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  • Agriteatro: corsi e laboratori estivi per aspiranti attori

    Agriteatro: corsi e laboratori estivi per aspiranti attori

    chSpettacolo il peso dell'ariaSono aperte le iscrizioni per i laboratori 2013 di AgriTeatro, il cantiere d’arte e teatro ideato da Tonino Conte nel 2008 e che si svolge ogni anno nella Cascina San Biagio a Cremolino, Alto Monferrato.

    Sono quattro le proposte di quest’anno, che si svolgeranno da lunedì 15 luglio a domenica 4 agosto 2013: teatro per bambini, teatro per adulti, teatro in inglese, scrittura narrativa. Gli allievi saranno ospitati presso la cascina e, come ogni anno, i laboratori si concluderanno con una dimostrazione- spettacolo aperta al pubblico, nei castelli e nei borghi dell’Alto Monferrato.

    Laboratorio per bambini
    Rivolto ad allievi dai 7 ai 13 anni, tema del corso è Calandrino: l’edizione 2013 del Festival L’Altro Monferrato, di cui i laboratori fanno parte è dedicata alla ricorrenza dei 700 anni dalla nascita di Giovanni Boccaccio. I lavori sono tenuti da Gianni Masella (regista e insegnante di recitazione) e Alice Scano (attrice, insegnante di recitazione con specializzazione in psicologia). Da lunedì 15 a sabato 20 luglio, costo € 300 (comprensivo di vitto e alloggio). Riduzioni per i bambini abitanti nella zona.

    Scrittura narrativa
    Sabato 27 e domenica 28 luglio. A cura di Raffaella Romagnolo, giornalista e scrittrice. Costo € 120 (€ 100 per chi non usufruisce dell’ospitalità altrimenti inclusa nel prezzo).

    Laboratorio in inglese
    Da lunedì 29 a mercoledì 31 luglio, una novità di quest’anno rivolta a chi vuole imparare o perfezionare la conoscenza della lingua attraverso il teatro. A cura di Nicholas Brandon, attore e regista e tra i fondatori del Teatro della Tosse. Costo € 150.

    Laboratorio di recitazione per adulti
    Da giovedì 1 a domenica 4 agosto, tema In laude di Dante. Condotto da Paola Bigatto, attrice, regista e drammaturga che insegna stabilmente all’Accademia Paolo Grassi di Milano. Costo € 180.

    Info e iscrizioni 010 2471153 info@agriteatro.it.

  • Festival di poesia: Ghettup Tv, le proiezioni

    Festival di poesia: Ghettup Tv, le proiezioni

    pellicolaMartedì 18 giugno 2013 inizia a Palazzo Ducale, nell’ambito del Festival di poesia 2013, la serie di proiezioni di Ghettup Tv.

    La tv di quartiere autogestita presenta al pubblico i film e documentari, videocronache della città e dei suoi abitanti. Il progetto agisce nell’ambito della Casa di Quartiere di vico Croce Bianca inaugurata a febbraio 2011 e gestita dalla Comunità San Benedetto al Porto in collaborazione con altre associazioni del centro storico.

    Leggi il programma del Festival di poesia 2013.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Museo Beni Culturali Cappuccini, Portoria: un gioiello poco conosciuto

    Museo Beni Culturali Cappuccini, Portoria: un gioiello poco conosciuto

    museo-cappucciniA Genova il Museo dei Beni Culturali Cappuccini resta nascosto e poco conosciuto dai più. È raro che -dicono le guide del museo- chi non frequenta il quartiere di Portoria conosca questo piccolo gioiello, edificato tra Viale IV Novembre (in corrispondenza del parco dell’Acquasola) e il Palazzo di Giustizia, sulla sottostante Via Bartolomeo Bosco. In alcuni casi persino chi abita o lavora in zona non conosce il Museo, uno dei tesori di Genova tra i meno noti e più discreti.

    E invece la sua storia è affascinante e tutta da scoprire. Noi lo abbiamo fatto, passando una giornata in compagnia del personale del Museo e ripercorrendo la storia della Genova del XV secolo.

    «Non riusciamo a pubblicizzare il museo, le persone non ci conoscono –ci spiega la nostra guida, una volontaria che per passione aiuta nella gestione del museo- cerchiamo di essere presenti anche sui social network, ma continuiamo a restare isolati. Io stessa, genovese doc, non conoscevo questo luogo: l’ho scoperto solo da pochi anni». Ma forse questo è allo stesso tempo il brutto e il bello: in mezzo alla frenesia, tra business e shopping, i Cappuccini riescono a restare “isolati”, offrendo un approdo –spirituale e culturale- sicuro.

    IL MUSEO DEI BENI CULTURALI CAPPUCCINI

    Oggi, il Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova è una struttura che coniuga elementi di modernità alla memoria storica dei religiosi cappuccini. Il Museo, assieme alla sottostante Chiesa di Santa Caterina, mantiene la memoria storica dei Cappuccini, pur avendo subito nel corso degli anni varie modifiche: oggi, ad esempio, la chiesa gestita dai frati cappuccini ecuadoriani dà sostegno e aiuto ai loro connazionali emigrati a Genova, occupandosi della parte spirituale e offrendo supporto anche materiale. L’impostazione più moderna e questo rinnovamento cui si è assistito nel corso del tempo hanno avuto lo scopo di avvicinare la comunità laica. Si è voluto aiutare le persone a capire meglio quale mondo si celi dietro la vita di un frate, attraverso percorsi guidati tra le sale dell’edificio e soprattutto (dal 2005) con l’allestimento di mostre temporanee, circa due all’anno: una in autunno, fino al periodo natalizio, e l’altra dai primi mesi dell’anno fino all’estate, con pausa nei mesi di luglio-agosto. Due mostre, non di più, per dare l’opportunità a un gran numero di persone di visitarle e per avere tempo di organizzare al meglio la mostra successiva, portando a Genova pezzi pregiati e di valore. Ora, già in progress l’allestimento della mostra di Natale 2013. Incentrati su vari momenti della vita cappuccina, le mostre raccontano l’attività che i frati della comunità genovese hanno svolto nel corso dei secoli, e che svolgono tuttora, all’interno dei conventi loro affidati.

    Salendo il grande scalone centrale, percorrendo i corridoi e attraversando le varie sale, non si può fare a meno di essere colpiti ovunque dai quadri di artisti liguri illustri (sì, perché le opere sono perlopiù fatte in Liguria, da artisti nostrani, anche se molti pezzi soprattutto della mostra temporanea provengono anche da fuori). Da Bernardo Strozzi, a Domenico FiasellaLuca CambiasoOrazio De FerrariDomenico PiolaAnton Maria Maragliano. Nonostante questo, il museo resta povero, in stile cappuccino: (pochi) elementi di arredo semplici, rigorosamente in legno; qualche statua di pregio, perlopiù proveniente dalle collezioni private di nobili genovesi, o donata da ex conventi.

