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  • Nodo ferroviario Genova: lavori fermi, imprese e residenti in difficoltà

    Nodo ferroviario Genova: lavori fermi, imprese e residenti in difficoltà

    Fegino. nodo ferroviarioPerché le Ferrovie dello Stato (oggi Società per Azioni, ndr) – pur non disponendo del denaro necessario – avviano la realizzazione di grandi opere? È lecita la domanda che si pongono residenti e commercianti del quartiere di Fegino (del quale ci siamo occupati ieri, a proposito della messa in sicurezza dell’omonimo torrente) di fronte all’impasse degli interventi per la realizzazione del Nodo ferroviario genovese, fermi al palo ormai da alcuni mesi (anche se le Ferrovie ufficialmente smentiscono e parlano di “forti rallentamenti”, ndr).
    Per la conclusione dei lavori si parla di almeno un anno di ritardo rispetto al crono programma annunciato: fine del 2017, anziché fine 2016. La causa? La situazione di difficoltà economica che attanaglia le imprese appaltatrici dell’opera, riunite nel consorzio Eureca.

    Da fine 2012 è in corso un contenzioso tra i committenti, ovvero Rfi, Italfer (società di Ferrovie dello Stato S.p.A.) ed il consorzio, in merito ai costi degli interventi. Le ditte rivendicano un corrispettivo più alto, rispetto alla cifra con la quale era stato assegnato l’appalto. Secondo le notizie circolate, si tratta di una richiesta aggiuntiva di circa 150 milioni di euro. Non proprio noccioline.
    Attualmente il confronto prosegue alla ricerca di un’intesa tra le parti in causa ma, nel caso non si riuscisse a raggiungere un compromesso, la conseguenza potrebbe essere la rescissione del contratto, con un ulteriore allungamento dei tempi.
    «Mi auguro davvero che il cantiere del Nodo non si fermi (anche se a dire il vero è già fermo, ndr) perché si tratta di un’opera fondamentale per spostare quote di traffico su ferro – ha dichiarato una settimana fa l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaella Paita – Bisogna lavorare tutti per trovare in tempi brevi una soluzione».

    I residenti, che per lunghi mesi hanno sopportato i disagi del cantiere, oggi sono increduli. «Dopo un avvio in pompa magna, adesso è praticamente tutto bloccato – racconta Franco Traverso, abitante e portavoce del Comitato per la riqualificazione di Fegino – gli operai delle imprese impegnate nel Nodo ferroviario sono in cassa integrazione. Così, oltre al danno, c’è pure la beffa: i lavori sono fermi ormai da mesi, mentre gli ammortizzatori sociali li paghiamo noi cittadini. Vorrei sapere che senso ha tutto ciò».
    Angelo Spanò, ex consigliere provinciale dei Verdi, aggiunge un’amara constatazione: «In questa città non si riescono a realizzare neppure le opere condivise da tutti, come il Nodo, come si fa a parlare di Gronda e Terzo valico, interventi così divisivi?».

    La “roggia” di via Evandro Ferri

    Fegino. nodo ferroviario1Il cantiere del Nodo si affaccia su via Evandro Ferri, la strada che attraversa il quartiere di Fegino. Sotto il selciato, perpendicolare al rio Fegino, scorre l’antica “roggia” (canale artificiale, proveniente generalmente da un corso d’acqua più ampio, per l’irrigazione o per altri usi, nrd) che dalla località Barabini di Trasta conduce l’acqua in direzione di Cornigliano. La storica roggia, che serviva le realtà artigianali e agricole della zona, è stata interrotta all’altezza del torrente e deviata nel suo letto.
    Questa modifica, secondo alcuni abitanti, è la causa dei frequenti allagamenti in via Ferri e Corso Perrone. «La parte di via Ferri è stata parzialmente sistemata – spiega Traverso – Va dato atto all’ex presidente del Municipio Valpolcevera, Gianni Crivello, di aver capito l’importanza della roggia». Infatti, nel 2011, lungo la strada sono stati realizzati 3 bocchettoni che, in caso di evento alluvionale, dovrebbero servire a smaltire le acque.
    Ma i lavori per la grande opera rischiano di compromettere il vecchio canale sotterraneo. Chi conosce la storia del quartiere esprime timore, come ricorda Traverso «All’interno dell’area di cantiere c’è una zona che un tempo ospitava i truogoli comunali. E qui sotto scorre la famosa roggia. Ebbene, proprio in corrispondenza dei truogoli, sorgerà uno dei due piloni che reggeranno il nuovo cavalcavia ferroviario. Questa struttura creerà dei problemi – conclude Traverso – Noi abbiamo chiesto di realizzare un canale che conduca le acque direttamente dentro al torrente Polcevera».

    La nuova stazione dei Carabinieri: ancora un’incognita

    Il secondo pilone del nuovo cavalcavia, invece, rimpiazzerà l’attuale caserma dei carabinieri di via Ferri che sarà demolita. I carabinieri saranno trasferiti in un grande edificio in corso di realizzazione presso un’area FS adiacente alla stazione ferroviaria di Rivarolo (sempre nell’ambito del potenziamento del Nodo genovese): anche questo intervento, da almeno un anno  subisce continui ritardi, dovuti a ripetute interruzioni dei lavori. Oggi è tutto nuovamente fermo ed è visibile solo uno scheletro perennemente circondato dai ponteggi. L’intenzione è quella di realizzare una stazione unica dei carabinieri per Rivarolo, Pontedecimo e Bolzaneto. Con la conseguente perdita dei presidi territoriali nei singoli quartieri.

