Autore: erasuperba

  • Aperti per voi: i volontari aprono al pubblico la Chiesa Inferiore di San Giovanni di Prè

    Aperti per voi: i volontari aprono al pubblico la Chiesa Inferiore di San Giovanni di Prè

    “Aperti per voi”, l’iniziativa promossa dal Touring Club Italiano che permette a cittadini e turisti la visita di luoghi d’arte e di cultura di norma chiusi al pubblico, in virtù di una collaborazione con la Parrocchia di San Giovanni di Prè, finalmente approda a Genova.

    Nel capoluogo ligure 34 Volontari Touring per il Patrimonio Culturale sono impegnati ad accogliere i visitatori della Chiesa Inferiore di San Giovanni di Prè.

    Il complesso, architettonicamente composto da due edifici sovrapposti, fu eretto alla fine del XII secolo da maestranze lombarde per i Cavalieri Ospitalieri di Gerusalemme, organismo che, a partire dal 1420, diede vita all’Ordine dei Cavalieri di Malta. La chiesa inferiore presenta una navata centrale ripartita in tre navate uguali con volta a crociera secondo lo stile romanico.

    Sino ad oggi questo luogo – che fa parte del complesso della Commenda e sotto l’egida del Mu.Ma (Galata Museo del Mare) – veniva aperto saltuariamente in occasione di determinate ricorrenze. Il Touring Club, grazie alla collaborazione dei Volontari, garantisce l’apertura sistematica e continuativa della chiesa il venerdì e il sabato dalle 10 alle 18.

    Il taglio del nastro è avvenuto venerdì 13 e sabato 14 aprile ed ha registrato subito un boom di presenze.

    «I Volontari ricoprono oggi un ruolo importantissimo nella società in generale– sostiene Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano – Il loro impegno per Aperti per voi è un indicatore importante del forte radicamento delle persone al territorio di origine, del senso di appartenenza e di responsabilità che le stesse provano nei confronti della propria città».

    “Aperti per voi” è solo una delle numerose attività che il Touring realizza a Genova impegnato da anni nella valorizzazione dell’arte e della cultura locale.

    “Aperti per voi“ è un’iniziativa nata nel 2005 per volontà del Touring Club Italiano e che vede la collaborazione con le Direzioni Regionali per i Beni Culturali e Paesaggistici per rendere fruibili siti artistici, culturali e religiosi, spesso chiusi al pubblico (o aperti solo con forti limitazioni di orario).
    Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto concedere ad “Aperti per Voi” il suo Alto Patronato anche per il raggiungimento del prestigioso traguardo di un milione di visitatori nei siti “adottati” nel Paese dal Touring e dai suoi Volontari che garantiscono grazie al loro impegno l’accoglienza dei visitatori oltre al presidio del luogo stesso.

  • Assessore Rambaudi: cittadinanza onoraria ai bambini nati in Liguria

    Assessore Rambaudi: cittadinanza onoraria ai bambini nati in Liguria

    Cittadinanza onoraria ai bambini figli di migranti ma nati in Liguria, è questa la proposta lanciata stamattina, a margine della Giunta regionale, dall’assessore alle politiche sociali, Lorena Rambaudi, dopo l’approvazione, da parte del consiglio comunale di Savona, di un regolamento sulla cittadinanza onoraria che prevede all’art.10 il riconoscimento per i bambini, come proposto dal sindaco di Savona, Federico Berruti.

    «Visto che la legge non permette di riconoscere giuridicamente la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia – ha spiegato Rambaudi – in attesa di un cambio legislativo mi auguro che tutti i Comuni liguri possano aderire a questo appello, frutto di civiltà e anche segnale culturale e politico importante».

    L’iniziativa dell’assessore alle politiche sociali della Regione Liguria nasce anche dalla presa di posizione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano che ha definito follia negare un’aspirazione sacrosanta a chi è nato in Italia.

    Secondo Rambaudi «Oltre che un atto di giustizia il riconoscimento della cittadinanza onoraria rappresenta una speranza rispetto all’invecchiamento demografico del nostro territorio».

  • Premio Gaetano Marzotto: concorso per giovani imprenditori

    Premio Gaetano Marzotto: concorso per giovani imprenditori

    Il Premio Gaetano Marzotto è un riconoscimento dedicato agli imprenditori italiani, che mette a disposizione un premio complessivo di 450.000 € suddiviso tra 5 progetti imprenditoriali, ritenuti in grado di produrre degli effetti economici e sociali positivi sul territorio italiano ma che abbiano al tempo stesso una capacità di crescita internazionale.

    Il premio si rivolge a tutti coloro – singoli soggetti, team, imprese già avviate – che entro il 30 giugno 2012 presenteranno una nuova idea imprenditoriale che risponda a questi requisiti.

    Il montepremi di 450.000 euro sarà così ripartito:
    Premio impresa del futuro – 250.000 euro
    Al miglior progetto imprenditoriale con capacità di generare significative ricadute positive negli ambiti sociali territoriali, culturali o ambientali. I settori di intervento preferibili sono quelli legati al Made in Italy: moda e tessile, agroalimentare, turismo, farmaceutico, meccanica, casa, arredamento e ambiente

    Premio impresa social e culturale – 100.000 euro
    Al miglior progetto imprenditoriale con capacità di generare significative ricadute positive negli ambiti sociali e culturali.
    I settori di intervento preferibili sono quelli del terzo settore e dei servizi culturali, sociali, alla persona, all’ambiente.

    Premi dall’idea all’impresa – totale 100.000 euro
    Riservato a giovani di età massima 35 anni. Il montepremi sarà ripartito fra le tre idee di fare impresa più innovative, ai cui autori si offre anche un periodo di residenza all’interno degli incubatori d’impresa H-Farm, M31 e SeedLab.

