Autore: manuelastella

  • LA 25esima edizione della mostra “dalla a..alla Zucca” a Murta

    LA 25esima edizione della mostra “dalla a..alla Zucca” a Murta

    ZuccheNei weekend del 12/13 e 19/20 novembre si tiene la 25ª edizione della mostra “dalla a alla Zucca“, appuntamento fisso dell’autunno genovese nel paesino di Murta.

    Questa edizione ha come tema “la Zucca si veste d’Argento“. Saranno premiate la ‘Zucca d’Argento dei Venticinque Anni’, zucca che, portata in esposizione, ha un peso che più si avvicina a 25 Kg, la Zucca più grossa, la Zucca più lunga, la Zucca più strana, la Zucca più bella.
    La Pesatura della Zucca d’Argento avverrà Domenica 20 Novembre alle ore 10,30; il vincitore, scelto dai visitatori,  riceverà un premio di 500 €.

    Nei locali della scuola elementare ‘Doge Giovanni da Murta’ saranno esposti i lavori scolastici degli alunni sul tema della manifestazione, i fiorai genovesi parteciperanno con composizioni per il concorso “Forme e Colori“, saranno premiate anche le migliori composizioni di zucche esposte nei negozi della Val Polcevera aderenti all’iniziativa ‘Vetrine in festa’. Sono previsti gli immancabili stand gastronomici con piatti a base di zucca e degustazione del Vino Bianco Novello vendemmia 2011.

    L’inaugurazione della mostra è prevista sabato 12 Novembre ore 10,30. Gli orari di apertura sono il12 Novembre dalle ore 10,30 alle ore 18,30
    13, 19 e 20 novembre dalle ore 9,00 alle ore 18,30.

    Premiazione concorsi domenica 14 Novembre ore 18,30 tutti i concorsi sulle Zucche, domenica 21 Novembre ore 18,30 ‘Vetrine in festa’, ‘Forme e Colori’ e i Lavori Scolastici.

  • Critical Wine, al Buridda torna la rassegna dedicata al vino

    Critical Wine, al Buridda torna la rassegna dedicata al vino

    bicchiere vinoIl Collettivo Terra e Libertà/ Critical Wine di Genova organizza nei giorni 12 e 13 novembre la settima edizione dell’iniziativa dedicata al mondo del vino e dei suoi produttori.

    Una manifestazione che di anno in anno raccoglie crescenti successi, nata per favorire l’incontro tra piccoli produttori e potenziali fruitori con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza nella scelta dei prodotti, con beneficio della salute e del gusto.

    Un bicchiere di vino condiviso in amicizia o un bicchiere d’acqua offerto a chi ha molto viaggiato possono essere entrambi in forme diverse gesti rivoluzionari fondativi di una nuova accoglienza, di un nuovo modo di stare insieme in una piazza critica che balla, che canta.

    Ospiti di questa edizione sono le realtà che si sentono impegnate sul fronte della difesa dei “Beni Comuni” e della costruzione di una società alternativa a questa.

    Naturalmente in un clima di convivialità e gioia, con i vini dei  “Poeti della Terra”, con il buon cibo di stagione offerto dagli amici contadini e tanta musica.

    Ecco il programma dell’evento, che si tiene al Laboratorio sociale occupato Buridda in via Bertani 1.

     

    SABATO 12 NOVEMBRE 2011

    dalle h.15 alle h.23 Degustazioni di vino e prodotti della terra

    h. 21 Notav toru – Proiezione dei filmati “VENAUS REVOLUTION”, “CHECKPOINT SOL LEVANTE” e “I PECCATI DELLA MADDALENA”
    A seguire ” LE VIGNE DELL’AVANA”: territori occupati, testimonianze dei viticoltori, aggiornamenti e prospettive della lotta No Tav.

    h. 22.30 Dalla Val Susa “POLVERIERA NOBEL” (Folk rock)) e “SANGRE REBELDE” (Combat Rock ) in concerto

    DOMENICA 13 NOVEMBRE 2011

    dalle h.11 alle h. 20 Degustazioni di vino e prodotti della terra

    h. 16 “IL CORO 4 CANTI” diretto dal Gianni Martini presenta “Canzoni della nostra storia”

    h. 18 Proiezione del documentario ” LANGHE DOC – STORIE DI ERETICI NELL’ITALIA DEI CAPANNONI” di Paolo Casalis

    h. 21.30 “ORCHESTRA BAILAM” in concerto, travolgente mix di sonorità mediterranee

  • Workshop sul turismo responsabile organizzato da Cospe

    Workshop sul turismo responsabile organizzato da Cospe

    Turismo responsabileCospe,  Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, promuove due giorni di incontri sul tema del “Turismo responsabile come partenariato per lo sviluppo”.

    Il turismo infatti, quando è attuato secondo principi di giustizia economia e sociale, nel rispetto dell’ambiente e delle comunità locali, si dimostra uno strumento importante per lo sviluppo e l’empowerment dei popoli. I viaggi di turismo responsabile rappresentano un’opportunità concreta di partecipazione e scambio interculturale: i viaggiatori possono contribuire, attivamente, a sostenere lo sviluppo delle comunità locali mentre quest’ultime hanno modo di essere protagoniste dell’accoglienza e di veder valorizzate le proprie tradizioni e culture.

    Il 12 novembre 2011 alle ore 15.30 presso la sala incontri Regione Liguria in Piazza de Ferrari a Genova, Cristina Puppo del COSPE modera gli interventi di Stefano Landi, Un’altra cosa travel; Vittorio carta, Planet Viaggi; Alessandro Triantafyllidis, AIAB Liguria; Luigi Rambelli, Legambiente; Rosandro Pires Montero; Chatours (Capo Verde), Giulia Calos, COSPE; Sara Montoli, AIAB Liguria.
    Alle 19.00 Apericena Bio preparato dalla azienda Biologica Agrisestri.

