Autore: erasuperba

  • Porto Petroli Multedo, nuova boa off-shore: progetto e problemi irrisolti

    Porto Petroli Multedo, nuova boa off-shore: progetto e problemi irrisolti

    porto-petroli-multedoInnanzitutto partiamo da un dato di fatto: la società moderna non intende rinunciare al petrolio. Dunque occorre approntare soluzioni lungimiranti per migliorare la convivenza della città con il suo porto, in questo caso il terminale petrolifero di Multedo. A fine giugno è stata avviata la procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) di un’opera in tal senso strategica – sempre se a questo primo passo ne seguiranno altri – ovvero la realizzazione di una nuova boa off-shore a tre km al largo dalla costa per il trasferimento del greggio dalle petroliere a terra. Un passaggio fondamentale che consentirà di movimentare al largo una parte del traffico, consentendo al cantiere Fincantieri di Sestri Ponente di “ribaltarsi”, ampliando così i suoi spazi.

    Il contesto di Multedo: porto petroli e polo petrolchimico

    Il Porto Petroli di Genova Multedo movimenta petrolio grezzo e prodotti finiti (benzina, gasolio, olio combustibile, semilavorati e prodotti petrolchimici di base). «Considerando che il terminale petrolifero risulta ubicato ad una distanza minima di circa 200 metri dalle abitazioni e che, in un raggio inferiore a 500 metri di un’area densamente urbanizzata, strettamente mescolati a civili abitazioni, scuole, asili e attività commerciali, sono localizzati altri impianti a rischio come i depositi costieri di Carmagnani e Superba (stoccaggio e distribuzione di prodotti petrolchimici), è facile pensare a questa zona come ad una polveriera», si legge sulla pagina web del Comitato di Multedo. Numerosi studi eseguiti nel corso degli anni hanno evidenziato i pericoli per la salute umana causati dalla vicinanza a tali fonti di inquinamento. «Gli abitanti di Multedo, Pegli e Sestri – sottolinea il Comitato – sono costretti a convivere ogni giorno con l’inquinamento atmosferico e marino da idrocarburi e da sostanze derivate dalle lavorazioni petrolchimiche, quali l’alcol isopropilico, stirene, toluene, xileni, acetato di vinile, che provocano concentrazioni preoccupanti di sostanze cancerogene sull’abitato e conseguenti esposizioni tossiche. Mentre, gli idrocarburi aromatici aggravano lo smog fotochimico (sforamenti dei limiti per l’ozono), soprattutto nel periodo estivo». Senza dimenticare che in questa area si sono succeduti gravissimi incidenti, legati al ciclo del petrolio, tra i quali il Comitato menziona solo quelli più disastrosi: «L’esplosione della superpetroliera Hakuoyoh Maru del 1981 (6 morti fra membri dell’equipaggio e soccorritori), l’esplosione dei serbatoi della Carmagnani del 1987 (4 morti fra gli operai); l’affondamento della superpetroliera Haven del 1991 (5 morti fra l’equipaggio)».

    fincantieri-porto-petroli-multedo-strada-d32«Abbiamo sempre pensato che un’isola off-shore avrebbe potuto allontanare i pericoli del Porto Petroli dal nostro quartiere – racconta Ferruccio Jochler, portavoce del Comitato di Multedo, ex consigliere di circoscrizione (Pegli) negli anni ’90 – Sappiamo, infatti, che è molto difficile se non impossibile, ipotizzare un totale spostamento del terminale petrolifero. Con la diminuzione dei pontili dedicati all’accosto delle petroliere almeno si potrebbe alleggerire il carico gravante su Multedo».

    PortoTra l’altro, il Porto Petroli oggi sembra essere strutturalmente inadeguato per accogliere navi di un certo tonnellaggio. «Gli stessi comandanti delle unità navali hanno evidenziato alcune criticità – ricorda Jochler – Quando entrano in porto, infatti, le petroliere sono sempre accompagnate da 3-4 rimorchiatori e devono eseguire delle manovre particolarmente complesse».
    Comunque sia, agli occhi degli abitanti della zona la nuova boa non rappresenta una soluzione salvifica. «Anche perché questa piattaforma off-shore riguarda solo il trasferimento del greggio dalle petroliere a terra e non il trasferimento delle altre sostanze pericolose – continua Jochler – Quindi il problema persiste. Noi continuiamo a sentire sempre i medesimi discorsi ormai da troppi anni. Il pericolo maggiore rimane la convivenza con il polo petrolchimico: le merci particolari scaricate dalle navi e depositate nei serbatoi di Carmagnani e Superba vengono movimentate tramite ferrovia sui binari che passano vicino alle nostre case».

    Il parere di Legambiente e dell’architetto Giovanni Spalla

    carmagnani«Il Porto Petroli è un “cancro” inserito nel territorio genovese per esigenze esclusivamente economiche – afferma Andrea Agostini di Legambiente – È una situazione assolutamente incompatibile con qualunque salvaguardia del territorio e della salute dei cittadini». L’ipotesi di realizzare una piattaforma soddisfa parzialmente l’esigenza di allontanare dalla costa i pericoli legati all’inquinamento e all’eventuale rischio di incidenti rilevanti. Tuttavia, potrebbe assumere un suo significato più profondo «Se contemporaneamente fosse attuato il risanamento completo delle aree retrostanti dove si trovano i depositi petroliferi ed il polo petrolchimico, in particolare Carmagnani e Superba, che sono i principali ricevitori dei prodotti chimici di base sbarcati nel terminal di Multedo – aggiunge Agostini – In altri termini, la delocalizzazione del polo petrolchimico è una questione pregiudiziale: o si attua effettivamente una politica di risanamento del territorio e la boa è un primo passo di un generale risistemazione delle aree di Multedo, oppure siamo di fronte ad un semplice palliativo». Insomma, anche per le altre materie prime pericolose occorre studiare una modalità di trasferimento in depositi ubicati lontano dalle abitazioni. «Allo stato attuale la realizzazione di una piattaforma off-shore è solo un alibi – conclude Agostini – A questo primo passo, infatti, consegue un preliminare di Piano Urbanistico che per quelle aree prevede, in caso di smantellamento del polo petrolchimico, la possibilità di realizzare nuove residenze. L’amministrazione comunale, invece, dovrebbe pensare a restituire al quartiere la sua vivibilità. Ma non c’è la volontà politica per spingere concretamente in questa direzione».

    «I depositi petroliferi così come sono stati concepiti nel Ponente genovese, vicino alle case, non possono più stare – spiega Giovanni Spalla, noto architetto e urbanista che insieme ad altri docenti dell’Università di Genova, tra 2010 e 2011, ha realizzato degli studi di fattibilità, schemi urbanistici, infrastrutturali, tecnologici e ambientali per il nuovo Piano Regolatore Portuale di Genova – Ma la questione petrolifera va vista insieme a quella degli altri settori merceologici che per loro natura si pongono in contrasto con i luoghi di lavoro e residenza. Il petrolio è soltanto uno degli aspetti, forse il più rilevante, del tema delle sostanze pericolose (petrolio, gas, oli minerali, ecc.) movimentate nelle aree portuali e sul territorio cittadino. Per affrontarlo occorre una pianificazione complessiva. Purtroppo, però, in Italia da troppi anni è stata dimenticata l’importanza di un simile approccio ai problemi».

