Categoria: Notizie

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  • Gnu Quartet: nuovo album e concerto live a La Claque

    Gnu Quartet: nuovo album e concerto live a La Claque

    Gnu QuartetGiovedì 11 aprile 2013 (ore 22) i Gnu Quartet in un concerto live a La Claque presentano il nuovo progetto musicale muse_ic – GnuQ play Muse: un album di cover della nota band britannica, tratto dal tour “GnuQ play Muse” messo a punto negli ultimi due anni e che unisce sonorità elettroniche a uno spettacolo visivo e multimediale.

    L’album arriva a cinque mesi dalla pubblicazione del lavoro precedente, Something Gnu.

    La band è nata nel 2006 ed è formata da quattro elementi: Francesca Rapetti (flauto traverso), Stefano Cabrera (violoncello), Raffaele Rebaudengo (viola) e Roberto Izzo (violino).

    Lo show è arricchito dalle proiezioni oniriche di Roberto Rebaudengo, allievo e collaboratore di Emanuele Luzzati, e Raffaella Benelli fluttuano nello spazio saturato dall’elettronica che Filo Q ha curato insieme al quartetto.

  • Moschea e luoghi di culto islamici: dove pregano i musulmani genovesi?

    Moschea e luoghi di culto islamici: dove pregano i musulmani genovesi?

    moschea-vico-fregosoÈ da tanti anni che a Genova si discute animatamente in merito alla costruzione di una grande moschea. Eppure, la nostra città presenta già un buon numero di luoghi di preghiera dove tutti i giorni, e non solo il venerdì, giorno di festa secondo i dettami dell’Islam, si raccolgono in preghiera i fedeli musulmani.

    Questi luoghi, spesso associazioni o centri culturali sorti una decina di anni fa su iniziativa di singoli immigrati giunti a Genova dal proprio paese di origine, costituiscono un punto di riferimento fondamentale per coloro che vogliono pregare sotto lo stesso tetto insieme ad altri credenti.
    Sono sette i luoghi di preghiera islamici presenti a Genova: cinque di essi sono dislocati all’interno del centro storico, gli altri due si trovano nei quartieri di Sampierdarena e Prà.

    Noi siamo andati a visitare quello che è il luogo di culto più conosciuto e frequentato dagli islamici genovesi: a pochi metri da Porta dei Vacca, nascosto in una stretta salita che da via del Campo ci porta dritti nel cuore del Ghetto, più precisamente in vico dei Fregoso, sorge l’associazione culturale Khald Ibn Alwalid. Un nome impegnativo per noi italiani, un omaggio all’omonimo compagno del profeta Maometto e grande guerriero arabo, per i musulmani.

    Il centro è in costante rinnovamento, come ci spiega il Presidente dell’associazione, Mohammed Nouali. Residente a Genova da circa vent’anni, Nouali ha fondato il centro 10 anni fa e, da allora, il progetto si è allargato fino all’acquisto di una seconda sala, nel 2009, più grande di quella già in uso costituita da due piccole stanze distribuite su altrettanti livelli affacciate su vico dei Fregoso.

    moschea-islam
    Foto di Elena Ricci

    Qui si ritrovano per pregare musulmani di tante nazionalità diverse: senegalesi, tunisini, algerini, marocchini, egiziani. In settimana la sala piccola di vico dei Fregoso è frequentata esclusivamente da uomini; il venerdì, giorno festivo per i seguaci dell’Islam, la stessa saletta si trasforma invece in luogo di preghiera riservato a donne e bambini mentre gli uomini si radunano al piano di sotto, nel salone grande, che può accogliere fino a 300 persone.

    Entrando nel salone balzano subito all’occhio le tipiche piastrelle bianche e blu che rivestono i muri del locale in tutta la sua ampiezza e i numerosi tappeti colorati che, con i bordi sovrapposti l’uno sull’altro, nascondono per intero le mattonelle del pavimento. In fondo alla sala, al centro, si nota immediatamente quello è il corrispettivo islamico del pulpito presente all’interno delle chiese cristiane: il minbar, una specie di piccolo trono rialzato dal quale, il mezzogiorno del venerdì, l’imam esegue l’arringa dinanzi ai presenti. A fianco, sulla destra, una minuscola stanzetta ospita il microfono per la preghiera obbligatoria del venerdì.

    Il centro Khald Ibn Alwalid non funge solo da luogo di culto musulmano. L’associazione organizza periodicamente anche incontri aperti al pubblico che sono sia momenti di dialogo e confronto con esponenti o esperti di altre religioni, sia occasioni per discutere insieme sull’Islam ed evidenziare l’importanza di un confronto aperto tra i fedeli di religioni diverse. Grande importanza rivestono anche le attività per i bambini: aiuto con i compiti scolastici, escursioni all’aria aperta, letture e corsi di arabo. Spesso e volentieri il centro organizza incontri tra immigrati appena arrivati a Genova e avvocati per offrire ai primi un servizio informativo chiaro e dettagliato sulle leggi e la burocrazia italiane.

     

    Samanta Chittolina

  • Sala Dogana, arte contemporanea: bando per giovani curatori

    Sala Dogana, arte contemporanea: bando per giovani curatori

    sala-dogana-ducale-DICome anticipato durante la presentazione degli eventi primavera 2013 di Sala Dogana, sono stati aperti i primi due bandi per giovani artisti e curatori: Hands-On Transformation scadrà il prossimo 29 aprile, mentre sono state appena avviate le iscrizioni per il bando giovani curatori.

    Di cosa si tratta? I partecipanti – di qualunque nazionalità purché operanti in Italia e di età compresa tra 25 e i 35 anni – dovranno ideare un progetto culturale da realizzarsi in Sala Dogana tra il 4 e il 20 ottobre 2013, sulla base del tema “Non è un paese per vecchi?”. Ulteriore requisito di partecipazione è aver conseguito diplomi di master specifici o di corsi equipollenti e/o aver maturato almeno due anni di esperienza presso istituzioni pubbliche o private, curando di mostre di arte contemporanea.

    I partecipanti dovranno inviare entro le 16.30 di lunedì 6 maggio 2013 (a mano o tramite raccomandata a Comune di Genova – Direzione Cultura e Turismo, – Ufficio Cultura e Città presso Archivio Generale – Piazza Dante 10, 1° piano 16123 Genova) il seguente materiale:
    – curriculum vitae in pdf nel quale siano specificati percorso formativo, principali esperienze di curatela e massimo due pubblicazioni (non tesi di laurea);
    – descrizione del progetto con soggetto stabilito dal bando e con indicazione del concept della mostra;
    – elenco preliminare delle opere e degli artisti italiani o stranieri operanti in Italia, di età compresa tra i 18 e i 40 anni alla data di scadenza del bando;
    – ipotesi di allestimento, con almeno cinque immagini di lavori;
    modulo di iscrizione compilato in ogni sua parte.

