Autore: erasuperba

  • Questa piazza non è un parcheggio: concorso artistico a Ferrara

    Questa piazza non è un parcheggio: concorso artistico a Ferrara

    piazza-vittoria-caravelle4-DIIl Comune di Ferrara ha aperto il bando di concorso per artisti under 36 dal titolo Piazza Verdi | “Questa piazza non e’ un parcheggio. L’obiettivo è individuare progetti di riqualificazione dello spazio pubblico in vista della riapertura temporanea del Teatro Verdi, che si trova appunto nell’omonima piazza. Un progetto che è già stato avviato in altre due zone della città romagnola, piazzetta Sant’Anna e il Mercato Coperto, nell’ambito del “programma per la sensibilizzazione al riuso dei luoghi addormentati“.

    L’apertura avverrà dal 3 al 6 ottobre 2013: saranno selezionati sei progetti creativi (danza, teatro, fotografia, installazione etc) che animeranno in quei giorni la piazza. Ogni artista selezionato avrà un proprio spazio di 5×4 metri (pari a un doppio modulo di parcheggio auto) per tutta la durata dell’evento.

    La scadenza per inviare la proposta è domenica 1 settembre 2013. L’iscrizione al concorso è gratuita.

    Per iscriversi si deve inviare:
    – titolo o motto della proposta
    – testo di max 1.500 caratteri che la illustri
    – bozzetto in formato A4 orizzontale
    – eventuali richieste specifiche per la realizzazione
    – bio dell’autore, max 500 caratteri

    I materiali vanno spediti via posta al Centro Studi Dante Bighi – via Martino Carletti 108 – 44034 Copparo (FE) oppure via mail in allegato pdf a info@dantebighi.org.

    Una giuria selezionerà le sei migliori proposte e i candidati saranno contattati personalmente.

    [foto di Diego Arbore]

  • Bando Arti Sceniche: gli spettacoli vincitori in anteprima

    Bando Arti Sceniche: gli spettacoli vincitori in anteprima

    Incontri, danzaMartedì 9 luglio 2013 (ore 18.30) nel porticato di Palazzo Ducale sono presentati in anteprima gli estratti dei Festival vincitori del bando Arti Sceniche 2013, promosso dalla Compagnia San Paolo di Torino.

    I Festival
    Lunaria Teatro: XVI Festival di una notte d’estate – Percorsi oltre il buio
    Associazione ARTU: Corpi urbani/Urban Bodies
    Rapallo Musica: XV Festival organistico internazionale “Armonie sacre percorrendo la terra di Liguria”
    Collegium Pro Musica: Festival internazionale di musica da camera “Le vie del Barocco”
    Echo Art: 22° Festival musicale del Mediterraneo
    Sarabanda: Circumnavigando

    Il bando ha assegnato complessivamente 4 milioni di euro per iniziative di teatro, musica e danza, dei quali circa 1 milione sono stati destinati a 10 rassegne e 6 stagioni teatrali delle Province liguri.

    I vincitori liguri del bando

    STAGIONI (totale:  € 810.000)
    Teatro dell’Archivolto, stagione 2013-14: € 260.000
    Teatro della Tosse, stagione “Questo spazio è di tutti”: € 230.000
    GOG – Giovine Orchestra Genovese, stagione 2013-14: € 195.000
    Teatro Cargo, stagione 2013-14: € 65.000
    Associazione S. Ambrogio, i concerti di San Torpete – VIII edizione: € 32.000
    Kronoteatro, stagione 2013-14: € 28.000

    RASSEGNE (totale: € 231.000)
    Lunaria Teatro, Festival in una notte d’estate: € 38.000
    Comune di Sestri Levante, Andersen Festival: € 35.000
    Rapallo Musica: € 30.000
    Comune di Perinaldo, Perinaldo Festival – VII edizione: € 22.000
    Associazione Collegium Pro Musica “Le vie del barocco” € 20.000
    Echo Art Genova 22° Festival musicale del mediterraneo € 20.000
    Comune di Monterosso al Mare, Nuove terre – Germogli di teatro a Monterosso € 18.000
    Associazione Culturale ARTU Genova Corpi Urbani/Urban Bodies € 18.000
    Sarabanda, Circumnavigando: € 15.000
    Levanto Festival Internazionale € 15.000

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Armadio Verde, è ora di scambiare: il centro swapping a Genova

    Armadio Verde, è ora di scambiare: il centro swapping a Genova

    armadio-verde-negozioA Genova, in Salita della Tosse 8 r, dietro Via San Vincenzo e a due passi dalla stazione di Genova Brignole è nato da qualche mese (aprile 2013) l’Armadio Verde, un negozio dove non si compra nulla, non gira denaro, è vietato pagare. Una boutique fashion, ma solo con i vestiti che altri non vogliono più. Com’è possibile? Come funziona L’Armadio Verde?

    Sfruttando le regole del ben più antico baratto, si ingegna per far fronte alla crisi, pur continuando ad offrire prodotti di qualità, tanto da essersi aggiudicato il premio Start Green, per le start-up sostenibili. Il negozio, una catena in franchising, offre la possibilità alle mamme di acquistare e scambiare i vestitini che i loro bambini (in età 0-10 anni) non usano più, di portarli all’Armadio, acquisendo un “punteggio” in forma di stelline che vengono accreditate per ogni capo portato, e di acquisire in cambio altri vestiti, portati da altre mamme, in base al numero di stelline a disposizione. Risparmiando senza rinunciare alla qualità.

    L’idea è venuta a David Erba, genovese approdato a Milano qualche anno fa, dove ha lavorato come consulente nel settore marketing. Proprio a Milano, David ha iniziato questa avventura, ma non si è dimenticato della sua città d’origine, con cui ha mantenuto un forte legame e cui ha pensato da subito, al momento di lanciarsi in questa avventura.

    L’Armadio Verde, il marketing e Genova: David raccontaci come nasce il tuo progetto.