    Rivarolo. nuova stazione carabinieriRivarolo. nuova stazione carabinieri1

     

     

     

     

     

     

     

    La partecipazione mancata

    Gli abitanti ricordano che, quando l’intervento è partito «Le Ferrovie ci avevano fornito delle garanzie – spiega Traverso – Anche le istituzioni, tramite la creazione dell’Osservatorio sui lavori del Nodo, voluto dall’ex presidente del Municipio Val Polcevera, Gianni Crivello, ci avevano rassicurato».
    L’Osservatorio, però, si è rivelato una vera e propria beffa (come è successo con il suo omologo sulla Gronda): «Ci siamo riuniti una volta soltanto e mai più», sottolinea Traverso.
    Da alcuni mesi la comunicazione con le Ferrovie si è interrotta. E pure il dialogo con il Municipio è diventato difficile. «Una volta a Fegino c’era la sede del Pci e sapevi di poter contare sull’ascolto di qualcuno – conclude Traverso – Oggi per avere un colloquio con l’attuale presidente del Municipio Val Polcevera, Iole Murruni, abbiamo dovuto mandare una raccomandata. E ancora attendiamo risposta».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore]

  • Nascono i fiori: una banca del tempo per i giovani di Genova

    Nascono i fiori: una banca del tempo per i giovani di Genova

    marassi-bassa-valbisagno-corso-de-stefanisLo scorso gennaio il Municipio III Val Bisagno ha aperto un bando per progetti rivolti ai giovani, finalizzato a rilanciare il quartiere e al tempo stesso valorizzare il grande impegno che ragazzi e ragazze genovesi hanno messo in campo dopo l’alluvione del 4 novembre 2011, a partire dal gruppo Angeli col fango sulle magliette.

    Il bando è stato vinto dall’associazione di promozione sociale Il Moltiplicatore, che sta avviando un progetto di banca del tempo per giovani: «Da un evento tragico, quale è stato l’alluvione, si è riscontrata una straordinaria partecipazione dei giovani. Il nostro progetto, seppur “piccolo” rispetto ad altre realtà cittadine, ha voluto valorizzare proprio questo aspetto: la possibilità per i ragazzi di dedicare parte del loro tempo ad attività utili per il territorio in cui vivono, studiano o lavorano» ci spiega Ica Arkel, una dei curatori del progetto.

    Cos’è una banca del tempo? Si tratta di un’organizzazione senza fini di lucro, i cui componenti sono chiamati correntisti, ma che invece del denaro mettono a disposizione tempo, disponibilità e competenze. La banca attiva sinergie con associazioni del territorio o progetti specifici, e i correntisti hanno la possibilità di versare parte del loro tempo nei progetti scelti, e ottenere in cambio beni o servizi. L’associazione Il Moltiplicatore ha attiva una propria banca del tempo – chiamata Giratempo – dal 2006 presso la Casa delle Donne in Salita del Prione, in due scuole genovesi (a Murta e San Teodoro) e dal 2010 presso la sede del Municipio III in piazza Manzoni.

    Il progetto Nascono i fiori, nella sua prima fase di attuazione, prevederà il coinvolgimento di 100 giovani tra i 18 e i 30 anni che saranno impegnati per 40 ore: dieci di formazione e trenta di attività, che potranno svolgersi nell’ambito della riqualificazione di aree verdi, progetti di interesse sociale e collaborazione con altre associazioni del territorio, fra cui per esempio Nonsoloparole per il riciclo dei tappi o il Teatro dell’Ortica (l’elenco aggiornato delle associazioni partecipanti è consultabile sul sito). In cambio i giovani riceveranno un voucher da spendere nei negozi del quartiere che hanno subito danni durante l’alluvione: «I ragazzi hanno l’opportunità di ricevere un piccolo guadagno, non in denaro ma sotto forma di buono acquisto, allo scopo di rivitalizzare il circuito economico del quartiere e sostenere quelle attività commerciali che dopo l’alluvione hanno avuto le maggiori difficoltà. Lo scopo del progetto – una volta che sarà terminata questa prima fase – è creare nel quartiere una banca del tempo per giovani che operi in maniera stabile».

    Infine, a conclusione di questa prima fase di progetto verrà realizzato uno spettacolo presso il Teatro dell’Ortica in concomitanza del 4 novembre 2013 (dunque a due anni dall’alluvione), durante il quale alcuni volontari porteranno sul palco la loro esperienza.

    La ricerca è ancora aperta, per candidarsi è sufficiente mandare una mail a info@nasconoifiori.it.

    Marta Traverso

  • Circulations 2014: festival di fotografia europea, il bando

    Circulations 2014: festival di fotografia europea, il bando

    fotografia-concorso-foto-DIFestival Circulations è l’evento che ogni anno raduna a Parigi i migliori fotografi d’Europa e che nella scorsa edizione, tenutasi a Bagatelle Park, ha visto la presenza di 43 artisti e 28.000 spettatori: la terza edizione si terrà dal 7 febbraio al 16 marzo 2014 presso Centquatre, uno spazio culturale multidisciplinare.

    Sono aperte le selezioni per partecipare, la scadenza è 21 settembre 2013: saranno ammessi al Festival 20 fotografi da tutta Europa, senza limiti di età, che rappresentino opere contemporanee senza vincoli di tema o tecnica.

    Per iscriversi è necessario inviare all’indirizzo Fetart Chez Picturetank – 19 rue Bisson – 75020 Paris il seguente materiale:
    modulo di iscrizione compilato e firmato
    – portfolio (max 15 foto 21 x 29.7 cm)
    – curriculum artistico (1.000 / 1.500 battute)
    – testo di presentazione delle opere
    – quota di partecipazione di 5 €, da pagare tramite Paypal o assegno.

    Una giuria selezionerà le opere in base a qualità artistica e rilevanza del progetto fotografico. I partecipanti selezionati riceveranno una comunicazione entro novembre 2013 e le istruzioni per inviare le loro opere in alta definizione agli organizzatori. Gli artisti dovranno pagare personalmente le spese di viaggio e alloggio durante il periodo del Festival, oltre che l’iscrizione all’associazione organizzatrice (quota 60 € annuali).

    Per maggiori informazioni scrivere a candidature@fetart.org.

