Autore: erasuperba

  • Bergolo Art Festival: concorso ed evento di pittura murale

    Bergolo Art Festival: concorso ed evento di pittura murale

    giardini-plastica-streetart-murales-DISono aperte le selezioni per la terza edizione del concorso nazionale di arte murale a Bergolo, in provincia di Cuneo.

    L’evento si terrà domenica 23 giugno 2013 (dalle ore 14.30) e consisterà in una performance live di street art, sul tema Parole dal futuro: tutti gli artisti potranno partecipare con soggetti e opere inediti, su pannelli di 120×200 cm messi a disposizione dall’organizzazione.

    L’iscrizione avviene tramite mail a bergoloartfestival@gmail.com, specificando dati personali (nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza, recapiti e tag): la conferma dell’iscrizione avverrà tramite mail.

    Questi i premi in palio:
    – primo premio 300 € e targa
    – secondo premio 200 € e targa
    – terzo premio 100 € e targa
    – premio speciale all’opera più originale 100 € e targa
    – premio speciale al miglior artista under 18 100 € e targa

    Il concorso è organizzato da Bergolo Art Festival, Pro Bergolo e ARTEyBARBIERIA. Le opere realizzate rimarranno proprietà dell’organizzazione, che potrà deciderne autonomamente l’utilizzo e la collocazione.

    [foto di Diego Arbore]

  • Coworking a Genova: lavorare insieme e spendere meno

    Coworking a Genova: lavorare insieme e spendere meno

    lavoro-tecnologia-internet-computer-ufficio-impiegato-DIDi cosa parliamo quando parliamo di coworking? È un termine che sempre più di frequente si cita nei “metodi innovativi di lavoro” e che riguarda in sostanza due aspetti: da un lato il contenimento dei costi di un ufficio (affitto, utenze, etc) e dall’altro una condivisione di saperi e competenze.

    Vediamo di spiegare meglio. Il coworking è uno stile di lavoro che porta aziende e professionisti diversi a condividere lo stesso ufficio.

    In alcuni casi le aziende si “scelgono” a priori, cercando uno spazio comune dove le diverse professionalità si possano integrare, pur mantenendo ciascuna la propria indipendenza: a Genova è il caso di Civico31 in piazza Pollaiuoli, dove operano professioniste nei campi di pubblicità, ufficio stampa, foto/video e servizi web. Un ufficio in cui aziende diverse ma che offrono servizi complementari possono non soltanto condividere lo spazio, ma anche fornire ciascuna il proprio lavoro ai medesimi clienti.

    In altri casi, invece, il coworking prevede l’affitto temporaneo o permanente di stanze o scrivanie a professionisti che non hanno un ufficio e hanno bisogno solo di un piccolo spazio. Ogni ufficio sceglie una propria tariffa, settimanale o mensile, ma in alcuni casi si può optare per la formula del baratto: il professionista offre un servizio all’azienda ospitante, invece di pagare in denaro lo spazio di coworking che occupa.

    Per comprendere meglio, abbiamo raccolto le testimonianze di chi a Genova lavora in coworking. Rossana Borroni collabora con a Webvisibility, un’agenzia che si occupa di SEO e ha sede nel coworking di Salita Di Negro: «I vantaggi del coworking, oltre alla condivisione delle spese e degli spazi e conseguente riduzione dei costi operativi, sono soprattutto la possibilità di instaurare nuove collaborazioni e amicizie, di entrare a far parte di un network di professionisti e di accedere a nuove opportunità lavorative. La mia azienda può curare un aspetto della comunicazione per un cliente, e le altre aziende e freelance che lavorano nel nostro stesso spazio possono dare il loro apporto in altri ambiti. La sinergia che più persone e un gruppo possono generare creando un team ad hoc è incredibile. Ti faccio un esempio. Se pensi al settore del food, la comunicazione deve essere fatta trasversalmente, non si può prescindere da nessun aspetto: SEO, social network, ufficio stampa, eventi, etc. Se nel coworking ci sono specialisti in ognuna delle categorie che ho citato, la condivisione dello spazio agevola la creazione di team di lavoro perfetti per la specifica occasione o cliente».

    Il primo coworking genovese è situato in via Fieschi ed è stato creato nel 2009 da Fabio Burlando, titolare dell’agenzia immobiliare Acropoli e che oggi è molto attivo nel promuovere valori e vantaggi del coworking. Come spiega sul suo blog aziendale, per raccontare le origini del progetto: «da un organico di 10 persone ci siamo trovati in 5; stanze, scrivanie attrezzate rimaste vuote (…) Trasferirsi in altro ufficio di adeguate dimensioni? Una possibilità. Ma abbiamo preferito mantenere la sede e consci delle problematiche che professionisti vari incontrano nel reperire location lavorative usufruibili in modo elastico abbiamo deciso di entrare nella rete coworking project».

    Una testimonianza che è anche un monito alle istituzioni locali: «Comuni e municipi che se la tirano tanto di essere “smart”, invece di pensare a mettere colonnine per auto o bici elettriche (vanno bene, ma non solo quello!) non sanno nemmeno di avere proprietà immobiliari in abbandono e in disfacimento».

    Proprio quest’ultima osservazione fa da appiglio a un cambiamento che sta avvenendo nella nostra città: lo scorso 16 maggio il Municipio Levante ha approvato una mozione del consigliere Walter Vassallo, a seguito della quale partirà un tavolo di lavoro fra tutti i Municipi per individuare nuovi spazi da destinare al coworking.

    Così Vassallo spiega la filosofia del coworking, che definisce “fabbriche di cultura diffusa“: «Si tratta di un modello che non mira solo alla condivisione degli spazi di lavoro, ma attraverso eventi, iniziative e attività collaborative e partecipative può raccogliere quanto germoglia all’interno di un territorio creando vere e proprie Officine creative e propulsive. Ambienti vivaci, in fermento e in evoluzione che diventano un pilastro fondamentale nello sviluppo socioeconomico di un territorio. Sempre di più sarà necessario diffondere nelle aree urbane gli spazi di coworking, perché la diffusione dell’economia della conoscenza e la dematerializzazione e decontestualizzazione delle attività lavorative generano valori comuni, sociali e ambientali. Questi spazi daranno vita a un’integrazione sul piano umano e professionale per realizzare un progetto completo. Ed è proprio questo il pregio maggiore che si può ascrivere agli spazi cowo: la nascita di una cultura che coniuga lo stare insieme e il lavorare, in un processo di contaminazione virtuosa continua che è anche fonte di progresso e innovazione».

