Autore: erasuperba

  • Invito alla lettura: scrittori a Genova contro le mafie

    Invito alla lettura: scrittori a Genova contro le mafie

    Genova è stata scelta per ospitare quest’anno la XVII giornata in ricordo delle vittime delle mafie, raduno nazionale dell’associazione Libera in programma il 16 e 17 marzo.

    Per l’occasione giovedì 26 gennaio sarà inaugurata in vico Mele In Scia stradda – On the road, una bottega ricavata in un edificio confiscato alla mafia e che grazie al lavoro della cooperativa Il pane e le rose venderà prodotti confiscati, equo solidali e a km zero. Nella stessa giornata prende il via il ciclo di incontri Invito alla lettura, che porterà vari scrittori a Genova per dialogare di libri e di mafie.

    Questo il programma:

    – 26 gennaio, ore 17 – Loggia Banchi: Don Luigi Ciotti presenta La speranza non è in vendita

    – 15 febbraio, ore 18 – Auditorium Musei di Strada Nuova: Folco Terzani presenta A piedi nudi sulla terra

    – 20 febbraio, ore 18 – Palazzo Tursi: Vito Mancuso presenta Io e Dio

    – 21 febbraio, ore 18 – Palazzo Tursi: Giancarlo Caselli presenta Assalto alla giustizia

    – 25 febbraio, ore 18 – Auditorium Musei Strada Nuova: Pietro Grasso presenta Soldi sporchi

    – 28 febbraio, ore 18 – Palazzo Tursi: Roberta De Monticelli presenta La questione civile

    – 15 marzo, ore 18 – Palazzo Tursi: Michela Marzano presenta Volevo essere una farfalla

    Marta Traverso

  • Fnac: riduzione del personale, a rischio anche il punto vendita di Genova

    Fnac: riduzione del personale, a rischio anche il punto vendita di Genova

    Il colosso francese Fnac, la catena di negozi che vende libri, dischi ed elettronica ha annunciato l’intenzione di procedere ad un nuovo piano di austerità, il secondo in tre anni. Tradotto significa un drastico piano di tagli pari ad 80 milioni di euro ed una riduzione del personale con la soppressione di almeno 510 posti di lavoro, 310 in Francia e 200 negli altri Paesi, su un totale di 17 mila dipendenti.

    La razionalizzazione della presenza all’estero riguarda anche l’Italia. Qui Fnac possiede otto grandi magazzini (due a Torino, poi a Milano, Verona, Genova, Firenze, Roma e Napoli) con circa 1000 impiegati.
    In Italia le condizioni per lo sfruttamento in proprio non ci sono più – ha dichiarato il direttore generale di Fnac, Alexandre Bompard – delle economie sono necessarie per garantire l’avvenire di Fnac”.
    Anche perché il fatturato globale del gruppo nel 2011 ha registrato un calo del 3,2% rispetto all’anno precedente. Percentuale che sale al 5,4% considerando solo le vendite nei negozi, escluse quelle su Internet.

    Lunedì 23 gennaio si è svolto un incontro sindacale e sono partite le trattative con l’azienda – conferma la Fisascat Cisl (Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini Turistici) – il negozio di Genova, 68 dipendenti in totale, rappresenta il fiore all’occhiello del gruppo Fnac in Italia e dopo aver superato la situazione di difficoltà dovuta ai danni causati dall’alluvione dello scorso novembre, ci auguriamo che nel prossimo futuro possa essere preservato dal piano di riduzione del personale.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Luoghi d’arte: a Genova nasce una nuova associazione culturale

    Luoghi d’arte: a Genova nasce una nuova associazione culturale

    luoghi arte genovaGiovedì 26 gennaio 2012 alle 17.00 inaugura a Palazzo Ponzone (via Bensa 2) una nuova associazione culturale, il cui obiettivo è valorizzare e far riscoprire il patrimonio culturale di Genova nelle sue molteplici forme, dai musei ai palazzi antichi al paesaggio.

    L’associazione Luoghi d’arte è formata da rappresentanti di musei, gallerie d’arte, associazioni culturali ed enti no-profit, che si sono posti l’obiettivo di valorizzare tutti gli elementi di valore nel patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico di Genova attraverso molte iniziative. Incontri e conferenze, itinerari guidati, attività didattiche, pubblicazioni e molto altro ancora.

    Uno degli scopi di Luoghi d’arte è inoltre diventare trait d’union per tutto ciò che avviene a Genova in ambito culturale – mostre, presentazioni, convegni, spettacoli teatrali e così via – informandone i soci tramite i propri canali.

    Marta Traverso

  • Grecia, Ministero del Tesoro: on line i nomi degli evasori fiscali

    Grecia, Ministero del Tesoro: on line i nomi degli evasori fiscali

    Un dettagliato elenco di evasori fiscali pubblicato sul sito online del ministero del Tesoro. Accade in Grecia, come riporta Oipa Magazine, dove – senza porsi troppi problemi di privacy – ben 4152 nominativi vengono sottoposti alla gogna mediatica.