    Il progetto del nuovo terminal off-shore di Multedo

    erzelli-porto-A2Il progetto presentato dalla Porto Petroli Genova SpA, per il quale si attende la Valutazione di Impatto Ambientale, prevede la realizzazione di una boa monormeggio ancorata al fondo del mare a largo della diga foranea antistante l’aeroporto di Genova (a circa 3 km di distanza dal Porto Petroli), un PLEM sottomarino per l’alloggiamento delle valvole di sezionamento del sistema, due condotte sottomarine di lunghezza pari a circa 3.3 km ed un terminale a terra localizzato all’interno del Porto Petroli di Multedo.
    Il piano, inserito in uno specifico Accordo di Programma, parla di una riduzione dello spazio in banchina dedicato al Porto Petroli, per il potenziamento produttivo delle attività cantieristiche e l’espansione a mare dello stabilimento Fincantieri, con contestuale salvaguardia dei livelli di attività e delle funzionalità operative del Porto petroli, da assicurarsi attraverso la realizzazione e l’utilizzo di un nuovo impianto off‐shore. Contestualmente, si prevede la dismissione dell’accosto di levante del pontile “Delta” del Porto Petroli e dell’attuale boa, distrutta nel 2008 da una violenta mareggiata.
    Il costo dell’intervento è di 50 milioni di euro a carico della società Porto Petroli Genova SpA che dovrà occuparsi anche delle infrastrutture a terra e della riorganizzazione complessiva dell’area.

    multedo«In linea di principio, se la piattaforma off-shore è effettivamente in grado di iniziare a fornire delle risposte concrete alle problematiche della zona, è un’ipotesi da prendere in considerazione», afferma l’architetto Spalla. Nel progetto, però, si parla di parziale trasferimento dei traffici petroliferi al largo. «Questo è il limite principale dell’intervento – sottolinea Spalla – Così Multedo continuerà a convivere con la presenza di alcuni attracchi per le petroliere e dei depositi a terra. Per liberare il quartiere dai pericoli per la salute pubblica e dal rischio di incidenti, invece, occorre riqualificare completamente l’area del Porto Petroli».
    E qui entra in gioco il ribaltamento della Fincantieri con le ulteriori opportunità che un suo ampliamento – ed una riconversione di parte dell’area liberata dal terminale petrolifero da destinare ad esempio alla cantieristica – potrebbe portare a favore dell’economia della città, sotto forma di nuovi posti di lavoro in un ambiente più sano, senza pericoli per lavoratori e abitanti.

    La domanda da porsi dunque è la seguente: qual è la quota di traffico petrolifero che la nuova piattaforma sarà capace di assorbire rispetto alla movimentazione totale? La risposta, leggibile nel progetto della Porto Petroli SpA, non è delle più incoraggianti: «La costruzione del nuovo sistema di scarico del greggio comporta una aspettativa di “delocalizzazione” degli sbarchi dal bacino interno alla monoboa stimata in oltre 20% del traffico navi annuo».

    Negli studi di fattibilità realizzati dal professor Spalla insieme ad altri docenti universitari «Noi proponiamo di eliminare completamente il terminale petrolifero di Multedo. Così la Fincantieri potrebbe allargarsi sull’intera superficie attualmente occupata dai moli del Porto Petroli. Ma è ipotizzabile anche una strutturazione diversa degli spazi: destinandoli in parte al “ribaltamento” Fincantieri, in parte ad un nuovo polo della cantieristica. Inoltre, in una logica di scambio reciproco città-porto, una porzione potrebbe essere dedicata a spazi verdi per la popolazione».
    In questo disegno il Porto Petroli sarebbe completamente spostato sulla piattaforma a largo della costa. «È una soluzione che esiste e funziona anche in altri porti continua Spalla – Oltre al terminale petrolifero, però, sarà necessario eliminare i depositi da terra, trasferendoli in zone compatibili con l’abitato esistente e futuro».

    Non solo Multedo: i depositi di oli minerali a Calata Bettolo

    Per quanto riguarda la presenza di altre sostanze pericolose nel più ampio contesto del porto genovese, i depositi di oli minerali situati nell’area di Calata Bettolo rappresentano un’emergenza alla quale dare al più presto risposta. «Come per il Porto Petroli, anche in questo caso, abbiamo proposto lo spostamento dei depositi di oli minerali su una piattaforma attaccata alla prevista nuova diga foranea a mare nell’ambito di Sampierdarena», racconta Spalla.
    Un’ipotesi recepita negli scenari contemplati dal nuovo Piano Regolatore Portuale attualmente in gestazione: «La previsione dello spostamento delle funzioni petrolifere, di bunkeraggio e movimentazione rinfuse liquide a ridosso della diga di protezione suggeriscono un nuovo assetto all’interno del bacino di Sestri-Multedo che può consolidarsi come polo legato alla cantieristica navale mediante la ricollocazione di un nuovo bacino di carenaggio e l’aumento dello specchio acqueo protetto così da facilitare le manovre e l’accessibilità nautica».

    L’Autorità Portuale ha deciso di puntare sull’ampliamento di Calata Bettolo per accogliere le grandi navi portacontainer. «La realizzazione di una nuova banchina a sud dell’esistente Calata Bettolo costituirà il Nuovo Terminal Contenitori in grado di operare su navi portacontainer di ultima generazione con portata fino a 15 mila teu – si legge sul sito dell’AP di Genova – Una volta completata, l’infrastruttura sarà in grado d’arricchire di almeno 500 mila teu/anno l’attività dello scalo».
    Quindi è inevitabile che i depositi di oli minerali debbano spostarsi altrove. E contestualmente «Nell’ambito del bacino storico si prevede un incremento degli attracchi destinati al traffico passeggeri in corrispondenza di Calata Sanità in una prospettiva di valorizzazione urbana anche connessa al settore croceristico».

     

    Matteo Quadrone

  • Corso barman a Genova: iscrizioni aperte da settembre 2013

    Corso barman a Genova: iscrizioni aperte da settembre 2013

    cocktail-bar-alcoolIl tuo sogno è lavorare in un bar, a stretto contatto con la gente? Per acquisire competenze in questo settore l’associazione Aibm Project di La Spezia (acronimo di Associazione Italiana Bartender & Mixologist) ha organizzato un corso per barman in diverse località della Liguria: iscrizioni aperte a Genova, Rapallo, Chiavari e Alassio sia per principianti sia per chi ha già esperienza in questo settore.

