Categoria: Notizie

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  • Rete Solidale: associazioni unite a sostegno delle fasce deboli

    Rete Solidale: associazioni unite a sostegno delle fasce deboli

    unione-mani-solidarietaLo scorso 1 maggio si è svolto in piazza San Lorenzo un evento organizzato da una rete di associazioni, ciascuna per promuovere la propria attività ma soprattutto per attivare insieme una rete di collaborazione a fronte di obiettivi comuni.

    Dopo il Primo Maggio Unitario e solidale si è tenuta la prima assemblea pubblica (15 maggio), che ha confermato l’intento di costituire una rete di associazioni, denominata Rete Solidale. «La solidarietà aiuta tutti/e a vivere meglio ed è un valore di cui sentiamo molto il bisogno», si leggeva nella presentazione dell’evento del 1 Maggio. Il progetto unisce dunque tutte quelle realtà che agiscono sul territorio accomunate da impegni di solidarietà: che si tratti di campagne contro il razzismo e la discriminazione, sostegno alle donne, creazione di opportunità per i lavoratori precari, la Rete vuole creare occasioni di confronto e attività concrete per sostenere tutte le fasce più deboli della cittadinanza.

    Capofila dell’iniziativa è Associazione 3 Febbraio, impegnata da tempo a Genova a combattere ogni forma di razzismo e discriminazione. Hanno finora aderito Y.E.A.S.T., Comitato solidale Liberamente, Socialismo Rivoluzionario, Associazione San Giacinto Balzar e Segreteria nazionale migranti Equador Senami. L’obiettivo è estendere la Rete ad altre associazioni che operano sulla base degli stessi valori, ma anche sensibilizzare i genovesi su come possano impegnarsi in concrete iniziative di cittadinanza attiva.

    Per chi vuole conoscere scopi e progetti della Rete Solidale, la prossima assemblea si terrà venerdì 7 giugno 2013 (ore 20) presso Ghettup in vico Croce Bianca.

    Questo il testo integrale della Carta d’intenti, per comprendere meglio lo spirito e i valori che animano il progetto.

    Siamo convinti che per vivere meglio sia fondamentale far vivere e diffondere solidarietà ed essere persone solidali. La nostra è un’idea di solidarietà umana perché si basa e promuove relazioni benefiche tra le persone, senza distinzioni etniche, religiose, politiche.

    Crediamo nel protagonismo solidale di ogni uomo e donna fuori da logiche di delega, di rappresentanza, di sostituzione, perché è fondamentale per il cambiamento delle persone, in un periodo in cui sono sempre più presenti egoismi e soprusi di ogni tipo nella società.

    Vogliamo essere liberi di scegliere e di decidere su ogni aspetto del nostro impegno e per questo vogliamo essere indipendenti da istituzioni, dalla politica e da qualunque coercizione negativa.

    Ci interessa contribuire alla promozione e diffusione di una cultura della solidarietà, perché crediamo che si possa vivere meglio se cerchiamo di essere e diventare persone solidali.

    Ci impegniamo nella comunicazione e nella conoscenza di altre esperienze solidali a Genova ed in Italia con un sguardo particolare verso tutte quelle che riterremo più vicine e più simili ai nostri contenuti per favorire lo scambio e l’unione.

    Ci riconosciamo in una comune umanità e per questa ragione promuoviamo l’accoglienza umana per tutti/e e la libera circolazione che significa rifiutare ogni razzismo e discriminazione nei confronti degli immigrati.

    Siamo a fianco delle donne contro ogni violenza nei loro confronti.

    Siamo a fianco dei bimbi, dei disabili e degli emarginati.

    Siamo a fianco dei lavoratori e dei precari.

    Siamo per la libertà di scelta in ogni ambito della vita, quindi per libere scelte sessuali, religiose.

    Siamo per per la libertà d’informazione e la piena espressione per tutti.

    Siamo per il pieno rispetto dell’ambiente e della natura ed a fianco di tutti coloro impegnati a tutelarla e difenderla da ogni azione distruttiva.

    Lottiamo per il rispetto dei diritti umani, della libertà e giustizia per tutti/e.

  • Piste ciclabili Genova: al via il progetto fra dubbi e problematiche

    Piste ciclabili Genova: al via il progetto fra dubbi e problematiche

    teatri-duse-biciSei chilometri di piste ciclabili per pedalare in sicurezza, anche se non proprio in totale continuità, da piazza Montano fino allo stadio o alla Foce. Certamente non un’isola felice da record ma un traguardo importante nella direzione della mobilità sostenibile per una città, come Genova, che non ha nella pianura una delle sue peculiarità territoriali. Per raggiungere questo nobile obiettivo e non perdere 1,2 milioni di euro di finanziamenti messi a disposizione dal ministero dell’Ambiente, ma che teoricamente scadrebbero a fine agosto, il Comune deve ritoccare sensibilmente i tempi.

    Per conoscere lo stato dell’arte, nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, i consiglieri Clizia Nicolella (Lista Doria) e Guido Grillo (Pdl) hanno posto un’interrogazione a risposta immediata all’assessore competente, Anna Maria Dagnino: «In questi mesi abbiamo intensamente lavorato al progetto grazie al protocollo firmato con l’associazione “Amici della Bicicletta” – ha assicurato l’assessore a Mobilità e Traffico del Comune di Genova – e ci siamo anche attivati per la progettazione dei ciclo-posteggi che entro giugno verranno allestiti nei Municipi (un intervento che prescinde dal finanziamento ministeriale, NdR). La città ha spazi molto stretti e c’è qualche difficoltà a recepire il concetto tradizionale di pista ciclabile. Tuttavia abbiamo concluso gli accordi con il Municipio per quanto riguarda il tratto di via XX settembre e presto inizieremo un percorso di condivisione anche con i commercianti, perché contemporaneamente dovrà essere riassestata la sosta».

    PISTE CICLABILI GENOVA: IL PIANO OPERATIVO DI DETTAGLIO

    L’avvio di questa fase del Pod (Piano operativo di dettaglio) per lo sviluppo della ciclabilità, la cui progettazione è attualmente nelle mani di Aster, dovrebbe consentire al Comune di ottenere una proroga sui finanziamenti per poter procedere con tutti i sei chilometri previsti. O almeno così si spera a Tursi. Il percorso, nella sua interezza, dovrebbe coinvolgere i tratti Fiumara – Piazza Montano, San Benigno – Terminal Traghetti, itinerario ciclistico del centro storico – Porto Antico, Piazza De Ferrari – Stazione Brignole, Brignole – Stadio e Brignole – Questura, che andrebbero così a completare una rete più continua su tutto il centro cittadino.