    Una lista nera comprendente persone, aziende, società che hanno truffato lo Stato in un momento di crisi per il Paese. Un danno pari a circa 15 miliardi di euro: cifra che da sola equivale al 5% del Prodotto interno lordo.

  • Unione atei agnostici razionalisti: 11 domande in vista delle primarie

    Unione atei agnostici razionalisti: 11 domande in vista delle primarie

    Undici domande per i candidati sindaco del centrosinistra pronti ad affrontare la sfida delle primarie.
    Al centro dei quesiti posti dall’Uaar, l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, il rapporto fra istituzioni pubbliche e Chiesa. L’obiettivo è comprendere il pensiero dei singoli candidati su alcune questioni cruciali.

    Il circolo Uaar di Genova si impegna a diffondere le risposte che giungeranno ai propri soci e simpatizzanti sui canali informativi a disposizione (stampa, siti internet, blog, notiziario, via email, riunioni, ecc.).

    Dal generale al particolare, dalla serie di agevolazioni concesse alla Chiesa, al costo eccessivo degli spazi per lo svolgimento dei matrimoni civili, dal Testamento biologico al registro delle coppie di fatto, dall’ora di religione nelle scuole alla presenza di tempi laici in città.

    Di seguito le 11 domande.

    1) E’ favorevole alla verifica della destinazione d’uso delle proprietà immobiliari riconducibili alle confessioni religiose al fine del pagamento dell’imposta comunale sugli immobili? Cosa ne pensa dell’esenzione per le attività “non esclusivamente commerciali” di cui godono le confessioni religiose?

    2) In Liguria le legge regionale obbliga il comune a finanziare l’edilizia di culto consegnando alle Chiese il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria. Ne è a conoscenza? Il Comune di Genova nel 2011 ha corrisposto 106.904,92 euro alle confessioni religiose quali quote dei contributi per oneri di urbanizzazione secondaria riscossi nel 2010. Lo sa che l’Arcivescovo di Genova nell’ultima richiesta ha dichiarato un numero di fedeli superiore al numero degli abitanti di Genova? In un periodo di ristrettezze economiche, non pensa che questi soldi potrebbero essere diversamente utilizzati? E’ disponibile ad adoperarsi affinché venga modificata tale legge regionale?

    3) Sebbene non sia possibile verificare la cifra esatta, i dati finora disponibili mostrano che lo Stato Italiano, sotto diverse voci, finanzia la Chiesa Cattolica con oltre 6 miliardi di euro all’anno (http://www.icostidellachiesa.it). In un momento di crisi in cui sono richiesti enormi sacrifici ai cittadini, non crede che alcune voci debbano essere riviste? In particolare, quale è il suo parere sulla modifica della legge sull’8×1000 per destinare alle Religioni solo la quota esplicitamente espressa?

    4) Cosa ne pensa del finanziamento comunale alle scuole paritarie come alternativa a quelle statali attuato in molti comuni d’Italia?

    5) L’ora alternativa, ossia l’attività didattica per chi non sceglie le ore di religione cattolica nella scuola pubblica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si incontrano sempre difficoltà organizzative e spesso forme di emarginazione (anche l’UNICEF ha denunciato questa situazione). Ritiene utile istituire un osservatorio sul rispetto dei diritti di genitori e studenti relativamente all’accesso all’ora alternativa? E’ disponibile a sostenere finanziamenti comunali per progetti didattici ed educativi a sostegno degli studenti dell’ora alternativa?

    6) E’ stata di recente inaugurata la sala del commiato presso il cimitero di Staglieno, l’unica disponibile in tutta Genova. Occorrerebbe avere più spazi da adibire a “sala del commiato”: non solo nelle zone cimiteriali ma anche vicino ai luoghi in cui si è vissuto (ad es. preparando allestimenti su richiesta in sale presso centri civici, sociali, sportivi). Quale è il suo parere?

    7) A Genova è stato istituito il registro del Testamento Biologico. E’ sua intenzione mantenerlo? E’ disponibile ad impegnarsi per favorire una legge nazionale che lo renda valido opponendosi a quella liberticida in discussione in Parlamento?

    8 )I matrimoni civili a Genova sono circa il 60% del totale. I cittadini possono utilizzare a prezzi accessibili solo la Sala Matrimoni di Corso Torino, in tempi contingentati e orari ristretti. Come già avviene in altri comuni, sosterrà l’ampliamento dell’orario ai giorni festivi e la riduzione delle tariffe presso le sale prestigiose messe a disposizione dal Comune?

    9) In alcuni Comuni e/o circoscrizioni di altre città è stato istituito il registro delle coppie di fatto. Qual è la sua opinione a proposito? E’ disponibile ad istituirlo anche a Genova e ad adoperarsi per una legge nazionale?