    La partecipazione al concorso è gratuita. Per iscriversi si dovrà compilare la registrazione al sito www.premiogaetanomarzotto.it e caricare la documentazione richiesta entro il 30 giugno.

  • Centro storico: le proposte dei cittadini in vista delle elezioni comunali

    Centro storico: le proposte dei cittadini in vista delle elezioni comunali

    Un ciclo di incontri pubblici con i candidati sindaco in corsa alle prossime elezioni amministrative con l’obiettivo di organizzare e far sentire le idee e le proposte dei residenti del centro storico. È quello che a partire dal mese di marzo sta portando avanti l’associazione Centro Storico Est – AssEst: prossimo appuntamento venerdì 27 aprile ore 21:00 presso il Convento di S. Maria di Castello con i candidati sindaco Giuliana Sanguineti (Partito Comunista dei Lavoratori), Simohamed Kaboour (Fratelli e Fratellastri), Roberto Delogu (Comunisti – Sinistra Popolare) e Rossella Ridella (candidata consigliere comunale lista PD).

    «Troppo spesso questo quartiere che pure è uno dei più popolosi e con la più alta densità di bambini viene considerato un teatro vuoto da gestire secondo il capriccio del momento – scrive AssEst – un manichino su cui cucire abiti non suoi, calando soluzioni estemporanee e velleitarie quando basterebbe ascoltare e assecondare le tante voci buone che ne emergono».

    «Abbiamo la fortuna di vivere nei luoghi che hanno fatto la storia di Genova e che nel passato l’hanno fatta grande, addirittura Superba – continua l’associazione – Eppure questi stessi caruggi e piazzette ancora oggi vengono vissute più come problema che come risorsa. Se Genova deve ripartire, e sappiamo quanto necessario sia che riparta, deve farlo anche da come pensa e vive il suo nucleo più antico».

    I cittadini ribadiscono con forza che il loro «Non è un semplicistico “no alla movida” come facilmente o strumentalmente viene riportato spesso dai media in un comodo cliché. Il nostro è un No forte e chiaro a chiunque usa il territorio nell’indifferenza o peggio in sfregio ai suoi abitanti».

    Per questo hanno elaborato una proposta concreta che pone la valorizzazione della cultura e della storia della città come motore di un nuovo sviluppo turistico, ambientale ed economico del centro storico.
    In sintesi i punti principali sono 6:
    Percorsi turistici e culturali del Centro Storico Est; Manutenzione strade; Pedonalizzazione del centro storico; “Movida”; Presenza costante dei vigili anche la notte; Utilizzo del mercato del pesce.

    «Attualmente il nostro quartiere è aggirato dai percorsi che vengono proposti ai turisti, nonostante sia immediatamente adiacente a via S. Lorenzo e sia ricco di storia e arte», sottolinea AssEst.
    Secondo i cittadini occorre dirigere il flusso di persone anche dentro questa parte di centro storico, cosa che permetterebbe di incrementare e diversificare le attività commerciali.
    «Per questo abbiamo un progetto ben preciso: il giorno 14 Dicembre 2011 abbiamo organizzato una conferenza pubblica alla quale hanno partecipato numerose associazioni del quartiere dove il FAI ha illustrato il suo progetto di acquisizione e apertura al pubblico della Torre degli Embriaci. Il progetto attualmente è fermo per intoppi essenzialmente burocratici».
    L’Associazione sta attivamente lavorando come tramite tra i vari soggetti «Chiediamo che l’amministrazione si ponga come attivo capofila per la realizzazione del progetto che porterebbe un beneficio enorme alla zona senza costi a carico del comune».

    Ma non si tratta solo della torre degli Embriaci, ugualmente importante è la presenza del Parco Archeologico di Piazza S. Silvestro, attualmente chiuso al pubblico e invaso dalle erbacce.
    Inoltre i cittadini ricordano anche altri splendidi monumenti della zona: Porta Soprana, le chiese di S. Maria di Castello, S. Donato, S. Cosma e Damiano, l’Oratorio di S Giorgio e S. Torpete con i suoi concerti d’organo, e ancora la casa natale di Mameli in via S. Bernardo e i palazzi dei Rolli in Via S. Bernardo.
    «Noi diamo il nostro contributo con i Mercoledì del Castello (giunti alla 7ma edizione) e con diverse iniziative in svolgimento – spiega l’associazione – ad esempio la mostra sulla diffusione della lingua genovese nel mondo; le visite guidate al castrum, ai luoghi del risorgimento, ecc.».
    «Tutto questo andrebbe inserito in uno specifico percorso turistico-culturale per il quale l’amministrazione comunale dovrebbe attivare azioni positive finalizzate a coinvolgere gli operatori dei grandi eventi culturali, gli operatori turistici, Porto Antico e Acquario in modo da realizzare una sinergia utile a presentare una nuova offerta turistica ai visitatori della nostra città – spiega AssEst – Ovviamente un percorso turistico-culturale come quello appena descritto non può prescindere da una riqualificazione urbanistica dei luoghi: è essenziale la manutenzione delle strade che lo compongono».

    Inoltre i residenti di quest’area del centro storico condividono e sono grandi sostenitori della pedonalizzazione che purtroppo però «Procede a rilento e manca la fondamentale preparazione di posteggi a corona per i residenti, il realizzarsi di regole certe e rispettate ed una segnaletica adeguata. Anche il rifornimento, giusto e doveroso, dei commercianti va monitorato e riorganizzato con un approccio più moderno ed ecocompatibile».

