Autore: erasuperba

  • Corso Sardegna, ex mercato ortofrutticolo: un cantiere senza fine

    Corso Sardegna, ex mercato ortofrutticolo: un cantiere senza fine

    Ex Mercato di Corso SardegnaIL PRECEDENTE

    Aprile 2010: il Comune di Genova ha dato il via libera a un progetto che ha destato molte polemiche e ha avuto molti rinvii, la riqualificazione dell’area di corso Sardegna dove si trovava il mercato della frutta, trasferito da pochi mesi a Bolzaneto.

    Il nuovo progetto urbanistico è stato approvato con con 26 voti favorevoli, 12 contrari e 5 astensioni: nonostante la contrarietà del centro-destra e le accese polemiche da parte di Casa della Legalità e Movimento 5 Stelle – contrari all’eccessiva cementificazione dell’area – i punti chiave intorno a cui verterà il rilancio della zona saranno lo sviluppo di aree verdi, la costruzione di nuovi parcheggi Blu Area e una maggiore valorizzazione di edifici, negozi servizi per il quartiere.

    IL PRESENTE

    Aprile 2012: ogni progetto, polemiche o meno, si è arenato nel nulla. L’area dell’ex mercato si trova a tutt’oggi in stato di abbandono, nonostante il Comune – tramite l’Assessore Margini – avesse così annunciato lo scorso ottobre: “Per ragioni igienico-sanitarie il Comune di Genova ha predisposto un piano per demolire in parte l’ex Mercato di Corso Sardegna. La demolizione deve essere concordata con l’imprenditore interessato a riqualificare l’area: il Comune può sostenerne i costi e rivalersi in seguito sul privato. L’intervento di demolizione potrebbe avvenire entro Natale per contrastare l’attuale degrado dell’area“.

    A seguito dell’alluvione del 4 novembre, l’ipotesi di costruire un parcheggio sotterraneo in quest’area è stato abbandonato, perché ritenuto rischioso e non a norma di legge a causa della vicinanza dei torrenti e del rischio danni di cui tutti abbiamo recente memoria: proprio il box interrato con 550 posti auto era la molla che aveva spinto gli investitori privati a dare il proprio contributo sulla riqualificazione dell’area nel suo complesso. Venendo meno questo presupposto, ogni altra iniziativa che riguardi queste zone appare per il momento sospesa.

    Marta Traverso

  • Ospedali Psichiatrici Giudiziari: qual è la situazione?

    Ospedali Psichiatrici Giudiziari: qual è la situazione?

    Il termine è scaduto ma dei progetti per superare gli OPG, non c’è traccia.
    Entro il 31 marzo scorso infatti regioni ed enti locali si sarebbero dovuti dotare di piani per l’accoglienza degli internati dei 6 ospedali psichiatrici giudiziari sparsi sul territorio italiano, al cui interno – come accertato dalla commissione parlamentare guidata dal Senatore Ignazio Marino – non vengono rispettati gli elementari diritti della persona.
    La Legge n. 9 del 17 febbraio 2012 fissa entro il 1 febbraio 2013 la chiusura definitiva di tutti gli OPG ed il successivo ingresso in nuove strutture dei circa 1400 attuali ospiti.
    Ma, come detto, le regioni avrebbero dovuto fornire un piano dettagliato di accoglimento degli internati, cosa che non è stata fatta. Adesso il timore degli operatori è che, considerato il ritardo nella pianificazione di metodi e strategie di accoglienza, ci si ritrovi a febbraio 2013 con strutture forse più decorose ma che continuano a perpetrare la logica manicomiale criminale.

    «In linea di principio, la questione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, paradossalmente, non è mai stata tanto vicina ad una svolta – spiega il Senatore Roberto Di Giovan Paolo, Presidente del Forum per la Salute in Carcere – per la prima volta ci si prefigge di superare il concetto di cura subalterno alla pena e si chiama in causa, per attuare la riforma, il Ministero della Salute. Ci preoccupa, però, che le regioni tardino a presentare un piano; la situazione, se non si fa qualcosa, resterà esattamente come la si è vista nel famoso documentario di “Presa Diretta”. Secondo la nostra indagine almeno 200 detenuti negli OPG dovrebbero essere rilasciati immediatamente; altri hanno diritto a godere dei benefici di legge».

    E c’è un ulteriore aspetto che desta preoccupazione: l’ultima bozza di decreto per applicare la nuova legge (9/2012) sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari stabilisce che le strutture residenziali in cui ricoverare gli attuali internati negli OPG potranno essere realizzate e gestite dalle Aziende sanitarie, tramite i dipartimenti di salute mentale (DSM), o dal privato sociale e imprenditoriale.

    «Avevamo già criticato la nuova legge sugli OPG (uno specifico articolo del decreto “svuota carceri”), perché invece di privilegiare la presa in carico degli internati da parte dei Dipartimenti di Salute Mentale con Progetti Terapeutico Riabilitativi Individuali, così da permettere l’effettiva costruzione di percorsi alternativi agli OPG, rischia di concentrare tutto sulla creazione di “mini OPG” in ciascuna regione, perpetuando la logica manicomiale, con il tragico binomio cura/custodia – scrive il Comitato Stop OPG – Ora rischiamo addirittura il business, alimentato obbligatoriamente dalla spesa pubblica (dato che il ricovero è disposto dalla magistratura) e a pagare saranno le Asl (e lo Stato qualora sia prevista la vigilanza esterna). Mentre è inquietante l’idea che potrebbero essere soggetti privati a realizzare e gestire strutture detentive».

    Un disastro, uno stravolgimento di quello che doveva essere il processo di superamento degli OPG, così lo definisce il Comitato Stop OPG che chiede al Ministro della Salute la convocazione urgente di un incontro, tra l’altro già convocato e poi rinviato.
    «Al Presidente della Conferenza delle Regioni, che abbiamo già incontrato, chiediamo un immediato intervento – spiegano Stefano Cecconi e Fabrizio Rossetti del Comitato Stop OPG – Come auspichiamo una decisa azione del Ministro della Giustizia contro l’idea di privatizzazione degli OPG che questa previsione contiene e che rischia di aprire un varco pericolosissimo per l’ intero sistema penitenziario e giudiziario».