    10) Riti e simboli religiosi negli uffici pubblici e in orario di lavoro, benedizioni, visite pastorali, messe natalizie e pasquali, inviti da parte dei superiori a cerimonie religiose sul luogo di lavoro e in orario di servizio, esposizione di simboli religiosi negli uffici pubblici. Tutto questo anche se non esiste più la religione di Stato, e senza considerare esigenze di chi professa altre religioni e men che meno i cittadini atei e agnostici. Si impegna a rendere liberi dalla religione gli uffici pubblici e ad evitare la presenza di membri della Chiesa Cattolica ad ogni cerimonia ufficiale laica?

    11) Qual è il suo parere sulla costruzione della moschea a Genova? Come risponderebbe ad eventuali analoghe richieste di altre confessioni religiose?

     

     

    Matteo Quadrone

  • La Svezia sono io: Twitter libero per una cittadinanza 2.0

    La Svezia sono io: Twitter libero per una cittadinanza 2.0

    sveziaI’m @sweden, la Svezia sono io. I paesi dell’area scandinava non sono nuovi a iniziative in cui si mette in luce il potere collaborativo del web (vedi un altro illustre esempio, quello della costituzione in Islanda).

    Il governo svedese ha istituito un account Twitter ufficiale della Svezia per promuovere il Paese a fini turistici in tutto il mondo. Questo account non è però gestito da un qualche stagista o da membri interni di ipotetici uffici istituzionali. No, ogni cittadino svedese può diventare @sweden per sette giorni.

    La campagna Curators of Sweden, che permette ai comuni cittadini di diventare rappresentanti ufficiali della Svezia sul web è stata avviata lo scorso 10 dicembre dall’Ente nazionale del turismo svedese. Ogni persona che si occupa dell’account può dunque raccontare come si vive e cosa c’è da vedere in Svezia  in un’ottica non istituzionale né tantomeno marchettara, ma semplicemente attraverso i propri pensieri. Lo staff dell’ente svedese ha così motivato l’iniziativa: “Nell’era di Internet e della trasparenza, se vuoi essere credibile, devi lasciare il controllo e il potere al popolo“.

    Marta Traverso

  • Centro Trapianti San Martino: sarà diviso in due strutture semplici

    Centro Trapianti San Martino: sarà diviso in due strutture semplici

    Sei grandi aree di intervento, 16 strutture complesse declassate a semplici, lo smembramento del Centro Trapianti in due strutture più “leggere”, una per l’attività del rene e l’altra per quella del fegato.

    Sono questi i punti principali del piano di riorganizzazione che l’azienda San Martino–IST, di concerto con l’Università, ha presentato la settimana scorsa alla Regione Liguria. Una proposta che l’ente guidato dal Presidente Claudio Burlando dovrà approvare in 40 giorni.

    Uno dei nodi più “caldi” e che già fa discutere è quello del Centro Trapianti.
    Il Centro Trapianti ligure ha avviato la sua attività all’inizio degli anni ’80 maturando una consolidata esperienza nel trapianto degli organi solidi addominali (fegato, rene, pancreas) su pazienti adulti e pediatrici. Presso il Centro di Genova sono stati effettuati 683 trapianti di fegato e 1560 trapianti di rene.
    Alcuni mesi fa – quando presunte criticità organizzative imposero la sospensione del trapianto di fegato – contro la ventilata ipotesi di smantellamento del Centro Trapianti, comuni cittadini raccolsero in breve tempo oltre 20 mila firme.

    Ma torniamo ad oggi. La divisione del Centro prevista nel piano di riorganizzazione aziendale prende le mosse da un ordine del giorno approvato all’unanimità nella seduta del Consiglio regionale del 22 dicembre scorso.
    “Visto che i conti del Centro, nell’attuale strutturazione, non sono più sostenibili alla luce dell’attuale quadro economico e comunque sovradimensionati rispetto all’attività svolta – si legge nell’o.d.g n. 320 – valutato che Centri internazionali di eccellenza nell’attività trapiantologica da tempo seguono modelli organizzativi ed economici diversi; considerato infine che per problematicità correlate all’attuale organizzazione si è dovuto sospendere da tempo l’attività di trapianto epatico; (l’o.d.g.) impegna il presidente della giunta regionale ad attivarsi affinché si segua un modello organizzativo e gestionale basato sulla separazione dell’attività trapiantologica epatica e renale, mediante l’attivazione di due separate strutture semplici dipartimentali ospedaliere in quanto modello organizzativo caratterizzato da economicità ed efficienza”.

