Categoria: Notizie

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  • Acqua pubblica: referendum due anni fa, l’appello del Comitato

    Acqua pubblica: referendum due anni fa, l’appello del Comitato

    acqua2IL PRECEDENTE

    12 e 13 giugno 2011: in Italia si vota per i referendum abrogativi sull’acqua pubblica, l’energia nucleare e il legittimo impedimento. Quattro quesiti, rispettivamente proposti dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua (una rete di numerose associazioni attive su tutto il territorio nazionale) e dal partito Italia dei Valori.

    I primi due temi oggetto dei referendum riguardano (1) modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica e (2) determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

    Il quorum è stato raggiunto con il 54,8% dei voti. Tuttavia, fin dai primi mesi successivi il Forum nazionale e i singoli comitati territoriali hanno denunciato la mancata applicazione dei referendum.

    Gennaio 2012: il Comitato Acqua Bene Comune avvia una campagna di obbedienza civile, affinché i cittadini si autoriducano le bollette dell’acqua eliminando la voce relativa a “remunerazione del capitale investito”, abrogata dal referendum.

    Dicembre 2012: l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas approva con una delibera le nuove tariffe per il servizio idrico, che non tengono conto di quanto imposto dal secondo quesito referendario.

    IL PRESENTE

    A due anni dal voto, gli impegni sull’acqua pubblica sono stati mantenuti?

    Su tutto il territorio nazionale sono in corso assemblee, presidi e manifestazioni per spiegare i dettagli della mancata applicazione del referendum. Il Comitato Acqua Bene Comune di Genova intende, proprio in vista di questo anniversario, presenziare alla seduta del Consiglio Comunale di domani (martedì 11 giugno 2013), un’iniziativa a cui «la cittadinanza è invitata a partecipare».

    Come si legge nel comunicato sul loro sito web, «A due anni dal referendum sull’acqua pubblica il Comitato Acqua Bene Comune Genova ricorda che né il Governo, né gli Enti locali si sono adeguati alla legge, votata da 28 milioni di cittadini, che prevede la riduzione della bolletta dell’acqua per una quota pari alla remunerazione del capitale investito (a Genova corrisponde al 22% della bolletta). Dal 2011 a oggi i gestori del servizio idrico si sono appropriati indebitamente dei nostri soldi (68,6 mln di euro) pagati con le bollette, con l’appoggio della politica».

    Una posizione che si lega alle recenti disposizioni su Iren: nel ridisegnare lo statuto della società partecipata che si occupa del servizio idrico,

    Marta Traverso

  • Stanley Kubrick: i sei film migliori al cinema City

    Stanley Kubrick: i sei film migliori al cinema City

    full-metal-jacketLunedì 10 giugno 2013 si svolge al Cinema City di Genova la prima proiezione di una rassegna cinematografica dedicata a Stanley Kubrick, che prosegue ogni giorno fino al 30 giugno.

    Saranno proiettati i film Full metal jacket, Barry Lyndon, Eyes wide shut, Shining, Arancia meccanica e 2001 Odissea nello spazio (consulta date e programma della rassegna Stanley Kubrick). L’orario degli spettacoli è 17.30 e 21.15, il biglietto costa 6 €.

    La rassegna è organizzata in concomitanza con la mostra Stanley Kubrick fotografo, allestita a Palazzo Ducale fino a domenica 25 agosto 2013.

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  • Mercato Corso Sardegna: il Civ apre i cancelli e fa pressing sul Comune

    Mercato Corso Sardegna: il Civ apre i cancelli e fa pressing sul Comune

    mercato-corso-sardegna-12Dopo il ricorso al TAR da parte della ditta Rizzani-De Eccher, attuale appaltatrice per il progetto di restyling dell’ex mercato coperto di Corso Sardegna, al Comune di Genova sono stati richiesti 11 milioni di euro per i danni causati in questi anni alla ditta di Udine. Con il rischio, per l’amministrazione genovese, che alla Rizzani venga riconosciuto il diritto a ricevere una bella fetta di quell’ingente somma che ha richiesto.

    Il Civ di Corso Sardegna, guidato da Umberto Solferino, venerdì ha aperto i cancelli della struttura ai giornalisti per mostrare il degrado e sensibilizzare la cittadinanza  (in coda le immagini, ndr) su una situazione che al momento continua a rimanere in sospeso (Era Superba ha seguito in più di un’occasione le tappe di questo complesso e travagliato iter, ecco l’approfondimento e gli ultimi aggiornamenti). Lo scorso 3 giugno durante il seminario informativo sui progetti urbanistici in Val Bisagno, il tema mercato è rimasto un po’ a sorpresa ai margini della discussione, in quell’occasione lo stesso Solferino ha chiesto aggiornamenti alle amministrazioni sul futuro della struttura senza ricevere però risposte concrete dagli amministratori presenti, evasivi sul tema.

    «La possibilità di effettuare valutazioni chiare e stabilire la fattibilità del progetto, anche sotto il profilo economico, attualmente c’è – dichiara Solferino – ed è necessario che il Comune agisca adesso prima che sia troppo tardi e prima che la storia del mercato si prolunghi a dismisura».

