senza più delegare a nessuno le nostre istanze. C’erano circa 400 persone ma per quanto mi riguarda avrei voluto vedere l’intera Prà in piazza. Dobbiamo attivarci concretamente se vogliamo migliorare la vivibilità del quartiere. La nostra è un’iniziativa assolutamente apartitica e apolitica. Non ci servono investiture di alcun genere, anzi proprio il fatto di non essere allineati ci rende particolarmente fastidiosi».

    Il sentimento principale che emerge dai racconti del comitato è incredulità mista a rabbia di fronte a situazioni che si stanno trasformando in vere e proprie emergenze sociali. «A Prà c’è un gravissimo problema di sicurezza – spiega Montese – Parlo dell’insediamento abusivo che ospita una cinquantina di famiglie di senza dimora sulla Fascia di Rispetto, in zona isola ecologica. L’aumento dei furti e di altri atti di micro delinquenza alimentano la paura e di conseguenza anche le tensioni». Sabato è partita una raccolta firme spontanea che ha raccolto l’adesione di numerosi residenti. «È una questione che sentiamo bruciare sulla pelle – sottolinea Montese – ma le istituzioni si sono dimostrate irresponsabili perché finora non si sono adoperate seriamente per trovare una soluzione alternativa che coniughi il rispetto dei diritti fondamentali di tutti, cittadini e senza dimora». Anche perché, sommando disagio su disagio, il risultato è un inevitabile aumento della conflittualità con il rischio di scivolare velocemente in una guerra fra poveri, terreno fertile per l’insorgere di pericolosi rigurgiti razzisti che è necessario prevenire prima che sia troppo tardi.

    A destare sconcerto sono anche le decisioni assunte in merito al famoso progetto POR. «Una gestione che definire vergognosa è fin troppo poco – accusa Montese – I rappresentanti politici ci hanno deluso completamente. Hanno tenuto in piedi un finto tavolo per lavarsi la coscienza affermando sui giornali di aver garantito la partecipazione dei residenti. Adesso è prevista la realizzazione di 4 corsie che separeranno fisicamente l’abitato del quartiere dalla Fascia di Rispetto: un’autostrada urbana che nessun cittadino praese vuole. La domanda che poniamo all’amministrazione comunale è semplice: a cosa serve 1 km a 4 corsie per ritrovarsi con due “imbuti” nei pressi di Pegli e Voltri? Il risultato sarà un’ulteriore complicazione della viabilità nelle tre delegazioni ponentine».

    Il comitato mette sotto accusa il ruolo del Municipio Ponente che «Segue le direttive provenienti dai piani alti mentre, invece, dovrebbe prendere una posizione chiara in difesa degli interessi del territorio e dei suoi abitanti – spiega Montese – Lo stesso presidente, Mauro Avvenente, agisce solo in termini di consenso elettorale. “Ci hanno votato in tanti”, afferma, provando a stoppare sul nascere qualunque critica al suo operato. Ma Prà non si amministra soltanto con i voti, occorre della buona politica, merce rara di questi tempi».
    Insomma, i rapporti con le istituzioni locali sono ormai glaciali «Era inevitabile visto il loro comportamento – continua Montese – per quanto riguarda l’insediamento abusivo sulla Fascia di Rispetto le risposte sono state colpevolmente evasive. “Ne abbiamo preso atto” e “abbiamo scritto a chi di dovere”, sono le formule vuote utilizzate da Municipio e Comune. Anche l’associazione “Prà viva”, responsabile della gestione di quelle aree, dovrebbe sollecitare un intervento adeguato, sennò è meglio che si faccia da parte».
    Il Ponente, secondo il comitato, è diventato il luogo ideale dove nascondere le magagne della città, in particolare negli ultimi tempi «Tanto qui si può contare su un’appartenenza politica radicata da molti anni – sottolinea Montese – Alcuni elettori, infatti, sembrano avere gli occhi foderati di prosciutto e continuano a dare il loro consenso a personaggi di una presunta sinistra che in realtà rispondono solo ad interessi particolari e di partito».
    La parola d’ordine della manifestazione di sabato scorso è «Se vogliamo cambiare le cose, tutti insieme dobbiamo farlo – conclude Montese – Per iniziare ci siamo dati due appuntamenti precisi: Lunedì 7 ottobre organizzeremo dei gruppi di lavoro, composti da cittadini attivi, individuando una lista di priorità tra le numerose tematiche di nostro interesse; infine, il 20 ottobre partiremo con la prima giornata di pulizia dei giardini Capponi nell’area ex Elah di via Cordanieri».

