Autore: erasuperba

  • Centro storico, legalità e diritti: federazione associazioni e comitati

    Centro storico, legalità e diritti: federazione associazioni e comitati

    vigne-centro-storico-vicoliUn soggetto unico pronto ad instaurare un dialogo costruttivo con le istituzioni per il rilancio del centro storico. È il senso dell’iniziativa messa in atto da associazioni e comitati – tra le quali Associazione Centro Storico Est (Assest), Associazione L.Robotti S.Torpete, Massoero 2000, Osservatorio Prè-Gramsci, Assoutenti – riunitesi in una federazione aperta all’adesione di altre realtà del territorio. «Pensiamo che il centro storico, indipendentemente dalle singole specificità di ogni zona, sia accomunato da un problema generale – spiega Giancarlo Bertini di Assest – quello di non avere un piano complessivo per rilanciarlo». Insomma, è assente qualunque progetto, soprattutto a lungo termine. «Al contrario, si agisce solo con interventi estemporanei per risolvere le emergenze del momento – continua Bertini – così è nata l’idea di una federazione che raggruppi le varie realtà associative. Il gruppo è aperto a nuove adesioni, infatti, invitiamo i comitati della Maddalena e di altri quartieri ad unirsi a noi».

    La federazione, secondo i promotori, permetterà loro di confrontarsi con l’amministrazione presentandosi quale unico interlocutore, in modo tale da “pesare” di più nel dibattito pubblico sul futuro del centro storico. «Siamo convinti che alcune scelte siano dettate da interessi di lobby– sottolinea Bertini – le piccole associazioni contro queste importanti influenze possono fare ben poco. Così, forse, avremo maggiore voce in capitolo». Proponendo delle soluzioni per immaginare un centro storico vivibile, pulito e sicuro, che torni a dare lustro alla città. L’aspetto fondamentale è coniugare il diritto a sicurezza e vivibilità dei residenti con l’attenzione ai soggetti più deboli (dai senza dimora agli stranieri irregolari, ecc.), agendo sempre in una cornice di legalità e diritti per tutti.

    Nel documento stilato dalla neonata associazione sono numerosi gli spunti. «A proposito di bellezza occorre intervenire sul degrado. Riparare la pavimentazione ripristinando il selciato originale senza l’asfalto è possibile. Molte di tali brutture sono la conseguenza di lavori sulle infrastrutture. Il Comune si decida a risalire alle responsabilità, obbligando le imprese al ripristino». Per migliorare l’igiene, invece, serve una migliore organizzazione della gestione dei rifiuti che preveda il coinvolgimento attivo della comunità. «La raccolta differenziata porta a porta appare l’unico sistema efficace in grado di raggiungere in poco tempo su larga scala percentuali oltre il 70%».
    Le piazze devono essere liberate dalle automobili e utilizzate per attività culturali, ricreative, concerti e come punto di partenza delle visite guidate. In questo senso il patrimonio culturale storico-artistico rappresenta il volano principale. «È necessario favorire il turismo di qualità con la realizzazione di percorsi coadiuvati da supporto logistico, dall’estensione del wi-fi, da un rapporto diverso con i crocieristi che sbarcano a Genova. Occorre coinvolgere le numerose realtà del quartiere, pensiamo agli eventi di musica classica di Don Farinella, ai Mercoledì del Castello sulla storia di Genova, alla scuola di danza orientale, alla scuola di Cinema e recitazione, alla musica d’autore, alle manifestazioni organizzate alla Commenda di Prè dall’associazione amici dell’Oratorio, al progetto del museo della Stampa, ecc. Le piazze vanno frequentate e non solo transitate, così gli spazi deserti di piazza Caricamento possono divenire un ponte tra Expo e carruggi».

    Non poteva mancare un richiamo al diritto al riposo notturno, una delle maggiori criticità per i residenti. «A notte inoltrata le misurazioni del rumore nelle case (con finestre chiuse) effettuate negli ultimi due anni dall’apposito nucleo dei vigili urbani nelle zone interessate dalla movida ed elaborate di concerto con l’Università, raccontano una storia di superamento, e di molto, della soglia di interruzione del sonno (60dBA), dalle ore 23 alle 5 di mattina: una violazione della legge e del diritto primario all’integrità psicofisica. Saniamo l’emergenza: rinnoviamo la richiesta di chiusura al sabato alle ore 1,30, gli altri giorni alle ore 0,30, contestualmente alla presenza di vigili in funzione preventiva».
    Infine, a proposito di dialogo e condivisione «Bisogna estendere a tutto il centro storico i punti presenti nel Patto per Prè, del quale ribadiamo l’alto valore civile ed auspichiamo una piena e completa attuazione da parte della Giunta comunale. I contenuti richiamano al rispetto delle regole del vivere insieme come condizione della convivenza libera dall’assillo della paura. Rispetto della legalità e attenzione ai più deboli devono marciare di pari passo, senza sovrapporsi ai diritti dei cittadini residenti».
    La federazione invita l’amministrazione ad «Indire nuovi bandi per l’assegnazione dei locali comunali, senza preclusione per attività di somministrazione e ristorazione, purché sia salvaguardata la qualità degli esercizi commerciali di nuova apertura nell’area di Prè, ricercando il rispetto degli aspetti storico, architettonici e paesaggistici. Inoltre, si proceda con l’assegnazione degli alloggi comunali attualmente sfitti».

     

    Matteo Quadrone

  • Arcipelago Scec, moneta locale: continua il progetto a Genova

    Arcipelago Scec, moneta locale: continua il progetto a Genova

    scec3Prosegue anche a Genova l’attività di Arcipelago Scec, il progetto di moneta locale e complementare all’Euro, diffusa per sfidare la crisi e sostenere le attività commerciali del territorio.

    Su Era Superba ne abbiamo parlato per la prima volta alcuni mesi fa interpellando Enzo Cirone, referente per Liguria e Toscana di Arcipelago Scec. Un tema che da un lato si può legare ai dibattiti sul futuro dell’Euro, ma che è al tempo stesso svincolato da teorie economica: lo Scec non si pone in contrasto con la moneta corrente, ma la accompagna per valorizzare l’economia locale e aumentare il potere d’acquisto di consumatori e famiglia.

    Pur non essendo convertibile in denaro, ogni Scec ha con l’Euro un rapporto 1:1, ossia 1 Scec vale 1 Euro, 2 Scec valgono 2 Euro e così via. Dal punto di vista fiscale lo Scec è assimilabile a un buono sconto: chi si reca in un bar, dall’elettrauto o in una qualunque altra attività commerciale aderente, pagherà infatti in Scec solo una percentuale minima dell’importo totale (di solito 5, 10 o 20%). L’iscrizione ad Arcipelago Scec è gratuita e permette di ricevere – appunto all’atto dell’iscrizione – una somma di 100 Scec, cartacei o su conto elettronico.

    Attualmente (dato aggiornato al 3 luglio 2013) a Genova Arcipelago Scec conta 215 fruitori – ossia consumatori che pagano in Scec – 65 accettatori – ovvero attività commerciali o liberi professionisti che accettano Scec come forma di pagamento e 12 soci sostenitori – che operano attivamente per far conoscere lo Scec e sostenerne la diffusione sul territorio.

    Per maggiori informazioni in merito si può inviare una mail ad arcipelagoscecgenova@gmail.com o iscriversi alla pagina Facebook “Arcipelago SCEC Liguria”, che a oggi conta quasi 500 like. Si stanno inoltre organizzando, con cadenza periodica, incontri sul territorio per spiegare lo Scec a esercenti e cittadini (l’ultimo si è svolto ieri sera, mercoledì 3 luglio, alla Asd Vignocchi di Boccadasse).

    Marta Traverso

    (foto dell’autore)

  • Championships di Wimbledon, prima di tutto le tradizioni inglesi

    Championships di Wimbledon, prima di tutto le tradizioni inglesi

    tennis

    E’ ormai la 127ma volta che nell’ultima settimana di giugno e nella prima di luglio si giocano i Championships di Wimbledon. Ci sono altri prestigiosi tornei di tennis, ma se chiedete a un ragazzo con la racchetta in mano qual è il suo sogno vi risponderà senza esitare: “Vincere a Wimbledon”. Per entrare davvero nella storia dello sport un giocatore deve calcare con successo l’erba-tappeto del Centre Court e uscire vittorioso dall’ambita finale del torneo.