    «Insistiamo, perché si proceda subito a finanziare, non ancora strutture manicomiali, ma i Progetti Terapeutico Riabilitativi Individuali, in modo da “svuotare” gli attuali OPG, destinando i finanziamenti previsti dalla legge 9/2012 (intanto i 93 milioni nel biennio per l’assistenza sanitaria) ai Dipartimenti di Salute Mentale – continuano Cecconi e Rossetti – L’ordine del giorno (9/4909/31) approvato alla Camera, in occasione del voto sulla legge per l’emergenza carceri, impegna il Governo proprio in questa direzione».

    «Finché finalmente non cambierà la legge sull’imputabilità del “folle reo” e sulla “pericolosità sociale”, senza una vera presa in carico dei Dipartimenti di Salute Mentale per offrire percorsi individuali di assistenza come prevedono sentenze della Corte Costituzionale, tutti gli internati saranno inevitabilmente trasferiti nelle nuove strutture manicomiali (ora perfino private!), dove la Magistratura continuerà a disporre l’esecuzione della misura di sicurezza – conclude il Comitato Stop OPG – L’urgenza è certo quella di dare sollievo agli uomini e alle donne oggi internati negli attuali OPG, realtà indegne di un paese civile, ma bisogna farlo restituendo dignità e diritti di cittadinanza, non alimentando business o nuovi manicomi, che per loro natura impediscono la cura e la riabilitazione di persone malate».

     

    Matteo Quadrone

  • Sei un artista? Vuoi vedere la tua opera esposta a Times Square?

    Sei un artista? Vuoi vedere la tua opera esposta a Times Square?

    times squareL’associazione Wanted Artists, fondata a Brooklyn nel 2007 e dedita a sostenere dell’arte contemporanea attraverso una continua attività di scouting e promozione, ha indetto un concorso per artisti contemporanei maggiorenni di tutto il mondo per progetti destinati ad abitare gli spazi urbani.

    Obiettivo di questo concorso è esporre le opere più interessanti sui cartelloni luminosi di Times Square, a New York, durante l’estate 2012. Per partecipare è sufficiente caricare online i propri lavori entro il 25 maggio sul sito www.artistswanted.org e aspettare i risultati della selezione.

    Non è prevista alcuna quota di iscrizione. Tra gli artisti selezionati per la mostra verranno scelti due vincitori assoluti, che si aggiudicheranno rispettivamente un premio di 1.000 dollari (Cash Award) e una vacanza del valore di 5.000 dollari (Collector Award).

  • Proiezione del documentario “Loro Dentro”, da un laboratorio con i ragazzi del carcere

    Proiezione del documentario “Loro Dentro”, da un laboratorio con i ragazzi del carcere

    LORO DENTRO

    Da un laboratorio con i ragazzi del carcere di Marassi a Genova
    Martedì 17 aprile, a partire dalle ore 18:00, presso il Cinema Sivori a Genova, si terrà la proiezione del documentario “LORO DENTRO”

    Documentario, 42 min, Italia 2012.
    Regia: Cristina Oddone.
    Laboratorio animato da: M. Cannarella, F. Lagomarsino, C. Oddone, L. Queirolo Palmas, F. Seimandi, S. Spensieri.
    Prodotto da: Laboratorio di Sociologia Visuale – Università di Genova, Centro Frantz Fanon Torino, Ser.T Asl 4 Lavagna
    Con il sostegno di: Provincia di Genova – Ass. alle Carceri, Casa Circondariale Marassi.

    Saranno presenti l’autrice e gli animatori del laboratorio insieme ad alcuni dei ragazzi che hanno partecipato al progetto.
    Prima della proiezione è previsto l’intervento del Dottor Salvatore Mazzeo, Direttore Casa Circondariale Marassi.

    Parteciperanno al dibattito:
    Dott.ssa Luisa Stagi – Sociologa – Laboratorio di Sociologia Visuale, Unige.
    Ass. Milò Bertolotto – Provincia di Genova delega alle Carceri
    Avv. Alessandra Ballerini – Specialista in Diritti Umani

  • Beppe Grillo: show a sostegno del candidato sindaco Paolo Putti

    Beppe Grillo: show a sostegno del candidato sindaco Paolo Putti

    Beppe Grillo si fa attendere come una star poi sbuca sul palco di una piazza San Lorenzo gremita di simpatizzanti del Movimento 5 Stelle e comincia la sua invettiva contro il Governo Monti ma soprattutto contro il sistema politico vigente congestionato dai partiti tradizionali.
    Inseguito dai giornalisti concede solo poche battute a favore di telecamere e taccuini, incisive come al solito, concetti che ribadirà dal palco a sostegno del candidato sindaco Paolo Putti.

    Possono piacere o non piacere le cose che dice il comico genovese, ma un dato di fatto è che con il Movimento 5 Stelle tutti dovranno farci i conti. E sì perché nonostante i media finora non l’abbiano preso in considerazione i sondaggi nazionali indicano un gradimento in crescita che, secondo gli esperti, si attesta da un minimo del 5% alla quota più ottimistica del 7%.
    Grillo se la prende con i giornali, sempre schierati contro il Movimento e sottolinea «Io non sono un leader politico ma ci sono folli enormi che ci seguono e adesso iniziano ad accorgersene anche i partiti che hanno paura del Movimento 5 Stelle. Dicono che sono pieno di odio nei loro confronti ma la realtà è che io convergo l’odio in un movimento pacifico e legale. Il nostro candidato Paolo Putti rappresenta un tentativo di cambiare la mentalità dei cittadini non della classe politica, è da voi che vogliamo e dobbiamo ripartire».

