Autore: erasuperba

  • Ecuador Femina: mostra fotografica sulle donne immigrate a Genova

    Ecuador Femina: mostra fotografica sulle donne immigrate a Genova

    CorniglianoGiovedi 14 febbraio 2013 (ore 17) inaugura al Centro Civico di Genova Cornigliano la mostra sociale ECUADOR FEMINA con Massimo Ruggero, Esther Cuesta, Karina Cedeño e Viviana Barres.

    La mostra è una vetrina finalizzata a sensibilizzare i giovani e la cittadinanza ai temi dello sviluppo sociale ed economico, dell’integrazione multiculturale e del superamento delle barriere culturali che rendono ancora troppo frammentaria la nostra società. Temi che in questa esposizione vengono declinati nel ruolo delle donne immigrate, che nella comunità genovese contribuiscono a rappresentare l’immagine dell’Ecuador nel mondo.

    Il progetto, curato dalla fotografa italo-ecuadoriana Zoila Bajaña in supporto al prof. Massimo Ruggero dell’Università degli Studi di Genova, Direttore del Programma di Educazione allo Sviluppo per Unucef. La mostra ha il patrocinio del Consolato generale dell’Ecuador a Genova, dell’Università degli Studi di Genova, del Comune di Genova e di UnWomen.

  • Stefano Ricci e Gianni Forte: il duo terribile del teatro contemporaneo

    Stefano Ricci e Gianni Forte: il duo terribile del teatro contemporaneo

    ricciforte-3Venerdì 15 e sabato 16 il Teatro dell’Archivolto ospita lo spettacolo “Grimmless” (letteralmente senza Grimm, quindi senza fiabe) per la drammaturgia e la regia del duo composto da Stefano Ricci e Gianni Forte: attualmente tra gli autori più acclamati della scena internazionale, i loro spettacoli vengono messi in scena in tutta Europa e oltreoceano.
    Il loro lavoro, estremamente vario, va dalla sceneggiatura di serie tv come i “Cesaroni” a quella della prima sit-com lgbt di produzione italiana, “Hot”, fino alla tanto prolifica attività teatrale, in cui scandagliano impietosi la realtà, portandone sul palco gli aspetti più crudi, senza indulgere ad eufemismo alcuno, al punto che i loro spettacoli sono spesso vietati ai minori di 18.

    Quali sono i punti fondamentali di “Grimmless”, quali i messaggi che porta al pubblico?

     «Grimmless è una ricognizione sullo stato comatoso in cui si trova immerso l’uomo in questo preciso momento storico. In sospensione incredula tra lo sfacelo di una società eticamente distrutta, di cui ricorda a stento i bagliori, e una rassicurante ustoria grande luce di confortevole annientamento verso la quale è attratto. Vaghiamo incerti in questa condizione apolide, provvisti solo del nostro trolley variopinto personale, fatto di tranquillizzanti oggetti che ci ristorano di un’appartenenza, e di fiabe dei Grimm, innestate sottopelle come microchips alla nascita. Flussi di obnubilata speranza i cui effetti tossici si sono manifestati durante l’età adulta. Non esistono messaggi o intenti pedagogici, nessuno può arrogarsi il diritto di salire in cattedra senza il rischio di sembrare patetico di fronte ad un cataclisma che non risparmia: esiste l’esposizione, il coraggio di mostrarsi senza casco di protezione tentando attraverso l’induzione un viaggio a ritroso verso una conoscenza sensibile del Sé. Recuperandone, nel migliore dei casi, anatomie di volo disperse».

     

    Fiabe che si scontrano con la realtà: ma queste fiabe erano davvero poi così rosee? C’era il lieto fine, d’accordo, ma un lupo sbranava esseri umani, genitori anaffettivi abbandonavano i figli nella foresta, una strega imprigionava dei bambini per ingrassarli e mangiarseli, una matrigna cercava in tutti i modi di assassinare Biancaneve…. Ci ho sempre trovato più analogie che differenze coi casi di cronaca, a dire il vero.

     «I riti di passaggio delle fiabe indicano al bambino la possibilità di crescita dettata dal cambiamento. Oggi, ormai, standardizzati nei gusti e nelle aspettative, avendo terrore del confronto e di un possibile arricchimento dettato dalle differenze con gli altri, restiamo isolati. Emarginati nel container di rinfrancanti certezze in cui ci si siamo avvoltolati. Scoperti i marker del contagio da fiaba, riconosciamo in noi quella passività da eroi intrappolati nel bosco, che disegnano mappe di sopravvivenza in attesa di un prodigio dall’esterno che venga a restituirci sollievo. Rantoliamo in un perenne sempiterno anacronistico Festival di Sanremo, unti di trucco e lustrini, con la testa sott’acqua per non sentire il suono degli spari. Un topo che canta, una madrina con la zucca, un principe azzurro su un destriero bianco, un gratta e vinci, qualunque prodigio esterno è meno impegnativo dell’attivazione di una analisi sui propri mezzi. Soli, siamo noi i veri casi di cronaca, bendati al mondo più di qualunque Bella Addormentata».

     

    ricciforteSpesso venite definiti enfants terribles. Non so se tale appellativo vi venga dato anche all’estero, ma la definizione di bambino applicata a persone di oltre trent’anni è una cosa tristemente tipica italiana, l’impressione è che questo approccio, nei confronti di qualcuno che fa qualcosa di nuovo e diverso, tenda in qualche modo a rassicurare il sistema (e il grande pubblico) usando parole mirate a “normalizzare” la sua attività riducendola alle bizze di un bambino terribile. Come dire: tranquilli, non prendeteli troppo sul serio, sono bambini, e la realtà fuori è diversa.