    [foto di Diego Arbore]

  • Cibo e agricoltura a km zero: Pino Petruzzelli ai Giardini Luzzati

    Cibo e agricoltura a km zero: Pino Petruzzelli ai Giardini Luzzati

    pino-petruzzelliSono sempre più numerose le esperienze di agricoltura sostenibile, biologica e di rinnovamento: singoli contadini o aziende agricole fanno scelte di questo tipo per garantire prodotti di maggiore qualità e distribuiti su distanze ravvicinate, nella logica del km zero.

    A questo tema è dedicato un incontro a cura di Aiab, l’associazione ligure dei produttori biologici, che giovedì 13 giugno (ore 19.30) è ospite ai Giardini Luzzati per la tavola rotonda Ricominciamo dal km0: un’altra idea di progresso.

    Sarà presente l’attore Pino Petruzzelli, che ha portato a teatro uno spettacolo intitolato proprio Chilometro zero.

    A seguire aperitivo vegan za cura del Collettivo Babette e concerto live di Matteo Castellano.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Festival di Poesia di Genova, 2013: si parte con il Bloomsday

    Festival di Poesia di Genova, 2013: si parte con il Bloomsday

    claudio-pozzani-d1Genova, 16 giugno 2013? No: Dublino, 16 giugno 1904. Eccezionalmente anche quest’anno il 16 giugno il capoluogo ligure si trasforma nella capitale irlandese per festeggiare il Bloomsday, in attesa dell’anniversario dei centodieci anni che si festeggeranno nel 2014.
    Genova si veste a festa per celebrare a suo modo (e in parallelo con Dublino) la giornata di Leopold Bloom, il protagonista del romanzo Ulysses di James Joyce: una serie di eventi musicali e reading si svolgeranno in giro per tutta la città, in location particolari e scelte appositamente per l’occasione, ognuna delle quali si ricollega al testo dello scrittore irlandese. L’evento si svolge all’interno del Festival Internazionale di Poesia (leggi il programma completo), in programma dal 16 al 23 giugno. I fedeli apostoli di Joyce sparsi per tutta Genova (e non solo) si stanno preparando ad affrontare quella che più che una giornata dedicata al capolavoro letterario di Joyce sembra una maratona: si parte alle 9 e si finisce alle 24, girando la città, riproducendo il percorso che svolge Bloom nel romanzo e rileggendo l’opera intera. Sulle tracce di Leopold, della moglie Molly e del giovane Stephen Dedalus, 16 ore di letture non-stop in oltre 20 luoghi della città, in cui gli amanti dell’autore dublinese correranno all’impazzata da Palazzo Reale, al Museo Luzzati, fino a Staglieno, con una pausa ristorante alla Douce Patisserie di Piazza Matteotti.

    Il Bloomsday si inserisce ormai da consuetudine in apertura del Festival genovese di poesia, voluto e organizzato da Claudio Pozzani, poeta e artista di fama mondiale (sempre attivo e impegnato a intessere contatti internazionali: proprio nei giorni pre-Festival si trovava in Ecuador) e dai natali genovesi: «Il Bloomsday esiste nel Festival da sei anni –racconta Pozzani-, con un successo crescente sia di lettori che di pubblico. È stato voluto da me e dal Prof. Bacigalupo, in un ottimo esempio di collaborazione dal basso. La collaborazione dei gestori dei luoghi è fantastica, soprattutto quest’anno che l’evento cade di domenica e nessuno di loro ha voluto rinunciare ad essere presente».

    Altra occasione di approfondimento (questa volta però extra-Festival, ma sempre rivolta a tutti gli appassionati joyciani): lunedì 27 maggio, a partire dalle 11.30 alle 17.30 alla Biblioteca di Lingue (Piazza Santa Sabina, 2) si svolgerà un confronto-dibattito dal titolo Tradurre Ulysses di James Joyce, incentrato proprio sul confronto tra varie traduzioni (l’ultima, del 2013) del libro e organizzato dal Dipartimento di Lingue e culture moderne dell’Università degli Studi di Genova. Anche la partecipazione di studiosi illustri: Sara Sullam da Milano, Enrico Terrinoni da Perugia e Elisabetta d’Erme da Trieste.

    GENOVA, FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA, edizione 2013

    Il Festival Internazionale di Poesia di Genova è organizzato dall’associazione genovese Parole Spalancate, un’equipe di persone con diverse professionalità che portano avanti un progetto culturale, in un momento storico in cui questo tipo di attività richiede sforzi economici e capacità di reinventarsi. La manifestazione presenta anche quest’anno un calendario fitto di incontri, reading, spettacoli e concerti, con poeti, artisti, intellettuali da tutto il mondo: Kashmir, Tunisia, Marocco, Palestina, Irak, Libia, Siria, Libano, Bosnia, Grecia, Ecuador, Canada, Mali, Armenia, Haiti sono solo alcuni dei paesi coinvolti nell’evento.
    Ripercorriamo un po’ di storia, con l’aiuto del direttore Pozzani: «L’idea nasce nel 1994, anche perché allora non c’erano grandi festival di poesia (e neanche di letteratura) in Italia, dopo la fine di MilanoPoesia e Castelpoerziano. La prima edizione era itinerante e lunga 22 giorni: la poesia non è mai stata così popolare, ma tutti se ne abbeverano senza riconoscerne i meriti, dalla pubblicità alla politica, alle altri arti».

