Categoria: Notizie

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  • Missing Film Festival: il documentario “Terramatta” al cinema Sivori

    Missing Film Festival: il documentario “Terramatta” al cinema Sivori

    cinema-provini-castingLunedi 8 aprile 2013 (ore 20.30) il cinema Sivori in Salita Santa Caterina ospita la proiezione del documentario Terramatta di Costanza Quatriglio.

    Il film è la trascrizione, attraverso immagini di repertorio e materiale direttamente documentario, dell’omonimo libro di Vincenzo Rabito: lo scrittore traccia in 1.027 pagine la storia della sua vita, che percorre la Storia del Novecento italiano, dalle guerre mondiali al fascismo, dalla povertà atavica vissuta come una maledizione al benessere faticosamente raggiunto, fino al premio insperato, la laurea dei figli, in cui si realizza pienamente il riscatto lungamente cercato.

    Il libro è anche un riscatto sulla miseria e sull’ignoranza, scritto da un ex analfabeta che conquista, insieme con la licenza elementare, la possibilità di tradurre in parole le sue esperienze: nascono così le pagine battute su una vecchia Olivetti dal 1968 al 1975, fitte di parole dall’ortografia improbabile, tutte rigorosamente seguite dal punto e virgola, che traducono un linguaggio vivo e personalissimo, a mezzo tra il siciliano e l’italiano.

    Terramatta è stato presentato alle Giornate degli autori – Venezia 2012 e ha vinto l’Efebo d’Argento (Agrigento 2012) e il premio per il miglior film documentario al Festival del cinema italiano di Madrid (2012).

    L’evento è promosso dal Circuito Cinema Genova, dall’Archivio dei Movimenti e dal Missing Film Festival. Alla proiezione sarà presente la sceneggiatrice e produttrice del film, Chiara Ottaviano.

    Costo del biglietto 4 € (info 010 583261).

  • Casa naturale e feng shui: appuntamento a Sestri Levante

    Casa naturale e feng shui: appuntamento a Sestri Levante

    sestri-levanteDomenica 7 aprile 2013 si svolge a Sestri Levante (ore 15.30-18.30) l’incontro Primavera a la Maison, primo di una serie di eventi dedicati alla casa naturale e organizzati da La Maison, centro gestito da Daniela Cantatore e Barbara Sabrina Borello.

    Programma della giornata

    Ore 15.30: Il rito della danza del leone, seminario informativo e presentazione della scuola di arti marziali Mo Duk di Gianluca Santoni.

    Ore 16.15: presentazione della filosofia del progetto La casa naturale per la casa, il giardino e i luoghi di lavoro. Servizi offerti e loro applicazioni, con Daniela Cantatore, arredatrice e titolare dello studio di interni La Maison e Barbara Sabrina Borello, architetto specializzata in Feng Shui.

    Ore 17: Feng Shui e agopuntura dello spazio, il qi nella persona e nell’ambiente, lavorare sul corpo e sull’organismo casa. Con Barbara Sabrina Borello e l’intervento di Gianluca Santoni.

    Ore 17.30: Arredamento e creatività ecologica. La casa naturale dialoga con l’artista Ester Pasqualoni – Fare Eco sulla progettazione e realizzazione di oggetti ed installazioni dinamiche dall’anima Eco.

    Ore 18: domande e fine lavori.

    L’ingresso al seminario è libero, è gradita la conferma della partecipazione allo 0185 457645.

  • Commenda a Colore: il museo di Pré ospita le opere di 60 giovani artisti

    Commenda a Colore: il museo di Pré ospita le opere di 60 giovani artisti

    commeda-creativity-contestNella giornata di ieri (Venerdì 5 aprile ndr) alle ore 15 presso il Museoteatro della Commenda di Prè si è svolta la premiazione del concorso Commenda Creativity Contest.
    Il concorso, rivolto ai giovani tra i 16 e i 35 anni, ha visto la partecipazione di 60 artisti che hanno presentato opere creative di vario genere: pitture, sculture, design, video, fotografie, che saranno in esposizione nella mostra “Commenda a Colore” sino a martedì 9 aprile  nel Museoteatro della Commenda.

    L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Scienze per l’Architettura dell’Università di Genova insieme al Mu.Ma – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, è stata ideata da Silvia Guillaro, Nicoletta Raffo, Elisabetta Rebecchi e Susanna Zunino, quattro studentesse della Scuola Politecnica di Genova, Corso di Laurea Magistrale in Design del Prodotto e dell’Evento, ed è nata a seguito di uno stage universitario precedente svoltosi in Commenda che ha prodotto 17 spot sul complesso della Commenda visibili su Facebook sulla pagina del Mu.Ma, sezione Commenda.

    Questo progetto nasce con l’intento di dare vita ad una iniziativa che coinvolga i giovani nella valorizzazione di uno dei gioielli dell’ architettura medioevale della nostra città, ricco di storia e cultura; tema dell’iniziativa è “Commenda a Colore”, dove la Commenda è vista come antico ospitale dove nessuno si sente straniero, e il colore come simbolo di multiculturalità, di molteplicità di punti di vista e di tecniche artistiche utilizzate e infine come esaltazione dei valori della Commenda.

    A premiare i vincitori del concorso sono state Maria Paola Profumo, Presidente Mu.MA e Orietta Ciurlo, Presidente Comitato Pro Commenda, le opere invece sono state valutate da tre giurie: una composta da esperti, una dallo staff del Mu.Ma e una dal pubblico della mostra. La giuria degli esperti ha decretato come vincitrice Anna Zampogna, con l’opera ”Un viaggio di colori”, che avrà la possibilità di avere una sua mostra personale nei locali della Commenda.

    Sono stati inoltre premiati “Illustrando la Commenda” di Clara Claus, “Dentro e fuori l’ospitale” di Marco Arduino e “Camera con seggiola blu” di Tommaso Profumo.

    Il Prof. Claudio Maccagno, docente della Scuola Politecnica di Genova e giurato del concorso, ha voluto evidenziare come nella valutazione delle opere si sia tenuto conto della loro elaborazione concettuale e delle loro motivazioni, mentre un altro giurato, il gallerista G.B. Martini, ha sottolineato l’importanza dell’eterogeneità delle opere, dei mezzi e dei linguaggi utilizzati per realizzarle e della partecipazione di un buon numero di giovani artisti coinvolti nella valorizzazione del patrimonio culturale cittadino.
    L’evento è risultato ben riuscito e dimostra come sia possibile realizzare iniziative che coinvolgano attivamente i giovani nella valorizzazione e nel recupero delle zone culturalmente e storicamente rappresentative di Genova.

