Autore: erasuperba

  • Fabrizio De Andrè: festa di compleanno a Via del Campo 29 Rosso

    Fabrizio De Andrè: festa di compleanno a Via del Campo 29 Rosso

    Fabrizio De AndrèLunedì 18 febbraio (ore 14-19) presso l’emporio-museo Viadelcampo29rosso apertura straordinaria in occasione del compleanno di Fabrizio De Andrè.

    Questo il programma della giornata.

    Mostra fotografica con opere provenienti dall’archivio di Lorenza Bozzano, amica di gioventù di Fabrizio De Andrè. Alcuni esempi: gli scatti realizzati a Sarissola nella villa di famiglia (1964) e nella sua abitazione genovese e che ritraggono lei, Fabrizio, alcuni amici tra i quali Paolo Villaggio e personaggi del mondo del cinema e del teatro come Anna Magnani e Ave Ninchi.

    Sarà inoltre ufficializzato il gemellaggio tra l´emporio-museo viadelcampo29rosso e il Club Fabrizio De Andrè Valle Scrivia”.

    Sarà infine data a tutti la possibilità di farsi fotografare accanto alla celebre chitarra “Esteve”, custodita nel museo, che accompagnò Fabrizio nel corso del suo ultimo tour.

  • Teatro della Tosse, bando di concorso per scrittura di monologhi

    Teatro della Tosse, bando di concorso per scrittura di monologhi

    Ingresso Teatro della TosseL’associazione culturale Per voce sola e la Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse indicono la sesta edizione del bando Per voce sola 2013, un concorso per autori di monologhi istituito da Federico Faloppa e Pier Mario Giovannone che per la prima volta viene ospitato a Genova (le edizioni precedenti si sono svolte a Cuneo nella cornice del festival letterario Scrittorincittà).

    L’iscrizione è gratuita e aperta a tutti, senza limiti di età. Ogni autore potrà partecipare con un solo monologo scritto in lingua italiana e inedito, a tema libero e di lunghezza non superiore a quindici cartelle (ossia trentamila battute spazi inclusi). Una sezione a parte – dal titolo Migranti – è riservata a persone non italiane che vivono nel nostro Paese e hanno scelto l’italiano come lingua d’espressione letteraria. La scadenza per l’invio del materiale (10 copie cartacee e una su CD) è il 31 maggio 2013 presso il Teatro della Tosse.

    Una giuria selezionerà un vincitore, un secondo e terzo classificato, oltre a una rosa di segnalati. È inoltre prevista una menzione speciale attribuita al miglior monologo della sezione Migranti). Nell’autunno 2013 a Genova si svolgerà la cerimonia di premiazione: i testi dei primi tre classificati saranno messi in scena da un gruppo di noti attori e musicisti.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Arte Genova 2013: mostra mercato alla Fiera del Mare

    Arte Genova 2013: mostra mercato alla Fiera del Mare

    fiera-genova-kennedy-DIProsegue fino a lunedì 18 febbraio 2013 alla Fiera di Genova la IX edizione di ArteGenova, mostra-mercato dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea.

    ArteGenova 2013, evento organizzato da NEF (Nord Est Fair) e patrocinato dal Comune di Genova, propone ai visitatori una panoramica su più di 90 rinomate gallerie d’arte italiane, con un’ampia selezione di opere italiane e straniere che spaziano dall’Espressionismo al Surrealismo, dal Futurismo al Dadaismo, dal Cubismo all’Astrattismo fino a giungere allo Spazialismo, all’Arte Concettuale e alla Pop Art, non tralasciando l’Arte Povera, la Transavanguardia e tutte le manifestazioni più attuali dell’Arte Contemporanea.

    Orario: domenica ore 10-10, lunedì ore 10-13.

    Costo biglietto: 7 € intero – 3 € ridotto.

  • Brighton, un viaggio nel segno degli Who e del film Quadrophenia

    Brighton, un viaggio nel segno degli Who e del film Quadrophenia

    paul-DIPrendete un film di nome Quadrophenia, un disco degli Who, un movimento culturale chiamato Mod e la mitica Vespa Piaggio, amalgamate bene il tutto e otterrete Brighton, una città piuttosto grande sulle coste meridionali dell’East Sussex, dove gli inglesi passano le estati tra luna park, discoteche e stabilimenti balneari in quella che può essere considerata una piccola Londra sul mare.

    Un’estate di qualche anno fa, durante una vagabondata con il mio amico Matteo in giro per l’Europa, abbiamo preso un treno che dalla colorata Olanda ci ha portato nel malinconico Belgio e nel nord della Francia e precisamente nel dipartimento del Passo di Calais.

    Sarebbe stato troppo facile arrivare in Inghilterra e prendere il primo treno per Londra, abbiamo deciso invece di arrivare a Dover, esaudendo quindi un mio sogno fin da quando ero adolescente, per poi proseguire sulla costa verso Ovest e visitare Brighton. Mentre mi avvicinavo alle  bianche scogliere ascoltavo I’m One degli Who per entrare nel clima giusto ed ero certo che il mio amore per la Gran Bretagna sarebbe  ulteriormente aumentato dopo questa esperienza.

    Una volta arrivati sulla terraferma e gustato un English Breakfast nel primo pub trovato a Dover abbiamo preso il treno per trascorrere le ultime ore di viaggio prima di giungere finalmente a destinazione. Il primo approccio con Brighton è stato come l’incontro tra due cani, ci siamo annusati e studiati, ma appena abbiamo capito di essere compatibili abbiamo iniziato a scodinzolare.

    Al di fuori della Brighton Station le strade sono disordinate e non proprio pulite, a prima vista può ingannare ma dopo qualche metro ci si innamora subito di ogni marciapiede e muro della città. Un taxi leopardato ci ha portato in centro dove ha preso inizio la nostra ricerca di un alloggio per le notti a seguire, tutto era pieno e inspiegabilmente non si trovava una stanza da nessuna parte.

