Mese: Ottobre 2013

  • Coming Out Day, no ai pregiudizi: una giornata per uscire allo scoperto

    Coming Out Day, no ai pregiudizi: una giornata per uscire allo scoperto

    unioni-civiliSabato 12 ottobre si celebra per la prima volta a Genova il Coming Out Day, ricorrenza internazionale che invita gay, lesbiche e trans a rivelarsi agli altri, uscire allo scoperto per aiutare l’opinione pubblica a crescere e accantonare ogni tipo di pregiudizio.

    L’espressione coming out deriva dall’inglese coming out of the closet, cioè uscire dall’armadio, e la si ritrova nello spagnolo salir del armario.

    Per questo, gli attivisti di Approdo Arcigay Genova hanno deciso di allestire in via San Vincenzo, (angolo via Colombo),  dalle 15 alle 19, un armadio/gazebo che useranno per coinvolgere i passanti, invitandoli ad entrarvi per poi uscire rivelando qualcosa di sé. Chi vorrà potrà parlare di orientamento sessuale o identità di genere, tutti gli altri di quello che vorranno, purchè sia qualcosa di personale.

    Il tutto con il sostegno di Manima Teatro, che contribuirà con le sue improvvisazioni a creare storie e spettacoli.

    La manifestazione di Arcigay è sostenuta da EraSuperba, oltre che da Maniman Teatro, Comune di Genova (che ha rilasciato il proprio patrocinio per proseguire la strada intrapresa con il registro delle unioni civili) le Famiglie Arcobaleno, la Rete Genitori Rainbow, Agedo, Arcilesbica, GayLib, il Segretariato Italiano Studenti di Medicina,  l’associazione Ponente Che Balla, CIV San Vincenzo, le società Gis & Web S.r.l. e Ferrua Assicurazioni.

     

  • La fine di Berlusconi e berlusconismo? Una questione di interessi

    La fine di Berlusconi e berlusconismo? Una questione di interessi

    campagna-elettorale-berlusconi-2008E’ davvero la fine di Berlusconi e del berlusconismo? Per rispondere a questa domanda occorre ripercorrere il percorso tortuoso che ha portato il Cavaliere a smentirsi e rismentirsi, fino a capitolare sul tragicomico voto di fiducia a Letta. Diciamo subito che quello che è realmente successo nelle segrete stanze delle politica e nelle menti dei protagonisti di questo psicodramma non si può ovviamente sapere: ma ciò non toglie che si possano fare delle ipotesi anche piuttosto realistiche.

    Innanzitutto pare che la sollevazione interna al PDL ci sia stata davvero, e che sia stata talmente ampia da imporsi, per una volta, sul volere dello stesso Berlusconi. Questo fatto inedito (sul quale francamente non avrei scommesso) comporta un clamoroso ridimensionamento della leadership arcoriana: il Cavaliere non ha più il controllo assoluto. In termini meramente elettorali si tratta di una mossa controproducente per tutto il partito, giustificata dal “senso di responsabilità” e dal “bene del paese”: ma esistono spiegazioni più soddisfacenti.

    Il colpo di testa di Berlusconi, col ritiro dei ministri e la minaccia concreta di far cadere il governo, rischiava di produrre (e stava già producendo) un risultato potenzialmente letale per il centro-destra: mettersi contro un fronte di opposizione compatto e impenetrabile.

    Nel passato molti dei successi politici di Berlusconi sono dipesi dalla sua capacità di trovare sponde tra le fila avversarie: da D’Alema a Violante, sono tanti i nomi dei supposti “nemici” del Cavaliere che nella pratica hanno spesso contribuito a salvarlo. Questa volta però, se il governo fosse caduto sancendo la fine delle larghe intese e sconfessando la linea del Presidente della Repubblica, lo smacco per il PD sarebbe stato troppo grande, col rischio elevatissimo che i democrats finissero per fare causa comune col fronte degli anti-berlusconiani duri e puri (cioè quel vasto movimento di opinione che va dal Fatto Quotidiano al M5S): una prospettiva pericolosissima e senza precedenti, oggettivamente non paragonabile né al contesto che portò alla rimonta su Prodi del 2006, né a quello in cui maturò l’ottimo 22% dell’aprile scorso.

    Resta il fatto, però, che finora Berlusconi aveva sempre, se non vinto, almeno pareggiato le sue scommesse elettorali; per cui, c’è da chiedersi: basta davvero una situazione di accerchiamento politico per giustificare questo attacco alla leadership del Cavaliere, cioè l’unica cosa che aveva garantito voti e poltrone e che per questo era stata seguita fino all’altro ieri con cieca obbedienza?

    In realtà ci stiamo perdendo un pezzo importante del quadro. La politica non è un gioco a sé stante: è espressione di interessi. E quali siano gli interessi in discussione è presto detto. Fatevi questa semplice domanda: fuori dagli schieramenti politici, nell’opinione pubblica nazionale, chi ha espresso un parere non voglio dire “positivo”, ma per lo meno “non catastrofico” a fronte di una eventuale caduta del governo? A parte quelli a libro a paga di Berlusconi (per ovvie ragioni), e a parte pochi commentatori indipendenti (come il sottoscritto), la risposta è facile: nessuno.

    Silvio Berlusconi, elezioni 2013silvio-berlusconi-2

     

     

     

     

     

     

     

    La caduta di Berlusconi: una convergenza assoluta di interessi

    Può sempre essere che, se il governo Letta fosse caduto, gli esiti sarebbero stati davvero catastrofici. lo non lo credo affatto: e per questo ho tentato, quantomeno, di opporre un discorso di buon senso a quella che ritengo essere stata una vera e propria campagna di terrorismo mediatico. Ma anche se mi sbaglio, rimane il fatto che, considerato lo stato dell’informazione in Italia, se ci fosse stato qualcuno di potente ed influente che avesse avuto da guadagnarci da una caduta del governo, non c’è dubbio che il suo parere si sarebbe sentito: avrebbe trovato facilmente un trombettiere pronto a fargli da megafono. Al contrario, il fatto che nessuno si sia espresso in modo diverso ci autorizza a concludere che i principali blocchi di potere nell’attuale establishment siano compatti nel sostenere il governo Letta.

    Ripeto il ragionamento per chi fa finta di non capire. Se ci fossero stati grandi gruppi industriali, banche, centri finanziari, partner in Europa o oltre l’Atlantico che avessero visto favorevolmente nuove elezioni, avrebbero avuto sicuramente mezzi e occasioni per intervenire fuori dal coro nel dibattito scatenatosi sulle conseguenze della crisi politica. Se ciò non è avvenuto, allora bisogna concludere che si è verificata un’assoluta convergenza di interessi da parte di tutte le principali forze che cercano di influenzare l’opinione pubblica, data dal fatto che nessuno voleva ritrovarsi a che fare con un paese senza interlocutori politici “affidabili” (leggi: con i quali contrattare leggi favorevoli) e senza possibili soluzioni di compromesso in vista.

    La rappresentazione unilaterale che i media ci hanno dato non dimostra che quella rappresentazione sia necessariamente vera: dimostra solo che non c’era nessuno di realmente potente che avesse interesse a contraddirla. Altrimenti, se questo forte interesse di parte ci fosse stato, bisognerebbe concludere che non si è fatto sentire perché è rimbalzato sul muro compatto e impenetrabile dell’amore per la verità, dell’integrità e dell’indipendenza culturale del giornalismo italiano: una cosa assurda per i livelli di servilismo che l’esperienza e tutti gli osservatori internazionali ci dimostrano esistere.