    E anche quest’anno le cose sono state fatte in grande: all’interno della diciannovesima edizione, due giornate (21 e 22 giugno) dedicate al Festival Voix Vives di Sète: un festival itinerante che coinvolge El Jadida (Marocco), Toledo (Spagna) e appunto Genova. Prima a Lodève, poi a Sète (entrambi nella Francia meridionale), da quest’anno Voix Vives arriva nella nostra città, grazie ai buoni rapporti di collaborazione che proseguono da oltre 15 anni tra l’equipe genovese e quella del Festival Voix Vives. Sono previsti una serie di spettacoli nel parco di Villetta Di Negro fresco di restyling e pronto ad accogliere i visitatori. Un nuovo approdo per il Festival, che cerca in questo modo di coinvolgere anche quei luoghi della città che restano solitamente un po’ più nell’ombra, ma che meritano di essere riscoperti: così, gli organizzatori vogliono contribuire alla crescita culturale della città, aprendo anche questo nuovo spazio di Villetta di Negro (uno dei parchi cittadini più grandi e sicuramente uno dei più centrali e strategici) all’arte e la cultura. Dopo l’inizio col Bloomsday, l’inaugurazione vera e propria del 17 giugno avrà come padrino per questa edizione Alessandro Haber, che proporrà al pubblico un percorso poetico composto da letture di brani di vari autori. Da non perdere anche il reading-concerto di Greg Lake, sì proprio lui: il Lake degli Emerson Lake & Palmer, nonché fondatore dello storico gruppo, leggenda del prog anni ’70, King Crimson. Greg Lake approderà a Genova il 21 giugno per il suo spettacolo nella suggestiva location di Palazzo Ducale, nel Cortile Maggiore, per parlare della sua esperienza ed esegue dal vivo alcuni suoi brani e testi entrati nella storia della musica moderna. Perché, come è ovvio, la musica è anche poesia, e viceversa, due straordinari mezzi di comunicazione: chi meglio di un musicista del calibro di Lake può svelarci il legame profondo che le accomuna?

    Oltre 100 eventi gratuiti: il programma è raddoppiato, in tempi in cui molti preferiscono dimezzare. Questa la sfida del Festival, che porta a Genova le eccellenze della cultura contemporanea internazionale, e che riesce a declinare così bene poesia, musica, teatro, e tutte le forme di espressione artistica.

    «Il festival è come una tela vuota che ogni anno riempiamo di colori fatti di idee e poeti – conclude Pozzani- quest’anno l’immagine guida è un apriscatole che apre una scatola piena di parole e lo slogan “parole spalancate, menti aperte”. Non vuole essere una vetrina di autori che vengono a presentare i propri libri oppure un evento in cui la poesia sia in secondo piano rispetto ad altre attività commerciali. Qui la poesia è mostrata nella sua veste più diretta, dalla voce degli stessi autori provenienti da tutto il mondo, senza filtri».

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Strada a mare Cornigliano: nessuno stop ai lavori, incognita ultimo lotto

    Strada a mare Cornigliano: nessuno stop ai lavori, incognita ultimo lotto

    Cantiere fiume polceveraGetta acqua sul fuoco Stefano Bernini sulla delicata questione della strada a mare di Cornigliano. Facendo seguito alla notizia comparsa la scorsa settimana su un quotidiano genovese riguardo ad un possibile quanto catastrofico stop ai lavori, il vicesindaco del Comune di Genova ha escluso l’ipotesi e ci ha aiutato a fare il punto della situazione sull’opera che entro il 2015 (termine ultimo previsto per l’apertura al traffico dei nuovi percorsi) è chiamata a risolvere, in maniera radicale, il congestionamento in uno dei nodi più critici della viabilità cittadina.

    Qualche giorno fa la Provincia aveva sollevato alcuni dubbi sul rispetto delle norme idrogeologiche da parte del progetto per il bypass di collegamento tra la futura nuova strada a scorrimento veloce e la viabilità della Val Polcevera. Ma, in attesa dell’approvazione definitiva del progetto esecutivo, la questione sembra essere definitivamente rientrata, come assicura lo stesso Bernini:  «Effettivamente erano sorti dei problemi riguardo l’esondabilità dell’area, ma mi hanno assicurato di aver trovato la soluzione tecnica che consentirà di mettere a gara anche questi due tratti di raccordo». Tra l’altro, si tratta di lavori non particolarmente complicati, almeno per quanto riguarda le due corsie sulla sponda destra del Polcevera, in direzione sud, ovvero il tratto che unisce via Tea Benedetti al ponte su via Pieragostini. Più delicati i lavori delle due corsie verso la Val Polcevera, per la copresenza di ferrovia, viabilità ordinaria e problematiche di carattere idrogeologico: anche qui, comunque, non dovrebbero esserci più intoppi.

    Ma andiamo con ordine.

    Entro la metà del 2014, infatti, la strada a mare propriamente detta dovrebbe essere consegnata alla città da parte dell’appaltatrice Società per Cornigliano: nel dettaglio, si tratta della direttrice da 1,6 km che collegherà piazza Savio con lungomare Canepa, attraverso tre corsie per senso di marcia, che diventeranno quattro all’altezza del nuovo ponte sul Polcevera.

    lungomare-canepa-sampierdarenaIntanto, a febbraio 2014, saranno partiti i cantieri per il rifacimento di lungomare Canepa: anche qui è previsto un allargamento a sei corsie complessive, naturale prosecuzione della strada del bypass a mare, che dovrebbe concludersi nel giro di un anno dall’inizio dei lavori. Qui, infine, con avvio previsto entro la fine dell’estate, andrà a innestarsi la riqualificazione del nodo di San Benigno che, dopo due anni di lavoro, dovrebbe risolvere definitivamente gli ingorghi provocati dallo smistamento del traffico in uscita dal casello autostradale di Genova Ovest. «Sempre in questa zona – aggiunge il vicesindaco – a partire dal 2015 dovremmo essere in grado di partire con i lavori del tunnel. In proposito, ho chiesto che venga parzialmente rivisto il progetto del secondo lotto per renderlo compatibile anche con la viabilità dell’area Wtc – via de Marini». Ma questo è tutto un altro capitolo.

