Autore: erasuperba

  • Reoose: uno store online per baratto, riutilizzo e beneficenza

    Reoose: uno store online per baratto, riutilizzo e beneficenza

    barattoLa crisi economica ha indebolito l’euro, alzato le tasse, tolto il lavoro e congelato le pensioni. Operazioni fino a ieri semplici come fare la spesa stanno diventando sempre più delicate, frutto di conteggi al centesimo per disporre dell’essenziale, non sprecare e soprattutto scovare ogni possibile via di risparmio.

    Anche per questo motivo – oltre che per un’ideologica saturazione del consumismo – negli ultimi tempi vanno per la maggiore i temi dell’autoproduzione e del baratto. Sono molti i siti e le community online nati appositamente per dare consigli su questi argomenti e mettere in contatto persone che li vogliono mettere in pratica nella loro vita.

    L’ultimo è Reoose, un sito creato nel settembre 2011 da Luca Leoni e dalla moglie Irina. I suoi creatori lo definiscono un eco-store, ovvero un sito che promuove lo scambio di prodotti con un occhio all’ambiente: ogni prodotto che si vuole cedere è messo online e gli viene attribuito un valore simbolico in crediti (indipendente dalla marca ma basato sull’effettivo stato nuovo-usato del prodotto e del potenziale valore inquinante), che sostituiscono in tutto e per tutto il prezzo in denaro.

    Lo scambio si basa su un tipo di baratto definito asincrono, perché può passare anche diverso tempo dalla “vendita” del prodotto al trovare un acquirente. I crediti accumulati dopo aver venduto l’oggetto possono essere riutilizzati in due modi: o acquistando un altro oggetto o donandoli a una Onlus, che potrà acquistare all’interno di Reoose oggetti utili per i propri scopi.

    Marta Traverso

  • Comunicazione on line: polemica contro il Comune di Genova

    Comunicazione on line: polemica contro il Comune di Genova

    Il Campus della Città Digitale, vale a dire la redazione multimediale centrale del Comune di Genova, che ha come Assessore di riferimento Andrea Ranieri, è costato a Palazzo Tursi per l’anno 2011 oltre 126 mila euro, di cui circa 91 mila euro per gli stipendi dei 4 funzionari che lavorano nella struttura e 32 mila per il pagamento di 3 collaboratori esterni con contratto a progetto.
    Sono i dati resi pubblici lo scorso ottobre sulla pagina Facebook del Sindaco Marta Vincenzi su esplicita richiesta di un cittadino, Enrico Alletto, tecnico informatico che sul proprio blog “Linea di confine”, condivide spunti e riflessioni sul Web 2.0.

    “Ma cosa ha fatto il Campus Città Digitale con questi soldi?”, si domanda la stessa Vincenzi nella pagina web.
    Ha sviluppato internamente (senza alcuna consulenza esterna come si evince dal conto economico) più di 25 siti web”. E ancora “Per i siti Comune di Genova e Vivere Genova cura anche la redazione giornalistica pubblicando quasi venti articoli originali in media giornaliera” e “Dal punto di vista video pubblica mediamente più di un video al giorno che viene caricato sul canale tematico The Genoa municipality channel su Youtube”. Ma non solo “Il Campus ha inoltre aperto e mantiene aggiornate più di 50 pagine tematiche su Facebook a partire dalla pagina Città di Genova la più seguita con quasi 10.000 amici. Nell’insieme la presenza del Comune su Facebook quanto mai variegata genera più di 2.000.000 di visite al mese delle notizie, foto, link pubblicati”.

    Il progetto però ha anche un valore aggiunto che, secondo il Sindaco, non può essere quantificato “Mi riferisco all’aver innovato l’approccio del Comune alla comunicazione in assoluto non solo limitatamente ad Internet, all’aver inserito dentro la macchina comunale professionalità fino ad oggi non presenti, l’aver scelto la via della produzione interna invece di utilizzare sempre e solo fornitori esterni favorendo la crescita di una cultura dell’innovazione e dell’uso delle tecnologie ITC che potrà dare i suoi frutti migliori se questo progetto potrà continuare a crescere e a migliorarsi nel futuro finendo per incidere anche sull’organizzazione stessa del Comune”.

