Autore: erasuperba

  • Teatro, musica e spettacolo dal vivo in Liguria: aperti cinque bandi

    Teatro, musica e spettacolo dal vivo in Liguria: aperti cinque bandi

    Arte di Strada teatro attoriLa Regione Liguria promuove cinque bandi per lo spettacolo dal vivo, a sostegno di iniziative culturali (soprattutto teatro e musica) svolte tra il 2012 e il 2013 sul nostro territorio. Le candidature per ciascun bando sono aperte da alcuni giorni – precisamente da mercoledì 14 agosto – e si differenziano in base al settore di appartenenza.

    Questi i dettagli.

    1) bando che concede sovvenzioni alle istituzioni di spettacolo di interesse regionale (ovvero quelle riconosciute dalla Legge Regionale 34/2006) per le attività svolte o da svolgersi tra il 2012 e il 2013. La domanda va inviata allegando una relazioni delle attività culturali già svolte tra il 2012 e oggi e/o programmate entro fine 2013, insieme al bilancio del 2012 e a quello preventivo del 2013 (scarica il bando, scadenza 29 agosto 2013).

    2) bando che sostiene soggetti privati per la promozione di iniziative di spettacolo dal vivo appartenenti al filone “La Liguria dei Festival“. Gli eventi ammissibili al finanziamento dovranno avere luogo nell’ambito di festival interdisciplinari e di settore, noti a livello regionale e nazionale, e con un preventivo di spesa non inferiore a 50.000 euro (scarica il bando, scadenza 8 settembre 2013).

    3) bando a sostegno di soggetti pubblici e privati per la promozione di iniziative di spettacolo dal vivo. I finanziamenti richiesti per questo bando devono essere compresi tra 25.000 e 30.000 € (scarica il bando, scadenza 8 settembre 2013).

    4) bando finalizzato al sostegno di soggetti pubblici e privati per la promozione di iniziative e manifestazioni di pregio, già svolte o da svolgersi nell’anno 2013, che non possono trovare positivo riscontro negli altri bandi regionali. Per l’ammissione, i soggetti devono possedere i seguenti requisiti: assenza di fini di lucro (riguardo l’iniziativa specifica), comprovata esperienza nel settore e radicamento sul territorio (scarica il bando).

    5) bando a sostegno dei soggetti bandistici e corali privati per la promozione di iniziative di spettacolo dal vivo, già svolte o da svolgersi nell’anno 2013. Possono fare domanda soggetti che svolgano la loro attività da almeno 10 anni (scarica il bando).

    Le domande possono essere consegnate (a mano o via raccomandata) al Protocollo Generale della Regione Liguria / Settore Sport, Tempo Libero, Programmi Culturali e Spettacolo – Via Fieschi, 15 Genova.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Pronto soccorso verde: su Facebook aiuto a chi coltiva in casa

    Pronto soccorso verde: su Facebook aiuto a chi coltiva in casa

    piante decoroSono sempre più numerose le iniziative che in Liguria promuovono stili di vita sostenibili e la condivisione fra persone che vivono lo stesso territorio: dopo Te lo regalo se vieni a prenderlo e Vicini di rete, oggi vi presentiamo Regalo e baratto in agricoltura.

    Un gruppo nato su Facebook, creato circa due mesi fa da un gruppo di liguri appassionati di agricoltura e prodotti locali, e che oggi conta oltre duemila membri: come si legge nel regolamento, chiunque ha la possibilità di scambiare e donare oggetti che possono essere riutilizzati o consumati, purché inerenti a ciò che è legato all’agricoltura, al naturale e al biologico“.

    Il progetto più recente legato al gruppo, come ci scrivono i coordinatori Marco Damele (imprenditore agricolo di Camporosso) e Laura Pasi (assistente di comunità infantile a Carasco), che lo hanno creato, è il Pronto Soccorso Verde: lo scopo è offrire agli iscritti “consulenze gratuite sulle malattie delle nostre piante d’appartamento o giardino e per la ricerca di rimedi, cure e prodotti a basso impatto ambientale per il nostro orto“.

    Il Pronto Soccorso Verde è solo l’ultimo tassello di un progetto più ampio, denominato PES – Petali e sfumature: un blog che tra poesie, fotografie e frammenti letterari è stato creato per mettere in relazione le due Riviere, con particolare attenzione a eventi, iniziative e prodotti tipici. Sul blog sono ammessi i contributi di agricoltori, educatori e scrittori che vivono in Liguria e vogliono condividere le proprie esperienze, segnalare eventi e promuovere i valori che sono oggetto anche del gruppo Facebook.

  • Ile de Brehat, Francia: la splendida isola della Bretagna

    Ile de Brehat, Francia: la splendida isola della Bretagna

    brehat2-DI (7)Leggero come una foglia trasportata dal vento il suono di un’arpa accompagnava i miei passi attraverso la via che conduceva al molo, i fiori si alternavano ai bordi della strada in una moltitudine di colori, e il mare era mosso solo da una leggera tramontana, una romantica cornice per due innamorati che si abbracciavano davanti al faro.
    Il piccolo porto di Ploubazlanec in Bretagna è utilizzato solamente come collegamento con l’Isola di Brehat per i turisti e i rifornimenti ed è composto da una piccola banchina in legno, un casottino per i biglietti e un bar per ristorarsi in attesa di navigare nel breve tratto di mare dell’arcipelago. La musica proveniva da una ragazza seduta sugli scogli vicino alla barca, accarezzava le corde della sua arpa con le dita lunghe e affusolate fondendosi con lo strumento in un unico essere, i capelli biondi ballavano al ritmo del vento in netto contrasto con la sua espressione malinconica.
    Non potevo non riconoscere Bridge Over troubled water di Simon and Garfunkel, una canzone che risvegliava i ricordi del mio primo periodo londinese quando al mercatino di Camden Town ho acquistato la musicassetta con i loro successi.

    La giornata era serena, il mare uno specchio e le poche nuvole presenti sembravano pecorelle smarrite, tutti i presupposti per una navigazione tranquilla. Il battello, poteva contenere cinquanta persone al massimo, seduto al piano scoperto per godere del paesaggio e della brezza marina ho preso la reflex e ho iniziato a scattare, mentre alcuni gabbiani seguivano l’imbarcazione volando perpendicolari alle nostre teste sfruttando le correnti senza bisogno di battere le ali. Navigando l’arcipelago attraverso piccole isole dove sorgevano spettacolari ville costruite su misura, barche a vela, pescatori e grossi fari che fino ad ora avevo visto solo in cartolina, ho incontrato il faro di Paon, tra i più famosi della tradizione della Bretagna, un’asimmetrica costruzione di pietre bianche che brillano nelle azzurre acque del canale della manica.
    I cormorani osservavano i movimenti in acqua dall’alto di grandi boe, pronti a tuffarsi in caso di qualche sfortunato pesce, gli aironi si bagnavano le zampe sulle rive degli isolotti non curandosi del passaggio di alcuni pescatori.

    Una volta attraccati all’Ile de Brehat mi sono incamminato in mezzo ai sentieri delineati da muri di pietra che separano i giardini delle splendide ville composti da alberi e fiori di una bellezza unica e naturale, cresciuti in un luogo che, almeno quel giorno, sembrava il paradiso terrestre.
    Piccole strade salivano in ogni direzione per poi scendere in picchiata verso il mare, seduto tra ortensie e ginestre, sotto le fronde di una betulla mangiavo una pesca osservando le acrobazie dei gabbiani dall’alto di un colle, il sole riscaldava e saturava i colori ricordando i paesaggi dei quadri di Monet.