    Le centinaia di bandiere multicolori appese alle finestre e sui balconi risolsero ogni dubbio, eravamo finiti nel bel mezzo del Gay Pride, ogni buco in città era occupato ma fortunatamente abbiamo trovato un cartello Vacancy in quello che per noi è diventato il mitico Churchill Palace Hotel.

    Al suo interno la moquette in stile arabesco non intonava per niente con le pareti viola, il soffitto del corridoio scemava verso il basso e la stanza sembrava quasi ricavata abusivamente dal palazzo adiacente, per entrare abbiamo dovuto abbassare la testa e passare sotto una minuscola porta irregolare. Due letti a castello e un tavolino ingombravano il passaggio,  il bagno, non perfettamente pulito, disponeva di doccia “multi getto” e la muffa sulla tenda richiamava a decorazioni floreali ma forse è proprio questo il bello dei viaggi, le cose perfette si ricordano meno.

    Una volta sistemati siamo andati in centro, dove le immagini di  Quadrophenia scorrevano davanti ai miei occhi, vedevo Ace (nel film interpretato da Sting) scorrazzare con la sua vespa insieme a Jimmy, i capobanda dei Mods prendere parte alle risse contro i Rockers con le loro giacche di pelle e le grosse moto roboanti. Il film racconta fatti realmente accaduti negli anni 60, il conflitto tra Mods e Rockers fu cruento e sanguinoso e Brighton insieme ad altre località del sud dell’Inghilterra fu sede di scontri tra le due fazioni, la più importante ad Hastings dove i combattimenti durarono due giorni e i giornali soprannominarono l’evento come “La seconda battaglia di Hastings”.

    Gli scontri ebbero luogo anche lungo la splendida promenade sul mare dove spiccano gli imponenti moli simbolo di riconoscimento della città. Il più importante, è il Palace Pier dove sale giochi e luna park conditi da piccoli negozi di cianfrusaglie distraggono i turisti durante le sere estive mentre non molto lontano troviamo il West Pier, un molo inaugurato nel 1966 e chiuso al pubblico nel 1975, nel 2003 è stato vittima di un incendio che lo ha fatto crollare, le sue spoglie di ferro si trovano ancora adagiate sulla riva e sono diventati un simbolo per fotografi e artisti che traggono da esso le loro idee.

    La prima sera siamo andati al luna park del Palace Pier e ci siamo divertiti come bambini sopra le montagne russe e su gli autoscontri, l’attrazione della serata però è stato Paul, un Bulldog di peluche rinchiuso in una teca di vetro, sarebbe stata sufficiente una sterlina e un po’ di fortuna nel manovrare il braccio meccanico per permettergli di evadere… ma le sterline sono state venti e dopo quasi un ora di tentativi lo presi e lo portai con me per tutta la vacanza.

    La bellezza delle spiagge di Brighton si contrappone alla temperatura non proprio piacevole dei venti e del mare, tuttavia gustare un cocktail nei locali lungo le spiagge ascoltando pezzi suonati dal vivo è sempre un occasione da non perdere. Un locale in modo particolare permetteva ogni giorno a musicisti e cantanti di esibirsi all’aperto, uno di questi ha attirato la mia attenzione per la sua somiglianza a Jack Johnson, sia nello stile e nelle sembianze, suonava pezzi moderni come “take your mama” degli Scissor Sister oppure svariava dai classici dei Beatles ai reggae di Bob Marley con la sua chitarra acustica che coinvolgeva anche passanti dalla passeggiata sovrastante.

    La città è impregnata di cultura musicale e cinematografica, decine di artisti lungo le strade suonano canzoni dei Beatles e dei Rolling Stones, brani dei Police e naturalmente degli Who, sui muri si trovano murales con riferimenti ai migliori film cult della storia, dal viso di Igor di Frankeinstein Junior all’inquietante sguardo di Alex di Arancia Meccanica e, tutti simboli e personaggi dei migliori anni del XX secolo.

    La sera, grazie anche al Gay Pride, i locali si popolavano di Drag Queen, vampiri transessuali, gay e lesbiche, ragazzi e ragazze che ballavano al ritmo dei Queen, Robbie Williams, Oasis e tutto il miglior rock britannico , la serata si conclude sempre cantando Hey Jude con l’ultima birra in mano abbracciati a gente sconosciuta. Le intense serate si smaltiscono sempre con ottimi hamburger facilmente acquistabili vicino alle spiagge o nei piccoli bistrot distribuiti lungo le vie del centro, un toccasana prima di andare a dormire e caricare le pile in vista del giorno dopo.

    Il secondo giorno lo abbiamo dedicato allo shopping, molti negozi del centro vendono abbigliamento come camicie a maniche corte, parka, scarpe con le frange e spille di ogni colore e motti, tipici dello stile Mod. Uno di questi esponeva al suo interno una Lambretta d’epoca e fotografie di  cantanti e personaggi famosi come Paul Mc Cartney, Paul Weller, Rod Stewart e Liam Gallagher, che avevano visitato il negozio e immortalati al suo interno.

    Un altro negozio dove ho passato qualche ora piacevole è il Borderline, forse il più fornito rivenditore di dischi usati del sud Inghilterra, sono uscito con il vinile originale di Mad Dogs & Englishman di Joe Cocker, un album che conservo ancora molto gelosamente nella mia collezione.

    Come detto in apertura, ripercorrere Quadrophenia e le sue scene era il mio obiettivo e prima di partire per Brighton non mi documentai molto sulla  storia della città; la storia però, inevitabilmente, passeggiando per le strade, si rivela da sè e premia i curiosi… come nel caso della grande struttura dalle connotazioni indiane situata a un centinaio di metri dal mare. Il Royal Pavillion è una villa costruita da Giorgio IV nella seconda metà del 1700 poiché dopo alcune visite a Brighton si innamorò del paesaggio e dell’ambiente tranquillo, decise quindi di acquistarlo e di renderla la residenza estiva di corte. Affascinato da alcune stampe orientali, ordinò ai suoi architetti di modificare la struttura in stile Cinese e in seguito cambiò ancora fino ad arrivare allo stile Indiano che mostra ancora oggi. Famoso per la sua passione per le arti e per le feste mondane il futuro Re contagiò anche la sua famiglia che proseguì la tradizione terminata con l’avvento della Regina Vittoria che ritenendo Brighton troppo turistica decise di vendere la villa alla città.