    «Nata tre-quattro mesi fa, quella di Genova è la quarta sede di Armadio Verde: la prima, a Milano due anni fa, le altre sempre tra Milano (tre in tutto nel capoluogo lombardo, fra Corso Genova, Sempione, Porta Romana), e Busto Arsizio. L’idea nasce da un’esigenza personale: nel luglio 2010 io e mia moglie abbiamo avuto una bambina. La nostra prima figlia: tanto entusiasmo, nostro e di parenti e amici; poca esperienza, tanti acquisti e tanti regali. Dopo 6 mesi, l’armadio strapieno di vestitini e bavaglini. In virtù della mia formazione da business man, forse, mi sono messo a riflettere assieme a mia moglie per cercare di capire come ovviare a questo problema in modo intelligente e proficuo, per noi e per i molti altri che –come noi- vivevano questa situazione. Da lì, l’idea dell’Armadio: non ci entusiasmava la prospettiva di un semplice mercatino dell’usato dove lasciare le cose che non si vogliono più e sbarazzarsi degli “esuberi”. Volevamo dare modo alle mamme e ai genitori come noi di liberarsi da un lato, riempire di altre cose dall’altro, più utili, nuove, in buono stato. Come una vera estensione del nostro guardaroba privato, ma per strada. Inoltre, era anche una buona opportunità per le mamme di trovare quello che cercavano praticamente a costo zero, o anche di intraprendere una nuova forma di business sostenibile, che sappia conciliare il lavoro di mamma alle esigenze professionali: chiunque lo voglia, può decidere di aprire una nuova sede. Il materiale di certo non manca, basta guardare nei nostri armadi, in cantina, nei bauli, radunare tutto e iniziare l’avventura. Anche i costi di avviamento e gestione sono contenuti e le boutique sorgono spesso nelle vicinanze di scuole/asili e parchi per bambini e delle vie dello shopping tradizionale. A questo proposito, stiamo già allargando la nostra rete: a breve, l’apertura della sede di Bergamo, ad esempio, e tante le richieste di apertura di nuovi esercizi anche in altre parti d’Italia».

    Salita della Tosse, GenovaCome funziona?

    «Il nostro è un club. I vestitini vengono selezionati e viene loro assegnato un valore in “stelline” (in base alla marca, alla tipologia del capo, ecc.), che saranno accreditate su una Swapping Card, di cui si entra in possesso quando si diventa soci, previo pagamento di una tessera associativa annuale. Con le stelline ci si potrà portare a casa capi lasciati all’Armadio da altre mamme, non solo a Genova, ma anche nelle altre sedi, visto che siamo tutti parte dello stesso network. Pagando la tariffa associativa si potranno scambiare senza limiti tutti i vestiti che si desidera (anche tutti i giorni) per un anno. Il modello è: paghi una volta, acquisti per sempre. Portando altre mamme, invogliando altre persone a fare parte del nostro network, acquisti benefici e li fai acquisire anche a loro, e a noi. Un meccanismo virtuoso: aumenta la quantità, aumenta la soddisfazione di tutti».

    Lo swapping, una risposta alla crisi?

    «Sì, sicuramente. La nostra start-up nasce con questa intenzione: far fronte alla crisi, alla bassa disponibilità economica che costringe molti genitori a grandi sacrifici. Abbiamo pensato che il settore dell’abbigliamento per bambini fosse uno dei più “delicati”. I vestiti per bambini sono i primi a diventare obsoleti, vista la crescita rapida dei piccoli, e spesso si è costretti a buttarli o darli via ancora nuovi: da qui, l’idea dello swapping. Amante soprattutto dei bambini e del mondo visto con i loro occhi, ho deciso di abbandonare il lavoro di consulente e lanciarmi in toto in questa avventura di commercio solidale (ne sono co-fondatore, assieme a mia moglie: io mi occupo della parte burocratica e noiosa, dei numeri e dei bilanci, mentre lei della parte divertente, della moda, dei contatti. Qualcuno deve pure fare il “lavoro sporco”…), secondo il modello di scambio equo senza transazioni economiche ma fondato sulle regole della condivisione, del do ut des. Antispreco ed anticrisi, questo sistema consente di allungare il ciclo di vita degli oggetti buoni, delle cose belle, unendo la massa critica dei prodotti alla massa critica delle mamme in un sistema integrato, una ”agorà” fisica e virtuale che unisca gli oggetti veri e propri alla community online di sostenitori e promoter. Il tutto, secondo le stesse regole di “mercato share” in tutti gli esercizi».

    Una start-up giovane e intelligente.

    «Sì, nel 2011 Armadio Verde ha vinto il quarto bando di Start Green. L’innovazione è stata fare di una pratica in uso da sempre tra le mamme amiche e parenti di tutto il mondo, un’idea di business, rivisitare un’usanza casalinga rendendola più chic e organizzata. Come per ogni altra start-up che si rispetti, anche qui è stata messa a punto una corporate identity, sito internet, logo, swapping card, come una carta di credito ad uso delle clienti per l’”acquisto”, shoppers e flyer promozionali. Il tutto, rigorosamente “green” ed ecosostenibile».

    Perché Genova? Si fa un gran parlare di come la nostra città stia morendo: l’Armadio Verde che esempio può dare?

    «Perché, anche se me ne sono andato ormai anni fa, il mio cuore è rimasto genovese. E il mio sangue e il mio temperamento anche: forse per questo ho declinato le mie competenze manageriali nell’ottica del risparmio, del riutilizzo, del non buttare, del ridare valore. Sì, perché i genovesi, diciamolo, non sono quelli che non vogliono spendere: sono piuttosto quelli che vogliono spendere bene. In un momento storico come questo, in cui le logiche del commercio tradizionale collassano su se stesse, l’economia tradizionale è ferma e la moneta non circola, ha successo un modello diverso, che esce dalle logiche tradizionali e dà risposte a bisogni contingenti. Questa crisi ci ha resi consumatori più consapevoli e ci ha insegnato a ritornare al passato, a saper discernere valore e apparenze. Genova oggi è un terreno pronto per sperimentare qualcosa di nuovo, e lo dimostra l’accoglienza che ha riservato all’Armadio».

    Elettra Antognetti

  • Ta’Am: nasce l’associazione per il biologico e il km zero

    Ta’Am: nasce l’associazione per il biologico e il km zero

    Spighe al tramontoQualche tempo fa su Era Superba vi abbiamo raccontato l’iniziativa Il Cammello della Spesa, un servizio di consegna a domicilio di prodotti biologici e km zero organizzato dalla cooperativa sociale La Cruna. Si tratta della possibilità, per gruppi di almeno 3 persone, di ricevere la propria spesa (soprattutto generi alimentari, ma non solo) a casa o sul posto di lavoro favorendo dell’abbattimento dei costi proprio dei gruppi di acquisto solidale: un modo per risparmiare e al tempo stesso sostenere l’attività dei produttori che operano sul territorio.

    Lanciato circa due anni fa, il Cammello della Spesa conta oggi circa 500 iscritti sul territorio genovese. Come ci spiega Elena Corbo, che collabora da novembre con La Cruna nella gestione del servizio, «il numero di iscritti comprende sia gli acquirenti abituali sia quelli occasionali: per capire meglio l’effettiva tenuta del servizio, ogni mese facciamo due ordini ai produttori, con una media di 350 ordinazioni ciascuno da parte dei singoli iscritti».