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    «Il progetto – secondo Clizia Nicolella, consigliere comunale in quota Lista Doria – non è ancora arrivato a una fase esecutiva per una certa rigidità degli uffici comunali, che vorrebbero attenersi alla lettera della normativa nazionale per la realizzazione dei percorsi ciclo-pedonali. Tuttavia, se vogliamo sviluppare un discorso di mobilità sostenibile a Genova, dobbiamo essere in grado di trovare soluzioni che tengano conto della specificità del territorio, ad esempio attraverso una limitazione più severa della velocità per tutti i mezzi nei tratti di strada più stretti e destinati inevitabilmente a una fruizione promiscua, senza sacrificare eccessivamente i posteggi per auto e moto. Il tutto per non isolare le zone ciclabili ai classici tratti spot ma per realizzare effettivamente una lunga percorribilità. A questa continuità l’amministrazione deve tendere per diversi motivi, dal risparmio economico a quello energetico, finanche alla salute e al benessere fisico».

    Ma, secondo l’architetto Giorgio Ceccarelli del Circolo Fiab Amici della Bicicletta, il rischio di perdere i fondi ministeriali è sempre più concreto: «I finanziamenti risalgono addirittura al 2006; non riesco a capire come il ministero possa concedere una proroga dopo ben sette anni di inerzia da parte del Comune di Genova».

    FINANZIAMENTI A RISCHIO, LE PROBLEMATICHE

    Ceccarelli, inoltre, sottolinea che difficilmente la realizzazione della pista ciclabile di via XX settembre potrà essere rapida e indolore: «Il percorso di condivisione del progetto con Municipio e commercianti è assolutamente corretto, ma per non perdere i finanziamenti andava iniziato molto tempo fa. Non basta, infatti, tracciare due strisce sull’asfalto e disegnare il simbolo di una bici. Ci vuole un’ordinanza che modifichi il traffico, la sosta e i sensi unici in via XX e nelle strade limitrofe. E quando si tratterà di escludere al traffico veicolare privato anche la corsia in discesa di via XX, si solleverà il solito polverone: il progetto si bloccherà e il 31 agosto passerà con un nulla di fatto e la conseguente perdita del finanziamento».

    Gli interventi su via XX settembre dovrebbero, infatti, consistere nella realizzazione di due corsie dedicate al flusso ciclabile, una per ogni senso di marcia, attigue ai marciapiede, andando così a modificare il tratto di carreggiata destinato ai mezzi pubblici sia in salita che in discesa, con la probabile completa interdizione al traffico privato.

    Biciletta a GenovaSe, per quanto riguarda l’arteria principale del centro genovese, le problematiche possono almeno teoricamente essere risolte, sistemando razionalmente i punti di accesso alla pista ciclabile e normalizzando il rapporto tra bici e bus, lo stesso non si può dire per altre zone coinvolte dal Pod. Le difficoltà maggiori riguardano il tratto Brignole – stadio, su cui è arrivato il veto assoluto del Municipio Bassa Val Bisagno, a causa di una potenziale perdita di circa una cinquantina di posteggi per le auto. Problemi anche sull’asse Brignole – Questura: in quest’area, benché Ceccarelli assicuri che il Municipio ne sia sostanzialmente all’oscuro, la pista dovrebbe passare a centro carreggiata, ma buon senso vuole che le biciclette siano più a contatto con il contesto commerciale e con i tratti pedonali piuttosto che con le auto. Senza considerare il fatto che, per giungere a centro strada, bisognerebbe in qualche modo attraversare le altre corsie.

    Le cose non vanno meglio neppure in quei tratti di raccordo che, insieme con i 6 nuovi chilometri, dovrebbero completare la viabilità ciclabile nel centro cittadino. Se, per quanto riguarda il centro storico e il Porto Antico ci si può anche accontentare, Ceccarelli ritiene assolutamente non accettabile la situazione che riguarda via Buozzi: «Qui – spiega il membro di Amici della Bicicletta – con l’allestimento della stazione di bike sharing, nel 2009 era stata realizzata una pista promiscua ciclabile-pedonale, poi rimossa per fare spazio ai lavori del deposito Metro e dei sovrastanti parcheggi. Oltre alla criticità in fase di cantiere, con notevoli rischi per la sicurezza, i problemi potrebbero continuare anche a lavori terminati dato che sembrerebbe che la nuova progettazione non preveda più il tratto ciclabile». Una situazione che, se confermata, rischierebbe di inficiare la bontà dell’intero progetto di mobilità sostenibile a Genova.

    biciclette-posteggi-DIBIKE SHARING, UN SERVIZIO DA RILANCIARE

    I sei chilometri ciclabili, infatti, dovrebbero funzionare anche come tentativo di rilancio del bike sharing, il servizio di noleggio bici, attualmente in mano a Genova Parcheggi, che naviga in cattive acque, un po’ per atti di vandalismo, un po’ per gli elevati costi di manutenzione. «La conversione alla mobilità sostenibile – sostiene Nicolella – è una mentalità che si sviluppa lentamente e in maniera organica: il bike sharing ha senso se accompagnato da percorsi adeguati perché altrimenti non si può realizzare neppure il minimo di fruibilità richiesta. È necessario che da parte dell’amministrazione ci sia la volontà di dar seguito ai finanziamenti ottenuti e aspettarne i frutti con pazienza, altrimenti il risultato rischia di essere assolutamente controproducente».

    «L’obiettivo finale di questo progetto – conclude Nicolella – deve essere quello di delineare la bicicletta come strumento modale per il trasporto cittadino, togliendo qualche auto dalla strada. Questi primi sei chilometri devono essere il segno di una volontà politica di dare vita a un percorso che può certamente svilupparsi in altre zone, prevalentemente pianeggianti, della città: penso alla Valpolcevera, alla Val Bisagno ma anche a tutta la direttiva a mare da Voltri a Nervi. Perché, un po’ come diceva Grillo, la gente è sempre più povera, l’autobus costa sempre di più e le biciclette in giro iniziano a intravedersi con una certa frequenza. La tiritera che Genova non sia adatta ai percorsi ciclabili ormai non sta più in piedi, per cui bisogna dare l’opportunità ai ciclisti di muoversi in sicurezza. Tra l’altro la pista ciclabile è uno spazio che, in un certo qual modo, viene restituito non solo agli appassionati della bicicletta ma anche ai pedoni perché aumenta la loro di distanza dalle auto».

    Un concetto che, secondo Ceccarelli, non è ancora stato interiorizzato dall’amministrazione comunale: «Il traguardo dei 15 km di pista ciclabile da Voltri a Nervi e altrettanti nelle valli è ancora molto lontano dalla cultura politico amministrativa del Comune di Genova. Un peccato perché nel frattempo si perdono finanziamenti sostanziosi, come gli ultimi 5 milioni di euro messi a disposizione dal Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate, NdR) per l’ambiente e a cui avrà accesso, ad esempio, il Comune di Arenzano».