    Tornando alla strada a mare, l’unica vera incognita del progetto riguarda l’ormai famigerato “lotto 10”, ossia il viadotto che dovrebbe collegare piazza Savio con l’aeroporto e la barriera autostradale di Cornigliano. I problemi dipendono esclusivamente dal fatto che i lavori non sono stati inseriti nel bando gestito dal precedente ciclo amministrativo e chiuso a marzo 2009. Un appalto ad hoc non sarebbe al momento realizzabile perché i nuovi cantieri andrebbero a interferire con le opere già in atto per i restanti tratti dell’infrastruttura. La speranza di Bernini, tra i promotori dell’allargamento del progetto in questa direzione già quando ricopriva l’incarico di presidente del Municipio, è di poter assegnare anche questo lotto alla Società per Cornigliano, come adeguamento imprevedibile dell’opera già appaltata, naturalmente allo stesso ribasso d’asta. In caso contrario, si dovrebbe aspettare la consegna del tratto piazza Savio – Fiumara e procedere a nuova gara. Si aspetta il parere della magistratura contabile. «Se, come mi auguro, dovesse arrivare una risposta affermativa – conclude Bernini – il consorzio che sta effettuando i lavori mi ha garantito che anche il lotto 10 potrebbe essere consegnato più o meno nei tempi previsti per la restante parte della strada a mare. Si eviterebbero così esasperanti allungamenti di tempo e si porrebbe rimedio a un errore strategico di progettazione del passato».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Musagete: concorso letterario per racconti brevi, romanzi e poesie

    Musagete: concorso letterario per racconti brevi, romanzi e poesie

    scrivere-scrittura-2Sono aperte fino a sabato 29 giugno 2013 le iscrizioni alla terza edizione del premio letterario Il Musagete, a cura dell’omonimo istituto culturale di Calabria e Basilicata.

    Il concorso è suddiviso in sei sezioni:
    Sez. A – Poesia inedita in lingua italiana, da uno a tre testi a tema libero (max 50 versi ciascuna)
    Sez. B – Poesia inedita in dialetto, da uno a tre testi a tema libero (max 50 versi ciascuna)
    Sez. C – Racconto inedito, un solo testo a tema libero (max 10 cartelle)
    Sez. D – Opera inedita, silloge poetica (da 25 a 50 brani) o antologia di racconti / romanzo / saggistica (da 40 a 150 cartelle) o testo teatrale (max 70 cartelle)
    Sez. E – Libro edito nei tre anni precedenti la scadenza del bando, che si tratti di poesia, racconti, romanzo o saggistica
    Sez. F – Giornalismo, articolo pubblicato nei tre anni precedenti la scadenza del bando.

    È richiesto un contributo di partecipazione di 15 € per ogni sezione (conto corrente postale 78525367 intestato a Bonifacio Vincenzi – via Manzoni, 6 – 87072 Francavilla Marittima CS). Le opere dovranno essere inviate in quattro copie all’indirizzo Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata – C/o Bonifacio Vincenzi – Via Manzoni, 6 – 87072 Francavilla Marittima (CS).

    Premi: i primi classificati di ogni sezione riceveranno una targa artistica, un diploma e un’opera d’arte di un artista calabrese. Fra questi sei vincitori, saranno scelte due opere che avranno rispettivamente 300 €.

  • Stadio Carlini, Cus Genova: ufficiale la concessione dell’impianto

    Stadio Carlini, Cus Genova: ufficiale la concessione dell’impianto

    stadio-carliniNuovo padrone per lo stadio Carlini. A suggellare i festeggiamenti per la promozione in Serie A (che nel mondo del rugby è la serie cadetta) del Cus Genova, il Comune ha siglato la concessione della casa nostrana della palla ovale al Centro universitario sportivo, per mano di Sportingenova. Si tratta dell’ultimo atto ufficiale dell’ormai ex partecipata di Tursi, che d’ora in poi potrà esclusivamente concentrarsi sulla sua liquidazione.

    L’annuncio è arrivato in Sala Rossa da parte dell’assessore allo Sport, Pino Boero, in risposta  a un’art. 54 promosso dal consigliere Clizia Nicolella (Lista Doria), preoccupata per la sopravvivenza delle piccole associazioni sotto l’egida del nuovo padrone.

    «Il Carlini – ha detto Nicolella – non è occupato solo da società sportive agonistiche ma da diverse associazioni che erogano preziosi servizi sociali a bambini e anziani. E vi sono anche realtà che si occupano di disabili, che proprio nello sport trovano le migliori opportunità di integrazione, soprattutto in giovane età. Non ci basta che il Comune mantenga il controllo dell’impianto ma vogliamo che continui a garantire un servizio sportivo di qualità, nel suo complesso».

    Rassicurante la risposta di Boero: «La questione della valenza sociale degli impianti sportivi – ha dichiarato l’assessore, che ha anche le deleghe a scuola e politiche giovanili – è ben presente in tutti i contratti di concessione che il Comune ha stipulato per i beni precedentemente gestiti da Sportingenova». In particolare, per quanto riguarda il Carlini, Boero ha spiegato che il Cus sarà vincolato a garantire a tutte le associazioni che gravitano nell’orbita dell’impianto gli spazi attualmente occupati. Nessun problema per gli sport cosiddetti minori (tra cui scherma, tiro a segno, baseball, calcetto e attività interessate all’utilizzo del velodromo) ma neppure per le associazioni che si occupano di anziani, disabili e per le fasce garantite all’utilizzo scolastico. Inoltre, il Centro universitario sportivo non potrà aumentare deliberatamente i canoni di affitto. Una sorta di tutela dell’esistente, dunque, che potrà esser modificato solo previo accordo tra le parti, da raggiungere anche attraverso un tavolo tecnico con la regia degli uffici comunali.

    A vigilare su tutto un nuovo funzionario, riassorbito in Comune da Sportingenova, che sarà proprio dedicato al controllo del rispetto delle convenzioni firmate. «Con lo strumento amministrativo della concessione – ha sottolineato l’assessore –  l’impianto passa nelle mani del Cus ma il Comune ne mantiene comunque la proprietà e il controllo. Siamo tranquilli dell’operato del Cus perché si tratta di un ente istituzionale serio ma è sempre bene che il Comune mantenga il suo occhio vigile perché non vi sono solo diritti da garantire ma anche doveri da rispettare».

