Autore: erasuperba

  • Suq 2012, nuove idee cercasi: un incontro alla Biblioteca Berio

    Suq 2012, nuove idee cercasi: un incontro alla Biblioteca Berio

    suq genovaCercasi idee e proposte sugli eventi da organizzare nel bazar del Suq 2012, che si terrà al Porto Antico dal 13 al 24 giugno prossimi. Cercasi artisti di ogni campo – danza, teatro, musica e così via – che siano in grado di esprimere attraverso la loro opera i temi della multiculturalità. Cercasi sostenitori, non solo per la nuova edizione del Festival delle Culture, ma anche per la campagna di raccolta firme per donare a Genova un Suq permanente, un centro interculturale che promuova la sostenibilità ambientale e sociale.

    La Compagnia del Suq vanta circa 500 associati, il patrocinio Unesco e le oltre 65.000 presenze in occasione dell’edizione 2011. Nei giorni scorsi è partita la raccolta di suggerimenti dalla Biblioteca Berio, dove questo pomeriggio (lunedì 23 gennaio ore 17, ndr) incontrerà chiunque voglia partecipare per dare il proprio contributo ai progetti presenti e futuri. Lo slogan del Suq 2012 sarà Suq Genova: una BELLA confusione.

    Chiunque abbia proposte può anche contattare direttamente la Compagnia all’indirizzo mail info@suqgenova.it.

    Marta Traverso

  • Sopa e Pipa, sciopero del web: Google, Facebook e Twitter offline?

    Sopa e Pipa, sciopero del web: Google, Facebook e Twitter offline?

    googleAnzitutto state tranquilli: oggi si potrà navigare senza problemi su Google, Facebook e Twitter, tre fra i siti web più cliccati al mondo che stanno appoggiando le proteste contro la Sopa (Stop Online Privacy Act) e la Pipa (Protect Intellectual Property Act). Non ci sarà dunque il tanto temuto sciopero del web che avrebbe dovuto verificarsi oggi, lunedì 23 gennaio.

    Continuano tuttavia i giorni di fermento su questo fronte.

    Ricapitoliamo quanto avvenuto: il primo sciopero ha avuto luogo lo scorso 18 gennaio e ha visto coinvolta Wikipedia, che ha chiuso i propri siti in tutto il mondo per un giorno facendo da apripista a blog e siti che ne hanno seguito l’esempio.

    Pochi giorni dopo la lotta alla pirateria ha mietuto la sua prima vittima, con la chiusura dei siti di streaming video Megavideo e Megaupload e l’arresto del fondatore Kim Dotcom.

    Si paventava per oggi un nuovo sciopero, che avrebbe dovuto coinvolgere in modo più massiccio chi fa del web il proprio mestiere e crede nella libera condivisione dei contenuti, un tema così sentito che in Svezia ne hanno fatto pure un culto religioso.  La notizia è stata archiviata come l’ennesima bufala che – per dirla con le parole di De Andrè – come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca.

    Gli sviluppi su questo fronte sono rassicuranti: l’iter delle leggi Sopa e Pipa, che dovevano essere discusse al Congresso degli Stati Uniti il prossimo febbraio, è stato sospeso a data da destinarsi, finché non verrà trovato un “accordo più ampio sulla soluzione” in termini di pirateria online, come spiegato dallo stesso promotore delle due leggi, il deputato repubblicano Lamar Smith. Accordo che molto probabilmente non arriverà mai.

    In compenso sul fronte italiano le notizie non sono altrettanto buone: il prossimo 20 febbraio sarà discussa una proposta dell’onorevole leghista Giovanni Fava, già ribatezzata Sopa italiano, che permette a chiunque di chiedere la rimozione di qualsiasi contenuto pubblicato online a fronte del sospetto di violazione del diritto d’autore, prima ancora che tale sospetto venga confermato da una qualche autorità giudiziaria o amministrativa.

    Marta Traverso

  • Ospedali psichiatrici giudiziari: al via la campagna “Un volto, un nome”

    Ospedali psichiatrici giudiziari: al via la campagna “Un volto, un nome”

    In attesa che il Senato approvi l’emendamento, già passato all’unanimità in Commissione Giustizia il 12 gennaio, per la chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), il Comitato Stop Opg si riunirà il 26 gennaio per presentare pubblicamente la Campagna “Un volto, un nome” per sostenere la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e la “presa in carico” per l’assistenza e la cura delle persone, alternativa all’internamento in OPG.

    Le condizioni inaccettabili in cui sono costretti oltre 1500 nostri concittadini reclamano interventi forti che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha sollecitato parlando di “estremo orrore dei residui ospedali psichiatrici giudiziari, inconcepibile in qualsiasi paese, appena appena civile”.