     

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Diego Arbore]

  • Food Right Now: concorso per video contro lo spreco alimentare

    Food Right Now: concorso per video contro lo spreco alimentare

    cinema-registi-cortometraggi-filmFood Right Now è una campagna del Cesvi (acronimo di Cooperazione e Sviluppo) per promuovere il diritto al cibo per tutti e sostenere la lotta alla fame e l’opposizione agli sprechi alimentari.

    Per sensibilizzare maggiormente sui temi della campagna si è aperto un concorso video per ragazzi tra i 17 e i 25 appassionati di comunicazione e di cooperazione internazionale.

    La partecipazione prevede l’invio di un video di durata compresa fra 30 secondi e 3 minuti che tocchi uno dei seguenti temi:
    – ridurre lo spreco di cibo
    – promuovere il consumo responsabile di acqua
    – raccontare il paradosso dell’obesità nei Paesi industrializzati e la denutrizione nei Paesi poveri
    – invitare amici e conoscenti a contribuire ai progetti Cesvi di lotta alla fame
    – far conoscere il fenomeno del land grabbing o del cambiamento climatico

    L’iscrizione al concorso deve avvenire entro sabato 22 giugno 2013 attraverso il form online, mentre l’invio del video può essere fatto entro il 31 ottobre 2013. Una giuria valuterà i filmati pervenuti e selezionerà i vincitori: il primo classificato vincerà un viaggio in Africa con Cesvi nel periodo marzo / aprile 2014. Il secondo e terzo classificato parteciperanno al One World Film Festival a Praga (marzo 2014), evento europeo di documentari e film sui diritti umani.

    I tre vincitori italiani saranno affiancati nei loro viaggi dai vincitori degli altri Paesi europei coinvolti nel concorso: Francia, Irlanda, Germania e Repubblica Ceca.

  • Food revolution day ai Giardini Luzzati

    Food revolution day ai Giardini Luzzati

    giardini-luzzatiOgni anno il noto chef Jamie Oliver propone a maggio il Food Revolution Day: una giornata dedicata alla consapevolezza su ciò che si mangia e alla sensibilizzazione verso uno stile di vita più sano.

    In tutto il mondo vengono organizzati eventi e iniziative che hanno lo scopo di promuovere questi valori: a Genova il Food Revolution Day è ospitato ai Giardini Luzzati ed è organizzato in collaborazione con Collettivo Babette, AIAB Liguria e La Formica.

    Il programma del Luzzati Food Revolution (venerdì 31 maggio, dalle ore 17) prevede:

    ore 17, proiezione del film di animazione “Piovono Polpette” e biomerenda con budino, torta, bevanda (3 €)

    Ore 19: incontro pubblico sul tema Alle prese col cibo, tutto tranne quello che c’è al supermercato!

    Ore 20: cena bio-veg (prenotazioni a collettivobabette@gmail.com / sms 345 6203952).

    Ore 21: Paolo Bonfanti Duo in concerto.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Certosa, area ex Fillea: la sicurezza è il primo problema, interventi da rifare

    Certosa, area ex Fillea: la sicurezza è il primo problema, interventi da rifare

    certosa area ex fillea.010Nel cuore di Certosa l’area ex Fillea – sorta nel “libro dei sogni” quale parcheggio di interscambio per la futura fermata della metropolitana di Rivarolo – oggi è gestita da Genova Parcheggi ed ospita soprattutto posti auto per i residenti (a pagamento e non), in parte posteggi a tariffa oraria, ma è percepita dalla popolazione come una vera e propria “terra di nessuno”, abbandonata a se stessa e luogo pericoloso, in particolare con il calare del sole.

    Nel corso degli anni si sono susseguite diverse proteste per il taglio di posti auto riservati agli abitanti e per l’aumento delle tariffe orarie. L’ultima nel marzo 2012 quando Genova Parcheggi, con un colpo di mano truffaldino, si è impossessata di una sessantina di posti auto liberi applicando ad essi la tariffa di 1,50 euro all’ora.
    Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa ha protestato vivacemente per il “furto” dei parcheggi e ha rilanciato le sue proposte per migliorare la gestione di un’area fondamentale per il quartiere, anche in termini di vivibilità.
    Ovviamente la presenza di un maggior numero di posti auto per i residenti resta una delle priorità, ma secondo i cittadini è necessaria una più intelligente organizzazione degli spazi auto (per diversamente abili; a disco orario), la rivisitazione della segnaletica verticale/orizzontale, la realizzazione di percorsi pedonali protetti in grado di garantire la sicurezza dei pedoni.

    certosa area ex fillea007Ebbene, come racconta Enrico D’Agostino, portavoce del Comitato «Tutte le nostre richieste sono state disattese. Dal marzo 2012 nessuno si è più fatto sentire. Fino ad una ventina di giorni fa. I lavori sono improvvisamente partiti ed in quattro e quattr’otto sono stati portati a termine».
    Le proposte dei cittadini non sono state accolte. Ad eccezione del percorso pedonale. «Peccato, però, che l’abbiano realizzato troppo stretto e senza paletti di protezione – sottolinea D’Agostino – La domanda è: perché spendere i soldi in questo modo? È uno spreco di risorse pubbliche quando sarebbe stata sufficiente una maggiore attenzione».
    Altro punto critico è il nuovo senso di marcia. «Adesso le due entrate del parcheggio sono in corrispondenza di due ponti (via Piombelli e piazzetta Penne Nere) – continua D’agostino – la cui altezza è insufficiente a garantire un accesso agevole per alcuni automezzi di soccorso».
    Infine, la questione dei contrassegni. Il posto auto per residenti, infatti, si ottiene previo permesso comunale. Secondo il Comitato, però, molti sarebbero fasulli. «Per questo abbiamo chiesto al Comune di effettuare un controllo capillare».

    La mattinata dell’8 giugno i cittadini scenderanno in strada per richiamare l’attenzione sull’area ex Fillea e chiedere alle istituzioni di rivedere gli interventi eseguiti. «Invitiamo anche il Municipio Valpolcevera a confrontarsi con noi – continua D’Agostino – visto che lo stesso presidente, Iole Murruni, ha riconosciuto che sono stati fatti degli errori».

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    Tuttavia, al di là delle questioni legate alla viabilità e alla gestione dei posti auto, il problema principale resta la percezione di insicurezza.
    La parte di struttura coperta che ospita i posti auto a pagamento – in pratica una gabbia metallica chiusa da ogni lato, senza adeguate vie di fuga per pedoni e automobili – è dotata di scarsissima illuminazione e durante le ore notturne è già stata teatro di atti vandalici e di un paio di tentativi di violenza (fortunatamente sventati) a danno di altrettante donne.