    Come si legge dal testo della Mozione, l’impegno espresso dal Municipio grazie all’impegno di Walter Vassallo si concretizzerà nel «porre in essere quanto necessario al fine di trovare al più presto spazi idonei censiti nell’immenso patrimonio di vani sfitti da locare alle energie diffuse della produzione culturale, del sapere e dell’innovazione intesa come conoscenza per sviluppare centri di incontro operativamente sensati, al servizio del co-working e del nomadismo, della progettazione collaborativa, delle decisioni partecipate».

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Istituto Idrografico della Marina: nuova sede ai Magazzini del Cotone?

    Istituto Idrografico della Marina: nuova sede ai Magazzini del Cotone?

    forte-san-giorgio-particolare-ist-idrograficoIL PRECEDENTE

    L’Istituto Idrografico della Marina, struttura che opera dal 1872 in Forte San Giorgio, è alla ricerca di una nuova sede, più funzionale rispetto alle proprie attività ed esigenze rispetto all’edificio storico che la ospita.

    Il centro è l’unica struttura italiana adibita alla produzione della documentazione nautica ufficiale nazionale: si occupa pertanto del monitoraggio sistematico dei mari italiani e della rilevazione e comunicazione di ogni eventuale criticità alla sicurezza della navigazione (presenza di relitti, variazione dei fondali, etc). Inoltre vi si svolgono attività più ad ampio respiro, legate alla valorizzazione dell’ambiente marino da un punto di vista scientifico, ambientale e tecnologico, e vi è una biblioteca che ospita circa 30.000 volumi e 3.000 carte nautiche.

    Le ipotesi in campo sono attualmente due: il polo tecnologico degli Erzelli o l’ex Lavanderia Italia situata a Palazzo Selom, nei Magazzini del Cotone. Quest’ultima ipotesi appare la più plausibile, soprattutto a causa della vicinanza con la sede dell’Autorità Portuale e con la zona del Porto Antico, di elevato flusso turistico.

    A giugno 2012, in occasione dell’Open day annualmente svolto in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Idrografia, noi di Era Superba abbiamo visitato il centro per capirne meglio le modalità di lavoro e gli obiettivi.

    IL PRESENTE

    A che punto sono le attività per il trasferimento dell’Istituto? Paolo Lusiani, responsabile delle relazioni esterne, ci conferma che il fabbricato di Palazzo Selom (estensione di circa 2.700 metri quadri, nella parte terminale dei Magazzini del Cotone) potrebbe ospitare in futuro l’Istituto. «Il nostro capo di Stato Maggiore, Ammiraglio De Giorgi, ha avuto di recente diversi incontri con le autorità politiche locali, guidate dalla Senatrice Roberta Pinotti che è stata nominata Sottosegretario al Ministero della Difesa. È stata anzitutto ribadita la volontà di tutti di mantenere a Genova la sede dell’Istituto e da qui si sono valutate le varie opzioni per comprendere quale potesse essere la sede migliore. Tutti gli attori coinvolti – ossia il Dipartimento Militare di La Spezia, l’Autorità Portuale di Genova e l’Agenzia del Demanio – hanno convenuto che Palazzo Selom sia il luogo più indicato: entro la fine di quest’anno si dovrebbe raggiungere un’accordo definitivo sulla disponibilità dell’edificio, e da qui si partirà per capire tempi e modalità delle necessarie ristrutturazioni».

    La necessità di un edificio più “moderno” è funzionale alle attività che quotidianamente si svolgono presso l’Istituto: proprio la dicotomia tra vecchie e nuove modalità di lavoro sarà il centro dell’open day del 13 giugno (ore 9.30 – 12 e 14.30 – 16.30), in cui sarà rimesso per la prima volta in funzione il macchinario usato un tempo per la riduzione in scala, oggi sostituito dagli scanner.

    L’evento, che ha lo scopo di far conoscere alla cittadinanza le attività dell’Istituto e farne comprendere i benefici, sarà anche l’occasione per far comprendere le ragioni che hanno portato alla ricerca di un nuovo spazio.

    Marta Traverso

  • Centri di formazione per adulti: l’attività didattica in una mostra

    Centri di formazione per adulti: l’attività didattica in una mostra

    fotografia-concorso-foto-DILunedì 3 giugno 2013 (ore 15.30) inaugura a Palazzo Ducale la mostra fotografica di Sabrina De Polo, che documenta l’attività didattica dei Centri di Formazione Territoriale.

    Il titolo dell’esposizione è Dialogo e conoscenza per abbattere i muri: la fotografa ha seguito per un anno gli insegnanti e gli studenti impegnati durante le lezioni e le attività formative nei centri della provincia di Genova.

    La mostra rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 16 giugno 2013.

    [foto di Diego Arbore]

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • San Fruttuoso, silos Piazza Solari: girotondo per salvare Bosco Pelato

    San Fruttuoso, silos Piazza Solari: girotondo per salvare Bosco Pelato

    san fruttuoso 1Un “girotondo verde”, dedicato a tutti i bambini che frequentano le scuole e l’asilo di Piazza Solari, per chiedere che il bosco non venga distrutto e sostituito con un silos di 5 piani. È questa l’ultima iniziativa organizzata dal Comitato Protezione Bosco Pelato e Residenti – un folto gruppo di cittadini indipendenti da ogni partito o movimento politico – che da alcuni mesi si batte contro la realizzazione della maxi autorimessa – tramite sbancamento della collina di Bosco Pelato, situata a San Fruttuoso tra piazza Solari, via Amarena e via Savelli – con conseguente cementificazione della zona da parte della Fondazione Contubernio D’Albertis e del Gruppo Gavio.

    Oggi pomeriggio (Lunedì 3 giugno) dalle ore 16:00 alle 16:30 i più piccoli sono invitati a partecipare al girotondo: «A ogni bambino verrà dato un palloncino verde del colore del bosco e faremo un girotondo intorno alla piazza tutti insieme – spiega il comitato – Partecipate numerosi all’uscita della scuola o dell’asilo e ditelo ai vostri amici».

    L’obiettivo è catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle criticità che un simile intervento potrebbe generare nel quartiere. Mentre sul piano della comunicazione, metodo e tempistica scelti dalle istituzioni, suscitano perplessità. Come spesso accade, infatti, il confronto con gli abitanti della zona è avvenuto ormai a giochi fatti.
    «L’iter approvativo del progetto è stato sviluppato senza informare in alcun modo la cittadinanza – sottolinea il comitato – si è svolta una sola riunione, il 16 gennaio scorso, presso il Municipio Bassa Valbisagno, quando l’intervento è stato illustrato mettendo la popolazione davanti al fatto compiuto. A dire il vero, l’iter progettuale non è del tutto concluso, perché manca ancora il permesso a costruire. Comunque sia, analizzando il progetto presentato, è evidente come parecchi dei pareri positivi siano stati dati in maniera affrettata; a volte senza che tutte le informazioni fossero state fornite al soggetto a cui veniva richiesta l’approvazione».

