Categoria: Notizie

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  • Accademia Ligustica di belle arti e Museo: il punto dopo la crisi

    Accademia Ligustica di belle arti e Museo: il punto dopo la crisi

    Accademia Belle ArtiIL PRECEDENTE

    Novembre 2011: rischio chiusura per il Museo dell’Accademia Ligustica, inaugurato nel 1980 per esporre al pubblico in maniera permanente le opere che attraverso lasciti e acquisizioni fanno parte del patrimonio dell’Accademia. La principale problematica riguarda lo scarso numero di visitatori, circa mille all’anno, e la difficoltà nel mantenere l’apertura per quasi tutti i giorni della settimana come avviene in altri musei cittadini.

    Un’ipotesi per salvare il museo è la vendita di alcune opere tenute a magazzino, ossia che fanno parte del patrimonio museale ma non sono visibili al pubblico. L’acquirente più probabile è la Fondazione Carige, che ha proposto di collocare questi dipinti in nuovi spazi accessibili alla cittadinanza, e quindi dare loro la visibilità che attualmente non hanno.

    Gennaio 2012: Era Superba intervista il curatore del Museo Giulio Sommariva, che dal 2002 gestisce lo spazio, la cura delle opere e i laboratori didattici. L’incontro è l’occasione per mostrare i beni contenuti nel Museo e spiegare le ragioni della crisi in corso: «L’Accademia Ligustica ha un bilancio in passivo di oltre un milione di euro. Il Museo non dispone di un proprio bilancio, ma la parte economica è legata ai finanziamenti dati dall’Accademia stessa» (che a sua volta “vive” anche grazie ai finanziamenti congiunti di Regione, Provincia e Comune, ndr).

    Nel frattempo circa sessanta genovesi – tra intellettuali, artisti e docenti universitari – hanno sottoscritto un appello affinché le istituzioni intervengano a sostegno dell’Accademia e del Museo.

    Marzo 2012: il presidente dell’Accademia Ligustica Raimondo Sirotti spiega in una conferenza stampa la situazione di crisi non solo del Museo, ma dell’Accademia nel suo complesso. Il rischio maggiore, al momento, è che nei prossimi mesi i dipendenti della Ligustica non possano ricevere gli stipendi.

    Aprile 2012: inizia la campagna di eventi Vivi il Museo, organizzata dall’Associazione Amici dell’Accademia allo scopo di aiutare economicamente il museo e farlo conoscere alla cittadinanza. Le iniziative in programma dureranno per tutto il 2012.

    IL PRESENTE

    Proseguono numerose le attività e iniziative a sostegno del Museo e della Ligustica: per tutto il 2013 prosegue il ricco programma de Il principio dell’arte, una rassegna di eventi molto diversificati che spaziano tra conferenze sulle Fiandre a conferenze sulle opere a deposito presso il museo, attività didattiche per i bambini, visite guidate in oratori, conventi e luoghi storici di Genova spesso chiusi al pubblico.

    Enrico Paroletti, responsabile della valorizzazione del museo, ci spiega le ragioni che da due anni muovono questo progetto: «L’idea alla base è che un ente privato – in questo caso un’associazione – può gestire in maniera attiva e produttiva un’istituzione come un museo, senza gravare economicamente sul bilancio del museo stesso e arrivando laddove la realtà istituzionale non ha le risorse per intervenire. Gli ambiti in cui l’Associazione Amici dell’Accademia agisce sono tre: organizzare eventi multidisciplinari e multisensoriali, con il filo conduttore di tematiche specifiche; fare attività di raccolta fondi; aumentare il numero dei visitatori, degli associati e dei sostenitori della realtà museale. Le iniziative organizzate finora hanno avuto un grande riscontro di pubblico, aumentando la partecipazione intorno al museo».

    Un progetto che – come già detto prima – non ha alcuna ricaduta economica sul Museo e sull’Accademia, ma anzi contribuisce a sostenerne il bilancio: «Abbiamo il sostegno di dieci aziende, che permettono di finanziare interamente gli eventi e le iniziative che organizziamo. Inoltre è in corso la vendita dei quadri alla Fondazione Carige, annunciata da tempo e condivisa da tutti per aiutare economicamente l’Accademia e al tempo stesso rendere visibili queste opere non esposte al pubblico: una volta ultimati i restauri, organizzeremo esposizioni periodiche delle opere, che saranno tutte collocate presso Banca Carige».

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Fincantieri, ribaltamento a mare: mancano 50 milioni per indire il bando

    Fincantieri, ribaltamento a mare: mancano 50 milioni per indire il bando

    fincantieri scioperoDopo la tranquillità nel breve periodo con l’annuncio della nuova nave da crociera, che verrà costruita tra le primavere del 2014 e del 2016, Fincantieri cerca rassicurazioni sul futuro con un orizzonte temporale a più ampio respiro. In quest’ottica, la parola d’ordine è “ribaltamento a mare”, la nuova piattaforma da 117 kmq con la copertura di uno specchio d’acqua marina di 71 kmq nel bacino portuale tra Sestri Ponente e Multedo, che dovrebbe rappresentare il nuovo centro operativo e logistico della navalmeccanica genovese. Il segretario generale provinciale di Fiom – Cgil, Bruno Manganaro, ha annunciato l’imminente invio di una lettera a Burlando, Doria e Merlo con cui le tre rappresentanze sindacali (Fiom, Fim e Uilm) e le RSU di cantiere chiederanno un incontro per fare il punto della situazione.

    La lunga storia del ribaltamento a mare ha inizio nell’ormai lontano luglio 2011 con la firma dell’accordo di programma in cui veniva fissata a 70 milioni di euro la copertura economica necessaria all’Autorità portuale per indire il bando di gara europeo. A quasi due anni di distanza, i soldi stanziati risultano solo 20 milioni, sbloccati appena il mese scorso dal ministro per lo Sviluppo economico e le Infrastrutture, Corrado Passera.