    Alla fine della scalinata, la cappella superiore, dove un tempo era custodito il corpo della santa, oggi usato sia come sala espositiva, sia come auditorium per varie manifestazioni culturali: conferenze, concerti, incontri. Davanti alla cappella, affrescata e affacciata direttamente sulla Chiesa adiacente, l’accesso alla sala museale vera e propria: un open space di 250 metri quadrati, aperto solo nel 2005. In questo momento, in corso la mostra “La vita è dono”, per celebrare i 300 anni dalla canonizzazione di San Felice da Cantalice e i 50 da quella del ligure San Francesco Maria da Camporosso: tema centrale, quello della questua, caro alla comunità cappuccina, che vive di elemosina e di carità (lungo il percorso espositivo, infatti, è possibile osservare le antiche gerle cappuccine in cui i frati raccoglievano le donazioni di elemosina e generi alimentari, ma anche olio e vino, contenuti in gerle apposite).

    LA STORIA

    Circondato dalla Chiesa e dal Convento di Santa Caterina e dalle sale a disposizione della comunità cappuccina dell’Ecuador, il museo, fondato dal frate cappuccino Padre Cassiano nel 1978 che ha voluto infondere in questo luogo il suo ideale di vita povera e riservata, celebra la spiritualità di questi religiosi con una raccolta di manufatti, documenti e testimonianze relative al costume, all’arredamento, allo svolgersi della vita quotidiana dei conventi. Anche oggi, i frati che gestiscono il luogo hanno voluto mantenere lo spirito con cui era stato fondato, modernizzando la struttura e avvicinandola di più alla comunità laica.

    Proprio qui dove ora c’è il museo, un tempo sorgeva l’Ospedale Pammatone. Qui i cappuccini della comunità ligure, prima in altre sedi, sono stati chiamati a prestare il loro soccorso agli ammalati già nei primi decenni del 1500. Dell’edificio dell’ospedale (che un tempo era direttamente collegato alla Chiesa di Santa Caterina) solo una parte piuttosto piccola è riuscita a salvarsi ed è stata riconvertita e adibita a museo, ampliandosi nel corso degli anni.

    Tutta la struttura ha però una storia ben più antica: costruita circa a metà del 1400, il complesso è oggi dedicato a Santa Caterina Fieschi Adorno: sposa del nobile genovese Giuliano Adorno, Caterina si è sempre dedicata con il marito alla cura dei malati (appestati, malati di tifo e altre malattie frequenti all’epoca) e ha frequentato assiduamente il Pammatone, facendone la sua seconda casa. Trasferitasi nei locali dell’ospedale per meglio assistere gli ammalati, Caterina è morta tra queste mura, anch’essa contagiata. Il suo corpo è stato conservato a lungo nei locali dell’ex ospedale, restando incorrotto. Da qui, la sua santificazione. Poi, il trasferimento del corpo nella chiesa sottostante (intitolata anch’essa alla santa), per permettere a coloro che volevano visitare il corpo di vedere Caterina senza dover accedere ai locali ospedalieri, con il rischio di venire contagiati dai malati. All’epoca in cui la salma era conservata nei locali dell’ex Pammatone (e attuale museo), era stata costruita la grande scalinata che ancora oggi accoglie i visitatori all’ingresso del museo: le scale conducono direttamente nell’ex cripta, oggi adibita anch’essa a museo, in cui è possibile vedere la bara storica della santa e altri oggetti sacri.

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

  • ASD Arte e Immagine: spettacolo Cartoons per festeggiare i 24 anni di attività

    ASD Arte e Immagine: spettacolo Cartoons per festeggiare i 24 anni di attività

    Premiazione Arte e Immagine
    Sabato 22 giugno l‘associazione sportiva Arte Immagine  festeggia i 24 anni di attività presso il teatro del Ponente di Genova Voltri (ore 21) con lo  Cartoons, spettacolo di danza e musica a ingresso libero.

    Un appuntamento per celebrare anche i numerosi riconoscimenti (ben 13) conquistati dalla scuola nel mese di maggio.

    Il 17 maggio Arte e Immagine ha vinto al teatro Ariston di Sanremo la rassegna Città in danza  con due coreografie di danza classica di Silvia Grandis: I Cuochi (vincitore categoria bambini) e Giochiamo? (vincitore categoria ragazzi): le due coreografie parteciperanno alla Rassegna Finale che si svolgerà al Palamontepaschi di Chianciano il 30 Giugno.

    Durante la rassegna Dance4People la coreografia Giochiamo? ha vinto il primo premio e una borsa di studio per l’intero gruppo,  mentre Elisa Molinari con l’assolo Invito alla danza ha conquistato il secondo premio più la borsa di studio.

    Sempre per la danza classica, nell’ambito della stessa manifestazione, Arianna Parodi con l’assolo Hoop-dee-doo ha vinto il terzo premio più la borsa di studio. Ed ancora un primo premio  più borsa di studio per tutto il gruppo della coreografia di danza moderna Ain’t she sweet di Roberta Consagra.

    Ben quattro sono stati i premi assegnati ad Arte e Immagine da una giuria di fama internazionale ( Margarita Traianova, Victor Litvinov, Brian Bullard, Sonia Bianchi , Francesco Nappa) durante il Concorso Nazionale Genova, arte in movimento al teatro Gustavo Modena di Genova:
    1° Premio al passo a due Trois petites notes de musiques di Silvia Grandis ballato da Arianna Parodi e Silvia Canepa.
    2° Premio all’assolo Hoop- dee –doo di Silvia Grandis  ballato da Arianna Parodi più borsa di studio.
    3°Premio a Giochiamo? coreografia di Silvia Grandis  più borsa di studio all’intero gruppo.
    3°Premio a Piccole ballerine di Silvia Grandis ballato da Martina Buonomo e Nicole Ierardi di soli 5 anni.

    E infine questa prestigiosa giuria ha assegnato una borsa di studio a tutti gli allievi della scuola Arte e Immagine per il Summer dance festival di Chiavari.

    Finiamo con gli ultimi due premi conquistati alla rassegna Music for peace: il secondo premio a Giochiamo? di  Silvia Grandise ilterzo posto Ain’t she sweet di Roberta Consagra.

    La scuola celebra così con Cartoons un anno ricchissimo di riconoscimenti: il primo tempo dello spettacolo  è ispirato al mondo dei cartoni animati, nel secondo tempo si possono ammirare i brani che quest’anno hanno ottenuto dei prestigiosi riconoscimenti.

    Le coreografie sono per il classico, di Silvia Grandis, per il moderno e il contemporaneo di Roberta Consagra e per l’hip-hop di Barbara Robaldo.

    Il musical ed il canto è affidato alla bravura di Giulia Chiossone.

    Inoltre, nel mese di settembre, sono in programma lezioni di prova gratuite.

