Categoria: Notizie

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  • Voix vives: percorsi poetici a Villetta Dinegro

    Voix vives: percorsi poetici a Villetta Dinegro

    villetta-di-negro-2Sabato 22 giugno 2013, nel programma del Festival di Poesia, si svolge a Villetta Di Negro l’evento Voix vives: due giorni di percorsi poetici nel parco alle spalle del centro città, che ospita anche il Museo di Arte Orientale.

    Alle ore 23 percorso notturno con i poeti Antonio Carletti, Alberto Nocerino Rossella Majore Tamponi. Una camminata di un’ora e mezza che permette di raccontare del marchese Gio. Carlo Di Negro, della sua Villetta e del suo giardino, appena rinnovato, dei personaggi storici e letterari di cui ospita i
    busti in bronzo e in marmo.

    Leggi il programma completo del Festival di poesia, che termina domenica 23 giugno.

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  • PechaKucha Night: una serata di arte, creatività e bolle di sapone

    PechaKucha Night: una serata di arte, creatività e bolle di sapone

    pechakucha-6Un format nato in Giappone, diffuso in tutto il mondo e che da poco più di un anno è di casa anche a Genova, trovando una collocazione fissa nei Giardini Luzzati.

    Sto parlando del Pechakucha Night, evento giunto alla sesta edizione che prevede la presentazione pubblica di progetti secondo un modello standard, 20 slide in 6 minuti. Ieri sera (giovedì 20 giugno 2013) si è svolta la sesta edizione, preceduta dal concerto di Lorenzo Malvezzi, che ha visto alternarsi 12 progetti legati all’arte, all’associazionismo e all’imprenditoria.

    Si è partiti proprio con gli ospiti della serata: con la prima slide, una foto storica dell’area che oggi ospita i Giardini Luzzati, Marco Montoli ha raccontato l’impegno dell’associazione Il Ce.Sto per rivalutare quest’area del centro storico. I Giardini sono anche il “quartier generale” dell’associazione VintaGe – che si impegna da alcuni anni a promuovere la cultura vintage e la prossima settimana sarà al Porto Antico per la terza edizione di Vintage in Porto (martedì 25 saremo alla conferenza stampa e vi racconteremo maggiori dettagli) – e di GecoEco, startup che promuove la green economy e la mobilità sostenibile attraverso il noleggio e la riparazione di bici elettriche.

    A seguire Manena Hostel: tre ragazzi rimasti senza lavoro, che si sono rimboccati le maniche e hanno cercato (e trovato) alla Maddalena uno spazio idoneo per aprire il primo ostello del centro storico, inaugurato lo scorso novembre a due passi da via Garibaldi. Uno spazio che da subito ha creato una sinergia con Y.E.A.S.T. per i loro progetti di scambio internazionale: Monica e Stefania, tra un bagno nelle bolle di sapone e una t-shirt di solidarietà ai manifestanti di Gezi Park, hanno illustrato le diverse iniziative dell’associazione. Scambi di una o due settimane finanziati dall’Unione Europea, gli eventi artistico-gastronomici DeGustibus e un imminente progetto di mobilità sostenibile in collaborazione con l’associazione Abitanti della Maddalena.

    Passando all’arte è il turno di Vanuart, che illustra le numerose mostre e iniziative proposte in varie zone della città. Proprio grazie all’associazione fondata da Sabrina Losciale si sono conosciuti gli artisti Cri EcoAlessandro Gatti e Federico Patrone, che insieme hanno dato vita al progetto Interazioni, una serie di performance che vedono la commistione di diverse discipline artistiche. Proprio durante uno dei loro primi eventi il sopranista Andrea Giambelli, che accompagnava il trio, è stato “notato ” ingaggiato da una compagnia teatrale di Copenaghen per uno spettacolo che si terrà ad agosto.

    I brani del cantautore Federico Giacobbe si accompagnano alle altre presentazioni della serata. Francesco Rotta, ideatore di cruciverba e giochi di brain training, illustra il suo progetto rivolto ai ristoranti, per creare giochi ad hoc sulle tovagliette di carta. Oimemì, negozio aperto al Carmine lo scorso dicembre che vende t-shirt, pezzi unici realizzati da artisti genovesi o provenienti da ogni parte del mondo.

    Infine due progetti giunti dalla Calabria e da Milano. Pixel è ideato da tre architette calabresi e prevede la riqualificazione dei container come unità abitative, mentre Ivan è un poeta avanguardista che dal 2003 gira l’Italia e il mondo per realizzare performance di poesia viva. Nelle giornate di oggi e domani Ivan sta operando alla Maddalena: come spiega Luca Curtaz, presidente dell’associazione Abitanti della Maddalena «Ivan sta eseguendo dei ritratti poetici di abitanti, esercenti e passanti della Maddalena. L’azione è in atto su serrande di commercianti che hanno dato la loro disponibilità, Luca il fruttivendolo e Beatrice Giannoni ceramista, e sulla palizzata del cantiere dell’asilo in costruzione in vico della Rosa. sono ritratti poetici di persone della Maddalena. Lui presta la sua opera gratuitamente, con il supporto di AMa e Civ Maddalena».

    Marta Traverso

  • Festival Asalto, Saragozza: bando di concorso per artisti

    Festival Asalto, Saragozza: bando di concorso per artisti

    artista-bigben-londra-DIAperto un nuovo bando per artisti che consentirà di partecipare al Festival Asalto di Saragozza, che si svolgerà nella cittadina spagnola dal 7 al 14 settembre 2013 e prevede l’allestimento dell’intera città come spazio artistico en plein air..

    Sono ammessi al concorso artisti singoli o in collettivo, di qualsiasi nazionalità e di età superiore ai 18 anni, che realizzino opere con qualsiasi genere e tecnica (murales, installazioni, nuove tecnologie, etc).

    Per candidarsi si dovrà inviare entro il 15 luglio 2013 all’indirizzo mail join@festivalasalto.com il modulo di partecipazione, tre immagini a presentazione del portfolio e una descrizione del progetto in lingua inglese.

