Mese: Novembre 2013

  • Giornate vietnamite, a Genova nella seconda metà di novembre

    Giornate vietnamite, a Genova nella seconda metà di novembre

    VietnamNella seconda metà del mese di novembre e fino all’1 dicembre, Genova ospita le giornate vietnamite, una serie di eventi nati per celebrare 40 anni di rapporti diplomatici fra i due paesi, iniziati con la spedizione umanitaria del 1973, quando in piena Guerra del Vietnam salpò da Genova una nave carica di aiuti per il popolo vietnamita guidata dai portuali genovesi che sull’onda di una contestazione pacifista di dimensioni globali, vollero compiere un gesto concreto di solidarietà e consegnarono ai vietnamiti tremila tonnellate di merce

    Proprio questa spedizione è oggetto della mostra di Palazzo S. Giorgio Haiphong-Genova due porti una storia curata da Riccardo Ribold: oltre alle numerose esposizioni, il programma prevede conferenze, convegni, workshop, testimonianze ed eventi culturali.

    Ecco il calendario degli eventi.

    Lunedì 18 novembre – (Palazzo San Giorgio)

    Ore 18 – inaugurazione della mostra Hai Phong-Genova due porti una storia. Mostra documentaria Hai Phong-Genova due porti una storia a cura di Riccardo Riboldi

    Mostra Spazio culturale del Vietnam  – Mostra della pittura moderna dei giovani pittori vietnamiti “I Colori del Vietnam”. – Mostra di Fotografia sul Vietnam. – Mostra di Libri e Riviste vietnamiti. – Mostra di Abiti Tradizionali “Ao Dai” delle donne vietnamite.

     

    Martedì 19 novembre – (Palazzo San Giorgio)

    Ore 10 – Workshop Opportunità di sviluppo economico commerciale Italia Vietnam a cura di Ottavio Cosma

    Saluti del Comune di Genova e con Presidente di Liguria International scpa – Franco Aprile, Sindaco di Hai Phong – Duong Anh Dien, Presidente dell’Autorità Portuale di Genova – Luigi Merlo, Presidente Coop Liguria – Francesco Berardini, Ambasciatore del Vietnam in Italia – Nguyen Hoang Long

    Ore 17 – (Palazzo San Giorgio) Mostra e premiazione Concorso di Idee Historical Hanoi 2013

    a cura di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Genova in partnership con Associazione degli Architetti del Vietnam con la partecipazione dell’Ambasciatore del Vietnam in Italia – Nguyen Hoang Long

     

    Mercoledì 20 novembre – (Villa Durazzo Bombrini – Genova Cornigliano)

    Ore 10 – inaugurazione mostra Viet Nam-Italia / Italia-Viet Nam ‘60 ‘70 – CGIL Genova

    Interverranno: Segretario Generale CGIL Genova – Ivano Bosco, Console della Compagnia Unica – Antonio Benvenuti, Presidente Associazione Italia-Vietnam di Genova – Luciano Sossai, Ambasciatore del Vietnam in Italia – Nguyen Hoang Long

    Ore 16.30 – (Palazzo San Giorgio) – Medici e infermieri in Vietnam

    interventi e testimonianze Dott. Guglielmo Frojo, Dott. Riccardo Pellicci, Dott. Roberto Puglisi, Signora Roberta Parodi

     

    Giovedì 21 e venerdì 22 novembre – Sala Chiamata CULMV – Piazzale San Benigno

    Ore 10.30-12 / 16.30-18 Rassegna cinematografica Vietnam: il cinema di guerra e sulla guerra a cura di Andrea Panizzi

     

    Lunedì 25 novembre – (Palazzo San Giorgio)

    Ore 16.30 – Generale Giap: mito e realtà

    Massimo Loche (corrispondente di guerra per L’Unità in Vietnam)

     

    Martedì 26 novembre – (Palazzo San Giorgio – Sala dei Capitani)

    Ore 16.30 – Vietnam: Corrispondenti di guerra a cura di Massimo Loche (corrispondente di guerra per L’Unità in Vietnam)

     

    Venerdì 29 novembre – (Palazzo San Giorgio)

    Ore 16.30 – Convegno storico-economico “Vietnam ieri e oggi” a cura di Prof. Roberto Sinigaglia, professore Ordinario dell’Università degli Studi Genova e Direttore del Dipartimento di Antichità, filosofia e storia (DAFIST)

    Dal giorno 11 novembre – presso il centro commerciale COOP Antonio Negro Coop Liguria (Piazzale dei Traghetti Iqbal Masih 13 – 16126 Genova) – sarà esposta la mostra Le favole di ogni giorno – opere pittoriche dei piccoli ospiti del Centro per bambini disabili di Bac Giang in Vietnam.

    La mostra promuove il progetto La solidarietà con il Vietnam continua assieme al GVC – Sostegno ai centri per disabili del Vietnam”

    Nel corso della manifestazione saranno organizzati laboratori con la partecipazione degli studenti del Liceo Statale Piero Gobetti e il contributo del Centro di Documentazione Logos.

    Le giornate vietnamite genovesi sono state organizzate dall’associazione Italia-Vietnam di Genova con il Comune di Genova, la Regione Liguria, l’Autorità Portuale, la Compagnia Unica Lavoratori del Porto, la CGIL, CNA Liguria, Coop Liguria, Goldoni Tractors for Life, R2 Marinas, GVC – Un Mondo di Solidarietà.

  • Aster: 12 milioni per interventi straordinari, Tursi accende un mutuo

    Aster: 12 milioni per interventi straordinari, Tursi accende un mutuo

    erzelli-strada-asfalto-dPoco più di 30 milioni di euro. A tanto ammontano i trasferimenti che Aster, la municipalizzata che si occupa della manutenzione dei 7 milioni di metri quadri di superficie asfaltata e 1400 chilometri di strade genovesi, degli impianti di illuminazione pubblica e delle aree verdi, ha ricevuto dal Comune nel corso del 2013. I primi 18 milioni, o poco più, sono arrivati in parte corrente dal bilancio approvato sul far dell’estate, per la copertura del contratto di servizio. Altri 12 milioni e 450 milioni sono, invece, stati stanziati dalla Giunta in conto capitale, un paio di settimane fa, per fare fronte a tutti gli interventi straordinari e difficilmente programmabili a priori. Se 3,3 milioni per queste spese extra arrivano da risorse dell’Ente e coprono gli interventi su verde pubblico e segnaletica stradale, per i restanti e molto più corposi 9 milioni e oltre, necessari per le manutenzioni di strade, marciapiedi e illuminazione pubblica, si è dovuti ricorrere all’indebitamento tramite mutuo.

    Una possibilità che, al momento, come ha avuto più volte modo di ricordare l’assessore al Bilancio, Francesco Miceli, è esclusa per le finanze pubbliche a partire dal prossimo anno.

    Per quanto riguarda il futuro, tuttavia, la situazione è ancora piuttosto confusa, come ci spiega Gianni Crivello, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Genova: «Stiamo ancora cercando di capire quando potremo parlare del bilancio 2014 perché, ahimè, non è ancora chiaro, non solo a Genova ma al Paese intero, quali saranno le condizioni che determineranno il sostegno ai Comuni da parte dello Stato nei prossimi mesi e anni. È chiaro che la manutenzione di una città va garantita. Obiettivo fondamentale di questa amministrazione è tutelare l’occupazione ma anche la manutenzione della città perché una città che non ha manutenzione non è certo vivibile né misura d’uomo».

    In quest’ottica potrebbe anche essere vista l’eventuale apertura a capitali privati che dovrebbe essere discussa domani pomeriggio (19 novembre) in Consiglio comunale. Condizionale d’obbligo visto le indiscrezioni e le proteste che si stanno susseguendo.

    A ben vedere, tuttavia, la tanto contestata delibera di Giunta alla voce Aster parla di possibile ingresso di partner principalmente “per l’attuazione di progetti al fine di garantire le capacità di investimenti coerenti con le strategie di sviluppo dell’azienda”. Ad esempio, nel settore dell’illuminazione pubblica, in cui le nuove tecnologie consentirebbero importanti investimenti e la creazione di know-how aziendale tranquillamente spendibile al di fuori delle mura cittadine. Fondamentale sarà anche capire l’indirizzo del nuovo piano industriale per quella “riorganizzazione degli aspetti produttivi” che la stessa delibera chiede al management di Aster, come anche a quello di Amiu.

    D’altronde, come sottolinea Crivello, «le criticità sono principalmente legate alla sostenibilità economica di nuovi investimenti e ai finanziamenti che ne possono derivare. Basti pensare che una volta sui lavori pubblici si ragionava su un arco di tre anni. Adesso, pur dovendo lavorare sullo stesso orizzonte temporale, non sappiamo neppure che cosa succederà tra tre mesi».

     

    Gli interventi straordinari di Aster

    lavori-cantiereMa torniamo agli interventi straordinari che Aster ha fin qui realizzato o previsto di realizzare nel 2013. Si tratta, come detto, di tutti quei lavori di asfaltatura, ripristino marciapiedi, sistemazione dell’illuminazione e del verde pubblici che non possono essere preventivati in sede di bilancio, anche se ogni anno le cifre stanziate non sono mai troppo dissimili tra loro (eccezion fatta per il famoso piano straordinario voluto dalla Vincenzi che nel solo 2010 aveva accantonato 20 milioni di euro). Anche quest’anno, naturalmente, la fanno da padrone le sistemazioni del manto stradale e dei marciapiedi. Degli oltre 9 milioni di euro per cui il Comune di Genova è dovuto ricorrere alle banche, infatti, ben 7,7 milioni riguardano questo capitolo, sulla base delle segnalazioni di priorità giunte dai Municipi. La media di spesa per le 9 circoscrizioni si aggira intorno ai 300 mila euro, con gli estremi di 283 mila per il Ponente e di 317 mila per il Medio Levante. A questi vanno aggiunti circa 3,5 milioni di euro principalmente per asfaltature eccezionali di rilevanza cittadina (2,7 milioni di euro) e manutenzione dei rivi (360 mila euro).

    La restante parte di mutuo, pari a 1,4 milioni, sarà, invece, destinata alla copertura degli interventi sull’illuminazione pubblica. Qui, le spese municipali si aggirano attorno ai 10 mila euro per delegazione, con il picco dei 13 mila del Municipio Ponente, che va così a bilanciare le quote minori sul settore strade, mentre un altro milione di euro è destinato a interventi riguardanti l’intero territorio cittadino.