    Dobbiamo dare un volto, un nome, restituire identità, storia, cittadinanza, ad ogni persona internata in OPG”, si legge nel manifesto della campagna. Il comitato promotore chiede al Governo (Ministri della Giustizia e della Salute) di fermare l’invio di cittadini in Opg e far dimettere gli internati per farli assistere e curare nei territori di residenza. Mentre le Regioni tramite le proprie Asl devono organizzare la presa in carico di ogni internato e l’assistenza socio-sanitaria alternativa all’internamento.

    La galassia di associazioni, che si batte affinché finalmente venga superato un modello di detenzione “medioevale”, ha scritto al Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, al Ministro della Salute Renato Balduzzi, al Ministro della Giustizia Paola Severino e al Presidente Ignazio Marino (Commissione inchiesta sull’efficacia e sull’efficienza del SSN), per annunciare la campagna “Un volto, un nome.
    Ma è stata anche l’occasione per chiedere un incontro, in particolare sugli impegni assunti per il superamento degli OPG in attuazione dell’ Accordo Stato Regioni Enti Locali, del 13 ottobre 2011, dichiarando da subito la piena disponibilità a collaborare, in piena autonomia e nel rispetto dei ruoli istituzionali.
    Ora StopOPG procederà con le iniziative della campagna “Un volto un nome” anche nelle singole regioni.

  • Festival Pop della Resistenza: concorso per opere teatrali

    Festival Pop della Resistenza: concorso per opere teatrali

    teatro palcoscenicoÈ aperto il concorso per opere teatrali che sceglierà le opere da mettere in scena nel corso della settima edizione del Festival pop della Resistenza, che avrà luogo ad aprile, ideato da Gian Piero Alloisio e promosso dall’Assessorato all’Istruzione e Politiche Giovanili della Provincia di Genova, con il patrocinio dell’A.N.P.I. Nazionale e della Regione Liguria.

    Il concorso è aperto alle scuole della Liguria e ai giovani artisti liguri con età inferiore ai 30 anni: potranno essere inviate opere appartenenti a ogni forma d’arte rappresentabile in teatro (canzone, teatro, danza…), che siano inedite o rivisitazioni di opere già note, purché la durata sia compresa tra i 5 e i 7 minuti e il tema sia inerente alle tematiche del Festival, ossia la Resistenza e la condanna di tutte forme di pulizia etnica e discriminazione razziale, religiosa e sessuale.

    Le richieste di adesione dovranno pervenire entro il 31 gennaio 2012 all’indirizzo info@gianpieroalloisio.it. Una presentazione dell’opera – sotto forma di copione, brano audio, dvd ecc. – dovrà essere inviata entro il 20 marzo 2012. Una giuria selezionerà le opere che saranno messe in scena durante il Festival.

    Marta Traverso

  • Ebook gratis a scuola? Dalla Liguria parte la proposta di legge

    Ebook gratis a scuola? Dalla Liguria parte la proposta di legge

    ebookI libri di scuola sono tanti, costano una fortuna e soprattutto fanno venire mal di schiena ai bambini. Oltre a questo, l’evoluzione nel campo dell’editoria digitale sta portando non pochi sviluppi che potrebbero avvantaggiare l’apprendimento nella scuola primaria: libri ipertestuali, collegamenti, testi multimediali e così via.

    In alcune scuole d’Italia è già partita in via sperimentale un’introduzione degli ebook al posto dei libri di testo cartacei. Ora si fa un passo avanti, e presto potrebbe partire un iter parlamentare che porterà a una legge ad hoc sul futuro dell’ebook nelle scuole.

    Il tutto parte da tre consiglieri regionali liguri del Pdl, Roberta Gasco, Gino Garibaldi e Marco Scajola. La loro proposta è fornire eReader in comodato d’uso gratuito per le scuole elementari e a prezzi scontati per la scuola media, una richiesta che l’Assessore Regionale Rossetti ha inviato direttamente al Ministero della Pubblica Istruzione. In questo modo si eviterebbe alle famiglie la spesa del lettore di ebook e si formerebbe una generazione di veri nativi digitali. Sperando che a casa, come contraltare, leggano ancora le favole sui libri di carta.

    Marta Traverso

  • San Desiderio Valle dei giovani: l’inaugurazione del nuovo ostello

    San Desiderio Valle dei giovani: l’inaugurazione del nuovo ostello

    san desiderio…e poi dicono che a Genova sono buoni solo a mugugnare, che i giovani sono tutti bamboccioni e che è inutile darsi da fare perché intanto il mondo continuerà a fare schifo.

    Vallo a spiegare ai ragazzi dell’associazione Cast di San Desiderio, che si sono messi in moto al punto da inaugurare un nuovo ostello, oltre a quello presente da anni al Righi.

    L’ostello Valle dei giovani è collocato in via Ettore Bisagno 70, in un palazzo che ospitava la scuola elementare del quartiere e che da alcuni anni era in stato di abbandono. La struttura inaugura sabato 21 gennaio (ore 10.30) e sarà il punto di partenza di un vero e proprio brand, un marchio di fabbrica con cui i giovani dell’associazione vogliono mettere in campo una lunga serie di attività rivolte ai loro coetanei per un turismo low cost in un’area verde, immersa nella natura ma al tempo stesso vicina al mare e al centro città.