    Sul sito web del Comune si può leggere la presentazione del progetto Genova Città Digitale che viene definito “Una sorta di piano regolatore dell’innovazione della città, inserito nel programma della Sindaco Marta Vincenzi, come strumento di crescita del territorio metropolitano”.
    Punto di riferimento del progetto è, per forza di cose, la rete nell’intento di creare un luogo virtuale multimediale in cui far convergere documenti visivi sulla storia, l’arte, la promozione turistica della città di alta qualità – scrive lo staff comunale – È solo il primo passo nella direzione di una radicale ristrutturazione degli spazi web destinati alla cultura e al turismo con attenzione speciale verso le applicazioni web 2.0 orientate alla partecipazione, alla condivisione, alla creazione di user generated content e ai social network”.

    Quindi si tratta di un progetto che intende promuovere, con l’aiuto della rete, il patrimonio storico – artistico genovese soprattutto in termini di rilancio turistico della città. E il cui obiettivo finale sarebbe quello di favorire la partecipazione dei cittadini chiamati a dialogare e a confrontarsi con la pubblica amministrazione.

    Ma alcune domande sorgono spontanee, come spiega il blogger Enrico Alletto nel suo post “L’intento è da 10 e lode. Quello che mi lascia un po’ interdetto è l’aver creato una vera e propria redazione web comunale che produce notizie ed eventi quando altre realtà presenti a Genova già lo fanno da molti anni, entrando inevitabilmente in concorrenza con queste ultime, quasi a volersi sostituire ad esse vista la scelta degli argomenti trattati”.

    Anche Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, a cui Era superba ha chiesto un parere, mostra tutto il suo scetticismo “Il Comune ha voluto inserirsi in un campo, quello dell’informazione, in particolare in ambito culturale, già fortemente presidiato da altre realtà private genovesi. Noi come cittadini digitali non ne sentivamo l’esigenza”. E precisa “Forse sarebbe più utile, anche in un’ottica pluralista, che il Comune assumesse un ruolo di regia e coordinamento nei confronti di coloro che già promuovono informazione on line”.

    Ma anche a livello strettamente economico, Assoutenti esprime alcune perplessità “Queste risorse potrebbero essere destinate ad ampliare la fornitura di servizi on line – continua Truzzi – Oggi infatti ci troviamo di fronte ad un sistema arcaico, penso ad esempio al sito web del Comune, decisamente poco accessibile”.

    Mentre per quanto riguarda la massiccia presenza di siti e pagine on line gestite dallo staff comunale, Enrico Alletto si chiede “Le pagine della Città Digitale hanno molti iscritti, generano visite, ma i contenuti sono spesso ridondanti ed anche per questo motivo non sono riuscito a trovare il vero valore aggiunto ai cittadini genovesi. Servono davvero 25 siti web e 50 pagine facebook mantenute dal Comune? I video prodotti trattano spesso di argomenti alti, in linea con l’anima promozionale del progetto, ma non danno mai voce ai cittadini che usufruiscono dei servizi ne approfondiscono quanto effettivamente fatto dall’amministrazione”.

    “In un’epoca di grandi ristrettezze economiche penso che un’amministrazione pubblica dovrebbe spendere con maggiore oculatezza il denaro pubblico – sottolinea Furio Truzzi – Proporremo al più presto un incontro con l’amministrazione perché il problema esiste. Secondo noi occorre cambiare approccio nell’affrontare il tema della comunicazione on line da parte del Comune. Se davvero Palazzo Tursi vuole orientare i suoi spazi web ad una comunicazione partecipata e condivisa dai cittadini”.

     

    Matteo Quadrone

     

    Il giorno successivo alla pubblicazione, il blogger Enrico Alletto (che però preferisce essere definito cittadino in rete n.d.r), autore del post citato nell’articolo, scrive sul suo blog:

    Richiesta formale ad Era Superba: chiederei cortesemente alla redazione di aggiungere il link all’articolo originale come prassi della rete in questi casi ed in linea con la licenza Creative Commons con qui il materiale del mio blog è coperto. Se questo non fosse possibile chiedo la rimozione in tempi brevi del mio nome e di tutto il materiale attinto dal mio blog. La visibilità che cerco è finalizzata a stimolare il dibattito, per alimentare una polemica o peggio essere strumentalizzato ne faccio volentieri a meno. Grazie

    Proposta a Furio Truzzi, presidente di Assoutenti: ho fatto molte ricerche in rete su di voi, ho letto delle vostre giuste battaglie portate avanti e vinte a favore degli utenti, nulla da eccepire. Ma perfavore, non chiudetevi a poco più di un mese dalle elezioni amministrative, in una stanza di palazzo Tursi. Non si parla di comunicazione web partecipata e condivisa dai cittadini chiusi in una stanza. Organizzate invece un incontro pubblico, invitate i candidati sindaco e chiedete loro cosa ne pensano dell’argomento, cosa hanno in mente di fare per migliorare la situazione esistente e spiegate voi stessi quelle che sono le vostre proposte. Perchè il web 2.0 non è essere su Facebook ma è prima di tutto un modo di agire aperto, condiviso e trasparente.