    Il corso si svilupperà in 13 incontri, ciascuno della durata di tre ore, in cui sarà approfondito il seguente programma:
    – La figura del bartender, dalle origini ai giorni nostri. Il lavoro del bar. Presentazione dell’AIBM e del metodo Italian Mixing Style.
    – Il corretto uso dei bicchieri, delle attrezzature e le dosi di servizio. Introduzione allo stile classico, con preparazione dei primi cocktails: Negroni, Americano.
    – I cocktails internazionali e di tendenza. La nuova codificazione IBA. L’acqua minerale, i vari tipi e il semplice servizio. I soft drink.
    – Introduzione al free pouring: l’uso del metal pour
    – Uso del Mixing glass e simulazione di cocktails internazionali. Segue preparazione dei seguenti cocktails: Dry Martini, Vodkatini.
    – La fermentazione e la distillazione.
    – Introduzione al free pouring: il conteggio.
    – Mixing glass: la famiglia Manhattan e Martini: realizzazione pratica di alcuni drink: Manhattan e Martini Sweet.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – La birra. Il servizio della birra.
    – Utilizzo dello strumento shaker: simulazione e preparazione di alcuni cocktail fatti con shaker.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Il vino e i vini speciali, in particolare vermouth e vini liquorosi.
    – Lo shaker: preparazione dei seguenti cocktails IBA: il Kir e Aviation.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink (il V pour).
    – Il Cognac, il Brandy e l’Armagnac. L’uso dei distillati di vino nella miscelazione.
    – Utilizzo dello shaker per la preparazione dei seguenti drink IBA: Alexander e Sidecar.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink .
    – Gli spiriti chiari (Gin, Vodka, Tequila). Il loro utilizzo nella miscelazione.
    – Preparazione pratica di altri due cocktails: Margarita e Bronx.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Drink making techniques.
    – Il Whisky e il Rum, il loro uso nella miscelazione.
    – Preparazione del Daiquiri e del Bacardi.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Drink making techniques.
    – Intagli e decorazioni con frutta e verdura, per decorare i drink.
    – Lezione pratica interamente dedicata agli intagli con frutta e verdura per decorare i cocktails.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – Drink making techniques.
    – I liquori e gli aperitivi, cosa sono, come utilizzarli correttamente in ogni occasione.
    – Preparazione didattica del Mojito, seguito dalla dimostrazione didattica di un Caipirissima.
    – Pratica del free pouring con simulazione di drink.
    – La caffetteria: dal caffè al cappuccino. Le corrette tecniche di preparazione .
    – Preparazione pratica di un caffè e cappuccino. Corretto funzionamento della macchina del caffè, dosaggi, preparazione della crema di latte.
    – Esempio di un Irish Coffee (cocktail IBA).
    – Lo spumante e Champagne. Come si servono correttamente e come si valutano.
    – Metodi di servizio dello spumante e dello champagne.

    Al termine del corso vi sarà un esame finale teorico e pratico, che consisterà in una prova scritta e nella preparazione di un cocktail estratto a sorte (con tecnica classica). Chi supererà l’esame otterrà un attestato di partecipazione al corso.

    Unico neo: il corso è a pagamento, prevede infatti una quota di iscrizione di 390 € comprensiva di rimborso corso, materiale didattico, libro di testo, tessera associativa, copertura assicurativa ed attestato di partecipazione.

    Per info e iscrizioni telefonare al 348 5473802 o scrivere alla mail angelo.desimoni@aibmproject.it. Nelle prossime settimane saranno aperte le iscrizioni anche per un corso di corsi di fruit carving (l’intaglio della frutta a scopo decorativo) e caffetteria.

  • Cinema all’aperto in Santa Brigida: torna la rassegna ‘Cinetruogoli’

    Cinema all’aperto in Santa Brigida: torna la rassegna ‘Cinetruogoli’

    truogoli-santa-brigida-centro-vicoli-d1Torna per il secondo anno Cinetruogoli, la rassegna di film proiettati in piazza Truogoli di Santa Brigida, che per cinque serate si tramuta in un cinema all’aperto.

    Giovedì 12 settembre il debutto con L’età del ferro del regista savonese Diego Scarponi, “Storie e indizi che descrivono quel preciso ambiente territoriale. Un viaggio attraverso le differenti ere industriali che ha vissuto Savona” (ingresso gratuito, inizio proiezione ore 20.30).

    Seguono altre quattro serate, con altrettanti classici del cinema muto e pellicole lontane dai circuiti commerciali. Si tratta di La folla di King Vidor (giovedì 19 settembre), The General – Come vinsi la guerra di Buster Keaton (sabato 21 settembre), Hoboemia (giovedì 26 settembre) e del documentario ligure Patabang di Andrea Frigerio (mercoledì 2 ottobre).

    Le proiezioni inizieranno alle 20.30, con aperitivo alle 19.

    L’evento è organizzato da Vivere Santa Brigida in collaborazione con il Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton del Campus universitario di Savona.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Assicurazioni auto, quadro generale: tacito rinnovo e polizze online

    Assicurazioni auto, quadro generale: tacito rinnovo e polizze online

    rally automobilismoSettembre, è tempo di ringhiare. Ebbene sì, cari lettori, siamo tornati… Dopo la rovente estate gli argomenti da trattare sono tanti, quindi ho deciso di riprendere con tematiche di tipo assicurativo, dato che diverse persone ci hanno contattato.

    Così, mi pareva giusto specificare ancora alcuni elementi di codesta confusa materia; in particolare relativamente alle polizze Rc Auto. Innanzitutto, due chiarimenti sulla cd. legge Bersani che nel 2007 ha rivoluzionato tutto:

    a) essa si applica a familiari conviventi
    b) essa si applica solo e soltanto in caso di effettivo passaggio di proprietà o di acquisto di un mezzo nuovo.

    Questa normativa ha permesso ai clienti di risparmiare molti quatrini, ma ha creato un evidente danno alle compagnie assicuratirci, le quali, sistemando in classi di bonus/malus molto vantaggiose gli inesperti neopatentati, si sono viste aumentare il numero dei sinistri… a danno dei guidatori virtuosi. Conseguenza di ciò è stata poi l’introduzione della normativa sul cd. “indennizzo diretto” che ha ulteriormente falcidiato clienti e compagnie.

    Ultima innovazione legislativa è stata l‘abolizione del tacito rinnovo delle polizze Rc Auto. Mi raccomando: solo le polizze Rc Auto.
    Le polizze ad essa connesse, purché distinte, hanno un proprio iter, quello tradizionale, e necessitano quindi di disdetta nei termini contrattualmente previsti, come già abbiamo avuto modo di raccontarvi qualche settimana addietro.

    Considerando che le leggi in materia assicurativa mutano allegramente e spesso, occorre prestare la massima attenzione; difatti anche tra gli assicuratori regna sovente molta confusione.
    L’errore del vostro assicuratore, di solito, lo pagate voi.

    Un’ultima considerazione: oggi pullulano le assicurazioni on line. Potete verificarne la regolarità sul sito dell’IVASS, laddove sono elencate tutte le imprese assicuratrici, italiane e straniere, che sono legittimate ad operare in Italia.
    Queste imprese praticano prezzi spesso concorrenziali, specialmente per gli automobilisti virtuosi, però bisogna sapere leggere con attenzione le condizioni contrattuali.
    Le polizze stipulate via web sono in forte aumento e la norma relativa al tacito rinnovo si deve proprio a questo fenomeno.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • L’ultimo imperatore: il film di Bertolucci in 3D al Corallo

    L’ultimo imperatore: il film di Bertolucci in 3D al Corallo

    cinema-provini-castingMartedì 10 e mercoledì 11 settembre 2013 (ore 17 e 21.15) il cinema Corallo di Genova Carignano propone il film L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci del 1987, in una versione restaurata e in 3D.

    Il riadattamento del film ha richiesto un lavoro di oltre dieci mesi con un investimento di oltre due milioni di dollari. La pellicola, uno dei film italiani più famosi al mondo, ha vinto 9 Premi Oscar – 4 Golden Globe – 3 Premi BAFTA – 9 David di Donatello – Premio César – 4 Nastri d’argento – Grammy Award.