    Per quanto riguarda lo spinoso tema “movida”, AssEst parte da alcuni dati oggettivi «Nel centro storico (fonte uffici demografici del comune) vive la più alta percentuale di coppie con bambini dell’intera città. Le rilevazioni effettuate dall’ufficio acustico dei vigili urbani hanno stabilito che in zone ben precise e delimitate (S. Donato, via S. Bernardo, Piazza delle Erbe, S. Giorgio) esiste un pesante sforamento dei limiti di legge delle emissioni acustiche generate dalla “movida” e questo rappresenta una violazione alla legge ed un attacco alla salute dei residenti. Si è verificata, in seguito all’eccessivo rumore, una fuga di abitanti, specialmente coppie giovani con bambini, alla ricerca di zone più tranquille al di fuori del centro storico».

    Il giusto equilibrio tra i residenti e “movida” rivendicato dagli abitanti «Deve realizzarsi con la chiusura dei locali (Venerdì e Sabato) non oltre le 2 di notte e con la repressione, specie nelle ore tra le 3 e le 4, di atti vandalici, schiamazzi, comportamenti incivili che le cronache documentano sfociati in vere aggressioni da parte di gruppi di presone alterate dall’alcool che si attardano in zona».
    E l’associazione ritiene doveroso ringraziare l’assessore Scidone per l’attività e il supporto che ha fornito ai residenti sul tema “movida”.

    Inoltre risulterebbe fondamentale garantire la presenza – continua ed attenta sul territorio – dei vigili urbani, affiancata e coordinata con quella delle altre forze dell’ordine.
    «Una presenza che deve essere costante anche durante le ore notturne, allo scopo di verificare comportamenti scorretti di attività commerciali e non, e di frequentatori non residenti del centro storico».

    Infine un altro argomento molto sentito dai residenti è quello relativo alla futura destinazione del Mercato del Pesce. «Da tempo, pubblicamente (in incontri con l’amministrazione e con la stampa) chiediamo che gli spazi che si libereranno all’interno del mercato del pesce vengano riservati alle attività sociali, culturali e sanitarie del quartiere», conclude l’associazione dei cittadini del centro storico.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Diego Arbore

  • Talent T-shirts: concorso per disegnare magliette equosolidali

    Talent T-shirts: concorso per disegnare magliette equosolidali

    equo solidaleImmaginate una t-shirt come luogo per esprimere tutta la propria capacità artistica e comunicativa. Creare una grafica per raccontare le proprie idee, svelare i sentimenti, condividere con tutti il proprio stile. Questo è lo scopo del concorso. Quali opere ci riusciranno? Sarà la giuria a premiarle e i giovani a portarle addosso.

    Questo il concept di Talent T-shirts, concorso per giovani aspiranti stilisti nati e/o residenti nel Sud del mondo (in Paesi in cui operino organizzazioni non governative, umanitarie, di commercio equo e solidale) e di età compresa tra i 16 e i 24 anni. Il contest è stato indetto da Designer senza frontiere, in collaborazione con Bottega Solidale.

    Per partecipare è sufficiente creare una o più opere realizzate con qualsiasi tecnica, a colori o in bianco/nero, che possano decorare e personalizzare una T-shirt. L’elaborato va poi inviato entro il 1 dicembre 2012 tramite il sito talent-tshirts.org.

    Una Giuria di esperti di comunicazione e arti visive sceglierà le opere vincitrici e assegnerà:
    – al primo classificato € 800
    – al secondo classificato € 600
    – al terzo classificato € 400

    Oltre alle tre opere premiate, alcune delle migliori opere in concorso potranno essere selezionate per produrre e commercializzare t-shirts principalmente nei paesi del nord del mondo e gli autori riceveranno il 5% del prezzo di vendita di ogni maglietta che riporterà la sua opera.

  • Festival Monologando: rassegna teatrale ligure sul monologo

    Festival Monologando: rassegna teatrale ligure sul monologo

    Teatro CicagnaSono aperte le iscrizioni per Monologando, l’unico festival del monologo in Liguria, che si terrà domenica 27 maggio nel parco storico di Villa Serra di Còmago, nell’entroterra genovese.

    Come si svolgerà la giornata? Dalle 11 alle 17.30 50 attori avranno la possibilità di esibirsi su uno dei 5 palchi allestiti all’interno del parco con il proprio monologo.

    Il costo dell’iscrizione è di 10 euro, tutte le info su www.monologando.it.

    Per il pubblico l’ingresso è di 2,5 euro.

  • Ospedali: manifestazione contro il taglio dei servizi sanitari nel Ponente

    Ospedali: manifestazione contro il taglio dei servizi sanitari nel Ponente

    Pubblica Assistenza Croce Verde di Sestri Ponente, il Coordinamento dei Comitati per la salvezza degli ospedali del Ponente e il Movimento Cittadini per Carignano contro il nuovo Galliera, hanno deciso di manifestare insieme, sabato alle ore 16 in Piazza Baracca, per protestare contro il taglio sei servizi sanitari e per invocare la realizzazione dell’agognato ospedale del Ponente.

    «Nell’aprile 2007 una grande manifestazione bloccò lo smantellamento dell’ospedale di Sestri Ponente – scrivono i comitati – Il presidente della Regione, Claudio Burlando, dichiarò allora pubblicamente: “Non taglieremo i servizi fin quando non sarà realizzato il nuovo ospedale del Ponente”. Dopo cinque anni ci risiamo. I finanziamenti per il nuovo ospedale del Ponente sono stati dirottati sul Galliera e oggi si  ricomincia a programmare il taglio dei servizi negli ospedali della zona che ovviamente si effettueranno a maggio dopo le elezioni comunali. Noi non ci stiamo».