    Cosa ci sarà nel nuovo ostello? Oltre alle consuete camerate la struttura di 500 metri quadri ospiterà una palestra, una sala mensa, un piccolo museo dedicato alla storia degli scout, salette per riunioni e corsi di informatica, ma soprattutto nell’intera area ci sarà il Wifi gratuito.

    Marta Traverso

  • Per salvare AMT non si può tagliare un servizio ferroviario già carente

    Per salvare AMT non si può tagliare un servizio ferroviario già carente

    Il Movimento Difesa del Cittadino si schiera contro le scelte degli enti locali in materia di trasporto pubblico.

    Perché nonostante ormai tutti siano a conoscenza della gravissima situazione in cui versa Amt, al limite del fallimento “Sembra invece ancora non chiaro che ciò sia soprattutto frutto di scelte politiche sbagliate e contrarie allo sviluppo del mezzo pubblico fatte dalle amministrazioni da trent’anni a questa parte – si legge nel comunicato condiviso con la sezione ligure del WWf, i comitati liguri dei pendolari, Legambiente Liguria – Il Presidente della Regione Liguria Burlando ha promesso di recuperare le risorse necessarie ma è stupefacente che per far fronte al disavanzo AMT preveda di battersi affinché parte dei soldi in arrivo dal Governo siano dirottati dal trasporto su ferro a quello su gomma e dalle ferrovie alle aziende degli autobus”.

    Come sottolineano le associazioni “Non è certo così che si salva AMT. E’ privo di senso intervenire per salvare un trasporto pubblico essenziale – quello su gomma – danneggiando un trasporto pubblico altrettanto essenziale, quello su ferro, tagliando risorse e conseguentemente prevedendo nuove cancellazioni di treni! Tanto più che il trasporto ferroviario non è solo necessario per la mobilità della regione, ma anche per la stessa area urbana genovese: un trasporto pubblico efficiente – cosa non chiara alla Regione Liguria – si basa proprio su una pianificata integrazione, non sulla loro contrapposizione”.

    Anche perché “Il trasporto ferroviario regionale è un settore in piena emergenza. I cittadini liguri scontano già ora le tariffe ferroviarie più care d’Italia in cambio di un servizio mediocre, con un piano d’esercizio (mobilità veloce, capillarità oraria e copertura territoriale) deficitario, investimenti risibili e materiale rotabile inadeguato. Ulteriori tagli sarebbero la morte certa del trasporto ferroviario ligure”.

    “La Regione ha il dovere di reperire risorse aggiuntive da destinare al trasporto pubblico su gomma e su ferro e lo può fare cambiando le proprie scelte finanziarie e di pianificazione: smettendo di chiedere finanziamenti per infrastrutture costose, molto spesso inutili se non dannose al trasporto pubblico come terzo valico (6 miliardi), gronda (4-5 miliardi), nodo di San Benigno (305 milioni), tre strade a mare nel ponente genovese (240 milioni), Aurelia bis a La Spezia (240 milioni)”, si legge nel comunicato.

    E ancora “modificando bilanci regionali che destinano decine di milioni di euro in strade, come ad esempio i Fondi FAS con 74,5 milioni per strade, di cui solo per il tunnel della Fontanabuona 25 (un terzo del fabbisogno) mentre non si trovano risorse per la ferrovia metropolitana della Valbormida, per gli impianti di risalita ed è da trent’anni che la Valbisagno aspetta il tram”.

    “In quanto al Comune di Genova, è dalla busvia di Corso Europa nel 1997 (un risparmio annuo di 1,5 miliardi di vecchie lire), che non effettua interventi seri. Da allora più nulla per aumentare la velocità dei mezzi pubblici, quando un intervento organico di corsie riservate efficienti potrebbe ridurre i costi di almeno 10 milioni l’anno – continua il comunicato – È degli scorsi mesi la scelta di non dare corso all’intervento in Valbisagno che avrebbe potuto far risparmiare – da solo – 1,5 milioni di euro. E mentre a Milano i proventi dell’eco pass servono per finanziare il trasporto pubblico, qui nemmeno una lira dei proventi della BluArea va per i bus”.

    “In una regione in cui a fronte di un servizio inadeguato abbiamo le tariffe più care d’Italia – sia per i bus sia per i treni – la soluzione non è togliere risorse da un settore per darlo all’altro, ma cambiare le politiche della mobilità”, concludono le associazioni.

