Categoria: Notizie

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  • Sussurri, Martina Massarente: il progetto genovese approda in Francia

    Sussurri, Martina Massarente: il progetto genovese approda in Francia

    Sussurri di Martina MassarenteMercoledì 8 maggio inizia ad Arles una nuova edizione del Festival europeo della fotografia di nudo: si tratta di un evento molto importante, perché proprio nella cittadina francese è stato istituito nel 1969 – il primo grande evento mondiale dedicato alla fotografia che coniuga nomi prestigiosi del settore fino alle sperimentazioni più contemporanee (e di cui il Festival del nudo è uno dei molti corollari).

    Numerosi fotografi da tutta Europa, scelti da una commissione che ne ha valutato curriculum artistico e portfolio, avranno dunque la possibilità di presentare il loro lavoro e incontrare altri professionisti. Fra questi è stata selezionata solo un’artista italiana. Genovese, per la precisione.

    Martina Massarente, insieme al poeta e autore teatrale Daniel Nevoso ha creato nella nostra città il gruppo artistico Matreska. Martina porta ad Arles il suo progetto Sussurri, ispirato alle figure femminili di Henrik Ibsen, che è stato già presentato un anno fa con il libro poetico/fotografico edito da Sagep e a seguire una mostra a Palazzo Rosso e la presenza a Photissima Art Fair a Torino con il tramite della Galleria Artré.

    Incontro Martina nello studio di architettura della sua famiglia, dove ha sede anche il gruppo Matreska. «Mio padre è architetto, prima ancora è stato fotografo. Ho imparato da lui fin da bambina e iniziato professionalmente quando a 18 anni ho ricevuto in regalo una nuova macchina fotografica. Sono partita dall’analogico e approdata al digitale, sempre in collaborazione con la mia modella Alice, che era mia compagna di classe al liceo (e che è ritratta nelle foto di Sussurri, ndr)».

    La soddisfazione per essere l’unica italiana ad approdare ad Arles – per giunta nell’anno in cui un’altra città francese, Marsiglia, è capitale europea della cultura – è molto grande, ed è l’occasione per confrontare l’approccio con gli artisti di luoghi diversi da Genova: «In Francia la cultura della fotografia è molto avanzata. Ho riscontrato una grande professionalità, dalle azioni più semplici – la cura nel realizzare flyer e brochure, la tempestività nel rispondere alle mail, il pianificare nei dettagli il nostro arrivo e i tempi di allestimento – fino all’estrema attenzione verso il lavoro altrui e la valorizzazione del talento. Ho mandato la mia candidatura per testare la portata di “Sussurri”, un progetto nato a Genova ma non che non può limitarsi a Genova: in questa città c’è a mio parere una difficoltà nell’interloquire con chi dovrebbe sostenere il talento e un errore di fondo nell’approccio ai cosiddetti “giovani artisti”».

    Chiediamo a Martina di spiegare meglio questo concetto, che è alla base dell’attività sua e di Matreska. «Cosa significa “giovane”? A 25 o 30 anni si è definiti “giovani”, ma non si è più dei ragazzini: il percorso formativo primario – scuola e università – è terminato, manca la maturità dell’adulto ma è già presente la voglia di immettersi nel mercato del lavoro. Noi artisti non abbiamo bisogno di un “contentino” ogni tanto – una mostra, un bando e così via – ma siamo anzitutto persone che vogliono lavorare. Se le istituzioni non hanno fondi, basterebbe concedere degli spazi per lavorare, mappare tutti i progetti creativi sul territorio e permettere a ciascuno di testare sul campo le proprie capacità. Bisogna cambiare prospettiva, ragionare su progetti di ampio respiro che giungano a maturazione attraverso un percorso costruito nel tempo. C’è poi una selezione naturale tra chi fa arte per solo diletto e chi invece lavora professionalmente, con una visione ben definita del proprio progetto e con alle spalle notti in bianco passate a studiare».

    Una visione dell’arte che non sfocia nella mera polemica, ma che Martina (attraverso il gruppo Matreska) mette in pratica quotidianamente nel rapporto con i propri collaboratori: «La creatività deve partire da un progetto. Si può essere impeccabili nella tecnica, ma se manca un’idea a monte il lavoro ne risente. È una delle ragioni per cui non ho mai frequentato un corso di fotografia: ogni classe è composta da 15-20 allievi che finiscono per fotografare tutti nello stesso modo. Ogni artista ha una visione personale che deve essere valorizzata, non piegata a regole standard in nome della pura tecnica. Sono gli strumenti tecnici che vanno piegati a ciò che l’artista vuole dire, non il contrario. Inoltre spesso nei corsi non si studia la storia della fotografia: molti artisti non si rendono conto che – per fare un esempio – l’arte va ben oltre Van Gogh e Monet, bisogna conoscere tutto, dai “maestri” agli artisti minori. La creatività dovrebbe generare continui stimoli e non una mente a compartimenti stagni».

    Il progetto Sussurri è stato sostenuto anche dal prof. Franco Sborgi (docente di Storia dell’Arte e relatore della tesi di laurea di Martina). A seguire, il prossimo obiettivo è estendere il lavoro di Matreska anche al teatro: lo scorso anno lo spettacolo Martin di Daniel Nevoso è stato selezionato per Previsioni 2011 al Teatro della Tosse. L’inizio di un percorso – in parallelo a quello fotografico di Martina – che ci auguriamo porti Matreska ad avere un ruolo di primo piano nell’industria creativa della città.

    Marta Traverso

  • Parlare in pubblico: corsi a Genova con Atelier della Comunicazione

    Parlare in pubblico: corsi a Genova con Atelier della Comunicazione

    microfono-radio-speaker-voce«Margaret Thatcher aveva la voce stridula. Troppo per fare carriera. In compenso non le mancava la determinazione e una buona dose di umiltà. Così decise di lavorare sodo, prendere lezioni di dizione e strategia della comunicazione – al contrario dei suoi colleghi maschi del governo guidato da Ted Heath – e arrivare preparata al suo appuntamento con la Storia».