     

    Giorgio Doria

  • La palestra delle arti: nuovo spazio per creativi in via del Campo

    La palestra delle arti: nuovo spazio per creativi in via del Campo

    Via del Campo, GenovaSabato 6 aprile 2013 (ore 15-21) inaugura La palestra delle arti, un nuovo atelier dedicato ai vari linguaggi della creatività che resterà aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 22, con ampi locali attrezzati per disegnare dal vero, dipingere, lavorare e cuocere la ceramica, fare fotografie, creare e stampare incisioni, conoscere la storia dell’arte. Inoltre, la palestra dispone di una ricca biblioteca – per approfondire la storia delle arti con oltre 10.000 titoli specializzati – e il Cine-Bistrot, la possibilità di consumare una pausa pranzo accompagnata dalla visione di un film d’autore.

    La Palestra delle Arti è il nuovo progetto dell’Associazione Arte in Campo, che da tre anni promuove iniziative legate alla produzione e alla conoscenza artistica.

    Per maggiori informazioni genovapalestradellearti@gmail.com.

  • Matefitness: palestra della matematica, nuova sede a Brescia

    Matefitness: palestra della matematica, nuova sede a Brescia

    MatefitnessMateFitness raddoppia: la palestra della matematica genovese, inaugurata nel 2006 a Palazzo Ducale, apre sabato 6 aprile 2013 una seconda sede a Brescia.

    Un traguardo importante per il Cnr, che sette anni fa ha scommesso su questo progetto di uno spazio permanente per la divulgazione della matematica. Uno staff di 4 persone più una trentina di animatori scientifici, che si occupano delle svariate attività di Matefitness, dai laboratori didattici in sede a quelli con le scuole, fino a progetti di ricerca.

    Matefitness ha ottenuto negli anni collaborazioni di pregio (come quella con il Festival della Scienza) e importanti riconoscimenti, tra cui nel 2008 il Parksmania Award per la migliore attività didattica dell’anno (per il progetto Le geometrie del mare in collaborazione con Acquario di Genova) e nel 2011  100.000 dollari da Google, unico progetto italiano selezionato tra le “organizzazioni operanti nel campo dell’educazione scientifica che stanno cambiando il mondo”.

    La nuova sede di Matefitness sarà aperta presso AmbienteParco (Largo Torrelunga 7, Brescia): un progetto reso possibile grazie al supporto della Fondazione ASM e al patrocinio del Comune di Brescia, dell’Università di Brescia e dell’Università Cattolica di Milano. «L’idea di aprire altre palestre, oltre a quella di Genova, fa parte del progetto Matefitness fin dalla sua origine – ci spiega il project manager Giovanni Filocamo – Avevamo già organizzato eventi ed exhibit ad Ambiente Parco, è uno spazio in piena sintonia con il nostro modo di lavorare: è stato un “caso” che la seconda palestra della matematica sia stata aperta lì, ma è al tempo stesso molto bello».

    Fino a giugno la palestra sarà aperta al pubblico tutti i fine settimana, per le attività didattiche guidate da animatori scientifici analoghe a quelle che si svolgono presso la sede di Palazzo Ducale. A partire da settembre inizieranno anche i laboratori con le scuole.

    La volontà di attivare una rete di palestre per la divulgazione della matematica è da sempre nel DNA del progetto MateFitness, che negli anni ha ottenuto importanti riconoscimenti e messo a punto un modello organizzativo pronto all’esportazione. «Stiamo lavorando per nuove aperture ed entro fine anno speriamo di inaugurare altre 4-5 palestre in altrettante città. L’allestimento e le attività di una palestra della matematica sono meno onerose rispetto a quelle di un museo o di un grande centro divulgativo, questo è uno degli aspetti che rendono possibile progettare nuove aperture nonostante la crisi. L’obiettivo è portare Matefitness in tutta Italia e all’estero, per creare un circolo virtuoso di idee e laboratori. Finora abbiamo realizzato 400 attività ludiche interattive: in futuro, chiunque proponga un’idea può vederla trasformata in un’attività didattica divulgata in tutte le sedi che si “prestano” a realizzarla».

    Marta Traverso

  • Assolibro, chiusura libreria via San Luca: l’iniziativa del Dottor Grigio

    Assolibro, chiusura libreria via San Luca: l’iniziativa del Dottor Grigio

    libri-leggereUna libreria, la mia libreria. Il mio rifugio prediletto, una specie di oasi felice in cui ripararsi dalla pioggia o dalla folla invadente e assatanata di via san Luca in un pomeriggio di saldi; dove poter cercare un libro senza fretta, senza ansie da offerta promozionale né file chilometriche alla cassa, dove trovare persone giovani e competenti che ti aiutano a scegliere e ad orientarti nel magico e misterioso universo della lettura.

    Ecco, quella libreria, Assolibro di via San Luca, a giorni probabilmente chiuderà. La notizia è giunta martedì, stranamente fuori pioveva e l’atmosfera uggiosa si abbinava perfettamente al mio umore in quel momento; un mix di tristezza e incazzatura, avevo la percezione che si stesse compiendo uno scippo. Questa la prima reazione, emotiva e irrazionale.

    La realtà chiaramente richiede un approccio più concreto: una libreria ha parecchi costi di gestione, uno di questi – l’affitto dei locali – è, in questo caso, molto oneroso (per chi non la conosce, si tratta di una libreria divisa su 3 piani in un edificio storico dei vicoli), già da anni il costo del contratto di locazione era un problema serio che metteva a rischio il futuro di questa attività. Ora il problema da serio è diventato insormontabile, la disdetta del contratto inevitabile.

    Per questi motivi, era scontato che il Dottor Grigio, sull’onda emotiva e passionale di questa probabile perdita (assimilabile a un piccolo, intimo lutto) dedicasse il suo post quotidiano sulla pagina Facebook di Era Superba a questo tema a lui tanto caro (ok, sono passato a parlare di me in terza persona, un vizio del Dottor Grigio e di Scilipoti, giusto per inquadrare il personaggio).