  • L’Italia sono anch’io, la campagna per i diritti di cittadinanza continua

    L’Italia sono anch’io, la campagna per i diritti di cittadinanza continua

    La campagna nazionale “L’Italia sono anch’io”, promossa da 19 associazioni della società civile con l’obiettivo di raccogliere le firme necessarie per presentare due proposte di legge di iniziativa popolareuna per facilitare l’acquisizione della cittadinanza, l’altra per concedere il diritto di voto agli immigrati regolarmente soggiornanti nel nostro Paese – partita nel dicembre scorso, procede a gonfie vele anche grazie alle numerose iniziative che le ruotano attorno.

    Una di queste si svolgerà oggi pomeriggio alle ore 16:30 presso la Sala del Consiglio Provinciale in Palazzo Doria Spinola (Largo Lanfranco 1). Un incontro pubblico per sostenere la campagna e stimolare il dibattito sulla questione dei diritti di cittadinanza, con la presenza, tra gli altri, dell’assessore alle Iniziative per la Pace della Provincia di Genova, Milò Bertolotto, di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci e Giorgio Pagano, portavoce di JanuaForum. Ci sarà spazio per la testimonianza di Onorina Gardella, insegnante e psicologa, che presenterà alcune interviste video realizzate nelle scuole, per mostrare il punto di vista dei bambini italiani e stranieri. E ancora gli interventi di Carla Peirolero, Direttrice del Suq Festival e dell’attore Enrique Balbotin.

    La Provincia di Genova ha subito aderito alla campagna perché questa ci è sembrata davvero una battaglia di civiltà – spiega l’assessore provinciale Milò Bertolotto – concedendo anche la disponibilità dei nostri uffici relazioni con il pubblico (Salita Santa Caterina 52 r) per la raccolta firme”.
    Il 18 gennaio proprio in Consiglio provinciale si è discussa una mozione sulla riforma del diritto di cittadinanza, presentata dal gruppo Pd (prima firmataria Maria Angela Milanta) che invitava la giunta a schierarsi a favore dello “ius soli” (è cittadino italiano chi nasce in Italia) a scapito dello “ius sanguini” attualmente in vigore (è cittadino italiano chi nasce da madre italiana, anche fuori dai confini nazionali), sollecitando il Parlamento a discutere una proposta di legge in tal senso, sostenuta da presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e da “un vasto cartello di associazioni”.
    La mozione è stata approvata a maggioranza con 17 voti favorevoli” – spiega Bertolotto. L’opposizione si è astenuta mentre l’unico voto contrario è stato quello del consigliere Pdl Paolo Bianchini.

    A Genova tra i comitati promotori della campagna troviamo una miriade di associazioni, una partecipazione trasversale che coinvolge Acli, Arci, Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Cgil, Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Sei Ugl, Tavola della Pace, Bottega solidale,Colidolat,Giovani Mussulmani Italiani, Centro Islamico, Libera, Federazione Provinciale SEL, AMRI, Associazione Al Mohammadia, Baia del Re, Music For Peace, Coop Paideia, Senza paura, Usciamo dal silenzio, Associazione Al Wifaq, Casa di Quartiere, Ghettup TV, Associazione Il Cesto, Arci Gay, Arci Lesbica, Provincia di Genova, Comune di Mignanego.

    È importante parlare dei diritti di cittadinanza anche dal punto di vista culturale – prosegue Bertolotto – Per fortuna siamo usciti da quella fase in cui il cittadino straniero veniva etichettato come criminale”.
    Una tendenza che si era fatta largo con la complicità di alcune forze politiche e l’enfasi posta su alcuni fatti di violenza, da una parte del mondo dell’informazione.
    La società civile ha compiuto numerosi passi avanti rispetto alla legislazione nazionale”, sottolinea l’assessore.
    Oggi sono quasi un milione i minori, figli dell’immigrazione, residenti in Italia. Oltre 500 mila sono nati qui e più di 700 mila frequentano le nostre scuole, ma non sono considerati cittadini italiani.
    Io credo che il fenomeno dell’immigrazione, direttamente correlato ai diritti di cittadinanza, sia prima di tutto una questione umana – continua Bertolotto – Invece spesso parliamo di queste persone in termini meramente numerici“.

    Sono tematiche che lentamente diventano sempre più condivise – conclude Bertolotto – Forse anche il periodo di crisi economica, una situazione di difficoltà che coinvolge tutti senza distinzioni, ha consentito ai cittadini di acquisire una maggiore consapevolezza“.

     

    Matteo Quadrone

  • Incontro con Enrico Musso candidato sindaco di Genova

    Incontro con Enrico Musso candidato sindaco di Genova

    Enrico MussoAbbiamo intervistato il Senatore Enrico Musso, ex Pdl, oggi nel gruppo misto, vice segretario del Partito liberale italiano, candidato a sindaco di Genova con la propria lista civica, nata dalla società civile.

    Al primo punto del suo programma elettorale c’è il lavoro. Lei parla di definire politiche di attrazione di investimenti ed imprese per creare nuove occasioni di lavoro. Ma con quali strumenti il sindaco può favorire l’utilizzo del territorio a scopi produttivi e promuovere Genova come luogo per questo tipo di insediamenti, considerando che oggi accade il contrario e spesso le imprese appena possono scappano dalla nostra città?

