Categoria: Notizie

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  • Teatro in Tilt: due giorni di spettacoli in San Bernardino

    Teatro in Tilt: due giorni di spettacoli in San Bernardino

    tiltSabato 11 e domenica 12 maggio l’ex Abbazia di San Bernardino ospita due giornate dedicate al teatro: la rete di compagnie teatrali Tilt ospita la terza edizione di Vetrina Expò 2013.

     

    In programma spettacoli teatrali gratuiti (ingresso a offerta libera) con tutte le compagnie di Tilt. Dal mattino le compagnie si presentano al pubblico con i loro stand, mentre al pomeriggio si svolgeranno due seminari: sabato 11 maggio il tema è Critica teatrale 2.0, mentre domenica si farà il punto sul progetto di Consulta Regionale.

    Per conoscere il programma degli spettacoli e quali compagnie sono coinvolte leggi il programma di Teatro in Tilt 2013. L’evento si potrà seguire anche via Twitter, tramite l’hashtag #teatrointilt. Tutti i presenti iscritti a Twitter sono invitati a scattare foto, segnalare e commentare gli spettacoli.

  • Cani dall’inferno: nasce a Genova una nuova casa editrice

    Cani dall’inferno: nasce a Genova una nuova casa editrice

    libri-lettura-letteratura-culturaL’amore è un cane che viene dall’inferno: il titolo di questa bellissima raccolta di poesie di Charles Bukowski ha ispirato, nel 2004, la nascita di un gruppo di lettura creato dai poeti genovesi Ksenja Laginja, Mauro Sbiello ed Enrico Marià. Un collettivo che gravitava intorno alla libreria e casa editrice Annexia e che ha proseguito la sua attività fino al 2006, quando lo spazio di Stradone Sant’Agostino ha chiuso i battenti.

    Negli ultimi anni si sono organizzati solo piccoli eventi autogestiti, in locali nel centro storico o nell’ambito di eventi cittadini quali la Notte della Poesia. Oggi, a quasi dieci anni dalla sua fondazione, Ksenja Laginja ha portato i Cani a rivivere trasformando il collettivo in una vera e propria casa editrice: «Il nome Cani dall’Inferno era stato scelto da Mauro Sbiello, che inserì una citazione di Bukowski nel suo primo libro. Un nome che ci rappresentava pienamente come persone e come artisti: un nome che indicava per noi un modo diverso di concepire la poesia. Non solo parole da scrivere o leggere, ma anzitutto una poesia “vissuta”, soprattutto nel suo atto performativo. Coltivavo da tempo l’idea di riunire chi ha gravitato intorno al progetto Cani dall’Inferno, sia tramite eventi sia con pubblicazioni di autori che appartengono a una certa nicchia e condividono la stessa visione poetica».

    Christian Humouda_quote 2In poche settimane, grazie “solo” alla promozione via Facebook, hanno ricevuto molte opere tra romanzi, antologie di racconti e sillogi di poesia. La linea editoriale è molto definita e risponde alle opere cui a suo tempo Annexia si rivolgeva. «Siamo alla ricerca di autori che propongono opere distanti da quanto il mercato editoriale oggi offre, che spesso vedono le loro opere rifiutate perché “con le poesie e i racconti non si mangia” ma che non vogliono avere a che fare con editori a pagamento – mi spiega Ksenja. – Sono io stessa un’autrice e nel mio lavoro di editore voglio portare ciò che io stessa pretenderei: un lavoro personalizzato sull’autore, dove all’editing e alla promozione si uniscono consigli mirati di lettura, segnalazioni a blog letterari perché gli autori possano fare “palestra di scrittura”, e così via. Essere un editore non significa solo pubblicare testi, ma donare esperienza. Ci interessa soprattutto trovare autori disposti a studiare e faticare molto, la poesia (ma anche la prosa) non deriva solo dall’ispirazione ma da un lavoro costante sulle parole, sul suono».

    La prima opera di Cani dall’inferno, che verrà pubblicata entro la fine di maggio, è la raccolta di poesie Ceneri postatomiche di Christian Humouda. «Per Christian si tratta dell’esordio letterario, un’opera a cui abbiamo lavorato molto e che ha la prefazione di Chiara Daino. Oggi Christian è anche autore del blog collettivo Words Social Forum, la cui redattrice Antonella Taravella sarà protagonista della nostra prossima pubblicazione, con la raccolta Le stanze del nostro inverno che uscirà entro l’estate».

    Cani dall’Inferno continua ad accettare manoscritti: per l’invio li si può contattare all’indirizzo canidallinferno@gmail.com.

    Marta Traverso

  • Terzo Valico, Pontedecimo: istituzioni-cittadini, il confronto è tardivo

    Terzo Valico, Pontedecimo: istituzioni-cittadini, il confronto è tardivo

    Valpolcevera_da_MurtaUn confronto a tratti surreale tra due mondi troppo distanti, nettamente separati da un’incomunicabilità di fondo che ha contraddistinto il tardo pomeriggio di ieri presso la società “La Fratellanza” di Pontedecimo. Nella sala gremita dagli abitanti della Val Polcevera era in programma la prima assemblea pubblica – convocata dalla istituzioni – sul tema del Terzo Valico. Troppo tardi verrebbe da dire, quando ormai gran parte della popolazione si è già formata la propria opinione sull’utilità o meno della nuova infrastruttura ferroviaria e – volente o nolente – ha avuto a che fare da vicino con gli inevitabili disagi che un tale intervento comporta. L’assemblea è stata richiesta dai consiglieri di opposizione del Municipio Valpolcevera (mentre per la maggioranza solo dal consigliere Fds).
    Da una parte i cittadini, molti dei quali non rassegnati all’ineluttabilità delle cose, testimoni di vicende paradossali (vedi San Quirico) e dunque pronti a contrastare con decisione la realizzazione del Terzo Valico, dall’altra il vicesindaco Stefano Bernini, l’assessore regionale Raffaella Paita (Infrastrutture), il dirigente della Regione Giovanni Battista Poggi, alcuni rappresentanti del Cociv (general contractor) per la prima volta presenti ad un incontro pubblico sul territorio genovese e questa è già di per sé una notizia.
    Ma il metodo scelto è parso errato, come hanno fatto notare alcuni cittadini. Questi ultimi per porre domande dovevano necessariamente prenotarsi prima dell’inizio dell’assemblea, ritirare un biglietto e poi attendere il loro turno nel momento dedicato ai quesiti. Nonostante ciò le prenotazioni sono state numerose, mentre il tempo a disposizione dei singoli interventi era assai limitato.
    Sarebbe stato più costruttivo un tavolo di confronto con i tecnici del Cociv da un lato e quelli del movimento No Terzo Valico a proporre le alternative all’opera dall’altro. Non è andata così perché – spiace dirlo – ancora una volta il ricorso alla tanto decantata democrazia partecipata è arrivato fuori tempo massimo, quando le scelte politiche sono già state compiute ed una simile iniziativa assume le sembianze della beffa.