    Il successo virale del post, condiviso da più di mille persone, mi ha fatto capire che non si trattava di un piccolo, intimo lutto, ma di un sentimento condiviso, di una perdita che avrebbe toccato moltissime persone, abitanti nel centro storico o meno (hanno lasciato commenti persone che abitano a Milano come a Bologna ma che hanno ricordi passati legati a quella Libreria), la perdita di un luogo riconosciuto come punto di riferimento, in una zona che tende sempre di più a perdere la sua identità sociale,culturale e commerciale.

    Per questo, ho deciso di aprire una pagina apposita su Facebook: Quelli che..vorrebbero salvare la libreria Assolibro di Via San Luca, per  ospitare tutti questi futuri “orfani” della Libreria, per raccogliere semplici testimonianze d’affetto e ricordi (e non solo da Genova), ma anche idee e proposte concrete (per esempio c’è chi propone l’apertura di un bar interno alla libreria, trasformandolo in una specie di caffè letterario per affrontare meglio il problema dei costi).

    Nell’epoca dei libri ordinati su Internet che fanno risparmiare pochi euri o dei comodi e-books che fanno risparmiare carta e spazio (ma davvero c’è qualcuno che considera ingombranti i libri? Per fare spazio a cosa? Ad un’enorme tv led a schermo piatto da 48 pollici da pagare in 180 comode rate?), è purtroppo normale che il mondo dell’editoria tradizionale sia in crisi.

    Chiacchierando con i ragazzi di Assolibro, malinconicanicamente rassegnati, ma emozionati e quasi commossi nel vedere così tante dimostrazioni di affetto, si capisce che le possibilità che la libreria non chiuda sono poche, quasi ridotte al lumicino, si pensa già al futuro (verranno ricollocati nelle altre librerie del gruppo?) e alla possibilità di aprire un nuovo punto Assolibro nel centro storico. La campagna Adotta un libro, che ho lanciato sulla pagina, è solo un piccolo punto di partenza; per salvare la libreria, ovviamente, servirebbero interventi più decisivi, a livello istituzionale (ma non siamo in campagna elettorale) e imprenditoriale. Per salvare una libreria, ma forse, soprattutto, per salvare via San Luca e il centro storico, preservando la loro identità ed evitando che si trasformino in una realtà commerciale di “plastica” priva di anima e di contenuti. Insomma salviamoci, inventiamo un nuovo finale e  una trama un po’ meno scontata per questa storia che odora maledettamente di déjà vu.

     

    Dottor Grigio

  • Portofino, Mulino del Gassetta: concorso e maratona fotografica

    Portofino, Mulino del Gassetta: concorso e maratona fotografica

    Portofino, levante di GenovaDomenica 7 aprile 2013 il Mulino del Gassetta, l’ultimo mulino rimasto della valle dei Mulini, sul monte di Portofino, organizza la prima edizione di un concorso fotografico amatoriale tramite Instagram.

    Titolo del concorso è Il Monte di Portofino: emozioni, colori e…: ogni partecipante può scegliere uno dei sentieri del Monte di Portofino che portano al Mulino del Gassetta – partenza da Portofino Vetta, Ruta di Camogli, Nozarego, Santa Margherita, Paraggi, Portofino – scattare la propria foto e caricarla su Instagram con l’hashtag e la menzione (# e @) MulinoDelGassetta.

    Per partecipare è necessario inoltre iscriversi tramite mail a gassetta@parcoportofino.it o via telefono al 339 8421132: le foto dovranno essere scattate tra le 6 e le 12 di domenica 7 aprile.

    Quando la foto sarà caricata su Instagram, verrà direttamente pubblicata sulla pagina Facebook del Mulino: alle 12.30 si terrà un pranzo presso il Mulino, dopo il quale sarà decretato il vincitore (l’autore della foto che riceverà più “like” sulla pagina Facebook e sull’account Instagram del Mulino).

    Questi i premi in palio:
    – primo classificato: pranzo per 2 persone al Mulino del Gassetta e un aperitivo al tramonto per 2 persone al Faro di Portofino;
    – secondo classificato: pranzo per 2 persone al Mulino del Gassetta;
    – terzo classificato: aperitivo al tramonto per 2 persone al Faro di Portofino.

    In caso di maltempo la maratona fotografica sarà rinviata a domenica 14 aprile 2013. La quota di iscrizione, comprensiva di aperitivo leggero all’arrivo e pranzo a seguire, è di € 25.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • De Gustibus: la cultura del Giappone ai Giardini Luzzati

    De Gustibus: la cultura del Giappone ai Giardini Luzzati

    giardini luzzati 1Venerdì 5 aprile 2013 inizia ai Giardini Luzzati la serie di appuntamenti enogastronomici De GustiBUS, organizzati dall’associazione Yeast e dedicati ogni volta a un diverso Paese del mondo. L’appuntamento di oggi riguarda il Giappone. A seguire arriveranno il Cile (19 aprile), il Messico (3 maggio) e altri Paesi da scoprire.

    «L’unico mezzo in grado di portarvi a spasso per i sapori del mondo senza muovervi dalla vostra città», un aperitivo con prodotti tipici del Paese ospite accompagnato da esibizioni, concerti e momenti di approfondimento culturale.

    Questo il programma di oggi: si comincia alle 17.30/18 con l’aperitivo, i prodotti sono a cura di Il sapore del fiore di ciliegio e Lo squalo bianco. A seguire esibizione di Aido (spada giapponese) a cura di Battodo Italia shobukan dojo Genova, una mostra intitolata Maiko a cura di Studio 71, esposizione di manga a cura di Alfacomics (in caso di bel tempo sarà organizzato anche un cosplay) e molto altro.