    Di particolare interesse anche i lavori per la sistemazione del verde pubblico e dell’arredo urbano, per un totale di 2,5 milioni di euro. Nei Municipi si è trattato soprattutto di potature e riordini vegetazionali, per importi che variano dai circa 69 mila euro della Media Val Bisagno ai 110 mila del Centro Est, mentre a livello cittadino più globale sono stati investiti altri 1,3 milioni di euro, di cui 370 mila destinati ai parchi e alle ville storiche (75 mila euro per Villa Pallavicini, 20 mila per il Parco urbano delle Mura, 10 mila per Staglieno).

    Da citare, infine, l’ultimo capitolo di interventi straordinari che riguarda i 733 mila euro spesi per la segnaletica stradale sia orizzontale che verticale.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Terzo Valico, Val Polcevera: uno sportello informativo sui lavori

    Terzo Valico, Val Polcevera: uno sportello informativo sui lavori

    terzo valico trasta3Dopo l’amara sorpresa del campo base di Bolzaneto, trasformatosi sotto silenzio in deposito di materiali inerti e il caso degli espropri minacciati ma immediatamente sospesi anche per l’intervento del Comune – nella persona del vicesindaco Stefano Bernini – sentitosi scavalcato, per l’ennesima volta, dalle modalità interventiste del Cociv (general contractor dell’opera), adesso il gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Val Polcevera presenta una mozione per chiedere al Municipio di sollecitare l’apertura di uno sportello sul territorio, dedicato a fornire ai cittadini informazioni corrette e puntuali sui lavori del Terzo Valico.

    Intanto il 9 novembre scorso lungo le strade di Pontedecimo e San Quirico (con visita al cantiere dietro il Mercato dei Fiori), circa un migliaio di persone hanno manifestato il proprio dissenso alla realizzazione dell’opera, un evento che ha confermato ancora una volta, indipendentemente dalle opinioni, il ruolo determinante della cittadinanza della Val Polcevera nel cammino che porterà alla grande opera ferroviaria.

    «Considerato che i cittadini coinvolti direttamente o indirettamente nei lavori di quest’opera sono costretti a sopportare i disagi ad essi relativi – si legge nel documento presentato dal M5S – molto spesso non riescono neanche ad avere informazioni precise su lavori in esecuzione, modalità di realizzazione/tempistiche e questo può causare una degenerazione del dissenso ed avere effetti negativi sulla fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni pubbliche».

    Il documento impegna il Presidente e la Giunta municipale «affinché si attivi a livello comunale per garantire l’apertura di uno sportello informativo in cui i cittadini possano ricevere, da parte della pubblica amministrazione comunale, con il supporto e la presenza di personale qualificato di Cociv, general contractor dell’opera, informazioni precise e chiare sull’opera e conoscere con congruo preavviso le tempistiche degli interventi previsti, specie quelli che potranno avere impatti sulle abitudini di vita dei cittadini (scavi, demolizioni, modifiche alla viabilità, ecc.)».

    Il punto informativo, secondo i consiglieri del M5S, dovrebbe essere realizzato al più presto, possibilmente in spazi comunali sul territorio della Val Polcevera, resi disponibili a tale scopo.

     

    Matteo Quadrone

  • Questa zebra non è un asino, prima nazionale al teatro dell’Archivolto

    Questa zebra non è un asino, prima nazionale al teatro dell’Archivolto

    teatro-archivolto-2Il nuovo spettacolo dell’attore, regista, autore di letteratura per l’infanzia Giorgio Scaramuzzino Questa zebra non è un asino è un omaggio alla convenzione ONU per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e non è un caso che la prima ufficiale dello show sia in programma il 20 novembre, giornata in cui si celebra l’anniversario della sopraccitata convenzione che ha riconosciuto per la prima volta i bambini come soggetti attivi a cui devono essere riconosciuti una serie specifica di diritti: dal diritto allo studio al diritto al gioco, dal diritto alla nazionalità al diritto alla salute.

    Il 19, 20 e 21 novembre lo spettacolo verrà rappresentato la mattina alle ore 10.30 per le scuole all’interno della rassegna Archivolto per la scuola (prenotazione obbligatoria, 010.6592.216/214).

    TRAMA

    Il protagonista Talal ha otto anni e vive nella striscia di Gaza, o per meglio dire sopravvive in quella che è ormai una terra devastata, dove manca tutto, le scuole, il cibo, l’acqua potabile. Ma resiste la speranza di un futuro migliore. Talal studia come può, si muove tra i check-point per cercare di vendere la plastica che raccoglie in giro, lavora nei campi per portare qualche soldo nella famiglia decimata dalla guerra, gioca con i compagni a riconoscere gli aerei a occhi chiusi dal rombo. Il massimo della felicità è quando riesce ad andare in un vecchio e malridotto zoo ad ammirare una zebra, a cui si è molto affezionato, e ad ascoltare i divertenti racconti del guardiano Nidal. Finché l’ennesimo bombardamento si porta via anche l’amica a strisce bianconere. Per evitare al bambino il dolore della perdita, Nidal ha la geniale idea di dipingere un asino come una zebra, così come fece realmente nel 2009 il direttore dello zoo di Gaza (le foto di due asini “truccati” da zebra all’epoca fecero il giro del mondo).
    Alle vicende di Talal fanno da contrappunto gli articoli della Convenzione ONU per i Diritti dell’Infanzia, letti direttamente dai bambini grazie a un gioco teatrale.

     

  • Ciocofantasy: manifestazione dedicata al cioccolato a Villa Bombrini

    Ciocofantasy: manifestazione dedicata al cioccolato a Villa Bombrini

    Pane e cioccolatoSabato 16 e domenica 17 novembre la Pro Loco di Cornigliano organizza presso Villa Bombrini la quarta edizione di Ciocofantasy, evento dedicato al cioccolato con degustazioni, vendita di prodotti, stand gastronomici, spettacoli per grandi e piccini, concerti e laboratori.

    Ecco nel dettaglio il programma dell’evento.

    Sabato 16 novembre

    -Ore 10 Apertura stands nel Salone delle feste con degustazione e vendita prodotti in cioccolato di alta qualità fino alle ore 23 e apertura bar ristoro con le famose focaccette di Voltri farcite alla crema di Novi

    -Ore 15/19 Nella sala Solimena a cura di Ago il Mago, spettacoli di magia per bambini e famiglie. Lo spettacolo verrà ripetuto più volte nel pomeriggio. Nel parco e nella villa intrattenimento e giochi di prestigio con I prestigiatori del Club Lanterna Magica di Genova e del Magic Team Savona; sonate di violino a cura dei gemelli Cossu; truccabimbi magico di Ci Pa Da.

    -Ore 15 Inizio laboratorio interattivo con abili maestri cioccolatieri che eseguiranno sculture in tema magico che terminerà domenica.

    -Ore 21.30 Il Mago della TV Gabriele Gentile, Mago da Legare, presenta il Gran galà della magia con la partecipazione di Alex Rivetti, Adriano, Ago il Mago e Manuel.

     

    Domenica 17 novembre

    -Ore 10 Apertura stands nel Salone delle feste con degustazione e vendita prodotti in cioccolato di alta qualità fino alle ore 20 e apertura bar ristoro con le famose focaccette di Voltri farcite alla crema di Novi

    -Ore 15/19 Nella sala Solimena a cura di Ago il Mago, spettacoli di magia per bambini e famiglie. Lo spettacolo verrà ripetuto più volte nel pomeriggio. Nel parco e nella villa intrattenimento e giochi di prestigio con i prestigiatori del Club Lanterna Magica di Genova e del Magic Team Savona. Truccabimbi magico di Ci Pa Da

    -Ore 15 Prosecuzione laboratorio interattivo dei maestri cioccolatieri che terminerà alle ore 19 con premiazione e sorteggio tra i presenti delle sculture eseguite.

    Per tutta la durata della manifestazione maghi, prestigiatori e musicisti renderanno piacevole il soggiorno dei visitatori. Un biglietto numerato, che concorrerà all’estrazione di sculture di cioccolata, verrà distribuito gratuitamente agli intervenuti che effettueranno almeno un acquisto.

    Ingresso e parcheggio liberi.

  • Amiu: il quadro delle attività e il bilancio sulla raccolta differenziata

    Amiu: il quadro delle attività e il bilancio sulla raccolta differenziata

    RifiutiIl giorno della verità si avvicina. Martedì prossimo il Consiglio comunale tornerà nuovamente a discutere sulla delibera impropriamente detta delle “privatizzazioni delle società partecipate”. Da mesi ormai si parla tanto, e quasi esclusivamente, di Amt, la cui situazione è senza dubbio la più critica. Ma il tanto contestato documento riguarda anche il futuro delle altre due principali municipalizzate del Comune di Genova: Amiu e Aster. È per questo che Era Superba ha deciso di approfondire lo stato di salute di queste altre due società nell’occhio del ciclone, da un punto di vista troppo spesso dimenticato, ovvero quello dell’attività quotidianamente realizzata.

    Oggi ci occupiamo di Amiu che, come tiene a sottolineare l’assessore all’Ambiente Valeria Garotta, «è un’azienda assolutamente sana. È vero che andiamo un po’ lenti verso il raggiungimento di quel 65% di raccolta differenziata previsto per legge, e che tuttavia potrebbe essere derogato dalla prossima legge di stabilità. Ma a monte è stata fatta una scelta politica di qualità per provare a razionalizzare al massimo le risorse interne. La raccolta differenziata, insomma, è sostanzialmente realizzata tutta con personale Amiu, recuperando operatori dal ciclo dell’indifferenziato, senza appaltare il servizio a terzi e senza procedere a nuove assunzioni per non sforare il patto di stabilità».

    Gli ultimi dati ufficiali risalenti al 2012 dicono che a Genova la raccolta differenziata si attesta intorno al 33,2%. In realtà, cifre ufficiose parlano già del superamento dello scoglio del 35% nel corso del 2013. Per averne conferma, tuttavia, si dovrà attendere la certificazione annuale della Regione.