    Il distacco fra il Cavaliere e il blocco di interessi che lo ha sempre sostenuto

    Da questo discorso discende per conseguenza che chi era aperto al voto (che abbia valutato bene l’opportunità della cosa oppure o no) ha se non altro dimostrato un certo grado di indipendenza o opposizione rispetto ai suddetti blocchi di potere. E’ questo il caso, per esempio, del M5S, che appare dunque come espressione, a quanto ci è dato vedere, solo dell’iniziativa di un comico e del desiderio di cambiamento di tanti cittadini (magari ingenui e faciloni, ma sempre cittadini come gli altri). Ma è pure il caso di Silvio Berlusconi. Il dato politico più significativo, infatti, è che con il voto della settimana scorsa è giunto a compimento il processo di distacco tra il Cavaliere e il blocco di interessi che lo aveva sostenuto.

    Qualcuno preferirebbe non ricordarlo, ma una volta in tanti erano berlusconiani. E non è che Berlusconi fosse tanto meno “impresentabile” di oggi: si era già preso le sue belle prescrizioni, con sentenze tutt’altro che lusinghiere; si sapeva già che il boss mafioso Vittorio Mangano era stato “stalliere” ad Arcore; erano note queste ed altre cose. Eppure non era certo trattato come un appestato. Ricordo, tra le altre cose, le manifestazioni di stima del simpatico “amico George” (Bush junior), la standing ovation del Congresso americano, gli alleati europei che non facevano sorrisini sprezzanti quando c’erano da concludere certi affari e persino le platee festanti di Confindustria: tutto questo mentre in Parlamento il centro-destra portava avanti egregiamente, a colpi di leggi-vergogna, la sua bella battaglia per l’impunità personale del capo. Da un certo punto in avanti, però, il cammino giudiziario di Berlusconi è diventato incompatibile con la difesa degli interessi costituiti: perché questi interessi hanno preteso continuità proprio quando il Cavaliere ha avuto bisogno di rompere.

    La fine politica?

    Oggi Berlusconi è ormai vecchio, stanco e pensa solo a evitarsi la galera: non può più essere quel paladino del liberismo su cui molti confidarono. Anzi, come si è capito la settimana scorsa, può essere addirittura un ostacolo da eliminare. Eppure non è detto che sia giunta la sua fine politica.

    In primo luogo, se per il momento le strade del Cavaliere e dell’establishment politico-economico divergono, non è detto che non possano ancora tornare a convergere in futuro. E’ difficile, proprio perché è difficile trovare una soluzione ai molti nodi giudiziari: ma non è impossibile.

    Secondariamente a Berlusconi rimane un grande capitale in mano: i voti. Se le cose dovessero andare bene per le larghe intese (periodo ipotetico dell’irrealtà), ne beneficerà elettoralmente soprattutto il PD;  e se dovessero andare male, nessuno voterà mai per Angelino Alfano. La realtà, dunque, è che Berlusconi rimane il catalizzatore elettorale del centro-destra. Per questo nel suo partito tutti continuano a lisciargli il pelo: perché sanno che senza di lui fanno poca strada. E questo comporta non poca influenza in mano al pregiudicato di Arcore.

    Infine, anche volendo sognare un mondo senza Berlusconi (ma non “deberlusconizzato”, perché i piccoli “berluschini” sono tanti e sono fra noi), non è lecito aspettarsi di poter godere dell’unica conseguenza veramente positiva di tutta questa situazione: cioè (almeno fin che il pover’uomo resterà in salute) non è lecito attendersi che “Berlusconi” cessi finalmente di essere l’alibi per tutte le idiozie fatte a Roma e Bruxelles. Al contrario: accanto allo spread, ai mercati e all’instabilità politica, sembra già di vederli, commentatori e politici di ogni risma, impugnare la nuova arma per il terrorismo di massa contro chi osa muovere la più piccola critica: “volete forse che torni lui?”.

     

    Andrea Giannini

  • Verdi, 200 anni ma non li dimostra: rassegna di Istituto Chiossone e Uic

    Verdi, 200 anni ma non li dimostra: rassegna di Istituto Chiossone e Uic

    Violino manoIn occasione delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, l’Istituto David Chiossone Onlus e Unione Italiana Ciechi di Genova oragnizzano nei mesi di ottobre e novembre la rassegna di incontri e concerti Verdi: 200 anni, ma non li dimostra per conoscere il grande compositore e approfondire il suo rapporto con Genova. Nel capoluogo ligure Verdi ambientò e allestì alcune sue opere teatrali, da quella di esordio Oberto conte di San Bonifacio al Simon Boccanegra.

    Gli eventi iniziano il 12 ottobre per proseguire poi fino al 30 novembre: in totale sei appuntamenti presso l’Auditorium Giuseppe Verdi dell’Istituto Chiossone, con la direzione artistica del maestro Luciano Romanelli e il patrocinio della GOG Giovine Orchestra Genovese.

    Ecco il calendario completo dei concerti e degli incontri, che si volgono tutti presso l’Auditorium Giuseppe Verdi Istituto David Chiossone (corso Armellini 11, Genova). L’ingresso è gratuito.

    Sabato 12 ottobre, ore 16 – Con moltissima passione: Verdi a Genova. Conversazione introduttiva, inerente il tema dei rapporti fra Giuseppe Verdi e Genova. Relatore Raffaele Mellace, docente di storia della musica e di musicologia, presso la scuola di scienze umane dell’Università degli Studi di Genova. Collaboratore del Teatro alla Scala e di vari altri enti lirici.

    Sabato 19 ottobre, ore 16 – In omaggio a Verdi. Alcuni maestri, ex allievi dell’Istituto David Chiossone: Luciano Lanfranchi, Rosalba Mareno, Giorgio Martini, Melchiorre Pasquero, Luciano Romanelli eseguiranno al pianoforte pagine di Chopin, Liszt, Rachmaninov, Scriabin, Tchaikovsky, Weber, comprendenti anche trascrizioni e parafrasi da temi verdiani.

    Sabato 26 ottobre, ore 16 – Cori e Arie sempre Verdi: i cori e le arie in Giuseppe Verdi. Evento affidato al Gruppo Corale Shalom, con la partecipazione del soprano Gina Sortino; direttore del coro: il maestro Melchiorre Pasquero. Collaboratrice alla direzione: Gina Sortino.

    Sabato 16 novembre, ore 16 – Un dialogo fra due teatri: un confronto fra il teatro di Verdi e quello di Shakespeare, attraverso una mini tavola rotonda, afferente il volume Verdi, Shakespeare, un dialogo, scritto a quattro mani da Roberto Iovino, docente di storia della musica, presso il Conservatorio Niccolò Paganini e critico musicale del quotidiano La Repubblica, e da Marco Sciaccaluga, condirettore del Teatro Stabile di Genova e noto regista. La serata, condotta dai due autori del volume di riferimento, prevede anche alcune pagine da Macbeth, Otello, Falstaff, eseguite dal soprano Chiara Bisso, e dal baritono Gabriele Nani, accompagnati al pianoforte dal Maestro Dario Bonuccelli.

    Sabato 23 novembre, ore 16 – Canzoni e romanze dell’età verdiana: nove canzoni napoletane e nove romanze in lingua italiana, di autori quali: Cottrau, Denza, Di Capua, Donizetti, Gambardella, Leoncavallo, Tosti, più la canzone in genovese Ma se ghe penso…. Canteranno Laura Lucagrossi, Luana Bucchieri, Oliviero Dell’amico, Attilio Marangoni, e Francesco Ghiglione, accompagnati al pianoforte dal Maestro Giorgio Martini.