    La decisione di rimodellare il Centro Trapianti unico in due strutture semplici, trova il plauso del Presidente della Commissione Sanità della Regione Liguria, Stefano Quaini “L’assetto futuro del Centro così come previsto da un recente ordine del giorno regionale è ovviamente condiviso in quanto consentirebbe un’azione di risparmio molto importante, pur mantenendo un alto standard di qualità all’assistenza dei pazienti liguri e non che afferiscono al Centro”. Il consigliere regionale Idv sottolinea “Non si tratta di uno smantellamento e neppure di una penalizzazione dell’attività del Centro ma è invece la messa in campo di strategie che consentiranno alla Regione di recuperare quasi dieci milioni di euro”.

    Non è d’accordo il professore Umberto Valente, da oltre vent’anni alla guida del Centro del San MartinoSpetta ai soggetti istituzionalmente preposti (Assessore alla Salute, Rettore, Direttore generale IRCSS San Martino-IST) decidere l’organizzazione di un Centro Trapianti come quello ligure? – si domanda il professore in un circostanziato dossier inviato al Presidente della Regione, a tutti gli Assessori e Consiglieri regionali – Oppure è compito di una votazione a maggioranza, espressa da Consiglieri regionali certamente non adeguatamente informati in una materia così delicata e specialistica?”.

    La creazione di due UOS dipartimentali una per il trapianto di fegato, l’altra per il trapianto di reni non comporterà una riduzione dei costi – secondo Valente – bensì al contrario potrebbe generare l’impressione di perseguire l’obiettivo di creare strutture “ad personam”. Anche perché “Le UOS dipartimentali altro non sono che entità autonome, esattamente come le UOC. Nel caso in questione da una preesistente struttura verrebbero a costituirsene due (UOS Trapianto di fegato, UOS Trapianto di rene), peraltro private dei fondamentali supporti dedicati (in particolare dell’UOS Anestesia e Rianimazione dei Trapianti)”.

    Per quanto riguarda il primo punto dell’odg del 22 dicembre scorso, vale a dire la sostenibilità dei conti del Centro Trapianti, il prof. Valente osserva come “Il livello organizzativo di una struttura autorizzata allo svolgimento del trapianto di organi solidi deve necessariamente avvalersi di strutture e turnazione del personale tali da assicurare la pronta operatività 24/h”. Poi aggiunge “Al di là della considerazione essenziale che primariamente in sanità si deve valutare il costo rispetto al beneficio ottenuto in termini di qualità e risultati, si concorda che in tutti i settori della sanità pubblica, compreso quindi il comparto del prelievo e trapianto di organi solidi, è indispensabile attivare processi virtuosi finalizzati al contenimento della spesa”.

    Ed è proprio per questo che “A partire dal 20 ottobre 2010, a seguito di deliberazioni attuate dall’allora Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino, la UOC di Chirurgia Generale ad Indirizzo Epatobiliopancreatico è stata accorpata all’UOC Chirurgia Generale e Trapianti d’organo, consentendo la soppressione di 20 posti letto, il recupero del relativo personale infermieristico, mentre 3 unità del personale medico sono state trasferite presso il Centro Trapianti”. Un accorpamento che ha permesso all’azienda di risparmiare ben 4,5 milioni di Euro (questo il conto economico complessivo, per l’anno precedente, della singola UOC di Chirurgia Generale ad indirizzo Epatobiliopancreatico).

    Limitando la valutazione alle strutture principali coinvolte nell’attività di trapianto di organi solidi (UOC Chirurgia Generale e Trapianti d’Organo e Unità operativa semplice Anestesia e Rianimazione dei trapianti) il totale dei costi per il 2010 ammontava a 17.342.021,03 Euro comprensivo dei costi indiretti e generali dell’azienda (ammontanti a 3.555.274,38 euro), sui quali le singole strutture non possono esercitare alcuna forma di risparmio – scrive Umberto Valente nel dossier – A tal fine presso il Centro Trapianti è stato avviato un programma di razionalizzazione dell’impiego delle risorse umane, il quale una volta giunto a compimento porterà un ulteriore risparmio di circa 2 milioni all’anno”. Ma non solo “Si prevede inoltre di ottenere un risparmio di altri 2 milioni all’anno agendo sulle modalità di utilizzo delle strutture”, ad esempio attivando a tempo pieno le due sale operatorie a disposizione delle altre UO chirurgiche aziendali, accorpando alcune attività ambulatoriali con altri servizi aziendali, diminuendo ricoveri impropri, tempi di degenza, spesa farmaceutica e “valorizzando al più possibile la chirurgia ad alta complessità correlata all’attività del trapianto”.

    Per quanto concerne invece il secondo punto dell’odg, secondo il quale i centri internazionali dell’attività trapiantologica seguirebbero modelli organizzativi ed economici diversi, “L’affermazione appare in controtendenza rispetto agli indirizzi di contenimento della spesa in atto sia nella nostra regione e nello stesso IRCSS San Martino–IST, sia sul territorio nazionale, volti alle riduzione delle Unità Operative attraverso il loro accorpamento”, spiega il prof. Valente.