    «Ogni sei mesi sembrava fatta – racconta Manganaro – e, invece, siamo arrivati a oggi. Il precedente governo si era impegnato ad accendere un mutuo presso MPS nei confronti dell’Autorità portuale entro la fine del 2012, ma il via libera definitivo non è mai arrivato. Solo adesso sono arrivati questi 20 milioni, attraverso un partita di giro di fondi non utilizzati dalle altre Autorità portuali italiane, che non sono assolutamente sufficienti a far partire la gara». Neppure se a questa cifra si aggiungessero gli altrettanti 20 milioni che la stessa Autorità portuale si era detta disponibile a investire. «Al di là del fatto che si deve verificare quanto l’Autorità portuale sia ancora disponibile a questo investimento, quando arriveranno gli altri 30 milioni? Anche perché la realizzazione del ribaltamento non è una cosa immediata, potrebbero volerci dai due ai quattro anni» spiega il segretario di Fiom. «Quando c’è la crisi hai due possibilità: dire è finito tutto, buttare via le chiavi e chiudere i cantieri oppure tentare di investire per essere pronti al momento della ripartenza, sia essa in direzione navalmeccanica sia nella direzione di nuove produzioni».

    Naturalmente, i lavoratori genovesi hanno sempre manifestato la volontà di puntare su questa seconda strada, cercando di sfruttare il momento di non lavoro, o di impiego parziale, dal punto di vista navale per potenziare gli spazi del cantiere di Sestri Ponente, togliendo tutta la parte a monte, oltre la ferrovia, e “ribaltandola” appunto sul mare.

    «Gli spazi – spiega Manganaro – servirebbero intanto per consentire la costruzione nel cantiere di mega navi da crociera. Ma anche con le navi di dimensioni più contenute o con altre commesse legate a piattaforme del settore energetico, Sestri presenta degli aspetti diseconomici: le costruzioni devono iniziare a monte della ferrovia per essere poi imbragate e spostate con le gru oltre ai binari. Inoltre, nel nuovo polo si potrebbero trasferire la direzione, attualmente in via Cipro, e il centro di ricerca navale Cetena».

    Da non sottovalutare, infine, l’aspetto occupazionale. Con la realizzazione della piattaforma sul mare potrebbero ridursi notevolmente, fino ad annullarsi, le 180 eccedenze – che a differenza degli esuberi non implicano l’avvio di procedure di licenziamento ma bloccano il turnover – che ancora oggi sono segnalate dalla proprietà Fincantieri, nonostante la nuova commessa.

    «Addirittura – azzarda ottimisticamente Manganaro – con la nuova nave e l’eventuale concentrazione delle attività di progettazione, direzione e ricerca in seguito alla realizzazione del ribaltamento, l’azienda potrebbe dover chiedere ad alcuni trasfertisti di rientrare. Inoltre, la nave che arriverà avrà bisogno non solo di tutte le maestranze interne ma anche di 1500-2000 lavoratori delle ditte di appalto».

    Sperando di poter risolvere il prima possibile la situazione di tutte le eccedenze, Fincantieri ha varato nelle scorse settimane un accordo sindacale che prevede la riorganizzazione dell’orario lavorativo puntando sulla flessibilità. È ancora Bruno Manganaro a spiegarci nel dettaglio i termini dell’accordo, siglato con il benestare di oltre il 90% dei lavoratori: «L’azienda ipotizza per alcuni reparti, per alcuni lavoratori e per alcune settimane un nuovo orario unico 6×6 (sei ore al giorno, sabato compreso) spostando la mensa a fine turno o sostituendola con buoni pasto equivalenti e attingendo ai permessi retribuiti per completare il monte ore settimanale. In sostanza, c’è il disagio di una riduzione dell’orario lavorativo che viene comunque spalmato su sei giorni, ma un aumento dei turni che consentirà di recuperare personale attualmente in cassa integrazione. Oltre a ciò, è previsto un monte massimo di 240 ore annue di flessibilità da utilizzare come straordinario o continuazione. Credo si tratti di una situazione assolutamente gestibile che, ad ogni modo, andrà ricalibrata una volta che partiranno i lavori della nuova nave».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Centrale del latte Genova: il Comune ribadisce il no al centro commerciale

    Centrale del latte Genova: il Comune ribadisce il no al centro commerciale

    centrale-latte-genova-feginoAncora sospeso nel limbo il futuro di oltre quaranta ex dipendenti della Centrale del latte di Genova, costretti dallo scorso 5 ottobre al regime di cassa integrazione straordinaria: dei 63 iniziali, Parmalat ha reimpiegato solo una dozzina di lavoratori nel centro logistico di Bolzaneto e per altre attività commerciali in città, mentre solo qualche unità è stata distaccata presso altre sedi italiane.
    Poche le novità emerse dalla seduta di ieri pomeriggio della Commissione consiliare dell’assessorato allo Sviluppo economico: ancora una volta, seppure in maniera del tutto pacifica rispetto all’invasione della Sala rossa dello scorso mese, si sono trovate di fronte le apparentemente inconciliabili posizioni dei lavoratori e della giunta. I primi chiedono al Comune la disponibilità a trattare con Lactalis – Parmalat circa il progetto di riconversione della zona a centro commerciale, che dovrebbe comprendere anche un loro ritorno all’attività lavorativa; la seconda ha ancora una volta confermato con decisione l’orientamento a non variare la destinazione d’uso dell’aerea di Fegino, che dovrà restare a vocazione produttivo-industriale.

    «Non vogliamo sposare per forza la tesi di Parmalat – sostiene il segretario generale genovese di Flai – Cgil, Fabio Allegretti – ma vogliamo trovare il prima possibile una soluzione per oltre una quarantina di lavoratori. In questo senso, ci sembra doveroso che il Comune pranda in mano la proposta dell’azienda e, in caso di contrarietà, avanzi delle controproposte accettabili per chi oggi è in cassa integrazione».