    Il Cammello della Spesa è nato perché La Cruna già si occupava di attività presso gli uffici, per esempio con il ritiro di toner esausti, e a suo tempo si è voluto conciliare questo lavoro con iniziative più coerenti con gli scopi sociali (vedi la valorizzazione dei prodotti locali). Il buon esito dell’iniziativa ha tuttavia portato la necessità di costituire un’associazione autonoma: «La Cruna basa la sua attività su bandi e appalti, mentre Il Cammello della Spesa è un’attività commerciale che trae il suo finanziamento dalle adesioni di chi richiede il servizio. Pur condividendo i medesimi scopi, questa differenza nella gestione operativa ci ha fatto riflettere – insieme allo staff de La Cruna – sull’esigenza di dare maggiore autonomia al progetto. Io e il mio socio Fabio – che è anche l’ideatore del servizio – abbiamo dunque fondato Associazione Ta’Am – Il profumo della terra, che avrà sede a Genova Cornigliano e sarà inaugurata con un evento venerdì 19 luglio. Abbiamo scelto la formula dell’associazione perché meno onerosa e perché ci consente di organizzare eventi e iniziative in un’ottica non profit: in futuro ci auguriamo di trovare un doppio binario, gestire Il Cammello della Spesa con una cooperativa sociale e mantenere l’associazione per le iniziative non commerciali».

    L’associazione si occuperà sia di gestire Il Cammello della Spesa e garantirne la sostenibilità economica, sia di organizzare iniziative culturali sul tema del consumo critico e consapevole. «Il Cammello della Spesa ha lo scopo di valorizzare i prodotti locali e biologici e renderli accessibili a più persone possibile, anzitutto con prezzi non troppo elevati: riprendendo i valori del commercio equo e solidale, settore in cui ho lavorato per molto tempo, i prodotti acquistati tramite questo servizio hanno un “ricarico” che non va oltre il 30-50% rispetto al prezzo di costo. I negozi “ordinari” hanno invece percentuali superiori. Per farti capire meglio, un negozio che vende beni di lusso stabilisce dei prezzi molto più alti rispetto a quelli con cui li ha acquistati dai fornitori, così che se arrivano due clienti al giorno il guadagno è comunque elevato. Un servizio come il nostro ha invece necessità di un numero molto alto di acquirenti, e affinché questo avvenga i prezzi devono essere bassi: pertanto tendiamo a vendere i prodotti con uno scarso aumento rispetto al prezzo con cui li acquistiamo dai produttori».

    Quali sono i primi eventi in programma dell’associazione? «A ottobre partirà un corso di cucina naturale al Grimaldi Cafè di piazza della Meridiana che sarà tenuto da Alberto Ficarelli, cuoco specializzato in questa materia e che già tiene una rubrica di cucina consapevole sul sito de Il Cammello della Spesa. Vogliamo inoltre organizzare visite guidate alle aziende produttrici che aderiscono al Cammello della Spesa, mentre presso la nostra sede terremo eventi e conferenze aperti a tutti».

    Marta Traverso

  • Donne in guerra, Teatro Cargo: appello per lo spettacolo permanente

    Donne in guerra, Teatro Cargo: appello per lo spettacolo permanente

    Donne in guerraIL PRECEDENTE

    Luglio 2008: il Teatro Cargo di Voltri debutta sul Trenino di Casella con Donne in guerra: scritto e diretto da Laura Sicignano, lo spettacolo ripercorre vicende reali e testimonianze degli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale attraverso la storia di sei donne.

    Le sei attrici recitano sui vagoni del trenino, a pochissima distanza dal pubblico, alternandosi da un vagone all’altro così che ciascuna ripete due o tre volte la medesima scena, ogni volta davanti a spettatori diversi. Una prova d’attore di grande intensità, unita al panorama montano dell’entroterra genovese e alla valorizzazione dello storico mezzo di trasporto.

    Lo spettacolo è stato realizzato dal Teatro Cargo in collaborazione con Provincia di Genova e Fondazione Carige.

    2009: Donne in guerra viene replicato e riceve una segnalazione al Premio Ubu, istituito alla fine degli anni Settanta e considerato il più prestigioso riconoscimento in Italia per chi lavora nel teatro.

    Maggio 2012: Era Superba assiste a Donne in guerra sul Trenino di Casella (guarda le riprese dello spettacolo) e incontra Laura Sicignano, per una chiacchierata sullo spettacolo e sul percorso che il Teatro Cargo ha attraversato in questi anni nel quartiere e in città.

    In questo stesso periodo un gruppo di frequentatori abituali del Trenino si attiva per scongiurarne la chiusura, sia attraverso un gruppo Facebook sia tramite incontri dedicati alla pulizia collettiva delle singole fermate.

    IL PRESENTE

    Maggio 2013: come ogni anno il Teatro Cargo invia le prime comunicazioni relative a Donne in guerra e alla possibilità di acquistare i biglietti. Il comunicato stampa che noi e le altre redazioni abbiamo ricevuto titolava Quinta e ultima edizione, specificando che «le difficoltà economiche in cui versa il Cargo ci rendono difficile proseguire. Speravamo che “Donne in Guerra” potesse diventare un’attività istituzionale della città, visto il legame con il suo patrimonio materiale e immateriale, l’indubbio richiamo turistico e l’assoluta originalità a livello nazionale. Ma ad oggi non abbiamo avuto risposte concrete. Quindi iniziamo col salutare “Donne in guerra”: per chi volesse vedere questo unico spettacolo (molti tornano più volte, molti hanno già prenotato dallo scorso anno), suggeriamo di contattarci presto».

    Lo scorso 16 giugno si sono dunque concluse le repliche 2013 di Donne in guerra. L’intento di Laura Sicignano e di chi lavora al Teatro Cargo è tentare ogni via possibile per proseguire, sia per la qualità artistica dello spettacolo (che ha avuto ogni anno un forte successo di pubblico ed è stato anche portato in tournèe, per esempio al Teatro Metastasio di Prato) sia per le opportunità di valorizzazione turistica e culturale del Trenino di Casella.

    Marta Traverso

  • Genova Porto Antico, venditori ambulanti contro la repressione

    Genova Porto Antico, venditori ambulanti contro la repressione

    Sopraelevata da Piazza CaricamentoPochi giorni fa l’ennesimo blitz congiunto di guardia di finanza e vigili urbani al porto antico ha provocato il ferimento di un venditore ambulante senegalese che ha riportato la frattura ad una mano ed alcune lussazioni. È solo l’ultimo episodio di una lunga serie di azioni repressive il cui bilancio finale sono diversi feriti finiti all’ospedale, uno dei quali investito da un auto mentre cercava di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.
    Per questo l’associazione antirazzista interetnica “3 febbraio” si rivolge a tutti i cittadini solidali «Per essere a fianco dei venditori ambulanti che con coraggio stanno scegliendo di reagire con grande dignità», invitandoli a partecipare alla manifestazione di martedì 9 luglio alle ore 16 in Piazza Caricamento (zona galeone) con arrivo sotto la Prefettura (Largo Lanfranco) per chiedere un incontro al Prefetto di Genova «Basta repressione verso gli ambulanti: per una sanatoria senza ricatti, per il permesso di soggiorno per tutti/e, per uno spazio libero per i venditori ambulanti».