    Per informazioni: A.S.D. CIRCOLO CULTURALE ARTE E IMMAGINE- VIA AL
    SANTUARIO DELLE GRAZIE N°11- 16158  GENOVA- VOLTRI
    CELL.3481130474
    CORSI DI DANZA CLASSICA, MODERNA E CONTEMPORANEA, HIP-HOP, STRETCHING.,PILATES, ZUMBA E RISVEGLIO MUSCOLARE.

     

    IP

  • iTunes all’Università: lezioni sul web per gli studenti fuori sede

    iTunes all’Università: lezioni sul web per gli studenti fuori sede

    Palazzo dell'UniversitàLa scorsa primavera l’Università di Genova ha aperto il bando UNIdeaGEniale, rivolto ai propri allievi regolarmente iscritti allo scopo di proporre idee innovative per (citiamo testualmente ) «incentivare e sostenere la cultura dell’innovazione durante gli studi universitari e fornire agli studenti l’opportunità di partecipazione attiva ai processi di miglioramento dell’Ateneo in cui studiano».

    Il bando è scaduto lo scorso 26 aprile: una commissione esaminatrice ha selezionato i cinque progetti migliori, che saranno sottoposti a votazione degli studenti attraverso il sito web dell’Università.

    Qualche giorno fa Mattia Mantero, studente di Economia che ha partecipato al bando, ha illustrato la sua proposta alla nostra redazione dopo aver letto l’articolo di Giorgio Avanzino su Università online e lezioni gratuite. Nonostante abbia appreso proprio oggi che il suo progetto non è stato ammesso alla seconda fase, ci è sembrato interessante dare spazio a questa idea, sperando che possa servire da spunto in altri contesti.

    Insegnamento e offerta di apprendimento per gli studenti attraverso l’utilizzo e l’implemento delle risorse elettroniche, questo il titolo del progetto, mira a sfruttare le potenzialità di iTunesU (“costola” del celebre sito e app per riprodurre e acquistare canzoni, film e altri materiali multimediali) per creare un canale web dell’Ateneo genovese in cui rendere disponibili lezioni, incontri e seminari sotto forma di audio, video o altro mezzo, oltre a materiali di approfondimento sempre a disposizione degli studenti. Uno spazio su Internet rivolto in particolare agli studenti lavoratori e a quelli fuori sede, che spesso non riescono a essere presenti a tutte le lezioni, per evitare loro di “rimanere indietro” rispetto al programma svolto e supportarli nell’intenzione di partecipare attivamente alle attività didattiche.

    «Sono studente lavoratore, perciò il progetto è nato in risposta a una mia esigenza personale – ci spiega Mattia. – Io pago le tasse universitarie esattamente come gli studenti frequentanti, tuttavia il lavoro mi impedisce di seguire regolarmente le lezioni e ho difficoltà anche nel contatto con gli insegnanti, che hanno giorni e orari limitati per il ricevimento. Di fatto, non ho le stesse opportunità di uno studente che può frequentare ogni giorno, ma non per mia scelta: una piattaforma di questo tipo permetterebbe di “compensare” questa mancanza, perché potrei seguire le lezioni “quasi” come se fossi lì».

    Un progetto che, a nostro avviso, avrebbe potuto sposarsi perfettamente con la piattaforma di E-Learning dell’Ateneo – creata per mettere a disposizione il materiale didattico delle lezioni, caricare le esercitazioni e avere spazi di interazione con i docenti e con altri studenti – e con Aulaweb, spazio di didattica online che svolge analoghe funzioni. Due piattaforme, tuttavia, ancora oggi non utilizzate da tutti i docenti.

    Come spiegato da Mattia, sono già diverse le Università italiane che forniscono agli studenti i podcast delle lezioni, tra le quali l’Università di Napoli Federico II, le Università di Trento, Trieste, di Modena e Reggio Emilia e la Bocconi di Milano, ma anche prestigiosi atenei stranieri come Stanford, Yale, Oxford e Berkeley. Proprio perché il numero in Italia è ancora esiguo, l’adozione di un servizio di questo genere da parte dell’Università di Genova potrebbe avere una ricaduta positiva sull’immagine e la visibilità dell’Ateneo stesso a livello nazionale. iTunesU permette infatti di creare un canale dell’Ateneo suddiviso per Facoltà e corsi di laurea, che permetterebbe a studenti che non vivono a Genova di visualizzare in dettaglio materie e programmi didattici e decidere eventualmente di iscriversi nella nostra Università. Un aspetto molto importante, visto il calo delle iscrizioni ai corsi di laurea riscontrato negli ultimi anni.

    Come si può finanziare un progetto simile? Mattia pone nella presentazione del progetto una stima di massima delle risorse necessarie, che si può riassumere in due punti: (1) valutare se gli attuali server, pc, web-cam, microfoni e registratori – già a disposizione dell’Università – sono sufficienti a coprire le necessità del progetto (2) indirizzare il personale che già gestisce Aulaweb al canale ITunesU, in collaborazione con gli studenti che partecipano con incarichi retribuiti alle attività della Facoltà (tutor, studenti 150 ore, tirocinanti).

    I futuri passi dell’iniziativa, come spiega Mattia, vanno nella direzione di proseguire nel progetto: «È mia intenzione presentare comunque il progetto a miei compagni di corso e ai rappresentanti degli studenti di Economia. Nonostante la non ammissione alla prossima fase del bando, vorrei capire se esistono altri canali – anche al di fuori del contesto genovese – per tentare di portare avanti questa idea, anche eventualmente con forme di finanziamento quali il crowdfunding».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Emergenza Casa a Genova: sfratti per morosità in aumento

    Emergenza Casa a Genova: sfratti per morosità in aumento

    case-abitazioni-centro-storico2-DIMentre Governo e Parlamento discutono di Imu, continua a dilagare l’emergenza casa che oggi coinvolge nuove categorie sociali, improvvisamente private del reddito da lavoro. È uno dei tanti paradossi italiani: migliaia di famiglie non riescono a pagare l’affitto e, nell’indifferenza generale, finiscono in mezzo alla strada. Come accade ogni anno, i dati forniti dal Ministero dell’Interno certificano uno stillicidio senza fine: in Italia, nel 2012, gli sfratti eseguiti per morosità sono stati oltre 60 mila (sul totale di quasi 68 mila).
    «È incredibile, soltanto nel nostro Paese non c’è attenzione politica nei confronti di questo tema – denuncia Stefano Salvetti del Sicet Genova (Sindacato Inquilini Casa e Territorio) – è una questione soprattutto psicologica: tutta la classe dirigente italiana, in maniera trasversale, appartiene alla lobby dei proprietari. Eppure, in Italia ci sono 4 milioni di famiglie in locazione. E gli alloggi pubblici sono appena 700 mila. Basta guardare i numeri dei nostri vicini europei per rendersi conto che qualcosa non torna».