    Poi continua «Se davvero metteranno uno sbarramento al 10 – 12 % saranno i partiti tradizionali a non entrare al Governo mentre noi ci saremo». Sollecitato sullo scandalo dei rimborsi elettorali, Grillo risponde «È una cosa pazzesca solo adesso i partiti si accorgono che ricevono i rimborsi elettorali, che incassano 10 e spendono 1. Oggi il cassiere del Pd ha detto che non sono in grado di restituire la prima tranche perché se la sono già spesa! Ma se davvero non vuoi i rimborsi è molto semplice: prendi l’assegno e lo restituisci come abbiamo fatto noi. I consiglieri regionali e comunali del Movimento 5 Stelle si sono ridotti lo stipendio dell’80%. Parliamo di persone incensurate che non potranno fare più di 2 mandati, noi siamo la vera novità».

    Mentre sulle pressione fiscale è ancora più polemico «I cittadini devono sapere dove vanno a finire i soldi. Ci vuole una destinazione d’uso delle tasse. Io non voglio che il mio denaro serva a finanziare partiti e giornali. E poi siete davvero convinti che se tutti pagassero le tasse la situazione sarebbe diversa? Siamo così sicuri che non ruberebbero il doppio rispetto ad oggi?».

    Infine su Genova «Gli altri tre candidati sindaco (si riferisce a Doria, Musso, Vinai) dicono tutti le stesse cose. Uno dice che la gronda la vuole a basso impatto ambientale, l’altro vuole un terzo valico che non si veda … Noi invece siamo per il cemento zero: ristrutturiamo l’esistente, non possiamo continuare a costruire palazzi che rimangono cattedrali nel deserto. Grattacieli vuoti perché le aziende oggi licenziano i dipendenti, non affittano uffici. Genova deve impostare un’idea diversa di Pil: puntiamo sulle energie rinnovabili, la green economy, sulla filiera del recupero/riciclo dei rifiuti, si può fare se deciderete di votare il Movimento 5 Stelle».

    «Il voto a noi è un voto utile per togliere potere a chi l’ha avuto finora – aggiunge il candidato sindaco Paolo Putti – è utile per realizzare progetti e dimostrare che si può fare politica senza avere finanziamenti pubblici e consiglieri che guadagnano migliaia di euro. Noi ci impregniamo ad informare i cittadini sull’attività dell’amministrazione con assemblee periodiche e renderemo trasparenti i bilanci».

    «Molti ci chiedono delle possibili alleanze – conclude Putti – Non ci sono alleanze, l’unica alleanza possibile è con la comunità dei cittadini genovesi».

     

    Matteo Quadrone

  • M’appare Genova: intervista al team di Open Street Map

    M’appare Genova: intervista al team di Open Street Map

    Per consultare mappe e itinerari via Internet non esiste solo Google Maps. Open Street Map è un progetto che coinvolge diversi Paesi nel mondo e invita tutti gli utenti a collaborare per creare “dal basso” le loro mappe, sullo stesso modello con cui è strutturata Wikipedia.

    Abbiamo intervistato Luca Delucchi, del team italiano di questo progetto.

    Come spiegare a un neofita cosa si intende per Open Street Map?

    OpenStreetMap è un progetto internazionale collaborativo che crea una banca dati geografica libera. Questa frase riassume tutti i più importanti aspetti di OpenStreetMap: con progetto internazionale collaborativo si intende un progetto dove chiunque di qualsiasi nazionalità può partecipare e il punto di forza è la collaborazione di molti utenti che migliorino di giorno in giorno il progetto stesso.

    Lo scopo delle persone che partecipano è quella di creare una banca dati di elementi geolocalizzati. Nato inizialmente per la mappatura delle strade, si è poi iniziato ad inserire qualsiasi altro elemento, ad esempio fermate dell’autobus, farmacie, negozi  ecc., che possa essere posizionato in un determinato luogo nello spazio attraverso delle coordinate geografiche. Il fattore più  importante è che questi dati sono utilizzabili da chiunque e per qualsiasi scopo, anche quello commerciale, con il solo obbligo da parte dell’utilizzatore di attribuire la paternità dei dati ad OpenStreetMap. L’idea si basa sullo stile di Wikipedia dove gli utenti creano un’enciclopedia liberamente consultabile da chiunque.

    In cosa si differenzia una Open Street Map da una mappa di Google, ovvero quella comunemente più utilizzata da chi naviga in rete?

    La differenza più importante è che la mappa di Google non è riproducibile liberamente, a differenza di come la maggior parte delle persone pensa e spesso fa infrangendo i termini di utilizzo (si consiglia di leggerli attentamente), mentre OpenStreetMap sì: come detto sopra si può utilizzare per qualsiasi idea vi passi per la testa, anche se ne avrete un ritorno economico, ricordatevi solo di scrivere che quei dati provengono da OpenStreetMap.

    I possibili utilizzi svariano dall’uso sul web, alla stampa di mappe cartacee, dall’utilizzo su dispositivi mobili (GPS, cellulari e navigatori) all’uso come base per giochi per computer, tutte applicazioni che altrimenti non potreste fare se non pagando.

    Inoltre se inserirete dei dati su Google tramite Map Maker, lo strumento online di Google per l’inserimento di dati geografici sulla loro banca dati, questi diventeranno di proprietà di Google che poi ne potrà fare ciò che vuole… un domani magari impedendovene l’utilizzo.

    Come si sta sviluppando il progetto M(‘)appare Genova? Quali zone della città avete già coperto?