    «Mi rendo conto che la posizione dei sindacati non possa essere allineata al nostro volere – ammette l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova, Paolo Oddonema non possiamo non tenere conto dell’interesse generale della città e riteniamo che la fantomatica proposta di realizzare un centro commerciale non possa assolutamente essere presa in considerazione. Le ragioni sono sostanzialmente due: la prima è la difesa del tessuto commerciale della vallata che ha già dovuto subire l’egida di altri grandi centri; la seconda è che a Genova non abbiamo moltissime aree a esclusivo uso industriale e le poche che ci sono, come quella di Fegino, vanno conservate».

    Dopo il no secco da parte del colosso franco-italiano alla vendita degli spazi alla multinazionale della logistica portuale e aeroportuale Gias, qualche spiraglio potrebbe aprirsi nel mese di maggio, quando una delegazione di Confindustria Genova si recherà a Parma per sondare la disponibilità dei vertici di Lactalis a trattare su un eventuale utilizzo anche non unitario dell’area da parte di associati, sempre in ottica di attività produttivo-industriali.

    palazzo-tursi-assessore-oddone-francesco-D3La trasferta in terra emiliana dovrebbe essere contraccambiata da Parmalat, data la volontà espressa dalla Commissione presieduta da Gianpaolo Malatesta di convocare una seduta monotematica ad hoc per consentire all’azienda di illustrare il proprio progetto. Anche in questo caso, il parere dell’assessore Oddone è piuttosto inequivocabile: «Sono curioso di vedere che cosa accadrà perché Parmalat è già stata invitata tre volte dal Consiglio comunale ma non ha mai ritenuto opportuno presentarsi. Qualora dovessero presentarsi in Sala rossa, sarei curioso di vedere l’atteggiamento che terranno i vertici di questa società, che ho già conosciuto e posso dire non essere certamente dei boyscout. Noi stiamo cercando di attivare ogni possibile soluzione, come poteva essere quella prospettata dalla società di logistica, ma Parmalat, con l’arroganza che la contraddistingue, ha immediatamente trovato una serie di giustificazioni risibili e strumentali per mandare tutto a monte. Tra l’altro, a dimostrazione di quanto siano prevenuti, terminato l’incontro per illustrare il progetto di Gias, dietro la porta abbiamo trovato i progettisti di questo fantomatico centro commerciale che aspettavano di essere ricevuti».

    Di fronte alla fermezza della giunta, le rappresentanze sindacali hanno chiesto di conoscere quale sia l’orientamento di tutte le forze politiche: «Abbiamo chiesto da mesi di attivare un tavolo di confronto che consenta di illustrare l’unico progetto rimasto in piedi – sostiene Allegretti – ma se da un lato Parmalat ci ha sempre manifestato disponibilità, dall’altro la giunta continua ad essere contraria alla trattiva. Di fronte a questa posizione impenetrabile, abbiamo chiesto quale sia l’orientamento di tutto il Consiglio comunale, perché se l’opinione di sindaco e assessori fosse sostanzialmente condivisa, ci troveremmo di fronte a un’enorme responsabilità politica da parte di chi non vorrebbe far tornare al lavoro oltre quaranta persone».

    La risposta dei vari capigruppo non tarderà, assicura il presidente della commissione, Gianpaolo Malatesta; nel frattempo, la replica dell’assessore Oddone punta nuovamente il dito contro i vertici di Parmalat – Lactalis, senza troppe mezze misure: «È sostanzialmente vero che non vogliamo vedere il progetto di Parmalat perché l’azienda non è disponibile a negoziare in buona fede. A loro interessa solamente vendere il terreno a valore commerciale che è tre, quattro volte più alto di quello per attività industriale. Quindi noi, in maniera molto coerente, continuiamo a non voler prendere in considerazione un confronto con chi non gioca pulito. Dobbiamo smettere di essere subalterni, anche dal punto di vista culturale, nei confronti di queste multinazionali che pensano di poter fare il bello e il cattivo tempo».

    Simone D’Ambrosio

  • Cinema d’autore a Genova: quattro proiezioni alla sala Sivori

    Cinema d’autore a Genova: quattro proiezioni alla sala Sivori

    cinemaMartedì 23 aprile 2013 (ore 17.45) alla Sala Sivori inizia la rassegna Il cinema raccontato, di e con Umberto Basevi e organizzato dall’associazione Genova Cultura.

    Quattro serate all’insegna del cinema d’autore, ciascuna delle quali porterà alla rilettura di celebri film americani: il relatore svelerà particolari inediti, trame, intrighi, aneddoti delle grandi star e dei grandi registi, con la proiezione di immagini e spezzoni di pellicola.

    Questi i film in programma.

    Martedì 23 aprile: Che fine ha fatto Baby Jane? di Robert Aldrich, 1962, con Bette Davis, Joan Crawford, Victor Buono.
    Due anziane sorelle, una ex bambina prodigio sull’orlo della follia, e l’altra, ex diva del cinema paralizzata da anni, vivono recluse con incomprensioni, rancori e terrori. Un grande film gotico che ebbe un successo enorme, e che rilanciò due delle più grandi attrici (e acerrime rivali) di Hollywood.

    Martedì 7 maggio: Testimone d’accusa di Billy Wilder, 1957, con Marlene Dietrich, Tyrone Power, Charles Laughton.
    Londra: un uomo, accusato di omicidio, difeso da un avvocato penalista di successo ha come unica speranza di salvezza la deposizione della gelida ed enigmatica moglie, ma non tutto andrà come ci si aspetta… Un classico film-processo tratto da Agatha Christie.

    Martedì 21 maggio: Donne di George Cukor, 1939, con Norma Shearer, Joan Crawford, Rosalind Russell, Paulette Goddard, Joan Fontaine.
    Solo donne in questo film: una signora dei quartieri alti di New York viene informata dalle amiche del tradimento del marito con una commessa di profumeria… divine carognate e una profusione di grandi star al loro meglio. Una commedia al vetriolo tratta da un’opera teatrale di Clara Boothe Luce.