    Il link è online. La polemica in questione, che sia stato Lei ad alimentarla oppure no, esiste. E da ieri, dopo l’articolo pubblicato su Era Superba, esiste anche un dibattito. La ringrazio, sinceramente, per il suo intervento.

    Il direttore, Gabriele Serpe



  • Scrittura creativa: un weekend di stage con Maniman Teatro

    Scrittura creativa: un weekend di stage con Maniman Teatro

    sceneggiatura

    A Genova finalmente qualcosa sembra muoversi per chi è appassionato di scrittura creativa e sogna di trasformare questo semplice hobby in una professione: dopo l’annunciato laboratorio Officina letteraria – che si terrà a partire dal 2 febbraio presso il Cinema Sivori – un nuovo appuntamento per chi ama esprimersi con la penna.

    L’associazione Maniman Teatro organizza infatti, in collaborazione con Andy Ferrari(docente presso la scuola di improvvisazione teatrale milanese Teatribu), un weekend di scrittura creativa presso l’hammam Le mille e una notte in via del Molo. Lo stage si svolgerà sabato 4 (ore 14-18) e domenica 5 febbraio (ore 10-17) per un totale di dieci ore, pranzo domenicale incluso.

    Il costo del corso è di 90 Eu più 30 Eu di iscrizione all’associazione. Chi si iscriverà entro giovedì 26 gennaio potrà usufruire di uno sconto del 10%.

    Per maggiori informazioni e prenotarsi si può contattare direttamente l’associazione Maniman Teatro al numero 345 3459395 o all’indirizzo mail info@manimanteatro.it.

    Marta Traverso

  • Minori: nel 2011 cresce il numero degli italiani negli istituti di pena

    Minori: nel 2011 cresce il numero degli italiani negli istituti di pena

    Stamattina il Ministro della Giustizia, Paola Severino, presso la Camera dei Deputati, ha tenuto la consueta relazione sullo stato della giustizia in Italia.

    Con riguardo alla Giustizia Minorile, nel corso del 2011 l’esame delle statistiche ha confermato l’aumento generale della presenza di minori di nazionalità italiana, già iniziato negli anni immediatamente precedenti, anche nei Servizi residenziali, come i Centri di prima accoglienza e gli Istituti penali per i minorenni, che per molti anni hanno visto prevalere numericamente i minori stranieri – ha dichiarato il Ministro della Giustizia –  Attualmente la presenza straniera proviene prevalentemente dall’Est europeo (principalmente dalla Romania) e dal Nord Africa (Marocco soprattutto)“.

    I reati contestati sono in maggior parte contro il patrimonio (60%), in particolare i reati di furto e di rapina. Molto frequenti anche le violazioni delle disposizioni in materia di sostanze stupefacenti (10%). Tra i reati contro la persona (18%), si osserva la prevalenza delle lesioni personali volontarie – si legge nella relazione – L’utenza, in prevalenza maschile (93% circa), ha soprattutto un’età compresa tra i 16 e i 17 anni. Un discreto numero di soggetti maggiorenni è presente nelle comunità (40%) e negli Istituti penali (51%)“.

    L’80% dei collocamenti in comunità sono effettuati nelle Comunità del Privato Sociale, essendo disponibili solo 65 posti nelle Comunità dell’Amministrazione della Giustizia. Pertanto, l’impegno operativo del sistema Giustizia Minorile ha continuato ad essere focalizzato sul rafforzamento delle politiche e delle attività di collaborazione con i responsabili delle strutture del privato socialecontinua la relazionePer quanto concerne gli Uffici di Servizio Sociale per Minorenni, l’attività istituzionale è stata orientata ad implementare ulteriormente la ricerca di forme di collaborazione con gli Enti e le Amministrazioni a livello locale, il volontariato, il Terzo Settore, il mondo dell’associazionismo e quello dell’imprenditoria, per ottimizzare, coordinare e razionalizzare tutti gli interventi dell’area penale minorile“.

    Per quanto riguarda la messa in prova, la sua applicazione registra un andamento in continua crescita – sottolinea il Ministro – Nell’anno 2010 sono stati messi alla prova 2.753 soggetti, di cui il 49% rappresentato da giovani adulti. Nella grande maggioranza dei casi (circa l’80%) la messa alla prova si conclude positivamente“.