    Il progetto M(‘)appare Genova è una serie di eventi legati ad OpenStreetMap, iniziato a metà marzo e terminerà a giugno o luglio. Le giornate sono di tre tipologie:
    seminari e conferenze (le prossime 23 Aprile – Università di Genova – Facoltà di Scienze MFN, Dipartimento di Informatica e Scienze dell’Informazione Seminario su OpenStreetMap; 3 Maggio – Università di Genova – Facoltà di Architettura – Geomorfolab Mappare (liberamente) il paesaggio: OpenStreetMap; 5 Maggio – Porto Antico OpenStreetMap e la bicicletta in collaborazione con Circolo FIAB Amici della Bicicletta e Provincia di Genova) dove si introducono alcuni aspetti specifici di OpenStreetMap;

    mapping party (date e luoghi in via di definizione), eventi durante i quali si sceglie una zona da coprire e mappatori vecchi e nuovi si incontrano per raccogliere il maggior numero di dati;

    giornate di promozione (la settimana della Fiera Primavera, dove presso lo stand del Trofeo Fantozzi era presente una mappa realizzata ad hoc per la gara fantozziana utilizzando OpenStreetMap; 12-13 maggio al Marc di Genova quando i
    volontari di OpenStreetMap saranno presenti allo stand delle associazioni liguri per il software libero ALID, GOVONIS, TLUG) durante le quali si presenta e pubblicizza il progetto.

    Per ora gli eventi di mappatura sono stati solo 2, ci siamo dedicati ad alcune zone tra Brin a Bolzaneto e il cimitero di Staglieno. Per quest’ultima zona vi rimando a un link che confronta la mappa di Staglieno OpenStreetMap con quella di Google Maps, se fai qualche zoom potrai anche vedere le fermate dell’autobus nel nulla cosmico su quella di Google.

    Quali competenze è necessario avere per collaborare al vostro progetto? Come è possibile mettersi in contatto con voi?

    Non ci vuole nessuna competenza specifica per collaborare, e nessuno strumento particolare se non un pc con connessione a Internet. Per chi volesse contribuire consiglio di leggere questa guida, che è abbastanza esauriente e spiega tutti i possibili metodi di mappatura.

    I canali di comunicazione più utilizzati, attraverso i quali ci si può contattare, sono le mailing list, ce n’è una italiana e alcune regionali tra cui quella ligure, quest’ultima utilizzata per l’organizzazione di M(‘)appare Genova. Altro canale molto utilizzato, soprattuto per la documentazione, è il wiki, dove potrete trovare la maggior parte di informazioni su OpenStreetMap.

    In che modo una realtà che opera sul territorio (azienda, associazione, ente pubblico ecc) può usufruire di una mappa di questo tipo?

    Come già detto gli utilizzi sono i più svariati. Porterò alcuni esempi che ritengo abbastanza significativi.

    Humanitarian OpenStreetMap Team: è una ONG statunitense nata da un gruppo di volontari di OpenStreetMap che da supporto durante situazioni di crisi umanitarie. La più significativa è stata durante il terremoto di Haiti: gli unici dati geografici della zona a disposizione dei soccorritori erano quelli di OpenStreetMap aggiornati minuto per minuto. Grazie a questi dati si sono potute stampare mappe cartacee da utilizzare presso i campi dove si organizzavano i soccorsi, i GPS dei soccorritori erano muniti di mappe derivate dai dati di OpenStreetMap, ed infine erano presenti diverse mappe online con visualizzazioni fatte ad hoc per la problematica con rappresentati tutti gli elementi utili, tipo i ponti crollati o i campi per i rifugiati.

    L’utilizzo dei dati di OpenStreetMap in attività commerciali è sempre più frequente. Anni fa Flickr (solo per alcune zone) e altri portali internazionali avevano incominciato ad usufruire dei dati di OpenStreetMap, adesso ne è molto più diffuso l’utilizzo, come dalla Gazzetta dello Sport per il Giro d’Italia, dal portale del turismo della Regione Lazio, e da molte realtà più piccole. Nel futuro si prevede un continuo aumento di soluzioni Open con i dati prodotti da OpenStreetMap e librerie libere quali OpenLayers e Leaflet. Ad incentivare la soluzione Open contribuiscono sempre di più scelte come quella fatta recentemente da Google Maps di introdurre un pagamento per una certa quantità di suoi dati utilizzati da siti privati.

  • AVON Running 2012: donne in corsa a sostegno della lotta ai tumori

    AVON Running 2012: donne in corsa a sostegno della lotta ai tumori

    avon running 2012 genovaDomenica 6 maggio 2012 il CUS Genova organizzerà una delle 4 tappe italiane di AVON Running, una doppia gara di corsa aperta alle sole donne, suddivisa in un percorso agonistico e competitivo di 10 km e una passeggiata non competitiva di 5 km.

    L’evento si svolgerà quest’anno a Genova, Bari, Firenze e Milano e il ricavato sarà devoluto alla Lega Italiana per la Lotta ai Tumori – LILT per sostenere progetti di ricerca e prevenzione per patalogie della donna.

    Le due corse partiranno da piazzale Kennedy alle 10.00 del 6 maggio. La corsa non competitiva (5 km) avrà come percorso Piazzale Kennedy (Fiera Internazionale di Genova – partenza), Corso Italia, Boccadasse (giro di boa), Corso Italia, Piazzale Kennedy (Fiera Internazionale di Genova – arrivo), mentre quella competitiva (10 km) si svilupperà tra Piazzale Kennedy (Fiera Internazionale di Genova – partenza), Corso Italia, Boccadasse (giro di boa), Corso Italia, Piazzale Kennedy (giro di boa), Corso Italia, Boccadasse (giro di boa), Corso Italia, Piazzale Kennedy (Fiera Internazionale di Genova – arrivo).

    Entrambe le corse si svolgeranno nell’arco di due ore. Punti di ristoro con acqua saranno disponibili sul percorso e all’arrivo. L’intera manifestazione sarà assistita da un servizio sanitario, oltre che da un servizio d’ordine pubblico curato da VV.UU. Carabinieri, Polizia e addetti all’organizzazione. Sarà garantita la presenza del medico sportivo. La manifestazione è coperta da assicurazione per rischio contro terzi.

    Per quanto riguarda la gara competitive, saranno premiate le prime 3 atlete che taglieranno il traguardo, che potranno partecipare alla finale nazionale il 20 maggio a Milano.

