Autore: erasuperba

  • Electropark: Make Your Sound! Concorso di musica elettronica

    Electropark: Make Your Sound! Concorso di musica elettronica

    Musica elettronicaL’associazione culturale genovese Forevergreen.fm, che si occupa di organizzare eventi a favore di artisti emergenti nel campo musicale e delle arti visive, ha indetto in collaborazione con Sala Dogana (Palazzo Ducale) la prima edizione del concorso di musica elettronica ELECTROPARK: make your sound!

    Il bando è rivolto a studenti universitari e/o appassionati di questo nuovo media di produzione musicale (Dj, studenti di musica o produzione musicale, studenti di facoltà universitarie interessate alle tecnologie e all’elettronica), di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che potranno essere scelti per una performance l’1 e il 2 giugno 2012 nello spazio del Ducale. Nel corso di queste due giornate si terranno infatti workshop e dimostrazioni live sulle tecniche di produzione musicale di ultima generazione, sulle nuove tecnologie e strumenti per la produzione sonora.

    È ammesso al concorso qualsiasi progetto focalizzato sulla produzione di musica elettronica tramite software o qualsiasi tipo di strumento tecnologico o elettronico. Il materiale (biografia, recapiti, descrizione e foto del progetto, almeno un file audio) andrà inviato entro il 30 aprile 2012 tramite la mail makeyoursound@forevergreen.fm o via posta a Associazione culturale musicale Forevergreen FM – Via Monte Fasce 72 – 16133 Genova.

    Entro il 20 maggio 2012 tra i partecipanti saranno scelti 5 finalisti in base ai voti ricevuti su pagina dedicata facebook “Forevergreen Fm” e sito di riferimento www.forevergreen.fm. A seguire, una giuria composta da esperti, dai presentatori dei workshop e dagli organizzatori dell’evento sceglierà il vincitore.

    Il vincitore avrà diritto a:
    – una targa celebrativa
    – un’esibizione di un’ora durante la serata del 2 Giugno in apertura alle performance dei dj e producer ospiti della serata;
    – un’esibizione all’interno del Forevergreen Festival 2012.

  • Con-Trasta la Tav: manifestazione dei cittadini della Val Polcevera

    Con-Trasta la Tav: manifestazione dei cittadini della Val Polcevera

    Venerdì 20 Aprile il Comitato “Proteggiamo Villa Sanguineti” formato da famiglie e maestre della scuola – messa in pericolo dall’apertura dei cantieri del Terzo Valico – organizza la manifestazione “CON-TRASTA la Tav“: concentramento ore 16 presso la Scuola Villa Sanguineti in via dei Molinussi a Fegino, ore 17 in Piazza Rismondo a Bolzaneto

    «Il 27 marzo negli uffici del Matitone abbiamo incontrato le istituzioni per riuscire a chiarire alcuni semplici ma per noi vitali “particolari” – scrive il Comitato – i dettagli del cantiere che sarà aperto vicino alla scuola in quanto tutti noi viviamo nelle zone limitrofe; l’impatto ambientale che tale cantiere, associato a molti altri che sono già aperti o apriranno a breve, avrà sulla nostra valle e le nostre vite dal punto di vista sanitario; come intendono procedere tali istituzioni, per quanto riguarda la nostra scuola. Dalla riunione siamo usciti ancora più incerti soprattutto per quanto riguarda la scuola. Le istituzioni si sono impegnate a fornirci i dati ma a tutt’oggi non abbiamo in mano nulla. Il futuro della scuola e dei nostri bimbi è legato ad uno studio fatto dall’Arpal che dovrebbe simulare (avete letto bene, SIMULARE) l’impatto che il cantiere avrà su di loro. Se non potranno convivere cantiere e scuola quale soluzione verrà adottata??? Le istituzioni non l’hanno detto!!! Ma se la scuola non potrà stare accanto al cantiere come si può permettere alle nostre abitazioni di starci!!! A queste domande non è stata data risposta, anzi ci è stato detto, con un po’ di arroganza, che TUTTI i cittadini approvano le loro decisioni. E’ il momento di far capire che non è proprio così…»

  • Brignole, viale Caviglia: lavori per realizzare posti moto e auto

    Brignole, viale Caviglia: lavori per realizzare posti moto e auto

    Il Comune sta studiano la possibilità di realizzare in viale Caviglia, tra piazza Verdi e piazza della Vittoria, 250 posti per mezzi a due ruote e circa un’ottantina di posti auto, ricavati sacrificando una parte dei giardini. I parcheggi per le moto dovrebbero essere gratuiti mentre quelli destinati alle automobili saranno probabilmente soggetti al sistema “Blu area” vigente in tutto il centro cittadino.

    Una trasformazione che si rende necessaria in un’area strategica, interessata dalla prossima apertura della stazione della metropolitana di Brignole (dovrebbe entrare in funzione a luglio), ma non solo, a pochi metri infatti sono in procinto di partire i lavori per il restyling della stazione ferroviaria di Brignole che cancelleranno i pochi spazi moto presenti nelle immediate vicinanze. Di conseguenza diventa fondamentale garantire maggiori aree di sosta per parcheggi di interscambio rispetto a quelli attualmente disponibili.

    Inoltre, considerando la semipedonalizzazione dell’adiacente piazza Colombo, un nuovo parcheggio consentirebbe anche di rilanciare le attività commerciali della zona.

    C’è però un “piccolo” problema, per il momento non ancora risolto dal Comune. Nell’area dei giardini di viale Caviglia infatti, oggi si trovano costretti a lavorare sotto tendoni provvisori, gli operatori commerciali che prima dell’alluvione del novembre scorso erano ospitati nel sottopasso Cadorna. Nonostante vari incontri con l’amministrazione comunale la questione non ha ancora trovato una soluzione e i commercianti lanciano l’ennesimo grido d’allarme «I progetti per i negozi sono già pronti, pagheremo noi i lavori di ristrutturazione che poi ci saranno dedotti dagli affitti. Tutto questo è scritto nero su bianco in accordo con il Comune ma mancano ancora le firme di alcuni assessori per poter finalmente partire e, nel giro di tre mesi, tornare a svolgere la nostra attività con maggiore serenità. Ma evidentemente in periodo elettorale gli esponenti politici sembra non abbiano “tempo da perdere”…».

     

    Matteo Quadrone

     

     

  • Festival della Scienza 2012: aperto il bando per animatori

    Festival della Scienza 2012: aperto il bando per animatori

    Festival della ScienzaCome ogni anno, gli organizzatori del Festival della Scienza, che si svolgerà tra il 25 ottobre e il 4 novembre 2012, aprono le loro porte ai giovani e indicono un bando alla ricerca di animatori e animatori scientifici.

    Che cosa faranno queste figure e quali sono i requisiti richiesti?

    L’animatore scientifico ha un ruolo fondamentale all’interno di mostre e laboratori dove, grazie alle sue conoscenze e alle buone capacità relazionali e comunicative, illustra i contenuti e accompagna gruppi di visitatori.
    Requisiti:
    – essere studente universitario, laureato, dottorando.
    – buone conoscenze scientifiche per gli studi effettuati o per una passione coltivata autonomamente.
    – esperienze pregresse nel campo dell’animazione (anche non scientifica) con bambini e ragazzi in età scolare e/o adulti.
    – disponibilità a lavorare durante tutti gli 11 giorni del Festival.
    – comprovate capacità di relazione con il pubblico.

    L’animatore, utilizzando le sue buone capacità organizzative e relazionali, si occupa dell’accoglienza del pubblico presso mostre, laboratori ed eventi sponsor, degli aspetti organizzativi di conferenze e spettacoli, della gestione dei flussi e fornisce indicazioni e informazioni sul programma e sui luoghi del Festival supportando il visitatore nell’organizzazione del proprio percorso.
    Requisiti:
    – essere maggiorenne diplomato, studente universitario o laureato.
    – esperienze lavorative pregresse a contatto con il pubblico in occasione di mostre/fiere/convegni o nel campo della sicurezza in occasione di eventi pubblici.
    – disponibilità a lavorare durante tutti gli 11 giorni del Festival.
    – capacità di problem solving.
    – comprovate capacità di relazione con il pubblico.

