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  • Valbisagno, Prato e Struppa: orti urbani e recupero aree verdi

    Valbisagno, Prato e Struppa: orti urbani e recupero aree verdi

    valbisagno-verdeMolassana è un quartiere in movimento verso un futuro più roseo: lo dimostrano in primis le tante proposte del Progetto Integrato per Molassana, ora in via di realizzazione, che fanno ben sperare anche per le sorti dell’ex area Boero: il tutto, nell’ottica della riqualifica generale di un quartiere che aspira a trasformarsi in punto di snodo viario e commerciale, e in centro di aggregazione cittadino.

    Proprio in questa stessa direzione si inseriscono le due recenti iniziative dell’amministrazione della Media Valbisagno: si tratta del recupero delle aree verdi nelle zone di Prato e Struppa, situate rispettivamente in Via Prato Verde, all’altezza dell’asilo Coccinella di Via Benedetto da Porto, e nei pressi della residenza “Villa Invrea”, all’altezza del capolinea dei bus delle linee 13 e 14. Nel primo caso l’assegnazione di 14 lotti a privati, da adibire a orti urbani, e nel secondo l’inaugurazione di un giardino condominiale, da oltre un anno chiuso e ora restituito alla cittadinanza.

    PRATO E STRUPPA: I PROGETTI NEL DETTAGLIO

    Nel caso di Prato, è stato indetto dal Municipio IV Media Valbisagno un bando per l’assegnazione di 14 lotti di terra ad uso ortivo in Via Prato Verde (situati proprio in fondo alla Via, nei pressi dell’asilo Coccinella), in locazione per quattro anni. Si tratta di appezzamenti di terreno pianeggiante siti nei pressi di alcuni condomini collocati alla fine della strada: in base agli oneri di urbanizzazione conseguenti alla costruzione dei caseggiati, era stato predisposto dall’amministrazione che questi terreni fossero adibiti a coltivazione. Di dimensioni comprese tra i 180 e i 300 metri quadri, per la loro gestione è stato richiesto –come si legge nel bando- un canone annuale di locazione corrispondente a 63,69 euro per i terreni più piccoli, fino a 103,73 euro per i terreni di dimensioni più importanti.

    orto-urbanoL’iniziativa, che risale al gennaio 2013, ha riscosso grande successo nel quartiere, superando le aspettative degli stessi amministratori municipali: alla scadenza del bando, nel febbraio scorso, le richieste avanzate dai cittadini ammontavano a ben 71, quasi sette volte di più dell’effettiva disponibilità territoriale.

    Lo scorso 15 marzo, a poco più di un mese dalla chiusura del bando, è stata resa pubblica la graduatoria stilata dal Municipio e a breve gli appezzamenti verranno ufficialmente assegnati. Tra i criteri utilizzati per la valutazione dei candidati, l’essere residenti nei territori della Media Valbisagno, l’essere pensionati o non svolgere attività lavorative retribuite e avere più di 50 anni d’età sono stati preferenziali in sede decisionale. Inoltre, favoriti anche i portatori di handicap o i conviventi con persone disabili. Il tutto, nel rispetto del “Regolamento comunale per l’assegnazione e la gestione degli orti urbani” e delle relative norme di attuazione, in base ai quali gli assegnatari sono tenuti a non installare alcuna struttura senza autorizzazione da parte della competente Area Tecnica del Municipio e non utilizzare la superficie assegnata per scopi diversi dall’attività agricola (ovvero, non a fini commerciali). Inoltre, importante anche il divieto di non scaricare materiali inquinanti, nel rispetto delle norme ambientali e delle norme di pulizia e manutenzione della porzione di terreno e del vano attrezzi, posto all’interno dell’edificio comune.

    Altro importante obiettivo raggiunto per il quartiere, l’apertura –dopo un anno dalla chiusura definitiva- del giardinetto condominiale di Via Struppa, all’altezza della residenza “Villa Invrea” e del capolinea dei bus 13 e 14: da tempo i giardinetti di quartiere restavano chiusi per problemi di gestione e di attribuzione tra pubblico e privato. Di proprietà condominiale, il giardino –in base agli oneri di urbanizzazione- doveva essere aperto alla cittadinanza, ad uso pubblico. Sui condomini, però, come da accordi amministrativi, pesava l’onere di mantenimento del verde, di cui dovevano garantire la fruizione pubblica. Tuttavia, da tempo la situazione restava in fase di stallo: restaurati e collaudati, i giardini erano chiusi e l’accesso precluso ai cittadini. Da poco la situazione si è sbloccata e oggi i giardini restaurati sono accessibili.

    «A Prato e Struppa – racconta Gianpaolo Malatesta, consigliere comunale (Pd) – il successo è stato grande e la risposta per le iniziative più che positiva. Tutto ciò è sintomatico della voglia dei residenti di impegnarsi per la riqualifica di un quartiere. Si tratta di piccole iniziative ma dalla forte valenza simbolica che lasciano ben sperare e che è bene segnalare. Gli abitanti della Media Valbisagno spesso lamentano che non sempre vengano messe in luce le iniziative positive di questi territori, e penso sia giusto dare risalto non solo alle criticità, ma anche alle spinte verso lo sviluppo dell’area».

     

    Elettra Antognetti

  • Invasioni digitali: eventi tra cultura, musei e social network

    Invasioni digitali: eventi tra cultura, musei e social network

    Museo GalataL’Italia è il primo paese al mondo per turismo e cultura. Questa la premessa con cui parte il manifesto di Invasioni Digitali, una rete di eventi che si terranno su tutto il territorio nazionale tra sabato 20 e domenica 28 aprile 2013.

    Un progetto nato e sviluppato attraverso Internet, che si pone l’obiettivo di trasformare il rapporto tra i centri della cultura (musei in testa) e i loro visitatori: accade spesso che, quando andiamo a visitare una mostra, un palazzo antico o un altro luogo di interesse culturale, documentiamo l’evento con un tweet, una foto caricata su Instagram, il check-in su Foursquare e così via. Inoltre, se abbiamo un blog, scriviamo un dettagliato articolo sugli aspetti che più ci hanno colpito (un esempio su tutti a Genova, il blog di Miss Fletcher).

    Perché non istituzionalizzare questa pratica? L’atto di visitare un museo (e pagare il relativo biglietto per sostenerne l’attività) può essere affiancato da una valorizzazione dello spazio, delle opere in esso contenute, della cultura nel suo complesso, attraverso i social network: in questo modo si può far conoscere il patrimonio culturale della propria città, attirare nuovi visitatori e favorire l’economia locale attraverso il rilancio del turismo e della cultura.

    Le Invasioni digitali sono un primo passo verso questi obiettivi. Un team di blogger, operatori del turismo e della cultura e “semplici appassionati” – coordinati dall’ideatore del progetto Fabrizio Todisco – stanno mettendo a punto una mappa di luoghi da invadere, scelti tra i principali punti di riferimento culturali di ogni città. Sono tre le invasioni che si svolgeranno a Genova: il Galata Museo del Mare (20 aprile), il Museo del Risorgimento (24 aprile) e il Museo Villa Croce (26 aprile).