     

  • Equitalia: nuovi attacchi a Roma e Napoli

    Equitalia: nuovi attacchi a Roma e Napoli

    4 manichini sono stati appesi questa notte alle finestre del primo piano della sede Equitalia di via Aurelia a Roma. Sui fantocci comparivano alcune scritte: “Casa pignorata dopo 30 anni di sacrifici” ed “Equitalia non ho pagato multa da 30 euro”.
    Un gesto rivendicato, tramite una nota, dall’associazione di estrema destra Roma Nord “per protestare contro i metodi di riscossione della societa’”.

    Mentre a Napoli, sempre la scorsa notte, sono scoppiati due ordigni davanti alle porte della sede di Equitalia, al Corso Meridionale, provocando la rottura dei vetri e danni alle saracinesche.

  • PechaKucha Night: maratona di artisti e creativi alla Claque

    PechaKucha Night: maratona di artisti e creativi alla Claque

    pechakuchaArriva per la prima volta a Genova la PechaKucha Night, una maratona di artisti e creativi nata per la prima volta in Giappone nel 2003 e che raduna chiunque (ma proprio chiunque) abbia un progetto artistico da mostrare. In questi anni il progetto si è espanso fino a coinvolgere 460 città in tutto il mondo, e da quest’anno arriva anche nella nostra città.

    L’evento si terrà domenica 26 febbraio nello spazio della Claque, a cura del Teatro della Tosse. Il format è uguale per tutti: basta creare una presentazione Power Point composta da venti immagini, della durata di venti secondi l’una. Ogni artista avrà dunque i suoi sei minuti e quaranta secondi di celebrità.

    Per partecipare è sufficiente inviare entro il 26 gennaio la propria creazione all’indirizzo mail pkn.genova@gmail.com.

    Marta Traverso

  • Tagli all’editoria: in crisi la rivista “Il Mucchio Selvaggio”

    Tagli all’editoria: in crisi la rivista “Il Mucchio Selvaggio”

    mucchio selvaggioBrutto inizio d’anno per l’editoria indipendente: il 2012 si era aperto con lo stop alla pubblicazione su carta del quotidiano di sinistra Liberazione, ma sono davvero molte le testate che rischiano di veder chiudere i battenti a causa della sforbiciata ai finanziamenti governativi.

    Un altro esempio è Il Mucchio Selvaggio, storica rivista musicale nata 34 anni fa e che ha calcolato di avere ancora sei mesi di vita prima di dover interrompere la pubblicazione. Una crisi che lo staff sta cercando di risolvere con un appello via web ai lettori, che recita così: “Il 15 percento in meno tolto retroattivamente sui contributi statali per l’editoria relativi al 2010 e ulteriori preannunciati tagli del 50 percento su quelli del 2011. Nonostante le vendite positive degli ultimi tempi in trenta giorni o poco più dobbiamo trovare un modo per continuare a esistere. La soluzione, in verità, è una: abbiamo bisogno di voi, abbiamo bisogno che duemila di voi si abbonino. Ora e subito. (…) Basta cambiare un’abitudine per salvare questo giornale. O regalate un abbonamento a un vostro amico, o sottoscrivete un’offerta simbolica per sostenerci“.

    Duemila nuovi abbonati entro fine gennaio: questo il calcolo perché la rivista torni in edicola a partire dal numero di marzo e non sia costretta a chiudere definitivamente i battenti. Un piccolo investimento, un regalo, una donazione: in tempi come questi, in cui tutti (o quasi, ops) dobbiamo stringere la cinghia, cifre come questa non sono mai spese male.

    Marta Traverso

  • La Moschea al Lagaccio e il referendum della Lega Nord

    La Moschea al Lagaccio e il referendum della Lega Nord

    genova moscheaIL PRECEDENTE

    23 gennaio 2010: nel quartiere genovese del Lagaccio si vota il referendum promosso dalla Lega Nord per far sentire la voce degli abitanti in merito al da lungo dibattuto progetto di costruzione di una moschea.

    La consultazione ha avuto un numero complessivo di 5.287 votanti nei quartieri di Oregina, Lagaccio, San Teodoro, San Nicola, Granarolo e Dinegro, suddivisi tra 5.228 no, 49 sì e 10 schede nulle.

    Nelle stesse ore in cui i dieci gazebo venivano allestiti, manifestanti favorevoli alla moschea hanno distribuito ai cittadini volantini contenenti questo appello: «Cittadini, non fatevi usare a fini elettorali. Difendiamo gli articoli 8 e 21 della Costituzione sulla libertà di culto, contro le miserabili strumentalizzazioni politiche costruite su malafede e disinformazione. Via Venezia ha ospitato per molti anni un luogo di preghiera musulmano, oggi in via Sasso, senza che questo abbia causato il ben che minimo problema al quartiere. Nel nostro territorio vi sono chiesa cattolica, chiesa evangelica e un tempio buddista da 800 posti».