    È possibile candidarsi sul sito animatori.festivalscienza.it entro il 23 maggio. Le selezioni verranno fatte a partire dal mese di luglio. Per diventare animatori, a seguito del superamento della selezione, è necessario partecipare ad una formazione obbligatoria. La mansione è retribuita, ma per chi viene da fuori Genova non sono previste agevolazioni per vitto e alloggio nè la copertura delle spese di viaggio.

    Per diventare animatori, a seguito del superamento della selezione, è necessario partecipare ad una formazione obbligatoria.
    La mansione è retribuita. Non sono previste agevolazioni per vitto e alloggio nè la copertura delle spese di viaggio.

  • Vivi il museo: gli eventi per conoscere l’Accademia di Belle Arti

    Vivi il museo: gli eventi per conoscere l’Accademia di Belle Arti

    Accademia Belle ArtiL’associazione Amici dell’Accademia Ligustica di Belle Arti Onlus ha lanciato la campagna di eventi Vivi il Museo, che per tutto il 2012 proporrà appuntamenti di arte, cultura e gastronomia allo scopo di valorizzare e promuovere il Museo dell’Accademia Ligustica e sostenerlo economicamente.

    Questo il programma completo degli eventi:

    Giovedì 19 aprile, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Un inedito sposalizio
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire l’opera inedita di Luca Cambiaso.

    Venerdì 20 aprile, ore 10.00-12.30 (ingresso libero)
    Giornata di studi
    Appuntamento interamente dedicato alla storia del dipinto inedito di Luca Cambiaso e al suo restauro, presieduto da esperti del settore.

    Sabato 21 e domenica 22, ore 14.30-18.30
    Apertura straordinaria del Museo
    Seguiranno altre aperture straordinarie.

    Sabato 5 maggio, ore 17.00
    Didattica Musicale – Bach

    Giovedì 10 maggio, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Il Seicento
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire il Seicento attraverso gli occhi di Valerio Castello.

    Sabato 19 maggio, ore 17.00
    Didattica musicale – Mozart

    Giovedì 31 maggio, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Vita di Chiesa
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire l’arte sacra.

    [Pausa estiva]

    Giovedì 20 settembre, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Il Settecento
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire il Settecento attraverso gli occhi di Anton Raphael Mengs.

    Sabato 29 settembre, ore 17.00
    Le anime dell’arte. Primo appuntamento
    Aneddoti e pettegolezzi sui grandi pittori e committenti dell’Accademia raccontati da Mauro Pirovano.

    Sabato 20 ottobre, ore 17.00
    Le anime dell’arte. Secondo appuntamento
    Aneddoti e pettegolezzi sui grandi pittori e committenti dell’Accademia raccontati da Mauro Pirovano.

    Sabato 27 ottobre, ore 17.00
    Didattica musicale – Beethoven

    Giovedì 8 novembre, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Il corpo
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire le valenze del corpo nell’arte.

    Giovedì 22 novembre, ore 18.45
    I sensi dell’arte. L’Ottocento
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire l’Ottocento attraverso gli occhi di Tammar Luxoro.

    Sabato 24 novembre, ore 17.00
    Didattica musicale – Debussy

    Martedì 27 novembre, ore 18.00
    La tavola nella storia. Primo appuntamento
    L’arte di apparecchiare la tavola secondo la moda russa.

    Martedì 4 dicembre, ore 18.00
    La tavola nella storia. Secondo appuntamento
    L’arte di apparecchiare la tavola secondo il gusto francese.

    Giovedì 6 dicembre, ore 18.45
    I sensi dell’arte. Il Novecento
    Arte, storia, enogastronomia e musica per scoprire il Novecento attraverso Antonio Discovolo.

  • Ci vuole ben altro: rapporto Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia

    Ci vuole ben altro: rapporto Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia

    “Ci vuole ben altro”, è il titolo scelto per il nuovo rapporto dell’associazione Antigone che fa il punto sulle ultime visite dell’osservatorio nazionale nelle carceri italiane. I numeri confermano, senza possibilità di smentita, che la legge Alfano sulla detenzione domiciliare del 31 dicembre 2010 e la famosa svuota-carceri del governo Monti(che estendeva ad un anno e mezzo il periodo di pena residuo convertibile in detenzione domiciliare e che cercava di limitare gli arresti con traduzione in carcere per fatti non di particolare allarme criminale), entrata in vigore il 31 dicembre 2011, non sono servite ad arrestare il fenomeno del sovraffollamento.

    A fronte di una capienza regolamentare di 45.742 posti a fine 2010 i detenuti erano 67.961. Un anno dopo nonostante la legge Alfano si proponesse di ridurre di 8 mila unità la nostra popolazione carceraria, i detenuti erano 66.897. «Giusto mille in meno», sottolinea Antigone. Ma anche il decreto del nuovo ministro Severino non sortisce gli effetti sperati infatti al 13 aprile 2012 i detenuti arrivano a 66.582, solo 312 in meno.

    Ciò nonostante 5.533 detenuti sono usciti grazie alla detenzione domiciliare. Come mai allora, se davvero c’è stato un calo, questo non si rileva? «Innanzitutto perché la parte della legge sulle “porte girevoli” ha iniziato a non funzionare – spiega Antigone – Gli arresti con conduzione in carcere sono ripresi. Nel novembre 2011 i detenuti entrati dalla libertà in carcere sono stati complessivamente 6.679. Sono scesi a 5.784 nel dicembre del 2011, ancora scesi a 5.211 nel gennaio del 2012. Poi a febbraio è iniziata la risalita con 5.278 ingressi, divenuti addirittura 6.174 a marzo 2012».
    «Inoltre le persone uscite con la detenzione domiciliare sono persone che sarebbero comunque uscite ordinariamente con altra misura alternativa già in vigore – precisa Antigone – e in ogni caso molte sarebbero ormai fuori per fine pena».

    Ma l’introduzione di questo beneficio ha influito negativamente sull’andamento delle altre misure alternative. «Prima dell’approvazione dell’indulto del 2006 oltre 23.000 persone erano in misura alternativa – spiega Antigone – Mai così tante. Con l’indulto questo numero si è praticamente azzerato, riprendendo subito dopo la sua lenta crescita».
    Alla fine del 2006 le persone in misura alternativa erano 5.933, 7.179 alla fine del 2007, 10.220 alla fine del 2008; 13.416 alla fine del 2009, 18.435 alla fine del 2010. Alla fine del 2011 il numero si ferma a quota 19.239, segnando un forte rallentamento nella crescita.
    «Si può ipotizzare da un lato che nell’ultimo anno il carico di lavoro per tribunali ed assistenti sociali dovuto alla nuova norma abbia ridotto le risorse per l’applicazione delle altre alternative alla detenzione – continua Antigone – Dall’altro è prevedibile che si tenda sempre più a concedere questo nuovo beneficio, più “sicuro” ad esempio dell’affidamento in prova, che si applica ad un residuo pena più breve, e fortemente sostenuto dal legislatore. Insomma, a causa delle nuove norme diventa probabilmente più difficile accedere alle vecchie alternative alla detenzione».
    Nel frattempo la durata media della custodia cautelare è in crescita ed aumenta anche la lunghezza delle pene comminate.

    In realtà l’impatto più significativo lo ha avuto la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che nell’aprile del 2011 ha sancito il dovere dei giudici italiani di disapplicare le norme presenti nella legge Bossi-Fini che prevedevano l’arresto per l’inottemperanza all’obbligo di allontanamento del Questore per l’extracomunitario non in regola coi documenti. Gli stranieri erano 24.954 il 31 dicembre del 2011 e sono diventati 24.123 il 31 marzo 2012. 831 detenuti in meno, quasi la totalità della decrescita dell’ultimo anno.

    Mentre un’altra area su cui sarebbe necessario intervenire per dare respiro alle carceri, è quella relativa ai reclusi per reati legati alla droga. «Il 36% dei detenuti è dentro per aver violato la legge Fini-Giovanardi sulle droghe – ricorda Antigone – Molti tossicodipendenti si trovano in prigione per aver commesso reati contro il patrimonio finalizzati a procurarsi sostanza stupefacenti. Va messa mano a questa legge ideologica, bacchettona, demagogica ed anti-economica».