    La selezione dei progetti sarà affidata a una Giuria presieduta da Ilaria Bonacossa, curatrice del Museo Villa Croce e composta da Alis/Filliol, duo artistico; Viana Conti, critico d’arte; Antonella Crippa, responsabile scientifico Open Care; Sandro Ricaldone, curatore indipendente. All’autore del progetto selezionato sarà corrisposto un importo di € 3.750,00 lordi per la realizzazione e l’allestimento della mostra. Curatore e artisti dovranno provvedere al trasporto dell’opera e al suo allestimento/disallestimento, mentre avranno a disposizione a titolo gratuito lo spazio e le attrezzature tecnologiche in dotazione a Sala Dogana, oltre all’assicurazione per le opere in giacenza, valida per tutto il periodo della mostra

  • Maddalena on the road: scopriamo il vero volto del centro storico

    Maddalena on the road: scopriamo il vero volto del centro storico

    piazza-maddalenaSabato 13 aprile 2013, a partire dalle 15, un nuovo evento organizzato nel Sestiere della Maddalena per ridare vita al quartiere del centro storico: slogan della giornata è Riprenderci la Maddalena per un giorno, poiché i vicoli saranno pacificamente “invasi” dai commercianti, artigiani e artisti che lo vivono quotidianamente, accompagnati da un gruppo di attori delle più importanti compagnie teatrali della città.

    Per capire meglio la natura di questa giornata abbiamo parlato con Manuel Sifuentes, uno dei titolari del Manena Hostel. «Il titolo Maddalena on the road è nato in una delle tante riunioni che facciamo con il CIV: volevamo che fosse chiara la nostra volontà di stare sulla strada di impegnarci concretamente per questo quartiere e di rispondere in modo coerente a una crisi economica schiacciante e a una situazione ormai di degrado, di cui via della Maddalena diventa il simbolo ma anche il punto di partenza per una svolta positiva».

    Le attività dei negozi del quartiere si sposteranno per un giorno in via della Maddalena, con il contributo del CIV e di tutte le associazioni del territorio, che da tempo organizzano periodicamente eventi di questo tipo, sul tema CIVivo CIVengo CIViaggio: «La risposta è stata positiva per quasi tutte le iniziative fatte. I visitatori sono stati in crescita fino a Natale con una piccola flessione sulle ultime, ma per ragioni indipendenti dall’organizzazione, a partire dalle condizioni metereologiche che non ci hanno aiutato. Non è facile fare una stima precisa dei visitatori in totale, ma diciamo che ogni volta – tra occasionali e interessati, comprendenti bambini genitori etc – abbiamo avuto circa 300 presenze a evento».

    Il quartiere sarà “occupato” con sette postazioni, così collocate:
    1. Chiesa della maddalena
    2. Spiazzo vico rosa/vico dietro il coro
    3. Angolo vico dietro coro vigne
    4. Piazzetta Boccanegra
    5. Quattro canti
    6. Pellicceria
    7. Angolo Via San Luca

    Ci sono iniziative per riaprire le attività commerciali della Maddalena? «In questo momento purtroppo non ci sono più bandi aperti: il riscontro sui passati bandi è buono, poiché hanno rappresentato l’unico argine alla linea di chiusura ascendente, lo strumento dei bandi ha consentito ad alcuni di resistere, rinnovare e potenziare e ad altri di insediarsi con attività innovative e utili per il territorio. Finché questo passaggio è stato governato determinava prospettive, al momento siamo comunque in attesa».

    Una di queste attività di recente inaugurazione è proprio l’ostello Manena, che da pochi mesi è attivo in città. «Facendo un piccolo bilancio di questi primi sei mesi di ostello non possiamo che sorridere: i risultati ottenuti sono andati oltre le nostre più rosee aspettative, abbiamo avuto un’occupazione alta anche nei mesi di bassa stagione, riscontrando un entusiasmo e un apprezzamento da parte degli ospiti – anche per Genova in generale – che ci ha dato ancor più energia e ottimismo. Abbiamo da poco superato quota 1.000 ospiti e ci è difficile elencare tutte le nazionalità, sono troppe! Crediamo fermamente che i servizi siano l’arma in più per continuare a crescere, quindi abbiamo in progetto walking tour, pubcrawl e cene in ostello. Questo grazie anche all’impegno forte con il Civ Maddalena e l’associazione Ama Abitanti Maddalena, due splendide realtà che sono letteralmente il motore della rinascita del quartiere, tante idee e tanto impegno disinteressato sono le caratteristiche che le accomunano».

    In particolare, la nascita di questa associazione di cittadini – costituita anch’essa pochi mesi fa – ha permesso il vero rilancio del quartiere: «La nascita di Ama ha permesso la conoscenza tra abitanti del quartiere e la loro partecipazione attiva alle iniziative, raccogliendo la necessità di poter aderire a uno strumento organizzato e ufficialmente costituito, in grado di operare azioni di riqualificazione sociale e culturale e di essere soggetto relazionale con le istituzioni. Le azioni fino ad oggi svolte hanno contribuito ad elevare tra gli associati, ma non solo, il senso di vivibilità degli spazi pubblici, la presa di coscienza che se uno spazio è pubblico allora è anche nostro e non dobbiamo essere renitenti nel viverlo e attraversarlo. Le cose possono migliorare se tutti lo vogliamo ed ognuno di noi è disposto a mettersi in discussione e a partecipare».

    Marta Traverso

  • Consiglio Comunale: regolamento per il controllo delle Società Partecipate

    Consiglio Comunale: regolamento per il controllo delle Società Partecipate

    palazzo-tursi-aula-rossa-d27Dopo 3 sedute in Commissione Consiliare giungeva finalmente ieri in Consiglio Comunale la delibera di Giunta sul Regolamento per il Controllo delle Società Partecipate. Un documento profondamente rielaborato, rispetto al testo iniziale, con l’obiettivo di accogliere le richieste dei gruppi di maggioranza e di opposizione puntando ad un’approvazione condivisa. Nonostante il lungo dibattito avvenuto in commissione gli emendamenti presentati soprattutto da M5S, Pdl e Lista Musso, hanno impegnato il Consiglio per metà mattinata e per tutto il pomeriggio con la discussione di ben 53 emendamenti e 14 ordini del giorno.

    Di questi la maggior parte è stata respinta, ma alcune modifiche, non volute dalla Giunta, sono state introdotte grazie ad un voto trasversale che ha visto M5S, Lista Musso, Pdl e Lista Doria sostenere col proprio voto un emendamento che consente alla ASPL (Autorità per i Servizi Pubblici Locali), oltre che al Comune  di Genova, di svolgere il controllo periodico sull’andamento delle società partecipate.

     

    COSA CAMBIERA’ CON L’INTRODUZIONE DI QUESTO REGOLAMENTO?