    Per quanto riguarda Genova, nel 2012, gli sfratti eseguiti per morosità sono stati 945, ai quali si aggiungono i 343 del resto della Provincia per un totale di 1288, ovvero il 90 % del totale degli sfratti (1436, di cui 148 finite locazioni). Ma le richieste di sfratto, nell’intera Liguria, hanno sfiorato quota 2500 (2006 quelli diventati esecutivi).
    «Bisogna considerare, però, che alcune persone decidono spontaneamente di uscire dall’abitazione, onde evitare di far subire il trauma dello sfratto ai loro figli – racconta Salvetti – quindi l’esecuzione non la subiscono perché si allontanano prima che l’ufficiale giudiziario bussi alla porta. Anche la vergogna gioca la sua parte. Gli sfratti “sommersi” sono in aumento e sfuggono alle rilevazioni statistiche».
    Nel 2013 la situazione non sembra migliore, anzi «Prevediamo una stima ancora più alta – continua Salvetti – ogni giorno nei nostri uffici passa un’elevata percentuale di nuclei familiari colpiti soprattutto dalla perdita del lavoro. Categorie sociali che, prima d’ora, non vedevo frequentemente: muratori e badanti (italiani e non), ex impiegati in uffici e studi di professionisti, ex commercianti costretti a chiudere bottega, ecc. Un mondo variegato e completamente abbandonato a se stesso».
    I numeri dell’emergenza, secondo il Sicet, rimangono sottostimati «Il vero dramma è che la maggioranza delle persone ormai neppure presenta domanda per l’assegnazione di un alloggio popolare – sottolinea Salvetti – Hanno perso la speranza. Noi, invece, li invitiamo a farlo, perché la domanda rappresenta il termometro dell’emergenza. La politica di fronte a questi numeri dovrebbe finalmente svegliarsi».

    La scorsa settimana, in occasione dell’incontro con il Sindaco Marco Doria, Salvetti ha ribadito le sue proposte «Ho chiesto al primo cittadino di attivarsi con gli altri sindaci delle aree metropolitane affinché si instauri una seria interlocuzione con il Governo: è necessario riaprire il corridoio centralizzato del sostegno all’affitto che in questi anni è stato azzerato; poi occorre studiare un nuovo dispositivo di graduazione degli sfratti, in modo tale da garantire una qualche forma di tutela ai morosi».
    I tempi dei servizi sociali, infatti, sono troppo lunghi «Quando si verifica un terremoto la prima risposta è quella di allestire una tendopoli – continua il rappresentante del Sicet – allo stesso modo, se vogliamo fronteggiare l’emergenza casa, iniziamo a requisire le caserme, gli edifici, tutti gli spazi pubblici che possono diventare alloggi».

    I soldi per rilanciare l’edilizia residenziale pubblica (Erp) ci sono, quello che manca è la volontà politica. «Sarebbe sufficiente che la Cassa Depositi e Prestiti, invece di finanziare dei fondi immobiliari per realizzare case destinate a rimanere invendute, finanziasse le Aziende regionali territoriali per l’edilizia (ex Istituti autonomi per le case popolari), come Arte Liguria, nella realizzazione di una nuova rete di alloggi sociali – spiega Salvetti – Inoltre, man mano che si recuperano le risorse frutto dell’evasione fiscale nel mattone, bisogna reimpiegarle al fine di Erp».
    Il Sicet ha sollecitato anche la Regione «Il governatore Claudio Burlando dovrebbe porsi la questione delle famiglie liguri che non riescono a pagare l’affitto – conclude Salvetti – Le Aziende regionali territoriali per l’edilizia non sono finanziate ma, nel contempo, le case popolari pagano l’Imu e non godono della detassazione per il risparmio energetico».
    Insomma, non finanziamo l’Erp ma la tassiamo, eccolo l’ennesimo paradosso italiano.

     

    Matteo Quadrone

  • Villetta di Negro, riqualificazione del parco: a luglio fine dei lavori

    Villetta di Negro, riqualificazione del parco: a luglio fine dei lavori

    villetta-di-negro-2Il parco di Villetta di Negro, un polmone verde tra i più grandi della città. In pieno centro, proprio sopra Piazza Corvetto: incastonato tra antiche creuze, in basso gli uffici amministrativi della Provincia, poco distanti i due teatri, Duse e Politeama Genovese.  Dopo circa un decennio di degrado e abbandono, da poco il parco è stato restituito alla cittadinanza, tra varie difficoltà e cantieri ancora aperti. Ma non tutte le zone del parco sono oggi accessibili: alcune aree restano delimitate da protezioni che indicano i cantieri ancora aperti; le belle grotte storiche anch’esse delimitate da barriere.

    Negli ultimi tempi per il parco comunale è stato avviato dal Comune di Genova un progetto di recupero. Si parla di 800 mila euro stanziati dalla Regione e messi a disposizione dall’Unione Europea per risanare il polmone verde del centro cittadino. La cifra stanziata avrebbe dovuto coprire due diversi tipi di interventi: uno riguardante la parte bassa del parco, adiacente agli uffici comunali, per l’ammontare di 300 mila euro; l’altro riguardava il risanamento del parco nel suo complesso, per un totale di 500 mila euro.

    Nel primo lotto, quello nella parte più bassa del parco, è stato risistemato il belvedere e il piazzale retrostante l’ingresso degli uffici veri e propri. Qui i lavori sono terminati più di un anno fa, a inizio 2012. L’intervento nel secondo lotto, invece (quello più impegnativo e oneroso, cui è stata destinata più della metà del finanziamento complessivo) è partito a fine 2012, nel mese di novembre, ed è oggi ancora in corso. Si tratta dell’intervento più delicato, relativo al risanamento di un lotto di terra più esteso: oltre all’inserimento all’interno del parco un nuovo sistema di sorveglianza con telecamere, si era preventivato di effettuare un servizio di manutenzione straordinaria sulla vegetazione, creare percorsi all’interno del parco, ripulire i tracciati da rami secchi e foglie, che intralciano e possono costituire un pericolo per l’incolumità dei visitatori.

    Questo è, in sostanza, il progetto che il Comune di Genova si era proposto di realizzare entro fine maggio per ridare lustro a quest’oasi verde in pieno centro e per renderla un luogo di punta per i mesi estivi alle porte. Oggi gli interventi di manutenzione e risanamento sono in parte conclusi, in parte no: basta fare un giro nel parco, per rendersi conto del degrado che ancora colpisce alcune zone e dell’inaccessibilità di altre. Cantieri aperti, zone pericolanti, degrado degli arredi pubblici… di certo, l’impressione complessiva non è quella dell’”oasi” cui si voleva far assurgere il giardino di Piazza Corvetto.  Tra i frequentatori, chi porta a spasso il cane, chi – i giovanissimi, perlopiù- approfitta delle giornate di sole per godere del panorama impagabile che si gode dalla sommità del parco. Tuttavia, nonostante queste problematiche, il parco sembra oggi essere operativo, tanto da ospitare gli eventi del Festival Internazionale della Poesia (il 21 e il 22 giugno, il festival Voix Vives).