    Ho ripreso a passeggiare e fotografare ogni angolo di questa tranquilla isola senza una meta precisa, attraverso passaggi sotto archi di pietra e piccole strade fiorite sono arrivato a un bivio al cui centro un gatto si riscaldava al sole. Scegliere la direzione è stato facile, il felino alzandosi si è incamminato verso destra dove una stradina scendeva verso il mare. L’ho seguito come Alice seguiva il coniglio bianco, arrivando in un piccolo golfo dove decine di persone prendevano il sole e si ristoravano al bar ascoltando le note di una Jazz band che suonava di fronte alla spiaggia. Mi sono fatto servire un trancio di pesce con patatine fritte e, seduto in riva al mare con i piedi a bagno, ascoltavo il contrabbasso suonare Fever di Elvis Presley e la tromba condire di originalità il brano.

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    Mi sono riposato qualche minuto e sono ripartito con una bicicletta in affitto che mi ha permesso di raggiungere gli estremi più impervi dell’isola come una bellissima scogliera a picco sul mare dalla quale ho avvistato una foca, lontana da fotografare ma sempre emozionante da vedere.
    La zona più interna dell’isola ricorda un presepe, il verde brillante dei prati pare moquette e le case adagiate sopra da una mano gigante. Un piccolo uomo uscito da una porta blu mi è venuto incontro… Lui, originario di Saint-Brieuc, un paese della costa francese, racconta che le notti d’estate sono illuminate da miliardi di stelle, tante da far confondere i fari e il vento leviga la pelle facendolo sentire sempre più giovane e affascinante.
    Ci siamo salutati con una forte stretta di mano, un altro personaggio componeva il puzzle dei miei viaggi e questa è la cosa che mi arricchisce maggiormente.

    Nella parte più alta dell’isola sorge una piccola chiesa, dietro ad essa una strada conduce al centro del paese dove sono presenti i soliti negozi di souvenir, bistrot e creperie.
    L’isola è abitata principalmente da francesi in villeggiatura per l’estate, solo poche anime ci vivono tutto l’anno, nonostante questo i servizi sono completi e adeguati per affrontare gli inverni più rigidi.

    La giornata volgeva al termine, il battello delle diciannove era l’ultimo e dovevo affrettarmi, riconsegnata la bicicletta mi sono incamminato verso il molo osservando per l’ultima volta i colori dell’isola e la sua natura. Quando vuole l’uomo riesce a convivere con lei senza distruggerla.

     

    Diego Arbore

    [foto dell’autore]

  • Salone Nautico 2013: #storiedamare, concorso per racconti

    Salone Nautico 2013: #storiedamare, concorso per racconti

    Il MareSi avvicina una nuova edizione del Salone Nautico, che si svolgerà alla Fiera di Genova da mercoledì 2 a domenica 6 ottobre 2013.

    Per l’occasione è stato indetto un concorso per racconti, fotografie e brevi video dedicati al mare. Chiunque può inviare la propria testimonianza e le opere saranno valutate da una giuria ed esposte durante la prossima edizione del Salone.

    A seguire, durante la presentazione del Salone Nautico 2014 (presumibilmente la primavera del prossimo anno, mentre l’evento sarà come sempre a ottobre), saranno nominati i vincitori per ciascuna delle tre categorie: i premi in palio non sono ancora stati fissati, ma consisteranno in una esperienza di mare, come un corso di vela o una vacanza a bordo.

    Sul sito web storiedamare.it è possibile caricare la propria storia in uno dei tre formati richiesti (testo, foto, video).

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Progetto Basamenti, Palazzo Ducale: gli autori di “Riflessioni in piazza”

    Progetto Basamenti, Palazzo Ducale: gli autori di “Riflessioni in piazza”

    basamenti-palazzo-ducale-liberato-aliberti-roberta-pacelliProsegue il progetto di Sala Dogana “Basamenti“, che vede protagonisti i piedistalli in marmo di Piazza Matteotti, quelli che un tempo ospitavano le statue di Andrea e Gio Andrea Doria e che oggi si stagliano, solitamente vuoti, ai lati dello scalone d’accesso a Palazzo Ducale. Fino al 29 settembre è possibile vedere esposta la seconda delle tre opere vincitrici del concorso artistico nazionale indetto dal Comune di Genova: un’installazione dal titolo “Riflessioni in piazza“, firmata dai due architetti ed artisti napoletani Liberato Aliberti e Roberta Pacelli. Si tratta di due strutture in metallo identiche tra loro e completamente ricoperte di cd: mossi dal vento, i ben 768 compact disc si agitano nell’aria riflettendo in ogni direzione la luce che li colpisce. Ecco cosa i due artisti raccontano a proposito della loro opera.

     

    Il titolo suggerisce il doppio significato di “riflessioni” come luce che si riflette sulla superficie dell’opera e come riflessione stimolata dall’opera stessa in chi la guarda. In questo senso, quali riflessioni vi augurate che nascano dall’osservazione del vostro lavoro?             

     «Sicuramente auspichiamo che l’opera possa indurre le persone a riflettere sulla condizione di “overspending” dell’uomo contemporaneo, sulla sua troppo grande impronta ecologica,  sui rifiuti prodotti e  sullo spreco; sull’uso smisurato delle risorse naturali insomma. Ci piacerebbe fosse uno strumento che rendesse palesi le potenzialità delle risorse rinnovabili, nella facti species il sole ed il  vento che di fatto animano  la nostra installazione. E poi c’è la questione del “super-uso”, del riutilizzo creativo di oggetti di rifiuto per altri fini, invitando a guardare con creatività gli oggetti destinati a rifiuto per scoprirne i possibili e potenziali riutilizzi».

    Come siete giunti a trarre elementi d’ispirazione proprio dalla tribù Hopi e in che modo essa ha a che fare con l’opera? Ad un primo sguardo infatti l’installazione è quanto di più lontano si possa pensare dalla natura e dalla cultura delle tribù di nativi americani.

    «Più che di ispirazione parleremmo di riferimento ex post. Il rimando alle tribù Hopi è  relativo  al loro essere un esempio di comunità organiche che ritenevano la vita umana – spirituale ma anche e soprattutto biologica – strettamente connessa ed interdipendente agli equilibri cosmici. Le cerimonie Hopi erano riti atti ad invocare i cicli naturali (solstizi ed equinozi) oltre che le piogge e i venti;  l’entità Natura veniva chiamata a presenziare la cerimonia attraverso il suo rendersi palese nei fenomeni meteorologici. Era questo un modo per celebrare le funzioni ecologiche e se l’ecologia è la scienza delle relazioni, noi attraverso questa opera abbiamo voluto esaltare le relazioni della piazza con il sistema ambientale, sole e vento. Purtroppo la modernità,  sventolando altre bandiere, ha via via sminuito l’importanza delle interconnessioni tra uomo e natura; in questa sua ultima fase, già da decenni denominata “post-moderna”, spetta a noi lanciare dei messaggi critici e spiragli immaginifici per il futuro; noi ci proviamo!».

    basamenti-palazzo-ducale-liberato-aliberti-roberta-pacelli-4Avete utilizzato materiale di riciclo ma ciò non significa necessariamente un aspetto “usato” o povero dell’opera, anzi i cd hanno qualità visive ed estetiche notevoli: la forma perfetta e la capacità di riflettere la luce in tutti i colori dell’iride….sembra quasi abbiate voluto mettere in evidenza una sorta di bellezza estetica e morale dell’atto di riciclare. E’ così?

    «Nonostante la resa formale fosse per noi cosa importantissima non possiamo dire che l’estetica del riuso fosse per noi un obiettivo di concetto. Nonostante il riciclo creativo sia cosa auspicabile ancora meglio sarebbe ridurre  al minimo il consumo di materiali inquinanti.

    Nonostante sia chiara la gravità della situazione ambientale a livello globale, molti se ne fregano totalmente: niente riciclo, niente attenzione all’ambiente, e come tutte le estati le spiagge si popolano di rifiuti di ogni genere. Secondo voi perché è un atteggiamento così diffuso, nonostante le accortezze per fare la propria parte siano alla portata di tutti? Se non bastano le campagne di sensibilizzazione, pensate che un’opera come la vostra possa realmente stimolare l’attenzione verso questi temi?