    Come ribadito da più consiglieri si tratta di un atto dovuto, in recepimento del decreto legislativo 18 agosto 2000 numero 267, in cui si prevedeva la necessità di introdurre un sistema di controlli sulle società partecipate dei comuni. Non si tratta quindi di un atto rivoluzionario, anzi, forse tardivo, ma che tuttavia colma un importante vuoto su questo argomento. Come ha detto il consigliere Boccaccio (M5S): «C’è da stupirsi che questo regolamento non esistesse».  Il cattivo andamento di molte partecipate, che spesso è emerso anche durante i lavori del Consiglio, e la conseguente necessità di intervenire con un’iniezione di denaro pubblico a loro sostegno sono pratiche che non possono più essere consentite in un momento in cui le risorse sono più scarse che mai. Il Regolamento introduce una serie di meccanismi di controllo dei bilanci delle partecipate, di verifica dei risultati ottenuti e di maggiore trasparenza nella divulgazione delle informazioni relative alle società con lo scopo di non consentire più gestioni inefficienti e poco chiare. Il concetto viene riassunto nelle parole del capogruppo dell’Udc Gioia che ha detto: «Spero possa terminare la situazione di partecipate che sono in perdita e non forniscono nemmeno i giusti servizi ai cittadini».

     

    Molti interventi sono stati fatti a favore della trasparenza delle società Partecipate, poiché nonostante i bilanci siano pubblici, la loro accessibilità è spesso complessa. Per questo si è prevista la realizzazione di una pagina web istituzionale di ogni partecipata sul sito del Comune di Genova, che dovrà essere regolarmente aggiornata e in cui dovranno essere pubblicati i bilanci e gli obiettivi strategici.

    Nonostante si tratti di un passo avanti, rimangono ancora alcuni dubbi sull’efficacia del regolamento. In fondo si tratta di uno strumento e, evidenzia Baroni (Ex Pdl, ora gruppo misto) «se si avessero voluto controllare i bilanci si potevano controllare anche prima. Non vorrei dare troppa enfasi, mi interessa la sostanza». Starà quindi nella corretta e scrupolosa applicazione delle regole il vero cambiamento di rotta e ciò dipende fondamentalmente dalla volontà politica del Consiglio. Inoltre Gioia (Udc) ritiene sia importante accogliere fino in fondo le finalità per cui la Corte dei Conti ha sollecitato l’adozione di questo regolamento, sottolineando che «di fronte a risultati negativi reiterati, gli obblighi di controllo impongono all’ente di valutare attentamente le condizioni che avevano portato alla scelta di creare la partecipata». In altre parole il Comune dovrebbe poter rinunciare alla sua quota se ciò portasse solo perdite e nessun vantaggio.

     

    PD CONTRO SINDACO DORIA E GIUNTA

    La mattinata del Consiglio era stata invece animata da uno scontro tra Pd e il Sindaco, testimoniata anche da una dichiarazione a firma del capogruppo Farello e del consigliere Vassallo in cui si afferma: «Visto l’aggravarsi della crisi di due importanti realtà industriali come Piaggio Aero Industries e Selex Es, ci aspettavamo che fosse il Sindaco Doria a portare in aula questioni così importanti». Il Pd aveva infatti proposto di inserire un articolo 54 ad inizio seduta per dare una prima risposta ai lavoratori di queste due aziende che negli ultimi giorni sono scesi in piazza col timore di poter perdere il proprio posto di lavoro. Vista la volontà espressa lunedì dal Sindaco Doria e dal Presidente della Regione Burlando di chiedere un confronto con il Governo e Finmeccanica su questi temi, il principale partito di maggioranza aveva deciso di ritirare la propria interrogazione a risposta immediata contando sul fatto che il Sindaco intervenisse in aula. «Oggi – si legge sul comunicato stampa del Pd – Consiglio Comunale e l’amministrazione nel suo complesso non danno buona prova di sé. Mentre ci dilunghiamo in discussioni su procedure e ripicche, le manifestazioni dei lavoratori Fiera e Selex rischiano di non trovare ascolto da parte della principale istituzione della città».

    Nonostante il tentativo, con una serie di interviste e con una seconda nota pomeridiana, di smorzare la polemica con la Giunta, accusando i partiti di minoranza di aver messo in atto «giochi della vecchia politica», resta agli atti l’ennesimo episodio di una difficile convivenza tra due anime della sinistra, spesso intente a dimostrare la propria diversità di vedute sugli argomenti importanti della città.

     

    Federico Viotti

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Tortura, carceri e droghe: via alla raccolta firme per tre leggi popolari

    Tortura, carceri e droghe: via alla raccolta firme per tre leggi popolari

    coda-personeIntrodurre il delitto di tortura nel codice penale, cambiare la legge Fini-Giovanardi sul consumo di droghe, restituire dignità ai detenuti ripristinando la legalità nelle carceri superaffollate: tre punti cardine per il presente e il futuro della giustizia democratica nel nostro Paese che un “cartello” di oltre venti associazioni (www.3leggi.it), impegnate a vario titolo nel sociale, ha tradotto in progetti di legge di iniziativa popolare.
    Affinché le proposte vengano prese in esame dal Parlamento, come previsto dall’art. 71 della Costituzione, sono necessarie le firme di almeno 50 mila elettori, entro il 31 luglio. Un traguardo tutt’altro che impossibile a giudicare dalla costante affluenza di firmatari, in prevalenza under 30, che ieri pomeriggio (martedì 9 aprile ndr) hanno affollato l’apertura della campagna di raccolta a Genova, nello Spazio Aperto di Regione Liguria, in piazza De Ferrari, affiancati da volti molto noti in città come don Gallo, Luca Borzani e i coniugi Giuliani.
    In giorni cui va tanto di moda parlare di programmi di governo, ecco una proposta concreta, dal basso.

    I tre progetti di legge sono assolutamente autonomi ma interconnessi tra loro, come spiega Patrizia Bellotto di Cgil Liguria, tra le organizzatrici della raccolta firme: «Il filo comune della nostra iniziativa è il rispetto della dignità delle persone. Le carceri sono strapiene anche perché c’è chi paga un prezzo assurdo per qualcosa che non può essere un reato, come la clandestinità che punisce una condizione dell’individuo e non il compimento di un’azione illegale. Discorso simile si può fare per le pene derivanti da consumo di droghe leggere, che si sono trasformate in un sovraffollamento degli istituti penitenziari, senza alcuna possibilità di recupero per gli individui».

    Ma vediamo nel dettaglio di cosa parlano i tre progetti di legge.

    DELITTO DI TORTURA

    La prima proposta è immediata e mira a introdurre nel Codice penale un articolo 608-bis dedicato al reato di tortura, colmando così una grave lacuna come imposto dal diritto internazionale. In questo caso, il testo ricalca la definizione di tortura codificata dalla Convenzione delle Nazioni Unite: “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che infligge ad una persona, con qualsiasi atto, lesioni o sofferenze, fisiche o mentali, al fine di ottenere segnatamente da essa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che essa o una terza persona ha commesso o è sospettata di aver commesso, di intimorirla o di far pressione su di lei o su di una terza persona, o per qualsiasi altro motivo fondato su ragioni di discriminazione, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La pena è aumentata se ne deriva una lesione personale. È raddoppiata se ne deriva la morte. Alla stessa pena soggiace il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che istiga altri alla commissione del fatto, o che si sottrae volontariamente all’impedimento del fatto, o che vi acconsente tacitamente”. Inoltre, si vieta al governo italiano di garantire l’immunità diplomatica a stranieri condannati per questo reato in un altro Paese e se ne impone l’estradizione.