     

    Matteo Quadrone

  • Genova in Blu: il programma degli eventi collaterali al Salone Nautico

    Genova in Blu: il programma degli eventi collaterali al Salone Nautico

    Genova, panoramaDal 2 al 6 ottobre Genova ospita la  53esima edizione del Salone Nautico Internazionale e per il terzo anno di fila la città si prepara ad ospitare la rassegna Genova in Blu,  eventi collaterali fuoriSalone che animano le strade cittadine dalle ore 18 fino alle 23.

    Incontri culturali, mostre, aperture straordinarie di negozi, momenti dedicati alla moda, aperitivi a tema, incontri e dibattiti per mettere in mostra il patrimonio cittadino; di seguito il programma completo.

    Mercoledì 2 ottobre

    -Ore 9/18- Festa dei Nonni e dei Bambini per l’Unicef. – Evento a cura dei Civ cittadini, Civ Cesarea
    dalle 9 incontro dei bambini con le Forze dell’Ordine, dimostrazione in materia di sicurezza e laboratorio“Microalghe maxi energia” a cura di GMI – Green Model Italia; dalle 11 alle 17 annullo postale speciale; alle 11.30 premiazione e iniziativa “Nonni raccontateci le vostre storie”; dalle 15.30 DJ Cristiano Fusco e interventi sul rapporto Nonni/Bambini alle 16,30 un mondo di magie e alle 17 taglio della torta.

    Ore 18 – A Gonfie Vele – Spazio Espositivo Artelier, Palazzo Ducale
    Inaugurazione della mostra di opere pittoriche e sculture degli artisti Federico Anselmi e Paolo Vivian sul tema del recupero artistico di materiali in disuso di antiche imbarcazioni. La mostra sarà visitabile dal 2 al 6 ottobre dalle 18 alle 22; dal 7 ottobre al 30 novembre dalle 14 alle 18.

    Ore 18 – Genova a piedi – Preparazione di pesto al mortaio. Appuntamento piazza De Ferrari, porticato Carlo Felice. Dopo un breve percorso a piedi attraverso alcuni vicolo del Centro Storico   si raggiunge  la Libreria Evoluzione dove Roberto Panizza del Campionato Mondiale del Pesto al  Mortaio farà una dimostrazione di preparazione della famosa salsa genovese

    Ore 18/22 – Aperitivi musicali in Piazza delle Erbe con DJ Set commerciale e pop, CIV IL GENOVINO

    Ore 19/-23- Cinema all’aperto – Piazza Truogoli di Santa Brigida – Eventu a cura dei Civ Cittadini, Vivere Santa Brigida
    Proiezione di:“COLD” di Cory Richards. “PATABANG” di Andrea Frigerio. “WILD ONE – A history about Philippe Ribiere” di Breceljnik Jure

    Ore 20 – Inaugurazione mostra Gilmour & Mathis, l’arte contemporanea incontra l’industria – Liguria Spazio Aperto, Palazzo Ducale (Evento su invito accessibile ai possessori di CARD GenovaInBlu)
    Inaugurazione su invito dell’esibizione doppia personale dello scultore inglese Chris Gilmour e della fotografa americana Jill Mathis. Saranno esposte una selezione di fotografie di grande formato sul tema della fabbrica incentrate sulla manualità e una grande
    scultura rappresentante uno spettacolare piccolo yacht in scala 1:1, interamente costituito da cartone riciclato. La mostra sarà visitabile dal 3 al 27 ottobre dalle 11 alle 19.

    Ore 20 – Premiazione Barchino d’Oro – Acquario di Genova, Porto Antico
    Serata di apertura di GenovaInBlu nel nuovo spettacolare Padiglione Cetacei dell’Acquario di Genova, per offrire una visita esclusiva agli espositori e agli operatori internazionali ospiti del 53esimo Salone Nautico Internazionale. Evento su invito riservato agli espositori.