    Un sindaco può innanzitutto creare tutte le condizioni necessarie affinché un investimento privato in attività d’impresa sia maggiormente redditizio e soprattutto più sicuro. In primis le scelte d’uso del territorio: le aree dismesse devono essere destinate ad attività economiche ed industriali esportabili e che aumentino la ricchezza della città anche in termini di occupazione. Quindi non centri commerciali o speculazioni edilizie che forniscono lavoro per qualche tempo e poi lasciano il territorio privo di eccellenze produttive. Questa è la scelta strategica di fondo da cui poi discendono tutte le altre. Un territorio per essere efficiente e sviluppare la produzione necessita di buone infrastrutture: servizi alle imprese ma anche alle persone. Se vogliamo attirare le imprese attive nel settore dell’high tech, dove lavorano persone con redditi medio alti, provenienti da contesti internazionali, occorre creare una città con una buona qualità di vita e dotata di servizi degni degli standard europei. In questo senso gli enti locali in questi anni sono stati assai carenti. Infine un altro fattore cruciale è la sicurezza delle scelte pubbliche. Se l’amministrazione comunale dà il via libera ad un progetto questo si deve portare a termine. Non è più concepibile rimanere in balia di un singolo comitato di cittadini che manifesta la propria contrarietà rispetto ad una decisione del Comune.

    In secondo luogo lei afferma che è necessario puntare sull’economia della cultura e della conoscenza. Visto che Genova ha enormi potenzialità che oggi non sono adeguatamente valorizzate. Tra le quali cita l’importante patrimonio culturale ed il centro storico più vasto d’Europa. In che maniera il sindaco può far sì che siano valorizzate queste risorse ?

    Se pensiamo dove Genova può essere ancora eccellente, competitiva, attrattiva dobbiamo guardare ai settori dell’innovazione. Non penso esclusivamente all’high tech o alle nanotecnologie. Mi riferisco anche alla cantieristica navale. Rispetto ad una situazione drammatica come quello di Fincantieri non sono più sufficienti delle continue mediazioni al ribasso per tentare di salvare il salvabile. Occorre invece rilanciare il polo di eccellenze culturali, quali l’Università, i centri di ricerca, le realtà legate all’economia e alle scienze del mare, che Genova già possiede e che devono continuare a svolgere il loro ruolo. Per quanto riguarda il patrimonio storico – artistico – architettonico, la nostra città non teme confronti. Questa incredibile risorsa deve esser resa fruibile il più possibile, puntando sul turismo. Il centro storico è una concentrazione senza eguali di siti di interesse, ma è assente una regia capace di promuovere l’intero patrimonio e dunque tutta la città. Molti visitatori si recano all’Acquario e poi non compiono quei 300 metri che li separano dai vicoli. Mancano le indicazioni necessarie, le strade sono insicure, non c’è la necessaria manutenzione dei luoghi. Ci vuole uno sforzo coordinato, anche nel campo della promozione di eventi. I turisti devono trovare un’offerta turistico commerciale degna di questo nome e non una città chiusa, come accade spesso.

    Inoltre lei sostiene che per trattenere i giovani e addirittura attirarli, occorre attuare una sistematica collaborazione con l’Università. Mi può fare un esempio di collaborazione fattibile ?

    Sono numerosi i temi in cui il Comune – un ente che rispetto ai propri compiti gode di sempre minori risorse finanziarie – potrebbe puntare sulle competenze che in seno all’Università si sviluppano naturalmente. Io credo che andrebbe concluso un accordo con l’ateneo genovese per trovare le risposte ai problemi dell’amministrazione comunale. Ad esempio partendo dal proprio patrimonio immobiliare, il Comune potrebbe diventare l’apripista di buone pratiche in campo di energie rinnovabili, sfruttando il supporto scientifico/tecnologico dell’Università. L’Ateneo possiede delle eccellenze che il Comune deve essere in grado di utilizzare. Risparmiando denaro pubblico destinato finora a costose consulenze esterne.

    Per quanto riguarda invece la questione della gestione della “macchina comunale”, oggi stretta nella morsa tra tagli e debiti, quali strumenti si potrebbero utilizzare per razionalizzare la spesa ? In altri termini è possibile spendere meno a parità di servizi erogati ?

    I maggiori difetti si trovano a livello organizzativo. Spesso si tende ad addossare la colpa sui dipendenti. Magari sono in numero eccessivo ma le colpe non sono mai delle singole persone. Il problema sta nell’organizzazione di questa grande forza lavoro – 6000 dipendenti comunali e 5000 nelle aziende partecipate – che dovrebbe essere una risorsa al servizio della città, ma purtroppo non è così. Molti lavoratori sono frustrati, non sono valorizzati e neppure formati adeguatamente. Manca una capacità di indirizzo. Abbiamo un sovradimensionamento ? Cerchiamo almeno di sfruttarlo attraverso una sua valorizzazione.