    Il programma per domenica 13 novembre prevede il ritrovo alle ore 10.00 a Porta Testa (Finalborgo) per un ‘escursione Naturalistica.

    La prenotazione è obbligatoria. Per partecipare contattare puppocris@gmail.com tel. 349 6854951

  • Antonio Clemente live alla Locanda

    Antonio Clemente live alla Locanda

    Antonio ClementeConcerto acustico in cui il cantautore siciliano ma genovese di adozione presenta propire canzoni e qualche cover, accompagnato dalla chitarra di Manuel Perasso.

    Per l’occasione si venderanno copie del cd di Clemente e il ricavato verrà utilizzato per l’acquisto di un’idro-pulitrice per ripulire Genova dal fango. Una serata di piacevole musica in cui sarà possibile contribuire alla rinascita della città.

  • Rassegna “Uomini Dentro. Ci mettiamo la faccia” a Palazzo Ducale

    Rassegna “Uomini Dentro. Ci mettiamo la faccia” a Palazzo Ducale

    CarcereVenerdì 11 novembre alle 12 viene presentata in conferenza stampa “Uomini Dentro. Ci mettiamo la faccia”, una rassegna dedicata all‘ambiente carcerario che coinvolge istituzioni, gli spazi culturali della città, chi opera dentro il carcere e tanti detenuti con l’obiettivo di costruire e rendere visibile il possibile ponte tra carcere e città. Un ponte “culturale” che ci metta in contatto con un “altrove” abitato da uomini e donne che sentono il bisogno di essere ascoltati, di farsi riconoscere come essere umani in grado di ricevere e produrre cultura. Un ponte contro le paure.

    Diversi gli appuntamenti teatrali realizzati in collaborazione con le case circondariali, cinema, mostre di opere di detenuti, attività per le scuole. Momento centrale della rassegna, i deata da Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con Provincia di Genova e Associazione Teatro Necessario e con il Patrocinio del Provveditorato regionale dell’ Amministrazione Penitenziaria sarà una Lectio Magistralis di Valerio Onida, Presidente Emerito della Corte Costituzionale.

    Partecipano: Luca Borzani – Presidente Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Milò Bertolotto – Assessora con delega alle carceri Provincia di Genova, Mirella Cannata – Presidente Associazione Teatro Necessario, Giovanni Salamone – Provveditore regionale Amministrazione Penitenziaria, Salvatore Mazzeo – Direttore Casa circondariale di Marassi, Francesco Frontirrè – Direttore Casa circondariale di Sanremo, Maria Milano – Direttore Casa circondariale di Pontedecimo, Paola Penco – Direttore Casa circondariale di Chiavari.

  • Mediterranea 2011, Voci tra le sponde a Palazzo Ducale

    Mediterranea 2011, Voci tra le sponde a Palazzo Ducale

    MediterraneaInaugura il 10 novembre a Palazzo DucaleMediterranea, Voci tra le sponde“, un appuntamento giunto alla sua terza edizione che assume sempre più una caratura internazionale.

    L’obiettivo della rassegna è quello di favorire e incentivare le relazioni tra le città del  Mediterraneo soprattutto sui temi  legate allo sviluppo sostenibile, alla ricerca  e all’innovazione, alla tutela  ambientale. Un occhio di riguardo va alla tutela e alla valorizzazione della storia legata ai popoli e al territorio del Mediterraneo e agli obiettivi comuni per costruire un futuro condiviso.

    Il tema centrale di questa edizione non poteva che essere quello delle rivoluzioni che sono avvenute negli ultimi mesi in Nord Africa.

    Luca Borzani, presidente della fondazione cultura di Palazzo Ducale, ha dichiarato che: “La primavera araba ha colto tutti di sorpresa.  La letteratura, più della politica, è stata capace di raccontare cosa stava cambiando, di accompagnare le trasformazioni culturali, e,  all’opposto, di descrivere la tragedia dei fondamentalismi e la quotidianità dell’oppressione. Per questo la terza edizione di “Mediterranea” ospita grandi scrittori e scrittrici che hanno anticipato le trasformazioni che stiamo vivendo, molto spesso  pagando di persona la rottura dei conformismi e la denuncia  dell’arroganza del potere.  Con una consapevolezza: è finito  il mondo di ieri, la crisi economica  rischia di accentuare le distanze tra  le sponde, la xenofobia e gli stereotipi alimentano fantasmi di violenza. “Mediterranea” ripropone, con la  presenza di grandi voci internazionali l’appello a non chiudere al futuro”.

    Giovedì 10 novembre si inizia alle 2045 a Palazzo Ducale con un omaggio al dramma del popolo siriano, consumato nel silenzio dell’occidente, all’insegna della poesia e della musicA. Ecco il programma della manifestazione fino a dicembre:

    Maram El MasriGIOVEDI’ 10 NOVEMBRE H 2045

    La Siria taciuta Maram al-Masri. Le attese e le disperazioni di una poetessa siriana.
    Presenta Costanza Ferrini – Associazione all’ombra del Mediterraneo

    Canti sacri nel Mediterraneo
    Waed Bouhassoun, Siria, voce e oud; Ensemble Quattrocento, Italia
    I versi dei grandi poeti mistici arabi e quelli d’amore dei poeti andalusi del XIII secolo incontrano la musica sacra delXV secolo. In collaborazione con l’Associazione Musicaround Genova e Association Ecume Marseille

     

    Etienne BalibarMARTEDI’ 15 NOVEMBRE H 1745

    Da Stranieri a Nemici – incontro con Etienne Balibar

    Professore emerito di Filosofia politica  e morale presso l’Università di Paris-X. Allievo e collaboratore di Luis Althusser,  è da tempo impegnato sui temi  dell’identità e sui caratteri della  neo-xenofobia europea. Etienne Balibar riceverà il Premio Mondi Migrant. Introduce Sandro Mezzadra, Università  di Bologna

    In collaborazione con il Centro Studi Medì

     

     Anilda IbrahimiVENERDI’ 18 NOVEMBRE H 1745

    Anilda Ibrahimi incontro – Quando le personagge  si spostano e le scritture migrano

    Scrittrice albanese. I suoi romanzi, Rosso come una sposa (Einaudi 2008) e L’amore e gli stracci del tempo (Einaudi 2009) sono una straordinaria testimonianza  dei Balcani squarciati dall’odio etnico.