    La trattiva tra Comune e Università, aperta il 15 aprile da una lettera di intenti firmata dal rettore Giacomo Deferrari, non è ancora del tutto conclusa. Mancano, ad esempio, i dettagli relativi alle questioni economiche, sia di affitto e quindi in entrata per le casse comunali, sia di finanziamento per le azioni in campo sociale che verranno assicurate. «Tuttavia – conclude Boero – era importante chiudere formalmente la concessione per consentire al Cus di partecipare al bando ministeriale per il finanziamento dei lavori di ristrutturazione degli impianti sportivi (solo 16 milioni di euro su tutto il suolo nazionale, ndr). Anche a questo scopo, la durata della concessione è stata fissata in 16 anni».

    E per lo stesso motivo anche la durata della concessione che riguarda Villa Gentile è stata estesa a 15 anni: così anche l’impianto di Sturla dedicato all’atletica leggera potrà richiedere l’accesso ai fondi nazionali.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Da Puntavagno al Monumento di Quarto: camminata e aperitivo

    Da Puntavagno al Monumento di Quarto: camminata e aperitivo

    Monumento di QuartoMercoledì 12 giugno 2013 (dalle ore 18) un’occasione per camminare lungo la passeggiata a mare del Levante genovese e conoscere persone nuove.

    Le amministratrici della pagina Facebook Cosa facciamo oggi a Genova?, che quotidianamente segnalano eventi in città, hanno infatti deciso di organizzare un walking aperitivo aperto a tutti.

    L’appuntamento è alle 18 a Puntavagno, corso Italia, e il percorso si snoderà lungo Boccadasse e Vernazzola, fino al Monumento di Quarto.

    Al termine, aperitivo light per tutti i presenti.

    Per info contattare Valeria al numero 347 8283998.

  • Mercato di corso Sardegna, la proposta: spazi gratis alle startup

    Mercato di corso Sardegna, la proposta: spazi gratis alle startup

    mercato-corso-sardegna-9Premessa: chi scrive abita a due passi dal mercato di corso Sardegna.

    Ieri ho letto e condiviso sui social network l’articolo di Elettra Antognetti, che venerdì scorso ha visitato la struttura e ascoltato il nuovo appello del CIV affinché il Comune prenda una decisione definitiva sulla struttura.

    Un breve riepilogo, per chi non conosce la vicenda. Corso Sardegna, nel quartiere di Marassi, ospitava il mercato ortofrutticolo di Genova, spostato nell’ottobre 2009 a Bolzaneto. Da allora lo spazio è chiuso e in stato di abbandono, nonostante siano stati svolti numerosi incontri (l’ultimo a marzo 2013) con le istituzioni per definirne le sorti future. Un tema delicato, che rientra nei progetti urbanistici per il quartiere e in particolare sul nuovo piano di bacino del Bisagno.

    Sono stati molti i temi in oggetto: l’ipotesi di un parcheggio interrato – fortemente contestata – è stata abbandonata dopo l’alluvione del 4 novembre 2011, mentre restavano aperte le opzioni di spazi verdi e nuove attività commerciali, un centro sportivo e un distretto Asl.

    Un piano tuttavia non più praticabile, anche a causa del ricorso presentato al Tar da parte di Rizzani – De Eccher, l’azienda di Udine che ha ottenuto l’appalto dei lavori. La necessità impellente, come sottolineato venerdì scorso dal presidente del CIV, è di attuare un tavolo di lavoro per capire come rimodulare il progetto e quali soluzioni possono essere adottate in tempi brevi.

    «Stiamo parlando di una superficie di 22 mila metri quadrati in piano, a Genova: una situazione più unica che rara, e che tuttavia è abbandonata al degrado da troppo tempo».

    Tornando all’articolo di ieri, in risposta su Twitter è giunta la proposta di Caterina Ottomano, che gestisce l’account Sos via Garibaldi e centro storico.

    Da qui una serie di spunti e segnalazioni, cui si sono aggiunte altre persone, per segnalare analoghi esempi virtuosi in altre città d’Italia e d’Europa. I am Italy ci segnala due casi nel nostro Paese: a Milano ci sono i Magazzini Raccordati, un’area di 30.000 mq che costeggia i binari della Stazione Centrale, costruita negli anni Trenta e attualmente in stato di abbandono: lì un comitato di quartiere (Gruppo Ferrante Aporti – Sammartini, dal nome delle due vie antistanti i Magazzini) si impegna a organizzare periodicamente eventi e iniziative culturali e di interesse sociale.

    Inoltre a Palermo, nei Cantieri Zisa, un ampio movimento di cittadini, associazioni, artisti e operatori culturali ha creato un percorso di gestione condivisa di questo spazio, un’area industriale dismessa che comprende 23 capannoni.

    Citando l’estero, S28Mag ci racconta un’esperienza a Cluj, in Romania, dove l’ex Fabrica de Pensule (2.500 mq) oggi ospita 40 studi d’artista, 5 gallerie di arte contemporanea e 10 organizzazioni culturali.

    Gli esempi da citare potrebbero essere molti di più. La proposta appare interessante e per questo la condividiamo volentieri. Ci sono tuttavia alcune criticità da considerare, a partire da: chi paga? La concessione gratuita di uno spazio non può prescindere i lavori di ristrutturazione, che nel caso del mercato sono più che necessari e prevedono tempi e costi di realizzazione assai onerosi. Il crowdfunding può essere una soluzione?

    Inoltre: com’è possibile sapere quanti e quali sono gli spazi dismessi che si potrebbero riutilizzare, dove si trovano, e se la proprietà è pubblica o privata? A questi temi si è interessato lo scorso anno il WWF, che nel maggio 2012 ha lanciato la campagna Riutilizziamo l’Italia: una mappatura degli spazi in degrado, per individuare proposte concrete di riconversione, progetto legato a un altro denominato Stop al consumo di territorio.