    Con questa premessa Marina Minetti (speaker di Radio 19) e Carla Viazzi (attrice di teatro) – che insieme hanno creato l’Atelier della Comunicazione – presentano il loro nuovo progetto, un corso per parlare in pubblico che inizierà martedì 14 maggio presso la sede dell’associazione Genova Cultura.

    Questo il programma del corso, che sarà strutturato in cinque incontri (orario 20-21.30).
    Martedì 14 maggio: le sfumature della voce, cenni di dizione, fonetica, uso del timbro, volume, ritmo, pause
    – Martedì 21 maggio: preparazione al discorso in pubblico, creazione della scaletta, il linguaggio, le parole a cui affidarsi
    – Martedì 28 maggio: gestione emotiva e linguaggio non verbale, come affrontare l’ansia, le domande e le interruzioni del pubblico con la voce e con il corpo
    – Martedì 4 giugno: lettura espressiva, uso di tecniche interpretative per leggere ad alta voce
    – Martedì 11 giugno: platea, studiarla e sedurla

    Per iscriversi contattare Genova Cultura alla mail genovacultura@genovacultura.org o telefonando allo 010 3014333.

  • Festival Pop della Resistenza: stop all’evento, si chiude a La Claque

    Festival Pop della Resistenza: stop all’evento, si chiude a La Claque

    Ingresso la ClaqueGiovedì 2 maggio 2013 (ore 21) La Claque ospita la festa in onore del Festival Pop della Resistenza, evento ideato nel 2006 da Giampiero Alloisio e patrocinato dalla Provincia di Genova, che quest’anno avrebbe toccato la settima edizione.

    Il Festival non si svolgerà più, ma la Regione Liguria ha voluto organizzare una festa-spettacolo che sarà condotta dagli organizzatori “storici” Giampiero e Roberta Alloisio con la partecipazione di tanti giovani artisti, amici e sostenitori.

    Tra gli ospiti presenti alcuni dei protagonisti delle scorse edizioni del Festival: giovani cantautori genovesi, band musicali, scuole d’arte e spettacolo, compagnie teatrali e numerose scuole della città (il festival, in questi sette anni, ha portato sul palco più di mille giovani delle Scuole Superiori di secondo grado e delle Scuole di musica e di teatro della provincia di Genova e della Liguria).

    La serata sarà fotografata da Alessio Ursida, “scoperto” fra gli allievi del Bergese dal Festival Pop della Resistenza, e ripresa dalla videocamera di Sergio Gibellini. Sarà infine presente Massimo Bisca, presidente dell’ANPI Provincia di Genova.

    L’evento è a ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • CityMessage, il progetto: notizie in tempo reale in tutta la città

    CityMessage, il progetto: notizie in tempo reale in tutta la città

    citymessageUna rete di schermi dislocati sul territorio genovese e installati in vari spazi pubblici o in esercizi privati, su cui verranno diffuse notizie, pubblicità, informazioni riguardo eventi di pubblico interesse e comunicazioni della protezione civile circa le allerte meteo e ambientali: questo è CityMessage, progetto nato nel gennaio 2013 su iniziativa di Massimiliano Bonacci, Luca Odetti e Roberto Ravera.
    Bonacci, ex-perito Ericsson, ha brevettato il progetto e, concluso il rapporto di lavoro con Ericsson, ha pensato, assieme ai due colleghi, di realizzarlo e diffonderlo sul territorio, offrendo un servizio a tutta la città. Con il sostegno del CIV di Corso Sardegna, del Presidente Umberto Solferino e del Municipio  Bassa Valbisagno, CityMessage ha avuto la possibilità di essere avviato in tempi piuttosto brevi: il primo schermo è stato installato nel febbraio 2013 in Piazza Manzoni, dove adesso si possono leggere informazioni di vario tipo (da quelle utili a tutta la cittadinanza, alla semplice pubblicità a pagamento). L’iniziativa sarà estesa ad altri siti e presto ulteriori schermi saranno installati in varie zone della città. In questo momento sono in corso le trattative tra i tre promotori e il Comune per l’ottenimento del patrocinio dell’iniziativa. Finora sono state effettuate in Comune, alla presenza degli assessori Crivello, Oddone e Bocchiardo, due presentazioni del circuito usato per il monitoraggio del territorio e per la diffusione di informazioni da parte della Protezione Civile, che sembra abbiano riscosso il favore dell’amministrazione, per il suo valore informativo e per l’innovazione tecnologica.

    Facciamo due chiacchiere con Massiliano Bonacci, che ci parla di CityMessage e ci racconta alcuni aneddoti sul progetto.

    Cos’è CityMessage?

    «Il progetto nasce dal bisogno di creare un nuovo circuito di informazione, che utilizza schermi distribuiti nella città e dispositivi collegati in rete, e permette di condividere informazioni sociali e commerciali: immagini, pubblicità, notizie, offerte di lavoro, informazioni circa la situazione meteo, la viabilità e il territorio, fornite dalla Protezione Civile. Il tutto, in tempo reale! Dal punto di vista pratico, il funzionamento è molto semplice: chiunque voglia partecipare, può dotarsi di un supporto, come smartphone o tablet, e scaricare l’app CityMe. Da qui si potrà postare messaggi pubblicitari o informativi, i quali saranno visualizzati sugli schermi ed eventualmente condivisi in modo molto facile anche sui social network. Le immagini e messaggi possono essere inseriti anche online, da www.informatutto.info. La scuola Parini-Merello di Piazza Manzoni sta facendo proprio così e già utilizza lo schermo come bacheca elettronica in piazza! Informatutto.info ci sta gentilmente ospitando ancora per un mese, poi a fine maggio avremo terminato la migrazione e tutti i contenuti saranno visualizzati e gestiti direttamente dal sito www.citymessage.it, ancora in fase di sviluppo».

    Com’è nata l’idea?