    IL PRESENTE

    10 gennaio 2012: dopo una seduta di Giunta Comunale dai toni molto accesi, è stata bocciata la mozione della Lega Nord contro la moschea con 28 no, 14 sì e 1 astenuto, dando formalmente il via libera alla costruzione. L’iter è ora passato di mano al Consiglio Comunale, e la Sindaco Marta Vincenzi ha promesso che la questione si sbloccherà definitivamente entro la fine del suo mandato.

    Le imminenti primarie del Pd – che decideranno chi sarà il (o la, più probabilmente) candidato ufficiale alle prossime elezioni Comunali, e l’elezione del nuovo Sindaco previste per maggio, mettono in luce come i tempi per mantenere la promessa siano sempre più stretti.

    Il dibattito sulla moschea si protrae da alcuni anni, le voci a favore sono rimaste a favore e quelle contro restano contro. Se mettere d’accordo i contendenti è impossibile, i molti musulmani praticanti genovesi continuano a non avere un luogo ufficiale in cui vivere la loro fede. Questa l’opinione in merito dello scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun, ospite sabato scorso in una conferenza a Palazzo Ducale: “La moschea va fatta, ed è legale, è giusto averne solo una. Vanno chiuse quelle nei garage e nei magazzini, quelle su cui non c’è controllo: perché è da queste realtà che passa il fondamentalismo. Non ha quindi alcun senso opporsi alla costruzione di un’unica, grande moschea, con tutte le regole“.

    Marta Traverso

  • Inflazione, rapporto Istat: tasso medio annuo del 2011 pari al 2,8%

    Inflazione, rapporto Istat: tasso medio annuo del 2011 pari al 2,8%

    Il tasso di inflazione medio annuo per il 2011 si conferma pari al 2,8%, in sensibile accelerazione rispetto all’1,5% registrato per il 201°, secondo i dati resi noti oggi dall’Istat.

    Il dato più preoccupante e grave riguarda l’aumento dei prezzi dei prodotti di largo consumo, quelli appartenenti al cosiddetto “carrello della spesa”, i cui costi sono aumentati mediamente, secondo l’Istat, del 3,5% – si legge in un comunicato di Federconsumatori – Significa una ricaduta, solo nel settore alimentare, di circa +175 Euro rispetto alla spesa media annua indicata dall’Istat in questo comparto, se rapportato invece alla spesa complessiva si tratterebbe di una batosta di 1.032 Euro a famiglia. Da anni non si raggiungevano valori simili che, a dir la verità, appaiono addirittura sottostimati rispetto a quelli dell’O.N.Federconsumatori”.

    “È inconcepibile che, a fronte della fortissima caduta dei consumi che si registra da anni, i prezzi continuino a crescere in questo modo. È evidente che le volontà speculative hanno superano ormai ogni limite – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Il Governo deve fare qualcosa per bloccare immediatamente questi comportamenti anche disponendo un vero e proprio blocco di prezzi e tariffe. Se non si interviene al più presto in tal senso nel 2012 andrà decisamente peggio. L’aumento di prezzi e tariffe si prospetta già di oltre 2.103 Euro a famiglia. Il tasso di inflazione rischia di situarsi tra il 4 e il 5%”.

    La perdita del potere di acquisto delle famiglie sarà enorme, e questo non potrà che determinare conseguenze negative sull’intera economia, a partire dal versante della produzione – si legge ancora nel comunicato di Federconsumatori – Per questo chiediamo al Governo di avviare controlli a tappeto su tutto il territorio per contrastare le intollerabili speculazioni che vanno avanti da tempo, concentrandosi soprattutto sui beni di largo consumo e sui carburanti ed accelerare i processi di liberalizzazione.”

  • Plus Model Magazine, una rivista di moda contro l’anoressia

    Plus Model Magazine, una rivista di moda contro l’anoressia

    plus model magazineModa e magrezza dovrebbero avere in comune solo il fatto di iniziare con la lettera m. Sono tantissime le ragazze che in nome del successo da passerella si privano del cibo fino a sconfinare nella malattia.

    Perché sì, mangiare poco o non mangiare affatto è una malattia. L’anoressia è una malattia. Per questa ragione esiste una branchia della moda che dà ampio spazio alle taglie dalla 44 in su, messe in risalto sia sulle passerelle sia in riviste come Plus Model Magazine, la cui linea editoriale vieta di riservare anche solo un angolino dell’ultima pagina a chi porta la 42 o inferiori.