    Proprio alcuni giorni fa il WWF ha presentato i primi dati raccolti dalla campagna: sono state raccolte 575 segnalazioni in tutta Italia, le cui caratteristiche sono sintetizzate in un report, e da cui partiranno entro i primi mesi del 2014 una serie di proposte concrete da inoltrare ai Ministeri competenti.

    Un tema senza dubbio più ampio di quello di un singolo ex mercato genovese, ma che potrebbe avere ricadute importanti (ce lo auguriamo) anche nel nostro territorio.

    Marta Traverso

  • Lavoro, imprese e innovazione sociale: un bando per nuove idee

    Lavoro, imprese e innovazione sociale: un bando per nuove idee

    lavoro-tecnologia-internet-computer-ufficio-impiegato-DISono aperte le iscrizioni al bando A new social wave: rigenerare innovazione sociale, rivolto ad aziende ed enti che sono impegnate in progetti di imprenditoria sociale. Ovvero: progetti di creazione d’impresa a partire da organizzazioni di altro tipo, già esistenti, quali altre imprese di varia natura e dimensione, istituzioni pubbliche, soggetti non profit.

    Scopo del bando è selezionare quattro idee di impresa sociale a contenuto innovativo, che saranno presentate in occasione dell’11 Workshop sull’impresa sociale che si terrà a Riva del Garda (TN) il 12 e 13 settembre 2013.

    Criteri di ammissione:
    – essere un’organizzazione privata, non controllata da altri soggetti esterni, pubblici o privati;
    – prevedere un vincolo alla destinazione degli utili o alla disponibilità del patrimonio;
    – dichiarare in maniera esplicita di perseguire obiettivi di interesse generale (riferiti a una comunità e/o specifici gruppi sociali);
    – prevedere forme di coinvolgimento dei portatori di interesse (attraverso la partecipazione societaria, l’informazione o la rendicontazione sociale).

    La partecipazione dovrà essere accompagnata da un formulario di presentazione che contenga i seguenti dettagli (max 2000 battute per ogni campo):
    A. Chi siamo, cosa facciamo (campo non soggetto a voto)
    B. Breve descrizione dell’idea (campo non soggetto a voto)
    C. Il problema da risolvere (voto da 1 a 10)
    D. Elementi di innovazione e di sostenibilità (voto da 1 a 10)
    E. Risorse di rete e accompagnamento (voto da 1 a 10)
    F. Occupazione creata (tipologia e profili) (voto da 1 a 10)

    Le iscrizioni dovranno essere inviate sul sito di IdeaTre60, previa registrazione, entro il 30 giugno 2013.

    Il concorso è promosso da Iris Network (Trento) e The Hub Rovereto.

    Una giuria valuterà i progetti e selezionerà i quattro finalisti. Durante il workshop di Riva del Garda, le quattro imprese presenti parteciperanno a una sessione di lavoro, discutendo le loro idee alla presenza di facilitatori ed esperti del settore.

    Al termine verrà scelto il vincitore, che avrà in premio:
    – strumentazione tecnologica per il supporto presentazione (ipad + minivideoproiettore)
    – partecipazione di 2 referenti del progetto vincitore a un acceleration program, programma intensivo di accompagnamento della durata di 16 ore (due giornate di lavoro) presso la sede di The Hub Rovereto (comprese spese di viaggio, vitto e alloggio)
    – un anno di membership virtuale presso The Hub.

    [foto di Diego Arbore]

  • Comune di Genova: bando per finanziamenti alla cultura

    Comune di Genova: bando per finanziamenti alla cultura

    EconomiaÈ aperta fino a martedì 18 giugno 2013 la partecipazione ai bandi del Comune di Genova per i finanziamenti alla cultura.

    Sono cinque i bandi aperti, legati a diversi settori della produzione artistica locale. Ogni soggetto può proporsi per un solo bando e la candidatura va inviata entro le ore 12 di martedì 18 giugno all’Archivio Protocollo del Comune di Genova (piazza Dante 10).

    L’assegnazione effettiva dei contributi è vincolata dal reperimento delle risorse necessarie, che saranno iscritte nel Bilancio di Previsione 2013 – 2015.

    Questi i dettagli dei bandi, ciascuno dei quali indica i requisiti di partecipazione e i criteri di valutazione.

    Bando A: contributi ai teatri stabili a iniziativa privata.

    Bando B: contributi ad attività di teatro realizzate da gestori di strutture teatrali.

    Bando C: contributi per stagioni di teatro per bambini e ragazzi.

    Bando D: contributi per rassegne e festival di musica classica.

    Bando E: contributi per festival e rassegne di cinema + progetti di innovazione e integrazione dei linguaggi audiovisivi.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Fratelli Grimm: fiabe in mostra all’Accademia di Belle Arti

    Fratelli Grimm: fiabe in mostra all’Accademia di Belle Arti

    grimm archivolto genovaDa martedì 11 a venerdì 28 giugno 2013 è aperta al pubblico presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti la mostra Grimmland: sulle tracce di Hansel e Gretel, realizzata dagli allievi in collaborazione con il Goethe-Institut Genoa.

    La mostra è la tappa del progetto Grimmland, che celebra in tutta Italia con numerosi eventi i duecento anni dalla pubblicazione della prima raccolta di fiabe di Jacob e Wilhelm Grimm.

    Sono esposte opere create con le più svariate tecniche artistiche: pittura, video arte, grafica, installazione e così via. Agli studenti sono stati proposti sollecitazioni e spunti lasciando assoluta libertà di interpretazione delle fiabe, sia nelle tecniche che nelle scelte tematiche, anche attraverso forme di attualizzazione delle fiabe nel presente.

    L’orario di apertura della mostra è dal martedì al venerdì 14.30-18.30.