    «Ritengo doveroso che le amministrazioni regionali e comunali ripensino a delle politiche sanitarie basate sullo sviluppo e non solo sulla liquidazione delle strutture esistenti – scrive Leonardo Chessa, chirurgo, già Direttore dell’Unità Operativa Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedale Università San Martino, promotore della manifestazione – In tutta l’area metropolitana, ma soprattutto nel ponente cittadino, la gestione della sanità è stata caratterizzata da tagli e da spostamenti di strutture (Ospedale Evangelico a Voltri) che non hanno portato alcun beneficio di carattere assistenziale ed economico».

    «Le promesse di dotare questa parte di Genova di un nuovo ospedale sono state completamente disattese e i fondi necessari sono stati dirottati verso la realizzazione del nuovo Ospedale Galliera – continua il dott. Chessa – Nel frattempo l’accessibilità alle cure dei pazienti è divenuta sempre più ardua: ancora più persone debbono ricorrere al pagamento per visite ed indagini attraverso l’intramoenia (cioè la libera professione che gli stessi medici ospedalieri esercitano sia nelle strutture pubbliche che nei propri ambulatori)».

    «La politica del taglio delle strutture ospedaliere ha, infatti, creato dei “monopoli specialistici” che, in talune occasioni, sfruttano questa condizione per dilatare le liste d’attesa istituzionali, costringendo i cittadini a dover ottenere le stesse prestazioni all’interno della medesima struttura solo attraverso la libera professione intramoenia – sottolinea Chessa – Questa stessa politica ha inoltre portato ad un aumento considerevole delle  “fughe extra-regionali” dei pazienti che, sempre più spesso, si rivolgono a strutture presenti in Lombardia, Piemonte, Toscana ecc. Tale logica provoca quindi un duplice danno: un maggiore disagio per i pazienti e un aggravio dei costi economici sostenuti dalla Regione Liguria».

    «Respingiamo l’idea che gli amministratori regionali possano mentire ai cittadini –  spiegano i comitati – Chiediamo l’adesione alla manifestazione dei partiti, dei sindacati, delle associazioni e di tutte le persone democratiche che intendono far sentire la loro voce contro le ingiustizie».

    Hanno già aderito i consiglieri regionali Alessandro Benzi, Giacomo Conti (Federazione della Sinistra) e Matteo Rossi (Sinistra Ecologia e Libertà).

    «Da più di due anni noi affermiamo che il progetto ed il piano economico del nuovo Galliera sono insostenibili e che l’ospedale di Carignano deve essere semplicemente ristrutturato – spiegano i consiglieri – La recente sentenza del Tar ha rappresentato l’ennesima conferma della giustezza delle nostre posizioni e di quelle del Comitato dei cittadini di Carignano. Un’operazione finanziariamente insostenibile, quella del nuovo Galliera, il cui costo a posto letto è aumentato di quasi il 50% in due anni, mentre nel contempo sono diminuiti i posti letto».

    «In un periodo di crisi non si possono chiedere sacrifici a tutti e poi mettere in atto sprechi di questo genere – concludono i consiglieri – Riteniamo prioritario l’intervento sulla rete ospedaliera del Ponente dove attualmente ci sono la metà dei posti letto a parità di popolazione rispetto al Levante ed al centro».

    E anche l’Italia dei Valori ha annuciato la sua adesione alla manifestazione di Sabato 28 aprile.

    «Il nostro partito ha nel proprio dna la difesa della sanità pubblica ed a Genova come a Roma si oppone a tagli che ricadono sui cittadini e le fasce deboli della popolazione – scrive in una nota il presidente della commissione sanita’ Stefano Quaini – Il sottoscritto, il coordinatore regionale l’On.Giovanni Paladini, la vicepresidente della regione Marylin Fusco il segretario provinciale Francesco De Simone il capogruppo regionale Nicolò Scialfa, insieme agli amministratori comunali ed ai militanti del partito parteciperanno al corteo che partira’ da piazza Baracca. Condividiamo la piattaforma e le linee generali dell’iniziativa e riteniamo obiettivo comune il mantenimento sia di servizi efficienti sul territorio che a livello della rete ospedaliera, sino al momento in cui non verrà realizzato l’ospedale del Ponente».

    «Vogliamo ricordare la dura lotta a sostegno del mantenimento della cardiologia semi- intensiva al Gallino di Pontedecimo e la nostra convinzione che si debba mantenere inalterato il valido servizio di day hospital oncologico – continua la notaSiamo convinti che la Valpocevera debba avere una forte offerta sanitaria, che è evidente si sia indebolita nel corso degli ultimi anni».

    «Per quanto riguarda il Villa Scassi abbiamo assunto un forte impegno a favore del nosocomio che per noi rappresenta concretamente l’ospedale su cui puntare e su sui investire alla luce dell’assenza di un altro centro così strategico sul ponente – sottolinea il comunicato – Non condividiamo il ridimensionamento della chirurgia vascolare e non accettiamo che solo a Sampierdarena si tagli mentre altrove tutto rimanga inalterato. Sosteniamo l’importanza strategica, per le funzioni di Dea di primo livello, anche della permanenza del servizio di chirurgia toracica. Inoltre dovrà essere fatta chiarezza anche sulle funzioni dell’ospedale di Sestri».

    Infine l’Idv esprime viva preoccupazione «Per i pesanti tagli annunciati dal governo Monti al comparto sanitario (si parla in alcuni anni di 8 miliardi di euro in meno), che metterebbero definitivamente in ginocchio le regioni, costringendole a smantellare la sanità pubblica. Se l’obiettivo del governo tecnico è quello di proseguire la distruzione del diritto alla salute, già iniziata dal governo precedente, IDV sarà sempre al fianco dei cittadini a lottare per un diritto garantito dalla Costituzione. L’IDV non sosteneva Berlusconi e non sostiene Monti, ma sostiene i diritti della povera gente alla sopravvivenza durante la più grave crisi economica per il nostro paese».