    Gli artisti selezionati avranno spesati i costi di viaggio, vitto, alloggio e allestimento.

    [foto di Diego Arbore]

  • Smart City: cos’è e quanto ne sappiamo? Un convegno a Villa Serra

    Smart City: cos’è e quanto ne sappiamo? Un convegno a Villa Serra

    villa-serra-di-comago-d5Venerdì 21 giugno 2013, a partire dalle 15, Villa Serra di Comago ospita un convegno sul tema Genova e Hinterland: dalla città metropolitana alla Smart City.

    Un incontro per guardare oltre la crisi e disegnare insieme il futuro dei nostri territori: stimato che 4 italiani su 5 non hanno mai sentito parlare di Smart City, è fondamentale avviare un confronto su questo tema, anche in prospettiva dell’abolizione delle Province e l’avvento della Città Metropolitana.

    Tra i relatori il Consigliere del Municipio Levante Walter Vassallo, esperto policy e coordinatore progetti europei; Gloria Piaggio, segretario generale dell’Associazione Genova Smart City ; Michele Vianello, direttore a Venezia del Parco Scientifico Vega.

    Leggi il programma del convegno.

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  • Maddalena, rinasce il Patto per lo Sviluppo: addio all’incubatore

    Maddalena, rinasce il Patto per lo Sviluppo: addio all’incubatore

    Pavimentazione nel Centro StoricoRinasce il Patto per lo Sviluppo locale della Maddalena. Il sindaco di Genova, Marco Doria, accompagnato dagli assessori Elena Fiorini e Francesco Oddone, nonché dal presidente del Municipio I Centro Est, Simone Leoncini, ha presentato il nuovo corso dell’intesa siglata nel marzo 2007 per il rilancio di questo antro di “città vecchia”. Sfioravano il centinaio i cittadini, attori economici, rappresentanti di associazioni o semplici abitanti del quartiere, che hanno affollato i locali del Laboratorio sociale di vico del Papa, per scoprire che cosa ne sarà di loro e del loro quartiere.

    «Condivido al cento per cento lo spirito che aveva portato la precedente amministrazione a siglare l’intesa – si premura a specificare il sindaco – e la dichiarazione di intenti di allora resta assolutamente valida a più di sei anni di distanza. Ma era necessario fare il punto della situazione per capire quali fossero le maggiori criticità e rinnovare l’impegno del Comune a sostenere le grandi potenzialità della Maddalena».

    Fino ad oggi, o forse è meglio dire fino a poco più di un anno fa, prima del cambio di guardia a Tursi, l’impegno istituzionale si era concentrato attraverso gli interventi del braccio operativo del Job Centre e del suo Incubatore di imprese del centro storico, coordinatori di tutti gli altri soggetti aderenti al Patto (Municipio Centro Est, Prefettura, Camera di Commercio, Civ Maddalena, Associazione “Il Sestiere della Maddalena”, Facoltà di Architettura, Filse, Ri-Genova srl, Amiu e Arte).

    «Bisogna ringraziare chi in questi anni ha tenuto, con sforzi sovrumani, le fila del progetto – ha detto Doria – ma bisogna anche avere il coraggio di tirare le somme di quanto fatto. Vi sono strumenti che probabilmente non sono stati così efficaci quanto si sperava, come l’Incubatore delle imprese. La trentina di attività che sono state avviate, purtroppo, non è sopravvissuta oltre il periodo di finanziamento pubblico. Ma non può certo fermarsi a questo il tentativo di rifioritura del quartiere dal punto di vista economico».

    Il Comune, dunque, ha deciso di rilanciare e si assume direttamente la conduzione delle azioni volte alla realizzazione concreta del Patto. Esattamente un mese fa, infatti, la giunta ha istituito, con apposita delibera, un nuovo “Gruppo di regia” per il sestiere della Maddalena, i cui riferimenti diretti saranno il sindaco, la giunta, il direttore generale, il direttore della pianificazione e sviluppo organizzativo e i dirigenti comunali di volta in volta coinvolti. Al Municipio Centro Est, saranno dunque affiancati gli uffici amministrativi afferenti alle direzioni Pianificazione e Sviluppo Organizzativo, Sviluppo Economico, Servizi Civici  – Legalità e Diritti, nonché il Gabinetto del Sindaco. Senza dimenticare il prezioso contributo della Compagnia San Paolo, già presente alla Maddalena dal 2010 sul modello di quanto sperimentato con successo nel quartiere di Porta Palazzo a Torino.

    Campanile delle Vigne, GenovaQuattro le linee guida della nuova stagione del Patto dello Sviluppo per la Maddalena, che ricalcano in buona parte lo spirito originario del progetto, ovvero il miglioramento del contesto urbano, sociale, culturale e, per quanto possibile visto l’andamento internazionale, economico.

    «Il primo punto di forza – spiega il sindaco – sono senza dubbio gli eventi che, come abbiamo visto per la recente Fiera della Maddalena, servono a far stare bene le persone che partecipano e danno vitalità e visibilità al quartiere. Ma non devono rimanere occasioni isolate». E qui Doria inserisce gli altri punti all’ordine del giorno. Innanzitutto, la valorizzazione degli spazi che l’amministrazione può mettere a disposizione di cittadini e associazioni come luoghi di incontro e di aggregazione. Oltre al modello di vico del Papa in cui è stato ospitato l’incontro di ieri, il sindaco cita l’appena concluso bando per la nuova gestione dell’Hop Altrove, che ha già trovato spazio sulle pagine di Era Superba. Il terzo punto della “versione doriana” del Patto riguarda la determinazione di una serie di azioni volte a sostenere l’impianto economico, commerciale e artigianale del sestiere. Qui il sindaco ha ben chiaro che cosa non si debba fare, ossia un incubatore di imprese, come detto in precedenza. Quanto ai passi da intraprendere, si affida alle proposte della gente: «Come possiamo intervenire in questo settore?» chiede, e si chiede, il primo cittadino.