     

  • Box e parcheggi, il WWF: nessuna politica sulla mobilità urbana

    Box e parcheggi, il WWF: nessuna politica sulla mobilità urbana

    Auto a CaricamentoUna moratoria sulla realizzazione di nuovi parcheggi fino alla definizione di un nuovo Piano Urbano della Mobilità (PUM) che contenga chiari ed ambiziosi obiettivi di riduzione del parco veicoli circolante in città. Queste le richieste che il WWF rivolge all’amministrazione comunale, colpevole, secondo l’associazione ambientalista, di non aver mai affrontato la questione alla radice, onde evitarne le conseguenze.
    «A Genova ci sono 280.000 auto contro 190.000 posti auto: quindi, mancano 90.000 posti auto oppure ci sono 90.000 auto di troppo? – è la domanda paradossale che pone la sezione genovese del WWF – Il Comune, invece di mettere in campo una seria politica di riduzione del parco veicolare privato, in primis puntando su incremento dell’utilizzo del TPL, mobilità dolce (percorsi pedonali; mobilità ciclistica) e forme di auto condivisa (car sharing; taxi), continua a perseguire, favorire e permettere la realizzazione di parcheggi ovunque, a scapito di qualsiasi cosa».

    «Già all’epoca dell’ex assessore al Traffico, Piero Villa, si parlava di 90 mila posteggi in meno – racconta Vincenzo Cenzuales, presidente WWF Genova – Eravamo a metà anni ‘90. Ebbene, sono passati quasi 20 anni, nel frattempo sono stati costruiti circa 10 mila nuovi posti auto, ma il problema è sempre il medesimo».
    Le cause di un tale fenomeno sono indissolubilmente legate all’idea di città che le istituzioni promuovono. «Se riteniamo che Genova necessiti di un maggior numero di posteggi è perché riteniamo che in città debbano circolare così tanti mezzi privati – continua Cenzuales – Dunque consentiamo la costruzione di altri auto-silos. Con tutte le conseguenze del caso, soprattutto in termini di consumo del suolo ed aumento del rischio idrogeologico».

    E qui entra prepotentemente in gioco il Piano Urbano della Mobilità (PUM), approvato dall’ex Giunta Vincenzi nel gennaio 2010.
    «È un documento corposo che ha avuto una lunghissima gestazione – spiega Cenzuales – Purtroppo, però, il piano non si pone obiettivi lungimiranti. In estrema sintesi, secondo il PUM, a Genova non sussisterebbe un grave problema di traffico e relativo inquinamento. Il documento afferma che occorre migliorare entrambe le mobilità, pubblica e privata, ma non sono indicati adeguati strumenti per disincentivare l’uso delle automobili». Insomma, l’obiettivo di un riequilibrio tra traffico pubblico e traffico privato non è compreso nel PUM.
    «Tutte le realtà più avanzate mirano ad un abbassamento dei tassi di motorizzazione – aggiunge Cenzuales – L’attuale Giunta di Palazzo Tursi, invece, non ha alcuna intenzione di rivedere il PUM».

    «Oggi siamo di fronte alla cementificazione di una delle poche aree verdi di San Fruttuoso (Bosco Pelato in Piazza Solari) – scrive il WWF – ieri lo eravamo davanti a casi simili, in parte scongiurati, come Spianata Castelletto, Acquasola, Via Cancelliere, Cinema Eden, P.le Benzi, Via Bovio, Pedegoli, Via Somma; ma la lista, purtroppo, è molto lunga. Nella sola area centrale, tra Principe e Brignole, sono stati realizzati negli ultimi anni ben 3000 posti in più e molti altri sono previsti (Caravelle, Ponte Parodi, Piazza Dante, Dinegro, Stazioni Principe e Brignole, ecc.)».

    La riduzione del parco veicolare deve diventare una priorità «Se non vogliamo soccombere sotto una marea di auto, mediamente ferme parcheggiate per più del 97% del tempo – conclude il WWF – Bisogna fermare l’occupazione di spazi urbani vitali, altrimenti utilizzabili per corsie bus, percorsi ciclopedonali, aree di socializzazione, in primis per bambini e anziani, ma più in generale per tutti».

     

    Matteo Quadrone

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Scuola di piazza delle Erbe: cantiere fermo, il corteo dei genitori

    Scuola di piazza delle Erbe: cantiere fermo, il corteo dei genitori

    piazza-delle-erbe-d1Un corteo di genitori e bambini, con giochi e accompagnamento musicale, per sollecitare la fine dei lavori per la scuola di piazza delle Erbe: l’evento si svolgerà domani, martedì 11 giugno ore 16.30, e partendo da piazza San Giorgio attraverserà parte del centro storico.

    I cantieri per la nuova scuola, approvati e iniziati nel 2010 da un progetto del 1993, sarebbero dovuti terminare questa primavera.

    Ad anno scolastico terminato, i genitori ancora non hanno risposte certe su dove studieranno i loro figli a partire dal prossimo settembre: attualmente gli alunni delle ex scuole Garaventa e Baliano (rispettivamente elementari e medie) si trovano in uno spazio di via San Giorgio, un edificio però non adeguato alle esigenze dei bambini.

    La manifestazione è organizzata dal Comitato Genitori Garaventa Baliano, con il sostegno di numerose associazioni di quartiere: CIV San Bernardo, Il Ce.sto e Nuova Associazione Giardini Luzzati, Don Paolo Farinella, Ass. Ludovica Robotti, Ass. Consumatori Genovesi, Giuristi Democratici, Co.Ge.De, Ass. Balgasar, Comitato Genitori Embriaco Via Lata, Comitato Genitori Daneo, Città Aperta, il Formicaio, Liberi Cittadini della Maddalena, Gruppo Donne di San Bernardo, , Confesercenti, Associazione Scuola Daneo ONLUS, SOS Scuola, Comitato Genitori Don Milani Colombo, Associazione Culturale Forte Castellaccio.

    [foto di Daniele Orlandi]