    Martedì 4 giugno: Viale del tramonto di Billy Wilder, 1950, con Gloria Swanson, William Holden, Erich von Stroheim.
    Uno dei più bei film di Hollywood sul divismo e sul cinema del passato. Norma Desmond incarna un fantasma che sia il pubblico che gli Studios sembrano aver dimenticato, quello degli ex-divi del cinema muto, un tempo acclamati come semidei e ora ridotti a relitti abbandonati. Non a caso, la vita di Norma Desmond ha qualcosa di funereo, di fatiscente, ma ha anche un fascino sublime, che strega protagonista e spettatore.

    Ingresso singolo 10 € (30 € per tutti e quattro gli spettacoli). Info e prenotazioni genovacultura@genovacultura.org / tel. 010 3014333.

  • Festivalbisagno 2013: bando per cantanti e gruppi emergenti

    Festivalbisagno 2013: bando per cantanti e gruppi emergenti

    musica-concerti-pianoforteSono aperte fino a domenica 28 aprile 2013 le iscrizioni per l’undicesima edizione di Festivalbisagno, rassegna artistico – musicale organizzata da Caratteri Diversi in collaborazione con la Onlus Presente Futuro, Unicef e il Municipio Media Valbisagno.

    La partecipazione è aperta al caricamento di una demo sul sito web Caratteri Diversi: la votazione delle demo migliori porterà a una jam session live tra i gruppi in gara, entro il mese di maggio, con la scelta del vincitore: a quest’ultimo sarà garantita la promozione attraverso il sito, la partecipazione a eventi cittadini, e la registrazione del demo come Premio Migliore Inedito.

    Si potrà partecipare alla sezione junior o band a seconda dell’esperienza musicale pregressa (da documentare attraverso cv artistico): sono ammessi singoli musicisti o gruppi, sia che propongono brani inediti sia di cover, di qualunque genere, con età media non superiore ai 28 anni.

    Le iscrizioni sono aperte fino a domenica 28 aprile 2013, attraverso una preiscrizione sul sito e la conferma presso il laboratorio sociale di vico Papa (martedì, giovedì o venerdì ore 15-16.30). Alla conferma dell’iscrizione sarà richiesto di versare una cauzione che verrà restituita, per i non finalisti, al momento della preselezione e per i finalisti al momento della finale. La cauzione intende tutelare l’organizzazione da eventuali comportamenti scorretti degli scritti che possano pregiudicare la riuscita della manifestazione.

    La finale si svolgerà a giugno 2013.

  • Visitare Genova a piedi: in città un nuovo progetto culturale

    Visitare Genova a piedi: in città un nuovo progetto culturale

    righi-forti-DILa mobilità sostenibile non riguarda solo un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici o lo sviluppo di una città più ciclabile. Genova si può visitare benissimo anche a piedi: questa è la premessa che ha portato un gruppo di cittadini a costituire pochi mesi fa una nuova associazione culturale.

    Ci facciamo raccontare da Gianni Orefice, presidente di Genovapiedi, gli obiettivi di questo progetto: «La nostra è una giovane associazione: dal punto di vista formale abbiamo depositato la pratica in Regione a dicembre 2012. In realtà abbiamo lavorato al progetto da un anno e mezzo, man mano ci siamo resi conto che come singoli non avremmo potuto avere grande spazio. È un progetto nato dal desiderio di alcuni amici di realizzare, proporre e pubblicizzare su Internet dei percorsi nel centro storico di Genova, poi gli scopi si sono allargati».

    Bici, mezzi pubblici e piedi, si diceva: come si coniugano queste anime in città? «Noi pensiamo che Genova sia una città da girare principalmente a piedi. Come ha detto Maurizio Maggiani nell’intervista-video che ci ha concesso, è l’unico modo per scoprire ogni angolo e godere di ogni tesoro nascosto; infatti Genova va vista spesso anche in “verticale”, col naso in su. Poi insistiamo sull’uso del mezzo pubblico –  ascensori, funicolari, bus – e della bicicletta; il progetto bike sharing non ha avuto il successo sperato dall’amministrazione, andrebbe ritarato sulle vere esigenze dell’utenza. Credo che la base per un ampio sviluppo di questo mezzo sia la realizzazione di piste o percorsi ciclabili sicuri; personalmente cerco di usare la bicicletta nei medi percorsi, ma sono fortemente frenato dalla sensazione di non avere sufficiente sicurezza».

    Attualmente i soci sono una quindicina, ma è possibile iscriversi consultando il sito web Genovapiedi e in occasione dei primi eventi pubblici organizzati dall’associazione: il primo si svolge sabato 26 aprile in piazza De Ferrari (Palazzo della Regione), dove sarà inaugurata la mostra Genova… per noi, per voi. Inoltre «stiamo organizzando delle visite guidate: prossimamente abbiamo in programma la visita a Staglieno, ad alcuni siti in Albaro, all’Oratorio della Marina e stiamo preparando un programma annuale di uscite. Abbiamo cercato di proporre le molte sfaccettature della cultura genovese: dalla focaccia al pesto, da Paganini ai cantautori, dalla musica popolare dei Trallallero ai monumenti della città. Inoltre un gruppo di nostri soci ha seguito i corsi organizzati dalla dottoressa Grazia Di Natale, responsabile dei beni artistici della Diocesi, e siamo attivi due giorni alla settimana per l’apertura e l’accoglienza presso la Chiesa di San Giovanni di Prè al Complesso medioevale della Commenda. Infine abbiamo in previsione percorsi per bambini e ragazzi, percorsi salutistici per la terza età e siamo aperti alla collaborazione con altre associazioni».

    Le visite guidate sono accessibili a un gruppo fino a 20-25 persone e hanno un costo di 5 € per i soci e 7 € per i non soci (info e prenotazioni 347 3930454).