     «Il disegno è molto preciso e si ricollega allo stato da walking dead – zombie ambulante in cui spurga il nostro Teatro nazionale. Se lo spettacolo dal vivo è considerato esclusivamente quell’agonia a cui assistiamo di continuo – fatta di storie apparentemente edificanti e attori che prestano la voce per ordire personaggi/armatura distanti anni luce dalle tensioni contemporanee – è altrettanto logico che chiunque provi a trascinare un respiro “altro”, un singhiozzo autentico che rifranga uno stato che ci appartiene tutti, venga fatto sedere alla mensa degli infanti. La dittatura della noia prova a sistemare nel tavolo più basso e accanto alla cucina quei parenti scomodi, i nonni malati o i bambini terribili, che sconvenientemente potrebbero provocare strappi nel tessuto di omologazione corrente. Non è la realtà che è diversa. Les enfants terribles compiono l’assassinio più feroce uccidendo la standardizzazione dell’Arte, colpiscono a morte un falso proponendo un Presente trasfigurato da una visione poetica, non minimalista come vorrebbero i media, che impianti un intrico di riflessioni: questo è punibile, se non altro con una stella da cucire sulla giubba del campo in cui si è stati veicolati. La Storia ci ha insegnato che le disposizioni a tavola si cambiano quando si è esausti di sentirsi raccontare la trita fandonia di plastica spacciata per verità».

     

    Perché ritenete indispensabile portare in scena ferocia e violenza? È una reazione al teatro, come lo definite voi, postprandiale?

    «Siamo davvero sicuri che venga portata da noi in scena la brutalità? In cosa viene identificata, quali i termini di paragone? Se porre sotto lo sguardo pubblico il peso dei giorni, sfrondato di qualunque rincuorante ninnolo natalizio, può essere scambiato per efferatezza, l’imbarbarimento involutivo subìto ha radici decisamente più profonde. Troppo semplicistico, e liquidatorio anch’esso, contrapporre una terapia elettroconvulsiva ad un paziente prostrato e in odore di abulia. Le pupille arrese devono riprendere a camminare: è necessaria una fisioterapia che riabiliti le proporzioni degli agenti fenomenologici che attraversano i giorni permessi valorizzando il ruolo della coscienza».

    grimless-ricciforte-2

    Grimmless ricci/forte

     

     

     

     

     

     

     

    In un’intervista avete detto “in fondo le botte, la violenza, la sopraffazione non sono altro che forme d’amore”. Potete meglio spiegare quest’affermazione? In fondo le botte, la violenza, la sopraffazione fanno una donna morta ogni tre giorni solo in Italia, e la fanno perché vengono scambiate per amore al punto che chi subisce non si mette in salvo per tempo. Anche l’omicidio è una forma d’amore?

    «L’amore è un sentimento, un impulso dei sensi che ci spinge verso una cosa, uomo/donna oggetto o animale che sia.  Il modo di esercitare questa inclinazione, la sua grammatica, varia per individuo e mutevole rispetto alla direzione che quella corrente ha preso. Non è la percezione alla base che determina l’estinzione di un corpo ma le derive culturali che hanno metamorfizzato quello scoppio interiore masticandolo con la dentiera morale di un Paese obsoleto. L’omicidio, la violenza sulle donne o sugli animali diventa frustrazione di dominio che disegna una frana personale. Chi subisce, chi esercita sono solo cavie di un laboratorio dismesso dove l’eco di princìpi dissolti permette di assecondare chi, incapace di confrontarsi con la realtà, indossa quella passione ristrutturandone la detenzione con materiali scadenti come la mortificazione, l’insuccesso, la smania di possesso o di appartenenza, il sopruso».

     

    Affermate l’annullamento della “quarta parete”. Se accadesse che l’interazione andasse un gradino oltre e qualcuno dal pubblico salisse deliberatamente in scena?

    «Succede ripetutamente che venga sollecitata una partecipazione attiva della gente all’interno degli spettacoli presentati. Troppo spesso si dimentica che “il pubblico” non è un vago organismo nascosto all’ombra di una platea ma un grappolo di persone, ognuna delle quali compie un viaggio intimo all’interno dell’evento performativo. Non facciamo altro che suggerire segnali di vernice rossa sui tronchi per permettere agli altri di affrontare questa foresta, magari apparentemente minacciosa ma sorprendentemente attraente per le continue inattese prospettive di sguardo, pur garantendogli che attraverso quelle pennellate di simboli sulle cortecce ritroverà la strada per uscirne portandosi dietro la pienezza di un’avventura nuova dentro la propria cassa toracica».

     

    Quali sono i temi della realtà che più vi interessano attualmente per i vostri spettacoli?

    «La vita. E quell’enzima troppo spesso dimenticato che risponde al nome di Fantasia. Un catalizzatore per accelerare il battito contro il vischioso equilibrio da degradazione di poltiglia pressapochista in cui quotidianamente siamo costretti a stagnare».


    Claudia Baghino

  • Lupin a Genova: nella nuova serie una puntata ambientata in città

    Lupin a Genova: nella nuova serie una puntata ambientata in città

    lupinNoi genovesi siamo così, quando qualcuno parla o, come in questo caso, disegna e anima la nostra città non resistiamo dal rimanere affascinati e orgogliosi. Molti lo definiscono un atteggiamento provinciale, tipico di chi si accontenta di poco quando vive in un luogo non considerato da media e riflettori.

    Sarà anche vero, ma il celebre ladro francese che si aggira nei vicoli e sfreccia in moto in piazza Caricamento per poi intrufolarsi nelle stanze di palazzo San Giorgio fa un certo effetto… Ecco il video della puntata non ancora uscita in Italia.

  • Via del campo 29 rosso: uno spazio per i cantautori di Genova

    Via del campo 29 rosso: uno spazio per i cantautori di Genova

    vdc-di-fabio-cavaliereIL PRECEDENTE

    20 febbraio 2010: chiude lo storico negozio Gianni Tassio in via del Campo, uno degli spazi più importanti della Città Vecchia per essere custode della chitarra di Fabrizio De Andrè (acquistata nel 2001 al prezzo di 168 milioni di lire, cifra donata poi a Emergency), testi dattiloscritti e cimeli originali del grande cantautore genovese.