  • Patto dei Sindaci: iniziativa europea per la riduzione delle emissioni

    Patto dei Sindaci: iniziativa europea per la riduzione delle emissioni

    Contrasto tra vecchio e nuovo a GenovaIl Patto dei Sindaci (Convenant of Mayors) è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea per sensibilizzare città e Comuni sul tema della sostenibilità energetica e ambientale. L’iniziativa (preceduta dall’adozione da parte dell’Unione Europea del documento “Energia per un mondo che cambia” in data 9 marzo 2007) deve la sua denominazione al fatto che coinvolge direttamente i sindaci di vari Comuni dislocati su tutto il territorio nazionale e internazionale, i quali si assumono in prima persona l’onere di adottare misure per far fronte al cambiamento climatico in atto, con il miglioramento della situazione ambientale. Lanciato dalla Commissione il 29 gennaio 2008 nell’ambito della seconda edizione della Settimana europea dell’energia sostenibile, il Patto contava all’epoca l’adesione di un numero di Comuni (dalle piccole comunità, alle grandi realtà metropolitane) pari a circa 1600 (oggi già più di 4 mila), di cui 20 sono capitali europee. Al programma aderiscono, inoltre, anche numerose città di paesi non membri dell’UE, con una mobilitazione totale di oltre 140 milioni di cittadini. Grazie al progetto, le amministrazioni locali hanno l’opportunità di impegnarsi concretamente nella lotta al cambiamento climatico attraverso interventi che modernizzano la gestione amministrativa e influiscono positivamente sulla qualità della vita dei cittadini: lo scopo principale è quello di raggiungere gli obiettivi europei denominati “20-20-20”, per una riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera di almeno il 20% entro il 2020 e un contestuale aumento dell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile.

    Anche la città di Genova ha aderito a quest’iniziativa, che coinvolge oltre ai Sindaci dei 25 Comuni aderenti, anche Provincia e Unione Europea. In primis, a ciascuna amministrazione comunale viene chiesto l’avvio di un percorso energetico-ambientale, seguito da un’attenta pianificazione e dal monitoraggio dei risultati fino al termine del progetto, previsto per il 2020. Altro soggetto, la Provincia di Genova, che ha sottoscritto un accordo bilaterale con la Commissione Europea ed è stata nominata Coordinatore Territoriale (Struttura di Supporto) del Patto dei Sindaci, con il compito di aiutare i vari Comuni nel loro iter. Il tutto sotto l’occhio vigile del terzo partner, l’Unione Europea. Entro un anno dall’adesione, i Comuni devono predisporre il PAES (il Programma di Azione per l’energia Sostenibile) e iniziare a tutti gli effetti il loro percorso verso una maggiore sostenibilità.

    L’iniziativa ha, fino ad ora, riscosso ampio successo e vasta eco su tutto il territorio nazionale: i comuni italiani che hanno presentato i loro PAES sono molti, da Maranello e Torino, passando per Pesaro, Urbino, fino a Fano e Ancona. Per quanto riguarda il caso specifico della Liguria, i firmatari sono: Arenzano, Camogli, Campo Ligure, Campomorone, Casarza Ligure, Ceranesi, Cogoleto, Davagna, Genova, Lavagna, Leivi, Masone, Mele, Moneglia, Montoggio, Neirone, Recco, Ronco Scrivia, Rossiglione, San Colombano Certenoli, Serra Riccò, Sestri Levante, Tiglieto, Tribogna, Uscio.

    Dario Miroglio, responsabile del progetto per la Provincia di Genova, ci racconta cos’è il Patto dei Sindaci. «Ci stiamo muovendo su tre linee di intervento: nel settore pubblico, intervenendo sugli edifici amministrativi (riducendo i consumi complessivi di circa l’1, 2%), su quello sia pubblico  che privato, investendo sulla produzione di energia rinnovabile mediante l’adozione di solare termico e del fotovoltaico, e su quello privato, a livello condominiale. L’interesse principale è per gli edifici: abbiamo stilato un inventario con le emissioni provinciali di CO2 e abbiamo constatato che da soli gli edifici sfiorano un livello di emissioni pari alla metà del totale provinciale. Per questo, abbiamo iniziato ad agire sugli edifici della pubblica amministrazione, caso pilota per invogliare anche i privati a intraprendere lo stesso percorso. Poi ci siamo rivolti al privato: in collaborazione con Legambiente, abbiamo favorito l’acquisto del solare e la creazione di gruppi per il supporto tecnico ai cittadini. Per quanto riguarda i condomini, abbiamo iniziato un percorso di intervento in sinergia con Camera di Commercio e Carige: abbiamo creato un fondo di garanzia per ovviare alla mancanza di fondi e permettere alle aziende appaltatrici di realizzare interventi energetici sofisticati, senza obbligare i residenti all’esborso diretto. Le aziende sono pagate tramite il fondo di garanzia provinciale, e la Provincia ottiene indietro i soldi anticipati, grazie ai risparmi in bolletta conseguenti agli interventi. Un sistema complesso, una rete di progetti, un articolato interscambio di competenze su più livelli amministrativi: nonostante la scarsa informazione e l’arretratezza italiana sul tema del risparmio energetico, siamo fiduciosi e stiamo andando nella giusta direzione».

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    IL PROGETTO

    Questo l’iter da seguire: per prima cosa, i Comuni firmatari si impegnano a presentare all’amministrazione comunale il proprio Piano d’azione, che interessa l’intero territorio cittadino e deve includere proposte concrete – riguardanti sia il settore pubblico sia quello privato- per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. In seguito all’approvazione da parte del consiglio comunale, i Piani devono essere inoltrati entro un anno dalla firma del Patto. Tra i temi che devono essere presi in considerazione: ambiente urbanizzato (inclusi edifici di nuova costruzione e ristrutturazioni di grandi dimensioni); infrastrutture urbane (teleriscaldamento, illuminazione pubblica, reti elettriche intelligenti); pianificazione urbana e territoriale; fonti di energia rinnovabile decentrate; politiche per il trasporto pubblico e privato; mobilità urbana. Il Patto prevede un momento di interazione diretta tra amministrazioni e cittadini-consumatori-aziende e, più in generale, la partecipazione della società civile, coinvolta direttamente e invitata ad adottare comportamenti intelligenti in fatto di energia.