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Drag queen e identità di genere: Villa Croce, mostra di Vera Comploj

    Drag queen e identità di genere: Villa Croce, mostra di Vera Comploj

    vera-complojMentre a Palazzo Ducale si tenevano le conferenze de La Storia in piazza 2013 – evento giunto alla quarta edizione che ha radunato a Genova oltre 20.000 partecipanti (di cui 7.500 studenti) – la Sala Dogana ha ospitato la mostra In between, in cui la giovane artista Vera Comploj ha mostrato attraverso un video e una sequenza di scatti in bianco e nero la sua esperienza con le drag queen che si esibiscono nei locali americani.

    Una mostra che è stata raccontata dall’artista in un incontro pubblico in piazza Princesa. Lo spazio “ufficialmente” senza nome, che si raggiunge da via Lomellini passando per vico del Fregoso o da vico Untoria, è stato così chiamato nel 2010 da Don Andrea Gallo, in memoria del brano di Fabrizio De Andrè e per ricordare l’impegno dell’omonima associazione nel quartiere.

    Costituita nel 2009 proprio su consiglio di Don Gallo, l’associazione Princesa è formata dalle persone transgender che vivono nel centro storico fin dagli anni Sessanta, «quando venivamo arrestate per “reato di mascheramento”, sulla base di un regio decreto approvato durante il Fascismo e di fatto mai abolito – spiega la presidente Rossella Bianchi. L’invito di Don Gallo a costituirci in associazione è arrivato dopo che Marta Vincenzi e l’allora Assessore Scidone emisero un’ordinanza per la chiusura dei “bassi”, poi ritirata a seguito di una petizione degli abitanti ed esercenti del quartiere che ha raccolto moltissime adesioni».

    L’intervento di Rossella Bianchi è seguito dalle domande di Ilaria Bonacossa – curatrice del Museo Villa Croce – all’artista Vera Comploj. Nata nel 1983 in Alto Adige, il suo percorso artistico rivolto alla conoscenza dei transgender nasce per caso: «Quando studiavo a Firenze il mio coinquilino frequentava una transgender: da qui ho iniziato a conoscere persone nuove, a frequentare i loro stessi locali. In seguito, negli Stati Uniti è avvenuto un percorso analogo: ho fatto amicizia con Tiara, la transgender di origine indonesiana divenuta la “musa” della mia mostra (e ritratta nella foto in alto, ndr) e che mi ha presentato altre persone che come lei lavorano nei locali».

    La mostra ritrae alcune drag queen un istante prima di andare in scena, in locali di New York, Washington, San Francisco e Los Angeles che Vera ha frequentato negli ultimi tre anni. L’artista ha applicato i suoi studi nella fotografia di moda alla ricerca su quegli ambienti in cui si azzera ogni identità di genere, dove la distinzione tra “maschile” e “femminile” non è percepibile. «Non mi interessa la fotografia solo come “freddo ritratto” di una persona, ma come istante che si accompagna a un dialogo, uno scambio anzitutto umano fra me e la persona che ritraggo: mi piace ascoltare le loro storie, entrare nel loro mondo e creare una relazione di fiducia».

    Allestita in Sala Dogana fino a ieri (domenica 21 aprile, ndr) la mostra proseguirà al museo di Villa Croce dal 26 aprile al 12 maggio.

    Marta Traverso

  • Sampierdarena: manifestazione in difesa del teatro Modena

    Sampierdarena: manifestazione in difesa del teatro Modena

    Teatro ModenaLa crisi economica genera conseguenze inevitabili quali la carenza di contributi e finanziamenti pubblici destinati alla cultura. Così, a farne le spese sono soprattutto i teatri genovesi, messi in ginocchio e costretti a ricorrere ai contratti di solidarietà. Il caso più celebre è quello del Teatro Carlo Felice ma anche il Teatro dell’Archivolto – che dal 1997 opera negli spazi del Teatro Modena, il presidio culturale per eccellenza di Sampierdarena – ha recentemente maturato la sofferta decisione di affidarsi a questo strumento che prevede una riduzione dell’orario di lavoro ed una proporzionale diminuzione del salario dei dipendenti.
    La difficile situazione che sta attraversando l’Archivolto ha radici recenti. Negli ultimi 3 anni il Comune ha fornito un contributo annuale di circa 250 mila euro a fronte di un piano di rientro spalmato in 36 mesi. Tuttavia gli obiettivi contenuti nel piano non sono stati raggiunti e questo ha indotto l’amministrazione comunale ad eliminare il finanziamento.

    Il Teatro dell’Archivolto è diretto dal 1986 da Pina Rando e Giorgio Gallione. In quasi venticinque anni di attività ha prodotto più di 100 spettacoli, presentati ed apprezzati in tutta Italia. Inoltre, nelle sale del Teatro Modena, l’Archivolto ospita una stagione variegata, capace di accogliere espressioni artistiche diverse, dal teatro comico d’autore al teatro civile, dalla danza alla musica jazz, al teatro di ricerca.

    Per difendere il presidio culturale del quartiere, cittadini ed associazioni di Sampierdarena hanno organizzato un’iniziativa popolare –  flash mob ed incontro pubblico – in programma Martedì 23 aprile alle ore 18 in piazza Modena.
    «In momenti di crisi c’è ancora più bisogno di teatro – spiegano i promotori: Amici dell’Archivolto, Associazione Commercianti di Sampierdarena, Officine Sampierdarenesi, Amici di Piazza Settembrini – la cultura è vita, senza il suo teatro Sampierdarena non può rinascere, senza il suo teatro non è possibile una ripresa. Vi aspettiamo numerosi ed in compagnia di tante altre persone che, come noi, ritengono che la cultura sia un bene comune da difendere, soprattutto a Sampierdarena».