    Il negozio era gestito dalla vedova di Gianni Tassio, Daniela, dopo la sua morte avvenuta nel 2004. Il Comune apre un bando (scadenza 1 marzo 2010) che prevede la gestione del negozio per 9 anni e un finanziamento di 80.000 € per la sua ristrutturazione. Requisiti per accedere al bando, l’impegno a rendere lo spazio non solo un’attività commerciale, ma anche un luogo di importanza turistica e culturale, in sinergia con la rete dei musei civici e con le altre realtà del territorio (Ghettup, Associazione San Marcellino, Formicopoli etc).

    25 febbraio 2012: inaugura Via del campo 29 rosso, emporio-museo dedicato a Fabrizio De Andrè e ai cantautori della scuola genovese.

    Il bando per la gestione è stato vinto da una società consortile denominata come l’emporio, formata da tre realtà: Sistema Museo, che si occupa della parte di attività legata al merchandising; ETT che supporta il settore tecnologico e web; Cooperativa Solidarietà e Lavoro per quanto riguarda eventi e iniziative. Quest’ultima una realtà molto attiva nel tessuto culturale cittadino: ha infatti in gestione alcuni tra i più importanti musei della città, quali Castello D’Albertis e Galata Museo del Mare.

    Impegno primario della nuova struttura è allargare gli orizzonti di un luogo principalmente connotato sulla figura di Faber per omaggiare la tradizione cantautorale genovese nel suo complesso.

    IL PRESENTE

    Un museo-emporio per omaggiare Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, Umberto Bindi, Gino Paoli, Ivano Fossati e tutti i grandi cantautori della scuola genovese. Al tempo stesso, uno spazio aperto a tutti coloro che fanno musica e la volontà di costituire una rete sempre più attiva con altre iniziative culturali della città.

    Il bilancio di Via del campo 29 Rosso a un anno dall’apertura è di oltre 30 eventi gratuiti e più di 50.000 presenze tra genovesi e turisti, con una media di 3.000 visitatori al mese: un numero elevatissimo, agevolato anche dalla visibilità della rete dei musei cittadini, di cui l’emporio fa parte.

    «La prima e più grande soddisfazione è aver stretto legami profondi con le famiglie dei cantautori genovesi oggi scomparsi: i parenti di Luigi Tenco ci hanno prestato per un’esposizione cimeli preziosi come la sua chitarra e la sua macchina da scrivere», ci spiega Sabrina Lastrico della Cooperativa Solidarietà e Lavoro.

    A seguire, un notevole impegno per «valorizzare il patrimonio culturale dei cantautori genovesi e rivitalizzare il quartiere, in collaborazione con associazioni, esercenti e cittadini». Un progetto che si esprime attraverso eventi artistici e musicali, attività didattiche, visite guidate nel centro storico e iniziative collaterali quali una gara di pesto al mortaio “cantautori vs negozianti di via del Campo tenutasi lo scorso luglio.

    Un luogo aperto a collaborazioni e richieste da parte non solo di cantautori già noti, ma anche di assoluti emergenti: «Questo fine settimana organizzeremo eventi in vista del compleanno di Fabrizio De Andrè, e durante la serata di sabato 16 febbraio si esibirà una band di adolescenti che proporrà i brani di Faber riarrangiati in chiave rock»

    Marta Traverso
    [foto di Fabio Cavaliere]

  • Consiglio Comunale di Genova: campagna contro l’abbandono dei rifiuti

    Consiglio Comunale di Genova: campagna contro l’abbandono dei rifiuti

    palazzo-tursi-musso-enrico-DDall’inizio dell’anno ad oggi l’AMIU ha già raccolto 20 tonnellate di rifiuti ingombranti abbandonati. Una vera e propria emergenza su cui la Lista Musso ha chiesto l’intervento dell’amministrazione presentando una mozione in cui si propone la realizzazione di una campagna per sensibilizzare i cittadini genovesi su questo problema. In particolare il consigliere Salemi, che ha presentato il documento in aula, ha evidenziato che «non vi è conoscenza del fatto che conferendo i rifiuti ingombranti alle isole ecologiche si ottiene uno sconto sulla TIA (tariffa di igiene ambientale, ndr)».

     

    consiglio-comunale-twitter-12-febbraio-2013Il consigliere Campora (Pdl) ha proposto di installare delle telecamere per monitorare le aree in cui avviene lo scarico di questi oggetti. Nonostante qualche reticenza, anche per gli alti costi di questi sistemi di controllo, l’assessore all’Ambiente Garotta ha proposto di «valutare caso per caso» l’utilità di installare queste telecamere. Il rischio, osserva l’assessore,  è che i rifiuti vengano semplicemente «spostati da una zona ad un’altra».

    L’assessore Garotta, si è detta convinta che il problema non sia dovuto solo alla mancanza di conoscenza e informazione , bensì la fatto che vi siano «soggetti che operano al margine della legalità», per esempio quelle imprese edilizie che, per limitare i costi o per mancanza dei permessi necessari, decidono di non effettuare il giusto smaltimento dei detriti. Su questo fronte si sta operando per cercare di rintracciare i soggetti colpevoli e per incrementare il numero di isole ecologiche, in particolare nella zona del levante e medio-levante in cui non sono presenti. Talvolta sono gli stessi municipi che non riescono a trovare una collocazione per questi tipi di raccolta per la resistenza dei cittadini che le considerano, erroneamente, una fonte di inquinamento.

    Il Comune sta cercando di ottenere un finanziamento europeo per poter istituire un efficace sistema di prelievo a domicilio dei rifiuti ingombranti. Inoltre è già stato previsto un piano per il riciclo dei RAEE (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed Elettroniche), in particolare telefonini e videogiochi, prevedendo di creare punti di raccolta presso le scuole genovesi. Ciò permette di raggiungere i principali utilizzatori di queste apparecchiature e di sensibilizzarli sui pericoli legati all’inquinamento prodotto da questi oggetti.