    La settimana scorsa un incendio doloso, propagatosi sotto la medesima struttura , ha distrutto 3 automobili. E la paura ha serpeggiato tra gli abitanti. «Nell’aprile 2012 abbiamo fatto un esposto ai vigili del fuoco, con fotografie e filmati, per sottolineare la totale assenza di estintori, bocchette antincendio, vie di fuga e la scarsa illuminazione – spiega D’Agostino – Ci hanno risposto ad agosto 2012 affermando che da loro sopralluogo non emergono evidenti difformità rispetto alle norme di sicurezza».

    «Bisogna garantire la sicurezza e l’incolumità di tutte le persone che in qualche modo usufruiscono dell’area ex Fillea – conclude il Comitato – per questo chiediamo a gran voce la presenza delle forze di sicurezza: sono mesi che non vediamo passare un vigile urbano. Non c’erano neppure quando è stato approntato il cambio del senso di marcia …».

     

     

     

    Matteo Quadrone

    [Foto dell’autore]

  • Sarzano e piazza Ninfeo: l’allarme dei commercianti del Centro Storico

    Sarzano e piazza Ninfeo: l’allarme dei commercianti del Centro Storico

    metro-sarzano-sant-agostinoCon i lavori del mercato coperto fermi da mesi, una serie di locali sfitti che non trovano acquirenti, il proliferare di cartelli “vendesi”/”affittasi” e la piazza Sarzano ormai ridotta a parcheggio, l’unica novità per questa zona del Centro Storico è l’inaugurazione dell’ennesimo discount alimentare, proprio a pochi passi dalla struttura di quello che sarebbe già dovuto diventare il nuovo mercato coperto, il volano per il rilancio del quartiere. Emblema di questa situazione non facile è la piccola piazza Ninfeo, all’incrocio con via della Fava Greca, il cui progetto di recupero, terminato tra il 2007 e il 2008, prevedeva un centro di aggregazione con negozi e luoghi di ritrovo, una sorta di grande cavedio a disposizione degli abitanti del quartiere e dei visitatori. Purtroppo però a distanza di cinque anni le cose non sono andate esattamente così.

    Siamo andati a parlare con chi nella zona di Sarzano vive e lavora e abbiamo riscontrato un’esasperazione e una frustrazione tale da non poter passare inosservata. Emblematiche le dichiarazioni di Barbara, responsabile della ludoteca Bim Bum Bam di Piazza Ninfeo, che ci ha rivelato: «Qui è difficile organizzare attività ludiche e eventi aperti a tutti perché mi rendo conto che c’è sempre una certa reticenza da parte dei residenti. Ad esempio, io stessa con le mie iniziative rivolte ai bambini spesso mi scontro con le polemiche e gli insulti di chi abita qui in Piazza Ninfeo. Io lavoro qui da 3 anni e mezzo e il restyling della Piazza era già avvenuto: risale a circa 5 anni fa ed era stato pensato allo scopo di rendere questa zona più attiva e di farne un centro commerciale, solo che adesso –a distanza di anni- qui ci sono solo io con Bim Bum Bam, un asilo nido e il circolo arci “Superba 1985”, niente di più. In Piazza ci sono appartamenti e condomini, e sotto a questi dei fondi e dei locali che restano sfitti da sempre ma che potrebbero tranquillamente essere adibiti a negozi, o anche ad uffici, vista la centralità della zona e l’eleganza degli edifici.

    centro-storico-vicoli-stradone-sant'agostino-d9Solo che sembra che a nessuno interessi questo stallo: perché le amministrazioni non promuovono la zona? Anziché fare ciò e cercare un’apertura all’esterno, le misure che hanno intrapreso sono state attivare le famose telecamere, chiudere Piazza Sarzano e chiudere anche la Piazzetta Ninfeo, il cui accesso è oggi delimitato da un cancello aperto in orario 8-20 (stessa strategia adottata anche nel vicino Passo delle Murette, subito dietro Piazza Ninfeo, anch’esso chiuso da un cancello e inaccessibile per chi non risiede qui, n.d.r.). Si tratta di una scelta dei condomini, i quali erano intimoriti da eventuali incursioni di vandali, visto che anni fa la zona era mal frequentata. Tuttavia, il cancello –pur chiuso- è rotto da oltre un anno e io stessa, quando mi capita di restare al lavoro fino a sera tardi, non ho mai percepito situazioni di pericolo e non ho mai visto entrare nessuno di sospetto. Anzi, non ho mai visto entrare proprio nessuno: l’eccessiva chiusura qui porta al collasso del quartiere su se stesso e bisogna arginare questa situazione. Io ci sto provando, organizzando ad esempio un centro estivo per bambini, che partirà quest’estate, dal 17 giugno, e cui possono aderire tutti i bambini tra i 5 e i 14 anni. Però è demoralizzante lavorare in queste condizioni. Ad esempio, qui in zona ci sono anche dei siti di interesse storico e reperti archeologici, ma pure i turisti scarseggiano perché non conoscono questa zona, poco promossa. Mi auguro che l’apertura del mercato inneschi un circolo virtuoso e richiami persone. C’è solo un evento di segno opposto e che sembra contraddire quanto detto finora: proprio pochi giorni fa mi è capitato di vedere l’imminente inaugurazione –prevista per il 4 giugno 2013- di un nuovo discount, Doro, proprio davanti ai banchi del futuro mercato. Che sia il primo segno di ripresa?».

    mercato-piazza-sarzano-2Sulla stessa linea il commento di Massimo Cudillo presidente del CIV di Piazza Sarzano: «Ancora di recente ci sono stati ulteriori rallentamenti sull’inaugurazione del mercato coperto dovuti alla questione delle telecamere: nella piazza sono state inserite telecamere che impediscono l’accesso ai non residenti e la zona è stata chiusa ad auto e moto, divenendo “a traffico limitato”. Questo ha incontrato le polemiche di molti e crea non pochi problemi al commercio della zona. Se da un lato le telecamere contribuiscono a rendere questa partedel Centro Storico più calma e vivibile, dall’altro boicottano i commerci e dissuadono chi non è residente dal venire appositamente a fare acquisti in Piazza Sarzano e Via di Ravecca. Tra l’altro, le vetture sono costrette a fermarsi sopra alla salita che porta a Carignano, in Via Ravasco, e ciò crea un bel disagio a chi volesse venire a fare acquisti qui: con le borse della spesa, ad esempio, il percorso non è agevole. Noi del CIV abbiamo provato a interagire con i responsabili municipali per arginare questa problematica e aprire la zona anche all’esterno, ma ad ora non ci sono risposte definitive. Questo problema resta poco sentito per gli amministratori e per una parte dei residenti –che preferiscono la chiusura del luogo-, ma in futuro la situazione rischia di degenerare e portare alla morte del quartiere. Già ora la bellissima Piazza Sarzano è poco più di un maxi-parcheggio, e questo è un grande spreco. Anche Via di Ravecca è morta, sempre a causa delle telecamere. La nostra proposta sarebbe quella di aprire il traffico per qualche ora al giorno, in modo da permettere a tutti di entrare agevolmente. La verità è che qui scorre tutto a rallentatore, nella massimo calma… troppa calma. A questo scopo, alcuni di noi stanno provando a organizzare iniziative per il recupero dei Giardini di Plastica e nel settembre 2013 vorremmo portare a Genova writers di fama nazionale per abbellire i muri e creare opere d’arte, coinvolgendo i giovani. Ci piacerebbe realizzare tutto questo in concomitanza con la prossima Notta Bianca di Genova, ma purtroppo non sappiamo ancora se sarà possibile».