    «L’introduzione del reato di tortura è un punto fondamentale per il nostro ordinamento – ha commentato l’avvocato Alessandra Ballerini – basti ricordare la sentenza sul processo del G8 in cui viene ribadito che se tale reato fosse stato previsto, alcuni poliziotti e alcuni medici avrebbero dovuto risponderne».

    Secondo Stella Acerno di Amnesty International Liguria la questione è, inoltre, «strettamente legata alla formazione delle forze dell’ordine, che devono essere attori chiave del sistema di tutela e garanzia dei diritti, temi su cui ci interrogano, ad esempio, le sentenze sui casi Sandri, Aldrovandi e Cucchi».

    coda-persone-2CARCERI

    Più complessi i 26 articoli che puntano a una riforma del sistema detentivo italiano per ridurre il sovraffollamento delle carceri. «C’è una riscoperta sensibilità sul tema delle carceri, forse anche grazie alla recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che l’8 gennaio ha condannato l’Italia per tortura» sottolinea Ballerini, che prosegue: «In Italia ci sono attualmente 66mila detenuti a fronte di una capienza massima di 44mila. In questo momento, se una persona finisce in carcere, sa che sarà sottoposta a tortura: vogliamo evitare che chi deve scontare una pena detentiva, entri in carcere finché non sia garantita la tutela della propria dignità».

    Tra i principali obiettivi di questo progetto di legge vi sono la conversione della pena in caso di mancanza di posti disponibili nelle case circondariali, la modifica delle disposizioni della legge ex Cirielli sulla recidiva, l’abrogazione del reato di clandestinità previsto dalla legge Turco-Napolitano, l’istituzione di sanzioni alternative per i reati che al momento prevedono una detenzione fino a sei anni e l’introduzione di un Garante nazionale dei detenuti che vigili sullo stato delle carceri italiane.

    DROGHE

    La terza proposta, infine, vuole modificare l’attuale impianto legislativo sul consumo di droghe, superando il sistema punitivo introdotto dalla legge Fini-Giovanardi, per giungere a una radicale depenalizzazione del consumo e a una netta differenziazione tra assunzione di droghe leggere e pesanti. «Con questa terza legge – conclude l’avvocato Ballerini – puntiamo a una profonda riforma delle azioni che dovrebbero garantire l’accesso ai programmi di recupero per i detenuti tossicodipendenti in contrapposizione agli inutili percorsi punitivi».

     

    Simone D’Ambrosio

  • Scec, moneta alternativa: incontro pubblico a Genova Bolzaneto

    Scec, moneta alternativa: incontro pubblico a Genova Bolzaneto

    Soldi e MoneteMercoledì 10 aprile 2013 (ore 20) a Genova Bolzaneto, nei locali della SOMS La Fratellanza, si svolge un incontro non formale tra cittadini, negozianti e associazioni del quartiere per conoscere il progetto Arcipelago Scec.

    Creato a Napoli nel 2008, conta a oggi oltre 15.000 iscritti in tutta Italia e numerose attività commerciali aderenti: a Genova fanno parte di Scec – fra gli altri – il laboratorio di saponi artigianali Eticologiche, il locale di musica live Count Basie Jazz Club e il portale Promogenova.it.

    Scopo dell’incontro è capire insieme cosa è lo Scec, come si usa e soprattutto come, facendo “rete”, si rivitalizza l’intero quartiere partendo da chi vi opera e chi lo vive.

  • Servizio civile, bando regionale: via al finanziamento in Liguria

    Servizio civile, bando regionale: via al finanziamento in Liguria

    futuroLa Regione Liguria promuove il servizio civile regionale, ossia quell’insieme di progetti finanziati dagli enti locali e rivolti alle persone che non hanno i requisiti per accedere al bando di servizio civile nazionale (per esempio ragazzi minorenni).

    Nella seduta di Giunta dello scorso venerdì 5 aprile, l’Assessore Lorena Rambaudi ha sbloccato un finanziamento di 230mila euro per il servizio civile regionale, allo scopo di attivare un bando per gli enti di servizio civile accreditati della Regione. Gli enti potranno presentare i loro progetti – rivolti a studenti delle scuole superiori di età compresa tra i 16 e i 18 anni – entro martedì 30 aprile 2013. A seguire verrà pubblicata la graduatoria dei progetti ammessi al finanziamento, infine il bando.

    Al momento, invece, non vi sono certezze per quanto riguarda il bando 2013 di servizio civile nazionale: lo scorso 25 marzo l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile ha approvato una graduatoria “provvisoria” dei progetti ammessi (1.624 sui 1.756 presentati), mentre il 28 marzo il Ministro Andrea Riccardi ha garantito lo stanziamento di 50 milioni di euro per i progetti di quest’anno: 30 milioni arrivano dal Fondo solidarietà vittime di mafia e 20 milioni dal Fondo mecenati per l’impresa giovanile. Si presume che il bando potrebbe essere attivo da maggio, ma non si sa ancora quanti posti saranno messi a bando e quanti progetti saranno dunque approvati.

    Sono infine state depositate la motivazioni della sentenza che riguarda l’inclusione di cittadini stranieri al servizio civile: la Corte d’Appello di Milano ha stabilito che il fine ultimo del servizio civile non è tanto la “difesa della patria” – ragione per cui al concetto di patria si associa inevitabilmente la cittadinanza nello Stato – quanto piuttosto a “doveri di solidarietà sociale” che accomunano tutti coloro che risiedono in uno Stato e non solo i cittadini in senso stretto.

  • Registro unioni civili: quali diritti per le coppie di fatto?

    Registro unioni civili: quali diritti per le coppie di fatto?

    Sentenza del TribunaleIL PRECEDENTE

    Gennaio 2009: il Comune ha da alcuni mesi dato il via libera al primo gay Pride di Genova, ma è polemica sulla data. La Curia ha infatti chiesto che venga slittato in un altro giorno rispetto a quello previsto, poiché sabato 13 giugno si svolgerà la processione del Corpus Domini. Il Cardinale Bagnasco non esprime tuttavia un aperto e totale dissenso, mantenendo una posizione di cautela: «Manifestare il proprio pensiero nella maniera corretta, senza offendere la civiltà e le idee degli altri, è un diritto inalienabile».

    Febbraio 2009: viene presentato alla città il logo ufficiale del Gay Pride. L’immagine simbolo della manifestazione contiene un arcobaleno colorato, il simbolo della Lanterna e un cerchio rosso con la scritta 40 anni, in quanto il primo evento a sostegno dei diritti degli omosessuali si è svolto a New York nel 1969, presso il bar Stonewall Inn. Non ci sono ancora ufficialità sulla data.

    27 giugno 2009: si svolge il Gay Pride a Genova, che vede camminare per le vie della città circa 200.000 persone (50.000 secondo la questura). La Sindaco Marta Vincenzi partecipa al corteo e dal palco di piazza De Ferrari pronuncia queste parole: «Continuo a dire agli organizzatori che Genova si candida anche in futuro ad essere la città dei diritti». Un primo passo verso l’istituzione di un registro per le unioni civili nella nostra città.