     

    Per quanto riguarda la distribuzione della popolazione carceraria, la regione con il più alto tasso di sovraffollamento è la Puglia (188%), seguita da Lombardia (174%) e Liguria (168%).
    La media nazionale si attesta su un preoccupante 145%, ovvero con oltre 145 detenuti ogni 100 posti, l’Italia è il paese più sovraffollato d’Europa.
    Ma secondo Antigone il dato è falsato perché apparentemente la capienza dei nostri istituti in questi anni è cresciuta. «Dal 2007 al 2012 parrebbe che l’Italia abbia aumentato la capienza delle sue carceri di 2.557 posti – spiega l’associazione – I primi effetti del piano carceri del governo? Assolutamente no. In effetti si tratta semplicemente del fatto che, negli stessi istituti, si stipano sempre più detenuti, trasformando in celle tutti gli altri spazi, a scapito di spazi comuni indispensabili per la vivibilità degli istituti. Nelle carceri c’è sempre meno spazio, ma sulla carta la loro capienza aumenta».

     

    Il numero dei decessi negli istituti penitenziari si conferma sostanzialmente analogo rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel primo trimestre del 2012 sono morti in carcere 35 detenuti ai quali vanno aggiunti i due decessi all’interno delle camere di sicurezza della questura di Firenze.

    «Di questi 17 si sono suicidati (uno dei quali nella caserma di Firenze), 5 sono morti di malattia e per 15 di loro le cause sono ancora da accertare –precisa Antigone – Il triste primato spetta al carcere di Marassi con i suoi 5 decessi (1 per suicidio, 1 per un “incidente” mentre inalava il gas dal fornelletto, 1 trovato morto nel sonno, 1 per soffocamento mentre mangiava), seguito da Regina Coeli con tre morti (un detenuto del centro clinico deceduto per malattia, uno colpito da infarto e un ultimo stroncato forse da “overdose”). Il più giovane a togliersi la vita aveva 21 anni, era italiano ed è morto a San Vittore, incensurato, era accusato di molestie sessuali ai danni di minorenni e aveva denunciato più volte di aver subito violenze dagli altri detenuti».

    Nel corso del 2011 si sono registrati complessivamente 186 decessi di cui 66 per suicidio, 23 per cause da accertare, 96 per cause naturali e 1 per omicidio. Nel 2010 i numeri erano stati leggermente più contenuti: 170 i decessi, di cui 65 per suicidio.

     

    Un altro fronte sul quale occorre intervenire al più presto è quello del lavoro penitenziario, un elemento fondamentale del trattamento e strumento privilegiato di reinserimento sociale, può essere svolto o alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria o di soggetti terzi, come prescrive il nostro ordinamento.

    «In questi primi mesi del 2012 si confermano i drastici tagli di spesa previsti dall’amministrazione – spiega Antigone – sia per pagare le mercedi dei detenuti alle loro dipendenze, sia per sostenere le imprese o cooperative che li assumono».
    In pratica il budget previsto per il lavoro dei detenuti è calato dai 71.400.000 euro del 2006 ai 49.664.207 euro del 2011.

    Nel medesimo periodo la percentuale di detenuti lavoratori (dipendenti dall’amministrazione carceraria o di imprese/cooperative) rispetto al totale della popolazione carceraria è passata dal 30% del 2006 al desolante 20% del 2011.

    «Questi importi però sono al lordo di euro 4.648.112, ossia il budget annuale di copertura previsto dalla legge 193/2000 – continua Antigone – la cosiddetta legge Smuraglia, varata nel 2000 proprio per incentivare il lavoro dei detenuti in esecuzione penale, prevedeva benefici fiscali e contributivi per quelle cooperative sociali e aziende che avessero assunto persone in esecuzione della pena. Nel 2011 tale budget, ridotto a € 2.065.827 a causa degli esuberi del precedente anno, si è esaurito prima della fine dell’anno e le aziende interessate hanno dovuto rinunciare, in tutto o in parte, agli sgravi e spesso sono state costrette a terminare il rapporto di lavoro con il detenuto/lavoratore».
    Nel 2012 non si è provveduto al rifinanziamento previsto dalla legge e la Direzione generale dei detenuti del Ministero della Giustizia si è limitata a stanziare 2 milioni di euro destinati ai soggetti – imprese e cooperative – rimasti esclusi dal beneficio nel corso del 2011.
    A febbraio 2012 la Commissione Bilancio della Camera, per mancanza di copertura finanziaria, ha bloccato la proposta di legge 937, “Norme per favorire il lavoro dei detenuti”, presentata nell’ottobre 2011 e che puntava all’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro, in esecuzione della pena o in misura alternativa, attraverso sgravi fiscali alle imprese che li avessero assunti.

    «L’ovvia conseguenza di tutto ciò è che molti saranno i detenuti che continueranno a perdere il lavoro e molte le cooperative sociali che saranno costrette anche a chiudere non potendo più contare su tali sgravi», sottolinea Antigone.
    Lo stesso Ministro della Giustizia, Paola Severino ha affermato «Dopo dieci anni di applicazione della legge e di iniziative di eccellenza, si è costretti a rinunciare all’unico, vero ed efficace incentivo che ha permesso concreti processi di reinserimento sociale».
    «Per molti detenuti il lavoro rappresenta l’unica fonte di reddito, non avendo alle spalle famiglie capaci di sostentarli – conclude Antigone – e quindi l’unico modo per poter acquistare tutto ciò che l’Istituto non offre, come francobolli per scrivere ai familiari, sigarette, sapone, capi di vestiario, ma anche alimenti».

     

    Matteo Quadrone

  • Diversamente abili: al via il corso di vela organizzato da Assonautica

    Diversamente abili: al via il corso di vela organizzato da Assonautica

    Il 21 aprile, nel porto antico di Genova, partirà il corso di vela per persone con disabilità motoria, organizzato dall’Assonautica provinciale in collaborazione con il Centro velico interforze e l’Assocazione Sapello di Prà.

    L’obiettivo del corso, interamente gratuito, è quello di incrementare le capacità di coordinamento motorio, orientamento ed equilibrio dei partecipanti, migliorandone al tempo stesso l’autostima e le capacità relazionali.

    Alla prima edizione del corso, che prevede un totale di 6 incontri e 15 ore di navigazione e si è appena concluso, hanno partecipato 4 giovani fra i 20 ed i 40 anni. Al termine, gli allievi sono andati a bordo senza accompagnatore.

    «La barca a vela è una società in miniatura dove ciascuno mette in atto le proprie capacità per dare forza alla vita di un gruppo, la cui forza alla fine è superiore alla somma delle forze dei singoli – commenta il presidente dell’Assonautica provinciale Fabio Pesto – ecco perché i benefici che le persone a ridotta capacità motoria possono avere dalla vela non sono soltanto fisici ma anche psicologici. Per questo vorremmo dare continuità a questo tipo di iniziative, nella convinzione che la passione per il mare debba essere un’opportunità per tutti».

  • Il distretto culturale della Maddalena: una risorsa per la città

    Il distretto culturale della Maddalena: una risorsa per la città

    Venerdi 20 aprile 2012 si terrà alla Loggia della Mercanzia (piazza Banchi) e al Teatro Hops (piazzetta Cambiaso) un convegno indetto da Arci Liguria, in collaborazione con il Patto per lo Sviluppo della Maddalena, per presentare pubblicamente il progetto MAED – MaddalenaMediterranea, vincitore del Bando Generazione Creativa della Compagnia di SanPaolo: scopo di questa giornata è discutere sul tema della cultura quale strumento di riqualificazione urbana e di sviluppo economico e turistico del Sestiere della Maddalena.

    Questo il programma della giornata.