    La mozione ha ricevuto un’approvazione unanime dal Consiglio Comunale ma, come testimoniava la presenza nell’aula consiliare di alcuni lavoratori AMIU a rischio licenziamento,  la volontà di risolvere i problemi legati alla raccolta dei rifiuti deve scontrarsi con la scarsità dalle risorse a disposizione del Comune.

    Una possibile soluzione è stata avanzata dal M5S e prevede il coinvolgimento dei cittadini stessi nella segnalazione di eventuali aree abusive di scarico attraverso l’invio di fotografie da pubblicare online sul sito di AMIU. In questo modo sarà possibile creare una “mappa” delle zone anche per scoraggiare nuovi sarichi.

     

    consiglio-comunale-twitter2-12-febbraio-2013

     

     

    La seconda mozione della giornata presentata dal consigliere Bruno (Fds) chiedeva un’adesione del Comune di Genova all’associazione Avviso Pubblico, che riunisce diversi enti locali (circa 200) e promuove al loro interno attività di «formazione civile contro le mafie». Ma come spesso accade per le decisioni politiche, la votazione è stata preceduta da una lunga discussione sugli aspetti formali del dispositivo, nonostante la volontà unanime dei consiglieri di appoggiare questa mozione.

    Di fronte alla richiesta del Pdl di analizzare in commissione consiliare alcuni documenti relativi all’associazione, prima di aderirvi formalmente, e alla volontà, espressa dallo stesso Sindaco Doria, di approvare la mozione come gesto importante per la lotta alla mafia, si è trovata una soluzione di compromesso. La mozione approvata non prevede infatti, come quella originale, l’adesione ad Avviso Pubblico, ma la semplice partecipazione alle sue attività. L’adesione verrà invece discussa in una successiva Commissione Consiliare, durante a quale se ne analizzeranno nel dettaglio le caratteristiche.

     

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Wanted Primo Maggio 2013: concorso musicale per band emergenti

    Wanted Primo Maggio 2013: concorso musicale per band emergenti

    musica-concerti-pianoforteSono aperte fino al 15 marzo 2013 le selezioni per la terza edizione di Wanted Primo Maggio, un concorso per band emergenti che potranno esibirsi il 1 maggio all’Hiroshima Mon Amour di Torino e su altri prestigiosi palchi italiani.

    Possono partecipare tutti gli artisti (singoli o band) residenti in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria. Emilia, che non abbiano mai pubblicato un CD da Major discografiche. Sono ammessi tutti i generi musicali a eccezione delle cover.

    Non è prevista quota di iscrizione. Gli artisti dovranno inviare all’indirizzo mail wanted.primomaggio@email.it due brani in formato mp3 (specificando se editi o inediti). Alle band selezionate verrà poi chiesto ulteriore materiale, tra cui i testi dei brani, la scheda tecnica e il curriculum artistico.

    Durante la serata finale – 1 maggio all’Hiroshima Mon Amour – non sarà ammesso l’utilizzo di basi musicali pre-registrate. Gli artisti saranno valutati da una giuria in base ai seguenti criteri: contenuti e originalità dei brani presentati, qualità tecniche e presenza sul palco.

    L’organizzazione non sarà tenuta ad alcun rimborso per qualsiasi spesa sostenuta dai partecipanti.

    Per maggiori informazioni inviare una mail a wanted1maggio@metrodora.net.

  • Privacy, politica e cultura al tempo di Internet: conferenze al Ducale

    Privacy, politica e cultura al tempo di Internet: conferenze al Ducale

    Palazzo DucaleIl Web non si limita a collegare macchine, connette persone: questa frase pronunciata da Tim Berners-Lee, tra i creatori del termine World Wide Web, è lo slogan di Vivere in rete, una serie di conferenze che la Fondazione Edoardo Garrone tiene a Palazzo Ducale a partire da oggi. Un ciclo di incontri per indagare il web, le nuove tecnologie e le trasformazioni avvenute in campo culturale, politico, economico e sociale.

    Tutte le conferenze sono a ingresso libero e iniziano alle 21.

    Questo il programma dettagliato.

    13 febbraio: La bella brevità: la sintesi da Tacito a Twitter
    Beppe Severgnini

    27 febbraio: Anima e iPad
    Maurizio Ferraris

    11 marzo: Esiste ancora la privacy?
    Stefano Rodotà

    27 marzo: La democrazia al tempo del web
    Michele Ainis

    10 aprile: Le città intelligenti
    Carlo Ratti

  • Rifiuti elettronici e obsolescenza programmata: chi inquina deve pagare

    Rifiuti elettronici e obsolescenza programmata: chi inquina deve pagare

    tecnologia-energia-DMolti di voi probabilmente sanno già che la maggior parte dei gadget elettronici che usiamo tutti i giorni sono prodotti in condizioni tutt’altro che rispettose dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. Forse però molti di voi non sanno cosa succede al vostro smartphone una volta che, diventato obsoleto, entra a far parte del ciclo dei rifiuti.

    Gli smartphone, così come i tablet e tutti gli altri gadget di cui ormai nessuno di noi può più fare a meno, sono rifiuti particolari perché, oltre a non essere biodegradabili, contengono molte sostanze considerate tossiche per l’ambiente. È per questo motivo che è assolutamente necessario non buttare apparecchi elettronici insieme agli altri rifiuti, ma depositarli all’isola ecologica. In seguito questi rifiuti devono essere trattati per recuperare alcuni dei materiali di cui sono composti: rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, piombo, mercurio che possono essere così riutilizzati per produrre nuovi apparecchi invece di dover estrarre nuove materie prime. Fin qui sembrerebbe che tutto funzioni e che, in fin dei conti, si possa inseguire l’ultimo gadget tecnologico senza doversi sentire troppo in colpa per gli eventuali danni arrecati all’ambiente.

