Anno: 2016

  • Tossicodipendenti, i soldi per curarli ci sono ma sono mal distribuiti. E così troppi finiscono in carcere

    Tossicodipendenti, i soldi per curarli ci sono ma sono mal distribuiti. E così troppi finiscono in carcere

    EroinaDella realtà degli istituti di assistenza ai tossicodipendenti il cittadino comune conosce poco o niente. Eppure, sono centri di importanza primaria nel tessuto del nostro welfare, sia perché svolgono un ruolo di assistenza sociale fondamentale per una categoria di cittadini affetti da una patologia particolarmente grave, sia perché il loro buon funzionamento ha ripercussioni positive sul sistema economico della sanità: parlando in termini decisamente pragmatici, le comunità costano meno degli ospedali e, se funzionano, garantiscono cura e reinserimento sociale di un tossicodipendente, evitando ulteriori spese mediche e altri possibili “danni collaterali” come la deriva verso la delinquenza di chi è escluso dal circuito lavorativo.

    Recentemente, tuttavia, un professionista del settore quale Paolo Merello, direttore generale del Ceis (Centro di solidarietà) di Genova – onlus che da tempo lavora nel campo della cura delle tossicodipendenze – ha lanciato un allarme circa la situazione genovese. «Ci sono molti utenti ristretti in carcere privati della possibilità di accedere alle misure alternative come dispone la legge italiana» ha denunciato. Sarebbero, infatti, circa 400 i tossicodipendenti che non trovano posto nelle strutture di cura.

    La risorse della Regione

    Ogni anno, la Regione Liguria stanzia 12 milioni di euro per le dipendenze. Di questi, 5 milioni sono destinati alle strutture di Genova ma solo 3 milioni arrivano effettivamente alle comunità, mentre il resto finisce fuori provincia e fuori regione. Un’uscita motivata dal fatto che circa il 10-12% degli assistiti vengono curati fuori Genova o fuori Liguria ma restano comunque a carico del nostro sistema sanitario ed economico, che ha un costo medio di 80 euro al giorno per paziente, come ci spiega Giorgio Schiappacasse, medico specialista in psichiatria e direttore dei Sert della Asl 3 genovese. Due le ragioni principali di questa “delocalizzazione”: da un lato, mancano in Liguria alcune strutture specifiche, ad esempio una per nuclei madre-figlio e una per i minorenni, categorie che non possono essere inserite all’interno di un centro che accoglie anche uomini adulti; dall’altro, alcune terapie possono essere maggiormente efficaci per il tossicodipendente se viene allontanato dalla propria realtà cittadina, nella quale può subire il richiamo delle frequentazioni e dei luoghi che condividono con lui la maledizione della droga.

    Non proprio sulla stessa linea il Ceis. «Noi non vogliamo entrare nel merito delle scelte medicali – spiega Michele Serrano, responsabile delle relazioni esterne – se il medico ritiene che il paziente abbia necessità di essere allontanato dal suo territorio, per fruire meglio della cura, affidandolo ad esempio al Ceis di Sanremo invece che a quello di Genova, è un discorso che ha una logica e sul quale noi non solleviamo obiezioni. Ci domandiamo soltanto, come mai dai Sert di Sanremo, Savona, La Spezia, non viene nessuno a Genova. Come mai soltanto Genova manda al di fuori delle persone a fare il periodo in comunità terapeutica? E desidereremmo delle risposte, solo delle risposte. Non vogliamo imporre il nostro giudizio o la nostra opinione, vogliamo semplicemente che a una domanda che ha una sua logica ci venga risposto qualcosa che abbia delle motivazioni che siano logiche».

    Un problema di distribuzione

    eroina-drogaMa per Schiappacasse i dati genovesi sono assolutamente fisiologici, tanto che il problema, a suo dire, non risiederebbe nella mancanza di risorse spesso chiamata in causa in queste situazioni. «Il budget della Regione è sufficiente, anche se ovviamente per problematiche così gravi e diffuse non è mai abbastanza», spiega lo psichiatra. «È logico che poi, come non avremo possibilità di avere 50 pazienti psicologici ad esempio, così anche le comunità non possono pensare di avere 500 posti per tossicodipendenti: essendoci un budget c’è un limite. Però questo ci deve impegnare a lavorare meglio per tutti, a lavorare meglio su come prepariamo la persona alla comunità, il dopo comunità, su come può essere ottimizzato in tempi e qualità del lavoro» aggiunge riferendosi a tutta la rete di comunità che lottano contro le tossicodipendenze e a nuovi metodi a costo zero come i gruppi di autoaiuto. «In questi anni abbiamo incrementato l’utilizzo delle strutture genovesi. Basti pensare che 5 anni fa i Sert erano utilizzati, rispetto al budget complessivo, al 30-35% e adesso saranno al 65-70%» commenta Schiappacasse circa alcuni dubbi mossi nell’ambiente nei confronti della gestione del Sert.

    Più che nell’entità delle risorse, dunque, il problema potrebbe essere individuato nella loro distribuzione: «La ASL 3 copre da Camogli fino a Cogoleto – ricorda il direttore – quindi tutta la Città metropolitana; siamo sui 780.000 abitanti. In Liguria ci sono cinque Asl (La Spezia, Chiavari, Savona, Imperia e Genova) e la quota del budget dovrebbe essere proporzionata al numero di abitanti. Se in regione siamo 1,5 milioni e la ASL 3 ha 780.000 individui come bacino di utenza, forse non ci arriva quello che dovrebbe in proporzione».

    Su questo punto concorda anche Serrano: «Perché – si chiede – Genova che ha molti più assistiti in carico al Sert, agli istituti detentivi, eccetera eccetera, ha una fetta così esigua rispetto a qualsiasi altra realtà regionale?». Una domanda che, al momento, resta inevasa.


    Alessandro Magrassi

  • Focaccette al formaggio, ingredienti e preparazione

    Focaccette al formaggio, ingredienti e preparazione

    focaccette-formaggio-reccoLe focaccette al formaggio (e fugasette in dialetto) sono una gustosissima specialità della riviera genovese di Levante, in particolare di Sori, Recco, Uscio e Camogli. Sono una variante della focaccia al formaggio di Recco, anche se diverso è il metodo di cottura: la ricetta originale prevede la frittura in olio caldo dell’impasto, ma le focaccette si possono anche cuocere in forno per renderle più leggere. In ogni caso non si deve utilizzare il lievito. E non vanno confuse con quelle di Crevari.

    Ogni anno, nel giorno di Pasquetta e nel weekend successivo, la località di Megli (sopra Recco) ospita la sagra delle focaccette, che richiama migliaia di turisti e di genovesi golosi.

    Le focaccette possono essere gustate come piatto unico oppure possono essere servite come antipasto e si accompagnano alla perfezione con un bicchiere di vino bianco, magari un Vermentino ligure. Ma per gli amanti di Bacco nella versione “in bianco” la Liguria offre l’imbarazzo della scelta: dal Pigato ponentino alla Bianchetta di levante, passando per la Lumassina. Ecco perché abbiamo scelto di riproporvi questa ricetta nella giornata di #ItalyFoodWeek, nella giornata dedicata al #vinoFW.

    #ItalyFoodWeek, l’iniziativa promossa da Twitter Italia, con il patrocinio del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per celebrare le eccellenze del Made in Italy agroalimentareEra Superba ha deciso di partecipare a questa iniziativa con uno speciale della seguitissima rubrica enogastronomica “Sapori Superbi”: ogni giorno, per sette giorni, una ricetta ispirata alle eccellenze del territorio.

    Ingredienti (per 6/8 persone)

    1 kg di farina 00 rinforzata o manitoba;
    1 kg di crescenza o di stracchino;
    2 dl di acqua fredda;
    olio di oliva;
    sale qb

    Preparazione

    Preparare un impasto con la farina, l’acqua, un po’ di olio e il sale: lavoratela per circa 10 minuti in modo da ottenere una pasta elastica e soda e lasciatela poi riposare per una mezz’ora. Tirate la pasta, che deve risultare piuttosto sottile, tagliate con la rotella dei cerchi, magari aiutandovi con un piattino e riempiteli con la crescenza o con lo stracchino. Chiudete il cerchio a metà e sigillate bene i bordi in modo che l’impasto non esca in fase di cottura.
    Friggete in olio caldo fino a che le focaccette si gonfiano; poi toglietele dal fuoco, asciugatele nella carta assorbente e servitele ancora calde.

    Se volete preparare una ricetta più leggera, potete cuocere le focaccette in forno, avendo cura di oliare bene il tegame prima della cottura.

    Buon appetito!

  • Morosità incolpevole, Regione Liguria sblocca i finanziamenti 2015 e 2016 per il fondo dedicato all’emergenza abitativa

    Morosità incolpevole, Regione Liguria sblocca i finanziamenti 2015 e 2016 per il fondo dedicato all’emergenza abitativa

    Palazzo della RegioneRegione Liguria sblocca i soldi destinati al Fondo per la Morosità Incolpevole a sostegno degli inquilini morosi titolari di contratto di locazione e soggetti a provvedimenti di sfratto: 3 milioni di euro per 23 comuni liguri; la cifra comprende i soldi del 2015 e del 2016. Per il Comune di Genova il fondo arriva a 1.223.249,58 euro.