    Così commenta l’architetto Ines Marasso in servizio presso la Direzione Manutenzione Infrastrutture, Verde e Parchi: «Il primo lotto, ovvero la zona del parco proprio sotto al Museo Chiossone, ha portato al restyling del parterre, sono state inserite ulteriori illuminazioni, rendendo il luogo nel complesso più gradevole. Inoltre, sono state eliminate alcune aiuole, è stato inserito bambù lungo il perimetro ed è stata rifatta la pavimentazione in ghiaia. Per quanto riguarda il secondo lotto, invece, posso assicurare che i lavori saranno conclusi entro fine luglio, tra un mese. Si tratta di interventi diffusi in tutta la restante superficie del parco: dal miglioramento dell’illuminazione, all’inserimento di un sistema di videosorveglianza e l’impermeabilizzazione della cascata. Ad oggi i lavori sono a buon punto, ad esempio è stato effettuato un lavoro di manutenzione del verde e dei corsi d’acqua. Soprattutto siamo orgogliosi di poter dire che la bella vista che si gode dall’alto del parco è stata restituita ai cittadini, dopo gli interventi di potatura delle piante. In questo mese ci dobbiamo ancora occupare di piccole finiture, come inserire ringhiere in ghisa, ultimare la manutenzione del verde, inserire altre panchine. Niente di più dei normali interventi di cui un parco necessita, insomma».

    E le grotte?

    «Una faccenda delicata: per renderle di nuovo accessibili, sarebbero stati necessari degli appositi interventi di reinstallazione delle stalattiti di rivestimento, operazione che –oltre ad essere difficile sotto il profilo tecnico- è anche parecchio costosa. Per riaprire le grotte, avremmo dovuto impiegare parte dei finanziamenti del secondo lotto. Per questo abbiamo preferito mantenerle inaccessibili, impiegando i 500 mila euro per altri interventi più urgenti, per raggiungere un buon grado di vivibilità e agibilità complessiva del parco. Tuttavia le grotte saranno ugualmente valorizzate sotto il profilo scenografico, con l’inserimento di un sistema di illuminazione particolare».

     

    Elettra Antognetti

    [foto dell’autore]

  • USA vs John Lennon: il documentario al cinema Corallo

    USA vs John Lennon: il documentario al cinema Corallo

    john-lennon-yoko-ono-beatlesLunedì 17 giugno 2013 (ore 18.30 e 21.30) il cinema Corallo di Genova Carignano ospita la proiezione del documentario USA vs John Lennon di David Leaf e John Scheinfeld.

    Trama del film
    Dieci anni di vita del cantante che raccontano come sia diventato un attivista convinto contro la guerra.

    Uno sguardo alla trasformazione di John lennon da musicista adorato dalle masse ad attivista pacifista, fino a icona ispiratrice di pace, che getta luce anche sui veri motivi e modi in cui il governo Usa tentò di metterlo a tacere. Non si è trattato di un episodio isolato nella storia degli Stati Uniti: le problematiche e le lotte di quell’epoca restano valide ancora oggi.

    Immagini inedite, documenti e nuove sorprendenti rivelazioni per raccontare la magia di un uomo, che da icona musicale divenne simbolo universale di pace.

    Biglietto: 10 €, ridotto 8 € (info 010 8687408).

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Bloomsday: il Festival di poesia ricorda James Joyce

    Bloomsday: il Festival di poesia ricorda James Joyce

    poesiaLa più nota opera dello scrittore irlandese James Joyce, Ulisse, è ambientata nell’arco di un solo giorno, il 16 giugno.

    Per questa ragione, ogni anno in molte città del mondo si ricorda questa meravigliosa opera letteraria con una lettura integrale che dura l’intera giornata.

    A Genova il Bloomsday coincide ogni anno con il Festival di poesia e anche in questa edizione – domenica 16 giugno – si potrà assistere alla lettura in diverse zone della città.

    Programma del Bloomsday 2013 a Genova

    TELEMACHIA – PARTE PRIMA

    Ore 9 Palazzo Reale, Cortile: LA TORRE Telemaco
    leggono : Giuseppe Amadeo Guido Conforti
    Gli studenti Stephen Dedalus, Blazes Boylan e l’inglese Haines si alzano e fanno colazione.

    Ore 10 Palazzo Reale, Salone da ballo: LA SCUOLA Nestore
    legge: Laura Santini
    Stephen Dedalus fa lezione in una scuola e parla al Preside Deasy.

    Ore 11 Museo Luzzati: LA SPIAGGIA Proteo
    Leggono: Rita Di Matteo Andrea Guglielmino
    Stephen passeggia sulla battigia.

    ODISSEA – PARTE SECONDA

    Ore 9 Douce, piazza Matteotti: LA COLAZIONE Calipso
    Legge: L’Atelier Gruppo Teatrale
    Leopold Bloom, agente pubblicitario, prepara la colazione per sé e la moglie Molly, cantante nata a Gibilterra.

    Ore 10 Libreria Bozzi, via Cairoli: IL BAGNO Lotofagi
    Leggono: Paolo LaSpisa Anna Maria Bocelli
    Bloom passeggia per Dublino, riceve una lettera amorosa, sosta in una chiesa, va ai bagni pubblici.

    Ore 11 Cimitero Monumentale di Staglieno – Area protestante: IL FUNERALE Ade
    Leggono: Dario Carere Carlo Delle Piane Davide Ghio Giorgio Oddone Elisa Prato
    Bloom, Simon Dedalus (padre di Stephen), Martin Cunningham e Jack Power seguono il funerale di Patrick Dignam.

    Ore 12 sede Il Secolo XIX: IL GIORNALE Eolo
    Leggono: Antonio Bibbò Andrea Berardini Gabriele Ferracci Martina Morabito Valeria Mosca Guglielmo Poli
    Bloom visita il giornale “Freeman” per piazzare un annuncio.

    Ore 13 Cambi Café – Vico Falamonica: IL PRANZO Lestrigoni
    Leggono: Cristina Parodi Enrica Orecchia Luca Valerio Maria Paola Casà
    Bloom dopo aver vagabondato pranza nel pub di Davy Byrne.

    Ore 14 Museo di Sant’Agostino: LA BIBLIOTECA Scilla e Cariddi
    Leggono: Marco Berisso Franco Vazzoler
    Stephen discute dell’Amleto alla Biblioteca Nazionale, incrocia Bloom.

    Ore 15 Libreria Feltrinelli: LE STRADE Le rocce vaganti
    Leggono: Pietro Fabbri e Gruppo di lettura la Feltrinelli-Teatro della Tosse
    Il gesuita Padre Conmee passeggia per Dublino

    Ore 16 Douce – piazza Matteotti: LA MESCITA Le sirene
    Leggono: Franco Arato Associazione Lilith Andrea Canziani Anna Decri
    Le bariste dell’Ormond Hotel intrattengono gli avventori e Bloom, mentre Molly Bloom tradisce il marito con Blazes Boylan.