    Introduce Silvia Neonato in collaborazione con Società  Italiana delle Letterate.

     

    Yasmina Khadra SABATO 19 NOVEMBRE H 1745

    Yasmina Khadra  Le radici della rivolta

    Yasmina Khadra è lo pseudonimo di  Mohamed Moulessehoul, ex ufficiale  superiore dello Stato maggiore algerino. I suoi romanzi descrivono  l’Algeria ma anche le ideologie del terrorismo  islamico. Nel recente Quel che il giorno deve alla notte (Mondadori 2009),  racconta l’involuzione della rivoluzione algerina e il formarsi di un regime  burocratico e corrotto. Introduce Luca Borzani, letture a cura di SUQ Genova.

     

    Abraham YehoshuaMERCOLEDI’ 30 NOVEMBRE H 21

    Abraham B. Yehoshua – La scena perduta

    Tra i più importanti scrittori  contemporanei, insegna Letteratura  comparata e Letteratura ebraica ad Haifa.

    Yehoshua  è una delle grandi  voci della pace in Israele.  Tra i suoi romanzi: L’amante (Einaudi 1977),  Ritorno dall’India (Einaudi 1994), Viaggio alla fine del millennio (Einaudi 1997) e Fuoco amico (Einaudi 2009).

     

    Petros MarkariLUNEDI’ 12 DICEMBRE H 1745

    Petros Markari – Il giorno del giudizio

    Tra i più popolari scrittori greci,  sceneggiatore e collaboratore di Theo Angelopoulos. Il protagonista dei suoi romanzi viene definito dalla critica  internazionale come “il fratello greco” di Maigret e il “Montalbano di Atene”.

    Nel suo Prestiti scaduti (Bompiani 2011) una drammatica descrizione della  Grecia alle prese con la devastante  crisi economica. In collaborazione con Bompiani

    Lucio CaraccioloMERCOLEDI’ 14 DICEMBRE H 1745

    Lucio Caracciolo  e Giorgio Arfara – Come la crisi cambia  l’Italia e il mondo

    Lucio Caracciolo, direttore di Limes, la più importante rivista italiana di geopolitica, editorialista de la Repubblica e L’Espresso, docente di studi strategici presso l’Università LUISS di Roma.

    Giorgio Arfaras, economista.

     

     

  • Riconoscimento facciale, la nuova frontiera del marketing

    Riconoscimento facciale, la nuova frontiera del marketing

    Riconoscimento faccialeDimmi che faccia hai, ti dirò cosa compri. E’ questa la filosofia alla base del riconoscimento facciale, una nuova evoluzione del marketing che si sta diffondendo a livello mondiale, destando curiosità e interesse tra aziende e consumatori.

    Il riconoscimento facciale consente di tracciare un profilo del potenziale acquirente  grazie a un dispositivo capace di leggere i tratti del volto, nel momento in cui, per esempio,  il cliente di un negozio passa davanti a una vetrina o a una parete dello stesso.  Il software misura la distanza tra gli occhi, la larghezza del naso, l’altezza della fronte e altri tratti somatici del viso, comparandoli poi con codici standardizzati che rappresentano le caratteristiche tipiche di donne e uomini di ètà differenti.

    In questo modo si traccia un profilo preciso del consumatore e si riesce a offrirgli più velocemente un prodotto adatto alle sue caratteristiche, aumentando le possibilità di vendita.

    In alcuni paesi il marketing facciale è già molto utilizzato.  In Giappone è attivo in punti vendita, ristoranti e banche per personalizzare le pubblicità; negli Usa si sta diffondendo: Venetian Casino, Hotel & Resort di Las Vegas utilizza questo strumento all’interno delle proprie strutture per consigliare il ristorante, il club o il tipo di intrattenimento più adatto alla persona in questione.

    Anche azienda del calibro Adidas e Kraft si stanno interessando al “marketing facciale”: pare che il colosso di articoli sportivi abbia in progetto di installare in alcuni negozi in Inghilterra e Usa pareti digitali in grado di distinguere il genere e la fascia di età dei clienti.  La Kraft è in trattativa con una catena di supermercati per l’utilizzo del marketing facciale per i suoi prodotti, con l’obiettivo di dare consigli su come usarli in base al profilo demografico della persona. In questo modo si riesce a colpire contemporaneamente migliaia di clienti dei grandi store, aumentando esponenzialmente le possibilità di vendita.

    Questa tecnica ha destato non poche perplessità  riguardo alla tutela della vita privata del consumatore, ma l’impressione è che al giorno d’oggi la privacy sia un miraggio lontano, un principio non contemplato da aziende legate alla logica miglior prodotto-maggior profitto.

    Il marketing ci offrirà ancora molte sorprese e novità, intanto però abbiamo appreso un primo insegnamento dal riconoscimento facciale:  non uscire mai più di casa spettinati o struccati, le vetrine potrebbero immortalarci inesorabilmente.

    Manuela Stella

  • La Claque, gli appuntamenti in programma dal 9 al 13 novembre

    La Claque, gli appuntamenti in programma dal 9 al 13 novembre

    La Claque novembreEcco gli appuntamenti della settimana a La Claque, in vico San Donato 7.