    La firma arriva nel corso della riunione della giunta regionale odierna, proprio mentre in Sala Rossa l’assessore alle Politiche della Casa e housing sociale, Emanuela Fracassi, in risposta ad una interrogazione (art 54), denunciava ancora una volta il ritardo e il silenzio di Regione Liguria. «I nostri uffici hanno lavorato a lungo sulla destinazione e la suddivisione del fondo – sottolinea l’assessore regionale per le Politiche Abitative Marco Scajolama con la firma di oggi si potrà intervenire a livello regionale per supportare un numero di famiglie compreso tra le 250 e le 400 unità»

    Morosità Incolpevole

    Questo fondo interviene per sostenere quelle famiglie che non riescono più a pagare l’affitto per subentrati problemi di liquidità, come ad esempio la perdita del lavoro o della pensione di un caro estinto. L’intervento pubblico è ovviamente inteso come temporaneo, ma può risultare utilissimo per permettere a nuclei famigliari in difficoltà di non perdere la casa, mentre si tenta di risolvere il problema, o con una riformulazione del contratto, o con una locazione alternativa; ad beneficiare del fondo, quindi, anche i proprietari degli immobili, che in questo modo sono “sicuri” di ricevere comunque il canone d’affitto. Un meccanismo pensato anche per mantenere più fluido il mercato delle locazioni, tentando di favorire una più ampia offerta. L’origine di questo finanziamento è statale, e dalle regioni viene suddiviso ai vari comuni in base alle necessità rilevate sul territorio. Il ritardo fino ad oggi accumulato aveva messo in seria difficoltà le politiche sulla casa dei vari comuni, e in special modo a Genova, dove la “Emergenza Casa” è in fase espansiva.

    Regione Liguria, sbloccando il fondo, ha individuato 23 comuni in tutta la Liguria a cui destinare quote di finanziamento; cinque in Provincia di Genova: Genova (oltre 1,2 milioni di euro), Chiavari (84.000 euro), Rapallo (124mila), Sestri Levante (66mila euro), Arenzano (32mila euro); otto in provincia di Imperia:  Imperia (177.500 euro), Camporosso (12mila euro), Diano Marina (17mila euro), Vallecrosia (28.500 euro), Bordighera (26.500 euro), Taggia (73.800 euro), Ventimiglia (61.700 euro), Sanremo (178mila euro); sei in provincia della Spezia: La Spezia (329 mila euro), Arcola (25 mila euro), Ortonovo (20milaeuro), S. Stefano Magra (18.500 euro), Sarzana (40.500 euro), Lerici (33.500 euro), e quattro in provincia di Savona: Savona (224mila euro), Albenga (78 mila euro), Cairo Montenotte (32.500 euro) Loano (56 mila euro). «Oltre ai 3 milioni da destinare ai Comuni – continua Scajola – abbiamo previsto inoltre uno stanziamento di 150mila euro di fondi regionali a favore di Filse, la Finanziaria della Regione, per il potenziamento del fondo di garanzia della locazione che si andranno ad aggiungere ai 500mila già in dotazione per soddisfare la richiesta di garanzia, sia dei proprietari che degli inquilini morosi che potranno così non essere sfrattati»

    Dialogo tra sordi

    Durante la seduta del Consiglio Comunale, in risposta ad un articolo 54 a firma Padovani (Lista Doria) che chiedeva aggiornamenti sulla questione, l’assessore alle Politiche della Casa Emanuela Fracassi ha dichiarato che il Comune d Genova: «Non ha più avuto notizie da Regione Liguria riguardo questi soldo che sono già stati versati dal ministero. Questo ritardo – ha aggiunto – ha provocato uno stop agli interventi dei nostri uffici». Questo succedeva mentre in giunta regionale veniva firmato lo sblocco di questi soldi, senza che nessuno avesse evidentemente avvertito la giunta comunale. Due notizie, quindi, una buona e una cattiva: quella buona è che finalmente sono arrivati soldi destinati ad aiutare chi oggi rischia di perdere il tetto sotto il quale dormire; la cattiva è che, su un tema politico e sociale così importante e delicato, le istituzioni si muovono in maniera non coordinata e senza il giusto, e dovuto, dialogo. Una sordità decisamente colpevole.

    Nicola Giordanella

  • Quarto, per l’ex Till Fischer di via romana della Castagna i lavori partiranno entro l’anno

    Quarto, per l’ex Till Fischer di via romana della Castagna i lavori partiranno entro l’anno

    fabbrica-ex-fischer-via-romana-castagna-quarto-D5Non è ancora certa la data, ma sicuramente il cantiere partirà entro la fine del 2016. Dopo una prima fase di adeguamento strutturale dell’attuale edificio di via romana della Castagna, con relative parziali demolizioni, partiranno i lavori di edificazione che produrranno 26 nuovi appartamenti e un silos interrato da 30 box. Il progetto negli anni scorsi è stato fortemente contestato dai comitati di quartiere, e non solo, tanto da essere oggetto di modifiche per attenuarne l’impatto con il contesto storico e urbano in cui si inserirà. «Non c’è ancora la data precisa di inizio lavori– conferma il vice sindaco di Genova, Stefano Bernini ma in questi giorni sono stati ultimati tutti i passaggi per il subentro della nuova cooperativa di costruzione, ed entro l’anno verranno attivati i cantieri secondo gli ultimi ritocchi apportati dal consiglio comunale sul progetto approvato durante il ciclo amministrativo precedente».

    Un progetto “difficile”

    La discussione sul destino dell’area Ex Till Fischer da anni infiamma il quartiere: nel 2007 si parlava di un albergo a nove piani, poi il progetto fu “virato” in 60 unità immobiliari; la mobilitazione dei cittadini e dei comitati, e la crisi del mercato immobiliare, hanno ridimensionato ulteriormente il disegno: dopo un ulteriore passaggio in Consiglio Comunale, le unità immobiliari furono ridotte a 26, distribuite su 4 piani, con il vincolo di costruire parcheggi solo interrati e di predisporre un accesso anche da corso Europa (tramite ascensore). L’estetica dell’edificio, inoltre, dovrà essere esteticamente in armonia con l’abitato già esistente (quindi colori coerenti e tetto a spioventi). Per quanto riguarda la viabilità, un altro aspetto molto delicato visto la conformazione antica delle strade storiche, sarà predisposto a breve un piano ad hoc. Gli oneri di urbanizzazione (circa 400 mila euro) saranno “liquidati” al Municipio Levante, e verrà predisposto un intervento di manutenzione dell’alveo limitrofo, senza però toccare l’assetto attuale del torrente, ponte di pietra compreso, che ad oggi ha dimostrato di “reggere”.

    La valletta del Rio Castagna

    Come Era Superba ha già documentato in passato, l’edificio attuale da anni è in stato di abbandono, divenuto una sorta di buco nero in mezzo ad uno spicchio di quartiere non del tutto rovinato dall’urbanizzazione dei decenni scorsi. La valletta del rio Castagna, infatti, nasce ripida dal fianco del Monte Fasce e scende rapidamente verso il mare: su quest’area fu edificata Villa Quartara, nel tratto più verso mare, e fino a metà del novecento erano poche le case contadine a fare cornice al piccolo e millenario santuario di Santa Maria della Castagna. Da tempi immemori la zona è attraversata dalla antica via Romana, unica strada che collegava Genova con gli abitati di levante. Nel dopoguerra arrivò l’autostrada, con la costruzione di un viadotto di quella che oggi è la A12 (Genova-Livorno) e poi Corso Europa, con un ulteriore viadotto più a valle; da lì seguirono palazzine e immobili di vario genere e fattura, che stravolsero la radice contadina della zona, ma non del tutto. Oggi quello che rimane di questa lunga storia è ancora ben visibile nei muri, nelle strade e nei giardini di questa piccola porzione di città: scorci unici di un tempo che fu.

    Non mancarono le speculazioni: tra le due infrastrutture viarie furono costruite negli anni 70-80 le palazzine a diga di via della Campanule, e il relativo campo sportivo con ben sei campi da tennis, oggi in ovviamente chiusi e in abbandono, il cui spazio è stato ricavato da una copertura del torrente lunga qualche centinaio di metri. La palazzina un tempo destinata alla produzione di forniture industriali, oggi al centro del progetto immobiliare, è stata costruita negli anni sessanta.

    Oggi, quindi, sta per partire un progetto nato da un’idea di oltre dieci anni fa, per il quale sin intervenì anche direttamente sul Puc, con cambi di caratterizzazione zonale, per poter procedere; anche se in parte è stato rinnovato e mitigato, l’edificazione di nuove unità immobiliari è il retaggio di una mentalità urbanistica vecchia, il cui fardello ricade ancora sull’oggi, visto che non esiste la capacità politica di definire una vera cesura con il passato. Nel frattempo, sotto i ponti di Genova, di acqua ne è passata parecchia, anzi, troppa.

    Nicola Giordanella

  • Zuppa di pesce alla genovese: ingredienti e preparazione

    Zuppa di pesce alla genovese: ingredienti e preparazione

    zuppa-di-pesceLa zuppa di pesce alla genovese, detta in dialetto ciuppin, è una ricetta che include diverse qualità di pesce, spesso quello cosiddetto povero, quello cioè rimasto invenduto nei banchi del mercato. Il pesce utilizzato può variare in base ai gusti e alle disponibilità del mercato, l’importante è utilizzare del pescato freschissimo del mar Ligure. 