    Il perché della scelta lo spiega Rossana Borroni, accompagnatrice turistica e consulente di social media marketing genovese, che sta curando gli eventi al Galata e al museo di via Lomellini: «Ho scelto due punti fondamentali della storia di Genova, il mare e il risorgimento, il porto e Mazzini. Le linee guida degli eventi sono in via di definizione e accomuneranno tutte le invasioni nazionali, nel frattempo sto invitando a far parte dell’iniziativa blogger, fotografi, videomaker e guide turistiche genovesi, in modo da promuovere i musei genovesi con contenuti e immagini interessanti. Si potrano usare tutti i social network, dal check-in su Foursquare, al live tweet fino a Instagram. Chiunque voglia collaborare può farsi avanti!».

    Marta Traverso

  • Discarica via Piombelli: monitoraggio ambientale in attesa della bonifica

    Discarica via Piombelli: monitoraggio ambientale in attesa della bonifica

    ambiente-rifiuti-DLa discarica abusiva di rifiuti tossici di via Piombelli, a Rivarolo – vera e propria bomba ecologica in mezzo alle case – dopo anni di silenzi e omissioni, oggi è sotto stretto controllo degli enti competenti, tuttavia, i dati sul monitoraggio ambientale in via di esecuzione, ancora non sono in grado di confermare o smentire la necessità di una bonifica integrale del sito.
    Se ne è discusso venerdì 6 aprile durante la seduta consiliare del Municipio Val Polcevera, come racconta l’assessore con delega all’Ambiente, nonché abitante della zona, Patrizia Palermo «Abbiamo illustrato al Consiglio gli ultimi risultati delle rilevazioni sullo stato di inquinamento dell’area che continueranno durante il mese di aprile. Presidente e Giunta hanno anche svolto un sopralluogo in via Piombelli».

    I soggetti interpellati durante l’istruttoria sono stati: la Regione Liguria, il Comune di Genova, l’ARPAL, l’AMIU, l’ASL 3 e la Provincia di Genova. Le risposte fornite sono interlocutorie e hanno evidenziato una situazione di indagine non ancora conclusa. Sono tuttora in corso di svolgimento le attività di monitoraggio delle acque sotterranee, delle acque superficiali e non solo.
    Con nota del 19 marzo 2013, la Direzione Ambiente Igiene Energia del Comune di Genova ha evidenziato che, mediante i nuovi piezometri, sono state eseguite due campagne di campionamento e analisi (giugno e ottobre 2012). Gli esiti pervenuti sono sempre stati «conformi alle concentrazioni soglia di contaminazione». Un’ulteriore campagna verrà realizzata ad aprile 2013.
    Per quanto riguarda l’attività di monitoraggio dell’aria, i dati comunicati, emergenti dalle campionature quindicinali sul campo dal 17 luglio 2011 ed analisi di laboratorio, affermano che «l’attuale assetto normativo in materia di qualità dell’aria stabilisce per il parametro benzene (l’unico tra le sostanze rilevate, potenzialmente cancerogeno e con limiti normati) un limite massimo di concentrazione pari a 5 µg/mc (sempre ampiamente rispettato), tranne in un campionamento, tra fine aprile ed inizio maggio 2012 (valore pari a 5,34)». L’esame dei dati tecnici è ancora al vaglio di Arpal.
    In merito alla staticità del sito sono in via di completamento le indagini avviate per controllare le condizioni di stabilità dell’area, per mezzo di 2 sondaggi geognostici attrezzati ad inclinometro. Uno dei due inclinometri ha rilevato uno spostamento (lettura 8/8/2012 pari a circa 1,7 mm in direzione Nordovest; lettura 10/12/12 pari a circa 3,5 mm in direzione Nordovest).
    Nella nota della Direzione Ambiente, Ambiti Naturali e Trasporti della Provincia di Genova si evidenzia che «le azioni svolte fino a questo momento hanno avuto la finalità di indagare sulle condizioni dell’area per definire eventualmente un percorso che vada oltre la messa in sicurezza del sito, .non è escluso, infatti, che tale fase possa evolvere in un procedimento più complesso per la valutazione dell’eventuale rischio e la definizione degli interventi destinati ad eliminarlo»

    Il problema, se dovesse emergere la necessità di una bonifica integrale (i primi interventi sono stati eseguiti nel 2001 e nel 2005), è che «Non ci sarebbero le risorse economiche necessarie per eseguire un’operazione molto costosa», sottolinea l’assessore. I costi, infatti, graverebbero sulla collettività, visto che i proprietari dell’area, i marchesi Catteneo Adorno, con sentenza del Tribunale penale di Genova n. 3997/05, sono stati assolti – per non aver commesso il fatto – dall’imputazione di aver realizzato sul loro terreno una discarica di rifiuti. I contenziosi tra proprietari e Comune di Genova si sono conclusi nel 2010 con sentenza del Consiglio di Stato Sez. V, 16/07/2010, Decisione n. 4614, la quale ha stabilito che la rimozione dei rifiuti non costituisce onere reale a carico del proprietario non responsabile con conseguente obbligo per l’amministrazione competente di procedere in merito.
    Attualmente, la causa intentata dall’amministrazione comunale contro i marchesi Cattaneo Adorno, è ancora pendente in sede civile «Ma considerato l’esito negativo dei precedenti contenziosi penali ed amministrativi, sono scettica sul fatto che questa volta possa andare in maniera diversa», spiega Palermo.

    In questa lunga vicenda che si trascina ormai da un decennio, un aspetto positivo finalmente c’è: il sito è stato recintato e reso completamente inaccessibile. «Cittadini, Comitato di via Piombelli, associazioni (in particolare la Casa della Legalità) hanno lottato per lungo tempo affinché si intervenisse – continua l’assessore – l’amministrazione comunale, da parte sua, ci ha messo dei soldi per una parziale bonifica (2001 e 2005) ed in seguito, a partire dal 2009, ha cominciato a mettere in sicurezza l’area».

    rifiutiOggi, però, un altro rischio incombe dietro l’angolo. A fianco della discarica di rifiuti tossici, a causa del comportamento incivile di alcuni, sta nascendo una nuova discarica abusiva di rifiuti ingombranti. «Ci sono persone che scaricano materiali, anche pericolosi per l’ambiente come l’amianto, nelle vicine acque del Rio Maltempo – spiega Patrizia Palermo – La pericolosità di quest’ultimo è ben nota fin dagli anni ’70 quando, durante gli eventi alluvionali, il rivo creò enormi danni in zona. Stiamo ragionando sulla possibilità di sbarrare la strada di accesso, come chiedono gli abitanti, ma il tratto interessato risulta di proprietà privata. Le conseguenze della rimozione di tali rifiuti, però, ricadono sulle casse comunali. Dobbiamo verificare le intenzioni del soggetto proprietario e trovare un accordo».

     

    Matteo Quadrone

  • Genova Film Festival: due nuovi concorsi dedicati al porto

    Genova Film Festival: due nuovi concorsi dedicati al porto

    porto-imbarchi-DIAGGIORNAMENTO! Il bando “Il porto oggi, tra identità locale e reti globali” è stato prorogato al 15 giugno 2013. Il bando “Porto, motore, azione” è stato prorogato al 15 luglio 2013.

    Il Genova Film Festival si allarga e guarda al porto. La sedicesima edizione della kermesse cinematografica nostrana propone due nuovi contest nazionali tematici per film maker e sceneggiatori, con la collaborazione dell’Autorità portuale.