    L’ultima provocazione è arrivata dalla modella Katya Zharkova, che nell’ultimo numero della rivista ha scelto di posare nuda per dimostrare che si può essere belle anche con qualche chilo in più e soprattutto denunciare il fatto che la maggior parte delle modelle ha un indice di massa corporea pari a quello delle donne anoressiche.

    Questa una delle frasi che accompagnano il servizio fotografico: “20 anni fa le modelle pesavano l’8% in meno delle donne comuni. Oggi il 23% in meno“. Una rivelazione choc che non ha bisogno di ulteriori commenti.

    Marta Traverso

  • Arte contemporanea: Napoli e Palermo perdono i loro musei

    Arte contemporanea: Napoli e Palermo perdono i loro musei

    pittoreE poi c’è chi dice che con la cultura e l’arte non si mangia. A Napoli e a Palermo molte famiglie si sfamavano, pagavano affitto e bollette, vivevano grazie all’arte contemporanea: sono i dipendenti (rispettivamente) del Museo Madre e di Palazzo Riso, due poli culturali interamente dedicati all’arte contemporanea.

    In pochi giorni si è annunciata la chiusura di entrambi. Prima è toccato a Palazzo Riso, chiuso al pubblico da ormai una settimana: il museo si trova in una delle vie centrali del capoluogo siciliano, e nonostante l’alto numero di visitatori (circa 100.000 nel solo 2009), l’apertura a molti artisti emergenti e il prestigio sul piano internazionale, potrebbe chiudere i battenti a causa di presunte manovre politiche sulla nomina del nuovo direttore.

    Nei giorni scorsi si è invece annunciata la possibile chiusura del Madre, aperto sei anni fa e con trenta dipendenti, che per la mancanza di fondi rischia di veder tramontare le sue attività.

    Anche a Genova c’è un museo dell’arte contemporanea in una situazione difficile: Villa Croce è da un anno senza curatore, figura indispensabile per coordinare tutte le attività. Nonostante questo, nel 2011 sono state allestite sette mostre con un elevato numero di visitatori.

    Marta Traverso

  • Corso di musica a Genova: lezioni di batteria con Maurizio di Tollo

    Corso di musica a Genova: lezioni di batteria con Maurizio di Tollo

    corso batteriaAspiranti musicisti cercasi. Con l’anno nuovo sono state riaperte a Genova le iscrizioni al corso di batteria dal titolo “Ok, ma… sai tenere il tempo?“, un ciclo di lezioni individuali e personalizzate a cura di Maurizio di Tollo, batterista che ha collaborato con alcune importanti band del panorama rock progressivo italiano (Maschera di Cera – Finisterre – Hostsonaten – Rohmer – Moongarden – The Watch ), con esponenti della canzone d’autore (Francesco Baccini – Enrico Nascimbeni – Chiara Jeri) e con agenzie come D&D Comunicazione di Franz Di Cioccio e Iaia De Capitani e la Target di Angelo Carrara.

    Per iscriversi è possibile contattare il numero 331 3334047 o inviare una mail all’indirizzo mauditol@gmail.com.

    Marta Traverso

  • Bayerischer Wald National Park, il parco naturale in Germania

    Bayerischer Wald National Park, il parco naturale in Germania

    Bayerische Wald National ParcIl Bayerischer Wald, fondato nel 1970, è uno dei più grandi parchi naturali d’Europa . Con un’estensione di circa 6000 ettari, il parco comprende parte della foresta bavarese e della foresta di Sumava in Repubblica Ceca.  All’interno del parco si snoda un sentiero, il Tier Freigelande, di circa 7 km, lungo cui è possibile osservare la fauna tipica delle foreste euroasiatiche: orsi, lupi, linci, bisonti, alci, gatti selvatici, rapaci e altri ancora.

    Il percorso è costellato di punti di osservazione sopraelevati per i visitatori. Gli animali si trovano in stato di cattività all’interno di recinti che -per quanto ampi- purtroppo rendono talvolta l’idea della gabbia, quando si vedono esemplari splendidi di lince o lupo procedere rasente la rete per l’intera lunghezza del recinto, annusando l’aria attraverso le griglie. Nonostante questo, la vista di questi animali è incredibilmente suggestiva, e soprattutto nel periodo invernale vederli emergere tra gli alberi e la nebbia avanzando silenziosi nella neve candida è uno spettacolo di rara bellezza.