    Ecco perché l’abbiamo scelta come ricetta per la #ItalyFoodWeek, nella giornata dedicata ai #prodottitipiciFW.

    #ItalyFoodWeek, l’iniziativa promossa da Twitter Italia, con il patrocinio del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per celebrare le eccellenze del Made in Italy agroalimentareEra Superba ha deciso di partecipare a questa iniziativa con uno speciale della seguitissima rubrica enogastronomica “Sapori Superbi”: ogni giorno, per sette giorni, una ricetta ispirata alle eccellenze del territorio.

    Ingredienti

    2 kg di pesce fresco misto del mar Ligure. Ad esempio: gallinella, scorfano, triglie, rombo, rana pescatrice,
    1 carota
    1 cipolla
    1 costa di sedano
    cozze, seppie e vongole a piacere
    1 bicchiere di vino bianco
    sale, pepe, olio, prezzemolo, aglio
    pomodori maturi spellati o passata di pomodoro
    pane da abbrustolire
    brodo di pesce o acqua.

    Preparazione

    Pulite e lavate bene i pesci, dividendo quelli di carne dura dagli altri di carne tenera. Fate saltare le cozze in una padella con poco olio e appena le conchiglie si sono aperte, estraete i molluschi e filtrate l’acqua.

    Prendete una casseruola molto grande, versatevi abbondante l’olio e fate soffriggere un trito composto da cipolla, carota e sedano; dopodichè aggiungete i pesci di carne dura e lasciateli cuocere per alcuni minuti.

    Bagnate con del vino bianco e fate sfumare bene, unite poi i pomodori e i pesci a carne tenera, salate, pepate, aggiungete del brodo di pesce o dell’acqua per evitare che la zuppa si asciughi troppo e lasciate cuocere per almeno mezz’ora.

    Aggiungete poi le cozze e le altre conchiglie che avrete utilizzato,  uno spicchio d’aglio precedentemente imbiondito in una padella, aggiustate di sale.

    Passate il pesce con il brodo al setaccio e servite la zuppa insieme a dei crostoni di pane fritti nell’olio o fatti abbrustolire in forno.

    Buon appetito!

     

    Ricetta tratta da: lamiacucinacasalinga

  • Viaggio a Cape Cod, l’incontro con Hermann sulle tracce del capitano Achab

    Viaggio a Cape Cod, l’incontro con Hermann sulle tracce del capitano Achab

    cape-town-porto-scimmia-barboncinoGuidavo attraverso il Massachusetts inghiottito dal buio, inesorabile come la materia oscura di un vorace buco nero. Il sole non aveva lasciato tracce e la luna tardava ad arrivare. La vivacità e la spensieratezza del paesaggio improvvisamente sono mutate in paure e insicurezze, salite in auto come due autostoppisti silenziosi di cui avresti fatto volentieri a meno. La strada, ridotta a singola corsia, avanzava senza fine apparente; le fronde degli alberi si muovevano come artigli, scosse da un vento che soffiava in ogni direzione trascinando pioggia, foglie e acqua di mare.
    La voce e la chitarra di Neil Young, intervallate da interferenze e stazioni radio religiose, mi facevano compagnia con gli assoli di Down by the river e quel falsetto inconfondibile del rocker canadese.
    Avevo da qualche ora superato Providence e stavo entrando nella penisola di Cape Cod, un lembo di terra che ricorda il dito storto di una strega e penetra nell’Oceano Atlantico come la spina di una rosa.

    Il serbatoio della benzina era agli sgoccioli e la distanza stimata dal computer era inferiore a quella che dovevo percorrere, così sono uscito al primo segnale di civiltà, un piccolo agglomerato di case indipendenti, un parcheggio per roulotte e due fast food, il primo chiuso e l’altro abbandonato, di distributori neanche l’ombra. Le luci giallastre dei lampioni conferivano aria tetra a quel luogo deserto, giochi di ombre e rumori sinistri ingannavano i sensi provocando quella brutta sensazione di sentirsi osservati. Un sussurro mi ha fatto voltare e accelerare i battiti del cuore, ma non c’era nulla di cui preoccuparsi, era solo il sibilo del vento tra i rami.

    La mia attenzione si era spostata su una luce immersa nel buio che distava un miglio da me. Senza pensare troppo, ho messo in moto e sono andato vicino, trovando una piccola pompa di benzina e un casottino: al suo interno, blindato come dentro una cassaforte, un piccolo uomo dall’aria impaurita che si affaccia salutandomi con un gesto della mano.
    Era un tipo magro sulla quarantina, capelli attaccati alla fronte da sudore e sporcizia, indossava una camicia a quadri rossi e neri di flanella avvolto da una nube di sigarette; tuttavia, aveva occhi vispi e uno sguardo amichevole, avrei potuto scommettere che sotto la sua sedia nascondeva un fucile.
    Non voleva uscire dal casottino e forse per paura ha cominciato a urlare, dalla feritoia fumante, le istruzioni per erogare benzina: la pompa era effettivamente un pezzo d’antiquariato.
    Dopo aver riempito il serbatoio, mi sono avvicinato per pagare, i suoi lineamenti affusolati illuminati dal braciere della sigaretta e nascosti dal fumo, si estesero in un sorriso alla vista dei venti dollari.

    cape-town-pozza-vicoloHo ripreso a guidare nel buio della notte, la tempesta si era calmata e le nubi diradate svelavano qualche timida stella, la luna rimaneva nascosta.
    Avevo prenotato una stanza in un motel di Provincetown, un piccolo paese di pescatori sulla punta di Cape Cod, i gestori mi avrebbero aspettato fino alle dieci, oltre quell’orario avrei dovuto chiamare l’uomo della sicurezza per la consegna delle chiavi.
    Era mezzanotte inoltrata, ai bordi della strada i cadaveri degli scoiattoli neri e dei procioni si alternavano come paletti catarifrangenti, suggerendo una guida prudente. Ormai restavo solo io e qualche grosso fuoristrada con gli abbaglianti accesi: sembravano astronavi aliene in arrivo sulla terra.
    Il motel era il classico a ferro di cavallo visto in tanti film, aveva la particolarità di affacciarsi sull’oceano; in realtà, a quell’ora non si vedeva nulla ma l’odore salmastro, il vento e le strutture deteriorate dal salino ne segnalavano l’imponente presenza.
    Fuori dalla struttura principale una piccola piscina sulla quale galleggiavano foglie come piccole imbarcazioni giocattolo, un’altalena spinta da un soffio di vento carico di acqua e salino cigolava assieme ai malinconici giochi per bambini.
    Era l’una del mattino. Sono entrato nella hall, una fatiscente struttura ricoperta da moquette azzurra con una dozzina di divani distribuiti senza un criterio logico. Su uno di questi c’era un uomo di colore che dormiva rumorosamente. Era poco più che un ragazzo, indossava calzoni corti e infradito, un cappellino degli Yankees e una maglietta gialla della “security”; si era addormentato con una lattina di birra in mano, altre due erano vuotate e lasciate ai piedi del divano accartocciate come cartaccia. Deve essere stato un brusco risveglio il suo, forse destato da un bellissimo sogno, oppure la fine di un bruttissimo incubo, quando mi ha guardato con gli occhi rosso sangue ho dovuto sfoderare il sorriso più ebete del mio repertorio. Dopo i convenevoli, il ragazzo era di poche e incomprensibili parole, mi ha chiesto il passaporto per poi sparire con esso per una decina di minuti e tornare con la chiave della camera e un salvagente come portachiavi.

    La stanza non era di certo quella di un hotel a cinque stelle ma trasmetteva comunque un certo fascino. Era un openspace con cucinotto, terrazzo e la solita moquette azzurra: odorava di umido e stantio, inevitabile con quella brezza marina. Sono crollato sul letto come un albero abbattuto dormendo fino alle luci dell’alba quando aprendo la tenda, un fortissimo chiarore mi ha abbagliato la vista.
    La nebbia era bianca come latte e morbida come cotone, depositata omogeneamente su tutto il paesaggio. S’intravedeva solo la ghiaia color cappuccino, le sterpaglie e i mucchi di alghe depositati nella notte. Sono sceso sulla spiaggia in una sorta di trance calpestando gusci di conchiglie e telline, accompagnato da gabbiani e rondini di mare, spingendomi fino alla battigia a battezzare i miei piedi nudi nell’oceano. Una brezza proveniente da sud est iniziava a soffiare, separando le nuvole dal cielo, il bianco dal blu e vivacizzando i colori con i primi raggi di sole, riflettendosi sulle case di legno ancora bagnate: le faceva brillare come un luminoso presepe. Lentamente, l’oceano si ritira scoprendo le acque come un lenzuolo, banchi di sabbia si formano disordinatamente, una barca ancorata s’inclina al contatto con la sabbia e i gabbiani rincorrono i granchi impauriti, lasciando solo qualche avanzo per gli uccelli più piccoli.

    cape-town-barcaSolo pochi minuti più tardi, camminavo tra i vivacissimi vicoletti e le caratteristiche case di legno di Provincetown. In quei luoghi Hermann Melville aveva immaginato l’avventura di Ismaele, del capitano Achab e il suo incubo Moby Dick, in quello che è rimasto uno dei romanzi più importanti della letteratura mondiale. Il profumo della zuppa di crostacei fuoriesce dalle taverne, quello più acre della birra rovesciata sulle assi di legno e l’aria salubre che giunge dal mare si uniscono in un vortice di sensazioni e ricordi passati.