    «È un momento di informazione per la cittadinanza – spiega in apertura Iole Murruni, Presidente del Municipio Valpolcevera – il Terzo Valico è un’opera che vede posizioni diverse e noi auspichiamo che tutte possano confrontarsi. I compiti del Municipio sono quelli di ascolto e vicinanza, per questo abbiamo organizzato incontri con gruppi di persone interessati dai lavori, seguendo la vicenda degli espropri affinché nessuna famiglia fosse lasciata sola».
    I tecnici del Cociv, dopo una lunga illustrazione dell’iter approvativo, sottolineano come l’impatto maggiore dell’opera sia dovuto alla realizzazione delle gallerie: quelle principali e soprattutto quelle di servizio (le cosiddette “finestre” Polcevera, Cravasco, Castagnola, Val Lemme). Seguono gli interventi relativi alla viabilità, ovvero le opere di compensazione che qualcuno semplicemente chiama la “merce di scambio”: l’opera principale, forse la più utile per la cittadinanza, sarà la galleria che collegherà via Borzoli con via Erzelli, risolvendo così l’annoso problema dei numerosi tir in transito a ridosso delle case di Borzoli. Infine le opere prettamente ferroviarie: l’imbocco di Fegino, dove sorgerà il cantiere operativo per scavare la galleria principale, la finestra Polcevera dietro il Mercato dei fiori di San Quirico e la finestra Cravasco, appena sopra al paese di Isoverde.
    Raffaele Ippoliti, responsabile ambientale del Cociv afferma «È stato istituito un osservatorio ambientale che avrà il dovere di monitorare tutte le fasi dei lavori affinché siano rispettate le condizioni di sicurezza. La presenza di Arpal e delle altre agenzie regionali per l’ambiente è una garanzia in questo senso. Inoltre ci saranno 6 gruppi specifici dedicati alle seguenti tematiche: amianto, atmosfera, rumori, biodiversità, acqua, fauna e flora».

    Al primo giro di domande gli animi cominciano a surriscaldarsi. Una signora “espropriata” lancia l’accusa «Io la vicinanza del Municipio non l’ho mai sentita. Ho risolto la trattativa con il Cociv ma nessuno potrà restituirmi il valore affettivo della mia casa». Poi, rivolta al vicesindaco Bernini «Il Comune, fin dal 2004, sapeva che la mia abitazione sarebbe stata interessata dai lavori per il Terzo Valico, eppure mi ha concesso i permessi per ristrutturarla».
    Angelo Spanò, ex consigliere provinciale dei Verdi, ricorda «Le nostre colline sono piene di rocce amiantifere, sono stati eseguiti i carotaggi necessari? E si possono vedere i risultati? Per quanto riguarda la Galleria Borzoli, l’unica opera indispensabile per il territorio, i lavori sono fermi da dicembre».
    L’ingegnere Mauro Solari, a metà anni ’90 membro della commissione ambientale della Regione Liguria, sottolinea «All’epoca il Terzo Valico era stato bocciato più volte perché ritenuto inutile. Il fatto che l’opera sia stata autorizzata non vuol dire che serva al territorio e alla cittadinanza. Il peccato originale del Terzo Valico è quello di essere stato affidato al Cociv senza gara nel 1991, appenda due anni prima dell’entrata in vigore delle norme europee che impediscono l’affidamento diretto. La domanda principale è perché non sono mai state prese in considerazione le alternative all’opera?».

    Tra applausi per gli interventi del pubblico e contestazioni ai rappresentati istituzionali, l’assemblea è proseguita. Il vicesindaco Bernini, non senza qualche difficoltà, ammette «È vero, in passato ci sono state delle carenze a livello informativo ed alcune persone hanno ristrutturato delle abitazioni destinate ad essere espropriate. Adesso stiamo cercando di porre rimedio a queste situazioni tramite adeguati indennizzi economici».
    In merito ai carotaggi, Bernini afferma «I risultati sono stati messi a disposizione dei consiglieri comunali». Infine per la galleria di Borzoli «Abbiamo avuto un problema legato al conferimento dello smarino che ha rallentato i lavori. Ora stiamo trattando per individuare i siti adatti».

     

    Matteo Quadrone

  • Prima luce: concorso fotografico e mostra collettiva per under 35

    Prima luce: concorso fotografico e mostra collettiva per under 35

    sala-dogana-ducale-DISono aperte fino a giovedì 30 maggio 2013 le iscrizioni per la seconda edizione del concorso fotografico Prima Luce, organizzato da Profondità di campo e che prevede per i creativi under 35 selezionati una mostra collettiva in Sala Dogana dal 28 giugno al 14 luglio 2013.

    Il concorso Prima Luce mira a valorizzare tutti i progetti che, partendo dalla fotografia, si sviluppino utilizzando i suoi
    diversi e molteplici linguaggi, da quelli tradizionali ai più innovativi: dall’analogico al digitale, dal bianco e nero ai colori, dalla stampa tradizionale alle composizioni fotografiche, dai progetti audiovisivi alle installazioni artistiche. Obiettivo del concorso e della mostra è favorire la sperimentazione e lo sviluppo di nuove tendenze artistiche in campo fotografico, stimolando la giovane creatività.