    «L’idea – spiega Antonella Sica, cofondatrice dell’associazione Daunbailò e anima del Genova Film Festival – è nata da un incontro con l’Autorità portuale che sta per varare il nuovo Piano Regolatore e ha manifestato il desiderio di far conoscere meglio la realtà del porto, scegliendo il cinema come uno dei veicoli di questa promozione. L’obiettivo è puntare alla riscoperta e alla rivalutazione, non solo cinematografica, degli aspetti che meglio esprimono il carattere di apertura, ricchezza, incontro e scambio, propri di questa storica realtà genovese».

    Registi e sceneggiatori da tutta Italia sono, dunque, invitati a riflettere sul valore e sul ruolo del porto al giorno d’oggi, fondendo la vocazione locale, fortemente radicata nel territorio e serbatoio di antichi mestieri, con una dimensione globale, fatta di scambi umani e culturali nonché di flussi di merci, persone e informazioni.
    Per incentrare ancora di più l’attenzione su queste tematiche, nella settimana del Festival (dall’1 al 7 lulgio, ndr), i due concorsi saranno accompagnati da una rassegna dedicata all’ecosistema porto.

    Ma vediamo nel dettaglio a chi sono dedicate le due nuove iniziative che accrescono il già prezioso valore della kermesse nazionale.

    Alla prima sezione, il cui titolo “Il porto oggi, tra identità locale e reti globali” è sintesi assai efficace della finalità delle nuove sezioni del festival, sono ammesse opere di ogni genere e stile ambientate in zone portuali, della durata massima di 30’ per la fiction e di 60’ per il documentario, girate non prima del 2009. Al di là dei dettagli tecnici, che tutti gli interessati possono trovare sul sito del Genova Film Festival, i film candidati dovranno pervenire all’organizzazione entro il 30 maggio prossimo, in formato DVD. I video selezionati saranno proiettati nelle giornate della rassegna e pubblicati sulle pagine web della manifestazione. Inoltre, una giuria di esperti selezionerà l’opera migliore, che si aggiudicherà un premio in denaro pari a 800 euro.

    Più originale la seconda novità, intitolata “Porto, motore, azione”. In questo caso, a concorrere saranno sceneggiature per cortometraggi ambientati e da realizzare all’interno del porto di Genova, della durata massima di 10’, che si traducono in altrettante pagine di copione. Al vincitore di questo contest andranno 600 euro; scadenza 15 luglio 2013. «Ma il vero premio per la sceneggiatura vincitrice – tiene a sottolineare Antonella Sica – sarà la copertura dei costi per realizzare effettivamente il film nel porto di Genova, grazie a un accordo con una casa produttrice».

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    CONCORSO NAZIONALE
    Le due sezioni si aggiungono al già ricco programma del concorso nazionale, per cui sono appena scaduti i termini per le candidature. Passata la prima selezione, le opere ritenute meritevoli concorreranno a tre diversi premi per la miglior fiction, il miglior documentario e la migliore colonna sonora, oltre ovviamente alle immancabili menzioni speciali a discrezione delle giurie e ai riconoscimenti speciali di critica, organizzazione e pubblico.

    OBIETTIVO LIGURIA
    Ancora un po’ di tempo, invece, per registi e videomaker di casa nostra, dato che le iscrizioni all’Obiettivo Liguria sono aperte fino al 1° maggio. In questo caso tutti i video, della durata massima di 45’, realizzati non successivamente all’inizio del 2011, concorreranno in un’unica categoria che accorpa fiction e documentari. Anche in questo caso, sabato 6 luglio verrà proclamata l’opera vincitrice e quella prediletta dal pubblico. Ma attenzione, se l’organizzazione ritenesse qualche lavoro particolarmente meritevole, ecco scattare automatica la “promozione” alla competizione nazionale.

    cinema-registi-cortometraggi-filmBenché la forza di volontà degli organizzatori tenda a nascondere le non poche difficoltà, è giusto sottolineare come il Genova Film Festival negli ultimi tre anni sia stato costretto a fare i conti con un budget sempre più risicato: «I tagli drastici – spiega Antonella Sica – ci hanno costretti a molti sacrifici perché è davvero difficoltoso fare le nozze con i fichi secchi. Quest’anno, ad esempio, è a forte rischio il consueto appuntamento con la retrospettiva dedicata a una cinematografia straniera. Ma l’importante è continuare a valorizzare i concorsi che ci caratterizzano come festival di qualità in Italia».

    Qualità che nei film presentati, anche da chi muove i primi passi nel mondo del cinema, è in costante crescita: «Molto è dovuto all’avvento della rivoluzione digitale, che consente una sorta di scolarizzazione diffusa, grazie a strumenti di ripresa e di montaggio davvero alla portata di tutti. Insomma, anche nel cinema si può sperimentare facilmente, così come se si impugnasse una penna e quasi allo stesso costo. Stiamo assistendo a una vera e propria rifioritura della produzione di documentari, come riscoperta del cinema d’autore: i film maker, più e meno esperti, si sentono molto più attratti dal racconto della realtà piuttosto che dalla fiction».

     

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Diego Arbore]

  • Festival nuovo cinema Europa: una settimana di film a Genova

    Festival nuovo cinema Europa: una settimana di film a Genova

    cinema-provini-castingDa lunedì 15 a venerdì 19 aprile 2013 il cinema Sivori di Genova ospita  la quarta edizione di Nuovo cinema Europa, il festival dedicato alle migliori produzioni del cinema europeo contemporaneo (opere prime e anteprime nazionali)

    In programma proiezioni a ingresso gratuito 10 film europei prodotti negli ultimi due anni da registi esordienti, tutti in lingua originale sottotitolati in italiano, con 7 Paesi Europei rappresentati – Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Repubblica Ceca e Slovacchia – 9 Istituti di Cultura Europei partecipanti.

    L’evento è a cura dell’associazione Profondità di Campo – con la direzione di Angela Ferrari – insieme a Circuito Cinema Genova e agli Istituti di Cultura Europei presenti in Italia. Tutti i film sono votati e premiati dal pubblico tramite apposite schede di votazione, mentre solo uno per ogni Istituto partecipante viene votato e premiato da una Giuria: durante l’ultima giornata di Festival vengono comunicati i vincitori del premio del pubblico e del premio della Giuria.

    Programma del festival

    Lunedì 15 aprile
    ore 18: Die brucke am ibar (Il ponte sull’Ibar, Germania 2012), opera prima di Michaela Kezele, scelto dal Goethe-Institut Genua
    e presentato al Festival in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria. I dialoghi del film sono in albanese e serbo.

    Die Brücke am Ibar si svolge durante la guerra del Kosovo nel 1999. Dunica, una giovane vedova serba, vive insieme ai suoi due figli in un piccolo paesino, separato dalla zona albanese da un ponte sul fiume Ibar. Un giorno Ramiz, soldato albanese dell’esercito per la liberazione del Kosovo, giunge ferito in casa di Dunica, che inizia a occuparsi di lui. Nonostante tutte le contrarietà e i conflitti tra le due etnie, Dunica e Ramiz si avvicinano sempre più, alimentando una storia d’amore costantemente minacciata dalle insidie della guerra. Ma un giorno anche il ponte viene chiuso…

    ore 20.30: Poupata (Boccioli di fiore, Repubblica Ceca 2011), opera prima di Zdeněk Jiráský, scelto dal Centro Ceco di Milano e presentato in anteprima italiana. Anche questo film concorre al Premio della Giuria.