    Marzo 2011: la Corte Costituzionale dichiara legittima la legge regionale contro le discriminazioni. La sentenza 94/2011 garantisce piena parità di accesso a servizi pubblici e privati senza discriminazioni. Per esempio, la legge rende possibile designare una persona anche non consanguinea quale referente per informare sulle condizioni di salute e sulle terapie mediche, in caso di ricovero.

    Febbraio 2012: elezioni comunali di Genova, i candidati per le Primarie del Centrosinistra rispondono a undici domande di Uaar, tra cui una sulla posizione in merito al registro per le coppie di fatto. Tutti favorevoli incluso Marco Doria, che ha inserito nel proprio programma elettorale – anche dopo la vittoria alle Primarie – l’istituzione del registro.

    Ottobre 2012: il Comune di Genova pubblica sul proprio sito la notizia dell’imminente istituzione del registro unioni civili. Entro Natale, su iniziativa dell’Assessore Elena Fiorini, si potranno «regolare tutte le forme di convivenza fra due persone che non accedano volontariamente all’istituto giuridico del matrimonio». Il registro non riguarda infatti solo le coppie omosessuali, ma anche coppie eterosessuali che scelgono liberamente di non sposarsi.

    Novembre 2012: si svolge il primo incontro fra le istituzioni e le associazioni coinvolte nelle politiche della famiglia. Un primo passo nel percorso per l’istituzione del registro.

    29 dicembre 2012: l’Assessore Fiorini annuncia che è pronto il testo del regolamento del registro. Nei primi mesi del 2013 avverrà la discussione in Giunta e in Consiglio Comunale, se approvato entrerà in vigore. Il registro è già stato istituito nei mesi scorsi in diversi Comuni della Liguria: il primo in ordine di tempo è stato Cogoleto e l’ultimo Ortonovo.

    IL PRESENTE

    Coppie di fatto e unioni civili: termini che abbiamo sentito spesso negli ultimi giorni, soprattutto nella cronaca locale. Termini su cui tutti noi pensiamo di avere un’opinione (quasi sempre “totalmente a favore” o “totalmente contro”) ma di fatto senza avere una precisa cognizione del loro significato. Per questa ragione abbiamo chiesto delucidazioni all’avvocato Damiano Fiorato, responsabile giuridico nazionale e referente regionale di Equality Italia – rete per i diritti civili, dirigente nazionale Arcigay e responsabile ( con Daniele Ferrari) dello Sportello Legale di Approdo Arcigay.

    Anzitutto, cosa intendiamo per “unione civile”? «In Italia “unione civile”, in termini giuridici, non esiste. Si usa questa espressione – a mio avviso a sproposito – per indicare i Registri delle coppie di fatto che oramai oltre cento comuni italiani hanno adottato. Ho detto “a sproposito” perché, nel linguaggio tecnico, con l’espressione “unione civile” si fa più che altro riferimento a istituti equipollenti al matrimonio eterosessuale (esistenti in molti Paesi del mondo ma non in Italia), non per il Registro che i Comuni possono istituire. Quest’ultimo è piuttosto un mero strumento amministrativo che può avere ricadute molto utili nel vissuto quotidiano delle coppie di fatto. Io preferisco piuttosto parlare di “Registro delle coppie di fatto” e di “coppie di fatto registrate”».

    In questo senso, è importante comprendere quali coppie potranno registrarsi una volta che il Registro sarà entrato in vigore. «Il Registro non conferisce di per sè alcun nuovo diritto a singoli o alle coppie. Il Comune non potrebbe mai attribuire nuovi diritti perché non ne ha il potere. Si tratta tuttavia di uno strumento amministrativo molto utile, come dicevo anche prima, con ricadute pratiche nella vita di tutti i giorni delle coppie di fatto. Anzitutto il “Registro delle coppie di fatto” permette di evitare sperequazioni tra coppie sposate e coppie non sposate, coppie eterosessuali e coppie omosessuali nell’accesso ai sevizi erogati dal Comune (per esempio e primi fra tutti per quelli relativi ai figli). In secondo luogo, è uno strumento molto concreto se concepito nell’ottica del rilascio contestuale dell’attestazione anagrafica con certificazionedel vincolo affettivo”. In questo caso (come è stato a Milano), il Registro serve a fornire maggiore certezza giuridica alla convivenza. La necessità di uno strumento del genere è particolarmente evidente quando, per esempio, si discute del diritto al risarcimento del convivente more-uxorio per danno da uccisione del convivente, o della successione nel contratto di locazione post mortem . Si tratta di diritti già esistenti, ma che in concreto possono rivelarsi difficili da provare. L’adozione dell’ attestazione anagrafica con l’esplicitazione del “vincolo affettivo” come motivo della convivenza ( in oggi il regolamento anagrafico del Comune di Genova prevede il rilascio della sola attestazione anagrafica, senza la certificazione del “vincolo affettivo”) permette di dare certezza giuridica a queste situazioni. Va aggiunto che, con la previsione del suo rilascio agli iscritti al Registro, si avrebbe la possibilità di evitare ogni abuso. Le coppie conviventi oggi possono anche calcolare in comune l’Isee, ma è una questione prettamente tributaria, che mette comunque in evidenza le lacune del nostro sistema, specie legislativo. Non vi sono dunque nuovi diritti, con l’attuazione del nuovo registro ma l’interesse del cittadino a un corretto procedimento per l’iscrizione da parte del Comune e non vi sono nuovi doveri se non quello – già esistente – del cittadino a dichiarare la verità nel momento in cui richiede l’iscrizione al Registro».

    Infine, qual è l’iter che l’approvazione del Registro avrà nell’immediato futuro? «L’approvazione definitiva avviene con voto a maggioranza da parte del Consiglio Comunale, al quale spetta la potestà regolamentare comunale. Per come mi sembra essere congegnato nella proposta della Giunta Doria, non dovrebbero esserci particolari problemi burocratici per accedere al registro in questione, se sussiste il presupposto della convivenza. Ma vedremo quale sarà il testo licenziato dal Consiglio, dopo la discussione e l’approvazione di eventuali emendamenti».

    Marta Traverso

  • Corso per diventare attore: Massimiliano Civica al Teatro Akropolis

    Corso per diventare attore: Massimiliano Civica al Teatro Akropolis

    Iscrizioni aperte per un nuovo workshop sul lavoro dell’attore, che si terrà teatro akropolisda mercoledì 17 a domenica 21 aprile 2013 al Teatro Akropolis di Genova Sestri Ponente. Il laboratorio Il mestiere dell’attore sarà condotto da Massimiliano Civica, autore e regista teatrale ed ex direttore artistico del Teatro della Tosse.