    Per maggiori informazioni sull’iscrizione si può contattare l’organizzazione al numero 02 2841311.

  • Certosa: corteo dei cittadini contro il degrado della Val Polcevera

    Certosa: corteo dei cittadini contro il degrado della Val Polcevera

    Sabato 14 aprile alle ore 15:30 il Comitato liberi cittadini di Certosa ha organizzato una manifestazione, con partenza dall’area ex Fillea, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul degrado della vallata.

    I cittadini scendono in strada per chiedere la riqualificazione dell’area ex Fillea e delle aree verdi; per dire NO all’inceneritore di Fegino-Borzoli, al trasferimento del CUP di Certosa; per difendere la scuola Villa Sanguineti; per discutere di Gronda e Terzo valico; contro la deliquenza e le infiltrazioni mafiose.

  • Piazza Fossatello: i commercianti protestano per la presenza dei cantieri

    Piazza Fossatello: i commercianti protestano per la presenza dei cantieri

    Prendete il Centro storico, nei giorni di festa, quando il flusso di turisti per i vicoli è maggiore, aggiungete un cantiere che sta mettendo a soqquadro la pavimentazione costringendo alla temporanea cancellazione dei dehors di alcuni locali, il risultato finale sono le proteste dei commercianti, appoggiati dalle associazioni di categoria Confesercenti ed Ascom, le quali denunciano una situazione critica per i negozi.

    Accade in Piazza Fossatello, uno dei principali varchi d’accesso per i visitatori che si recano nel centro storico, ma i disagi coinvolgono anche via Ponte Calvi.

    «Il 26 marzo scorso senza che nessuno ci avesse avvisato, appena una settimana prima di Pasqua, in via Ponte Calvi hanno cominciato a bucare la pavimentazione – spiega il titolare della storica Pasticceria Liquoreria Marescotti – Siamo nella zona più turistica della città eppure nessuno ha pensato di pianificare i lavori in un periodo diverso».

    Parliamo infatti di un intervento che pare non essere urgentissimo, sottolineano i negozianti, avviato da Genova Reti Gas per adeguare la rete alle normative europee. Probabilmente la scelta di avviare i lavori proprio in un momento cruciale dell’anno, non è stata la più sensata.

    I commercianti, preoccupati per le ripercussioni negative sulle loro attività, chiedono al Comune un incontro, alla presenza dei responsabili del cantiere, per trovare una soluzione che mitighi i disagi nella zona.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Porta la sporta 2012: come fare la spesa senza sacchetti di plastica

    Porta la sporta 2012: come fare la spesa senza sacchetti di plastica

    Da sabato 14 a domenica 22 aprile 2012 in tutto il territorio italiano avrà luogo la quarta edizione della campagna “Porta la Sporta“, attiva dal 2009 e che ha lo scopo di far crescere nell’opinione pubblica una maggiore consapevolezza ambientale circa tutte le alternative possibili ai sacchetti usa e getta.

    Rifiuta, riduci, riusa e ricicla sono le quattro parole chiave di questa iniziativa, che sta raccogliendo sempre più adesioni in tutta Italia: tra i principali partner ci sono WWF, Italia Nostra, Touring Club Italiano e Adiconsum e il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente.

    Come partecipare? I singoli cittadini possono partecipare in prima battuta evitando di prendere per una settimana sacchetti monouso di qualunque materiale e utilizzando invece per i propri acquisti tutte le tipologie di borse, zaini o scatole riutilizzabili più volte. Una volta sperimentato che è possibile si può passare a farlo tutto l’anno. Anche scuole, associazioni e attività commerciali possono contribuire all’iniziativa sensibilizzando a usare materiali alternativi rispetto alle sporte monouso.

    Perché questa campagna? Riducendo drasticamente l’usa e getta, scegliendo prodotti fabbricati in maniera sostenibile che consumino meno energia, a basso impatto di imballaggio e che possano essere facilmente riparati e riciclati i cittadini manderanno alla politica un forte segnale di volontà di cambiamento. Partire da un oggetto di uso comune  come il sacchetto di plastica può diventare il punto d’inizio di una serie di comportamenti responsabili che tocca anche altri ambiti della vita quotidiana.

    Marta Traverso

  • Rivivere gli anni Ottanta, una festa a tema al Berio Cafè

    Rivivere gli anni Ottanta, una festa a tema al Berio Cafè

    Berio Cafè“Per chi c’era e vorrebbe tornarci, per chi non li poteva soffrire ma è disposto a ripensarci, per chi non li ha mai vissuti e muore dalla curiosità di sapere cosa succedeva in quegli anni”.

    Per tutte queste ragioni il Berio Cafè (all’interno della Biblioteca Berio, via del Seminario) apre le sue porte nel pomeriggio e nella serata di venerdì 13 aprile per rivivere l’epoca degli anni ’80 in una festa a tema.

    Questo il programma della giornata:

    15.30 – Torneo di Forza 4 e Cubo di Rubik, gioco libero con Risiko, Bocce, Monopoli, Hotel, Crack, Visual Game e il mitico Subbuteo.

    16.30 – Merenda Pane Nutella Estathè, proiezione partita di calcio Spagna ’82: Italia – Germania.

    18.30 – Proiezione filmati – film, pubblicità, musica, trasmissioni televisive . Chi vuole può continuare a giocare!

    20.30 – Cena con menù anni ottanta: grissini con prosciutti , tagliatelle prosciutto cotto, panna e piselli, abbuffata di vitel tonnè con patate al forno (costo euro 15,00 vini esclusi)

    21.30 – Concerto del cantautore Jocelyn Pulsar, da Forlì – ironia e malinconia in salsa pop acustica, presentazione album “Aiuole spartitraffico coltivate a grano”

    23.30 – Si balla! dj set “80 music”

    Per l’occasione all’interno del Berio Cafè sarà allestita una piccola mostra di oggettistica anni ’80.