    «Per raggiungere gli obiettivi di legge – prosegue Garotta – è necessario che anche i genovesi ci diano una mano perché, se chi ha sotto casa i cassonetti per carta, plastica e vetro continua a gettare tutti i rifiuti nei contenitori verdi, diventa difficile fare sostanziali passi in avanti. Il cittadino deve collaborare attivamente, essere sensibilizzato e coinvolto direttamente. E non bisogna neppure dimenticare la sanzionabilità dei comportamenti scorretti, perché fare la raccolta differenziata non è un optional ma un obbligo».

     

     Cassonetti intelligenti, un primo bilancio

    Amiu, comunque, sta testando diverse strade sulla via del progresso che, in alcuni casi, danno risultati piuttosto soddisfacenti, come accade con la sperimentazione dei cassonetti elettronici intelligenti, mutuati da quanto già provato in diverse città dell’Emilia-Romagna e a Mestre. Nei primi tre mesi di sfruttamento dei contenitori per l’indifferenziata usufruibili solo con la chiave elettronica data in dotazione a ogni famiglia, i quartieri di Quarto Alto e Colle degli Ometti sono diventate le prime due zone del Levante genovese a soddisfare i parametri di legge, passando dal 37 al 70 per cento di raccolta differenziata.

    Positivi anche i primi riscontri arrivati dal Biscione, dove la sperimentazione tecnologica ha riguardato i raccoglitori dell’umido e nel giro di un mese ha prodotto un aumento di venti punti percentuali della differenziata (dal 18% al 38%).

    «Naturalmente – spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Genova – l’insediamento del nuovo sistema è stato preceduto da una sensibilizzazione capillare del territorio, casa per casa, svolta direttamente da Amiu. Il concetto vincente, infatti, è quello che il cittadino deve sentirsi controllato e motivato a non sgarrare». Per questo motivo, dopo una prima fase di presidio rispetto ai comportamenti scorretti, adesso si passerà anche alle sanzioni.

    Intanto, entro la metà 2014 i cassonetti intelligenti potrebbero trovare spazio anche nel Ponente cittadino, coinvolgendo un bacino d’utenza sempre maggiore ma già ampiamente educato alla raccolta differenziata.

    «Quello dei cassonetti intelligenti – spiega Garotta – è un sistema che si innesta perfettamente nel modello aziendale di Amiu e consente in poco tempo di raggiungere percentuali del tutto simili al porta a porta. Tra l’altro, se il porta a porta potrebbe comportare qualche disagio per i cittadini, legati ad esempio ai giorni e agli orari di raccolta, con il sistema delle calotte intelligenti sostanzialmente posso conferire i rifiuti quando voglio e ne ho necessità».

     

    La raccolta dell’organico: solo un costo per Amiu

    ex-fonderie-ansaldo-deposito-amiuL’ossatura del piano cittadino per lo sviluppo della raccolta differenziata è basato sulla raccolta di prossimità. Tutto il territorio comunale è da tempo interessato a una complessiva riorganizzazione dei cassonetti, attraverso la sostituzione delle postazioni dell’indifferenziato con i bidoni per vetro, carta e cartone, plastica e banda stagnata e organico.

    «In una prima fase – racconta l’assessore Garotta – si procede soprattutto con il differenziato secco (plastica e banda stagnata, carta e cartone vetro) che ha un discreto valore commerciale per il suo riutilizzo. La raccolta dell’organico, invece, viene inserita solo in un secondo momento, in maniera molto più graduale, perché al momento rappresenta solo un costo per Amiu e per l’amministrazione comunale». Da quando è stato chiuso l’impianto della Val Varenna, sul territorio comunale non esiste più alcune struttura in grado di trattare i rifiuti organici. Per questo motivo, tutto il contenuto dei cassonetti marroni viene attualmente conferito in provincia di Alessandria, a un costo non indifferente di circa 100 euro a tonnellata.

    Sono 150 mila i genovesi intercettati anche da questa tipologia di raccolta differenziata e si concentrano principalmente a Ponente, proprio perché all’inizio di questa sperimentazione potevano usufruire del impianto di compostaggio della Val Varenna, che comunque trattava solo 9 mila tonnellate all’anno.

    Da parecchio tempo si parla della possibilità di dotare il nostro territorio di due nuove strutture, una per l’umido domestico, l’altra per l’organico residuale proveniente dalla raccolta dell’indifferenziato. Ma i progetti sono sostanzialmente fermi in attesa che la Regione licenzi in nuovo Piano dei rifiuti per tutta la Liguria.

     

    Rifiuti commerciali: raccolta basata sul porta a porta

    amiu-raccolta-cartoniIl sistema genovese per quanto riguardo la raccolta differenziata del settore commerciale si basa sostanzialmente sul “porta a porta”. Imballaggi e umido vengono ritirati in prossimità dei punti vendita di ortofrutta, mercati, alberghi e ristoranti, e nel centro storico. Un servizio a domicilio innanzitutto necessario per la produzione ingente di rifiuti rispetto ai privati e per l’impossibilità di collocare cinque o sei cassonetti nei pressi di ogni attività commerciale, ma nondimeno importante per la maggiore qualità e valore economico del materiale riciclabile rispetto ai rifiuti domestici.

    Dal punto di vista dei rifiuti commerciali, molta attenzione viene posta nei confronti della raccolta del cartone. Da lunedì prossimo, ad esempio, sulla scorta di quanto già sperimentato a partire dallo scorso giugno per 226 esercizi commerciali di Sestri Ponente, 119 negozi di via Rolando (Sampierdarena) e strade limitrofe saranno coinvolti nella raccolta giornaliera “porta a porta” del cartone. «Per diminuire il volume dei rifiuti e ottimizzare la raccolta – spiegano da Amiu – il cartone dovrà essere consegnato schiacciato e senza residui di imballaggi di plastica, cellophane o polistirolo». Il materiale raccolto sarà poi conferito interamente all’apposito impianto di riciclaggio di via Sardorella, che consente anche di separare la carta tradizionale dal cartone, e da qui inizierà una nuova vita con il ritorno alle cartiere.

    Questo servizio si affianca a quanto già previsto da un’ordinanza sindacale per gli esercizi commerciali del centro cittadino, che dalle 19 alle 20 possono quotidianamente lasciare i cartoni affianco ai bidoni della raccolta indifferenziata.

     

    Rifiuti ingombranti

    Uno dei servizi che storicamente attira maggiormente l’attenzione dei cittadini è quello che riguarda lo smaltimento dei rifiuti ingombranti, ovvero elettrodomestici, mobili e altri oggetti voluminosi. In questo caso sono tre le alternative per i genovesi: il conferimento diretto alle isole ecologiche, con la possibilità di usufruire di uno sconto sulla bolletta della Tares; lo sfruttamento di Ecocar e Ecovan; o la prenotazione del servizio a domicilio, con un prezzo medio di 8,20 euro a pezzo, ad eccezione dei Municpi Valpolcevera e Centro Ovest in cui il ritiro avviene gratuitamente nel portone di casa.

    Per chi sgarra e si affida alle spiacevoli pratiche di utilizzare la classiche discariche abusive o conferire tutto a fianco ai cassonetti dell’indifferenziata, sono previste multe dai 50 ai 600 euro a pezzo.

     

    Bonifica delle spiagge

    Tra le pratiche virtuose messe in campo ultimamente da Amiu, curiosa è quella che riguarda la pulizia di alcune spiagge del litorale genovese. Nelle ultime settimane, infatti, a causa delle impetuose mareggiate che hanno portato a riva rifiuti provenienti un po’ da tutta la Liguria e non solo, è stata realizzata la bonifica di Boccadasse, Vernazzola e Sturla.

     

    La fabbrica del riciclo

    Menzione finale per un progetto che sta molto a cuore ad Amiu e che punta alla rivalorizzazione di mobili e oggetti usati. Si tratta della Fabbrica del riciclo che si occupa di recuperare i rifiuti ingombranti smaltiti dai genovesi ma che possono avere una nuova vita. Il ricavato delle ri-vendite viene interamente devoluto all’Unicef per aiutare a combattere la piaga dell’Aids.

    Sulla stessa scorta si colloca anche il progetto Rigenerae, una mostra mercato pre-natalizia di oggetti provenienti dalla spazzatura e trasformati in arredi e oggetti di design, allestita in vico Angeli da martedì a sabato, fino al 24 dicembre. Melina Riccio sembra aver fatto scuola.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Compagnie telefoniche: pratiche aggressive per il recupero crediti

    Compagnie telefoniche: pratiche aggressive per il recupero crediti

    TelefoniMia madre lavorava in quell’azienda che all’epoca si chiamava SIP. Ho ancora fresco e vivo il ricordo di quei bei telefoni vintage che oggi mi piace collezionare. Ed è proprio vero che dell’acqua che non vuoi bere anneghi… Difatti, le problematiche legate alla telefonia sono divenute una delle principali attività di questa rubrica. Tanto da farmi dimenticare la bellezza dei telefoni di una volta.

    Questa settimana debbo parlarvi di come certe problematiche vengano da talune aziende telefoniche mal gestite. Al di là del merito, ovvero della giustezza o meno di una bolletta, ritengo rimarcare come un utente sia comunque un cliente e, per ciò stesso, vada rispettato. Mi spiego meglio: molte persone ci scrivono dopo avere ricevuto dal gestore  bollette ritenute errate e quindi prontamente contestate. Orbene, queste persone vengono spesso contattate dal personale dell’azienda con minacce a saldare gli insoluti (soprattutto quando non sono dovuti).

    Voi fate le vostre rimostranze e, dall’altra parte del filo, la voce si altera ed inizia a trattarvi in malo modo… Altre volte l’utente viene minacciato di subire azioni legali con aggravi di spese… Insomma, l’obiettivo è quello di spaventare il cliente. E, quando ciò accade a persone di una certa età, queste ultime si allarmano e – magari – finiscono per pagare somme non dovute.

    Un consiglio: se ricevete questo tipo di telefonata, chiedete nome e cognome di chi vi sta chiamando e poi sporgete reclamo alla sede legale dell’azienda specificando il nominativo in questione. Nel caso riceviate minacce particolarmente insistite, come ahimè talvolta accade, siete autorizzati a sporgere querela presso l’Autorità competente.