    Nel caso del capoluogo ligure, la Provincia di Genova si occupa attivamente di seguire il processo di sviluppo di PAES, favorendo varie attività di supporto ai Comuni tramite i suoi uffici o la propria Fondazione Muvita, adibita all’attuazione delle politiche del risparmio e dell’efficienza energetica. Principalmente, la Provincia svolge un ruolo di supervisore e di promotore attivo, attraverso la redazione pratica di PAES, non per il Comune di Genova ma per quelle aree più piccole e con più problematiche nell’approccio al tema energetico. Inoltre, si occupa della promozione di gruppi di acquisto solare (GAS) e audit energetici gratuiti per i condomini (in collaborazione con Legambiente), della ricerca di fondi per lo sviluppo di sistemi di gestione dell’energia a livello comunale e, con i risparmi ottenuti da queste politiche di riduzione energetica, promuove progetti autofinanziati di riqualificazione ambientale del patrimonio comunale. È prevista anche l’organizzazione di energy days e altri progetti affini (FamiglieSalvaEnergia, Pedibus, Rete ERRE di sportelli informativi comunali sull’energia intelligente, Go Renewable, “Il clima cambia, cambiamo anche noi!”), per la comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza nei confronti dell’iniziativa. Con le amministrazioni comunali, nell’aprile 2012 la Provincia di Genova ha siglato un Protocollo d’Intesa e formato un Comitato di Coordinamento.

    Genova vista da Apparizione«Il nostro è un lavoro abbastanza complicato e articolato – continua Miroglio – si pensi solo al fatto che oggi i Comuni liguri firmatari sono circa 25, alcuni anche molto piccoli, mentre altri sono più consistenti. C’è grande differenza tra le varie realtà interessate nel progetto, e bisogna tenerne conto: ci sono per esempio Comuni dell’entroterra, e altri costieri, e va da sé che ognuno sia un caso a parte, con determinate esigenze e con diversa disponibilità di risorse. Nostro compito è aiutare soprattutto le realtà più piccole (quindi, con l’esclusione del comune di Genova, tra i pochi in grado di lavorare autonomamente e proficuamente) e meno sensibilizzate riguardo al tema del risparmio energetico, organizzando eventi conoscitivi per invogliare Sindaci e cittadinanza ad adottare misure di risparmio e realizzando i PAES per i singoli Comuni. Da parte loro, i Sindaci hanno il compito di evidenziare realtà particolari e criticità su cui intervenire».

    Il progetto è stato intrapreso dall’amministrazione ligure ormai dal 2008 e sembra avviarsi senza intoppi vero la deadline del 2020. Lunedì 24 giugno 2013, in occasione della Settimana Europea dell’Energia sostenibile, si terrà come ogni anno a Bruxelles la quarta edizione della Cerimonia di firma del Patto dei Sindaci: la cerimonia, che consente ai nuovi firmatari di incontrare i vertici delle istituzioni europee e dare visibilità al loro impegno, rappresenta un’occasione per fare il punto sui traguardi raggiunti e dibattere sui possibili sviluppi futuri, alla presenza di rappresentanti vari (Commissari europei, deputati, sindaci, amministratori nazionali, regionali e locali), Direzione generale per l’Energia della Commissione Europea, Agenzia Esecutiva per la Concorrenza e l’Innovazione (Eaci) e Ufficio del Patto dei Sindaci.

     

    Elettra Antognetti

    [foto di Daniele Orlandi e Diego Arbore]

  • Piazza Solari, via Amarena: i residenti contestano il progetto autosilos

    Piazza Solari, via Amarena: i residenti contestano il progetto autosilos

    san fruttuoso 2Il progetto per la costruzione di un maxi silos a 5 piani (per 152 posti auto) tra Piazza Solari e via Amarena, all’interno della proprietà della Fondazione Contubernio D’Albertis, suscita la contrarietà di un folto gruppo di cittadini – indipendenti da ogni partito o movimento politico, di formazione ed età molto diverse ma attivi per tutelare il paesaggio e la qualità della vita, tengono a sottolineare – che si sono spontaneamente uniti nel “Comitato Protezione Bosco Pelato e Residenti di via Amarena, piazza Solari, via Savelli, via Ferretto”, raccogliendo oltre un migliaio di firme a supporto di un corposo documento di osservazioni, recentemente inviato all’amministrazione comunale.

    Il gruppo chiede di non sacrificare l’ultima area verde del quartiere ed esprime forti dubbi sulla stabilità del terreno interessato dalla nuova opera. «La popolazione subirà disagi per non meno di 18 mesi e poi rischi idrogeologici e riduzione della qualità della vita dovuta alla sparizione di verde a vantaggio di muraglioni di cemento – spiega il comitato – Inoltre, sappiamo che nei 184 box già costruiti dalla Fondazione in via Savelli (a circa 30 metri dal prospettato nuovo ecomostro) si verificano infiltrazioni d’acqua e sono in corso opere aggiuntive di impermeabilizzazione (la foto a sinistra mostra il muraglione di via Bozzano dove sono state fissate delle piastre metalliche per rompere gli spruzzi dell’acqua che scende quando piove ma che continua a fuoriuscire anche quando non piove n.d.r.)».

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    Secondo il comitato lo sbancamento della collina – la stima fatta dal progettista è di 15.000 m3 di terra – in una zona già soggetta a smottamenti, crepe e frane «Aggraverà ulteriormente il già delicato equilibrio idrogeologico con il conseguente rischio di frane e quindi di situazioni di pericolo in una zona densamente popolata che ospita due scuole nelle immediate vicinanze (frequentate da più di 1000 bambini di età compresa tra i 3 mesi ed i 14 anni)».
    Le continue opere di cementificazione nella collina soprastante al Contubernio «Hanno obbligato a suo tempo ad ancorare la zona direttamente sottostante a N.S. del Monte con un grosso muraglione in cemento armato a spese dei cittadini, onde evitare e prevenire frane – precisa il comitato – i civici di via Amarena 23-25-27 hanno dovuto sostenere opere di risanamento delle loro proprietà per limitare eventi franosi (NB: il Contubernio è esattamente sotto questi caseggiati, potete andare a vedere con i vostri occhi le crepe alquanto inquietanti nelle scale dei civici 23-25-27)».Questa ennesima depauperazione del paesaggio naturale «È in contrasto con le nuove tendenze a ridurre la cementificazione a seguito dei recenti tragici eventi alluvionali– continua il comitato – Siamo tutti testimoni della frana in via Carlo Varese dello scorso mese. Sicuramente, anche in questo caso, saranno stati fatti tutti i rilievi necessari e le analisi previste, ma la natura è alquanto imprevedibile e sappiamo che i mutamenti climatici in corso porteranno a precipitazioni più violente che in passato. Ed anche la nuova frana in via Ventotene dovrebbe farci riflettere».