    «Da quando sono uscito da Ericsson a fine gennaio 2013, mi sono avvicinato ad altri due amici, Luca Odetti e Roberto Ravera (il primo ex-collega, ancora impiegato presso Ericsson, e l’altro dipendente di Softeco, che ora si occupano dello sviluppo Web & Android), e insieme abbiamo iniziato a mettere a punto questo nuovo progetto. Negli ultimi tempi da Ericsson mi sentivo in qualche modo insoddisfatto: lavorare sotto pressione costante in una multinazionale così importante, svolgendo anche per 12-16 ore al giorno attività specializzate, a mio parere ti estranea molto dalla realtà e ti fa perdere il contatto con quello che accade attorno a te, nella vita quotidiana e nella società. Così ho deciso di fuoriuscire dal gruppo e dopo un mese ho avuto la fortuna di parlare con Umberto Solferino, presidente del CIV di Corso Sardegna. Dopo avergli illustrato l’idea di CityMessage, l’ha abbracciata con entusiasmo, dando a me e ai miei colleghi la possibilità di usufruire degli spazi del chiosco di Piazza Manzoni, in cui abbiamo installato il nostro primo schermo, e aiutandoci a trovare altri spazi nei territori della Bassa Valbisagno.

    Naturalmente il tutto è stato possibile anche grazie al Presidente del Municipio 3, Massimo Ferrante. Appena ho iniziato a lavorare al progetto in Piazza Manzoni, ho avuto modo di parlare con le persone e di entrare in contatto con gli impiegati del Municipio e con i commercianti, e mi sono reso subito conto dei veri problemi che sta vivendo la città, problemi che arrivavano in qualche modo ovattati dentro i nuovi uffici Ericsson degli Erzelli. Uno di questi problemi, quello che mi ha colpito di più, è la mancanza di comunicazione: non viene data la giusta visibilità alle cose buone e alle iniziative intraprese nei quartieri, i piccoli commercianti hanno sempre meno la possibilità di mostrare ciò che di bello propongono, i corsi della Provincia già finanziati rimangono deserti per mancanza di pubblicità. Ho notato che spesso i cittadini non sanno come fare per recuperare le informazioni di cui necessitano negli uffici e nei siti delle amministrazioni: su un territorio vasto come quello genovese, è difficile restare aggiornati sulle varie attività, se queste non sono adeguatamente promosse. Soprattutto non si riesce a monitorare costantemente il territorio e a tenere d’occhio tutti i rischi del dissesto idrogeologico: in caso di allerte ambientali, molto spesso, la gente non sa come deve comportarsi. Da qui nasce CityMessage: con questo progetto vogliamo aiutare le persone a risolvere i problemi di comunicazione a livello territoriale, amministrativo, sociale, e ridare slancio alle molte iniziative meritevoli. Mi rivolgo a chiunque voglia inserire contenuti sullo schermo di Piazza Manzoni, basta scaricare l’app CityMessage e dotarsi di dati d’accesso. A questo punto è fatta, e si può procedere con l’inserimento dei messaggi».

    Qual è stato finora il riscontro da parte dei cittadini?

    «Da quando siamo in piazza, abbiamo mostrato sullo schermo le facce delle persone, dei commercianti, foto delle feste di quartiere e abbiamo gestito, con l’aiuto del CIV e del Municipio 3, l’informazione di tutte le allerte meteo. Direttamente da casa mia inviavo sullo schermo in piazza le notizie sulla chiusura delle scuole, o ancora su come raggiungere i più vicini centri di accoglienza per i senza tetto. E so per certo che queste indicazioni si sono rivelate d’aiuto per molti. In particolare, c’è stato un episodio che ricordo con piacere e che mi ha toccato molto, e che mi ha dato la conferma che quello che stavamo facendo era importante: una sera, passando dalla piazza, ho trovato due senzatetto che, davanti allo schermo, stavano leggendo le informazioni sul display. Mi sono avvicinato e, parlando con loro, mi hanno rivelato di aver letto le informazioni sui centri di accoglienza e mi hanno detto che sarebbero andati in uno di quei posti, per avere un posto caldo dove stare: anche se sembrava di essere “in galera” (per via dei letti a castello e altre scomodità), mi hanno detto, almeno si stava al coperto! Quella conversazione mi ha fatto pensare e mi ha trasmesso ancora più entusiasmo per un progetto che giorno dopo giorno somiglia sempre più a una missione. Inoltre, da quel momento, passando nei giorni freddi dalla piazza, ogni tanto qualche senzatetto mi riconosceva e mi offriva un bicchiere di vino per scaldarmi!».

     

    Elettra Antognetti

     

  • Consiglio Comunale: approvato il Regolamento sulle Sale da Gioco

    Consiglio Comunale: approvato il Regolamento sulle Sale da Gioco

    Consiglio Comunale GenovaUna lunga seduta si è conclusa ieri con l’approvazione del Regolamento sulle Sale da Gioco. Il regolamento prevede l’obbligo di collocare queste attività ad almeno 300 metri da luoghi sensibili come gli istituti scolastici e i luoghi di culto o impianti sportivi. Al tempo stesso richiede una distanza di almeno 100 metri da bancomat o negozi come i compro oro che forniscono ai clienti di queste sale giochi il denaro per le macchinette. Un ulteriore limitazione viene posta affermando che l’esercizio di tali attività viene vietata negli immobili di proprietà della pubblica amministrazione.

    Molti consiglieri hanno proposto modifiche che avrebbero reso ancora più rigido il regolamento imponendo, ad esempio, che non fossero consentiti i vetri oscurati ai locali in cui si svolge questo tipo di attività, che fossero fatti maggiori controlli sull’emissione degli scontrini su caffè e drink – spesso offerti ai clienti per prolungare la loro permanenza nelle sale -, che si obbligassero gli esercenti a mantenere un registro di chi utilizza slot e videopoker. Ma, come ha spiegato l’assessore  alle attività produttive Francesco Oddone, non è stato possibile accettarli per evitare di creare conflittualità con la normativa nazionale vigente.