    Che cos’hanno di così speciale i Championships?  Certo, su quei campi sono transitati e hanno vinto delle autentiche leggende del tennis: Martina Navratilova, William Renshaw, Pete Sampras e Roger Federer per citare soltanto i più titolati. Tuttavia, se i protagonisti vincono, invecchiano e passano, è il contorno che rimane e che ogni luglio si ripresenta a rendere Wimbledon il torneo. Tradizione è la parola d’ordine e non c’è paese che riesca al pari dell’Inghilterra a rendere la ripetizione di gesti ed eventi un punto di forza e non un elemento di mera e monotona abitudine.

    Se è piuttosto usuale vedere giocatori che indossano magliette di colori anche sgargianti sugli altri campi, a Wimbledon ci si veste rigorosamente di bianco. Addirittura il recordman di vittorie ai Championships, Federer, in più di un’occasione si è presentato sul Centre Court con indosso un elegantissimo blazer immacolato che poi ha tolto subito prima di iniziare a giocare.

    Il chair umpire, il giudice di sedia, si rivolge alle giocatrici facendo precedere al cognome gli appellativi di “Miss” opure “Mrs” e chiamando in alcune circostanze “Mr” anche gli uomini. Altro elemento rimasto immutato è quello dei colori ufficiali del torneo, verde e viola, ripresi anche nelle aiuole all’esterno dei campi da gioco.

    Fuori dal campo, le strawberries and cream, fragole e panna, rimangono un punto fermo oltre che un piacere per il palato, consumate in quantità luculliane durante le due settimane del torneo, così com’è immancabile un drink a base di Pimm’s: d’altra parte siamo nel sud dell’Inghilterra!

    Wimbledon è anche lo specchio del classismo strisciante Oltremanica. Il torneo è organizzato dall’All England Lawn Tennis and Croquet Club – noto semplicemente come All England Club un circolo di tennis non propriamente aperto al pubblico, dato che le affiliazioni non possono superare il numero di 375 e che i membri sono tutti iper-selezionati in base al lignaggio. A presiedere il club è il Duke of Kent, il Principe Edoardo, il quale consegna personalmente il trofeo al vincitore. Proprio Edward, una decina d’anni fa, decise di interrompere la consuetudine che voleva che i giocatori facessero un inchino davanti ai membri della famiglia reale: francamente era ora che davanti alla Royal Family ci si potesse comportare come davanti a un qualunque essere umano. A dire il vero fa ancora eccezione la Regina, di fronte alla quale l’inchino è ancora previsto… Un giorno o l’altro arriveremo a eliminare anche quello.

    L’Inghilterra d’altronde è così, ricca di contraddizioni. La terra della Magna Carta del 1215, il primo rudimento di riconoscimento dell’uguaglianza di tutti i cittadini, è anche il paese in cui più di ogni altro resiste un forte classismo.

    Se da un lato la distinzione tra upper e lower class è molto netta, per tradizione il pubblico di Wimbledon e quello inglese in generale parteggiano invece per l’underdog, ovvero il contendente che parte senza i favori del pronostico.

    Quest’anno, tuttavia, il pubblico del Centre Court farà un’eccezione e tiferà per uno dei favoriti, Andy Murray, nella speranza che un britannico trattenga finalmente sull’isola il trofeo che vola regolarmente verso altri lidi dal 1938. Poco importa se Murray è scozzese e non inglese e poco importa se prossimamente la Scozia potrebbe dire sì a un referendum per staccarsi definitivamente da Londra: l’importante è poter affermare che si è vinto … See you!

     

    Daniele Canepa

     

  • Brignole e Principe, restyling stazioni ferroviarie: lo stato dei lavori

    Brignole e Principe, restyling stazioni ferroviarie: lo stato dei lavori

    stazione-brignole-EUn iter burrascoso e travagliato, quello che riguarda i lavori di ristrutturazione delle due principali stazioni genovesi, Brignole e Piazza Principe. I lavori hanno preso il via il 4 dicembre 2008: “Appalto integrato per lavori di riqualificazione ed adeguamento funzionale degli edifici di stazione e delle opere infrastrutturali  complementari”, questa la dicitura esatta relativa agli interventi previsti, oltre che nei due poli genovesi, anche nelle stazioni di Milano Centrale e Torino Porta Nuova. L’importo totale? 57 milioni 183 mila 497,17 euro.

    Il progetto è finanziato e coordinato dal gruppo Grandi Stazioni, società di servizi controllata al 60% da Ferrovie dello Stato Italiane e al 40% da Eurostazioni SpA, incaricata di riqualificare le 13 principali stazioni ferroviarie italiane e ridare lustro a stazioni ottocentesche, dotandole di infrastrutture e impianti adeguati al ventunesimo secolo: oltre a Genova, Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Venezia Mestre e Venezia S. Lucia, Verona Porta Nuova, Bologna Centrale, Firenze S. Maria Novella, Roma Termini, Napoli Centrale, Bari Centrale, Palermo Centrale. A Genova, oltre alle due citate, era inizialmente previsto anche un programma per la riqualificazione della stazione di Sampierdarena, mai attuato.

    Dopo varie vicissitudini e proroghe, la data di fine lavori nelle stazioni di Genova è stata fissata per il 27 dicembre prossimo: altri 3 mesi dopo l’ulteriore ed ennesima proroga –datata settembre 2013-. Pensare che originariamente –e ingenuamente- si era parlato di ottobre 2011. Poi, le emergenze archeologiche a Principe, che avevano spostato la dead line a marzo 2012. Poi è degenerato tutto. Adesso è valido il termine di fine 2013, ma si tratta di una probabilità concreta o piuttosto di un miraggio, una chimera, una bufala?

    Brignole e Principe, i cantieri e i ritardi

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    I lavori, a cura degli architetti Marco Tomino, Massimo Antonelli e Lorenzo Pagnoncelli rispettivamente per la parte architettonica, strutturale e impiantistica, sono seguiti dalla ditta Guerrato SpA, impresa appaltatrice. All’apertura dei cantieri i lavori erano stati affidati da Grandi Stazioni ad una ATI (Associazione Temporale di Imprese) con capofila, all’epoca, Dec: impresa barese attiva nel campo delle costruzioni civili sia pubblico che privato che, dopo essersi aggiudicata l’appalto, era andata incontro a difficoltà economiche e legali (una vertenza giudiziaria a suo carico per l’inadempienza nel pagamento degli operai, che aveva costretto alla cassa integrazione in deroga per i 22 lavoratori della Dec e avvio della procedura per recuperare gli stipendi non pagati dal gennaio 2012), che l’avevano portata a fuoriuscire dalla ATI. Il percorso non è stato breve e indolore: nell’aprile 2012 l’accordo per la risoluzione del contratto e l’uscita della Dec, con subentro della Guerrato SpA di Rovigo in funzione di capofila, affiancata da Sacim, in amministrazione straordinaria.

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    Già all’interno dell’ATI originaria, la Guerrato era all’epoca l’unica azienda solida in grado di assumersi questo compito e di favorire questo passaggio, evitando all’amministrazione di riemettere un nuovo bando europeo (con un ulteriore slittamento dei lavori a fine 2014-metà 2015). Dopo la crisi di Dec, il tracollo: i lavori avevano subito uno stop di molti mesi deciso dalla società Grandi Stazioni, cui mancavano le garanzie necessarie sulla stabilità delle aziende coinvolte; per le aziende in subappalto (una ventina) c’erano da pagare circa 2,6 milioni di lavori arretrati. Fortunatamente il peggio è stato scongiurato e i cantieri sono stati riavviati nell’agosto 2012 (anziché a maggio, come previsto), con l’accordo siglato a luglio dall’allora Assessore ai Trasporti Enrico Vesco e il responsabile di Grandi Stazioni. I lavori sono, però, ripresi a pieno regime a partire dal mese di ottobre.

    Sindacati e Regione, inoltre, si erano accordati per far ottenere i pagamenti arretrati ai lavoratori e per mantenerne l’impiego. Alla fine, il tutto si era risolto con la cassa integrazione per 19 operai, la corresponsione di arretrati e contributi, la riassunzione con contratto a termine offerto dalla Guerrato (a scadenza a luglio 2013 per una parte dei lavoratori, e dicembre 2013 per altri).