    La collina Bosco Pelato, nonostante versi in stato di forte degrado, resta comunque l’ultimo polmone verde della zona «Tutto il quartiere beneficia dell’aria ricca di ossigeno dovuta ai parecchi alberi, tra cui alcuni ulivi – sottolineano i cittadini – destinati a scomparire per lasciare spazio a centinaia di metri cubi di cemento. Se il problema è la sicurezza della scalinata Bosco Pelato, basta aumentare l’illuminazione e ricostruire il muro di confine con la Fondazione stessa che viene mantenuto con puntelli da parecchi anni».

    Infine, i cittadini sottolineano «È già successo, purtroppo tante volte, che opere così grandi non siano state portate a compimento per diverse ragioni, lasciando l’ambiente in stato di degrado totale. Ricordiamo la costruzione dei box in via Bocciardo a Borgoratti, dove gli abitanti del civico 1 sono stati sfollati il gennaio 2012 e sono tuttora sfollati a loro spese perché l’edificio è stato dichiarato inagibile a causa dei danni subiti in seguito alle trivellazioni».

    «Il progetto in esame si rivela assolutamente incompatibile con i valori paesistici, ambientali, architettonici e geologici dell’area, oggetto di specifica tutela e recepiti dalla strumentazione urbanistica vigente – si legge nella conclusione del documento inviato al Comune – e deve pertanto ritenersi non realizzabile».

     

    Matteo Quadrone

  • Hero Paws, la sartoria per cani: una start up originale a Genova

    Hero Paws, la sartoria per cani: una start up originale a Genova

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    Fonte: tuttogratis.it

    Sofia lavora nel campo della sartoria per cosplay (ovvero la pratica di trasformarsi in personaggi famosi e riconoscibili, siano essi reali o personaggi frutto della fantasia) da anni, ha creato abiti che si sono esibiti sui palchi più importanti a livello nazionale come Lucca Comics, Romics e Cartoomics. Stefano, esperto web developer con la passione per il fumetto e la fotografia cosplay, ha portato il suo know-how nel mondo dei cani maturato con il progetto online Dogsitter Genova. Ma cosa c’entrano i cani con il cosplay?

    Hero Paws, questo il nome del sito, fornisce abiti e maschere per la festa, cerimonie, matrimoni, carnevale… abiti su misura per cani e gatti. Una vera e propria sartoria dedicata agli amici a quattro zampe quella di Stefano e Sofia, una delle tante start up della nostra città, spesso  lontane dai riflettori, in un periodo storico dove è sempre più diffusa la pratica di “inventarsi” il proprio lavoro senza andare a bussare alle porte di uffici e aziende, che non sono più in grado di assumere: «Creare un qualcosa di innovativo a Genova è quasi impossibile – commenta Stefano – la mentalità è quella di creare cose nuove con metodi vecchi e questo non porta innovazione. Il web è la speranza per noi genovesi, italiani, cittadini di un mondo virtuale che permette di concretizzare sogni ed idee. Hero Paws è un piccolo pixel nel vasto cielo di internet che racconta, e spero concretizzerà, l’idea di due persone come tante che vogliono esprimere le loro capacità con un piccolo progetto che a Genova, senza internet, non sarebbe mai nato. La nostra idea non è solo vestire cani ma far vedere che c’è una possibilità per tutti, anche a Genova, la città più anziana d’Italia, portando avanti idee innovative con la mentalità giusta.»

  • Kronoteatro: lo spettacolo “Orfani” al Teatro dell’Archivolto

    Kronoteatro: lo spettacolo “Orfani” al Teatro dell’Archivolto

    orfani kronoteatroDa giovedì 4 a sabato 6 aprile 2013 (ore 21) il Teatro dell’Archivolto di Sampierdarena ospita nella Sala Gustavo Modena lo spettacolo Orfani _ La nostra casa della compagnia Kronoteatro di Albenga.

    Scritto da Fiammetta Carena e diretto da Maurizio Sguotti, lo spettacolo mette in scena un incubo rituale e claustrofobico, sorprendente e inquietante, scandito da feroci conflitti. Gli spettatori assistono alla performance dal palco, seduti su panche che delimitano un rettangolo di terra scura in cui si muovo i sei interpreti: cinque ragazzi che vengono tenuti reclusi in uno spazio e un tempo indefiniti da un uomo che essi stessi chiamano Maestro. Spogliati della propria identità, privati di un nome e sottratti alla propria storia, i ragazzi appaiono sperduti e immemori. L’unica percezione che possiedono del mondo esterno è quella di una minaccia oscura e informe, elaborata su immagini spezzate e attraversate da echi di guerra.

    Nel cast Alessandro Bacher, Tommaso Bianco, Alberto Costa, Vittorio Gerosa, Alex Nesti e Maurizio Sguotti.

    Come ci spiega Maurizio Sguotti, «si tratta del primo spettacolo di Kronoteatro, compagnia formatasi professionalmente nel 2007: “Orfani” nasce da un laboratorio teatrale durato un anno e mezzo ed è il primo spettacolo di una trilogia che riflette sulla famiglia e i rapporti fra le generazioni. In questo caso, si parla del legame maestro/allievi e del “plagio” che egli compie su di loro, educandoli alla propria dottrina. “Orfani” è andato in scena in diverse città italiane: il rapporto con l’Archivolto è nato da un lungo rapporto con Giorgio Gallione e dall’adesione al progetto di teatro-ricerca dell’Archivolto. Andremo in scena nella Sala Modena perché è uno spettacolo pensato per pochi spettatori».

    Kronoteatro è una delle tre realtà liguri che hanno aderito a CreSco, il coordinamento della scena contemporanea, insieme a Tilt Teatro e Teatro Akropolis. Dopo il convegno del 20 marzo a Villa Bombrini, qual è la percezione di Kronoteatro rispetto alla scena ligure? «È importante che ci siano occasioni di incontro fra tutte le realtà che si occupano di teatro, occasioni per portare avanti discorsi e istanze comuni: è un segno che ci stiamo “risvegliando”, al di là dei risultati concreti, peraltro difficili da quantificare. Oggi si percepiscono molte più realtà giovani e vitali in tutto il territorio, a differenza del passato».