    «Non pensiamo ma forse un po’ ci speriamo nella misura in cui se “l’etica libera la bellezza” la  bellezza libera l’etica».

    Liberato: hai lavorato all’estero, hai trovato più rispetto per la terra che qui da noi?

    «In generale direi di no; ovunque le persone sembrano affannarsi per rincorrere altri valori dimostrando una forte  miopia su questo tema. Sono purtroppo pochi i casi,che io conosco, di singole persone, gruppi associati o comunità che lottano per difendere l’ecologia del proprio territorio o esplorano modi alternativi ed equilibrati di “abitare la Terra”. Ho cercato di imparare molto da queste realtà minori: recentemente infatti, grazie ad una borsa di studio ho trascorso sei mesi ad Auroville in India, un ecovillaggio dove da decenni vengono sperimentate pratiche sostenibili ed ecologiche, in maniera olistica abbracciando tutta la sfera delle attività umane, dall’agricoltura alle costruzioni; credo che da questi pionieri si debba imparare».

    basamenti-palazzo-ducale-liberato-aliberti-roberta-pacelli-2Il riciclo fa venire subito in mente anche le ecomafie e le gravi negligenze da parte delle autorità sui temi legati all’ambiente: avete pensato anche a questo nella realizzazione del lavoro?

     «Non ci aspettiamo alcun cambiamento da parte delle autorità sui temi ambientali. Spesso tali autorità non sono altro che un ostacolo ad un’evoluzione sostenibile e libertaria della società, un esempio lampante è  l’impedimento dell’autogestione dell’energia e dei rifiuti. Nella nostra opera abbiamo utilizzato CD di un polimero potenzialmente riciclabile;  purtroppo il nostro Paese nel recepire la direttiva europea in materia di raccolta differenziata e riciclaggio non menziona tali supporti come riciclabili. Purtroppo la nostra fiducia nei governi – vari ed eventuali, locali e nazionali – è ai minimi storici e le città che ci hanno dato i natali non aiutano in questo. Le nostre posizioni politiche sono abbastanza dissimili e motivo di discussioni piuttosto avvampate. Il riferimento  al marciume che sta soffocando Napoli non c’è; questa è cosa altra».

    Una volta smessa l’installazione, la riposizionerete altrove o sarà smantellata?

    «L’installazione è site-specific, cioè appartiene ai Basamenti di Palazzo Ducale; nonostante questo non escludiamo un reimpiego dei pezzi. Nei tre mesi che passeranno i CD saranno inutilizzabili per lo stesso fine perché il sole ne degraderà l’effetto iridescenza, pertanto stiamo pensando di impiegarli per creare degli oggetti di design sperimentando così una formula di “super-super-uso”».


    Claudia Baghino

  • Certosa: festa delle Librerie Indipendenti, cercasi adesioni

    Certosa: festa delle Librerie Indipendenti, cercasi adesioni

    libri-leggereSabato 7 settembre 2013 si svolgerà a Certosa (piazzale E. Guerra, alle spalle della biblioteca Cervetto) un evento dedicato alle librerie indipendenti di Genova.

    Si tratta della più importante iniziativa finora avviata dai gestori dell’omonima pagina Facebook, e che segue l’evento svoltosi lo scorso maggio alla biblioteca Berio che ha visto partecipare le librerie Finisterre, Libro+, Mastro Libraio e Sottosopra.

    La recente chiusura di Assolibro in via San Luca ha mostrato la grande partecipazione dei genovesi nel sostegno alle piccole attività commerciali e alla cultura: per questa ragione, i gestori della pagina Librerie Indipendenti e il Comitato Cittadini Certosa sono alla ricerca di librai, associazioni e volontari che vogliano contribuire per la buona riuscita dell’evento.

    Nel corso della giornata verranno organizzate letture per adulti e bambini, presentazioni di libri e laboratori creativo / didattici. Il ricavato delle vendite dei libri e della partecipazione ai laboratori sarà devoluto ad Associazione Pandora, centro antiviolenza attualmente ospitato in locali del Municipio Valpolcevera e che per mancanza di fondi rischia la chiusura il prossimo anno.

    Chiunque sia interessato può contattare direttamente gli organizzatori tramite la pagina Facebook “Librerie indipendenti Genova“.

  • Giro d’Italia in bici elettrica: il percorso e la tappa di Genova

    Giro d’Italia in bici elettrica: il percorso e la tappa di Genova

    bicicletta-DI2Un’iniziativa interessante – e sostenibile – che ha coinvolto anche la nostra città. Genova e la Liguria sono state fra le prime tappe del giro d’Italia e del mondo in bici elettrica: un progetto iniziato lo scorso fine settimana – con partenza a Mandello del Lario, in provincia di Lecco – che si pone il duplice obiettivo di valorizzare la mobilità sostenibile (tema molto caro anche a noi di Era Superba) e per far conoscere itinerari e tradizioni del nostro Paese.

    L’idea è di Marco Flavio Invernizzi, un ragazzo di 26 anni che – dopo aver viaggiato da solo in bici fino a Barcellona (1.400 km) e Oslo (3.500 km) – ha deciso di organizzare un viaggio in Italia in sella a una bicicletta a pedalata assistita: in ogni tappa documenterà eventi e prodotti tipici e avrà modo di sensibilizzare le persone che incontrerà sull’importanza di questo mezzo di trasporto. La partenza lombarda ha poi toccato, nei giorni scorsi, le province di Pavia, Alessandra e Genova, attraversando il Levante ligure e dirigendosi ora verso la Toscana.

    Foto e dettagli del progetto eBike World Tour sono visibili sul blog e sulla pagina Facebook. Il viaggio di Marco terminerà a fine agosto ed è stato reso possibile grazie al contributo di alcuni sponsor (tra i quali rocketbiking, sito di e-commerce specializzato in bici elettriche).

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Consulta dei teatri in Liguria: a che punto sono i lavori?

    Consulta dei teatri in Liguria: a che punto sono i lavori?

    Palazzo della Regione«Le aziende hanno l’obbligo dell’ISO 9000, perché la cultura no?». Con questa domanda, alcuni mesi fa, Anna Russo e Danilo Spadoni di Tilt Teatro – rete di compagnie indipendenti di Liguria nata nel luglio 2011 – illustravano la proposta di “creazione d’impresa culturale” che avrebbero rivolto alla pubblica amministrazione locale.

    In dettaglio, una Consulta regionale che supporti l’attività di chi lavora nel teatro (e più in generale nello spettacolo dal vivo), con l’obiettivo di favorire una maggiore sinergia tra enti pubblici e operatori della cultura su alcuni ambiti: trasparenza nei bandi e nell’assegnazione dei finanziamenti; assegnazione di luoghi inutilizzati per spettacoli, residenze artistiche e altre iniziative; istituzione di una commissione super partes che valuti la qualità e l’impatto socio-culturale di progetti ed eventi. Temi che, in parte, ricalcano quanto espresso anche nel Decreto legge Valore Cultura, voluto dal Ministro Massimo Bray ed entrato in vigore alcuni giorni fa.

    Lo scorso 13 febbraio, durante un’assemblea pubblica alla Sala Chiamata del Porto, gli Assessori Sibilla e Berlangieri hanno sottoscritto un impegno per la concretizzazione di queste istanze. Da allora si sono già svolti alcuni incontri in Regione con i rappresentanti di numerose realtà genovesi e liguri che operano nei diversi settori dello spettacolo dal vivo.