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

  • Certosa, discarica di via Piombelli: la bonifica non è ancora conclusa

    Certosa, discarica di via Piombelli: la bonifica non è ancora conclusa

    Il numero esatto ancora non si conosce ma sono migliaia i bidoni contenenti sostanze tossiche altamente inquinanti, sotterrati impunemente nella discarica abusiva di via Piombelli, sulle alture di Certosa.
    Una storia inquietante iniziata probabilmente già negli anni ’80 quando l’area di proprietà dei marchesi Cattaneo Adorno – 5500 metri quadrati di terreno adiacente alle abitazioni – è diventata il rifugio illecito per lo stoccaggio di fusti tossici che hanno avvelenato la terra e tutto l’ambiente circostante, senza dimenticare le eventuali ripercussioni sulla salute degli abitanti di via Piombelli.
    L’area dove si trova la discarica, sotto il cavalcavia dell’autostrada, è stata ricavata artificialmente colmando una depressione naturale con i detriti provenienti dallo scavo delle gallerie del nuovo tratto autostradale Genova-Milano e tombinando il rivo Maltempo.
    Da oltre 12 anni le istituzioni (Comune, Provincia, Regione ed Arpal ) sono al corrente della situazione ma ancora oggi non è stata portata a termine la bonifica della zona.

    Il terreno sul finire degli anni ’90 viene messo sotto sequestro dalla polizia provinciale e il Comune di Genova, a partire da allora, inizia ad intimare ai proprietari di provvedere alla rimozione dei rifiuti.
    I marchesi Cattaneo Adorno, possessori di numerosi terreni in tutta la città, non hanno mai gestito in prima persona quello di via Piombelli. L’ultimo affittuario è stato un uomo che, a totale insaputa dei proprietari (i quali infatti verranno assolti dall’accusa di realizzazione di discarica abusiva), ha interrato ad alcuni metri di profondità centinaia di fusti provenienti da aree industriali. Il responsabile fu scoperto e denunciato ma morì di tumore prima della fine del processo.
    Si aprì allora un lungo contenzioso davanti al Tar che oppose l’amministrazione comunale ed i marchesi Cattaneo Adorno. Una sentenza del Consiglio di Stato nel 2010 ha sancito definitivamente che la responsabilità della bonifica spetta al Comune.

    Quello che più colpisce in questa vicenda è il colpevole ritardo delle istituzioni. Gli abitanti della zona infatti si erano accorti dei continui transiti di camion in ore sospette e avevano già lanciato diversi allarmi, evidentemente sottovalutati da chi di dovere. Parliamo di un terreno abitualmente frequentato dagli escursionisti che si recavano ai Forti mentre a pochi metri di distanza alcune persone continuavano tranquillamente a coltivare i loro orti ignari del pericolo.
    Il Comune, in attesa della sentenza definitiva, incaricò Amiu di procedere alla bonifica, svolta in due tranche, nel 2000 e nel 2005, ma interrotta a metà a causa dell’assenza dei fondi necessari.
    In pratica le operazioni riguardarono esclusivamente l’area sud del sito, circa 2000 metri quadrati sui 5500 complessivi, dai quali furono rimossi oltre 600 fusti metallici interrati (molti danneggiati) contenenti rifiuti pericolosi (in particolare solventi ma anche amianto).
    Le indagini analitiche eseguite hanno permesso di rilevare livelli elevati di inquinamento da metalli pesanti, in particolare cadmio, zinco, manganese, cobalto e xileni. L’Arpal ha affermato che l’inquinamento dell’area è superiore dell’80% rispetto ai valori consentiti ma nello stesso tempo ha escluso il rischio di contaminazione delle falde perché il materiale inquinante sarebbe ormai cristallizzato, solidificato.
    Oggi resta ancora da rimuovere un’ingente quantità di fusti sotterrati soprattutto nella zona nord dove non sono state eseguite rilevazioni né interventi di bonifica.
    E c’è voluto parecchio tempo, nonostante le sollecitazioni degli altri enti coinvolti (Regione, Provincia ed Arpal), affinché il Comune si decidesse a recintare adeguatamente la zona per impedirne l’accesso e salvaguardare la salute dei cittadini.

    «La chiusura dell’area prima accessibile da chiunque è stata un importante passo avanti – spiega Patrizia Palermo del Comitato di cittadini di via Piombelli – così come la messa in opera di attività di monitoraggio, lo smaltimento di manufatti contenenti amianto e la parziale rimozione dei bidoni in superficie. Le ripetute istanze, gli incontri con gli enti preposti, la denuncia depositata in Procura hanno sortito l’effetto di far destinare appositi stanziamenti per l’espletamento di tali attività (Decreto Regione Liguria 3761 del 23/12/2009). Speriamo che i futuri dati tecnici emergenti dal monitoraggio siano effettivamente rassicuranti».

    Nel settembre 2011, proprio in merito allo stato di inquinamento, Arpal scrive «In termini generali la configurazione attuale del sito (la delimitazione fisica del sito non permette esposizioni di contatto dermico e ingestione del suolo) e gli attuali esiti del monitoraggio in corso (assenza di criticità nelle acque sotterranee, acque superficiali e nei vapori) portano a ritenere che non sussistano condizioni di rischio per i potenziali ricettori».