    Prenotazioni e informazioni allo 010 5705416

    festa anni 80 Berio Cafè

  • Celivo, a maggio ripartono i corsi di introduzione al volontariato

    Celivo, a maggio ripartono i corsi di introduzione al volontariato

    celivoCelivo ha aperto le iscrizioni per una nuova tornata dei suoi corsi di introduzione al volontariato, che si terranno nella sua sede di piazza Borgo Pila (accanto al Teatro della Corte) il 10, 15 e 17 maggio 2012.

    Il corso si propone di informare, orientare e accompagnare tutti i cittadini interessati a conoscere e/o entrare nel mondo del volontariato, che potranno scoprire gli aspetti fondamentali dell’attività volontaria, i settori di intervento delle organizzazioni di volontariato (socio-assistenziale, sanitario, educativo – formativo, culturale, protezione civile, ambientale, ricreativo, difesa e tutela degli animali, sportivo, tutela e promozione dei diritti) e fare un colloquio conoscitivo per essere inseriti in una delle tante attività volontarie presenti sul territorio genovese.

    Questi i contenuti dei tre incontri del corso:
    1° incontro (10 maggio, ore 17.30-19-30): aspettative dei partecipanti, approfondimento sulla figura del volontario (motivazioni, valori, gratuità prestazioni, tipologia servizio, etc);
    2° incontro (15 maggio, ore 17.30-19-30): “mappa” del volontariato genovese (n° organizzazioni di volontariato della provincia di Genova, dislocazione sul territorio, settori di intervento, n° volontari, attività, destinatari, etc.);
    3° incontro (17 maggio, ore 17.30-19-30): proiezione video sul volontariato, illustrazione e consegna degli strumenti (Bacheca del Volontariato, Banca Dati, Colloqui di Orientamento individuali, etc.).

    Per partecipare occorre essere maggiorenni: l’iscrizione avviene scaricando dal sito di Celivo la scheda di iscrizione e consegnandola al centro. Numero massimo partecipanti: 25. I corsi saranno attivati con un numero di iscritti pari o superiori a 10.

    La partecipazione al corso è gratuita.

    Per maggiori si può contattare Celivo a celivo@celivo.it o al numero 010 5956815.

  • Via Bocciardo, i cittadini chiedono una riduzione dell’Imu

    Via Bocciardo, i cittadini chiedono una riduzione dell’Imu

    La crepa nel muro di via BocciardoGli inquilini di via Bocciardo, dal 4 dicembre fuori casa a causa dei danni strutturali provocati alla loro abitazione dai lavori di scavo per dei box interrati, non sanno come comportarsi in merito al pagamento dell’acconto Imu – da versare entro il 16 giugno 2012 – perché il Comune non ha ancora approvato il regolamento Comunale per l’applicazione del tributo e la Delibera Consigliare di determinazione delle aliquote e detrazioni, che devono essere adottati contestualmente al Bilancio di previsione, il cui termine è stato differito al 30 giugno prossimo.
    I cittadini chiedono giustamente di poter usufruire di una riduzione della tassa sulla prima casa.

    Questo il testo della mail finale degli inquilini di via Bocciardo

    Spett. le Comune di Genova, in relazione a quanto rispostomi dall’Ufficio Ici (leggi in calce), vorrei chiedere:
    dopo aver dato un permesso di costruire (o distruggere) su una zona a vincolo idro/geologico/paesaggistico; dopo aver buttato fuori di casa 8 famiglie; dopo averle lasciate al loro destino di homeless

    non vi sembrerebbe “carino” poter approvare questo famoso Regolamento prima della data fissata per l’acconto IMU onde far sì che venga approvata una riduzione per quei poveri diavoli fuori di casa che devono pagare la tassa su un bene del quale non stanno beneficiando e del quale probabilmente non beneficeranno più e non per cause da loro dipendenti?
    Su! Fate uno sforzo…riunite il Consiglio Comunale e fate una bella riunione! Immagino che gli assessori saranno sfiniti da questa corsa elettorale, ma sono convinta che possano trovare un piccolo spazio per questo! Cosa ne dite?

  • Val Polcevera e Valle Scrivia: quale futuro per i servizi sanitari?

    Val Polcevera e Valle Scrivia: quale futuro per i servizi sanitari?

    I servizi sanitari sul territorio vanno riducendosi di pari passo con l’esigenza, improcrastinabile, di razionalizzare la spesa e far quadrare i conti della Asl 3. Ma, soprattutto per le aree più decentrate, i cittadini si domandano quali siano gli orientamenti dell’azienda sanitaria locale, considerando che negli ultimi anni hanno assistito impotenti ad un inesorabile processo di erosione dell’offerta sanitaria, prima con la scomparsa progressiva degli ospedali e oggi attraverso la riduzione delle prestazioni e degli orari di apertura all’utenza di alcune strutture ambulatoriali, con gli inevitabili disagi che ciò comporta.
    La Val Polcevera e la Valle Scrivia – rispettivamente 63 mila e 23 mila residenti – sono due aree particolarmente colpite da questo fenomeno.

    Ne abbiamo parlato con il direttore amministrativo della Asl 3, l’avvocato Piero Giuseppe Reinaudo, per cercare di comprendere qual è l’orientamento dell’azienda sanitaria locale in merito all’assetto futuro dei servizi in aree periferiche.
    «L’Asl 3 persegue una linea precisa, quella di utilizzare il più possibile gli spazi disponibili di nostra proprietà – spiega Reinaudo – al contempo limitando al minimo il ricorso a locali in affitto».

     

    L’EX OSPEDALE CELESIA A RIVAROLO

    Partiamo da Rivarolo, dove fino a gennaio 2006 gli abitanti del popoloso quartiere potevano contare su un ospedale vero e proprio, il Celesia. Una struttura in buone condizioni, ristrutturata alcuni anni fa, con a disposizione un ampio parcheggio gratuito – un elemento non trascurabile – che garantiva una facile accessibilità all’utenza.
    Oggi all’interno del Celesia troviamo, nell’ala destra uffici ed ambulatori tra i quali oculistica, dermatologia, radiologia, centro prelievi, cup, medicina dello sport e del lavoro, il dentista e uno psicologo per le adozioni. Mentre nel padiglione a valle sono ospitati 25 pazienti della Rsa mantenimento.