     

    Elettra Antognetti

  • Violenza sulle donne: iniziative per il centro di via Mascherona

    Violenza sulle donne: iniziative per il centro di via Mascherona

    violenza-donneDue giorni fa (martedì 28 maggio 2013, ndr) la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità la Convenzione di Istanbul, un documento redatto nel 2011 che vincolerà giuridicamente gli Stati a rispettare norme precise contro ogni forma di violenza sulle donne. Non solo violenza fisica – come testimoniano i numerosi casi di omicidi, stupri e aggressioni di cui la cronaca ci informa quotidianamente – ma anche psicologica ed economica, quest’ultimo caso riguardante anche la discriminazione delle donne sui luoghi di lavoro.

    Ho usato il termine vincolerà perché la sua entrata in vigore presuppone la ratifica di almeno 10 Stati dell’Unione Europea: finora gli Stati ad averla approvata sono quattro – Albania, Montenegro, Repubblica Ceca e Turchia – cui si aggiungerà l’Italia se anche il Senato darà la sua approvazione.

    Sono due i termini utilizzati per raggruppare in termini di fenomeno queste forme di violenza: il femmicidio è un termine usato in criminologia per indicare l’omicidio della donna in quanto donnaossia i casi in cui le donne vengono uccise da chi ritiene siano andate oltre il “ruolo sociale” che dovrebbero occupare (moglie e madre, eterosessuale, sottomessa al controllo di un maschio nel proprio contesto familiare, etc)o in cui la morte di una donna è direttamente conseguente ad atti violenti o discriminatori. Il femminicidio ha invece un’accezione più ampia – anche se di fatto è un concetto ormai equiparato al femmicidio – e comprende tutte le forme di violazione dei diritti della donna in quanto donna, che ne annullano l’autodeterminazione e la libertà personale: maltrattamenti e violenza fisica, discriminazione sul lavoro o a scuola, condotte misogine.

    A Genova sono attivi da alcuni anni i Centri Antiviolenza gestiti dalla Provincia, il cui ente capofila è sito in via Mascherona e ha nel suo staff operatrici dell’associazione Il cerchio delle Relazioni. Aperto nel 2009, ha accolto oltre 750 donne vittime di violenza, discriminazione o stalking. Nel solo 2013 (i dati arrivano fino al 23 maggio) il Centro ha già ricevuto 176 contatti.

    I servizi del centro sono molteplici: accoglienza in strutture protette, sostegno psicologico e psicoterapeutico, consulenza legale, attività di informazione e sensibilizzazione, attività di sostegno ai figli.

    Per sostenere le attività del Centro è in programma da domani (venerdì 31 maggio) una serie di eventi di sensibilizzazione (leggi il programma).

    Il Centro è aperto al pubblico da lunedì a venerdì (ore 9-17, il venerdì fino alle 13) e si può contattare allo 010 20976222 o tramite mail a centroantiviolenza@comune.genova.it.

  • Concorso letterario Città di Torino: bando per narrativa e poesia

    Concorso letterario Città di Torino: bando per narrativa e poesia

    scrivere-scrittura-scrittoreSono aperte fino a sabato 15 giugno 2013 le iscrizioni al Premio Nazionale di Arti Letterarie Città di Torino, rivolto ad autori italiani e stranieri con elaborati in lingua italiana a tema libero.

    Il concorso è suddiviso in quattro sezioni e ogni concorrente potrà partecipare a una sola:
    Poesia singola inedita, fino a tre opere
    Silloge poetica edita negli ultimi cinque anni
    Prosa edita negli ultimi cinque anni (romanzo, racconti)
    Prosa inedita (racconto), fino a tre opere max 20 cartelle
    Saggistica (edita e inedita), max 50 cartelle

    Le opere partecipanti (in quattro copie ciascuna) dovranno essere inviate al Centro Culturale Arte Città Amica – via Rubiana, 15 Torino, insieme a una copia del bollettino per la quota di iscrizione (20 €).

    La premiazione avverrà il 26 ottobre 2013 presso la GAM di Torino. Il vincitore avrà 500 €, trofeo e diploma d’onore. Targhe e opere d’arte dal secondo al quinto classificato, più eventuali altri premi speciali della giuria.

  • Aspettando la Fiera della Maddalena: gli eventi nel quartiere

    Aspettando la Fiera della Maddalena: gli eventi nel quartiere

    maddalenaDa giovedì 30 maggio a sabato 1 giugno 2013 il centro storico di Genova si prepara alla fiera della Maddalena con una tre giorni di letture, conferenze e concerti che vogliono “preparare” gli abitanti all’evento.

    «Quotidianamente i commercianti del CIV della Maddalena e gli abitanti si incontrano e “parlano”, escono dalle loro attività nonostante il difficile momento economico e si confrontano: così nasce questo evento su un semplice foglio di carta, una tovaglietta di un ristorante, e diventa grazie ad un importante sforzo organizzativo un’occasione da regalare al nostro centro storico»: così Associazione A.Ma presenta l’iniziativa sulla sua pagina Facebook.

    Il programma di “3 Settimane alla Fiera della Maddalena prevede numerosi incontri che ruotano intorno al tema delle donne: tra gli ospiti la scrittrice Claudia Priano, la cantautrice Karen Ciaccia, il gruppo Se non ora quando Genova.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Sestri, Chiaravagna: demolizione e ricostruzione del ponte di via Manara

    Sestri, Chiaravagna: demolizione e ricostruzione del ponte di via Manara

    aeroporto-sestri-ponente-dProseguono i lavori per la messa in sicurezza del torrente Chiaravagna. Giovedì prossimo approderà in Giunta la delibera promossa dal vicesindaco Bernini per la demolizione e ricostruzione del ponte di via Manara a Sestri e l’ampliamento dell’alveo all’altezza del palazzo di Elsag, per cui il Comune è dovuto intervenire con un esproprio dei terreni necessari e un’inevitabile modifica della destinazione d’uso dell’area in cui, attualmente, sorge parte delle fondamenta dell’azienda con sede a Sestri.