    «Perdere il Teatro Modena vuol dire perdere un pezzo della speranza di cambiamento del quartiere – afferma Gianfranco Angusti delle Officine Sampierdarenesi – Noi siamo nati 1 anno fa come associazione di cittadini impegnati attivamente per risolvere i problemi di Sampierdarena. Il Modena è un simbolo del patrimonico culturale della zona e senza di esso anche i nostri sforzi rischierebbero di essere vani»

    «Il flash mob è aperto a tutti – racconta Carolina Sbrillo dell’associazione sportiva dilettantistica Spazio Danza –  invitiamo chi vuole partecipare a visionare il video dimostrativo della coreografia (disponibile online all’indirizzo https://www.facebook.com/video/embed?video_id=10200928117031315). Oltre ad una cinquantina di nostri ballerini ci saranno anche i lavoratori del Teatro Modena che in questi giorni hanno provato con noi».

    Questo il programma di Martedì 23 aprile ore 18:
    Flash mob, ballo in piazza insieme a Spazio Danza 2
    Tutti in teatro con Mauro Pirovano
    Incontro pubblico: Massimiliano Lussana (Il Giornale) e Raffaele Niri (La Repubblica) incontrano Pina Rando e Giorgio Gallione

     

    Matteo Quadrone

  • Vivere e visitare la Maddalena: visite guidate offerte dai cittadini

    Vivere e visitare la Maddalena: visite guidate offerte dai cittadini

    Campanile delle Vigne, GenovaUn quartiere, una reputazione critica, l’assenza di spazi “aperti” e sicuri, un patrimonio artistico consistente ma trasandato: ecco come il sestiere della Maddalena si presentava, fino a qualche tempo fa, ai visitatori, spesso scoraggiati da un degrado e da un abbandono non solo “storici”, ma anche istituzionali. Nel 2008 la situazione comincia, forse impercettibilmente, a migliorare: gli abitanti di uno dei quartieri più controversi del centro storico iniziano a unirsi, a organizzarsi; come riconoscimento per l’impegno concreto, il Comune sigla, insieme a Job Center, Camera di Commercio, CIV e associazioni, il Patto per lo Sviluppo della Maddalena, un accordo volto a riqualificare e promuovere il quartiere attraverso incontri, iniziative e laboratori.

    “Vivere e visitare la Maddalena” (che ha come sottotitolo “Itinerari di esplorazione nel cuore di Genova”) è un progetto per migliorare la vivibilità del quartiere attraverso il turismo, proponendo due itinerari, guidati e gratuiti, uno attento all’architettura e alle leggende, l’altro alla scoperta delle botteghe storiche; l’organizzazione delle visite sfrutta non solo la segnaletica più dettagliata e il selciato rinnovato, ma anche la rete wi-fi gratuita offerta dal Comune e la tecnologia dei QR Code, che offrono al visitatore un’esperienza più coinvolgente attraverso informazioni aggiuntive acquisibili con il proprio dispositivo portatile.

    Caratterizzati da esplorazioni e da degustazioni, i percorsi non trascurano i luoghi in cui l’iniziativa autonoma e la riappropriazione dello spazio sono più evidenti: Mielaus, bottega in cui la famiglia Piccardo produce idromele e da cui presidia la zona circostante, il centro di aggregazione di piazza della Posta Vecchia o, ancora, il Laboratorio sociale di vico Papa.

    La crescita della Maddalena, però, non si arresta: tenendo a mente i tre pilastri di una società sana, cioè educazione, formazione professionale e svago, è in corso la costruzione di un asilo in piazza della Maddalena (i lavori sono stati rallentati dopo il ritrovamento di alcuni reperti archeologici), la fondazione di una Città Dei Mestieri a Palazzo Senarega e la riapertura, in attesa di un vincitore del bando, del teatro Hop Altrove.
    Certo, sottrarre uno spazio al degrado, all’abbandono e alla criminalità, sebbene rappresenti un risultato esaltante, è solo un primo passo e lo sanno bene gli abitanti della Maddalena il cui obiettivo è proprio quello di dare nuovo impulso alla zona anche dal punto di vista commerciale: l’occupazione deve essere seguita da un riutilizzo effettivo e produttivo, anche perché un quartiere più vitale (dal punto di vista commerciale e non) è un quartiere più sicuro; piazza dell’Amor Perfetto, rivitalizzata dalla comparsa di una gastronomia, ne è un esempio calzante.

    Infine, una nota dolente. Non tutti aderiscono alle iniziative con lo stesso entusiasmo: accanto a modelli virtuosi, alcune attività del quartiere preferiscono non aderire alle attività di promozione del territorio, rifiutandosi perfino di esporre i QR Code necessari alle guide turistiche.

    Sebbene la risoluzione della criticità di questo quartiere sia ancora “work in progress”, la ricetta per la rinascita è quella proposta dagli abitanti della Maddalena: valorizzare la toponomastica leggendaria, l’amor sacro di Tommasina Spinola, quello profano della Maddalena, la peculiarità delle botteghe, la vitalità degli spazi pubblici, spingendo i visitatori a “esplorare” il problema, senza ignorarlo né nasconderlo.

    Giulia Fusaro

  • Teatro, scuola e carcere: lo spettacolo “Persone: un cantiere aperto”

    carcereLunedì 22 aprile 2013 (ore 20) il Teatro della Gioventù ospita un doppio spettacolo teatrale nato dalla collaborazione fra il Teatro dell’Ortica, la Scuola Daneo e la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo.

    Le parole per raccontarmi è il primo spettacolo in scena, diretto da Emi Audifredi e Assunta Pontillo e che vede sul palco gli alunni di due classi della scuola Daneo. A seguire Persone: un cantiere aperto, diretto da Anna Solaro e con genitori, insegnanti, attori e operatori del Teatro dell’Ortica a quattro detenuti (due donne e due uomini) della Casa Circondariale di Pontedecimo.

    Due spettacoli accomunati dal tema dell’identità della persona, in due diverse declinazioni: da un lato la relazione dentro/fuori a partire dalla reclusione e dall’isolamento, dall’altro l’affermazione di sé al di là delle sovrastrutture imposte dala società e in una relazione di ascolto con gli altri. Gli spettacoli sono frutto di una scrittura collettiva che interpreta il teatro come luogo di incontro e di scambio di esperienze, prima che di performance artistica.