    Il fatto è che oggi non esiste un progetto realizzabile e c’è il rischio che gli investitori privati retrocedano, lasciando il Comune con in mano un pugno di mosche: il progetto approvato un tempo non è ormai più realizzabile, se non in parte, ed è necessario che vengano apportate delle modifiche e che venga presentato un progetto alternativo il prima possibile. Altrimenti lo scenario che si profila più verosimile è quello che Rizzani-De Eccher esca definitivamente dal progetto e il Comune, spinto da varie pressioni su più fronti (la stessa Rizzani, la popolazione e il CIV di Corso Sardegna), sa di dover risolvere in fretta lo stallo. L’amministrazione dovrebbe riuscire a presentare un progetto più snello di quello attuale (partendo sempre da quello già in essere, ma modificandolo in base alle disposizioni nuove) e in tempi brevi.

    Qualora la ditta decidesse di fuoriuscire e riconsegnare le chiavi del complesso, infatti, il Comune dovrebbe pagare una liquidazioni all’impresa in uscita, smaltire l’amianto presente nel sito (altro problema annoso), indire un nuovo bando e cercare un altro soggetto appaltatore.

    È tanta la fretta dei cittadini, esasperati, e forti sono le pressioni del CIV. «Attualmente, una squadra di architetti – ci racconta Solferino – sarebbero disponibili a riunirsi in una tavola rotonda e ragionare con le amministrazioni su come modificare il progetto in essere, salvandone il salvabile. Ma il Comune ancora temporeggiaStiamo parlando di una superficie di 22 mila metri quadrati in piano, a Genova: una situazione più unica che rara, e che tuttavia è abbandonata al degrado da troppo tempo. Per questo stiamo facendo forti pressioni, nella speranza di venire prima o poi ascoltati. Chiediamo che venga ripreso il vecchio progetto, che ne vengano salvate le parti ancora attuabili e che si pensi a una soluzione diversa per le parti non realizzabili, come quelle relative alla parte interrata. Tanto più che, se venisse realizzato il progetto dello scolmatore del Bisagno, la zona di Corso Sardegna verrebbe declassata da zona rossa a zona gialla, e sarebbe così possibile ottenere i permessi per realizzare intanto alcuni dei lavori previsti. Allo stato attuale non c’è tempo da perdere».

     

    Elettra Antognetti

  • Doria Sindaco, un anno dopo: incontro pubblico e contestazioni

    Doria Sindaco, un anno dopo: incontro pubblico e contestazioni

    incontro-pubblico-contestazioneSi è svolta ieri pomeriggio (sabato 8 giugno) l’assemblea degli stati generali della giunta Doria, un’occasione che, almeno formalmente, sarebbe servita non solo a festeggiare il primo anno di insediamento, ma soprattutto a raccogliere appunti, ascoltare critiche e problematiche sollevate dai cittadini. Ma la giornata di ieri al Teatro della Tosse si è rivelata per il sindaco Doria un banco di prova più difficile del previsto.

    Durante i primi venti minuti tutto è filato in linea con il copione immaginato dagli organizzatori: un susseguirsi di interventi, più o meno tutti uguali, in cui diverse personalità e soggetti cittadini chiedevano a Doria maggiore chiarezza su alcuni punti ritenuti cruciali per la città: in primis l’annosa questione della “movida” del centro storico, considerata una condanna per gli abitanti della zona limitrofa alle Erbe. Qualcuno, inascoltato, ha provato a riconoscere il fatto che il baccano dei giovani è inversamente proporzionale al tasso di criminalità e di spaccio che certe zone del centro storico devono vivere quotidianamente. Ma dopo il quarto intervento in cui il problema movida catalizzava gli argomenti, lo scenario è cambiato improvvisamente: gli occupanti del laboratorio sociale Buridda, da qualche mese sotto reale minaccia di sgombero coatto, alcune famiglie con in una mano l’ordinanza di sfratto esecutivo e nell’altra i figli, accompagnate dallo Sportello per il diritto alla casa, i lavoratori precari di Amiu Bonifiche  hanno tentato di prendere parola, cercando di portare l’attenzione del Sindaco e della platea su problemi di calibro ben differente rispetto alla gioventù che il venerdì sera beve qualche bicchiere di troppo nei caruggi genovesi.

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    Dopo qualche minuto di parapiglia sul palco, i contestatori sono riusciti a esprimere quattro punti sui quali il sindaco è stato invitato a prendere posizione pubblica con altrettanta chiarezza: terzo valico, politiche abitative, spazi sociali autogestiti, precariato della pubblica amministrazione.

    «Se si danno certi modi di prendere la parola, che esulano dalle regole democratiche – ha premesso il Sindaco sottolineando l’irruenza delle manifestazioni di dissenso – posso decidere di rispondere, come di ignorarvi». Doria ha risposto alle critiche cercando di illustrare le difficoltà a procedere della macchina comunale per la mancanza di risorse, ma le considerazioni in merito ai contenuti non hanno placato l’ira dei contestatori: «Il terzo valico è una linea ferroviaria che collegherà il mare alla pianura padana, è utile e si farà – ha confermato il sindaco – per quanto riguarda gli spazi sociali autogestiti, siamo in continuità con la giunta precedente, c’è una trattativa che andrà a termine (leggi approfondimento, ndr) e stiamo pagando i lavori di ristrutturazione dello Zapata (su questo punto è arrivata la smentita di alcuni dei presenti in sala, ndr) e venderemo l’ex facoltà di Economia, dove ora c’è il Laboratorio Buridda, trasferendo le sue attività al Mercato del pesce, per ricavarne entrate sufficienti a risolvere le problematiche abitative