    E il candidato sindaco Musso cosa intende fare delle società partecipate del Comune ?

    Bisogna porre un freno alla moltiplicazione di queste aziende. È necessaria un’opera di razionalizzazione. Invece abbiamo assistito ad una moltiplicazione dei costi del personale, alla duplicazione di funzioni, senza considerare gli stipendi di consiglieri d’amministrazione nominati secondo i soliti metodi della politica. E poi occorre focalizzare l’attenzione sui compiti che nel prossimo futuro il Comune dovrà mantenere. La manovra Monti infatti imporrà di mettere a gara tutti i servizi pubblici locali. Non è pensabile continuare ad assegnare tramite affidamento diretto, quindi non a condizioni di mercato e per periodi di tempo molto lunghi, alcuni servizi essenziali ad aziende di proprietà del Comune. In questo modo non si verifica un puntuale controllo di qualità e l’affidamento non si basa su criteri che favoriscano la competitività. Con l’assegnazione tramite gara sarà invece possibile ottenere servizi di maggiore qualità ad un costo minore rispetto ad oggi.

    Matteo Quadrone

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria

    Incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti

    Incontro con il candidato sindaco del partito Italia Nuova Armando Siri

    Incontro con il candidato sindaco del partito La Destra Susy De Martini

    Incontro con il candidato sindaco di Primavera Politica Simonetta Saveri

    Incontro con il candidato sindaco di Gente Comune Giuseppe Viscardi 

    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

    Incontro con il candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Vinai

    Incontro con il candidato sindaco del Pcl Giuliana Sanguineti

    Incontro con il candidato sindaco di Fratelli Fratellastri Simohamed Kaabour

    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

    Incontro con il candidato sindaco di Portento per Genova Orlando Portento

  • Tirrenia: Antitrust europea apre un’indagine approfondita

    Tirrenia: Antitrust europea apre un’indagine approfondita

    Ieri doveva essere il giorno decisivo per il futuro della Tirrenia. Dopo il passaggio di proprietà a Cin (Compagnia Italiana di Navigazione), la cordata di armatori che l’estate scorsa con un’offerta di 380 milioni si è aggiudicata la ex compagnia pubblica di navigazione, il 18 gennaio era atteso il pronunciamento dell’Antitrust europea sul potenziale conflitto d’interessi degli acquirenti. Ricordiamo infatti che a guidare Cin sono Emanuele Grimaldi, Gianluigi Aponte e Vincenzo Onorato, gli ultimi due controllano Snav, Gnv e Moby, diretti concorrenti di Tirrenia.

    Purtroppo però ancora una volta il responso è slittato e la commissione europea intende compiere un’indagine approfondita che richiederà fino a 90 giorni di tempo. La commissione Ue ha sottolineato le “serie preoccupazioni in materia di concorrenza” derivanti dall’operazione in quanto le parti coinvolte nell’acquisizione “hanno congiuntamente quote di mercato molto elevate anche se non monopolistiche su numerose rotte marittime italiane ed in particolare su alcune rotte da e per la Sardegna”.
    Ma non solo, i dubbi di Bruxelles riguardano anche la questione degli aiuti pubblici.
    L’indagine della Commissione ha aperto un grande punto interrogativo sul lungo processo di privatizzazione che ha interessato Tirrenia – spiega l’economista Andrea Giuricin, dell’Istituto Bruno Leoni, su Shippingonline – La compagnia è stata venduta con all’interno un grosso pacchetto di aiuti pubblici, per la precisione 576 milioni di euro per i prossimi 8 anni e il prezzo pagato da Cin è stato di 380 milioni. Sono questi sussidi al centro dell’indagine dell’Antitrust europeo. Tra il 2005 e il 2009 la compagnia  aveva ricevuto 1052 milioni di euro di sussidi pubblici, oltre 200 milioni di euro l’anno, una somma importante e teoricamente utilizzabile per effettuare le tratte di servizio pubblico. Il problema che è contestato anche dall’Ue è che non sono state effettuate delle gare per l’assegnazione di tale servizio. Nel 2008 è stata fatta una proroga ad hoc per Tirrenia per mantenere la titolarità del servizio pubblico e vi è il dubbio è che la proroga sia servita allo Stato a mantenere un’attrattività più elevata per Tirrenia, che non riusciva a trovare degli acquirenti”.
    Se i proprietari non riusciranno a convincere la commissione Ue della correttezza dell’operazione, la privatizzazione rischia di saltare e a pagarne le conseguenze saranno i 1400 lavoratori della Tirrenia, di cui 300, fra personale amministrativo e marittimo, solo a Genova.