    Infine, la questione legalità. «Dobbiamo riaffermare con forza il rispetto delle regole del vivere civile e della vita di tutti, senza la necessità di militarizzare l’area. Intanto perché non ne abbiamo le forze, ma soprattutto perché non credo sia questa la visione di mondo che vogliamo portare avanti», afferma con decisione Doria. «Detto ciò, mi sembra che ultimamente la modifica del “giro di controllo” dei Vigili urbani stia dando i suoi frutti».

    Ma come cambia in concreto il Patto per lo Sviluppo locale della Maddalena, al di là di una sostanziale bocciatura dell’Incubatore? Difficile dirlo dopo l’incontro di ieri pomeriggio, in cui il sindaco ha cercato di mettere sul tavolo, con molta chiarezza, tutte le problematicità della zona. Non ha risposte vere e proprie il primo cittadino, ma si è messo all’ascolto (e ha preso appunti) dei suoi vicini di casa. Che hanno apprezzato la sua disponibilità e hanno messo da parte, almeno per un giorno, divisioni e dissapori che, per loro stessa ammissione, hanno contribuito a ostacolare la rinascita del quartiere.

     

    Il punto di vista dei cittadini della Maddalena

    piazza-maddalenaSi parla di tante cose, come tanti sono gli sfoghi di chi ogni giorno è costretto a combattere con la malavita. «Ma sui giornali non può finire soltanto la storia che si deve aver paura di passare e vivere nei vicoli. Perché non è così», dice con convinzione una commerciante. E incassa l’approvazione del sindaco: «Non dobbiamo incentrare la nostra attenzione solo sulla questione della sicurezza reale e percepita, altrimenti si rischia che alla città, e non solo, arrivi un’immagine distorta e sbagliata della Maddalena».

    I temi di confronto tirati fuori dal pubblico sono i più disparati: dall’asilo di vico della Rosa, che sarà finalmente completato entro la fine dell’anno, al timore dei genitori di lasciare le chiavi di casa ai figli che il prossimo anno andranno alla scuola media da soli; dalla necessità di un censimento e di una riqualificazione degli alloggi di proprietà pubblica ma soprattutto di Curia e delle Opere pieTra cui molti bassi», sogghignano i presenti), alla necessità di essere tutti uniti, abitanti e commercianti, per combattere la malavita ed essere più veloci ed efficaci di chi lavora nell’oscurità. Ma l’elemento che riscontra maggior interesse è la possibilità di aderire formalmente al rinnovato patto, anche per associazioni e gruppi di cittadini che ancora non esistevano o non erano stati coinvolti nel 2007. E Doria che, si sa, è un po’ recalcitrante ai formalismi burocratici e non vi presta eccessiva attenzione, ha garantito comunque che sarà posto rimedio anche a questa situazione.

    Certo, le domande che restano nell’aria a fine pomeriggio sono tante. Ma, come gli stessi sindaco e presidente di municipio non hanno più volte mancato di sottolineare, lo scopo dell’incontro non era certo «dare il “problema Maddalena” come risolto», quanto piuttosto delineare le nuove linee di intervento. «Oggi abbiamo celebrato le nozze – sintetizza Leoncini – ma adesso ci tocca organizzare la luna di miele per il prossimo autunno». In altre parole, non resta che rimboccarsi tutti le maniche e rimettersi al lavoro. Con entusiasmo rinnovato, anche grazie al successo delle tre settimane di Fiera della Maddalena che hanno portato nuovamente alla ribalta il cuore di un quartiere dove troppo spesso “il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Palazzo via Maritano: nuovo progetto, ancora troppo impattante

    Palazzo via Maritano: nuovo progetto, ancora troppo impattante

    via-ortigara-edilizia-begato-d2La rivisitazione progettuale della nuova costruzione prevista tra via Ortigara e via Maritano (presentata il 24 maggio scorso in sede di Conferenza dei Servizi in Seduta Referente) non soddisfa i cittadini e neppure il Municipio Valpolcera.
    L’intervento edilizio – nonostante la riduzione di 1 piano e del numero di alloggi (da 55 a 50, come previsto da una delibera di Giunta comunale del 31 gennaio) – rimane pur sempre troppo impattante per una zona soffocata dalla cementificazione selvaggia.
    Ieri il consiglio municipale della Valpolcevera ha approvato un documento di osservazioni (con i voti favorevoli di Pd, Sel, Fds, Idv, Lega; Pdl assente, Udc astenuto, M5S e Gruppo Misto contrari) che riconosce ai progettisti lo sforzo di ridurre sia il numero degli alloggi sia l’impatto visivo, tuttavia, ribadisce: «… l’edificio che si costruirà in via Maritano, per poter essere considerato accettabile nel contesto, dovrebbe avvicinarsi al profilo del manufatto precedente e quindi dovrebbe essere ancora ridotto almeno di un ulteriore piano, eventualmente ricollocando le unità abitative rivalutando gli spazi accessori e di servizio».

    D’altra parte, il Municipio aveva già espresso all’unanimità parere contrario (ma non vincolante) al progetto in commissione consiliare (19 ottobre 2012) e successivo consiglio (25 ottobre 2012). Ma la richiesta principale, ovvero «… realizzare un’opera non eccedente i volumi di altezza del precedente edificio già demolito, riprendendo lo sky line di tale costruzione (32 alloggi)», in definitiva non è stata accolta.