    Sabato 30 novembre, ore 16 – Verdi in jazz: evento affidato al quintetto omonimo. Formazione composta dai maestri Paolo Tomelleri, clarinetto; Rudy Migliardi, trombone; Davide Corini, pianoforte; Luca Garlaschelli, contrabbasso; Tommy Bradascio, batteria. Il gruppo rivisiterà in chiave jazzistica vari temi verdiani.

  • Certosa, San Bartolomeo: evento per combattere il gioco d’azzardo

    Certosa, San Bartolomeo: evento per combattere il gioco d’azzardo

    certosa-san-bartolomeo«Viviamo in una città e nello specifico in un quartiere preso d’assalto da sale gioco e slot  presenti in molti esercizi commerciali. In questo triste panorama, spesso si perde di vista un’altra emergenza sempre legata alla ludopatia: i giochi d’azzardo on line». Con queste parole Andrea Brina, presidente della Società Operaia Cattolica di S.Bartolomeo della Certosa già in prima linea per la difesa del chiostro medievale dell’omonima struttura nel cuore del quartiere della Val Polcevera, presenta un’iniziativa originale in collaborazione con la Ludoteca Labyrinth, un evento denominato “Chi gioca sano va lontano…”, una giornata interamente dedicata al gioco.

    Domenica 13 ottobre a partire dalle 15 i quartieri di Certosa e Rivarolo sono chiamati a raccolta per scoprire giochi nuovi, gratuiti ed alternativi che, come spiega il presidente Brina «possono costituire un’alternativa all’isolamento che crea la dipendenza dal gioco d’azzardo on line specialmente nei confronti delle nuove generazioni che sono più deboli e soggette a cadere nell’ingannoUscire di casa , spegnere il PC, dimostrare che è possibile giocare divertendosi e incontrando persone reali è quello che ci prefiggiamo, nella speranza che l’evento possa presto diventare un appuntamento mensile fisso».

    La manifestazione, che ha ottenuto il patrocinio del Municipio V Valpolcevera, si terrà presso i locali sociali in via S.Bartolomeo della Certosa 11 .Ci sarà la possibilità di provare tanti giochi di società, da quelli classici a quelli provenienti da tutto il mondo, ma anche rompicapo, giochi d’abilità e strategia. Inoltre grazie alla presenza del comitato “Non è un gioco”, promotori della Proposta di Legge 574 contro la diffusione del gioco d’azzardo, si potranno conoscere  i dati  e avere materiale informativo riguardo questa emergenza. Concluderà la giornata un monologo teatrale scritto e realizzato appositamente dall’attore Paolo Lazarich per riflettere sull’ossessione del giocatore compulsivo.

  • Molassana, ex Italcementi: necessaria messa in sicurezza rii Mermi e Torre

    Molassana, ex Italcementi: necessaria messa in sicurezza rii Mermi e Torre

    ponte carrega centro commerciale 2Un’eredità dell’ex Giunta Vincenzi, confermata dall’amministrazione Doria e poi scarsamente vigilata dalle istituzioni preposte, nonostante si tratti di un’operazione di cementificazione impattante su una valle – quella del torrente Mermi e del contiguo rio Torre a Molassana, pesantemente colpita dai tragici eventi alluvionali del novembre 2011. I lavori della società Coopsette per la costruzione di un enorme edificio a destinazione commerciale nell’area del cementificio dismesso Italcementi – circa 216000 metri quadrati sulla sponda sinistra del Bisagno a 200 metri da Piazzale Adriatico e Ponte Carrega – zona considerata esondabile, sono da poco ripresi dopo un lungo stop conseguente ad un ricorso al Tar, promosso da un’altra realtà del settore preoccupata dalla concorrenza. Il nuovo manufatto multipiano (come da noi preannunciato in un articolo dell’anno scorso) ospiterà una grande struttura di vendita “Bricoman” per il “fai da te”, ma al suo interno troveranno spazio anche ulteriori attività produttive e commerciali.

    Il cantiere è ubicato proprio all’interno della valletta dove il rio Mermi scorre in un greto seminascosto dalla vegetazione per poi confluire nel Bisagno dopo aver attraversato un tratto coperto. Oggi qui spicca un enorme scheletro di cemento incompleto, lungo 300 metri e alto una quarantina, che ha rimpiazzato gli orti urbani caratteristici di questa porzione di Molassana. Lo stato di emergenza idrogeologica è sempre confermato, visto che alcune famiglie sono soggette al divieto di permanenza nelle loro abitazioni in caso di allerta meteo di tipo I e II. Comunque sia, Coopsette ha proceduto ai lavori di sbancamento della collina nel medesimo bacino idrografico, anche se finora non sono state eseguite le contestuali opere di sistemazione idraulica del vicino corso d’acqua.
    Nel frattempo la stagione delle piogge si avvicina e con essa cresce la paura degli abitanti. Comprensibile timore accresciuto dal fatto che all’interno dell’area di cantiere, ormai da mesi, giacciono abbandonati laterizi, terre di scavo e materiale edile che – nella malaugurata eventualità si verificassero intensi episodi piovosi – probabilmente potrebbero scivolare a valle, ostruendo ulteriormente il pericoloso torrente.

    La situazione del cantiere

    ponte carrega centrocommercialeCome detto i lavori sono ripresi «Ufficialmente da giugno, ma in realtà solo adesso sono entrati a regime – racconta Fabrizio Spiniello, portavoce dell’associazione Amici Ponte Carrega – A breve dovrebbero partire con le opere di urbanizzazione, ovvero la sistemazione della viabilità di Lungo Bisagno. Noi, però, ci aspettiamo che comincino anche i lavori di messa in sicurezza del torrente Mermi». Soprattutto nel tratto finale, oltre a quello di competenza di Coopsette. «Quest’ultima, infatti, ha realizzato qualche piccolo lavoro esclusivamente nella parte di rivo interno all’area di cantiere, poca cosa rispetto agli interventi necessari. Nel tratto finale del rio Mermi, quello che va dal cantiere alla confluenza nel Bisagno, il corso d’acqua è tombinato e la società costruttrice dovrà scoperchiare la copertura per metterlo in sicurezza».

    A destare preoccupazione, dunque, è l’aumentato rischio idrogeologico in zona, conseguenza di scelte non condivise con gli abitanti del luogo. «Noi cittadini siamo stati esclusi dalle decisioni in merito alle sorti di quest’area – continua Spiniello – È stata un’occasione persa perché l’amministrazione ha permesso di costruire un ecomostro davanti alle nostre case. Oggi, almeno, vogliamo sollecitare i responsabili, pubblici e privati, riguardo alla sicurezza del rio e chiediamo di fare chiarezza al più presto sui tempi di esecuzione». Secondo gli Amici di Ponte Carrega, la società costruttrice avrebbe perpetrato un’operazione scellerata «Sbancando la collina e scoprendo due rivi affluenti del Mermi che adesso confluiscono in una piana di cemento. In precedenza, invece, la presenza di numerosi orti curati dalla gente del posto garantiva, dal punto di vista idraulico, un contenimento del rischio». Lo scorso 26 agosto con la caduta delle prime piogge si sono verificati degli allagamenti «Quindi è evidente come lo sbancamento abbia peggiorato la situazione», sottolinea Spiniello.