    Attualmente Comune ed Arpal – anche se le indagini finora condotte hanno escluso la contaminazione di acqua ed aria nella zona in cui è presente la discarica – hanno deciso, a maggiore salvaguardia dell’incolumità dei residenti, di procedere ad un ulteriore fase di controlli ambientali a cura di Amiu.
    «Dal 1 marzo 2012 sono iniziate le perforazioni per la messa in opera di piezometri integrativi di quelli già esistenti e di inclinometri, finalizzati alle attività di monitoraggio periodico rispettivamente delle acque sotterranee e della stabilità del versante – spiega l’assessore all’ambiente, Carlo Senesi – Per quanto riguarda il monitoraggio dell’aria, a dicembre 2011 Amiu ha comunicato al Comune che a partire dalla metà del mese di luglio aveva effettuato il monitoraggio qualità dell’aria con i campionatori passivi. I risultati del primo periodo, da un’analisi ancora in fase di completamento, sembrerebbero del tutto tranquillizzanti».

    Siamo in attesa di poter rendere noti gli ultimi risultati del monitoraggio ambientale che l’assessorato all’ambiente del Comune di Genova ha assicurato di fornirci al più presto.

     

    Matteo Quadrone

  • Istituto Brignole: stamattina sciopero dei lavoratori

    Istituto Brignole: stamattina sciopero dei lavoratori

    I lavoratori e le lavoratrici dell’Asp Brignole/ EBS srl hanno deciso nell’assemblea generale tenutasi il 20 aprile scorso di proseguire ad oltranza con l’occupazione della sede dell’Istituto e proclamare lo sciopero per il giorno 26 Aprile 2012. In tale data, a partire dalle ore 9.00, si svolgerà una manifestazione cittadina con concentramento sotto la sede Rai in corso Europa.

    Il corteo percorrerà tutte le strade del centro cittadino e stazionerà sotto i palazzi delle Istituzioni quali Regione e Comune e sotto quelli dei maggiori quotidiani e tv locali, fino a confluire alla sede del Brignole dove si proseguirà con l’occupazione già in atto da quasi 1 mese.

    Durante l’assemblea del 20 Aprile si è costituito un Comitato dei parenti che ha pienamente condiviso le scelte e le ragioni dei lavoratori e delle lavoratrici, mettendosi a disposizione per sostenere la vertenza in difesa dell’Azienda Pubblica e del futuro dei suoi dipendenti.
    Anche loro saranno in piazza al fianco degli operatori e delle Organizzazioni sindacali per denunciare il tentativo di svendita di un importante pezzo dei servizi pubblici alla persona della città.
    Inoltre anche i lavoratori e le lavoratrici della Sanità Privata di Genova, dipendenti degli Istituti Don Orione, Chiossone e Cepim hanno inviato un comunicato di solidarietà e parteciperanno a tutte le iniziative di mobilitazione promosse dalle OO.SS. CGIL CISL e UIL scendendo in piazza il 26 Aprile al fianco dei/delle dipendenti del Brignole.

    Il sindacato, pretende risposte chiare: se tali risposte non arriveranno, si protrarrà la lotta a difesa della dignità del lavoro con la stessa determinazione e le stesse ragioni degli operai della Fincantieri di Sestri, consapevoli che oltre a difendere il lavoro abbiamo un’altra e più alta responsabilità, quella di dover difendere un principio universale dell’assistenza socio sanitaria pubblica dei deboli, responsabilità che la politica sembra aver smarrito da tempo.

  • Apple, i computer di Steve Jobs in mostra al Priamar di Savona

    Apple, i computer di Steve Jobs in mostra al Priamar di Savona

    AppleSono moltissimi in tutto il mondo i feticisti della Mela, che mai al mondo comprerebbero o userebbero un computer targato Windows e che possiedono da sempre modelli partoriti dalla mente del compianto Steve Jobs.

    Sapevate che proprio in Liguria esiste da dieci anni un museo dedicato alla Apple? Si trova a Savona ed è stato creato dall’associazione All About Apple, formata naturalmente da un team di “feticisti” di cui sopra, veri e propri appassionati dell’azienda che ha dato vita al personal computer e che hanno raccolto tutti i modelli e prototipi realizzati dal 1976 a oggi.

    Il contenuto del museo sarà esposto fino al 20 maggio al Priamar di Savona, per festeggiare i dieci anni di vita del museo (l’inaugurazione ufficiale si è tenuta l’11 maggio 2002), nella mostra Apple Generation. Si potranno vedere dal vivo il primo Macintosh, l’Apple Lisa, il Tam, l’Apple Set Top Box, il Qube, l’Apple III e il Pippin, celebre modello che non riporta il logo Apple della mela morsicata.

    Marta Traverso

  • Città dei mestieri: gli appuntamenti di maggio per chi cerca lavoro

    Città dei mestieri: gli appuntamenti di maggio per chi cerca lavoro

    La Città dei Mestieri di Genova Cornigliano (via Cervetto 35) propone, come ogni mese, un calendario di appuntamenti gratuiti per chi è alla ricerca di lavoro o di informazioni su come proseguire il proprio percorso formativo.

    Questo gli incontri in calendario a maggio.

    Professione Psicologo
    Giovedì 3 alle ore 15
    Conoscere da vicino la professione: attività, competenze, ambiti e possibilità di impiego. Avere informazioni sulle modalità di accesso e sul corso di Laurea. In collaborazione con l’Ordine degli Psicologi della Liguria.
    Si richiede conferma di partecipazione al numero 010/6480540

    Costa Crociere
    Lunedì 7 alle ore 10
    Centro Civico di Cornigliano, Viale Narisano 14
    Azienda leader nel settore crocieristico, illustra le proprie attività, le figure professionali maggiormente impiegate, le modalità di reclutamento ed i percorsi formativi propedeutici all’inserimento del personale di bordo.