     

    porto-antico-bigoGiovedì 3 ottobre

    Ore 17.15 – Italo Calvino: slancio del cuore in agile mente. Un ritratto dall’analisi della grafia – Accademia Ligustica di Belle Arti, largo Pertini 4
    A partire dallo studio longitudinale di manoscritti autografi di Calvino, la grafologa e presidente dell’Associazione Grafologica Italiana sezione Liguria Maria Teresa Morasso presenta il profilo del grande scrittore ligure, con particolare riferimento al confronto fra modo di essere e opera letteraria. La mostra sarà visitabile  fino al 26 ottobre dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 18.30

    Ore 17.30 Genova a piedi – Genova: il centro storico. Appuntamento in Piazza De Ferrari presso la fermata della Metro, muniti di biglietto AMT. In poche fermate della Metro si raggoiunge la stazione Principe e da qui, percorrendo a ritroso, i vicoli della città vecchia, si torna verso il Porto Antico, via San Lorenzo e piazza de Ferrari.

    Ore 18.30 – Il Salotto del Viaggiatore, incontro con Folco Quilici – Bagnara Gallery, via Roma 8/2
    Intervistato da Ferruccio Repetti e Pietro Tarallo, lo scrittore/documentarista  ripercorre le tappe più significative della sua lunga carriera. Presentazione del film-documento e del libro “Relitti e tesori” e letture di poesie di Claudio Pozzani (Evento su invito accessibile ai possessori di CARD GenovaInBlu)

    Ore 18.30 – Trame & Design – Showroom San Lorenzo 21, Piazza Ferretto 1
    San Lorenzo 21, studio di architetti e lighting designer allestisce un inedito showroom di design, luce e arte all’interno di un immobile normalmente chiuso al pubblico, ma aperto e visitabile per l’occasione. Protagonisti i tessuti, tappeti, arredi, texture’s design applicato a ogni materiale (Evento su invito accessibile ai possessori di CARD GenovaInBlu). San Lorenzo 21 allestisce uno showroom di design. Lo showroom rimarrà aperto fino al 13 ottobre 2013 dalle 10 alle 18.00, escluso 3, 4, 5 e 7 ottobre

    Ore 18.30 – Incontro con Gio Ponti – Palazzo della Meridiana, salita San Francesco
    Un incontro sul grande maestro del ‘900 realizzato in occasione della mostra Vivere alla Ponti. Le case abitate da Gio Ponti. Esperimenti di vita domestica e architetture per l’abitare e il lavoro, un omaggio al design domestico di Gio Ponti e a  una visione della modernità ancora attuale, accompagnato  da testimonianze reali. In occasione del Salone Nautico verrà  allestita anche una sezione sugli arredi navali di Gio Ponti. La mostra sarà visitabile fino al 9 ottobre,  da martedì a domenica dalle 14 alle 19

     

    Piazza-lavagna-vicoli-centro-storico-D2Venerdì 4 ottobre

    Ore 17.30 – La Rinascente e Moody:  moda, cake designers e performance di tango
    Alla Rinascente, sfilata di moda con le collezioni autunno inverno 2013-14, consulenze fashion personalizzate; beauty consultant e make up artist  a disposizione per consigli e trucchi personalizzati gratuiti. Al Moody, serata con defilè e vetrine viventi con 16 modelle in abiti blu e, in collaborazione con Genova Tango, un tango sotto le stelle, apericena tipicamente ligure, performance di due noti Cake Designer

    Ore 17.30 Genova a Piedi- Genova verticale. Appuntamento in  Piazza De Ferrari , porticato Teatro Carlo Felice muniti di un biglietto AMT per l’autobus e gli ascensori.  Si userà  Funicolare di Sant’Anna per raggiungere la romantica piazzetta di Sant’Anna con l’Antica Farmacia dei Frati; con “l’ascensore per il Paradiso” di Giorgio Caproni, si raggiunge il belvedere di  Castelletto per poi discendere a piedi lungo una tipica Creuza, al termine un aperitivo a base di vino bianco e focaccia presso Libreria Evoluzione