    «La rivisitazione del progetto è un tentativo di migliorare le cose, anche se insufficiente – spiegano i residenti – I consiglieri municipali hanno fatto quello che potevano, nei limiti delle loro competenze. Lo stesso impegno, purtroppo, non possiamo riconoscerlo a Comune e Regione. Forse è mancata la volontà di valutare attentamente alcuni aspetti. In particolare, in sede di Conferenza dei Servizi, i tecnici di Spim hanno giustificato la presenza di almeno 50 appartamenti quale condizione essenziale per continuare a mantenere il finanziamento regionale che, in caso contrario, verrebbe meno. Nell’accordo per l’attuazione del Programma Locale per la casa esistono alcuni vincoli, ma questo passaggio non è stato esplorato in maniera adeguata. Probabilmente una maggiore collaborazione tra amministratori comunali e regionali avrebbe consentito di ottenere un risultato più vicino alle nostre aspettative, ossia al massimo una trentina di unità abitative».

    Senza dimenticare che «Il Comune da solo mette sul piatto quasi 6 milioni di euro – concludono i residenti – È una cifra significativa e secondo noi occorre un’attenta analisi dei costi/benefici di un simile intervento. Parte di queste ingenti risorse potrebbero essere impiegate per sistemare altri alloggi pubblici della zona, oggi sfitti perché versano in cattivo stato, come ha sottolineato il comitato del quartiere Diamante».

    Il margine di tempo per provare a rivedere nuovamente il progetto si assottiglia sempre più. La conferenza dei Servizi in Seduta Deliberante, infatti, dovrebbe svolgersi entro la fine di agosto. In tale occasione sarà presa la decisione finale in merito all’intervento di edificazione nell’area tra via Ortigara e via Maritano.
    Gli abitanti nei prossimi giorni si incontreranno per organizzarsi e manifestare, come sempre in maniera civile, il loro dissenso.

     

    Matteo Quadrone

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Crevari Invade 2013: programma del festival di musica e solidarietà

    Crevari Invade 2013: programma del festival di musica e solidarietà

    Crevari InvadeMusica dal vivo, focaccette e solidarietà: questa la formula di Crevari Invade, festival che si svolge ogni estate nella sede ANPI di Campenave e che quest’anno spegne 21 candeline.

    La prossima edizione si terrà da venerdì 21 a domenica 23 giugno e vedrà alternarsi sul palco alcune band della città. Questo il programma dei concerti: venerdì One Night Band, Born in the Sixties e Deriva; sabato SconVoltri, Audio80 e Lele delle Scimmie; domenica Madame Blague e No Man Eyes.

    Per capire come si è evoluto nel tempo il festival, ho posto alcune domande allo staff: «Crevari Invade è nato come festa di paese, per portare qualcosa di diverso in una periferia che vent’anni fa non offriva (e probabilmente non offre) grandi occasioni. Dopo i primi anni, un po’ in sordina, oggi Crevari Invade è diventata un’occasione per passare del tempo assieme, ascoltare musica, gustare le focaccette e una birra con un occhio di riguardo alla solidarietà. Ogni anno scegliamo un’iniziativa benefica a cui destinare il ricavato, cercando soprattutto di impegnarci “localmente” affinché possa essere condivisa e fruibile da più persone possibili: il nostro ultimo impegno si formalizzerà fra pochi giorni, con la consegna di un ecografo per il reparto di neonatologia dell’ospedale Evangelico di Voltri. Non lo si può definire né un “festival musicale” e neanche una “sagra”: è l’insieme di queste cose, un equilibrio in cui ogni aspetto gioca la sua parte».

    Un evento che si basa sul volontariato, con l’impegno dello staff e il contributo degli abitanti del quartiere e di alcune associazioni, tra cui Onde Sonore di Arenzano che contribuisce al service musicale: «Non riceviamo (meglio, non chiediamo) nessun tipo di finanziamento. Cerchiamo di fare tutto con le nostre forze: se ci è rimasto un po’ di fondo cassa dagli anni precedenti si parte con quello, altrimenti ognuno contribuisce come può. Da sempre riceviamo supporto logistico da parte dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Sezione di Crevari, che ci ospita gratuitamente nei suoi locali presso i quali organizziamo la manifestazione».

    Marta Traverso

  • Il Cantiere: corso di scrittura creativa al Parco di Portofino

    Il Cantiere: corso di scrittura creativa al Parco di Portofino

    Portofino, levante di GenovaLa casa editrice Marcos y Marcos presenta il progetto Il Cantiere. Canzoni che diventano storie, un corso di scrittura creativa che si svolgerà al Parco di Portofino (Mulino del Gassetta) da venerdì 28 a domenica 30 giugno 2013.

    Tengono il corso un cantautore (Federico Sirianni), uno scrittore (Bruno Osimo) e un editor (
    Claudia Tarolo
    , cofondatrice di Marcos Y Marcos).

    Obiettivo del laboratorio è trarre racconti brevi e narrazioni dalle canzoni. I partecipanti al corso potranno leggere i loro elaborati durante il Premio Bindi 2013, a Santa Margherita Ligure dal 5 al 7 luglio 2013.

    Il prezzo del corso è 320 €, di cui 15 come quota di iscrizione all’Associazione Letteratura Rinnovabile. La quota comprende due pranzi al Mulino del Gassetta, due aperitivi e gli spostamenti interni. Con una quota aggiuntiva di 70 € sarà possibile alloggiare due notti all’ostello Istituto Colombo di Santa Margherita Ligure.

    Il laboratorio partirà al numero minimo di 10 partecipanti. Info e iscrizioni corsi@marcosymarcos.com – 02 29515688.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Piazza della Meridiana, cicloposteggi: pasticcio amministrativo

    Piazza della Meridiana, cicloposteggi: pasticcio amministrativo

    Piazza della Meridiana Genova

    L’eterna diatriba tra costruttori e ambientalisti si arricchisce di un nuovo capitolo. Questa volta i protagonisti sono, da una parte, il circolo Fiab Amici della Bicicletta, dall’altra, Davide Viziano; in mezzo, Comune e Municipio Centro Est. Il luogo del contendere, suo malgrado, è piazza della Meridiana, piccola gemma del centro storico genovese, incastonata tra i gioielli di via Cairoli e via Garibaldi, già martoriata dalla sgradevole consuetudine di una sosta, merci e privata, pressoché selvaggia.