    I cittadini di San Fruttuoso, a spese proprie, hanno commissionato degli studi aggiuntivi a specialisti affermati che «Hanno confermato l’elevato rischio idrogeologico ed ambientale derivante da una tale opera – conclude il comitato – Abbiamo dato mandato ad un avvocato di mandare le nostre obiezioni alle autorità preposte». Le preoccupazioni sono sempre le stesse: rischio idrogeologico; sicurezza degli edifici scolastici e degli edifici limitrofi; ulteriore cementificazione; disagio viario ed aumento dei gas di scarico; sopravvivenza dell’area verde pubblica; inutilità delle opere compensative (ascensore inclinato e campetto da calcio).

     

    Matteo Quadrone

  • Lameladivetro, Campopisano: arte e cultura per difendere le diversità

    Lameladivetro, Campopisano: arte e cultura per difendere le diversità

    campo-pisano-centro-storico-DIFondata nel 1995 e sita dal 30 marzo 2013 a Campopisano, l’ Associazione Culturale Lameladivetro opera per il dialogo internazionale e la promozione artistico-culturale, sia in ambito locale, che nazionale e internazionale, organizzando eventi a Genova e nel mondo, grazie all’intraprendenza dei volontari che la coordinano e all’appoggio – oltre a Comune di Genova, Provincia e Regione – di strutture come ambasciate, consolati, ministeri sparsi in tutto il mondo.

    porta-lameladivetroUn piccolo gioiello nascosto tra i vicoli genovesi: la sede di Lameladivetro è un posto magico, in cui il tempo sembra essersi fermato. Prima che arrivassi ero stato avvisata: «Non aspettarti qualcosa di nuovo e alla moda, qui non c’è niente che abbia a che fare con le discoteche, o con i posti che frequentano i giovani, anzi qui da noi il tempo si è fermato al 1600. Lo vedrai con i tuoi occhi». Già incuriosita da questa anomala presentazione, sono andata a constatare con i miei occhi di cosa si trattasse e ne sono rimasta folgorata; un piccolo spazio in un edificio adiacente a Piazza Campopisano, arredato con mobili e suppellettili rigorosamente di epoca (‘600 – ‘800) dai tessuti delle tende, ai mobili in legno, le grandi credenze contenenti l’archivio “analogico” e la documentazione cartacea dell’associazione, e costumi d’epoca rigorosamente ricreati dai soci. E pensare che in così poco spazio è contenuto tutto il potenziale che, una volta scatenato, innesca meccanismi virtuosi in grado di raggiungere tutti i paesi del mondo…

    Mi accolgono Franco Andreoni, il vicepresidente Fulvio Toso e alcuni altri soci: le rappresentanti di Tailandia (Kanokwan Lueng Srichai) e Venezuela (Mayela Barràgan Zambrano) e la curatrice della parte storica Maura Meo.

    Cos’è Lameladivetro e qual è il filo conduttore che anima tutto il lavoro dei volontari?

    «La nostra associazione è attiva ormai da quasi un ventennio, siamo partiti da Piazza delle Vigne e, dopo vari cambiamenti di sede, oggi siamo tornati finalmente nel centro storico, nella bella location di Campopisano, al numero 4 r. La nostra è un’attività di volontariato a favore dell’arte e della cultura. Il raggio d’azione di Lameladivetro è ampio e variegato: noi parliamo di cultura, di arte, di attività rivolte al sociale, ma anche la parola “cultura” è di per sé polisemica e spazia dalla gastronomia all’arte propriamente detta. Quello che sta alla base di tutto è riuscire a coinvolgere diverse “etnie”, diversi paesi, diverse comunità sia su piccola che su larga scala (da quelle più vicine, genovesi, piemontesi e limitrofe, a quelle più lontane, tailandesi o venezuelane, ecc.), valorizzare le loro tipicità culturali in modo che non vadano perse e preservare dunque le differenze.
    Sono proprio le differenze culturali il centro di tutto il nostro lavoro: noi non miriamo all’integrazione culturale (attenzione, con questa affermazione non si deve certo scambiare il nostro intento per un proposito misantropico di accentuazione delle diversità che separano…), vogliamo piuttosto mettere l’accento sulle differenze, in quanto peculiarità territoriali, etniche, popolari, (dalle ricette di cucina, alle varianti dialettali, o ancora le particolarità nel vestire, le abilità artigianali, le bellezze territoriali) e che devono essere conosciute dal numero più largo possibile di persone. Sono un arricchimento, che separa ma non divide, anzi… la ricerca di legami tra gli elementi specifici delle varie etnie può ricondurle tutte a un unico massimo comune denominatore. Se ci fermiamo a pensare, tante possono essere le etnie che ci circondano. Mi riferisco a tutte le specificità comunitarie, culturali, linguistiche. Con il termine “etnico” siamo abituati a pensare ai paesi arabi o alla Turchia, o al Medioriente, ma un’“etnia” è ad esempio anche quella genovese, della Lunigiana, o quella sarda…»

    «Il nostro sito è scritto in tantissime lingue diverse, e allo stesso i volantini che stampiamo: dal zeneize, al calabrisi, allo wayuunaki. Quest’ultima è una lingua indigena dell’America Latina, che noi abbiamo portato a Genova in occasione di un evento in collaborazione con il Venezuela: la nostra rappresentante è riuscita a far arrivare nella nostra città un poeta, socio-linguista e scrittore di lingua wayuunaki, che è stato ospitato nell’ambito del Festival della Poesia. Anche il nome Lameladivetro è quello ufficialmente registrato, ma cambia a seconda dell’evento in questione e delle nazioni con cui abbiamo a che fare: Lamanzanadevidrio, Lepommedeverre, DerGlasApfel, e così via…».

    lameladivetro

    Franco, puoi farci qualche esempio di progetto finora realizzato e darci anticipazioni per le iniziative future?