    Professione Veterinario
    Lunedì 7 alle ore 15.30
    Presentazione della professione e delle attuali e future possibilità di impiego. Informazioni sul corso di Laurea e la prova di ammissione.
    Per partecipare, prenotarsi al numero 0106480540

    Le professioni sanitarie: Tecnico di Radiologia Medica
    Giovedì 10 alle ore 15
    Presentazione della professione e illustrazione dei vari ambiti e luoghi di impiego. Informazioni sul corso di Laurea e la relativa prova di ammissione.
    Si richiede conferma di partecipazione al numero 0106480540

    Prepararsi per un colloquio di selezione
    Lunedì 14 alle ore 14.30
    Descrizione del funzionamento dei colloqui individuali e di gruppo. Suggerimenti ed indicazioni pratiche riguardo i comportamenti da tenere e le risposte da dare.

    Softjam spa
    Martedì 15 alle ore 15 S
    Softjam Spa, società specialistica nell’ambito dell’ Information e Communication Technology partner Microsoft, svolge attività di consulenza informatica ricercando soluzioni altamente avanzate per aziende clienti, presenta la propria organizzazione e le figure professionali maggiormente impiegate. Al termine dell’incontro sarà possibile consegnare il curriculum

    Leggere le inserzioni di lavoro
    Lunedì 21 alle ore 10
    Come leggere gli annunci di lavoro e comprenderne il contenuto

    Le professioni dello Spettacolo Location Scout
    Martedì 22 alle ore 15
    Verranno illustrate le caratteristiche, competenze ed opportunità di impiego del professionista che si occupa degli aspetti logistici della produzione. Organizzato con la collaborazione di GENOVA LIGURIA Film Commission.
    Si richiede conferma di partecipazione al numero 0106480540

    Tikkunfenix
    Martedì 29 alle ore 15
    Società specializzata nei diversi campi della comunicazione, presenta le proprie attività e servizi, le figure professionali impiegate, i requisiti necessari, le opportunità d’impiego e le modalità di reclutamento. Al termine dell’incontro sarà possibile consegnare il curriculum vitae.

  • Lavoro e precari: concorso per reportage video e fotografico

    Lavoro e precari: concorso per reportage video e fotografico

    In occasione della terza edizione del Festival del Lavoro, che si terrà a Brescia dal 21 al 23 giugno 2012, è indetto il concorso video fotografico “Storie di Lavoro: concorso video fotografico sul mondo del lavoro“.

    Il concorso è suddiviso in due sezioni:
    1. Corto lavoro: concorso video (reportage, documentario, cortometraggio, ecc) sul mondo del lavoro.
    2. Immagini di lavoro: il mondo del lavoro raccontato tramite le foto (almeno 10 scatti di qualsiasi forma o tecnica fotografica).

    Non ci sono requisiti particolari per l’iscrizione al concorso. L’elaborato dovrà essere inviato entro il 31 maggio 2012 tramite raccomandata a Fondazione Studi, Via Cristoforo Colombo n. 456, 00154 – Roma. Il primo classificato di ciascuna sezione (scelto da un’apposita giuria) sarà comunicato sul sito festivaldellavoro.it e riceverà in premio 800,00 €.

  • Donne resistenti: un libro per ricordare il contributo delle partigiane

    Donne resistenti: un libro per ricordare il contributo delle partigiane

    La Resistenza attraversa le vite di migliaia e migliaia di donne, ragazze e bambine, nell’Italia occupata tra l’8 settembre del ’43 e la Liberazione. E non solo, le segna e le trasforma, anche più di quanto loro stesse non abbiano voluto ammettere e ricordare, sul filo dei decenni.
    La storia si è facilmente dimenticata di queste eroine e anch’esse, in gran parte, hanno scelto il silenzio. In Liguria – dove il ruolo delle donne nella lotta partigiana è stato fondamentale – è accaduto forse più che altrove.

    Oggi è tempo di ridare loro voce tra memoria e futuro, ci prova Donatella Alfonso, genovese, giornalista de “La Repubblica” con un libro intitolato “Ci chiamavano Libertà: partigiane e resistenti in Liguria 1943-1945”, edito da De Ferrari, con prefazione di Lidia Menapace, presentato ieri nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale.
    Parliamo delle ultime protagoniste della Resistenza, testimoni viventi che con il passare del tempo diminuiscono sempre più, “donne resistenti” che hanno deciso di contribuire in prima persona, consapevolmente o meno, alla Lotta di Liberazione. Massaie, operaie, donne del popolo o intellettuali, un universo variegato che comprende staffette e partigiane, chi forniva conforto e medicava i feriti, in ogni modo combattenti alla pari degli uomini ma spesso rimaste nell’ombra, relegate a comprimarie della storia quando invece sono state protagoniste cruciali in quella che rimane la più alta e nobile esperienza di lotta per riaffermare i diritti democratici nel nostro Paese.

    «La prima risposta da dare è se la Resistenza sia stata soprattutto un fatto militare – sottolinea Lidia Menapace – Secondo me no. La Resistenza anche quando è armata non è militare perché non è organizzata secondo criteri gerarchici e uniformi, bensì politici e di coscienza: nella Resistenza nessuno può ordinarti di fare una cosa che non vuoi fare, che non condividi, di cui non vedi l’utilità politica e la valenza morale. Prendi su la tua coperta, gli scarponi di ricambio, il fucile se ce l’hai e hai deciso di averlo e vai a cercarti una formazione che corrisponda ai tuoi ideali».