    Segnaliamo anche vari casi in cui l’azienda, dopo avere ricevuto regolare disdetta da un utente, risponde – guarda caso – che la disdetta non è stata inviata correttamente. Ma il motivo non è dato sapere…

    Qual è la morale? Che le grandi aziende fanno quello che vogliono, tanto su cento casi di truffe e raggiri solo un paio al massimo finiscono in tribunale, e gli altri a tarallucci e vino.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

     

    [foto di Alberto Marubbi]

  • Politica, scienza, media: non mi fido. Complottismo? No, fase di transizione

    Politica, scienza, media: non mi fido. Complottismo? No, fase di transizione

    decrescitaPiù volte su questa rubrica mi sono ritrovato a spiegare che le cose non stanno come generalmente si crede: è capitato a proposito della moneta unica, del problema della stabilità politica, del valore di certe icone liberal dell’informazione, dell’operato del Presidente della Repubblica e dell’infallibile sistema tedesco. C’è un’idea, però, su cui più di altre mi sono concentrato: la pretesa che esista un sapere economico univoco, ben noto ai nostri “policy maker” e padroneggiato con sicurezza dai tecnici.

    Da “non-economista” ho fatto varie incursioni (imposte dalla violenza della crisi) in questo campo impervio: mi hanno restituito un panorama molto più variegato e un dibattito molto più acceso di quello che il grande pubblico normalmente pensa. Ho provato così a richiamare l’attenzione sul fatto che molte voci importanti da noi erano sostanzialmente ignorate, che i termini del dibattito pubblico stavano mutando spacciando una tesi economica relativa per una verità politica assoluta e che, più in generale, esistono visioni alternative.

    Su tutti questi punti sarebbe stato interessante avere un confronto nel merito; cosa che mi avrebbe permesso, tra l’altro, di correggere imprecisioni ed errori che sicuramente non sarò riuscito ad evitare: purtroppo però, salvo rarissimi casi, ciò non è stato possibile. La logica dominante è quella di giudicare un prodotto dalla scatola: pochi si abbassano a leggere l’etichetta, quasi nessuno apre la confezione. Così ci si riduce a discutere con quelli che: “io sono per rimanere nell’euro, perché il mondo va verso l’unificazione” (per inciso, un saluto affettuoso al caro amico autore di questa brillante riflessione).

    Tuttavia rimane un’obiezione che, pur senza entrare nel merito, mantiene un certo peso: se davvero le cose non stanno come crede la maggior parte, come si spiega l’ignoranza nella quale sono tenute le persone?

     

    La politica, l’informazione, la scienza economica: ci possiamo fidare?

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    In effetti è strano. Dopotutto siamo ancora in democrazia! Si possono ascoltare un sacco di voci e pareri diversi; e ciascuno di noi, se vuole, può farsi un’opinione sensata. In politica l’alta conflittualità e l’ambizione personale, se non altro, spingono i vari leader a ricercarsi una nicchia elettorale: è difficile, dunque, che forti interessi rimangano senza alcuna rappresentanza. Anche nel mondo dell’informazione c’è molta offerta: per cui, benché la maggior parte dei giornalisti scrivano quello che vogliono i loro editori, è difficile che non esista neppure un luogo dove si possano raccontare le cose come stanno. Infine la scienza fa volare gli aerei e fa girare le particelle a Ginevra: pertanto dobbiamo avere fiducia che, se la comunità scientifica è in sostanziale accordo su una cosa, quella cosa sia vera.

    Certo, occasionalmente al pubblico potrà essere restituita qualche menzogna, soprattutto laddove s’incontrano ricchi tycoon come Berlusconi che monopolizzano le TV; ma tolto questo, come è possibile che il sistema politico, mediatico e scientifico in blocco e per un periodo prolungato ci propini informazioni false? A meno che non ci sia un complotto.

    E così siamo arrivati al punto: nella testa di molti chi contesta radicalmente l’opinione corrente è in fondo un complottista, perché il sistema ha molti difetti – è vero – ma è plurale e democratico; per cui non ci possono essere verità palesi su cui la maggioranza è tenuta all’oscuro.

    In realtà questa rassicurante immagine di “società del progresso” – in cui la collettività dispone di tutti i mezzi necessari e alla fine prenderemo sempre la decisione democraticamente più giusta… – è come minimo ingenua. Ho fatto cenno alla politica, all’informazione e alla scienza perché sono i veicoli che concorrono alla formazione del nostro sistema di valori (ci sarebbe anche la scuola e il mondo della cultura, ma per non complicare il discorso teniamoli da parte). Le nostre opinioni dipendono, dunque, non solo da noi, ma anche da quello che sentiamo dire ogni giorno da queste categorie di persone: politici, giornalisti e esperti di varie discipline. Ebbene: ci possiamo fidare?

    Dei cosiddetti “rappresentanti del popolo” non occorre discutere molto: stiamo parlando di quello che nell’immaginario collettivo è il principale colpevole della crisi; per cui non mi occorre sprecare fiato per convincervi della scarsa affidabilità di questa classe politica. Un po’ più di fiducia si tende a riporre, invece, nel mondo dell’informazione: ma sono pochi quelli che mantengono ancora un certo credito; e non ci vorrà molto perché tutti si rendano conto che anche i vari Ballarò e Servizio Pubblico non stanno restituendo l’informazione che servirebbe in questo momento.

    Arriviamo così alla scienza; e dal momento che il problema è la crisi economica, parliamo della scienza economica. Ecco, magari non ci fidiamo degli economisti e delle università di casa nostra, ma sicuramente abbiamo fiducia negli economisti internazionali: se questi esperti sono concordi su qualcosa, almeno di questa cosa non avrà senso dubitare… giusto? Purtroppo non è così facile.

    Il Guardian ha raccolto la denuncia di un’associazione studentesca dell’Università di Manchester secondo cui le facoltà di economia del Regno Unito sono tuttora rigorosamente allineate sulle posizioni del pensiero neoclassico, lo stesso che prima non ha saputo prevedere la crisi e poi non ha saputo spiegarla. L’Economist, dal canto suo, ha puntato il dito sulla scarsa qualità della ricerca scientifica internazionale, lamentando sia scarse verifiche sui risultati degli studi pubblicati (ricordate il caso Reinhart e Rogoff?), sia un’esasperata competizione che non premia l’originalità, ma spinge al conformismo. Insomma: ce n’è abbastanza anche qui per non prendere tutto come oro colato.

    Direte voi: ma se non possiamo fidarci di nessuno, che facciamo? Buttiamo a mare tutto il sistema? Assolutamente no. Il rivoluzionario, in fin dei conti, è anch’egli un nostalgico di quel mito della “società del progresso” cui accennavo poco sopra: avendo constatato che non si sta realizzando, ne attribuisce la colpa all’umanità corrotta, al profitto, al denaro, alla proprietà privata, eccetera. La realtà è un’altra, e in fin dei conti è anche più semplice: siamo in fase di transizione.

    Le società e i loro valori di riferimento non permangono sempre identici, ma sono dinamici: mutano, si correggono e auspicabilmente si evolvono; e di solito questo avviene in corrispondenza di grandi crisi come quella che stiamo vivendo. Così la rappresentanza politica è chiamata a ridefinirsi, il mondo dell’informazione a ripensarsi e anche le teorie economiche conosceranno maggiore o minore fortuna, a seconda di quello che l’esperienza via via ci insegnerà.

    Chiaramente questo processo è ancora all’inizio; tuttavia è proprio in fasi come queste, quando tutto si rimette in discussione, che le maggioranze tendono ad arrivare in ritardo sul cambiamento: perché è la parte più restia ad abbandonare quello in cui credeva prima.

     

    Andrea Giannini

    [illustrazione di Valentina Sciutti]

  • Cannabis e droghe chimiche: prevenzione rischi e riduzione danni

    Cannabis e droghe chimiche: prevenzione rischi e riduzione danni

    Cannabis, Marijuana, HashishIl collettivo TDN da tempo rappresenta una realtà consolidata del Lagaccio che collabora attivamente con le associazioni di quartiere in tutti i progetti di partecipazione dei cittadini, vedi il recente “Voglio la Gavoglio”. Talvolta, però, la sola presenza del TDN suscita fastidio, probabilmente dovuto al fatto che il collettivo rivendica apertamente il proprio percorso politico antiproibizionista, non improvvisato e neppure volto ad un semplice uso personale delle sostanze psicoattive, bensì con l’intento di contribuire a scardinare la legislatura repressiva e criminogena che affligge il Paese.

    La mattina del 24 ottobre scorso al centro sociale Terra Di Nessuno hanno fatto visita i reparti Digos e Antidroga, muniti di mandato di perquisizione per accertare l’esistenza di piante di canapa, trovandone e sequestrandone alcune. «La segnalazione viene da chi, troppo ottuso per comprendere o almeno discutere faccia a faccia, preferisce gridare insulti da lontano e diffondere odio – replicano i componenti del TDN – Noi comunque siamo tranquilli e ribadiamo la nostra posizione: sono anni che auto-produciamo canapa allo scopo di informare i consumatori e soprattutto di sostenere concretamente i pazienti che hanno necessità di curarsi con questa pianta ma spesso si vedono negare il diritto a questa possibilità (cancro, sclerosi multipla, epilessia e HIV, solo per citare qualche patologia). Siamo in contatto con dei malati e intendiamo offrire loro un’opportunità alternativa a costo zero – spiegano – Inoltre, portiamo avanti progetti contro lo spaccio e l’abuso di sostanze stupefacenti tra i giovani, essendo tra le poche realtà in Italia che si pongono il problema dell’informazione, prevenzione e riduzione del danno e non esclusivamente della repressione cieca».

    Un processo di autoconsapevolezza dal basso, così lo chiamano, che ha portato il centro sociale TDN a confrontarsi periodicamente con riconosciute realtà italiane (Sert, comunità di S. Benedetto al Porto) e internazionali – istituzionali e non – di Spagna, Belgio, Francia, Austria, ecc., per ampliare riflessione e consapevolezza. «Abbiamo organizzato numerosi incontri culturali e informativi per contribuire allo sviluppo di un vero dibattito su questi temi anche a Genova – raccontano – in risposta all’interpretazione colpevolmente superficiale che tutti i giorni giornali e tv propagandano a gran voce, peggiorando di fatto la realtà del consumo di droghe».