    «Organizziamo pochi incontri all’anno, ma quelli che realizziamo hanno vasta eco e sono importanti per far conoscere Genova all’esterno e per portare a Genova altre culture e società. Posso citare molti esempi di ricerche, studi e iniziative che abbiamo condotto. Ad esempio, nel 2007, “La memoria multiculturale” il progetto annuale su Paul Klee e il suo soggiorno a Genova: abbiamo ricostruito l’itinerario seguito dall’artista nel 1901 durante il suo viaggio da Berna a Roma (risalendo anche al numero di treno, all’orario, alle coincidenze prese) e abbiamo scoperto che il pittore sarebbe partito proprio dalla nostra città alla volta di Roma. Da qui abbiamo creato un’esposizione che è stata visitabile per circa un anno presso i locali della Biblioteca Civica Berio e che ha visto il coinvolgimento di rappresentanze genovesi, svizzere e tunisine. Da ricordare anche la collaborazione con la Svizzera e l’evento alla Biblioteca Berio “Genova e la Svizzera all’insegna della Storia: rose e bandiere, Papi e alabarde”, in cui sono stati ricercati legami e affinità tra Genova e la Svizzera, fino al gemellaggio delle due. Da ultimo, la presenza al Salone del Libro di Torino 2013, con l’intervento “Le pratiche di Medicina Tradizionale dall’Abruzzo al resto del mondo: la Cina e il Paraguay”, organizzato dalla rappresentante cinese, l’ultima “reclutata” per entrare a far parte del gruppo. Infine, un progetto ancora in cantiere di “gemellaggio del pesto”, in cui stiamo cercando di coinvolgere varie comunità d’Italia, produttrici dei vari ingredienti necessari per la preparazione del pesto, per gemellarle con Genova (da Pisa, produttrice di pinoli, alla Sardegna per il pecorino, e altre); e poi si potrebbe anche effettuare ricerche sulle statue stele nella zona dell’estremo Levante, ricostruendone le affinità con quelle sudamericane. Le possibilità sono infinite, il campo d’azione sterminato».

    Come funziona sotto il profilo pratico Lameladivetro?

    «L’organico della nostra associazione è formato da rappresentati di diversi popoli e il nostro operare è da considerare quasi sempre al fianco di (oltre a Comune, Provincia e Regione) enti pubblici o diplomatici, dalle Ambasciate ai Consolati, ai Ministeri, per giungere alla Segreteria di Stato della Città del Vaticano. La cosa bella è che tanto sono buoni i nostri contatti col Vaticano, quanto con i rappresentanti ufficiali di altre religioni, come quella islamica o buddhista, a testimonianza della volontà di cooperazione e di inclusione delle differenze. Ovviamente questo è anche un modo per fare conoscere, in primis, Genova nel mondo. In secondo luogo, il nostro modus operandi permette a Genova di conoscere il mondo, in uno scambio bidirezionale molto interessante. La nostra associazione culturale vive dell’interazione con le rappresentanze delle diverse nazioni mondiali: non è una struttura che nasce su scala internazionale, anzi è piuttosto radicata sotto il profilo locale, ma in occasione dei vari eventi che organizziamo, Lameladivetro esce dai confini genovesi e si fa internazionale. Fra le nazioni con cui abbiamo contatti, oltre alle varie regioni d’Italia, ricordo la Repubblica Popolare Cinese, il Sud Africa, il Venezuela, la Francia, la Tailandia, la Svizzera, ma si tratta solo di alcuni esempi. Creiamo cose e incontri in nome dell’amore per la cultura, l’arte, la storia, la fratellanza. Tutti ingredienti positivi, i migliori».

    La passione e l’amore per la cultura che anima questi volontari è davvero particolare: vulcanici e pieni di iniziativa, producono nuove idee una dopo l’altra, in continuazione. I progetti sono davvero tanti, ma realizzarli diventa complicato perché la base è sempre volontaria e gli aiuti da reperire si basano sui contatti interpersonali dei soci. Interessante il fatto che alcuni di loro si siano conosciuti ad un corso di lingua italiana per stranieri e, tramite passaparola, siano poi entrati a far parte di Lameladivetro: è il caso proprio della rappresentante tailandese e della neo-arrivata cinese. Inoltre, ora si sta progettando di aprire a Stati Uniti, Russia e altri paesi: lo scopo è quello di avere un rappresentate per ogni paese, ma è di certo ambizioso e a lungo termine. Per ora, i volontari continuano a impegnarsi e a proporre i loro progetti con entusiasmo, con un occhio sempre rivolto verso Genova e la Liguria: si pensa, tra le altre cose, di tornare alla prassi iniziale di organizzare percorsi storici in città, con persone reali in abiti storici, che interpretano vari personaggi e mettono in scena episodi del passato, per far comprendere meglio e far restare maggiormente impresso il reale svolgimento degli eventi. Partendo, perché no, proprio da Campopisano, luogo ricco di storie e leggende.

     

    Elettra Antognetti

  • Trofeo Fantozzi: gara ciclistica per obesi e svogliati

    Trofeo Fantozzi: gara ciclistica per obesi e svogliati

    SoriDomenica 2 giugno 2013 (ore 10) appuntamento con con la 23a edizione del Trofeo Fantozzi, manifestazione ciclistica in chiave parodistica.

    Nata per gioco nel 1991 da un’idea di un gruppo di ex liceali genovesi, la manifestazione è anche definita ironicamente una sorta di Coppa del Mondo per Corridori Ipodotati, riservata ad “atleti sovrappeso, sedentari e con problemi di jella”.

    La corsa si snoda su un percorso di 16 km, con partenza alle 15 da Sori e toccando le frazioni di Lago, Canepa, Sussisa e Capreno. Per chi non ce la farà, sono previsti provvidenziali bus-navetta.

    Sono pervenute numerose iscrizioni da tutta Italia.

    Programma della giornata
    Ore 10: ritrovo presso la zona pedonale fronte mare di Sori, ritiro pettorali e pacco gara
    Ore 13: chiusura definitiva iscrizioni
    Ore 13.45: spettacolo di burlesque
    Ore 14.45: tuffo in mare
    Ore 15: partenza
    Ore 15.20: prima Sosta a Lago, focaccette e dolciumi.
    Ore 16: arrivo a Canepa e rifornimento ipercalorico a cura del Comitato Amici di Canepa
    Ore 16.30: proseguimento del percorso lungo la panoramica pianeggiante di Levà
    Ore 17: sosta ristoro a Sussisa- Capreno, a cura del Comitato San Matteo Sussisa.
    Ore 18: arrivo sul lungomare di Sori
    Ore 19: premiazioni e brindisi finale
    Ore 20: aperitivo e cena sociale presso il ristorante Scandelin di Sori (su prenotazione)

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Sestreet skate contest: gara di pattinaggio per adulti e bambini

    Sestreet skate contest: gara di pattinaggio per adulti e bambini

    skater-street-art-CSabato 1 e domenica 2 giugno 2013 si svolge la seconda edizione del SeStreet Skate Contest presso lo Skatepark di via Galliano a Genova Sestri Ponente, nelle vicinanze del Circolo Arci Merlino.