    «Sono persone dignitose e solidali, esseri umani che cercano, anche con il loro lavoro, una vita migliore  – scrive l’associazione 3 febbraio – Sono gli stessi che portarono solidarietà e aiuto dopo la tragedia dell’alluvione e che la stampa definì “angeli neri del fango”. Sono per lo più senza permesso di soggiorno perché, in quanto lavoratori autonomi, sono esclusi da ogni sanatoria e quindi da ogni possibilità di lavoro regolare alternativo».

    «La maggioranza appartiene alla comunità senegalese – spiega Mauro Musa dell’associazione 3 febbraio – poi c’è qualcuno del Bangladesh e di altre etnie». Stiamo parlando degli ambulanti che operano nell’area del galeone al porto antico. Un centinaio di giovani senegalesi. Ma i numeri sono maggiori «I venditori complessivamente potrebbero essere 200-300 persone, è difficile fare stime precise – sottolinea Musa – molti nel periodo estivo vanno a vendere nelle spiagge delle due riviere».

    «Contro di loro si organizzano presidi fissi e blitz con impegni economici importanti in nome della sicurezza – continua l’associazione 3 febbraio – Le istituzioni, spesso incalzate da commercianti e responsabili dell’area porto antico, hanno sempre scelto attività repressive e nessuna proposta alternativa».

    «L’iniziativa di martedì nasce direttamente dai fratelli senegalesi che da anni fanno parte dell’associazione 3 febbraio – racconta Musa – dopo gli ultimi episodi sopracitati la situazione è diventata sempre più esasperata e la manifestazione è un grido d’allarme rivolto alla città». La lista di adesioni è lunga e finora comprende: Rete Solidale Indipendente Genova, Associazione San Giacinto Baltasar, Associazione promozione sociale Y.E.A.S.T., Centro delle Culture Genova, Circolo Culturale Proletario di Genova, Collettivo sorellanza e libertà Maripose di Genova, Comitato Liberamente, Segreteria nazionale migranti Equador Senami Genova, Socialismo Rivoluzionario.

    Trovare una soluzione che garantisca il rispetto della legalità e nello stesso tempo dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, non è una cosa affatto semplice. Tuttavia, il primo punto imprescindibile è cambiare radicalmente approccio «I controlli devono essere fatti ma in un altro modo – afferma Musa – non con blitz aggressivi condotti da una cinquantina di agenti che creano pericoli per tutti, venditori, turisti e gli stessi tutori dell’ordine pubblico».

    «Qualche tempo fa abbiamo avuto degli incontri con l’assessore Fiorini – racconta Musa – il dialogo con l’amministrazione comunale è fondamentale, però, ultimamente si è arenato. Sto seguendo l’evolversi della situazione in altre città italiane dove le difficoltà sono le stesse. A Napoli, ad esempio, hanno individuato delle strade in cui è tollerata la presenza dei venditori ambulanti. Anche a Genova dovremmo impegnarci in questa direzione. Prima, però, è necessario che le istituzioni prendano consapevolezza che non si tratta di una mera questione di ordine pubblico».
    Ovviamente, come ricorda Musa, l’ostacolo principale è lo status di irregolari della maggior parte dei venditori, sprovvisti di permesso di soggiorno. «Fin quando le sanatorie non consentiranno anche a queste persone l’opportunità di regolarizzarsi, ci saranno sempre degli esclusi che, privi di alternative, proveranno a sopravvivere onestamente con l’unico lavoro che, tra mille difficoltà, riescono ad esercitare».

    «Noi crediamo nella solidarietà umana e crediamo che per vivere meglio c’è bisogno di superare l’egoismo e l’indifferenza che sono sempre più forti – conclude l’associazione 3 febbraio – Per la politica e le istituzioni questi immigrati sono un problema, per noi un motivo di scambio, confronto, conoscenza, amicizia e di una benefica integrazione umana».

     

    Matteo Quadrone

  • Colore e Dispositivo, Villa Croce: le opere di Gintaras Didžiapetris

    Colore e Dispositivo, Villa Croce: le opere di Gintaras Didžiapetris

    villa-croce-Photograph-by-Paul-Kuimet-copiaSarà inaugurata domani 9 luglio alle ore 18 nelle sale del Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce la mostra dal titolo Colore e Dispositivo, dell’artista lituano Gintaras Didžiapetris. Visitabile fino all’8 settembre 2013 (martedì-venerdì, dalle 9 alle 19; sabato e domenica 10-19), la mostra porta per la prima volta in Italia -iniziando proprio da Genova- l’intera trilogia di Didžiapetris girata in 16mm: Optical Events (2010), A Byzantine Place (2011) e Transit (2012). Disponibile anche il catalogo della mostra, realizzato grazie ai contributi del Lithuanian Culture Support Foundation e del Programma Culturale dell’Unione Europea.

    Colore e Dipositivo è stata già presentata fuori dall’Italia nel 2007 –in una diversa versione, che prendeva il nome di “From Time to Time”- nella capitale lituana, al CAC – Contemporary Art Center di Vilnius. Presto verrà riproposta all’Objectif Exhibitions di Antwerp (autunno 2013), ma per la prima volta Genova è riuscita ad accaparrarsela grazie alla perizia e all’attenzione verso il panorama culturale internazionale dei curatori del Museo e della Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale. Ma perché visitare questa mostra?

    gintaras-villa-croceInnanzitutto, all’interno dell’esposizione sarà possibile ammirare i lavori del giovane artista Didžiapetris, classe 1985: già in Italia nel 2011, quando ha esposto i suoi lavori alla Biennale di Venezia, nella mostra genovese l’artista esporrà fotografie, film, installazioni, in una continua ricerca anacronistica e fuori dal tempo, in una sospensione astratta e atemporale. Nello specifico, tra tre i film di Didžiapetris, uno –prodotto proprio con il sostegno e l’aiuto del Museo di Villa Croce- è presentato in anteprima assoluta a Genova. I film, originariamente nati in pellicola, sono qui trasformati in versione digitale: si tratta di film muti che raccolgono immagini, ricordi, spezzoni di vita, affiancati l’uno all’altro in una successione all’apparenza causale e incomprensibile. Come se stessimo ritrovando per caso un vecchio filmino di famiglia, girato dal nonno tanti anni fa, con scene di vita quotidiana che possiamo provare a ricostruire, a seconda della nostra personale sensibilità. Questa la strategia di Didžiapetris, che non da linee guida per l’interpretazione delle sue opere ma che invece ci mette davanti a cose, immagini, installazioni che ciascuno di noi dovrà interpretare a suo modo e caricare di diversi significati. Oltre ai film, opere fotografiche, installazioni, sculture, elementi sospesi nel vuoto: immaginarsi delle storie dietro alle immagini, ricostruire percorsi, lasciare libera la fantasia, senza le rigide istruzioni dell’artista, ma piuttosto trasformando in artista ogni spettatore che, guardando le opere, creerà i suoi percorsi interpretativi personali. In un mondo in cui narrazione e memoria si intrecciano, un mondo mentale portatore di un misticismo ipnotico.