    Trama del film
    Nel 1908 a Pechino nella città proibita, l’anziana Imperatrice vedova, prossima a morire, si fa portare Pu-Yi, un fanciullo di tre anni, strappandolo alla madre e lo designa suo successore. Ultimo della dinastia Ching passerà la sua infanzia nella mitica Città, signore e padrone assoluto di uno sterminato Impero. Nel 1912, Sun-Yat-Sen proclama la Repubblica, ma il fanciullo resta là come un simbolo, prigioniero ma onorato (e inoffensivo). Successivamente, divenuto adulto va a vivere in un’altra città del Paese con le due mogli, l’istitutore scozzese Sir Reginald Johnston e alcuni fedeli, in un esilio dorato, che lo vede anche in Occidente. Poi la volontà di governare prende il sopravvento e lo spinge a compromessi: avendo nel frattempo il Giappone, spinto da mire espansionistiche, invaso e occupato la Manciuria, terra natia di Pu-Yi, questi sale sul trono di tale regione, ribattezzata Manciukuo, destinato al ruolo di re fantoccio, collaborando con Tokio, che ne condiziona a fini bellici l’effettivo potere. Finita la guerra e caduto in mano sovietica Pu-Yi trascorre, dopo la seconda guerra mondiale cinque anni in Siberia; poi nel 1949 la Cina di Mao ne chiede il rimpatrio come criminale di guerra. Dopo un decennio di rieducazione politica, l’ex Imperatore viene rilasciato dal campo in cui, con molti altri, è stato confinato: ora è un uomo comune, ha riconosciuto le sue colpe (reali o presunte) e lavora da umile giardiniere nell’orto botanico di Pechino. E nel 1967, nel momento in cui coloro che lo hanno rieducato proveranno gli insulti e le vessazioni della rivoluzione culturale Pu-Yi muore.

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  • Ponte Parodi fun shopping center: il 2014 è vicino, facciamo il punto

    Ponte Parodi fun shopping center: il 2014 è vicino, facciamo il punto

    ponte-parodi-portoCalata Darsena: era il 2000 quando gli architetti olandesi van Berkel e Bos di UNstudio hanno messo a punto per il capoluogo ligure il progetto di realizzazione di un fun-shopping center. Sono passati 13 anni, nel corso dei quali si sono succedute alterne vicende, stop e rimandi. Ad oggi, dopo un iter travagliato, i lavori per la realizzazione del progetto -seppur non sono ancora iniziati- sembrano imminenti: a inizio 2014 dovrebbe venire aperto ufficialmente il cantiere per la creazione del centro polifunzionale, che si inserisce nel progetto del waterfront genovese e di riqualifica complessiva dell’area.

    Sullo stato attuale del progetto di Ponte Parodi si è espresso il vicesindaco Stefano Bernini, interrogato dal consigliere Lega Nord Edoardo Rixi lo scorso 23 luglio 2013 in occasione della seduta del Consiglio Comunale, confermando quello che già aveva detto a Era Superba nel mese di marzo: «Alcuni impegni su Ponte Parodi sono a carico del Comune, altri dell’Autorità Portuale. Noi dobbiamo provvedere alla viabilità di accesso da Via Buozzi e trovare una provvisoria collocazione alla Croce Verde, che troverà sede definitiva a Ponte Parodi. Abbiamo dato la disponibilità ad effettuare tutto ciò nei tempi stabiliti. È invece in ritardo l’impegno di Autorità Portuale per il cerchiaggio del ponte, indispensabile per realizzare le nuove strutture. È in corso il relativo bando di gara, che dovrebbe concludersi il prossimo ottobre».

    A tale proposito, nel luglio 2013, con la diretta di #EraOnTheRoad eravamo andati di persona in Calata Darsena per valutare lo stato di avanzamento dei lavori. Avevamo interpellato i dipendenti della ditta Santoro srl, ancora in attesa delle disposizioni dell’Autorità Portuale per effettuare il trasferimento e lasciare libero il sito per la predisposizione del cantiere. I lavoratori della ditta, che ha sede da oltre 15 anni proprio nella Calata (sulla banchina di levante, di fronte al grande complesso di Ponte Parodi), ci raccontavano con voce unanime che i continui rimandi nell’avvio del progetto non mancavano di causare loro disagi: «Da tempo aspettiamo segnali da parte dell’Autorità Portuale. La nostra collocazione in zona Darsena è una sistemazione provvisoria e siamo in attesa di disposizioni per spostarci in un’altra sede qui vicina (dall’altro lato della banchina ndr). Questa situazione è determinata dal fatto che noi occupiamo una zona di proprietà dell’Autorità, cui paghiamo una concessione, e dobbiamo rimetterci alle disposizioni dell’ente. Il tutto sta diventando, col passare del tempo, paradossale: con noi qui, l’Autorità non può procedere con i lavori, ma d’altro canto noi non possiamo spostarci se questa non ci da disposizioni in merito. Quindi per ora è tutto bloccato, con massimo disagio sia per gli operai del cantiere di Ponte Parodi (che stanno predisponendo l’area ma non possono operare finché ci siamo noi), sia per noi, che sappiamo di doverci spostare ma non sappiamo né quando né come».

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    Intanto, da Palazzo San Giorgio, arrivano rassicurazioni: «Dallo scorso luglio, la situazione è cambiata e ci sono stati dei progressi: in questo momento sono in corso le procedure per il trasferimento della Santoro dall’attuale sede sulla banchina di levante a quella nuova. Il tutto dovrà essere ultimato entro metà ottobre e dopo procederemo con i lavori su quella banchina. Inoltre, stiamo predisponendo il cerchiaggio del ponte: è in corso un bando (del valore di quasi 5 milioni di euro) per l’assegnazione dell’appalto per la cinturazione idraulica, che sarà chiuso entro l’anno. I lavori, assieme a quelli di risanamento delle banchine, sono propedeutici all’avvio dei lavori veri e propri per la realizzazione dello shopping center. Da parte nostra, dobbiamo procedere con il completamento delle opere marittime strutturali, con il banchinamento e la creazione di infrastrutture: tutte operazioni di preparazione del sito. Attualmente stiamo svolgendo quanto è di nostra competenza, il resto è pertinenza del Comune».

    Di pertinenza del Comune, ad esempio, il trasferimento della Croce Verde: anche qui, a fine luglio la sede era ancora in attesa di spostamento. In loco si possono vedere le strutture dei capannoni prefabbricati che ospitano l’organizzazione, campeggiano a ridosso di quella che dovrebbe essere la zona del cantiere.

    A prescindere dalle questioni tecniche, tuttavia, bisogna notare come il continuo posporre l’avvio dei lavori stia creando una situazione di forte malcontento tra i cittadini genovesi, soprattutto tra  i residenti e i lavoratori della Darsena. Le opinioni raccolte confermano una certa perplessità nei confronti di una proposta, quella del fun-shopping center, che appare ai più obsoleta e inadatta.

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    E se il progetto – all’epoca della sua elaborazione moderno e avanguardista- fosse ormai desueto, datato, già vecchio e non rispondente ai reali bisogni della città?

    Tanto più che la struttura dovrebbe sorgere a ridosso  dell’ ex silos granario Hennebique  per il quale è aperto un bando (con scadenza a novembre 2013) per la riqualifica e la ristrutturazione. Le due grandi strutture potrebbero essere ripensate in modo da dialogare tra loro e offrire alla città nuovi spazi per l’incontro culturale e per l’impiego. Ad ogni modo, queste restano soltanto ipotesi e per sapere cosa succederà alla Darsena bisognerà aspettare la fine del 2013 quando, alla scadenza del bando di Hennebique e all’avvio dei lavori di Ponte Parodi, si avranno notizie più certe.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

  • Ospedale Villa Scassi: padiglione 9bis, apertura a fine ottobre

    Ospedale Villa Scassi: padiglione 9bis, apertura a fine ottobre

    Sanità[IL PRECEDENTE]

    Luglio 2012: un cantiere avviato nel 2004, che ha subito negli anni numerosi rallentamenti dovuti in buona parte alla spending review e alla crisi / chiusura delle ditte appaltatrici: questa la storia del padiglione 9bis di Villa Scassi, una struttura su 6 piani con 130 posti letto che dovrebbe diventare operativo a inizio 2013.