    Una volta chiusa la parentesi storica sono tornato nel film dove Jimmy durante gli scontri trova rifugio tra gli stretti vicoli e conosce Steph, la ragazza di cui si innamorerà e proprio in quei vicoli avrà il rapporto occasionale, ho cercato e riconosciuto il luogo esatto prima di scattare alcune fotografie simili a quelle che danno vita alla copertina della colonna sonora del film.

    Finiti i giorni a disposizione sono ritornato verso il Big Ben come i veri Londinesi in attesa dell’aereo per il ritorno che sarebbe partito cinque giorni dopo per la volta dell’aeroporto Cristoforo Colombo. Questo viaggio mi ha lasciato molto più di quanto pensavo di trovare, esistono luoghi che ti attraggono come una calamita e sai che un giorno arriverai a loro, Brighton è uno di questi, mi ha chiamato, l’ho cercata, ci siamo trovati, amati e detti addio, proprio come Jimmy e Steph.

     

    Diego Arbore
    [foto dell’autore]

  • Aperitivo al buio: serata a 4 sensi nel centro storico di Genova

    Aperitivo al buio: serata a 4 sensi nel centro storico di Genova

    notte-luce-arti-visive-arte-RMOgni sabato la lista civica Fratelli e Fratellastri organizza la serata Appuntamento nel buio: aperitivo “a 4 sensi”, un’esperienza sensoriale per conoscere la realtà dei non vedenti.

    Il prossimo appuntamento è questa sera (sabato 16 febbraio) alle 19 presso il Laboratorio Sociale di vico Papa.

    La serata prevede degustazioni in collaborazione con Trattoria Da Franca e letture di poesie braille. Il ricavato sarà devoluto a chi non ha la possibilità di scoprire e apprezzare la bellezza culturale di Genova attraverso visite guidate a giardini e musei.

    A cura di Andrea Bazzano, Shadia Lupetti, Sebastiano Gravina e Jessica Parodi.

    Per partecipare è necessario prenotare a Lidia Schichter (328 4222168) entro il giorno precedente all’evento.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Quarto: bookcrossing permanente nell’ex ospedale psichiatrico

    Quarto: bookcrossing permanente nell’ex ospedale psichiatrico

    LibreriaSabato 16 febbraio (ore 15) inaugura presso l’ex ospedale psichiatrico di Quarto, nel bar Il Glicine del centro sociale, l’iniziativa Liberi Tutti.

    Un pomeriggio di bookcrossing aperto a tutti, che culmina con la partecipazione del coro “cantolibero” di Gianni Martini e un rinfresco finale.

    Questo il comunicato di Coordinamento X Quarto, che ha presentato l’iniziativa.

    Un libro è una ricchezza: può emozionarci, insegnare, aiutarci a passare il tempo o a trovare un significato, diversamente per ogni persona e per ogni momento della vita. In questi tempi di crisi leggere rischia di diventare un privilegio sempre più riservato a chi ha i mezzi economici.
    Ritenendo invece che sia una ricchezza da condividere, vorremmo costruire la possibilità di un luogo dove i libri non si comprino e non si vendano, dove siano a disposizione delle persone desiderose di leggere e dove possano essere scambiati. Un posto piacevole, dove poter stare insieme e trovare altro: proposte e suggerimenti, letture ad alta voce, giochi, gruppi di lettura comune.
    L’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto è un luogo pieno di storia e di storie e nel suo cuore c’è il bar del Centro Sociale con spazi che vogliamo, anche attraverso i libri e la lettura, riempire di persone, di socialità, di parole e di cultura. In questo spazio saranno messi a disposizione tutti i libri che abbiamo da condividere e sarà possibile tutti i giorni prenderne e portarne di nuovi, fermarsi a leggere, lasciare suggerimenti e proposte.

    Iniziativa proposta e realizzata da: Associazione Centro Sociale di Quarto – Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli – Gli utenti del Centro Diurno di Salute Mentale “I Girasoli” – Associazione Familiari contro i Disturbi Alimentari – Associazione Ligure Famiglie Pazienti Psichiatrici – Arci-Lavoratori Sturlesi “Arcipicchia”. In collaborazione con il CoordinamentoXQuarto.

    [foto di Diego Arbore]

  • Istituti professionali a Genova: al via il corso per geometri del mare

    Istituti professionali a Genova: al via il corso per geometri del mare

    nave-trasporti-mare-DIUn corso biennale presso l’Accademia Italiana della Marina Mercantile di “tecnico superiore esperto in costruzioni in ambito portuale, costiero, fluviale e lacustre per la mobilità sostenibile nei settori dei trasporti marittimi e della pesca”, ma anche percorsi d’istruzione che spaziano dall’ambito alberghiero a quello dell’industria e dell’artigianato, servizi commerciali, agricoltura e produzioni industriali.

    L’offerta degli degli Istituti Tecnici Superiori in Liguria cresce nel 2013, grazie all’approvazione avvenuta oggi in Regione di nuovi corsi professionali. Sono 12 gli Istituti genovesi che potranno realizzarli:  l’Istituto Bergese, L’Isituto Caboto, il Natta – De Ambrosis, l’Einaudi-Casaregis-Galilei, l’Istituto Gaslini – Meucci, l’Istituto Liceti, L’Istituto Marsano, il Montale e nuovo IPC, L’Istituto Odero, l’Istituto Marco Polo, l’Istituto Vittorio Emanuele-Ruffini, l’Istituto civico Galliera.

    Gli Istituti Tecnici Superiori sono fondazioni di partecipazione che comprendono scuole, enti di formazione, imprese, università, centri di ricerca e enti locali. Un’offerta formativa che in Italia stenta ancora a farsi conoscere, ma che in Europa ha ormai ottenuto forte legittimazione. Offrono percorsi post-diploma per chi decide di non iscriversi all’Università, e l’obiettivo è la formazione di tecnici specializzati nelle aree tecnologiche strategiche per il territorio.