    Ad oggi le aste pubbliche per la vendita dell’ex Facoltà di Economia in via Bertani sono andate tutte deserte (il prezzo di vendita di partenza nel novembre 2011 era di 7,8 milioni), sicuramente l’eventuale vendita porterebbe indotto da reinvestire, ma vendere l’immobile a cifre di mercato non è affatto facile. Sulla questione dell’emergenza abitativa, i contestatori hanno puntato il dito contro «le 44mila case sfitte di proprietà del Comune, case che vengono murate per evitare che qualcuno le abiti abusivamente o case in condizioni talmente fatiscenti da non poter essere utilizzate». Lo sportello per il diritto alla casa nel frattempo, che stima più di 400 ordinanze di sfratti e sgomberi per il 2013, chiede fermamente una moratoria fino a data da destinarsi e si dichiara pronto a porre resistenza contro ogni sfratto esecutivo e ad occupare le case per tutti coloro che non possono permettersi un affitto e che, al contempo, risultano non idonei nelle graduatorie per gli alloggi popolari.

     

    Chiara Guatelli

    [foto dell’autore]

  • A piedi nel parco: una giornata al Peralto

    A piedi nel parco: una giornata al Peralto

    mura-4Domenica 9 giugno 2013 la zona del Parco delle Mura che tocca il quartiere del Righi si apre alla città per la giornata A piedi nel parco.

    Un ricco programma di eventi (ore 9-19) gestito dalle associazioni che operano sul territorio. In programma dimostrazioni di antincendio boschivo e di tecniche di primo soccorso e rianimazione, corsa podistica e prove aperte di tiro con l’arco, visita guidata all’Osservatorio Astronomico e molto altro.

    Leggi il programma di A piedi nel parco.

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  • Sant’Eusebio, musica e poesia per la nuova piazza del quartiere

    Sant’Eusebio, musica e poesia per la nuova piazza del quartiere

    sant-eusebio“Sant’Eusebio ringrazia”: con questo striscione, sintetico ma eloquente, gli abitanti del quartiere hanno manifestato non solo la propria gratitudine, ma anche una sorta di “esultanza” per aver ottenuto finalmente, dopo lotte e attese infinite, uno spazio pubblico dignitoso e, soprattutto, fruibile. E’ stata inaugurata ieri (venerdì 7 giugno), alla presenza di assessori, associazioni e cittadini,  la nuova piazza pedonale antistante la parrocchia di Sant’Eusebio.

    Di ristrutturazione e riqualificazione della piazza della chiesa si parla dal 2010, ma l’impossibilità d’interdire al traffico la strada verso Bavari, la necessità di garantire il passaggio agli avventori degli esercizi commerciali presenti e i disagi alla viabilità causati dallo spostamento dei capolinea dei mezzi pubblici che collegano il quartiere alla Val Bisagno, hanno rallentato sensibilmente i lavori, tanto che l’esito della gara d’appalto è stato pubblicato solo nel marzo del 2012. Dopo diciassette riunioni di consiglio, segnate da tensioni e opposizioni, nel giugno di quest’anno il presidente del Municipio IV Media Val Bisagno Agostino Gianelli ha consegnato al quartiere una piazza pedonale, di dimensione notevole e curata nel dettaglio, pronta a trasformarsi in un luogo d’interazione o meglio, come l’Assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Crivello l’ha definita, in “una sorta d’agorà”.

    Durante l’inaugurazione, il Vice Sindaco Stefano Bernini ha anche elogiato la comunità di Sant’Eusebio per il suo dinamismo e per il suo impegno costante in iniziative di volontariato, qualità che, come lui stesso ha rimarcato, sono risultate fondamentali per la realizzazione del progetto: incontri, laboratori, mercatini, festività religiose e manifestazioni sportive, organizzate dai cittadini per i cittadini, contando sull’aiuto di una parrocchia “tecnologica”, con tanto di pagina Facebook.

    In tale contesto di collettivismo civico, l’Associazione Il Leccio, ONLUS nata nel 2001 per recuperare un’area verde progettata dai bambini della zona, dà il suo contributo organizzando la rassegna letteraria “Una collina di emozioni”, concorso di poesia giunto alla sesta edizione e realizzato con la collaborazione dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), del progetto Intrecci Urbani, che ha fornito il patchwork con il logo dell’associazione, e degli abitanti del quartiere. La giuria, composta da membri dell’associazione, ha premiato dieci delle trentatré composizioni in gara e ne ha dato lettura pubblica, rendendo così i presenti partecipi dei temi (dall’immigrazione alla vecchiaia) e delle emozioni tipiche di una poesia “casalinga”, forse rozza ma sincera e genuina. Inoltre, cinque delle opere presentate sono state selezionate per diventare “canzoni”, musicate, arrangiate ed eseguite dagli alunni della CDM – Città Della Musica che si sono esibiti sul palco allestito per l’occasione.