    Tra le case, separate da stretti vialetti, fotografavo il porto, notando casualmente una figura che osservava il mare, un bellissimo barboncino dal pelo marrone. Aveva l’espressione malinconica di chi voleva essere su una di quelle navi all’orizzonte o salpare sui pescherecci pronti ad affrontare la tempesta e allo stesso momento di chi ne aveva vissute tante da raccontare. Mi sono avvicinato, lui ha allungato il collo per ricevere una carezza, poi tirando su la testa si è voltato, distratto da un gabbiano sulla spiaggia e scoprendo la medaglietta con scritto “Hermann” ha cominciato a correre verso il mare.


    Diego Arbore

  • Pizza all’Andrea per un pranzo in compagnia per la #ItalyFoodWeek

    Pizza all’Andrea per un pranzo in compagnia per la #ItalyFoodWeek

    Pizza all'AndreaTerza giornata della #ItalyFoodWeek, l’iniziativa promossa da Twitter Italia, con il patrocinio del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per celebrare le eccellenze del Made in Italy agroalimentare. Era Superba ha deciso di partecipare a questa iniziativa con uno speciale della seguitissima rubrica enogastronomica “Sapori Superbi”: ogni giorno, per sette giorni, una ricetta ispirata alle eccellenze del territorio.

    Tema del giorno il pranzare condiviso, insieme agli altri: ed ecco che abbiamo scelto per voi un piatto semplice da consumare in compagnia, ma non solo; anche la preparazione può essere un momento conviviale e di festa.

    Questo particolare tipo di pizza è originaria del ponente ligure, in particolar modo di Oneglia, paese di origine dell’ammiraglio Andrea Doria da cui sembra derivi il nome Pizza all’Andrea. Tuttavia questa ricetta è molto diffusa anche nella provincia di novanova.

    E’ un incrocio tra una pizza e una focaccia, perchè la pasta deve essere spessa e non sottile. Ne esistono diverse varianti, tra cui quella con le acciughe, con le sarde fresche, pomodori, cipolle, basilico, olive nere taggiasche.

    E’ detta anche sardenaira o sardenara, perchè un tempo nella ricetta si utilizzavano solo le teste delle sardine.

    Ingredienti

    Per la pasta: 500 grammi di farina 00, 30 grammi di lievito di birra, olio, sale, acqua q. b.

    Per il condimento: 2 cipolle bianche, 1 chilo di pomodori maturi (in alternativa pelati), 100 grammi di acciughe sotto sale, basilico, olio, olive nere taggiasche o in salamoia. A piacere aglio, capperi, origano.

    Preparazione

    Mettete la farina nella spianatoia e impastatela con il lievito precedentemente sciolto in acqua tiepida, l‘olio e il sale. Impastate bene  per circa 15 minuti fino ad ottenere un composto liscio e morbido. Coprite la pasta con un tovagliolo e lasciate riposare per circa due ore.

    Nel frattempo preparate il condimento: soffriggete le cipolle in una casseruola insieme all’olio; una volta appassite, aggiungete i pomodori tagliati a fette e fate cuocere per circa 30 minuti fino a che tutta l’acqua dei pomodori non sarà evaporata. Dopodichè aggiungete le acciughe (lavate, pulite e tritate) e lasciate cuocere ancora per pochi minuti.

    Stendete la pasta in una teglia ben unta (lo spessore è a piacere, quello consigliato è di circa 1 centimetro) e versatevi sopra il condimento raffreddato, le foglie di basilico, le olive e gli altri ingredienti a piacere.

    Infornate a 200 gradi per circa 40 minuti, fino a che la pizza non sarà ben dorata.

    Buon appetito!

     

    Foto: desperatehousecooker.blogspot.it

  • San Lorenzo, il piombo tornerà a coprire la cupola, come l’originale progetto dell’Alessi

    San Lorenzo, il piombo tornerà a coprire la cupola, come l’originale progetto dell’Alessi

    san-lorenzo-cupolaIl restauro della cupola della cattedrale di San Lorenzo procede, e presto inizierà l’ultima fase, cioè il rinnovo della copertura. Il piombo sostituirà il rame, per ripristinare il progetto originario di Galeazzo Alessi, e per conferire maggiore solidità alla struttura. Il lavoro durerà ancora circa un anno, o forse poco meno se non ci saranno intoppi; il costo totale dell’intervento si assesta su un milione e 100 mila euro, per gran parte messi a disposizione dalla Compagnia di San Paolo; alla conta, però, mancano ancora circa 300 mila euro: per questo motivo la Curia di Genova promuoverà l’intervento di privati per portare a termine questo lavoro «portato avanti con maestria e precisione – come ha dichiarato l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco a margine della presentazione dei lavori – e che restituirà a tutta la comunità genovese un gioiello e un simbolo».

    La cupola di San Lorenzo

    La cupola di San Lorenzo è uno dei più fulgidi esempi dell’architettura di Galeazzo Alessi, che in città lasciò molte tracce del suo genio: costruita a metà del XVI secolo, in origine aveva la copertura composta da lamine di piombo, seguendo una consuetudine ingegneristica iniziata dai romani. Il piombo, infatti, garantisce maggiore stabilità alle costruzioni e ha maggiore resistenza agli agenti atmosferici, oltre ad essere «un ottimo materiale antisismico, per via delle sue proprietà di resistenza a frizioni e trazioni – spiega l’architetto Claudio Montagni, responsabile dell’intervento – ed oggi, infatti, è stato “riscoperto” dalla letteratura di settore».

    Dal rame al piombo

    san-lorenzo-restauroL’attuale copertura in rame è arrivata durante l’ultimo restauro, condotto nel 1843 da Giovanni Battista Resasco; l’allora architetto della Città di Genova decise il cambio del rivestimento della struttura, introducendo il nuovo metallo: «La scelta fu probabilmente dettata da una sorta di moda architettonica diffusa in quegli anni – spiega Montagni – e fu il primo caso a Genova, poi preso ad esempio per altre strutture». La salsedine del vicino mare, però, negli anni ha “sciolto” parte della copertura, che oggi versa in pessime condizioni: «Oltre ad aver “macchiato” con l’ossido molti marmi – sottolinea l’architetto – in alcuni punti è talmente danneggiata da far piovere in chiesa, con tutti i potenziali danni facilmente intuibili».

    La scelta del piombo è arrivata dopo un attento studio dei progetti originali, ed è stata confermata da ritrovamenti in loco di alcune piastre di questo materiale, probabilmente dimenticate durante l’ultimo restauro. Oltre alla cupola, anche la struttura sarà rinforzata, grazie alla manutenzione delle catene predisposte dallo stesso Alessi: «Tutta la costruizione è in buone condizioni – precisa Claudio Montagni – e l’intervento sarà per lo più conservativo», non come le coperture della basilica di Carignano, che nei prossimi mesi saranno oggetto di un intervento di consolidamento più importante.

    Manca poco, quindi, affinché lo skyline della Superba ritrovi uno dei suoi più amati e caratteristici gioielli: la cupola di San Lorenzo potrà affrontare i prossimi secoli con una nuova armatura, nella speranza che sia di buon auspicio per tutta la città.

    Nicola Giordanella

  • Il Castagnaccio alla ligure, ricetta autunnale a km 0 per #ItalyFoodWeek

    Il Castagnaccio alla ligure, ricetta autunnale a km 0 per #ItalyFoodWeek

    Il castagnaccioSeconda giornata della #ItalyFoodWeek, l’iniziativa promossa da Twitter Italia, con il patrocinio del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per celebrare le eccellenze del Made in Italy agroalimentare. Era Superba ha deciso di partecipare a questa iniziativa con uno speciale della seguitissima rubrica enogastronomica “Sapori Superbi”: ogni giorno, per sette giorni, una ricetta ispirata alle eccellenze del territorio.

    Tema di oggi i prodotti a #kmzeroFW. E per sfruttare l’occasione, ci concentriamo su un “frutto” di stagione: le castagne. Ora che è tornato il sole, basta un giretto negli splendidi boschi dell’entroterra ligure e poi tutti ai fornelli a preparare il castagnaccio. “Ma non era toscano?” ci direte. Beh, provate a chiederlo ai poveri contadini dell’Appennino ligure del tempo che fu…

    Gli ingredienti

    – 500 gr farina di castagne rigorosamente provenienti dai boschi liguri;

    – 750 ml d’acqua (e comunque quanto necessaria per arrivare a un impasto quasi liquido);
    N.B. Esiste anche la versione che sostituisce l’acqua con il latte.

    – 75 gr di uvetta, 50 gr pinoli, 2 rametti di rosmarino o 1 cucchiaino di semi di finocchio selvatico,

    – olio extravergine di oliva,

    – sale

    La preparazione

    Mettere l’uvetta in ammollo nell’acqua tiepida per 10 minuti, poi scolare e asciugare con un canovaccio. Nel frattempo, setacciare la farina di castagne e versarla in una ciotola assieme a un pizzico di sale: aggiungere l’acqua, poco alla volta, per ottenere un impasto omogeneo e piuttosto liquido.