    «Il nostro obiettivo – ha spiegato l’assessore alla formazione e al bilancio, Pippo Rossetti – è consentire l’acquisizione di una qualifica professionale regionale, dopo aver superato il terzo anno dei percorsi avviati presso gli istituti statali. L’acquisizione della qualifica può comunque consentire, a chi lo voglia, di continuare il percorso quinquennale fino al raggiungimento del diploma». L’ambizione è poter quindi fornire nei prossimi anni ai settori portuale e costiero preziose risorse professionali in grado di realizzare interventi manutentivi e realizzativi.
    Al termine del percorso di studi, della durata di quattro semestri, gli studenti conseguiranno il diploma di “Tecnico Superiore esperto in costruzioni in ambito portuale, costiero, fluviale e lacustre”, riconosciuto in Europa come 5° livello d’istruzione (EQF).

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Drammaturgia, teatro contemporaneo: bando Etica in Atto

    Drammaturgia, teatro contemporaneo: bando Etica in Atto

    Teatro CanteroSono aperte le iscrizioni per partecipare alla quinta edizione del Premio Etica in Atto (già Premio Borrello), un bando di concorso per il teatro contemporaneo.

    Un concorso a cadenza biennale organizzato dall’associazione culturale-sociale “Le Acque dell’Etica” perché il teatro si faccia promotore di opere su temi di importante valore etico: diritti umani, ambiente, informazione, impegno civile, infanzia, libertà di pensiero e parola, guerra, coscienza sociale, minoranze, disabilità, violenza di genere.

    Soggetto, lingua e forma teatrale sono liberi, con la sola esclusione di testi di esplicita connotazione politica. Sono ammesse sia opere inedite sia già rappresentate, purché di creazione originale dell’autore (escluse traduzioni e riadattamenti di altri testi) e di durata non superiore ai 150 minuti.

    Il bando è ispirato alla memoria di Antonio Russo, giornalista ucciso a Tbilisi (Georgia) nel 2000.

    Per iscriversi è necessario inviare cinque copie rilegate del testo (più una in cd/dvd), i dati personali dell’autore e la quota di iscrizione di 28 € entro il 15 giugno 2013 all’indirizzo Associazione Le Acque dell’Etica c/o Doriana Vovola, via Naz. Adriatica 56/c, 66023 Francavilla al Mare (Ch).

    Ciascun autore può partecipare con una sola opera.

    Il primo premio, assegnato da una giuria, consiste in un assegno di 1.000 € e la pubblicazione in cartaceo ed ebook dell’opera nella collana Etica in Atto, edizioni Progetto Cultura. La Giuria ha facoltà di segnalare per la pubblicazione anche altre opere in concorso. La cerimonia di premiazione si terrà a Pescara presso l’Aurum il 7 Settembre 2013 (in caso di pioggia presso l’Auditorium Flaiano).

    Per informazioni contattare la Segreteria del premio al numero 333 3546421 o via mail a info@leacquedelletica.com, doriana.vovola@alice.it.

  • Landscape design e giardinaggio: autori e letture consigliate

    Landscape design e giardinaggio: autori e letture consigliate

    A nation of gardeners

    Questa settimana ci proponiamo di fornire, ai lettori della nostra rubrica, qualche suggerimento sulle più recenti pubblicazioni in materia di giardinaggio e di Landscape Design. In questa prima rapida rassegna, partiremo da alcuni libri, scritti da autori inglesi, che personalmente reputo, per tradizione, stesura ed attenzione ai singoli temi, i più interessanti nell’attuale panorama editoriale.

    A Nation of Gardners (Carlton Books, Twigs Way, £ 20,00).
    Questo volume approfondisce la storia e le ragioni che si celano dietro l’amore degli inglesi per il giardinaggio. Il libro passa in rassegna sia argomenti molto complessi e tecnici quali il tema delle piante medicinali nei giardini dei monasteri che temi più prosaici come le problematiche correlate ai ripari dove collocare d’inverno le piante in vaso.
    Scritto in modo impegnato dallo storico dei giardini Twigs Way, il volume è corredato da una prefazione del garden designer Joe Swift e da lussuose ed eleganti illustrazioni tratte dal Garden Museum.
    Un libro impegnato per lettori molto “committed”.

    Gertrude Jekyll her art restored at upton greyGertrude Jekyll: her art restored at Upton Grey (Garden Art Press, Rosamund Wallinger, £ 29,95).
    Gertrude Jekyll rappresenta, nel Regno Unito, la storia del Garden Design. Ella è infatti la più rinomata e celebrata progettista inglese di giardini di tutto il ventesimo secolo. Tra le centinaia di progetti realizzati, pochi sono però quelli perfettamente restaurati secondo lo spirito della progettista. Questo è il caso di Upton Grey.
    Nella parte iniziale il volume descrive e delinea il parco, nelle successive si riportano invece le piantine originali del progetto e si rivelano le tecniche di restauro e valorizzazione delle varie sezioni del giardino. Il testo dedica poi uno specifico capitolo al particolare utilizzo delle piante mediterranee nel giardino inglese mentre nell’ultimo capitolo si riassumono i tratti caratterizzanti del lavoro della progettista.
    Un libro quindi che non può mancare nella biblioteca di ogni appassionati della storia dei giardini inglesi.

    Beth ChattoA Year in the Life of Beth Chatto’s Gardens (Frances Lincoln, Fergus Garrett, £ 16,99).
    In questo libro la progettista lascia raccontare ad altri le proprie realizzazioni senza farlo volutamente in prima persona, come è invece spesso accaduto in precedenti testi.
    Il volume si presenta come opera prettamente fotografica, riproducendo i giardini nelle diverse stagioni, nella loro evoluzione nel tempo e nelle differenti condizioni climatiche. Le aree a verde si colgono così come realtà sempre mutevoli, che variano rispetto al progetto iniziale, spesso assumendo un voluto aspetto “spontaneo” e ben connaturato al “genius loci”.
    Il volume riporta, sia nelle riproduzioni fotografiche delle boscaglie, delle aree pavimentate, dei giardini d’acqua che nelle foto di dettaglio, uno dei giardini più rilevanti e particolari della fine del ventesimo ed inizio del ventunesimo secolo.
    In ultima analisi, un libro che, grazie alla bellezza delle fotografie è indubbiamente destinato a tutti, appassionati o meno di botanica.