    «Per l’ex ospedale Celesia è previsto un potenziamento della residenzialità – racconta Reinaudo – con la realizzazione di un secondo nucleo di Rsa per ulteriori 25 pazienti».
    Inoltre nella struttura di Rivarolo verranno trasferiti dei servizi non destinati al pubblico, ovvero alcuni uffici amministrativi.
    «Questi spazi verranno sfruttati maggiormente – spiega Reinaudo – l’intenzione è quella di valorizzare a dovere l’intera struttura».

    In effetti a partire da gennaio sono in corso alcuni lavori all’interno del padiglione a valle del Celesia, in particolare al terzo piano (dove un tempo c’era il reparto medicina con 50 posti letto), per trasformarlo completamente in struttura residenziale.
    Ma il cantiere si inserisce in un progetto più ampio, come indicato nel cartello di esecuzione lavori (per una spesa complessiva di 700 mila euro), che prevede la trasformazione dell’ex ospedale in struttura poliambulatoriale e residenzialità.
    Quindi per quanto riguarda gli ambulatori, la Asl 3 ha intenzione di aumentarli?
    «Per adesso rimangono quelli che sono – afferma il direttore amministrativo – la nostra intenzione è utilizzarli al meglio e se possibile aggiungere altre specialità».

    Nel frattempo il servizio di radiologia è stato eliminato per essere accorpato con quello dell’ospedale Gallino di Pontedecimo, un brutto colpo per i cittadini e non solo. Radiologia infatti svolgeva un servizio utile anche per gli ospiti della Rsa mantenimento. Con l’ampliamento della struttura residenziale questa operazione appare un controsenso, anche se Reinaudo afferma che «Non esiste connessione clinica tra Rsa e radiologia. I pazienti residenziali non acuti non hanno bisogno di alcune prestazioni specialistiche». E però a partire da aprile gli anziani, anche nel caso di una semplice ecografia, dovranno essere trasportati fino a Pontedecimo.

     

    L’OSPEDALE GALLINO A PONTEDECIMO

    Qui tutto ruota attorno alla questione dell’ospedale Gallino, alcuni mesi fa al centro delle polemiche e delle vigorose proteste dei residenti per una paventata chiusura della struttura, in pratica l’unico ospedale ancora presente nella vallata (il Pastorino di Bolzaneto infatti, chiuso negli anni ’90, oggi è stato anch’esso riconvertito in Rsa).

    «È un ospedale che mantiene le sue funzioni di base – sottolinea Reinaudo – ed in questo momento non esiste nessuna ipotesi di chiusura e neppure di ridimensionamento».
    Si tratta invece di una revisione delle attività «In ragione di alcune evidenze cliniche – precisa Reinaudo – alcune funzioni verranno riviste all’interno di uno schema complessivo».
    Le trasformazioni previste al Gallino hanno suscitato timori nei cittadini della vallata, «Questo è comprensibile – spiega Reinaudo – probabilmente l’azienda sanitaria non ha comunicato in maniera sufficiente sul territorio, le proprie intenzioni».

    Detto questo, allo stesso tempo, secondo il direttore amministrativo Asl 3 «Non possiamo partire dall’ipotesi che un ospedale sia una sorta di “monade” a prescindere dal contesto in cui è inserito. In altri termini non può rimanere sempre uguale a se stesso. Dal punto di vista sanitario questo è un presupposto inconcepibile».

    «Il senso delle nostre operazioni non va in direzione di un depotenziamento – continua Reinaudo – piuttosto possiamo parlare di una revisione secondo criteri di efficienza clinica».
    «Il Gallino comunque rimarrà aperto, questo occorre sottolinearlo – afferma Reinaudo – sia per quanto riguarda la chirurgia sia per quel che concerne la cardiologia».
    Ma il piano di riorganizzazione aziendale della Asl 3 – è scritto nero su bianco nella delibera del 20 febbraio scorso – prevede una sola struttura complessa di chirurgia generale in luogo delle 4 presenti oggi.
    In pratica un drastico ridimensionamento delle chirurgie che, secondo i sindacati, significherà per i cittadini della vallata ma anche di tutto il ponente, poter contare solo sull’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena.

    «Questo non vuol dire che il Gallino perderà la chirurgia – ribatte Reinaudo – il reparto verrà invece riorganizzato in funzione di day surgery» In pratica, come dice la parola stessa, “chirurgia in un giorno”, sarà una divisione ospedaliera dedicata agli interventi di medio-bassa complessità con dimissione il giorno stesso dell’intervento.

    E anche cardiologia – almeno per ora – manterrà le sue funzioni. Su questo punto il problema è più complesso perché il Gallino sconta l’assenza della sala di emodinamica e Reinaudo è tranchant «Continuare ad insistere con cardiologia è inutile dove non c’è l’emodinamica. O si porta un ospedale a un tale livello per cui è in grado di rispondere a tutte le esigenze dei pazienti oppure è meglio rivedere le sue funzioni e potenziare quelle strutture che forniscono una risposta complessiva».
    Ovvero un ospedale che garantisce l’intero ciclo di cura, come il Villa Scassi di Sampierdarena.

    Sempre in attesa del famoso ospedale “di vallata”, oggi denominato “del Ponente”, perché se prima il previsto nuovo presidio avrebbe dovuto fornire risposte alle esigenze della Val Polcevera, allo stato attuale, con la riduzione dei presidi sanitari anche nel ponente genovese – da Cornigliano a Voltri – dovrà garantire un servizio efficiente ad un numero, assai superiore, di cittadini.