    Rispetto invece al progetto di Consulta Regionale dei teatri – portato avanti da Tilt e che vedrà una prima assemblea in Regione lunedì 22 aprile – «si dovrà capire se esistono linee comuni a tutte le realtà. Come Kronoteatro, sentiamo la necessità che i territori vengano rappresentati, che i fondi non vengano destinati solo al capoluogo, anche se a Genova hanno sede i principali teatri e le più importanti compagnie. È inoltre fondamentale sapere come vengono utilizzati i fondi e che fra le persone che ne decidono la distribuzione vi siano figure competenti e privi di conflitti di interessi, che abbiano il polso sia della realtà-teatro nel suo complesso, sia di quanto avviene nei singoli territori. Attualmente i soldi vengono distribuiti secondo criteri di longevità, ma il merito non sempre va di pari passo».

    Marta Traverso

  • Erasmus 2013: bando aperto per gli studenti dell’Università di Genova

    Erasmus 2013: bando aperto per gli studenti dell’Università di Genova

    Via Balbi, Università di GenovaSono aperte fino a giovedì 11 aprile 2013 le iscrizioni per la domanda di ammissione a Erasmus 2013, il bando che ogni anno assegna borse di mobilità agli studenti universitari che vogliono svolgere un periodo di studio e/o di formazione presso uno dei Paesi partecipanti al Programma.

    I requisiti per presentare domanda sono essere iscritti all’Ateneo genovese, in regola con il pagamento delle tasse universitarie, e non aver mai beneficiato di una borsa di studio Erasmus. Sul sito dell’Università di Genova è consultabile un elenco delle destinazioni Erasmus, suddiviso per Aree (nuova denominazione delle facoltà) e Paesi. Gli studenti possono concorrere solo per le borse proposte nell’ambito dell’Area di appartenenza, così come gli studenti iscritti a Scuole di Specializzazione, Dottorati e Master possono concorrere soltanto per le borse bandite nell’Area affine al loro percorso didattico. Ciascun candidato può indicare nella propria domanda online fino a tre destinazioni in ordine di preferenza.

    La domanda potrà essere presentata esclusivamente on-line sul sito dei servizi online per gli studenti, entro le ore 12 dell’11 aprile. Non saranno prese in considerazione domande che, per qualsiasi causa, dovessero essere compilate oltre il termine e l’ora indicati, né domande inviate per posta o con altre modalità di trasmissione.

    Per maggiori informazioni sul progetto Erasmus, sono previsti incontri informativi nelle singole facoltà entro i termini di scadenza del bando.

    La selezione dei candidati avverrà sulla base del curriculum degli studi, delle conoscenze linguistiche, delle finalità del periodo di studio all’estero (con particolare riferimento alla congruità dell’offerta didattica presso la sede estera con il proprio percorso formativo) e delle motivazioni personali. Durante la fase di selezione, i candidati dovranno sostenere un colloquio obbligatorio.

    Per ciascuna Area è stabilito un numero massimo di borse assegnabili:
    • Architettura n. 35
    • Economia n. 42
    • Farmacia n .10
    • Giurisprudenza n. 58
    • Ingegneria n. 48
    • Lettere e Filosofia n. 30
    • Lingue e Letterature Straniere n. 140
    • Medicina e Chirurgia n. 37
    • Scienze della Formazione n. 34
    • Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali n. 20
    • Scienze Politiche n. 54
    Per ogni Area sarà stilata una graduatoria e nominato un numero di vincitori pari al numero massimo di borse assegnabili. Le graduatorie saranno pubblicate lunedì 22 aprile 2013: tale pubblicazione avrà valore di comunicazione ufficiale agli interessati. Non saranno inviate comunicazioni a domicilio.

    Il periodo di studio all’estero deve avere una durata compresa fra 3 e 12 mesi e svolgersi nel periodo compreso tra il 1 giugno 2013 e il 30 settembre 2014.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Wanted Primo Maggio, concorso musicale: al via le semifinali

    Wanted Primo Maggio, concorso musicale: al via le semifinali

    concerto-musica-chitarra-elettrica-RMGiovedì 4 aprile 2013 al Crazy Bull Cafè di Genova Sampierdarena si svolge la prima semifinale per i concorrenti liguri del concorso musicale Wanted Primo Maggio.

    Il contest è organizzato dai consorzi regionali AudioCoop di Liguria, Piemonte/Valle d’Aosta ed Emilia Romagna. Gli iscritti per la Liguria sono stati 34 e dopo una fase preliminare di selezione sono stati scelti quattro artisti/gruppi emergenti per la semifinale. Si tratta di Valentina Amandolese, :Self, Seele Brennt e i Lena Molotov, che si esibiranno in due serate (stasera e giovedì 11 aprile).

    I finalisti del concorso, da tutte le Regioni, parteciperanno al grande concerto del 1 maggio allo storico Hiroshima Mon Amour di Torino. I vincitori avranno inoltre la possibilità di partecipare anche al Festival delle Periferie 2013, in programma il prossimo giugno, e al MEI di Faenza, attualmente la più grande rassegna nazionale di musica indipendente, e infine a un ‘minitour’ comprendente i 7 festival che formano la Carovana Dei Festival, nuova federazione nazionale di rassegne di musica emergente nata a Genova nel 2012.

  • Parchi Liguri: addio agli enti locali, ma il futuro è ancora incerto

    Parchi Liguri: addio agli enti locali, ma il futuro è ancora incerto

    Portofino, levante di GenovaLa scure della spending review si abbatterà dal prossimo autunno anche sui parchi liguri: a partire da fine settembre, infatti, il secondo decreto legge di revisione della spesa, licenziato dalla giunta Burlando allo scopo di razionalizzare i costi pubblici, prevede la trasformazione dei 6 enti parco regionali (Antola, Beigua, Portofino, Aveto, Montemarcello Magra, Alpi Liguri) in 5 sezioni territoriali afferenti a un unico “Ente Parchi Liguri”.

    In questi giorni, sui social network si è scatenata la reazione dei diretti interessati. Capofila della protesta, l’Ente Parco di Portofino si è fatto promotore di una petizione online, dall’evocativo titolo “Salviamo il Parco di Portofino”, che al momento ha raccolto poco più di 300 adesioni. Decisamente più successo ha avuto l’omonima pagina Facebook, che ha superato la quota di 5 mila adesioni.