    In effetti il limite di questa delibera è legato proprio alla sua natura di regolamento comunale. Pur basandosi sui presupposti espressi dalla legge regionale 17 del 2012 riguardante la Disciplina delle Sale da Gioco, si tratta di un documento che in molti punti avrebbe potuto rischiare di creare contrasti con leggi nazionali, come la legge sulla privacy che limita la possibilità di raccogliere dati personali, o di valicare le competenze comunali, come accade in materia di sorvegliabilità delle sale gioco.

    Il capogruppo dell’Udc Gioia ha evidenziato questa debolezza sottolineando come il Regolamento stesso definisca diverse tipologie di giochi d’azzardo, ma precisi anche che fanno eccezione «gli apparecchi e i congegni consentiti dalla legge». In questo modo, in realtà, vengono riammessi tutti i dispositivi elettronici attivati da monete e pagamenti in altre forme, come previsto dal Testo Unico per la pubblica sicurezza. Atri possibili casi di conflittualità sono testimoniati dall’esperienza di altri comuni italiani in cui il TAR è intervenuto per eliminare i luoghi di culto dall’elenco dei luoghi sensibili. C’è quindi il rischio che molti esercizi commerciali impugnino le norme del regolamento pur di mantenere le slot e i guadagni garantiti dal loro giro d’affari, che spesso vanno a colmare le frastiche riduzioni dei consumi che si sono registrate a causa della crisi.

    La stessa Regione intervenendo sul tema aveva evitato il rischio di possibili conflitti di attribuzione con le norme statali decidendo di concentrare il proprio interesse sugli aspetti sanitari della questione, ovvero sulla ludopatia, prevedendo azioni di prevenzione e di cura di questa patologia.

    Il rischio che questa delibera sia nei fatti poco applicabile c’è ed è reale e dipende  dalla presenza di leggi nazionali molto più liberiste per ciò che concerne la concessione di autorizzazione per la gestione di sale giochi o di singole slot. Ha sintetizzato il punto il capogruppo della Lista Doria Enrico Pignone, evidenziando che il denaro speso nelle famigerate “macchinette” produrrebbe 4 miliardi di euro di iva se convertito in consumi, ma le concessioni statali ne fanno già incassare il doppio. È in questo rapporto di numeri che si gioca la principale contraddizione tra la volontà di limitare la proliferazione del fenomeno e i costi sociali da un lato e gli introiti facili che questo settore garantisce per i monopoli di stato. Più di un consigliere ha utilizzato il termine “Stato biscazziere”, sottolineando l’ipocrisia di un’azione normativa che da un lato incassa i proventi di queste attività e dall’altro lascia alle amministrazioni regionali e locali il compito di dover far fronte a questa emergenza sociale.

    Il Regolamento è stato approvato (24 favorevoli, 6 astenuti e 4 presenti non votanti) con l’appoggio di tutta la maggioranza e del M5S, mentre l’intera opposizione si è astenuta proprio in ragione della presunta scarsa efficacia della delibera. Ma la norma, ha sottolineato la giunta in più occasioni, deve essere interpretata anche come un segnale politico lanciato verso il legislatore nazionale perché si intervenga per rendere più stringente anche la normativa statale prendendo una posizione chiaramente contraria al gioco d’azzardo e a favore della salvaguardia dei cittadini.

    Federico Viotti

  • Luci sul lavoro: concorso per cortometraggi, foto e scrittura

    Luci sul lavoro: concorso per cortometraggi, foto e scrittura

    lavoro-artigianato-operai-DiSono aperte le iscrizioni per un concorso letterario, fotografico e video abbinato alla seconda edizione di Luci sul lavoro, festival organizzato dal Comune di Montepulciano, in collaborazione con l’istituto di ricerca Eidos e Italia Lavoro.

    L’evento si svolgerà dal 4 al 6 luglio 2013: una tre giorni di incontri, dibattiti ed eventi incentrati sul tema del lavoro, in tutte le sue sfaccettature e implicazioni. Uno degli eventi collaterali è la seconda edizione del Festival dei Corti, un concorso di cortometraggi che da quest’anno apre anche alle categorie Fotografia e Narrazione.

    Obiettivo del Festival è portare il lavoro al centro dell’inquadratura e della narrazione, mettendone a fuoco gli interpreti e ragionando sul concetto di dignità della persona, perduta o conquistata, e sulla complessità della nozione di lavoro, fattore determinante per l’equilibrio dell’individuo e della società.

    Sono ammesse dunque al Festival opere video (cortometraggi fino a 30′), fotografie e composizioni narrative (poesie, racconti, testi, canzoni, etc – max 15 cartelle), che dovranno essere inviate entro giovedì 30 maggio 2013 caricando i materiali su Zooppa.

    Una giuria valuterà gli elaborati, che saranno proiettati, raccontati e mostrati nelle serate della manifestazione. Inoltre, per i primi tre classificati di ciascuna categoria è previsto un premio in denaro, del valore complessivo di 6.000 $ e così ripartito: 1.000 $ a ciascuno dei primi tre classificati nella sezione Cortometraggi; 500 $ a ciascuno dei primi tre classificati nella sezione Fotografia; 500 $ a ciascuno dei primi tre classificati nella sezione Narrativa.

    I vincitori saranno invitati alla cerimonia di premiazione (nel corso del Festival Luci sul Lavoro) e saranno insigniti, dal Comune di Montepulciano, di un riconoscimento a ricordo dell’iniziativa. Le spese sostenute per il viaggio saranno a carico di Italia Lavoro.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Primo Maggio unitario e solidale: festa in centro storico

    Primo Maggio unitario e solidale: festa in centro storico

    Cattedrale S.LorenzoLa festa del Primo Maggio non è solo dedicata al lavoro, ma vuole anche essere una giornata dedicata alla solidarietà, all’impegno sociale e al volontariato. Con questa premessa, diverse associazioni operanti sul territorio genovese si sono unite per organizzare l’evento Primo maggio unitario e solidale: un percorso che, mettendo al centro la solidarietà, possa favorire la conoscenza e lo scambio tra diverde realtà impegnate nel volontariato, nel sociale, nel mutuo soccorso.