    Le difficoltà dei lavoratori

    stazione-principe-lavori-3-EAd oggi, tuttavia, i lavori non sembrano avviarsi verso la fine. Il termine di fine lavori fissato entro dicembre 2013 non sembra credibile e tutto fa pensare che la ditta non riuscirà a rientrare nei tempi previsti. I lavori a Brignole e Principe, seppur “separati”, non possono che procedere in parallelo. Oggi basta fare un giro all’interno o nei pressi delle stazioni (come capita quotidianamente ai tanti pendolari, o in generale ai molti utenti ferroviari) per rendersi conto dello stato reale dei fatti.

    Ma qual è il motivo di questi rallentamenti? Eppure 57 milioni (e “spiccioli”) di euro sono già stati finanziati e ci dovrebbe essere tutto l’interesse per portare a termine quello che è stato iniziato. Supposizioni e voci non ufficiali adombrano la seguente spiegazione:

    Dopo il caso Dec, con sue le ambigue vicende giudiziarie, la colpa dei rallentamenti sulla tabella di marcia e delle mancanze sotto il profilo organizzativo erano state attribuite alla ditta pugliese, “colpevole” della cattiva gestione dei lavori. Ma anche dopo il passaggio alla gestione della Guerrato SpA la situazione non è cambiata di una virgola e la lentezza resta endemica, la Guerrato potrebbe quindi decidere di allungare ancora oltre, fino a trovare ditte disposte a entrare nel progetto e prendere in subappalto i lavori scaricando gli oneri finanziari sulle subappaltatrici sgravandosi dal pagamento della penale per il ritardo sui tempi previsti. Per il momento non è dato sapere se si tratta di argomentazioni fondate o di semplici illazioni: solo nei mesi prossimi si avrà il responso.

    lavori-cantiere-brignole-ENei cantieri, intanto, alcuni operai ironizzano: «Chiusura del cantiere nel 2013? Più probabile 2033. Qui i lavori non finiranno mai. All’inizio eravamo in 40 operai, attivi solo in questo cantiere; adesso siamo stati dimezzati e siamo in 40 in tutto, tra Brignole e Principe. Come si può pensare di riuscire a finire tutto il lavoro che ancora c’è da fare in pochi mesi? Impossibile pensare di compensare ora tutte le mancanze che ci sono state in questi anni».

    Per non parlare del problema dei continui licenziamenti e dello spettro della cassa integrazione. L’anno scorso molti operai sono stati mandati in cassa integrazione per oltre un anno; di recente altri sono stati licenziati e a fine novembre, a quanto apprendiamo, toccherà ad altri ancora.

    Gli operai in larga parte sono assunti tramite contratti a termine fatti tramite agenzia interinale che vengono rinnovati di mese in mese, o di 3 mesi in 3 mesi. Stando alle voci che circolano in cantiere, alla scadenza del contratto prevista per fine novembre dovrebbero arrivare i licenziamenti e ad alcuni colleghi sarebbe stato dato il benservito non più tardi della settimana scorsa. Inoltre… «Siamo troppo pochi e non riusciamo a lavorare, non si riesce a procedere».

    Lo stato dei lavori

    lavori-cantiere-stazione-principe-EA rilento e in ritardo, è vero. Ma pian piano qualcosa si è pur mosso. Dentro alla stazione di Brignole da qualche mese i lavori per la ristrutturazione della pavimentazione del sottopasso sono terminati, e l’impressione generale è migliorata (anche se a uno sguardo più attento si nota che il cantiere si è spostato dal corridoio all’ingresso, a ridosso della porta). Di Principe, purtroppo, non si può dire lo stesso e ancora il cantiere all’interno della stazione crea disagi ai viaggiatori e scompiglio generale.

    A Principe, comunque, sono già stati consegnati ai commercianti alcuni esercizi; inoltre, ultimati i nuovi uffici della Polizia Ferroviaria e rinnovata la parte impiantistica. A Brignole, pronto il nuovo Palazzo della Centralina di Controllo, che ospita il centro tecnologico di controllo Rfi. In entrambe le stazioni, a posto anche i pannelli di indicazione dei binari e gli schermi informativi, con buona pace di tutti i viaggiatori (o quasi).

    Ancora, entro la primavera del 2014, la consegna delle due aree di parcheggio a Principe e Brignole (qui i lavori, seguiti da ditte subappaltatrici, hanno subito ritardi a causa di un contenzioso con gli occupanti dell’area, mentre a Principe lo scavo è già stato fatto e i lavori sono iniziati), gli unici lavori che davvero sembrano proseguire di buona lena: ancora una volta il business dei parcheggi si rivela leader nel settore dell’edilizia.

    Il tunnel di collegamento fra la stazione ferroviaria e la metro a Principe (non previsto a Brignole) era dato per ultimato nei primi mesi del 2014, ma ancora non si sa se si resterà nei tempi. E poi, le “rifiniture” varie: oltre all’ultimazione di impianti, centrali elettriche, anche il restyling del sottopasso di Principe, la costruzione di nuove biglietterie (a Principe, a destra dell’attuale; a Brignole, al posto dell’edicola e del tabacchino) e centri commerciali. A Principe si punta soprattutto su servizi essenziali come ristorazione, edicole e tabacchi, mentre a Brignole sarà allestita una più grande area commerciale, e si presume saranno ospitati anche grandi brand come Calzedonia o Benetton, per rendere la stazione genovese più simile a quelle delle principali città italiane.

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

  • Sagra urbana: cibo, musica e spettacolo a Villa Bombrini

    Sagra urbana: cibo, musica e spettacolo a Villa Bombrini

    Villa BombriniGiovedì 4 luglio 2013 ha inizio a Villa Bombrini – Genova Cornigliano la sagra urbana: tre giorni all’insegna di prodotti tipici, appuntamenti musicali e spettacoli di teatro e arte di strada rivolti ad adulti e bambini.

    L’evento si svolge in collaborazione tra Circolo Arci Belleville, Circolo Barabini di Trasta, Circolo Arci 30 Giugno e Teatro del Piccione.

    Il programma della sagra urbana 2013 inizia dunque oggi (giovedì 4 luglio) con Minimo Festival, una serie di spettacoli dedicati all’arte di strada.

    Dalle 17.30 spettacoli che spaziano dalla giocoleria comica ai burattini, dall’acrobatica aerea alla clownerie, portando in scena solo artisti genovesi. Alle 21.30 il “vero e proprio” spettacolo di varietà, che comprende acrobatica aerea, giocoleria, musica, arti circensi e una Drag Queen. Infine, dalle 23, concerto di canzone popolare del Sud con Vito e le Orchestrine.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Stage estivi di musica a Genova: il programma di Music Line

    Stage estivi di musica a Genova: il programma di Music Line

    ChitarraSono aperte le iscrizioni agli stage estivi di chitarra, percussioni e teoria musicale che si svolgono come ogni anno a Music Line, la scuola fondata da Gianni Martini e che quest’anno ha “compiuto” 35 anni di attività.

    Il programma di quest’estate prevede quattro incontri di un’ora e mezza ciascuno, in orari serali (variabili e da definire anche in base alle esigenze degli iscritti) e distribuiti nell’arco di due settimane. Ogni stage avrà inizio solo al raggiungimento del numero minimo di iscritti.

    Cajon e percussioni leggere: rivolto a tutti coloro che, da appassionati, intendano avvicinarsi al mondo delle percussioni leggere (tamburelli, maracas, clavette, shaker, cabasa ecc.) e del cajon. Per partecipare non è richiesta alcuna preparazione teorica.
    Sono previsti due livelli: iniziale e di primo approfondimento.
    Docente: Dado Sezzi.

    Tecnica chitarristica e studio dell’improvvisazione: in occasione dell’uscita del 4° volume di Tecnica chitarristica e studio dell’improvvisazione, Gianni Martini terrà uno stage sull’improvvisazione che illustrerà gli argomenti trattati nei vari volumi del progetto didattico. Il corso è rivolto a chi già possiede un bagaglio tecnico e teorico di base.
    Sono previsti due livelli: iniziale e di primo approfondimento.
    Docente: Gianni Martini.