    «L’obiettivo – racconta il direttore dell’ente, Alberto Girani – è giungere all’abrogazione di questa legge apodittica, che non ha previsto alcun iter procedimentale e non ne spiega la ratio. Se un tale provvedimento dovesse trovare attuazione, significherebbe la definitiva scomparsa del soggetto che gestisce il parco a livello territoriale e che media tra i diversi interessi e ricerca un equilibrio costante tra le necessità dell’uomo e dell’economia, da un lato, e la natura e l’ambiente dall’altro».

    Stando alle attuali disposizioni, infatti, il consiglio del costituendo “Ente parco ligure” sarebbe composto da 5 persone, nominate in qualità di presidenti dei vari parchi, e si insedierebbe a Genova, di certo non facilitando il dialogo con i cittadini: «Si tratterebbe di un ente burocratico distante – prosegue Girani – esattamente come è accaduto per le comunità montane, tornando indietro di una cinquantina di anni sulle politiche di gestione dei parchi. Tra l’altro, essendo sei i parchi liguri, uno di questi resterebbe fuori dal nuovo organismo».

    In rete, il dibattito è vivace e talvolta raggiunge toni piuttosto accesi. Non manca chi accusa gli amministratori del Parco di Portofino di essere un po’ troppo ingannevoli sul futuro: «La petizione è fuorviante – scrive sul social network Marta Puppo – in quanto non si tratta di sopprimere il Parco di Portofino, bensì l’ente parco, che è un’altra cosa». «Non si sta parlando di eliminare il Parco di Portofino – le fa eco Elisabetta Del Signore, milanese trapiantata nel Tigullio – ma di ridurre sprechi e doppioni… non è detto che sia un male». Chi appoggia o quantomeno giustifica l’iniziativa regionale, infatti, si augura che la futura centralizzazione porti un maggiore potere decisionale rispetto a quanto non ne abbiano attualmente i vari enti territoriali.

    Monte AntolaNaturalmente agli antipodi, la posizione del direttore Girani, che non si capacita di come un unico ufficio regionale possa fare meglio rispetto a chi vive quotidianamente sul territorio: «Negli ultimi anni abbiamo ottenuto risultati straordinari: un milione di euro per recuperare il percorso San Rocco di Camogli – Punta Chiappa, altri 500 mila per il percorso delle Batterie, 300 mila euro per la gestione dei boschi, 250 mila euro per il ripristino di sentieri di collegamento con realtà limitrofe, oltre a diverse centinaia di migliaia di euro per la comunicazione e altri piccoli progetti. Il tutto a fronte di un ente costituito da una decina di persone che riceve 85 mila euro di trasferimenti all’anno in conto investimenti e ne spende 80 mila per la manutenzione dei sentieri e 60 mila per la fruizione e l’educazione ambientale».

    Secondo Girani, il risparmio a cui andrebbe incontro la Regione Liguria con l’accorpamento dei 6 enti parco sarebbe pressoché risibile e paragonabile a metà dell’indennità annuale di un solo consigliere. «Con questa trasformazione – sostiene il direttore – andremo incontro a un annullamento delle capacità di catturare e spendere rapidamente fondi europei e statali, con futuri danni sul fragile tessuto economico locale dei consorzi, delle piccole imprese e delle cooperative locali».

    Da entrambi i lati della barricata, comunque, viene manifestata la necessità di organizzare un incontro che coinvolga la cittadinanza e possa raccontare nel dettaglio i rischi all’orizzonte per i parchi liguri. Un confronto che, a detta dei vari enti, non è stato ancora possibile a livello istituzionale, dal momento che la Regione Liguria non ha accolto la richiesta di un tavolo tecnico per la discussione del provvedimento legislativo.

    In realtà, la situazione istituzionale è più intricata e non è detto che il provvedimento trovi attuazione, quantomeno nelle forme attualmente previste, come ci spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Renata Briano: «La norma pensata dalla giunta altro non era che una risposta all’imposizione della speding review di ridurre del 20% le spese in questo settore. Siccome i parchi negli anni passati avevano già subito tagli diretti, un nuovo intervento sul bilancio non sarebbe stato sostenibile. Per questo motivo abbiamo pensato a un accorpamento degli enti, in un’ottica di salvaguardia dei parchi». Tuttavia, prima di essere resa operativa, la legge è stata portata all’attenzione della Conferenza delle Regioni per capire come si stesse muovendo il resto d’Italia. E qui, spiega l’assessore, è arrivata la notizia positiva: la Conferenza, infatti, ha approvato all’unanimità un documento che sostiene come i parchi regionali non debbano sottostare alle imposizioni della spending review poiché si tratta di realtà direttamente discendenti da una normativa nazionale. «Prima di analizzarne le conseguenze sul piano operativo – conclude Briano – abbiamo chiesto una conferma ai ministeri competenti (Economia e Ambiente, ndr) e stiamo aspettando il loro parere».

    In attesa della risposta da Roma, nei prossimi giorni l’assessore incontrerà i rappresentanti dei parchi per fare il punto della situazione. Intanto, è lo stesso Alberto Girani ad abbozzare un’apertura: «Una razionalizzazione a livello amministrativo può senza dubbio essere fatta. Ad esempio, è inutile avere cinque enti parco con cinque persone diverse che si occupano degli stipendi, cinque organismi di valutazione dei dirigenti ecc… Altre spese possono essere accorpate, ad esempio per le consulenze faunistiche universitarie, non solo per i parchi: così sì che si giungerebbe a un effettivo risparmio dal punto di vista finanziario. La nostra iniziativa in rete – conclude – non vuole essere tanto una protesta fine a se stessa ma un tentativo di far riflettere l’interlocutore regionale per convincerlo ad aprire un produttivo tavolo di confronto. Vorremmo poter discutere con la Regione di una politica territoriale che non sia solo di consumo del territorio per trattare l’emergenza, ma che sia un ragionamento strategico sul medio e lungo periodo, così come d’altronde era stato promesso in campagna elettorale».

     

    Simone D’Ambrosio
    [foto di Daniele Orlandi e Roberto Manzoli]