    Ore 17 Osteria Moretti -Via San Bernardo: L’OSTERIA Il ciclope
    Leggono: L’Agave Centro di Cultura Chiavari
    In una birreria, Bloom sfugge all’attacco verbale e fisico del “Cittadino”, nazionalista feroce, e del suo cagnaccio.

    Ore 18 Museo Luzzati: LE ROCCE Nausicaa
    Leggono: Carlo Vita Laura Fedeli
    Sulla spiaggia di Sandymount la giovane Gerty McDowell si invaghisce di uno straniero misterioso (Bloom) che la osserva da lontano.

    Ore 19 Libreria Finisterre – Truogoli di Santa Brigida: L’OSPEDALE Le mandrie del sole
    Leggono: Laura Accerboni Giuliana Bendelli Alberto Nocerino Luca Valerio Antonio Vivaldi
    Mina Purefoy ha un parto difficile mentre gli studenti di medicina e Stephen Dedalus schiamazzano e Bloom passa a chiedere notizie della partoriente.

    Ore 20: Locanda di Palazzo Cicala, Piazza San Lorenzo
    Legge: Compagnia del Cappotto
    Stephen, ubriaco, visita la casa di Bella Cohen, accompagnato paternamente da Bloom.

    NOSTOS – PARTE TERZA

    Ore 21 Cambi Café, vico Falamonica: IL RIFUGIO Eumeo
    Leggono: Lidia Cuffini Riccardo David
    Stephen e Bloom sostano nel riparo dei vetturali dove incontrano un lupo di mare.

    Ore 22 Sede del Festival dell’Eccellenza al Femminile: LA CASA Itaca
    Leggono: Maria Pia Abbracchio Sara Bini Adriana Bolfo Angelo Reggiani
    Bloom ritorna a casa e chiacchiera con Stephen, che poi prosegue per destinazione ignota.

    Ore 23 Sede del Festival dell’Eccellenza al Femminile: IL LETTO Penelope
    Leggono: Elisabetta Mazzullo Orietta Notari
    Molly Bloom fantastica nel dormiveglia sulla sua vita e i suoi amori.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Fiera della Maddalena: pomeriggio di festa in centro storico

    Fiera della Maddalena: pomeriggio di festa in centro storico

    Campanile delle Vigne, GenovaAnticipata da una serie di appuntamenti che negli ultimi due fine settimana hanno animato vie e piazze del quartiere (il primo dedicato alle donne, il secondo alla legalità), torna sabato 15 giugno 2013 la Fiera della Maddalena.

    A partire dalle 15, nelle vie e piazze del quartiere una serie di appuntamenti fra musica, giochi, arte e incontro con le oltre 40 associazioni attive sul territorio, che ribattezzano solo per oggi l’area Via dei diritti.

    Programma

    Piazza Lavagna-Piazza Etnica
    Ore 17 – Danza Greca (Lab. Vico Papa)
    Ore 18.30 – Genova Flamenco – Gruppo Medialuna, Danza del Ventre AnahitaTcheragali NK Kecy – Fit For Life
    Ore 19.30 – Video Marco Phango
    Ore 20 – Liberamente Danze Orientali, (Lab. Vico Papa)
    Ore 21 proiezione di multivisioni a cura del 36°Fotogramma

    Piazza Vigne-Piazza del Verde
    Orto degli Angeli, Terra ONLUS ,Y.E.A.S.T.
    Eco Bike
    Eticologiche
    Legambiente
    Gas Vegano
    Intergas
    Installazione di Stefania Orengo

    Via ai quattro canti di San Francesco-Via dei Canti
    Ore 16 – Le vie del Canto
    Ore 17 – Musicanza

    Piazzetta Cambiaso-Piazza dei Progetti
    Progetti Vico Papa
    Io Cambio
    Mostra Itinerante Lectorium Rosicrucianum
    Chiostro delle Vigne-Piazza Teatro e Sport
    Ore 17 Oltre il Silenzio – Corte dei ratti: Nessuno potrà più udire la mia voce
    Hip Hop dello StreetUP
    Boxe per Tutti – Imane Kaabour
    Parkour Urban Street

    Piazza San Sepolcro, piazza Senarega, vico Mele – piazza della Legalità
    Libera
    Comunità di San Benedetto al Porto
    Assistenti sociali Senza Frontiere
    Associazione al Verde
    Piazza del Ferro-Piazza di Musica e Socialità
    Ore 15.30  – Socialità – Yoga della Risata
    Ore 16.30 – Fischi di carta gruppo letterario, letture e musica
    Ore 17.30 – Lu Trainanà – Stornelli Marchigiani
    Ore 18 – 20 – Claudino Mod e Tommy boss reggae gireranno i loro vinili
    Ore 20.20 – Roberto Ballerini
    Ore 21 – Anais
    Ore 21.40 – Flavia Ferretti
    Ore 22.20 – Natty family band
    Ore 23 Li Fiji der Papa

    Piazza inferiore di Pellicceria – piazza della Scienza
    Ore 15.30 Festival della Scienza
    Matefitness
    Cel Coop Il Laboratorio
    Vico Papa – Spazio Sociale
    School of Rock
    Gruppo Yoga Solidale
    Ass.cult. KUMMELEKALE
    Laboratorio Gaucho
    Maria Luisa Comodeca
    Ass.cult.KUMMELEKALE
    Paola De Benedetti
    Arianna Zunino
    Mamme della Maddalena
    Bioenergetica

    Piazza Cernaia – piazza dei Bambini
    Ore 15.30 Il Formicaio – Coop. Soc. Il Laboratorio
    Scout Agesci – Cengei
    Gastronomadi
    Animars
    Merenda – Associazione Scuola Daneo

    Piazza Postavecchia – piazza dei Bambini
    Ore 15.30 Remida
    Scout Agesci – Cengei
    Murga

    Piazza Boccanegra, vico Rosa – via dell’Arte e della Cultura
    Ore 15.30 Moto Perpetuo (Laboratorio Musicale di San Marcellino)
    Ore 16.15 Canto a Madama Rosa, con Irene Serini – Attrice e Manuel Perasso – Chitarrista
    Ore 16.50 Il Gran Bazar e le Mille e una Notte, con Enrico Campanati
    Ore 17.30 Don’t Worry, con Luigi Marangoni
    Ore 18.10 Omaggio alla Genova di Giorgio Caproni, con Fabrizio Maiocco – Attore e Adriano Fontana – Chitarrista
    Ore 18.45 Le Ribelli con Fabrizio Matteini – Attore e Giacomo Burdo – Chitarrista
    Ore 19.15 La Macchina Sforna Clandestini, Laboratorio Immigrazione
    Via della Maddalena 52r
    Abitare e lavorare alla Maddalena – Mostra fotografica a cura di Jalapeno e Laboratorio Probabile Bellamy. Foto di Paola Pietronave
    Vico del Fornaro 16 – Studio M.a.g.d.a.l.e.
    Frammenti in Movimento – Azione performativa di Enrico De Nicola, installazione di ArteGioco
    Impalcature Asilo vico della Rosa
    Scorci Urbani – Mostra fotografica a cura della Sacs
    Via della Maddalena 29, Massoero 2000
    Laboratori Artistici dell’Associazione S. Marcellino
    Ore 19 Abbracci di Tango – Proiezione
    Milonga alla Maddalena
    Corso di Tango Argentino di Vico Papa