    Ripassiamo la teoria! . Seminario rivolto a tutti coloro che necessitano di riprendere e approfondire le indispensabili tematiche teoriche per poter esprimersi in maniera musicalmente consapevole.
    Sono previsti due livelli: iniziale e di primo approfondimento.
    Docente: Gianni Martini

    Lettura della partitura. Lo stage affronta i principali aspetti della scrittura musicale per chitarra attraverso esempi di lettura via via più complessi. Sono previsti due livelli
    Docente: Gianni Martini

    Armonica a bocca: seminario rivolto a tutti coloro che desiderano avvicinarsi a questo strumento dal grande potere evocativo. Si affronteranno le tecniche di base con particolare attenzione al mondo del blues e del folk.
    Il seminario prevede 2 livelli: base e di primo approfondimento.
    Docente: Lorenzo Marmorato

    Seminari dedicati alla vocalità
    a) L’impiego della vocalità nel canto corale moderno: tecnica di base per il controllo della vocalità. Docente: Marina Esposito.
    b) Come si prepara una canzone nel pop e nel rock: rivolto ai cantanti solisti, il programma affronterà stili musicali diversi, le specifiche tecniche e l’interpretazione. Docente: Davide De Martis.
    c) Il canto armonizzato: stage rivolto ai gruppi vocali (già esistenti e da formare estemporaneamente per il seminario). Saranno affrontate le tecniche vocali di base e i principi fondamentali dell’armonizzazione vocale applicata a brani pop e jazz. Docente: Betty Ilariucci.

    Per informazioni chiamare la segreteria di Music Line (010 8392500 dal lunedì al venerdì ore 15-180). Music Line rimane aperta per le lezioni ordinarie fino a metà agosto, sono inoltre aperte le prescrizioni alla stagione 2013- 2014.

  • Angeli per viaggiatori: un social network per sostenere il turismo

    Angeli per viaggiatori: un social network per sostenere il turismo

    genova-panorama-villetta-di-negroIl passaparola è spesso uno dei motori principali nella scelta dei luoghi di vacanza. Soprattutto in questo periodo di crisi (ma non solo), fa sempre comodo avere un amico o conoscente che risiede là dove vogliamo andare, per chiedere consiglio su opportunità di soggiorni low cost e sulle zone più interessanti da visitare. Non solo: se le esigenze del turista sono molto specifiche – appassionato d’arte, di cucina locale, di teatro di strada etc – è difficile sapere cosa offre in merito una città o regione, se non si conosce molto bene il territorio.

    In particolare – per fare un esempio – un abitante di Genova può suggerire a un potenziale turista un itinerario non convenzionale e in un certo senso “personalizzato” rispetto a quelli che si trovano nelle guide istituzionali e che tendono spesso a dirigere agli stessi luoghi e percorsi. A questo scopo è stato creato nel 2008 il sito web Angeli per viaggiatori: il fondatore è Stefano Consiglio, docente di Organizzazione Aziendale all’Università di Napoli, che sulla scia dell’emergenza rifiuti ha voluto individuare uno strumento per rinnovare e favorire la presenza di visitatori nella sua città.

    Limitato inizialmente alla Campania, in questi 5 anni il sito web si è esteso la possibilità ai suoi iscritti di chiedere e dare consigli di viaggio in ogni parte d’Italia e all’estero, ma anche di incontrare personalmente e ospitare i potenziali turisti. Anche chi scrive si è registrata ad Angels for Travellers, mentre il totale degli iscritti sul territorio genovese è al momento 26.

    Angeli per viaggiatori non va affatto confuso con una guida turistica o un servizio di informazioni: volendo semplificare, è paragonabile a un social network come Facebook, in quanto il suo scopo primario è favorire l’incontro tra persone e creare una rete di “angeli” che si attivino in maniera stabile per valorizzare il territorio. Una rete che, a nostro parere, deve da un lato favorire il professionismo e dall’altro colmare il vuoto dei fondi sempre più esigui per cultura e turismo: in Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia è per esempio attivo da settembre Benvenuti al Sud, progetto patrocinato dalle istituzioni locali e volto a creare presidi territoriali allo scopo di coinvolgere i cittadini nella promozione turistica dei loro territori, sia utilizzando Internet sia attraverso iniziative offline.

    Marta Traverso

  • Iren mercato, contratti di doppia fornitura luce e gas: l’analisi

    Iren mercato, contratti di doppia fornitura luce e gas: l’analisi

    iren-gasGentili lettori, a costo di sembrare noiosi e pedanti, dobbiamo – ahimè – tornare su un argomento trito, ritrito e tristemente trattato….
    Stiamo parlando di Iren mercato, distributore gas per la Liguria e venditore nel mercato tutelato sia per la fornitura del gas che per quella dell’energia elettrica.
    Due settimane fa abbiamo stigmatizzato il comportamento nefasto di Enel biforcuta: Enel Serizio Elettrico ed Enel Energia
    Siccome il metodo Enel non trova ostacoli normativi, altre società hanno deciso di comportarsi alla stessa maniera. Iren Mercato S.p.A. è una di queste. Ma attenzione: c’è una piccola differenza.

    Le “due Enel” hanno ragione sociale differente, ma il logo e lo slogan pubblicitario (l’energia che ti ascolta) sono identici e fuorvianti; facile equivocare, ma relativamente semplice accorgersi del cambio gestore: le bollette diventano a colori. Sicuramente in molti all’inizio hanno pensato ad un’evoluzione digital-cromatica da parte di Enel ed invece trattaasi solo di bollette dal costo più elevato.

    Al contrario, Iren non si è sdoppiata, la società è la stessa e quindi un “normoutente” pensa ragionevolmente di mantenere lo stesso contratto che aveva in precedenza… ma si sbaglia.

    Gli addetti che si attaccano ai campanelli delle vostre porte sono venditori e vi vogliono appioppare un contratto di somministrazione doppio (luce/gas) millantando sconti inesistenti.
    Basti pensare che Iren – con con i contratti di mercato libero – vi fa pagare somme non meglio precisate (le cui voce in bolletta non troverete neanche con la miglior lente di ingrandimento di Sherlock Holmes).
    Un esempio? Il trasporto luce ad Enel… e magari voi avevate un contratto proprio con Enel. Alla faccia della trasparenza… E poco consola il fatto che la normativa attualmente in vigore consente tutto ciò; non ci resta che invocare la pratica commerciale scorretta: quella, almeno, ce l’abbiamo e viene punita severamente.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Ambiente, acqua ed energia: concorso di giornalismo per studenti

    Ambiente, acqua ed energia: concorso di giornalismo per studenti

    MontagnaIn vista della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile (24-28 giugno 2013) è stato indetto il concorso per le scuole superiori Onde di montagna, che prevede la realizzazione di contributi radio, video, foto e articoli su uno di questi due temi: risparmio idrico e acqua come energia.

    I materiali possono essere inviati entro il 31 marzo 2014 via mail a redazione@radiojeans.net o attraverso la app gratuita per Android e iOS “Radio Jeans”.

    I primi due classificati avranno in premio una somma di denaro ciascuno e un laboratorio radiofonico per la propria scuola. La premiazione avverrà in occasione dell’edizione 2014 della Settimana europea dell’energia sostenibile.

    Il bando è promosso dalla Federbim (Federazione nazionale dei bacini imbriferi montani) in collaborazione con i due media giovanili Radio Jeans e la rivista Zai.net.

  • Genova, verde pubblico e alberature stradali: lo stato attuale

    Genova, verde pubblico e alberature stradali: lo stato attuale

    alberi-parchi-DIA Genova ogni volta che si parla di verde pubblico, parchi, alberature cittadini, non si può evitare di sollevare le polemiche di molti: chi sostiene la necessità di un restyling del verde genovese, nella speranza di portare le auspicate migliorie; chi, dall’altro lato, difende gli spazi verdi, nel timore che gli interventi pubblici celino interessi privati che finirebbero solo per peggiorare la situazione. Nel corso degli ultimi anni si è messa in evidenza la problematica della messa in sicurezza delle alberature, con particolare attenzione alla situazione delle alberature stradali cittadine -in condizioni ambientali difficili-, e la necessità di manutenzione delle piante come buona pratica civica. Da qui, una serie di progetti di riqualificazione dei viali alberati, di salvaguardia degli esemplari malati e di successivo reimpianto. Ormai da tempo le amministrazioni, in un’azione coordinata con le squadre di Aster, hanno avviato una lenta ma costante opera di riqualificazione in varie aree della città: in alcune zone gli interventi sono già stati ultimati, altre ancora restano in attesa. Facciamo il punto con Giorgio Costa, responsabile del Settore Verde di Aster.