    Insomma, è arrivato il momento di diffondere ad ampio raggio le esperienze antiproibizioniste e le pratiche di prevenzione dei rischi e riduzione del danno: «Chiediamo a tutte le persone che a vario titolo, come consumatori abituali o meno, pazienti, frequentatori di luoghi in cui si fa uso di sostanze psicoattive, di impegnarsi in tal senso – afferma Giovanni del TDN – Noi siamo partiti ponendoci delle semplici domande, ad esempio cosa succede quando un/a ragazzo/a usa le droghe? E come incide questo uso sulle loro vite? Così da un anno a questa parte stiamo provando, sulla scia degli esempi italiani più virtuosi, ovvero Bologna (Lab Alchemica-Livello 57) e Torino (infoshock-csoa Gabrio), a sviluppare interventi di informazione e riduzione del danno che riguardano in particolare le droghe chimiche, oggi quelle maggiormente utilizzate dai consumatori, spesso giovanissimi/e».

    L’esperienza di Genova

    Panoramica di Lagaccio e OreginaNegli ultimi tempi – anche a seguito della grande diffusione di free party e raves auto-organizzati – il principale fenomeno a cui occorre dare risposte è relativo al consumo e all’abuso di sostanze psicoattive sintetiche. «Ci siamo accorti che tra i giovani frequentatori del centro sociale sono in aumento i consumatori occasionali di droghe chimiche – racconta Giovanni – Di conseguenza, durante le serate di musica elettronica che abitualmente organizziamo, abbiamo pensato di realizzare un servizio di informazione e prevenzione».
    Al TDN, infatti, è possibile trovare un info-point – sempre aperto in occasione di eventi – che distribuisce materiali informativi sulle sostanze stupefacenti e psicotrope (redatti dall’Osservatorio Antipro di Pisa) e fornisce consigli ai frequentatori del centro. Ma la novità più importante, almeno per quanto riguarda Genova, è stata la creazione delle zone Chill-out, ovvero degli spazi di decompressione destinati al relax delle persone, oltre ad un punto di primo soccorso.

    Oggi, tra le problematiche più evidenti emerge sicuramente il poli-consumo irresponsabile «La causa principale è proprio la comune ignoranza in merito all’effetto delle sostanze e alle loro controindicazioni quando vengono utilizzate simultaneamente – spiega Giovanni – L’abuso, invece, è probabilmente legato alla sempre minore età dei consumatori».

    Il progetto del centro sociale TDN procede da circa un anno e finora, pur tra molte difficoltà «Possiamo affermare che un primo positivo passaggio di comunicazione e informazione si è verificato – continua Giovanni – Noi pensiamo che sia fondamentale mettere a disposizione un luogo dove si possa svolgere un evento in totale sicurezza. È una questione di responsabilità che vogliamo trasmettere a tutti i frequentatori. Seppur lentamente il pubblico inizia a recepire la nostra azione. Certo, è particolarmente arduo confrontarsi con giovanissimi, talvolta in stato di alterazione. Ma questa è una pratica orizzontale che dunque ci avvicina l’uno all’altro. Noi non siamo operatori specializzati e stiamo facendo formazione proprio per imparare al meglio le metodologie di intervento. L’obiettivo è quello di coinvolgere il maggior numero possibile di utenti in un processo di crescita collettivo. L’assunto di base è che le droghe esistono ed è inutile demonizzarle o addirittura non parlare di esse, lasciandole avvolte in un alone di mistero. Secondo noi, invece, è molto più utile provare a conoscerle nel dettaglio. Ciò significa diventare consumatori critici e consapevoli, senza esporsi ad ulteriori pericolosi rischi sanitari. Sotto questo aspetto la nostra cultura, soprattutto per colpa del proibizionismo imperante, è sotto zero».

    Un “lavoro sporco”, si potrebbe definire, che qualcuno deve pur fare. «Adesso pensiamo di sviluppare l’analisi delle sostanze psicoattive – spiega Giovanni – allo scopo di testarne la qualità e tutelare la salute dei consumatori di fronte alla presenza di eventuali adulterazioni. Si tratta di una pratica di prevenzione dei rischi che in Italia è al limite della legalità».
    Nonostante ciò, la longeva esperienza del Lab57-Alchemica di Bologna – riconosciuta positivamente dalle istituzioni almeno nella sua fase iniziale – incoraggia il TDN nel provare ad intraprendere questa strada.

    L’esperienza di Bologna

    imageAlchemica è un’Associazione di Promozione Sociale nata nel novembre 2007 dall’esperienza ultradecennale del progetto Lab57 che a sua volta è scaturito dal lavoro svolto dallo storico centro sociale bolognese Livello57, uno spazio di incontro, informazione, studio e ricerca sulle nuove droghe, attività culturali, luogo di divertimento e di impegno politico – al pari di tante altre realtà simili in Italia – chiuso nel 2006 per accuse di incoraggiamento all’uso di sostanze psicoattive e favoreggiamento dello spaccio. «Accuse in seguito rivelatesi infondate – racconta Max del Lab57-Alchemica – il procedimento giudiziario ha chiarito i fatti ed ha stabilito la nostra completa estraneità». Comunque sia, l’eredità culturale del Livello57 è stata raccolta da Alchemica-Laboratorio Antiproibizionistico Bolognese, consentendo così la sopravvivenza del progetto Lab57-Alchemica che tuttora continua a fornire supporto informativo, ascolto psicologico e punto di primo soccorso per evitare le conseguenze provocate dall’abuso di sostanze psicoattive, legali e non, o più in generale causate da comportamenti di vita a rischio.
    Lab57 non condanna né incoraggia in nessun modo l’ uso di sostanze psicoattive, ma si impegna da sempre nella libera ricerca di informazioni affidabili e non pregiudiziali in quanto ritiene che solo un uso consapevole possa prevenire i rischi, ridurre i danni e contenere gli abusi, stimolando lo sviluppo di una coscienza critica rispetto alle scelte di vita e di gestione del proprio tempo.

    Le attività principali del progetto sono: creazione e distribuzione di materiali informativi specifici e dettagliati sulle sostanze psicoattive – legali e illegali – di più largo consumo nei contesti giovanili (descrizione, effetti, controindicazioni, indicazioni legali); costruzione di zone Chill-out, vale a dire zone di decompressione e allestimenti multimediali per rilassarsi dopo ore di ballo sfrenato e consumo di sostanze, dove è possibile godere dell’assistenza diretta degli operatori presenti nell’area del free party e sono disponibili gratuitamente bevande analcoliche e cibi energetici. Tutto ciò denota una particolare attenzione al benessere di corpi e menti con la consapevolezza che – al di là delle libere scelte dei singoli – il consumo di sostanze psicoattive deve essere comunque auto-regolato.
    Altro elemento significativo è il monitoraggio delle sostanze tramite test rapido, con la creazione di un database statistico-relazionale.
    Ma la caratteristica peculiare che connota il personale del Lab57-Alchemica è la preparazione nel primo soccorso e negli interventi sul campo specializzati nel trattamento di overdose, mix pericolosi e abusi di sostanze psicotrope durante grandi eventi, festival legali, street parades, free party e raves auto-organizzati.
    Infine, risulta fondamentale l’opera di informazione, prevenzione e riduzione del danno, svolta dal Punto di ascolto e presso scuole, centri giovanili, conferenze pubbliche istituzionali e momenti di formazione per operatori specifici.

    imageInizialmente il progetto ha goduto del sostegno della Regione Emilia Romagna e di un primo finanziamento dell’Asl bolognese nel 2000-2001. Nel frattempo – grazie alla fertile collaborazione quasi sempre gratuita di medici, tossicologi, psicologi, etnobotanici, chimici, storici, ecc. – il Lab57 ha contribuito alla creazione del Coordinamento Regionale delle Unità di Strada, istituito dalla Regione per intervenire negli eventi giovanili con massiccia affluenza di pubblico come la Street rave parade di Bologna 2004, 2005 e 2006, Street rave parade di Reggio Emilia, Mtv Day a Bologna, ecc.
    Nel 2004-2005 il Lab57 ha ricevuto il secondo e ultimo finanziamento dall’Asl. Poi i rubinetti si sono definitivamente chiusi e da allora, il nuovo Lab57-Alchemica va avanti soltanto con le proprie gambe, attraverso il lavoro semi-volontario dei suoi operatori e le iniziative di autofinanziamento con eventi benefit organizzati in spazi sociali autogestiti.

    «Noi ormai da lungo tempo cerchiamo di lavorare sui consumatori e la loro consapevolezza – spiega Max del Lab57 – Le sostanze per noi appartengono agli stili di vita, alle esperienze, insomma fanno totalmente parte del nostro sistema culturale. L’approccio alle droghe come problema sociale, di cui pure riconosciamo l’importanza, a nostro parere isola un solo aspetto del fenomeno, ne riduce il significato ed il valore complessivi, circoscrivendoli ad un ambito d’intervento specifico per i saperi e le pratiche socio-sanitarie. In tal modo, però, si rischia fortemente di non capire nulla di realistico sul consumo e su come comunicare efficacemente ai consumatori».

    Oggi il campo di intervento principale è quello dei free party che, come afferma Max «Presenta diverse criticità. Ultimamente ci sono stati degli episodi preoccupanti che hanno coinvolto alcuni ragazzi finiti all’ospedale, anche in condizioni gravi. Questo accade quando all’interno delle feste, legali o auto-organizzate, i consumatori di sostanze psicoattive sono totalmente abbandonati a loro stessi. Invece, laddove esiste un presidio informativo e delle Zone Chill-out, con operatori pronti ad accogliere e consigliare i frequentatori, situazioni simili di solito non si verificano o comunque c’è la possibilità di intervenire prima che sia troppo tardi».
    L’obiettivo odierno è la creazione di una vasta rete di intervento nei free party per costruire degli eventi in totale sicurezza. «La rete per ora è sviluppata soprattutto al centro e nord Italia – continua Max – Ma stiamo coinvolgendo le realtà territoriali interessate a partecipare. C’è bisogno di gruppi stabili di persone che credano nel progetto. Noi facciamo formazione per tutti coloro che operano nei contesti di consumo di sostanze psicoattive, come organizzatori di free party, gestori di locali notturni, militanti dei centri sociali, operatori di comunità terapeutiche, personale delle unità mobili, ecc

    droga_11114Inoltre, da una decina d’anni a questa parte, il Lab57-Alchemica pratica l’analisi delle sostanze tramite il test rapido. Parliamo di uno strumento di prevenzione dei rischi – sviluppato in Olanda sin dai primi anni ’90 – particolarmente efficace per rilevare la presenza di sostanze dannose, inaspettate o in elevata concentrazione.
    «Si tratta del più diretto canale comunicativo per raggiungere i consumatori, offrendo loro informazioni individuali e personalizzate proprio mentre è in atto l’uso di sostanze illegali di dubbia composizione e quantità – spiega il Lab57-Alchemica – Solo in questo modo si possono dare indicazioni visive sulle quantità limite delle varie sostanze da non superare per evitare overdose acute e danni cronici, sui più pericolosi mix di principi attivi da evitare, sulle interazioni più critiche con farmaci o patologie particolari, ecc. Il test rapido consente, da un lato di sapere in tempo reale quali sostanze circolano, con quale concentrazione, adulterazione o tossicità, attingendo a specifici database locali e internazionali e dall’altro lato permette di interagire direttamente con gli utenti, facendo emergere abitudini o stili di vita sommersi o assolutamente nuovi e imprevisti». Senza dimenticare che tale strumento «Può orientare positivamente il mercato illegale – continua il Lab57-Alchemica – in quanto la semplice comunicazione di informazioni su sostanze adulterate, sconosciute e potenzialmente pericolose, ne riduce spesso il consumo e la diffusione attraverso un virtuoso passaparola che tende a isolare e smascherare i “mercanti” più disonesti».