    L’importante accordo del 28 novembre scorso tra Cin ed i Sindacati – intesa che ha previsto il passaggio a Cin di tutto il personale Tirrenia sia navigante che amministrativo ed il mantenimento delle attuali condizioni retributive normative ed economiche in attesa del rinnovo del contratto scaduto lo scorso anno – per diventare operativo necessita del pronunciamento europeo sulla regolarità della privatizzazione.
    E così Tirrenia continua ad essere gestita da un’amministrazione straordinaria, a causa della situazione di stallo in cui si trova la procedura di cessione. Il sindacato Federmar Cisal, alcuni giorni fa, ha lanciato l’allarme “Praticamente l’azienda è ferma dal mese di agosto 2010 e vive esclusivamente di ordinaria amministrazione – spiega Alessandro Pico, segretario nazionale – Quanto enunciato dalla Cin in materia di politica industriale, investimenti e rilancio è congelato in attesa delle decisioni dell’Antitrust europea”.

    Federmar Cisal ha dichiarato l’immediato stato di agitazione di tutto il personale perché “Questo stato delle cose rappresenta un serio pericolo per il mantenimento dei posti di lavoro e potrebbe vanificare l’importante accordo sindacale raggiunto lo scorso novembre”.

     

    Matteo Quadrone

  • Genova by night: concorso fotografico dell’associazione E20

    Genova by night: concorso fotografico dell’associazione E20

    fotografiaL’associazione studentesca Organizzazione Giovanile Eventi (E20) ha indetto la prima edizione del concorso fotografico degli universitari, dilettanti o professionisti, finanziato dall’Università di Genova.

    I partecipanti dovranno ritrarre vedute notturne di Genova e inviare fino a due immagini all’indirizzo mail concorso@organige.org entro il 31 gennaio 2012. La quota di partecipazione è di 5 € (comprensivi dell’iscrizione all’Associazione), 3 € per i soci già iscritti.

    In palio 450 € in buoni acquisto per materiale fotografico (utilizzabili presso il negozio “Click Art”, via Torti 76r), così suddivisi: 250 € al primo classificato, 150 € al secondo e 50 € al terzo.

    Luogo e data della premiazione saranno comunicati in un secondo momento.

    Per maggiori informazioni si può contattare l’associazione al numero di cellulare 392 7373567 o alla mail info@organige.org.

    Marta Traverso

  • Servizio civile: ricorso del governo per non invalidare il bando

    Servizio civile: ricorso del governo per non invalidare il bando

    Riassunto delle puntate precedenti: la carenza di fondi destinati al servizio civile ha di fatto sospeso l’avvio dei progetti approvati con l’ultimo bando, e reso molto incerto per i ragazzi già selezionati l’inizio effettivo della loro esperienza. In contemporanea, il Tribunale di Milano ha dato ragione a un ragazzo di origine pachistana, che ha fatto ricorso perché il bando è aperto solo a cittadini italiani.

    Tutto questo ha reso molto nebuloso il futuro dei ragazzi che aspettano di conoscere la loro sorte. A questo proposito, nelle scorse ore è stato annunciato che il governo farà ricorso contro la sentenza, per evitare che il bando sia invalidato.

    Il Ministro per la cooperazione e l’integrazione Andrea Riccardi, che ha la delega in materia di Servizio Civile, spiega che è necessario “evitare che siano annullate le partenze di 18 mila giovani previste per il 2012. Il governo non è contrario alla possibilità di far svolgere anche ai cittadini stranieri il servizio civile. Ma oggi questa possibilità è esclusa dalla legge vigente. Su questo si sta facendo una riflessione.

    Così ha commentato Sandra Bettio, membro di CLESC (Conferenza Ligure degli Enti di Servizio Civile) e delegata ARCI al servizio civile: “Non sappiamo a oggi se questa sentenza inciderà su avvii servizio o se addirittura rimetterà in discussione il bando stesso. Non mi risulta comunque che ad oggi in Liguria siano stati avviati progetti. Non si sanno ancora ad oggi gli indirizzi del governo, la data di avvio dei giovani, nè la data di deposito dei nuovi progetti“.

    Marta Traverso

  • Gaatle: motore di ricerca a impatto zero per ridurre la CO2

    Gaatle: motore di ricerca a impatto zero per ridurre la CO2

    Pensate che le attività che danneggiano maggiormente l’ambiente sono usare la macchina invece dei mezzi pubblici e non riciclare correttamente i rifiuti? Bene, sappiate che anche navigare in Internet inquina.

    Più precisamente, secondo una ricerca di un fisico della Harvard University di Boston, ogni ricerca che viene fatta sul web genera un consumo di elettricità che porta all’emissione di 7 mg di CO2. Ovvero: Google & affini inquinano.

    Per questa ragione un team di sviluppatori che promuove il web a impatto zero ha creato Gaatle, un motore di ricerca dalla struttura molto simile a Google – se non fosse per il fastidioso sfondo nero – che secondo una stima porterebbe un oltre 750 megawattora all’anno.