    «In tutta Genova ci sono (su 100 mila totali) circa 20 mila alberature stradali vecchie: no, non antiche o storiche, ma vecchie. Si tratta di alberi piantati nel dopoguerra, che oggi sono ultra-cinquantenni, quasi sessantenni: già sono vecchi di per sé ma, essendo stradali (e quindi sottoposti a stress continuo, smog, inquinamento di vario tipo), invecchiano ancora prima del normale. Inoltre, all’epoca erano state piantate a distanza troppo ravvicinata e questo oggi causa dei problemi di sviluppo e di conflitto tra gli esemplari, che non hanno lo spazio necessario ad espandersi come dovrebbero. Tutto ciò comporta due problematiche principali: per prima cosa, ci sono problemi di sicurezza, per cui gli alberi instabili spesso sono stati piantati troppo vicini alle case. Per scongiurare rischi di crolli e cedimenti e per ridare alle piante lo spazio vitale di cui necessitano, è necessario effettuare frequenti e pesanti potature, ma questo finisce per indebolirle ulteriormente e innescare un circolo vizioso. Le piante potate, e perciò indebolite, risultano più soggette ad ospitare parassiti sulle radici, sul tronco e sui rami: si tratta di parassiti non visibili a occhio nudo e che non pregiudicano la fioritura della pianta e il suo fogliame, perciò da fuori si è portati a pensare che la pianta stia bene, mentre spesso è completamente invasa da questi parassiti, scavata e cariata all’interno. Il rischio di schianto è forte, e ultimamente aumenta purtroppo il numero delle vittime in seguito a incidenti di questo tipo. Per la manutenzione di queste alberature è necessario effettuare valutazioni di stabilità per individuare le piante che sono al limite e sostituirle con nuovi esemplari. Dalle nostre stime, circa il 10-30% delle attuali alberature stradali necessita di sradicamento e sostituzione. Questo sistema porterebbe al generarsi di buchi all’interno del paesaggio urbano, per colmare i quali è necessario procedere con il reimpianto di alberature che spesso sono, per forza di cose, diverse per tipologia e specie rispetto alle piante precedenti: in molti casi, al posto di piante ad alto fusto si inseriscono piante più piccole, che sono libere di crescere e svilupparsi più armoniosamente. I nostri interventi di reimpianto riguardano o tratti completi di strade, o intere vie, come nel caso del progetto di Via Spinola del 2012 (dove abbiamo sostituito ben 40 piante): questo, per dare uniformità al paesaggio urbano e non creare dissonanze sotto il profilo estetico, e anche per poter intervenire sul ridistanziamento delle alberature, che crescono così più velocemente».

    Il “famoso” intervento in Via Spinola

    Aster al lavoro in via Ambrogio Spinola a OreginaNel caso di Via Ambrogio Spinola ad Oregina, infatti, nell’ottobre 2012 sono stati effettuati interventi di recupero sugli alberi lato strada, sostituiti con altre piante a basso fusto. Gli alberi ad alto fusto, infatti, risultavano indebolite a causa degli agenti atmosferici e dell’inquinamento, ed erano a rischio stroncamento, con cavità nel tronco o nei rami. Inoltre, la crescita stentata a causa di potature di contenimento, dovute all’impianto troppo a ridosso della strada, e così via. Da parte di Aster e del Comune si sosteneva la validità della soluzione adottata, giustificando l’abbattimento delle piante stradali con l’intenzione di privilegiare piuttosto le specie vegetali idonee agli spazi disponibili e di sistemare in modo adeguato lo spazio per lo sviluppo naturale delle chiome senza necessità di potature. Inoltre, anche la realizzazione di posti auto utili per compiere le manovre di parcheggio senza danni ai tronchi delle piante. L’intervento di riqualificazione della via prevedeva, per Aster, la risistemazione ordinata dei filari di alberi, da posizionare ad una distanza regolare, tale da consentire l’adeguato sviluppo delle chiome. Sul lato strada, anche un archetto “para-alberi” per proteggere ogni nuova pianta. Per il completo reimpianto del viale sono stati piantati 41 alberi nuovi, in modo da favorire la messa in sicurezza della via dal rischio di stroncamenti degli alberi e dei rami e la riduzione del “danno” su finestre e muri dei palazzi limitrofi. Inoltre, un generale stato di miglioramento sotto il profilo paesaggistico, la riduzione degli interventi di potatura e l’abbattimento dei costi di manutenzione.

    Commenta Costa: «Quello di Via Spinola è un esempio di intervento, che è stato strumentalizzato dalle associazioni di quartiere per far parlare delle problematiche che interessano il quartiere del Lagaccio, e che è stato avversato anche da Legambiente, che si è opposta strenuamente e inaspettatamente. In quel contest, le piante precedenti, colpite da funghi e fortemente indebolite, sono state sostituite con altre specie, e questo ha innescato meccanismi di protesta e resistenza da parte dei cittadini che, affezionatisi “ai tronchi” anziché alle piante, rivendicavano il legame affettivo e il valore estetico delle piante precedenti, senza rendersi conto di quanto fossero in realtà debilitate. Le vedevano verdi, e non percepivano lo stato di usura e stress di quelle piante ultra-cinquantenni. Ora, però, gli abitanti sono contenti: abbiamo stimato che in 5 anni ci sarà l’ammortizzazione dei costi di reimpianto e sostituzione (che costano molto meno delle ripetute potature, delle valutazioni dello stato di salute, degli interventi sui marciapiedi e sulle strade, che vengono danneggiati e sradicati dalle alberature troppo grandi e pesanti».

    All’epoca, come ricordato da Costa, c’era stata una vasta mobilitazione per cercare di fermare gli interventi di abbattimento delle alberature. Ci racconta Andrea Agostini di Legambiente: «Ci siamo opposti al progetto di tagliare gli alberi ad alto fusto presenti in Via Spinola perché non vedevamo la necessità e perché erano delle risorse importanti per garantire l’ombreggiatura della strada, la pulizia dell’aria, il riparo dal rumore del traffico, l’abbellimento del quartiere. Alla fine ha vinto Aster e gli alberi ad alto fusto sono stati eliminati, per essere sostituiti con una quarantina di alberi a basso fusto, di circa 3,4 metri, che certo non sono in grado di svolgere le funzioni già elencate sopra, e che non erano nemmeno adatti alla zona, trattandosi di meli da fiori e simili. All’epoca ci eravamo rivolti alla Consulta del verde che si era pronunciata a favore dell’opposizione di Legambiente, sostenendo la nostra causa, ma da parte delle amministrazioni c’è stato lo stesso il via libera al progetto, dal momento che la Consulta –hanno detto- ha valore solo consultivo e non vincolante».

    ambiente-natura-verde-green-alberiDIE lo stato attuale? Così, ancora, Costa:  «In via Spinola gli interventi sono stati realizzati con fondi del 2011, ma ora siamo a corto di finanziamenti: dipendiamo dal Comune e non abbiamo autonomia economica. In questo momento di crisi, in cui l’amministrazione di certo non naviga nell’oro, i finanziamenti per gli interventi sul verde urbano sono stati totalmente cassati, tanto che –pur avendo in piano almeno una decina di  urgenti interventi da realizzare- siamo con le mani legate. Anche se non si tratta di spese così alte (siamo nell’ordine dei 50-100 mila euro), se ne riparlerà se tutto va bene nel 2014. Per ora ci limitiamo ad affinare i progetti e a procedere con le valutazioni, anche se anche queste sono onerose. Bisogna però ricordare che quello di Via Spinola è un intervento che si inserisce in una serie di circa una decina di interventi simili, finanziati a livello comunale e portati a buon fine da Aster negli ultimi anni: posso citare Viale Aspromonte, Via Bolzaneto, Via Prestinari e Via Martiri della Libertà a Pegli (uno degli interventi più vecchi, portati a modello di buona riuscita delle nostre operazioni). Si tratta di interventi trasversali in tutta la città, dal Levante al Ponente, di cui oggi ci risulta che tutti siano soddisfatti. A tale proposito, da citare anche gli interventi di reimpianto nel tratto finale di Corso Firenze, quelli di Corso Carbonara seguiti da Ferrovie dello Stato che vi aveva precedentemente insediato un proprio cantiere per la creazione di un impianto di aerazione nella galleria ferroviaria sotterranea, danneggiando il verde, e che si è impegnata a curare il reimpianto entro settembre/ottobre 2013 con alberi di specie diverse».