    Ore 18 – Opening collettivo START – Centro storico
    Opening collettivo delle gallerie d’arte moderna e contemporanea del centro di Genova. Anche quest’anno, per il nono anno dal 2005, le gallerie d’arte moderna e contemporanea del centro di  Genova inaugurano collettivamente le mostre di apertura della stagione diventando per una sera tappe  di un percorso d’arte per strade, vicoli e palazzi monumentali di uno dei più affascinanti centri storici  d’Italia. Le mostre di START 2013 propongono artisti italiani e internazionali dal dopoguerra ad oggi che spaziano tra pittura, fotografia, scultura, grafica, installazioni fino alle più recenti sperimentazioni. Le mostre proseguiranno per la durata media di un mese secondo gli orari di apertura delle gallerie

    Ore 19 – Navigando… sulle trame – Showroom San Lorenzo 21, piazza Ferretto 1
    San Lorenzo 21 realizza un raffinato allestimento di design, luce e arte in una location inedita. Le “trame” ed il design si snodano nello showroom insieme ai gioielli dell’orafa artigiana Giovanna Gavaudan. Per la serata, dedicata agli espositori del Salone Nautico e non solo… il Gruppo Radeberger ha selezionato la birra INEDIT, creata dal celebre Chef Ferran Adrià. Degustazioni a base di pesce saranno a cura di Kombu-cucina giapponese e Maruzzella. Lo Chef/Skipper Giuseppe Veirana terrà una singolare performance: “cena a zero miglia – come preparare una cena in barca a vela”

     

    Fabrizio De AndrèSabato 5 ottobre

    Ore 9/19 – GenovAntiquaria -Palazzo Ducale, piazza Matteotti
    I 60 espositori all’interno dei cortili del Palazzo, presentano una selezionata raccolta di mobili, argenti, quadri, tappeti e oggetti dal sapore antico e ricchi di fascino

    Ore 9/19 Mercatino dell’artigianato e del gusto – Piazza della Vittoria

    Ore 10 – Questi posti davanti al mare” viadelcampo29rosso. Visita guidata a pagamento di 3 ore
    Costo del biglietto: Intero 25 – Bambini € 12 (da 0 – 12 anni). Info e prenotazioni: viadelcampo29rosso – Tel. 010.2474064 – info@viadelcampo29rosso.com. L’anima di Genova attraverso i luoghi e le suggestioni dai grandi cantautori genovesi, in compagnia di
    un’esperta guida turistica. Segue escursione in barca a vela con approfondimento tematico, a cura del Dipartimento Scientifico

    Dalle 15 alle 17 Fabrizio e altre storie – CIV LOMELLINI. Viadelcampo29rosso: visita accompagnata gratuita. Approfondimenti sulla collezione di strumenti e memorabilia conservata in museo, aneddoti, curiosità e filmati sul tema “Faber e il mare”.

    Ore 15 – Shopping in Blu
    Prolungamento degli orari di apertura fino alle 21.30 con iniziative e promozioni commerciali dedicate da parte degli operatori commerciali aderenti al CIV, nelle vie del centro cittadino.

    Dalle ore 17 – Iniziative, promozioni, sbarazzo a cura dei negozi del CIV XX SETTEMBRE; dalle 17 alle 20 esibizione di Tango nella piazzetta Via XX Settembre/Via Ugo Foscolo, fino alle 21.30 apertura prolungata dei negozi, iniziative e promozioni commerciali dedicate.

    Ore 18 – Aperitivo con musica dal vivo in Piazza delle Erbe: blues, soul, jazz – Civ il Genovino

    Ore 18 Genova a piedi – canti popolari. Appuntamento in Piazza De Ferrari, porticato Teatro Carlo Felice. Dopo un breve percorso attraverso via Roma e Galleria Mazzini, Salita Santa Caterina, Piazza Fontane Marose e via Garibaldi, nella  bella cornice del Palazzo Doria Tursi si esibiranno nei tipici canti popolari “Trallallero” interpretati da I giovani canterini di Sant’Olcese

    Dalle ore 18 Sarzano in Festival– CIV SARZANO SANT’AGOSTINO; il primo festival di musica genovese in piazza Sarzano.
    18 – 19.30 Gruppo Città di Genova, 19.30 -20.30 Aereplani di Carta Tutto De Andrè, 20.30 -21.30 Gruppo Città di Genova, 21.30 -22.30 Banda di Rossiglione, 22.30 – 24 Le Barche a Torsi. Partecipa Andrea Incandela, vincitore del microfono d’oro della musica genovese