    Se, da un lato, l’inaugurazione della piazza ha riappacificato la comunità con le istituzioni, collaborative e tenaci nel desiderio di riqualificare un quartiere di periferia, prevalentemente residenziale, dall’altro la rassegna organizzata dal Leccio ha dimostrato che, talvolta, le parole, se spontanee e ricche di sentimento, sono sufficienti a rinsaldare quei legami che rendono un quartiere non solo un luogo in cui si vive, ma anche un luogo in cui si vuole vivere.

     

    Giulia Fusaro

  • Bufale, falsi miti e pregiudizi su scienza e medicina: conferenza

    Bufale, falsi miti e pregiudizi su scienza e medicina: conferenza

    MedicinaI vaccini fanno diventare autistici (e in alcuni casi gay). I ricercatori di medicina incentivano la vivisezione. Ci sono persone in grado di prevedere i terremoti senza utilizzare alcuno strumento. Le cellule staminali possono curare ogni malattia.

    Questi sono alcuni dei falsi miti sulla scienza e sulla medicina, spesso difficili da confermare o confutare a causa delle scarse competenze di chi affronta questi temi (a partire dai mezzi di informazione).

    A questo scopo si è deciso di organizzare in diverse città italiane una giornata di eventi e conferenze, in cui studiosi e ricercatori possono confrontarsi con il pubblico su questi argomenti, per “aprire un ponte” tra chi lavora in ambito medico e scientifico e la collettività.

    L’evento genovese si tiene sabato 8 giugno 2013 (ore 14.30) presso il Museo di Storia Naturale Doria: il programma.

  • Teatro Hop Altrove, esito del bando: nuova vita con Arci e San Benedetto

    Teatro Hop Altrove, esito del bando: nuova vita con Arci e San Benedetto

    teatro-hops-altrove-d1Finalmente l’Hop Altrove ha trovato una nuova famiglia. E anche molto numerosa. Almeno per i prossimi nove anni, a gestire gli spazi del cinquecentesco Palazzo Frattinati – Cambiaso sarà la nascente Associazione temporanea di scopo “Punto G”, che vede coinvolti alcuni dei principali protagonisti della realtà culturale genovese, ovvero Arci, Comunità di San Benedetto, Circolo culturale Punto G – Belleville, Disorderdrama, Narramondi e Laboratorio Probabile. Musica, teatro, cinema, battaglie per i diritti, la legalità e l’antimafia e cibo a chilometro zero: questi, e tanti altri, gli ingredienti vincenti del nuovo hub culturale, che si candida a tornare punto di riferimento del centro storico genovese. Il tutto in estrema connessione con il territorio circostante, come ci racconta Stefano Kovac, coordinatore di Arci Genova: «Grazie ad accordi con diverse altre associazioni che operano in città, sarà possibile dare vita a numerose iniziative incrociate, come la presentazione di spettacoli teatrali in cartellone alla Tosse piuttosto che all’Archivolto».

    «Non sarà né una passeggiata né un pranzo di Gala» ammette Domenico “Megu” Chionetti della Comunità di San Bendetto. «Oggi ci siamo ritrovati a discutere di business plan e offerte economiche ma non si tratta certo di un’operazione commerciale. Per le associazioni come le nostre l’obiettivo non è certo fare soldi ma dobbiamo comunque pensare di chiudere almeno in pareggio» . È soddisfatto, il Megu, di poter dare vita a questa nuova avventura, a pochi passi dalla bottega di vico Mele, “In sciä stradda”: un’occasione per la Comunità di rinnovare il legame e l’impegno sociale con la “Città Vecchia”, iniziato già a fine anni ’70 con la bottega di vestiti usati “Ciacchi” e proseguita nel tempo con continue iniziative di animazione, per dare visibilità a un mondo troppo spesso tenuto volutamente nascosto per le sue problematicità. Il progetto dell’Altrove, dunque, è l’ennesima testimonianza che anche dopo don Andrea Gallo, la Comunità di San Benedetto non molla la presa, anzi raddoppia: «Perché, adesso che non c’è più – dice Chionetti – è ancora più vero il messaggio del Gallo: “Noi siamo quello che facciamo e non quello che diciamo”».

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    Difficile capire con precisione quando la nuova vita dell’Altrove verrà ufficialmente battezzata perché mettere insieme tutti i pezzi di un puzzle così variegato è opera alquanto complessa. «Oltre ai tempi formali previsti dal bando (un mese, ndr) – spiega Kovac – e a quelli legati all’istituzione formale dell’associazione, gli spazi necessitano anche di alcuni interventi strutturali. Dobbiamo capire se mettere i classici tapulli alle emergenze e aprire il prima possibile o prevedere una ristrutturazione più articolata. Insomma, siamo già parecchio in ritardo ancora prima di partire perché, ad esempio, per programmare una stagione teatrale ci si dovrà accontentare dei buchi disponibili che hanno le compagnie».

    Ma la colpa non è certo di Arci & co. se i tempi si sono dilatati fino all’inverosimile. Le lungaggini della gara sono state evidenti fin da subito: il bando, che l’assessore Sibilla aveva annunciato in dirittura d’arrivo a ottobre dello scorso anno, è stato in realtà aperto poco prima di Natale per concludersi, in seguito a proroga, a fine febbraio. Anche le procedure di valutazione non sono filate molto lisce, con incontri pubblici prima annunciati e poi rimandati: si fa presto, dunque, a capire come sia arrivato il 7 giugno. Al momento dell’apertura delle buste per verificare le offerte sono giunti sopravvissuti solo 3 (Punto G, Altrove Spazio e Lilith) dei 7 progetti ufficialmente presentati, scesi in realtà a 5 ancora prima delle analisi qualitative.