    Intanto,  passate al setaccio la farina di castagne e versatela in una ciotola ampia, aggiungete un pizzico di sale, e aiutandovi con un cucchiaio di legno aggiungete tanta acqua per ottenere un impasto scorrevole, quasi liquido. Aggiungete un cucchiaio d’olio, rimescolate per bene e lasciate riposare almeno un paio d’ore. Dopodiché, ungete una teglia larga e sottile, versate l’impasto, aggiungete l’uvetta, i pinoli e il rosmarino (in alternativa o in aggiunta, si possono usare dei semi di finocchietto). Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa mezz’ora. Gustate a piacere, freddo o caldo, magari con una pallina di gelato alla vaniglia a fare da contrasto o, se ne avete la possibilità (anche economica) un bicchierino di sciacchetrà.

    Leggenda vuole che il rosmarino, più tipico della Toscana che della Liguria a dire il vero, abbia il potere di un filtro d’amore, e il giovane che mangi il castagnaccio ricevuto dalle mani di una ragazza, se ne innamori perdutamente. Non resta che andare a raccogliere castagne…o a comprare la farina.

  • Salta l’accordo con il Comune, Genova non avrà la sua Fai Marathon

    Salta l’accordo con il Comune, Genova non avrà la sua Fai Marathon

    pano-copia-e1427118218859Domenica 16 ottobre in tutta Italia, i giovani del Fai apriranno al pubblico oltre 600 luoghi di elevato interesse artistico, culturale e storico sparsi per tutto il paese. Ovunque, tranne che a Genova. L’amministrazione comunale e il Fai non sono riusciti in tempo utile a trovare l’accordo necessario. Il Comune di Genova sarà l’unico in tutto il paese senza questo prezioso appuntamento in agenda.

    Il Fai (Fondo Ambiente Italiano) da anni organizza campagne nazionali per “aprire” al pubblico siti importanti per storia, cultura e pregio architettonico, per permettere di scoprire il grande patrimonio, spesso nascosto, che ci circonda. Conoscere per preservare: l’Italia è talmente disseminata di opere d’arte e preziosità monumentali conosciute in tutto il mondo, che spesso i “piccoli” tesori nascosti nei tessuti urbani o nelle campagne sono dimenticati e abbandonati. Da qui l’idea della Fai Marathon: 600 siti, sparsi in più di 150 città, con oltre 3500 volontari sul campo; un’occasione pensata nell’ambito della raccolta fondi per la campagna “Ricordiamoci di Salvare l’Italia, promossa per tutto il mese di ottobre.

    Occasione persa

    Insomma, una grande occasione per fare cultura, promuovendo un’idea diversa di turismo, fatto di consapevolezza del territorio e della sua storia. Per Genova, il Fai aveva pensato all’apertura straordinaria delle “Tre Marie” della collina di Castello, la parte più antica della città: Santa Maria di Castello, Santa Maria delle Grazie Nuova e Santa Maria in Passione. Tre esempi unici di architettura medievale, addossati in quello che fu il primo nucleo della “Ianua” sul finire della dominazione romana. Un’apertura inedita che avrebbe permesso di visitare tre luoghi troppo spesso dimenticati dal circuito turistico della città.

    Nella stessa giornata, inoltre, cade il terzo appuntamento annuale con i Rolli Days, che aveva il fulcro proprio in zona San Bernardo, ai piedi della collina. Un potenziale incredibile per una città che, nel cambiare pelle, sta puntando molto sul turismo e sulla cultura. Solo sulla carta, però, a quanto pare. Una nostra fonte vicina al Fai ha raccontato che la proposta del Fondo, presentata a inizio estate, non ha ricevuto risposta fino a settembre inoltrato: dopo aver nicchiato il Comune di Genova ha fatto sapere che era impossibile aderire all’iniziativa poiché Santa Maria in Passione non è accessibile in sicurezza. Senza questo luogo, però, il progetto delle “Tre Marie” sfumava, e la ristrettezza della tempistica non ha permesso di trovare un accordo sulla questione, facendo di fatto saltare la tappa genovese della Marathon.

    Dagli uffici del Comune arriva, invece, un’altra versione. Secondo i responsabili dell’assessorato alla Cultura, dopo una fase iniziale di contatto con il Fai, durante la quale sono state sottoposte diverse ipotesi, i contatti si sono interrotti, senza arrivare ad una conclusione. Da parte sua, il Fai Genova, non commenta la vicenda. E’ probabile che nei prossimi giorni venga chiesta una risposta da parte delle istituzioni cittadine.

    Santa Maria in Passione

    giardini-babilonia

    Dietro questo rifiuto si può ipotizzare ci sia la querelle che va avanti da anni tra amministrazione e il Comitato della Libera Collina di Castello: un gruppo di studenti universitari, cittadini e residenti che nel 2011 hanno occupato gli spazi dei giardini e dei ruderi di Santa Maria in Passione, chiusi da decenni. L’occupazione da subito è stata organizzata in maniera aperta a tutti e condivisa con il quartiere, con il fine di far rinascere una zona della città abbandonata, salvandola dal degrado. Durante gli anni, molti professionisti hanno aderito al progetto, lavorando attivamente nel sito, permettendo la fruizione in sicurezza e assicurandone la manutenzione. Il Comitato è da sempre a disposizione per far conoscere gli spazi, ma non è mai stato riconosciuto come interlocutore dal Comune di Genova. Non è chiaro il perché, visto che questa pratica va nella direzione che spesso viene abbracciata e sponsorizzata dalle istituzioni stesse: cittadinanza attiva, ricorso al volontariato, alleggerimento dei costi per il pubblico, musei diffusa, lotta al degrado, tutela del centro storico, spazio ai giovani, fare rete.

    Nei prossimi giorni, forse, sulla questione sarà fatta maggiore chiarezza. Il risultato però non cambierà: nei fatti, Genova avrà perso una grande occasione per fare bella mostra di alcuni suoi tesori più nascosti, approfittando di una ribalta nazionale che non capita tutti i giorni. Il dato più politico, invece, è la persistente difficoltà “burocratica” di investire in maniera sistematica e allargata sulla cultura condivisa e partecipata, non per forza istituzionale. Per una città come Genova, che sul turismo sta puntando per un futuro altro, non è una dato confortante. Forse la domanda da porsi dovrebbe essere su che tipo di cultura sappiamo avere.


    Nicola Giordanella

  • Declassato lo stato di allerta idrogeologica, partita la prima conta dei danni

    Declassato lo stato di allerta idrogeologica, partita la prima conta dei danni

    alberi-treni-nerviDopo la perturbazione del pomeriggio, declassato lo stato di allerta idrogeologica in Liguria a partire dalle 18. Allerta gialla su tutte le aree eccetto lo spezzino che rimane in arancione. Le allerte sono valide fino alle 21 nel levante, mentre fino alle 24 da Capo Noli (Savona) alla Spezia.

    Da una prima stima, il danno maggiore è stato determinato dai forti venti che hanno seguito i temporali nelle prime ore del pomeriggio e che si sono accaniti soprattutto nella zona del Tigullio: colpiti in particolare i comuni di Recco, Sori, Avegno, Uscio e Bargagli tutti nella città metropolitana di Genova. Interessante anche un centinaio di abitazioni con danni alle coperture che sono state divelte per il forte forte vento che ha raggiunto picchi di 166 chilometri all’ora che hanno provocato anche molte cadute sulle infrastrutture viarie. Inoltre, si sono verificate importante interruzioni della corrente elettrica: in particolare sono stati interessati tre convogli lungo la linea Genova – Sestri levante. Uno di questi, un intercity Milano – Livorno con sopra 350 passeggeri che sono rimasti bloccati a bordo alcune ore, fino all’intervento dei vigili del fuoco. Entro le 12 di domani la linea dovrebbe essere ripristinata.Tutti i viaggiatori dei treni fermi in linea sono stati fatti scendere e sono stati assistiti dal personale di Trenitalia e di RFI, con il supporto delle squadre di soccorso della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco. Trenitalia ha attivato, fra le stazioni di Genova Brignole e Sestri Levante, servizi sostitutivi con autobus. I treni a media e lunga percorrenza (InterCity e Frecciabianca) percorrono l’itinerario alternativo via Pisa – Firenze – Bologna – Piacenza-Voghera, con allungamento del tempo di viaggio fino a 2 ore e 30 minuti. Un collegamento InterCity è stato istradato dalla Spezia sulla linea Pontremolese, con un maggiore tempo di viaggio di 90 minuti. Le modifiche proseguiranno fino al ripristino della linea.