    A-Byzantine-Place-villa-croceColore e Dispositivo è una mostra che già nel titolo racchiude l’idea fondamentale che l’astrazione è parte della vita quotidiana, che l’immagine è fatta di dettagli, che i colori non sono altro che macchine che servono per giungere alle emozioni. È il caso della stanza completamente blu creata dall’artista, e di altre opere fortemente caratterizzate dalla presenza di colori intensi: il colore, appunto, come macchina e come dispositivo che permetta di fare un salto dal dato reale al mondo astratto dei sentimenti e della vita interiore.

    Ma chi è questo misterioso, giovane artista, nel nostro paese ancora poco conosciuto ai più? Lituano, nato a Vilnius 28 anni fa, Gintaras Didžiapetris già vanta un curriculum degno di un professionista dall’attività pluri-decennale: il più giovane artista ad essere stato presentato con una personale dal CAC, ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2011 ed è presente anche nell’edizione del 2013, apertasi qualche settimana fa. Inoltre, numerose collettive tra cui: A Geographical Expression, per la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2011), Rearview Mirror, Power Plant (Toronto, 2011), Exhibition, al Castello di Rivoli nel 2010, Index Off, al Palais de Tokyo (Parigi, 2010), Paper Exhibition, all’Artists Space di New York nel 2009.

     

    Elettra Antognetti

     

    Gintaras Didžiapetris – Colore e Dispositivo

    Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce

    Dal 9 luglio al 8 settembre 2013

    Mar-ven ore 9-19; sab-dom 10-19

    Inaugurazione: martedì 9 luglio ore 18:30

    Genova Palazzo Ducale 
Fondazione per la Cultura

  • Ignacia e Paula Maffia: musica dal vivo ai Giardini Luzzati

    Ignacia e Paula Maffia: musica dal vivo ai Giardini Luzzati

    giardini luzzati 2Lunedì 8 luglio 2013 i Giardini Luzzati ospitano una tappa del primo tour europeo di Ignacia & Paula Maffia, duo argentino alla prima esperienza in Europa, la cui musica unisce le sonorità latinoamericane a incursioni nel jazz e nella musica elettronica.

    Il concerto si tiene nella “serata di pausa” dello spettacolo teatrale Il gran bazar de Le Mille e Una Notte a cura del Teatro della Tosse, che sarà in scena proprio ai Luzzati fino a sabato 13 luglio.

    Ingresso gratuito.

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  • Deos, danza contemporanea a Genova: spettacolo al Porto Antico

    Deos, danza contemporanea a Genova: spettacolo al Porto Antico

    Pulcinella2Domenica 7 luglio 2013 (ore 21.30) il Porto Antico di Genova ospita – nell’ambito della rassegna Mediterrarte 2013 – lo spettacolo di balletto Pulcinella. Un tango per Violetta.

    Diretto dal coreografo Giovanni Di Cicco, l’evento è curato dall’ensemble di danza contemporanea Deos operante lo scorso anno presso il Teatro Carlo Felice. Lo spettacolo propone le nuove produzioni di danza contemporanea e teatro-danza messe in scena dalla compagnia: Pulcinella di Igor Stravinskij, recentemente presentato alla Stagione Sinfonica con la direzione del M° Mario Brunello, e un estratto in anteprima assoluta di Un tango per Violetta, spettacolo su musiche di Giuseppe Verdi, Astor Piazzolla, Carlos Gardel e Osvaldo Pugliese in collaborazione con la Scuola Genova Tango diretta da Paolina Antognetti.

    Danzatori
    Luca Alberti – Angela Babuin – Luisa Baldinetti – Cristina Banchetti – Filippo Bandiera – Emanuela Bonora – Melissa Cosseta – Dario Greco – Barbara Innocenti – Nicola Marrapodi – Erika Melli – Roberto Orlacchio – Roberto Pierantoni – Andrea Valfré.

    Con la partecipazione di Margaux Gargano, Samuele Fragiacomo, Alessandra e Max Fontanini per Scuola Genova Tango.

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  • Coordinamento per Quarto, ex manicomio: l’incontro al Ducale

    Coordinamento per Quarto, ex manicomio: l’incontro al Ducale

    manicomio-quarto-D1Nella giornata di ieri, venerdì 5 luglio, presso la Sala del Minor consiglio a Palazzo Ducale si è svolto l’incontro del Coordinamento per Quarto in merito al futuro dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto (un tema che Era Superba segue da tempo con attenzione).

    I membri del Coordinamento, nato circa un anno fa dalla volontà dei cittadini di protestare contro la (s)vendita della struttura a privati, hanno voluto fare pubblicamente il punto della situazione.

    Come affermato dai suoi componenti durante l’incontro, il termine coordinamento vuole sottolineare l’esigenza che si è venuta a creare di tenere insieme tante istanze, ovvero dare modo ai tanti soggetti coinvolti di partecipare al dibattito sul futuro dell’area arrivando così alla soluzione migliore per l’interesse comune. Gli individui sono al centro del progetto, prevale la convinzione che il successo dell’iniziativa risieda nella dimensione relazionale. La soddisfazione maggiore dei suoi membri è che il Coordinamento per Quarto sia stato un motore per le istituzioni, in grado di avvicinare maggiormente la politica alle proposte e alle necessità delle persone.

    Il Coordinamento in questi mesi ha messo al vaglio una serie di problematiche e di possibili soluzioni, l’idea condivisa è che comunque si debba arrivare al massimo ad una tripartizione dell’area tra pubblico, sanitario e privato, anche se per quest’ultimo la necessità è avvertita più dalle istituzioni per motivi di bilancio che non dai cittadini. A sostegno dell’iniziativa sono intervenuti gli architetti Giovanni Spalla e Lucio Ruocco, entrambi hanno presentato ipotesi di progetto che venissero incontro a queste esigenze ottimizzando però gli immobili esistenti e salvaguardando così la bellezza urbanistica della zona e i suoi spazi verdi.

    manicomio-quartoA livello istituzionale è intervenuto l’Assessore Regionale alla Sanità Claudio Montaldo che ha parlato dello sforzo congiunto fra Comune e Regione per venire a capo della situazione, ringraziando il Coordinamento per aver aperto il dibattito.
    E’ intervenuto anche il vice sindaco Stefano Bernini che ha affermato: «Abbiamo sicuramente imparato qualcosa da questo percorso come amministratori. Prima di vendere bisognava capire e pensare meglio alle esigenze territoriali», dando merito così al lavoro dei cittadini che hanno deciso di opporsi ad una decisione presa dai loro amministratori e affermando inoltre: «Lo sforzo congiunto in un tavolo di lavoro ha portato a rimediare in gran parte agli errori delle vendite».