    Mattina: Loggia di Banchi

    9.30 Apertura dei Lavori

    9.45 Carlo Testini (ARCI Nazionale): BJCEM – La biennale dei giovani artisti del Mediterraneo

    10.00 Laura Fornara (Compagnia di San Paolo): L’impegno della Compagnia per il sestiere della Maddalena

    10.30 Davide Traverso (ARCI Liguria): Il progetto Maed/Maddalena Mediterranea

    11.15 Francesca Guida (ECCOM): La cultura nei processi di trasformazione urbana: successi e fallimenti delle strategie culturali.

    11.45 Claudio Oliva (Patto di sviluppo della Maddalena): Il Patto e il distretto culturale della Maddalena

    12.15 Visita guidata della Maddalena

    Pomeriggio: Teatro Hops

    14.00 Gavino Maresu (Docente Corso di Perfezionamento in “Turismo culturale per lo sviluppo dei territori”, Fondazione E. Garrone e Unige) : Turismo e accoglienza: binomio inscindibile

    14.30 Francesca Motta (Libera prossionista Settore Turismo), Laura Rossi (Phd Unige): Il sestiere della Maddalena: primi risultati dell’indagine sul campo

    15.00 Rappresentanti del CIV della Maddalena

    15.40 Farida Simonetti (Direttore della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola) – intervista video

    16.00 Enrico Fravega (Job Centre/Creative Cities Genova): La creative industry e lo sviluppo locale

    16.30 Anna Positano (Associazione culturale Disorderdrama): Guardare| Maddalena : un progetto tra topografia e fotografia

    17.00 Chiusura dei lavori

  • Raccolta differenziata: il progetto pilota di Sestri Ponente e Pontedecimo

    Raccolta differenziata: il progetto pilota di Sestri Ponente e Pontedecimo

    Quasi 4 anni fa, Il 30 aprile 2008, con una delibera di giunta veniva adottato il Protocollo d’Intesa siglato tra l’Amministrazione Comunale e le associazioni Amici del Chiaravagna, Italia Nostra e Legambiente Liguria per il “monitoraggio della progettazione, conduzione e finalizzazione del Progetto di Raccolta differenziata di tipo domiciliato già realizzati o da realizzarsi nei Municipi 6 (Medio Ponente) e 5 (Valpolcevera) nel 2007/2008 ed alle proposte di sviluppo nel territorio comunale”.

    Il famoso “progetto pilota” – così denominato perché avrebbe dovuto rappresentare l’apripista di un nuovo modello di gestione del ciclo dei rifiuti da estendere su tutto il territorio comunale – era partito da meno di un mese (il 28 marzo 2008) nel quartiere di Pontedecimo (progetto di Amiu) e sarebbe stato avviato da lì a breve (26 maggio 2008) nel quartiere di Sestri Ponente (progetto voluto dalle associazioni).

    Premessa: alla fine del 2007, Genova, contrariamente al resto delle città del nord Italia, era immobilizzata al di sotto di un imbarazzante 15% di raccolta differenziata (RD).
    Contro questa tendenza, ma in particolare contro la prospettiva assai concreta di mandare la “rumenta” prodotta dall’intera città a bruciare in un inquinante tradizionale inceneritore a griglia (unica soluzione proposta dalla precedente giunta Pericu), le Associazioni scelsero di ribellarsi opponendo a tale scelta quella di un ciclo integrato dei rifiuti basato principalmente sull’attuazione di decise politiche di RD, secondo i sistemi più avanzati.

    IL PROGETTO INIZIALE

    il 16 Aprile del 2007 le Associazioni, con il sostegno del Municipio Medio Ponente, presentarono una proposta preliminare di Progetto, volutamente sviluppata in collaborazione con una delle Società più esperte del settore, la Società IDECOM srl, che già da tempo operava in esperienze analoghe.
    Il preliminare di Progetto venne acquisito dalla nuova Sindaco Marta Vincenzi, che lo affidò, dal punto di vista gestionale, al neo Assessore alla Città Sostenibile/ Ciclo dei Rifiuti, Carlo Senesi.
    Dopo anni di duro confronto con Comune e AMIU ma senza la possibilità di un confronto diretto, alle associazioni non parve vero poter finalmente instaurare un dialogo costruttivo con le istituzioni.
    Furono organizzati alcuni incontri pubblici con gli abitanti delle due aree interessate nell’ambito di una campagna informativa, progettata da IDECOM, che venne attuata in maniera efficace, almeno nella fase di lancio, ma non altrettanto nella fase di mantenimento.
    Insomma, a metà 2008 si erano create le premesse necessarie perché cittadini ed enti pubblici potessero lavorare nella piena collaborazione per il raggiungimento del migliore risultato possibile.
    Il Protocollo prevedeva anche “un Tavolo di Coordinamento”, composto da Comune e Associazioni, AMIU, Municipi Valpolcevera e Medio Ponente, Ecosportello comunale e IDECOM, il cui «Compito … [era] quello di monitorare l’andamento dei progetti in questione e di valutare eventuali proposte di modifica per ciò che riguarda la loro organizzazione e pianificazione»; era previsto che fosse predisposto «un sistema di monitoraggio puntuale di tipo qualitativo e quantitativo realizzato, di comune accordo, dai tecnici AMIU e IDECOM». Infine «Verrà valutato anche l’andamento dei costi associati alle attività di raccolta differenziata (mezzi e personale) che verranno comunicati periodicamente da AMIU». Purtroppo questi impegni – nonostante le continue sollecitazioni delle associazioni – non vennero mai realizzati.

    Secondo i promotori del progetto solo un sistema di raccolta spinto come quello porta a porta avrebbe permesso di recuperare il tempo perduto con innegabili vantaggi economici sia per le casse comunali sia per quelle di AMIU.

    Innanzitutto consentendo al Comune di non dover più pagare le penali previste dalla ecotassa regionale; senza dimenticare altri importanti vantaggi: la diminuzione dei costi della raccolta grazie ai contributi CONAI; il prolungamento della vita operativa della discarica di Scarpino; la diminuzione dell’impatto ambientale ottenuto attraverso la riduzione del traffico veicolare necessario per il trasporto della frazione residua dei rifiuti in discarica e grazie all’ abbattimento delle dannose emissioni o eluati derivanti dalla frazione umida. Infatti, per la prima volta a Genova, oltre a carta e cartone, plastica, vetro, alluminio e metalli, veniva raccolto in modo differenziato anche il rifiuto organico di provenienza domestica, condizione essenziale perché la RD fosse veramente efficace. Questa frazione, da sola, rappresenta almeno il 30% in peso degli scarti prodotti in ambito urbano da famiglie, ristorazione, mercati, rete distributiva ed è caratterizzata da una elevata quantità di acqua e da un elevato peso specifico.

    L’organizzazione della RD, in particolare a Sestri Ponente – nelle migliori intenzioni mai tradotte in realtàdoveva essere di tipo cosiddetto domiciliarizzato o porta a porta. Per attuarla Amiu avrebbe dovuto rimuovere i grandi contenitori stradali per la raccolta indifferenziata e sostituirli con appositi singoli contenitori destinati a ciascuna utenza o se necessario per più utenze (ad esempio in spazi condominiali). Ma a causa delle scelte imposte da Amiu, entrambi i Progetti, che dovevano essere di tipo prevalentemente porta a porta, diventarono in larga parte di prossimità. Infatti, la distribuzione sul territorio dei contenitori di colore diverso per ciascuna classe merceologica venne stabilita, in quasi tutti i casi, in base alla densità abitativa del circondario, invece di procedere ad un’assegnazione per ogni unità abitativa monofamiliare o condominiale prescelta, come chiedevano le associazioni.
    E così in alcune aree furono raggruppati anche 20 contenitori, creando degli anomali “atolli ecologici”, con conseguenti problemi di occupazione del suolo pubblico, di accesso ai contenitori più interni, di sporcizia e odori ai danni delle abitazioni limitrofe.

    RISULTATI

    In vista delle imminenti elezioni amministrative per l’elezione del nuovo sindaco, ci sembra utile ricordare questa esperienza – lasciata colpevolmente languire nel corso del tempo e mai estesa in tutta la città – diffondendo i dati sui risultati raggiunti, raccolti in una relazione finale a cura delle associazioni.