    The Art of Creative Pruning – Inventive Ideas for Training and Shaping Trees and ShrubsThe Art of Creative Pruning – Inventive Ideas for Training and Shaping Trees and Shrubs (Timber Press, Jake Hobson, £ 25,00).
    Il volume è dedicato all’“Ars Topiaria”, su cui ci siamo soffermati in alcuni dei nostri precedenti articoli. Il taglio del testo è al tempo stesso tecnico, artistico e creativo. Si passa infatti dalle realizzazioni più classiche alle opere moderne, dalle tradizionali “sculture” in bosso ai cespugli realizzati in varietà botaniche differenti dalle usuali e solitamente utilizzate per altre finalità. Come alcuni critici hanno osservato, l’Autore approccia la materia con particolare “un occhio di artista”.
    Un libro interessante per tutti gli appassionati di questa precipua tecnica di potatura ma anche per chi sappia cogliere l’abilità e la dedizione dei giardinieri che si curano dei parchi qui raffigurati. Consiglio di leggerlo dopo il (forse) più classico ma altrettanto interessante “Topiary and the Art of Training Plants” (Frances Lincoln, David Joyce, £ 25,00).

    Italy’s Private Gardens – An Inside ViewItaly’s Private Gardens – An Inside View (Frances Lincoln, Helena Attlee, £ 35,00).
    Il volume è scritto da una “specialista” dei giardini italiani ed unisce la tradizione dei parchi italiani al tipico e brillante stile degli scrittori inglesi. Il testo passa in rassegna numerose aree verdi della Penisola, alcune antiche o storiche, altre di recente realizzazione. Alcuni giardini ritratti appartengono a celebri famiglie, altri a noti paesaggisti italiani o stranieri o sono invece retaggio di aristocratici casati. Tutti i parchi sono però accomunati dallo splendore ed eterogeneità del paesaggio, magnificamente ripreso nelle fotografie di Alex Ramsay.
    Il libro è un “must have” per tutti gli appassionati del bello in quanto raffigura una Penisola sorprendentemente inedita, spesso ignota agli stessi italiani.

    Kitchen Garden EstateKitchen Garden Estate (National Trust Books, Helene Gammack, £ 20,00).
    Il libro è edito dal National Trust inglese ed è stato scritto da una donna giardiniere che ha lavorato per anni nelle proprietà amministrate dalla celebre Fondazione britannica (antesignana, nel Regno Unito, del sostanzialmente omologo FAI italiano).
    Il taglio del volume è particolare in quanto esso si sofferma sulla disamina della auto sostenibilità, a mezzo degli orti e del loro ciclo vitale, delle proprietà site nella campagna inglese.
    Il libro testimonia quel recente filone di letture afferenti al rinato interesse per l’inserimento e la valorizzazione degli orti nei grandi giardini. Da ultimo, il volume si sofferma anche ad esaminare ed a studiare la particolare forma del “walled kitchen garden” nel giardino inglese.
    Un libro che riserva grandi sorprese, anche per chi è già appassionato ed esperto di orti.

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

  • M’illumino di meno 2013: Riflettiamoci, giro notturno in bicicletta

    M’illumino di meno 2013: Riflettiamoci, giro notturno in bicicletta

    bici genovaVenerdì 15 febbraio 2013 nuova edizione di M’illumino di meno, iniziativa lanciata da Caterpillar (programma di Radio Due) che ogni anno porta a riflettere su quanta energia consumiamo e quanta ne potremmo risparmiare.
    Per l’occasione gli Amici della bicicletta propongono una pedalata notturna da piazza De Ferrari a corso Italia: appuntamento alle 21 presso la fontana con indosso i gilè riflettenti e i catarifrangenti sulle bici (chi non lo possiede lo potrà acquistare in loco al costo di 5 €, prenotandolo via mail a info@adbgenova.it).

    Al termine della serata si terrà un quiz a premi presso i bagni Sporting: in palio due lucette da bici – un gilè riflettente da bici – quattro catarifrangenti da bici – vari ingressi gratuiti ai bagni Sporting per la prossima estate. Segue rinfresco.

    Come ogni anno, la giornata si pone anzitutto l’invito a spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici dalle 18 alle 19.30. Tra le città che aderiscono vi sono Milano, Bologna, Firenze, Torino, Bari, Padova, Valle dei Templi ad Agrigento, Genova, Pisa, Matera e altre.

  • Turismo a Genova: calano gli italiani, crescono gli stranieri

    Turismo a Genova: calano gli italiani, crescono gli stranieri

    porto-antico-sfera-piano-acquario-DIInizia oggi a Milano il BIT, la Borsa Internazionale del Turismo, che vede presente anche la Liguria per promuovere le nostre terre. Il settore in Italia è in forte crisi, come ha evidenziato anche la Banca d’Italia in un recente incontro a Genova, osservando che la crescita media del comparto negli anni duemila è stata -0,1%[1].

    Abbiamo cercato di verificare quale situazione si presenti a Genova con l’aiuto dell’assessore al turismo Carla Sibilla che ci ha presentato alcuni dati sulle presenze di turisti nel 2012 e ci ha parlato dei progetti per il futuro in questo settore.