    Considerando i costi ridotti e la relativa semplicità del suo utilizzo «Ci si domanda perché il test rapido sia ancora così poco diffuso in Italia – sottolinea il Lab57-Alchemica – Infatti, esso è usato legalmente in Svizzera, Austria, Germania, Spagna, Portogallo, Ungheria, Belgio, Repubblica Ceca, in Olanda viene utilizzato solo in un apposito ufficio e non più negli eventi, mentre in Francia è divenuto illegale nel 2005 in seguito alle leggi speciali anti-rave, tuttavia alcuni progetti come Medicine Du Monde, dal 2009 hanno ripreso a utilizzarlo stabilmente durante gli eventi. Comunque sia, negli Stati che non permettono il test rapido, è attiva una rete di allarme rapido che passa alle Unità di strada, ai Sert, ai presidi di Pronto soccorso, ecc., i risultati delle analisi delle sostanze pericolose sequestrate dalle forze dell’ordine, o che hanno provocato gravi intossicazioni. In Italia, invece, questo sistema di allarme rapido funziona poco e male, non esiste neppure un database uniforme tra una Prefettura e l’altra, tra un ospedale e l’altro».

    Il nostro Paese sconta l’assenza di una specifica normativa sul test rapido, come racconta ancora Max «Da oltre 10 anni noi operatori del Lab57–Alchemica pratichiamo gratuitamente il test rapido (a reazione colorata) in rave illegali, teknival, spazi sociali autogestiti, street parades antiproibizioniste, party e festival legali, cercando di tutelare al massimo la privacy degli utenti. Ebbene, nessuno di noi ha mai avuto problemi legali a causa del test rapido, forse perché è evidente a tutti, anche alle forze dell’ordine che si tratta di tutelare la salute e la “famosa sicurezza” dei cittadini, prima di ogni altra cosa».

    Tuttavia, anche in questo settore l’evoluzione è rapida e la nuova ONG TLConscious sta attualmente lavorando ad un progetto per rendere disponibili in tutto il mondo dei kits economici per l’analisi delle sostanze allo scopo di diminuire i rischi legati al consumo (vedi all’indirizzo web http://www.tlconscious.me/).

    L’esperienza di Torino

    L’Infoshock del centro sociale Gabrio di Torino è uno spazio aperto alle persone che intendono approfondire questioni e concetti inerenti le sostanze, attraverso un metodo di confronto ed ascolto. «Il nostro è uno sportello a “bassa soglia” nato circa sei anni fa – racconta Frenkie dell’Infoshock – Operiamo all’interno di un luogo di consumo, cioè il centro sociale Gabrio e pure in contesti esterni, in particolare nei free party. L’obiettivo è la promozione di una maggiore consapevolezza nei consumatori di sostanze psicoattive. Facciamo parte della rete “Fine del mondo proibizionista”, ci confrontiamo quotidianamente con importanti realtà italiane come il Lab57-Alchemica e promuoviamo la crescita di altri processi di partecipazione dal basso».

    imageParliamo di un servizio che« Ci consente di avvicinare persone che hanno bisogno di consulenza – continua Frenkie – ma che non intendono rivolgersi ad servizio ad “alta soglia”, come ad esempio i Sert che, per altro, oggi sono probabilmente inadeguati a fornire risposte sul fronte delle nuove droghe».
    Il percorso è partito con un questionario distribuito ai frequentatori del centro sociale, per comprendere gli stili e le modalità di consumo «Poi abbiamo organizzato degli incontri tematici sulle varie sostanze, grazie ai quali siamo riusciti a realizzare degli specifici materiali informativi. In seguito, ci siamo formati sulle modalità di intervento: quindi creazione di Zone Chill-out, distribuzione di materiali sterili per evitare ulteriori rischi sanitari, riconoscimento dei segni di intossicazione per sostenere interventi di primo soccorso, ecc.».

    Anche gli operatori dell’Infoshock praticano il test rapido delle sostanze, come spiega Frenkie «È uno strumento davvero efficace per agganciare i più giovani e metterli in guardia dai pericoli dovuti al poli-consumo o all’abuso. Ma soprattutto, il test rapido permette di monitorare le droghe che girano nel mercato illegale, individuando eventuali sostanze dannose. Questa è una necessità primaria, visto che in Italia non esiste un efficace sistema di controllo e neppure di allerta rapida. Noi lavoriamo proprio sulla prevenzione, in modo tale che sia possibile intervenire prima dell’insorgere di un’intossicazione».

    Le istituzioni italiane non riconoscono l’efficacia di simili progetti che di conseguenza non sono economicamente sostenuti. «Noi ci autofinanziamo con serate benefit e altre iniziative – sottolinea Frenkie – I miglioramenti sono desumibili dalla semplice osservazione dei luoghi di consumo: rileviamo, infatti, una maggiore attenzione da parte degli utenti. Per noi è fondamentale aver creato un contenitore aperto dove tutti possono confrontarsi liberamente su queste tematiche, evitando che i consumatori di sostanze siano costretti a nascondersi. È importante che queste pratiche si diffondano in tutta Italia, coinvolgendo sempre più consumatori».

    È paradossale, però, che tali esperienze siano sviluppate solamente in contesti spesso demonizzati dall’opinione pubblica, come spazi sociali autogestiti, free party, raves, ecc. Nei locali commerciali ufficialmente riconosciuti, invece, è assai difficile vedere operatori impegnati in azioni di informazione e prevenzione. «I responsabili di questi spazi, con disarmante semplicità, negano la presenza dei consumatori di sostanze psicoattive – continua Frenkie – E così escludono qualsiasi tipo di assistenza, abbandonando i consumatori al loro destino».

    Il modus operandi dell’Infoshock di Torino fa leva in particolare sull’autoregolazione. «Nei free party, quando le persone ci vedono e capiscono il motivo per cui siamo lì, solitamente le reazioni sono positive. Ad esempio, ci vengono segnalati casi di malore o altre situazioni di rischio. Insomma, siamo degli interlocutori affidabili ai quali chiedere consigli o aiuto. Oggi, anche grazie alla fiducia che ci siamo conquistati, stiamo sviluppando una rete italiana che si pone l’ambizioso obiettivo di sostenere soltanto gli organizzatori di feste sensibili alle tematiche di prevenzione dei rischi e riduzione del danno».

    Matteo Quadrone

  • De Gustibus, aperitivo dedicato alla quinoa ai Giardini Luzzati

    De Gustibus, aperitivo dedicato alla quinoa ai Giardini Luzzati

    Cile bandieraL’associazione Yeast propone in occasione della quinta tappa di De GustiBus – Tutti i sapori del mondo un aperitivo dai colori e sapori andini secondo la cultura indigena cilena, con la quinoa vera protagonista.

    La quinoa è un alimento coltivato nelle zone andine dell’America Latina, ricco di proprietà nutritive e appartenente alla famiglia delle chenopodiacee, come gli spinaci o la barbabietola; oltre ad essere leggera, digeribile, saporita è anche un’ottima fonte di proteine vegetali e contiene fibre e minerali, come fosforo, magnesio, ferro e zinco.

    Oltre all’aperitivo, è in programma anche l’incontro con due noti esperti del settore recentemente ospiti del Congresso Internazionale sulla Quinoa: l’antropologa Ximena Vidal Bastías e il cuoco e ricercatore Alexander Ortega Sepúlveda.

    I piatti saranno cucinati da Alexander Ortega Sepúlveda e da Caroline Lara cuoca e attivista del Servizio Civile Internazionale coordinatrice del campo di lavoro Feria Walung di Curarrehue in Chile, dove si presentano i prodotti tipici e tradizionali del popolo mapuche, la loro gastronomia e cultura. Le “delizie latinoamericane” saranno preparate dal laboratorio “Il Mondo in Cucina” del Colidolat.

    L’appuntamento è per venerdì 15 novembre, ai Giardini Luzzati dalle 19 alle 21; il menù prevede:

    -giardino di Quinoa tricolore in letto di verdure con fagioli nativi. Contorno: mais tostato, tuberi dolci e salati dorati al profumo di Arrope de Tchaknar con un tocco di Huacataya.Salsa vegana di Aji Amarillo Escabeche

    -le “Delizie Latinoamericane”:

    -budino di Quinoa

    -riso dolce alla vaniglia e uvetta

    -budino de mais viola e Morochos

    -liquore alla quinoa

    Il prezzo per ogni assaggio varia da 2 a 6 euro.

    La serata è organizzata in collaborazione con La Bottega Solidale Genova, il Colidolat, Cocinas Indigenas, Servizio Civile Internazionale, Giardini Luzzati “Nuova Associazione”, Il CeSto Genova.

  • Teatro Altrove, gli eventi in programma per l’inaugurazione

    Teatro Altrove, gli eventi in programma per l’inaugurazione

    teatro-hops-altrove-d1Dopo l’inaugurazione ufficiale alla presenza del sindaco Doria, del comico Vergassola e dell’attore Moni Ovadia  e l’intitolazione di una delle sale a Don Gallo, proseguono fino al 17 novembre gli eventi gratuiti del teatro Altrove nel centro storico genovese.

    Quattro giorni in cui il nuovo teatro si apre alla cittadinanza e propone un programma ricco di eventi, concerti, spettacoli teatrali, laboratori per bambini, degustazioni, presentazioni, cene bio e a chilometro zero.