    Dalle ore 18.30 Animazione e rinfresco – CIV BORGO DEGLI INCROCIATI: acciughe, frittelle e animazioni per bambini

    Ore 18.30 – Musical Solo Tu! – Palazzo Tursi, via Garibaldi
    Un pop musical irriverente ed esilarante,  un’opera che non teme di affrontare in un modo  nuovo il linguaggio e la filosofia del teatro musicale  contemporaneo in Italia. Combina una trama attuale,  imperniata sulla centralità del ruolo della donna italiana  moderna, alla produzione musicale più rappresentativa  dei Matia Bazar, dal 1975 al 1989: l’era Marrale- Ruggiero. Con Carlo Marrale alla chitarra e di Lisa Angelillo, protagonista femminile del musical, alla voce.

    Ore 18.30 – Architramando a Genova – Showroom San Lorenzo 21, Piazza Ferretto 1
    San Lorenzo 21 crea un elegante showroom di design,  luce e arte in una location inedita. La serata ospiterà Fabio Pozzo e Roberto Centazzo, autori  del romanzo noir “Signor giudice, basta un pareggio” (Ed. TEA), ambientato in Liguria. Bruno Morchio ed Enzo Paci,  accompagneranno gli scrittori.Progetti Arredamenti – Cesar premierà i vincitori del concorso  “ARCHITRAME” e offrirà un creativo Show Cooking di  food-design a cura di Giulio Cassinelli, una degustazione  tipicamente ligure sulla bellissima cucina Cesar.

    Ore 19.30 Premio Barca dell’Anno – Palazzo della Borsa, via XX Settembre 44
    Si premiano le regine della stagione. Queste le categorie in gara: Superyacht, Barca a motore, Barca a vela, Natante a motore (fino a 10 metri), Natante a vela (fino a 10 metri), Gommone.  (Evento su invito)

    Ore 20.30 – Per Voce Sola 2013 – Teatro della Tosse, piazza Renato Negri 6/2
    Gli attori Eugenio Allegri e Enrico Campanati, accompagnati al contrabbasso dal jazzista Pietro Leveratto, danno vita a una performance inedita, presentata in anteprima assoluta. Lo spettacolo nasce dai testi vincitori del concorso nazionale per autori di monologhi Per Voce Sola. L’ingresso è libero, con offerta facoltativa che verrà devoluta interamente al Comitato Vittime Evento Crollo Torre Piloti/VTS.

     

    via-venti-settembre-manifestazione-pedonale-2009-d1Domenica 6 ottobre

    Ore 9/19 – GenovAntiquaria -Palazzo Ducale, piazza Matteotti
    I 60 espositori all’interno dei cortili del Palazzo, presentano una selezionata raccolta di mobili, argenti, quadri, tappeti e oggetti dal sapore antico e ricchi di fascino

    Ore 15 – Shopping in Blu
    Aperture straordinarie fino alle 19 con iniziative e promozioni commerciali dedicate da parte degli operatori commerciali aderenti al CIV, nelle vie del centro cittadino.

    Ore 17.30 Genova a piediGenova tracce di storia. Appuntamento in Piazza De Ferrari, porticato Teatro Carlo Felice. Un percorso facile, vicino al centro della città ma poco frequentato; il percorso passa da salita Pollaioli, Via San Donato, Stradone Sant’Agostino, Sarzano, Via Ravecca, Porta Soprana , Salita del  Prione, Piazza delle Erbe e ritorno

     

    Via GaribaldiLe Mostre

    -Da mercoledì 2 a sabato 5 ottobre – Tre ospiti a Palazzo: Berio, Cattani, Perez – Lifestylestore, via Garibaldi 12.
    Esposizione dei lavori di Luigi Berio, Bruno Cattani e Pepa Perez. Un insieme eterogeneo di opere che segue i genii loci dei diversi ambienti del Lifestylestore Via Garibaldi 12. I tombini di New York ricalcati in grafite da Luigi Berio saranno presentati in quello che anticamente era il cortile cinquecentesco dell’edificio, le fotografie della serie Eros di Bruno Cattani troveranno la loro naturale collocazione nell’alcova romantica creata da Michele Canzio agli inizi dell’800, mentre i tetti genovesi dipinti da Pepa Perez saranno ospitati nella sala del camino che si affaccia sulle architetture di Via Garibaldi. Ore 10-14/ 15.30-19