    Il film racconta la storia di una famiglia alla deriva in una piccola cittadina ceca. I quattro personaggi, caratterizzati da personalità differenti, cercano di affrontare le difficoltà imposte dalla loro condizione in maniera diametralmente opposta, tendendo comunque tutti allo stesso obiettivo: riuscire a cambiare il proprio destino. Agata si augura di fuggire, consapevole del fatto che la felicità potrà essere trovata solo sottraendosi alle costrizioni della vita familiare sebbene ciò significhi tradire la famiglia stessa, Honza crede nella purezza dell’amore, Kamila spera nel futuro e non si piega alla miseria del presente. Solamente Jarda è consapevole dell’impossibilità di cambiare il proprio destino e dunque non le resta che arrendersi cercando di vivere alla giornata. Un inaspettato aiuto arriverà, ma quando ormai ogni speranza è perduta.

    Martedì 16 aprile
    ore 16: Comme des freres (Come fratelli, Francia 2011), opera prima di Hugo Gélin, scelto dall’Alliance Française Galliera de Gênes e presentato in anteprima italiana.

    Da quando Charlie non c’è più, la vita di Boris, Elie e Maxime è andata in frantumi. Questi tre uomini condividevano un grande amore per Charlie. Era per loro una sorella, una donna, un’amica. Ma Charlie è morta. Né Boris, uomo d’affari di successo, né Elie, sceneggiatore, né Maxime, ventenne mammone, sanno come affrontare questa perdita. Dando seguito a una sua richiesta fatta in vita, i tre decidono di fare un
    viaggio insieme, diretti in Corsica, nella casa che Charlie amava tanto. Ma 900 km chiusi insieme in macchina sono lunghi, quando si ha in comune soltanto l’affetto per la stessa donna.

    ore 18: Staub auf unseren herzen (Polvere sui nostri cuori, Germania 2012), opera prima di Hanna Doose, scelto dal Goethe-Instit Genua e presentato in anteprima italiana.

    Kathi, ragazza madre trentenne, cerca di affermarsi come attrice a Berlino, ma senza grande successo. S’inasprisce così il suo rapporto con la madre Chris, affermata psicologa, sempre pronta a rimarcare le debolezze e i fallimenti della figlia. Ma nella loro vita interviene una novità: il ritorno del padre di Kathi, dopo quindici anni di assenza, indurrà le due donne a confrontarsi con il loro passato e con il loro sempre più duro
    conflitto.

    ore 20.30: Quichote’s eiland (L’isola di Chisciotte, Belgio 2011), opera prima di Didier Volckaert, scelto dall’Academia Belgica e presentato in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    San vive sospeso tra sogno e realtà. Non ha amici e suo padre è completamente assorbito dal lavoro. Quando incontra l’affascinante Isabelle, per la prima volta si innamora follemente. Ma Isabelle non lo degna di uno sguardo. Incompreso, San cerca di fuggire da questa dura realtà. L’imprevedibile Chisciotte lo attende al varco. Ha un piano ingegnoso per aiutarlo a conquistare il cuore di Isabelle. Fino a quando San diventa
    testimone involontario del fallimento di un traffico di droga, dalle conseguenze irreversibili. Tutte le piste per trovare il colpevole portano a San, che però è sparito…

    Mercoledì 17 aprile
    ore 18: Spectres (Spettri, Belgio 2011) dell’artista visivo Sven Augustijnen (Belgio 2011), scelto dall’Academia Belgica.

    Cinquant’anni dopo il suo assassinio Patrice Lumumba, Primo Ministro del Congo indipendente, è tornato a tormentare il Belgio. Attraverso commemorazioni, incontri e il ritorno sui luoghi del passato, un funzionario civile belga di alto livello, che era in Elisabethville in quel giorno tragico del 17 Gennaio 1961, tenta di esorcizzare i fantasmi del passato. Con la Passione secondo Giovanni di J.S Bach come sottofondo, Spectres ci immerge in uno dei giorni più neri della decolonizzazione del Congo belga. Un esame del corpo biopolitico, questo lungometraggio di Sven Augustijnen espone la linea sottile che separa la legittimazione, la storiografia e la questione traumatica di responsabilità e debito.

    ore 20.30: Stilleben (Natura morta, Austria 2011), opera prima di Sebastian Meise, scelto dal Centro Culturale Italo-Austriaco con la collaborazione del Forum Austriaco di Cultura. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    Un padre di famiglia paga delle prostitute per giochi di ruolo in cui si fingono sua figlia. La scoperta sconvolgente di un’ossessione nascosta per tutta la vita scuote la fragile struttura di una famiglia. Mentre il figlio prova disgusto e cerca di capire se il padre abbia mai oltrepassato il limite con la sorella, quest’ultima vuole stare da sola per fare ordine tra i suoi ricordi. In questo clima di dubbi e incertezze, la madre è convinta che per il marito sia arrivato il momento di affrontare la vergogna e il senso di colpa.

    Giovedì 18 aprile
    ore 16: Kuma opera prima di Umut Dağ (Austria 2011), scelto dal Centro Culturale Italo-Austriaco con la collaborazione del Forum Austriaco di Cultura.

    Festa di matrimonio in piccolo villaggio dell’Anatolia. La sposa è una bella ragazza del posto di nome Ayse. Lo sposo, Hasan, un giovane turco che vive in Austria. Una volta giunta a Vienna Ayse trascorrerà la prima notte di nozze con il marito, scoprendo così che l’uomo che ha veramente sposato non è Hasan, ma il padre Mustafa, cui è stata destinata quale “kuma”, seconda moglie. Fatma, la prima moglie di Mustafa, ha infatti scoperto di essere malata di cancro e ha convinto il marito a prendere una seconda moglie, che possa occuparsi della famiglia. I figli rifiuteranno Ayse, più giovane di loro, mentre tra le due donne nascerà una particolarissima amicizia, che verrà però messa alla prova da uno scherzo del destino.

    ore 18: Az do mesta ad (Fino alla città di Aš, Slovacchia/Repubblica Ceca 2012), opera prima di Iveta Grófová, scelto dal Centro Ceco di Milano in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Slovacca e l’Istituto Slovacco a Roma. Il film concorre al Premio della Giuria.

    Dorota si è appena diplomata, ma il piccolo paese che la ospita non le offre alcuna possibilità di lavoro. Decide quindi, come molti suoi connazionali, di emigrare dalla Slovacchia orientale verso il punto più occidentale della Repubblica Ceca in cerca di fortuna. Risoluta e piena di idee, ingenue e adolescenziali, Dorota inizia a lavorare come sarta in una piccola azienda tessile sul confine ceco-tedesco, nella città di Aš. Qui si incontrano persone da entrambi i confini, tutte alla ricerca di qualcosa. Le ragazze che vengono a lavorare come sarte vogliono garantirsi una vita dignitosa e un relativo benessere, i tedeschi un divertimento a basso costo. Tutto si mescola in una Babilonia di lingue e di valori, dove le naturali difese umane vengono distrutte.

    ore 20.30: Dead man talking, opera prima di Patrick Ridremont (Francia/Belgio/Lussemburgo 2012), scelto dall’Alliance Française Galliera de Gênes e presentato in anteprima italiana. Il film è in concorso per il Premio della Giuria.

    William Lamers è condannato alla pena di morte per omicidio. I preparativi per l’esecuzione procedono nell’indifferenza generale. Poiché la legge non precisa quale deve essere la durata dell’ultima dichiarazione di un condannato, Lamers approfitta di questo dettaglio giuridico per raccontare la sua vita con un lunghissimo monologo, per ritardare il più possibile il momento della morte. La sua esecuzione, da semplice formalità diventa così il più incredibile dei casi politici e mediatici.