    E anche nel corso della seduta che ha proclamato il progetto “Punto G” vincitore non è mancato il classico bullesumme alla genovese. A passare dietro il banco degli imputati è stata la direzione cultura del Comune di Genova, accusata di essere stata un po’ confusionaria nella redazione di alcuni aspetti del bando legati all’offerta economica. Proprio per presunte inadempienze a riguardo è stato dichiarato inammissibile il progetto di “Altrove Spazio”, che comunque sarebbe giunto alle spalle dei vincitori. In effetti, la commissione presieduta da Guido Gandino, non ha fatto una splendida figura ad aver comunicato questa irregolarità solamente nel corso dell’ultima seduta.

    Anche il progetto “bocciato” presentato da 6 giovani genovesi (età media: 26 anni), racchiudeva in sé diversi elementi di interesse, a partire dalle oltre 40 associazioni che ne avrebbero preso parte. Il punto di forza dell’”Altrove Spazio” sarebbe stata l’apertura continua, tutto il giorno tutti i giorni, e la cessione gratuita della sala teatrale a chiunque ne avesse fatto richiesta. Una sorta di potenziamento di quanto già intravisto sotto la precedente gestione Varlese: spettacoli di prosa, cabaret e animazioni per bambini sotto il profilo teatrale, con il mese di maggio interamente dedicato alla scuole per saggi e classiche feste di fine anno; stretta connessione con il Conservatorio e Gezmataz per gli eventi musicali, oltre alla predisposizione di uno studio di registrazione che avrebbe dato il la a una produzione interna; allestimento di una palestra e di spazi destinati a laboratori artigianali; e tanta attenzione alla cucina con caffè letterari alla mattina, pranzi “operai” e cene enogastronomiche a chilometro zero, senza dimenticare un aperitivo di qualità, non a buffet ma a prezzi popolari e sotto la guida di esperti sommelier. È molta la delusione di Giacomo Gianetta e Filippo Cuomo Ulloa, due degli ideatori di questo progetto. Giacomo, addirittura, ci confida che questo è stato il suo ultimo tentativo per fare qualcosa di utile a Genova, adesso andrà in Germania per un master: «E poi dicono che vogliano dare spazio ai giovani…».

     

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Matreska Gruppo artistico: I Dodici, la poesia russa a teatro

    Matreska Gruppo artistico: I Dodici, la poesia russa a teatro

    matreska-dodiciNuovi progetti in corso per il gruppo artistico Matreska, fondato da Martina Massarente e Daniel Nevoso e che sta sviluppando in città progetti culturali di poesia, fotografia e teatro.

    Dopo le soddisfazioni ottenute con Sussurri, il progetto poetico – fotografico che ha portato Martina Massarente al festival di fotografia del nudo di Arles, il duo si sta concentrando sulla seconda anima del proprio percorso artistico, ossia il teatro.

    Lo scorso anno lo spettacolo Martin di Daniel Nevoso era stato selezionato nel bando Pre-visioni 2012 al Teatro della Tosse: ora l’artista sta lavorando a un secondo progetto, che vuole far conoscere al pubblico l’opera di Aleksandr Blok, vissuto tra il 1880 e il 1921 e ritenuto uno dei maggiori poeti russi.

    Lo spettacolo I Dodici. Una marcia suggerita dal vento riprende il testo originale del poema I dodici (scritto nel 1918) con l’aggiunta di intermezzi scritti, cantati e recitati dallo stesso Daniel. Un’opera epica ambientata nel periodo della Rivoluzione Russa, che racconta la marcia nella neve di dodici guardie rosse e sottintende simbolicamente i Dodici Apostoli che marciano seguendo Cristo.

    Sul palco insieme a Daniel Nevoso i musicisti de La decima vittima – che eseguono una parodia del suono del vento, di loro composizione – e la ballerina Selena Pastorino.Infine, la stessa scenografia dello spettacolo – vedi foto in alto – è a cura di Matreska. La prima messa in scena sarà a fine giugno, rivolta a critici e a chiunque abbia competenze in ambito teatrale e vuole ragionare insieme agli autori sulle caratteristiche dello spettacolo. A seguire, si cercheranno spazi e occasioni per le rappresentazioni pubbliche.

    Un progetto che va oltre la messa in scena teatrale: Matreska ha infatti avviato una collaborazione con tre studenti al primo anno del corso di laurea in Storia dell’Arte. Gabriele, Diego e Ludovico stanno svolgendo una ricera su Blok e il suo contesto storico/artistico di riferimento, un’indagine che verrà pubblicata sul blog di Matreska e che riguarderà anche gli altri autori oggetto dei progetti culturali (come il norvegese Henrik Ibsen per Sussurri).