    Danilo Spadoni, eletto referente del gruppo per il teatro indipendente insieme a Giovanni Cadilli Rispi de La Chascona, così commenta l’andamento dei lavori: «Anzitutto è cambiata la denominazione: non più Consulta, poco corretta dal punto di vista formale, ma Gruppo di lavoro per lo Spettacolo dal vivo. Per me è un fatto quasi eccezionale che un ente pubblico decida di consultarsi con dei rappresentanti di categoria per modificare le proprie politiche d’intervento: in questo senso l’Assessore Berlangieri si è mostrato molto disponibile e sembra credere fortemente nell’importanza di questo lavoro».

    Il primo passaggio è stato la definizione di quali categorie potessero rientrare nel Gruppo di lavoro: solo il teatro o tutto lo spettacolo dal vivo (inclusa, per esempio, la musica)? Solo i professionisti o anche gli amatori? É lecito includere forme di spettacolo non dal vivo, come il cinema? L’assemblea consultiva del 30 maggio ha visto risolvere questi dilemmi definendo quattro ambiti di lavoro: teatro, musica, danza e festival (quest’ultima comprendente anche i festival cinematografici). Una distinzione ben accolta ma su cui Tilt ha posto inizialmente alcuni dubbi – come si può leggere nel resoconto dell’incontro – in quanto numerosi operatori della cultura lavorano in maniera trasversale a questi settori, non potendosi di fatto riconoscere in uno solo tra questi.

    A seguire si sono definiti i metodi di lavoro: ogni categoria (teatro, danza, etc) ha eletto i propri referenti, che rappresentano tutti i membri della categoria stessa nel definire istanze e priorità. Prosegue Spadoni: «Io e Giovanni siamo stati eletti in rappresentanza di 32 realtà liguri e analogamente le altre categorie hanno i loro referenti. La partecipazione è stata finora molto buona, anche se abbiamo per esempio riscontrato l’assenza dei maggiori teatri genovesi (Stabile, Tosse, Archivolto etc). L’obiettivo di questo metodo di lavoro è fare in modo che tutte le realtà che operano nei settori di riferimento aderiscano al progetto e che i referenti si facciano da tramite con l’ente pubblico per istanze e proposte. La rappresentatività è fondamentale, in quanto ogni artista o compagnia – soprattutto chi non è genovese e può incontrare maggiori difficoltà nel partecipare con frequenza agli incontri – ha il diritto di contattare ed essere contattato da chi lo rappresenta al tavolo».

    I rappresentati del teatro indipendente hanno redatto i resoconti dei primi due incontri (consultabili sul sito web di Tilt – 27 giugno e 24 luglio): leggendoli, si denota come i primi argomenti affrontati rientrino nel disegno già esposto nei mesi scorsi. In particolare, per quanto riguarda Expò 2015, si rileva che – citiamo testualmente – “è un’ottima possibilità ma che deve essere pensata nell’ottica di un intervento strutturale e duraturo e non come emergenza su cui operare nell’immediato senza modificare nulla dell’esistente organizzazione”. Ovvero: prima definire un metodo di lavoro e nuovi criteri di assegnazione dei finanziamenti, degli spazi e delle opportunità; solo in un secondo momento, valutare di volta in volta come applicare questo metodo a specifiche situazioni, anche di grande importanza come Expò.

    Il terzo incontro, che si svolgerà a settembre, avrà per oggetto due temi: la questione delle residenze e la distribuzione di spazi pubblici e risorse economiche.

    Marta Traverso

  • Lavoro e formazione nella green economy: un bando in Liguria

    Lavoro e formazione nella green economy: un bando in Liguria

    Green-economyLa Regione Liguria ha aperto un bando per valorizzare la blue e green economy, offrendo opportunità di formazione e lavoro per giovani dai 17 ai 34 anni.

    I fondi stanziati dal bando sono destinati ad aziende, pubblica amministrazione, scuole / università ed enti di ricerca che vorranno organizzare un progetto di formazione professionale in uno dei seguenti ambiti: cantieristica, nautica da diporto, porti e logistica, pesca, turismo crocieristico, energie rinnovabili, produzioni biologiche, agricoltura di qualità, zone boschive.

    Il finanziamento complessivo, proveniente dal Fondo Sociale Europeo, è di 8 milioni di euro: ciascun progetto approvato potrà beneficiare di un fondo compreso fra 150 e 800 mila euro.

    Entro ottobre 2013 le aziende / enti interessate dovranno presentare i progetti formativi, che saranno rivolti a giovani di età compresa fra 17 e 34 anni, in possesso di una qualifica triennale o un diploma di scuola superiore o una laurea, e disoccupati / inoccupati / in cassa integrazione.

  • La Pozzanghera, la compagnia teatrale genovese compie venticinque anni

    La Pozzanghera, la compagnia teatrale genovese compie venticinque anni

    La Pozzanghera GenovaLa Compagnia teatrale genovese La Pozzanghera viene costituita formalmente nel 1988 da un gruppo di amici con l’iniziale “folle idea” di fare teatro ma anche di abbinare sport e spettacolo. Da anni ormai attivi nel panorama genovese e nazionale (la Pozzanghera porta in giro i propri spettacoli tra Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna e molti altri posti), da poco reduci dai festeggiamenti per il loro venticinquesimo compleanno, siamo andati a fare quattro chiacchiere con il presidente della Compagnia, Domenico Baldini, che ci ha raccontato la storia del gruppo, e con la regista Lidia Giannuzzi, che ci ha dato interessanti anticipazioni sul calendario per la stagione 2013-2014, che si aprirà a settembre. Abbiamo curiosato tra i preparativi dei prossimi spettacoli e abbiamo scoperto che…

    Domenico, raccontaci come e perché nasce l’idea della Pozzanghera…
    «Siamo nati ormai parecchi anni fa e il compleanno che abbiamo festeggiato quest’anno ci inorgoglisce e ci fa gioire dei risultati ottenuti. Quando abbiamo iniziato, nel 1988, non ci aspettavamo nemmeno noi, forse, di essere ancora qui a raccontare dei nostri successi 25 anni dopo. Siamo partiti come un’associazione che riuniva le due discipline di sport e teatro: il felice connubio, durati qualche anno, è stato poi sciolto tempo dopo per lasciare spazio esclusivamente all’attività teatrale. Inizialmente avevamo previsto delle sezioni dedicate allo sport, con una scuola di calcio, pallavolo e ginnastica, ma poi questa attività si è un po’ “persa” e la parte teatrale è diventata predominante: sotto questo profilo c’è stata una crescita dal punto di vista dell’allargamento dell’offerta e dell’aumento della qualità. Abbiamo iniziato a collaborare con vari esponenti illustri del teatro sia ligure che -fuori dai confini regionali- nazionale, per aumentare la nostra personalità e creare un “prodotto” professionale. Vogliamo che chi viene a vederci, a prescindere dal giudizio sullo spettacolo (che può piacere o meno), riconosca il valore oggettivo e la professionalità del nostro lavoro. Inoltre, abbiamo dato avvio a vari corsi e stage, come ad esempio il Corso sul corpo, tenuto da Yves Lebreton (FI), Corsi di regia tenuti da Erika Bilder e da Maria Stefanache (MI), Corsi di recitazione e dizione tenuti dall’attore genovese Pino Petruzzelli e quello sul teatro del racconto tenuto da Laura Curino, anche lei genovese. Ma oltre a questi ce ne sono stati molti altri nel corso degli anni…»

    La compagnia teatrale: com’è costituita?
    «Negli anni ci sono state fasi alterne e anche il numero dei collaboratori si è spesso alternato, passando da grandi numeri iniziali, a circa una ventina di persona, fino a un minimo di 4. Oggi siamo in 12, fissi, con altri collaboratori e artisti che intervengono in alcuni spettacoli: siamo un gruppo ben affiatato e consolidato, e -nonostante le alterne vicende del passato- oggi abbiamo creato un nucleo forte che ci permette di stare uniti e lavorare nel massimo dell’affiatamento. Insieme riusciamo a preparare un gran numero di spettacoli e di iniziative -anche innovative e “fuori dagli schemi”- che proponiamo al nostro pubblico: finora, la risposta è stata più che buona e siamo molto soddisfatti del nostro lavoro»