    Come raccontiamo nella nostra inchiesta, la struttura del nuovo padiglione sarà così ripartita: primo piano, servizi interni; secondo piano, Nefrologia e il Servizio Dialisi; terzo e quarto piano: Medicina Interna; quinto piano: Neurologia e Centro Ictus; sesto piano, Pneumologia.

    Un passo avanti importante per la struttura di Sampierdarena, il cui Pronto Soccorso conosce quotidianamente lunghi tempi di attesa anche a causa della carenza di posti letto nei reparti. Una problematica che ha portato nel 2011 – primo caso nella storia italiana – a un processo e alla condanna da parte di Asl 3 all’allora primario del Pronto Soccorso Mauro Zanna, proprio a causa dei disservizi subiti da molti pazienti prima di ricevere una cura.

    [IL PRESENTE]

    Il Padiglione 9bis dell’Ospedale Villa Scassi è finalmente pronto: lo comunica il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando insieme all’Assessore Montaldo, annunciando che lo spazio sarà inaugurato il prossimo 14 ottobre e aperto ai pazienti il 28 ottobre. Un totale di 130 posti letto nell’edificio che ospiterà anche i reparti di Medicina dell’ospedale di Sampierdarena: pneumologia, neurologia e centro ictus, medicina, nefrologia e dialisi.

    Il finanziamento complessivo per la sua realizzazione è di 10,8 milioni di euro, ricavati in parte dai fondi Fas e in parte dall’ex articolo 20, ossia lo stanziamento governativo per la ristrutturazione di edifici sanitari. In attesa di capire se verrà mai aperto un ospedale del Ponente, tra poco meno di due mesi vi sarà comunque un importante passo avanti per ridurre i tempi di attesa nei Pronto Soccorso e garantire migliore funzionalità ai reparti.

    Marta Traverso

  • Scrittura creativa, da settembre nuovi corsi e laboratori a Genova

    Scrittura creativa, da settembre nuovi corsi e laboratori a Genova

    poesia-poeti-scritturaIl mese di settembre offre tre interessanti opportunità per corsi di scrittura creativa a Genova, rivolti a semplici appassionati o a chi desidera fare della scrittura il proprio mestiere.

    Iniziamo con il percorso di scrittura autobiografica a cura di Duccio Demetrio, dal titolo Silenzi, pensosità, scritture in cammino: raccontare passo dopo passo le stagioni della vita: un seminario che unisce la contemplazione a esercizi di narrazione, sulla base del metodo che lo stesso Duccio Demetrio ha creato e insegna all’università Bicocca di Milano. Il laboratorio si svolgerà venerdì 27 e sabato 28 settembre presso l’Ostello SuGenova di San Fruttuoso, ma è necessario iscriversi prima in quanto i posti sono limitati. Per info e prenotazioni 010 504206 – info@sugenova.it.

    Riaprono anche le due scuole di scrittura cittadine. Officina Letteraria (via Cairoli) propone tre giornate di laboratorio aperto e gratuito, in vista dei nuovi corsi che inizieranno a ottobre. Saranno presenti gli scrittori genovesi Ester Armanino, Sara Boero, Emilia Marasco, Elena Mearini, Bruno Morchio e Paola Ronco. Appuntamento venerdì 13, venerdì 20 e venerdì 27 settembre alle 15.30 e 17.30: info e iscrizioni officinaletterarialab@hotmail.it.

    Infine Studio Storie, la scuola dello sceneggiatore Sergio Badino, che propone un open day sabato 14 settembre. Per l’intera giornata sarà possibile visitare la sede, ricevere informazioni sui nostri prossimi corsi di storytelling, sceneggiatura, scrittura ed eventualmente iscriversi. Info 340 6456634.

  • Forte Tenaglia: il progetto di riqualificazione è sempre più concreto

    Forte Tenaglia: il progetto di riqualificazione è sempre più concreto

    Il Forte Tenaglia sulle alture di Genova SampierdarenaLa “magnifica follia”, ovvero il recupero di un bene comune abbandonato da decenni, comincia a diventare un fatto concreto. Stiamo parlando del Forte Tenaglia, sulle alture di Sampierdarena, dietro il cimitero della Castagna, facilmente raggiungibile con i bus 66 e 38. Un luogo circondato dal verde, accessibile a tutti ma nonostante ciò, sconosciuto ai più. Almeno fino a poco tempo fa perché oggi, grazie al lavoro dell’associazione La Piuma Onlus – che nel 2011 lo ha ottenuto in concessione per 19 anni dall’Agenzia del Demanio della Liguria – Forte Tenaglia sta vivendo una seconda vita, è stato visitato da circa un migliaio di persone e si prepara a trasformarsi in spazio pubblico con funzioni sociali, culturali e ricreative. Qui, infatti, secondo l’ambizioso progetto dell’associazione, troveranno sede una casa famiglia, due alloggi per donne in difficoltà, ma pure una fattoria didattica, un giardino pubblico, laboratori per giovani studenti, ecc.

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    «Numerosi cittadini hanno già avuto occasione di veder da vicino il forte e rendersi conto di quale potenzialità offre a favore dell’intera comunità genovese – racconta entusiasta Emilia Pastorino, volontaria della Piuma Onlus – anche i rappresentanti istituzionali di Regione, Comune e Provincia sono stati quassù ed hanno espresso il loro apprezzamento per il nostro lavoro. Tutti gli enti sono stati molto disponibili e ovviamente interessati affinché l’operazione vada a buon fine. D’altra parte si tratta di un esempio virtuoso di recupero e riqualificazione che dovrebbe essere imitato. Però il periodo è particolarmente difficile considerata l’indisponibilità di fondi pubblici per sostenere simili iniziative. Esistono adeguati strumenti legislativi, come ad esempio la legge regionale per richiedere finanziamenti a fondo perduto finalizzati al recupero di edifici abbandonati, ma purtroppo allo stato attuale non ci sono le risorse economiche».