    Il tempo previsto per la durata dei lavori è di circa un anno, durante il quale saranno inevitabili alcuni disagi al traffico e alla mobilità. Disagi che riguarderanno principalmente l’accesso a via Borzoli e il percorso degli autobus diretti in via Siffredi. «Speravo si potesse intervenire per lotti separati – spiega Bernini – ma pare sia necessario operare in un’unica soluzione. Tuttavia, è un disagio che dobbiamo sopportare in virtù di un bene maggiore, ovvero l’adeguamento della portata del torrente che consentirà di evitare futuri rischi di esondazioni, anche di fronte a quantità d’acqua improvvise ed elevate come quelle del 2010».

    alluvioneSecondo quanto illustrato dal vicesindaco, il costo complessivo dell’opera rientra nell’ordine dei 2 milioni di euro, coperti in parte da finanziamenti europei destinati ai Por, in parte da fondi del Comune di Genova e in parte da trasferimenti straordinari legati all’emergenza post alluvione.

    «Intanto – prosegue Bernini – stiamo già lavorando in previsione dell’intervento successivo che riguarderà la zona Piaggio – aeroporto . In questo caso, per poter allargare l’alveo si dovrà procedere con la demolizione della cabina di verniciatura dell’azienda che attualmente risiede sul torrente. Per questo disagio produttivo, Piaggio verrà indennizzata da parte dell’Autorità portuale». Intanto, la nuova cabina è già in fase di progettazione.

    Solamente quando anche questa tranche di lavori sarà completata, si potrà finalmente intervenire con la definitiva demolizione del ponte di via Giotto, completando così la messa in sicurezza della zona “a mare” del Chiaravagna, così come previsto dal Piano di bacino. Il tutto, dovrà avvenire entro il 2015 per non perdere la disponibilità dei finanziamenti. Entro il 2016, invece, dovrebbero terminare anche i lavori sul tratto “a monte”. Un traguardo assolutamente, raggiungibile, assicura Bernini, dato che si può contare su una progettazione in larga parte già effettuata e che necessita solo dei tempi tecnici di attesa relativi ai bandi e, naturalmente, al completamento dei lavori.

    Come si evince, il cronogramma degli interventi sul Chiaravagna, dalla demolizione del palazzo di via Giotto fino a scendere alla foce in zona aeroporto, è stato studiato in maniera minuziosa per non andare a creare nuove criticità in seguito alla rimozione di quelle passate. «Se si fosse proceduto con la demolizione del ponte su via Giotto contestualmente al palazzo – spiega il vicesindaco – il problema dello smaltimento delle acque si sarebbe potuto ripresentare più a valle, ad esempio all’altezza del ponte di via Manara. L’ordine dei lavori è stato organizzato in maniera strategica proprio per evitare tutto ciò».

    Simone D’Ambrosio

  • Monte di Portofino: nove blogger provano sentieri ed escursioni

    Monte di Portofino: nove blogger provano sentieri ed escursioni

    NerviVenerdì 31 maggio e sabato 1 giugno 2013 l’area del Monte di Portofino ospita un blog tour. Di cosa si tratta? Un gruppo di blogger – specializzati in viaggi, turismo, enogastronomia e temi affini – vengono contattati per trascorrere alcuni giorni in una determinata località, assaggiare i prodotti tipici, visitare i principali luoghi di attrazione… e naturalmente scrivere le loro impressioni sui rispettivi blog.

    Una formula adottata di frequente in Italia e all’estero, che permette ai blogger di promuovere la loro attività e agli enti locali di comprendere meglio le potenzialità di Internet come strumento di promozione turistica. Spesso i blogger contattati non sono “semplici appassionati”, ma lavorano in questo settore. Anzi, spesso hanno trovato o creato il proprio lavoro grazie alla popolarità derivata dal blog.

    Ogni tour ruota intorno a un tema preciso: in questo caso, mostrare le attività eco turistiche del promontorio di Portofino. Una località nota in tutto il mondo per il “turismo di lusso”, ma che attraverso questo tour vuole far scoprire una nuova faccia.

    I blogger saranno ospitati da alcune strutture del territorio, che faranno loro conoscere la loro idea di slow travel: un turismo accessibile, con tariffe basse e attività personalizzate per famiglie, coppie, viaggiatori solitari e così via, il tutto all’insegna della sostenibilità ambientale.

    Il programma del tour inizia venerdì 31 maggio a San Fruttuoso di Camogli, un trekking in compagnia delle guide del Labter, il laboratorio territoriale del Parco di Portofino. Pranzo al Mulino del Gassetta e arrivo alla baia di San Fruttuoso in canoa (escursione guidata da Outdoor Portofino). Nella notte i blogger saranno ospitati presso l’agririfugio Molini. Il giorno seguente, sabato 1 giugno, visita all’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte, offerta dal FAI. A seguire cena al ristorante la Cambusa e pernottamento all’Istituto Colombo..

    Sarà possibile seguire le attività dei blogger in tempo reale, attraverso il sito Blog tour Monte di Portofino e l’hashtag su Twitter #blogtourportofino.

    Chi sono i blogger che parteciperanno al tour? Abbiamo contattato alcuni di loro, per conoscere le loro impressioni e farci spiegare da loro qual è il significato di esperienze come questa.

    Francesca Di Pietro racconta che «questo blog trip è un nuovo punto di vista di Portofino, c’è bisogno di vedere i posti di sempre con occhi nuovi. Il turista 2.0 è l’on the road del momento: un tempo si chiedeva ai passanti, si consultava una cartina vecchia, si faceva l’autostop, mentre oggi si controlla google maps, si trova dove dormire con l’app di couchsurfing e si fa autostop con il siti di car sharing. Sono solo le tecnologie che cambiano, lo spirito può rimanere lo stesso».

    Diego Ramella ha un blog dal titolo interessante, Liguria Slow: «Il sito è nato da pochi mesi, un concetto che nasce da alcune considerazioni. Anzitutto che la Liguria ha, secondo noi, un asse economico e mentale eccessivamente spostato verso il periodo estivo e la costa, tralasciando la valorizzazione dell’entroterra e di periodi diversi dell’anno. Un’altra considerazione è che spesso non sono solo i turisti a non conoscere la regione – al di là delle attività e delle località “di massa” – ma anche gli abitanti stessi del territorio, che hanno progressivamente perso il contatto con la propria cultura, le proprie tradizioni e quello che la Liguria ha da offrire. Siamo assolutamente contrari all’idea di una Liguria che esiste solo per le spiagge. Il portale fa conoscere gli aspetti più inediti e interessanti della regione sia ai Liguri che ai turisti, ed è un aiuto anche nel promuovere il territorio e le realtà d’eccellenza che vi operano».

    Marinella Scarico ha un blog specializzato in ecoturismo e «dedicato alla scoperta della bellezza in Italia, con l’obiettivo di promuovere luoghi e stili di vita eco compatibili. Un tempo era solo un sito web, mentre il blog è nato di recente per consentire – attraverso un’area di domande e risposte – di interagire con i lettori».