    «Come donne nessuno ci ha regalato niente», ha detto una volta Miriam Mafai, forse la frase più consona per ricordare il temperamento di questa giornalista e scrittrice, attiva nell’opposizione al fascismo e nella Resistenza, scomparsa il 9 aprile scorso. In occasione dei suoi 80 anni, la stessa Miriam Mafai affermò «Alle giovani dico sempre  di non abbassare la guardia, non si sa mai. Le conquiste delle donne sono ancora troppo recenti».

     

    Matteo Quadrone

  • Cultura e spettacolo a Genova: bando per finanziamenti dal Comune

    Cultura e spettacolo a Genova: bando per finanziamenti dal Comune

    Qualche settimana fa, per denunciare la situazione di crisi e tagli in cui versano le associazioni e gli istituti di cultura a Genova, era stata pubblicata su molte testate (inclusa Era Superba) una lettera aperta dal titolo inequivocabile e anche un po’ allarmante: Genova si spegne. A seguire, il quotidiano Il Sole 24 Ore aveva pubblicato un manifesto dal titolo altrettanto esplicito: Niente cultura, niente sviluppo, che aveva posto non poche riflessioni su questo problema così delicato.

    Oggi si può finalmente parlare di concrete politiche per rivalutare la cultura, almeno a livello locale: il Comune di Genova ha pubblicato 5 bandi per l’erogazione di contributi economici allo scopo di promuovere e sostenere le attività di soggetti pubblici e privati finalizzate ad organizzare, incrementare e diffondere iniziative culturali, di promozione della città, di spettacolo e di valorizzazione del territorio .

    Di questi, tre bandi sono dedicati ad attività teatrali, uno ai festival estivi e uno alla cultura nella sua più ampia definizione (arti visive, danza, cinema, musica, spettacolo in genere, organizzazione convegni, mostre, rassegne…).

    Le scadenze di presentazione delle domande sono diversificate, la prima è il 7 maggio. Tutte le informazioni si possono reperire sul sito genovacreativa.it.

    Marta Traverso

  • LasciateCIEntrare: una campagna per chiedere libertà di informazione sui CIE

    LasciateCIEntrare: una campagna per chiedere libertà di informazione sui CIE

    Al via la campagna contro le detenzioni amministrative nei Centri di identificazione ed espulsione per migranti sparsi sul territorio italiano: “LasciateCIEntrare”, per la seconda volta dopo la mobilitazione del 2011, Fnsi, Art. 21, European Alternatives, Cgil, rete Primo Marzo, Giù Le Frontiere, Asgi, Open Society Foundation, insieme a tante altre associazioni nazionali e internazionali e partiti della sinistra italiana, chiedono libertà di accesso alle strutture per verificare le condizioni delle persone recluse, durante la settimana di mobilitazione iniziata ieri, 23 aprile, all’interno della campagna europea OPEN ACCESS NOW, con l’obiettivo di riportare l’attenzione pubblica su questo tema.

    Fino al 28 aprile saranno nove le manifestazioni e gli appuntamenti che porteranno parlamentari, operatori dell’informazione e sindacalisti davanti ai cancelli dei Cie e, prefetture permettendo, anche dentro le strutture, per chiedere l’abolizione delle detenzioni amministrative, ovvero detenzione per le persone trovate senza documenti, che con l’ultimo governo di centrodestra sono state portate da un periodo di 6 ad uno di 18 mesi.

    «Un periodo lunghissimo, inaccettabile, che viola ogni diritto umano, anche perché chi si trova là dentro non ha commesso alcun reato se non quello di non avere i documenti», denuncia il responsabile nazionale immigrazione della Cgil, Pietro Soldini.

    La mobilitazione del 2011 aveva portato ad un importante risultato: consentire di nuovo ai giornalisti l’accesso nei CIE previa autorizzazione della prefettura. Diritto che era stato negato dal Ministro Maroni con un’apposita circolare (la n. 1305) il primo aprile dell’anno scorso.

    «Ma questo primo successo purtroppo non è stato sufficiente a garantire la reale libertà di informazione – sottolinea il sindacato dei giornalisti – e molte richieste di accesso vengono ancora negate o ottenute con estrema difficoltà».

    Dopo le recenti rivolte ed i casi modenesi di Andrea e Senad, due fratelli ventenni di origine bosniaca ma nati a Sassuolo, costretti a rimanere nel CIE di Bologna per più di un mese perché disoccupati e quindi senza possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno, infine liberati decretando che «chi è nato in Italia non può essere rinchiuso in un CIE»e quello di Said, il ragazzo marocchino fermato sull’altare mentre si accingeva a sposarsi e portato nel CIE per poi essere rilasciato pochi giorni dopo, si pone con urgenza l’esigenza di entrare nei centri d’identificazione per valutare le condizioni dei trattenuti e verificare la possibilità di libero accesso di giornalisti e associazioni.

    CHIEDIAMO AI DIRETTORI DELLE TESTATE GIORNALISTICHE E AI GIORNALISTI: di raccontare la realtà dei Cie nella settimana che va dal 23 al 27 aprile, chiedendo l’accesso alle prefetture competenti o rilanciando le iniziative della campagna

    ALLA SOCIETA’ CIVILE: di mobilitarsi con noi partecipando ai sit in che verranno organizzati davanti ai Cie

    ALLA POLITICA: di rivedere l’attuale normativa a livello nazionale e internazionale

    Hanno già aderito molti giornalisti, intellettuali, parlamentari, sindacalisti e associazioni della società civile, fra i quali: Andrea Camilleri, Erri De Luca, Ettore Scola, Stefano Disegni, Fabrizio Gatti, Tiziana Ferrario, Andrea Segre, Enzo Iacopino (presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti).

     

    Matteo Quadrone