    -Fino al 12 ottobre – Rex, il mito e la memoria – Palazzo San Giorgio

    -Da mercoledì 2 a domenica 6 ottobre – La memoria dell’acqua – Palazzo Nicolosio Lomellino, via Garibaldi 7
    Installazione multipla di Roberto Ciaccio, una delle quattro sezioni dell’ampia mostra monografica a Genova nell’estate del 2013 dal titolo Lucematrice a cura di Remo Bodei e Anna Orlando. Ore 16-19

    -Fino a domenica 6 ottobre – Specchiosoglia – Palazzo Reale, via Balbi
    Installazione multipla di Roberto Ciaccio, una delle quattro sezioni dell’ampia mostra monografica a Genova nell’estate del 2013 dal titolo Lucematrice a cura di Remo Bodei e Anna Orlando. Martedì e mercoledì ore 9-13.30. Da giovedì a domenica ore 9-19

    -Fino al 31 ottobre – Mostra Personale di Cristof Yvoré – Villa Croce

    -Fino al 6 ottobre – Nel Mezzo del Novecento. Genova e la collezione Della Ragione – Palazzo della Meridiana, salita San Francesco 4. Mostra che ospita opere dei maggiori artisti italiani del XX Secolo: Guttuso, De Chirico, Morandi, Sironi, Carrà, e molti altri artisti del 900 provenienti dalla collezione dell’ing. Alberto Della Ragione. da martedì a venerdì ore 12-19, sabato e domenica ore 11-19

    Fino all’8 ottobre  – Leviatana di Gregorio Gianotta – I Tre Merli, valata Cattaneo 17 (Porto Antico) – vico dietro il Coro della Maddalena 26r. Quadri, illustrazioni e disegni si raccontano attraverso trame di segni nascosti e ballon in cui si percepiscono esclamazioni e tracce di parole che accompagnano i soggetti in un frammento di storie bloccate come in un’istantanea. ore 12.00-15.00 / 19.30-23

    Fino al 16 ottobre – Mostra fotografica di Carmen Romeo e Daniele Martucci -Palazzo Rosso, Via Garibaldi 18
    Due giovani artisti-fotografi propongono un inconsueto itinerario nella nostra città, esaltando il colore del mare attraverso la riscoperta dell’antica e raffinata tecnica della cianotipia, dove il blu domina incontrastato. da martedì a venerdì ore 9-19, sabato e domenica ore 10-19

  • Via Cantore, ex Gallino: ancora incerti i tempi per il centro anziani

    Via Cantore, ex Gallino: ancora incerti i tempi per il centro anziani

    ex-biblioteca-gallino-sampierdarenaL’ex biblioteca Gallino è un complesso in disuso che si affaccia sulla centrale Via Cantore a Sampierdarena, destinato da tempo (la fine dei lavori era inizialmente prevista per dicembre 2011) ad ospitare un centro per gli anziani: si tratta di uno degli interventi contemplati nel Programma Integrato POR-FESR per il quartiere, per il quale sono stati stanziati complessivamente 12 milioni di euro da parte di Regione e Fondo europeo. Gli interventi, nel complesso, sono partiti nel 2007 e sarebbero dovuti essere tutti conclusi entro il 2013: alcuni, come la manutenzione di Via Cantore, sono stati portati a termine tempo fa con successo; altri, come l’ascensore che collega la stessa Via Cantore a Villa Scassi, sono in alto mare. Ormai al termine delle scadenze prefissate, con #EraOnTheRoad siamo andati a vedere a che punto è la riqualificazione della ex Gallino.