    Purtroppo non è così: il trattamento dei rifiuti elettronici (RAEE – rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), se eseguito nel rispetto delle regole, è molto costoso e pertanto questi vengono spesso spediti dove il processo di recupero è più conveniente, cioè nei paesi in via di sviluppo come India, Cina e alcuni paesi africani. La maggiore convenienza deriva dal fatto che il processo di recupero dei materiali avviene disapplicando tutte le norme di tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori: migliaia di persone senza alcuna protezione bruciano a cielo aperto, per meno di un dollaro al giorno, tonnellate di rifiuti elettronici per scioglierne il rivestimento di plastica e recuperare il rame in esso contenuti.

    Le conseguenze sono purtroppo drammatiche: contaminazione delle acque, inquinamento atmosferico e ovviamente altissima incidenza di cancro nelle popolazioni locali. Tutto questo avviene nonostante le normative internazionali non consentano ai paesi sviluppati di sbarazzarsi dei loro rifiuti semplicemente spedendoli altrove. Queste norme vengono tuttavia aggirate facendo figurare i rifiuti elettronici come materiale di seconda mano ancora funzionante vendibile sui mercati emergenti.

    In questo modo i paesi sviluppati esternalizzano i costi per lo smaltimento dei rifiuti e sono i paesi in via di sviluppo a pagarli sotto forma di devastazione ambientale e umana. Attraverso un inasprimento dei controlli si potrebbe certamente cercare di contrastare questo fenomeno, ma forse una soluzione più efficace potrebbe essere un’altra: ridurre a monte la quantità di rifiuti elettronici prodotti.

    Non voglio certo proporre di bandire la tecnologia dalla nostra vita, penso solo che un altro modo di produrre sia possibile. Oggigiorno tutti i prodotti che compriamo sono progettati per durare un tempo molto limitato secondo una strategia che viene chiamata “obsolescenza programmata”. È per questo motivo che gli apparecchi elettronici sono difficili da aggiornare, facilmente danneggiabili e difficili da riparare. Quante volte vi è capitato di trovarvi nella situazione in cui è più economico comprare un nuovo lettore DVD o una stampante piuttosto che farli riparare?

    Ma cosa succederebbe se fossero proprio i produttori di apparecchi elettronici a dover provvedere al loro smaltimento? Pensate davvero che le cose si romperebbero lo stesso così frequentemente? In questo modo i produttori sarebbero incentivati a progettare oggetti modulari di cui si potrebbe sostituire solo la parte danneggiata e non l’oggetto intero. Si passerebbe in questo modo dal “progettare per la discarica” al “progettare per durare”.

     

    LE NUOVE DIRETTIVE PER LO SMALTIMENTO

    Lo scorso 24 Luglio è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Europea la nuova direttiva sui RAEE che tende a responsabilizzare maggiormente i produttori di apparecchiature elettroniche riguardo allo smaltimento dei rifiuti. Come si legge, questa direttiva intende “contribuire alla produzione e al consumo sostenibili tramite, in via prioritaria, la prevenzione della produzione di RAEE e, inoltre, attraverso il loro riutilizzo, riciclaggio e altre forme di recupero, in modo da ridurre il volume dei rifiuti da smaltire e contribuire all’uso efficiente delle risorse e al recupero di materie prime secondarie di valore”. Viene inoltre affermato che la politica ambientale dell’Unione europea “è basata sul principio di precauzione,  […] «chi inquina paga»”.

    La novità più rilevante introdotto da questa direttiva è il ritiro “uno contro zero”: i grandi esercizi commerciali avranno l’obbligo di ritirare gratuitamente i piccoli elettrodomestici anche senza l’acquisto di un prodotto nuovo equivalente. Ciò rappresenta un’evoluzione rispetto al ritiro “uno contro uno” attualmente in vigore secondo cui i commercianti sono obbligati a ritirare gratuitamente un dispositivo elettronico per ogni acquisto effettuato dal cliente.

    Tuttavia nessuna direttiva, per quanto possa andare nella giusta direzione, potrà risolvere da sola il problema dei rifiuti elettronici. È nostro dovere di cittadini avere comportamenti più consapevoli e orientare i nostri acquisti tenendo in considerazione altri criteri oltre a quanto un prodotto è “cool”, limitando l’acquisto di prodotti elettronici e, quando proprio necessario, scegliendo quelli più “eco-friendly”. Sicuramente non è facile, tutti noi subiamo il fascino della tecnologia, ma forse pensare che ogni volta che compriamo un nuovo gadget quello vecchio potrebbe finire in un rogo e diventare una nuvola tossica magari potrebbe aiutare…

     

    Giorgio Avanzino
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Agenti immobiliari e leggi: guida pratica all’acquisto di una casa

    Agenti immobiliari e leggi: guida pratica all’acquisto di una casa

    casa-ediizia-popolareSiamo in un periodo di crisi, questo si sa, però qualcuno sogna ancora di potersi permettere l’acquisto di una casa, casa dolce casa…
    In genere per acquistare una immobile ci si reca presso un’agenzia immobiliare e, altrettanto sovente, l’agenzia immobiliare non si comporta in maniera limpida. La mediazione è prevista dagli artt. 1754 e seguenti del Codice civile. L’agente immobiliare è un mediatore atipico, il quale ha diritto a ricevere come compenso una provvigione solo quando l’affare è effettivamente concluso (tra poco vedremo come).

    Ma andiamo con ordine. Quando abbiamo individuato la casa dei nostri sogni, o quanto meno la casa che riteniamo idonea per le nostre esigenze, possiamo formulare una proposta d’acquisto. Attenzione! Non facciamoci ingannare dai falsi entusiasmi.
    Prima di sottoscrivere una proposta d’acquisto, sappiate che ne esistono due tipologie: proposta revocabile (art. 1328 c.c.) e proposta irrevocabile (art. 1329 c.c.). Esse si trovano collocate in quella parte del codice civile inerente ai contratti, in particolar modo alla voce “accordo tra le parti “. Orbene, seppur a livello teorico, la proposta revocabile – per definizione – può essere revocata prima dell’esecuzione di un contratto; la proposta irrevocabile resta tale fino alla data stabilita (in genere, 15 giorni).