    Si va dall’art performer e cantante newyorkese Carla Bozulich ai padri fondatori dello ska-combat italiano Fratelli di Soledad, dallo spettacolo teatrale dedicato ai fatti di Rosarno La spremuta di e con Beppe Casales al reading del poeta cabarettista Guido Catalano; inoltre, degustazioni del Critical Wine Genova e di pastis e birre artigianali e teatro per bambin.

    Dopo i quattro giorni di festa, a partire dal 18 novembre, inizierà ufficialmente la stagione del teatro: tutti i lunedì appuntamento  con il cinema, tra proiezioni, documentari, rassegne ed incontri con registi a cura di Laboratorio Bellamy; il giovedì serata musicale con cocnerti e performance a cura di Disorder Drama; il venerdì e il sabato serate dedicate mensilmente al teatro, organizzate da Narramondo e ai concerti organizzati dal circolo arci Belleville; la domenica  programma spettacoli o laboratori per ragazzi e serate danzanti folk.

    Ecco il programma nel dettaglio dei quattro giorni di festa.

     

    Giovedì 14 novembre

    ore 18.30 –  “Al lavoro!” – lettura animata e presentazione per bambini, di e con Anselmo Roveda
    ore 19.30 – Critical Wine Genova – degustazione e incontro con i produttori
    ore 21.30 – Carla Bozulich – concerto

     

    Venerdì 15 novembre

    ore 11.30 – Presentazione della Stagione Teatrale
    ore 18 – “Noir sur blanc” – teatro Danza
    ore 18.30 – Teatro a mano – clownerie
    ore  18.30 – “Nel nome di Marco” – presentazione del libro su Marco Pantani di e con Michele Marziani
    ore 19.30 – Pastis artigianale Argalà – degustazione e incontro con i produttori
    ore 21 -“La spremuta. Rosarno, migranti, ‘ndrangheta” – spettacolo teatrale di e con Beppe Casales
    ore 21– Notte insonne dei bambini – laboratori e letture (prenotazione obbligatoria)
    ore 22.30 – Giusy Zaccagnini concerto

     

    Sabato 16 novembre

    ore 17 – Coro Tralalero – concerto
    ore 17.30 – Eclettik Duo – concerto
    ore 18 – Teatro a mano – Clownerie
    ore 18 piazza Lavagna – The tube, di e con Rubik teatro – improvvisazione
    ore 18.30 – Frammenti da ‘ Che ci fa la mafia a Genova?‘ di e con Fabrizio Matteini e Filippo Gambetta – teatro
    ore 19.30 – ‘Piuttosto che morire m’ammazzo’ – reading di e con Guido Catalano
    ore 21.30 – Fratelli di Soledad – concerto
    ore  23.30 – dj set a cura di radio Gazzara

     

    Domenica 17 novembre

    ore 16 –  ‘Uno’ di Teatro delle Apparizioni – teatro dai 4 anni
    ore 17.30 – Brani da ‘La leggerezza del Trio lescano – teatro Nudo
    ore 18 – Documentario tra realtà e finzione, film e incontro e dibattito con il regista Stefano Savona
    ore 19.30 – Birre artigianali Maltus Faber con cena e degustazione
    ore 21 – Pillole di stagione Altrove, presentazione degli spettacoli a cura di Narramondo teatro
    ore 21.30 – Banda Brisca, concerto e danze

     

     

  • Estinzione di lingue e dialetti: la colpa è dell’inglese?

    Estinzione di lingue e dialetti: la colpa è dell’inglese?

    londra-big-ben-DI“L’estinzione di una lingua comporta la perdita di un patrimonio scientifico e culturale di grande valore e può essere paragonata all’estinzione di una specie.” È questo, in sintesi, il grido d’allarme lanciato da endangeredlanguages.com, pagina Internet di un progetto il cui scopo è quello di proteggere le lingue che rischiano di morire.

    Circa il 43% delle lingue parlate nel mondo potrebbe estinguersi entro la fine del ventunesimo secolo: non si tratta delle percentuali spaventose vicine al 90% che ogni tanto vengono tirate in ballo, ma la cifra è comunque impressionante e preoccupante.

    Uno studio condotto dal sociologo indiano Ganesh Devy ha rivelato per esempio che nel sub-continente indiano un quinto delle lingue parlate fino a cinquant’anni fa è scomparso. Opinione comune, vox populi o leggende metropolitane dicono che la colpa dell’estinzione delle lingue sarebbe da attribuire all’inglese, lingua “vorace” che miete vittime in tutto il pianeta e che, chissà, potrebbe anche minacciare l’italiano stesso, considerando il sempre crescente numero di prestiti inglesi nella nostra lingua.

    Certamente, l’inglese in quanto lingua franca internazionale ha avuto e ha un ruolo nel processo di perdita di prestigio (e di parlanti) di molte lingue, ma la colpa, se così si può dire, non è affatto ascrivibile soltanto all’inglese.

    Le cause dell’estinzione di diverse lingue risalgono al XIX secolo, periodo in cui si afferma l’idea di identità di lingua e nazione. Ma in quale modo si radica la “lingua dello Stato” nella popolazione? Attraverso la scuola, che diventa la fucina di una lingua nazionale standard, il modello di riferimento a cui tutti guardano. Essere in grado di padroneggiare la lingua insegnata a scuola permette di avere maggiori opportunità di trovare un buon lavoro e di aspirare a una posizione sociale più elevata; d’altra parte, quello della padronanza della lingua “corretta” come status symbol è un discorso non nuovo alla nostra rubrica, che relativamente all’Inghilterra avevamo già affrontato qualche tempo fa.

    Ma è possibile, a fronte di questo pericolo di estinzione di così tante lingue, opporre un qualche tipo di resistenza? La materia che si occupa di queste problematiche si chiama pianificazione linguistica, è molto complessa e non la si può affrontare in poche righe. Ciò che comunque ci interessa sapere è che il lavoro dei pianificatori nel tempo ha dimostrato che basare la rivitalizzazione di una lingua facendo leva su ragioni di tipo “morale” o “sentimentale” ha ben poca presa. Il tempo è poco, la vita è breve, l’istinto di sopravvivenza la fa da padrone e quindi, per quanto idealmente toccate dall’argomento, le persone compiono scelte linguistiche che abbiano una qualche convenienza e le aiutino a vivere meglio.

    Partendo proprio da questa considerazione sono nati dei progetti i quali, anziché parlare esplicitamente del valore culturale della protezione del patrimonio linguistico, esaltano i benefici tangibili nella vita quotidiana della salvaguardia di una lingua. Per esempio, l’iniziativa nata in Irlanda, a Galway, con il nome di Gallhim le Gaeilge (“Galway in irlandese”) ha un carattere essenzialmente economico. Essa mira a far notare agli operatori turistici e ai commercianti di Galway che la lingua irlandese può essere un ottimo sponsor per la città. L’idea è quella di persuaderli a usare il gaelico nelle insegne dei negozi e nelle pubblicità come tratto distintivo e caratterizzante della città.

    Usiamo esempi come questo come spunto per salvare i nostri dialetti, anziché piagnucolare e lamentarci – in italiano – di quanto fossero belli i tempi passati in cui per le creuze di Genova e della Liguria si parlavano solo il genovese o il savonese …

    See you!

     

    Daniele Canepa

    [foto di Diego Arbore]

  • Nervi: piscina Mario Massa, dopo la riapertura estiva si pensa al futuro

    Nervi: piscina Mario Massa, dopo la riapertura estiva si pensa al futuro

    NerviA Nervi, presidio del turismo levantino e indiscusso polo di attrazione genovese, nonostante le tante bellezze, non mancano le contraddizioni. È il caso delle proteste per lo stato di incuria dei Parchi, per la scarsa attrattiva dei suoi Musei, per il degrado di luoghi storici, simbolo dello splendore passato (di recente, ad esempio, la chiusura prolungata del locale Marinetta, simbolo della belle epoque genovese e del boom anni ’50-’60). Nonostante le difficoltà, le notizie positive a Nervi non mancano. Lo dimostra il caso della riapertura della Piscina Massa, nel porticciolo: prima gestita dalla Società Sportiva Nervi, da maggio 2012 è stata costretta alla chiusura ed è passata nelle mani di Tursi. Nonostante la mobilitazione dei nerviesi e il serrato dialogo tra Municipio e rappresentanti comunali, le speranze di riapertura sembravano remote a causa degli ingenti costi per gli interventi di adeguamento degli impianti e per i debiti contratti dalla precedente gestione.

    Tuttavia, come noto, lo scorso 8 agosto la piscina è stata inaugurata ed è rimasta aperta dalla fine della stagione estiva fino al 31 ottobre. Un risultato raggiunto grazie alla sinergia tra My Sport, società consortile che raggruppa gruppi natatori e pallanuotistici della provincia genovese, e Comune di Genova: traguardo certamente soddisfacente, che ha fatto gioire i nerviesi e messo d’accordo tutti.

    Adesso è necessario iniziare a lavorare in previsione della prossima stagione, in cui si vuole tenere aperto l’impianto da maggio a ottobre, in coincidenza con l’attività degli stabilimenti balneari della zona. Alcune criticità sono persistenti e i rappresentanti cittadini, in anticipo, si adoperano per dare stabilità alla situazione.

    Così il Presidente del Municipio IX Levante Nerio Farinelli: «La piscina adesso non sarà più usata, come in passato, per ospitare gare agonistiche ma esclusivamente per la balneazione. Nel porticciolo persiste il divieto di balneazione e la piscina è una buona alternativa per i bagnanti della zona. L’anno scorso il Comandante della Capitaneria di Porto Vincenzo Melone ha presidiato l’area, controllando che venisse rispettato il divieto di balneazione da parte dei singoli, ma anche di sub, barche e canoe che agiscono in promiscuità del porticciolo o in attracco nel molo. La situazione è caratterizzata da forte pericolosità e eccessivo movimento, per cui si è resa necessaria una regolamentazione. L’alternativa della piscina è diventata ancora più importante e si lavora per ultimare le migliorie e i lavori di adeguamento».