    A scatenare la polemica sono stati i cicloamatori genovesi che accusano Viziano di aver, più o meno deliberatamente, spostato quattro nuovi posteggi per le bici, per fare spazio a un gazebo destinato al locale che si affaccia sulla piazza.

    «Una falsità assurda – replica Vizianocome assurdo sarebbe costruire un gazebo in quella piazza. Il bar, tra l’altro, può già usufruire dei tavolini all’aperto, per i quali ha ottenuto tutte le autorizzazioni del caso». Secondo il costruttore, nonché presidente dell’associazione Amici di Palazzo della Meridiana, il motivo dell’intervento è di tutt’altra ragione: «Il vecchio posizionamento dei cicloposteggi rischiava di ostacolare l’accesso per i disabili all’ascensore riservato per raggiungere il palazzo, che consente di bypassare scalinata San Francesco. Dopo aver ricevuto un paio di segnalazioni e averle girate a vigili e Municipio, la situazione era diventata estremamente urgente per l’apertura della Mostra (“Nel Mezzo del Novecento – Genova e la collezione Della Ragione”, NdR). Così, in accordo con l’ispettore Cocco di Palazzo Tursi e previo avvertimento del presidente del Municipio Leoncini, ho provveduto a sistemare il problema con il mio personale».

    cairoli-libreria-bozziPochi metri di trasloco, dall’area antistante la galleria per l’ascensore di Castelletto allo slargo in cima a via Cairoli, che, tuttavia, cambiano radicalmente le cose, secondo gli Amici della Bicicletta. Non si tratta solamente di una questione di principio, come tiene a sottolineare l’architetto Giorgio Ceccarelli: «Gli stalli per le bici, tra l’altro pensati con un design tale che bene si sposi con l’arredo del nostro centro storico, hanno una triplice funzione in piazza della Meridiana. Prima di tutto sono una piattaforma funzionale di interscambio modale con l’ascensore che conduce a Castelletto. Poi, servono da efficaci dissuasori della sosta selvaggia. Ma, soprattutto, svolgono un prezioso servizio per la scuola Daneo e per la città: vedere parcheggiate alcune biciclette per bambini è un valido sprone alla mobilità sostenibile per tutti i genovesi». Un triplice servizio che viene meno con la nuova, forzata collocazione. «Arricchire Genova con i cicloposteggi è un atto di civiltà che ci avvicina a esempi di altre città europee di qualità. Com’è possibile che un privato possa deliberatamente mettere mano a un bene pubblico, per il proprio interesse, e per di più contro il volere dell’amministrazione?», si chiede Ceccarelli.

    Già, perché come confermato anche dall’assessore a Mobilità e Traffico, Anna Maria Dagnino, sia tecnici del Comune che del Municipio avevano dato parere negativo allo spostamento.

    «Ed è naturale che fosse così – tuona l’architetto del circolo Amici della Bicicletta – perché l’intralcio non esiste, è un pretesto».

    divieto-sosta-accesso-disabiliDello stesso parere anche il vicepresidente del Municipio, Fabio Grubesich: «La motivazione di Viziano è priva di fondamento, senza considerare che un’operazione del genere non può essere effettuata solo con il consenso della Polizia Municipale. D’altronde, anche i cartelli di divieto di sosta, che attualmente sono stati posizionati nell’area, non hanno alcun significato né dal punto di vista oggettivo né da quello normativo».

    Per quale motivo, allora, il presidente del Municipio Leoncini avrebbe dato l’ok allo spostamento? «Le cose – spiega Grubesich – sono andate diversamente. Al presidente è solo giunta un’informativa vocale da parte di Viziano, una cosa tipo “allora siamo d’accordo per lo spostamento”. Evidentemente, Leoncini pensava che gli uffici comunali avessero dato il via libera».

    Viziano, naturalmente, non è d’accordo: «Dopo alcuni sopralluoghi effettuati congiuntamente, è stato lo stesso Leoncini a pregarmi di intervenire perché nell’imminenza della mostra, l’amministrazione non era in grado di garantire soldi e forze per spostare i cicloposteggi». E per testimoniare i buoni propositi che lo hanno spinto ad agire, il costruttore ci mostra copia di un documento, inviato alla direzione Mobilità del Comune di Genova, al Gabinetto del sindaco, al nucleo di Polizia Municipale di stanza a Palazzo Tursi e agli uffici tecnici del Municipio, in cui vengono ripercorse tutte le tappe della questione.

    «Mi sembra che ci sia proprio la voglia di scatenare una tempesta in un bicchier d’acqua», ribatte Viziano, «l’accessibilità per le biciclette non è stata assolutamente modificata e gli stalli sono stati spostati solo pochi metri più in giù. Sono stufo di questa caccia alle streghe che si scatena in città ogni volta che ognuno cerca di fare qualcosa. L’amministrazione dovrebbe piuttosto preoccuparsi di far mantenere completamente pedonale un’area ormai intasata da parcheggi abusivi».

    Pasticcio amministrativo, furberia del costruttore o semplice incomprensione che sia, a questo punto è necessario trovare una soluzione. La richiesta degli “Amici della Bicicletta” è molto semplice: i cicloposteggi devono tornare alla loro sede ordinaria, naturalmente a spese di chi li ha traslocati. «Al di là del fatto che stiamo ancora aspettando di vedere la comunicazione ufficiale da parte dei vigili per dare il via al trasloco – aggiunge Ceccarelli – per quanto ci riguarda, gli stalli in cima a via Cairoli possono anche rimanere al loro posto. L’importante è che ne vengano sistemati altri in piazza della Meridiana».

    E questo sembra essere proprio l’orientamento dell’assessore Dagnino, che promette l’installazione di quattro nuovi sostegni per ripristinare la situazione originale, fatte salve le necessarie verifiche sulla questione dell’accesso ai disabili sollevata da Viziano.