    Per questo l’iniziativa della Piuma Onlus assume ancora più valore. E fortunatamente c’è anche una buona notizia. «Questa settimana è arrivata la lettera della Compagnia di San Paolo con la quale ci comunicano la concessione di 80 mila euro – continua Pastorino – Con questo denaro realizzeremo il primo lotto di intervento cioè il recupero di una porzione della Casa del Telegrafo (nella parte superiore del Forte), dove sarà ospitata la casa famiglia gestita da una coppia di soci dell’associazione che già da tempo accoglie alcuni bambini provenienti da contesti problematici, in convenzione con il Comune di Genova. Il secondo lotto, invece, consentirà la completa ristrutturazione della Casa del Telegrafo. Al primo piano dell’edificio prevediamo di realizzare due alloggi per l’assistenza temporanea a mamme sole con figli piccoli. Inoltre, vogliamo offrire uno spazio di incontro e ambientamento dove affiancare le famiglie affidatarie individuate dal Tribunale dei Minori e facilitare l’inserimento dei bambini nel nuovo contesto familiare. L’intervento complessivo (primo e secondo lotto) lo sosterremo anche con forme di autofinanziamento: cene, iniziative ad offerta libera, proventi dell’8 per mille, sottoscrizione soci, ecc.».
    Adesso non resta che perfezionare il progetto edilizio, in particolare dal punto di vista strutturale ed impiantistico. «I soci della Piuma Onlus (oggi siamo una settantina) hanno competenze in disparati settori, questa è la nostra forza – sottolinea Pastorino – Ci siamo riuniti proprio in questi giorni e ipotizziamo di avere pronto il capitolato di gara definitivo tra un mese, massimo un mese e mezzo. A quel punto individueremo una rosa di imprese a cui proporre l’affidamento dei lavori di ristrutturazione della Casa del Telegrafo. Insomma, il discorso si fa sempre più concreto. La Compagnia di San Paolo ha indicato quale termine di fine lavori il 31 dicembre 2014. Per tale data il primo lotto sarà concluso. Nel frattempo troveremo le risorse per il secondo lotto, visto che possiamo già contare sulla concessione edilizia del Comune per ristrutturare l’intero edificio».

    La riqualificazione di Forte Tenaglia «Non ha una valenza esclusivamente sociale – sottolinea Pastorino – Senza dubbio, il fatto di consentire a minori che nella loro pur breve esistenza hanno già sofferto abbastanza, di vivere in un luogo bello in mezzo alla natura, è fondamentale. Però il recupero del Forte si presta ad una sua valorizzazione anche a fini ricreativi per tutti i bambini di Sampierdarena e San Teodoro, quartieri avari di spazi pubblici. Parliamo di un patrimonio storico, ambientale e culturale dell’intera città. Abbiamo iniziato ad organizzare incontri e conferenze su diversi temi, invitando le scuole superiori e altre realtà associative. L’idea è quella di trasformare il forte in luogo della cultura. Nonostante le difficoltà dovute alla carenza di risorse economiche, siamo soddisfatti perché molte persone sono già state sensibilizzate ed hanno toccato con mano la serietà del progetto. E sappiamo di poter contare sul loro aiuto per concretizzare il nostro sogno».

     

    Matteo Quadrone

  • Genova Radio (Icb): la stazione di Quarto, patrimonio da valorizzare

    Genova Radio (Icb): la stazione di Quarto, patrimonio da valorizzare

    Le antenne di Genova Radio a QuartoGenova-Radio (Icb), nel cuore del quartiere di Quarto, proprio davanti alla storica Via Romana della Castagna, è una ex stazione radiofonica fondata nel 1952 e all’epoca usata per comunicazioni in ambito marittimo. Composta da due diverse stazioni -quella ricevente nel quartiere levantino, l’altra dislocata a pochi chilometri, sul Monte Righi – i suoi trasmettitori si trovano oggi all’interno dell’antico forte denominato “Il Castelaccio” (sembrerebbe che lo stesso Guglielmo Marconi abbia definito questo luogo “una delle migliori postazioni d’Italia per le radiotrasmissioni”). Entrambe le stazioni, ricevente e trasmittente, erano impiegate per adempiere a diverse funzioni: trasmissione di messaggi in codice Morse tra nave e radio; invio di telegrammi, ad esempio ai parenti, durante la permanenza in mare lontano da casa; uso del sistema telex per la trasmissione di dati commerciali; invio di chiamate di soccorso 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. 

    due tralicci di oltre 60 metri che ancora svettano nel bel mezzo dell’antico abitato di Quarto e la passione di alcuni “agguerriti” amatori, tengono in vita la memoria di questa eccellenza genovese e di un mestiere, quello del radiotelegrafista, ormai scomparso.
    Era luglio 2013, con la diretta di #EraOnTheRoad vi avevamo portato sul posto per farvi vedere queste strutture, simbolo di un’attività ormai scomparsa. Abbiamo parlato con radioamatori, tecnici o con chi semplicemente ha vissuto gli anni d’oro di Genova-Radio: ci siamo fatti raccontare la storia e spiegare il suo funzionamento, trovando grande amore, passione e nostalgia.

    La radiotelegrafia a Genova

    radio-quarto-storicaMentre le prime operazioni erano svolte grazie allo sfruttamento di onde corte, a varie frequenze, la chiamata di soccorso sfruttava le onde medie a 500 kHz: usata per circa 90 anni nell’ambito del Servizio Radio Mobile Marittimo per la sicurezza in mare, tutte le stazioni radio che utilizzavano la radiotelegrafia in onda media avevano l’obbligo di assicurare l’ascolto continuo su questa frequenza, con un operatore preposto o tramite un ricevitore, in modo da ricevere in ogni momento SOS e messaggi di “urgenza”, per  salvaguardare la sicurezza della vita umana in mare. Solo nel 1999, la 500 kHz è stata rimpiazzata da sistemi digitali satellitari. Era possibile anche sfruttare queste tecnologie per permettere a chi si trovava in mare di utilizzare un sistema radiotelefonico e fare telefonate a casa anche se, molto dispendiose in termini di consumi di corrente e di tempi di organizzazione, questo tipo di chiamate non potevano svolgersi troppo di frequente.

    Gli operatori, radiotelegrafisti capaci e ben preparati, derivavano la loro conoscenza da precedenti impieghi a bordo di navi e imbarcazioni: perlopiù facevano parte di una categoria di Ufficiali della Marina Mercantile, esistente all’epoca in cui ancora le comunicazioni avvenivano per via telegrafica, ed erano chiamati “marconisti”, nome coniato in memoria dello stesso Guglielmo Marconi, padre delle radiocomunicazioni. Tutti quelli che aspiravano ad un impiego nelle radiocomunicazioni su navi mercantili o aeromobili civili dovevano conseguire un apposito brevetto, un certificato per radiotelegrafisti rilasciato dal Ministero delle Poste. Un mestiere affascinante e motivato da grande passione personale, che oggi è scomparso, dovendo soccombere ai progressi della tecnologia. Le apparecchiature utilizzate da Genova-Radio erano degne di nota e tutte di qualità: dapprima, i trasmettitori Collins BC-312 e BC-3124, poi gli italiani Allocchio-Bacchini OC-11.

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    Queste caratteristiche – e non solo – hanno reso importante la stazione genovese negli anni del dopoguerra, come ci racconta Lino Esposito, appassionato e collezionista di apparati radiofonici Collins (gli stessi usati inizialmente da Genova-Radio): «Il mio interesse per le vicende di questa radio è forte, mi ha sempre affascinato il suo funzionamento e il ruolo che rivestiva: quando si lavora a bordo delle navi, si è in mezzo agli oceani e l’unico contatto con la terraferma è la radio. Genova-Radio si è assunta questo importante compito e ha svolto il suo lavoro in un’epoca in cui la tecnologia non aveva ancora raggiunto gli sviluppi cui siamo abituati oggi. Chi partiva per mare, non aveva altri mezzi per comunicare con i famigliari a casa, né con i tecnici o con i soccorsi a terra. Ricordo che, dopo vari tentativi da parte mia, sono stato autorizzato ad avere accesso alla stazione ricevente di Quarto, dove ho incontrato alcuni anziani radiotelegrafisti (che spesso erano anche radioamatori e riuscivano ad coniugare lavoro e passione) e ho potuto visitare di persona la stazione ricevente, dotata di una postazione per radiotelegrafisti, ricevitori, comandi dei rotori delle antenne direttive, e una serie di strumentazioni tecniche per la comunicazione marittima. Inoltre, ricordo che avevano per antenna una filare lunga 600 metri e alta 60 metri da terra: per questo, quelli usati da Genova-Radio erano gli unici ricevitori a non risentire delle interferenze causate dalle Broadcastings sulle frequenze vicine. I ricevitori impiegati a Genova, inoltre, erano usati anche da altre stazioni radio costiere italiane con funzione analoga a quella genovese, come Roma-Radio(Iar), Trieste-Radio(Iqx), Livorno-Radio, Cagliari-Radio, ed altre».