    Venerdì 19 aprile
    ore 18.30: cinema e musica, Entr’acte di René Clair ed Erik Satie eseguito dal vivo dal pianista Dario Bonuccelli. Segue la premiazione dei film vincitori.

    Entr’acte è un film del 1924, del regista francese René Clair. È considerato il manifesto del cinema dadaista e una delle opere più significative delle avanguardie francesi nel cinema. Il titolo si traduce in italiano come Intervallo o Intermezzo. Il film era nato per essere proiettato durante l’intervallo, tra i due tempi del balletto istantaneista Relâche. Firma il soggetto il pittore Picabia e Satie è autore della musica.

  • Dipingere in giardino: una giornata a Villa Dufour

    Dipingere in giardino: una giornata a Villa Dufour

    recco villa dufourDomenica 14 aprile 2013, per l’intera giornata, si svolge a Villa Dufour – sull’Aurelia tra Recco e Mulinetti – En plein air, una giornata dedicata alla pittura ad acquerello.

    Ogni partecipante potrà dipingere in giardino con materiali propri: accesso libero per adulti e bambini alle ore 11, 12.30, 15.30, 17. Un’esperienza di pittura ad acquerello “en plein air” insieme al grafico e acquerellista Andrea Musso.

    L’interno della villa sarà visitabile dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.

  • Pink gang: un documentario sulla protesta delle donne in India

    Pink gang: un documentario sulla protesta delle donne in India

    India, SivakasiSabato 13 aprile 2013 (ore 17) presso La Passeggiata Librocaffè è proiettato il film di Enrico Bisi Pink gang. La missione della Gulabi Gang (Pink Gang), nata in India per difendere le donne vittime di soprusi e ingiustizie, attraverso la storia personale della sua fondatrice Sampat Pal. Il documentario è vincitore al One World/Nje Bote Film Festival in Kosovo e al Terra di Tutti Film Festival di Bologna.

    Trama del documentario
    In India, nell’Uttar Pradesh, un gruppo di donne si unisce per lottare contro la violazione dei diritti umani, sfilano per le strade sconnesse e polverose dei villaggi indiani tutte con un sari rosa. Guardano chiunque dritto negli occhi e, quando le parole non bastano, minacciano poliziotti e bramini con un bastone. Cercano di far capire alle altre donne che la sottomissione non è una condizione naturale dell’essere umano. E in più costruiscono scuole per i bambini e insegnano un mestiere alle ragazzine. Sembra esserci qualcosa di mitico, come spesso accade nei racconti indiani. Di fatto, però, c’è un’utopia che è già realtà, le Pink Gang.

    All’evento sarà presente l’autore. La proiezione è organizzata dalle associazioni Usciamo dal silenzio e Senza paura.

  • Bando Movin’up 2013: una fotografa genovese tra i vincitori

    Bando Movin’up 2013: una fotografa genovese tra i vincitori

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    Foto di Anna Positano

    Ogni anno il circuito GAI – Giovani Artisti Italiani organizza il bando Movin’up, rivolto ad artisti di età compresa fra i 18 e i 35 anni che hanno un contatto per realizzare un progetto all’estero e necessitano di supporto e finanziamenti.

    Sono stati da poco comunicati i vincitori dell’ultima edizione del bando, scaduto lo scorso 31 gennaio: tra questi c’è la fotografa genovese Anna Positano, che a maggio partirà alla volta dell’Istituto Italiano di Cultura di Addis Abeba per realizzare il suo Proprio qui | Right here. Anna ha 31 anni, si è laureata in Architettura all’Università di Genova e poi ha conseguito un Master in fotografia presso il London College of Communication. Attualmente lavora tra Genova e Londra, dove ha esposto in diverse mostre personali e collettive, sviluppando un personale progetto sul tema del paesaggio urbano e antropizzato (le sue foto si possono vedere sul blog Theredbird).

    Come leggiamo nella descrizione del progetto, si tratta di una residenza artistica di quattro settimane in Etiopia, durante la quale Anna cercherà di «conoscere porzioni di Addis Abeba coinvolgendo i suoi abitanti. Chiederò alle persone coinvolte di fare un percorso, durante il quale scatterò delle fotografie. Queste saranno mostrate all’accompagnatore, al quale domanderò di descriverle e spiegarle. La testimonianza sarà raccolta in un video. In contemporanea farò una ricerca di fotografie storiche della città presso la biblioteca di Addis Abeba e l’IIC. Lo scopo è far emergere gli aspetti quotidiani e meno conosciuti della città, includendo le architetture italiane e i progetti di sviluppo urbano. La conoscenza dei luoghi che ne deriva sarà parziale e identitaria, relativa all’esperienza di ciascun abitante».

    Un progetto fotografico per conoscere il territorio della capitale Etiope – che nel 1936, al termine della Guerra d’Etiopia, fu eletta “capitale dell’Africa Orientale Italiana” – attraverso la partecipazione attiva di chi la abita, perché ciascuno possa mostrare all’artista il modo in cui vede personalmente la città: «i luoghi e le biografie dei suoi abitanti sono interrelate e interdipendenti: la forma del luogo è prodotta dalla comunità, ma la vita della comunità è condizionata dalla forma del luogo».

    Perché proprio Addis Abeba? «La capitale etiope si trova in una fase di forte sviluppo urbano. Nonostante la maggior parte della popolazione etiope oggi viva nelle aree rurali, secondo le stime dell’ONU il numero di abitanti di Addis Abeba dovrebbe crescere di 4 milioni nel 2025 (oggi la città conta 3.300.000 abitanti). Questa crescita avviene per lo più attraverso la trasformazione dell’esistente, quindi Addis Abeba è una città in costante fermento. Solitamente, in una città che cambia ciò che rimane costante è rappresentato dai principali punti di riferimento, i monumenti, gli edifici storici e simbolici; il cosiddetto ‘paesaggio debole’, invece, è quello che più di tutti viene trasformato. “Proprio qui | Right Here” vuole raccontare questi piccoli segni del paesaggio, i luoghi del quotidiano, ignorati o dimenticati perché vengono attraversati senza essere visti, ma in cui spesso risiede il genius loci».

    Esito della residenza saranno dunque un incontro pubblico presso l’Istituto Italiano di Cultura, in cui Anna mostrerà alla cittadinanza le interviste fatte agli abitanti di Addis Abeba e uno slideshow delle foto storiche in alternanza e quelle realizzate durante il percorso. Inoltre, percorsi e immagini saranno radunate in una mappa cartacea serigrafata – che sarà distribuita gratuitamente presso i maggiori punti di aggregazione della città e resa disponibile anche in un sito web – con didascalie in italiano, inglese e amarico (la lingua parlata in Etiopia).

    Marta Traverso

  • Bruco di Brignole, demolizione: slittano i tempi dopo il ricorso al Tar

    Bruco di Brignole, demolizione: slittano i tempi dopo il ricorso al Tar

    brigate-partigiane-bruco«Non mi pare proprio il caso di mantenere in piedi il Bruco», con queste trancianti parole l’11 dicembre scorso l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Genova, Gianni Crivello, annunciava l’imminente fine di uno dei più discussi ecomostri cittadini.