    «Si tratta di uno spettacolo che possiamo definire sperimentale, anche se questo termine ha spesso un’accezione negativa. – precisa Martina Massarente – La sperimentazione presuppone un profondo lavoro dell’artista, che si sviluppa su vari fronti: anzitutto il lavoro su se stesso, imprescindibile per gli autori e gli attori che devono costruire un personaggio; inoltre il lavoro culturale, perché scopo di Matreska è portare al pubblico l’opera di figure poco note ma di enorme rilievo, come in questo caso Blok. Se in campo artistico bisogna imparare che “non esistono solo Van Gogh e Gauguin”, anche in ambito poetico e teatrale sono moltissimi gli autori da cui si può trarre ispirazione. Noi di Matreska concepiamo il teatro come modo di essere, ciò che vogliamo mettere in scena è il percorso di ricerca della persona. La tecnica è importante, ma ininfluente senza questo primo e fondamentale elemento».

    Allo scopo di perfezionare il proprio percorso teatrale e mettersi in rete con le altre realtà indipendenti sul territorio, Matreska ha aderito a Tilt. Come mi spiega Martina, «Ci riconosciamo nei valori delle compagnie teatrali indipendenti e nel progetto di Consulta, che riteniamo fondamentale per gli artisti che vogliono lavorare e sono alla ricerca di spazi, opportunità e vie per far conoscere i propri progetti. Non possiamo ancora definirci una “compagnia”, ma essere a contatto con realtà già avviate da cui possiamo imparare sarà per noi molto utile: l’aspetto di Tilt che più ci ha colpiti è che non priva nessuno della propria individualità, il “fare rete” non annichila nessuna delle compagnie che ne fanno parte, che mantengono la propria identità e i propri progetti».

    Guarda il video promo dello spettacolo

    Marta Traverso

  • Reverse Film Project: concorso per giovani registi

    Reverse Film Project: concorso per giovani registi

    cinema-registi-cortometraggi-filmSono aperte fino a giovedì 20 giugno 2013 le iscrizioni a REVERSE Film Project, bando rivolto a giovani videomaker che si propone di esplorare il tema del contrario in tutte le sue forme e declinazioni audiovisive, senza alcuna restrizione di tipo narrativo.

    I lavori migliori saranno selezionati e proiettati durante l’evento che avrà luogo presso il 28 giugno all’Atelier Montez (Roma, via di Pietralata 147/A), dove verrà decretato il vincitore del concorso da una giuria di professionisti del settore.

    Ogni video in concorso dovrà affrontare il tema del contrario e non superare la durata massima di 5 minuti: il filmato dovrà essere caricato su una piattaforma digitale (YouTube, Vimeo etc) e inviato tramite link agli organizzatori – insieme al modulo d’iscrizione, una sinossi e i dati tecnici dell’opera – via mail a reverseproj@gmail.com entro giovedì 20 giugno.

    L’iscrizione è completamente gratuita.

    Durante l’evento finale giuria e pubblico in sala valuteranno i film tenendo conto dei criteri di originalità, attinenza con il tema, perizia tecnica della messa in scena.

    Premi in palio
    1° classificato: 200 euro da spendere in attrezzature a scelta dal vincitore + trofeo REVERSE

    2° classificato: Lastolite 5 in 1 da 110cm + maglietta REVERSE

    3° classificato: maglietta REVERSE

  • Tipicoligure Festival: concerti, spettacoli e prodotti locali

    Tipicoligure Festival: concerti, spettacoli e prodotti locali

    Focaccia alla salviaDa venerdì 7 a domenica 9 giugno 2013 a Genova Sestri Ponente si svolge Tipicoligure Festival: tre giorni dedicati alla musica, all’intrattenimento per adulti e bambini e soprattutto alla valorizzazione dei prodotti tipici.

    L’evento è organizzato dall’associazione Radicicaballanu (con il patrocinio del Municipio Medio Ponente) e propone un ricco programma che comprende: laboratori per imparare a cucinare prodotti locali come il pesce e la focaccia, stand di artigianato locale, spettacoli di musica dal vivo e animazioni per i più piccoli. Saranno presenti artisti e produttori genovesi e provenienti da fuori, per favorire la socialità e lo scambio dei saperi.

    Domenica 9 giugno sarà inoltre aperta al pubblico una pulizia collettiva e volontaria di Villa Rossi, che ospita l’evento.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Teatro dell’Ortica, Festival dell’Antico Acquedotto: il programma

    Teatro dell’Ortica, Festival dell’Antico Acquedotto: il programma

    valbisagno-staglieno«Il teatro deve essere un luogo di incontro e socializzazione, il suo scopo primario è fidelizzare le persone affinché si sentano parte di una comunità».

    Con queste parole Mirco Bonomi, direttore del Teatro dell’Ortica, ha presentato questa mattina la quinta edizione della rassegna estiva che contribuisce a valorizzare il quartiere della Val Bisagno (con il contributo delle associazioni del territorio) e l’acquedotto storico di Genova, un percorso di ventotto chilometri che parte da via del Molo e arriva fino a Bargagli attraversando Molassana, Staglieno e Castelletto.

    Il Festival teatrale dell’Antico Acquedotto inizia domani (venerdì 7 giugno 2013) e termina il 25 luglio: una versione arricchita rispetto alle edizioni precedenti, con un ricco calendario di spettacoli, conferenze e le tradizionali stondaiate, cinque appuntamenti che percorreranno complessivamente l’intero tratto dell’Acquedotto.