    Marta Traverso

  • Trasporto pubblico locale: le proposte del Movimento 5 Stelle

    Trasporto pubblico locale: le proposte del Movimento 5 Stelle

    Lunedì sera in via Albertazzi si è svolto il primo incontro con i cittadini, organizzato dal Movimento 5 stelle di Genova. “Una campagna d’informazione – sottolinea il candidato sindaco Paolo Putti – per permettere alle persone di costruirsi un’opinione, essere consapevoli e ragionare criticamente su alcuni argomenti particolarmente sentiti in città”, con il prezioso contributo di alcuni tecnici, come Andrea Bignone di Italia Nostra, del WWF e dei comitati liguri dei pendolari.

    È stata l’occasione per parlare del trasporto pubblico locale in un’ottica nuova perché “Solo attraverso un servizio efficace si può garantire una mobilità intesa come diritto di tutti”.
    L’idea guida è che il sostegno al trasporto pubblico sia necessario affinché la totalità dei cittadini ne possa usufruire. Magari gratuitamente. “Studiando ipotesi di contribuzioni mirate a rafforzare il servizio – spiega Putti – ad esempio in Svizzera ma anche in altri paesi europei una parte dei pedaggi autostradali viene reinvestita a favore del tpl”.

    E poi intervenire con semplici accorgimenti in grado di rendere competitivo il trasporto su gommaLe corsie riservate per gli autobus sono una soluzione – dice Putti – in Corso Europa ed in Corso Gastaldi hanno permesso di risparmiare milioni di vecchie lire”.
    Ma anche attraverso proposte innovative quali ad esempio “L’installazione di semafori intelligenti – continua Putti – un sistema in grado di dare prioritariamente il via libera ai mezzi pubblici”.

    Tutte azioni fattibili, anche perché “Le risorse ci sono è solo una questione di priorità” – spiega il candidato del Movimento 5 stelle – non si investono miliardi di euro per la Gronda e per il Terzo Valico quando l’esigenza primaria delle persone è godere di un tpl efficiente”.

    Mentre per quanto riguarda la mobilità privata, Paolo Putti sottolinea come “Le aree blu sono esclusivamente strumenti vessatori che ledono il diritto dei cittadini e affermano una distinzione anche in termini economici. Noi intendiamo disincentivare il trasporto privato ma in maniera paritaria. Mi spiego meglio. Si potrebbe studiare una tessera che consenta un numero di accessi limitati al centro città. In pratica, indipendentemente dalla disponibilità economica di ognuno, garantire pochi accessi ma in numero eguale per tutti”.

    Un’altra ipotesi prevede di incentivare l’attivazione dei mobility manager, vale a dire degli esperti della mobilità sostenibile specializzati nell’individuare le migliori soluzioni possibili per gli spostamenti casa – lavoro – casa dei lavoratori di aziende pubbliche e private. Figure professionali previste dalla legge, nel Decreto Interministeriale sulla Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 27/03/1998, ma che finora, nonostante siano trascorsi 14 anni, in tutta Italia sono presenti in numero assai ridotto.
    Occorre premiare le aziende che invitano i propri dipendenti ad un uso consapevole dei mezzi privati – spiega Putti – ad esempio sfruttando appieno la portata delle automobili, condividendo il viaggio con i colleghi di lavoro in maniera tale da utilizzarne il minor numero possibile”.

    Infine la questione piste ciclabiliA Genova non si vuole neppure affrontare il discorso – conclude Putti – eppure, anche da noi, potrebbero rappresentare una soluzione. Io ho avuto un’esperienza personale presso Trondheim in Norvegia, una zona collinare che presenta criticità simili a quelle di Genova. Ebbene i norvegesi hanno inventato un sistema, una particolare piattaforma mobile che permette ai ciclisti di superare i dislivelli senza nessuna difficoltà”.

     

    Matteo Quadrone

  • Transgender Sex Workers: calendario a cura di Don Gallo

    Transgender Sex Workers: calendario a cura di Don Gallo

    calendario princesa 2012Avremmo saputo fare tutto… se ci avessero permesso di farlo. Con questo slogan è stato presentato il nuovo calendario delle Princesa, le transgender che da anni vivono presso la Comunità di San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo.

    L’edizione 2012 si intitola Transgender Sex Workers 2012 ed è un modo per sensibilizzare sulle difficoltà che le persone transgender incontrano nella ricerca di lavoro, dovute alla forte discriminazione sulla loro identità: le protagoniste sono ritratte in scene di lavoro quotidiano (segretaria, giornalista, cameriera, ecc) per mostrare la vita che avrebbero potuto avere se la società in cui viviamo fosse diversa.

    Il calendario è stato realizzato dalla Comunità di San Benedetto al Porto, in sinergia con Associazione Princesa e Casa di Quartiere GhettUp.

    Marta Traverso