    La giornata inizierà con un volantinaggio in piazza della Commenda (ore 17) per informare i cittadini sulle associazioni attive nel quartiere e gli scopi dell’iniziativa, e che proseguirà lungo le principali vie del centro storico. A seguire, in piazza San Lorenzo (ore 18) un momento dedicato all’arte con musica, danze e letture di poesia.

    Le associazioni aderenti avranno uno stand e potranno illustrare al pubblico i loro progetti.

    Questa la comunicazione degli organizzatori: «Viviamo in tempi difficili ed intere fasce della società, tanti esseri umani, soffrono e subiscono tante umiliazioni e ingiustizie. Vogliamo confrontarci sull’idea e sull’utilità della solidarietà, sulle migliori maniere per svilupparle ed intenderla e soprattutto cominciare a unirci. Per queste ragioni vi invitiamo ad aderire e a partecipare all’iniziativa del 1° maggio che intendiamo come un primo passo per un percorso crescente di dialogo, di conoscenza e di unione solidale».

    Fanno parte del comitato promotore:

    Associazione interetnica antirazzista “3 febbraio”

    Associazione Luanda

    Associazione Oltre il silenzio

    Associazione Promozione Sociale Y.E.A.S.T.

    Associazione San Giacinto Balzar

    Casa de la Cultura Peruana Genova

    Centro delle culture Genova

    Circolo culturale proletario di Genova

    Collettivo sorellanza e libertà Maripose di Genova

    Comitato solidale liberamente

    Fratellanza donne

    Segreteria nazionale migranti Equador Senami Genova

    Socialismo Rivoluzionario

    Unione immigrati Senegalesi Genova

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Ecofeste: eventi e impatto ambientale, il risultato del progetto

    Ecofeste: eventi e impatto ambientale, il risultato del progetto

    Rifiuti raccolta differenziataIL PRECEDENTE

    Settembre 2011: la Provincia di Genova, in collaborazione con Muvita, aderisce a un progetto pilota – attivo su tutto il territorio nazionale – per attribuire ad alcuni eventi il marchio Ecofeste, ossia un riconoscimento del basso impatto ambientale. È stato monitorato l’utilizzo della raccolta differenziata sulle sagre e gli eventi che si sono svolti nel fine settimana 10/11 settembre, verificando che l’83% di esse applicano un corretto smaltimento dei rifiuti.

    Per questa ragione, la Regione Liguria ha deciso di estendere nel 2012 il progetto a tutte e quattro le Province, con un finanziamento di 100.000 € a Provincia da destinare in parte per acquisti di materiali e in parte per organizzare iniziative didattiche e di educazione ambientale.

    Febbraio 2012: la Giunta della Regione Liguria ufficializza l’impegno ad attivare il progetto Ecofeste nel 2012. Il primo atto concreto sarà inviare una comunicazione a tutti gli enti locali, per sensibilizzarli al rispetto dei requisiti del marchio nei loro eventi (raccolta differenziata, cibo a km zero, utilizzo di materiali ecocompatibili etc): la Regione concederà il proprio logo, supporto nella comunicazione e promozione e un contributo economico a chi manifesterà il proprio interesse ad aderire a Ecofeste.

    Giugno 2012: stabilito un primo calendario delle Ecofeste in Liguria. Tra queste, numerose sagre ma anche eventi di rilievo quali il Festival Suq, il Junifest a Ronco Scrivia e la Green Night a Santa Margherita Ligure.

    IL PRESENTE

    La Regione Liguria fa il punto sulle Ecofeste, presentando il bilancio degli eventi più a impatto zero dell’estate 2012. Al primo posto la festa organizzata a Sori a favore dell’associazione Gigi Ghirotti, che ha prodotto il 96,96% di raccolta differenziata. A seguire, sul “podio” del riciclo, il memorial Giam Massarino a Busalla e la già citata Green Night (95,33%). Qualche dato numerico sull’impatto ambientale degli eventi: sono stati prodotti in totale 25.376 kg di scarti biodegradabili, 8.962 kg di carta riciclata, 6.344 kg. di vetro e 3.435 di olio esausto.

    Un totale di 69 eventi che porteranno – nonostante le difficoltà economiche degli enti locali – a riconfermare il progetto anche per quest’anno. Nel corso dell’estate si scoprirà dunque quali sono gli eventi che risponderanno ai criteri del marchio, il cui calendario sarà consultabile sul sito di Ecofeste.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Arte, libri ed editoria: workshop gratuito al Museo Villa Croce

    Arte, libri ed editoria: workshop gratuito al Museo Villa Croce

    villa-croce-parchi-DISono aperte fino a sabato 4 maggio 2013 le iscrizioni per il workshop gratuito The Book Society, un progetto a cura di Peep Hole dedicato alle forme più sperimentali di produzione in ambito editoriale.

    Scopo dell’iniziativa è creare una reading room presso il Museo di Villa Croce, dove presentare nel corso del 2013 alcune delle realtà editoriali più interessanti in Europa: Book Works (Londra), Paraguay Press (Parigi), Archive Books (Berlino).

    Il primo appuntamento sarà giovedì 9 maggio (ore 12-17) e dedicato a Book Works: saranno presentati una selezione di libri d’artista, un cortometraggio sulla storia della casa editrice, una serie di poster di Jonathan Monk insieme ad altri materiali relativi al recente progetto itinerante Again, A Time Machine. Il workshop è a numero chiuso, in lingua inglese, condotto da Jane Rolo e Paul Sammut di Book Works e aperto ad artisti, grafici, curatori, editori e studenti.

    Il seminario intende esaminare le possibilità di produzione creativa nell’ideazione e pubblicazione di libri d’artista, e la sovrapposizione dei ruoli di editore, curatore, artista. Come organizzare e presentare il materiale in forma di libro, che tipo di redazione è necessario intraprendere e quali opportunità offrono la pubblicazione e la distribuzione di libri di questo tipo. Ogni partecipante dovrà preparare una breve introduzione sulla sua pratica e sui suoi interessi da condividere con il gruppo (3-5 minuti, max) e porterà una piccola collezione di oggetti in relazione con il suo lavoro e che possano essere usati come materiali per la creazione di un libro. I materiali possono essere: immagini (fotografie, disegni, still da film, immagini raccolte o trovate da libri, riviste, ecc); testi (scritti di ogni tipo, dalla poesia alla prosa, blog, manifesti, testi esistenti, ecc.); oggetti (opere, oggetti quotidiani che abbiano un significato o un valore particolare, ecc).