    L’ingresso è a offerta libera e la somma raccolta sarà devoluta a favore dei detenuti partecipanti al progetto .

  • Mezza maratona di Genova: in marcia dal Porto Antico a Boccadasse

    Mezza maratona di Genova: in marcia dal Porto Antico a Boccadasse

    porto-antico-eataly2-DIDomenica 21 aprile 2013 nuovo appuntamento con La Mezza Maratona di Genova, gara podistica organizzata dall’associazione Podistica Peralto e rivolta a professionisti e dilettanti.

    La Mezza Maratona ha un percorso di 21,097 km, con il seguente percorso: Porto Antico, Piazza Caricamento, Via Gramsci, Via delle Fontane, Largo Zecca, Via Cairoli, via Garibaldi, Piazza Fontane Marose,Via XXV Aprile, Piazza De Ferrari,Via XX settembre, Piazza della Vittoria, Corso Buenos Aires, Via Casaregis, Corso Italia, Boccadasse, Corso Marconti, Sopraelevata lato monte, Via di Francia, Lungomare Canepa, Sopraelevata lato mare, Caricamento, Porto Antico.

    La Corri Genova ha un percorso di 11,5 km: dal Porto Antico lungo il centro cittadino fino a Boccadasse e ritorno al punto di partenza.

    La Family Run ha un percorso di 3,5 km: Porto Antico, Piazza Caricamento, Via Gramsci, Via delle Fontane, Largo Zecca, Via Cairoli, via Garibaldi, Piazza Fontane Marose,Via XXV Aprile, Piazza De Ferrari, Via S. Lorenzo, Piazza Caricamento, Porto Antico.

    Iscrizioni aperte sul sito La mezza di Genova. La quota di iscrizione è di 25 € per la Mezza Maratona, 15 € per Corri Genova e 5 € per Family Run (questi ultimi interamente devoluti a Telethon).

  • La Storia in Piazza: Princesa, incontro su arte e identità di genere

    La Storia in Piazza: Princesa, incontro su arte e identità di genere

    vera-complojSabato 20 aprile 2013 (ore 17.30) in piazza Princesa – adiacenze via Lomellini – si svolge l’incontro pubblico IN BETWEEN in the Ghetto.

    Sono presenti Rossella Bianchi, presdiente Associazione Princesa per la difesa dei diritti dei Transgender Sex Worker; Ilaria Bonacossa, curatrice del museo d’arte contemporanea Villa Croce; Tamar Pitch, Università di Perugia; Regina Satariano, Movimento d’identità Transessuale Toscana; Vera Comploj, artista in mostra in Sala Dogana con In between.

    L’evento fa parte del programma de La Storia in Piazza 2013 e si svolge in collaborazione con Comunità San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo.

  • Scuola media Colombo: teatro antimafia e progetti sulla legalità

    Scuola media Colombo: teatro antimafia e progetti sulla legalità

    Scuola«Bisogna denunciare ogni ingiustizia o affare illecito messo in atto da queste organizzazioni.
 Quindi non si deve avere paura dei mafiosi e non bisogna nascondersi dietro l’omertà, perché è dalla paura che la mafia crea il suo “Impero”». Firmato ch3cc0, un giovane alunno della scuola statale secondaria di primo grado “Colombo” di Genova, alias “la media Colombo”.

    Checco, come molti suoi compagni, ha imparato a conoscere la mafia in classe, grazie al progetto interdisciplinare “Liberi di…libera da…” sull’educazione alla legalità e al contrasto della mentalità mafiosa, promosso quest’anno dai suoi professori.

    «L’idea – spiega Maria Agostini, docente di italiano e coordinatrice del progetto – nasce dalla ferma convinzione che la scuola non possa dichiararsi estranea alla vita reale e abbia, invece, il dovere di trattare questi temi con i ragazzi, avviando con loro la riflessione personale e di gruppo su tematiche quali la cittadinanza attiva e l’educazione alla legalità. Ma un’educazione alla legalità che nasca da esperienze concrete dei ragazzi e che non sia calata dall’alto dal docente che fa lezione, che sia capace di portare cambiamento nella realtà quotidiana dei ragazzi».

    Per provare a raggiungere questo nobile obiettivo, il corpo docente si è avvalso della collaborazione di voci autorevoli del settore, come le associazioni Libera e Addiopizzo, che hanno dato vita a laboratori trasversali, proposti a classi parallele e il cui risultato sarà presentato a tutti venerdì 31 maggio, nell’ambito di una sorta di notte bianca del Colombo, con la scuola aperta fino alle 22.30.

    In quell’occasione, alunni, genitori e tutti i genovesi interessati potranno giocare all’ocomafia, il giro dell’oca realizzato dagli studenti delle classi prime e delle seconde, mentre le terze proporranno lo spettacolo di teatro di parola “Mafia vuol dire miseria” (di cui è visibile un’anteprima sul canale YouTube ufficiale della scuola).

    «Il lavoro delle terze – spiega la professoressa Agostini – parte dalla lettura di racconti con protagonisti ragazzini coetanei dei nostri alunni che hanno già incontrato la mafia nella loro vita». In particolare, nel corso dell’anno i giovani studenti hanno letto: “E vallo a spiegare a Nino” di Anselmo Roveda, in cui viene illustrata ai più piccoli la realtà dei beni confiscati alle mafie; “Io dentro gli spari” di Silvana Gandolfi, che racconta la storia di un ragazzino testimone di mafia costretto a vivere sotto protezione, vincitore del premio Andersen due anni fa e da cui Giorgio Scaramuzzino ha tratto uno spettacolo per il Teatro dell’Archivolto; “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, che racconta la storia di un bambino nato nella notte seguente alla strage di Capaci, 23 maggio 1992, quando furono assassinati il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta.