    Il laboratorio intende familiarizzare i partecipanti con gli strumenti specifici dell’arte della recitazione, quegli “utensili” che – come un artigiano – ogni attore deve padroneggiare per costruire il proprio racconto scenico. Uno spazio, il corpo, la voce e qualcosa da dire: ecco, ridotti all’essenziale, gli elementi fondanti del lavoro dell’attore.
    Su questi fondamentali si eserciteranno i partecipanti al laboratorio, prima analizzandoli separatamente e poi nella loro interrelazione scenica. Grande attenzione e lavoro saranno dedicati alla lettura metrica e allo studio di testi poetici italiani. Gli allievi lavoreranno su poesie di Pascoli, Metastasio, Poliziano, Leopardi, e attraverseranno, “assaggiandole” in punta di lingua, strutture metriche diverse, dal senario all’endecasillabo.

    Orari e costi: mercoledì, giovedì e venerdì: dalle 18 alle 22; sabato e domenica dalle 14 alle 18. Costo 150 € (numero massimo 20 partecipanti). Info e iscrizioni Luca Donatiello 329 9777850, laboratori@teatroakropolis.com.

    Massimiliano Civica svolge un percorso formativo composito che passa dal teatro di ricerca (seminari in Danimarca presso l’Odin Teatret di Eugenio Barba) alla scuola della tradizione italiana (si diploma in Regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico) per poi compiere un apprendistato artigianale presso il Teatro della Tosse di Genova (a contatto con il magistero di Emanuele Luzzati e il sapere scenico di Tonino Conte). Nel 2007 vince il Premio Lo Straniero e il Premio Hystrio-Associazione Nazionale Critici Teatrali per l’insieme della sua attività teatrale. Sempre nel 2007, a soli 33 anni, diventa direttore artistico del Teatro della Tosse di Genova, dando vita al progetto triennale Facciamo Insieme Teatro, che vince il Premio ETI Nuove Creatività. Nel 2008 per lo spettacolo Il Mercante di Venezia vince il Premio UBU per la miglior regia. Come studioso ha collaborato con la cattedra di Metodologia della Critica dello Spettacolo dell’Università La Sapienza di Roma, e, nel biennio 2007-2009, ha tenuto la cattedra di Regia presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.

  • Musica elettronica: incontro con Duplex Ride al liceo Barabino

    Musica elettronica: incontro con Duplex Ride al liceo Barabino

    musica-concerti-chitarra-elettricaMartedì 9 aprile 2013 (ore 20-22.30) nell’aula magna del Liceo Artistico Klee Barabino – viale Sauli, nelle vicinanze di via San Vincenzo – un incontro a cura dell’associazione Duplex Ride sul tema Sinestesia (il mondo delle immagini a colloquio con quello del suono).

    Tema dell’incontro
    Il mondo dell’immagine e quello del suono hanno costituito per secoli ambiti esperienziali ed artistici spesso completamente separati e separanti. Poi, una serie di ottocentesche invenzioni e, soprattutto, molti dei portati scientifici, artistici e filosofici del 900, ridussero, fino quasi ad annullare, questa categorica distanza, tanto che noi testimoni del XXI secolo, viviamo ormai da tempo (basti pensare al cinema..) una definitiva familiarità della ormai quasi indissolubile fusione sinestetica tra il mondo dell’immagine e quello del suono…

    I relatori saranno Roberto Guerrini e Daniele Grosso, introdotti dal prof. Giulio Manuzio e con la presenza di Giacomo Grasso di Duplex Ride.

    A introduzione dell’incontro si definiranno il mondo fisico e fisiologico del suono: da “che cos’è un suono” agli strumenti musicali e le risonanze, dall’orecchio allle note musicali. A seguire Giacomo Grasso, insegnante e artista, mostrerà l’approdo del suo lavoro di ricerca con un live di musica elettronica e immagini.

  • Free Futool: quaderni gratis agli studenti, una startup di Genova

    Free Futool: quaderni gratis agli studenti, una startup di Genova

    rapporti-studi-dati-statisticheQuattro studenti genovesi, amici da sempre ma che studiano in facoltà diverse, nell’indecisione sul da farsi dopo la laurea decidono di giocare a Una startup al giorno: una catena quotidiana di mail in cui ciascuno di loro deve obbligatoriamente proporre agli altri tre un’idea imprenditoriale.

    Da questo gioco tra amici è nato Free Futool, una startup made in Genova che al suo secondo anno di attività ha portato in cinque città italiane un progetto (quasi) completamente offline: distribuzione gratuita di quaderni agli studenti universitari, un progetto finanziato attraverso sponsor che nei quaderni inseriscono inserzioni pubblicitarie e coupon di sconto per i loro prodotti. Su Era Superba vi avevamo già parlato di questo progetto, che era stato raccontato agli studenti del Liceo classico D’Oria durante un’assemblea di istituto.

    Oggi, lunedì 8 aprile 2013, è iniziata la nuova distribuzione: oltre alle già consolidate Genova, Torino e Milano, Free Futool in questa nuova edizione arriva anche a Padova e Firenze. «In questo momento mi trovo a Padova e ho già distribuito circa duemila quaderni presso l’Università. I miei soci sono a Torino e Firenze, mentre dalla prossima settimana partiremo con Genova e Milano – ci spiega Tobia Lorenzani, responsabile marketing di Free Futool – Rispetto alle scorse edizioni abbiamo aumentato la tiratura di 30.000 copie, per un totale di 80.000 quaderni, e aggiunto queste due importanti città universitarie alla catena di distribuzione. Si tratta di un progetto che ci dà molte soddisfazioni perché ci consente di fornire uno strumento gratuito agli studenti: uno strumento che – dai feedback che riceviamo – risulta essere sempre più usato».

    Insieme a Tobia lavorano a Free Futool Jacopo Sterlocchi, Paolo Trombetta e Federico Bini, che rispettivamente si occupano di design, management e parte finanziaria.

    Marta Traverso

  • Nervi, piscina del porticciolo: il Municipio lavora per la riapertura

    Nervi, piscina del porticciolo: il Municipio lavora per la riapertura

    NerviNervi: dalla passeggiata Anita Garibaldi, arrivati al bel Porticciolo, con suggestiva vista sulla riviera, Portofino sullo sfondo. Mamme, bambini, nonni, tra il fermento generale di bar, edicole, stabilimenti balneari: a Nervi sembra estate tutto l’anno. Un angolo di paradiso e di perfezione quasi spasmodica. Sì, ma a uno sguardo più attento, ecco una nota dissonante: svoltando su via Caboto, continuando a costeggiare il Porticciolo, eccola là, la piscina Mario Massa.

    In passato sede di tanti successi della Società Sportiva Nervi, ha ospitato molte gare agonistiche, di pallanuoto soprattutto, in quella esclusiva posizione con vista direttamente sul mare. Piscina di acqua di mare, dotata di tribune laterali su tre livelli, è stata costruita negli anni ’60: ancora prima la squadra nerviese si allenava già nel Porticciolo, ma in mare, e la costruzione dell’impianto è avvenuta solo in un secondo tempo. Proprio la Sportiva Nervi si è occupata della gestione dell’impianto Mario Massa dal 2002 fino al 31 dicembre 2011 (con una proroga alla fine di giugno 2012), poi  lasciandola nelle mani dell’amministrazione comunale. La piscina non è più a norma di regolamento per ospitare partite di serie A e il Nervi è emigrato prima alla Sciorba, poi a Sori. Bisognosa di un restauro dai costi ingenti, la piscina del Porticciolo è stata gradualmente abbandonata. Chiusa dal 15 maggio 2012, i nerviesi –e i genovesi tutti- sono in attesa di sapere quali saranno le sorti della vasca di Via Caboto, cui non sembrano intenzionati a rinunciare.