    In tutta la Liguria si sono verificati 3500 disalimentazioni di utenze elettriche, di cui 3000 sulla provincia di Genova e 500 in quella della Spezia. Inoltre, una decina di feriti per cause dovute al maltempo si sono recati al pronto soccorso e sono in codice giallo. In queste ore circa 300 volontari della Protezione regionale sono al lavoro per supportare i Comuni nelle attività di sgombero delle strade.

    tromba-aria-ferrovia-14-ottobreLe valutazioni della Regione Liguria

    «Al netto dei danni che ci sono stati – e non vanno sottovalutati perché ci sono famiglie che passeranno momenti complicati stasera, così come la brutta avventura dei passeggeri dei treni – possiamo tirare un sospiro di sollievo. L’intera macchina ha funzionato in ogni suo pezzo. Sono molto soddisfatto delle riforme che sono state fatte nell’esercizio di questo difficile mestiere. Tutto è andato secondo le previsioni che ci eravamo dati». Lo dice il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, come riportato dall’agenzia DIRE, nel corso della conferenza stampa di bilancio della prima giornata di allerta meteo rossa da quando è in vigore il nuovo sistema. Difficile che vi siano i margini per chiedere lo stato di calamità nazionale: «I danni sono in aree molto vaste – spiega il governatore – e di entità contenute soprattutto per quanto riguarda i privati. Tutt’al più potremmo valutare uno stato di calamità regionale. Se qualcuno non può dormire nelle case stanotte, paghiamo l’albergo poi passeremo a un esatto censimento dei danni e capire come aiutare nel medio periodo chi ha avuto danni importanti».

    Per il governatore questo è «un lavoro che rientra in quella cultura di protezione civile che la Liguria ha elaborato dopo due grandi disastri evidentemente sottovaluti come ha riconosciuto anche il premier Renzi. Se ci mettiamo anche la celerità con cui si sta procedendo sui grandi cantieri di messa in sicurezza idrogeologica, possiamo dire che, da un anno a questa parte, il terrore della pioggia e il dissesto idrogeologico sono stati aggrediti come mai fatto nel recente passato e anche nel passato più lontano».

    I sopralluoghi del Comune di Genova

    Durante la giornata l’assessore alla protezione Giovanni Crivello ha effettuato diversi sopralluoghi nei luoghi maggiormente colpiti dalla perturbazione come Sant’Ilario, dove la furia del vento ha abbattuto diversi alberi, alcuni letteralmente sradicati, altri pesantemente danneggiati. Moltissimi i rami caduti sulle strade, alcuni anche di portata significativa, che fortunatamente non hanno prodotto conseguenze per le persone. Danni anche alle abitazioni con tetti pesantemente danneggiati e tegole divelte. Situazione simile anche in piazza Duca degli Abruzzi e in Passeggiata Anita Garibaldi con diversi crolli sia di rami che di tegole e il tetto del Castelluccio scoperchiato. Lungo la strada statale Aurelia, in via Donato Somma, è crollata la gru di un cantiere privato rovinando sulle strutture di una serra.

    «I segni del passaggio della perturbazione sono molto pesanti, ma non abbiamo registrato feriti o danni alle persone – dichiara Crivello – Stiamo lavorando, insieme a tutti i soggetti coinvolti, perché la situazione torni alla normalità nel minor tempo possibile. Vorrei sottolineare la perfetta sinergia tra Protezione Civile del Comune, gruppi di volontari della protezione civile, Polizia Municipale, Municipi, Vigili del Fuoco e Prefettura».

    Il Comune di Genova ricorda che i Parchi Serra-Gropallo e Grimaldi, Villa Stalder, Giardini di via Bottini, Giardini di via Nullo sono chiusi fino ad avvenuta verifica delle condizioni dell’alberatura. Per motivi di sicurezza rimangono chiuse con transenne piazza Duca degli Abruzzi a Nervi e Giardini di piazza Rusca a Quinto.

    LA CRONACA DELLA GIORNATA

     

  • Weekend a Genova con i Rolli Days, ma non solo: teatri, musica e Acquario

    Weekend a Genova con i Rolli Days, ma non solo: teatri, musica e Acquario

    rolliTempo permettendo, il fine settimana alle porte è quello del terzo appuntamento annuale con i Rolli Days, le aperture straordinarie delle storiche dimore genovesi che proprio quest’anno festeggiano i dieci anni del riconoscimento Unesco quale Patrimonio dell’Umanità. Tra le novità di questa edizione, le aperture dei palazzi di via San Bernardo e i FuoriRolli, i menu dedicati preparati dai bar e ristoranti del centro. Appuntamento sabato e domenica dalle 10 alle 19.

    Altro evento all’aperto, ma di tutt’altro tenore, è il Coming out day in programma sabato dalle 14 alle 18 a Sampierdarena, all’angolo tra via Cantore e piazza Montano: una giornata di sensibilizzazione contro le discriminazioni di genere nella quale, a chi lo vorrà, sarà data la possibilità di fare il proprio “coming out”, di qualsiasi tipo, in un video. A ogni partecipante verrà donato un finocchio, in richiamo al titolo della campagna, simpaticamente provocatoria, “Adotta un finocchio”. I video saranno poi pubblicati sul canale Youtube di Arcigay Genova, previo consenso firmato.

    Per i più piccoli, ma anche per mamma e papà, iniziano all’Acquario gli appuntamenti dedicati ad Halloween: tutti i weekend e i festivi, alle 15.30, appuntamento davanti alla nuova postazione Fish making con “Mostro sarai tu”, un’animazione a tema nella quale i partecipanti scopriranno che squali e piranha non sono così terribili e che svolgono un ruolo prezioso negli ecosistemi in cui vivono. Si incontreranno inoltre scorfani, murene, grossi granchi di acque profonde, e le straordinarie meduse, che con i loro movimenti fluttuanti e la loro consistenza, ricordano i fantasmi che popolano la notte di Halloween.

    tropicana-teatro-tosseInizia poi ad entrare nel vivo la stagione dei teatri cittadini: quella della Tosse è partita mercoledì scorso con la prima nazionale di “Tropicana”, spettacolo di Irene Lamponi con la regia di Andrea Collavino: una commedia che nasce all’interno di “Crisi”, il laboratorio di drammaturgia permanente condotto da Fausto Paravidino nell’ambito di un progetto di formazione fortemente voluto dal Teatro Valle Occupato di Roma. Lo spettacolo resterà in scena fino al 23 ottobre tutte le sere alle 20.30 e domenica alle 18.30, riposo al lunedì.

    Sabato sera, poi, per chi ha voglia di qualcosa di diverso dal solito ecco il match di improvvisazione teatrale di Rubik Teatro, al Teatro Instabile di via Cecchi, alla foce: due squadre di attori che si sfidano a colpi d’improvvisazione sotto la supervisione di un arbitro, il tutto ambientato in un incontro di hockey su ghiaccio, nel quale è il pubblico a decretare il vincitore di ogni improvvisazione.

    A rimettersi in moto all’inizio della settimana prossima sarà anche il Teatro della Corte dove, da martedì 18 ottobre e fino al 6 novembre, andrà in scena in prima nazionale “La cucina” di Arnold Wesker. Alla fine della prima, martedì, nell’ambito dei festeggiamenti per i 65 anni del Teatro Stabile è previsto uno spettacolo di videomapping con immagini proiettate in 3D sull’edificio del Teatro della Corte. Spettacoli alle 20.30 il martedì, mercoledì, venerdì e sabato, alle 19.30 il giovedì e alle 16 la domenica.

    borghese-gentiluomo-teatro-duseAl Duse, invece, da mercoledì 19 ottobre e sempre fino al 9 novembre, debutta “Il borghese gentiluomo” per la regia di Filippo Dini, che ne è anche attore protagonista e sarà preceduto, la sera della prima, da un breve concerto barocco con musiche di Bach nel foyer del teatro, organizzato dal Conservatorio Paganini. Gli orari degli spettacoli sono gli stessi della Corte, e quindi alle 20.30 il martedì, mercoledì, venerdì e sabato, alle 19.30 il giovedì e alle 16 la domenica.

    Largo spazio, come di consueto, alle mostre: dalle Collezioni Tessili del Settecento esposte a Palazzo Bianco agli scatti di Helmut Newton a Palazzo Ducale, dall’“Antologia della pittura giapponese” al Museo di Arte orientale di Villetta Di Negro alle “Polaroid ad arte” a Castello d’Albertis, per finire con
    gli “Eroi del Calcio” ai Magazzini del Cotone e  “Genova tesori d’archivio” al complesso monumentale di Sant’Ignazio.

    Marco Gaviglio

  • #ItalyFoodWeek, la cucina contro gli sprechi: le Polpette del Giorno Dopo

    #ItalyFoodWeek, la cucina contro gli sprechi: le Polpette del Giorno Dopo

    polpetteIn occasione della #ItalyFoodWeek, l’iniziativa promossa da Twitter Italia, con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, pubblichiamo una serie speciale per la rubrica gastronomica Sapori Superbi: ogni giorno, per sette giorni, una ricetta ispirata alle eccellenze del territorio e alla intenzione del giorno.

    Oggi, venerdì 14 ottobre, è la Giornata Mondiale dall’Alimentazione, promossa dal Fao, contro lo spreco del cibo. Non poteva mancare una ricetta tipicamente genovese, che più che una ricetta, è una mentalità.

    Una delle principali caratteristiche della cucina genovese, infatti, è la pragmaticità: sapersi adattare ad ogni circostanza, utilizzando gli ingredienti a disposizione. Uno dei più tipici escamotage ligure sono le classiche e gustose “Polpette del Giorno Dopo”, un classicissimo delle case di tutti i genovesi. Una ricetta che permette di non sprecare il cibo avanzato, e gustarsi un altro piatto da veri genovesi.