    Inoltre, Coopsette ha recentemente presentato una variante per realizzare ulteriori 6000 metri quadrati di parcheggio in struttura impalcata, di fronte al piazzale della ex cementifera. In sostanza un raddoppiamento rispetto alle previsioni iniziali, probabilmente al fine di vendere più facilmente l’area.
    «Ai cittadini sono state promesse delle opere di compensazione, quali la piantumazione di alberi ad alto fusto per coprire l’edificio e ridurre in parte l’inquinamento ambientale e acustico prodotto dai mezzi privati diretti al nuovo centro commerciale – spiega Spiniello – Il sindaco Doria e l’assessore Bernini hanno affermato di essersi trovati dinanzi ad un intervento già approvato e di non avere alcuna intenzione di peggiorarlo ulteriormente. Invece, se approveranno la variante per il nuovo parcheggio, il carico di cemento sarà sempre più pesante. Noi rivendichiamo con forza l’area verde prevista a favore del quartiere. Su questo punto, però, non abbiamo risposte da un anno».

    L’interrogazione in Regione

    Il 30 luglio scorso, il consigliere regionale Lorenzo Pellerano (Lista Biasotti), ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Regione un’attenta verifica dell’assetto idrogeologico nella zona di Ponte Carrega. «Ho invitato gli assessori all’Ambiente e all’Urbanistica a recarsi in sopralluogo urgente, insieme ai tecnici degli uffici competenti del Comune – spiega Pellerano – Da quando il cantiere è stato aperto, secondo le testimonianze di alcuni abitanti, la situazione si è aggravata. Inoltre, mi risulta che le opere di messa in sicurezza non siano state ultimate, mentre nel tratto del rio Mermi compreso tra l’area di intervento e lo sbocco sul Bisagno, neppure sono cominciate».

    «L’ufficio Assetto del territorio non ha competenze in merito alle previsioni urbanistiche edilizie in oggetto – così ha risposto l’assessore regionale all’Ambiente, Renata Briano, il 16 settembre – Il Dipartimento è intervenuto, in qualità di ufficio di supporto all’Autorità di bacino regionale, nella procedura relativa alla definizione dello stato di pericolosità idraulica del rio Mermi, della progettazione e della relativa sistemazione idraulica. Poiché il rio è stato soggetto ad alcune esondazioni nell’ambito degli eventi alluvionali del 4 novembre 2011, è stata richiesta innanzitutto una verifica delle previsioni progettuali, alla luce della ricostruzione dell’evento avvenuto, che è stata eseguita».
    Briano ha poi proseguito «Nel gennaio-febbraio 2012, il Comitato tecnico di bacino ha espresso parere favorevole con alcune prescrizioni da riscontrare da parte della Provincia, nell’ambito delle procedure di autorizzazione idraulica, circa gli interventi di sistemazione proposti, nonché sull’aggiornamento delle fasce di inondabilità allo stato attuale del rio Mermi e del rio Torre. La Provincia di Genova, l’11 luglio 2012, ha approvato la variante al Piano di bacino del torrente Bisagno, relativamente all’inondabilità allo stato attuale del rio Mermi e del rio Torre, tutt’oggi vigente, nonché la riperimetrazione preventiva delle facili inondabilità stesse, dando atto che tale riperimetrazione entrerà in vigore solo a seguito della completa realizzazione e verifica degli interventi idraulici previsti». Infine, l’assessore sottolinea come la normativa di Piano di bacino «Prevede la possibilità di approvare uno strumento urbanistico attuativo anche in aree a pericolosità idraulica, a condizione che sia prevista nello stesso strumento la realizzazione di opere idrauliche atte a ricondurre le condizioni di pericolosità a livello compatibile con l’intervento edilizio».

    In pratica, l’assessorato regionale all’Ambiente afferma che i lavori edilizi potevano iniziare, ma contestualmente con la messa in sicurezza. «Purtroppo, però, non dice nulla sullo situazione di rischio alluvionale che incombe oggi sulle nostre teste – sottolineano gli Amici di Ponte Carrega – evadendo la domanda e rimbalzando la competenza sulle condizioni realizzative e di sicurezza alle materie di competenza del Comune. Emerge così che, soltanto con la fine dei lavori, si potrà avere una sicurezza idraulica. Tuttavia, non viene data risposta al nostro quesito riguardo l’aumento della situazione di rischio durante lo svolgimento degli stessi».
    Per quanto riguarda il Comune «Da noi già interpellato più volte – ricorda Spiniello – ha sempre sostenuto che la responsabilità dell’esecuzione spetta a Coopsette, mentre l’amministrazione comunale ha il compito di vigilare. Francamente, si tratta di una risposta fin troppo evasiva».

    L’iniziativa del Municipio Media Valbisagno

    Proprio per richiamare l’attenzione delle istituzioni, la maggioranza del Municipio Media Valbisagno è intenzionata a presentare, al prossimo consiglio municipale, una mozione congiunta. «Un paio di giorni fa abbiamo incontrato i rappresentanti consiliari della Media Valbisagno per integrare il documento con le nostre indicazioni – spiega Spiniello – La mozione solleciterà la giunta di Municipio ad impegnare l’amministrazione comunale affinché sia trasmessa una dettagliata informazione in merito allo stato di avanzamento dei lavori di messa in sicurezza del rio Mermi».
    «L’iniziativa è finalizzata a stimolare una maggiore sensibilità da parte dell’amministrazione pubblica chiamata a tenere sotto controllo la situazione, in generale su tutta la zona, in particolare sugli interventi previsti sui rivi Mermi e Torre – spiega Gian Antonio Baghino, consigliere Pd e assessore all’Assetto del territorio del Municipio Media Valbisagno – il nuovo centro commerciale, infatti, porterà dei posti di lavoro, ma anche inevitabili disagi per la popolazione».
    Secondo Baghino, la sistemazione idraulica del torrente Mermi sarà avviata entro fine anno «Così ci ha garantito Coopsette». Ma la realizzazione di queste opere non sarebbe dovuta partire contestualmente alla costruzione del manufatto? «La società costruttrice non si occuperà direttamente dei lavori perché ha deciso di affidarli tramite gara, dunque i tempi si sono allungati – risponde il consigliere municipale – L’assegnazione dell’appalto dovrebbe avvenire entro il mese di ottobre. E si partirà dal tratto finale del rio, quello più critico che desta preoccupazione negli abitanti di Ponte Carrega».
    In merito al contiguo rio Torre, invece «La pratica attualmente è in Provincia e si attende l’autorizzazione necessaria da parte dell’ente – continua Baghino – Poi, anche in questo caso, occorrerà aspettare la gara ed il successivo affidamento, quindi è ipotizzabile che la concreta realizzazione non avvenga prima della primavera 2014».

    Gli Amici di Ponte Carregga, inoltre, chiedono al Comune puntuali informazioni sul futuro piano di emergenza per fronteggiare gli eventi alluvionali, che gli uffici di Palazzo Tursi stanno approntando in questi giorni. «Si ipotizza di bloccare il traffico evitando così gli spostamenti delle persone su mezzi privati nelle zone esondabili – afferma Spiniello – Questo sarebbe un bel passo avanti rispetto a prima. Siamo anche ansiosi di vedere superata l’ordinanza del sindaco (provvedimento N. 2012-POS-274 del 28/08/2012) che prevede un generico sgombero per gli abitanti che vivono in aree dichiarate a rischio in caso di allerta meteo 1 e 2, ma non prevede, ad esempio, la chiusura della Coop Val Bisagno che pure si trova sotto il livello del torrente Bisagno».