    Per Elena Nebiolo «il blog puà funzionare per la promozione turistica perché tra lettore e blogger si instaura un rapporto di fiducia: i consigli che il lettore trova su un blog che è abituato a seguire sono considerati più attendibili. Nel momento in cui si riconosce nel blogger un vero esperto in materia, quello che scriverà avrà una sorta di “sigillo di garanzia”. Il blogtour fa sì che la promozione delle località turistiche avvenga anche in real time, grazie all’utilizzo che i blogger fanno dei canali social, e questo aspetto aumenta la curiosità e fa si che la rete parli di determinate località che altrimenti troverebbero magari meno visibilità».

    Infine secondo Alessandro Kinzica, che proviene dalla Toscana «la Liguria ha un fascino particolare: le nostre due regioni offrono mare, montagna e storia, ma la Liguria lo fa con il suo carattere decisamente più forte. Non ti accoglie con dolci colline, ma con imponenti scogliere ed impervi terrazzamenti, con i suoi paesini arroccati, i suoi caruggi ed i paesaggi che – a differenza della Toscana – non rilassano l’osservatore, ma ne riempiono l’animo di una deliziosa inquietudine che fa sentire vivi. Un blog come 100days – nato da un’esperienza di viaggio durata cento giorni – è frutto non solo della voglia, del coraggio e del desiderio, ma soprattutto della disponibilità sia economica che lavorativa. Per viaggi così lunghi è necessario un lavoro flessibile o un periodo di aspettativa, ma soprattutto qualche risorsa da parte. Quello che più mi colpisce e appaga di un luogo sono le persone che lo abitano, i loro usi, i loro costumi, il loro modo di interpretare la quotidianità: sfumature che si riescono a cogliere soltanto vivendo il viaggio per periodi più lunghi della solita settimana o due».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • La casa che abito: bando per autori di fumetti e illustrazioni

    La casa che abito: bando per autori di fumetti e illustrazioni

    casa-abitazione-citofonoNell’ambito della seconda edizione di Disegni Diversi, festival del fumetto che si svolge ogni anno a Fano, è aperto fino a sabato 8 giugno 2013 il bando di concorso La casa che abito promosso dall’Associazione Culturale Rule-Hot in collaborazione con la Provincia di Pesaro – Urbino.

    Scopo del concorso è affrontare situazioni della vita quotidiana attraverso la lettura delle immagini, proponendo forme alternative per la comunicazione di tematiche sociali: tra le opere partecipanti ne verranno selezionate alcune per una mostra collettiva durante il festival (30 agosto – 1 settembre 2013).

    Tema del bando
    Il concorso mira a indagare come possa intendersi oggi, in una società in “crisi” economica e valoriale, sempre più complessa e globalizzata, il concetto di casa. “La casa che abito” vuole porre attenzione sulle molteplici e personali accezioni di casa: spazio fisico, reale, mentale, immaginato, simbolico, intimo e non, affettivo, figurato, luogo da progettare o in cui vivere, convivere, risiedere, abitare, sentirsi a proprio agio. La casa è un diritto non sempre riconosciuto, è condivisione ed incontro di sentimenti; è allo stesso tempo rappresentazione di uno stato psichico che ci da equilibrio. La parte più intima di noi stessi, alle volte rifugio e luogo di pace. Le narrazioni a fumetti e le illustrazioni potranno basarsi su racconti, esperienze e storie verosimili, tratte dalla quotidianità, oppure usare elementi fantastici purché funzionali nello spiegare la tematica del concorso.

    La partecipazione è gratuita e rivolta a tutti, senza limiti di età, nazionalità e formazione / professionalità nel settore. Le tavole dovranno pervenire in formato Tiff o Pdf all’indirizzo mail disegnidiversi@gmail.com o via posta ad Associazione Culturale Rule-Hot, via Caprera 8, 61032 Fano (PU) entro sabato 8 giugno 2013.

    Tra gli artisti scelti per la mostra verranno nominati i vincitori.

    Premi
    Primo classificato: iscrizione e frequenza al 1° anno di corso di Fumetto, Illustrazione o Grafica (a scelta) in una delle sedi di Firenze, Jesi, Pescara Reggio Emilia, Roma e Torino, della Scuola Internazionale di Comics.

    Secondo classificato: tavoletta grafica Bamboo Manga di Wacom.

    Premi speciali: ingressi omaggio per l’edizione 2013 di Lucca Comics & Games.

  • Giornata della Bolivia: quinoa, cultura e alimentazione

    Giornata della Bolivia: quinoa, cultura e alimentazione

    quinoaMercoledì 29 maggio 2013 (ore 17) un evento che celebra la Bolivia e la Quinoa presso la Fondazione Casa America, in Villa Rosazza a Genova Dinegro.

    La FAO ha dichiarato il 2013 Anno internazionale della Quinoa, a testimoniare l’impegno dei piccoli produttori sudamericani – soprattutto in Bolivia – nel preservare e coltivare questo alimento, importantissimo per la loro alimentazione e dall’alto valore nutritivo.

    A questo scopo si celebra la Giornata della Bolivia: un evento che prevede proiezione di filmati, conferenze e aperitivo finale alla presenza di Antolin Ayaviri Gómez, ambasciatore boliviano in Italia.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Consiglio Comunale Genova: trema la Giunta sul biglietto Amt

    Consiglio Comunale Genova: trema la Giunta sul biglietto Amt

    palazzo-tursi-giornalisti-consiglio-DMolto rumore per nulla. Il tanto discusso aumento unitario del biglietto Amt a 1,60 euro non ci sarà. Almeno per ora. Quando tutti erano pronti all’ennesimo dibattito fiume – caratterizzato dalla rinnovata, spiacevole, pratica ostruzionistica di un’infinita moltiplicazione di emendamenti e ordini del giorno, che tanto sa di ritorno a una vetusta, brutta abitudine di fare politica – l’assessore alla Mobilità e Trasporti, Anna Maria Dagnino, ha sparigliato le carte in tavola, ritirando la delibera di Giunta che avrebbe modificato quanto già approvato in Consiglio poco più di un mese fa.

    protesta-amt-consiglio-comunaleA dire il vero, qualche indiscrezione a tale riguardo era circolata già dalle ore immediatamente precedenti la seduta. Ma la certezza si è avuta solamente quando l’assessore Dagnino ha palesato in aula la propria intenzione, ufficialmente a causa della necessità ravvisata dalla Giunta di procedere con un supplemento di indagine sulla questione. Applausi dall’emiciclo e, ancor più fragorosi, dai numerosi dipendenti di Amt, arrivati ad assistere ai lavori del Consiglio e determinati a chiedere un’assunzione di responsabilità a politici e amministratori a fronte dei sacrifici a cui loro stessi si sono sottoposti con la firma dell’ultimo accordo.