    L’assessore afferma che «Il trend dell’anno della città registra un calo dell’8% dei turisti italiani, mentre vi è un leggero aumento di quelli stranieri +1%. Il calo degli italiani non viene ancora compensato dagli stranieri». Risulta necessario quindi puntare in particolare sui visitatori provenienti dagli altri paesi per rilanciare il turismo a Genova: «Proprio per questo abbiamo fatto una missione a Istanbul – a costo zero perché completamente sponsorizzata – per sostenere il turismo nel nostro comune. Abbiamo organizzato una mostra fotografica su Genova a Beyoglu anche con l’obiettivo di rafforzare i rapporti tra Genova e Istanbul. Per esempio il volo che unisce queste due città diventerà giornaliero. Istanbul non è a caso, poiché si tratta di un hub che smista turisti da tutto il mondo».

    Ma qual è attualmente la condizione degli albergatori? «Gli albergatori faticano – ammette Sibilla – Inoltre al calo delle presenze corrisponde un calo maggiore del fatturato. Il web, infatti, è uno strumento molto utilizzato dagli albergatori, ma comporta anche un aumento notevole della competizione a discapito dei prezzi. Si devono fare moltissimi sconti. C’è stato soprattutto un calo del turismo legato al business. Quello che lamentano gli albergatori genovesi è che sono venute a mancare le presenze per viaggi di lavoro».

    Il quadro presenta quindi una tendenziale sofferenza del settore e delle strutture ricettive e solo il dato sui turisti stranieri lascia intravvedere qualche possibilità di recupero per il futuro. L’assessore spiega che «da una parte l’azione di Genova andrà a rafforzare l’impegno che sta portando avanti la Regione nel sud della Francia, gli Stati Uniti e la Russia, dall’altra si punterà sul prodotto Genova. Nella prima parte dell’anno vi saranno diversi eventi: l’ampliamento dell’Acquario, l’inaugurazione di WOW! l’expo della scienza organizzato dalla Fondazione Garrone e altre manifestazioni. Ci saranno iniziative molto forti per la città».

    Ma che tipo di turismo è quello straniero? «Qualitativamente buona parte del turismo estero è culturale e in particolare è interessato alla zona UNESCO: Strada Nuova, via Balbi, via Cairoli, mentre il turismo italiano è più legato alla zona del waterfront».

    Turismo nostrano a cui, però, sembriamo continuare a rivolgere maggior parte dell’attenzione, soprattutto se si considerano le attività appena elencate dall’assessore, tutte concentrate nella zona del waterfront. Inoltre, un problema spesso sottovalutato che riduce le visite di turisti stranieri, è quello legato allo shopping (il made in Italy è un sempreverde…): è noto, infatti, che molti tour operator organizzano gite all’outlet di Serravalle e non fanno visitare la città.

    L’assessore conferma: «È vero. Vengono organizzati molti pullman per Serravalle perché c’è una richiesta di marchi italiani da parte degli stessi turisti stranieri. Stiamo però cercando di rispondere a questa domanda con i negozi del centro di Genova, di via Roma e via XX Settembre che tengono questi marchi. In passato nessuno ci aveva pensato».

    Di certo non si può cambiare la mentalità del turista e non gli si può impedire di preferire un abito italiano scontato – che rappresenta pur sempre una nostra eccellenza – alla visita del centro storico di Genova, ma resta una missione di questa città quella di valorizzare le proprie bellezze artistiche e paesaggistiche. Molte città industriali italiane lo stanno facendo, ad esempio Torino, con un trend in continua crescita[2] e a questo obiettivo deve puntare anche la nostra città..

     


    [1] Alivernini, Galli, Mattevi, Quintiliani, “Il turismo internazionale in Italia: dati e analisi” Banca d’Italia – Sede di Genova, 6 febbraio 2013.

    [2] Rapporto dell’Osservatorio Turistico Regionale del Piemonte

     

    Federico Viotti
    [foto di Diego Arbore]

  • Girare un film con l’aiuto dei bambini: il progetto Zuccherarte

    Girare un film con l’aiuto dei bambini: il progetto Zuccherarte

    cinema-registi-cortometraggi-filmZuccherarte è un’associazione che opera a Genova con l’obiettivo di trasmettere le peculiarità del linguaggio cinematografico, a partire dai bambini: a questo scopo, la scorsa estate si è tenuto presso il Castello di Zena (in provincia di Piacenza, poco distante dal confine con la Liguria) un laboratorio denominato Botteguccia della fantasia, che ha portato alla realizzazione di due cortometraggi girati con l’aiuto dei piccoli allievi.

    Un progetto del regista genovese Marco Di Gerlando, che in collaborazione con Ludovica Gibelli ha realizzato due brevi film – Il castello dei fantasmi e Gargabullo e le follette Mangiafrutta – supportato da bambini in età scolare: «Il coinvolgimento e il divertimento stanno alla base di tutto, realizzare un film è per loro come fare un grande gioco. È molto importante trasmettere loro le competenze tecniche sul come costruire un audiovisivo, anche perchè nella quotidianità sono continuamente “bombardati” da immagini e suoni. Le sceneggiature sono state preparate dai coordinatori del laboratorio, e successivamente lette, commentate e modificate insieme ai bambini».

    Oltre ai due corti è partita la realizzazione di una miniserie di fantascienza scritta e interpretata dagli allievi, dal titolo Mondi paralleli. Questi prodotti saranno portati in gara ai festival di cortometraggi ragazzi e scuole e saranno organizzate proiezioni pubbliche a Genova. Sono infine in previsione nuovi laboratori per il 2013, tutte le informazioni si possono trovare scrivendo a info@labottegucciadellafantasia.it.

  • Scrittura creativa e fumetti: un corso per “Disegnare la realtà”

    Scrittura creativa e fumetti: un corso per “Disegnare la realtà”

    fumettoIscrizioni aperte per un workshop che si terrà sabato 9 e domenioca 10 marzo 2013 sul’uso della scrittura creativa per raccontare fatti reali.

    La casa editrice Becco Giallo è specializzata in libri e graphic novel di impegno civile e nel laboratorio Disegnare la realtà mostrerà le varie fasi per realizzare opere di questo tipo: dall’idea allo sviluppo fino alla promozione. Tra i titoli del catalogo Becco Giallo vi sono testi sul tema “Peppino Impastato”, “Enrico Mattei”, “Piazza Fontana”, “Il delitto Pasolini”, “La strage di Bologna”, “Dossier Genova G8”, “Ilaria Alpi”, “Ustica”, “Ballata per Fabrizio De André”, “Piazza della Loggia”. Il nome è un omaggio all’esperienza editoriale del foglio satirico antifascista “Il Becco Giallo”, che negli anni Venti utilizzava il disegno per criticare e incalzare il potere.