     

    Il progetto

    progetto-centro-anziani-ex-biblioteca-gallino

    In Via Cantore è previsto un intervento di trasformazione dell’edificio in centro diurno di aggregazione per gli anziani, con dotazione di uno spazio didattico per l’avvicinamento agli strumenti informatici e di un luogo di ritrovo. Per gli interventi alla ex Gallino, iniziati nel maggio 2011, sono stati stanziati 400 mila euro, con fine lavori prevista entro 6 mesi dall’apertura del cantiere. Non riuscendo a rispettare gli iniziali termini, da ultimo la fine dei lavori era stata prevista per giugno 2013. I tempi sono scaduti. Varie le vicissitudini: fallita la ditta esecutrice, i lavori sono stati proseguiti dall’impresa edile C.E.M.E. Di Pruzzo & C. S.a.S., con ulteriori rallentamenti. Prima, gli stessi locali ospitavano la già menzionata biblioteca Gallino, oggi in Via Buranello, poi il Centro Culturale Nicolò Barabino.

     

    Lo stato attuale

    Sampierdarena, via CantoreDalla ditta C.E.M.E. Di Pruzzo & C. ci raccontano che i lavori alla ex Gallino sono ormai conclusi: «Per quanto riguarda le nostre competenze (impianti elettrici, allaccio acqua e gas, ecc.), i lavori nel lotto che ci è stato assegnato volgeranno al termine a giorni. Tuttavia il cantiere resta inaccessibile e non sappiamo come e in quali tempi l’Amministrazione Civica deciderà di procedere».

    L’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Genova, di concerto con il Municipio Centro Ovest, conferma la volontà di portare a termine il progetto pur tergiversando sui tempi: «Vogliamo offrire risposte  di inclusione sociale agli anziani del quartiere, considerando che la fascia della popolazione 41/64 rappresenta il  36,4% della popolazione complessiva, quella ultra65 è il 24,2%, i bisogni sono in continuo aumento. Il progetto, finalizzato all’inclusione sociale, prevede che venga adeguata l’accessibilità all’immobile con inserimento di un ascensore, superamento delle barriere architettoniche e realizzazione di uno spazio didattico (sala computer). Le iniziali situazioni strutturali non previste e soprattutto il fallimento della ditta hanno fatto scivolare la data della conclusione  dei lavori. Oggi la civica amministrazione  conferma l’ intenzione  che tale intervento sia più velocemente possibile portato a termine».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

  • Meglio a Casa: assistenza sociale a domicilio per ridurre i ricoveri

    Meglio a Casa: assistenza sociale a domicilio per ridurre i ricoveri

    sanita-ambulanzeRidurre i ricoveri ospedalieri impropri, offrendo un mese di assistenza domiciliare gratuita per tutti gli anziani che hanno reali necessità di ricovero. Questo è il fulcro del progetto “Meglio a casa” – presentato dagli assessori alle politiche sociali della Regione Liguria, Lorena Rambaudi, e socio-sanitarie del Comune di Genova, Paola Dameri – e già attivo da fine giugno per i pazienti dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena.

    «Con questa sperimentazione – spiega l’assessore Dameri – cerchiamo di evitare lo spiacevole fenomeno del “tornello” per cui un paziente anziano, dimesso magari per patologie non particolarmente gravi, se privo di assistenza domestica, rischia di tornare in ospedale dopo pochi giorni. Una situazione inefficiente sia per la struttura sanitaria che deve sostenerne i costi, sia per il paziente che non riceve le cure adeguate».

    E proprio su questa duplice traiettoria, si muove il progetto lanciato da Regione Liguria e Comune di Genova. Due gli obiettivi principali: il primo, di natura principalmente economica, mira a evitare i ricoveri inappropriati dal momento che ogni giorno di degenza costa all’ospedale mediamente tra i 650 e gli 800 euro a paziente. Il secondo, prettamente sociale, ha lo scopo di migliorare la qualità di vita dei pazienti, che spesso hanno un rifiuto psicologico alle cure quando si trovano all’interno delle strutture di ricovero.

    «Le prestazioni sanitarie e di assistenza sociale – ha detto l’assessore Rambaudi – non possono essere considerate come due compartimenti stagni. È giunto il momento di ridisegnare le regole socio-sanitarie nazionali. Attualmente il sistema sanitario nazionale riconosce solo le prestazioni domiciliari prestate da figure sanitarie e non l’assistenza fornita dalle badanti, che a fronte dei costi di pochi giorni di ricovero ospedaliero potrebbero fornire un’assistenza molto più prolungata nel tempo, con benefici maggiori per i pazienti». A testimonianza del valore di questo ragionamento, l’assessore cita alcune cifra di forte impatto. «Pensate che a livello nazionale la spesa complessiva per il sociale ammonta a 7,5 miliardi di euro mentre per le badanti si arriva a 9,4 miliardi, senza considerare il nero».