    La piscina è più sicura e, dopo le restrizioni, i bagnanti si sono trasferiti qui: per renderla ancora più fruibile da parte di tutti sono state messe in atto strategie come l’ingresso gratuito per i bambini e ulteriori agevolazioni per gli adulti. Inoltre, per la prossima estate è in programma un restyling dell’intera area del porticciolo, con ampliamento dell’impianto natatorio e riqualificazione generale, ma si tratta di interventi articolati e complessi, che necessitano di attenzione e costanza. Attendiamo maggio 2014 per vedere i risultati, con impulso a tutto il quartiere.

     

    Elettra Antognetti

  • Mondo in pace, a Palazzo Ducale la fiera dell’educazione alla pace

    Mondo in pace, a Palazzo Ducale la fiera dell’educazione alla pace

    Palazzo Ducale, GenovaDal 20 al 23 novembre Palazzo Ducale ospita la nona edizione di Mondo in pace, una vera e propria “fiera” sul tema dell’educazione alla pace.

    Uno spazio per riflettere e formarsi, presentare il proprio lavoro, confrontare progettualità e buone prassi, anche alla ricerca di possibili sinergie e collaborazioni. Per tutti un’occasione per incontrarsi, informarsi e riflettere sul valore dell’educazione alla pace.

    Il tema centrale dell’edizione 2013 è Ad-agio con le regole Cosa serve davvero per vivere insieme.

    La Fiera comprende l’esposizione Mondo in Pace, uno spazio espositivo all’interno del quale le associazioni e le scuole possono presentare il proprio lavoro, i propri progetti e strumenti educativi,  i laboratori di Mondo in Pace per bambini, ragazzi, giovani e adulti, su diversi temi, sono l’occasione per sperimentare, per riflettere e per formarsi, gli eventi di Mondo in Pace, cioè incontri, seminari, convegni, cinema, mostre, momenti di festa, rappresentano occasioni per tutti per informarsi, formarsi e coinvolgersi.

     

    Ecco il programma della manifestazione.

    Mercoledì 20 novembre

    -ore 11 Inaugurazione e presentazione della Fiera. Partecipano Marino Poggi, direttore Caritas diocesana di Genova, Renata Briano, Assessore all’ambiente e sviluppo sostenibile, altra economia e stili di vita consapevoli della Regione Liguria, Pino Boero, Ass. Servizi educativi e Istituzioni scolastiche, Comune di Genova, Rosaria Pagano, vice Direttore Ufficio Scolastico regionale per la Liguria

    -a seguire “I diritti sono le regole per vivere bene insieme“: laboratori per bambini in occasione dell’anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a cura della rete PIDIDA per i diritti dei bambini.

    -ore 16 Presentazione della Fiera agli insegnanti a cura di LaborPace Caritas Genova. Workshop per insegnanti ed educatori “Educare alla pace e alla mondialità per poter vivere insieme“. Conduce Paola Faorlin, formatrice LaborPace Caritas Genova. Partecipa Matteo Gandini, Granello di Senapa Reggio Emilia. Durante il workshop sarà presentato il libro “Educare alla mondialità” (Il workshop è gratuito ma è necessario prenotarsi tramite il sito www.mondoinpace.it)

    -ore 17.45 “Ad-agio con le regole. Cosa serve davvero per vivere insieme?” Palazzo Ducale Salone del Maggior Consiglio. Partecipa Gherardo Colombo, già magistrato, presidente casa editrice Garzanti e consigliere Rai. Saluti di Lorena Rambaudi, Ass. alle Politiche sociali, cooperazione allo sviluppo, politiche giovanili. In contemporanea all’incontro laboratori per bambini gratuiti a cura della rete PIDIDA per i diritti dei bambini.
    (necessaria la prenotazione solo per il laboratorio per bambini)

     

    Giovedì 21 novembre
    -ore 9/13 Spettacolo per le scuole elementari (primo turno ore 9 secondo turno ore 11) “Money Show”. Spettacolo teatrale ideato per aiutare i bambini a riflettere sul significato e valore del denaro e sul suo uso consapevole. Scritto e musicato da Davide Tolu, con Matteo Manetti e Davide Tolu. Una produzione Eta Beta/Officine Papage in collaborazione con Gruppo Soci Banca Etica Genova

    -ore 15.30 “Ad-agio con le regole” Laboratorio di sociodramma. Un’occasione diversa e originale per esplorare il proprio modo di stare nelle regole e utilizzarle per costruire spazi di libertà per sé e per gli altri. A cura di Elena Passerini formatrice e psicodrammatista (A numero chiuso – necessaria la prenotazione)

    -ore 17.45 “Gandhi e le regole. Un’esperienza di libertà”. Fernanda Contri, avvocato già giudice della Corte Costituzionale, Fabrizio Lertora, formatore LaborPace Caritas Genova. Introduce Massimo Bramante– ASSEFA Genova

     

    Venerdì 22 novembre

    -ore 9/12.30 “Cittadiniamoci” workshop per le Scuole Secondarie Inferiori. Workshop dedicato alla cittadinanza attiva: i ragazzi saranno accompagnati a lavorare su idee e progetti che costruiscano possibilità di convivenza e qualità della vita sul proprio territorio.
    A cura di LaborPace Caritas Genova in collaborazione con Istituto Comprensivo Quarto. Saluti di Claudio Montaldo, vicepresidente Regione Liguria e Assessore alla salute, politiche della sicurezza dei cittadini

    -0re 16 “A regola d’arte e a rigor di legge. Quando le regole aiutano e quando no nel lavoro socio-educativo”. WorkShop per insegnanti ed educatori: esperienze, vissuti e riflessioni di operatori del terzo settore ed educatori che lavorano con le regole e per le regole necessarie al vivere insieme.
    A cura di LaborPace Caritas Genova e delle diverse realtà partecipanti a “Mondo in Pace” (Il workshop è gratuito ma è necessario prenotarsi)

    -ore 17.45 “Il lato oscuro delle regole” in collaborazione con FA.DI.VI e Oltre – Famiglie Disabili Vidoni e…Oltre. Partecipano Mario Paolini, pedagogista e formatore, Carlo Lepri psicologo, Silvio Ferrari scrittore.  Modera Francesca De carolis – giornalista e scrittrice

     

    Sabato 23 novembre
    -ore 9/13 Laboratori per le Scuole Secondarie Superiori (per informazioni e iscrizioni clicca qui)

    -ore 9.30 “Allenare in regola. Esplorando le possibilità educative offerte dallo sport“. Tavola rotonda con la partecipazione di educatori ed insegnanti impegnati nel mondo dello sport. Conduce Luca Franchini, formatore LaborPace Caritas Genova

    -ore 11.30 “Ad-agio con la finanza. Regole utili per i bisogni dell’uomo”. Fabio Silva, fondatore e già vicepresidente di Banca Etica, presidente della rivista Valori, membro dell’Organismo di Vigilanza di Banca Etica

    -ore 15.30 “Regole comuni per sogni condivisi. A 50 anni di distanza dialoghi intorno all’enciclica Pacem in terris di Papa Giovanni XXIII e al discorso I have a dream di M.L. King”. Con Marino Poggi, Direttore Caritas diocesana di Genova, Massimo Rubboli, docente Storia dell’America del Nord Università di Genova, Stefano Piana, formatore LaborPace Caritas Genova

    -ore 17  Aspettando l’Università dei Genitori 2014 “Dire di no e stare alle regole: quelli che ci provano”. Con Paolo Ragusa, formatore e counselor Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti, Piacenza, Maria Carmen Usai, docente Psicologia dello Sviluppo Università di Genova. Introduce Doriana Allegri, Pedagogista , formatrice montessoriana, Responsabile Coordinamento Servizi pubblici e privati Comune di Genova

     

    [Foto Daniele Orlandi]

     

  • ABCD e OrientamentI: il mondo dell’educazione alla Fiera di Genova

    ABCD e OrientamentI: il mondo dell’educazione alla Fiera di Genova

    Fiera di Genova Corso ItaliaDal 13 al 15 novembre la Fiera di Genova ospita la 18esima edizione di  ABCD + Orientamenti, l’appuntamento nazionale di riferimento per il mondo dell’educazione: tre giorni ricchi di conferenze e laboratori, con oltre 363 eventi in programma e 240 espositori, dedicati alle nuove generazioni e al loro futuro (clicca qui per il programma completo della manifestazione)

    Focus centrale di questa edizione, l’innovazione tecnologica, il turismo sostenibile, la didattica per l’infanzia, l’ orientamento scolastico, universitario e formativo, le opportunità di ingresso nel mondo del lavoro e creazione di impresa.

    Come detto, ampio spazio sarà dedicato all‘innovazione tecnologica grazie alle partecipazioni del MIUR, del MiBACT,  di settore e di 150 docenti e dirigenti impegnati nel Piano Nazionale Scuola Digitale, e delle aziende leader del settore tra cui Microsoft, Intel, Apple e HP, Casio, Vodafone con il primo pacchetto ideato per le scuole e molte altre.

    Un’altra novità importante è la Casa del Welfare, in collaborazione con Inps, Inail, Covip, Italia Lavoro e Isfol, in cui personale specializzato darà indicazioni sul mercato del lavoro, sulla sicurezza sul lavoro, sulle tutele previste in caso di perdita del lavoro e per il lavoratore infortunato o affetto da malattia professionale, e su come si costruisce il futuro dal punto di vista previdenziale. Per i giovani è previsto uno spazio dedicato a Gamig4Job, un gioco a squadre che racconta il mondo del lavoro con una modalità divertente.

    Immancabili i laboratori e gli incontri, dove si spazia dall’educazione alimentare al metodo Montessori e alla fantasia più pura della dimensione del sogno; da segnalare, tra i molti appuntamenti in calendario i convegni che esplorano e approfondiscono i temi dell’abuso e dei diritti dell’infanzia, la conferenza cittadina delle autonomie scolastiche, i laboratori per la sicurezza informatica, l’incontro sulla protezione civile e l’ampio spazio dedicato alla piaga della pedofilia.

    Orientamenti sarà suddiviso in area Junior e Senior e offrirà un’importante vetrina interattiva rivolta agli studenti e alle loro famiglie  per fornire le informazioni, gli strumenti e le occasioni di dialogo per conoscere tutta l’offerta formativa della Liguria e avere un primo contatto con il mondo del lavoro fino ad arrivare alla creazione di impresa.

    ABCD + Orientamenti è aperta da mercoledì 13 a venerdì 15 novembre dalle 9 alle 18.30. L’ingresso è gratuito previo accreditamento sul sito www.abcd-online o direttamente alla reception della manifestazione.