    Nerio Farinelli, presidente del Municipio Levante, ha invece ricordato quanta strada ci sia ancora da fare per definire la situazione dell’ex manicomio: «Se guardiamo alla vendita al ribasso tentata un anno fa ci sono stati passi avanti, ma rispetto ai tavoli di lavoro di febbraio c’è una situazione di stand-by inspiegabile» a cui ha risposto l’architetto Silvia Capurro, funzionaria del Comune e redattrice dell’accordo di programma sulla questione, sostenendo che questi ultimi mesi siano stati utilizzati per venire a capo della situazione causata dalle vendite pregresse degli immobili che si è dovuto far rientrare in possesso degli enti pubblici.
    Sulla situazione hanno garantito il loro interessamento i consiglieri regionali della Lista Biasotti, Pellerano e Siri, che da tempo seguono la vicenda.
    Sono intervenuti inoltre uno psichiatra e dei parenti di alcuni tra gli 80 pazienti psichiatrici ancora ricoverati nella struttura e un rappresentante dell’Associazione disturbi alimentari, che hanno evidenziato come si debba prestare la massima attenzione alla loro situazione.
    Per concludere c’è stato il saluto del presidente di Palazzo Ducale, Fondazione per la Cultura, Luca Borzani, che ha elogiato il lavoro del Coordinamento definendolo: “Capitale sociale”.

     

    Giorgio Doria

  • Non giochiamoci Sampierdarena: due giorni per la campagna anti slot

    Non giochiamoci Sampierdarena: due giorni per la campagna anti slot

    new_slot_doubleSabato 6 e domenica 7 luglio 2013 si svolge la due giorni di eventi Non giochiamoci Sampierdarena, organizzato dal Circolo Chico Mendes a sostegno della campagna diffusa da tempo in città – e sostenuta da Comune e Municipi – in opposizione al proliferare di sale da gioco e slot machine nei bar e locali pubblici.

    Programma
    Sabato 6 luglio: ore 16.30 davanti a una delle sale slot di via Molteni un torneo di cirulla finalizzato a riaffermare il senso di un gioco “sano” come quello delle carte, in contrapposizione al gioco d’azzardo.

    Domenica 7 luglio: ore 17 festa a tema no slot in Villa della Fortezza (via Palazzo della Fortezza) con prodotti tipici e proiezione del documentario Per molti euro in più.

    La partecipazione è gratuita e aperta a tutta la cittadinanza del quartiere.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Centro Storico, il tour guidato dei locali sfitti e abbandonati

    Centro Storico, il tour guidato dei locali sfitti e abbandonati

    centro-storico-vicoli-3“Abbandona la retta via, riscopri memoria storica, diversità culturale e spazi dimenticati”: questo il nome dell’evento che si svolgerà domani, 6 luglio 2013, a partire dalle ore 16, con ritrovo davanti alla cattedrale di San Lorenzo. Lungo tutta la giornata, una serie di eventi e iniziative, con un ricco programma. La provocazione a lasciare “la retta via” è stata lanciata dai ragazzi della Ex Latteria Occupata, al 39 rosso di Stradone Sant’Agostino, a due passi dalla Facoltà di Architettura. Il loro invito, quello di soffermarsi a guardare i tanti locali sfitti e gli spazi abbandonati che popolano il centro storico genovese, e di prendere atto che si tratta di un tesoro che noi tutti cittadini ignoriamo e di cui non siamo consapevoli.

    I ragazzi –in collaborazione con varie associazioni attive per il recupero del centro: Il Ce.Sto, Quick San Bernardo, Liberi Giardini di Babilonia, Il Pentolino– hanno in programma per domani una serie di eventi, in tour per le vie del centro. Si parte davanti alla cattedrale di San Lorenzo alle ore 16, con un laboratorio creativo per bambini organizzato dall’associazione Il Pentolino, per la creazione di strumenti musicali. Si prosegue alle 16.30 con la passeggiata vera e propria “alla (ri)scoperta di fondi sfitti e luoghi liberati”: in questa occasione, i partecipanti –in protesta contro le ormai troppe saracinesche abbassate dei vicoli genovesi- ricopriranno le serrande con cartelloni bianchi e li coloreranno, con il coinvolgimento e l’aiuto da parte dei bambini. E ancora, tappa per la merenda alla chiesa di Santa Maria in Passione, con tanto di mostra fotografica sul passato del quartiere: in questa occasione, l’associazione Giardini di Babilonia cercherà di sensibilizzare riguardo al caso della chiesa di Santa Maria in Passione, altamente degradata e oggi inaccessibile a causa dei cancelli e sbarramenti di un vecchio cantiere, che ancora ostacolano la viabilità ma che, qualora rimossi, garantirebbero il passaggio, senza pregiudicare la sicurezza di visitatori e passanti. Ancora, la cena multietnica in Piazza Sarzano, un mix di sapori tra oriente e occidente, con un’altra mostra di foto storiche della piazza. La cena è organizzata dai ragazzi del VaD – Voce al Deledda, del liceo scientifico Deledda di Via Bertani che, composto da studenti di diverse nazionalità e varia provenienza, cercano di dimostrare come sia possibile e auspicabile un’unione armonica di varie culture, per arricchire e non dividere. Per finire, tanta musica e jam session organizzata dai ragazzi dell’Ex Latteria, aperto a tutti coloro che vogliono partecipare in qualità di musicisti o semplici ascoltatori.

    «All’inizio avevamo in programma di organizzare due giornate di eventi -così commentano i ragazzi- e di prolungare le iniziative anche a domenica 7 luglio, tuttavia, le altre associazioni della rete si sono viste costrette a rinunciare per il grande impegno che avrebbe significato. Noi abbiamo comunque mantenuto un programma anche per domenica pomeriggio. L’evento si chiama “E…state con la Latteria”: a partire dalle 16-16.30, fino alla sera, proponiamo laboratori di chitarra e tai chi all’aperto in Piazza Sarzano e in questa occasione dipingeremo anche le saracinesche della Latteria. Da mesi ci interroghiamo e confrontiamo sulle esigenze di chi vive il nostro quartiere, fatto di serrande abbassate, strade deserte e luoghi sfitti o abbandonati, ma anche di tante esperienze sociali che, nella loro quotidianità, agiscono in maniera indipendente e riempiono di cultura e socialità i propri contesti. Abbiamo deciso di percorrere un terreno comune, fare rete, agire insieme per prenderci cura dei nostri spazi»