    Lidia, dacci qualche anticipazione su quello che ci aspetta…
    «La nostra attività riparte presto, e a settembre siamo già nel pieno. A metà settembre saremo alla Lanterna con uno spettacolo itinerante, per conoscere meglio i mestieri legati al Porto tramite le interviste a 8 lavoratori, personaggi colti mentre lavorano che ci spiegano di cosa si occupano. Leggero e ironico, lo spettacolo indaga in profondità le figure di lavoratori che, così vicini, spesso non conosciamo, e fa luce su un mondo, quello del Porto, spesso dato per scontato e non veramente conosciuto. Dopo la tragedia della Torre dei Piloti e il brutto incidente in Porto, abbiamo voluto pensare la Lanterna come faro che illumini non solo in lontananza, ma che faccia anche luce su quel che succede sotto ai nostri occhi. È un viaggio alla scoperta di quel che ci sta attorno.

    Si prosegue a metà novembre con la presentazione di “Rumori fuori scena”, al teatro Govi. Ben noto al pubblico genovese, lo spettacolo che porteremo in scena sarà costruito in modo meno cinematografico e più fedele al testo teatrale che non alla ricostruzione filmica. Ancora, saremo al Teatro dell’Ortica a fine gennaio, e poi a febbraio al Verdi per presentare in anteprima il nostro nuovo spettacolo per ragazzi, che debutta in questa occasione. Al Teatro dell’Ortica, poi, a febbraio riproponiamo “Giorgio perdonaci!”, spettacolo dedicato a Giorgio Gaber. Infine, il 5 e 6 aprile saremo al Garage per presentare in anteprima il nostro nuovo spettacolo, tratto dal testo di Fausto Paradivino, “Natura morta in un fosso”: solo due attori in scena, in uno spettacolo dai toni drammatici e intimistici. Vale davvero la pena vederlo. Di solito ci chiedono di cimentarci prevalentemente in produzioni di stampo comico, più “leggere”, ma dal nostro punto di vista è importante garantire un buon grado di varietà e alternanza tra spettacoli comici e drammatici, sia per noi che per il nostro pubblico. In questo modo possiamo garantire un buon equilibrio e una varietà, che di certo viene premiata. Adesso è ancora tutto in fase “work in progress”: sto lavorando or ora alla scrittura dei testi e sto pensando alle date, alle scene, a tutto. C’è molto fermento, molte idee, già molte certezze, ma ancora dubbi sulle date precise e sui nomi definitivi con cui presenteremo gli spettacoli al pubblico».

     

    Elettra Antognetti

  • Legambiente: Goletta Verde, la barca sostenibile fa tappa in Liguria

    Legambiente: Goletta Verde, la barca sostenibile fa tappa in Liguria

    GolettaVerde_1Da giovedì 8 a sabato 10 agosto 2013 torna in Liguria Goletta Verde, l’imbarcazione ecosostenibile che attraversa ogni estate le coste italiane per monitorare lo stato delle acque e dei litorali e che ospita in ogni sua tappa iniziative sulla tutela del mare e sul turismo ambientale.

    La Liguria è la penultima regione toccata nel tragitto di quest’anno (ultima tappa la Toscana, domenica 18 agosto), dopo circa 30 tappe che hanno visto un team di biologi ed esperti impegnato nel raccogliere segnalazioni di abusivismo edilizio, inquinamento, mancata depurazione delle acque e scarsa tutela del paesaggio, ma anche e soprattutto eccellenze e progetti positivi nell’ambito della sostenibilità ambientale.

    Il progetto a cura di Legambiente prevede una tre giorni di eventi fra Chiavari (dove rimane ormeggiata la barca, presso il porticciolo turistico) e Genova. Nell’ambito di questo evento sarà presentato il progetto RiciclaEstate – la differenziata ti segue in vacanza, che sensibilizza abitanti e turisti dei Comuni della riviera ligure sul tema della raccolta differenziata (vedi in merito l’esempio virtuoso di Bogliasco, Sori e Pieve Ligure).

    Leggi il programma completo degli eventi, realizzati in collaborazione con Marina di Chiavari Srl.

  • Quarto, ex Fischer: ecco il nuovo progetto, si decide a settembre

    Quarto, ex Fischer: ecco il nuovo progetto, si decide a settembre

    Fabbrica ex Fischer in via Romana della Castagna a QuartoCi eravamo lasciati nel marzo 2012: all’epoca avevamo seguito le vicende della ex fabbrica di materiale plastico Georg Fischer spa al civico 20A di Via Romana della Castagna, area di 2 mila 700 metri quadrati abbandonata nel bel mezzo del quartiere di Quarto dei Mille, a ridosso di Corso Europa. Fabbrica svizzera specializzata nella produzione di componenti industriali, la Fischer dal 1947 ha una sede anche in Italia ed è attiva ancora oggi negli stabilimenti di Sondrio, e in tutto il mondo: Germania, USA, mercati orientali.

    A Genova dal 1967, la fabbrica ha acquisito nel 1972 la T.I.L., vedendosi poi costretta a chiudere anni dopo. Degli impianti ex Fischer, però, non è stato fatto nulla: per decenni restano nelle stesse condizioni, inutilizzati e non riqualificati.
    Quest’area (definita, in base al PUC, zona residenziale di conservazione) è oggi di proprietà del gruppo SEI Immobiliare, agenzia fiorentina che nel 2010 aveva presentato il progetto di costruzione di un edificio residenziale su 5 piani, con silos interrato. Poi, i problemi: proprio a ridosso del rio Castagna, l’edificio andrebbe a sorgere su un territorio che -seppur a “lieve” rischio idrogeologico- non manca di presentare alcune criticità e che necessiterebbe di un’opera preventiva di messa in sicurezza.

    Inoltre, la questione degli oneri di urbanizzazione: negata dal Municipio la possibilità di monetizzare gli oneri, la ditta esecutrice si sarebbe dovuta accollare il rifacimento della pavimentazione di quel tratto dell’antica via Romana e dell’illuminazione pubblica.
    Di recente (23 luglio 2013), la questione della riqualificazione degli stabilimenti di Via Romana della Castagna sarebbe dovuta essere affrontata anche in Consiglio Comunale, ma è stato deciso di rimandare ulteriormente le decisioni in sospeso già da tempo.
    A tale proposito, abbiamo parlato con l’architetto Ferdinando De Fornari, dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Genova, e gli abbiamo chiesto cosa ne sarà dell’edificio.

    «Per quanto riguarda l’iter istruttorio -dice De Fornari- siamo a buon punto: da parte nostra, il lavoro è stato fatto e il progetto definitivo, già pronto e ultimato, sarebbe dovuto essere presentato già qualche settimana fa alla Commissione Consigliare del Comune di Genova. La delibera sarebbe dovuta essere presa in esame già a fine luglio, ma la sua trattazione è stata rimandata a settembre perché in questa fase la Commissione è stata chiamata a decidere su altri temi più “caldi” e, vista la concomitanza con altri provvedimenti, si è deciso di rimandare quello che è stato reputato un tema meno prioritario».