    Ospedale Villa ScassiLa conferma arriva dal direttore medico di Villa Scassi, dottor Mario Fisci: «Ogni anno dei 10 mila pazienti che accedono alla nostra struttura, circa il 30% non ha necessità di trattamenti sanitari quanto piuttosto di assistenza sociale. Molti pazienti arrivano da noi solo perché non hanno nessuno che gli ha ricordato di prendere la pastiglia alla giusta ora o gli ha preparato un pranzo nutriente. La continuità assistenziale che si cerca di raggiungere con questo progetto è certamente un uovo di Colombo. Ma è essenziale per migliorare la qualità della vita dei pazienti e l’efficienza degli ospedali».

    Il progetto “Meglio a casa”, che durerà sperimentalmente fino al 23 giugno 2014, coinvolge tutti i pazienti dei distretti socio sanitari 9 e 10 che fanno riferimento al nosocomio sampierdarenese e risiedono non solo nel Comune di Genova (capofila dell’iniziativa), ma anche in paesi limitrofi della Valpolcevera e della Vallescrivia.

    La segnalazione dei pazienti che potrebbero essere interessati al percorso di assistenza domiciliare, spetta agli stessi infermieri del triage sulla base dei seguenti parametri: almeno un precedente ricovero o accesso al pronto soccorso nei due mesi precedenti; sospetta malnutrizione o disidratazione; stato confusionale; ulcere trofiche o lesioni da pressione; igiene personale scadente; paziente non accompagnato.

    A questo punto, il cosiddetto Nucleo di Assistenza Tutelare Temporanea, composto da un’assistente sanitaria, un’assistente sociale e un infermiere, valuta il regime assistenziale necessario, sulla base di tre fasce disponibili: 6 ore (la più richiesta), 12 ore o regime di convivenza. La segnalazione passa poi alla cooperativa Agorà, che tramite bando pubblico si è aggiudicata la regia del servizio assistenziale a domicilio, la quale si occuperà di presentare alla famiglia una serie di badanti tra cui poter scegliere quella più adatta alle proprie esigenze. Il tutto nell’arco di una settimana.

    Per i primi 30 giorni le prestazioni saranno coperte dai finanziamenti del progetto (nel complesso, poco più di 300 mila euro, mentre ammontano a 1,2 milioni gli stanziamenti su tutto il territorio regionale per iniziative simili), dopodiché la famiglia potrà decidere se proseguire privatamente il contratto con l’assistente familiare, sempre rispettando i canoni minimi previsti dal contratto nazionale del settore. Delle 58 persone che per il momento hanno aderito al progetto (7 fuori Genova), oltre la metà ha proseguito il percorso assistenziale oltre il primo mese.

    ospedaleLe circa cento badanti attualmente inserite nel progetto sono tutte in possesso del titolo di assistente familiare rilasciato da Agorà, in seguito a specifica formazione. A tale scopo, la cooperativa ha dato vita a un vero e proprio “registro delle badanti” che lo stesso assessore Dameri non esclude possa essere “aperto” in un immediato futuro anche per altri servizi cittadini, nonché alla semplice utenza privata.

    «Che a casa ci si curi meglio è un dato di fatto incontrovertibile – chiosa il dottor Lorenzo Sampietro, direttore della S.C. Assistenza Geriatrica dell’ASL3 Genovese – e si risparmia anche. Basti pensare che il costo medio giornaliero di una struttura residenziale di assistenza supera, ormai, i 100 euro ed è coperto dallo Stato solo per i primi 60 giorni».

    Al momento, dunque, i numeri sono dalla parte di “Meglio a casa”. D’altronde anche una simile sperimentazione lanciata per i pazienti di San Martino 9 mesi fa sta dando riscontri molto positivi, con poco meno di 400 pazienti coinvolti e una riscontrabile diminuzione dei tempi medi di degenza ospedaliera. A questo punto, mancherebbe il Galliera

     

    Simone D’Ambrosio