    Il Progetto di Sestri Ponente e Pontedecimo alla fine del 2009 interessava un totale di 6.783 famiglie, composte da 17.243 cittadini (circa 2,8% della popolazione genovese stimata a 611.171 nel gennaio 2009), a cui si devono aggiungere 34 diverse attività commerciali ed artigianali, anch’esse coinvolte nella differenziazione dei loro scarti. Il peso di queste attività, in particolare la loro produzione di materiali post consumo (MPC) normalizzato in abitanti equivalenti, non è mai stato oggetto di valutazione da parte di AMIU.

    A fine del 2009in entrambi i quartieri e in base alle stime AMIU – la RD si assesta al 44,3 %, come media annuale, contro il 22%, raggiunto nel frattempo nel resto della città. In pratica, in tempi rapidissimi, il nuovo sistema ha permesso di raddoppiare la percentuale di RD.
    A questo valore occorre aggiungere la RD realizzata grazie agli ECOVAN ed ECOCAR che hanno operato nelle aree pilota, alle raccolte differenziate realizzate presso le farmacie e con gli “Staccapanni” della Caritas presenti nelle aree pilota. Anche le isole ecologiche, in particolare quella di Pontedecimo, più vicina alla zona pilota, hanno intercettato parte della RD effettuata nelle aree pilota.
    «Conteggiando queste ulteriori raccolte differenziate (legno, tessuti, rifiuti urbani pericolosi, farmaci, pile) – spiegano le associazioni – è possibile che il valore più corretto di RD nelle aree pilota fosse già il 50%».

    Con conseguenze notevoli anche in termini economici: in pratica nei primi due anni il progetto pilota ha permesso al Comune di risparmiare 44.219 € di ecotasse regionali, mentre il contributo CONAI – se tutte le frazioni fossero state nella prima fascia di qualità – avrebbe potuto essere pari a 271.763 € .
    Si stima che questo contributo possa coprire il 30% dei costi della raccolta differenziata.
    Quindi – considerando il risparmio della ecotassa regionale e il contributo CONAI – una tonnellata di scarti differenziati potrebbe valere 88,52 € che AMIU si troverebbe a risparmiare nei propri bilanci.

    «Se le percentuali si avviassero verso valori pari ad almeno il 65%, i costi scenderebbero proporzionalmente – sottolineano le associazioni – e diventerebbero allora assolutamente comparabili con quelli dei sistemi di raccolta a campana, con il vantaggio che, accanto a percentuali di quantità di RD superiori, si raggiungerebbero anche analoghi livelli di qualità finalizzata al riciclo».
    Ma il contributo CONAI non è l’unico ricavo derivante dalla scelta di realizzare una raccolta differenziata spinta e di qualità.
    Una tonnellata di rifiuto urbano, dopo essere stato ben compresso, prima di essere messo a discarica, occupa un volume di 0,67 metri cubi. Quindi il progetto pilota di Sestri e Pontedecimo, durante l’intero periodo esaminato, ha fatto risparmiare almeno 2.391 metri cubi di volume di discarica, aumentando la vita utile della discarica; inoltre la frazione umida non messa a discarica grazie al progetto (1.353 tonnellate, in circa 19 mesi) riduce, in proporzione alla sua quantità, i costi, nei decenni a venire, che deriverebbero dalla presenza degli eluati generati dal rifiuto “tal quale”, dannosi per l’ambiente.
    Un ulteriore guadagno è quello derivante dal risparmio di gasolio e dall’usura motori e freni dei 238 camion (portata 15 tonnellate ciascuno) che si sarebbero dovuti arrampicare fino a Scarpino e tornare indietro.
    Infine, gli evitati costi di smaltimento dei materiali riciclati che sono destinati ad aumentare (100-120 € a tonnellata?) con l’entrata in funzione di impianti per il trattamento finale a caldo (gassificatore o inceneritore) della frazione residua.

    QUALITA’

    Nell’ottobre 2009, le analisi merceologiche – commissionate da AMIU a IDECOM – delle diverse frazioni di MPC raccolte in modo differenziato a Sestri e Pontedecimo hanno permesso di valutarne la qualità in base alla percentuale di frazione giudicata estranea rispetto al materiale separato (carta, vetro, plastiche riciclabili, ecc.). Il contributo che CONAI assegna ai Comuni, a parità di quantità, è commisurato alla presenza, nei diversi materiali raccolti, di frazioni estranee: minore è questa frazione, maggiore è l’entità di contributo CONAI erogato al Comune.
    In entrambi i quartieri la percentuale maggiore di frazioni estranee (21% Sestri e 32% Pontedecimo) riguarda la raccolta differenziata di plastiche e lattine: le principali frazioni estranee sono carta e giocattoli di plastica. Nella scala delle contaminazioni segue la frazione organica, in cui i contaminanti (2,7 – 3,6%) sono in prevalenza sacchetti di plastica all’interno dei quali sono stati messi i sacchetti di carta dati in dotazione per la raccolta dell’organico. La frazione più pulita in assoluto è il vetro, in cui le principali fonti di contaminazione (0,6 -0,4%) sono tappi e coperchi di plastica e metallo, ma che pesano poco, vista l’alta densità del vetro.
    «La qualità delle frazioni raccolte è risultata ottima per il vetro, buona per l’umido, accettabile per la carta, pessima per la plastica, ma può migliorare con una adeguata comunicazione che riduca i conferimenti sbagliati», sottolineano le associazioni.

    «Siamo riusciti a dimostrare che è possibile fare una raccolta differenziata di qualità finalizzata al riciclo – spiega Enrico Pignone, Amici del Chiaravagna – Per questo abbiamo chiesto al Comune di individuare, all’interno del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), delle aree da destinare a imprese ed aziende che si occupano di gestione e trasformazione dei rifiuti perché riteniamo esista la concreta possibilità di sviluppare la filiera del riciclo/riuso dei materiali, in grado di creare anche nuovi posti di lavoro, ma la nostra proposta finora è caduta nel vuoto».

    COSA NON SI E’ RIUSCITI A DIFFERENZIARE?

    Le analisi merceologiche effettuate sulle frazioni conferite nei cassonetti per il residuo indifferenziato hanno permesso di capire quale tipologia di rifiuti i residenti nelle aree pilota non hanno voluto o potuto differenziare. Ebbene, nel 2009, nei cassonetti dell’indifferenziato di Pontedecimo e Sestri, c’erano ancora grandi quantità di scarti riciclabili (dal 68,2 al 79,4%).
    Questi dati dimostrano che all’origine – l’83,5% degli scarti di Pontedecimo e l’88,7% di quelli di Sestri – sono potenzialmente riciclabili in quanto imballaggi, carta e cartoni, scarti compostabili, tessuti e oggetti per l’abbigliamento.
    «Parliamo di un sistema industriale dove non si può improvvisare nulla – sottolinea Enrico Pignone – Prima di avviare una raccolta differenziata spinta occorrono analisi cicliche sui cassonetti della raccolta indifferenziata. In maniera tale da comprendere i reali bisogni dell’utenza nella varie aree della città e predisporre le contromisure necessarie. Se ad esempio in una zona la maggiore quantità di rifiuti è legata ad una determinata tipologia, è necessario mettere a disposizione un sufficiente numero di contenitori destinati alla raccolta di quella particolare frazione».

    CONCLUSIONI

    «La prima proposta che abbiamo fatto ad AMIU e Comune era di estendere il Progetto almeno all’intera area dei due Municipi interessati – spiega Enrico Pignone – inoltre era necessario investire in direzione di una più decisa e convincente campagna di comunicazione a sostegno delle iniziative».
    Ma purtroppo nessuna di queste sollecitazioni venne presa in considerazione dalle istituzioni che dimostrarono, in questo modo, di non credere fino in fondo al progetto.

    Secondo le associazioni una percentuale variabile di famiglie nelle aree pilota (tra il 25 e il 35%) ha evitato, del tutto o quasi, di impegnarsi nella raccolta differenziata.
    «Per ridurre le sacche di “evasione” si doveva intervenire imponendo ai soggetti renitenti il pagamento di una TIA maggiorata – sottolineano nella relazione finale – mentre era possibile sperimentare forme di contributi economici (sconti sulla TIA, biglietti dell’autobus, ecc.) proporzionali alla quantità di scarti speciali, elettronici, pericolosi e ingombranti conferiti dai cittadini agli Ecovan, Ecocar e alle Isole Ecologiche».