    Ma il sovrappasso pedonale è ancora lì: una trave nell’occhio di Brignole, uno dei nodi viari più trafficati della città. Una bruttura architettonica degradata e assolutamente non funzionale, a partire dalle scale mobili sempre fuori uso, tanto che i pedoni preferiscono decisamente sfruttare le sottostanti, classicissime zebre nonostante l’attesa imposta dal semaforo.

    Il Bruco verrà demolito, conferma l’assessore, il problema è capire quando. «La dilatazione dei tempi – spiega Crivello – è dovuta al ricorso al Tar sui lavori di copertura del Bisagno». Lo smantellamento del sovrappasso, infatti, rientra in un più complessivo quadro di riqualificazione dell’intera zona di Corte Lambruschini: «Per completare la copertura del Bisagno in zona Brignole – continua Crivello – sarebbe comunque stata necessaria la rimozione delle struttura e una sua eventuale reinstallazione a cantieri terminati». Il Comune aveva pensato di cogliere l’occasione al volo, come conferma l’assessore: «L’idea era quella di anticipare il più possibile la demolizione utilizzando parte dei fondi già previsti per la copertura del Bisagno. Ovviamente, la struttura sarebbe stata definitivamente eliminata e non certo ricollocata nella sua sede al termine dei lavori. Eravamo già d’accordo con il Municipio (VIII Medio Levante, ndr) e gli esercizi commerciali della zona per un intervento di riqualificazione più ampio, ma il ricorso al Tar ha bloccato tutto. Confermiamo la volontà di abbattere il Bruco, ormai inutile anche per la presenza dell’attraversamento pedonale sottostante: è solo una questione di slittamento di tempi».

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    Già nel 2001 l’avventura del Bruco sembrava essere giunta al capolinea, ma fu salvato in extremis per volontà dell’allora sindaco Pericu che annunciò un’operazione di restyling radicale. Nel 2009, invece, toccò all’assessore Corda promettere una bonifica complessiva. Operazioni che, tuttavia, non si sono mai tradotte in un sostanziale rilancio della struttura, sempre più fatiscente, come aveva ricordato la scorsa estate in consiglio comunale il leghista Rixi. In quei giorni, molto si dibatteva sul degrado dei vicini giardini di piazza Verdi ed era piuttosto facile ricomprendere nella discussione anche il Bruco. Oggi che la questione non è più sulle prime pagine dei quotidiani locali, anche l’abbattimento del passaggio pedonale sopraelevato sembra essere passato nel dimenticatoio.

    Il progetto del Bruco, in origine, era molto più ambizioso dell’abbandonato e degradato passaggio pedonale sopraelevato a cui, nelle realtà dei fatti, è stato ridotto.
    Nelle intenzioni del suo ideatore, l’architetto Piero Gambacciani (che ha messo il sigillo non solo nel complesso di Corte Lambruschini, ma in molti altri quartieri genovesi, da San Benigno alla “Diga” di Begato), il tunnel avrebbe dovuto collegare corso Buenos Aires al binario 1 della stazione Brignole. Attraverso un’elegante galleria di negozi, questo sinuoso cordone ombelicale in ferro, cemento e vetrine avrebbe anche dovuto prevedere un secondo ramo proveniente dal cuore dei giardini di piazza Verdi. Da qui, tramite un sistema di ascensori, un’altra galleria di negozi, questa volta sotterranei, avrebbe condotto fino all’arco di piazza della Vittoria.

    A giudicare dal successo del primo tratto di questa “bruttura” architettonica, probabilmente è stato un bene che il progetto si sia fermato alla realizzazione di un solo lotto.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Solo tu, musical con le canzoni dei Matia Bazar: provini a Genova

    Solo tu, musical con le canzoni dei Matia Bazar: provini a Genova

    musica-live-cantanti-microfonoVenerdì 19 e sabato 20 aprile 2013 a Palazzo Ducale (presso la sede di Mentelocale) si terranno le prime audizioni per il musical Solo tu, ispirato alle canzoni dei Matia Bazar. Il casting finale si terrà sabato 25 maggio nel salone del Palazzo della Borsa.

    Per inviare la propria candidatura, compilare il form contatti del sito del musical o inviare il curriculum artistico a info@solotumusical.it. Gli attori/cantanti/ballerini convocati saranno giudicati dal team di produzione e dagli autori, Marco Marini e Carlo Marrale.

    Il musical sarà diretto da Elena Dragonetti, con la direzione artistica di Marco Marini in collaborazione con la poetessa e scrittrice genovese Chiara Daino.

  • Centro storico: Gregorio Giannotta, mostra a MF Gallery

    Centro storico: Gregorio Giannotta, mostra a MF Gallery

    mf-gallery-logoVenerdì 12 aprile 2013 (ore 19-22) inaugura la mostra personale di disegni, dipinti e stampe dell’artista genovese Gregorio Giannotta. L’artista incontra il pubblico presso MF Gallery, in vico dietro il Coro della Maddalena.

    Tema della mostra
    La rappresentazione di un passato parallelo al nostro con aggeggi, macchinari e leviatani sospesi in un’atmosfera onirico surreale in cui la rivoluzione industriale si è fusa ad un perduto mondo fantastico. Le visioni di un futuro oramai prossimo nel quale le contraddizioni sociali e metropolitane si mescolano a improbabili personaggi caricaturalmente avvolti in ruoli ed etichette dettati dal mondo del fumetto sullo sfondo di architetture periferiche.

    Balene, cetacei, leviatani; i più grandi mammiferi del mondo, tonnellate di animali sospesi in un’atmosfera irreale nella quale la vita umana partecipa ma non ne è protagonista, assoggettata per una volta alle regole di una natura fantastica. Il percorso creativo è accompagnato dal disegno che traccia lo scheletro e l’armatura di tutte le opere presentate, movimenti unici creati da uno stile deciso e intuitivo in cui il gesto regala equilibri ironici e narrativi. Ispirazioni da un mondo perduto.

    La mostra resterà aperta al pubblico fino a sabato 18 maggio 2013 con il seguente orario: dal lunedì al venerdì ore 12.30/14 e 19.30/22 e sabato ore 19.30/22, chiusa la domenica.

    Per maggiori informazioni e/o acqusti contattare Martina Secondo Russo all’indirizzo mail mfgallerygenova@gmail.com.

  • Torri Faro, San Benigno: quasi due terzi gli appartamenti invenduti

    Torri Faro, San Benigno: quasi due terzi gli appartamenti invenduti

    torri-faroDue torri a pianta semicircolare, rispettivamente di 20 e 18 piani, raccordate da un’ampia piazza parzialmente coperta, sopraelevata rispetto alla rete viaria: questo il progetto architettonico di Torri Faro, per l’edilizia residenziale, commerciale e servizi vari. Un complesso che si affaccia su Via di Francia, nel centro del quartiere di San Benigno, a due passi da Lanterna e Matitone. San Benigno è il paradigma della crisi, dicono alcuni: area sovraffollata di costruzioni ambiziose e con lo sguardo rivolto verso il futuro, non riesce a diventare il centro di prestigio progettato negli anni ottanta e la “City” nostrana che si era candidata a essere.
    Per quanto riguarda il caso della costruzione delle due Torri, essa ha avuto inizio il 16 febbraio 2009 e si avvia oggi verso la conclusione, che era stata già prevista sempre per il febbraio 2013. Ma a che punto sono le trattative e le vendite? In clima di crisi generale e di affanno del mercato immobiliare, il rischio di un flop per committenti e appaltatori potrebbe essere dietro l’angolo.