    Cosa è rimasto oggi di Genova-Radio?

    Lino Esposito ci illustra la situazione attuale: «Difficile ripercorrerne le vicende, si dispone di poche informazioni. Si sa, però, che dapprima, non più tardi di qualche anno fa, Genova-Radio (Icb) è passata dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni alla Telecom Italia e i servizi (telegrafia e fonia in bande hf) sono stati accorpati a quelli di Roma-Radio (Iar): completamente “ristrutturata” e “remotata”, oggi la stazione genovese è quasi totalmente automatizzata e viene controllata in remoto dalla stazione di Roma-Radio. Alla fine del 1992, gli ultimi ricevitori Collins furono tolti dal servizio e sostituiti da moderni ricevitori della Rohde-Schwarz. Così Genova-Radio ha visto arrivare la sua fine e ormai da qualche anno non è più operativa, se non per pochi servizi ancora gestiti dalla capitale, in remoto».

    Oggi Genova-Radio ha quindi perso la maggior parte delle funzioni di un tempo e, costretta a soccombere di fronte alle nuove tecnologie, resta perlopiù inutilizzata. Visto l’interesse riscontrato, l’ipotesi di creare un museo delle radiocomunicazioni in questi luoghi, con le apparecchiature di una volta, non sembra fuori luogo: un’opportunità di rilancio e promozione di un mestiere scomparso? Perché no…

     

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

    [immagini storiche gentilmente fornite da Lino Esposito]

    Per approfondimenti di tipo tecnico:

    http://i0yqx.jimdo.com/

    http://www.linoesposito.it/geradio_it.php

  • Sala Dogana, come trasformare lo spazio: l’installazione Line Life

    Sala Dogana, come trasformare lo spazio: l’installazione Line Life

    sala-dogana-ducale-DIHa inaugurato venerdì 6 settembre 2013 Line Life, l’installazione site-specific di Tvrtko Buric vincitore del bando SHOT – Sala Dogana Hands-On Transformation: un concorso per creativi under 35 giunto alla seconda edizione e finalizzato a reinventare lo spazio all’interno di Palazzo Ducale.

    Un semplice disegno a inchiostro nero scorre da Piazza Matteotti sino all’interno di Sala Dogana. Con la modellazione plastica di spaghi e di un sottile strato di policarbonato, la linea, da fluida, si muove sul piano e si espande nello spazio condensandosi in un complesso corpo scultoreo che esplora il contesto urbano di Piazza Matteotti e l’architettura interna di Sala Dogana conquistando la terza dimensione. L’installazione si avvale dell’accompagnamento sonoro a cura del compositore di musica elettroacustica Emilio Pozzolini.

    La mostra rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 22 settembre con orario 15-20 e ingresso gratuito.

    [foto di Diego Arbore]

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  • Pre-festa in corso: una giornata di spettacoli a Marassi

    Pre-festa in corso: una giornata di spettacoli a Marassi

    marassi-bassa-valbisagno-corso-de-stefanisDomenica 8 settembre 2013 si svolge una giornata di festa nel quartiere genovese di Marassi: Pre-festa in corso, organizzata dai giovani creativi Mattia Brancati e Jacopo Olivieri come prima tappa di un festival itinerante che coinvolgerà tutta la città, allo scopo di riattivare i quartieri non appartenenti al vero e proprio centro cittadino.

    Dalle 10 alle 24 in via Cagliari, via Bonifacio e corso Sardegna una giornata con appuntamenti di arte, danza, letteratura e sport, con workshop e laboratori per adulti e bambini tutti a partecipazione gratuita. Tra gli ospiti numerose case editrici (la genovese Tuss, ExCogita di Milano e la rivista auto-prodotta bolognese LOK zine), grafici e illustratori (Giorgia Marras, Fatomale, Alessandro Ripane, Gianluca Sturmann, Martina Francesoni), fotografi (Mattia Brancati e Totem Collective Studio) e associazioni (Y.E.A.S.T.).

  • To Russia with Love: anche a Genova il flash mob contro l’omofobia

    To Russia with Love: anche a Genova il flash mob contro l’omofobia

    unioni-civili-gay-prideDomenica 8 settembre anche Genova si unisce al flash mob internazionale Global Kiss-in: To Russia with Love, organizzato per manifestare il proprio dissenso alle leggi omofobe approvate la scorsa estate. L’evento si terrà in contemporanea in circa 50 città del mondo – nei pressi delle sedi delle rappresentanze diplomatiche russe – e sta raccogliendo numerose adesioni attraverso il passaparola sui social network e l’attivismo di associazioni quali Arcigay.

    Qual è il tema in oggetto? Lo scorso giugno il parlamento russo ha approvato una legge “contro la propaganda omosessuale”, ovvero un provvedimento che punisce con una multa o con la reclusione chiunque parli apertamente e positivamente di omosessualità in luoghi pubblici e in presenza di minori e chiunque organizzi eventi a sostegno dei diritti degli omosessuali e dei transessuali.

    L’appuntamento è per domenica alle 15 in via Oberdan, davanti alla sede del Consolato russo a Genova. Arcigay Approdo aderisce a questa manifestazione nazionale in collaborazione con il Segretariato Studenti di Medicina, che già lo scorso maggio aveva organizzato un flash mob in occasione della Giornata contro l’omofobia. Maggiori informazioni sull’evento si possono trovare su Twitter, utilizzando l’hashtag #Russia4Love.

    Marta Traverso

  • Quarto, ex Fischer: sopralluogo del Comune, perplessità sul progetto

    Quarto, ex Fischer: sopralluogo del Comune, perplessità sul progetto

    fabbrica-ex-fischer-via-romana-castagna-quarto-D5Nuove verifiche sulla sicurezza del Rio Castagna e sulla futura viabilità della zona, un sopralluogo dei consiglieri comunali e alcune puntuali proposte del Municipio Levante. Non è ancora detta l’ultima parola sul progetto edilizio – leggermente ridimensionato rispetto alla prima versione – che prevede la costruzione di un palazzo residenziale a 4 piani per 26 appartamenti e 30 box interrati nell’ex area industriale Till-Fischer (2 mila e 700 metri quadrati da decenni in stato di abbandono) di via Romana della Castagna nel quartiere di Quarto. Ma l’intervento di demolizione e ricostruzione rispetta tutte le norme quindi l’approvazione è solo questione di tempo. Restano vive alcune perplessità, soprattutto in merito all’opportunità di realizzare una simile edificazione in un’area che lo stesso Comune definisce di “alto pregio”.