    EX LATTERIA OCCUPATA 39 ROSSO

    latteria-occupata-sant-agostinoI ragazzi della Ex Latteria Occupata danno il buon esempio e provano a sensibilizzare la cittadinanza verso la riscoperta dei locali abbandonati della città, patrimonio sottovalutato. Da oltre un anno, un piccolo gruppo di quelli che oggi frequentano abitualmente il centro di Stradone Sant’Agostino ha deciso di insediarsi all’interno degli spazi del locale che storicamente ospitava la latteria di quartiere. Il fondo, ci raccontano, apparteneva originariamente e da oltre trent’anni all’Università di Genova, che però non lo valorizzava e non lo impiegava in nessun modo. Il 7 ottobre 2011, nel corso di una manifestazione studentesca, il primo nucleo di persone si è stabilito nel locali, dando vita al collettivo e iniziando l’autogestione degli spazi. L’iniziativa era voluta soprattutto per creare un punto di ritrovo e aggregazione giovanile “alternativo” nella zona, e per ridare lustro al locale, totalmente lasciato a se stesso. Nonostante le iniziali ritrosie dei proprietari (l’Università -inizialmente favorevole, dopo contraria- li aveva invitati a sgomberare e ad abbandonare lo spazio), oggi sono riusciti ad insediarsi stabilmente e con successo: lo dimostrano le numerose iniziative che organizzano (dai corsi di chitarra, a quelli di arti marziali, cineforum, mostre fotografiche, mercatino del libro usato per incentivare lo studio e l’autoformazione ecc., il tutto rigorosamente gratuito), l’attenzione, la popolarità e la buona nomea che si sono ormai guadagnati nel quartiere. Inoltre, il lavoro si sensibilizzazione civica tra i loro coetanei e l’attenzione per problemi di amministrazione e gestione degli spazi pubblici: sondando gli umori generali, ogni lunedì dalle 19.30 organizzano assemblee aperte a tutti per discutere dei cambiamenti di Sarzano e Sant’Agostino (dal ritardo sull’apertura del nuovo mercato, all’ipotesi ventilata di creare un parcheggio nella piazza), e non solo.

     

    Elettra Antognetti

     

    PROGRAMMA

    Ore 16: laboratorio creativo per bambini con costruzione di strumenti in piazza San Lorenzo, a cura dell’associazione Il Pentolino

    ore 16.30: partenza passeggiata nel centro storico alla (ri)scoperta di fondi sfitti e luoghi liberati
    ore 18.30: merenda davanti la chiesa di Santa Maria in Passione con mostra fotografica sul passato del quartiere, a cura dell’associazione Giardini di Babilonia

    ore 20: in piazza Sarzano, cena multietnica tra oriente e occidente, con mostra fotografica e foto storiche della piazza, a cura di VaD – Voce al Deledda

    A seguire, jam session e serata musicale

  • Provini per attori di serie tv: a Genova nuovo casting per Copernico

    Provini per attori di serie tv: a Genova nuovo casting per Copernico

    teatro-instabileMartedì 9 luglio 2013 si svolge un nuovo casting per la terza stagione televisiva Copernico, la sit com targata Belo Horizonte in onda sul canale Comedy Central di Sky ogni domenica alle 23. I provini si terranno presso il Teatro Instabile di via Cecchi a partire dalle 10 e sono rivolti a giovani comici. Per iscriversi telefonare al numero 335 5900238. Ogni partecipante dovrà proporre uno sketch della durata massima di 5 minuti. Belo Horizonte – marchio con patrocinio della Regione Liguria – propone ogni anno laboratori per attori comici, i cui partecipanti sono approdati non solo a Copernico, ma anche ad altre trasmissioni televisive di punta. La direzione artistica di Belo Horizonte è di Marco Fojanini, anche ideatore del format Copernico.

  • Tropaeolum Majus (nasturzio): una pianta facile da coltivare

    Tropaeolum Majus (nasturzio): una pianta facile da coltivare

    nasturzio 1Il Tropaeolum Majus, più comunemente noto come nasturzio, è una pianta originaria del Sud America e principalmente del Perù. In Italia ed in Inghilterra, viene generalmente chiamato nasturzio, ingenerando spesso una certa confusione con il crescione d’acqua (Nasturtium officinale) che presenta piccolissimi fiori bianchi e belle foglioline commestibili. Anche il nasturzio è edibile, dal sapore vagamente simile a quello del crescione, in tutte le sue parti, con sentore agro-piccante. Fiori e foglie, molto ricche di vitamina C, possono essere aggiunti, sia come elemento decorativo che per il loro aroma, alle insalate. I semi non ancora maturi si possono invece utilizzare, in salamoia o sotto sale, come surrogati dei capperi.
    nasturzio 2La specie è perenne solo in Sud America. In Europa ne vengono coltivati (sebbene in questo periodo sia pianta un po’ trascurata e poco “di moda”) diversi ibridi. In questa area geografica si ottiene per lo più una coltivazione di tipo annuale o, talvolta, biennale: la pianta è infatti particolarmente sensibile al gelo invernale. I suoi fiori vengono apprezzati per il loro valore ornamentale e sono presenti in natura in diversi colori, dal crema al giallo, dall’arancione al rosso intenso. Il nasturzio cresce particolarmente bene in una posizione soleggiata ed in un terreno non troppo ricco. Viene utilizzato come pianta a cespuglio, pendente, strisciante (se ne vedono molte di questo tipo nei giardini spontanei, sulnasturzio 3 monte di Portofino) e persino rampicante. I nasturzi preferiscono posizioni luminose e soleggiate: all’ombra la pianta tende infatti a produrre grandi foglie ma pochi fiori. Esistono però varietà dal fogliame variegato che risaltano bene anche in aree del giardino poco illuminate. E’ una pianta assai semplice da coltivare, anche per il neofita. Per ottenere buoni risultati, è sufficiente annaffiarla regolarmente mantenendo il terreno leggermente umido. I nasturzi possono tuttavia agevolmente sopportare brevi periodi di siccità. Durante le giornate molto calde suggeriamo comunque di aumentare sensibilmente le annaffiature. Ogni nasturzio 4due o tre settimane è bene concimare le piantine con del fertilizzante liquido, da aggiungere all’acqua delle annaffiature. Durante le prime fasi di crescita si consiglia di usare un concime con un titolo leggermente più alto di azoto, mentre durante il periodo di fioritura, un fertilizzante con un più alto titolo di potassio.
    La moltiplicazione dei nasturzi avviene principalmente tramite i loro semi che verranno raccolti dopo la fioritura e lasciati essiccare bene. La semina può essere fatta in febbraio o marzo, tenendo le piantine in luogo riparato e facendole germinare in vasetti singoli, per un paio di mesi, prima di trapiantarli in giardino. Invece in maggio o giugno, si possono seminare direttamente i nasturzi in piena terra. Questa pianta si riproduce facilmente anche da talea ed ancora più semplicemente per propaggine, tecniche queste ultime più sofisticate e meno adatte al neofita.
    Come abbiamo accennato, generalmente i nasturzi sono coltivati, nel nord Italia, come piante annuali, che alla prima gelata muoiono. Se si abita in zone temperate o rivierasche, una bella pacciamatura sarà sufficiente per far loro superare l’inverno e per vederli rifiorire in primavera. Inasturzio 5 nasturzi adulti non sopportano il trapianto ma le piantine giovani possono essere maneggiate con tranquillità. Una particolarità botanica del nasturzio consiste nella capacità idrorepellente delle foglie. Questo fenomeno viene individuato con il nome di “effetto loto” (osservabile appunto anche sulle foglie dei fiori di loto).
    La pianta è, infine, particolarmente apprezzata nel Regno Unito dove viene spesso utilizzata, date le scarse esigenze colturali, tra le varietà presenti nei “mixed borders”, nei vasi e nei contenitori di giardini e strade cittadine. Per gli appassionati vi è poi un catalogo inglese di sementi (che spedisce anche in Italia) che raccoglie le varietà più disparate: nasturzi dalle foglie variegate, marmorizzate, chiare, scure e dalle fioriture più eleganti, dai pallidi toni del rosa, al bianco puro o crema, fino al rosso cardinalizio su foglie verde intenso