    La gara è organizzata da Uisp Genova (nell’ambito del progetto Pronti, partenza, VIA!) in collaborazione con gli skaters che abitualmente si allenano nel parco: sabato il contest sarà riservato ai bambini, domenica agli adulti. Per i vincitori sono previsti dei premi.

    Info ed iscrizioni ppv.genova@gmail.com o 347 8454787 (ci si potrà iscrivere anche il giorno stesso).

    [foto di Constanza Rojas]

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Rete Solidale: associazioni unite a sostegno delle fasce deboli

    Rete Solidale: associazioni unite a sostegno delle fasce deboli

    unione-mani-solidarietaLo scorso 1 maggio si è svolto in piazza San Lorenzo un evento organizzato da una rete di associazioni, ciascuna per promuovere la propria attività ma soprattutto per attivare insieme una rete di collaborazione a fronte di obiettivi comuni.

    Dopo il Primo Maggio Unitario e solidale si è tenuta la prima assemblea pubblica (15 maggio), che ha confermato l’intento di costituire una rete di associazioni, denominata Rete Solidale. «La solidarietà aiuta tutti/e a vivere meglio ed è un valore di cui sentiamo molto il bisogno», si leggeva nella presentazione dell’evento del 1 Maggio. Il progetto unisce dunque tutte quelle realtà che agiscono sul territorio accomunate da impegni di solidarietà: che si tratti di campagne contro il razzismo e la discriminazione, sostegno alle donne, creazione di opportunità per i lavoratori precari, la Rete vuole creare occasioni di confronto e attività concrete per sostenere tutte le fasce più deboli della cittadinanza.

    Capofila dell’iniziativa è Associazione 3 Febbraio, impegnata da tempo a Genova a combattere ogni forma di razzismo e discriminazione. Hanno finora aderito Y.E.A.S.T., Comitato solidale Liberamente, Socialismo Rivoluzionario, Associazione San Giacinto Balzar e Segreteria nazionale migranti Equador Senami. L’obiettivo è estendere la Rete ad altre associazioni che operano sulla base degli stessi valori, ma anche sensibilizzare i genovesi su come possano impegnarsi in concrete iniziative di cittadinanza attiva.

    Per chi vuole conoscere scopi e progetti della Rete Solidale, la prossima assemblea si terrà venerdì 7 giugno 2013 (ore 20) presso Ghettup in vico Croce Bianca.

    Questo il testo integrale della Carta d’intenti, per comprendere meglio lo spirito e i valori che animano il progetto.

    Siamo convinti che per vivere meglio sia fondamentale far vivere e diffondere solidarietà ed essere persone solidali. La nostra è un’idea di solidarietà umana perché si basa e promuove relazioni benefiche tra le persone, senza distinzioni etniche, religiose, politiche.

    Crediamo nel protagonismo solidale di ogni uomo e donna fuori da logiche di delega, di rappresentanza, di sostituzione, perché è fondamentale per il cambiamento delle persone, in un periodo in cui sono sempre più presenti egoismi e soprusi di ogni tipo nella società.

    Vogliamo essere liberi di scegliere e di decidere su ogni aspetto del nostro impegno e per questo vogliamo essere indipendenti da istituzioni, dalla politica e da qualunque coercizione negativa.

    Ci interessa contribuire alla promozione e diffusione di una cultura della solidarietà, perché crediamo che si possa vivere meglio se cerchiamo di essere e diventare persone solidali.

    Ci impegniamo nella comunicazione e nella conoscenza di altre esperienze solidali a Genova ed in Italia con un sguardo particolare verso tutte quelle che riterremo più vicine e più simili ai nostri contenuti per favorire lo scambio e l’unione.

    Ci riconosciamo in una comune umanità e per questa ragione promuoviamo l’accoglienza umana per tutti/e e la libera circolazione che significa rifiutare ogni razzismo e discriminazione nei confronti degli immigrati.

    Siamo a fianco delle donne contro ogni violenza nei loro confronti.

    Siamo a fianco dei bimbi, dei disabili e degli emarginati.

    Siamo a fianco dei lavoratori e dei precari.

    Siamo per la libertà di scelta in ogni ambito della vita, quindi per libere scelte sessuali, religiose.

    Siamo per per la libertà d’informazione e la piena espressione per tutti.

    Siamo per il pieno rispetto dell’ambiente e della natura ed a fianco di tutti coloro impegnati a tutelarla e difenderla da ogni azione distruttiva.

    Lottiamo per il rispetto dei diritti umani, della libertà e giustizia per tutti/e.

  • Suggerimenti per un terrazzamento fiorito in riva al mare

    Suggerimenti per un terrazzamento fiorito in riva al mare

    1Questa settimana vorremmo fornire al lettore qualche suggerimento per realizzare un declivio in riva al mare utilizzando piante di facile coltivazione. La Liguria è infatti una regione che si affaccia, per tutta la sua estensione, sul Mediterraneo ed è caratterizzata dalla presenza di un grandissimo numero di giardini che digradano, veloci e spesso a balze, fino alla superficie dell’acqua.

    Queste aree verdi richiedono, stante la loro particolare collocazione, l’utilizzo di alcune specifiche varietà di piante. Esse sono infatti molto esposte al salino, al torrido sole estivo, agli sbalzi di temperatura ed alle forti e talvolta improvvise raffiche di vento. Se si esamina la costa ligure, specie in primavera, si rimane colpiti dall’enorme varietà di essenze presenti. E’ peraltro spesso necessario un occhio attento ed allenato.

    2

    La Liguria si presenta, infatti, al primo impatto come “ostile”, a tratti sui monti quasi brulla, grigia come le sue rocce e giallo-verdastra come la macchia di arbusti, frugali e poco appariscenti, che la caratterizza. Osservando però con attenzione, si potranno scorgere il viola dei crochi primaverile e degli Iris, i rosa accesi del baico, il bianco intenso del Cistus, il giallo oro del Ginestrone, il bianco-rosato delle ericacee, il bianco puro e l’arancione intenso dei fiori e dei frutti dei corbezzoli.

    .

    3

    Il territorio ligure è quindi solo apparentemente inospitale, battuto dai venti e riarso dall’intenso sole estivo. Se debitamente coltivato e curato, il giardino costiero offre poi notevoli soddisfazioni e può divenire un rigoglioso spazio verde sottratto al mare, che lambisce la costa, ed ai monti che, spesso a strapiombo, in esso si tuffano. In questa prima parte dell’articolo suggeriremo come ricreare una scarpata fronte mare a mezzo dell’utilizzo di essenze estremamente rustiche, spesso spontanee e di facile accrescimento e cura.