    A seguire, alle 18, talk a ingresso libero: Jane Rolo e Paul Sammut discuteranno insieme a Francesco Pedraglio della sovrapposizione dei ruoli di artista, curatore e editore.

    Alle 19 performance / reading di Francesco Pedraglio a ingresso libero.

    Per informazioni e iscrizioni scrivere a Anna Daneri anna@peep-hole.org. La selezione per partecipare al seminario avverrà sulla base di cv/portfolio.

    [foto di Diego Arbore]

  • Giulio Cesare: l’opera di Haendel, proiezione al Teatro Verdi

    Giulio Cesare: l’opera di Haendel, proiezione al Teatro Verdi

    piazza-oriani-sestri-ponente-teatro-verdi-DIMartedì 30 aprile 2013 (ore 20) il Teatro Verdi di Genova Sestri Ponente ospita la proiezione del Giulio Cesare, opera di Georg Friederich Haendel andata in scena al Metropolitan di New York.

    Tema dello spettacolo
    Giulio Cesare in Egitto (normalmente indicata anche semplicemente come Giulio Cesare) è un’opera lirica in tre atti composta da Georg Friedrich Händel su libretto in lingua italiana di Nicola Francesco Haym, derivato da un libretto omonimo di Giacomo Francesco Bussani presentato nel 1677 a Venezia con musiche di Antonio Sartorio, e da una successiva versione dello stesso andata in scena a Milano nel 1685.

    Alessandria d’Egitto. Giulio Cesare, sconfitto il nemico Pompeo nella battaglia di Farsalo, lo insegue fino alle sponde del fiume Nilo. Al centro dell’opera due gruppi contraddistinti: da una parte Giulio Cesare, Cornelia e Sesto, rispettivamente figlio e moglie dello sconfitto Pompeo; dall’altra Cleopatra, Tolomeo e il suo generale Achilla. Sesto riuscirà a portare a compimento la sua vendetta e ad uccidere Tolomeo, mentre Cleopatra verrà incoronata regina d’Egitto per volere del condottiero romano.

    Prezzo del biglietto: 12 €.

    [foto di Diego Arbore]

  • Mobilità nuova: una legge a favore di pedoni, bici e mezzi pubblici

    Mobilità nuova: una legge a favore di pedoni, bici e mezzi pubblici

    Biciletta a GenovaNuove reti autostradali, alta velocità ferroviaria. Fra Gronda, Tav e Terzo Valico a Genova conosciamo bene questi temi, ma anche in altre città e Regioni i finanziamenti statali alle cosiddette Grandi Opere costituiscono un’emergenza. A fronte di un massiccio spostamento dei pendolari con i mezzi pubblici o in bicicletta (e in alcuni casi, perché no, anche a piedi) sono davvero esigui i fondi destinati a percorsi pedonali, piste ciclabili o alla manutenzione di treni e autobus.

    Per questo motivo si sta organizzando una manifestazione nazionale sabato 4 maggio a Milano, che partirà alle 14.30 dalla Stazione Centrale: alla Rete Mobilità Nuova aderiscono oltre 160 associazioni – tra cui Slow Food, Libera, Legambiente, Uisp, Cicloriparo, Un tram per la Valbisagno, Fiab, Ecobike Courier, #salvaiciclisti (nazionale e sezioni locali, tra cui quella di Genova) – per partecipare a un grande raduno nel corso del quale partirà una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare, che porti il Parlamento a ripensare radicalmente il sistema dei trasporti in Italia.

    Tutti i pendolari genovesi che vogliono aderire possono contattare gli amministratori di Anemmu in bici a Zena, che lo scorso 23 aprile hanno organizzato un flash mob di presentazione del progetto e che raccolgono adesioni per chi vuole raggiungere Milano in corriera (partenza ore 10.30 in piazzale Resasco, davanti al Cimitero di Staglieno, maggiori info sull’evento Facebook). Chi vuole raggiungere Milano autonomamente in treno avrà uno sconto del 40% sul biglietto, grazie a un accordo tra Fiab e Trenitalia (maggiori info sul sito Mobilità Nuova).

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Censimento del cemento: attesa per i dati del monitoraggio sul costruito

    Censimento del cemento: attesa per i dati del monitoraggio sul costruito

    valbisagno-marassi-speculazione-ediliziaSei mesi sono trascorsi ma ancora da Palazzo Tursi non si hanno notizie in merito al Censimento del cemento. Questi erano i tempi previsti dalla mozione approvata con ampio consenso dal consiglio comunale nell’ottobre scorso, proposta dal consigliere Fds Antonio Bruno e sottoscritta da alcuni consiglieri di maggioranza (Sel, Pd, Lista Doria) e di opposizione (Movimento 5 Stelle).
    Il documento, che riprende la campagna nazionale “Salviamo il paesaggio e difendiamo i territori” avviata dal “Forum Italiano per la terra e per il paesaggio” con l’obiettivo di ridurre il consumo di territorio attraverso una gestione più attenta dello stesso, prevede la realizzazione di un censimento del costruito a Genova – in pratica una fotografia aggiornata della superficie cementificata con le relative destinazioni d’uso in modo da avere dati certi (ad esempio sulle case sfitte e quelle abitate) sui quali basare la programmazione urbanistica – e la presentazione dei risultati dell’indagine entro sei mesi.