    E il progetto vero e proprio? Non è rimasto lo stesso presentato nel 2010, ci informa l’architetto, ma ci sono state delle modifiche: «Il progetto sarà presentato sul Piano Casa del 2009 (legge regionale num. 49 del 3 novembre 2009, che legifera in materia di “Misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio” e per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n.19 del 4 novembre 2009, n.d.r.) e, in particolare, sull’articolo 7, il quale introduce la possibilità di demolizione e ricostruzione di edifici produttivi giudicati incongrui e da sottoporre a una ricollocazione d’uso. Nel caso della ex fabbrica Fischer la ricollocazione sarà attuata in funzione residenziale e il progetto che è stato messo punto prevede la realizzazione di 4 livelli fuori scala con copertura a padiglione e falde ribassate. In tutto, 26 appartamenti ad uso residenziale, con silos interrato che ospiterà 30 box, da assegnarsi ai proprietari delle abitazioni. Il totale della superficie interessata equivale a 2487 metri quadrati. Oltre alla riduzione dell’altezza dell’edificio da 5 a 4 piani, il nuovo progetto prevede 10808 metri cubi contro i 11617 del precedente».

    fabbrica-ex-fischer-via-romana-castagna-quarto-D5Anche per quanto riguarda la questione del rischio idrogeologico, assicura l’architetto De Fornari, sono state fatte le valutazioni del caso, sono stati raccolti i pareri degli uffici competenti e sono stati interpellati geologi e tecnici. L’esito delle consultazioni è stato favorevole e si è ritenuto opportuno procedere con il progetto, valutandone positivamente la sua attuabilità. Tuttavia, i tecnici hanno posto varie condizioni da rispettare e misure cui adempiere, sia in fase esecutiva che a fine lavori. Gli oneri di urbanizzazione, invece, saranno infine corrisposti e le quote di standard urbanistici saranno monetizzate, così com’era stato deciso dalla Civica Amministrazione già nel 2010, cui si era opposto però all’epoca il parere del Municipio Levante. Ad oggi, dunque, è previsto -sempre ai sensi della legge numero 49 del 2009- che vengano stanziate a beneficio del Comune di Genova cifre di varia entità (complessivamente dell’ordine di 1 milione di euro, tra “quota opere” standard, ERP – Edilizia Residenziale Pubblica e ulteriori), che si accollerà l’onere di impiegarle per la realizzazione di ulteriori lavori e migliorie dell’area di varia entità. Finora, in ogni caso, non esiste ancora un programma specifico per l’utilizzo di questi fondi e i vari interventi da attuarsi non sono ancora stati determinati.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Teatro della Gioventù: ‘La strana coppia’ riparte in autunno

    Teatro della Gioventù: ‘La strana coppia’ riparte in autunno

    teatro della gioventuIl Teatro della Gioventù di via Cesarea, al secondo anno sotto la guida di Massimo Chiesa, ha confermato anche quest’anno la formula di far coincidere la stagione di spettacoli con l’anno solare. Le attività della Kitchen Company non si sono dunque fermate nel periodo estivo: il 4 agosto si è svolta l’ultima replica de La strana coppia, che ripartirà dal 14 settembre fino al 13 ottobre.

    Gli ultimi due spettacoli in cartellone per la stagione teatrale 2013 saranno poi Un piccolo gioco senza conseguenze (19 ottobre – 17 novembre), dal testo di di Jean Dell e Gérald Sibleyras già portato in scena dalla compagnia nel 2009 al Festival dei Due Mondi di Spoleto, e La Locandiera di Carlo Goldoni (23 novembre – 31 dicembre).

    Inoltre a settembre riprenderanno i corsi di Tkc Playing Comedy.

  • Liguria, cannabis terapeutica: nuova proposta di legge regionale

    Liguria, cannabis terapeutica: nuova proposta di legge regionale

    cannabis terapeutica marijuanaIl 3 agosto 2012 la Regione Liguria approvava la Legge n. 26 “Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche” con il dichiarato intento di favorire l’erogazione ai pazienti di terapie all’avanguardia, da tempo riconosciute dalla scienza medica. Peccato che a distanza di un anno la normativa non sia mai entrata effettivamente in funzione perché la medesima è stata impugnata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri innanzi la Corte Costituzionale la quale – con la sentenza n. 141 del 20 giugno 2013 – ha sancito la sua parziale illegittimità.

    Oggi i consiglieri regionali di Sel (Sinistra ecologia e libertà) e Fds (Federazione della sinistra), promotori della precedente iniziativa, ci riprovano presentando una nuova proposta di legge in materia “Disposizioni organizzative relative all’uso di farmaci e preparati magistrali a base di cannabinoidi”, riformulata a seguito della recente dichiarazione della Corte Costituzionale.

    In pratica si tratta di un riassunto riveduto e corretto della Legge 26/2012 che, tuttavia, suscita diverse perplessità nelle associazioni dei pazienti, neppure consultate in occasione della stesura. Ma, come rivela il consigliere di Sel (nonché medico anestesista) Stefano Quaini, la fase decisiva per la costruzione dell’impianto normativo si svolgerà prossimamente in Commissione Salute (di cui è presidente lo stesso Quaini) con l’obiettivo di portare il testo finale in consiglio regionale entro il mese di agosto. Perché di tempo se né è perso fin troppo. Almeno un anno in cui nulla si è mosso, mentre l’uso terapeutico della cannabis in Liguria (e nel resto del Paese) rimane un percorso ad ostacoli per migliaia di malati affetti da gravi patologie e costretti ad affrontare procedure burocratiche lunghe ed economicamente spesso insostenibili.

     

    L’INCOSTITUZIONALITA’ DELLA LEGGE N. 26/2012

    Palazzo della RegioneLa legge della Regione Liguria n. 26 del 3 agosto 2012 in materia di farmaci a basi di cannabinoidi ad uso terapeutico è parzialmente illegittima: lo ha sancito la Corte Costituzionale, accogliendo alcuni rilievi sollevati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, con la sentenza n.141 del 20 giugno 2013. La Consulta ha bocciato alcuni punti della legge impugnata, per violazione dell’articolo 117 della Costituzione, inerente le competenze di Stato e Regioni.

    In particolare – rilevano i giudici delle leggi – la norma in questione è illegittima perché «indicando i medici specialisti abilitati a prescrivere i farmaci cannabinoidi e definendo le relative indicazioni terapeutiche, interferisce con la competenza dello Stato a individuare, con norme di principio tese a garantire l’uniformità delle modalità di prescrizione dei medicinali nel territorio nazionale, gli specialisti abilitati alla prescrizione del farmaco o principio attivo, nonché i relativi impieghi terapeutici».

    Tale «interferenza determina in concreto un contrasto», sottolinea la Corte, tra la legge impugnata «e le indicazioni contenute nell’atto, la determinazione n. 387 del 9 aprile 2013, successiva alla proposizione del ricorso, con il quale l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha autorizzato l’immissione in commercio dell’unico medicinale cannabinoide presente nel mercato italiano».

    Mentre, in base all’art. 2 della legge regionale ligure, i sanitari abilitati alla prescrizione sono i medici specialisti delle discipline «anestesia e rianimazione, oncologia e neurologia» e gli stessi medici sono abilitati a stabilire «la durata del piano terapeutico e la sua ripetibilità», la richiamata determinazione dell’AIFA, invece, classifica il medicinale – stiamo parlando del Sativex, un estratto a base alcolica sotto forma di spray – ai fini della fornitura, come «medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, da rinnovare volta per volta, vendibile al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti – neurologo» e ne definisce le indicazioni terapeutiche, stabilendo che il medicinale medesimo «è indicato come trattamento per alleviare i sintomi in pazienti adulti affetti da spasticità da moderata a grave dovuta alla sclerosi multipla (SM) che non hanno manifestato una risposta adeguata ad altri medicinali antispastici e che hanno mostrato un miglioramento clinicamente significativo dei sintomi associati alla spasticità nel corso di un periodo di prova iniziale della terapia».