    IL CONTESTO URBANISTICO E LA COSTRUZIONE

    Circa 145 appartamenti (76 nella Torre A, dal piano 2 al 20, e 69 appartamenti nella Torre B, dal piano 2 al 18), con un vasto ventaglio di tipologie abitative, per tutte le esigenze, dal mono- al quadrilocale, all’attico. I prezzi: circa 3-3,5 mila euro al mq, per una metratura che va dai 40 (+ 16) mq del monolocale, ai 155 (+ 39 di loggia + 15 di balcone + 80 di terrazzo soprastante) per l’attico, con proposte più o meno di lusso e articolate a seconda delle esigenze degli acquirenti. Dai 161 mila euro per il monolocale, 172 mila per il bilocale, 325 mila e 680 mila rispettivamente per tri- e quadrilocale, fino al milione e 250 mila euro per l’attico, a cui sono da aggiungere costi accessori e iva. Il prezzo per mq, confrontato con quello di altri quartieri di Genova (dati aggiornati al marzo 2013), si avvicina a quelli di centro storico-Carignano (attorno ai 3 mila euro/mq), e di Albaro (3,5 mila euro/mq), mentre è ben diversa la tariffa media al mq nel quartiere di Sampierdarena e San Teodoro, nel Municipio Centro Ovest: meno di 2 mila euro/mq.
    Nel caso delle Torri Faro, si tratta di un complesso polifunzionale: il piano terra e il primo piano sono stati pensati per ospitare studi professionali, agenzie di viaggio e istituti di credito, con parcheggi e box auto privati e pubblici nel silos interrato. Ai piani superiori, abitazioni private. “In perfetto equilibrio tra razionalità ed eleganza, il complesso è stato progettato in armonia con il territorio secondo uno stile coerente ed unitario” con tanto di zone verdi attrezzate, strutture turistico-alberghiere, spazi commerciali ed espositivi, per il riordino e riqualificazione del quartiere: così si legge sul sito web per promuovere la costruzione di Torri Faro. Ma la percezione della cittadinanza non sembra in linea con questa visione: stufi della massiccia edificazione di grandi costruzioni, i residenti/lavoratori della zona non sembrano condividere questo entusiasmo e lamentano la scarsa integrazione nel paesaggio urbano.

    LA SITUAZIONE ATTUALE: STATO DELLE VENDITE E FINE LAVORI

    cantiere-torri-faroPensato secondo avanzati canoni di bioedilizia (le facciate di tipo ventilato sia delle murature interne che esterne, le coibentazioni termo-acustiche, l’impiego di pannelli fotovoltaici e la predisposizione domotica), Torri Faro è stato costruito dalla ditta emiliana Unieco e dalla lombarda Lamaro Group, entrambe storiche aziende attive nel campo dell’edilizia residenziale, commerciale e infrastrutturale. L’agenzia immobiliare che sta curando la vendita degli immobili è Sintesis, a Genova in Via Pietro Chiesa, sempre in zona San Benigno, che da ormai quattro anni (quindi da ancora prima che iniziassero i lavori veri e propri) segue la questione e si occupa delle vendite degli appartamenti.

    Dal 2009, stando alle informazioni in nostro possesso, dei 145 appartamenti totali ne sarebbero stati venduti 60, dislocati tra Torre A e B. Dai dati acquisiti risulta che ci siano appartamenti invenduti in entrambe le torri e di tutte le tipologie, dal monolocale al super-attico, anche se ovviamente i più venduti sono stati gli appartamenti di piccola taglia, monolocali e bilocali, in linea con il momento di forte crisi economica, con ricadute sul mercato immobiliare. Stessa sorte è toccata ai locali a piano terra e primo piano che, previsti da progetto a uso commerciale, ci è stato detto essere ancora vuoti: l’amministrazione comunale ha richiesto che una quota degli spazi totali fosse adibita a servizi e uffici, ma finora non risultano venduti.

    La consegna vera e propria di Unieco e Lamaro è fissata al più tardi per il luglio 2013, mese in cui il cantiere verrà ufficialmente chiuso e i proprietari degli appartamenti potranno entrare a tutti gli effetti nelle loro nuove abitazioni. I costruttori, però, hanno intenzione di procedere speditamente e ultimare il tutto già prima dell’estate. Il cantiere si sarebbe dovuto chiudere già lo scorso febbraio, ma ci sono stati vari rallentamenti e problemi tra impresa esecutrice e ditte in subappalto che hanno seguito i lavori, che sono degenerati nel caso dei tre operai che non più tardi di qualche settimana fa hanno minacciato di gettarsi da una delle gru ancora presenti nel cantiere delle Torri Faro. Il motivo sarebbe l’asserito mancato pagamento da parte dell’azienda, che avrebbe costretto i lavoratori a minacciare il gesto estremo. Tra varie problematiche, i lavori hanno subito uno stop da ultimo nel mese di aprile, ma saranno ripresi già a maggio, quando saranno ultimati definitivamente gli esterni. All’interno, gli appartamenti sono pronti e in attesa di essere assegnati.

    Sara Trotta, Presidente della Commissione Urbanistica del Municipio Centro Ovest, ci racconta qual è il punto di vista dell’amministrazione pubblica: «Le Torri sono una proprietà privata, nella cui costruzione le amministrazioni non sono coinvolte, se non per quanto riguarda la concessione di spazi e l’accollo degli oneri di urbanizzazione. Non ci riguarda tutto ciò che a che fare con le modalità di costruzione, la tempistica e la vendita, ma abbiamo voce in capitolo per quanto riguarda la toponomastica: proprio pochi giorni fa è stato scelto il nome ufficiale per la strada che attraversa le due costruzioni, che si chiamerà Via Baldini, in omaggio all’ex Presidente della Croce d’Oro Roberto Baldini, cui era già stata dedicata nel marzo 2012 una sala consiliare. Siamo contenti di poter omaggiare in questo modo una personalità così importante soprattutto per Sampierdarena».

     

    Elettra Antognetti

  • Val Polcevera, festa contro la repressione, per informare e resistere

    Val Polcevera, festa contro la repressione, per informare e resistere

    Valpolcevera_da_MurtaUna festa della solidarietà attiva – promossa dalla Rete genovese contro la repressione – che accomuna le persone in lotta per difendere il proprio territorio dalle presunte grandi opere e coloro i quali provano a riappropriarsi degli spazi abbandonati per restituirli alla cittadinanza, si svolgerà in Val Polcevera venerdì 12 e sabato 13 aprile.
    Una due giorni di controinformazione, presentazione di strumenti di autodifesa legale e politica, mostre come “InculArte” (prima esposizione del concorso di arte e satira contro la repressione), presentazione manifestazione del 20 aprile No Terzo Valico in Basso Piemonte e corteo antifascista del 25 aprile in Val Bisagno, info -point sul Mediterraneo Antirazzista (manifestazione sportiva, artistica e culturale in programma nei quartieri di San Gottardo e Molassana il 18 e 19 maggio), musica, spettacoli, animazione per bambini e gastronomia, destinata a chi «Ha smesso di lamentarsi per imparare a costruire l’autonomia del futuro – spiegano i promotori – per riunirsi, in autogestione, ancora una volta da tutti i quartieri, contro la legge dell’alta velocità e contro la repressione: perché tutti devono sapere, per seppellire con una risata i timori e osare l’ammutinamento del presente».