    [foto di Daniele Orlandi]

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  • Sapone fatto in casa, naturale all’olio di oliva: Eticologiche

    Sapone fatto in casa, naturale all’olio di oliva: Eticologiche

    eticologiche-saponeQualche mese fa vi abbiamo raccontato il progetto Eticologiche, ideato da due ragazze genovesi – Luana Ciambellini e Silvia Dalla Dea – che per reagire alla crisi del lavoro si sono stabilite in uno spazio in vico del Duca producendo saponi naturali e artigianali, che “vendono” in cambio di prodotti alimentari biologici o materie prime.

    Si tratta di prodotti realizzati senza prodotti chimici né grassi di origine animale: i soli ingredienti sono olio (d’oliva oppure esausto), soda, farina e olii essenziali.

    Ieri (giovedì 13 giugno) abbiamo partecipato a un corso di sapone naturale al ristorante Ombre Rosse, in vico Indoratori, una minuscola area verde nel cuore del centro storico di Genova. Oggetto del corso era il sapone tipo Marsiglia, da realizzarsi mescolando olio di oliva, soda caustica e acqua. Hanno partecipato circa una decina di persone.

    Senza anticipare troppo sui contenuti, è stato un corso molto utile per comprendere quanto sia semplice e veloce produrre il proprio sapone. In poco meno di due ore – con due chili di olio di oliva uniti a soda e acqua in un procedimento non troppo complesso – sono state prodotte oltre venti saponette, che dopo un mese di stagionatura potranno essere utilizzate. Il solo trucco è fare attenzione alle giuste proporzioni tra acqua, soda e olio, mescolare tutto alle giuste temperature e utilizzare occhiali e mascherina per non inalare la soda caustica.

    Parte della quota di iscrizione al corso può essere pagata con gli Scec, così da sostenere questa forma di circuito economico locale.

    I prossimi appuntamenti a cui Eticologiche saranno presenti sono: Fiera della Maddalena (sabato 15 giugno) e un corso di sapone con olio esausto e olio di oliva al Dadoblu di Boccadasse.

    Il progetto di Eticologiche contribuisce anche al rispetto dell’ambiente: non si dovrebbe mai gettare nello scarico del lavandino l’olio esausto o da frittura, che andrebbe invece conservato in contenitori e portato nei punti di raccolta. Eticologiche raccolgono l’olio esausto da quattro negozi in città – Green Store a Nervi, La Pulsatilla e La bottega del gusto in centro storico, La Pianata a Quinto – e lo riutilizzano per produrre alcuni dei loro saponi.

    Per maggiori informazioni sul progetto si può contattare Luana e Silvia alla mail eticologiche@gmail.com.

    Marta Traverso

  • Concorso musicale per band emergenti: Indipendente Mente

    Concorso musicale per band emergenti: Indipendente Mente

    musica-concerti-pianofortePer festeggiare i suoi 35 anni di carriera e in occasione della pubblicazione del nuovo album Frankenstein, il MEI organizza un contest dedicato a Enrico Ruggeri: cantautori e band sono invitati a realizzare la cover di uno fra i suoi brani più noti, a scelta dalla discografia del cantautore.

    Sono ammessi tutti i generi musicali: le 12 canzoni migliori saranno inserite in una compilation digitale, 4 artisti potranno esibirsi nella serata di premiazione e il vincitore potrà suonare al Mei 2.0, a Faenza dal 27 al 29 settembre 2013.

    La scadenza per partecipare è il 5 settembre 2013: il brano dovrà essere inviato tramite Soundcloud o link analogo a mei@materialimusicali.it

    In giuria: Enrico Ruggeri, Giordano Sangiorgi, Fabio Gallo e altri giornalisti e operatori del settore.

  • Municipio Levante, informazioni e documenti sul web: la proposta

    Municipio Levante, informazioni e documenti sul web: la proposta

    NerviUn passo concreto verso la tanto osannata partecipazione dal basso. È questa la motivazione che ha spinto Walter Vassallo, presidente della commissione 1 Affari istituzionali e generali del Municipio 7 Levante, a presentare “Digital – Levante” un piano di rinnovo della comunicazione via web che riguarderà le pagine internet istituzionali del “suo” ente.

    «Quello che vogliamo fare – ci racconta Vassallo – è dare vita a un processo di informatizzazione che crei le basi per una reale partecipazione diffusa, che contribuisca allo snellimento dell’amministrazione, alla riduzione di tempi, costi, margini di errore e attesa agli sportelli, anche attraverso una progressiva alfabetizzazione digitale per i cittadini meno avvezzi alle nuove tecnologie. Senza dimenticare un altro tema cruciale del nostro tempo, ovvero quello dell’eco-sostenibilità».

    Il nuovo sito del Municipio Levante, quindi, dovrà contenere, da un lato, tutti i moduli e le documentazioni necessarie per accedere ai più svariati servizi locali e, dall’altro, tutte le notizie indispensabili per restare aggiornati sulle attività del territorio, da Nervi a Sturla. Sulla falsa riga di quanto dovrebbe accadere, a livello più ampio, con le pagine istituzionali del Comune di Genova.

    «Ad esempio – spiega ancora Vassallo – mi piacerebbe che si potesse accedere con facilità alla mappatura di tutte le aree verdi pubbliche, razionalizzando tempi e moduli per l’adozione o l’affido di quelle ancora libere».

    Sfruttare la rete, dunque, non tanto come mera innovazione tecnologica per stare al passo con i tempi, ma per promuovere una conoscenza condivisa che favorisca la partecipazione, la crescita di consapevolezza del proprio essere cittadini e l’integrazione sociale di tutti. Prima che la realizzazione tecnica del progetto possa essere studiata dagli informatici, le linee programmatiche di Digital-Levante dovranno passare al vaglio del consiglio municipale (a luglio o dopo l’estate). Uno step poco più che formale, vista l’approvazione già ottenuta sia in commissione 1 che in commissione 3 (Servizi civici e alla persona).

    «Purtroppo, trattandosi di cose pubbliche, i tempi per la realizzazione temo che non saranno brevissimi – ammette Vassallo – ma vigilerò costantemente perché il progetto non si incagli nelle solite maglie della burocrazia amministrativa».