    Il Centro Trapianti di Genova dispone di un organizzazione consolidata sulla falsariga dei principali Centri Trapianti degli Stati Uniti d’America, finalizzata all’interscambiabilità degli operatori, alla condivisione delle strutture, delle attrezzature e del supporto multimediale, con la coesistenza di componenti universitarie ed ospedaliere – si legge nel dossier – Anche in Italia, dove possibile per motivi di razionalizzazione e di costi, viene attuato come modello organizzativo prevalente l’accorpamento delle attività trapiantologiche (Udine, Bologna, Milano Niguarda, Verona, Roma Policlinico, Roma Tor Vergata, Roma Cattolica, Bari, ISMETT-Palermo)”.

    Infine in merito all’ultimo punto dell’odg, relativo alla forzata sospensione dell’attività di trapianto epatico a causa di problematicità correlate all’attuale organizzazione, Valente precisa “Contrariamente a quanto affermato l’organizzazione propria del centro trapianti e dell’intero sistema operante all’interno dell’azienda ospedaliera, è perfettamente funzionante, peraltro come prima dell’interruzione, in grado di disporre nel caso di trapianto di fegato sia di più equipe di prelievo e trapianto sia di un pool di anestesisti, rivelandosi pienamente rispondente ai requisiti richiesti dalle norme di legge”.

    L’interruzione dell’attività di trapianto di fegato è stata conseguente ad una lettera inviata nell’aprile 2011 al Direttore generale del San Martino, sottoscritta da numerosi operatori del Centro Trapianti, in cui si chiedeva che venissero rimosse le ripetutamente segnalate difficoltà interne, conseguenti a comportamenti individuali inappropriati riconducibili ad un singolo dirigente medico – scrive Valente – A seguito di tale lettera la Direzione generale disponeva la sospensione temporanea dell’attività di trapianto di fegato mantenendo le sole procedure di emergenza”.

    Una scelta gravemente penalizzante per i pazienti in lista d’attesa o prossimi all’inserimento in lista, da allora costretti a rivolgersi presso centri situati al di fuori della regione Liguria”, sottolinea il professore.
    La sospensione dell’attività di trapianto di fegato infatti, contrariamente alle iniziali e formali deliberazioni che ne attestavano la natura transitoria, si è prolungata nel tempo.

    Oggi tale situazione, “nonostante il dirigente medico abbia mantenuto gli stessi comportamenti di reiterato rifiuto all’osservanza delle direttive proprie dell’azienda, si deve considerare superabile grazie alla rigorosa applicazione delle norme che regolano le attività assistenziali a livello aziendale ed all’impegno degli altri operatori della struttura – continua Valente – In ogni caso comportamenti inappropriati di un singolo operatore non possono rappresentare un giustificato motivo per una così prolungata sospensione di un pubblico servizio assistenziale e salvavita, non essendo tale sospensione motivata da ragioni tecniche ed organizzative”.

    L’ingiustificata interruzione del programma di trapianto di fegato, “oltre a causare un grave danno per i pazienti liguri in attesa di trapianto, comporta il concreto rischio di una penalizzazione degli operatori medici ed infermieristici che con il prolungarsi del periodo di sospensione rischiano di compromettere il know-how acquisito in anni di attività dedicata e certificata”, sottolinea Valente.
    E non dovrebbe essere trascurato neppure il danno di immagine per la stessa azienda ospedalieracon il rischio di perdita di fiducia da parte delle strutture sanitarie regionali e nazionali che da sempre hanno indirizzato i pazienti presso il nostro Centro”, conclude il professore.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Meatless Monday: i lunedì senza carne sostenuti da Paul McCartney

    Meatless Monday: i lunedì senza carne sostenuti da Paul McCartney

    meatless mondayChi è cattolico conosce bene la tradizione secondo cui non bisogna mangiare carne di venerdì. Una tradizione nata soprattutto per combattere la povertà: la carne è un cibo molto costoso, e abolirla dalla propria dieta per un giorno a settimana era un modo per sostenere l’acquisto di pietanzepiù economiche.

    Una dieta in cui si limita il consumo di carne è in realtà molto importante, e non solo per il portafoglio. Mangiare poca carne contribuisce a salvaguardare gli animali, ridurre i gas serra prodotti negli allevamenti – è infatti stimato che  la produzione di 1 kg di manzo comporta la stessa quantità di CO2 emessa da un automobile che ha percorso 250 km – e tutelare la propria salute, in quanto un rapporto del 2007 della World Cancer Research Fund ha stabilito una maggiore incidenza di cancro al colon per chi consuma tanta carne rossa.

    Una dieta senza carne è al tempo stesso impensabile, per chi non ha fatto una scelta alimentare vegetariana o vegan, perché si tratta comunque di un alimento importante per il nostro organismo. I nutrizionisti consigliano di ridurre al minimo il consumo di carne rossa, e più in generale di limitare la carne a non più di tre volte a settimana.