    4

    Successivamente proporremo qualche nome di altra pianta, di regola coltivata nei vivai, di utile inserimento in simili contesti. Nel corso di una passeggiata ho osservato, lungo il mare, il seguente insieme di piante che mi è apparso, nella semplicità e spontaneità, molto soddisfacente. Lo sfondo era caratterizzato da un folto insieme di semplici Canne, dal colore grigio verdastro tenue. Alla base di queste si trovavano fitti gruppi di Malve selvatiche dal viola-rosa intenso e di medie dimensioni, sotto queste ultime cresceva un enorme numero di Allium bianchi. La macchia era inframmezzata da numerose Tamerici, in piena fioritura primaverile. In questo periodo dell’anno, i rami di tali piante si ricoprono di piccolissimi fiori, nei toni del rosa, che rendono l’arbusto simile ad un gigantesco corallo marino.

    5

    Pur nella sua estrema semplicità, l’insieme risultava esteticamente molto soddisfacente, risaltando tra le rocce grigie, il blu ancora pallido del mare primaverile e l’erba, già un po’ lunga e di un verde argenteo intenso. D’altra parte la natura offre spesso spunti inaspettati e garantisce risultati estremamente soddisfacenti, quasi vi fosse, a monte, un preciso progetto cromatico e di disposizione delle singole essenze. L’insieme ora descritto può essere riprodotto agevolmente in un giardino fronte mare e permette, anche al meno attento dei giardinieri, di ottenere un buon risultato con minimi interventi di manutenzione e cura.

    6

    Le piante in questione non necessitano, infatti, di alcuna potatura, eccezion fatta per quelle, eventuali, di mero loro contenimento, non richiedono particolari concimazioni e non presentano specifiche esigenze di tipo idrico o colturale. Se si volesse poi arricchire l’insieme ed inserire qualche ulteriore pianta, senza rendere più complessa la gestione del giardino, sarebbe sufficiente optare per alcune essenze molto frugali. Si potrebbero aggiungere, ad esempio, gruppi di agavi, disposte in modo geometrico, dal colore grigio-azzurro, Cistus dai fiori bianchi, cespugli di rosmarino o bordure di valeriana (peraltro spontanea in natura), rosa o bianca. Le esigenze colturali del giardino non varierebbero quasi per nulla ed il risultato complessivo sarebbe sempre garantito. Per mantenere la semplicità e rusticità dell’insieme si potrebbe anche optare per l’aggiunta di piante aromatiche quali il timo o il rosmarino, dalle fioriture poco appariscenti ma inaspettate, oppure di particolari varietà di gerani, quali il Pelargonium Malvarosa.

    7

    Quest’ultimo forma grossi cespugli irregolari, dalle foglie profumate e dai fiori di dimensioni non eccessive e di un rosa-viola intenso. Il risultato cromatico dell’insieme risulterà quindi, optando per le varietà sopra descritte, omogeneo, nei toni cromatici che varieranno dal verde-grigio, al bianco-rosa, fino al rosa-viola.

    Nulla di meglio che avere un giardino dalle minime esigenze colturali ed idriche e soprattutto un declivio che sembra sottratto alla natura, che si “mimetizza” nel paesaggio, confondendosi con le fasce soprastanti, e che si perde nel grigio delle rocce e nell’azzurro, ancora indeciso, del mare primaverile.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano

    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • Food Right Now: concorso per video contro lo spreco alimentare

    Food Right Now: concorso per video contro lo spreco alimentare

    cinema-registi-cortometraggi-filmFood Right Now è una campagna del Cesvi (acronimo di Cooperazione e Sviluppo) per promuovere il diritto al cibo per tutti e sostenere la lotta alla fame e l’opposizione agli sprechi alimentari.

    Per sensibilizzare maggiormente sui temi della campagna si è aperto un concorso video per ragazzi tra i 17 e i 25 appassionati di comunicazione e di cooperazione internazionale.

    La partecipazione prevede l’invio di un video di durata compresa fra 30 secondi e 3 minuti che tocchi uno dei seguenti temi:
    – ridurre lo spreco di cibo
    – promuovere il consumo responsabile di acqua
    – raccontare il paradosso dell’obesità nei Paesi industrializzati e la denutrizione nei Paesi poveri
    – invitare amici e conoscenti a contribuire ai progetti Cesvi di lotta alla fame
    – far conoscere il fenomeno del land grabbing o del cambiamento climatico

    L’iscrizione al concorso deve avvenire entro sabato 22 giugno 2013 attraverso il form online, mentre l’invio del video può essere fatto entro il 31 ottobre 2013. Una giuria valuterà i filmati pervenuti e selezionerà i vincitori: il primo classificato vincerà un viaggio in Africa con Cesvi nel periodo marzo / aprile 2014. Il secondo e terzo classificato parteciperanno al One World Film Festival a Praga (marzo 2014), evento europeo di documentari e film sui diritti umani.

    I tre vincitori italiani saranno affiancati nei loro viaggi dai vincitori degli altri Paesi europei coinvolti nel concorso: Francia, Irlanda, Germania e Repubblica Ceca.

  • Food revolution day ai Giardini Luzzati

    Food revolution day ai Giardini Luzzati

    giardini-luzzatiOgni anno il noto chef Jamie Oliver propone a maggio il Food Revolution Day: una giornata dedicata alla consapevolezza su ciò che si mangia e alla sensibilizzazione verso uno stile di vita più sano.

    In tutto il mondo vengono organizzati eventi e iniziative che hanno lo scopo di promuovere questi valori: a Genova il Food Revolution Day è ospitato ai Giardini Luzzati ed è organizzato in collaborazione con Collettivo Babette, AIAB Liguria e La Formica.

    Il programma del Luzzati Food Revolution (venerdì 31 maggio, dalle ore 17) prevede:

    ore 17, proiezione del film di animazione “Piovono Polpette” e biomerenda con budino, torta, bevanda (3 €)

    Ore 19: incontro pubblico sul tema Alle prese col cibo, tutto tranne quello che c’è al supermercato!

    Ore 20: cena bio-veg (prenotazioni a collettivobabette@gmail.com / sms 345 6203952).

    Ore 21: Paolo Bonfanti Duo in concerto.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Certosa, area ex Fillea: la sicurezza è il primo problema, interventi da rifare

    Certosa, area ex Fillea: la sicurezza è il primo problema, interventi da rifare

    certosa area ex fillea.010Nel cuore di Certosa l’area ex Fillea – sorta nel “libro dei sogni” quale parcheggio di interscambio per la futura fermata della metropolitana di Rivarolo – oggi è gestita da Genova Parcheggi ed ospita soprattutto posti auto per i residenti (a pagamento e non), in parte posteggi a tariffa oraria, ma è percepita dalla popolazione come una vera e propria “terra di nessuno”, abbandonata a se stessa e luogo pericoloso, in particolare con il calare del sole.