    L’operazione rientrerà in un più dettagliato piano di realizzazione di cicloposteggi diffusi su tutto il territorio comunale: si parla di circa 400 stalli, per un totale di 800 posti che nei prossimi mesi troveranno spazio in tutti i municipi della città. «La speranza – conclude Ceccarelli – è di poter festeggiare degnamente i nuovi cicloposteggi con qualche evento ad hoc durante la Settimana della mobilità sostenibile, dal 16 al 22 settembre prossimi».

    Nonostante le intenzioni di Tursi, la questione sembra ancora lontana da una sua conclusione. Restano, soprattutto, alcune domande a cui i diretti interessati non hanno fornito risposte soddisfacenti. Innanzitutto, perché un privato si sia mosso come sussidiario del Comune per procedere allo spostamento di un bene pubblico, senza nessuna autorizzazione degli uffici competenti, eccetto un nulla osta dei Vigili Urbani. E poi, per quale motivo Municipio e Comune non hanno impedito il trasloco se, come sembra, ne erano stati quantomeno informati da Viziano?

     

    Simone D’Ambrosio

    [foto dell’autore]

  • Limpido Festival: Teatro Garage, cinque giorni di spettacoli

    Limpido Festival: Teatro Garage, cinque giorni di spettacoli

    Teatro GarageDa giovedì 20 a lunedì 24 giugno 2013 il Teatro Garage di Genova San Fruttuoso ospita LimpidoFestival, una rassegna di spettacoli a cura di Gruppolimpido.

    Fil rouge degli spettacoli (leggi il programma) sarà la vita e i metodi poco convenzionali per attraversarla.

    Ogni giorno in scena diverse rappresentazioni, che saranno poi replicate tutte insieme nella giornata di domenica 23 giugno. L’ultima sera, lunedì 24, sarà ospite la compagnia teatrale galiziana Maricastana.

    Gruppolimpido fa parte di Tilt Teatro.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

    limpido

     

  • Ex Convento Santi Giacomo e Filippo, via Assarotti: il punto sui lavori

    Ex Convento Santi Giacomo e Filippo, via Assarotti: il punto sui lavori

    cantiere-lavori-santi-giacomo-filippo-2Il complesso dell’ex Monastero dei Santi Giacomo e Filippo è uno dei molti edifici storici di Genova. Sorto nel 1224 in quello che poi è diventato il centro nevralgico della città –tra Via Serra e Via Assarotti, a due passi da Piazza Corvetto-, la struttura storica ha subito nel corso del tempo un processo di degrado e abbandono, venendo sempre più lasciata a se stessa. Soprattutto negli ultimi decenni. Pensare che si parla di una superficie di 6569 metri quadri in pieno centro rimasti inutilizzati. Nel settembre 2009, finalmente, è stato indetto un bando per l’assegnazione dell’appalto per la ristrutturazione del complesso e la sua riconversione in centro direzionale e residenziale, con annesso park interrato fino a -5.

    Vinto il concorso (da CODELFA spa), assegnati i lavori (a un’associazione temporanea di impresa formata da SIBILLASSOCIATI S.r.l., Studio PESSION Associato, Studio MARTIGNONE e Associati, Studio Tecnico Ronzoni Associati, Arch. Sonia Segimiro) e iniziati effettivamente nell’aprile 2010, questi sarebbero dovuti essere terminati in “915 giorni”, come si legge proprio all’ingresso del cantiere che affaccia su Via Assarotti. Circa due anni e mezzo: entro la fine del 2012/inizio 2013 i lavori sarebbero dovuti essere conclusi. E invece a che punto siamo?

    La struttura

    Di origine medievale, la pianta originaria del convento era costituita da un chiostro a forma irregolare, articolato su quattro livelli. Una parte delle volumetrie è crollata nel corso degli anni (durante la Seconda Guerra Mondiale, nel corso dei bombardamenti che hanno colpito duramente la zona, radendo al suolo parte dei giardini dell’Acquasola), mentre la struttura restante ha conservato la sua fisionomia originaria, costruita in pietra e mattoni con volte affrescate (con decorazioni anche di interesse storico, come ad esempio gli affreschi di Paolo Gerolamo Piola, nella Sala Capitolare, datati 1700). Il tutto è vincolato ai sensi dell’art.157 del D. Lgs 22/01/2001 n. 42, sulla salvaguardia dei bene architettonici e archeologici di interesse pubblico.

    Il progetto

    cantiere-lavori-santi-giacomo-filippo

    Il progetto prevede la demolizione e la ricostruzione di parte delle due ali (nord e ovest) delle quattro che definiscono lo spazio aperto del chiostro ed il completo restauro di quelle sud ed est. Negli spazi aperti sul lato nord, l’autorimessa interrata su cinque livelli, previa realizzazione nella struttura originaria di paratie in cemento armato e tiranti perimetrali. La ristrutturazione è curata dalla società San Bartolomeo, partecipata al 55% (tramite Tono 2) da Spim spa, società di gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà esclusiva del Comune di Genova, e al 45% dalla società privata S.Bart srl, di cui sono socie le società Torre Elah srl e il Gruppo Valle.

    I lavori sono articolati in 5 lotti:

    Lotto 1, autorimessa interrata: circa 145 box, in un park che scende di 5 livelli sottoterra. L’autorimessa sarà divisa in una parte pertinenziale, riservata a lavoratori e residenti del complesso, e in una parte a libera commercializzazione. Sulla copertura della autorimessa verrà realizzato un piazzale carrabile, con accesso dalla Via Assarotti, pavimentato in lastre di arenaria e finito con verde pensile.
    Lotto 2, ala nord: con affaccio sulla copertura della autorimessa verso nord e sul cortile centrale verso sud, qui la realizzazione di 6 livelli d’uso, con piano terra direzionale e i soprastanti a destinazione residenziale.
    Lotto 3, ala ovest: demolizione di parte della costruzione esistente e ricostruzione con inserimento di struttura metallica di sostegno, solai, copertura integrale.
    Lotto 4, ala est: su Salita San Bartolomeo degli Armeni, la ristrutturazione della struttura, con modifiche interne ai vari piani e restauro delle volte al piano terra, al piano primo e secondo. Il progetto prevede la destinazione a residenza ai piani 2, 3, 4 e direzionale ai piani terra e primo, con accesso principale da Salita San Bartolomeo.
    – Lotto 5, esterno: sistemazione a verde del cortile centrale porticato. Inoltre, la sistemazione di aree limitrofe al complesso, non di proprietà del committente ma inserite nel progetto (ad esempio, lo spazio pedonale di accesso al porticato al piano terra, dal lato degli uffici direzionali Iren e dell’ala est su Salita San Bartolomeo.