    «Da questi libri e da “Gomorradi Roberto Saviano – continua la docente – abbiamo tratto alcuni brani che sono andati a costituire il copione dello spettacolo, seguendo il filone dei significati della parola mafia e delle sue connessioni con il mondo dei più piccoli, dal fenomeno delle baby-gang alla protezione dei giovani testimoni».

    Il lavoro è in tutto e per tutto autogestito dai ragazzi: al di là della lettura, gli alunni della Colombo si sono occupati direttamente della grafica, della ripresa e del mix audio, oltre che della coreografia nella quale convergono i lavori realizzati da tutte le classi dell’istituto scolastico.

    Assieme allo spettacolo, gli alunni più grandi presenteranno anche l’audiolibro sul racconto di Roveda, realizzato nell’ambito delle iniziative per il premio Andersen, con la collaborazione di Adov (Associazione dei donatori di voce) e della biblioteca De Amicis.

    «Benché molto faticoso – ammette Maria Agostini – si tratta di un lavoro molto stimolante anche per noi docenti. Grazie all’interdisciplinarietà e al continuo scambio di alunni, riusciamo a coinvolgere pienamente anche chi è meno avvezzo alla didattica tradizionale ma si sente molto responsabilizzato dal dover fare qualcosa per gli altri. Lavorare sull’educazione alla legalità e sulla cittadinanza attiva, infatti, significa rendersi responsabili del bene comune nei confronti degli altri e organizzarsi in modo che i più grandi si prendano cura dei più piccoli, com’è giusto che sia».

    E le ore di lezione non vengono assolutamente gettate al vento se, alla fine, c’è chi, come consu, arriva a scrivere: «Meglio morire lottando che vivere soffrendo. Spero che prima o poi la mafia finirà… E’ ingiusta e non ha uno scopo… La mafia esiste ed è crudele… anche se alcuni non ci credono… purtroppo è così… la mafia esiste».

    Simone D’Ambrosio

  • Ripremio: un bando per conoscere i talenti di Genova

    Ripremio: un bando per conoscere i talenti di Genova

    lavoro-geometra-architetto-DIIl Comune di Genova apre la seconda edizione di Ripremio – Percorsi centrifughi, il bando che mira a un riconoscimento pubblico dei genovesi che si sono valorizzati fuori città e/o a livello internazionale nel campo dell’industria creativa, ma la cui eccellenza non è stata ancora premiata in città.

    I partecipanti non possono autocandidarsi, ma segnalare un progetto attivo a partire dal 2009 e che risponda al requisito di cui sopra. I settori creativi presi in considerazione sono: architettura e design; artigianato artistico; arte contemporanea; cinema e audiovisivi; editoria; industria del gusto; mercato dei prodotti artistici e culturali; moda; patrimonio culturale; pubblicità e pr; software e videogames; spettacolo dal vivo e musica; tv e radio.

    Le segnalazioni vanno inviate entro il 30 giugno 2013 compilando il modulo e verranno poi sottoposte al giudizio di una commissione scientifica che le verificherà e opererà la scelta degli artisti o operatori da valorizzare. Gli artisti selezionati potranno mostrare le proprie opere nel corso di un evento pubblico e verranno premiati dal Sindaco con una targa durante le celebrazioni Colombiane del 12 ottobre 2013 a Palazzo Ducale.

    Gli artisti premiati nella prima edizione sono stati:
    – Fabio Cavalli per Cesare deve morire, Orso d’oro al Festival del cinema di Berlino 2012
    – Christian Cantamessa per Red Dead Redemption” come miglior videogame dell’anno 2010
    – Alessandra Vinotto per Wild Dogs Run come migliore videoclip 3d al 3d Film Festival di Los Angeles
    – Simone Lezzi per riconoscimento del proprio lavoro a livello internazionale
    – Stefano Bucciero per riconoscimento del proprio lavoro a livello nazionale

    [foto di Diego Arbore]

  • Pechakucha night: creatività, ecologia e idee imprenditoriali

    Pechakucha night: creatività, ecologia e idee imprenditoriali

    Ingresso la ClaqueVenerdì 19 aprile 2013 si svolge a La Claque, in pieno centro storico, la quinta edizione del PechaKucha Night.

    Si tratta di un evento che si svolge in oltre 600 città del mondo allo scopo di far conoscere progetti creativi e innovativi che si stanno sviluppando sul territorio. Ogni partecipante è stato scelto attraverso un bando e ha a disposizione 20 minuti per presentare la sua idea in 20 slide.

    Un format rigido che vede coinvolti in ogni edizione artisti, designer, architetti, urbanisti, fotografi, videomaker, liberi pensatori.

    Questo il programma della serata: si parte alle 20 con un aperitivo musicale, i progetti saranno raccontati dalle 21 alle 23 (con un break di 15′ alle 22) e infine ci sarà il concerto live dei Calomito a partire dalle 23.30. Ingresso 5 € inclusa la consumazione.

    I progetti di PechaKucha Night 5
    – Simone Felici: Anaglyph Project
    – Alfonso Bonavita, Roberto Della Rocca: Game Over
    – Carlo Occhiena, Giulia Mietta: Canate
    – Angela Giulia Toso: La stilista
    Filippo Balestra, Roberto Ferreccio, Stella Venturo: COSTOLA, un libro duro
    – Francesco Di Biaso: IoRicreo
    – Marna Parodi: Le mappe dei quartieri viventi, studiare Genova con i social media
    – Francesco Rotta: Puzzle Free
    – Veronica Salvinie, Carlo Lamberti, Francesco Capezio, Gianluca Sturmann: Art is clear as clouds are
    – Francesco Margaroli: Norquitecture
    – Andrea Cocchi: Ross Italia, scarpe artigianali concepite a Genova
    – Alessio Vecchiè (Studio Làbora), Pierluigi Gori (Studio Fotografico Cairoli 8), Francesco Margaroli, Beatrice Piazzi: Olaf
    – Luana Ciambellini, ArcipelagoScec Toscana/Liguria: Lo SCEC in 6 minuti.