    MERCOLEDI’ 9 NOVEMBRE h 2230 – ingresso 7 euro

    EN ROCO IN CONCERTO – presentazione del nuovo album “Né uomini né ragazzi”. Grande festa e tante sorprese. Dopo 11 anni di permanenza nella musica indipendente italiana, ragionano su ciò che hanno fatto e che potrebbero fare in futuro.

    GIOVEDI’ 10 NOVEMBRE h 2230 – ingresso 7 euro

    GALA DROP IN CONCERTO– Venuti fuori dalla scena musicale portoghese, i Gala Drop sono un progetto che comprende Nelson Gomes, l’agitatore del sottobosco di Lisbona, patron di tutte le nuove sonorità più creative, dj a tempo pieno, padrone di etichetta e di Tiago Miranda e dell’iperattivo batterista e percussionista Afonso Simões. In tour in Europa per la seconda volta, la prima fu nel 2005 con gli Excepter, la loro musica si è evoluta in un riuscito mix di ritmi influenzati dai tribalismi latino americani e le jam di sintetizzatori kraut-rock. Già scoperti e amati dagli Animal Collective, che hanno supportato dal vivo in più occasioni, arrivano a Genova per la prima volta.Gala Drop

    MERCKX IN CONCERTO– Luca Serra al basso che non suona come un basso e ai live electronics, Davide ‘Pink’ Colombino a synth e vocoder e Francesco Calzona alla chitarra, monotron e loop improvvisano trame psichedeliche e dai forti rimandi cinematografici. Tra l’epica ciclistica dell’ispiratore del nome della band, i deliqui sonori pinkfloyd-iani e le aspirazioni rallentate dell’ambient doom meno ostico.

    VENERDI’ 11 NOVEMBRE h 2230 – ingresso 7 euro

    REBIS PRESENTA ” Naufragati nel deserto”, il nuovo disco. Voce archi e percussioni danno vita a una canzone d’autore contaminata da sonorità mediterranee, melodie argentine e ritmiche brasiliane. Le lingue si intrecciano in un alternarsi di italiano, arabo classico, francese, siciliano antico, genovese, greco e turco per un concerto dal forte impatto emotivo e culturale

    SABATO 12 NOVEMBRE h 2230 – ingresso 10 euro con consumazione

    LE SANSPAPIER IN CONCERTO “Aperitivi all’anice”. Seguiti da un pullman di fans da Savigliano, sbarcano a la claque con tanto di anisetta da sorseggiare.

    DOMENICA 13 NOVEMBRE h 2130 – ingresso 7 euro

    ALTROQUANDO presenta “Verso un’altra fiamma”. Un concerto teatrale tra gli scritti di Panait Istrati sulla libertà di pensiero, espressione, il sentimento di giustizi contro il servilismo e l’elogio del potere.

     

     

  • Arte metropolitana: le stazioni metro musei d’arte sotterranea

    Arte metropolitana: le stazioni metro musei d’arte sotterranea

    Metro StoccolmaSottoterra c’è un mondo che non ti aspetti: un mondo pieno di sorprese, frenetico, caotico, vivo. Un luogo frequentato giornalmente da milioni di persone diversissime tra loro, dal ricco imprenditore all’operaio, dal giovane studente al pensionato.

    La metropolitana è diventata la nuova location per la trasmissione del lifestyle cittadino, delle novità e delle tendenze, un luogo dove la creativita’ puo’ esprimersi liberamente, senza vincoli e pregiudizi. Non a caso, negli ultimi anni, molte stazioni metro sono diventate veri e propri musei d’arte sotterranei, in cui si possono osservare quadri, mosaici, installazioni, murales, sculture.

    Nella metro di Madrid sono esposte le stampe di Francisco Goya, al costo di un euro (biglietto di ingresso per la metropolitana)… Non male per un’esposizione d’arte firmata da uno dei maggiori esponenti della corrente romantica spagnola. Inoltre, sotto i piedi di Madrid, e’ possibile assistere a spettacoli di flamenco, concerti sinfonici, e prendere in prestito un libro in una delle 9 biblioteche-metro realizzate nelle stazioni sotterranee.

    La metropolitana di Stoccolma, invece, è definita come “la più lunga galleria d’arte del mondo”: famosi sono i disegni spettacolari e stravaganti sulle pareti, le fontane, le installazioni, i lampadari, le sculture. Un luogo incredibile capace di togliere il fiato, nel quale anche il passeggero meno sensibile smetterà di pensare per un attimo ai sui prossimi appuntamenti in agenda per dedicarsi a pensieri quantomeno più profondi.

    A Tolosa, si può partecipare ad una visita guidata alla scoperta di una galleria d’arte sotterranea con 38 opere di arte contemporanea esposte, realizzate da artisti di fama internazionale. Ad Atene, la linea metropolitana appena ristrutturata, offre alla vista dei passeggeri “teche” di vetro in cui sono custoditi antichi vasi e sculture appartenenti al glorioso passato della Grecia classica.

    A Berlino si organizzano tour guidati alla scoperta dei bunker, delle fortificazioni dei cunicoli costruiti all’epoca della Guerra Fredda e durante la Seconda Guerra Mondiale.

    A questa rassegna non poteva mancare Parigi, dove gli artisti della metro sono veri e propri professionisti, riconosciuti dal comune; nella stazione Europe sono rimasti installati per lungo tempo una miriade di schermi che trasmettevano trasmissioni televisive da tutta Europa, in tutte le lingue. E poi ancora i bassorilievi di Singapore, le ceramiche di Lisbona, le futuristiche strutture di Hong Kong.