    Il concorso è aperto ai giovani creativi italiani e stranieri under 36 che operano attraverso i linguaggi della fotografia. La partecipazione prevede la presentazione di un progetto fotografico a tema libero, che dovrà raccontare una storia o sviluppare un tema preciso. Ogni concorrente può partecipare con un solo progetto, composto da una o più fotografie.

    L’opera va inviata, senza alcuna quota di iscrizione, insieme alla scheda di partecipazione e una descrizione del progetto alla mail festival@profonditadicampo.com.

    [foto di Diego Arbore]

  • Fai, Fondo Ambiente Italiano: nasce a Genova il gruppo giovani

    Fai, Fondo Ambiente Italiano: nasce a Genova il gruppo giovani

    via-garibaldi-D1Venerdì 10 maggio 2013 (ore 19) si svolge a Palazzo Lomellino in via Garibaldi l’evento di presentazione del gruppo giovani FAI, una nuova squadra di volontari nella sezione locale del Fondo Ambiente Italiano, associazione che da oltre trent’anni si occupa di promuovere e tutelare l’eccezionalità del patrimonio ambientale e storico-artistico in Italia.

    In programma visite guidate al Palazzo, con mostra fotografica di Lidia Giusto e Stefano Ricco. A seguire, presentazione del gruppo e aperitivo musicale con Mnemosyne Ensemble.

    Saranno presenti Sonia Cevasco Asaro – capo delegazione FAI Genova – e Andrea Fustinoni – Presidente regionale FAI Liguria.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Palazzo Ducale: no all’omofobia, video con Nicla Vassallo

    Palazzo Ducale: no all’omofobia, video con Nicla Vassallo

    Poco più di cinque minuti per ricordare che l’amore omossessuale è amore come tutti gli altri. Quattro frasi nobili segnate su una schiena nuda per fissare nella mente che anche questo amore esige rispetto, il rispetto verso un diritto che non può essere fatto proprio da nessun orientamento sessuale e da nessuna ideologia. Ancora una volta, la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale ha scelto di celebrare la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia con un video d’autore e di forte impatto. La ricorrenza è stata istituita ufficialmente dall’Unione Europea nel 2007 e viene promossa ogni 17 maggio, anniversario della rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali prevista dall’Organizzazione mondiale sanità.

    Nicla Vassallo, docente di Filosofia teoretica dell’Università di Genova, ci spiega con quali convinzioni ha prestato la propria schiena all’opera: «Gli affetti, gli amori, le unioni dovrebbero essere considerati tutti su uno stesso piano perché se non lo sono, siamo razzisti, nel senso che privilegiamo rapporti in cui vige quasi una sorta di necessità e di obbligo nei confronti della procreazione rispetto a rapporti in cui la procreazione è una scelta. Con il nostro video, invece, vogliamo dimostrare che nelle unioni omossessuali c’è un amore ricco di poesia, al di là di quello che il mondo omofobo può pensare».

    Dietro la regia di Serena Gargani, dalle mani e dal pennello dell’artista e calligrafa Francesca Biasetton i versi in lingua originale di Sandro Penna, Vita Sackville-West, Federico García Lorca e Paul Verlaine passano alla schiena della filosofa. In “Questo è amore – This is love”, come è stata intitolata la clip, non c’è nulla di perverso, di lascivo, di violento: non c’è neppure l’omofobo che picchia in modo metaforico l’omossessuale benché l’immagine della schiena possa richiamare facilmente la coltellata alle spalle che chi non vede riconosciuto il proprio diritto ad amare riceve ogni giorno.

    «In Italia – prosegue la docente – questi diritti non esistono e le persone omossessuali ne subiscono le maggiori conseguenze. È sempre più necessario porre un forte accento su questo tema perché stiamo retrocedendo rispetto al nostro senso di democrazia, civiltà e umanità; non garantendo alcun diritto agli amori omosessuali, diventiamo ogni giorno sempre più omofobici. Dobbiamo, invece, procedere con un’efficace decostruzione dello stereotipo dell’eterosessualità, i cui affetti non sono esenti da violenze e infelicità. La distinzione terminologica tra eterosessualità e omosessualità è una questione ottocentesca ma la storia ci ha insegnato che anche gli eterosessuali sono stati discriminati: eppure, non si capisce come mai gli omofobici continuino a essere così disumani nei confronti degli omosessuali».

    Una fondamentale chiave di volta è rappresentata dalla questione giuridica. Secondo Vassallo, infatti, il riconoscimento formale dei diritti e dei doveri dell’amore e degli affetti omossessuali comporterebbe anche una diminuzione degli attacchi degli omofobici «perché, in quanto persone malate, in questa nuova situazione gli omofobici si sentirebbero delegittimati nei loro attacchi».

    In questa direzione, Genova sta cercando di compiere passi importanti con l’approvazione del Registro delle Unioni Civili, promossa con forza dalla giunta Doria: «Ammiro la decisione del sindaco – sottolinea la filosofa – perché dietro a questa scelta ci sono profonde convinzioni di quale sia il vero senso della democrazia: è una mossa coerente con quanto sta avvenendo in Europa, non solo attraverso le unioni civili ma anche con i matrimoni omosessuali».

    Simone D’Ambrosio 

     

    Ecco le quattro citazioni che compaiono nel video:

    “Fuggono i giorni lieti. Lieti di bella età. Non fuggono i divieti. Alla felicità” (Sandro Penna).

    “It’s incredible how essential to me you have become” (Vita Sackville-West a Virginia Woolf)

    È incredibile quanto tu sia diventata essenziale per me.