    Inoltre, la legge della Regione Liguria viola il dettato costituzionale sulla suddivisione dei poteri tra Stato e Regioni, nella parte in cui consente l’attivazione di una convenzione con lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze o «con altro soggetto dotato delle medesime autorizzazioni alla produzione di principi attivi stupefacenti a fini medici», poiché il predetto istituto di Firenze – rilevano i giudici costituzionali – non risulta avere acquisito le autorizzazioni che, in base alla legislazione statale, sono necessarie alla produzione di principi attivi stupefacenti a fini medici, essendo l’istituto attualmente autorizzato, come sottolinea la difesa dello Stato, soltanto alla «produzione di alcune forme farmaceutiche e non di principi attivi», il riferimento alle «medesime» autorizzazioni, letteralmente inteso, induce ad ammettere che la Regione possa stipulare convenzioni per la produzione di principi attivi stupefacenti a fini medici con istituti sprovvisti della specifica autorizzazione dell’Agenzia italiana del farmaco prevista per legge. «La disposizione regionale si pone così in contrasto – conclude la Consulta – con la disciplina autorizzatoria statale, che rientra tra i principi fondamentali in materia di tutela della salute, essendo posta a garanzia di un diritto fondamentale della persona».

     

    IL PUNTO DI VISTA DEI PAZIENTI

    cannabis_terapeuticaA stupire sono i tempi.Il 20 giugno arriva la sentenza della Consulta (anche se a dire il vero già si pronosticava la probabile bocciatura) e una manciata di giorni dopo, il 26 giugno, il gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà presenta la nuova proposta di legge in conferenza stampa.Adesso il consigliere Quaini ammette che forse è necessaria un’ulteriore fase di studio al fine di recuperare gli spunti positivi contenuti nella precedente proposta normativa.

    Pazienti Impazienti Cannabis (PIC), una delle associazioni in prima linea per promuovere il diritto di cura con la cannabis terapeutica, coinvolta almeno parzialmente nella realizzazione della legge n. 26/2012, questa volta non è stata neppure contattata. «Hanno impostato la nuova legge senza dire nulla ai pazienti – racconta il presidente nazionale di PIC, la genovese Alessandra ViazziDa una prima lettura emergono dei nuovi errori. L’anno scorso non ci avevano ascoltato, eppure segnalavamo proprio i punti che la Corte Costituzionale ha contestato. E abbiamo visto come è andata a finire (con la bocciatura della legge, ndr). Speriamo che ora si decidano ad accogliere i nostri suggerimenti onde evitare altri pasticci. In sede di Commissione Salute è ancora possibile intervenire per migliorare l’impianto anche attraverso degli emendamenti».

    Il presidente dell’associazione ricorda che in altre Regioni – dove sono state recepite le osservazioni dei pazienti – le norme non hanno subito contestazioni. Comunque sia, le criticità non riguardano soltanto la Liguria. «Noi associazioni dobbiamo seguire passo a passo tutte le iniziative regionali se vogliamo che davvero le leggi siano utili ai pazienti e non siano, invece, un mero strumento di propaganda politica – spiega Viazzi – Attualmente la norma migliore è quella della Regione Veneto. Ma pure lì stiamo lavorando per ottenere degli aggiustamenti. In Toscana abbiamo suggerito delle correzioni che i consiglieri hanno tramutato in delibere attuative. Insomma, la nostra esperienza di pazienti è fondamentale nell’affrontare un tema ancora sconosciuto ai più».

    Per quanto riguarda i rilievi costituzionali alla legge n. 26/2012, Viazzi sottolinea «La bocciatura si poteva evitare. Se solo ci avessero dato ascolto non avremmo perso un altro anno». Uno dei punti contestati è la prevista convenzione con l’istituto di Firenze. «In Liguria hanno scritto “La Regione attiva una convenzione…” mentre in Veneto hanno correttamente usato il condizionale “La Regione può attuare una convenzione…” – spiega Viazzi – sono sottigliezze che, però, risultano decisive. L’altro punto è quello dei medici specialisti con la puntuale elencazione dei medici specialisti a cui è consentito prescrivere i farmaci cannabinoidi. Ovviamente questa non è una potestà della Regione, come avevamo rimarcato a suo tempo».

     

    LA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE

    cannabis farmaco flosL’impianto della proposta di legge del giugno 2013 – da un primo esame del testo attualmente disponibile che, come preannunciato dal consigliere Quaini, probabilmente subirà una sostanziale rivisitazione – appare ancora più “vuoto” rispetto alla legge approvata dalla Regione Liguria nell’agosto 2012. Ma la critica è estendibile anche alle altre leggi regionali «Sono tutte “vuote” – spiega Viazzi – perché hanno bisogno di delibere attuative che le rendano funzionali. In Italia purtroppo è questo il modus operandi: i politici presentano una legge, la approvano strombazzandolo ai quattro venti, poi, prima che essa sia realmente operativa, possono trascorrere anche degli anni». È questo il destino della legislazione sulla cannabis terapeutica, modalità di cura consentita dalle norme nazionali, ma inapplicata nella realtà di fatto.

    Vediamo nel dettaglio i punti controversi della nuova proposta di legge.

    Partiamo dall’art. 3 “Modalità di somministrazione e acquisto”, il quale prevede la possibilità di erogazione dei farmaci in ambito ospedaliero e in ambito domiciliare, rinviando alle disposizioni statali per quanto attiene ai farmaci importati dall’estero. Non vengono nominate – come del resto in tutto il documento ad eccezione del preambolo – le formule magistrali, ovvero le preparazioni realizzate dalle farmacie dotate di laboratorio galenico a cui è consentito reperire i derivati della cannabis tramite distribuotore-grossista autorizzato dal Ministero della Salute.

    Inoltre, non viene mai citata la possibilità di accedere al Sativex, l’unico farmaco cannabinoide di cui l’AIFA ha recentemente (aprile 2013) autorizzato l’immissione in commercio e che prossimamente dovrebbe essere disponibile nelle farmacie italiane.

    Ma soprattutto non convince la reiterata distinzione tra ambito ospedaliero e ambito domiciliare. L’art. 4 “Trattamento domiciliare”, comma 1, dispone «Nel caso di inizio del trattamento in ambito ospedaliero il paziente in condizioni di cronicità può proseguire il trattamento domiciliare senza spese presentando alla farmacia ospedaliera ogni mese, o ogni 3 mesi se utilizza farmaci importati, una nuova ricetta redatta dal medico ospedaliero che lo ha in cura».
    Viazzi sottolinea «La definizione “trattamento domiciliare” non ha alcun senso. La norma non cambia nulla rispetto ad oggi: se il farmaco è stato prescritto da un medico ospedaliero il paziente può continuare la terapia gratuitamente. Non si può parlare di trattamento domiciliare, bensì di continuità terapeutica». Al comma 2 la legge recita «Nel caso di trattamento avviato in ambito domiciliare la terapia inizia o continua presentando ogni 3 mesi la prescrizione redatta dal medico di medicina generale o dallo specialista alla farmacia della Azienda Sanitaria Locale». Però, in tal caso, i farmaci sono a carico del paziente. Il nodo ancora da sciogliere è proprio questo. «Chi inizia il trattamento in ambito ospedaliero (o ambulatoriale o day-hospital) può continuare ad usufruirne gratuitamente solo tramite la prescrizione del medico ospedaliero – Viazzi – Non rimuovendo alcun ostacolo al paziente che è costretto a ripetere ogni volta la trafila burocratica. Invece, la versione precedente della legge (quella approvata nell’agosto 2012) prevedeva per il medico di base, con l’avallo iniziale di un medico ospedaliero, la potestà di far ottenere gratis i medicinali cannabinoidi al paziente, tramite la farmacia della Asl. Questo era un elemento positivo che secondo noi oggi è necessario recuperare».

    cannabis terapeuticaIn definitiva, a distanza di un anno, il panorama è pressoché immutato. «Se la legge viene approvata così come abbiamo potuto leggerla, è una norma inutile – sottolinea Viazzi – Eppure sarebbe sufficiente correggere la vecchia proposta per ottenere un testo accettabile, in grado di evitare qualunque rilievo di natura costituzionale».