    Oltre che un semplice piacere per gli occhi, queste iniziative diventano inevitabilmente un mezzo per mettere in contatto attraverso l’arte e la creativita’ milioni di viaggiatori che giornalmente affollano la metropolitana. E anche l’occhio inesperto diffidente e critico di chi, per mancanza di interesse, soldi, tempo, non è assiduo frequentatore di mostre o gallerie d’arte, viene inevitabilmente coinvolto e catturato…

    A Barcellona, nelle linee 1 e 2 della metro, si organizza ogni anno il “Festival del Musicos en el Metro”: una vera e propria maratona di concerti a cui prendono parte gli artisti locali. In Italia, in particolare nelle metro di Milano e Roma, ma anche Napoli e Palermo e negli spazi sotterranei (sottopassaggi, tunnel…) di Venezia e Mantova, l’iniziativa più interessante si chiama Subway-Letteratura: i libri di giovani autori emergenti sono distribuiti gratuitamente tramite piccoli “juke box” e quindi sottoposti al grande giudizio del popolo sotterraneo. Si è passati dalla distribuzione di circa 60000 copie di libri nel 2002, (anno di nascita dell’iniziativa), ai 4 milioni di copie del 2008.

    E se la metro diventasse una sorta di mondo parallelo, una sottocittà in cui si ribaltano le convenzioni e i pregiudizi? Ci avevate mai pensato? Per molti la metro e’ solo l’emblema della frenesia e della fretta che contraddistingue il nostro stile di vita, ma evidentemente per tanti altri e’ diventato un luogo magico, un punto d’incontro, di scambio e di attività cultuale. L’ occasione per leggere un libro, per visitare una mostra d’arte, per staccare la spina fra una fermata e l’altra e dedicarsi solo a se stessi. Perche’ una cosa e’ certa: l’arte sotterranea oggi e’ molto di piu’ di un semplice contorno…

    Manuela Stella

  • Alluvione: i numeri per i volontari e per le donazioni

    Alluvione: i numeri per i volontari e per le donazioni

    AlluvionePer chi intendesse partecipare attivamente alla pulizia dei luoghi colpiti dall’alluvione, sono attivi i numeri dei municipi

    – MUNICIPIO III – BASSA VAL BISAGNO, p.zza Manzoni 1. Telefoni: 010.5579778, 010.5579779, 010.5579717. Indirizzo e-mail (comunicare dati anagrafici, indirizzo e recapito telefonico): municipio3segreteria@comune.genova.it

    – MUNICIPIO IV – MEDIA VAL BISAGNO, via Molassana 71. Telefoni: 010.5578345. Indirizzo e-mail (comunicare dati anagrafici, indirizzo e recapito telefonico): municipio4segreteria@comune.genova.it

    – MUNICIPIO IX – LEVANTE, via Domenico Pinasco 7. Telefoni: 010.5579808, 010.5579809, 010.5579811. Indirizzo e-mail (comunicare dati anagrafici, indirizzo e recapito telefonico): municipio9areatecnica@comune.genova.it

    E’ necessario presentarsi con un documento d’identità, abbigliamento adeguato e se possibile con paleo attrezzi utili a spalare il fango. So

    Per chi,volesse effettuare una donazione a favore delle persone alluvionate è possibile:

    – inviare un sms al 45500 per donare 2 Eu o chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Fastweb e Tiscali e Tele Tu.

    – effettuare una  donazione su conto corrente aperto da Sky – Repubblica: IBAN IT 07 U 02008 09432 000101739561 (Banca Unicredit). Il Comitato è denominato: Alluvione: un aiuto per ricostruire e va indicato come beneficiario da indicare nel versamento (causale: contributo).

    – effettuare una donazione su conto corrente aperto dal Corriere della Sera e La7CODICE IBAN  IT80O0306905061100000000567 indicando come beneficiario “Un aiuto subito. Alluvione Ligure”.

    – effettuare una donazione su conto corrente presso Banca Etica aperto da ARCI Liguria: IT16B0501801400000000140234 intestato ad ARCI Liguria

    -versamento c/c disposto dalla Tifoseria Organizzata del Genoa, lo stesso che era stato messo a disposizione la settimana scorsa per l’alluvione delle Cinque Terre Banca Popolare di Lodi, agenzia n.2467 Genova 18 via Della Libertà 36 R con le seguenti coordinate: n.conto corrente   433; Codice IBAN IT97A0516401418000000000433

    -donazioni tramite l’associazione Janua: Banca Prossima | Via Fieschi 4 Genova | IBAN: IT 15 R 0335 9676 8451 0300 015366 Causale: Donazione Alluvionati.

    -versamento disposto dalla Regione Liguria . Il conto corrente è il 7464/80 presso l’agenzia 41 di Banca Carige (Intestato a Regine Liguria – raccolta fondi alluvione La Spezia 2011” codice iban IT 53 I 06175 01472 000000746480).

     

  • Underbelly Project a New York city: la mostra per nessuno

    Underbelly Project a New York city: la mostra per nessuno

    Underbelly ProjectPoteva accadere solo nella più sorprendente città del mondo. In una stazione abbandonata della subway di New York City ha preso vita l’Underbelly Project, un progetto artistico nato su iniziativa di due street artists, PAC e Workhorse.

    Di che cosa si tratta? Per un anno e mezzo 103 artisti provenienti da tutto il mondo si sono introdotti illegalmente sotto la pelle di Gotham City per trasformare un luogo abbandonato in una galleria d’arte. Ma nessuno, al di fuori degli autori stessi, sa come raggiungere il luogo dell’esposizione. Gli artisti non vogliono far vedere al pubblico le loro opere, vogliono solo che la gente sappia che esistono, là sotto, da qualche parte… Gli unici che forse avranno la fortuna di vedere questa mostra sono i dipendenti della Metropolitan Transportation Authority!