    Genova panorama LevanteNel frattempo Genova continua a sbriciolarsi – è notizia di sabato il nuovo crollo in via Dassori ad Albaro, ultimo di una lunga serie – sotto il peso dell’edificazione selvaggia e della scarsa, per non dire inesistente, manutenzione.
    Domenica 21 aprile, in occasione della Giornata della Terra, il coordinamento genovese di “Salviamo il paesaggio” ha organizzato una marcia contro il consumo di suolo a cui hanno partecipato diverse centinaia di persone che hanno sfilato dal parco dell’Acquasola a Valletta Carbonara (luoghi simbolici interessati da controversi progetti di edificazione), facendo tappa anche davanti a Palazzo Tursi per sollecitare l’amministrazione comunale a fornire risposte sul Censimento del cemento.
    I dati di tale indagine, infatti, sono fondamentali per le future scelte in campo urbanistico. La riapertura del dibattito sul nuovo Piano Urbanistico Comunale potrebbe essere l’occasione per approfondire il tema dell’eccessivo consumo di territorio in una città particolarmente fragile, anche perché la tanto sbandierata filosofia del P.U.C. dovrebbe essere proprio quella di “costruire sul costruito”.

     

    Matteo Quadrone

  • Carovana antimafie a Genova: incontro pubblico alla Maddalena

    Carovana antimafie a Genova: incontro pubblico alla Maddalena

    LiberaLunedì 29 aprile 2013 fa tappa a Genova la XVI Carovana Antimafie, quest’anno partita simbolicamente da Tunisi – dove è iniziato il percorso delle primavere arabe – l’ultimo giorno del World Social Forum 2013.

    Una giornata per sottolineare l’esistenza della mafia a Genova, soprattuto nei quartieri del centro storico.

    La giornata inizia alle 16.30 a Palazzo Tursi: un incontro sulla campagna Riparte il futuro – i 100 giorni con Maddalena Antognoli (referente per Libera della campagna), Luca Pastorino (Parlamentare ligure, firmatario della legge per l’anagrafe degli eletti) e Matteo Lupi (Referente ligure di Libera e Arci area Legalità Democratica). La campagna ha superato le 179.000 firme e – degli oltre 600 candidati che hanno aderito – 287 sono stati eletti in Parlamento.

    Si prosegue alle 17.30 in piazza del Ferro, in cui verrà presentato il Dossier di Sos Impresa sull’usura e il racket, alla presenza di Lino Busà (Presidente Naz.le di SOS Impresa) e Andrea Dameri (direttore Confesercenti Genova).

    L’evento è promosso dalle associazioni Arci, Libera e Avviso Pubblico.

  • Scuola di Robotica a Genova: formazione, divulgazione e roboetica

    Scuola di Robotica a Genova: formazione, divulgazione e roboetica

    scuola-roboticaFondata a Genova nel 2000 per iniziativa di un gruppo di robotici e studiosi di scienze umane, Scuola di Robotica è un’associazione no profit che svolge un’attività di istruzione, formazione e divulgazione. I promotori che hanno dato avvio al progetto ormai 13 anni fa sono Fiorella Operto, filosofa e presidente dell’associazione, e il presidente onorario Gianmarco Veruggio, ingegnere elettronico e ricercatore robotico del CNR-IEIIT di Genova che ha svolto ricerche in numerosi settori dell’informatica e dell’automatica: un’unione di tecnica e filosofia, indispensabile per la buona riuscita di un progetto che si fa promotore della ricerca nel campo della robotica a 360 gradi.

    Scopo principale dell’associazione è quello di diffondere la conoscenza di questa disciplina -ancora “nuova” e poco familiare ai più-, promuovere la cultura e diffondere la conoscenza delle arti e delle scienze ad essa interrelate: si vuole sdoganare la robotica dal rango di scienza lontana e ostica, rendendola un qualcosa di più vicino a noi, a portata di mano dei più piccoli ma anche dei grandi. Il tutto, attraverso un metodo di lavoro ludico e divertente, non solo istruttivo e dall’alto valore formativo, attraverso l’organizzazione di giochi, workshop, eventi nelle scuole e corsi di formazione per insegnanti e addetti ai lavori.

    La Scuola opera nel contesto genovese ormai da tempo. Fin dalla sua fondazione, si è imposta come punto di riferimento nazionale e internazionale nel campo della ricerca e degli studi applicati. In particolare, Scuola di Robotica segue diversi progetti, che vanno dalla formazione di docenti e professori di diverse tipologie di scuole, alla divulgazione, alla promozione etica degli studi di robotica, allo studio dell’applicazione di questa disciplina in ambito medico.

     

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    CHE COS’È LA ROBOTICA?

    Una scienza “nuova” per i più, che studia i comportamenti degli esseri intelligenti e cerca di sviluppare metodologie per permettere a una macchina (robot dotati di opportuni dispositivi per percepire l’ambiente e interagire con esso) di riprodurre dei compiti specifici. Si tratta di una disciplina che sta modificando il nostro modo di fare scienza: attraverso la creazione di queste macchine intelligenti viene a cambiare la percezione che abbiamo di noi stessi e del contesto in cui viviamo sotto il profilo etico, antropologico, conoscitivo, urbanistico.

    La robotica insegue in realtà uno dei sogni più antichi dell’uomo, che da sempre popolano fantasie, leggende popolari, immaginario comune di film e letteratura: il sogno di creare una riproduzione dell’essere umano, in tutta la sua complessità, così come si presenta in natura. Dall’antica Grecia, con gli automi meccanici a guardia del labirinto di Dedalo, primo ingegnere della storia, alle macchine della rivoluzione industriale dell’Ottocento e a quelle automatiche del ventesimo secolo, fino ad oggi: i progressi dell’informatica e gli studi nell’ambito delle comunicazioni hanno permesso di dare vita a macchine tanto perfezionate da riprodurre tutta la complessità dell’essere umano. Così è stato possibile creare robot per la protezione dell’ambiente e la bonifica di siti contaminati da scorie tossiche, o ancora per lo sminamento e la neutralizzazione di armamenti e per le esplorazioni spaziali, come nei migliori film fantascientifici di qualche decennio fa. Ma non solo sci-fi: anche e soprattutto l’impiego della robotica per le ricerche in campo medico, con lo sviluppo di protesi intelligenti e nuovi strumenti di diagnosi e chirurgia.