    «Per rilanciare il progetto è necessario tornare alla domiciliariazzazione – spiega Enrico Pignone – attraverso l’eliminazione di tutti i grandi cassonetti per la raccolta indifferenziata ancora presenti nell’area e la loro sostituzione con contenitori per utenti singoli e condominiali di dimensioni adeguate».
    In pratica i contenitori per la RD verrebbero assegnati ad uno o più condomini il cui numero civico è riportato sui contenitori mentre l’individuazione di una figura responsabile (ad esempio l’amministratore del condominio) a cui riportare anomalie e “benemerenze” evidenziate dagli operatori AMIU, renderebbe maggiormente affidabile la gestione responsabile “a cura” di tale gruppo di utenza.
    «il condominio che conferisce meno scarti indifferenziati, paga una TIA scontata, chi conferisce più scarti indifferenziati, paga di più – continua Enrico Pignone – in maniera tale da responsabilizzare i cittadini che, anche in termini economici, otterrebbero dei benefici da una RD eseguita a regola d’arte».
    Senza dimenticare che analoghi sconti sulla TIA andrebbero applicati anche alle attività commerciali coinvolte nella RD.

    Ma purtroppo la situazione è ben diversa e a distanza di 4 anni dall’avvio dei progetti, questi ultimi restano fermi al palo. Un timido tentativo è stato fatto – tra l’altro senza un’adeguata informazione ai cittadini – esportando in altri quartieri la raccolta dell’umido, ma i risultati sono stati insoddisfacenti.
    Oggi a Genova la raccolta differenziata si attesta al 32%, ben al di sotto dei limiti di legge.
    Ma per il futuro chiunque amministrerà la città dovrà assolutamente e riprendere le fila di un discorso interrotto troppo bruscamente.
    «La nostra esperienza rappresenta uno spunto significativo ora sta alle istituzioni raccogliere il messaggio e provare a ripartire da un progetto colpevolmente troncato a metà – conclude Enrico Pignone – Bisogna finalmente sfatare il luogo comune per cui la raccolta differenziata costerebbe troppo. Questo perché finora è stata concepita come un sistema parallelo alla raccolta indifferenziata. Ovvero come fossero due filiere distinte e di conseguenza due spese che si sommano. In realtà, come noi predichiamo da anni, un’organizzazione funzionale dovrebbe prevedere la completa eliminazione della raccolta indifferenziata a favore della sola raccolta differenziata di qualità».

     

    Matteo Quadrone

  • Montale i topi gli amori e gli ebook: incontro a Books in the Casba

    Montale i topi gli amori e gli ebook: incontro a Books in the Casba

    books in the casba via preGiovedì 19 aprile alle ore 17.30 la defunta libreria Books in the the Casba (via Pre 137-139r) si apre ancora una volta alla poesia e letteratura, per un incontro dedicato ai testi digitali. Montale, i topi, gli amori e gli ebook è il titolo del reading-perfomance del poeta e scrittore Francesco Forlani, introdotto dalla cover band montaliana U geene & the occasions, che presenta l’abbonamento a se stesso, con reading tratto dal suo libro elettronico ‘Turning doors – la Veranda di Montale‘. Primo e-book della collana “Abbonamento allo scrittore” della casa editrice genovese Quintadicopertina, “Turning Doors” è romanzo ambientato in una città invasa dai topi, sulle orme di Clizia e del suo rapporto con il poeta genovese.

    In una libreria abbandonata si leggeranno libri immateriali, ma che sarà possibile avere grazie a t-shirt poetiche con QR-code incluso (a cura di Magliette Fresche). Apripista dell’evento è il laboratorio defunto bib(h)icante, trasformato per una sera in U geene & the occasions, una cover band montaliana che darà vita alla giocosa performance-omaggio “cercasi clizia disperatamente”.

    L’autore
    Francesco Forlani, nato a Caserta nel 1967, a sette mesi, vive tra Parigi e Torino. Ha collaborato e collabora a riviste come “Baldus” (Milano), “Atelier du Roman” (Parigi), “News from the Republic of letters” (Boston) “Reportage”; è stato direttore artistico, dal 1995 al 2000, del magazine “Paso Doble” (Parigi); attualmente dirige la rivista letteraria “Sud”. Ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano: “Autoreverse”, Edizioni Ancora del mediterraneo. “Métromorphoses”, Ed. Nicolas Philippe, 2002; “Manhattan Experiment”, “Il manifesto del comunista dandy”, “Blu di Prussia”, con le Edizioni La Camera Verde di Roma. Traduttore dal francese, di diversi autori fra cui Fernando Arrabal, Lakis Proguidis, François Taillandier, Philippe Muray, Louis Ferdinand Cèline, Blaise Cendrars, ha tradotto con Alessandra Mosca, “L’insegnamento dell’ignoranza”, di Jean-Claude Michèa, Edizioni Metauro, 2005. Presente in Rete come redattore del più im¬por¬tante blog letterario, “Nazione Indiana”. Poeta, cabarettista e performer, è autore insieme a Sacha Ricci e Sergio Trapani dell’operetta “Do you remember revolution”, vincitrice nel maggio 2004 del festival multimediale “Norapolis” di Metz. Ha portato in scena (Torino, Milano, Bologna, Napoli, Caserta, Lerici) l’operetta “Patrioska” ed è in corso di preparazione il nuovo spettacolo, “Cave canem”. Ha da poco pubblicato il suo penultimo romanzo, “Chiunque cerca chiunque”, senza editori e con tiratura limitata di 200 copie. Conduttore insieme a Marco Fedele del programma radiofonico, “Cocina Clandestina” fa parte della nazionale scrittori “Osvaldo Soriano Football Club” (maglia numero sedici) di cui è uscita nel giugno 2010 l’antologia , “Era l’anno dei mondiali”, (Rizzoli-Corriere della Sera)

    U geene & the occasions, già collettivo defunto Bib(h)icante, sono Paola Malaspina, Donald Datti, Fabrizio Venerandi e Gianluca Seimandi. Attivi dal 1999 sono specializzati in letture polivocali dal vivo. Hanno anche letto al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, al Foyer del Teatro della Tosse, al Teatro Duse, alla Biennale di Venezia, al festival di poesia d’Alta Quota.

  • Laboratorio di scrittura creativa alla libreria Falso Demetrio

    Laboratorio di scrittura creativa alla libreria Falso Demetrio

    libreria falso demetrio genovaDall’idea allo scaffale di libreria: giovedì 26 aprile inizia alla libreria Falso Demetrio, in via San Bernardo, un laboratorio di scrittura creativa a cura di Claudio Bagnasco.

    Avere un’idea per un romanzo non basta; o, perlomeno, è solo un punto di partenza. Occorrono talento, tecnica, pazienza, modestia… Avere qualche dritta giusta per l’invio del manoscritto agli editori, poi, non guasta di certo. Di tutto questo e di molto altro si parlerà nella nuova edizione del laboratorio di scrittura creativa in otto incontri ideato e condotto dallo scrittore genovese.

    Questo il programma degli otto incontri:

    1) Giovedì 26 aprile
    Presentazione del laboratorio. Qualche numero. E qualche mito da sfatare. Che cos’è la scrittura creativa. Perché siamo qui? Quanto si scrive, quanto si pubblica, quanto si legge. Scrittori si nasce? Si diventa?

    2) Giovedì 3 maggio
    Su alcuni misteri editoriali. Le figure professionali dell’editoria. L’editoria a pagamento. La vita di un libro dal dattiloscritto alla libreria. Come spedire un testo a un editore: norme da seguire, errori da non commettere. La figura dell’editor, del correttore di bozze e dell’agente letterario.

    3) Giovedì 10 maggio
    Ho avuto un’idea! E ora cosa ne faccio? Ma è davvero una buona idea? Come trasformare un’idea in narrazione. Centro e contorno. Luoghi, tempi, azione, personaggi: la mappa della narrazione.