    Prossimi interventi: piazza Paolo da Novi e corso Torino

    Nonostante il momentaneo stallo, a breve, al via gli interventi anche in Piazza Paolo da Novi, nell’ambito del restyling generale della piazza, iniziato nel 2011 e della durata prevista di dieci mesi: i lavori comprendevano la riqualificazione della parte centrale della piazza, con l’inserimento di nuovo verde e panchine, recupero delle aiuole, miglioramento della fruizione e inserimento di strutture varie, tra cui anche giochi per bambini. Adesso, saranno effettuati anche qui interventi sullo stile di quelli già realizzati in Via Spinola: sostituzione di alberature ad alto fusto sui lati lunghi della piazza con altre a basso fusto e ricostruzione del marciapiedi. Si tratta di piante molto vecchie, sophore, che saranno sostituite da piante di specie diverse. Quelle angolari, più giovani, non saranno toccate. Gli interventi sono realizzati dal Comune nel progetto di restyling generale, non direttamente seguiti da Aster, che si affiancano a quelli previsti in Corso Torino: qui si parla di levare progressivamente alcune piante più critiche, dimezzando il numero delle piante totali e aumentando la distanza da 6 a 12 metri.

    C’è chi non vede tutto rose e fiori. Ancora da Legambiente: «Ci dicono che gli interventi serviranno a migliorare il verde pubblico, ma in realtà si tratta di un sistema per risparmiare e per favorire la gestione complessiva del verde da parte dell’amministrazione e degli addetti, non di un guadagno in termini ambientali. Ci risulta che per l’intervento nella piazza siano stati stanziati 400 mila euro, ma solo 16 mila saranno destinati effettivamente all’inserimento delle nuove piante, mentre la parte restante (di certo molto più ingente: 16 mila sono una cifra irrisoria su un totale di 400 mila euro) sarà destinato al rifacimento della pavimentazione, alla cementificazione e pedonalizzazione dell’area. Insomma, il verde ancora una volta non è la priorità. Il tutto, da parte nostra, è ancora in fase di valutazione: stiamo per compiere una serie di accertamenti con un team di agronomi che manderemo sul posto a valutare la situazione, poi daremo un parere specifico con pronuncia ufficiale in merito allo stato della piazza. La spesa è certamente elevata e per questo da valutare accuratamente: un intervento di questo tipo cambia la fisionomia non solo della piazza ma anche del quartiere. Alla fine, a destra di Corso Buenos Aires ci sarebbero piante basse, mentre davanti sulla sponda sinistra, piante alte come le sophore».

    La questione è, appunto, controversa e spinosa. In bilico tra bisogno di innovazione e legame –anche affettivo- al paesaggio urbano, l’amministrazione si trova davanti al dilemma di come realizzare interventi intelligenti, facendo contenti i cittadini e facendo quadrare i bilanci. «Quello del verde pubblico cittadino –chiosa Costa, da Aster- è un tema spinoso, ma attuale: parlando con vari colleghi, mi confermano le reticenze dei cittadini verso i cambiamenti: guai a toccare gli alberi! Ma, personalmente, penso che il caso di Genova sia più estremo: si sa che, come popolazione, non siamo certo degli innovatori! Mal comune, quindi, ma a Genova è un male peggiore che altrove e queste ritrosie degli abitanti ci rendono più difficile procedere con gli interventi e ci pongono davanti al bivio tra innovazione e tradizione, miglioramento e quieto vivere». 

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Diego Arbore]

  • Goa Boa 2013: il programma dei concerti al Porto Antico

    Goa Boa 2013: il programma dei concerti al Porto Antico

    musica-concerti-chitarra-elettricaMercoledì 3 luglio 2013 ha inizio a Genova una nuova edizione di Goa Boa, la storica manifestazione musicale che porta nella nostra città band musicali di fama internazionale.

    Il ricco programma di concerti parte appunto questa sera con i Ministri, mentre ad aprire la serata è la band savonese iVenus.

    Si prosegue giovedì 11 luglio con Cody Chessnut, insieme ai genovesi Zibba & Almalibre.

    Venerdì 12 luglio è la volta dei Tom Tom Club, ossia il duo formato da Chris Frantz e Tina Weymouth.

    I Motel Connection sono gli ospiti musicali di sabato 13 luglio, mentre a concludere la manifestazione sarà il rapper Fedez venerdì 19 luglio.

    Tutti i concerti avranno inizio alle 21 (apertura porte ore 20, aftershow dalle 24, acquisto biglietti su goaboa.it).

  • Albaro, villa Franzone area ex Seat: stop alle residenze abusive

    Albaro, villa Franzone area ex Seat: stop alle residenze abusive

    albaro. area ex seat2Mentre il Municipio Medio Levante chiede una maggiore tutela delle ville storiche di Albaro, viene chiamato dal Comune ad esprimere il proprio parere sulla proposta di aggiornamento del PUC vigente riguardo al piano di lottizzazione dell’ex area Seat, nei terreni delle Ville Franzone e Candida.

    Stiamo parlando di una vicenda che affonda le sue radici addirittura nel lontano 1985, quando la Società elenchi ufficiali degli abbonati telefonici (Seat) – proprietaria di un’area di 3670 mq tra via Federico Ricci e via San Giuliano – presentò un progetto per realizzare un edificio da destinare ad uffici per un volume di circa 8500 metri cubici.
    Dopo un lungo contenzioso giudiziario, il cambio di proprietà, il tentativo di edificare residenze anziché uffici, restano sul campo una costruzione non finitaposta sotto sequestro dalla magistratura nel 2010 – e molte perplessità sulle scelta di rilasciare dei permessi a costruire relativi ad un sito incastonato tra i parchi e le pertinenze di due dimore storiche (Ville Franzone e Candida), per altro vincolate dalla Soprintendenza.
    Adesso l’amministrazione comunale, con questo atto – che dopo l’esame in commissione e consiglio del Municipio Levante Levante passerà in Consiglio comunale per il via libero definitivo – intende ribadire l’originaria destinazione d’uso dell’immobile. Dunque, soltanto uffici e nessuna residenza. Inoltre, il Comune decide di rinunciare al parcheggio ad uso pubblico previsto dalla convenzione stipulata all’epoca, oggi non più ritenuto necessario, scegliendo così di monetizzare gli oneri di urbanizzazione dovuti dai costruttori e stimati in circa 431 mila euro.

    «Il Giudice amministrativo ha stabilito che il piano di lottizzazione “vive” e dunque noi non possiamo fare altro che adeguarci – commenta l’architetto Maurizio Sinigaglia, funzionario tecnico della Direzione urbanistica e grandi progetti del Comune – però riportando il tutto alle previsioni del 1991. Oggi sarebbe praticamente impossibile approvare un intervento simile perché, rispetto agli anni ’80 e ‘90, c’è una sensibilità assai maggiore su questi temi».
    «Il parere favorevole del Municipio è legato alla precisa richiesta di spendere parte degli oneri di urbanizzazione sul territorio di Albaro», sottolinea Bianca Vergati, consigliere municipale (Sel-Lista Doria) e vicepresidente della Commissione Territorio.