    Ancora meglio, per dare una regola alla propria dieta e sensibilizzare sugli effetti dell’elevato consumo di carne, nel 2003 sono nati i Meatless Monday: una campagna i cui aderenti si impegnano a non mangiare carne il lunedì. Sono molti i siti e blog che hanno aderito all’iniziativa (in Italia c’è Meatless Monday Italy), approfittandone per scambiarsi ogni lunedì ricette curiose per un pasto diverso dal solito.

    La tradizione del Meatless Monday nasce negli Stati Uniti e in questi anni si è diffusa in tutto il mondo vantando anche un testimonial d’eccezione: l’ex Beatle Paul McCartney ha infatti parlato della sua scelta Meat Free Monday nella sua autobiografia, e ha posato insieme alle figlie Stella e Mary in una foto sul sito ufficiale dell’iniziativa.

    Marta Traverso

  • Indonesia, accusato di blasfemia rischia 5 anni di carcere

    Indonesia, accusato di blasfemia rischia 5 anni di carcere

    Un impiegato statale è stato arrestato in Indonesia per aver postato su Facebook la frase “Dio non esiste”.

    Alexander Aan, 31 anni, rischia fino a cinque anni di reclusione in virtù di una legge indonesiana sulla blasfemia.

    Il giovane è accusato di aver usato il social network per diffondere idee che violano la legge. In Indonesia infatti la legislazione è orientata su canoni rigidamente islamici e la “blasfemia” – quindi anche affermare l’ateismo – è reato.

    I suoi commenti hanno scatenato indignazione nella provincia di Sumatra tanto che il giovane è stato assalito dalla folla mentre si recava sul posto di lavoro.

  • San Martino e Istituto Tumori: la fusione porterà benefici?

    San Martino e Istituto Tumori: la fusione porterà benefici?

    ist san martinoIL PRECEDENTE

    28 gennaio 2011: la Regione Liguria licenzia il disegno di legge che porta uno dei più cruciali e contestati riassetti del sistema sanitario nel capoluogo, la fusione tra Ist e San Martino. Ospedale, cliniche universitarie e istituto di ricerca verranno fusi nel Centro Oncologico Ligure, che si occuperà a livello regionale di emato-oncologia, con l’obiettivo di triplicare rispetto al passato i posti letto e l’attività di ricerca.

    Una fusione ritenuta preoccupante per i molti precari degli ospedali liguri, ai quali l’Assessore Regionale alla Sanità Claudio Montaldo ha promesso «passi avanti nel piano di stabilizzazione».

    IL PRESENTE
    Gennaio 2012: la fusione tra i due centri è diventata effettiva il 2 settembre 2011. Un mese dopo sono scattati i primi licenziamenti: dieci infermieri e cinque tecnici di radiologia – tutti assunti con contratto interinale – sono rimasti senza lavoro all’inizio di ottobre, uno spettro licenziamenti che coinvolge altri precari del settore, come sempre avviene in ogni “riorganizzazione dell’assetto aziendale”. Negli ultimi giorni si è parlato di un ulteriore taglio che potrebbe coinvolgere 20 ricercatori.

    La riorganizzazione del sistema sanitario genovese sta coinvolgendo altri istituti, dalla chiusura del poliambulatorio del Pammatone alle proteste dei precari del Gaslini, e coinvolge al tempo stesso anche alcune ditte che tramite appalto forniscono servizi esterni agli ospedali (mensa, pulizie…).

    Nel frattempo è stata annunciata una riorganizzazione dei padiglioni dell’ospedale, che secondo quanto comunicato dal Direttore Generale Mauro Barabino comporterà un finanziamento di almeno 25 milioni di Euro, se approvato dal Ministero per la Salute.

    Marta Traverso

  • Approposito di app: crea un’applicazione per i consumatori

    Approposito di app: crea un’applicazione per i consumatori

    appLa tecnologia può risultare un supporto notevole per i consumatori: ormai molti di noi possiedono cellulari in grado di connettersi a Internet e sfruttare applicazioni (molte delle quali gratis) capaci di fare praticamente ogni cosa.

    A questo scopo l’Unione Nazionale Consumatori ha bandito un concorso per sviluppatori di app per cellulari, smartphone o tablet dal titolo APProposito di APP, per il quale sarà possibile inviare entro venerdì 3 febbraio 2012 l’idea per un’applicazione utile ai consumatori nella loro vita quotidiana.

    La domanda di partecipazione dovrà indicare i dati personali del partecipante (nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale, telefono ed e-mai) e una sintesi di contenuto, utilità e modalità di funzionamento dell’applicazione.

    Il materiale dovrà essere  spedito all’Unione Nazionale Consumatori (via Duilio 13 – 00192 Roma) o all’indirizzo mail info@consumatori.it.

    In palio, oltre alla realizzazione dell’app, il vincitore avrà un iPad 2 e la possibilità di effettuare uno stage di tre mesi nell’area stampa dell’Unione Nazionale Consumatori.