    “Uno show eterno senza la folla” – lo ha definito Workhorse – la cui idea è quella di ritrovare il senso dell’arte in se stessa al di fuori delle logiche di mercato. Sul sito dell’iniziativa sono scritti in modo volutamente sfocato i nomi di coloro che hanno partecipato; gran parte di questi artisti sono personaggi molto conosciuti, tra i nomi spiccano Ron English, le cui opere sono state vendute a cifre fino a 200.000 dollari, ma anche Swoon, Revok, Gaia, Faile.

    La realizzazione della mostra si è rivelata più difficile di quanto avessero immaginato in un primo momento Pac e Workhorse, l’ambiente è chiaramente molto buio e umido, e ciò ha pesato non poco sulle condizioni di lavoro, senza dimenticare la difficoltà per raggiungerlo, senza farsi vedere o riconoscere, ciò’ ha comportato non pochi rischi.

    Per quanto riguarda le opere non si tratta solo di graffiti ma anche di installazioni; ne è un esempio il tavolo apparecchiato per la cena con due sedie di Jeff Stark, ma anche la macchina delle ombre che crea una proiezione di due fabbri al lavoro.

    Tuttavia l’opera simbolo del progetto è sicuramente il dipinto su un muro che recita “We own the night”, la notte è nostra. In un mondo dove tutto viene esibito per poter poi essere comprato, l’Underbelly Project è l’essenza di uno spazio fascinosamente estraneo alle logiche dei nostri tempi, un tentativo coraggioso che ha come fine quella disperata ricerca di “un senso dell’arte” che da sempre tormenta e tormenterà gli artisti. Lo stesso Workhorse ha dichiarato “la street art inizialmente veniva creata con urgenza, per se stessi, non per le gallerie d’arte, ed è proprio questo significato che abbiamo voluto recuperare.”

    Deepa Scarrà

  • Giovanni Siri, il professore genovese sostenitore della decrescita

    Giovanni Siri, il professore genovese sostenitore della decrescita

    Giovanni SiriUno dei sostenitori della decrescita è il genovese Giovanni Siri, professore di psicologia della personalità all’Università di Genova e di psicologia dei consumi presso la libera Università IULM di Milano, che in questa intervista esclusiva spiega la teoria economica delle decrescita e i suoi possibili sviluppi.

    Il suo libro “La psiche del consumo” fotografa una comunità “contaminata” dal consumo a tal punto da condizionare la percezione dell’io e della realtà. La “decrescita serena” teorizzata da Latouche parte proprio dall’autolimitazione dei consumi… Come può, in un sistema “psicologicamente corrotto”, affermarsi il desiderio di consumare meno?

    L’orientamento consumista della personalità dipende dalla convergenza di due movimenti: da un lato la necessità da parte del nostro sistema economico “maturo” di fare appello non più al bisogno ma al desiderio, e dall’altra l’esigenza delle persone di trovare nuovi supporti alla costruzione e alla conferma della propria identità per sostituire in questa funzione le istituzioni classiche (famiglia, scuola, ideologie, religione). Il consumo si propone alla confluenza di queste due necessità, di sistema ed individuale, divenendo così la cultura dominante interiorizzata: ora la promessa di soddisfare i desideri di felicità e di affermazione narcisistica di sé passa attraverso il gioco del consumo. Questa convergenza non avviene però senza pagare un prezzo. Si tratta di una identità fluida e proteiforme che se in un primo tempo esalta l’edonismo e i nuovi giochi relazionali telematici, oggi comincia a far sentire il peso e l’ansia della incertezza e insicurezza che questo stato di fluidità comporta. Rinasce quindi il bisogno di appartenenza, di relazione, di valori-guida. D’altro canto il sistema economico-produttivo sta confrontandosi con i limiti sociale ed ecologici che un consumismo a qualunque costo impone, ed ha bisogno di ri-orientare il consumo stesso verso mete meno rischiose a medio-lungo termine. L’esito di questo secondo intreccio di motivi individuali e socioeconomici sta nell’emergere del consumo responsabile, dello sviluppo sostenibili, nella green economy, nel volontariato, nei gruppi di acquisto spontanei e così via. La filosofia della decrescita consapevole si propone oggi come un orizzonte di valore e di significato dell’esistere che ripropone l’umanesimo della persona al centro dell’orizzonte di senso, e il consumo come uno strumento secondario di questo centro valoriale. Non si tratta di anti-consumismo, ma di un ri-orientamento delle aree di consumo che premia la persona facendola sentire intelligente e piena di valori buoni, più consapevole della centralità della propria vicenda esistenziale. Credo quindi che la filosofia della decrescita sia uno degli aspetti della nuova sintesi tra bisogni personali e necessità del sistema socioeconomico, coerente con l’evoluzione della postmodernità. Una cosa buona e positiva, che si inserisce in un orizzonte ampio e di medio periodo, non una moda passeggera o una semplice reazione alla fase precedente.

    Ci può aiutare a comprendere meglio la differenza fra il concetto di “decrescita” e quello di “sviluppo sostenibile” (quest’ultimo definito “un ossimoro” da Latouche)?

    Dal mio punto di vista lo sviluppo sostenibile è la ricerca del modo di mantenere le (cattive) abitudini consumistiche senza dover pagare il dazio dei danni ambientali e delle asimmetrie sociali che questo sta generando. Per esempio ricorrendo a innovazioni tecniche (gli OGM nella agricoltura, per es.) o alla scoperta di fonti rinnovabili efficienti, e così via.  Il concetto di “decrescita” è diverso in quanto invece mira a mettere in discussione il valore della ricerca – come fine principale degli individui e dei sistemi sociali – della crescita continua di benessere “materiale” ed economico, per proporre uno stile di vita che pone al primo posto di valore la capacità di godersi il tempo, di cercare un benessere psicofisico e armonico, di dare spazio alla relazione ed al rapporto con la natura. Anche per non sottrarre risorse ai più poveri o per non depauperare la Natura, ma in primis perché il senso della vita non può stare solo nell’inseguire mete di benessere materiale, edonistico e consumista.