    Anni 80 e 90: il progetto Seat ad Albaro

    La lottizzazione proposta nel 1985 dalla società Seat era conforme allo strumento urbanistico allora vigente. Il Piano Regolatore Generale del 1980, infatti, destinava l’area oggetto dell’intervento ad insediamenti commerciali e direzionali (ZA-CD), all’interno di zona storico-ambientale, vista la presenza di contigui manufatti di valore storico-ambientale e di zone di pregio paesaggistico. Nel dettaglio, il progetto edilizio prevedeva la realizzazione di un edificio per uffici articolato in due blocchi posti ad angolo ciascuno di tre piani fuori terra, per una volumetria complessiva pari a 8492 metri cubici e di un piano interrato destinato a parcheggi e locali tecnici.
    Il consiglio comunale, con deliberazione n. 1848 del 20 ottobre 1986, approvava il piano di lottizzazione, mentre la relativa convenzione tra Seat e Comune, veniva siglata nel maggio del 1991. Quest’ultima, all’art. 4, tra gli impegni assunti dalla società lottizzante prevedeva l’obbligo di consentire – senza alcun onere per il Comune – l’uso pubblico di un parcheggio in un’area adiacente al perimetro del piano e costituente distacco di Villa Candida (soggetta a vincolo storico monumentale), nonché della strada di accesso compresa anch’essa nel nuovo insediamento.

    albaro. area ex seat1Nel dicembre ‘91 il Comune rilasciava la concessione ad eseguire i lavori dell’edificio destinato a uffici. Nel novembre 1992 partivano le opere di sbancamento, ma appena un mese dopo, nel dicembre 1992, il tutto veniva sospeso dalla Soprintendenza per i Beni ambientali ed Architettonici della Liguria che contestava l’assenza della necessaria autorizzazione per intervenire sui terreni compresi nel parco della vincolata Villa Franzone. Inoltre, la Soprintendenza rendeva noto che era in corso il rinnovo del vincolo relativo all’edificio e comprensivo di tutte le sue pertinenze, compreso il parco. Nel dicembre 1993 il complesso Villa Raggio Franzone, con decreto del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, veniva dichiarato di interesse particolarmente importante ai sensi della legge 1 giugno 1939 n. 1089 e come tale sottoposto a tutte le cautele conseguenti, con efficacia anche nei confronti di ogni successivo proprietario.

    Il contenzioso giudiziario

    Successivamente alcuni privati presentarono ricorso al Tar Liguria impugnando tutti gli atti dell’amministrazione comunale che autorizzavano l’intervento e chiedendone l’annullamento. Il Tar con sentenza n. 192 del 09-06-1995 accoglieva il ricorso.
    Nel 1996 la società Seat proponeva appello contro la sentenza. Il Consiglio di Stato, con decisione 254/2005 depositata il 31 gennaio 2005, accoglieva l’appello riformando la sentenza del Tar Liguria e dichiarando irricevibile il ricorso di primo grado e inammissibile l’appello accidentale, provocando la conseguente reviviscenza nei loro effetti degli atti impugnati.

    Nelle more del predetto contenzioso, nel marzo 2000, veniva approvato il nuovo Piano Urbanistico Comunale tuttora vigente che include l’area oggetto dell’intervento nella zona A – tessuto storico, sottozona AV, caratterizzata da edifici, giardini o parchi di pertinenza di pregio storico contraddistinti da valore paesistico e ambientale costituenti un sistema unitario da conservare, dove la nuova costruzione è consentita esclusivamente per edifici compatibili in luogo di edifici preesistenti, ove si rilevi l’esigenza di riqualificare una situazione ambientalmente compromessa. Le funzioni ammesse sono diverse e comprendono residenze, alberghi, uffici, ecc.

    Nel frattempo, proprietaria del complesso e dell’adiacente Villa Candida – comprese le pertinenze e l’area già individuata quale parcheggio pubblico – era diventata la società Bagliani San Giuliano srl, che chiedeva la voltura dei titoli abilitativi, ed in virtù della sentenza del Consiglio di Stato, comunicava la ripresa dei lavori. Ma il Comune stoppava nuovamente le operazioni in ragione della sopravveniente imposizione del vincolo monumentale sull’area e sulla villa, da parte della Soprintendenza.
    Bisogna ricordare, però, che successivamente alla sentenza del Tar n. 192/1995 e nelle more della sentenza n. 254/2005 del Consiglio di Stato, con provvedimento n. 548 del 17 agosto 2004 veniva rilasciato il permesso a costruire per opere edilizie relative al medesimo complesso di Villa Candida con realizzazione di autorimesse interrate e spazi pertinenziali in coerenza con quanto ammesso dal PUC del 2000. L’area che doveva ospitare il parcheggio pubblico (secondo la convenzione del ‘91) veniva destinata a spazio pertinentale, sistemato a verde con la previsione di alcune piscine condominiali.

    A seguito dell’esame della Soprintendenza l’intervento a suo tempo approvato (1991) è stato ritenuto ammissibile a condizione della riduzione volumetrica di un piano. Il progetto veniva ulteriormente rielaborato e la ripresa dei lavori consentita nel settembre 2006. A fronte della presentazione di elaborati di concessione edilizia adeguati alle indicazione richieste, la Soprintendenza esprimeva il proprio nulla osta alla realizzazione dell’edificio nel luglio 2007.
    Di conseguenza la società Bagliani presentava presso il Settore approvazione progetti e controllo attività edilizia del Comune, variante in corso d’opera riguardante una soluzione progettuale diversa da quella approvata con concessione edilizia n. 550 del 1991.

    Gli abusi edilizi

    I lavori, però, sono continuati in maniera non conforme ai titoli abilitativi. Sottoposti a verifica degli ispettori dell’Edilizia privata del Comune, documentata da verbale di accertamento ispettivo prot. 290729 del 17-08-2010, nell’ambito del quale venivano rilevate anche opere di frazionamento preordinate al mutamento di destinazione d’uso a fini residenziali del fabbricato.

    albaro. area ex seat3Il verbale veniva trasmesso all’autorità giudiziaria che aprì un’indagine e pose sotto sequestro l’immobile. Il processo, partito un anno fa, non è ancora concluso.
    La società Bagliani per la realizzazione delle unità residenziali abusive è stata punita con una sanzione pecuniaria, versata nelle casse comunali, di circa 900 mila euro.

    La variante al progetto

    La variante progettuale è stata modificata nel 2011 con la totale sostituzione ed integrazione degli elaborati grafici e della documentazione allegata. In data 6 maggio 2011 la società Bagliani ha anche chiesto che la pratica di variante venisse mantenuta in essere come “Mantenimento di opere realizzate in difformità rispetto alla concessione edilizia n. 550 del 03-12-1991 e opere di adeguamento per la realizzazione di un edificio a destinazione direzionale e connessa modifica alla convenzione”.
    L’istanza in esame ha comportato ulteriori modifiche al progetto, da ultimo in data 02-08-2011. Come evidenziato nella relazione tecnica del Settore approvazione progetti del Comune (agosto 2011) «In seguito alle successive rielaborazioni il progetto persegue l’obiettivo di ricondurre l’intervento a quanto previsto dalla originaria versione progettuale sotto i profili dell’unitarietà dell’edificio e della destinazione direzionale prevista dal piano di lottizzazione approvato».

    Le opere eseguite e quelle da eseguire

    L’edifico realizzato si compone di tre piani in cui sono collocate 10 unità immobiliari ad uso residenziale oltre ad un alloggio per il custode, nonché di un piano interrato destinato ad autorimessa suddivisa in 10 box.
    Il complesso risulta dotato di piscine di pertinenza realizzate nell’ambito delle sistemazioni esterne. A tali modifiche si aggiungono quelle riguardanti la localizzazione dei parcheggi: quelli di uso pubblico previsti dalla convenzione del ‘91 risultano del tutto assenti; quelli di pertinenza risultano costituiti dalla sola autorimessa e dunque insufficienti rispetto alla quantità necessaria.

    Le opere da eseguire, secondo il progetto di variante proposta, prevedono la cancellazione di tutti gli elementi identificativi la destinazione residenziale tramite l’eliminazione delle cucine e degli elementi distintivi, del frazionamento in singole unità immobiliari e delle piscine condominiali, progettando un nuovo sistema distributivo unitario per l’intero edificio da attuarsi mediante la demolizione di porzioni di tramezzature interne e di parti strutturali.

    «L’intervento eseguito sotto il profilo pianivolumetrico può essere coerente con le previsioni del piano di lottizzazione approvato – scrive la Direzione urbanistica e grandi progetti nella relazione tecnica dell’agosto 2011 – in tal senso il mantenimento dell’attuale configurazione può essere confermata subordinatamente alla realizzazione delle opere di adeguamento sopra indicate e all’aggiornamento dei relativi aspetti convenzionali».

    Il progetto preliminare di Piano Urbanistico Comunale adottato nel dicembre 2011 ed attualmente operante in salvaguardia, inserisce queste aree – come peraltro il piano vigente – in un ambito particolarmente conservativo AC-VU (ambito di conservazione del verde urbano strutturato). Tra le funzioni ammesse ci sono anche gli uffici, non evidenziando in tal senso alcun contrasto con la destinazione ad uffici attribuita dal piano di lottizzazione.