    “Así mi corazon de noche y día, preso en la cárcel del amor oscura, llora sin verte su melancolía” (Federico García Lorca)

    Così il mio cuore notte e giorno chiuso nel tetro carcere d’amore piange, senza vederti, di malinconia.

    “Sont des amours aussi, tendres et furieuses” (Paul Verlaine)

    Sono anch’esse amori, teneri e furiosi.

     

     

  • Digital food days: moda, cibo e social network, incontro a Genova

    Digital food days: moda, cibo e social network, incontro a Genova

    social-media-network-webMartedì 14 maggio 2013 il coworking Civico31 di piazza Pollaiuoli ospita la tappa genovese dei Digital Food Days: un evento organizzato in tutta Italia da Gnammo – social network dedicato al cibo e alla gastronomia – nell’ambito del Digital Festival di Torino.

    Lo staff di Gnammo e di Luoghi di relazione (che si occupa del marketing dell’evento) spiega come sono strutturati questi eventi. «Di solito avviene in modo spontaneo: ci si iscrive al portale e si decide di creare un evento culinario, in cui di solito il cuoco mette a disposizione la propria casa e cucina per tutti. Il cuoco quindi stabilisce un menù e un prezzo e raccoglie le adesioni tra gli “Gnammer”, un modo per conoscersi prima in rete e poi di persona a tavola. Gnammo utilizza la rete solo come medium, il vero scopo è far incontrare gente dal vivo».

    L’organizzazione di questo ciclo di eventi è invece leggermente diversa, rispetto al consueto: «Per gli eventi legati ai Digital Food Days abbiamo deciso di lanciare noi l’idea di organizzare degli eventi (cene, brunch, colazioni, apericena…) abbinati al tema digitale: abbiamo invitato gli utenti a candidarsi come host, cuoco, blogger/foodblogger, digital guru e photographer/video maker. In questo modo uniamo il tema “food” (si è seduti a tavola) al tema “digital” (ogni evento è legato a un argomento). La differenza rispetto agli altri eventi sta proprio nel fatto che gli Gnammer potranno chiacchierare con un blogger e un digital guru sul tema prescelto».

    Tema dell’evento genovese è Come si abbinano mondo digitale e moda? A organizzare la serata è l’esperta di digitale Sara Antonietti, che in Civico31 lavora con la sua azienda Mokastyle: «Ho conosciuto il Digital Festival l’anno scorso a Torino, mi sono presentata all’organizzatore Stefano Saladino per fargli i miei complimenti e da allora siamo rimasti in contatto sui social network. Appena ho saputo della sua ultima creatura Gnammo, ho pensato che si poteva organizzare un evento nello studio dove sono in coworking da quasi un anno. Ho chiesto il parere ad Alice Moschin, la titolare del Civico31, ed è stata entusiasta della mia proposta. Oltretutto quella delle cene/aperitivi in studio è un’abitudine già consolidata tra di noi, quindi perché non estendere l’invito anche all’esterno?

    Prosegue Sara: «È sempre un piacere conversare con persone nuove e confrontarsi sulle tematiche del web, ma soprattutto su quelle del food. Alla fine siamo persone fisiche e reali, anche se abbiamo tutti i giorni a che fare con il  virtuale, inoltre una community ha bisogno di stimoli esterni per “alimentarsi”. Il food è da sempre un elemento che unisce, tra un tweet e un bicchiere di vino, penso che ci saranno molti buoni spunti sul tema della serata».

    Sara avrà come ospite la blogger genovese Irene De Giorgio, nota sul web per il suo blog Fashion Sinner. Cosa racconterà nel corso della serata? «L’argomento trattato sarà il “rapporto tra digital e fashion”: parlerò del mio blog e dei fashion blogger in generale, ma visto che saremo a una cena anche di cucina, perché no?».

    La serata sarà dunque l’occasione per capire com’è percepita la moda sul web, sia dai blogger sia dai lettori: «Attraverso il blog ho la possibilità di conoscere molti brand emergenti, che usano prodotti di alta qualità e lavorano sodo per farsi strada nel mondo della moda. Per me è un piacere, nel mio piccolo, aiutarli facendo loro un po’ di pubblicità: inoltre credo che in generale, anche tra i miei lettori, ci sia la tendenza ad acquistare di più nuovi marchi e non rimanere legati solo alle griffe più conosciute. Eventi come questo danno la possibilità di interagire “live” con persone con cui fino a quel momento si interagiva solo via web: in questo modo possono nascere anche amicizie, a me è successo».

    Menù della serata: stuzzichini vari di aperitivo (bottega solidale, altromercato etc); polpettone alla genovese; fave, formaggio sardo fresco e salame; capponadda; dolce (duo di torte: camilla con carote/mandorle e torta al cioccolato/cocco); vino e bevande. Per partecipare è necessario prenotarsi sul sito dei Digital Food Days.

    Marta Traverso

  • Massimiliano Fuksas “One Day, One Project”: come nascono le idee

    Massimiliano Fuksas “One Day, One Project”: come nascono le idee

    fuksasTre ingredienti: Genova, una conferenza per  salutare la neonata Scuola Politecnica e un’archistar di fama internazionale. Questo il mix vincente, che proprio ieri (8 maggio 2013, a partire dalle 15) ha richiamato un folto pubblico composto da giovani e meno giovani, studenti e professori, bambini e genitori, accorsi per assistere alla lecture di Massimiliano Fuksas. L’architetto, su invito dei colleghi e amici di sempre, i docenti Franz Prati e Marco Casamonti dell’ateneo genovese, è arrivato in città, ospitato negli spazi della Chiesa sconsacrata di Sant’Agostino per raccontarci qual è la sua visione dell’architettura moderna in una lecture dal titolo “One Day, One Project”. Il tutto, con un occhio rivolto verso Genova: arrivato in città proprio in concomitanza dei tragici fatti accaduti al Molo Giano nella notte tra 7 e 8 maggio, Fuksas non ha evitato di rivolgere un pensiero alle vittime dell’incidente e ai famigliari. Un incontro toccante, in cui l’architettura e l’arte hanno aperto una finestra di speranza sul futuro di una città che non smette mai di lottare.