    Di seguito il programma del workshop, che sarà tenuto da Guido Ostanel e Federico Zaghis ed è rivolto a chi vuole occuparsi di progetti editoriali, a chi studia comunicazione, a chi scrive fumetti, a chi disegna fumetti.

    Fumetti d’impegno civile: il progetto BeccoGiallo nel mercato editoriale italiano
    – chi siamo
    – cosa facciamo/con chi lo facciamo
    – perché lo facciamo

    Il linguaggio del fumetto e il racconto della realtà
    – come funziona il mezzo fumetto?
    – quali le peculiarità comunicative che lo rendono interessante per divulgare la realtà?

    Dall’idea per un libro a fumetti al prodotto editoriale finito
    – l’idea iniziale
    – la scelta degli autori
    – la definizione del soggetto
    – la scrittura della sceneggiatura
    – i disegni
    – i testi redazionali
    – l’impaginazione e la grafica di copertina
    – la stampa

    Far vivere il libro (tra la gente)
    – promozione offline: presentazioni, mostre, incontri, fiere, eventi
    – promozione online: siti dedicati, community di lettori, social media marketing

    Workshop: costruire un fumetto
    – progettazione e primo sviluppo di un progetto editoriale scelto con i partecipanti

    Il workshop si terrà a Officina Letteraria (via Cairoli 4/B) con orario sabato 9.30-12.30 / 14-18 e domenica 9.30-12.30.

    Costo 150 € (10% di sconto per possessori Green Cardi, soci Suq e altre convenzioni), info e iscrizioni 347 3022641 / 340 5539475 e officinaletterarialab@hotmail.it.

  • Lingua e musica: le abbreviazioni nelle canzoni in inglese

    Lingua e musica: le abbreviazioni nelle canzoni in inglese

    microfono-radio-speaker-voceLa parola lyrics rappresenta uno di quei false friend ai quali è necessario prestare particolare attenzione. Con questo termine si indicano infatti in inglese “le parole di una canzone”,  non necessariamente legate all’opera lirica. Al contrario, generalmente si parla lyrics relativamente alle parole di una canzone pop oppure rock. Un esercizio interessante, nell’ottica di combinare i propri interessi allo studio dell’inglese, è proprio quello di provare ad ascoltare i propri ritornelli preferiti cercando di capirne il testo.

    Nel caso di alcune canzoni la comprensione non è troppo difficile. Se per esempio partite dall’ascolto dei “nostri” crooner  italo-americani dalla voce calda e suadente, sono sicuro che riuscirete a seguire buona parte del testo senza problemi. Le canzoni di Sinatra, Perry Como o Dean Martin, rivolgendosi a fasce sociali e di età molto ampie, dovevano avere un tono e delle tematiche rassicuranti per l’audience dei tempi, intenta a godersi il sogno americano e la crescita economica del secondo dopoguerra senza troppi patemi. La comprensione invece si complica nel caso di altre band vicine alla voglia di emergere di particolari strati di popolazione o fasce d’età. Ecco quindi che il registro linguistico dei testi delle canzoni si abbassa, avvicinandosi alle espressioni colloquiali e allo slang tipico di alcuni gruppi sociali; acquistano maggiore spazio alcune espressioni che, se da un lato danno un maggiore “colore”, dall’altro risultano meno accessibili a chi non è parte dei contesti sociali, culturali e regionali che vengono descritti. Ascoltando due canzoni-manifesto di musica rap e reggae e leggendone i testi, poterete capire meglio a che cosa mi riferisco.

    Per avere qualche esempio concreto senza però entrare troppo nel dettaglio relativo ai generi musicali e alle loro basi socio-culturali, prendiamo in esame alcune abbreviazioni tipiche del parlato e riscontrabili non solo nei testi ma addirittura già nei titoli di diversi album o canzoni: gonna (going to), wanna (want to), outa (out of), gimme (give me), ain’t (può sostituire is not, have not, am not,are not), ecc. La tendenza alla contrazione peraltro non è tipica soltanto dell’inglese, in quanto ogni lingua tende naturalmente a “fare economia”. Infatti, l’articolazione di suoni in parole e di parole in frasi richiede un grande sforzo non solo intellettuale, ma anche fisico, il quale coinvolge i muscoli del nostro apparato fonatorio.

    Saranno contenti i lettori genovesi: per una volta non saranno gli unici a venire accusati di eccessiva parsimonia… See you!

     

    Daniele Canepa

  • Lagaccio, Centro Sociale Antea: volontari al servizio del quartiere

    Lagaccio, Centro Sociale Antea: volontari al servizio del quartiere

    lagaccioNel quartiere del Lagaccio, sulla strada principale, via del Lagaccio, sorge al numero 82r il Centro Sociale Antea, da ormai 13 anni un punto di riferimento per gli abitanti della zona, gestito da un gruppo di volontari e aperto 365 giorni l’anno. Una particolarità non da poco, quest’ultima, che qualche anno fa aveva anche attirato l’attenzione della trasmissione televisiva Striscia la Notizia, con tanto di “tapiro” consegnato da Valerio Staffelli.

    Antea è centro di ritrovo per gli anziani, ma anche punto di riferimento per i giovani e per le persone in difficoltà. Viene offerto ogni giorno un pasto caldo, un posto dove stare insieme e ritrovarsi, giocando a carte, socializzando, dando una mano nella gestione. Oltre ai pranzi, alle cene, ai balli, le feste (la prossima, domenica 17 febbraio, in occasione del Carnevale), Antea è molto di più. Sono organizzate attività infrasettimanali specifiche per coinvolgere e impegnare i frequentatori in vari progetti per la gestione del circolo.