    Nel corso degli anni si sono susseguite diverse proteste per il taglio di posti auto riservati agli abitanti e per l’aumento delle tariffe orarie. L’ultima nel marzo 2012 quando Genova Parcheggi, con un colpo di mano truffaldino, si è impossessata di una sessantina di posti auto liberi applicando ad essi la tariffa di 1,50 euro all’ora.
    Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa ha protestato vivacemente per il “furto” dei parcheggi e ha rilanciato le sue proposte per migliorare la gestione di un’area fondamentale per il quartiere, anche in termini di vivibilità.
    Ovviamente la presenza di un maggior numero di posti auto per i residenti resta una delle priorità, ma secondo i cittadini è necessaria una più intelligente organizzazione degli spazi auto (per diversamente abili; a disco orario), la rivisitazione della segnaletica verticale/orizzontale, la realizzazione di percorsi pedonali protetti in grado di garantire la sicurezza dei pedoni.

    certosa area ex fillea007Ebbene, come racconta Enrico D’Agostino, portavoce del Comitato «Tutte le nostre richieste sono state disattese. Dal marzo 2012 nessuno si è più fatto sentire. Fino ad una ventina di giorni fa. I lavori sono improvvisamente partiti ed in quattro e quattr’otto sono stati portati a termine».
    Le proposte dei cittadini non sono state accolte. Ad eccezione del percorso pedonale. «Peccato, però, che l’abbiano realizzato troppo stretto e senza paletti di protezione – sottolinea D’Agostino – La domanda è: perché spendere i soldi in questo modo? È uno spreco di risorse pubbliche quando sarebbe stata sufficiente una maggiore attenzione».
    Altro punto critico è il nuovo senso di marcia. «Adesso le due entrate del parcheggio sono in corrispondenza di due ponti (via Piombelli e piazzetta Penne Nere) – continua D’agostino – la cui altezza è insufficiente a garantire un accesso agevole per alcuni automezzi di soccorso».
    Infine, la questione dei contrassegni. Il posto auto per residenti, infatti, si ottiene previo permesso comunale. Secondo il Comitato, però, molti sarebbero fasulli. «Per questo abbiamo chiesto al Comune di effettuare un controllo capillare».

    La mattinata dell’8 giugno i cittadini scenderanno in strada per richiamare l’attenzione sull’area ex Fillea e chiedere alle istituzioni di rivedere gli interventi eseguiti. «Invitiamo anche il Municipio Valpolcevera a confrontarsi con noi – continua D’Agostino – visto che lo stesso presidente, Iole Murruni, ha riconosciuto che sono stati fatti degli errori».

    certosa area ex fillea.002certosa. area ex fillea.005

     

     

     

     

     

     

    Tuttavia, al di là delle questioni legate alla viabilità e alla gestione dei posti auto, il problema principale resta la percezione di insicurezza.
    La parte di struttura coperta che ospita i posti auto a pagamento – in pratica una gabbia metallica chiusa da ogni lato, senza adeguate vie di fuga per pedoni e automobili – è dotata di scarsissima illuminazione e durante le ore notturne è già stata teatro di atti vandalici e di un paio di tentativi di violenza (fortunatamente sventati) a danno di altrettante donne.

    La settimana scorsa un incendio doloso, propagatosi sotto la medesima struttura , ha distrutto 3 automobili. E la paura ha serpeggiato tra gli abitanti. «Nell’aprile 2012 abbiamo fatto un esposto ai vigili del fuoco, con fotografie e filmati, per sottolineare la totale assenza di estintori, bocchette antincendio, vie di fuga e la scarsa illuminazione – spiega D’Agostino – Ci hanno risposto ad agosto 2012 affermando che da loro sopralluogo non emergono evidenti difformità rispetto alle norme di sicurezza».

    «Bisogna garantire la sicurezza e l’incolumità di tutte le persone che in qualche modo usufruiscono dell’area ex Fillea – conclude il Comitato – per questo chiediamo a gran voce la presenza delle forze di sicurezza: sono mesi che non vediamo passare un vigile urbano. Non c’erano neppure quando è stato approntato il cambio del senso di marcia …».

     

     

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore]

  • Sarzano e piazza Ninfeo: l’allarme dei commercianti del Centro Storico

    Sarzano e piazza Ninfeo: l’allarme dei commercianti del Centro Storico

    metro-sarzano-sant-agostinoCon i lavori del mercato coperto fermi da mesi, una serie di locali sfitti che non trovano acquirenti, il proliferare di cartelli “vendesi”/”affittasi” e la piazza Sarzano ormai ridotta a parcheggio, l’unica novità per questa zona del Centro Storico è l’inaugurazione dell’ennesimo discount alimentare, proprio a pochi passi dalla struttura di quello che sarebbe già dovuto diventare il nuovo mercato coperto, il volano per il rilancio del quartiere. Emblema di questa situazione non facile è la piccola piazza Ninfeo, all’incrocio con via della Fava Greca, il cui progetto di recupero, terminato tra il 2007 e il 2008, prevedeva un centro di aggregazione con negozi e luoghi di ritrovo, una sorta di grande cavedio a disposizione degli abitanti del quartiere e dei visitatori. Purtroppo però a distanza di cinque anni le cose non sono andate esattamente così.

    Siamo andati a parlare con chi nella zona di Sarzano vive e lavora e abbiamo riscontrato un’esasperazione e una frustrazione tale da non poter passare inosservata. Emblematiche le dichiarazioni di Barbara, responsabile della ludoteca Bim Bum Bam di Piazza Ninfeo, che ci ha rivelato: «Qui è difficile organizzare attività ludiche e eventi aperti a tutti perché mi rendo conto che c’è sempre una certa reticenza da parte dei residenti. Ad esempio, io stessa con le mie iniziative rivolte ai bambini spesso mi scontro con le polemiche e gli insulti di chi abita qui in Piazza Ninfeo. Io lavoro qui da 3 anni e mezzo e il restyling della Piazza era già avvenuto: risale a circa 5 anni fa ed era stato pensato allo scopo di rendere questa zona più attiva e di farne un centro commerciale, solo che adesso –a distanza di anni- qui ci sono solo io con Bim Bum Bam, un asilo nido e il circolo arci “Superba 1985”, niente di più. In Piazza ci sono appartamenti e condomini, e sotto a questi dei fondi e dei locali che restano sfitti da sempre ma che potrebbero tranquillamente essere adibiti a negozi, o anche ad uffici, vista la centralità della zona e l’eleganza degli edifici.