    «Eravamo molto indecisi se fare questo incontro o no e non so che cosa dire, forse dovremmo alzarci per un minuto, qualche secondo, o fare un momento di silenzio. Non so come dovremmo comportarci, ma siamo vicini alle famiglie…», la voce di Fuksas si spezza. L’applauso scroscia e sfocia in una standing-ovation da parte dei partecipanti. «Il pensiero va alle famiglie e alle vittime rimaste coinvolte nel tragico incidente della notte scorsa». All’indomani della tragedia e alla vigilia del lutto cittadino, si è optato per effettuare l’incontro come da programma. Che l’affluenza di pubblico, in un momento ancora così critico, sia stata così grande non può che far pensare: è forte il desiderio di conoscere l’architettura anche e soprattutto in un contesto urbanistico particolare come quello genovese. Da qui, si pensa, è il caso di ripartire per una città più sicura, per creare lavoro e muovere l’economia, per riportare Genova in auge, dotandola magari di nuove infrastrutture e edifici di pregio. Fuksas, impegnato in 3 giorni di lectures in giro per l’Italia, riflette con i presenti proprio su questi argomenti e spiega come sia possibile guardare con ottimismo a un’Italia che produce idee e che apre una finestra sul mondo.

    «Voglio precisare che di solito non tengo conferenze nelle aule universitarie, tutt’al più una all’anno», continua l’architetto, prima di iniziare la lecture vera e propria con la spiegazione di 6 dei suoi progetti più recenti. Per la prima volta in una conferenza, inoltre, mostra i suoi disegni: sono un sacco, a quanto pare le anteprime genovesi, che tradiscono la simpatia della “star” per la nostra città. I progetti variano e spaziano non tanto nel tempo (tutti degli ultimi dieci, quindici anni, e molti ancora in corso), quanto nello spazio: si parte con Mosca e si arriva alla Cina, passando per Roma. Proprio nella capitale è in corso la realizzazione del Palazzo dei Congressi, meglio conosciuto come “nuvola”, soprannome affibbiato dai cittadini stessi a causa della particolare forma, che richiama proprio una nuvola. Vinto il concorso nel ’98, quando viveva a Parigi, l’architetto rivela alcuni retroscena circa il progetto: «Racconterò una storia che non è vera, ma mi piace far credere che lo sia: mi trovavo in Grecia quando, alzando gli occhi ho visto nel cielo una nuvola, con la stessa forma di quella che poi ho costruito. Da qui la mia ispirazione… Anche se questo aneddoto non è vero, lo spaccio per tale e lo racconto spesso perché credo che dietro ogni progetto ci debba essere una storia valida. “One day one project” è come un mantra: le idee nascono sempre e ovunque, e tutto può trasformarsi in ispirazione creativa».

    Prerogativa di Fuksas, la creatività, la leggerezza, l’astrazione e l’evanescenza, non importa quale sia il contesto urbanistico: dalla Roma felliniana e la Mosca di Bulgakov, con forti retaggi culturali, alla Cina sterminata, pre-industriale e ancora arretrata. Lo scopo, creare edifici e infrastrutture utili e funzionali, strizzando l’occhio al design innovativo, alla forma e alla sostenibilità. E a Genova?, viene da chiedersi. Si è parlato di progetti già ultimati o in via di costruzione tanto nelle grandi metropoli internazionali, quanto in contesti meno sviluppati e apparentemente più problematici. È possibile avviare anche in Liguria un percorso di sviluppo che apra a una prospettiva internazionale, inserendo Genova nei circuiti turistici mondiali, rendendola di nuovo Superba come un tempo? Perché no, ma ancora la crisi economica, la conformazione territoriale e l’urbanizzazione selvaggia del dopoguerra, e soprattutto la gabbia burocratica di cui il nostro paese è prigioniero non facilitano le cose. Racconta Fuksas: «Di tutti i progetti che ho esposto, la “nuvola”è il più vecchio. Datato ’98-’99, non è ancora stato terminato. Altri progetti ben più recenti (datati 2009) e realizzati in altre parte del mondo sono in via di ultimazioni e verranno inaugurati quest’anno. Questo per la lentezza endemica del nostro sistema, per i conseguenti sprechi e per la disorganizzazione dilagante, mali tutti nostrani».

     

    Elettra Antognetti

  • Le figlie di Mami Wata: Nigeria, film sulla tratta delle donne

    Le figlie di Mami Wata: Nigeria, film sulla tratta delle donne

    cinemaGiovedì 9 maggio 2013 (ore 15-18) una proiezione a cura dell’Associazione Umwomen Liguria e il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Genova.

    Nell’aula magna della Facoltà sarà proiettato il documentario Le figlie di Mami Wata di Giuseppe Carrisi, sul tema della tratta delle donne nigeriane in Italia. Ogni anno arrivano in Europa circa 6.000 donne e ragazze nigeriane a scopo di sfruttamento sessuale, ridotte in schiavitù e obbligate a prostituirsi per pagare il debito contratto con i trafficanti, pari a 30-60 mila €.

    Sarà presente la protagonista del film Isoke Aikpitanyi.

    La proiezione sarà replicata anche domani (venerdì 10 maggio ore 17.30, ndr) al Centro Civico Buranello di Sampierdarena.

  • Spazio creativo e territorio da salvaguardare: bando foto e video

    Spazio creativo e territorio da salvaguardare: bando foto e video

    Mostra fotografica[AGGIORNAMENTO: il bando è stato prorogato al 7 luglio 2013]

    L’associazione culturale Ideattiva di Catania ha indetto un concorso per fotografi e videoartisti sul tema Spazio creativo & territorio da salvaguardare, con lo scopo di realizzare opere ispirate alla salvaguardia del nostro mondo interiore ed esteriore.