    Infine, conclude Spiniello «Stiamo discutendo proficuamente con la Protezione Civile, con la quale abbiamo concordato di attivare un percorso informativo e partecipato con la popolazione di Ponte Carrega e Piazzale Adriatico sulla gestione delle allerte e l’auto-protezione, percorso che porteremo avanti a partire dal mese di novembre».

    Matteo Quadrone

    [Foto tratte dal sito web dell’associazione “Amici di Ponte Carrega”]

  • William Shakespeare, frasi che ancora fanno parte dell’inglese parlato

    William Shakespeare, frasi che ancora fanno parte dell’inglese parlato

    William ShakespeareNell’ultima settimana mi è capitato due volte che studenti o conoscenti mi chiedessero lumi riguardo a un inglese alquanto famoso che risponde al nome di William Shakespeare. Non credendo alla casualità ma alla causalità degli eventi, ho pensato fosse giusto usare la puntata di oggi per raccontare qualcosa su The Bard, il Bardo, soprannome con il quale l’autore è conosciuto.

    Innanzitutto, partiamo dalla pronuncia corretta del cognome, che probabilmente vi stupirà già in partenza. La prima “a” non si legge “e” come in molti credono, ma con il dittongo “ei”, proprio come nella parola shake, che probabilmente già conoscete come verbo dal significato di “scuotere” o “stringere”, nel caso di to shake hands, “stringersi la mano”.

    Nato nel 1564 nella graziosa cittadina di Stratford-upon-Avon e morto nel 1616, Shakespeare è stato una delle figure più prolifiche e influenti non solo della letteratura inglese, ma di quella mondiale. Diversi studiosi si chiedono se egli stesso abbia realmente scritto tutte le opere teatrali che convenzionalmente gli sono attribuite e le opinioni riguardo alla biografia del più grande drammaturgo – nonché poeta – inglese sono talvolta discordanti. Parlarne nel dettaglio in questo breve articolo non mi sembra opportuno, per cui fingerò di ignorare i misteri e sospetti che aleggiano intorno al Bardo – così come il fantasma del padre svolazzava attorno a Hamlet, protagonista dell’opera forse più nota di Shakespeare – e fingerò che effettivamente sia lui l’autore di tutti i lavori che gli vengono attribuiti.

    In particolare, è opinione piuttosto diffusa che Shakespeare (ricordate la pronuncia corretta) abbia inventato centinaia di nuove parole ed espressioni. In realtà le cose non sono andate proprio così, nel senso che nessuno inventa nulla che non esista già, perlomeno nelle lingue. Una lingua, infatti, è un insieme di elementi limitati (il vocabolario, per quanto ampio, ha un numero finito di parole) che possono essere combinati tra loro per creare un numero potenzialmente illimitato di frasi: si chiama, questo, aspetto creativo del linguaggio umano.

    Non voglio ovviamente sminuire Shakespeare. Credo che qualsiasi scrittore sarebbe felice di essere bravo un milionesimo della metà di quanto fu un genio lui nell’arte di usare parole e frasi e comporle in modo inusuale e creativo per descrivere personaggi, stati d’animo ed emozioni universali.

    E’ comunque innegabile che, sia che fossero farina del suo sacco sia che fossero “prese in prestito” dall’ambiente che il Bardo frequentava, diverse frasi o espressioni che si trovano nei lavori di Shakespeare sono entrate a far parte dell’inglese che parliamo oggi:

    – to be or not to be, that is the question, “essere o non essere, questo è il problema”, da Hamlet;

    – a foregone conclusion, “un risultato scontato”, da Othello;

    – all’s well that ends well, “tutto è bene quel che finisce bene”, dall’opera omonima;

    – salad days, “il periodo della giovinezza”, da Anthony and Cleopatra.

    Con l’ultima espressione, che letteralmente si tradurrebbe “i giorni dell’insalata”, Shakespeare faceva riferimento ovviamente al colore della pianta, il verde, associato alla gioventù, e non al fatto che già ai tempi i ragazzi si lanciassero in diete a base di insalatone per avere un fisico sempre più tonico… See you!

     

    Daniele Canepa

     

  • Luce, gas, telefono: assistenza e tecnici in subappalto

    Luce, gas, telefono: assistenza e tecnici in subappalto

    telefonoQuesta settimana mi preme fare luce sui subappalti, sostantivo che avrete sentito nominare più e più volte, ma su cui occorre precisare alcune cose.

    Quando un soggetto riceve una commissione (per meglio dire, l’incarico per eseguire una prestazione di fornitura o di servizi), può succedere che questi “deleghi” parte del lavoro ad un altro soggetto. Mi spiego meglio: per la manutenzione delle strade comunali, il Comune di Genova ha affidato in appalto ad Aster la manutenzione. Se Aster delegasse ulteriormente una parte del suo lavoro, lo farebbe sotto la forma del sub-appalto.

    Ma questo è un caso tutto sommato semplice. Purtroppo, veniamo a scoprire che anche nel campo delle utenze domestiche (luce , gas e telefonia), la legge degli appalti pare inesorabilmente vigente. Con problematiche che si ripercuotono sui cittadini malcapitati.

    Per esempio, se vi capita di dover traslocare una linea telefonica di Telecom Italia, chiamate il 187 (se siete privati) o il 191 (se siete imprenditori – professionisti) e fate la dovuta richiesta.
    E qui viene il bello; voi pensate che vengano dei tecnici Telecom, con tanto di tesserino di riconoscimento, invece vedrete arrivare un soggetto di una ditta in appalto (o sub appalto a seconda delle situazioni) che esegue il lavoro.

    Voi vi chiederete a questo punto: “Che cosa cambia?” Nulla se il lavoro viene svolto correttamente e nell’immediatezza.
    Ma se per qualche motivo il tecnico di turno non è in grado di compiere il trasloco della linea da voi richiesto, iniziano i guai… Questo signor tecnico comunica alla ditta madre (Telecom Italia) la mancata esecuzione del lavoro e Telecom vi comunicherà la data in cui il tecnico tornerà… magari una settimana dopo! Nel frattempo voi avete traslocato e vi trovate con i mobili nella nuova casa (o nel nuovo ufficio) e la linea telefonica nella vecchia. E che cosa potete fare ?
    Protestare al 187 o al 191, voi mi risponderete…
    Esatto. Peccato che il call center si rifà a quanto dicono i tecnici, i quali, secondo la suadente voce della signorina che sta all’altro capo, hanno sempre ragione perché la loro parola, o meglio, la loro relazione tecnica, è incontrovertibile….

    Qual è la morale della favola?

    1. La Telecom, nel caso di specie, è certamente responsabile della linea telefonica (di sua gestione…) ma ribalta su altro soggetto la propria “mala gestio”;
    2. Per il consumatore/utente diventa assai difficile risolvere un problema come quello prospettato, in quanto, di fatto, perde di vista l’unico riferimento certo che aveva, ossia la compagnia telefonica stessa.
    E, paradossalmente, finisce che la compagnia telefonica perde di vista pure se stessa…

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Figosa, progetto made in Zena: la tracolla che fa il giro del mondo

    Figosa, progetto made in Zena: la tracolla che fa il giro del mondo

    FigosaUn progetto tutto genovese, frutto della passione di due giovani artigiani amanti della fotografia e delle macchine fotografiche da collezione. “Figosa” è una tracolla di cuoio, adatta soprattutto per macchine fotografiche analogiche o per moderne mirrorless, che i nostri due trentenni, Andrea e Laura,  producono artigianalmente nel loro studio.