    La conferenza stampa è anche l’occasione per fare il punto sulla futura nuova sede del Teatro dell’Ortica: il presidente Municipio Val Bisagno Agostino Gianelli annuncia infatti che «entro tre anni la Val Bisagno avrà il suo teatro, la cui gestione sarà affidata a chi in questi anni ha operato attivamente sul territorio». Come spiega poi Mirco Bonomi, le opzioni più probabili rimangono le stesse di alcuni mesi fa: la Ex Boero, in cui sorgerà uno spazio polivalente, oppure le Ex Officine Guglielmetti, all’interno del centro commerciale che verrà costruito da Coop.

    Il programma del Festival prevede diverse tipologie di eventi: da spettacoli di improvvisazione comica guidati da Mauro Pirovano, alla giovane compagnia “autogestita” del Teatro dell’Ortica Laboratorio Urticante, fino a rappresentazioni di impegno sociale a cura del Teatro dell’Ortica e di Libero Circuito Toscano, una rete di compagnie dalle caratteristiche molto simili a Tilt.

    Conferenze e itinerari urbanistici sono inoltre l’occasione per riflettere su storia e attualità del teatro e per mostrare la forte compenetrazione fra teatro e territorio: nel caso specifico, per far (ri)scoprire ai genovesi una parte storica e poco nota della città.

    Questo il programma completo del Festival Teatrale Antico Acquedotto 2013.

    Marta Traverso

  • Silos Piazza Solari: il Comune conferma la legittimità del progetto

    Silos Piazza Solari: il Comune conferma la legittimità del progetto

    san fruttuoso 2Manca ancora il permesso a costruire. Ma è solo questione di tempo perché l’amministrazione comunale ha confermato la legittimità dell’operazione. Stiamo parlando del discusso progetto del maxi silos di 5 piani (per 152 posti auto) nel cuore di San Fruttuoso, tra Piazza Solari e via Amarena, sul terreno di proprietà della Fondazione Contubernio D’Albertis.
    Dopo la presentazione delle osservazioni da parte del comitato dei residenti e la manifestazione di protesta andata in scena Lunedì 3 giugno, ieri tutte preoccupazioni dei cittadinisoprattutto in merito al rischio idrogeologico – sono approdate a Palazzo Tursi.
    Il 13 giugno i consiglieri comunali eseguiranno un sopralluogo sull’area interessata dall’intervento, mentre la prossima seduta di Commissione Consiliare Territorio è fissata per il 19 giugno. In quell’occasione, probabilmente, si tireranno le somme e verrà presa una decisione definitiva.

    Il direttore della Fondazione Contubernio D’Albertis, Gianluigi Magaglio, presente all’incontro di ieri, esprime soddisfazione per quello che considera un passo avanti verso la realizzazione del progetto: «La Commissione ha ribadito il fatto che noi abbiamo rispettato alla lettera le procedure. Tutti i consiglieri hanno riconosciuto la legittimità dell’operazione. La Fondazione, dal punto di vista amministrativo, ha svolto il proprio dovere. L’iter approvativo è praticamente concluso. I pareri sono stati tutti favorevoli».
    A seguito del parere del Municipio Bassa Valbisagno, che chiedeva ulteriori approfondimenti «Abbiamo integrato la documentazione – continua Magaglio – Il progetto è stato modificato con l’ampliamento delle vasche di laminazione per la raccolta delle acque. Erano già a norma ma così una vasca ha raddoppiato la sua portata, passando da 18 a 32 metri cubi. Inoltre, è prevista una seconda vasca da 3 metri cubi, dedicata esclusivamente alla parte di opera pubblica (l’ascensore inclinato di collegamento tra Piazza Solari e via Amarena; il campetto polivalente)».
    La Fondazione Contubernio D’Albertis ha sottolineato la propria disponibilità a collaborare – in particolare sugli aspetti idrogeologici – con il Comune, con il Municipio, con esperti dell’Università e anche con il comitato di cittadini. «Questa è una nostra precisa istanza: concordare tutti gli interventi passo dopo passo, dalla cantierizzazione allo sviluppo dei lavori – spiega Magaglio – Adesso, con la consegna delle fideiussione in originale presso l’ufficio del dirigente del Settore Approvazione Progetti e Controllo Attività Edilizie Paolo Berio, noi attendiamo soltanto che ci venga rilasciato il permesso a costruire. La fideiussione supera il milione di euro e consentirà al Comune, qualunque cosa succeda, di disporre del denaro per realizzare le 2 opere pubbliche, ovvero ascensore inclinato e campetto polivalente».