    Ingredienti:

    – Quello che è avanzato: miniestrone, pasta, riso

    – Pane raffermo

    – Uova

    – Pane grattato o farina

    – Sale

    – Olio

    – Aglio

    Preparazione:

    Se avete da “smaltire” del miniestrone, mettetelo a scaldare a fuoco lento, e aggiungete il pane raffermo tagliato a pezzi. Una volta che il pane è molle, e il minestrone è asciugato un poco, amalgamare il tutto con l’aggiunta delle uova. Aggiungere il sale all’impasto e formare le polpette, che, dopo averle passate o nella farina o nel pan grattato, possono essere cotte per alcuni minuti in padella con un po’ d’olio e aglio.

    Stesso procedimento con il riso: può essere superfluo, in questo caso, aggiungere il pane o le uova, visto che il riso di per sé può garantire la giusta consistenza per la polpetta. Vanno cotte un po’ di più rispetto alla variante con il minestrone.

    Per la pasta, invece, è consigliabile tagliarla e sminuzzarla un poco, per poi procedere con l’impasto, con o senza pane e uova.

    Agli impasti si possono aggiungere sapori a seconda del condimento originario, oppure ortaggi come carote, cipolle e porri, ma solo, ovviamente, se sono “avanzi” e bisogna “farli andare”. Buon Appetito!

  • Un treno in via Buranello, il progetto di street art per riqualificare Sampierdarena

    Un treno in via Buranello, il progetto di street art per riqualificare Sampierdarena

    via-buranello-streetartDipingere le saracinesche di via Buranello per portare colore e allegria nel quartiere di Sampierdarena. E’ il progetto di riqualificazione del quartiere genovese da cui parte il concorso “Un treno in via Buranello – Sguardo dal finestrino”, promosso da Teatro dell’Archivolto e Accademia Ligustica in collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana, Associazione Sampierdarena e le donne, Municipio II Centro Ovest e il CIV Sampierdarena Buranello. «L’arte urbana parla a tutti con immediatezza – dice Pina Rando, direttrice Teatro dell’Archivolto – Pensiamo che in un contesto come il quartiere di Sampierdarena, dove è stato già fatto qualche esperimento, possa essere particolarmente efficace».

    Un modo per dare libero sfogo all’arte riproducendo le immagini che di solito si possono osservare dal treno durante la sua corsa. «Abbiamo voluto dare risalto al treno perchè è ciò che caratterizza e rende particolare questa via – spiega Luana Rossini, vicepresidente dell’Associazione Sampierdarena e le donne – con questo progetto vogliamo attrarre persone nel quartiere e rendere migliore la vita delle persone di Sampierdarena».

    Un’iniziativa che si rivolge a giovani artisti dai 18 anni in su che potranno lasciar andare la propria fantasia e colorare come meglio credono le saracinesche e che costellano via Buranello sul lato della ferrovia. In pratica, una volta completata l’opera, al treno che viaggia sui binari sopra il muraglione di via Buranello, corrisponderanno tanti piccoli vagoni o scompartimenti disegnati sulle serrande dei locali sottostanti. Da ogni finestrino si potrà godere di una visuale diversa, che avrà come riferimenti il mondo della fantasia, del teatro e della rappresentazione urbana, lasciando quindi ampia libertà creativa. «Abbiamo apprezzato e appoggiato l’idea con piacere – dice Guido Fiorato, vice preside Accademia Ligustica – è un’iniziativa che riqualifica il quartiere e offre ai partecipanti l’opportunità di esprimere l’arte liberamente».

    Un progetto che va di pari passo con il workshop “Poesia di strada e arte pubblica”, tenuto da Eleonora Chiesa e Opiemme dal 12 al 14 ottobre, rivolto a giovani creativi che vogliono contribuire a riprogettare e ripensare il Centro Civico Buranello. «Attraverso queste iniziative vogliamo far rifiorire il nostro quartiere. Vogliamo vederlo colorato, vivace e pulito – dice Rodolfo Bracco, Presidente CIV Sampierdarena Buranello – Per questo ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno appoggiato e promosso questa bellissima iniziativa».

     Come partecipare al concorso

    opiemme-buriddaPer la realizzazione dell’opera d’arte collettiva è stato istituito un bando che sarà diffuso in tutta Italia attraverso le Accademie di Belle Arti. Il concorso è gratuito e potranno partecipare singoli artisti o gruppi. Ai giovani artisti di strada, che dovranno avere compiuto i 18 anni e avere maturato un minimo di esperienza nella realizzazione di graffiti, stencil e wall painting, si richiede di mandare un bozzetto con un proprio progetto. Sono previsti sino a un massimo di 60 vincitori, a cui potranno essere assegnate da un minimo di una a un massimo di quattro saracinesche. Tutta la documentazione dovrà arrivare all’Accademia Ligustica entro il 30 novembre 2016, termine ultimo per candidarsi. Nelle due settimane successive saranno selezionati e contattati i vincitori, che per realizzare la propria opera avranno a disposizione un lasso di tempo che va da metà dicembre 2016 a fine aprile 2017. I colori saranno forniti dal gruppo Boero, mentre per altro tipo di materiale gli street artist dovranno provvedere autonomamente.


    Elisabetta Cantalini

  • Genova, allerta meteo ROSSA venerdì 14 ottobre dalle 3 alle 24. SCUOLE CHIUSE

    Genova, allerta meteo ROSSA venerdì 14 ottobre dalle 3 alle 24. SCUOLE CHIUSE

    allerta-rossa-14-ottobreLa Protezione civile della Regione Liguria ha emanato lo stato di allerta meteo rossa (il più elevato) per piogge diffuse da Noli alla Spezia dalle 3 alle 24 di domani, venerdì 14 ottobre, con il rischio di gravi effetti al suolo. A Genova, chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado. Scuole e impianti sportivi chiusi anche a Savona, alla Spezia e nel Tigullio.
    Allerta arancione, invece, da Ventimiglia a Noli, dalle 3 alle 21 di domani.  Si tratta della prima allerta massima da quando è in vigore il nuovo sistema.


     Aggiornamenti di venerdì 14 ottobre

    17.45 – Dopo il passaggio della tromba d’aria Nervi e Sant’Ilario contano i danni: una gru in via Donato Somma si e’ abbattuta su una serra e sui fili elettrici, nella centrale piazza Duca degli Abruzzi, dove ha sede il commissariato di polizia, sono caduti molti alberi. Un albero di grosse dimensioni e numerosi rami sono crollati lungo i binari bloccando il traffico ferroviario a poca distanza della stazione di Nervi. A Sant’Ilario molte abitazioni hanno subito danni ai tetti, con conseguente cadute di tegole su strada e auto. Moltissimi gli alberi, fra cui piante secolari e pregiate, cadute nelle ville private e lungo i sentieri e le creuze di Sant’Ilario. A Quinto, sempre nel levante, dopo l’albero crollato su delle auto in via Roncallo, un palma di grandi dimensioni si e’ abbattuta su una cabina del telefono in via Murcarolo.

    17.15 – Mentre su Genova non piove più ormai da qualche ora, sono soprattutto i comuni dell’entroterra del Golfo Paradiso, del Golfo del Tigullio e dello spezzino a fare i conti con i pesanti danni provocati dalla tromba d’aria. Molti i tetti scoperchiati così come le frazioni rimaste senza elettricità a causa della cadute di pali e alberi. La via Aurelia fra Recco e Genova e’ percorribile solo ai residenti mentre rimasto chiuso a lungo il casello autostrade di Recco. Caduto anche lo storico pino secolare di Portofino cresciuto sul tetto di Castello Brown. C’è anche un lieve ferito: si tratta di un pensionato di Avegno colpito dal crollo del tetto della sua casa di Megli.

    16.50 – Il trenino di Casella resterà chiuso anche dopo la fine dell’allerta rossa. Questa mattina si è verificato un problema di mancanza di tensione alla linea ferroviaria nella tratta Genova – Vicomorasso, per la caduta di un albero sulla linea aerea in zona San Pantaleo. Per non pregiudicare la sicurezza degli addetti al ripristino, l’intervento avrà inizio terminata l’allerta. Per tutto il periodo di fermo della ferrovia, verrà garantito il servizio bus sostituivo da Genova a Casella.

    alberi-treni-nervi15.00 – Una tromba d’aria ha attraversato Genova da Voltri a Nervi lungo la costa per concentrarsi poi su Recco. Circolazione dei treni sospesa tra Genova Brignole e Sestri Levante, sulla tratta Genova – La Spezia, per la disconnessione della linea elettrica di alimentazione dei treni e la caduta di un albero che ingombra la sede ferroviaria coinvolgendo l’Intercity 35370 (Livorno-Milano) fermo in linea. Per mancanza di alimentazione elettrica sono fermi in linea anche i regionali 11245 e 11252. “I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono sul posto – informa Rfi in una nota – per risolvere il guasto e ripristinare, appena le condizioni meteo lo consentiranno, la piena funzionalità degli impianti tecnici e per rimuovere l’albero”.

    14.30 – Bargagli e Davagna gli abitati più danneggiati, soprattutto dal forte vento: il sindaco di Bargagli, Sergio Aveto, ha ricevuto segnalazioni di diverse abitazioni con ingenti danni ai tetti, forse causati da una tromba d’aria. Problemi anche con le utenze elettriche. L’intensità delle precipitazioni a Genova attualmente in calo: a Nervi, un albero di grosse dimensioni è caduto in via Somma, all’altezza del bivio con Sant’Ilario, bloccando il traffico, attualmente in tilt.