    Bayerische Wald National ParcA onor del vero va detto che la maggior parte dei recinti è grande abbastanza, come nel caso dei lupi, da richiedere a volte ore di attesa in un clima non esattamente gentile prima che si riesca ad osservarli da vicino. Anche in questo caso però l’attesa sotto un’abbondante nevicata può essere ricompensata con apparizioni a pochi metri dal punto di osservazione, e incrociare lo sguardo di un lupo è un’emozione che vale tutta l’attesa.

    Il parco è perfettamente organizzato: contenitori per i rifiuti e servizi igienici sono dislocati lungo i sentieri, ma adeguatamente integrati con l’ambiente circostante perché tutte le strutture sono in legno e non alterano minimamente il luogo. Lo stesso dicasi per i numerosi cartelli esplicativi con le indicazioni per i recinti e per quelli che riportano esaustivamente, con tanto di disegni incisi nel legno, i cicli vitali di flora e fauna. Unica nota negativa, la lingua: né i detti cartelli né il personale del parco vi verranno in aiuto con l’inglese. Tutto rigorosamente in tedesco.

    COME ARRIVARE: dall’Italia seguire le indicazioni per Monaco, esistono tre possibili percorsi autostradali, passando per Austria o Svizzera è importante ricordarsi di acquistare il bollino autostradale per non incorrere in sanzioni: salvo nel confine Italia-Svizzera non ci sono altre dogane o caselli quindi è facile non rendersi conto di essere entrati in Austria e dimenticarsi di pagare (ma non vale come scusante per le forze dell’ordine locali). Le autostrade in Germania invece sono gratuite. Una volta raggiunta Monaco ci sono ancora un paio d’ore di strada per arrivare a Neuschonau, il paese più vicino al parco.

    Bayerische Wald National ParcDOVE ALLOGGIARE: essendo anche località sciistica non è difficile trovare alloggio in uno dei tanti hotel o B&B a buon prezzo anche in alta stagione. Come già detto per il parco, purtroppo -personale degli hotel a parte- pochissimi parlano inglese diversamente da quanto ci si può aspettare ed ogni cartello o menù è esclusivamente in tedesco.

    Detto questo, se sopportate bene il freddo e non vi fate intimorire dalla possibilità di dover comunicare a gesti, un giorno al Bayerscher Wald significa un’immersione nell’incanto della foresta bavarese innevata, con lupi e linci, in un silenzio interrotto solo dal vento tra gli abeti o dal canto di piccoli paffuti pettirossi sui rami bianchi di neve.

    di Daniele Orlandi e Claudia Baghino

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Via San Bernardo, “Quic”: cittadini uniti per la riqualificazione

    Via San Bernardo, “Quic”: cittadini uniti per la riqualificazione

    Panoramica dei vicoliUn incontro fra tanti desideri, così lo chiama Carola, residente in via San Bernardo, per provare ad invertire la tendenza, Per fare qualcosa per il quartiere che amiamo, troppo spesso messo in risalto solo per i suoi aspetti negativi.

    Un mix di soggetti, abitanti, commercianti, associazioni, venerdì scorso hanno organizzato la prima uscita pubblica, “Quel che non piace a me magari piace a te”, il baratto del regalo inutile ricevuto a Natale. Tante persone, bambini, anziani, semplici curiosi hanno varcato la soglia di uno splendido palazzo dei Rolli, il civico 19 di via San Bernardo, si sono infilati nell’atrio e hanno potuto constatare di persona come il vento del cambiamento possa davvero ribaltare le cose.

    Secondo noi è necessario un intervento di urbanistica sociale in via San Bernardo – spiega Mauro Maspero, architetto, residente nella via – Vogliamo coinvolgere la vicina facoltà di Architettura nei progetti di riqualificazione del quartiere. Occorre pensare funzioni commerciali alternative al semplice bar, delle destinazioni d’uso dei locali che siano compatibili con la quotidianità della zona. Penso ad esempio alla presenza di diverse proprietà pubbliche che sarebbe utile sfruttare a dovere. L’obiettivo è riuscire a rendere vitale via San Bernardo durante tutto l’arco della giornata e non solo di notte”.
    Con l’Università avremo un incontro preliminare a fine gennaio – continua Mauro – gli proporremo di partecipare attivamente, ad esempio con bandi di gara che stimolino i progetti degli studenti”.