    Il concorso è aperto ad artisti di età superiore ai 18 anni, e di ogni nazionalità. Prevede due sezioni: Young (18/35 anni); Senior (over 36). Ciascun artista potrà partecipare con una sola opera (durata max del video 7′), che dovrà essere accompagnata da un pensiero scritto che ne illustri il concetto (max 400 battute).

    Per partecipare è necessario inviare entro venerdì 31 maggio 2013 l’opera con descrizione, il cv artistico e la scheda di partecipazione alla mail segreteria.ideattiva@gmail.com.

    Entro i primi giorni di giugno saranno comunicati gli artisti selezionati per la mostra collettiva, che dovranno pagare la quota di iscrizione di 25 € e inviare tramite posta l’opera ad Associazione Culturale “Ideattiva” via Lineri n.12 95122 Catania. Verrà poi scelto, nella cerimonia di premiazione del 4 agosto, un artista vincitore che avrà in premio il soggiorno in una “casa d’artista” per due settimane a Berlino, la visibilità gratuita per 30 giorni sul sito dell’associazione, lo spazio espositivo– Galleria d’arte moderna di Paternò – per una mostra personale.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Erzelli, il punto con il vicesindaco Bernini sul trasferimento di Ingegneria

    Erzelli, il punto con il vicesindaco Bernini sul trasferimento di Ingegneria

    ericsson-erzelli-d6La strada verso quella che qualcuno ha ribattezzato “Silicon Valley alla genovese” sembra finalmente giunta a una svolta decisiva. Non dovrebbe, infatti, tardare ancora molto il fatidico sì da parte dell’Università di Genova per il trasferimento della Facoltà di Ingegneria sulla collina degli Erzelli. Il nuovo Parco tecnologico, dunque, potrebbe presto diventare anche scientifico, come d’altronde previsto nel progetto originario di riqualificazione di questo angolo di Ponente, un tempo relegato a deposito di container per l’attività portuale.

    Ad oggi, negli oltre 400 mila metri quadrati destinati all’hi-tech trova già posto la nuova sede di Ericsson che, a breve, sarà affiancata da Siemens. Terminata questa seconda palazzina in direzione Sestri, i lavori potranno concentrarsi sulla direttiva di Cornigliano, per la realizzazione degli uffici di Esaote, che dovrebbero terminare entro il 2015: così facendo, i due rami del ferro di cavallo attorno agli Erzelli sarebbero completati. Ma, nel frattempo, il vicensindaco del Comune di Genova, nonché assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini, è convinto che possano partire anche i cantieri per l’Università.

    Il suo ottimismo è motivato soprattutto dall’esito dell’ultimo fruttuoso incontro con il rettore Deferrari, a fine aprile, in cui si è giunti sostanzialmente alla definitiva pianificazione delle questioni finanziare, grazie anche allo sbloccamento da Roma dei 15 milioni di euro previsti per la realizzazione dei laboratori di Ingegneria.

    «Con il rettore – spiega Bernini – abbiamo affrontato alcune questioni fondamentali. La più corposa riguarda la logistica e quindi tutta la problematica legata ai trasporti, che è stata studiata da un gruppo di lavoro creato ad hoc che ha fornito tutte le necessarie risposte alle esigenze dell’Università, sia a breve che a lungo termine».
    Nell’immediato la questione riguarda l’ottimizzazione del collegamento su gomma, ovvero tramite autobus, tra la stazione ferroviaria di Cornigliano e gli Erzelli: un primo potenziamento che, interessa la linea 5, è già attivo su via Melen, la cui nuova viabilità con pendenze ridotte e angoli di curva smussati consentirà il transito di mezzi da Amt da 18 metri. Dall’altro lato della collina, invece, oltre all’avvio dei primi cantieri per la realizzazione delle zone verdi, stanno procedendo i lavori su via dell’Acciaio: una volta terminati, si potrà introdurre una nuova linea circolare Sestri – Erzelli – Cornigliano.

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    Per quanto riguarda il futuro, il punto focale è rappresentato dalla realizzazione della famosa funivia che dovrebbe collegare il polo scientifico-tecnologico con la nuova stazione ferroviaria di Calcinara, già concordata con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e con l’aeroporto, il cui progetto è già stato presentato alla Comunità Europea per la richiesta di finanziamento. Ai piedi della collina, dunque, dovrebbe sorgere un posteggio multipiano che diventerebbe il centro intermodale dei trasporti, sul modello di interscambio presente ad esempio a Milano Famagosta: fermata dell’autobus, treno destinato a diventare metropolitana di superficie, e stazione della funivia, in collegamento diretto con la collina da un lato e l’aeroporto dall’altro.

    «Un’altra questione affrontata con l’Università è stata principalmente di ordine giuridico, dal momento che l’Ateneo ha chiesto al professor Onida una valutazione pro veritate su una serie di questioni legali riguardanti la compravendita di immobili. Mi risulta, però, che le conclusioni in proposito siano state consegnate in questioni giorni e, quindi, dovremmo essere davvero molto vicini al traguardo».

    La nuova sede di Ingegneria Navale

    In realtà, sul piatto c’è ancora un punto piuttosto spinoso che riguarda il tanto chiacchierato destino del corso di Ingegneria navale. Qui le forze in gioco sono molteplici: oltre alla ben nota richiesta lanciata dal Comune di La Spezia, bisogna considerare la proposta avanzata da Fincantieri di inglobare la vasca navale all’interno della nuova palazzina direzionale, che si sposterà dall’attuale sede di via Cipro a Sestri. Quest’ultima soluzione è anche quella vivamente caldeggiata da Bernini perché avvierebbe una forte integrazione tra Università e Fincantieri, in un ideale continuum con il vicinissimo polo scientifico-tecnologico di Erzelli, unendo la fase progettuale a quella produttiva, senza dimenticare le eventuali opportunità di collaborazione che potrebbero aprirsi con le aziende committenti delle varie realizzazioni navali.