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • La Murga dei Vicoli: musica e solidarietà alla Maddalena, futuro incerto

    La Murga dei Vicoli: musica e solidarietà alla Maddalena, futuro incerto

    murga-vicoliSpesso le attività di aggregazione sociale nel centro storico genovese si basano sull’iniziativa libera e spontanea dei singoli, che riunendosi in gruppi danno vita a piccole luminose realtà fatte di persone che hanno voglia di condividere tempo, idee, conoscenze creando una rete di socialità e mutuo soccorso che si contrapponga all’abbandono e al degrado in cui purtroppo spesso versano i nostri caruggi. La Murga dei Vicoli è una di queste vitali realtà: murga, parola spagnola per indicare una forma di teatro di strada accompagnato da musica e giocoleria è il termine adottato da questo gruppo informale – nato nel sestiere della Maddalena – che non ha mai avuto progetti predefiniti ma ha costruito la propria identità e il rapporto col quartiere giorno per giorno, in base alle esigenze che si presentavano di volta in volta. Più semplicemente loro stessi si definiscono “quelli dei tamburi”, convinti che “solo attraverso l’autorganizzazione e la pratica quotidiana possiamo vivere meglio il nostro disastrato territorio; questo territorio che ci sta a cuore e che abbiamo sempre cercato di colorare con la nostra musica, con i nostri ritmi a rompere le gabbie del silenzio, della discriminazione e dell’emarginazione”. Oggi la Murga si trova in difficoltà poiché a breve resterà priva degli spazi che utilizza per riunirsi. Abbiamo parlato con Arianna, componente del gruppo, che ci ha raccontato la loro storia.

    Cos’è la Murga, come e quando è nata?

    «La Murga dei Vicoli nasce circa 4 anni fa – dall’idea di alcuni che ne fanno ancora effettivamente parte e di altri che non hanno proseguito il percorso – di creare una murga a Genova. In Sud America, soprattutto in Argentina e in Uruguay, ci sono moltissime murgas: spesso ogni quartiere ha la sua murga di suonatori di percussioni uniti a teatranti e danzatori, che portano messaggi di allegria ma anche di lotta nella quotidianità del quartiere, nelle manifestazioni, nei momenti di festa, nelle occasioni speciali…».

    Come interagite con il quartiere e i suoi abitanti?

    «La Murga dei Vicoli s’ispirava, e si ispira, al fatto di essere un gruppo informale di persone di ogni età aperto a tutti e tutte, i cui membri non siano necessariamente dei musicisti, e infatti nel nostro caso solo alcuni già sapevano suonare le percussioni quando si sono uniti al gruppo. La Murga esce a  suonare per le strade del quartiere e oltre, a fianco di molte lotte e manifestazioni per la dignità: a fianco al popolo palestinese, contro il TAV, insieme ai bambini e alle famiglie, contro la guerra e la repressione, al funerale di Don Andrea Gallo… e in molte altre occasioni».

    murga-vicoli-3Dove vi siete riuniti finora, quali spazi avete utilizzato?

    «Inizialmente la Murga era ospite di uno spazio del Comune in Via della Maddalena. Quando lì sono dovuti iniziare dei lavori ha spostato le sue prove nello spazio di Piazza Posta Vecchia (facente parte delle aree legate al progetto “Patto per lo Sviluppo della Maddalena”, ma di fatto lasciato inutilizzato) dove è rimasta per più di 3 anni. In questo spazio le prove sono sempre state, e lo sono ancora adesso, il giovedì pomeriggio dalle ore 17 circa alle ore 19 circa».

    Può partecipare anche chi non ne fa già parte?

    «Le prove sono aperte a tutti i curiosi e a chi voglia unirsi! Il gruppo ha sempre cercato di mostrarsi aperto e rispettoso nei confronti del vicinato, cercando per esempio di non recare disturbo la sera tardi; l’assemblea della Murga è un momento aperto a tutti, il giovedì sera ore 19 circa, così che chi volesse comunicare con il gruppo possa farlo liberamente».

    Quali problemi sono sorti recentemente?

    «Lo scorso dicembre è giunta la notizia che dovevamo lasciare lo spazio, per il quale ci sarebbe un progetto di allargamento del Distretto sociale Pré-Molo-Maddalena. Il suddetto progetto è approvato già da diverso tempo, probabilmente qualche anno… ma dall’approvarsi al farsi generalmente di tempo ne passa, e intuendo che non sarebbe iniziato nulla nell’immediato la Murga ha deciso di tenere alzata l’ennesima saracinesca che sarebbe rimasta chiusa. Da gennaio in poi è quindi iniziato un periodo in crescendo, abbiamo risistemato lo spazio, abbellito e reso un luogo vivo e aperto in molti modi diversi».

    murga-vicoli-2Quali attività avete organizzato?

    «Dal laboratorio di cucito gratuito che si è tenuto 2 volte alla settimana, alle attività per bambini alcuni pomeriggi; dal baratto di vestiti ed oggetti una volta al mese, alle cene invitando persone del quartiere; dalle iniziative di sensibilizzazione sulla Palestina, sulla situazione in Siria, sull’immigrazione, alle proiezioni di film».

    Quali progetti per il futuro e per la ricerca di nuovi luoghi di ritrovo?

    «La Murga probabilmente a fine estate dovrà andarsene da Posta Vecchia, perché i lavori inizieranno. Che cosa sia da farsi ora non è ancora cosa conosciuta. La Murga nel corso degli anni ha collaborato e intessuto legami di solidarietà e di amicizia con molte realtà sia del centro storico che esterne, e sicuramente vorrà continuare a farlo, ma in questo ha sempre mantenuto la sua autonomia di gruppo slegato dalle istituzioni, autogestito, informale… e queste sono caratteristiche che vuole mantenere».

    Visto che il gruppo è totalmente aperto a nuove idee, persone e progetti, chi volesse contribuire….sa dove trovarli!

    Claudia Baghino