    Come uscire allora da questa logica del consumo spropositato?

    Lo vediamo già in atto: mettendo al centro i sentimenti, la relazione, il senso di appartenenza ad un mondo che va oltre il proprio “io”. Uscendo dalla logica coattiva del consumo come unico modo di autorealizzazione, dalla idea di successo e di edonismo materialista come unico valore. Sta già accadendo, anche se manca qui il ruolo della politica, intesa come proposta di ideali unificanti che proiettino gli individui oltre sé stessi verso unità di insieme cui partecipare e di cui sentirsi responsabili. Manca anche il ruolo degli intellettuali, degli artisti, della religione: solo una ripresa delle tradizionali fonti di “produzione” di ideali può davvero far traghettare oltre il consumismo egocentrico e coatto in cui abbiamo rischiato di scivolare.

    Gabriele Serpe

  • La decrescita, il nuovo sistema economico di Serge Latouche

    La decrescita, il nuovo sistema economico di Serge Latouche

    decrescitaAlle nostre orecchie “decrescita” suona come una parolaccia. La nostra civiltà è cresciuta sotto la splendida palma del consumo e della crescita economica, e il segno meno è difficile da digerire come indicazione positiva.

    Eppure, già negli anni settanta, il professore rumeno Georgescu-Roegen gettava le basi di un nuovo sistema economico in contrapposizione alla crescita del PIL come indicatore positivo. Egli dimostrò quanto la teoria dei consumi potesse facilmente condurre la società occidentale all’entropia, alla paralisi.

    Nel 1979 i suoi studi vennero pubblicati in Francia attirando l’attenzione degli economisti di tutto il mondo, e si iniziò a parlare di “decrescita” come nuova opportunità, di esaurimento delle risorse non rinnovabili… temi in completo contrasto con il senso comune di quegli anni, che guardava al futuro come a una crescita infinita, fuorviato dall’aumento delle ricchezze e dalla vita comoda.

    Oggi questo senso comune non dico sia mutato, ma senza ombra di dubbio le crepe del sistema sono visibili a chiunque e l’insofferenza generale inizia ad avvertirsi nitidamente. E affermare che il miglioramento delle condizioni di vita deve essere ottenuto senza aumentare il consumo, non è più scomunicante ed eretico.

    Serge Latouche, economista e filosofo francese, è fra i principali sostenitori della decrescita, ma in Italia anche gli studiosi Maurizio Pallante e il genovese Giovanni Siri, in ambiti diversi, si occupano della materia. Lo scopo è quello di dimostrare concretamente l’alternativa al corrente sistema economico: il “nuovo mondo”. Un’economia fondata sull’autolimitazione volontaria dei consumi a favore di un miglioramento della qualità della vita, da non confondersi con la “crescita negativa” della quale sentiamo parlare nei vari talk show politici.

    Un nuovo paradigma sociale quindi, lontano anni luce dal concetto di utopia e basato su alcuni principi portanti: non si può separare la crescita economica dalla crescita del suo impatto ecologico, la limitatezza delle risorse contraddice il principio della crescita del PIL, la ricchezza prodotta dagli attuali sistemi economici consiste soltanto in beni e servizi e non tiene conto di altre forme di ricchezza indispensabili per la qualità della vita.

    Letture consigliate: Serge Latouche, “Come si esce dalla società dei consumi” / Giovanni Siri, “La psiche del consumo”

    Gabriele Serpe

     

    Ecco l’intervista di Giorgio Avanzino per Era Superba all’economista Serge Latouche

     

    IL MITO DELLA TORTA

    Siamo dentro alla teologia della crescita e non ne vediamo la stupidità. Dobbiamo ritrovare il senso della misura, restituire il suo significato alla parola lavoro. I tempi sono maturi per un cambiamento radicale del nostro stile di vita…” Serge Latouche

    Nel pieno di una crisi economica, sociale, culturale, della quale si fatica a vedere l’uscita, fra cambiamenti climatici, inquinamento, disoccupazione e peggioramento delle condizioni di lavoro, qual è la soluzione proposta da politici di ogni schieramento, economisti, giornalisti, industriali, sindacati, insomma da tutti? La parola magica: crescita, alias lavorare, produrre e consumare di più, nell’attesa che una tecnologia verde arrivi a salvarci dai suoi effetti collaterali. La via maestra passa per l’obsolescenza programmata di mercati saturi, come l’automobile e la telefonia, per la produzione di nuovi bisogni, per il concetto di povertà relativa, tutto con l’obbiettivo di rilanciare la produzione/consumo.

    Ma la crescita illimitata è auspicabile in un pianeta dalle risorse finite? Lavorare e consumare di più è davvero il fine dell’esistenza? Oggi, finita la sbornia del boom, dentro lo scenario peggiore, la società della crescita senza crescita , il segno meno del Pil, incubo evocato in ogni talk show, iniziamo a chiedercelo.  Per rifiutare il dogma che la crescita è buona, sempre e per tutti bisogna decolonizzare l’immaginario e uscire dalla cultura che la considera una verità rivelata, quasi religiosa: questa è la provocazione della decrescita serena proposta dal professore francese Serge Latouche.