    RIPERCORRIAMO LA STORIA RECENTE

    nervi-porticciolo-A1Nel 2002 la Società Sportiva Nervi aveva preso in gestione lo stabilimento natatorio, facendosi carico di costi di amministrazione dell’ordine di 100 mila euro all’ anno (quadruplicati a sfiorare i 400 mila nel 2012).  Molti anni di glorie, successi e prestigio, seguiti però da una brusca e recente inversione di rotta: soprattutto questi ultimi, sono stati anni di polemiche, con “focolai di proteste” che si riattizzano sempre in concomitanza dell’avvento della stagione estiva.

    Nel 2011 parlava così l’ex Presidente del Municipio IX Levante, Francesco Carleo: «Nervi avrà un nuovo porticciolo. Il piazzale deve restare libero e le barche devono essere ormeggiate in mare», prevedendo per la rinascita del porticciolo anche il trasferimento della piscina Mario Massa da via Caboto all’ex Stabilimento Aura. All’epoca ci si appellava al Puc per spostare la vasca all’Aura di Via del Commercio e aumentarne la capienza ad un numero di oltre 500 spettatori, con tanto di polo di servizi pubblici e l’inserimento di centri urbani e commerciali. Un bel progetto di riqualifica e valorizzazione, che certo non è stato esente dall’incontrare polemiche, e che è andato pian piano morendo. Nel maggio 2012, poi, la piscina è stata chiusa (per la precisione, il 15 maggio) a causa degli elevati costi di gestione. A quel tempo risale anche l’uscita dalla gestione della Sportiva e il passaggio, al 20 giugno 2012, al Comune. Subito, la mobilitazione generale, con tanto di pagina facebook “Salviamo la piscina Massa di Nervi” e raccolta firme (un successo, superando quota mille) nel quartiere.

    La chiusura è stata però inevitabile: le criticità tecniche dell’impianto non hanno permesso un adeguato intervento sanatorio. Più difficile e dispendioso adeguare la vasca alla norme vigenti, che trasferire gli allenamenti e le varie attività in altri impianti cittadini. Restava, però, il fermo no da parte della cittadinanza alla chiusura dell’impianto natatorio e alla soluzione-palliativo di riportare in vita la vasca solo per la stagione estiva alle porte. C’era una richiesta pressante di intervento all’amministrazione competente, che doveva decidere se investire ingenti somme per risanare le falle della piscina, oppure chiuderla definitivamente andando contro il volere collettivo, o ancora sperare nell’arrivo di soggetti privati, interessati all’acquisto o alla gestione del sito e disposti a erogare finanziamenti di tasca propria.

    I PROGETTI PER IL FUTURO

    NerviNerio Farinelli, presidente del Municipio IX Levante, ci illustra i progetti per il futuro. «Attualmente sono due le questioni da risolvere. La prima, il fatto che la precedente gestione della Sportiva ci ha lasciato da coprire un buco di 220 mila euro, da pagare alla società Mediterranea delle Acque, che ha il monopolio per la gestione delle acque e l’erogazione dei contratti per le forniture. Dobbiamo ottemperare al pagamento e reperire i fondi, prima di procedere con la riapertura degli impianti. In secondo luogo, vogliamo rispettare l’impegno contratto con i cittadini lo scorso 10 gennaio, nel corso dell’assemblea con la cittadinanza, che chiede la riapertura della vasca ad uso balneareLo scorso 2 aprile ho inviato una mail agli assessori Crivello, Boero, Bernini e Garotta, chiedendo un incontro per definire i termini della riapertura e valutare lo stato attuale. Dall’ispezione svolta recentemente, è risultato che lo stato della piscina è buono e non ci sono grandi interventi da apportare. I presupposti per la riapertura ci sono».

    L’amministrazione, quindi, è al lavoro: diverse le soluzioni in ballo e sono in corso le fasi di valutazione degli interventi possibili. Tra le idee, era stata adombrata anche quella –certamente ambiziosa- della trasformazione della piscina in un silos adibito a rimessaggio barche, con campo da calcio in erba sintetica sulla copertura, prontamente smentita dall’amministrazione.

     

    Elettra Antognetti
    [foto di Andrea Vagni e Daniele Orlandi]

  • Castelletto, Valletta San Nicola: il Comune apre al progetto dei cittadini

    Castelletto, Valletta San Nicola: il Comune apre al progetto dei cittadini

    Valletta Carbonara San NicolaUn passo avanti verso la salvaguardia di Valletta San Nicola – il polmone verde di Castelletto alle spalle dell’ex Albergo dei Poveri – contro le ipotesi di cementificazione paventate nel corso degli anni dalla proprietà, l’istituto Asp Brignole che, vista la profonda crisi economica, intende monetizzare al massimo il valore dell’area. È quello compiuto venerdì scorso, quando le Commissioni Consiliari del Comune di Genova “Promozione della città” e “Territorio”, hanno ascoltato il Comitato Le Serre di San Nicola, il quale – con la collaborazione di Isde – Medici per l’ambiente, Italia Nostra, Legambiente, Movimento Decrescita Felice – ha redatto un progetto interessante ed articolato, già presentato alla cittadinanza il 14 febbraio scorso, che prevede la trasformazione della valletta in spazio pubblico di aggregazione sociale e modello di gestione sostenibile attento alle sue risorse agricole, alla sua storia, alle sue caratteristiche ambientali.
    Ma per concretizzarlo occorre cancellare dal progetto preliminare di PUC, approvato dall’ex Giunta Vincenzi, qualsiasi previsione di nuove edificazioni, attraverso un processo di revisione del piano urbanistico alla luce delle numerose osservazioni arrivate sui tavoli degli uffici comunali, da ogni parte della città.

    «L’incontro è andato benissimo – afferma soddisfatto Franco Montagnani del Comitato Le Serre di San Nicola – abbiamo illustrato il progetto riscontrando l’apprezzamento dei consiglieri di maggioranza e opposizione che sembrano condividere le linee di sviluppo e sostenibilità immaginate da cittadini e associazioni per il futuro del polmone verde di Castelletto»
    «Il vicesindaco Stefano Bernini si è detto disponibile a seguire un percorso partecipativo che tenga in dovuta considerazione le osservazioni al PUC – racconta Montagnani – A questo proposito la zona della Valletta potrebbe non essere più denominata Distretto di Trasformazione». Bernini ha aggiunto che l’intenzione del Comune è quella di acquisire i diritti di calpestio della Valletta – dell’intera area e non solo della parte dove oggi si trovano i vivai comunali – per poter usufruire della superficie ai fini di una sua valorizzazione.