    «Cerchiamo con tutte le forze di evitare lo spostamento di sede alla Spezia – tiene a sottolineare il vicesindaco – perché riteniamo si tratti di un’operazione poco produttiva: anche dal fatto di studiare insieme nascono e crescono le competenze perciò è opportuno che una facoltà non sia spantegata in giro per la regione. Inoltre, nella sistemazione spezzina, benché all’interno dell’arsenale, vi sarebbero diversi limiti per la realizzazione di stage produttivi, mentre a Sestri, studenti, ricercatori e professori si ritroverebbero assolutamente nel vivo della cantieristica navale».

    Infine, un rapido sguardo a un’altra tematica che potrebbe riguardare gli Erzelli da vicino e già da molto tempo tiene banco in città: vale a dire, la tanto attesa realizzazione del nuovo ospedale di ponente. «Nell’incontro tra Asl, Comune di Genova e Regione Liguria – racconta Bernini – si è deciso di realizzare uno studio di fattibilità approfondito che metta a confronto i due siti in cui l’ospedale potrebbe trovare posto, ovvero l’area di villa Bombrini e gli Erzelli. In questa seconda ipotesi, l’ospedale verrebbe realizzato in una zona di proprietà pubblica confinante con quella del Parco scientifico tecnologico e potrebbe godere del nuovo sistema di trasporto integrato di cui abbiamo già parlato. Da queste valutazioni tecniche, logistiche, urbanistiche e funzionali arriverà la decisione di comune accordo tra le istituzioni coinvolte».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Fare volontariato a Genova: la ricerca della Lega Tumori

    Fare volontariato a Genova: la ricerca della Lega Tumori

    unione-mani-solidarietaSono tante le opportunità a Genova per fare volontariato, negli ambiti più vari. In aggiunta al servizio di coordinamento offerto da Celivo, le associazioni periodicamente attivano una campagna di ricerca che sfrutta sempre più la viralità dei social network.

    Raccogliamo oggi l’appello della sezione genovese di Lilt – acronimo di Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – costituita nel 1946 e molto attiva sul territorio anche e soprattutto tramite eventi di sensibilizzazione sulla prevenzione; incontri informativi nelle scuole (in particolare sull’alimentazione corretta e sugli negativi effetti di fumo, alcol e dipendenze); supporto ai pazienti che stanno affrontando la terapia, complementare a quanto viene svolto negli ospedali; supporto ai familiari, che possono avere ospitalità presso la casa d’accoglienza presso l’Ospedale San Martino; servizio di ambulatorio presso la sede di via Caffaro, offrendo al pubblico la possibilità di effettuare visite di controllo e prevenzione in ambito ginecologico, dermatologico, dietologico, nutrizionale, urologico.

    Volontari-LILT-Genova-01-01Aspiranti attori, ballerini, educatori, esperti di comunicazione, sartoria e bricolage, si legge nel comunicato. Ci facciamo spiegare da Marcella Tubelli, che per Lilt si occupa di comunicazione ed eventi, qual è l’impegno di Lilt sul territorio:  «Principalmente siamo presenti nell’Ospedale San Martino, all’interno dell’ex Ist di Genova con un punto informativo e una base operativa, e come supporto all’attività dell’Hospice Maria Chighine con un gruppo di volontari specializzati nello stare accanto ai pazienti ricoverati presso questa struttura. Nella zona limitrofa all’Ospedale (corso Europa) è inoltre situato il nostro centro di accoglienza, “Casa Amici“, che ospita chi viene da lontano per effettuare terapie o esami o deve assistere un familiare ricoverato».

    Genova è inoltre una città molto attiva dal punto di vista della prevenzione: la collaborazione più fiorente con Lilt è quella di Nicole Provenzali e Marilisa Bombonato, che sia attivano sia sul web con ricetteveg sia tramite corsi e incontri tramite Cucina consapevole«Abbiamo cercato di comunicare l’importanza della prevenzione a partire dalla tavola, per trovare un modo più vicino a tutti di raccontare cosa e come approcciare il mondo del cibo in una maniera istruita e divertente. Nicole e Marilisa ci hanno aiutato a trovare formule coinvolgenti come il concorso di Ricette dello scorso anno o il concorso fotografico della appena passata edizione. La risposta è stata positiva, a dimostrazione del fatto che parlare di prevenzione può essere divertente e giocoso se fatto nella maniera giusta. Inoltre, attraverso i social network e il nostro sito internet raccontiamo così la quotidianità della nostra associazione, teniamo informati tutti su nuove iniziative, ma raccontiamo anche le storie dei nostri volontari, le loro esperienze, per arrivare a parlare anche delle novità della ricerca oncologica».

    Per diventare volontari ci si può recare nella sede di via Caffaro o in quella dell’ex Ist, oppure contattare l’associazione via mail info@legatumori.genova.it o telefono 010 2530160.

    Marta Traverso

  • Porto, Torre Piloti: Genova in lutto dopo lo schianto della Jolly Nero

    Porto, Torre Piloti: Genova in lutto dopo lo schianto della Jolly Nero

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    Terminata la costruzione nel 1997, la Torre dei Piloti era la sede del Corpo Piloti del Porto di Genova. Il Molo Giano già dal primo dopoguerra è sempre stato la sede del Corpo per la sua posizione strategica che permette la visuale aperta su tutta l’area portuale. Alla fine degli anni ’80, con l’ampliamento delle banchine, la visuale si riduce e diventa quindi necessario il progetto per la costruzione di una nuova sede per il Corpo che migliorasse le condizioni di lavoro e soprattutto facilitasse le operazioni di controllo del traffico marittimo portuale. Viene progettato quindi un edificio con due corpi distinti, sospesi in acqua su pali di fondazione. Il primo, più basso a forma di “l”, destinato agli alloggi di servizio, il secondo – la torre di controllo alta 50 metri – dove si insedia la zona operativa con le varie apparecchiature di supporto.

    Il fusto della torre era in cemento armato e gli uffici operativi dotati di sistema VHF per l’ascolto simultaneo dei canali di soccorso e di uso portuale, di stazione meteo oceanografica automatica e di impianti AIS (Automatic Identification System) per la copertura dell’intera area portuale.