    Nel frattempo, i pazienti si confrontano quotidianamente con l’enorme difficoltà di accesso alle cure a causa di una scarsa conoscenza della materia, anche fra gli addetti ai lavori. «A Genova le persone che riescono ad accedere gratuitamente ai farmaci si contano sulle dita di una mano – Viazzi – Ultimamente ho ascoltato delle storie allucinanti: pazienti ai quali è stato calato il dosaggio mensile senza valutazione del singolo caso ma semplicemente per esigenze di uniformità del trattamento. Mentre chi acquista i farmaci a spese proprie riferisce di alcuni aumenti esorbitanti».

    Per quanto riguarda la normativa «In realtà le leggi regionali neppure servirebbero – Viazzi – Già le leggi nazionali parlano chiaro. Il vero problema è che i medici non se la sentono di prescrivere i farmaci cannabinoidi; non c’è ancora apertura verso tale modalità di cura nonostante tutte le evidenze scientifiche».

    L’unico scopo delle leggi regionali dovrebbe essere quello di facilitare l’accesso ai farmaci. «Le Regioni non devono entrare in campi che non sono di loro competenza, ossia specificare patologie (in Toscana) oppure specialità (in Liguria) – Viazzi – Le normative regionali sono utili se spiegano nel dettaglio come accedere gratuitamente alle modalità di cura con la cannabis previste dalle leggi nazionali, riducendo al minimo gli ostacoli reali per i pazienti».
    Ad esempio cercando di far sì che le operazioni avvengano in tempi più brevi «Senza dover aspettare mesi per ottenere i medicinali – Viazzi – Quindi disponendo di adeguate scorte nelle farmacie ospedaliere. E mettendo a disposizione dei pazienti diversi prodotti: quelli che rientrano nelle preparazioni galeniche magistrali, come estratti, tinture, creme, ecc. Sono tante le tipologie e le possibilità di utilizzo che dovrebbero essere liberamente accessibili».

    Infine «C’è la grande esigenza di diffondere una capillare informazione rivolta ai medici di base, specialisti, ospedalieri e non, magari gestita da figure competenti del Ministero della Salute Olandese e, per quanto riguarda le preparazioni magistrali, con il supporto della società dei farmacisti preparatori», sottolinea Viazzi. L’elemento dell’informazione viene citato, seppure in maniera troppo generica, nella nuova proposta di legge regionale della Liguria all’art. 5 “informazione sanitaria”. Tuttavia «Bisogna insistere di più in questo senso», ribadisce l’associazione dei pazienti.

     

    IL DISEGNO DI LEGGE IN COMMISSIONE SALUTE

    Cannabis terapeuticaIl luogo idoneo in cui la proposta di legge assumerà la sua veste definitiva è la Commissione Salute. «Stiamo valutando cosa fare in tale sede – conferma Quaini Stefano, consigliere di Sel – A dire il vero noi ci attendevamo maggiori contestazioni da parte della Corte Costituzionale. Invece, i punti che configurano la parziale illegittimità sono sostanzialmente due: l’indicazione dei medici specialisti e l’attivazione della convenzione con l’istituto di Firenze. Considerando che la legge n. 26 del 3 agosto 2012 conteneva dei buoni spunti, stiamo ragionando con gli uffici tecnici la maniera adeguata per recuperarli. In parole semplici cercheremo di realizzare una sorta di fusione tra le due proposte di legge, conservando gli aspetti positivi di entrambe. Anche perché presentando una proposta completamente nuova potremmo rischiare di incappare in un’altra bocciatura della Corte Costituzionale».

    Quindi, dopo un repentino accantonamento della vecchia proposta di legge, i consiglieri tornano sui loro passi «Ragionandoci sopra – spiega Quaini che la settimana scorsa ha annunciato il suo ritiro dalla vita politica, a partire da settembre, per tornare al lavoro di medico  – Crediamo sia meglio riadattare parzialmente il disegno di legge originario. Secondo me ci sono tutte le condizioni per fare un buon lavoro con la certezza che questa volta la legge non subisca contestazioni».

    Il parere dell’associazione Pazienti Impazienti Cannabis troverà spazio nella discussione? «Il problema è che, se vogliamo arrivare con il testo in aula entro il mese di agosto, i tempi stringono e non possiamo fare molte audizioni in Commissione – risponde Quaini – Le associazioni le avevamo ascoltate all’epoca della presentazione della prima proposta. Adesso cercheremo di ascoltarle nuovamente». Il consigliere regionale aggiunge «L’ultima volta che ci siamo incontrati l’associazione ha presentato una marea di osservazioni. Il punto è che i pazienti hanno un approccio all’argomento fin troppo estensivo, come ho già spiegato loro. Se noi realizzassimo una legge con maggiori aperture essa correrebbe il rischio di non essere approvata in consiglio regionale».

    «Io personalmente ho una visione ampia – continua Quaini – Sono un medico e nella mia esperienza ho visto molte persone trarre beneficio dall’uso terapeutico della cannabis che io stesso ho prescritto in alcune occasioni ai miei pazienti. Da consigliere regionale, però, devo confrontarmi con un sistema legislativo che non è così aperto in questo campo. Bisogna prenderne atto. In Italia manca un’adeguata informazione sul tema cannabis terapeutica. Per sbloccare le cose, secondo me, è necessario un fronte trasversale a livello nazionale, con iniziative di carattere parlamentare. Come è stato fatto sul tema degli oppiacei».

    Le leggi regionali non dovrebbero servire a rendere funzionali le norme nazionali che già esistono? E a rimuovere gli ostacoli che, di fatto, impediscono ai pazienti l’accesso ai farmaci?
    «Sì, ma ribadisco, bisogna intervenire a livello nazionale – conclude Quaini – Occorre una regia centrale perché il problema ha rilevanza nazionale. Comunque sia, se riusciremo a far passare la nuova normativa, questo sarà un discreto passo avanti per la Liguria».

     

    Matteo Quadrone

  • Festival della Scienza 2013: gli animatori a fare lezione in Cina

    Festival della Scienza 2013: gli animatori a fare lezione in Cina

    Festival della Scienza 2012Il programma del Festival della Scienza, uno degli eventi culturali più noti e prestigiosi di Genova e che quest’anno festeggia dieci anni, è in via di definizione: l’appuntamento è dal 23 ottobre al 3 novembre 2013 e il tema sarà bellezza.

    Come sempre è fondamentale l’apporto dei giovani animatori e animatori scientifici che contribuiscono a realizzare laboratori, incontri e conferenze: il bando 2013 ha visto la candidatura di oltre 800 ragazzi provenienti da tutta Italia, che entro fine agosto saranno valutati con un colloquio e selezionati per questa esperienza di lavoro.

    In attesa dell’edizione genovese del Festival, in questi giorni lo staff dell’Associazione Festival della Scienza si trova a Shangai (Cina) per tenere un corso di formazione presso la SAST – Shanghai Association for Science and Technology. Il gemellaggio tra i due istituti è stato siglato nel 2008, con l’allestimento presso la sede cinese della mostra Semplice e complesso, e fa parte del progetto EASE (European Academy for Scientific Explainers): una rete di Paesi europei e asiatici legati all’Associazione, allo scopo di tenere corsi di formazione per studenti, ricercatori e divulgatori scientifici sia a Genova sia nei Paesi ospiti.

    In questo caso, il corso in Cina prevede anche una serie di laboratori di degustazione ed esperimenti olfatto-gustativi sulla gastronomia italiana e genovese (caffè, focaccia, etc): questi eventi si terranno tra il 17 e il 22 agosto presso Istituti Italiani di Cultura in varie città della Cina.