    «L’idea nasce dalla necessità di avere alcune tracolle in stile vintage per la nostra collezione di vecchie macchine fotografiche. Per poter rendere infatti le nostre macchine antiche utilizzabili – racconta Andrea – oltre al cercare i rullini giusti, serviva una cosa fondamentale: delle tracolle che potessero essere adeguate, confortevoli e con il giusto stile!»

    Ed è proprio da qui che nasce Figosa (il nome deriva da una citazione dal film Zoolander):  «Il progetto è ai primi passi, ma stiamo ricevendo sempre più riscontri positivi sia dai nostri fan sia dai nostri clienti. Non ci saremmo mai aspettati un simile seguito!»

    Il risultato che sono riusciti a ottenere Andrea e Laura è andato di gran lunga oltre le aspettative. Sul web si trovano decine di ottime recensioni da parte di blog e riviste online del settore, sia nazionali che internazionali. «Abbiamo quindi dato vita al nostro shop online e siamo rimasti subito colpiti dai risultati. Le vendite sono all’ordine del giorno e questo ci riempie di orgoglio. Attraverso il web abbiamo venduto diverse tracolle in tutto il mondo, dall’Australia agli Stati Uniti d’America». Ma guai a parlar loro di e-commerce come soluzione per il futuro… «Siamo artigiani e la vendita online è stata ed è una parentesi per farci conoscere e muovere i primi passi. Le nostre tracolle si possono trovare da qualche tempo nei negozi di fotografia e speriamo sia sempre maggiore il loro interesse, in modo da eliminare la nostra vendita diretta online. Io mi auguro di tutto cuore che i “negozi fisici” ritornino in auge, come era prima dell’avvento dell’e-commerce. I rapporti personali sono troppo importanti per essere soppiantati a causa di un prezzo più basso che si può ottenere su internet».

    Per ogni Figosa spedita in giro per il mondo, i ragazzi allegano una lettera al cliente invitandolo a scattare foto con la Figosa “in uso” e a seguire il progetto sui vari social network. «Ci piace allacciare rapporti umani con tutti coloro che usano una nostra tracolla. Ci piace sapere che quella macchina fotografica rimasta per tanto tempo su una mensola a prendere polvere, ora grazie a Figosa viene portata in giro quotidianamente. Per questo pensiamo che Figosa possa essere d’aiuto agli amanti della fotografia analogica, può ridare vita a una macchina fotografica che era diventata un semplice soprammobile. Da questo nasce anche il nostro slogan “Don’t leave it at home!”… non lasciarla a casa!».

    Viene naturale, infine, considerata la passione di Laura e Andrea per la fotografia “old style”, chiedere… Quale futuro per la fotografia analogica? «Noi non pensiamo che l’analogico possa riprendersi lo spazio rubato dal digitale… Noi ne siamo certi! Ci sono diversi articoli che fanno riferimento a statistiche da cui si evince che le pellicole stiano avendo una seconda giovinezza. Il fascino della fotografia analogica non ci ha mai abbandonati. E’ stata messa in ombra dal digitale, questo è vero, ma a differenza di molti altri strumenti non ha mai cessato di vivere».

     

     

  • Digital Diary: sette videomaker internazionali raccontano la Liguria

    Digital Diary: sette videomaker internazionali raccontano la Liguria

    GenovaGrande successo per il bando pubblico di Digital Diary, un progetto adottato dall’Agenzia regionale di promozione turistica In Liguria per scegliere sette artisti video maker internazionali, con lo scopo di ottenere video-racconti dedicati alla Liguria.

    Il bando si è chiuso qualche giorno fa e ha registrato 84 richieste di partecipazione da parte di professionisti di paesi come Sudafrica, Stati Uniti, Canada, India Argentina, ma anche di numerosi italiani (in tutto 42) ed europei.

    I vincitori selezionati saranno ospitati dal 14 al 20 ottobre a Genova, nella Riviera di Levante e in quella di Ponente e spesati per 2500 euro per produrre un video in cui racconteranno la Liguria vista coi lori occhi e attraverso il loro genio creativo.

    I temi sono sport vista mare, borghi, persone e storie, Genova “so cool”, street food-Liguria Style, Liguria in time lapse e Little Liguria.

    Le clip dovranno avere una durata di circa 120 secondi e saranno pubblicate sul blog dedicato all’esperienza

    L’intero progetto, proposto per la prima volta in Basilicata da un’ idea di Mikaela Bandini, si inserisce nella piattaforma Can’t Forget Italy e ha come scopo quello di produrre dei video virali che possano attirare l’attenzione del popolo della rete ed invogliare la condivisione e quindi la diffusione delle bellezze della nostra Regione in tutto il mondo.

    Dopo la conclusione della fase creativa e la pubblicazione on-line dei lavori video, verrà fatto un concorso tra i video che avranno ottenuto almeno 2.500 visualizzazioni sul canale youtube di can’t forget Italy. Tutti i video saranno pubblicati su piattaforme web.2.0

     

  • Giardini Luzzati: concerto live del gruppo Squarcicatrici

    Giardini Luzzati: concerto live del gruppo Squarcicatrici

    giardini luzzati 1Venerdì 11 ottobre i Giardini Luzzati del centro storico di Genova ospitano il concerto di Squarcicatrici, band che propone sonorità che spaziano dal free jazz e dell’afrobeat, passando per il punk, post rock e musica elettronica.

    La band, considerata, tra i gruppi indie più importanti della scena contemporanea, presenta al pubblico il nuovo lavoro discografico Zen Crust, che segue i precedenti album Bossa Storta (2006), Squarcicatrici (2009), Squarci A Milano (2011)

    L’album rappresenta l’evoluzione del sound della band, forte di decine di concerti in tutta Europa (Spagna, Francia, Belgio, Germania, Svizzera, Slovenia e Italia), e mira più lontano facendo convivere negli arrangiamenti tutte le anime musicali di Squarcicatrici in un incastro continuo di punk, jazz, afro, electro, bossa, noise, poesia rabbiosa e world music.

    La band è composta da Jacopo Andreini (sax alto, chitarre, voce, monotron, percussioni), Andrea Caprara (sax tenore, percussioni), Matteo Bennici (violoncello, basso elettrico), Piero Spitilli (contrabbasso), Enzo Rotondaro (batteria), Simone Tecla (batteria), Andrea Dilillo (batteria).

    L’ingresso è libero, inizio ore 21.

  • Sapori al Ducale: i prodotti tipici italiani in mostra in piazza Matteotti

    Sapori al Ducale: i prodotti tipici italiani in mostra in piazza Matteotti

    Prodotti tipici italianiSabato 12 e domenica 13 ottobre torna in piazza Matteotti Sapori al Ducale, la mostra dell’eccellenza eno-gastronomica italiana.

    Dalle 10 alle 20, più di quaranta aziende agricole e imprese agroalimentari di qualità, offrono ai visitatori le proprie specialità: dai formaggi di malga piemontesi al pecorino sardo, dai pregiati salumi toscani a quelli emiliani, dai taralli pugliesi lavorati a mano ai vini del Monferrato.

    E poi ancora prodotti da forno biologici per intolleranti a base di farro e kamut, frutta e verdura di stagione, confetture mantovane, pasta fresca, crostate di mirtilli, liquirizia grezza, olio extravergine di oliva, speck dell’Alto Adige, creme al tartufo, pasticceria ligure e piemontese, miele e prodotti dell’alveare, funghi secchi e freschi, prodotti ittici, pesto, cioccolato e tanto altro ancora.