    Valletta Carbonara San NicolaDa ricordare l’intervento di Massimo Quaini, professore dell’Università di Genova, nonché uno dei più noti geografi italiani, il quale ha auspicato la creazione di un osservatorio sul paesaggio agricolo con sede all’interno di Valletta San Nicola, da realizzarsi in sinergia con il progetto del Comitato Le Serre.

    Per il professor Quaini gli osservatori sul paesaggio (previsti dalla Convenzione Europea del Paesaggio del 2000) se ben interpretati «Possono essere degli strumenti molto importanti di autoconsapevolezza delle persone nei confronti della grande eredità costituita dai paesaggi».

     

    Marianna Pederzolli, giovane consigliere della Lista Doria, ha parlato di “bel buco verde della città”. «Un’espressione che calza a pennello per Valletta San Nicola – spiega Montagnani – questo luogo ha una sua storia, una sua vocazione, è uno stimolo per l’aggregazione sociale ed una fonte di vita per la città che non deve essere “riempito” con nuovo cemento. Può essere il simbolo di un decisivo cambio di rotta: non si devono più sacrificare gli spazi aperti della città per risanare bilanci o favorire speculazioni edilizie».
    Alcuni consiglieri sono pronti a presentare una mozione sul tema e, vista l’unità di intenti dimostrata, probabilmente l’iniziativa sarà accolta in maniera favorevole dall’intero consiglio.
    Venerdì i membri delle commissioni consiliari di Palazzo Tursi hanno avuto l’occasione di visitare da vicino Valletta San Nicola, rendendosi conto in prima persona della bellezza del luogo. «Adesso possiedono tutti gli elementi necessari per poter valutare nella maniera migliore il da farsi – conclude Montagnani – auspichiamo che alle parole seguano i fatti ed al più presto possa partire il percorso partecipativo, il primo passo verso la realizzazione del nostro progetto».

     

    Matteo Quadrone

  • Centro Storico, giardini Luzzati: associazioni e istituzioni a confronto

    Centro Storico, giardini Luzzati: associazioni e istituzioni a confronto

    doria-leoncini-montoliSi è tenuto venerdi l’incontro inaugurale di presentazione delle iniziative legate al primo compleanno dei Giardini Luzzati insieme al presidente del municipio I Simone Leoncini e al sindaco Marco Doria: per tutti un’occasione per conoscere meglio non solo le attività quotidiane legate allo spazio sopra Piazza delle Erbe – assegnato in gestione all’associazione Il Ce.Sto – ma soprattutto per incontrare alcuni dei soggetti che nei caruggi genovesi svolgono le loro attività di aggregazione.

    Scopo dell’incontro è stato il tentativo di fare rete tra tutti coloro che, producendo cultura dal basso e impegno sociale finalizzato alla riqualificazione di quartieri ad alto tasso di criticità, contribuiscono alla crescita di vivibilità del centro storico.

    Ed è proprio con questo spirito che sono nate soggettività come l’Associazione Giardini Luzzati che, come ricorda il presidente Marco Montoli, «offre socialità ai giovani non solo somministrando alcolici il venerdì sera ma offrendo arte e cultura, spazio pubblico di incontro tra persone, tramite l’organizzazione di iniziative legate al mondo dell’infanzia, dello sport accessibile per tutti e a percorsi di consumo etico.»
    Su diversi fronti, ma con il medesimo obiettivo di apertura di spazi fisici e relazionali, si muovono anche tutti gli altri soggetti che hanno partecipato all’incontro: l’associazione Giardini Baltimora, “Down Plastic Town”, insieme ad un gruppo di architetti, sta ad esempio sperimentando un progetto reversibile di installazioni per rendere quelli che sono conosciuti con l’evocativo nome di Giardini di Plastica, un luogo di incontro in cui poter spendere del tempo di qualità, coi propri figli o con gli animali domestici.

    Immancabile la presenza di Domenico “Megu” Chionetti che, con la comunità di San Benedetto di Don Gallo, ha dato vita GhettUp, casa di quartiere nei meandri di una zona difficile come quella del Ghetto, dove si svolgono attività di pulizia delle strade, laboratori per bambini, sportello per Trans; ma l’attività di cui Chionetti si è dimostrato più orgoglioso riguarda la rivoluzionaria tecnica, da lui messa a punto e forse in via di brevetto, per derattizzare le strade: cazzuolate di calcestruzzo nelle crepe delle strade per impedire ai topi di percorrere le vie cittadine.

    giardini-luzzatiOltre ai tanti soggetti riconosciuti, come il laboratorio Formicopoli, Vico Papa e Via Prè, sono intervenuti gli studenti di architettura che hanno trasformato in un orto urbano il giardino incolto e recintato a fianco alla facoltà di Architettura: i Giardini di Babilonia. I ragazzi si sono limitati a leggere un comunicato, il cui tono provocatorio non è stato colto dai presenti. Gli studenti hanno tentato di evidenziare come spesso si debba ricorrere a pratiche illegali, per poter sottrarre tempo e spazio di vita ad un modello di sviluppo che si arricchisce grazie alla deprivazione di tempo e spazio; è il caso appunto dei Giardini di Babilonia, nati scavalcando un cancello, aprendo un lucchetto e restituendo alla collettività , senza chiedere permesso alle istituzioni, un giardino in cui si pratica solidarietà gratuita, partecipazione quotidiana ed autogestione. «Oggi, un semplice, incantevole giardino, per restare un giardino, deve attraversare cancelli, inferriate, fili spinati, incontri, lucchetti, discussioni, chiavi, telefonate, confronti, tavole rotonde, contratti, diatribe, convenzioni, concessioni, comodati d’uso, affidi, uffici, permessi, firme, timbri, approvazioni, appuntamenti, vincoli, richieste, responsabilità, aperture, chiusure, fili spinati, inferriate, cancelli. Era un giardino, è un giardino, sarà un giardino?»
    Dopo la presentazione di tutti i progetti, Marco Doria, avvalendosi del suo espediente retorico preferito, la metafora, ha paragonato l’Italia alla frana che si è abbattuta in via del Lagaccio, considerando come l’emergenzialità debba costituire una spinta verso il ripensamento di se stessi, con la consapevolezza che l’odierno sistema di gestione degli spazi sia giunto ormai al capolinea… «Ma non basta mandare a fare in culo le cariche politiche e non basta mobilitare in dimensione collettiva le energie. Bisogna avere un rapporto positivo con le istituzioni, perché ne abbiamo tutti molto bisogno».

    A margine della conferenza, i ragazzi dei Giardini di Babilonia hanno affermato di aver partecipato all’incontro senza illudersi di ricevere risposte da parte di quelle stesse istituzioni che hanno dovuto travalicare insieme al cancello, per liberare lo spazio di architettura e che quindi le loro non-aspettative sarebbero state rispettate appieno: «Non ci aspettavamo molto, volevamo solo fare chiarezza sul fatto che stiamo dando vita ad un progetto in modo veramente autonomo, perché se fosse stato per le istituzioni, saremmo ancora qua ad aspettare il permesso ufficiale e invece esistiamo da più di un anno. Sabato 11 aprile presenteremo le nostre prossime iniziative».

     

    Chiara Guatelli