    Tutte le agenzie immobiliari vi faranno sottoscrivere una proposta irrevocabile, ossia una proposta che “blocca” l’immobile ed impegna il proponente acquirente fino alla data prevista. A quel punto l’agente immobiliare ha l’obbligo di raccogliere la proposta e di sottoporla al venditore. Qualora quest’ultimo accetti, sarà sempre l’agente a darne tempestiva notizia al proponente. Nell’attimo esatto in cui il proponente riceve comunicazione dell’accettazione dell’altra parte, il contratto si può dichiarare concluso.

    casa-abitazione-citofono

    Alcune considerazioni: se un soggetto fa una proposta d’acquisto di molto inferiore al prezzo esposto?
    Innanzitutto, va detto che l’agente immobiliare deve raccogliere la proposta comunque, salvo diversa pattuizione con il venditore.
    In secondo luogo, dal momento che una proposta irrevocabile blocca altri potenziali clienti – acquirenti del medesimo immobile – l’agente immobiliare dovrebbe fare sottoscrivere una proposta “revocabile”, per dare respiro sia all’acquirente (che sa perfettamente di tirare al ribasso), sia al venditore che deve potere valutare l’opportunità di altre e più vantaggiose proposte d’acquisto .
    Tutto ciò in quanto il mediatore, in quel momento, ha due clienti i cui interessi deve far convergere, sennò che mediatore è? Se non riesce a fare convergere i contrapposti interessi, l’affare sfuma, ma nessuno può dire alcunché.

    Una precisazione: il venditore può rifiutare un’offerta, ma può anche fare una controproposta, l’accordo tra le parti di cui scrivevo sopra, prevede ovviamente la possibilità di una trattativa che vada al di là di una semplice “proposta – accettazione”. D’altronde si sa, da casa nasce casa…

    Da ultimo un breve vademecum, poche regole, ma fondamentali per non sbagliare:

    1. dal momento che l’agenzia immobiliare vi presenta degli stampati, leggerli con attenzione massima, soprattutto verificate la presenza corretta della ragione sociale dell’agenzia cui vi siete rivolti, ma anche chi è fisicamente l’agente immobiliare dotato di patentino;
    2. verificate che l’immobile sia effettivamente quello che desiderate, fatevi dare una piantina con i dati catastali rispondenti ed una visura attuale circa la presenza o meno di ipoteche o gravami;
    3. chiedete tutte le informazioni possibili, anche quelle apparentemente inutili;
    4. la provvigione che dovete conferire all’agente immobiliare deve essere scritta nero su bianco, così come quella dovuta dal venditore allorquando costui accetti la vostra proposta (il mediatore è il mediatore di entrambi, non di uno solo).

    La prossima settimana parleremo dell’agenzia immobiliare dal punto di vista del venditore: anche lui si rivolge ad un professionista ed anche lui è considerabile come consumatore, atipico sì, ma pur sempre consumatore.

    Non vi piace la parola consumatore legata all’argomento immobiliare? Bene, eccone una definizione migliore: contraente debole. Non pensarla così sarebbe un errore grosso come… una casa!

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Marketing Lab a Genova: proposte ed esperienze di marketing urbano

    Marketing Lab a Genova: proposte ed esperienze di marketing urbano

    via-venti-settembre-manifestazione-pedonale-2009-d2Giovedì 14 febbraio, giorno di San Valentino, arriva a Genova “Marketing Lab”, laboratorio itinerante promosso sul territorio nazionale da Indis (Istituto Nazionale Distribuzione e Servizi di Unioncamere) e Iscom Group (società di consulenza e ricerca nei settori commercio, turismo e servizi). L’obiettivo dell’iniziativa è raccogliere a livello locale esperienze positive di marketing urbano per poi riproporle e diffonderle su scala nazionale come soluzioni e strumenti per la valorizzazione di aree commerciali e turistiche.

    Negli storici locali del Palazzo della Borsa, alle ore 10, prenderà il via la tappa genovese di Marketing Lab (la seconda dopo quella di Bologna del 2011),  organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Genova e  il Centro Ligure Produttività. Protagonisti saranno i Civ genovesi, con i box espositivi allestiti nella Sala delle Grida del Palazzo di piazza De Ferrari e durante il road show pomeridiano che attraverserà il centro cittadino animato dagli eventi dei Civ “XX Settembre” e “Sestiere Carlo Felice”.

    MARKETING URBANO, CHE COSA SIGNIFICA?

    Il termine indica tutta quella serie di azioni e strumenti che operano al fine di una buona gestione strategica dell’area urbana, migliorando i servizi e incentivando l’accesso dell’utenza ai servizi stessi attraverso campagne e promozioni. Sono diversi e fra loro complementari i soggetti interessati: enti pubblici, società e imprese private, cittadini. Risulta ovvio che, per portare a termine un’azione di successo, la prima regola sia cercare sempre la buona collaborazione fra le parti coinvolte.

    IL PROGRAMMA

    La mattinata al Palazzo della Borsa sarà dedicata alle più significative esperienze genovesi e nazionali di marketing urbano applicate al commercio e al turismo. Interverranno Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova, Andrea Zanlari e Amedeo Del Principe, presidente e direttore Indis, Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Genova e Ivano Ruscelli, direttore Iscom Group, insieme a rappresentanti di Ascom Confcommercio e Confesercenti Genova.