    A questo proposito, va tenuto presente che le pagine web dei Municipi altro non sono che un’emanazione del sito istituzionale del Comune di Genova: per cui, i tecnici della delegazione dovranno quantomeno interfacciarsi con quelli di Palazzo Tursi, prima di dare il via a qualsiasi modifica. Ma Vassallo assicura che «ci si potrà muovere con una certa autonomia. D’altronde, il progetto è già stato visionato dalla Segreteria generale e non è stata sollevata alcuna pregiudiziale di legittimità».

    Che il territorio genovese abbia necessità di una rinnovata visibilità istituzionale anche dal punto di vista telematico è fuori di dubbio. Basta fare qualche clic in profondità sull’attuale sito del Comune per rendersi conto di come il progetto di “Genova Città Digitale”, uno dei fiori all’occhiello del programma elettorale di Marta Vincenzi, si sia sostanzialmente arenato, ancor prima dell’avvento del nuovo ciclo amministrativo. E pensare che tutto era iniziato proprio dalle “periferie”, con l’ambizioso sito “Prossima Fermata Genova”: nelle intenzioni, un vero e proprio giornale dei quartieri genovesi, che per mancanza di fondi, risorse e visioni strategiche, è rimasto relegato al solo Municipio VI – Medio Ponente (zone di Sestri e Cornigliano), per giunta senza alcun particolare appeal.

    Dunque, una bella rinfrescata “informativa” a partire dal “basso” dei Municipi potrebbe solo che giovare alla sete di notizie che pervade i meandri del web e del mobile. Resta da capire se la strada che “Digital Levante” vuole tracciare troverà finalmente terreno fertile e, soprattutto, fondi e capacità professionali. Di per sé, un sentiero irrinunciabile per una città che ambisce a essere “Smart”.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Questo è amore: il video anti omofobia al museo di Villa Croce

    Questo è amore: il video anti omofobia al museo di Villa Croce

    video-omofobiaDa venerdì 14 giugno 2013 una nuova installazione permanente al Museo di Villa Croce a Genova: si tratta del video Questo è amore – This is love, presentato a Palazzo Ducale in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia 2013.

    L’evento di inaugurazione vede la presenza dei relatori:
    Francesca Biasetton (Artista e Calligrafa);
    – Ilaria Bonacossa (Curatrice delle Attività Espositive di Villa Croce);
    – Luca Borzani (Presidente di Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura);
    – Carla Sibilla (Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Genova);
    – Nicla Vassallo (Professore Ordinario di Filosofia Teoretica)

    Ingresso libero fino a esaurimento posti.

    Guarda il video.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Offresi conversazione gratuita, piazza De Ferrari: ecco Marco e Nicolò

    Offresi conversazione gratuita, piazza De Ferrari: ecco Marco e Nicolò

    Offresi Conversazione Gratuita“Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”. Ci perdoneranno Nicolò e Marco se la nostra citazione di “Amici Miei” non è al pari degli aforismi che da tre giorni a questa parte regalano ai passanti in piazza De Ferrari. Ma sembra calzare a pennello per la loro inconsueta occupazione. Già perché i due giovani, incontrati per caso sotto il sole cocente di questo primo sprazzo d’estate, questo fanno: lanciano disinteressatamente spunti di conversazione sull’attuale condizione della società a chi ha il buon cuore o la curiosità di fermarsi qualche minuto in loro compagnia. E così abbiamo fatto noi, attirati dall’insolito cartellone, laddove ogni sera si ritrovano i percussionisti di strada.

    Laureando in Scienze politiche e laureato in Economia, forniscono a offerta libera, conversazione di buon livello, idee e opinioni. Causa: disoccupazione forzata”. Così recita il manifesto casereccio. E sopra “offerta libera”, un’evidente ics affiancata dalla correzione “gratis”. «Non volevamo certo guadagnare da questa iniziativa, ma il primo giorno ci guardavano tutti con grande diffidenza: poi, ci siamo ricordati di essere a Genova e abbiamo messo quella magica parolina». Una parola che loro stessi si sono trovati ad affrontare più volte, sulla soglia del mondo lavorativo: «Ma piuttosto che lavorare gratis, preferiamo passare il nostro tempo in piazza a scambiare opinioni con la gente».

    L’uno, Nicolò Boidi, è neolaureato magistrale con lode in Amministrazione, Finanza e Controllo, e dopo uno stage di 5 mesi a 250€ al mese in una nota banca locale («da cui sto ancora aspettando i soldi») ha inviato oltre un centinaio di curricula, ottenendo una sola risposta: un’occupazione a Riva Trigoso, naturalmente gratis; un affare, per lui che abita a Rivarolo. L’altro, Marco Mattei, è laureando in Scienze Politiche e, molto preoccupato per il suo futuro lavorativo, mette già le mani avanti.

    Ogni giorno un aforisma dà lo spunto a nuove conversazioni. Hanno iniziato con Aristotele (“Schiavo è colui che non appartiene a se stesso ma ad un altro”), oggi invece parlano sempre di anti-utilitarismo con una frase di produzione propria: “Voglio poter chiamare mio solo ciò che non mi serve”. «Nell’impianto ideologico dominante si punta solo all’utile individuale – argomenta Nicolò – ma il vero utile è solo quello dell’altro. Mentre noi stessi possiamo ricercare la felicità solo nelle cose apparentemente “inutili”, come una buona cena in compagnia di ottimi amici e con una bottiglia di buon vino».

    E ci anticipano già lo spunto di domani: “Siamo trasparenti ai loro occhi ma non alle loro coscienze”. I destinatari? Tutte le persone in giacca e cravatta che in questi giorni hanno tirato via dritto senza nemmeno degnarli di uno sguardo: «Soprattutto assessori e consiglieri regionali, eppure siamo a due passi dall’ingresso del loro palazzo. Ma non demordiamo e i prossimi giorni andremo anche sotto Palazzo Tursi». «A dire il vero – continuano sorridendo – neanche i tuoi colleghi giornalisti sembrano averci notato. Insomma, questo è po’ il tuo scoop».

    Gli altri, invece, “quelli normali”, si fermano quantomeno a dare un’occhiata e a ritirare l’aforisma del giorno. «Per ora, non sono tantissimi quelli che si siedono a fare quattro chiacchiere ma qualcuno che ci racconta la sua storia c’è. Qualche straniero e soprattutto persone con situazioni di instabilità simili alla nostra: disoccupati o padri senza soldi per pagare gli alimenti ai figli».

    Chi volesse può conoscerli anche su Facebook, la loro pagina “Lo schiavo” è ancora in via di ottimizzazione. D’altronde, per dirla con parole loro, meglio scambiarsi idee in piazza come si faceva un tempo piuttosto che rinchiudersi in una stanza davanti al pc, a perdere tempo. Appunto.

     

    Simone D’Ambrosio