    13.30 – Via libera all’accensione dei riscaldamenti a Genova. In considerazione delle condizioni climatiche che rendono critiche le temperature all’interno degli edifici a qualsiasi destinazione d’uso, è stata emessa ordinanza del sindaco che autorizza l’accensione degli impianti di riscaldamento da oggi a lunedì 31 ottobre compreso, per 10 ore giornaliere, a regime normale (temperature negli ambienti: 20° con 2° di tolleranza). Nell’accesso ai locali caldaia e nelle operazioni di accensione degli impianti, il Comune di Genova rammenta i comportamenti di autoprotezione che i cittadini sono tenuti ad adottare in caso di allerta meteo.

    allerta-rossa-14-ottobre-h1313.00 – «Siamo nella fase centrale dell’allerta, il bollettino appena emesso conferma il quadro previsto ieri sera con allerta rossa da Capo Noli (Savona) a La Spezia fino alle 23.59, e arancione da Ventimiglia a Capo Noli, fino alle 21». Lo dice l’assessore alla Protezione civile della Regione Liguria, Giacomo Giampedrone, facendo il punto della situazione sullo stato di allerta meteo che vige su tutto il territorio regionale, come riporta l’agenzia Dire. «L’attenzione è altissima su tutto il territorio in attesa di un possibile peggioramento – prosegue Giampedrone – da adesso al tardo pomeriggio ci attendono le ore centrali della perturbazione. Al momento si stanno verificando forti precipitazioni nel ponente ligure, mentre questa mattina a essere interessata è stata soprattutto la zona del Tigullio». A scongiurare forti piogge fino al momento «ci hanno pensato un po’ i venti di tramontata – spiega l’assessore – che hanno tenuto la perturbazione più sul mare che sulla terra: è un vento molto forte che ci ha fatto comodo ma ha causato qualche problema». Al momento, comunque, non ci sono particolari segnalazioni di disagi dal territorio regionale, fatta salva la momentanea chiusura di due strade nel Comune di Tribogna, in provincia di Genova. La criticità maggiore è rappresentata dal forte vento con picchi di 117 chilometri all’ora registrati nel comune di Framura (provincia della Spezia), ma anche 102 chilometri all’ora a Genova nell’area del Porto Antico. Per quanto riguarda la pioggia, invece, la zona più colpita in mattinata è stata il Tigullio con 40-50 millimetri di pioggia. «L’aspetto più temuto – dicono i previsori dell’Arpal – è quello dei temporali forti, stazionari e organizzati nelle zone di convergenza tra venti caldi e freddi, in particolare sulla parte centrale e sul levante della regione». Prossimo aggiornamento con la stampa previsto tra le 18 e le 18.30 alla presenza anche del governatore Giovanni Toti, nel quale sarà comunicata l’eventuale prosecuzione dell’allerta anche nella giornata di domani.

    10.30 – La situazione sul territorio regionale non presenta criticità di rilievo. Le maggiori difficoltà sono date dalle forte raffiche di vento che hanno provocato la caduta di alcuni alberi. Per quanto riguarda il Comune di Genova, la Protezione civile informa che si alternano momentanee precipitazioni sparse, al più moderate, e pause asciutte. Gli accumuli complessivi (dalle 00 odierne) restano su valori poco significativi, mediamente sotto i 10 mm. Su tutto il genovesato insiste una moderata ventilazione settentrionale, con raffiche sino a 30/40 km/h, che contribuisce a mantenere un substrato decisamente freddo e umido. Al momento la perturbazione distende il proprio fronte principale dalla costa Azzurra sino ai mari di Corsica e Sardegna dove è presente diffusa attività elettrica, situazione che potrebbe interessare il territorio nel corso del pomeriggio/sera.

    Sono 300 i volontari di protezione civile attivi in tutta la Regione.


     La situazione di giovedì 13 ottobre

    Permane lo stato di allerta gialla per temporali e piogge diffuse su tutta la Regione fino alle 2.59 di domani, venerdì 14 ottobre.

    L’allerta arancione per temporali forti, organizzati e persistenti è il massimo grado di allertamento per questo tipo di fenomeni, che possono essere molto intensi e produrre gravi effetti al suolo. L’allerta rossa per piogge diffuse segnala gravi effetti al suolo numerosi ed estesi sulle zone di allertamento.

    I previsori di Arpal parlano di un prossimo scontro tra venti di tramontana e scirocco che porteranno temporali forti, organizzati e persistenti, con raffiche di vento intorno ai 90 km/h, dapprima sul mare e successivamente verso la costa da Levante verso il Centro-Ponente.

    La Sala Operativa Regionale è già aperta e lo resterà per tutta la durata dell’allerta per monitorare in tempo reale l’evoluzione dei fenomeni più intensi e dare supporto ai comuni impegnati nella gestione delle rispettive fasi operative.

    I provvedimenti del Comune di Genova

    Chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, chiusura dei centri socio-educativi, di aggregazione e attività educative territoriali per i minori (appartenenti al Centro Servizi Famiglie), chiusura dei centri socio riabilitativi diurni per anziani e disabili, chiusura degli impianti sportivi pubblici e privati, chiusura dei musei civici, chiusura delle biblioteche, sospensione dei mercati rionali all’aperto, chiusura dei parchi e dei giardini pubblici, chiusura dei cimiteri (assicurata la ricezione dei servizi funebri), sospensione di qualsiasi manifestazione ed evento all’aperto, chiusura dei sottopassi pedonali di piazza Montano, via Borgo Incrociati, piazza Rizzolio/via Gattorno, piazza Porticciolo, piazzale Kennedy/viale Brigate Partigiane, piazza Massena. Sono le misure assunte dal centro operativo comunale, riunitosi oggi alle 15 in seguito all’emanazione dello stato di allerta rossa dalle ore 3 alle ore 23.59 di venerdì 14 ottobre, in applicazione del Piano comunale di emergenza per la gestione del rischio meteo-idrogeologico.

    È stata disposta la chiusura e la messa in sicurezza di tutti i cantieri, con particolare attenzione a quelli dello scolmatore del Fereggiano e del rifacimento della copertura del Bisagno.

    Sono state inoltre adottate misure che riguardano la mobilità: limitazione del servizio della Metropolitana alla tratta Brin-De Ferrari; chiusura degli ascensori del sottopasso ferroviario di Sestri Ponente (via Puccini); chiusura dell’esercizio ferroviario Genova-Casella e attivazione di un servizio sostitutivo compatibilmente con le condizioni viarie; chiusura fino a cessata allerta della Galleria Pizzo sulla strada statale Aurelia; divieto di sosta in via Pontetti. Tutti i possessori di tagliandi Blu Area A, B, C, R e T, esclusivamente nei casi in cui tali zone siano state opzionate come prima scelta (es. AL – CF – CG ecc.), hanno diritto a parcheggiare gratuitamente in tutte le zone Blu Area, a partire da 3 ore prima della decorrenza dell’allerta e fino alle ore 12 del giorno successivo della cessata allerta. Stesso provvedimento anche per i residenti nella zona via Fereggiano – corso De Stefanis non in possesso di contrassegno Blu Area esponendo copia della carta di circolazione. Interdetta la circolazione sulla sopraelevata Aldo Moro per motocicli e veicoli telonati dalle 00.00 alle 23.59 di venerdì 14 ottobre. Chiuso il guado di via Veilino, presidiate e monitorate via Shelley, via Pontetti, via Superiore Budulli, via Rio Fulle e via San Quirico.

    Inoltre, è stato deciso il potenziamento del presidio territoriale della Polizia municipale con 4 pattuglie dedicate al monitoraggio dei rivi per ogni turno, che vanno ad aggiungersi al servizio ordinario. Attivate anche 9 pattuglie di pronto impiego dalle ore 4.30 di venerdì 14 ottobre e, a partire dalle ore 6.30, ulteriori 16 pattuglie per presidio della viabilità e pronto impiego in caso di necessità. Attivate inoltre 16 squadre di volontariato di protezione civile.

    Le direzioni del Comune di Genova, i Municipi e le Aziende (Aster, Amiu e Amt) hanno attivato i piani di emergenza previsti per lo stato di allerta rossa. Il trasporto individualizzato ai centri di riabilitazione di persone disabili è sospeso a seguito della chiusura del centri stessi, disposta dalla Asl 3. Rimane attivo il trasporto verso i luoghi di lavoro.

    Il Comune di Genova ricorda, inoltre, di adottare i comportamenti di autoprotezione. In particolare, all’entrata in vigore dell’allerta: predisporre paratie a protezione dei locali al piano strada, chiudere le porte di cantine e seminterrati e salvaguardare i beni mobili che si trovano in locali allagabili; porre al sicuro i propri veicoli in zone non raggiungibili dall’allagamento; limitare gli spostamenti a esigenze di effettiva necessità; tenersi aggiornati sull’evolversi della situazione e prestare attenzione alle indicazioni fornite dalle Autorità, da radio, tv e tutte le altre fonti di informazione.

    Per tutta la durata dell’allerta sarà attiva la sala di emergenza della Protezione Civile del Comune di Genova e sarà attivo il numero verde della Protezione Civile del Comune di Genova 800177797.