    La rinuncia al parcheggio pubblico e la monetizzazione degli oneri di urbanizzazione

    Nello svolgimento dell’istruttoria del progetto il Comune ha rilevato l’esigenza di procedere con l’aggiornamento della convenzione relativamente alla previsione degli standard «Constatando che le prestazioni urbanistiche previste nella convenzione attuativa del piano di lottizzazione del 1991 appaiono oggi di scarsa fruibilità e non rivestono interesse alcuno per l’amministrazione comunale – scrive la Direzione urbanistica e grandi progetti – È dunque opportuno prevedere la rinuncia al vincolo di destinazione d’uso a parcheggio pubblico dell’area a tale fine individuata nell’ambito della convenzione del ’91 a fronte di un adeguato indennizzo a favore dell’amministrazione comunale».
    La relazione di stima, elaborata il 3 maggio 2013 allo scopo di determinare un congruo indennizzo al Comune, tenendo conto del vantaggio economico conseguito dal soggetto privato in conseguenza dell’utilizzo dell’area, già destinata a parcheggio pubblico, quale spazio pertinenziale privato dell’adiacente complesso di villa Candida, si è concretizzata in una valutazione di circa 431 mila euro.

    La mozione per la tutela delle ville storiche di Albaro

    Come dicevamo in apertura il consiglio del Municipio Medio Levante ha approvato a maggioranza (con la sola astensione del Pdl) una mozione presentata dal consigliere Bianca Vergati (Sel-Lista Doria) per la tutela di ville storiche, parchi, giardini e antiche creuze di Albaro.
    «Le ville di Albaro costituiscono un sistema da preservare e valorizzare in quanto patrimonio eccezionale all’interno della struttura urbana – sottolinea il documento – Infatti, mentre alcune sono il “prototipo” delle ville dell’Alessi del Cinquecento come ad esempio Villa Cambiaso, sede della facoltà di Ingegneria, altre, considerate “edificato antico” sono preziosa testimonianza delle ville del genovesato e come tali da “vincolare” perché patrimonio della città ed ”emergenza storico-artistica”».

    Il sistema delle ville e dei parchi di Albaro, secondo il progetto preliminare di PUC adottato nel dicembre 2011, è inserito negli ambiti con Disciplina Paesaggistica Speciale (AC-VU-5 –N.). Le funzioni ammesse sono riferite alla Disciplina Paesaggistica Speciale e Puntuale, con riferimento alla tutela dell’edificato antico, sottolineando che gli interventi devono mantenere l’originaria modalità costruttiva.

    La mozione, in sostanza, chiede di rispettare quanto asserito nel PUC. «Particolare attenzione dovrà esservi per il valore storico del sistema delle ville di Albaro – si legge nel documento – non permettendo interventi invasivi, come ad esempio quello di Villa Raggio in via Pisa, che potrebbe stravolgere l’edificato antico e non garantire l’originaria consistenza del parco, non salvaguardando l’importanza del verde per la salute dei cittadini. Si chiede di permettere interventi edilizi che privilegino l’interesse pubblico di tutela del paesaggio, del patrimonio storico, l’origine antica di parchi e creuze. I cittadini, ed in particolare i firmatari delle presenti osservazioni, chiedono di partecipare attivamente nelle proposte progettuali sul Municipio del Medio Levante».

    «Le osservazioni che abbiamo formulato vogliono riportare l’attenzione del Comune riguardo ad interventi edilizi su ville storiche in Albaro – spiega il consigliere Bianca Vergati – alcuni sono già avvenuti, come quelli in via G. Bruno e via dei Maristi, altri sono in itinere, come Villa Raggio, dove si prevedono, secondo la delibera n. 1040 del 07/12/2011, opere di “ristrutturazione con cambio d’uso, frazionamento, ampliamento, sostituzione edilizia, realizzazione di piscina pertinenziale nel complesso monumentale”».
    «Io ho il massimo rispetto per gli investimenti economici dei privati – conclude Vergati – piuttosto che lasciare andare in malora degli spazi è giusto intervenire, però, sempre garantendo il decoro e rispettando il contesto in cui si opera. Oggi tra Villa Franzone e Villa Candida è rimasto uno scempio a causa di scelte non condivisibili compiute in tempi ormai remoti».

     

    Matteo Quadrone
    [Foto dell’autore]

  • Università di Genova: iscrizione e test d’ingresso, le date del 2013

    Università di Genova: iscrizione e test d’ingresso, le date del 2013

    rapporti-studi-dati-statisticheSi avvicinano le date dei test d’ingresso all’Università, per le facoltà a numero programmato. Scongiurato, almeno per quest’anno, l’anticipo a luglio degli esami di ammissione – come avviene invece in altri Paesi europei – queste le scadenze per tutti i corsi di laurea dell’anno 2013/2014.

    Esami di ammissione alle facoltà a numero chiuso
    Martedì 3 settembre per Architettura, Ingegneria Edile e Scienze dell’Architettura
    Mercoledì 4 settembre per le Professioni Sanitarie
    Lunedì 9 settembre per Medicina e Odontoiatria
    Martedì 10 settembre per Veterinaria
    Per questi corsi di laurea, il cui test d’ingresso è valido anche per gli Atenei di altre città, è necessario iscriversi entro giovedì 18 luglio 2013 attraverso il portale Universitaly e saldare entro giovedì 25 luglio la quota di iscrizione di 50 €.

    Le iscrizioni a tutti gli altri corsi – che non prevedono test d’ingresso – saranno invece possibili dal 15 luglio al 20 settembre 2013, con la pre-immatricolazione online sul sito dell’Università di Genova e successivamente al Salone dell’Immatricolazione, che si svolgerà in via Balbi 5 da giovedì 5 a venerdì 20 settembre.

    Per maggiori dettagli su ogni singolo corso di laurea consultare i bandi.

  • Oktoberfest 2013 a Genova: bando di concorso per disegnare il logo

    Oktoberfest 2013 a Genova: bando di concorso per disegnare il logo

    Boccali di birraIn arrivo anche quest’anno Oktoberfest Genova, la festa della birra organizzata dalla Birreria Hofbrahaus di via Dante e unico Oktoberfest ufficialmente riconosciuto dal Ministero delle Finanze dello Stato di Baviera.

    Come nelle precedenti edizioni, l’evento si accompagna a un concorso di grafica per disegnare il logo ufficiale della manifestazione, bando rivolto a genovesi e non che quest’anno si avvale del supporto del social network Pinterest: sull’account ufficiale di HB Genova saranno raccolte tutte le immagini inviate dai partecipanti.

    Il concorso è gratuito: gli interessati potranno spedire le proposte – in formato .jpg o .tif o .psd e di dimensioni 1200 x 1450 pixel – all’indirizzo mail info@oktoberfestgenova.com entro lunedì 22 luglio 2013a specificando nome, cognome e recapito telefonico. Le immagini dovranno contenere obbligatoriamente un boccale da litro di birra, un Brezel, la scritta stilizzata HB, la didascalia “Oktoberfest Genova 12-22 Settembre 2013 in Piazza della Vittoria” e un monumento caratterizzante della città.

    Una giuria decreterà il vincitore, che sarà premiato con un fusto di birra consegnato dal Console Onorario di Germania Alberto Marsano.

  • Genova per Don Gallo: mostra benefica e Mi hanno rubato il prete

    Genova per Don Gallo: mostra benefica e Mi hanno rubato il prete

    Don GalloMartedì 2 luglio 2013 due iniziative a Genova per ricordare Don Andrea Gallo.

    Anzitutto la festa Mi hanno rubato il prete!, che per il settimo anno consecutivo anima piazza del Carmine: una giornata che ricorda le manifestazioni popolari avvenute nel luglio 1970, quando Don Gallo fu allontanato dalla parrocchia del Carmine. Il titolo richiama la frase di un bambino, che in quei giorni piangeva per strada e che spiegò a un vigile “Piango perché mi hanno rubato il prete”.

    La giornata (inizio manifestazione alle 17.45) prevede interventi a ricordo di Don Gallo, morto lo scorso 25 maggio, seguito da letture e interventi musicali (Leggi il programma).

    Inoltre è aperta alla Loggia di Banchi la mostra e lotteria benefica A forza di essere vento – Artisti per Don Gallo: le opere pittoriche sono visibili sia in Loggia sia sul sito web e con un contributo di 150 € (destinato interamente alla Comunità di San Benedetto al Porto) se ne potrà avere una in sorte.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)