    4) Giovedì 17 maggio
    La coerenza. Coerenza tematica, etico-psicologica, stilistica: le tre bussole della narrazione. Ovvero: bisogna sapere sempre ciò che si sta dicendo, quale punto di vista si è adottato per dirla, quale voce si è scelta per dirla.

    5) Giovedì 24 maggio
    I personaggi. Le schede biografiche. Coerenza relazionale e diversificazione. Personaggi principali, personaggi secondari. Personaggi statici, personaggi dinamici.

    6) Giovedì 31 maggio
    I dialoghi. In ogni battuta una nuova informazione. Contro la ridondanza. I tempi del dialogo. Le inquadrature. Dialoghi e controdialoghi. Antidoti all’egemonia del verbo ‘dire’.

    7) Giovedì 7 giugno
    Tecnica e stile. Che cos’è la tecnica? Che cos’è lo stile? Come si può migliorare il proprio stile? L’officina dello scrittore: strumenti e trucchi. Il raggiungimento di una cifra stilistica.

    8) Giovedì 14 giugno
    Saper leggere, sapersi leggere. E altro. Saper leggere criticamente. Sapersi leggere criticamente: saper correggere, sfrondare,
    cassare, chiudere. Che cos’è il dibattito culturale: luoghi e protagonisti. Bibliografia minima.

    Il corso si terrà ogni giovedì alle 18.30 alle 20 dal 26 aprile al 14 giugno. Per informazioni sui costi del laboratorio e per iscriversi occorre inviare una mail all’indirizzo info@alessandratralerighe.it.

  • Carta di Pisa: trasparenza e legalità grazie al nuovo codice etico

    Carta di Pisa: trasparenza e legalità grazie al nuovo codice etico

    Un codice etico per gli amministratori locali, per contrastare le infiltrazioni mafiose, rafforzare trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione, eliminare alla radice qualsiasi conflitto d’interesse.
    Parliamo della “Carta di Pisa”, dal nome della prima città italiana a sottoscrivere il codice, promosso da Avviso Pubblico – la rete nazionale degli enti locali per la formazione civile contro le mafie – e redatto da una commissione di esperti (amministratori locali, docenti universitari, funzionari P.A.) in un modello unico adattabile a tutti gli enti.

    Lo scorso 28 febbraio il codice etico è stato presentato ufficialmente alla Camera dei Deputati. Fino ad oggi, oltre alla Provincia di Pisa, hanno aderito 3 Comuni: Certaldo (FI), Quarrata (PT), Giovinazzo (BA) e Vittoria (RG).
    Si tratta di uno strumento utile che può essere adottato semplicemente con un atto di Sindaco o del presidente della Provincia o della Regione, con una delibera di giunta o consiglio, ma anche da un singolo consigliere. Un sistema concepito in modo da evitare lungaggini burocratiche e raggiungere immediatamente lo scopo prefisso.
    L’amministratore locale, sottoscrivendo il codice, si impegna a rispettare alcune regole in materia di trasparenza, conflitto d’interessi, nomine in enti e società municipalizzate, finanziamento dell’attività politica, ecc.

    Di seguito, in sintesi, i punti più importanti:

    Trasparenza
    L’amministratore si impegna a garantire una piena trasparenza patrimoniale fornendo, tramite la pubblicazione su internet nel sito dell’amministrazione, i dati relativi alle attività professionali svolte, ai redditi, agli incarichi ricevuti, nonché ai potenziali conflitti di interesse.

    Divieti
    L’amministratore non può accettare per sé, congiunti, familiari o affini regali eccedenti la cifra massima di € 100 annui per ogni soggetto che effettua il dono. Inoltre non sarà accettato alcun tipo di vantaggio o altra utilità che sia indirettamente riconducibile a prestazioni erogate da chi ha rapporti di natura contrattuale con l’ente.

    Conflitto d’interesse
    In caso si realizzino situazioni di conflitto di interessi, anche qualora non vi sia un obbligo giuridico in tal senso, l’amministratore deve rendere pubblica tale condizione e astenersi da qualsiasi deliberazione, votazione o altro atto nel procedimento di formazione della decisione.

    Cumulo
    L’amministratore deve adeguarsi nel più breve tempo a qualsiasi regolamentazione in vigore volta a limitare il cumulo dei mandati politici, evitando strategie dilatorie volte a posticiparne l’applicazione.

    Restrizioni successive all’incarico
    Nei 5 anni successivi alla cessazione del suo mandato, l’amministratore non può svolgere attività lavorativa o professionale presso soggetti privati destinatari delle sue decisioni e attività.

    Finanziamento attività politica
    L’amministratore non può accettare alcuna forma di sostegno e di finanziamento irregolare o non dichiarato, sia diretto che indiretto della sua attività politico-amministrativa; deve rendere pubbliche con cadenza annuale tutte le fonti di finanziamento politico regolare; deve astenersi dal ricevere finanziamenti e altre forme di sostegno alla propria attività politica da parte di concessionari o gestori di pubblici servizi, da privati che hanno rapporti di natura contrattuale con l’amministrazione (appaltatori, fornitori, ecc.), o che hanno domandato od ottenuto provvedimenti da essa nei 5 anni precedenti, nell’ambito di procedimenti nei quali l’amministratore abbia svolto una funzione decisionale o istruttoria.

    Confronto democratico
    L’amministratore deve dimostrare la più ampia disponibilità nei rapporti con i cittadini nel favorire l’accesso alle informazioni e favorendo l’esercizio e la salvaguardia dei loro diritti.

    Promozione del codice etico e della partecipazione popolare alla vita amministrativa
    L’amministratore deve incoraggiare la diffusione del presente Codice e promuovere la sensibilizzazione ai principi in esso contenuti di cittadini, personale, mezzi di comunicazione.

    Rendicontazione della propria attività
    L’amministratore deve dare conto – attraverso la presentazione e la pubblicazione con cadenza almeno annuale di un documento relativo alle attività svolte – del rispetto degli obblighi del Codice e descrivere la corrispondenza tra obiettivi assunti alla base della sua azione e risultati ottenuti.

    Rapporti con i cittadini
    L’amministratore deve rispondere diligentemente a qualsiasi ragionevole richiesta dei cittadini relativa allo svolgimento delle sue mansioni, alla loro motivazione o al funzionamento dei servizi di cui è responsabile; deve incoraggiare e sviluppare ogni provvedimento che favorisca la trasparenza delle sue competenze, del loro esercizio e del funzionamento dei servizi di cui ha la responsabilità.

    Rapporti con l’amministrazione
    L’amministratore deve opporsi a ogni modalità di reclutamento del personale amministrativo basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali e su scopi diversi dalle esigenze del servizio; deve ridurre allo stretto necessario il ricorso a consulenti esterni e a collaboratori di supporto agli organi di direzione politica, senza gravare sul bilancio dell’ente e motivandone l’impiego; inoltre deve usare e custodire le risorse e i beni assegnati dall’Amministrazione con oculatezza e parsimonia, contrastare gli sprechi e divulgare le buone pratiche in tutti i settori della Pubblica Amministrazione.

    Nomine in enti, consorzi, comunità e società pubbliche o partecipate
    L’amministratore deve condizionare qualsiasi nomina, effettuata singolarmente o collegialmente, presso Enti, Consorzi, Comunità e società pubbliche o a partecipazione pubblica, alla preliminare adesione dei soggetti da nominare al presente Codice.

    Rapporti con i mezzi di comunicazione
    L’amministratore deve rispondere in maniera diligente, sincera e completa a qualsiasi ragionevole richiesta di informazioni da parte dei mezzi di comunicazione per quanto riguarda l’esercizio delle sue funzioni

    Rapporti con l’autorità giudiziaria
    In presenza di indagini relative all’attività dell’ente l’amministratore deve assicurare la massima collaborazione con l’autorità giudiziaria, fornendo, anche se non richiesta espressamente, tutta la documentazione e le informazioni utili all’attività degli inquirenti e assicurando analoga collaborazione da parte degli uffici.