    Nel pomeriggio è previsto il road show di San Valentino che toccherà via XX Settembre e Galleria Mazzini. L’evento “Speciale San Valentino” organizzato dal Civ “XX Settembre” prevede vetrine a tema, esibizioni di Tango e Milonga e bacio collettivo sotto il Ponte Monumentale alle 16.45; “Fashion for Love”, organizzato dal Civ “Sestiere Carlo Felice”, offrirà ai partecipanti promozioni per gli innamorati nei settori abbigliamento, gioielleria, gastronomia, oggettistica e consumazioni omaggio per chi acquista. Entrambi saranno accompagnati da promozioni e animazioni in tutti i negozi partecipanti.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Lavoro o stage in teatro a Genova: bando Fulvia Bardelli 2013

    Lavoro o stage in teatro a Genova: bando Fulvia Bardelli 2013

    Teatro CanteroL’Associazione Fulvia Bardelli è nata nel marzo 2002 in memoria di una delle protagoniste del Teatro dell’Archivolto, scomparsa nell’aprile 2001: tra le sue iniziative, un bando per borsa di studio indetto ogni anno in collaborazione con il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Arti e Spettacolo dell’Università di Genova.

    La borsa di studio è riservata a studenti di università italiane laureati in discipline dello spettacolo, che desiderano approfondire i loro studi nel settore giornalistico e teatrale.

    Il bando attualmente in corso ha scadenza 31 marzo 2013 e prevede l’assegnazione di una borsa di studio di 2.000 € per svolgere uno stage nell’area comunicazione o ufficio stampa di un teatro, o in alternativa per una ricerca scientifica su argomento teatrale.

    Requisito per fare domanda è avere età inferiore ai 30 anni e aver discusso nell’anno precedente, in un’università italiana, una tesi di laurea (del vecchio ordinamento o specialistica/magistrale) di argomento teatrale e aver ottenuto una votazione di almeno 99/110.

    La domanda di partecipazione al bando e una copia della tesi di laurea dovrano pervenire a Servizio Segreterie Studenti e Anagrafe reddituale. Sett. III: Anagrafe reddituale-tasse e contributi-benefici universitari, via Bensa 1, 16124 Genova.

    Una Commissione valuterà le domande e assegnerà la borsa di studio valutando tesi di laurea, curriculum universitario e un eventuale colloquio per il candidato.

    Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi a: Associazione Fulvia Bardelli, piazza Modena 3, 16149 Genova – tel. 010 6592.1.

  • San Valentino a Genova: “One billion rising”, flash mob antiviolenza

    San Valentino a Genova: “One billion rising”, flash mob antiviolenza

    one-billion-rising-donne-flash-mobUna donna su tre, nel mondo, è stata stuprata o picchiata nella sua vita. Un miliardo di donne violate è un’atrocità. Un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione.

    Eve Ensler, nota in tutto il mondo per essere l’autrice dell’opera teatrale I monologhi della vagina, ha creato nel 1998 V-Day (dove la lettera V sta per Valentino, Vagina, Vittoria), un movimento che si batte contro ogni forma di violenza sulle donne: stupri e abusi, mutilazioni genitali, schiavitù sessuale e ogni reato che nel mondo è commesso contro il genere femminile.

    Un movimento che da anni promuove eventi, manifestazioni e rappresentazioni teatrali per sensibilizzare su questo tema e raccogliere fondi, e che nel suo 15° anniversario ha organizzato un flash mob in contemporanea mondiale, con la speranza che almeno un miliardo di persone (“one billion” in inglese) si raduni in strade e piazze per dire No alla violenza.

    One billion rising si terrà il giorno di San Valentino, ossia giovedì prossimo 14 febbraio: l’appuntamento di Genova è alle 17 in piazza De Ferrari ed è coordinato dalla sezione locale di Se non ora quando, in collaborazione con Rete di donne per la Politica, CGIL Genova e Liguria e altre associazioni del territorio.

    Proprio Se non ora quando festeggia in questi giorni il suo secondo anno di vita: il movimento è nato infatti in occasione della grande manifestazione di piazza del 13 febbraio 2011.

    Eva Provedel e Roberta Trucco tracciano un bilancio dei due anni di attività: «Il Comitato Se non ora quando Genova ha avuto un impatto significativo sulla città, in particolare impegnandosi su due temi. Il primo è la rappresentanza: durante la campagna elettorale comunale ci siamo poste come interlocutrici tra i candidati Sindaci delle diverse forze politiche e la cittadinanza, ponendo la questione della necessità di un bilanciamento tra sguardo femminile e maschile. L’attuale Sindaco si è impegnato e ha poi costituito nei fatti una giunta paritaria, con 6 Assessore e 5 Assessori. Abbiamo quindi precorso in piccolo l’approccio nazionale di Senonoraquando all’attuale campagna elettorale. Il secondo è Città più vivibile, con il progetto Inciampando s’immagina realizzato nell’ambito del Festival della Scienza 2012Per collaborare con Senonoraquando Genova si può scrivere a senonoraquandogenova@gmail.com».

    Progetti importanti, che si uniscono ad altrettante lodevoli iniziative in città, a partire dal lavoro dei centri antiviolenza: «Il Comitato ha svolto diverse iniziative per sensibilizzare la cittadinanza e le giovani generazioni sul tema della violenza sulle donne legato agli stereotipi che pervadono la nostra cultura, e per informarle della presenza di centri antiviolenza in città. A giugno 2012 ha svolto una ricerca approfondita sulla storia della donne uccise dagli uomini quell’anno (quasi 130) e ha proposto un allestimento di scarpe per simbolizzare l’assenza di quelle donne. Si tratta infatti di un problema culturale aggravato dalla mancanza di supporto e leggi adeguate, per cui organismi internazionali come l’ONU hanno più volte redarguito e minacciato di sanzioni il nostro Paese. Inoltre il comitato ha aderito alla richiesta formale alle istituzioni di rifinanziamento ai centri antiviolenza, e in particolare al centro antiviolenza di Via Mascherona di gestione pubblica. Alla fine il centro ha ottenuto un rifinanziamento valido per tutto il 2013. Snoq si unisce alle altre associazioni sul territorio genovese per spingere affinché i finanziamenti diventino regolari, garantendo la continuazione e il funzionamento ottimale dei centri antiviolenza».

    Tornando al flash mob, ecco i requisiti per partecipare: vestirsi di rosso o di nero, avere addosso un logo di One billion rising ben visibile e imparare la coreografia curata da Debbie Allen sulle note di sulle note dell’inno Break the chain.