     

    LA VALLE SCRIVIA

    Anche in Valle Scrivia la situazione appare difficile e – nonostante a parole si parli di un potenziamento dei servizi sul territorio – oggi di fatto si assiste ad una diminuzione del numero di prestazioni sanitarie. L’ultimo disservizio, in ordine di tempo, è la chiusura, a partire dal 1° marzo, dei Consultori di Busalla, Montoggio, Casella e Campomorone.
    Inoltre, come denuncia la Uil, la riduzione degli specialisti dagli Ambulatori di Borgo Fornari (Comune di Ronco Scrivia) – in particolare Cardiologia, Ortopedia e Odontoiatria – produce come unico effetto il disagio per gli abitanti della valle che, a causa delle lunghe attese, sono costretti a peregrinare per ottenere i servizi di cui hanno bisogno.

    Ma quali sono attualmente i presidi sanitari attivi in Valle Scrivia? Sono 3, il già citato poliambulatorio di Borgo Fornari, l’ex Ospedale Frugone di Busalla che ospita alcuni ambulatori specialistici e, sempre a Busalla, i locali di Piazza Malerba «Spazi poco adeguati alle nostre funzioni – precisa Reinaudo – e non di proprietà della Asl 3» dove oggi si trova il Cup, un ambulatorio infermieristico e poco altro.

    Proprio l’ex ospedale Frugone, smantellato a poco a poco tra le vivaci proteste degli abitanti, rappresentava fino a qualche anno fa il presidio di riferimento per l’intera Valle Scrivia mentre oggi offre un servizio a dir poco scadente, una sorta di “ultima spiaggia” per chi proprio non ha la possibilità di recarsi in strutture più attrezzate a Genova o in Basso Piemonte, ad esempio presso l’ospedale di Novi Ligure.
    Il servizio di Radiologia, uno dei pochi ancora attivi al Frugone, come sottolinea la Uil, è stato ridotto sia in termini di personale che di apertura all’utenza. In questo modo, sostengono all’unanimità tutte le sigle sindacali, si favoriscono esclusivamente le strutture private convenzionate presenti in vallata e le fughe in Basso Piemonte, con le conseguenti spese per la Regione Liguria.

    «La presenza dei servizi sanitari sul territorio è determinata dalla relazione tra 3 fattori – afferma Reinaudo – la vastità della zona interessata, il numero dei residenti ed il costo complessivo dell’erogazione dei servizi. Il problema si aggrava in quelle aree, come ad esempio la Valle Scrivia, dove la popolazione residente non è poi così numerosa ma al contempo è distribuita su un territorio ampio».

    Comunque anche per questa zona periferica, come spiega il direttore amministrativo, sono in corso di studio ma per ora rimangono solo sulla carta, alcuni progetti di potenziamento «Ad esempio vorremmo realizzare un centro di cure primarie, in accordo con i medici di base, in maniera tale da fornire un servizio intensivo durante tutto l’orario diurno. E ancora immaginiamo la costruzione di una sorta di ospedale di comunità per un livello di bassa intensità di cura, non per pazienti acuti, in particolare cure di mantenimento per pazienti dimessi da altri ospedali».

     

    «Oggi, rispetto al passato, è cambiato il concetto di ospedale – continua Reinaudo – Prima la qualità di una struttura ospedaliera dipendeva quasi esclusivamente dalla professionalità di medici e operatori sanitari. Inoltre il livello di cura non era specialistico come quello odierno, senza considerare l’evoluzione tecnologica ed i costi sempre più alti per l’acquisto e la manutenzione di attrezzature indispensabili».

    Una volta la chiave di lettura era soprattutto geografica ed in base a questa valutazione si predisponevano i presidi sanitari sul territorio, allo stato attuale invece «L’ospedale è intrinsecamente legato al concetto di intensità di cura – conclude Reinaudo – e per questo motivo puntiamo a rafforzare le strutture che davvero possono fornire una risposta a tutte le esigenze».

    Insomma delle scelte sono inevitabili e l’eccellenza che consente cure adeguate ad un livello di intensità medio-alta – per i costi e per le professionalità specialistiche richieste – non può essere garantita dappertutto.

     

    Matteo Quadrone

  • Via Venezia 38, un bando per usare i locali di proprietà del Comune

    Via Venezia 38, un bando per usare i locali di proprietà del Comune

    giovaniAllo scopo di promuovere la creatività dei giovani e investire in attività di sostegno all’arte, allo spettacolo e all’impresa, il Comune di Genova mette a disposizione un immobile ristrutturato di 200 mq a piano terra in via Venezia 38.

    Entro l’11 maggio 2012 si può inviare la propria manifestazione di interesse per definire un’attività da svolgere in questo locale. Le proposte e i progetti dovranno avere preferibilmente come target di riferimento i giovani ed essere orientati verso creatività e nuove tecnologie, con particolare riferimento alle tecniche di comunicazione, prevedendo anche attività di tipo promozionale e culturale che favoriscano aggregazione e momenti di incontro.

    Questi i requisiti del progetto:
    – prevedere l’autosostenibilità totale (chi propone il progetto dovrà, in caso di assegnazione, farsi carico del pagamento di canone e utenze, della manutenzione e delle pulizie);
    – essere rivolto all’intero territorio cittadino;
    – essere compatibile con le caratteristiche dei locali.

    Chi vuole presentare il progetto dovrà inviare il modulo (scaricabile dal sito genovacreativa.it) via fax al numero 010/5573984 della Direzione Valorizzazione Patrimonio Culturale Parchi e Ville, Rapporti con Università e Ricerca – Ufficio Cultura e Città – oppure via mail all’indirizzo cittacultura@comune.genova.it entro e non oltre l’11 maggio 2012. Sarà possibile fare un sopralluogo nei locali (previo appuntamento ai numeri 010/5573977 o 010/5573982) nelle seguenti date: giovedì 19 Aprile 2012 – giovedì 3 Maggio 2012 – lunedì 7 maggio 2012.