    La manifestazione è nata nel 2006 su iniziativa del Comune di Genova con la partecipazione di Coldiretti, Cia, Confagricoltura ed è curata dall’Associazione Nazionale La Compagnia dei Sapori. Per incentivare la partecipazione all’ evento delle imprese liguri e del genovesato, da quest’ anno Sapori al Ducale si avvale anche della collaborazione del Gal Appennino Genovese e della Strada del Castagno.

  • Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    Carmine, inaugura il mercato e torna in voga il progetto Montmartre

    piazza-carmineNel quartiere del Carmine i riflettori sono da tempo puntati sulle vicende legate al restyling del nuovo mercato rionale. Soprattutto in questi giorni: l’inaugurazione è prevista per domani, 11 ottobre. L’evento tanto atteso sarà salutato con gioia da residenti e commercianti della zona che, dopo un percorso travagliato, si vedranno finalmente restituire il loro mercato, luogo di aggregazione sociale, di rilancio turistico e di ripresa economica. Il fermento è Mercato Comunale Carminepiù che giustificato e le aspettative sono alte, ma le vicende del mercato hanno adombrato in questi anni altre realtà del quartiere, che più difficilmente trovano spazio per emergere.

    Qualche giorno fa siamo stati al Carmine con #EraOnTheRoad e abbiamo parlato con rappresentanti del CIV Zecca-Portello e cittadini, abbiamo scoperto quanto ancora sia viva la proposta di qualche anno fa lanciata da Stefano Bruzzone, dell’associazione Cantiere di Idee per il Carmine: rendere il quartiere la “Montmartre genovese”, ritrovo per artisti e punto di incontro per la rinascita culturale. Il progetto del 2009 era incentrato proprio sullo spazio del mercato, ai tempi la sua riqualificazione pareva una chimera e i cittadini del posto si erano riuniti per proporre alle istituzioni un progetto alternativo. Oggi, fortunatamente, il mercato inizia una nuova vita, ma il sogno degli abitanti del Carmine è tutt’altro che tramontato.

    Le attenzioni degli abitanti sono incentrate su due spazi particolarmente adatti per la realizzazione di questo progetto: la Chiesa sconsacrata di San Bartolomeo in Piazza dell’Olivella e l’Abbazia di San Bernardino, nell’omonima Salita.

    olivella-carmine-verticalesan-bernardino-carmine-verticale

    Si tratta di strutture gestite e controllate in varia misura dalla Diocesi genovese, dalle Opere Pie, dal Comune di Genova. La prima, quella dell’Olivella, è stata da poco restituita alla città in tutto il suo splendore, nella suggestiva cornice di Piazza dell’Olivella. Di proprietà della Parrocchia di Ns. Signora del Carmine e Sant’Agnese, dopo il restyling viene utilizzata esclusivamente per ospitare attività di gruppi boy-scout al venerdì. Per il resto, solo uno sporadico uso da parte della Parrocchia. Ci racconta Don Davide, parroco del Carmine: «Nell’edificio il restyling è ancora da ultimare, mancano riscaldamento e impianti, e per adesso non può essere dato in uso alla cittadinanza perché non ci sono le condizioni adatte. Tuttavia c’è la volontà di terminare gli interventi e metterlo a disposizione per eventi e manifestazioni. Ne stiamo parlando con CIV e istituzioni, ma la strada è ancora lunga».

    Nel caso di San Bernardino, invece, si tratta di uno spazio importante per l’organizzazione di eventi e manifestazioni. La sua gestione è legata alle vicende della ex scuola Negrone Durazzo della vicina Salita Negrone Durazzo: edificio di proprietà del Pio Istituto Negrone Durazzo Brignole Sale, è gestito dalla cooperativa sociale onlus “La Salle” e Associazione ex alunni dei “Fratelli delle Scuole Cristiane”, in collaborazione con la parrocchia del Carmine e Distretto Sociale I Centro Est. “La  Salle”, nata nel 1994, da 20 anni si impegna a favore di bambini e ragazzi in difficoltà, sotto il profilo educativo, sociale, di integrazione per migranti. Il centro si divide in educativa territoriale/centro sociale con funzione di doposcuola; “casa famiglia” che accoglie in affidamento 13 adolescenti, di cui 6 risiedono stabilmente nel centro.

    Da circa 5 anni, la stessa cooperativa “La Salle” è diventata capofila di una rete di soggetti per la gestione dell’Abbazia sconsacrata di San Bernardino: di proprietà inizialmente del Pio Istituto, dopo alterne vicende (bombardamento del ’42 e conseguente abbandono) è stata ristrutturata e donata al Comune di Genova, il quale ha aperto un bando per la gestione degli spazi, vinto proprio da “La Salle” e gli altri della rete. Oggi usato soprattutto per scopi interni all’attività della Cooperativa, lo spazio viene anche affittato ad esterni a pagamento: perlopiù usato in collaborazione con la Parrocchia di Ns. Signora del Carmine per festeggiare battesimi e comunioni, il locale è stato affittato anche per manifestazioni artistiche da TILT – Teatro Indipendente Ligure, da Libera, Emergency, Cantiere di Idee per il Carmine dello stesso Bruzzone.

    Questi locali (2 sale, una attrezzata con strumenti audio-video) sono stati recuperati dopo anni di interventi urbani e resi di nuovo agibili e “a disposizione del quartiere per iniziative di socializzazione, assistenza, ricreazione per scuole, associazioni, enti pubblici e privati, gruppi, singoli e famiglie”, come si legge davanti ai locali di Salita San Bernardino. Tuttavia, la pratica non è così immediata come sembra: le richieste d’uso sono prese in considerazione dal Comitato di Gestione di San Bernardino, senza contare le tariffe che, pur alla portata di tutti (da 20 euro/ora per i residenti e 30 per gli esterni, a 130/giorno per i residenti e 180 per gli altri), non sono viste di buon occhio da coloro che chiedono spazi aperti alla cittadinanza per la libera espressione e la realizzazione del “sogno Montmartre”.

    Così commenta Stefano Terrile, di “La Salle”: «La gente non capisce che le cose hanno un costo. Le spese di gestione dell’Abbazia sono di 7 mila euro all’anno, con 3 mila euro di affitto da pagare al Comune di Genova. Noi diciamo ok alle attività, ma a pagamento: sapevamo fin dall’inizio che le sale in questione sarebbero state sempre in perdita, tuttavia abbiano scelto di darle alla cittadinanza per prezzi simbolici, pur di favorire le iniziative nel quartiere, ma ci rendiamo conto che c’è ancora malcontento. Abbiamo proposto anche ad altri soggetti di entrare in rete con noi, dividendo gli utili e diminuendo le perdite, ma nessuno ha voluto aderire finora».

    Dal CIV Zecca-Portello, il presidente Max Maturanza racconta: «Nel quartiere non ci sono spazi a diretta gestione del CIV. Tuttavia, ci stiamo dando da fare e stiamo organizzando eventi (un Festival che si svolge ogni anno nel mese di giugno, ma il calendario è flessibile e che l’anno scorso ha portato 1500 persone), aprendo negozi, avviando attività. L’idea del Carmine come Montmartre non nasce a caso: il quartiere ha retaggi pseudo-francesi ed è stato in passato ritrovo di musicisti, ribelli, band, anarchici, gruppi rivoluzionari. Oggi, pur mantenendo l’identità di “borgo”, accoglie molte persone da fuori e ha voglia di crescere: il mercato viene a inserirsi “a cose fatte”, in un contesto che è già cambiato ed è ancora in fermento. Anni fa avevamo proposto di aprire un mercato che fosse un “temporary market” (mercato al mattino, spazio aperto per creativi al pomeriggio), ma la proposta è caduta: non ci abbattiamo e lavoriamo per dare agli abitanti i benefit necessari all’interno del loro quartiere».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The Road

    Questo articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

  • Notte bianca dei bambini, una giornata di eventi nel Sestiere della Maddalena

    Notte bianca dei bambini, una giornata di eventi nel Sestiere della Maddalena

    vigne-centro-storico-vicoliSabato 12 ottobre a partire dalle 16 le vie del Sestiere della Maddalena nel centro storico di Genova si animano con la Notte bianca dei bambini, un’intera giornata dedicata ai più piccoli e alle loro famiglie, con laboratori teatrali, artistici, giochi, spettacoli, danze e concerti.