    Oltre alla coreografia in piazza, che sarà guidata dalla Compagnia Teatro Danza Duende, vi sarà l’esibizione musicale di un quartetto di archi e clarini di musiciste del Teatro Carlo Felice e letture di un testo, scritto appositamente da Eve Ensler, a cura degli attori Nella Bozzano, Simona Fasano, Pino Petruzzelli e Anna Solaro.

    Come spiegano Eva e Roberta, «One Billion Rising farà tremare la terra, unendo uomini e donne attraverso la danza, che come scrive Eve Ensler: “È pericolosa, gioiosa, sensuale, sacra, dirompente, contagiosa, e rompe le regole. Si può ballare in ogni momento, in ogni luogo, con chiunque, e gratis”. Il ballo unisce e spinge ad andare oltre: questo è il cuore di One Billion Rising».

    Marta Traverso

  • Arte contemporanea a Genova: creativi cercasi per Vanuart

    Arte contemporanea a Genova: creativi cercasi per Vanuart

    pennelli-pittura-mostre-arte-d3Prosegue senza sosta l’attività di Vanuart, progetto artistico creato da Sabrina Losciale che si pone l’obiettivo di trasformare Genova in una galleria d’arte a cielo aperto.

    Mercoledì 6 febbraio si è svolto il primo meeting al Gradisca (piazza delle Erbe) e si sono delineate le prossime iniziative in cantiere: anzitutto il primo evento Vanuart, una serata di poesia e musica con gli artisti genovesi Ksenja Laginja e Maurizio Di Tollo al B&B Il Ciottolo di Castelletto.

    A seguire, si sta organizzando una mostra itinerante sul tema Il seme del cambiamento piantato a Genova. Hanno già aderito otto locali della città e altre collaborazioni sono in via di definizione: Gradisca e Caffè Letterario (piazza delle Erbe), Berio Cafè, OltreConfine (piazza San Lorenzo), Laboratori Creativi di Palazzo Verde, DadoBlu (Boccadasse), Bruchi Art Design e B&B Il Ciottolo.

    Ogni location ospiterà gli artisti per un periodo variabile da alcuni giorni a 1-2 settimane. Chi vuole partecipare può inviare entro il 1 marzo 2013 da una a tre tavole formato A3 e inerenti il tema dell’esposizione, contattando Sabrina alla pagina Facebook “Vanuart Project”.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Orti urbani a Genova: corso di formazione al Quartiere Diamante

    Orti urbani a Genova: corso di formazione al Quartiere Diamante

    casa ambientale diamanteA partire da martedì 12 febbraio 2013 si tiene presso la Casa Ambientale Diamante, in Val Polcevera, il primo appuntamento di Conoscere l’orto, un corso di formazione per assegnatari di orti urbani.

    L’iniziativa fa parte delle attività che si stanno attuando per riqualificare la zona, nell’ambito del rispetto e della cura dell’ambiente urbano, in particolare attraverso il recupero di terreni urbani abbandonati all’incuria. Il corso avrà 15 allievi e si svolgerà ogni martedì fino al 12 marzo, presso la Casa Ambientale e gli orti del Quartiere Diamante (iniziative analoghe si stanno svolgendo a Cornigliano presso Valletta Rio San Pietro).

    Il programma del corso prevede argomenti teorici, quali la conoscenza delle diverse tipologie di terreni, la preparazione del terreno alla semina, le modalità di concimazione, il riuso del materiale di risulta delle coltivazioni (compostaggio), le tecniche di potatura degli alberi da frutto, la varietà di ortaggi e le stagionalità degli stessi. Sono inoltre previste lezioni tecnico-pratiche di lavorazione del terreno e gestione dell’orto, con particolare riguardo al corretto utilizzo della compostiera.

    L’iniziativa è a cura del Municipio Valpolcevera, in collaborazione con la Fondazione Campagna Amica di Coldiretti Liguria.

  • Riciclo arrangiato: idee per riutilizzare i materiali di scarto

    Riciclo arrangiato: idee per riutilizzare i materiali di scarto

    RifiutiAssemblare, modellare e decorare materiali di scarto per dare vita a nuovi oggetti investendo esclusivamente sulla propria immaginazione. Questo il senso della bella iniziativa “Riciclo Arrangiato” promossa dal Movimento Consumatori Liguria. Laboratori aperti a tutti, rivolti a chiunque abbia voglia di sfogare la propria creatività cimentandosi nell’arte nobile del riciclo

    Lunedì 18 febbraio in via dei Giustiniani 66r, sede del Movimento, appuntamento alle ore 15 per la prima giornata del laboratorio, un appuntamento che si ripeterà ogni mese: «Servendoci di forbici, colla e poco altro daremo forma a originali e unici oggettiMolte delle cose che comunemente “buttiamo” nella spazzatura possono stuzzicare la nostra immaginazione: scatole delle uova, penne scariche, rotoli di carta igienica finita, stringhe. Riutilizzare ciò che di solito eliminiamo, oltre a farci divertire, riduce i rifiuti, diminuisce l’inquinamento e così possiamo evitare di comprare cose che possiamo costruirci da soli».

    Il materiale viene fornito dagli organizzatori e proviene dal centro di riciclaggio creativo ReMida presso la Fabbrica del Riciclo Amiu; per lo più trattasi di rimanenze e scarti di negozi e uffici genovesi vedi cartone, tappezzeria, rame, alluminio, filo di ferro, ingranaggi, legno, sughero, cuoio, tessuti vari, plastica e gomma.

    «L’ iniziativa vuole sottolineare l’importanza di non sprecare ciò che può essere riutilizzato perché è fondamentale non adeguarsi all’automatismo “usa e getta” e inventarsi un secondo utilizzo delle cose», si legge sul profilo facebook del Movimento Consumatori. Partecipare al progetto sarà un’occasione per divertirsi, conoscersi, imparare l’uno dall’altro e trascorrere un pomeriggio all’insegna della sostenibilità.