    Marta Traverso

  • Reati minori, archiviazione d’ufficio: ddl del deputato Pd Tenaglia

    Reati minori, archiviazione d’ufficio: ddl del deputato Pd Tenaglia

    Una legge per depenalizzare i reati quando siano di “particolare tenuità”, è allo studio della Commissione Giustizia della Camera. In futuro molti processi – se il ddl a firma del Pd Lanfranco Tenaglia divenisse legge – sarebbero immediatamente archiviati.

    Nel corso della settimana i deputati esperti di giustizia si confronteranno in Commissione. E se il Ministero della Giustizia è favorevole ad una misura simile, condivisa da alcuni deputati di area Pd e Pdl, dai banchi dell’opposizione la Lega Nord si è già dichiarata fermamente contraria.

    Tante volte non c’è bisogno di un lungo e costoso processo, addirittura con tre gradi di giudizio, a fronte di casi di impatto minimo sulla società”, spiega Lanfranco Tenaglia a La Stampa.
    Parliamo del furto di una mela in un mercato, per intenderci, ma non solo. “Sarebbe una misura di buon senso – dice il deputato Pd – Potrebbe funzionare per una diffamazione, per le piccole calunnie per tanti piccoli reati contro il patrimonio”.

    Nei processi minorili l’archiviazione d’ufficio per reati di “particolare tenuità” è già una regola adottata in circa il 20% dei procedimenti.

    Il problema è proprio la “particolare tenuità” del reato, una definizione ancora abbastanza vaga e rimessa alla discrezione dei magistrati.
    C’è un eccesso di discrezionalità nel meccanismo dell’archiviazione – spiega Carolina Lussana, Lega Nord – Riteniamo che questa depenalizzazione non possa essere concessa tout court”.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Wifi gratis Genova: a Voltri l’esempio della Farmacia Serra

    Wifi gratis Genova: a Voltri l’esempio della Farmacia Serra

    wifi gratis

    Non si limitano a vendere medicine e a fornire consigli ai clienti. Nella periferia genovese c’è un esempio di come un’attività commerciale in apparenza come tante altre possa davvero fare la differenza, anche e soprattutto in tempi di crisi come questo.

    La farmacia Serra di Voltri (via Camozzini 132, a due passi dal capolinea del bus 1) è un vero e proprio polo sanitario sul web: i suoi prodotti sono venduti anche tramite e-commerce; il suo blog è nella top ten della classifica nazionale Ebuzzing sui blog a tema Salute; ha un profilo attivissimo sui principali social network, in testa Facebook, Twitter, YouTube e Foursquare; è un punto di riferimento dei principali blog e siti web su mamme & bambini.

    Non solo: da alcuni giorni la farmacia è diventata hot spot wi-fi gratuito, che permette di navigare in libertà all’interno della farmacia e nel raggio circostante di 300 metri. Un modo per arricchire il rapporto farmacista-cliente ricercando insieme sul web notizie e temi inerenti la salute, ma anche e soprattutto una via per rendere più vivo uno dei quartieri più depressi della città, dove le attività commerciali sono sempre meno e la distanza dal centro penalizza lo sviluppo di iniziative d’interesse. Una definizione – quella appena data – a cui si trova subito l’eccezione: l’investimento della farmacia Serra dimostra che non esistono limiti per chi vuole contribuire, anche solo nel proprio piccolo, a rendere migliore la terra in cui viviamo.

    È inoltre opportuno ricordare che il wi-fi è un tema molto sentito a Genova, che da tempo vede contrapporsi due “rivali” nella gestione delle aree in cui è possibile navigare (non sempre agratis, ahimé): da un lato l’associazione Cittadini Digitali e il consorzio Vallicom, dall’altro le isole Wi-fi recentemente inaugurate dal Comune di Genova, passando per l’autonomia del Porto Antico e di alcuni locali o ristoranti della città.

    Non sarebbe bello che istituzioni, associazioni e privati trovassero una via comune per rendere Genova una città veramente digitale?

    Marta Traverso

  • Ferrovie dimenticate: appello per il recupero delle linee dismesse

    Ferrovie dimenticate: appello per il recupero delle linee dismesse

    Sospeso il servizio di circa 600 chilometri di piccole ferrovie, molte altre le linee a rischio chiusura.

    Le Associazioni ambientaliste, di utenti e della mobilità sostenibile, riunite sotto l’egida di Co.MoDo. (Confederazione della Mobilità Dolce) lanciano un appello per evitare la scomparsa di tratte ferroviarie dal grande valore storico, sociale, ambientale.

    “L’emergenza finanziaria rischia di produrre un grande e ingiusto impoverimento del patrimonio nazionale di infrastrutture su rotaia – scrivono in una nota – L’orario entrato in vigore nel mese di dicembre 2011 vede il traffico passeggeri cancellato (in alcuni casi tecnicamente solo “sospeso” per sopravvenute interruzioni, che, tuttavia, possono divenire definitive) su oltre 600 chilometri della rete in gestione a Trenitalia”.