    Tutti danno una mano. Antea raccoglie soprattutto persone del posto, ma è aperto a tutti, non chiede alcun contributo in denaro ed è sempre lì, aperto e pronto ad accogliere chiunque. Quando entriamo nei loro locali troviamo molte persone, alcune delle quali ci raccontano di abitare a Quarto ma di essere al Lagaccio anche in questo freddo pomeriggio invernale, in cui alla rigidità climatica si aggiunge lo sciopero dei mezzi pubblici.
    Molti dei collaboratori si occupano di gestire le questioni pratiche: persone in difficoltà economica che chiedono un piccolo aiuto; anziani che non sanno come pagare le bollette o semplicemente rimasti soli e senza punti di riferimento; giovani che, privati di ogni possibilità di impiegare il loro tempo in attività di doposcuola o simili e costretti in un quartiere che non si cura di creare infrastrutture per loro, si recano al centro, fanno festa, collaborano. Nel weekend, come detto, Antea organizza anche attività di intrattenimento, coinvolgendo ballerini, prestigiatori, comici, per invogliare i ragazzi del Lagaccio (e non solo) a partecipare.

    ex sati (1)Abbiamo incontrato Anna e Biagio, due dei gestori “storici” del circolo di via del Lagaccio 82r. Incarnazione dell’attivismo e della voglia di riscatto del quartiere, Anna e Biagio raccontano la loro amarezza per la pubblicità negativa di cui è vittima il Lagaccio: «Ogni volta che i media si interessano a noi –racconta Anna- lo fanno solo per mettere in luce il degrado, le polemiche, la violenza. Ma il Lagaccio non è solo questo, c’è anche molto altro. C’è chi, come noi, si impegna ogni giorno per dare un tetto agli anziani, occupare i giovani con attività “sane”, risolvere i piccoli problemi quotidiani, come il pagamento delle bollette e delle tasse, ecc. La percezione che creano i media è distorta. Qui noi ci battiamo per fare in modo che il Lagaccio torni ad essere il polo industriale e il centro di aggregazione che era 40 anni fa, quando ero ancora troppo piccola per capire cosa ci stava succedendo. Qui ci sono tanti esempi di persone genuine e altruiste che si battono per il loro quartiere. Primi tra tutti, proprio i giovani: i miei figli, ad esempio, oggi poco più che trentenni, hanno un lavoro dignitoso, mandano avanti una famiglia, e trovano il tempo di dedicarsi al volontariato per la loro città. Parliamo più spesso di queste realtà, per togliere al quartiere la brutta nomea che si è –a volte a torto- aggiudicato».

    Tutte le persone che orbitano attorno al centro sono volontari. Circa 50 persone che ogni giorno lavorano per mandare avanti questa realtà importante per il quartiere. Unica pecca: gli spazi a disposizione. Si tratta di locali troppo piccoli per gestire la mole di persone che il centro riesce a coordinare. Sempre Anna, una delle più attive e presenti in Antea, ipovedente, innamorata del suo quartiere, ci racconta che il Municipio ha messo a loro disposizione 13 anni fa gli spazi in uso attualmente, che constano di due grandi sale e di un altro spazio poco lontano, sempre su via del Lagaccio, adibito ad uffici amministrativi. L’affitto che devono pagare è prettamente simbolico: 100 euro mensili. Ma senza alcuna agevolazione su bollette e spese varie. E tutto questo non basta per un’associazione esclusivamente volontaria, che vive di niente, se non del lavoro e della manodopera dei suoi membri.

    Il denaro che si riesce a ricavare, raccontano Anna e Biagio, viene reinvestito per altre attività o per la gestione del centro. Nessuno ne ricava nulla. Ciò che lamenta Antea è che il Comune, da 13 anni, con l’alternanza di varie giunte, continui a ignorare la loro richiesta di occupare i locali dell’ex Sati, poco distanti da lì: circa 7.000 metri quadri inutilizzati dal lontano 1974. Oggi, i locali versano nel degrado più totale, e nessuno fa niente per procedere a un risanamento. La palazzina, composta da 4 piani, è affittata nei due piani superiori, mentre i due piani più bassi sono totalmente abbandonati. Dopo decenni d’immobilità, una delibera  risalente al maggio 2012  ha destinato l’edificio a parcheggi e ad alcune migliaia di metri quadri a realizzazione di appartamenti ad uso sociale. All’epoca, l’ex assessore Margini e l’ex assessore Pastorino in occasioni pubbliche avevano espresso la volontà di rispondere alle esigenze dei cittadini di poter avere in gestione quei locali, così da creare, ad esempio, una sala che potesse ospitare incontri pubblici, riunioni e spazi per le attività di animazione sociale per anziani e ragazzi. I volontari di Antea si offrono di occupare i locali ex Sati e rimetterli a nuovo senza chiedere alcun contributo al Comune.

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    Anna ci accompagna all’interno dell’edificio per farci rendere conto delle condizioni di abbandono in cui versa. Il degrado è sorprendente, così come il potenziale offerto dagli appartamenti, la cui antica bellezza architettonica si può ancora evincere. Gli arredi sono ancora quelli tipici degli anni ’70, così come l’uso del vetro-cemento e di separé in vetro. Soltanto che ora per terra ci sono resti di porte scardinate o di vetri rotti. Gli spazi, inoltre, non sono così difficilmente accessibili da parte di estranei, e ciò genera paura e diffidenza da parte degli inquilini dei piani superiori del condominio, i quali raccontano la loro paura nelle ore notturne.

    Oggi la situazione è ancora ferma: le risposte ancora non arrivano per le sorti della ex Sati; il centro Antea ancora non ha ottenuto gli spazi che chiede da anni. Nonostante tutto, raccontano sempre Anna e Biagio: «Noi siamo determinati a non demordere. Crediamo fermamente in questo quartiere, un posto vero, con tante realtà meritevoli di essere raccontate e di saltare all’attenzione positiva dei media. Continueremo a svolgere la nostra attività come abbiamo sempre fatto, nella speranza che prima o poi qualcosa per noi cambi».

     

    Elettra Antognetti