    LA CRONACA DAI SOCIAL

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  • Teatro e territorio: laboratorio in Valle Scrivia, iscrizioni aperte

    Teatro e territorio: laboratorio in Valle Scrivia, iscrizioni aperte

    Savignone, Valle ScriviaIniziano questa sera (mercoledì 8 maggio 2013, ore 18.30-20.30) e proseguiranno fino a ottobre – con pausa estiva luglio/agosto – gli incontri del laboratorio Teatro e Territorio che si svolgonopresso i locali ANSPI della Parrocchia di San Bartolomeo di Vallecalda.

    Il laboratorio, ideato dal Teatro dell’Ortica in collaborazione con i Comuni di Ronco Scrivia e Savignone, sarà condotto da Elisabetta Granara del Gruppo di Teatro Campestre.

    Gli incontri sono rivolti ad allievi dai quattordici anni in su, non per formare degli attori ma per riflettere su un tema comune, ovvero il legame con il territorio, in questo caso la Valle Scrivia, in un contesto creativo e privo di giudizio, come è quello del teatro, fondato sulla comunicazione tra persone e la condivisione di esperienze. Al termine dei quindici incontri verrà realizzato uno spettacolo, per presentare al pubblico i risultati del lavoro svolto.

    Per i residenti nei Comuni di Savignone e Ronco Scrivia e per gli studenti dell’Istituto Primo Levi il laboratorio è gratuito. Per i residenti negli altri Comuni è prevista una quota mensile di 20 €. Info e iscrizioni info@teatrortica.it o 340 7315297.

  • Iren, il Consiglio Comunale chiede di non modificare l’assetto dell’azienda

    Iren, il Consiglio Comunale chiede di non modificare l’assetto dell’azienda

    Consiglio Comunale a Palazzo Tursi aula RossaC’era una volta l’Amga, l’Azienda Municipalizzata Gas e Acqua, una controllata del Comune che negli anni ha raggiunto dimensioni notevoli, diventando la seconda realtà industriale di Genova dopo Ansaldo Energia. La fusione con altre aziende comunali per la distribuzione di acqua e gas ha portato alla nascita di Iren, di cui il Comune di Genova controlla una quota pari al 16%. Un patrimonio che il Consiglio Comunale ha voluto proteggere approvando all’unanimità un emendamento, presentato da Pd, Lista Doria e Sel, che impedisce una modifica dell’assetto aziendale preliminare al trasferimento di alcune attività dal capoluogo ligure a Torino, Reggio Emilia e Parma. Come ha sottolineato lo stesso consigliere Vassallo illustrando il documento «L’emendamento va a modificare radicalmente un punto di un allegato sui principi generali di assetto organizzativo», aggiungendo poi che «le aziende che sono a Genova devono obbligatoriamente restare a Genova».

    La modifica apportata genererà ripercussioni anche sugli altri comuni azionisti. Infatti tutti i Consigli Comunali che dispongono di una quota Iren stanno procedendo all’approvazione di un nuovo statuto che dovrebbe rendere più efficiente e competitiva l’azione dell’azienda sul mercato. Tuttavia il testo finale deve essere uguale per tutti i comuni rendendo di fatto necessario che tutti approvino lo stesso documento.


    Il Sindaco Doria, intervenendo sull’argomento, ha chiarito la volontà dell’amministrazione di procedere ad una revisione dello statuto, affermando che quello attualmente in vigore «non garantiva un’integrazione ottimale delle risorse ed era macchinoso». Con l’approvazione dell’emendamento gli altri comuni dovranno riavviare una non facile discussione, che in altri casi, in particolare a Torino, ha creato forti tensioni anche all’interno della maggioranza.

    iren-gasAlla base di tutto il processo di revisione dello statuto vi è una critica alla gestione aziendale degli ultimi anni, che è stata chiara anche nel discorso del Sindaco, il quale ha affermato: «Iren è un’impresa importante, ma non posso dire che abbia avuto un andamento soddisfacente negli ultimi anni». In particolare preoccupa l’amministrazione il pesante indebitamento e la perdita di valore delle azioni passate da un valore di 1,60 euro a 0,60 euro.

    Il nuovo statuto di Iren è orientato quindi ad ottenere due grandi cambiamenti soprattutto riguardanti la gestione dell’azienda. La governance non sarà più legata alla dimensione territoriale, sulla base della quale veniva determinata la scelta dei manager. Verrà inoltre eliminato il consiglio direttivo creando invece la figura dell’amministratore delegato a cui si affiancheranno un presidente un vicepresidente con importanti deleghe operative. Ciò significa dare alla dirigenza di Iren un assetto più imprenditoriale; un vertice snello in grado di prendere decisioni senza cedere al ricatto delle lottizzazioni, che ogni realtà locale aveva fatto pesare in passato.

    No a rifiuti dal Lazio e al trasferimento di Ingegneria Navale

    In apertura di seduta sono stati affrontati due importanti argomenti. In primo luogo è stato presentato un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta a esprimere parere negativo sull’accordo tra Regione Liguria e Regione Lazio per smaltire 400 tonnellate di rifiuti al giorno, provenienti da quest’ultima regione, per far fronte alla chiusura della discarica di Malagrotta. Una posizione appoggiata all’unanimità da tutti i partiti del Consiglio e che prevede un immediato chiarimento con la Regione.

     

    Infine il Consiglio Comunale ha espresso la propria contrarietà anche all’ipotesi di trasferimento della Facoltà di Ingegneria Navale a La Spezia. Nel testo approvato con il voto favorevole di 30 consiglieri su 35 si legge: «l’economia del mare genovese non può vedere messo il suo prestigio nazionale ed internazionale attraverso la perdita di un tassello fondamentale […] quale il corso di Ingegneria Navale, pena l’indebolimento della capitale italiana dello shipping e del settore intero a livello nazionale».

     

    Federico Viotti

    [foto di Daniele Orlandi]