    Mercoledì 4 settembre l’argomento è stato discusso a Palazzo Tursi in sede di Commissione Territorio. «Lunedì prossimo (9 settembre) alle ore 9:30 si svolgerà un sopralluogo nell’area ex Till- Fischer – spiega il presidente della commissione, Antonio Bruno (Fds) – Poi il progetto approderà in consiglio comunale. I nuovi consiglieri vogliono vedere da vicino il contesto di via Romana della Castagna. Tutti hanno apprezzato la riduzione dei volumi ma l’impatto del nuovo palazzo, rispetto agli altri edifici della zona, sarebbe pur sempre pesante».
    Il Municipio Levante, chiamato ad esprimere il proprio parere (non vincolante) sul progetto, non ha ancora preso una posizione ufficiale perché ritiene necessario un supplemento di istruttoria, come spiega il consigliere municipale Paola Borghini (Fds) «Abbiamo chiesto un incontro con i tecnici del Comune affinché vengano a illustrare nel dettaglio le variazioni tra il progetto originario e quello attuale. Dal punto di vista del rischio idrogeologico chiediamo un’ulteriore verifica della distanza dal Rio Castagna. Inoltre, vogliamo sia preliminarmente chiarita la questione della viabilità».
    Giovedì 5 settembre la Commissione Territorio del Municipio Levante ha affrontato il tema. «Erano presenti i rappresentanti dei cittadini che hanno espresso valutazioni sul merito dell’intervento – continua Borghini – Qui stiamo parlando di una riduzione in altezza da 5 a 4 piani e non di cambiamenti stravolgenti. La proposta degli abitanti è la seguente: perché non si ipotizza di ricreare un ambiente consono al valore paesaggistico dell’antica “creuza”, magari spezzando i volumi in palazzine dalle dimensioni più contenute, invece di costruire un unico grande edificio? Questa potrebbe essere una valida alternativa».

    Fabbrica ex Fischer in via Romana della Castagna a Quarto

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    Per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione, la delibera comunale prevede la loro monetizzazione e l’impegno del Comune di utilizzarli in loco. «L’amministrazione comunale si farà carico di eseguire gli interventi quali la messa in sicurezza del rivo, delle attigue aree verdi e la sistemazione della viabilità – racconta Borghini – Una delle proposte è anche quella di rivedere la situazione dell’area delle Campanule, sita di fronte all’ex Till-Fischer ai piedi di Quarto Alta, dove il Municipio sta tentando una riqualificazione con la collaborazione di cittadini e associazioni. Tali fondi, però, non possono essere vincolati a questi scopi. Quindi corriamo il rischio che, in caso di accadimenti gravi (ad esempio un evento alluvionale) per cui si renda necessario recuperare con urgenza delle risorse economiche, queste siano le prime ad essere sottratte. E di conseguenza le opere preventivate non vengano più realizzate. Noi, invece, proponiamo di obbligare la società privata ad eseguire in prima persona i lavori che saranno stabiliti. È un’alternativa che sottoporremo all’attenzione del Comune». L’incontro con i tecnici comunali va proprio in questa direzione. «Verificare se ci sono ancora margini per ulteriori cambiamenti – aggiunge il consigliere del Levante – ai fini di un maggiore ritorno per il territorio».

    Sull’opportunità o meno di procedere alla demolizione/ricostruzione in un contesto che la stessa Commissione territorio di Palazzo Tursi definisce di “alto pregio”, Paola Borghini ha un’idea precisa. «Se l’ex fabbrica viene considerata “incongrua” per la presenza di volumi considerati di dimensioni eccessive, io mi domando qual è la sostanziale differenza tra il nuovo progetto di edificazione e la volumetria precedente della Till-Fischer. Il cambio di destinazione da industriale a residenziale non cambia l’impatto volumetrico sull’ambiente circostante».
    Il Piano Casa del 2009 consente la demolizione/ricostruzione ma «Stiamo parlando di una legge regionale che per sua natura non può verificare la compatibilità di un singolo intervento – aggiunge il consigliere del Municipio Levante – Queste valutazioni devono essere fatte dagli enti locali, Comune e Municipi».
    Dopo il completamento istruttorio richiesto dal Municipio ed il sopralluogo dei consiglieri comunali, bisognerà tirare le somme. «Prima di concedere qualunque autorizzazione a costruire vogliamo che siano valutati attentamente tutti gli aspetti sopracitati», conclude Paola Borghini.

     

    Matteo Quadrone

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Settembrata del Lagaccio: festa di quartiere per il diritto alla casa

    Settembrata del Lagaccio: festa di quartiere per il diritto alla casa

    centro-est-pre-lagaccio-oreginaIl diritto all’abitare, inteso nel duplice significato di “abitare una casa” e “abitare gli spazi pubblici”. Questo il tema al centro della terza Settembrata del Lagaccio, evento organizzato dalla Fratellanza Artigiana Genovese (società di mutuo soccorso attiva nel quartiere dal 1877) per creare momenti di aggregazione tra gli abitanti della zona.

    Come ci spiega Gilberto Marengo «la Fratellanza Artigiana Genovese, che nel tempo ha modificato più volte la propria destinazione d’uso, ritiene oggi prioritario tornare a parlare di “mutuo soccorso”, a seguito di una crisi economica che è anche crisi umana e delle relazioni. Il mutuo soccorso parte infatti dal creare momenti di aggregazione e al tempo stesso di sostegno a chi è in difficoltà, come le cene sociali in cui chi ha problemi economici può guadagnare qualcosa in cambio dell’aiuto in cucina. Nello specifico, la Settembrata si svolge come sempre nei giardini pubblici di via Sapri, riaperti due anni fa dal Comune dopo un lungo e costoso lavoro di ristrutturazione, avvenuto peraltro senza consultare la cittadinanza».

    Tre giorni di musica e specialità gastronomiche che avranno come protagonisti i savonesi Mgz (venerdì 6 settembre), il laboratorio Ri-percussioni sociali che oltre al proprio repertorio proporrà un omaggio a Fabrizio De Andrè (sabato 7 settembre) e il dj-set di Salvatore Fraccavento (domenica 8 settembre).

    Inoltre, non meno importante, per tutta la durata dell’evento saranno allestiti due sportelli informativi: uno sul tema del diritto alla casa, l’altro dedicato alle iniziative di Voglio la Gavoglio. Chiediamo dunque a Marengo alcuni dettagli su questi due ambiti così importanti: «Il Lagaccio è un quartiere con numerose case popolari, molte delle quali sono però sfitte o addirittura murate, quindi senza nessuno che le abita. Da tempo ci impegniamo affinché queste case vengano assegnate, ma i requisiti e i tempi di accesso sono molto macchinosi, ed è inoltre difficile stabilire chi ha la reale competenza sul tema tra gli uffici del Comune e di Arte (ex Istituti Case Popolari, ndr). Durante la Settembrata sarà presente uno sportello informativo in cui un legale potrà fornire informazioni di primo livello. Inoltre, poiché il concetto di “abitare” riguarda anche l’abitare il quartiere, ci sarà uno spazio informativo su Voglio la Gavoglio, per mantenere viva la battaglia politica e sociale del quartiere contro la speculazione che i privati vorrebbero attuare nell’ex caserma. Noi, come Fratellanza Artigiana, chiediamo che la Gavoglio sia restituita al quartiere con finalità sociali, a partire da ciò che gli abitanti stessi ritengono prioritario: luoghi di aggregazione, spazi per associazioni di volontariato, centri sociali e così via».

    L’appuntamento per chi desidera partecipare alla Settembrata è dunque tutti i pomeriggi / sera, a partire dalle 17, da venerdì 6 a sabato 8 settembre (leggi il programma completo) .

    Marta Traverso