     

    Le motivazioni economiche dell’operazione

    Il 1 giugno 2013 la Fondazione Contubernio D’albertis ha festeggiato il suo 150° compleanno. Nata a metà del 1800 come donazione del vescovo di Ventimiglia Giambattista D’Albertis, era destinata ad accogliere le bambine sordomute che nella storica struttura di via Amarena vivevano, studiavano e apprendevano un lavoro.
    La trasformazione da convitto a scuola risale alla fine degli anni ‘60. Oggi le sordomute sono ospitate in una residenza protetta, autorizzata e convenzionata con il Comune, mentre l’istituto è diventato un grande complesso scolastico: asilo, elementari e medie, per un totale di 550 alunni e 47 dipendenti diretti.
    «Il nostro edificio in 150 anni di storia è rimasto uguale a se stesso, circondato da un parco di circa 20 mila mq – spiega Magaglio, che non ci sta a passare per l’ennesimo artefice della cementificazione selvaggia di San Fruttuoso – Intorno al Contubernio, invece, i palazzi sono spuntati come funghi, anche in zone sottoposte a vincoli».
    La salvaguardia dell’ambiente, secondo il direttore, è sempre stata una prerogativa della Fondazione: «Abbiamo spazi con animali (capre, conigli, tartarughe), un bosco dove portiamo i bambini a giocare, piante ed alberi di pregio, che curiamo con attenzione».
    Di questi 20 mila mq, solo 1700 sono inutilizzati: quelli della scarpata di Bosco Pelato. «Il notevole dislivello (35 metri tra la strada interna del Contubernio e Piazza Solari) e la presenza di una fitta vegetazione spontanea, impediscono di sfruttare questa porzione di verde – aggiunge Magaglio – Per recuperarla e rimetterla a nuovo è necessaria una spesa di migliaia di euro».

    Soldi di cui attualmente la Fondazione non dispone. Anzi, è proprio la stringente esigenza di recuperare risorse economiche, a giustificare la discussa operazione immobiliare. «Io sono un amministratore di una Fondazione che ha 47 dipendenti diretti e fa fronte a 550 alunni – racconta Magaglio, che è anche il vicepresidente regionale della Federazione delle Scuole Cattoliche – Noi forniamo un servizio scolastico in aule attrezzate e dotate di tutte le misure di sicurezza. Lo sa quanto costa mettere a norma gli spazi? Per garantire la sopravvivenza dell’istituto bisogna inventarsi delle soluzioni – conclude il direttore – Le uniche risorse della Fondazione sono i suoi spazi esterni. Abbiamo ceduto l’area a Codelfa (impresa controllata dal gruppo Gavio, ndr) ma seguiremo l’andamento dei lavori con i nostri tecnici, affinché tutto sia eseguito a regola d’arte. Cos’altro dovevamo fare nel 2007, quando abbiamo ipotizzato il progetto? Gli strumenti urbanistici consentono un tale intervento e questo è l’unico modo per sfruttare economicamente un’area di nostra proprietà».

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore]

  • Expo Milano 2015: concorso di scrittura libretti d’opera

    Expo Milano 2015: concorso di scrittura libretti d’opera

    musica-spartito-partituraIn vista di Expo Milano 2015 è stato indetto un concorso per scrivere soggetto e testi di un libretto per un’opera rivolta ai giovani dai 6 ai 14 anni: il bando è a cura di Opera Education, un progetto dell’Associazione Lirica e Concertistica Italiana (AsLiCo) di Milano per avvicinare all’opera bambini e ragazzi.

    I partecipanti al concorso dovranno avere età compresa tra i 18 e i 30 anni.

    I requisiti dell’opera dovranno essere:
    – durata compresa tra i 50 e i 70 minuti, in un atto unico senza intervallo
    – massimo di 6 interpreti vocali e 4 interpreti tra mimi, attori, figuranti e danzatori (non è previsto il coro in scena)
    – da 4 a 6 arie che durante lo spettacolo dovranno essere cantate dalla platea di bambini e ragazzi (è importante che la platea abbia un ruolo preciso nel libretto)
    – lingua italiana
    – essere inedita
    – non avere un approccio didattico, ma essere una fiaba poetica
    – ispirarsi al tema di Expo 2015 Nutrire il pianeta, energia per la vita.

    Per partecipare è necessario effettuare entro il 20 luglio 2013 la pre-iscrizione online sul sito di Opera Education e inviare il libretto via posta (Opera domani – EXPO 2015 c/o Teatro Sociale di Como – Via Bellini – 3, 22100 Como – Italia) e in pdf come allegato a operadomani@aslico.org entro il 30 settembre 2013. Ogni autore può partecipare con un solo libretto.

    Una giuria valuterà tutti i lavori pervenuti e il progetto vincitore verrà proclamato nel mese di ottobre 2013. Il vincitore avrà in premio 3.000 € di anticipo sui diritti d’autore che matureranno dall’esecuzione dell’opera (verrà stipulato apposito contratto con Casa Ricordi) e il rimborso di viaggio e alloggio per partecipare alla cerimonia di premiazione. L’opera selezionata debutterà al Teatro Sociale di Como nel febbraio 2015, a Milano in primavera e a seguire in una tournée di circa 120 repliche in Italia, fino all’Opéra de Rouen Haute-Normandie nella stagione 2015-2016.

  • Music Line, Gianni Martini: concerto finale al Teatro Carignano

    Music Line, Gianni Martini: concerto finale al Teatro Carignano

    musica-concerti-chitarra-elettricaGiovedì 6 giugno 2013 (ore 21) il Teatro Carignano ospita la serata conclusiva de Un anno di musica, la due giorni di concerti di fine anno a cura di Music Line.

    La scuola fondata da Gianni Martini festeggia 35 anni di attività: questa sera saranno sul palco allievi ed ex allievi, fra gli ospiti il direttore di Era Superba Gabriele Serpe con Andrea Giannini e Marco Topini.

    Ingresso 8 €.