    La manifestazione, giunta alla seconda edizione, è organizzata dal Municipio Centro Est in collaborazione con la Cooperativa Il Laboratorio e con le associazioni di quartiere per favorire il rinnovamento e la vivibilità di un quartiere troppo spesso agli onori delle cronache per degrado e problematiche sociali. Obiettivi che si pongono ogni giorno le numerose associazioni che operano sul territorio per promuovere e rilanciare una delle zone più belle e affascinanti della città.

    Dalle ore 16 alle 22.30, nelle piazze, nelle vie e nelle sedi delle associazioni, sono numerosissime le iniziative. Ecco nel dettaglio il programma completo della giornata.

    Piazza Pellicceria inferiore
    Dalle 16 alle 18: laboratori di riciclo a cura di Remida e A-Pois, laboratorio ‘Le bombe di semi’ a cura di Terra!

    Piazza S.m. Degli Angeli
    Dalle 16 alle 19: esibizione di parcour, graffiti e hip hop a cura di Urban Street, Studio dyv, Cedy rock e BDS Crew

    Piazza Boccanegra
    Book crossing a cura dell’associazione A.Ma

    Piazza del Ferro
    Dalle 16 alle 19: laboratorio di cucito a cura di Mimi e Coco, laboratori ‘Bianco’ come a cura del Consorzio Agorà
    Dalle 18 alle 19.30: laboratorio erbe aromatiche a cura della naturalista Viviana Bobbio.

    Chiostro delle Vigne
    Dalle 16 alle 19: ornei di calcetto e pallavolo a cura dell’Ass. liberi cittadini della Maddalena

    Piazza Lavagna
    Dalle 16 alle 18.30: laboratorio Legno-Ingegno a cura di Dateci un Martello

    Piazza dei Greci
    Dalle 16 alle 19: i giochi di una volta a cura della Cooperativa la Comunità e di A.g.e.

    Piazza Cambiaso
    Laboratorio a cura del teatro Altrove

    Piazza delle Vigne
    Dalle 17 alle 19: laboratori musicali a cura di Casa della Musica, Orchestra Darsena

    Piazza Posta Vecchia
    Dalle 16 alle 19: laboratori a cura di Matefitness e della Cooperativa Il Laboratorio

    Piazza della Cernaia 3/29
    Laboratorio di poesia e teatro corporeo a cura dell’ass. Vivisottosopra

    Piazza della Cernaia
    Dalle 16 alle 19: teatro di burattini a cura del Drago Rosso, Ritmiciclando a cura di ripercussioni sociali, esibizione di hip hop e baby dancing a cura di studio dyv, Naftalina spettacolo a cura della compagnia Le Mani; dalle 19 alle 20 tutti a cena, dalle 20 alle 22 San Giorgio e il Drago a cura di Mauro Pagan, gli artisti di strada arrivano in piazza, asta degli oggetti inutili a cura dell’ass. Vivisottosopra; dalle 16 alle 18 merenda a cura dell’ass Mamme Daneo.

    Piazza della Cernaia 3/6
    Dalle 16 alle 19 laboratorio di creta e laboratorio artistico a cura della Cooperativa Il Laboratorio, laboratorio musicale a cura di Progetto sviluppo Liguria.

    Itineranti: truccabimbi e banda Murga.

    Punti di ristoro convenzionati: Jalapeno (via della Maddalena 52r), Il Bottegjino (piazza delle Vigne 21r), Il Fabbro (Vico al Campanile delle Vigne 17r), Bistrot Glo Glo (Piazza Lavagna 19r), Trattoria da Franca (Vico alla Lepre 4r), Maxela (vico Inferiore del Ferro 9r), La bottega del Gusto (vico superiore del ferro 3r).

  • Università di Genova: borse di studio per tirocini all’estero

    Università di Genova: borse di studio per tirocini all’estero

    Palazzo dell'UniversitàVentiquattro borse di studio di quattromila euro lordi ciascuna per tirocini all’estero: questo il nuovo progetto dell’Università degli Studi di GenovaPorta la laurea in azienda‘, nato per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani studenti universitari.

    Il tirocinio si svolgerà in uno Stato membro dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo per venti/ventidue settimane, per un totale di almeno 600 ore; il periodo di inizio deve essere compreso tra il 13 gennaio e il 17 febbraio 2014, la conclusione entro l’8 agosto 2014.

    Requisiti richiesti, sono la laurea conseguita presso l’Università degli Studi di Genova con voto minimo 99/110; età non superiore ai trent’anni; universitari di master o dottorato di ricerca al momento della presentazione della candidatura e sino alla conclusione del tirocinio; non aver mai beneficiato o non aver mai rinunciato, se vincitori, di una borsa del progetto ‘Porta la laurea in azienda’ per lo svolgimento di tirocini all’estero; non beneficiare, nel periodo di svolgimento del tirocinio previsto dal bando, di altro contributo previsto da altri programmi/progetti per tirocini all’estero e/o mobilità; non essere cittadini/residenti/domiciliati nello Stato dove si svolge il tirocinio; essere cittadini di uno Stato membro della Unione Europea oppure, se cittadini extracomunitari, essere regolarmente soggiornanti in Italia.

    Per partecipare è necessario consultare il bando nel sito dell’Università di Genova (clicca qui) e poi attivarsi per la ricerca del tirocinio: le domande devono essere presentate entro il 4 novembre 2013.

  • Berio Cafè: eventi per celebrare l’ottavo compleanno

    Berio Cafè: eventi per celebrare l’ottavo compleanno

    Berio CafèIl Berio Cafè compie otto anni: per l’occasione, il patron Paolo Vanni e l’intero staff organizzano una giornata speciale all’interno del locale giovedì 10 ottobre.

    Un appuntamento per celebrare quella che è ormai diventata una piccola istituzione a Genova: da otto anni il Berio Cafè offre ai frequentatori della Biblioteca Berio (ma non solo) una location accogliente in cui sentirsi a proprio agio, con un occhio di riguardo alla cucina, alle proposte gastronomiche innovative, agli eventi culturali e alle iniziative solidali.

    Nell’arco della giornata, ogni membro dello staff proporrà un prodotto speciale a un prezzo da compleanno.

    Francesco preparerà una nuova edizione del Caffè Veneziano con scaglie di cioccolato fondente. Cinzia proporrà, come merenda, pane , burro di arachidi e marmellata con rondelle di banana. Andrea, il pasticciere del locale, si cimenterà con una sua interpretazione del tiramisù. La cuoca Franca preparerà ravioli di boragine e stoccafisso alla genovese, Hillary un cocktail alla fragola gustoso, Manuel si occuperà del servizio fotografico della giornata. Alle 13.30 il momento delle candeline e della torta con Vanni.

    Per maggiori info e prenotazioni è necessario telefonare allo 010 5705416