     

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    LA SCUOLA DI ROBOTICA A  GENOVA

    Ospitata nei locali di CNR-IEIIT (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di elettronica e di ingegneria dell’informazione e delle telecomunicazioni), la scuola è un’associazione no profit, uno spazio libero e aperto a tutti in cui è possibile imparare e divertirsi, con iniziative non convenzionali e rivolte tanto ai bambini quanto ai più grandi: per i primi, un approccio didattico alla scienza attraverso il gioco e l’aspetto ludico; per gli altri, invece, la possibilità di approcciare un tema “nuovo”, così interessante ma allo stesso tempo complesso come la robotica, senza sentirsi a disagio. Uno spazio per tutti, in cui ricercatori, studenti, insegnanti, divulgatori o semplici appassionati e curiosi possono acquisire conoscenze tecniche e dettagliate, in modo semplice e immediato. Qui sono organizzate svariate attività e iniziative, che seguono diversi filoni di ricerca.

    Si parte con la formazione: Scuola di Robotica è anche Ente Formatore per docenti e insegnanti delle varie tipologie di scuola, dalla primaria alla secondaria, all’Università. La formazione offerta ha lo scopo di trasmettere nozioni di robotica agli insegnanti e fare in modo che questa disciplina entri così anche nei programmi scolastici. Fino ad oggi l’insegnamento della robotica non è stato previsto all’interno delle nostre scuole ma scopo dell’associazione è fare in modo che questa venga introdotta come strumento didattico: grazie alla formazione dei docenti, gli alunni avranno la possibilità di programmare piccoli robot, con un metodo coinvolgente, divertente e diverso da quello tradizionale frontale. La Scuola promuove corsi di formazione sia in Italia che all’estero e organizza svariati eventi nell’ambito della didattica. Questo il caso, ad esempio, di Robot@Scuola, progetto partito nell’anno scolastico 2005-2006, di cui Scuola di Robotica è stata responsabile scientifico: finanziato dalla Direzione Generale Sistemi Informativi, mirava a creare una rete di scuole (23 aderenti) impegnate in attività di didattica della robotica. Tra i progetti più recenti, invece, Robgap e Tomorrow Becomes Today, per formare docenti e ragazzi di tutta Europa (sono state attivate collaborazioni con Turchia, Repubblica Ceca, Polonia, Spagna, e altri).

    Ancora, la divulgazione e le tante mostre organizzate. Una delle ultime, “Copioni e Copiati. L’arte di imitare dal mimetismo animale alla robotica”, in cui sono stati presentati piccoli modelli di robot che, copiando la natura, sono in grado di interagire con il pubblico e orientarsi grazie alla luce e agli ultrasuoni. e poi vari laboratori, anche nell’ambito del Festival della Scienza di Genova.

    Altro ramo, quello della Roboetica: con l’apertura di nuovi scenari scientifici, si è presentata una serie di nuovi problemi di natura etico-sociale-comportamentale ancora da regolare. Viene da chiedersi, dove porterà questa invasione dei robot? Già da tempo ormai varie istituzioni a livello mondiale si stanno occupando di valutare le conseguenze legali e sociali dello sviluppo tecnologico, e anche la Scuola di Genova si fa promotrice di questi studi. Qui, grazie alla collaborazione tra i due fondatori, la filosofa Operto e l’ingegnere meccanico Veruggio, sono stati condotti studi di tipo etico-antropologico, per la tutela sociale e la prevenzione dai rischi derivanti dallo strapotere scientifico e dalla tecnocrazia. L’Associazione è stata anche promotrice di progetti europei e ha organizzato varie conferenze (ad esempio, presso l’Accademia dei Lincei), per sensibilizzare sul tema e creare generazioni di scienziati responsabili.

    Da ultimi, altri due temi emergenti e nuovi, in ambito medico-ingegneristico. Il primo riguarda lo sviluppo di nuovi modelli di robot in grado di interagire con utenze deboli, è curato da Emanuele Micheli – ingegnere meccanico specializzato in robotica che dal 2001 collabora con la Scuola –  in collaborazione con la Scuola Politecnica di Architettura e di Design dell’Università di Genova. Insieme agli studenti del corso di Design, Micheli ha come obiettivo la creazione di prototipi di robot dal design moderno e funzionale adatti all’interazione con soggetti con carenze cognitive e/o motorie.

    L’altro progetto, invece, riguarda lo studio dell’applicazione di metodologie meccaniche al processo di apprendimento di persone autistiche: in particolare, la Scuola collabora con l’accademia di counseling Philos di Genova e organizza una serie di laboratori per insegnare attraverso l’uso della robotica, per facilitare l’apprendimento e migliorare le relazioni attraverso un approccio efficacemente calibrato sulle differenti persone che apprendono.

    Una curiosità: il logo di Scuola di Robotica è stato disegnato da Emanuele Luzzati. Un’immagine nuova, lontana dai soliti cliché della fantascienza, allegra e informativa allo stesso tempo. Così sono nati i due robot, mimi e pagliacci, misteriosi ma non minacciosi e che da allora accolgono gli allievi e i visitatori della Scuola di Robotica. Come si legge sul sito dell’Associazione, “i robot sono macchine e soltanto l’arte sarà in grado di dar loro un’anima.

     

    Elettra Antognetti

  • Chococoncorso: lotteria del cioccolato con la Band degli Orsi

    Chococoncorso: lotteria del cioccolato con la Band degli Orsi

    Cioccolato fondenteDomenica 28 aprile 2013 (ore 15) si svolge nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale il Chococoncorso, evento organizzato ogni anno da La Band degli Orsi, associazione di volontariato che si occupa dell’accoglienza dei piccoli ospiti dell’ospedale pediatrico Giannina Gaslini.

    Una lotteria del cioccolato con oltre 30.000 biglietti distribuiti nelle scuole di Genova. È possibile partecipare anche aderendo all’evento su Facebook, a ognuno verrà assegnato un numero per l’estrazione dei premi (scelti in collaborazione con Basko, Buffa e Dolceamaro).

    Durante l’evento saranno presenti anche gli animatori scientifici di Matefitness.