    Emblematica la vicenda della casa occupata di via dei Giustiniani, nel centro storico, sgomberata dalle forze dell’ordine il 7 agosto 2012. In seguito a quell’episodio, 13 persone hanno ricevuto la notifica di vari reati, dei quali sono ritenuti responsabili, con relativi provvedimenti: 2 denunce a piede libero, 4 arresti domiciliari e 7 obblighi di duplice firma giornaliera. «Tali misure vengono loro imposte non in quanto “sanzione” dei presunti reati commessi, ma come “prevenzione” di presunti reati ancora da compiersi – sottolinea la Rete genovese – si tratta, infatti, di misure cautelari preventive, disposte per impedire la reiterazione del reato e per “sorvegliare e punire” coloro che dimostrano di avere un comportamento che non può essere “corretto” altrimenti. E così come a Genova, dallo scorso autunno in poi, in città come Milano, Torino, Roma, Napoli, e non solo, si registrano per studenti, lavoratori e oppositori del sistema in generale, accuse pretestuose, denunce, obblighi e misure preventive, spesso arresti».

     

    Questo il programma:

    VENERDI’ 12 APRILE 2013 presso il Circolo Arci Barabini di Trasta – Salita Ca’ dei Trenta, 3

    – DALLE 17 proiezioni per bimbi e merenda a cura de Il Pentolino

    – distribuzione del nuovo numero della fanzine Stamina da un’idea di Ares Mozzi in collaborazione con Mass Maddalena Art & Street Spaces una rivista gratuita autoprodotta ripiena di fumetti e illustrazioni, con un pizzico di fotografia, provenienti dalla scena giovane genovese

    – ODISSEA spettacolo teatrale con ombre, pupazzi e rumori da viaggio

    – ORE 20 cena sociale

    – DALLE 21 concerti: BOXING DOGS (zena punk rockers); BLACK MARKET (clash cover band)

     

    SABATO 13 APRILE 2013 presso via pedonale Antonio Piccone di Certosa (fuori dal Circolo Verrina, metropolitana di Brin direzione Rivarolo)

    – DALLE 13.30 panini arrostisci e mangia, giochi in piazza, burattini e animazione per bimbi a cura de Il Pentolino

    – RITMICICLANDO spettacolo di musica con strumenti riciclati e body-percussion

    – DALLE 18.30 concerti: PICCOLA ORCHESTRA DELLA POSTA VECCHIA (pizzica pizzica e tammuriata); VITO&LE ORCHESTRINE LIVE

    – Presentazione cortei: NoTav-No TerzoValico del 20 aprile in Basso Piemonte; corteo anti-fascista del 25 aprile in Valbisagno

    – ORE 21 cena sociale

     

  • Art meeting point: un appuntamento fisso per le idee degli artisti

    Art meeting point: un appuntamento fisso per le idee degli artisti

    vanuart-2Pittori e illustratori, videomaker e performer, poeti e scrittori. E così via. A Genova vivono e operano moltissimi artisti – di ogni età e specializzati negli ambiti più vari – che si impegnano malgrado la crisi politica/economica e le difficoltà nel trovare spazi, finanziamenti e opportunità (ne parlavamo di recente su Era Superba a proposito dei teatri).

    Dare voce a queste opportunità è lo scopo principale del nuovo progetto di Vanuart, che in pochi mesi ha rivoluzionato il modo di vivere l’arte in città: attraverso un numero di collaborazioni in continua crescita – fra artisti, gestori di attività commerciali e istituzioni – sta prendendo forma l’idea di “trasformare Genova in una galleria d’arte en plein air“.

    vanuart-4A quasi un mese dall’inaugurazione della nuova sede in vico del Fico – uno spazio che si affaccia in piazza delle Lavandaie, tra via Ravecca e i Giardini Luzzati – nel pomeriggio di ieri, mercoledì 10 aprile, è partito Art Meeting Point.

    Di che si tratta? Ogni mercoledì pomeriggio (intorno alle 17-18) chiunque fa arte o ha un’idea legata alla creatività può venire a Vanuart e proporre il suo progetto.

    Ieri si è svolto il primo incontro, dove Sabrina – fondatrice di Vanuart – ha illustrato i passi futuri dell’associazione: la mostra itinerante di arte visiva Il seme del cambiamento, aperta al pubblico per tutto il mese di aprile in vari locali del centro e del centro storico (Berio Cafè, Gradisca e altri), sarà poi allestita in altri quartieri della città, tra cui Nervi e Sampierdarena. I prossimi eventi saranno la proiezione di poesie sui muri dei Palazzi della città ed eventi musicali in piazza delle Lavandaie.

    vanuart-3Il meeting point ha visto la presenza di una decina di artisti – tra illustratori, musicisti, fotografi e così via – ciascuno dei quali ha proposto un’idea sotto forma di post-it appeso alla porta di Vanuart. Lo staff dell’associazione si occuperà di trasformare queste idee in progetti concreti, con l’aiuto degli artisti interessati a prendervi parte.

    Alcuni esempi: decorare con illustrazioni e poesie i pannelli dei cantieri abbandonati, un progetto di narrazione dei tetti di Genova, corsi per artisti che vogliono comunicarsi attraverso il web, performance artistiche a km zero. Anche io ho proposto una mia idea, per creare spazi e occasioni di confronto per chi scrive opere di prosa.

    L’appuntamento è dunque ogni mercoledì presso la sede di Vanuart. Si può portare un’idea, ma anche uno strumento musicale, le proprie poesie da leggere, esempi di opere realizzate da mostrare agli altri. Scopo di Art meeting point è diventare un appuntamento fisso per far conoscere tra loro gli artisti che operano a Genova e “unire le forze” per dare luogo a nuovi eventi e iniziative.

    Marta Traverso

  • Lanterna di Genova: estate 2013, bando per organizzazione di eventi

    Lanterna di Genova: estate 2013, bando per organizzazione di eventi

    lanterna2-DILa Provincia di Genova e la Fondazione Muvita hanno aperto un bando per associazioni che vogliono contribuire al progetto Eventi per la Lanterna 2013.

    Scopo dell’iniziativa è aprire il sito storico della Lanterna di Genova alle organizzazioni culturali e realizzare in questo luogo esperienze fra le più eterogenee, per mettere in luce le iniziative di creatività genovesi.

    Provincia e Muvita metteranno a disposizione dei soggetti selezionati uno spazio designato appositamente, l’area spettacoli situata nel Parco della Lanterna, un palco di 8×4 metri collocato al cospetto del faro e chiuso alle spalle dalla quinta teatrale del porto, con un totale di 250 posti (150 a sedere e 100 in piedi). Si suggerisce pertanto di elaborare proposte che tengano in considerazione lo spazio del palco, la capienza e tutti i requisiti tecnici.

    La manifestazione di interesse può essere inviata entro martedì 30 aprile 2013 all’indirizzo mail lanterna@muvita.it. Le proposte saranno selezionate secondo criteri di qualità e attinenza dei contenuti culturali, fattibilità di realizzazione e sostenibilità dell’intervento che dovrà essere a costo zero per Provincia e Fondazione Muvita.

    Entro maggio 2013 saranno contattati gli autori dei progetti idonei, mentre gli eventi si svolgeranno tra luglio e settembre 2013.

    [foto di Diego Arbore]