    In prima linea tra i promotori della costituzione dell’associazione di cittadini attivi di via San Bernardo, intitolata “Quic”, Quartiere in cantiere, troviamo l’associazione onlus Il Ce.Sto.
    Questa via è come dottor Jekyll e mister Hyde – spiega Domenico De Simone, segretario del Ce.Sto – Di giorno è desolatamente vuota, nonostante si trovi a poche decine di metri da via San Lorenzo frequentata quotidianamente dai turisti, mentre di notte si trasforma in periferia disagiata e senza regole”.

    Dopo la fortunata esperienza della casa di quartiere Ghettup in vico Croce Bianca capace di diventare un luogo protetto, uno spazio di aggregazione dedicato all’ascolto delle problematiche dei residenti, grazie all’impegno di numerosi soggetti sociali, oggi si tenta di replicare un simile percorso anche in via San Bernardo.
    Fondamentale il contributo di due mediatori impegnati proprio presso il Ghettup, e che ben volentieri, appena contattati dagli abitanti di via San Bernardo, hanno deciso di fornire il loro supporto.

    Danilo De Luise, della fondazione San Marcellino onlus, racconta “La mediazione comunitaria è un approccio culturale al conflitto che proviene dall’America Latina. Si tratta di favorire la creazione di spazi dove la comunità stabilisca un dialogo costruttivo per superare i problemi quotidiani. Abbiamo invitato a Genova degli esperti in questo campo per formare gli operatori locali. I nostri partner sono i servizi sociali del Comune di Genova, l’assessorato alle pari opportunità della Provincia, l’osservatorio sicurezza urbana e l’assessorato alle immigrazione della Regione Liguria. Nel 2011 i corsi sono stati proposti agli agenti della polizia municipale, alla Scuola Caffaro di Certosa e presso il Ghettup”.
    E a febbraio partirà un nuovo corso che coinvolgerà 75 persone fra residenti nel Ghetto, cittadini attivi di via San Bernardo ed agenti della polizia municipale.

    L’idea è quella di non escludere nessuno – aggiunge Mara Morelli, Università di Genova – Noi mettiamo a disposizione gli strumenti per far sì che le persone individuino i loro problemi e cerchino delle soluzioni. Il conflitto è un elemento inevitabile e sempre presente. Occorre superarlo in maniera pacifica e trasformarlo in energia positiva”.

    Tutto è cominciato alla fine di settembre dopo che la signora Carola passando vicino alla casa di quartiere Ghettup è rimasta favorevolmente impressionata e la prima cosa che ha pensato è stata “Sarebbe davvero bello trasferire quest’esperienza anche in via San Bernardo”. Detto fatto, il giorno dopo lei e la signora Laura, 80 anni ma non si direbbe, si sono recate alla casa di quartiere e hanno trovato subito le risposte che cercavano.

    In via San Bernardo siamo partiti dai desideri dei residenti – continua Mara Morelli – a differenza del Ghettup non abbiamo a disposizione un luogo fisico. Ma l’importante è riuscire a creare una rete di conoscenze e di solidarietà, in grado di rappresentare un presidio sul territorio”.

    Coinvolta in quest’avventura è anche la signora Marina, rappresentante dell’associazione di genitori-insegnanti delle scuole Baliano, Garaventa e Sarzano “Abbiamo aderito subito al progetto perché anche il nostro obiettivo è quello di promuovere una maggiore conoscenza e socialità tra i genitori dei bambini delle scuole del centro storico. Organizziamo incontri gastronomici multiculturali ed iniziative di autofinanziamento come mercatini e lotterie allo scopo di garantire a tutti i bambini la possibilità di partecipare alle gite scolastiche”.

    E poi il Gruppo di donne di San Bernardo, che dal 1997 lotta per la dignità del quartiere “Ultimamente la situazione notturna si è aggravata soprattutto a livello di inciviltà – racconta la signora Gigliola – abbiamo cercato di instaurare rapporti con le istituzioni pubbliche ma purtroppo i risultati sono stati pari a zero. Oggi speriamo che grazie a questo progetto si possa finalmente superare la contrapposizione fra abitanti e giovani frequentatori della zona”.

    Infine anche i commercianti intendono giocare un ruolo di primo piano come spiega Valeria, titolare della paninoteca lo Sbrano “Noi vorremmo vedere le saracinesche dei negozi sempre aperte. Siamo felici di questa collaborazione perché se gli abitanti decidono di vivere il quartiere gli esercizi commerciali non saranno costretti a chiudere.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Acqua bene comune, appello “giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!”

    Acqua bene comune, appello “giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!”

    Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

    Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

    Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

    A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

    Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

    Noi non ci stiamo.

    L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.

    I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.

    Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

    Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.

    Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.

    Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.

    Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

     

     

    Si firma su www.acquabenecomune.org