    Nel suo ultimo libro, Latouche sfata il mito della torta che lievita all’infinito producendo più fette per tutti; è ora di chiedersi non quanto la torta della crescita potrà lievitare, ma quale sia la lista degli ingredienti: buoni o tossici?  Ma se l’economia è una religione, chi pratica la decrescita deve essere il suo ateo, e vivere come se non esistesse! Solo sospendendo la fede acritica nella crescita, potremo percepire la tossicità della torta, e non mangiarla più! I movimenti che si ispirano alla decrescita propongono un’autoriduzione volontaria, serena, della produzione e del consumo all’insegna del meno, ma meglio: non abolire il mercato, ma ricondurlo a semplice spazio sociale dello scambio impersonale; ristabilire un equilibrio tra uomo e ambiente; rilocalizzare la produzione di cibo; riscoprire la qualità della vita  La decrescita è una rivoluzione culturale, da non confondere con l’ambigua retorica della crescita verde, un’opulenza frugale che deriva dalla presa di coscienza che l’aumento dei consumi non può essere l’unico nostro orizzonte, a scapito dell’esistenza del nostro stesso pianeta.

    Andrea Macciò

  • Voci, il Festival Nazionale del Doppiaggio sbarca a Genova

    Voci, il Festival Nazionale del Doppiaggio sbarca a Genova

    Voci Festival doppiaggioLa più importante manifestazione nazionale dedicata al mondo del doppiaggio sbarca a Genova il 4 e 5 novembre, per un weekend ricco di appuntamenti tra musica, arte e spettacolo.

    Si parte venerdì 4 alle ore 16,  con la presentazione del film “Il profeta” di Jacques Audriad, spiegato e tradotto da Micaela Rossi e Anne Giaufret della Facoltà di Lingue di Genova e da dal direttore del doppiaggio italiano Rodolfo Bianchi, presso Cambi Caffè in vico Falamonica.

    Si continua poi con la presentazione del libro di Enrico Lancia, Massimo Gilardi e Fabio Melelli “Il doppiaggio nel cinema italiano”, che detta i momenti cruciali nella storia di questa arte spesso dimenticata.

    Gli eventi proseguono alle 18 alla Galleria Immagine e Colore, di vico del Fieno con l’inaugurazione della mostra che rimarrà in esposizione fino al 26 novembre: una raccolta di opere figurative in cui gli artisti (primi quindici classificati tra i partecipanti del concorso Io Doppio), danno la propria personale e creativa interpretazione del concetto del doppiare, non necessariamente legato al momento cinematografico e televisivo.

    Sabato 5 novembre alle 21 presso Casa Paganini in Piazza Santa Maria in Passione 34 nel Centro Storico di Genova, si tiene la serata di onore del Festival, il momento della premiazione dei tre artisti migliori del concorso Io Doppio che prevede anche la consegna della Targa Renato Castellani al ligure che si è contraddisto nel mondo dello spettacolo e della comunicazione; durante la serata momenti di spettacolo con il cabaret di Rino Giannini e Max Manfredi.

  • Musica per non udenti: il progetto “Zero Volume” è italiano

    Musica per non udenti: il progetto “Zero Volume” è italiano

    Musica per sordiOggi più che mai musica e immagini sono una cosa sola, nessun artista si sognerebbe di fare un disco senza l’ausilio di un videoclip, questo perchè una canzone abbinata a una piccola storia acquista una carica comunicativa travolgente.

    Quando parliamo di videoclip intendiamo un’opera filmica breve che traduce in immagini un brano musicale, possiamo quindi affermare che si tratta di un’opera d’arte concepita per la trasmissione televisiva; video-clip, dove video sta per tv e clip sta per tagliare (dal verbo inglese to clip) proprio come un patchwork che unisce in unico prodotto cinema, fotografica, musical, tv pop art e danza.

    Non è soltanto immagine che accompagna la musica, può essere molto di più. Spesso si tende a dimenticare la valenza sociale che effettivamente ha ricoperto e ricopre tuttora il videoclip, che non di rado si fa tramite di messaggi socialmente importanti non solo per gli argomenti trattati nei testi delle canzoni, ma per le nuove sfide in cui si lancia.

    Pensare, ad esempio, ad un video-clip per persone sorde puo’ sembrare un ossimoro, una follia, ma non lo è; il primo progetto in tal senso è stato tutto “made in italy”, nel 2000 Subsonica e Bluvertigo avevano dato vita grazie al regista Luca Pastore e alla collaborazione con l‘Istituto dei sordomuti di Torino-Pienza, al progetto Zerovolume; primo esperimento di videoclip senza suoni che sfidando il media di supporto ossia la tv, cercava di travasare tutto il suono nell’immagine, come per un radiosceneggiato al contrario.

    “Non è una traduzione di un brano musicale in lingua dei gesti, ma una composizione ex-novo per non udenti che, per il totale del pubblico, acquista una nuova dimensione.” (dalla conferenza stampa di presentazione).

    Il videoclip è un gioco, un sogno, un incubo, una favola. Raramente è qualcosa di razionale, di evidente; è comunicazione di segni, per gesti, per simboli che appartengono a chiunque sia in grado di riconoscerli; quindi pur esistendo un mondo senza suoni, non esiste nessuno con cui non sia possibile cercare di comunicare.

    Certo, la sfida è senz’altro ardua, tanto che per ora quello di Subsonica e Bluvertigo è rimasto un esempio isolato, ma l’impegno e lo studio per comunicare la musica ai non udenti continua su più fronti. Dalle traduzioni simultanee dei concerti in immagini, sino alle nuove scoperte, come ad esempio “Vibrato”, il dispositivo che trasmette la vibrazione degli strumenti su cinque differenti pad: in questo modo le persone con problemi di udito possono rivivere la sensazione dell’ascolto musicale tramite il tatto. Questo perchè i sordi, specialmente quelli dalla nascita, sviluppano capacità uditive in altre parti del corpo, come appunto nei polpastrelli. E in effetti i polpastrelli sono membrane di pelle, né più né meno dei timpani. Un neonato probabilmente sente il mondo anche attraverso di essi, dovendo ancora imparare a codificare gli stimoli che gli arrivano, e solo successivamente i polpastrelli perdono questa loro capacità per lo sviluppo di altri organi uditivi.

    Serena Wich