    Sanzioni in caso di inadempimento
    In caso di mancato rispetto delle disposizioni contenute nel presente Codice l’amministratore sarà sanzionato (dal richiamo formale fino alla revoca della nomina).

  • George Harrison: al Corallo la biopic diretta da Martin Scorsese

    George Harrison: al Corallo la biopic diretta da Martin Scorsese

    george harrisonGiovedì 19 aprile 2012 alle ore 20,30 il Cinema Corallo (Carignano, via Innocenzo IV 13 r) ospita in anteprima e in proiezione unica il documentario di Martin Scorsese che vuole essere un tributo a George Harrison e ai Beatles, dal titolo George Harrison – Living in the material world.

    Grazie a immagini rare o del tutto inedite e alle testimonianze dei suoi amici più cari e dei familiari (tra cui anche Paul McCartney, Ringo Starr, Eric Clapton, Yoko Ono, Tom Petty, Ravi Shankar, Phil Spector), il regista ricostruisce vita e opere del cantante e chitarrista, una delle più carismatiche personalità musicali del XX secolo. Il film è stato coprodotto e realizzato dalla moglie di George, Olivia Harrison, e dal figlio Dhani.

    Personaggio contradditorio, spirito libero fra il mistico e il rock’n’roll, Harrison è stato autore e chitarrista magistrale e dalle “retrovie” dei Beatles ha scritto alcune delle loro canzoni più belle. Something, Here comes the sun, Taxman, The inner light, Within you without you, While my guitar gently weeps sono solo alcune delle più belle pagine dei Beatles che portano la sua firma, pagine che proseguono con la pubblicazione, in seguito allo scioglimento della band, di alcuni album capolavoro come il celebre All things must pass. Scorsese ci conduce così attraverso un viaggio musicale e spirituale, in bilico tra sacro e profano, nella mente e nell’anima di uno dei più talentuosi artisti della sua generazione.

    Per prenotare un posto all’anteprima si può contattare il numero 010 583261 oppure 010 8687408.

  • Amianto, centro operativo regionale mesoteliomi: rischio chiusura

    Amianto, centro operativo regionale mesoteliomi: rischio chiusura

    Ieri in Consiglio regionale si è discusso del futuro del Centro operativo regionale (COR Liguria) del registro nazionale Mesoteliomi correlati all’esposizione ad amianto.

    Un tema particolarmente sensibile in Liguria dove le patologie amianto-correlate rappresentano un triste primato: per questo non è pensabile assistere ad un progressivo impoverimento delle strutture in grado di studiare un problema che ci riguarda da vicino, fondamentali per aiutare il paziente al riconoscimento dell’origine ambientale e/o lavorativa di questo tipo di malattia.

    Il principale fattore di rischio nel mesotelioma è l’esposizione all’amianto: la maggior parte di questi tumori riguarda infatti persone che sono entrate in contatto con tale sostanza sul posto di lavoro. L’amianto è pericoloso per la salute poiché le fibre che lo compongono, oltre mille volte più sottili di un capello umano, possono essere inalate e danneggiare le cellule mesoteliali provocando in alcuni casi il cancro.

    Considerando le molte realtà produttive presenti in Liguria che in passato hanno utilizzato tali cancerogeni, nei prossimi anni è stimato un forte picco del mesotelioma (il tempo di latenza è di alcune decine d’anni). Ora più che mai dunque è necessario essere attrezzati per poter fornire le risposte  adeguate.

    Il centro, istituito nel 1994 presso il Servizio di epidemiologia ambientale dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro (IST) di Genova, ha l’obiettivo di studiare il mesotelioma ed i suoi determinanti; produrre e divulgare tempestivamente i dati di incidenza, sopravvivenza ed eziologia del mesotelioma nei pazienti residenti nella Regione Liguria; collaborare con tutte le strutture scientifiche, amministrative, giudiziarie e previdenziali per lo studio, la cura ed il riconoscimento di questo tumore professionale.

    Da tempo però a guidare la struttura, un’eccellenza regionale, è rimasto solo un medico responsabile, il dott. Valerio Gennaro, ed il centro non è nelle condizioni ottimali per proseguire il lavoro intrapreso in questi anni. E le carenze a livello di organico si fanno sentire «Si è verificata una graduale diminuzione delle risorse ed ora è a rischio la soppravvivenza del centro – lancia l’allarme il dott. Gennaro – A giugno, quando scadrà il contratto dell’unica biologa “strutturata”, si chiude».

    A portare la questione al centro del dibattito è stata un’interrogazione a risposta immediata, primo firmatario il consigliere Idv Stefano Quaini, presidente della commissione regionale Sanità, in merito al mantenimento dell’attività di eccellenza del centro operativo regionale.

    «Lo scopo della nostra interrogazione è fare chiarezza sul futuro del COR Liguria, centro di fama internazionale come dichiarato dalla IARC, ed avere garanzie sul mantenimento degli standard di eccellenza del centro, da tempo in carenza di risorse umane ed economiche con conseguente impoverimento e riduzione della capacità scientifica e di intervento – spiega Stefano Quaini – Ritenendo fondamentale per la nostra regione l’attività epidemiologica e di ricerca, così come oltretutto prevede la normativa nazionale, intendiamo sostenere con la nostra azione politica il ruolo e le potenzialità sociali e sanitarie oltre che scientifiche di questa realtà, ridotta ai minimi termini ma fondamentale sia in termini di archivio e mappatura della patologia che di analisi e prevenzione per i malati di domani».

    «La lezione “amianto e mesotelioma” ci fornisce elementi cruciali in termini di un’efficace politica di prevenzione primaria – continua Quaini – per evitare l’insorgenze anche di moltissime altre malattie non direttamente collegate all’amianto ma correlate ad altri fattori di rischio, quali ad esempio inquinamento ambientale (atmosferico e idrico), esposizione a campi elettromagnetici, spesso sottovalutate nonostante l’elevata diffusione e il persistente aumento di incidenza.

    «Italia dei Valori si è sempre impegnata e ha posto al centro della propria agenda politica la tematica dell’inquinamento ambientale da amianto, come dimostra anche un ordine del giorno presentato dall’onorevole Paladini rivolto a tutela dei lavoratori di Ferrania – conclude Quaini – Su questo tema ci incontreremo con i vertici regionali INAIL all’inizio della prossima settimana per cercare di trovare una soluzione rapida all’intera vicenda, portando avanti l’istanza dell’inserimento di Ferrania tra le aziende beneficiarie degli atti di indirizzo secondo il decreto Damiano».

    L’assessore competente, Claudio Montaldo, ha manifestato l’intenzione di impegnarsi affinché venga mantenuto un servizio strategico per la Regione Liguria.

     

    Matteo Quadrone

  • Servizio civile: confermato il bando 2013 per 15.000 volontari

    Servizio civile: confermato il bando 2013 per 15.000 volontari

    Dopo le numerosi voci e smentite che si sono rincorse negli ultimi mesi in merito alle sorti future del servizio civile, pare che si sia giunti a una svolta per tutti quei ragazzi che non hanno ancora avuto la possibilità di accedere a questa esperienza.

    Nei giorni scorsi è finalmente arrivato l’annuncio ufficiale della Consulta nazionale: bando nella primavera del 2013, partenze a settembre del medesimo anno. Il bando sarà rivolto ad almeno 15.000 giovani, che potranno accedere al servizio civile “con i 40 milioni di euro del fondo residuo del 2013 e gli 83 milioni già stanziati per il 2014”, come dichiarato dal presidente dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile Federico Fauttilli.

    I progetti dovranno essere depositati dagli enti tra il 1 luglio e il 30 settembre 2012, mentre entro la primavera uscirà il bando vero e proprio: le partenze saranno effettuate tutte in una volta, e non più con lo spiacevole meccanismo degli scaglioni attuato quest’anno.

    È difficile stabilire se dopo il 2014 si troveranno nuovi fondi per il servizio civile, e anche se il numero dei volontari potrà in qualche modo aumentare. Tuttavia, questo annuncio porta un barlume di speranza per le sorti di questa importante opportunità.

    Marta Traverso