    Il progetto non ha mancato di suscitare, già nel 2009 e 2010, le proteste di molti, che ne denunciavano la ristrutturazione sconsiderata e la profonda trasformazione cui l’edificio – dall’alto valore storico e architettonico – sarebbe andato incontro. Ad esempio, suscitava scalpore che l’oratorio al piano terra, con affreschi di valore, venisse destinato a ospitare un ufficio aperto al pubblico di Iren. O ancora che si andasse a mettere le mani su un bene simile con l’obiettivo di trasformarlo in parcheggio: business che non muore mai – come ci dimostrano recenti e meno recenti investimenti genovesi – ma che di certo non rende giustizia al valore dell’edificio.

    Oggi la situazione qual è? Il cantiere è aperto e non sembrano esserci grandi criticità, nonostante il tutto dovesse essere già ultimato. Noi, visto il ritardo nella consegna del nuovo complesso, siamo stati sul posto per verificare con i nostri occhi: di certo l’inaugurazione del nuovo centro direzionale non sarà imminente, ma i lavori proseguono di buona lena. Non resta quindi che attendere la chiusura del cantiere, nella speranza che dell’ex convento non rimanga ai posteri soltanto il ricordo dei libri di storia…

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

  • Ghettup Tv: i video della Casa di Quartiere in centro storico

    Ghettup Tv: i video della Casa di Quartiere in centro storico

    ghettup-tvIL PRECEDENTE

    Giugno 1985: inaugura nel centro storico di Genova – prima in via San Lorenzo, successivamente a Palazzo Imperiale – la galleria d’arte Leonardi V-Idea, creata da Rosa Leonardi con l’obiettivo di ospitare mostre e iniziative di sperimentazione di video arte (la V del nome della galleria sta appunto per video). La prima mostra è una personale dei GMM (Giovanotti Mondani Meccanici), un collettivo nato nel 1984 e considerato pioniere nella video e computer art in Italia, in anni in cui l’utilizzo dei computer non era così diffuso come oggi.

    Febbraio 2010: in vico Croce Bianca apre GhettUp Casa di Quartiere, uno spazio che fa parte di un più ampio progetto sociale denominato ToGhettoToghether. A seguito di un bando del Municipio Centro Est per i Contratti di quartiere (progetti di riqualificazione di zone urbane in forte degrado), una rete di associazioni guidate dalla Comunità San Benedetto al Porto hanno attivato cinque progetti di riqualificazione del Ghetto, finanziati con 7,5 milioni di euro da Regione e Ministero delle Infrastrutture, uno dei quali è appunto la Casa di Quartiere.

    Qui si svolgeranno attività di vario tipo, gratuite e aperte a chiunque voglia partecipare: corsi di italiano per stranieri, sportello di accoglienza e tutela legale, servizi rivolti alle transessuali che lavorano nel quartiere e la creazione di un laboratorio televisivo e di un giornale di strada.

    IL PRESENTE

    A tre anni dall’apertura della Casa di Quartiere, come procedono i vari progetti che vi trovano spazio? Incontro alcuni membri del comitato di redazione di Ghettup Tv a Palazzo Ducale, in occasione di una loro mostra al Festival di poesia che sarà visibile fino a domenica 23 giugno nella sala Spazio 42Rosso – Cortile Maggiore.

    Come mi spiegano Alexandru Teodorescu e Mostafa Aatif (quest’ultimo autore del testo che vedete in foto, ndr), membri del comitato di redazione, «La tv è solo una delle molte attività che si fanno nella Casa di Quartiere: è nato come laboratorio aperto a tutti di ripresa e montaggio video, soprattutto abitanti del quartiere o persone che lo frequentano per lavoro, a partire dalle transessuali e da chi frequenta la moschea. Non ci piace definirla una “tv di quartiere” intesa come “quartiere – Ghetto”, ma piuttosto un progetto per raccontare tutti i quartieri del mondo. Tra le persone che hanno frequentato i laboratori si è creato un nucleo fisso di persone, curiosamente tutte di nazionalità diverse, che sono diventati il comitato di redazione: ognuno di noi svolge professioni diverse, ma ci riuniamo periodicamente per trovare nuove idee e spunti per i video, con il coinvolgimento attivo di tutte le persone che frequentano la Casa. La tv è autogestita e autofinanziata, disponiamo ancora delle attrezzature acquistate con il primo finanziamento di GhettUp e talvolta realizziamo video su commissione, che promuovono attività culturali, sociali e di impegno civile e che ci permettono di avere piccole sovvenzioni. Inoltre tutto il software che utilizziamo è open source, collaboriamo in questa direzione con Lanterna Digitale».

    Il progetto di GhettUp Tv, che per il momento ha video disponibili solo su YouTube e Vimeo, ma avrà presto un suo sito web, è organizzare in futuro nuovi laboratori per portare nuove persone a conoscere le attività della Casa. In questo senso è fondamentale la collaborazione di Leonardi V-Idea: a coordinare le attività del comitato di redazione è Gianfranco Pangrazio, figlio di Rosa Leonardi. «La mostra qui a Palazzo Ducale espone sia video di GhettUp sia di Leonardi V-Idea – mi racconta Alessandra Visentin L’intento di Rosa era dare spazio ad artisti italiani molto noti all’estero ma quasi per nulla conosciuti nel nostro Paese, come appunto i GMM, ma anche di portare a Genova opere di artisti stranieri. La video arte negli ultimi trent’anni ha avuto infatti un fortissimo sviluppo all’estero, ma assai minore in Italia. Il lavoro di Rosa Leonardi – morta nel giugno 2002 – continua idealmente a GhettUp Tv: portare un’alternativa alle tv commerciali, proprio come lei ha voluto dare valore a forme d’arte alternative e sperimentali».