    “Tra le linee colpite c’è la bellissima Sulmona-Castel di Sangro, la più alta ferrovia italiana che costituiva una possibilità di accesso al Parco Nazionale d’Abruzzo nel pieno rispetto del paesaggio e delle compatibilità ambientali. Ma anche la Mortara-Casale-Asti, interrotta a causa di una frana presso Moncalvo – nella totale indifferenza della Regione Piemonte – itinerario che costituiva un prezioso collegamento diretto tra Milano il Monferrato e le Langhe (da notare che i binari tra Mortara e Casale sono in perfetto stato e la circolazione dei treni potrebbe essere da subito ripristinata). Oppure la breve tratta tra Castellamare e Gragnano, nella congestionatissima area metropolitana di Napoli, chiusa solo perché alcuni passaggi a livello risultavano sgraditi a certi amministratori locali. O ancora la Caltagirone-Gela, linea relativamente recente, in quanto inaugurata nel non lontano 1979 per rimediare all’isolamento della Sicilia meridionale, ed ora interrotta per il crollo di un ponte che pare nessuno si curi di ripristinare”.

    Le associazioni ritengono prioritario che “non siano abbandonate queste preziose risorse infrastrutturali, ereditate in virtù dei sacrifici delle generazioni che ci hanno preceduto e, nell’attesa di valutare caso per caso le prospettive delle singole linee (la cui gestione potrebbe anche essere messa a gara, invitando vettori nazionali ed esteri diversi da Trenitalia, come avvenuto con successo in Alto Adige per la tratta Merano-Malles) chiedono alla Presidenza del Consiglio ed al Ministro delle Infrastrutture di imporre a RFI l’onere di garantire la manutenzione ordinaria delle linee chiuse al traffico, onde non pregiudicare definitivamente le possibilità di ripristino dell’esercizio ferroviario, sia a servizio delle comunità locali, sia quale strumento di valorizzazione dell’escursionismo compatibile con la tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale italiano“.

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  • Acqua: al via la campagna per l’autoriduzione delle tariffe idriche

    Acqua: al via la campagna per l’autoriduzione delle tariffe idriche

    Una campagna di autoriduzione delle bollette dell’acqua promossa dai Comitati nazionali e locali. La mobilitazione è partita anche a Genova con l’obiettivo di sollecitare l’applicazione del verdetto su uno dei due quesiti referendari a difesa dell’acqua pubblica. I cittadini sono invitati a ridursi le tariffe idriche eliminando quella percentuale destinata alla “remunerazione del capitale investito”, abolita con il referendum del giugno scorso.

    Adesso è il nostro momento di applicare la legge – si legge sul sito www.acquapubblicagenova.og Come? Pagando la giusta bolletta, secondo quanto dice la legge. Dal 21 luglio 2011, solo due voci devono concorrere alla bolletta: i costi operativi e l’ammortamento degli investimenti. Invece, oltre a questo, continuiamo a pagare la remunerazione del capitale investito, contro cui ha votato la maggioranza degli italiani. A Genova e in provincia questa componente incide, arrotondando per difetto, per il 22% della bolletta! La Campagna di Obbedienza Civile è partita in tutta Italia, e consiste nell’inviare un reclamo al gestore e nel pagare solo giusta tariffa. Ci sarà un risparmio economico ma il valore della campagna è soprattutto: l’acqua non è una merce ed il voto del popolo va rispettato”.

    Una sentenza della Corte Costituzionale del 21 luglio scorso ha stabilito che l’esito del referendum è immediatamente applicabile – spiega il Comitato genovese acqua bene comune – Le tariffe pagate da allora sono, quindi, illegittime. Mediterranea delle Acque, il gestore del servizio idrico a Genova e Provincia e le istituzioni avrebbero dovuto eliminare dalle bollette il valore pari alla remunerazione del capitale investito, che a Genova corrisponde a circa un quarto del totale delle bollette.

    I cittadini che aderiscono alla campagna come primo atto devono inviare un reclamo al gestore e all’AATO (Autorità d’ambito Territoriale Ottimale) per chiedere il rimborso della quota del 22% delle bollette pagate a partire dal 21 luglio fino ad oggi e l’applicazione della stessa riduzione sulle prossime bollette.

    Il passo successivo è procedere all’autoriduzione delle tariffe. Semplice per chi abita in una casa indipendente e lo può fare autonomamente, più complesso per chi risiede in un condominio perché la decisione deve essere presa dalle assemblee condominiali.
    Tutte le informazioni utili sono reperibili sul sito internet del comitato sopra citato e presso i banchetti informativi che tutti i sabato pomeriggio saranno allestiti in via XX Settembre.

     

     

    Matteo Quadrone