    centro-storico-vicoli-stradone-sant'agostino-d9Solo che sembra che a nessuno interessi questo stallo: perché le amministrazioni non promuovono la zona? Anziché fare ciò e cercare un’apertura all’esterno, le misure che hanno intrapreso sono state attivare le famose telecamere, chiudere Piazza Sarzano e chiudere anche la Piazzetta Ninfeo, il cui accesso è oggi delimitato da un cancello aperto in orario 8-20 (stessa strategia adottata anche nel vicino Passo delle Murette, subito dietro Piazza Ninfeo, anch’esso chiuso da un cancello e inaccessibile per chi non risiede qui, n.d.r.). Si tratta di una scelta dei condomini, i quali erano intimoriti da eventuali incursioni di vandali, visto che anni fa la zona era mal frequentata. Tuttavia, il cancello –pur chiuso- è rotto da oltre un anno e io stessa, quando mi capita di restare al lavoro fino a sera tardi, non ho mai percepito situazioni di pericolo e non ho mai visto entrare nessuno di sospetto. Anzi, non ho mai visto entrare proprio nessuno: l’eccessiva chiusura qui porta al collasso del quartiere su se stesso e bisogna arginare questa situazione. Io ci sto provando, organizzando ad esempio un centro estivo per bambini, che partirà quest’estate, dal 17 giugno, e cui possono aderire tutti i bambini tra i 5 e i 14 anni. Però è demoralizzante lavorare in queste condizioni. Ad esempio, qui in zona ci sono anche dei siti di interesse storico e reperti archeologici, ma pure i turisti scarseggiano perché non conoscono questa zona, poco promossa. Mi auguro che l’apertura del mercato inneschi un circolo virtuoso e richiami persone. C’è solo un evento di segno opposto e che sembra contraddire quanto detto finora: proprio pochi giorni fa mi è capitato di vedere l’imminente inaugurazione –prevista per il 4 giugno 2013- di un nuovo discount, Doro, proprio davanti ai banchi del futuro mercato. Che sia il primo segno di ripresa?».

    mercato-piazza-sarzano-2Sulla stessa linea il commento di Massimo Cudillo presidente del CIV di Piazza Sarzano: «Ancora di recente ci sono stati ulteriori rallentamenti sull’inaugurazione del mercato coperto dovuti alla questione delle telecamere: nella piazza sono state inserite telecamere che impediscono l’accesso ai non residenti e la zona è stata chiusa ad auto e moto, divenendo “a traffico limitato”. Questo ha incontrato le polemiche di molti e crea non pochi problemi al commercio della zona. Se da un lato le telecamere contribuiscono a rendere questa partedel Centro Storico più calma e vivibile, dall’altro boicottano i commerci e dissuadono chi non è residente dal venire appositamente a fare acquisti in Piazza Sarzano e Via di Ravecca. Tra l’altro, le vetture sono costrette a fermarsi sopra alla salita che porta a Carignano, in Via Ravasco, e ciò crea un bel disagio a chi volesse venire a fare acquisti qui: con le borse della spesa, ad esempio, il percorso non è agevole. Noi del CIV abbiamo provato a interagire con i responsabili municipali per arginare questa problematica e aprire la zona anche all’esterno, ma ad ora non ci sono risposte definitive. Questo problema resta poco sentito per gli amministratori e per una parte dei residenti –che preferiscono la chiusura del luogo-, ma in futuro la situazione rischia di degenerare e portare alla morte del quartiere. Già ora la bellissima Piazza Sarzano è poco più di un maxi-parcheggio, e questo è un grande spreco. Anche Via di Ravecca è morta, sempre a causa delle telecamere. La nostra proposta sarebbe quella di aprire il traffico per qualche ora al giorno, in modo da permettere a tutti di entrare agevolmente. La verità è che qui scorre tutto a rallentatore, nella massimo calma… troppa calma. A questo scopo, alcuni di noi stanno provando a organizzare iniziative per il recupero dei Giardini di Plastica e nel settembre 2013 vorremmo portare a Genova writers di fama nazionale per abbellire i muri e creare opere d’arte, coinvolgendo i giovani. Ci piacerebbe realizzare tutto questo in concomitanza con la prossima Notta Bianca di Genova, ma purtroppo non sappiamo ancora se sarà possibile».

     

    Elettra Antognetti

  • Luce e gas, contratti dual doppia fornitura: evitare bollette cumulative

    Luce e gas, contratti dual doppia fornitura: evitare bollette cumulative

    bollette-spese-postaQuesta settimana torniamo alla carica con un argomento di cui pochi parlano, i contratti doppi di fornituta di luce e gas… Grazie al mercato libero si sono aperte le porte per i gestori – venditori di energia elettrica e/o gas; avete letto bene: ” e/o “. Da un po’ di tempo, infatti, le offerte commerciali spaziano… spaziano così tanto da porre in vendita pacchetti promozionali che offrono condizioni (a loro dire) speciali per chi stipula contratti “dual”, ossia di somministrazione sia di energia elettrica che di gas.

    Il contratto generalmente è unico (ma non sempre), il codice cliente è unico e le bollette possono essere di due tipi:
    – singole, ovvero una bolletta per l’energia elettrica ed una per il gas
    – cumulative, ovvero contenenti entrambi i consumi ed un unico importo complessivo da pagare.

    Quali sono le conseguenze di tutto ciò?

    Nel caso di bolletta separata, sicuramente l’utente può comprendere meglio l’entità dei consumi e dei costi; nell’altro caso, il tutto diventa confusionario, per quanto effettivamente vi sia una sezione che parla di mc di gas ed una che parla di kw/h.

    In entrambi i casi, però, diventa davvero difficile cogliere l’applicazione degli sconti promozionali promessi, anzi, spesso proprio non si coglie…

    Dal punto di vista giuridico, si pone un problema. In caso di contestazione sugli importi, se – per esempio – vi è un contenzioso che riguarda la fornitura di energia elettrica, può il gestore, in caso di morosità, staccare il gas?
    Seguendo una logica contrattuale, si direbbe proprio di sì solo quando il contratto è unico e prevede a chiare lettere la fornitura di energia elettrica e gas; ma non solo: deve essere specificato nelle condizioni contrattuali (che devono essere messe a conoscenza dell’utente) che il mancato pagamento di una fornitura produce, ipso iure, la facoltà del gestore di staccare l’altra.

    Il mio consiglio, quindi, è di non cadere in tentazione e di non sottoscrivere contratti “dual”; il tranello è sempre dietro l’angolo anche quando la strada sembra dritta.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.