    Un progetto che non si pone affatto in concorrenza con le emittenti televisive locali e nazionali, quanto piuttosto come un’alternativa: «Chi partecipa a GhettUp Tv propone un tema che desidera documentare “dall’interno”, tendiamo a scegliere quegli argomenti che i media non approfondiscono o che toccano da vicino gli interessi sociali del quartiere. Un esempio è Back Home, una sorta di “sotto-associazione” di GhettUp creata da un gruppo di ragazzi senegalesi che hanno deciso di raccontare com’è veramente la vita in Italia, per evitare l’immagine falsamente positiva che porta moltissime persone a emigrare qui convinti che ci sia un elevato grado di ricchezza e benessere».

    Marta Traverso

  • Teatro dell’Archivolto: la nuova stagione, musica e cena in piazza

    Teatro dell’Archivolto: la nuova stagione, musica e cena in piazza

    teatro-archivolto-2Non si fermano le attività del Teatro dell’Archivolto di Genova Sampierdarena, che nonostante la crisi ha potuto contare sull’appoggio degli abitanti del quartiere e di numerosi sostenitori: sono state raccolte oltre 7.000 firme a sostegno del teatro, nella petizione per scongiurare la chiusura.

    Oggi, mercoledì 19 giugno (a partire dalle 19), il Teatro presenta la stagione 2013/2014 e apre la campagna abbonamenti: tutto questo avviene in una serata di musica, danze, cibo e baratto in piazza Modena.

    Pina Rando e Giorgio Gallione presentano i prossimi spettacoli, a seguire ci sarà la sagra urbana all’aperto con gli abitanti della zona e chiunque vorrà partecipare.

    Nel corso della serata sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento alla nuova stagione a un prezzo ridotto, 120 € per dieci ingressi.

    Tutto questo avviene anche con il sostegno morale delle istituzioni: nella seduta del Consiglio Comunale di ieri (martedì 18 giugno) uno dei punti all’ordine del giorno riguardava proprio la sorte del Teatro. È infatti passato all’unanimità l’impegno congiunto di Comune e Regione per pianificare un’azione di ricerca fondi, che potranno provenire da eventuale contributo di finanziamenti europei o ministeriali o da sponsor privati.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Viviamo sicuri: concorso per video sull’ambiente del Tigullio

    Viviamo sicuri: concorso per video sull’ambiente del Tigullio

    Panorama TigullioSono aperte fino al 30 giugno 2013 le iscrizioni per il bando Viviamo Sicuri, concorso per video organizzato da Labter Tigullio nell’ambito del progetto “Sicuri in Val Petronio”.

    Temi del concorso sono il ruolo attivo e le azioni quotidiane che la cittadinanza deve compiere in risposta al dissesto idrogeologico, alla manutenzione della bellezza e della salute del territorio.

    Due sezioni aperte: una per le scuole e una aperta a tutti. I video dovranno essere girati sul territorio dei Comuni di Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Moneglia o Sestri Levante sotto forma di documentario, video-storia, reportage. Potranno avere libera tecnica espressiva (a colori o in b/n, riprese amatoriali o montaggio, etc) e una durata massima di 5 minuti, inclusi eventuali titoli di testa e coda.

    I filmati dovranno pervenire in CD o DVD, insieme alla scheda di iscrizione e alla liberatoria di utilizzo, entro il 30 giugno a Laboratorio Territoriale Tigullio – Salita Penisola Levante 35 – 16039 Sestri Levante

    Una commissione valuterà le opere e assegnerà i seguenti premi:
    Sezione scuole: visita al Centro Funzionale Meteo-Idrologico di Protezione Civile della Regione Liguria.
    Sezione cittadinanza: due Card Annuali dei Musei di Genova.

  • Linfa: concorso per progetti di agricoltura sostenibile

    Linfa: concorso per progetti di agricoltura sostenibile

    coltivazione-agricoltura-cogornoAGGIORNAMENTO! Il bando è stato prorogato al 30 settembre 2013

    Sono aperte fino al 4 luglio 2013 le iscrizioni a Linfa – Le Idee Nuove Fanno Agricoltura Sostenibile, un bando rivolto a laureati under 35 per cercare nuovi progetti legati al settore agricolo in ogni sua sfaccettatura (produzione agro-forestale, allevamento, pesca e itticoltura).

    I progetti dovranno avere come requisito l’operabilità sul territorio italiano, l’innovazione in ambito tecnico e tecnologico, l’attenzione allo sviluppo sostenibile e alla biodiversità e la creazione di nuove opportunità lavorative.

    Possono partecipare cittadini italiani e stranieri purché operanti in Italia, di età inferiore ai 35 anni e laureati in Università italiane o estere tra l’a.a. 2007-2008 e l’a.a. 2011-2012.

    L’iscrizione avviene caricando sul sito web Idea360 i seguenti materiali (max 2.000 battute ciascuno):
    I. Abstract – contenuto essenziale del progetto proposto
    II. Innovazione tecnologica
    III. Multidisciplinarietà
    IV. Fattibilità tecnica
    V. Fattibilità economica
    VI. Benefici per la collettività e ricadute sul territorio
    VII. Tempi di realizzazione del progetto.
    VIII. Profili occupazionali

    Una giuria online valuterà i progetti fino al 17 luglio: i dieci progetti migliori saranno valutati da una seconda giuria – composta da esperti del settore – ed entro ottobre 2013 sarà proclamato il vincitore. A questo progetto sarà data possibilità di realizzazione con un contributo di 30.000 €.