    Ma che cosa ha fatto cambiare così repentinamente idea alla Giunta, a sole 24 ore di distanza da un’infuocata seduta di Commissione al termine della quale era, comunque, stata confermata la volontà di discutere il provvedimento in aula?
    A voler essere cattivi, la risposta sembrerebbe ben più che evidente: il timore, o meglio, la quasi certezza di una sonora bocciatura da parte dell’assemblea. Fin dall’appello, infatti, è parso chiaro che la maggioranza non avrebbe potuto raggiungere i numeri per far approvare il provvedimento: alle chiacchierate assenze in quota PD (Veardo e Villa), andava infatti ad aggiungersi quella, non strategica, di Bartolini (Lista Doria), senza considerare la non remota possibilità di qualche franco tiratore.

    La sensazione è che nella maggioranza ben più di un consigliere si stia mangiando le mani per aver approvato il fatidico emendamento del Movimento 5 Stelle che ha di fatto aperto la strada alla doppia tariffa (1,50 euro per il biglietto ordinario, 1,60 euro per il biglietto integrato Amt-Trenitalia). Una sensazione confermata anche dalle parole del capogruppo PD, Simone Farello: «Le difficoltà politiche non derivano solo dal ritiro della delibera ma hanno radici più profonde. Quando una delibera è preparata male, la colpa non è solo della Giunta ma di tutta la maggioranza. Non possiamo continuare ad andare avanti con provvedimenti che ogni quindici giorni rischiano di smentire quelli precedenti: aiuterebbe tutti prendere decisioni definitive sulla dimensione strategica».

    È lo stesso Farello a chiare il futuro prossimo del provvedimento, destinato a tornare in Commissione, così come licenziato dalla Giunta, in tempi piuttosto brevi. Tuttavia, qualche minuto prima, una visibilmente frustrata Dagnino, era stata molto più cauta e vaga circa i prossimi passaggi: «È necessario un ulteriore approfondimento della questione, tenendo anche presenti le rivendicazioni sindacali. Dovremmo riflettere con molta attenzione sul da farsi, ma intanto resta il problema del buco Amt da 750 mila euro».

    Sulla Dagnino, inoltre, si aggira anche lo spettro delle dimissioni: «La decisione è nelle ginocchia di Zeus» ha commentato l’assessore, facendo intendere che tutto sta nella mani del sindaco, che per il momento non sembra essere intenzionato ad azioni clamorose. Anche le parole dell’ex assessore Farello sembrano allontanare il primo rimpasto di Giunta: «Ho molto apprezzato la disponibilità dell’assessore Dagnino al confronto diretto. Nelle prossime decisioni che verranno prese non si dovrà dimenticare la serietà di chi ha portato avanti gli atti, essendo sempre disponibile a metterci la faccia, anche di fronte a scelte impopolari».

    L’unica certezza finora è che sia stata fatta una grande confusione. Se da un lato è vero che in qualche modo sia necessario trovare i fondi per ripianare il buco di bilancio di Amt, è altrettanto vero che non risulta una pratica molto ortodossa cercare di cambiare nel giro di un mese una decisione presa dallo stesso Consiglio. Ad ogni modo, pare non sia finita qui. Anche se a questo punto deve per forza proseguire il cammino verso la doppia tariffa. Per le tempistiche, la palla passa ad Amt.

     

    LA LIQUIDAZIONE DI AMI

    Finita, invece, ufficialmente è l’avventura di Ami (Azienda Mobilità e Infrastrutture). Con 22 voti favorevoli (maggioranza e Udc) e 14 astenuti (centrodestra e M5S) il Consiglio ha approvato la proposta del liquidatore di destinare al Comune di Genova il patrimonio di 516 mila azioni di Genova Parcheggi e i beni immobiliari della “bad company” di Amt, che si occupava di manutenzione e innovazione di mezzi pubblici e infrastrutture destinate ai parcheggi. Anche in questo caso qualche strascico polemico da parte degli astenuti che chiedevano di vincolare i beni liquidati alla patrimonializzazione di Amt: proposta non accolta dall’assessore al Bilancio Miceli.

     

    TORNANO LE ORDINANZE ANTI ALCOOL

    palazzo-tursi-rixi-edoardo-lega-D4La non facile giornata della Giunta in Consiglio comunale è confermata anche dall’approvazione da parte della Sala Rossa di una mozione proposta dal leghista Rixi, passata a maggioranza strettissima nonostante il parere contrario di sindaco e assessori. Il consigliere, modificando leggermente una proposta della scorsa estate, ha impegnato il sindaco a “dare corso, dopo incontri e valutazioni di concerto con i Municipi ed i medesimi residenti, a nuove ordinanze ‘anti-alcool’, secondo le criticità che verranno indicate da ogni delegazione investita dal problema”.
    Il parere negativo espresso dall’assessore a Legalità e diritti, Elena Fiorini, riguardava un duplice aspetto. Il primo, ovvero l’esplicitazione nel testo della mozione del riferimento alla comunità ecuadoriana di Sampierdarena che avrebbe negato la trasversalità di questa piaga sociale, è venuto meno in seguito alla rimozione del richiamo concordata con lo stesso consigliere proponente. Il secondo, invece, riguardava la presupposta limitatezza nell’individuazione delle sole ordinanze anti-alcool come strumento di intervento, ma è rimasto inalterato nel documento definitivo, approvato con 17 voti a favore (Idv, centro destra, Udc, Rixi, Baroni, e i consiglieri PD Caratozzolo, Gozzi, Lodi, Pandolfo e Vassallo), 14 contrari (i restanti consiglieri Pd, Sel, Lista Doria, il presidente Guerello e il sindaco Doria) e 4 astenuti (M5S).

     

    Simone D’Ambrosio

  • Yeast Genova: scambi internazionali a Cipro e Turchia

    Yeast Genova: scambi internazionali a Cipro e Turchia

    voli-aereoporto-aereo-ryanair-DIAperte le selezioni per progetti di scambio internazionale rivolti a giovani under 25: l’associazione di promozione sociale Y.E.A.S.T. (acronimo di Youth Europe Around Sustainability Tables) sta cercando partecipanti per due iniziative.

    Il primo si svolgerà a Cipro dal 13 al 21 luglio 2013: si cercano dodici ragazzi tra i 17 e i 20 anni e due group leader senza limiti di età. Tema del progetto Respect the Past, Live the Present, Build the Future è la cittadinanza europea.

    Il secondo si terrà in Turchia dal 25 al 31 agosto 2013, precisamente a Nevsehir (Cappadocia): il titolo è Unique Colors of Europe, sul tema dell’inclusione sociale, e si cercano cinque ragazzi tra i 18 e i 25 anni.

    Gli scambi prevedono momenti di formazione e di interazione con gli altri partecipanti, attraverso metodi di educazione non formale. I costi di viaggio e alloggio sono quasi interamente coperti dal progetto europeo Youth in Action.

    Per info contattare l’associazione all’indirizzo mail yeast.genova@gmail.com.

    [foto di Diego Arbore]